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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 1251
    LUNA -

    EME, @nessuno merita una non vita@. Il punto è che fdc pensa che la vita deve restituirgliela lei. Io, ovviamente, spero per fdc che questo sia solo un gran malinteso o una crisi passeggera. Magari un dì si chiariranno, e anche se sarà il 2085 lui saprà che avrà valso la pena NON vivere in attesa di quel momento. Siamo tutti, penso, in grado di capire perché, almeno idealmente, quel momento ha il sapore di quando ti svegli da un incubo e scopri che è stato solo un brutto sogno. Nel caso di fdc, poi, che sembra non provare rancore neanche per il tradimento e l’abbandono, ma sopratot tanto tanto verso se stesso, se LUI fosse riaccolto, se LUI avesse un’altra possibilità avrebbe solo da ringraziare. In realtà forse è proprio quando la tensione dell’incubo-distacco et rifiuto et tuttacolpatua che cala che viene fuori, dentro, anche tutto ciò che non hai ascoltato di te, che hai accantonato, che emerge anche altro smarrimento. Che ti accorgi che una passata di spugna non basta, neanche per te. – una cosa posso dirla però, pensando a chi si rende conto che la vita deve proprio riprendersela, senza poter più pensare che l’altro/a verrà a restituirgliela. Se vuole vivere, anche mentre si dice che non vuole, non ha senso, non ce la fa, deve uscire per forza dalla dipendenza che sia l’altro a ridargli senso e vita. Posso dire che è dura. E’ dura soprattutto se sei stato talmente tanti anni con una persona che ti pare sia sempre esistita. Che ti fosse così visceralmente parente che mai avrebbe potuto tradirti, andarsene, disconoscerti. Però se ami qualcuno e sai perché e quanto sai di te, non prova quanto ti ama, ancora. Se tu pensi che una persona non possa avere egoismi, anche una certa cattiveria non significa che non ne abbia. Se dici non è possibile non vuol dire che non lo sia. – quando vado a casa della mia amica che ne ha passate di tutti i colori a causa del tradimento del marito e stanno ancora insieme

  • 1252
    LUNA -

    (anche perché non si sono mai separati, a parte 7 giorni, in cui comunque lui era da sua nonna e facevano colazione cmq insieme ogni mattina) so che appena ora, dopo 6 anni, cominciano veramente a sentirsi meglio, e che comunque in questi 6 anni, anche se erano ancora insieme, lei comunque è stata molto male. Uno tsunami ha comunque travolto la sua vita, comunque lei ha vissuto in un incubo e un tunnel. E non perché l’altra ci fosse ancora o lui avesse dubbi, l’altra non c’era, ma loro son stati male lo stesso, per anni. Anche se erano ancora lì. Certo penso che lei non ha mai provato realmente, anche se ci avrà pensato 6 mila volte, cosa significa voltare pagina davvero. Certo per lei sarebbe stato più grave che averlo ancora lì, anche se alcuni si son risparmiati 6 anni di tunnel per scoprire alla fine che un vaso incollato non sarà mai intero. Fdc, se tu questa opzione non ce l’hai, però, di svegliarti una mattina e dirti, con lei lì, è stato un brutto sogno, solo tu puoi ridarti la vita. Lei non sembra intenzionata affatto a farti svegliare da ciò che vivi come un incubo. E non sembra avere lo stesso bisogno che hai tu di svegliarvi insieme dall’incubo. Altrimenti vi sareste già svegliati, anche perché il figlio, almeno in teoria, sarebbe già arrivato, se il punto era davvero quello. O almeno sareste insieme a lottare per non perdervi, sia pure litigando. Cosa che non mi pare avvenga. EME, i tunnel sono orrendi. Il mio mi è costato molto. Mi è costato dolore emotivo altissimo, salute, tempo, denaro, creatività, progetti di lavoro rallentati, si è riflettuto sull’intera qualità di vita. Mi è costato altri problemi perché stavo vivendo anche altri dolori e preoccupazioni. Mi ha incasinato il rapporto coi miei. Non mi è costato veramente i rapporti che valgono perché le persone che ti vogliono veramente bene rimangono, ci sono, a meno che tu, per malessere, non le tratti proprio male. Poiché io ho trattato male me e non loro non ho mai perso i veri affetti, veri davvero, che avevo intorno. Però ho perso molto della quantità e qualità del tempo che avrei potuto passare con loro, per mia amarezza, frustrazione, stanchezza, calo di energia, concentrazione sul loop e il tunnel e quindi distrazione dal vivere il presente. Per chi mi ha amato e amavo e amo, intendo anche i miei congiunti che ho perso in questi anni c’ero, ho condiviso sentimenti momenti. Tuttavia mi chiedo quanto di più avrei potuto dare ed essere e stare e vivere se non avessi dedicato invece troppo tempo e energie a chi comunque, invece, era assente o negativo. Non ho un vero senso di colpa perché so di esserci stata, nei cfr di chi ha avuto e ha per me un significato solo positivo. Però resta il fatto che il tunnel toglie molte cose e complica il tempo, la sua qualità, il vivere. E a fdc direi di riflettere su questo, ma da un’altra prospettiva. Di non crepare nei ricordi di ciò che fu ma di riflettere se sua moglie gli abbia donato un solo, vero, pulito, sereno bel nuovo ricordo in questi 3 anni. Se si sia mai preoccupata, da 3 anni, che lui ne abbia, di nuovi e di buoni. E se lei non sia invece diventata, con il suo comportamento, ragione di amarezza, stress, smarrimento, frustrazione, più dolore, ansia, tensione, angoscia etc l’ombra nera che, a causa del tunnel e dei loop a vuoto, si estende anche sui rapporti che funzionano e i momenti di benessere, sul sonno, il lavoro, la vita, l’autostima. Sempre nei discorsi, perennemente assente, ma comunque un tarlo che divora la vita.

  • 1253
    Myskin -

    No Fdc, tu continui a credere che tutto sia legato solo a te, e al tuo ” errore ” del non volere un figlio. Ma non e’ cosi, concordo con EME eravate una coppia, una famiglia (tra l’altro ben consolidata da vent’anni di percorso insieme) la sua voglia di maternita’ era un nuovo elemento, da affrontare insieme, l’unico errore che riesco a vedere e’ la SUA decisione unilaterale di andarsene, punto.

    Fdc, conosco bene le sensazioni che hai descritto, il buio e profondo tunnel in cui sei caduto, il morale ogni giorno piu’ in caduta libera, per di piu se “per sbaglio” riuscivo a vivere qualche minuto sereno e mi scappava un sorriso, immediato dentro di me riusciva il trauma ancor piu’ forte, accompagnato dall’amerezza di quanto sarebbe stato diverso se ci fosse stata anche lei, in un vortice sempre piu’ denso di sensi di colpa….

    Ma devi riuscire ad estraniarti da tutto questo (molto probabilmente con l’aiuto di un professionista) altrimenti non vedrai mai la realta per quella che e’. Paradossalmente, pur essendo nell’immediato immensamente piu’ doloroso, questo tuo addossarsi tutte le colpe dando all’altra persona un ruolo da “figurante”, altro non e’ che darsi una via di fuga dalla verita’… troppo devestante e amaro dover riconoscere che, nonostante gli anni passati insieme, non conoscevamo completamente la persona al nostro fianco.

  • 1254
    colori cangianti -

    Il buffo di queste lettere è che ognuno può raccontare la sua versione dei fatti senza alcun timore di essere smentito dalla controparte. Mi fa una certa impressione sentir parlare di persone che “liquidano gli altri senza una possibilità di appello”. Mi fa impressione perché nel mio caso di possibilità di appello ce ne sono state tante. Ci sono stati tanti avvertimenti, tanti campanelli d’allarme, tanti espliciti richiami alla ragione … ma evidentemente qualcuno ha la memoria corta, oppure stava troppo male per recepirli. Scusate se non me la sento di entrare nei dettagli e di raccontarvi tutta la mia storia. Ho messo sull’avviso la mia compagna innumerevoli volte. Le ho spiegato per filo e per segno che non ero più in grado di sopportare certi atteggiamenti aggressivi, che il suo comportamento mi destabilizzava, che le conseguenze a lungo termine potevano essere fatali … Una volta le ho perfino scritto una lettera in cui la avvisavo che cominciavo a avere forti dubbi sulla nostra futura convivenza … Io tutte queste cose me le ricordo benissimo. Chissà cosa passava nella testa della mia donna in quei momenti drammatici …

  • 1255
    Fuori dal Coro -

    Ciao ragazzi, ciao Luna, ciao Myskin e ciao a Eme e coloricangianti.
    Vi ringrazio anzitutto dei vostri interventi.
    Mi ha colpito molto l’intervento di coloricangianti che ho il piacere di leggere per la prima volta. Hai ragione sai quando dici che ognuno può raccontare la sua versione dei fatti senza timore di essere smentito dalla controparte. In genere succede spesso così. Ma non credo sia il mio caso. Se hai avuto modo di leggere qualche mio post precedente e, soprattutto le risposte di chi è intervenuto, ti sarai accorto la mia costante “giustificazione” nei confronti di mia moglie. Negli ultimi post di Luna, Eme e Myskin (ma non solo in questi ultimi) noterai un costante “invito” nei miei confronti a non “crocifiggermi”. Ho iniziato a scrivere qui per caso leggendo la lettera di Aleba e ho scritto centinaia di lettere. Che senso ha entrare in questo sito e parlare con gente raccontando cose non vere. Perché ? Cosa me ne giova ? E’ ovvio che tutti gli interlocutori ascoltino solo la mia versione perché sono solo io che scrivo. Ma ho sempre cercato di essere obiettivo cercando di mettere in risalto i miei errori e non i suoi. Ho letto il tuo post n. 1254 e sono rimasto molto colpito. Scrivi che hai messo sull’avviso la tua compagna innumerevoli volte. Addirittura le hai spiegato per filo e per segno che non eri più in grado di sopportare certi atteggiamenti aggressivi, che il suo comportamento ti destabilizzava e che le CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE POTEVANO ESSERE FATALI. Le hai scritto una lettera in cui la avvisavi che COMINCIAVI AD AVERE FORTI DUBBI SULLA VOSTRA FUTURA CONVIVENZA. Ho volutamente scritto in maiuscolo alcuni passaggi. Caro coloricangianti tu sei stato di una chiarezza unica, esplicito, diretto. Questi non sono campanelli d’allarme o “segnali” come usano spesso dire parecchie donne. Qui tu sei stato diretto, hai scritto NERO SU BIANCO che ciò che stava accadendo poteva portare alla fine del rapporto. Io non conosco la tua ex ragazza ma non mi viene da pensare che tu venga qui a scrivere certe cose inventandole: perché dovresti farlo ? E prendendo per buono tutto quello che hai scritto non mi sento di dare neanche una possibilità di appello alla tua ex. Come ha reagito alla tua lettera ? Quello non era un segnale erano frasi scritte…inequivocabili che dicevano chiaramente che se non si cambiava era la fine. Cos’altro potevi fare tu ? Tu non hai covato dentro un tuo malessere ma lo hai esplicitato con tanto di lettera. Cioè se non capisci quello che ti dico almeno leggi questa lettera indirizzata a te. Vorrei chiederti come si è comportata dopo che hai deciso di lasciarla. Se vorrai me lo dirai. A sua discolpa così a caldo posso solo pensare che non era proprio capace di controllarsi perché da quello che scrivi ce l’hai messa davvero tutta per salvare il vostro rapporto. Ti dirò se mi fossi trovato al tuo posto avrei agito allo stesso modo. Avrei scritto una lettera anch’io dopo gli altri tentativi.
    Mi sembrava doveroso…

  • 1256
    Eme -

    Credo sia opportuno chiarire alcuni concetti. Senza polemica. Ieri ho passato 24 ore a cercare di leggere in me stessa, di capire perché, in quale momento le persone scappano da me.
    Escludendo la sfortuna cosmica resta un mio problema comportamentale che ho individuato ma non ho ancora affrontato come dovrei.
    Non vorrei entrare in analisi prima di essermi analizzata a fondo. E’ brutto scovare i propri panni sporchi, quelli che si nascondono dietro a porte che dovrebbero restare chiuse ma che poi, un colpo di vento, spalanca di colpo.
    Ho avuto una storia sentimentalmente importante prima dell’ultima, è quella che LUNA conosce bene tramite Lilly.
    E’ la storia che mi ha fatto brancolare nel buio per più di tre anni (due anni insieme a lui ed 1 anno nel tunnel, da sola), è la storia che la mia mente aveva manipolato in modo che lui solo apparisse il cattivone ed io la semplice vittima predestinata. In realtà ho lasciato che lui fosse il cattivone. Il classico ruolo criminogeno della vittima.
    Se una personalità masochista si cerca un sadico è tutto tranne che una vittima. Ma c’è un momento in cui la masochista esagera, sconfina, vorrebbe essere trattata da persona. E’ il momento in cui chiede spiegazioni che non arriveranno MAI! E allora si inventa la disperazione e sostituisce il dolore con altro dolore.
    FDC mi ha ricordato me stessa nel 2009.
    E’ fermo da tre anni nel ricordo di una persona che in apparenza adora ma di cui disegna con una precisione “sospetta” i lati negativi al punto che tutti li conoscono. Lascia che lei entri ed esca dalla sua vita come se lui fosse il nulla e lei il tutto.
    Ho la sensazione (pura sensazione) che lui, in quel loop, ci stia bene. Che la consapevolezza di aver perso sua moglie e il terrore di non provare più emozioni lo spingano a starsene al calduccio, nel tunnel al sacro fuoco non dell’Amore ma della disperazione. Senza rendersi pienamente conto che questa non vita non lo condurrà da nessuna parte.
    Ieri ho aperto e letto più di mille e-mail. Mille……
    Il 5 marzo 2008 alle ore 7.45 eravamo insieme, mi ha guardata negli occhi sorridendo, mi ha baciata, mi ha detto “a domani Piccola” .
    Non l’ho mai più incontrato Se non per strada, ad occhi bassi e passo rapido..
    Alle 10.40 dello stesso giorno mi è arrivata questa e-mail:
    “le parole per spiegare tutto forse non servono più e le ragioni e i torti appartengono ad entrambi.
    p.s. fai conto che io,(ed è vero) sia passato in una nuova fase, dove è importante la salute e i buoni “propositi” per tutti(o quasi), e dove qualsiasi cosa possa capitarti avrà lo stesso valore di un attimo e solo quello”.
    Sono state le ultime parole civili. Quelle successive sono state le tipiche che una personalità sadica riserva ad una personalità masochista che non se ne vuole andare.
    Se n’è andato.
    Non ho mai capito veramente il perché.
    Neppure ieri sono riuscita a comprendere perchè, ad un certo punto, ho dovuto staccare il cervello da quella storia malata che mi stava come risucchiando.

  • 1257
    Eme -

    Mentre leggevo si sono riaccese tutte le vecchie paure, tutti gli stati d’animo che ho vissuto dentro a quel tunnel di solitudine, disperazione, di convinzione di non valere nulla perché con un nulla ero stata lasciata.
    Ho rivissuto QUELLE sensazioni (non quelle di oggi) ed ho capito che io stessa le avevo generate, all’epoca.
    Non lui ma io.
    Io mi ero condannata al tunnel, io volevo provare disperazione perché l’alternativa era una stasi, un’assenza di emozioni che mi faceva stare male.
    Io volevo provare dolore …..e l’ho provato. Tanto, da arrivare al confine del suicidio.
    Lui se n’era semplicemente andato per motivi che non posso che ricondurre alla noia, al disamore. Ma allora perché quel bacio? Quel “a domani”? Un ultimo tiro sadico? Menefreghismo? Non lo saprò mai.
    Se quella storia fosse stata una storia seria, non un’avventura extraconiugale, avrei voluto avere una spiegazione.
    Questo era il mio stato d’animo quando ho letto e risposto a FDC. La mia mente era a quel 5 Marzo 2008, quando mi si è aperto un baratro sotto ai piedi e ne sono uscita nel modo sbagliato. Senza risolvere nulla ma ridendo al grido di “sono serena”.
    I brividi di paura che ho provato ieri dimostrano che non ho risolto un bel nulla. Me la sono raccontata, diciamo così.
    Gli eventi recenti sono totalmente diversi. So bene quali sono stati i miei errori, perlomeno quelli più grossi e grossolani. So che mi sono state date opportunità di modificare la rotta che non ho saputo cogliere.
    So che un aspetto non mi era stato rivelato ma, sinceramente, non so quanto il conoscerlo avrebbe influenzato sia il mio comportamento precedente, decente, che quello successivo, totalmente in balia dell’esaurimento nervoso per problemi pratici e della convizione di non essere abbastanza.
    Non ho la memoria corta.
    Forse, al contrario, ho una memoria così lunga da cercare di scavare non solo nel passato prossimo ma anche nel passato remoto. Come ho fatto ieri.
    In questi giorni so di aver dato il peggio di me. Anche con me stessa. Ho pensato, e molto, di riprecipitarmi nel tunnel per potermi crogiolare al fuoco della disperazione.
    In questa settimana, ho perso 4 kg, non ho dormito che poche ore ,ho fumato 3 pacchetti di sigarette al giorno. Insomma, stavo ricreando tutti i presupposti.
    Ma poi ho deciso di fermarmi.
    L’ultima sigaretta l’ho spenta ieri notte, mentre riponevo un carillon, un fumetto, qualche foto ed altri oggetti in una scatola dei ricordi. Di quelli belli. Non di quelli disperati.
    Questa mattina, ho fatto colazione, domani comprerà le vitamine ed il tranquillante che mi hanno appena prescritto, a settembre rientrerò in terapia.
    Lo faccio per me stessa, per il rispetto che ho per una storia che è stata importante indipendentemente da com’è finita, per il rispetto di una persona che ha chiesto di essere lasciata in pace e ne ha tutto il diritto.
    Mi spiace per l’incomprensione sui miei ultimi post.
    L’avrei comunque chiarita in quelli che pensavo di pubblicare nel pomeriggio.

  • 1258
    Fuori dal Coro -

    Mi sembrava doveroso dare spazio al post di coloricangianti. In poche righe ha messo in luce ciò che sarebbe servito a me e mia moglie per salvare il nostro matrimonio.
    Ma forse le motivazioni erano diverse. Forse così facendo Lei mi avrebbe “costretto” a fare per forza quello che dovrebbe essere un completamento spontaneo dell’Amore: un figlio. Un figlio non si costringe a farlo…un figlio si desidera.
    Myskin vedo che conosci bene le sensazioni che si provano a stare in questo modo. In poche righe hai espresso anche tu il mio stato d’animo. Non ce la faccio ad estraniarmi. E probabilmente non saprò mai quale sia la realtà. Eme, Luna, Myskin avete fatto tutti delle considerazioni molto profonde. Sono sottoterra ma sono lucido e riesco a capire ciò che scrivete. A Eme vorrei dire che no non voglio che mi si dica che ho mille colpe per stare bene. Ritengo di averne solo una. Ma quella colpa, o meglio quell’errore, mi sta distruggendo la vita. Anch’io non credo alle fini improvvise. Ma ripeto ancora: così è stato ai miei occhi. Mi sono soffermato sul post di coloricangianti perché io non ho avuto quei segnali così evidenti che lui ha trasmesso persino per iscritto alla sua ex.. Ma non è che questo mi sia di conforto. Lei mi accusa di “non aver voluto vedere la sua sofferenza”. Ma io in questi tre anni non ho saputo come farle capire che in realtà questo suo malessere non l’ho visto davvero. Forse davvero in questi tre anni ho sbagliato molto di più di quanto ho fatto nei precedenti. Perché ammetto di essere stato vinto spesso dalla rabbia.. In certe situazioni così delicate ci vuole calma, obiettività perché se fai un passo avanti rischi di farne tre indietro. Si deve capire che in situazioni come questa così come dici tu, chi fugge o è stato rapito dagli ufo o qualche ragione anche banale ma la deve pur avere. Credetemi ragazzi sono una persona normale ma mi sto distruggendo la vita su questa storia. Perché si pare che le storie finiscano ma io non riesco ad accettare il fatto che possano finire così di punto in bianco. E ben inteso sto parlando di storie di lungo corso..matrimoni. Perché è anche normale che una relazione di due anni possa finire. Magari le due persone non si intendono, caratterialmente non si trovano e ok. Ma quando due persone che si conoscono da una vita e si amano per davvero…no…non può essere che succeda qualcosa come nel mio caso. Allora posso solo pensare che con qualche mia frase, con qualche mia idea possa aver colpito implacabilmente il suo desiderio di maternità e lei si sia sentita irrimediabilmente ferita dentro. Io so per certo di non aver fatto nulla con cattiveria e di aver sempre creduto in noi e nel nostro Amore. Luna scrivi belle parole anche tu. Parole con senso profondo parole che in effetti dicono ciò che realmente è accaduto. Ma io mi trovo come di fronte ad un bivio: da un lato la persona che ho conosciuto e da un altro la persona che è adesso. E continuo a chiedermi con insistenza: cosa è successo ?….

  • 1259
    LUNA -

    A dire il vero sarebbe positivo leggere la controparte, agli autori delle lettere, che spesso cercano di capire da soli, non dispiacerebbe. Ma più che altro una persona scrive le sue emozioni, sensazioni, la sua versione emotiva dei fatti. – Sì, c’è anche chi non vuole vedere i segnali, non li vede perché troppo preso da sè o dai suoi giochi di equilibri, chi li prende sottogamba, chi comunque non sa che farci, anche chi si fa lasciare, e magari poi si pente. Ma c’è anche chi davvero non è diretto, non abbastanza, e liquida senza appello perché ha palesato quando per lui o lei la faccenda-coppia era già risolta. In realtà nel caso di fdc non credo che lui non abbia il timore di essere smentito, ma preferirebbe essere smentito. E’ ovvio che non ci è dato sapere la versione di lei, ma quel che comunque appare, in ogni caso, è, come dice myskyn, che lui non accetta la realtà, il cambiamento già avvenuto, e che rimugina costantemente sul passato. In qualunque percentuali siano le responsabilità comunque lui non affronta i dati presenti. Lei non c’è. Ora no.

  • 1260
    Eme -

    Fuori dal coro “E ben inteso sto parlando di storie di lungo corso..matrimoni.Perché è anche normale che una relazione di due anni possa finire “.
    Si, come no, due anni sono una sciocchezza, una virgola. E che sarà mai….
    Complimenti per il luogo comune, FDC.
    E, se mi permetti, ho avuto una storia di 17 (diciassette) anni che si è rivelata essere il più grottesco teatrino che due individui adulti possono inscenare. E quando è finita c’è chi si è stupito perchè ci vedeva come una coppia inossidabile…
    Il matrimonio, al limite, santifica o da valore contrattuale ad un rapporto. Non rafforza il sentimento.
    I caratteri, negli anni, possono cambiare.
    L’incompatibilità, quindi, può sopraggiungere in qualsiasi momento.
    Chiedi a coloricangianti come la sua ex ha reagito a quella lettera.
    Posso azzardare una risposta io?
    Ha reagito nel modo sbagliato.
    Anzichè fermarsi, riflettere, curarsi e tentare di rimediare al danno già fatto è partita come una mina vagante alla ricerca di qualcosa.
    Ha reagito come chi ha i nervi a pezzi e piange, ride, accarezza, aggredisce, sale in cielo, precipita all’inferno nell’arco di 5 minuti mandando segnali totalmente contrastanti.
    Ha reagito come chi prosegue imperterrita lungo una china pericolosa nella convinzione che tutto andrà a posto da sè quando quel qualcosa che non si sa cosa sia si realizzerà.
    Ha reagito come chi non si cura e alla fine resta vittima di fantasmi vecchi e nuovi che non vengono dall’esterno ma albergano allegramente dentro di lei.
    Ha reagito da codarda, mentendo a sè stessa, raccontando che lei non c’entrava nulla con la freddezza da autodifesa sopraggiunta nel compagno. Che fosse colpa di Tizio, Caio, Sempronio, del Fato.
    Ha reagito sottovalutando la capacità altrui di tutelarsi prendendo le debite distanze.
    Ha reagito male, insomma.
    Perchè stava male. Dentro e fuori. Per mille problemi pratici, perchè si sentiva una nullità, perchè era soffocata dai sensi di colpa.
    Hai mai sofferto di sensi di colpa FDC? Di senso di colpa patologico, intendo. E’ una sensazione che nasce dall’inguine e piano piano risale e ti congela. Soffoca, non riesci più a respirare. Le tempie ti scoppiano, gli occhi si riempiono di lacrime, il cuore sembra dover scoppiare da un momento all’altro e tu non sai più cosa fare. Vorresti ammazzarti se ammazzarti ponesse un rimedio.
    E alla fine c’è chi implode e chi esplode. E quello che esplode è come se reclamasse a gran voce affetto e carezze perchè dietro ad una carezza ci sarebbe il tanto agognato perdono.
    Ma chi accarezza una belva che sbraita?
    Chi?
    Nessuno. Se non per pena. Forse paura.
    Ed ora, chi lo sa, forse l’ex di coloricangianti non può fare altro che rendere onore ad un rapporto ormai morto offrendogli, come medaglia al valore, ciò che non ha mai fatto: curare nervi, fisico e testa.
    Ogni patologia ha una sua cura. Sicuramente le rimarrà il rammarico di non averlo fatto prima. Per quel rapporto e per se stessa.

  • 1261
    colori cangianti -

    Il mio intervento non era rivolto a Fuori dal Coro, ma ad un’altra persona che scrive in questo sito e che ovviamente non ha avuto alcuna difficoltà a riconoscermi. Ho utilizzato un nick inconsueto unicamente per tutelare la nostra privacy. Quando ho scritto quel post non avevo ancora letto il messaggio affettuoso che la mia ex compagna mi aveva rivolto in un altro forum. Sono rimasto profondamente stupito da certe sue affermazioni e sebbene in questo momento sia molto stanco e molto provato non ho potuto proprio resistere alla tentazione di rispondere.
    Fuori dal Coro, la storia della lettera è assolutamente autentica, e comprendo che la sordità della mia ex possa sembrare quasi inverosimile, perché io l’avevo avvisata in modo quanto mai esplicito del grave pericolo che stavamo correndo. D’altra parte sarei ingeneroso se addossassi alla mia ex compagna l’intera responsabilità di quello che è accaduto. Lei soffre di un’acuta forma di auto-lesionismo, che si traduce, per sua stessa ammissione, in una serie di comportamenti autolesivi, masochistici e frustranti … ma anche io ho commesso dei gravi errori che non voglio assolutamente più ripetere. Ho taciuto su un aspetto importantissimo della mia personalità, e non le ho spiegato che i suoi comportamenti aggressivi avrebbero potuto provocare degli “effetti collaterali” del tutto imprevedibili (a dire il vero avrei voluto farlo, ma sono stato paralizzato dai suoi pregiudizi).
    Adesso scusatemi ma mi fermo qui. La nostra è una vicenda troppo complessa per essere analizzata in questa sede, ed io, in questo momento, non avrei l’energia sufficiente per farlo.

  • 1262
    Fuori dal Coro -

    Ciao Eme
    Stavo andando via ma ho letto il tuo ultimo post e ho voluto subito risponderti. Mi scrivi:
    “E’ fermo da tre anni nel ricordo di una persona che in apparenza adora ma di cui disegna con una precisione “sospetta” i lati negativi al punto che tutti li conoscono. Lascia che lei entri ed esca dalla sua vita come se lui fosse il nulla e lei il tutto.
    Ho la sensazione (pura sensazione) che lui, in quel loop, ci stia bene. Che la consapevolezza di aver perso sua moglie e il terrore di non provare più emozioni lo spingano a starsene al calduccio, nel tunnel al sacro fuoco non dell’Amore ma della disperazione. Senza rendersi pienamente conto che questa non vita non lo condurrà da nessuna parte.”
    Perdonami Eme ma qualcosa mi sfugge in quello che hai scritto.
    Io non sto bene in questa situazione. Io sto male. Male dentro. Non riesco a pensare di avere un’altra storia perchè ho in testa solo Lei. Lei che se avete fatto caso scrivo sempre con la lettera maiuscola. Io soffro Eme, ho lo stomaco a pezzi e la testa che mai e dico mai una sola volta in questi tre anni non ha pensato a Lei.
    Mi dici che “disegno” con una precisione “sospetta” i suoi lati negativi. Che vuol dire ? Ho Amore (anche qui con la lettera maiuscola) tanto Amore per Lei. Ma nello stesso tempo rabbia, tanta rabbia. Si rabbia per quello che è successo. Perchè ho sbagliato ma in buona fede. Non volevo davvero farle del male. Ho sbagliato da immaturo da superficiale, da distratto. Ho sottovalutato certe cose. Ma Amavo e Amo mia moglie e non sto bene così. Non è vita questa. Non so cosa fare. Sto male e non è vittimismo. Solo una condizione che mi pare tu conosca bene. Solo che io non riesco ad uscirne. Forse per carattere non so. Ma forse solo per sentimento e per la convinzione che entrambi (io per primo) abbiamo fatto delle caz…te che ci hanno rovinato l’esistenza. Almeno la mia. ma anche Lei non credo stia bene. Non può, non è possibile. Eravamo felici non è possibile che Lei non lo fosse
    Ciao

  • 1263
    LUNA -

    FDC: @Perchè ho sbagliato ma in buona fede. Non volevo davvero farle del male. Ho sbagliato da immaturo da superficiale, da distratto.

    e lei no, CAZZAROLAAAAAA???

    FDC, nè io nè te sappiamo cosa pensa realmente lei, e per quanto tu la conosca non lo sai. Se la tua convinzione che lei anche stia soffrendo, e nel modo che “vorresti” (passami la parola, non è che vuoi che soffra, ma il modo in cui comunque hai deciso TU) ha una base di verità è un conto, ok, ma comunque allo stesso modo non significa che lei reagirebbe alla sua sofferenza come tu vuoi, ma se tra l’altro lei non sta affatto soffrendo per te, per voi, per sè come pensi tu tu stai facendo un errore MADORNALE per te stesso, e lo stai facendo adesso, e lo fai da tre anni, non è quello che pensi tu, perché comunque neppure lei fu adulta a sufficienza nè convinta a sufficienza per parlare chiaro, diretto, limpido, ma lo fai nel perseverare con quelli che comunque, ha ragione EME, sono luoghi comuni.
    Anche la vostra storia può finire, e di fatto è finita.
    Sono tre anni che E’ FINITA. E’ ancora in piedi solo dalla tua parte e perché tu sei ostinato a volerla vedere come tu vuoi, ma di fatto NON C’E’.
    Se poi questa storia può riprendere e come io ovviamente non lo so. Ma non lo so come non lo sai neppure tu.
    Tu usi la tua speranza come regola.
    Tu usi il fatto che TU non accetti che questa storia finisca e come ti senti tu come parametro anche per lei.
    Tu decidi che lei in realtà non puoi vivere senza di te, anche se non ti caga di pezza.
    Tu decidi che lei è l’essere più sensibile del pianeta e della galassia anche se lei ha chiuso, chiuso al punto che neanche in un momento come quello che hai vissuto c’è stata davvero.
    A te sembra impossibile che lei possa aver smesso di amarti, perchè TU sai quanto hai amato e ami lei.
    Ma ti è mai capitato di finirla con una persona e di vivere lo stesso?
    Certo che ti sarà capitato.
    A lei, a voi, non può succedere.
    Forse dovresti entrare nell’ottica che invece è possibile.
    Se poi lei ti sorprende tornando (ma VERAMENTE) ok, ma dovresti purtroppo entrare nell’ottica che lei può non aver dato o comunque non dare la stessa importanza a te e alla vostra storia che tu dai a lei e alla vostra storia.
    E che comunque in tre anni non ha fatto un vero passo.
    Questo è un fatto. Mentre tu ne hai fatti quanti dieci millepiedi.

    Io non so se stai così per farti male, ma certo è che ti FAI male.
    E che comunque sicuramente per te staccarti dalla speranza e dalle convinzioni che a voi non può succedere, che le storie di due anni possono finire ma quelle di venti no, e che comunque anche se quelle di venti finiscono la vostra no, ti spaventa da morire. Al punto da preferire morirci dentro.

    EME: sai tu per te. Comunque i tuoi interventi mi fanno sempre riflettere, e ti ringrazio. Saluto anche lui. Anch’io comunque sto fumando troppo, ed è ora di darci un taglio.

  • 1264
    LUNA -

    Quello che noto io, per me, è che al di là della cose che possono essere non risolte, è molto difficile anche riabassare il livello dello stress, anche quello stress che comunque è entrato in circolo.
    E che quindi basta uno stimolo minore ad alzare il numero delle sigarette in chi a suo tempo, sotto forte stimolazione e in un periodo molto nero, l’ha aumentato.
    Io non lo so quale sia stato il tuo rapporto con il cibo, però chi è provato lo stomaco chiuso una volta, se non è riuscito a “riposarsi” veramente, a tornare alle impostazioni di default, forse più facilmente sotto uno stimolo, anche se minore, o comunque percepito come un dejavu, può riprovare lo stomaco chiuso in tempi molto più brevi di quando successe la prima volta.
    Come se ci fosse meno filtro tra stimolo e reazione.
    Ovviamente magari sto dicendo una gran cazz…ta. Io vedo questo, che si possono accorciare i tempi di reazione. Ma anche, come vedi, mi pare, di presa di coscienza di un’alterazione dell’umore, del comportamento, di una compulsione ecc.
    Ciò comunque mi pare positivo.
    Un abbraccio, cara EME.

  • 1265
    LUNA -

    FDC, nessuno ti sta dicendo che non dovresti soffrire, che potresti di per sè non soffrire per la fine di un amore. O, ok, so che ci tieni: DELL’AMORE. (ma dovresti entrare nell’ottica che non è questione di tempo o di ciò che si può o non si può, secondo i tuoi schemi, se ogni persona che soffre per la fine di un amore pensando fosse quello e solo quello, pensa di vivere la fine DELL’AMORE). Il punto è che cmq dovrai e potrai rielaborare, ma che tu ti massacri inutilmente con sta storia di LEI tipo un’icona sacra e di te colpevole. E non ti rendi conto che EME e il suo ex non saranno stati insieme 25 anni, ma hanno appena fatto una cosa: si son cercati e parlati. Non son stati là a dirsi ‘è tutta colpa tua’ e anche quando lei si è presa molta della responsabilità lui non ha rincarato la dose o l’ha lasciata marcire in quella che cmq è autocritica. Anche, permettimi, però, cmq più lucida della tua. LEI LEI LEI sarà anche il tuo Amore. Ma non è un’icona. E’ una persona. E non ha cinque anni per cui tu tu tu dovevi e devi solo tu fare sempre la cosa giusta. Soffri, rielabora, ma smettila di riempirti la testa di una roba ke pare idolatria, venerazione esaltata più che amore o Amore che sia. Usi maiuscole, e dopo? Cosa cambia? Smettila di venerare un’idea pur di non metterla in discussione. – coloricangianti, non posso parlare per EME, per me sì. Non so cosa contenesse la tua lettera. Io non sono un’autolesionista, ma la paura dell’abbandono fa già suonare un’avvertimento come un abbandono.

  • 1266
    Fuori dal Coro -

    Ciao Eme, ciao Luna, ciao coloricangianti
    Forse io e te non ci comprendiamo ogni tanto. Non è che due anni siano una sciocchezza. Non volevo dire questo. A volte ci si fraintende. Volevo semplicemente dire che se ci si lascia dopo un breve periodo forse può essere anche giustificato dal fatto che si è visto subito che magari i caratteri non erano sopportabili o che magari ci si è accorti subito di qualche incomprensione insanabile. Parlando di matrimoni (o convivenze) volevo intendere di quelle situazione nelle quali ci si conosce bene per cui non ci dovrebbero essere troppe sorprese. E’ chiaro io prendo come punto di riferimento il mio matrimonio. Se hai letto i miei post precedenti avrai capito che noi abbiamo fatto di tutto per conoscerci analizzando i nostri pregi e difetti. Soprattutto Lei, non poteva non conoscermi perché sono sempre stato la stessa persona, sin dal primo giorno. E mi sono mostrato per quello che ero, mettendo in mostra volutamente soprattutto i miei difetti.
    Non parlavo di matrimonio come rafforzatore di sentimento. Ma è ovvio, almeno io la penso così, che se si decide di sposarsi si è sicuri di quello che si fa. Sai io le parole dette in Chiesa (o al Comune)le ho dette credendo in quello che facevo. Soprattutto la frase “nella buona e nella cattiva sorte”. Cioè ben sapendo che in una convivenza non tutto poteva andare liscio…anzi. Ma la forza era quella di saper superare gli ostacoli. Soprattutto quando non vi è malafede. Ed io, parlo per me, malafede non l’ho mai messa.
    Sai Eme, io non sono tanto convinto che i caratteri possano cambiare nel tempo. Il carattere è quello. Magari si cambia a 20, 30 anni poi credo che il carattere sia quello. Forse si matura ma il carattere non cambia. Oggi va troppo di moda la parola “cambiamento”. E’ inflazionata.
    Non so bene cosa abbia riposto l’ex di coloricangianti. Certo è che da quello che scrive lui è stato esplicito e chiaro al punto tale da mettere in discussione il proprio rapporto. Non puoi non capire. Certo non so come ha realmente reagito. Io non c’ero Comunque nel suo post n. 1261 spezza una lancia nei suoi confronti.
    Io so per certo che mia moglie ha sofferto ma io non ho capito. Onestamente, e lo dico ancora a distanza di tre anni, ho sottovalutato il problema legato alla maternità. Oggi non farei lo stesso errore. Anche se ero già grande ho creduto all’Amore di coppia, allo stare bene insieme, al condividere tante cose della quotidianità come semplicemente andare a mangiare una pizza. Credevo bastassimo noi due. E invece non è così. La donna ad un certo punto cerca la maternità. E la cerca in modo imperioso. E’ un istinto non una cosa razionale. E’ forte dentro di sé ed è capace di catastare tutto anche l’Amore per il proprio uomo. Io questo non l’ho capito. Forse perché noi uomini sentiamo la paternità dopo il concepimento e non prima
    Mia moglie è esplosa Eme. Ma io questa esplosione non me l’aspettavo, perchè non vedevo crisi nella nostra coppia. E non mi do…

  • 1267
    Fuori dal Coro -

    …pace per questo. Non essermi accorto che in Lei qualcosa non andava. E’ vero, continuo a sostenere di non essermi accorto di alcun segnale. Non abbiamo mai litigato in quasi 20 anni. Io non ne avevo motivo e anche Lei mi sembrava non ne avesse. Il figlio mi sembrava un discorso che stavamo affrontando con due modi di vedere diversi. Ed io comunque stavo sforzandomi per far si che potessi riuscire a superare l’ostacolo. Sono stato un immaturo ? Non lo so, forse. Certo è che molti miei amici più giovani di me erano avanti su questo discorso. Mi dispiace perchè sotto altri aspetti non ho mai peccato di immaturità. Credevo solo ad un tipo di vita diversa. Forse egoistica perchè si pensava solo a noi due. Ma mi spiegate dove non c’è un pizzico di egoismo ? In fondo anche fare figli è egoismo. Perchè alla fine è la soddisfazione di un proprio bisogno.
    Giustamente Luna mi fa notare che anche Lei è stata un’immatura e che io la metto su un piedistallo giustificandola in tutto anche in un tradimento. Non è proprio così. E’ solo che conoscendomi non riesco a perdonarmi di aver fallito nella cosa più importante del mondo. Perchè io a mia moglie volevo bene davvero. E forse invece Lei ha visto in questo mio rifiuto una mancanza d’Amore nei suoi confronti. Ma così non è. Paradossalmente era la grande paura di perdere ciò che avevamo conquistato con il tempo: l’equilibrio….almeno a me sembrava tale. Ognuno ha il suo carattere. Forse Lei aspettava un mio cambiamento e non si è voluta mettere nella posizione di chi parla chiaro e mostra realmente cioè che sente. Così come coloricangianti che ha addirittura scritto una lettera. E’ chiaro che con una lettera come dice di aver scritto lui mi sarebbero scattati mille campanelli d’allarme. Campanelli di allarme che ho sentito si ma dopo due mesi dal suo intervento alla tiroide. Li si che l’ho vista cambiata. E li si che le chiedevo cosa avesse. Ma a parte il fatto che Lei mi deviava dicendo che si sentiva un po’ nervosa con tutti e se ne rendeva conto c’era da considerare il fatto che un intervento del genere può causare degli squilibri quantomeno tempranei dell’umore. Per cui sono stato ingannato anche da questa cosa. So solo che oggi sto male per una serie di cose. Mi manca Lei, mi manca da morire la vita che facevamo. E mi manca l’idea che avremmo potuto creare davvero una bella famiglia insieme. E sono convinto senza paura di essere smentito che non ci saremmo mai lasciati, perchè a quel punto i nostri valori avrebbero sopraffatto qualsiasi crisi potesse sopraggiungere. Perchè la famiglia sarebbe stata la cosa più importante per entrambi. Per questo è assurdo tutto quanto è successo. Lei probabilmente si è convinta di qualcosa nei miei confronti. Forse si è disamorata e l’incontro con un’altra persona ha fatto il resto. Tutto sommato alla situazione data dall’intervento chirugico che probabilmente le ha fatto vedere la vita in un’altra maniera. Non so se a Lei io manco. Non credo. A me Lei si…tanto.

  • 1268
    Eme -

    FDC, concordo con tutto ciò che ha scritto LUNA.
    E aggiungo che uscire da un tunnel non significa innamorarsi di un’altra persona né significa amare di meno quella che hai in testa. Significa, più semplicemente, non macerarsi in modo atroce come, invece, stai facendo. Puoi decidere di farti frate, evirarti, chiuderti in un convento ma flagellarti ogni giorno per punire te stesso è frutto di esaltazione più che di amore o Amore che sia. Anche la questione figlio, scusami, sembra frutto dell’esaltazione. Da come scrivi sembra che sbirci nelle culle altrui non per guardare il neonato in sé ma per non perdere l’occasione di darti una bastonata. Sei stracolmo di luoghi comuni che ripeti come un mantra per sostenere la tua tesi: “sono colpevole”: la storia ventennale, il matrimonio, la famiglia che DEVE essere completata da un figlio, la tua storia unica ma così unica che pare che nessuno possa capirti, lei (anzi Lei) che guardi come i fedeli guardano la statua della Madonna quando viene portata in giro per il paese.
    Perché ho la sensazione che tu stia bene nel tunnel ? Perché da un anno scrivi ma non hai fatto un passo avanti. Ringrazi tutti, sottolinei la profondità, ma poi, in pratica, te ne freghi in modo educatissimo delle testimonianze altrui, a volte sembri volerle sminuire al grido di “come noi nessuno”, ad ogni post alzi il tiro per aumentare le tue colpe, aggiungerne di nuove.
    Conosci le sue pecche e con l’agilità di un acrobata riesci a darti la colpa anche di quelle. Asserisci che anche lei soffre come una bestia ma in realtà non conosci ancora le motivazioni che vi hanno spinti così lontano. “Eravamo felici non è possibile che Lei non lo fosse”……se n’è andata FDC, mi spiace ma così tanto felice non doveva essere. Può darsi che tu sia la causa, la concausa o che non c’entri nulla e quell’infelicità fosse già dentro di lei dalla notte dei tempi e sia esplosa in un botto. Non lo sai. Perchè ti colpevolizzi?
    Scusami FDC, scusa tono e contenuti ma……mi sembri, oltre che esaltato, quasi soddisfatto di esserlo come se questa disperazione rendesse meglio l’idea di quanto la ami.
    Ti stai facendo un male eccessivo. E quando te ne accorgerai veramente sarai arrivato al lumicino….
    Pensi che non abbia pensato di farlo anche io? Anche se non sono abbastanza referenziata in base ai tuoi criteri?
    Ma poi ho pensato “a che serve? A chi serve?”. Ciò che provo è ciò che provo indipendentemente dal fatto di essere in una città d’arte a visitare un museo o all’ospedale con una flebo attaccata al braccio ed il prete che aspetta come un falco per sfruttare lo stato di incoscienza e rifilarmi l’estrema unzione. Ciò che provo resta tale anche se, nel frattempo, cerco di vivere decentemente.
    LUNA, dialogare con te è sempre stimolante. Non puoi parlare per me ma, a volte, sembra che tu senza conoscermi, riesca a parlare di me.

  • 1269
    Eme -

    Sarebbe bello avere un dialogo con te in questo pezzo di strada un po’ duro da affrontare. Ma ci sono anche esigenze altrui da rispettare. Ed io ho disatteso fin troppe promesse. L’ultima fatta la voglio rispettare.
    Il mio rapporto con il cibo? Pessimo, direi. Ho sempre visto il cibo non come un “mezzo” per sopravvivere ma come un premio di cui privarsi in caso di cattiva condotta. Lo stomaco è la prima cosa che si chiude in caso di malessere, e la seconda è la trachea. Spesso mi sembra di soffocare ed è come se l’aria non potesse arrivare ai polmoni. Una brutta sensazione. Ecco, si, se mi capita di avere fame è più che altro una fame d’aria.
    “Come se ci fosse meno filtro tra stimolo e reazione.”.
    Hai detto una grande verità, almeno per me. Un filtro ridotto all’osso è quello che mi ha fatto esplodere a febbraio.Se avessi avuto le spalle più larghe, “più muscolo attaccato all’osso”, come diceva mia nonna, probabilmente le cose sarebbero andate molto diversamente.
    Un bacino.

  • 1270
    Fuori dal Coro -

    Ciao Eme
    Scusami ma sei fuori strada. Ben inteso. Io capisco e comprendo quello che mi dici stimolandomi ad uscire dal tunnel. Però credimi non è così come pensi. Io non sbircio nelle culle altrui. Mi basta solo vedere un bambino per pensare a quanto sono stato deficiente a non farlo. Questo e solo questo. Semplicemente perché non formando una famiglia ho mentito a me stesso. Questo e solo questo. Avevo tutte le carte in regola per formare una famiglia. Non l’ho fatto. Credo sia giusto essere un po’ incazzato con me stesso. Non è frutto di esaltazione Eme. Quale esaltazione ci mancherebbe altro.
    Non conosco le sue pecche. La sua pecca per me è solo una: aver covato dentro ed essere esplosa come una pentola a pressione.
    Eme in questa situazione ci sto male anzi peggio. E nemmeno voglio far capire che con questa disperazione voglia far capire quanto ami mia moglie. Io voglio bene a mia moglie. Punto. Quel bene che non è altro che Amore che si trasforma, quello vero. Null’altro. Nessuna esaltazione. Solo dolore. Dolore e basta e rabbia. Rabbia nei miei confronti per non aver formato una famiglia e rabbia nei suoi per aver covato dentro.
    Noi non ci conosciamo Eme ma ti assicuro che sono una persona semplice. Molto più semplice di quanto questi post possano sembrare. Parlo schietto, sono sincero, rispetto le idee altrui anche se sono testardo. E per la prima volta nella mia vita sto reagendo così male ad un evento avverso. E di eventi avversi Eme ne ho conosciuti. Questo non me lo aspettavo. A me semplicemente manca la persona a cui volevo bene e rimpiango di non aver formato una famiglia. Ecco il tutto sta racchiuso in queste poche righe. Non c’è altro. Rabbia, frustrazione, depressione per carità, ci sono tutte. Ma nascono tutte da là.
    Ma esaltazione della disperazione no Eme. Questo no. Credimi. Tutto ma questo no.
    A presto

  • 1271
    LUNA -

    EME, a me è successo di notte. La cosa della trachea, dico. Di svegliarmi di colpo sognando di aver inghiottito qualcosa per sbaglio e di soffocare. Un corpo estraneo, che invece era la trachea che si chiude. Sognavo (mi capita ancora a volte) di aver inghiottito una gomma, una caramella. E quando aprivo gli occhi ero ancora convinta. Ero convinta di essere andata a dormire mangiando una gomma o una caramella e che addormentandomi mi stava ammazzando. Quoto ‘sensazione di merda’. Ad un certo punto ci ho fatto ‘il callo’. Ok, è stress. Si annida e esplode la notte. Peraltro la notte mi ha portato anche sogni e illuminazioni notevoli, non solo incubi. Uno era così reale che ancora mi ricordo le sensazioni. – il tuo febbraio, per quel che posso, lo capisco. Se poi sia autolesionismo o dover ritrovare pace sulle proprie lesioni non sta a me dirlo. Ma veramente ribadisco la cosa del filtro sottile. Un tempo per stressarmi davvero, o comunque sentirmi travolta dallo stress, ci ho messo secoli. Ora tra azione e reazione, interna, il passo è ancora breve. Ho perso un gatto adorato quand’ero ragazza, e ci son stata male, ma avevo ‘self control’. Due anni fa quando la mia gattina, cucciolo, ha rischiato di morire, ho passato due giorni di disperazione senza filtro. Era già tornata a casa e una sera ho avuto un attacco d’ansia. Mio padre mi ha detto ‘è la tensione, la stai mollando ora’. Bravo papà. Ma un tempo non sarebbe successo. Non così. Ma in mezzo mi erano successe tante tante cose. Perdite di persone care, destabilizzazioni, casini. Disperazione. Anche tenendo botta di brutto. Son andata a funerali, in ospedali. Ho parlato con una persona che stava per morire, lucida, io, come il primario. Un giorno, tempo dopo, solo vedendo il cimitero da lontano, e per un parente di un’amica, non son riuscita a entrare. Sai tu, EME, ma la faccenda del fitro che si assottiglia e dell’essere senza pelle, lo conosco. Ci vuole tempo. Non so di voi, sapete voi, ma capisco, per quel che posso, entrambi. Capisco i suoi avvertimenti e la sua difesa e la tua disperazione. E tvb.

  • 1272
    LUNA -

    fdc, quoto eme quando dice che sei pieno di luoghi comuni. Mi spiace, ma lo penso. Valori, ottimi, sani, certamente. Ma anche luoghi comuni. E rinnovo la mia perplessità per ‘analizzato pregi e difetti’ e ‘volutamente mostrato i difetti’. Anche se uno o una fa una presentazione in power point di sè, super esaustiva, neanche fosse ad uno speen-date comunque la vita si vive e non è statica. E anche se io son sempre io da quando avevo 20anni non sono una figurina e un monolite. Dissento anche su donna-maternità. L’istinto non è uguale per tutte, è meno innato di quanto si pensi e di per sè non fa di una donna la madonna nè dà la licenza di uccidere. Con o senza voglia di maternità c’è chi è equilibrata e chi no, chi è egoista e chi no, chi rispetta compagni e figli e chi no. Questa tua interpretazione del suo desiderio di maternità irrazionale che quindi giustifica qualsiasi cosa, come se una donna fosse un mix tra un cane a cui hai il dovere di far fare i cuccioli per forza, altrimenti ha diritto anche di tramutarsi in mantide religiosa, e una creatura angelicata perché potenziale portatrice di vita mi inquieta. E ti concentri talmente solo su ciò e i luoghi comuni da non capire neanche che una può essere stronza anche quando ha una pancia di otto mesi e sbagliare comunque. E non solo per una questione di ormoni. Ho visto madri dolci e acide. Ma se non torni tra i comuni mortali non riuscirai manco a capire cosa hai vissuto e vivi davvero, con chi e perché. C’è molta molta molta più lucida verità in ciò che hanno scritto eme e colori, anche sul loro terreno, ma intenso rapporto, che nel romanzo d’appendice che ogni giorno ti propini.

  • 1273
    Eme -

    FDC, la lettera di Coloricangianti che ti ha colpito così tanto da parlarne ogni tre righe tre era chiara, chiarissima. Peccato che la destinataria, in quel momento, non fosse così lucida. La destinataria ne ha travisato il contenuto prendendolo non per un avvertimento ma per un distacco, si è sentita sola ed ha cominciato a comportarsi come una bambina che rimane da sola nel piazzale davanti all’asilo. Se fosse stata lucida si sarebbe comportata in modo maturo ed equilibrato. Ma non era lucida e se lo fosse stata non si sarebbe arrivati alla lettera. E non era lucida per tanti di quei motivi PRATICI, CONCRETI che neppure ti puoi immaginare. Ti dico solo che per molto meno si è ammazzato, ok? Ora, per cortesia, puoi chiudere il sipario sulla lettera e sulla cecità di chi non saputo leggerla?

  • 1274
    Eme -

    Scusa il tono, FDC, ma l’aver visto un pugno minaccioso anziché una mano tesa, in quella lettera, mi ha portato ad un comportamento tale da provocare effetti collaterali tali da provocare un gran malessere in chi non avrei voluto MAI far soffrire e da mandare irrimediabilmente in fumo il presente ed il futuro con lui. Diciamo pure che quella lettera è una ferita che difficilmente si rimarginera’ e sentirne parlare con la leggerezza tipica di chi, non sapendo, non può che essere approssimativo, mi fa molto male.

  • 1275
    colori cangianti -

    Chi poteva immaginare che quella mia famosa lettera sarebbe divenuta oggetto di un intenso dibattito ? Chi poteva immaginare che la destinataria l’avesse interpretata come un avviso di sfratto ? Lo scopo della mia missiva era quello di confrontarci pacificamente e di venire a capo dei nostri problemi.
    LUNA scrive:
    “Io non sono un’autolesionista, ma la paura dell’abbandono fa già suonare un’avvertimento come un abbandono”.
    Cara LUNA, comprendo perfettamente il tuo punto di vista, ma vorrei anche domandarti una cosa. E’ possibile costruire una relazione sulla paura ? E’ possibile costruire una relazione sull’insicurezza, sulla mancanza di autostima, sul terrore di essere abbandonati ? E’ possibile superare le difficoltà se chi dice di curarsi in realtà non si cura ? Sono domande che valgono per tutti; non interpretarle come una polemica personale legata alle vicende di questi mesi … Nel mio caso i problemi di fondo erano altri e la mia ex compagna sa perfettante di cosa sto parlando.
    Continuate pure a parlare liberamente, senza più preoccuparvi della mia ingombrante presenza … Probabilmente non scriverò più niente. Sto prendendo congedo da 40 anni di illusioni, di errori madornali, di fraintendimenti macroscopici riguardo a me stesso e alla mia vera natura.
    Buona serata e buon proseguimento.

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