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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 1351
    LUNA -

    Ciao FDC. Le sensazioni che descrivi in chiusura mi sono alquanto chiare. So. Il tempo è una variabile che si aggiunge al senso di spaesamento/nostalgia, etc. Intendo dire che non serve essere stati insieme 20anni per sentirsi come dici. Conta come ci si è posti nei cfr di una persona, dei progetti, della storia, delle aspettative, dei sentimenti, del senso di fiducia, complicità e ‘eternità’. Di per sè il tempo non basta, conta come hai vissuto le cose e/o a che punto eri. Neanche mio ‘zio’ avrà potuto resettare del tutto, suppongo, 40anni con sua moglie, due figli, una nipote, tutto un mondo di abitudini, affetti e ricordi, luoghi. Formalmente lo ha fatto, è sparito da 3 anni, ma i ricordi li avrà. Però li legge come chi un’altra vita se l’è fatta eccome. Anche se all’inizio sarà stato spaesato, la spinta ad andarsene è stata maggiore. Quindi, di per sè, il tempo non basta. E’ un problema in più, certamente, per lo spaesamento di chi resta, di chi sta dalla parte tua. E mia. Il fatto è che il solo modo per ricominciare a vivere è farlo. Anche cambiare delle abitudini e accettare che siano cambiate. Non conservare un luogo identico, in attesa, come se fossero passati 3 minuti (cambiare la fisionomia della casa, i mobili della camera da letto anche è stata una cosa stra-sana

  • 1352
    LUNA -

    che i suoi figli han fatto per mia ‘zia’, che non si è opposta, sentendo che era meglio così), conoscere gente nuova e frequentando quella ‘vecchia’ smetterla di parlare sempre di lei, del passato, cercare/trovare un pretesto per nominare chi non c’è, fare le stesse domande rivolte all’indietro e avere le stesse, anche banali, ad un certo punto, risposte. Non banali per chi vive quelle risposte, ma anche ovvie. ‘si vede che era tardi’, cosa che trafigge te. Ma cosa potrebbe dirti razionalmente qualcuno? – buttare via foto e filmini o almeno spostarli davvero, chiuderli a chiave. Ciò non guarisce in 5 minuti, ma aiuta più del contrario. Alzare lo sguardo e tentare di starci davvero nel presente. No nel futuro ipotetico, nel presente. No nel passato ipotetico. Per il resto ha da passa’ nuttata, sconti non ce ne sono, ma ci si può fare peggio invece di meglio, anche nella notte. Se qualcuno dice così ti fai male non è che non capisce. Sul fatto che le donne spesso si aspettano che l’altro capisca, beh, rimane un errore se una persona, uomo o donna, lo fa. Microscopico o macroscopico a seconda di cosa si tratti. Nel caso di un figlio e di un legame importante non mi sembra microscopico nè un semplice dato di fatto di genere. Mi sembra quantomeno una altrettanto pesante concausa.

  • 1353
    LUNA -

    comunque se lei è giù dal piedistallo inizia a concentrarti sul tuo recupero, davvero, invece di usare energie per chi ti ha abbandonato e dato pesantemente addosso. Tu non hai capito? Hai detto no? Ci son mille modi di reagire anche a questo. E andarsene nel modo in cui ha fatto etc è un dato di fatto. Lo ha fatto lei. Fa male, ma è cosí. E anche lei, mi pare, non ha capito te. Stai scivolando sempre più perché sei chi ha subito un abbandono e prova le sensazioni che dici. E in più ti dai addosso. Come puoi stare meglio? Guarda, è già talmente ‘faticoso’ ciò che ti è successo, talmente, e tu in più ti dai anche addosso. Ai tuoi amici racconti le cose in modo parziale, solo ciò che dà contro a te. Comunque ti dicono di smetterla. Ma in ogni caso dipingi lei come una vittima del tuo no. Ma lei quante responsabilità si prende? Manco mezza. Guarda fdc nella mia storia è lampante chi ha fatto gli errori peggiori eppure a parte che io mi son massacrata di autocritica anche laddove non avrei dovuto anche ora che lo faccio meno delle responsabilità comunque me le prendo anche se le mie reazioni erano normali conseguenze, anche se cattiveria non ne ho mai avuta e anche se è molto più ciò che ho fatto ‘verso’, pure troppo. Però eravamo in due, quindi vedo anche la mia parte, anche se una durezza etc come tua moglie non l’ho mai avuta e anche se io non ho mai pensato che mi si debba leggere nel pensiero e difronte ai problemi non ho mai reagito come lei. Chi somiglia a lei semmai è lui, autocritica costruttiva zero etc. E anche totale colpevolizzazione ma autogiustificazione. E vera empatia? Zero. Come a te da tre anni.

  • 1354
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Hai scritto cose veramente sagge. Ho pensato di spostare i mobili di casa ma…strutturalmente non posso farlo. Dovrei cambiare proprio i mobili e non mi sembra il caso. Ma non credo sia tanto quello il problema. Perchè nella nostra casa ci vado poco o nulla ormai.
    E’ verissimo quanto dici quando fai riferimenti a tuo zio. E’ ovvio e chiaro che chi abbandona fondamentalmente vive i ricordi con un altro stato d’animo. Però credimi…anche questo distrugge. A me distrugge il pensiero di sapere che Lei possa aver resettato tutto.
    Purtroppo la realtà dei fatti è solo una: Lei è ancora straordinariamente viva dentro di me. Hai voglia a conoscere gente…non c’è confronto. Non che io mi metta a fare paragoni. Ma è proprio così. E non è neanche che io stia cercando una donna che la sostituisca perchè sarebbe assurdo. Io non sto cercando nessuna in realtà. E’ solo che quando frequento gente nuova, anche soltanto amici, mi si stringe ogni cosa dentro, pensando che tutto non è come voglio, che tutto non è come prima, come veramente volevo.
    Nella mia vita non ho mai pensato di essere capito senza mettere in chiaro ciò che volevo. Se qualche volta lo facevo (da piccolo) mettevo il muso per ore per ricevere attenzioni. E per forza di cose qualcuno doveva chiedermi “cos’hai ?” Nella nostra unione io non ho visto musi lunghi che mi avrebbero spinto a dire “cos’hai ?” Poi che dirti Luna, forse in tutto questo meccanismo di cose dette e non dette entrano in gioco i caratteri. Il fatto di non sentirti capita può farti disamorare ? Non lo so. Onestamente non ci capisco più niente Luna. Posso solo dirti che al di là di quanto io possa apparire “lucido” mentre scrivo o parlo con qualcuno mi trovo in totale confusione con me stesso e con la vita in genere. Perchè non mi riconosco più e non mi riconosco più nella vita. Io non so come hai vissuto il tuo disagio. Per il mio ho una sola parola: “tormento”.
    E se hai vissuto anche tu una cosa del genere sai bene cosa significhi: significa “non vivere”
    Ciao

  • 1355
    Fuori dal Coro -

    Ri-Ciao Luna
    Un piccolo importante inciso che nonn ho scritto nel precedente post.
    Mia suocera sta male. Da un po’ di tempo. Malata gravemente. Lei mi sta tenendo lontano da questa situazione. Io ho avuto un rapporto meraviglioso con i miei suoceri e con lei in particolare. Ho passato dei momenti che vanno al di là del rapporto suocera/genero. So che sta male, so che sta soffrendo. Ed io mi trovo dall’altra parte della barricata. Lontano e impedito a fare qualsiasi cosa. So che quando succerà la cosa peggiore per me sarà un’altra ulteriore mazzata. Ma nel frattempo non passa giorno che io non ci pensi. E terribile pensare che in un momento del genere tu ti trovi impossibilitato a stare vicino ad una persona con la quale hai condiviso tanti momenti della tua vita e con la quale provi un sentimento vero, un bene profondo quasi fosse un secondo genitore.
    Tutto questo acuisce il mio tormento. Alla morte di mio padre, ma anche prima le mie porte erano sempre aperte e non avrei mai negato a nessuno la possibilità di stare vicino negli ultimi momenti di vita a chi hai voluto bene.
    Persone a me care mi hanno detto di rispettare il volere degli altri.
    A volte mi chiedo se davvero io possa essere adatto a vivere in questo mondo in cui non mi riconosco.
    Ciao di nuovo

  • 1356
    LUNA -

    Forse non ti rendi conto di quanto stai misurando ‘questo mondo in cui non ti riconosci’ in base al comportamento di lei. Lei ha diritto di non farti ‘entrare’ e di non capire ciò che scrivi, ok. Io adoro mio suocero (e lui vuole tanto bene a me). Quando lui stava male io l’ho saputo dopo, parzialmente. Questo non è il ‘mio mondo’ tanto quanto non è il tuo. Io avevo un bellissimo rapporto col padre del mio ex di quando avevo 18 anni. Anche dopo se ci incontravamo chiacchieravamo con affetto. Quando è morto in un incidente, anni dopo, strano sarebbe stato non dirmelo e che non andassi e fossi al funerale. E anche per il mio ex e famiglia. Non sono invadente, tra noi è finita 20anni fa, non ci facciamo gli auguri di natale, non esistono strascichi e rimpianti, ma il mio rapporto con sua zia è indipendente da ciò. E’ tra me e lei. Nel tuo caso lei non ti ama, pare, tu sì. Anche questo può complicare il tuo ruolo. Sarebbe più ‘semplice’ in teoria se foste divorziati da tempo e anche tu te ne fossi fatto una ragione. Tuttavia a volte quando parli di un mondo che ti pare strano per te e o ostile tu parli di come ti fa sentire lei da tre anni, di come ragiona lei riguardo voi e te. E lo estendi al mondo, mentre rimpiangi ciò che in lei e di lei non è. Il mondo ti fa sentire spaesato o inadatto? Sicuro? O la fonte del tuo malessere è come ti tratta o non caga lei?

  • 1357
    LUNA -

    fdc, io ti auguro che la tua situazione si smuova, a breve, in positivo. Ma se così non fosse ti do un consiglio che non ascolterai. Di fissare una data, vicina, non il 2013, in cui, se la situazione non si smuove, andrai dall’avvocato per la separazione legale. Tu stai sempre peggio, è vero, ma sei in una situazione stagnante da 3 anni, anche perché tu per primo la vivi in modo stagnante. Tu per primo non fai che una… Coazione a ripetere, senza mettere una punteggiatura. E ciò fa anche molta differenza, credo, rispetto a come ti senti tu. Poiché a lungo, e ben più a lungo di te, non l’ho fatto so bene perché non lo si fa, stando in bilico, più che in equilibrio, anche su mezze soluzioni. Ma non va, non fa bene. No se la situazione non evolve o semmai pure in peggio. Non son mai stata e credo mai sarò una che rinuncia o si separa “facilmente’, ma c’è un’enorme differenza tra dire e vivere un affrontare cmq insieme una crisi o ciò che ho vissuto e che stai vivendo tu. Io so benissimo perché ho dato tante possibilità al mio amore, perché ho vissuto le cose in una certa ottica, perché mi son sentita in certi modi.

  • 1358
    LUNA -

    ma se tornassi indietro ti assicuro che metterei la mia qualità di vita e la mia salute al centro. Perché questo non bisogna dimenticarlo mai, per quanto possiamo amare qualcuno e per quanto possiamo idealizzarlo ancora o per quanto i nostri valori siano fortissimi. Anche la qualità di vita e la salute sono valori importanti.
    Anzi, centrali.
    E’ chiaro che per qualità di vita non intendo la villa con piscina, la macchina di lusso… intendo altro.
    Intendo il fatto che se da tre anni ti stai facendo male, anche tu stesso, per come sta andando la tua vita privata, per come è andata la tua storia, per quanto fosse centrale per te, mi dispiace FDC ma stai sbagliando anche tu. E non nei suoi confronti, nei tuoi.
    E per quanto tu possa pensare di avere da “espiare” il torto maggiore così lo stai facendo alla vita. Ma in questo caso veramente.

  • 1359
    LUNA -

    ALEBA cara, spero che tu stia bene. Ti penso.

  • 1360
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Quasi una settimana di assenza. Ma a volte mi capita di non aver neanche la forza di battere un tasto. Mi hanno colpito e molto gli ultimi due post. (1357 e 1358).
    La situazione non evolve e Lei che non ne vuole più sapere e la separazione a breve ci sarà anche se non l’ho chiesta io, io non la chiederò mai. Scrivi di aver dato tante possibilità al tuo Amore. Se senti parlare mia moglie anche Lei dice di avermene date tante di possibilità (durante il nostro rapporto).
    La qualità della mia vita praticamente non esiste da tre anni. E’ un continuo rimuginare sul passato. Lo so che sto facendo un torto a me stesso. Ma a volte penso che il torto a me stesso l’ho fatto anni addietro quando non ho vissuto il rapporto come avrei dovuto. E non parlo solo per la questione legata al figlio. Riavvolgendo il famoso nastro non ho trovato nulla di grave. Però forse non ho capito che a volte in un rapporto di coppia bisogna comportarsi in maniera diversa. Ripeto la lealtà e la fiducia sono stati il mio punto di forza. Ma forse in un matrimonio non bastano. Forse in un matrimonio, in una convivenza serve altro, serve capire, capire con gli occhi più che con le orecchie e soprattutto capire quello che può non apparire chiaro. Perché non tutti siamo uguali anche se pensiamo che la persona che abbiamo a fianco l’abbiamo scelta proprio per le similitudini che ha con te. Infatti credevo questo. Oggi rileggo in maniera diversa i suoi messaggi sul telefonino o le sue parole dettemi con il sorriso. Io che ho sempre letto tra le righe non sono stato capace di leggere tra le parole. Non sono stato capace, non mi do pace per questo. E credo che la qualità della mia vita non migliorerà finche non avrò pace. Perché è la pace che mi manca. In fondo non ho fatto pace con me stesso e non so se riuscirò mai a farla. Sono deluso per carità, anche dal suo comportamento post rapporto e fondamentalmente dal mio punto di vista mi chiedo anche perché non si sia comportata in maniera semplice quale io sono per dirmi chiaro ciò che la faceva realmente soffrire. Da un suo scritto io ero “la sua guida e la sua gioia di vivere”. Credevo quindi che se io ero quello che scriveva dovevo continuare ad essere quello che ero, a vivere come vivevo, a parlare come facevo, a continuare ad essere me stesso.
    I tuoi consigli sono saggi Luna ma non so se riuscirò a metterli in pratica. Mi manca troppo Lei, il suo modo di fare, di essere, di amarmi. Quello che adesso non vedo più in Lei. Sinceramente non so cosa sia più forte dentro di me: i mie valori, il mio legame con Lei che ritengo indissolubile o la salute e la qualità della mia vita.
    Un tempo la salute era ciò a cui più tenevo…oggi non so. C’è qualcosa più importante dentro di me che me l’ha fatta passare in secondo piano.
    Un abbraccio con tanto affetto

  • 1361
    LUNA -

    si chiama depressione, probabilmente, ma se non te la fai diagnosticare e non la curi… Comunque ‘tu sei la mia guida’ a me non pare una gran frase. Capisco il significato emotivo che le dai, ma è una frase dipendente. Che spiega, forse, perché a te non era concesso sbagliare mai. Anche se eravate due adulti. Se non centri questo e vedi solo come positivo questo modo di vederti da parte sua non ti è facile uscirne, no. Non eri nè suo padre nè il suo tour operator nell’esistenza. E se lei non è stata capace di vedervi alla pari, per quanto tu ci veda un valore, l’errore è suo quanto tuo.

  • 1362
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Non so se sia depressione. Circa due anni fa consultai una neurologa la quale mi disse che si trattava di “depressione reattiva”. Non mi diede nulla se non un po’ di xanax al bisogno. A questo punto vorrei chiederle un nuovo consulto per vedere cosa è e cosa posso fare.
    Di certo così non posso andare avanti. Mi sforzo ogni giorno, per fortuna mangio e dormo. Certo è che faccio molte cose ma tutto senza entusiasmo semplicemente perchè in qualsiasi cosa che faccio mi assale il ricordo di Lei. E non riesco a pensare ad altro se non al nostro periodo felice. In quella frase c’era scritto che non solo ero “la sua guida” ma anche “la sua gioia di vivere”. Personalmente avevo dato più importanza alla prima frase che non alla seconda.
    Si eravamo due adulti hai ragione. Credo che alla fine Lei sia passata dal vedermi da adulto a bambino visto che a mio parere il suo cambiamento nei miei confronti può essere stato causato dal fatto che non volevo assumermi delle responsabilità, con evidente riferimenti alla responsabilità di avere un figlio. E forse può essere uno dei motivi per cui si è disamorata. Strano però che mi vedesse non responsabile solo per quel motivo. Perchè per il resto non mi risulta di essermi mai tirato indietrro di fronte a nulla.
    Ciao

  • 1363
    LUNA -

    neanch’io so se lo sia. Però stai cosí ora, non due anni fa. La depressione reattiva ha un suo corso, peggiora o migliora etc. Direi che andare a fare un controllo, un tagliando, male non può farti. Non so se ti ha visto bambino, ma se secondo lei tu, a differenza di lei, non potevi tentennare, sbagliare mai (ma questo sarebbe un errore suo, anche di dipendenza e di ruoli) comunque ciò non significa che a te non fosse, sia, concesso di essere umano quanto lei. Nè che tu avessi il dovere di essere infallibile mentre lei no. Non so perché, realmente, lei si sia disamorata, ma ciò lo dico a te perché TU ti massacri per non essere stato infallibile. Attribuendo solo o prevalentemente a te una dinamica di coppia. Perché lei te l’ha messa giù così. In realtà già dicendo, come donna adulta, sei la mia guida, pare a me che lei già dimostra anche una sua impostazione. Da adulti nell’altro non dovremmo vedere una guida, semmai un compagno di strada. E’ anche comodo dire che è l’altro a guidare. Potremo rinfacciargli di avere scelto quando però abbiamo usato il suo lato decisionista quand’era comodo.

  • 1364
    LUNA -

    guidi tu, tu tieni la mappa, tu scegli se andare a destra e sinistra. Me lo chiedi sempre dove voglio andare, però mi tolgo responsabilità perché comunque guidi tu, sai tu, sei più “grande” (tra 2 adulti?), ci sei. Poi però quando mi è sempre andato bene darti un certo ruolo -per quanto sia andato bene anche a te- quando arriva una decisione in cui (ma confusa) la guida alpina ha il dovere di decidere ‘giusto’ anche in modo telepatico (nota la deresponsabilizzione). Dicendo no è colpa tua, se dicevi sì ad aver voluto un figlio era stato la guida. Perché non dirlo chiaro? Prendersi la netta, chiara, responsabilità di dire ‘io voglio un figlio?’ . Più facile dire che il tour operator della relazione DOVEVA capire, DOVEVA scegliere lui per entrambi. Anche nel sì.

  • 1365
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Ultimamente sto parlando spesso con un mio amico con il quale ci conosciamo da più di venti anni, esperto di psicologia di coppia. Dalla sua analisi non riesce a capire come un uomo come me posso aver scaturito in mia moglie tanta rabbia e quasi odio. La sua “diagnosi” si è fondata sul fatto che, da quel che racconto, ho agito con una personalità tale da rasentare l’imposizione. Un’imposizione dalla quale lei non si è saputa esimere, fin quando, probabilmente supportata da una terza persona è riuscita ad uscire “dalla prigione”.
    E’ quasi un mese che parlo con questa persona. Non so se dargli torto o ragione. Io so solo che nella mia vita non ho mai imposto nulla a nessuno. Ho solo espresso le mie idee. Ho solo fatto chiarezza, nei casi in cui era necessario, come in un rapporto di coppia, come ero fatto, cosa mi piaceva e cosa non mi piaceva. Questa cosa, secondo lui, ha il valore di chi alla fine pensa prima a se stesso e poi agli altri. Non so se sia vero. Io cerco sempre di farmi conoscere, di non nascondermi. Di tirar fuori i miei limiti, soprattutto quando mi trovo di fronte a situazioni importanti quali possono essere una relazione duratura e altresì un matrimonio. La sua analisi si basa sul fatto che “di fronte a me non furon cose create”. Come se io aspirassi al mio benessere a discapito di quello degli altri. Io mi sento di dire che ho sempre cercato di raggiungere il benessere/equilibrio psico/fisico, ma non a discapito degli altri. Certo è che se una persona mi crea disagio lo faccio presente. Quello che posso dire e che ho sempre cercato persone con le quali potesse esserci sintonia. Così come con mia moglie. E continuo a ripetere che se ho fatto un errore è stato quello di non aver voluto un figlio. In questo caso a suo dire mettendo in secondo piano le esigenze altrui, ergo quelle di mia moglie. Non credo di essere questo tipo di persona. Io combattevo con me stesso per risolvere una questione che credevo di aver chiarito e cercavo di convincermi ad accettare quel cambiamento di vita susseguente all’arrivo di un figlio. A volte con questi discorsi mi sembra di essere messo alla gogna, quasi fossi l’esempio unico di egoismo. Mah
    Ciao

  • 1366
    Myskyn -

    Ciao Luna, Fdc

    Fdc, mi riallaccio al mio ultimo post e alla tua risposta: so che e’ inconscio ma i tuoi meccanismi di autodifesa sono cosi alti che non finiscono di sorprendermi per come riescono a farti sgusci via… quando non puoi dire che determinate riflessioni non sono inerenti alla tua situazione, ecco apparire il non capisco..

    Cerco di spiegarmi meglio, la semplificazione : ” e’ tutto dovuto al non aver voluto un figlio”, anche se fonte di profondo dolore allo stesso tempo ti permette di lasciare intatto ed immacolato il passato (incluso l’immagine di tua moglie in quel periodo).

    Vedi Fdc (ritorno su un’ altra parte di un precedente post da cui ti sei divincolato…) nel tuo percoso di comprensione di quanto successo eri arrivato a valutare se (cito ancora le TUE parole) :

    “Onestamente mia moglie non è chiara. Mi spiace dirlo nonostante io la ami. Ma lei non è chiara. Se veramente voleva un figlio dal marito e amava suo marito avrebbe dovuto anche lei fare un passo indietro così come l’ho fatto io”

    “Però io ho agito con sincerità e lealtà. Lei comunque no. Lei ha agito in maniera subdola ”

    Io credo che il mettere in discussione ed affronatre quanto sopra sia stato per te cosi devastante che hai cercato con tutte le forze una via di fuga.. e l’hai trovata dando come risposta un UNICO singolo evento, “il non figlio”.

    Aggiungo un altro elemento, anche la ( naturale e stragiustificata) speranza di arrivare ad una riconciliazione ha giocato un ruolo centrale nel falsare la tua percezione di quanto successo. Vedi io credo che tu abbia avuto paura che un reale confronto a 360 gradi con tua moglie abbia inevitabilmente portato ad un punto di non ritorno… mentre addossarti tutta la colpa e legare tutto ad un solo evento, e’ piu semplice e, soprattutto, sembrerebbe lasciare aperta la porta ad un lieto fine : tua moglie ti perdona per il tuo unico errore e tutto ricomincia… perfetto come prima..

    Pero, e’ una falsa soluzione,e ahime finche non ti smuovi da li purtroppo temo non potrai che scivolare sempre piu‘ giu.

    @Luna,Grazie 🙂

  • 1367
    Fuori dal Coro -

    Ciao Myskin ben trovato, spero tu stia bene.
    Si, credo sia tutto vero quello che dici.
    Queste frase: “Onestamente mia moglie non è chiara. Mi spiace dirlo nonostante io la ami. Ma lei non è chiara. Se veramente voleva un figlio dal marito e amava suo marito avrebbe dovuto anche lei fare un passo indietro così come l’ho fatto io” “Però io ho agito con sincerità e lealtà. Lei comunque no. Lei ha agito in maniera subdola ”
    sono effettivamente terribili per me. Perchè in realtà è quello che è successo.
    E in effetti mettere in discussione e affrontare quanto sopra sarebbe stato per me devastante. E’ vero.
    Non ho la palla di vetro, ma ho sempre dentro di me la netta sensazione che se tutto fosse andato liscio, se cioè normalmente come la maggior parte delle coppie formano una famiglia non sarebbe successo nulla di trascendentale.
    Purtroppo caro Myskin non riesco a pensare a qualcosa di diverso. Sostanzialmente posso solo pensare che ad un certo punto lei abbia tirato delle somme, non abbia più sopportato qualche mio immancabile difetto e abbia scelto di percorrere un’altra strada visto che con me non si cavava un ragno dal buco.
    E’ ovvio che non facendo un passo indietro ha ammesso implicitamente che non mi amava più.
    In questi due anni non ho fatto altro che mettermi in discussione. Mettere in discussione il mio carattere, il mio modo di agire, per capire dove ho sbagliato al di là del figlio.
    Le mie paure, i mie dubbi le mie incertezze, il mio non ascoltare gli altri.
    Insomma per farla breve. So bene dove ha sbagliato mia moglie e ciò mi ha deluso molto, anzi mi ha fatto davvero molto male.
    Però nello stesso tempo vorrei capire dove ho realmente sbagliato io e perchè. Soprattutto perchè ripeto: mia moglie non sarà perfetta, avrà fatto i suoi errori ma credo che raramente si incontrino persone come Lei.
    Per questo non riesco ad uscire dalla mia situazione.
    Aspetto tuoi commenti
    Ciao

  • 1368
    LUNA -

    FDC: ciò che tu riporti di ciò che ti ha detto il tuo amico è comunque filtrato da te, che sarai colpito anche da una cosa piuttosto che da un’altra. Non sto dicendo che non sei affidabile nel dare un resoconto, è normale che io ti dica questo perché non sto sentendo cosa dice lui e come lo dice. Però concordo con Myskyn (ciao!), come mia percezione, ovviamente, che tu in effetti in generale sgusci.
    comunque, se posso, mi piacerebbe sapere cosa intendi per: un amico esperto di psicologia di coppia, che è una definizione abbastanza seria.
    Non ho capito: è uno psicologo?
    è un terepeuta di coppia?
    è un cultore della materia?
    è una persona che ti sembra particolarme portata a fare una serie di ragionamenti?

    perché comunque la differenza è sostanziale tra un amico e uno psicologo, tanto che, per avere la massima oggettività, chiamiamola così, spesso due amici psicologi neppure si farebbero “terapia” vicendevolmente, credo, nella maggior parte dei casi.

    @La sua “diagnosi” si è fondata sul fatto che, da quel che racconto, ho agito con una personalità tale da rasentare l’imposizione. Un’imposizione dalla quale lei non si è saputa esimere, fin quando, probabilmente supportata da una terza persona è riuscita ad uscire “dalla prigione”@
    @n questo caso a suo dire mettendo in secondo piano le esigenze altrui, ergo quelle di mia moglie@

    messa giù come la metti tu (io non sento parlare lui) questa “diagnosi” – mi sembra piuttosto giudicante e unilaterale per venire da uno psicologo.
    O forse semplicemente tu la leggi e riassumi così.
    Io non sto dicendo che il tuo dialogo con il tuo amico non possa avere un’utilità, farti bene, darti spunti, nè che il tuo amico non possa essere un uomo intelligente e un’ottima persona, nè che non si stia impegnando nell’analizzare con te la situazione. Peraltro ti sta ascoltando, sta dialogando con te da un mese.
    Ma ciò che intendo dire è che comunque sia tu ti poni di fronte alla questione, e al nocciolo della questione, in un preciso, determinato modo, molto univoco, molto più di quanto tu ti rendi conto, secondo me, e che quindi il dialogo probabilmente verte comunque in un certo ambito molto stretto di possibilità.
    Intendo dire che comunque il fatto che tu credi di trovare più risposte nel parlare con una persona che conosci da 20 anni potrebbe essere invece persino fuorviante, perché comunque una persona che ti conosce da 20 anni ha anche una certa idea, oltre alla sua idea proiettiva, forse.
    Poi ripeto, non so se questo tuo amico sia uno psicologo di coppia, perché la tua definizione di “esperto di psicologia di coppia” è ambigua. E se lo fosse io certamente non dovrei intromettermi in un lavoro che state facendo insieme (per quanto starebbe facendo il terapeuta di coppia parlando con un individuo solo di una coppia scoppiata), ma da ciò che scrivi (che sia pure come tu filtri delle informazioni e delle riflessioni) c’è qualcosa che mi stona. Mi stona il fatto che nei casi in cui io ho avuto a che fare con dei

  • 1369
    LUNA -

    terapeuti l’approccio alle sensazioni e ai fatti era molto diverso da quello che descrivi.
    Per carità, non tutti i terapeuti saranno uguali, però mi sembra strano che non si lavori su un altro piano (che è poi quello da cui tu sgusci).
    Quello, appunto, che riguarda il tuo sentire e non quello di un’altra persona, assente.
    Quello che esula dal giudizio e da “etichette”.
    Quello che esula dai singoli fatti.
    Quello che non presuppone vittime e carnefici ma dinamiche in cui ogni individuo conserva un suo margine, e non ristretto, di responsabilità, funzionamento personale, sue proprie ragioni di equiliibrio…

    In sintesi, FDC, a me sembra un po’, onestamente, anche se posso ovviamente sbagliarmi, che tutto ciò che faticosamente fai per sciogliere un nodo sbattendo sempre contro però allo stesso ristretto margine di analisi e “diagnosi” ti allontani in realtà da una risoluzione di un conflitto (che è interiore, ancor prima che esterno) e anzi ti porti fuori strada.

    A mio avviso tu hai molto più bisogno di qualcuno superpartes che non abbia dei preconcetti su chi sei o saresti tu o chi è o sarebbe lei per guardare il tuo malessere e ok anche le dinamiche in modo molto più obiettivo.

    Questa la mia opinione.
    Beninteso non ti sto dicendo che questo tipo di “lavoro” tu puoi farlo in un forum. Non ti sto dicendo che sono gli sconosciuti di un forum che possono darti quella oggettività e quel tipo di “procedimento”. Nè sto dicendo che tu non possa chiacchierare con gli amici o che tu non possa farlo in un forum. Dico però che questo incastro che tu hai dentro di te, anche con questa questione sul figlio e la valenza che TU, innanzitutto TU dai a quella questione, alla connessione con il resto della vicenda e delle sensazioni, all’opinione che ne assumi di te stesso, ecc ecc sono cose che dovresti affrontare in adeguata sede e con adeguati esperti.
    Mi hai detto che vai dallo psicologo.
    Quanto ci vai permettendoti di fare un lavoro insieme a te? Sai, perché dipende anche quanto tu ci vai già con le tue tesi precostituite e un’idea troppo precisa di cosa dovrebbe fare per te.

    Quando dialoghi con questo tuo amico secondo te cosa stai cercando?
    Perché comunque, qualsiasi cosa lui ti dica, di per sè lui non può cambiare i fatti, nè cosa passa per la testa a lei. Cosa che neanche sa.

    Stai cercando che ti dica che puoi assolverti?
    Stai cercando che ti dica che invece puoi continuare a darti addosso?
    Cerchi il conforto quando ti sfoghi?
    Cerchi di capire… capire cosa? perché comunque tu cerchi di capire a posteriori il passato perché non accetti di accettare il presente, mi pare.
    Tu con queste “analisi” basate su presupposti arbitrari, anche tuoi, FDC, non fai che ingripparti in cervello e basta. La parte razionale messa così “male” a servizio di un problema emotivo crea solo più casino in te. Ma è un concetto che ti sfugge in questo momento…
    @falsa soluzione, finche non ti smuovi da li purtroppo temo non potrai che scivolare@ già…

  • 1370
    Myskyn -

    Ciao Fdc,Luna

    Fdc, qui tutto ok grazie. Mi spiace molto sapere che gli ultimi giorni siano stati particolamente tetri, conosco bene l’angoscia e tormento del (come l’hai giustamente definito) “non vivere “,ti sono vicino.

    Tornando sul tuo ultimo post, anche se capisco la tua necessita di analizzare il piu’ a fondo possibile quanto successo alla ricerca del “dove ho realmente sbagliato” credo sia arrivato il momento di fermarti, sono ormai almeno due anni che ti analizzi al miscrosopio e la riflessione rischia di tramutarsi in ossessione.

    Cerca di fare davvero tuoi, e tieni sempre in evidenza due punti dei tuoi pensieri
    – indipendentemente da tutto hai agito con sincerita e lealta
    – se tua moglie veramente voleva un figlio dal marito e lo amava avrebbe dovuto anche lei fare un passo indietro (il problema non risiede qui, eventuali errori, fatti in buona fede, sarebbero stati superabili)

    Vedi Fdc, secondo me tu sei ancora nella prima fase del dolore : la negazione e rifiuto di quanto successo.

    A rischio di essere ripetitivo:
    sono sempre piu convinto che dentro di te la speranza di una riappacificazione ti stia allontanando sempre di piu’ dal cuore del problema.
    Non accettando quanto successo, e volendo con tutte le tue forze ristabilire il passato cosi com’era, non affronti il presente.
    Ancora una volta: se il problema viene solo da te e dai tuoi comportamenti, allora il semplice perdono di tua moglie renderebbe possibile fare tornare ESATTAMENTE tutto come prima (come se questi tre anni fossero stati un bruttissimo incubo) Ma NON e’ cosi : in ogni caso (anche il piu’ positivo) il futuro non potra piu’ essere una replica del passato.

    Aleba aveva fatto un paragone molto calzante con un terremotato e la sua casa (il vostro rapporto ventennale). Fdc, per ripartire devi prima accettare che il terremoto c’e’ stato. Struggerti pensando : ah se solo avessi fatto delle migliorie antisismiche (che sia un figlio o qualsivoglia altra tua decisione/atteggiamento) oggi a terremoto AVVENUTO, non ti porta da nessuna parte.

    Devi aprire gli occhi e accettare la realta, dei fatti : ad oggi la casa e’ inagibile, solo cosi potrai muoverti nel futuro, e accertare se possibile ricostruire i danni del terremoto. Ricostruire con NUOVI materiali, indietro nel tempo ahime non si puo’ tornare.

  • 1371
    Myskyn -

    Fdc,

    Un’ultima considerazione, io credo che un’altro motivo, altrettanto fondamentale, per staccarti da questa falsa soluzione (tutto legato al non figlio) sia la dinamica che crea nella comunicazione post rottura con tua moglie.

    Te ne parlai in passato, ma piu’ ci penso e piu mi sembra evidente che in lei e’ scattato quel meccanismo (inconscio) molto comune nelle persone che attivamente decidono di lasciare :

    Per giustificare la decisione presa e andare oltre a dubbi e dolore lei sta inevitabilmente rileggendo TUTTO il passato in chiave ogni volta piu’ negativa , fino a travisare in maniera
    sempre piu’ marcata i vostri vent’anni, facendoti diventare dalla persona che ha scelto per condividere la vita ad un mostro da cui e’ scappata.

    Ti invito a riflettere sul suo comportamento post rottura (per esempio importi di restare fuori dalla malattia di tua suocera), e a rileggiere il tuo post nr 96 in cui elenchi quello di cui ti accusa ( alcune sono surreali, dai troppi viaggi allo sbuffare che diventa un reato criminale).
    Adesso, per quanto difficile, cerca di estraniarti per un secondo e ti renderai conto che il meccanismo sopra descritto e’ in corso. Lo vedi vero ?!

    Ora (anche se non escludo che sporadicamente probabilmente ci sono stati confronti anche serrati con tua moglie) di fondo tu cerchi di prenderti le colpe al fine di facilitare il ricongiungimento ma, secondo me, e’ un tragico e devastante errore : cosi facendo assecondi i suoi ragionamenti ed alimenti il meccanismo.. solo un reale e paritario confronto potrebbi aiutarvi.

    Chiudo : piangere chiedendo perdono, magari appellandosi al passato, sembrerebbe poter dare una svolta : come puo’ ignorare dei ricordi cosi belli ? come puo restare insensibile ad una tua sofferenza cosi profonda ed evidente ?? Vedi, secondo me, parodossalmente lei vede la tua richiesta e il tuo dolore SOLO come una ammissione di colpa, e questo le causa l’effetto contrario : e’ come darle un forte e positivo riscontro a quel castello in aria che si e’ costruito.

    Per ulterore chiarezza, lungi da me giudicare tua moglie, la mia supposizione e’ relativa solo al meccanismo di autodifesa che ho descritto, meccanismo che scatta a prescindere dalle qualita della persona (che possono essere splendide)

  • 1372
    Fuori dal Coro -

    Ciao Myskin, Ciao Luna
    Perdonatemi se stavolta non commento i vostri post. A breve avrò la separazione. Non so descrivervi in che stato mi trovo: angoscia, panico, depressione, ansia…tutto insieme. Sono praticamente paralizzato.
    Pochi giorni fa sono riuscito a contattare mia moglie telefonicamente. Ho camuffato molto il mio stato d’animo. Ho cercato di parlarle con calma, con lo spirito di chi sa che a breve ci sarà un crocevia e che vorrebbe evitarlo.
    Lei non si mette in discussione. Secondo Lei tutto nasce dal mio rifiuto di avere un figlio: io non lo volevo Lei si è disamorata. Il succo è qui. A nulla vale farle capire che ho sbagliato, che fondamentalmente era solo paura e che comunque ho fatto un passo indietro. No a Lei tutto questo non serve. Per Lei il mio non volere un figlio equivale ad egoismo e mancanza d’amore. Lei mi dice che io non immagino nemmeno quanto abbia sofferto per prendere questa decisione. E quanto male è stata e sta riferendo il tutto al figlio.
    Lei non prende l’argomento riguardante il tradimento, Lei pone il tutto sul mio no al figlio. Il resto è una conseguenza (lo penso io perchè l’argomento non lo affronta).
    Quando le dico che io mi sono messo per due anni in discussione mentre Lei non lo ha mai fatto non si immette nell’argomento…lo evita. Dice di avermi dato una possibilità qualche mese fa quando ci siamo rifrequentati. Mi ha detto che non ero cambiato, che il figlio io non lo volevo. Le ho risposto che in quel periodo Lei non mi ha dato una minima rassicurazione sul fatto che mi voleva bene, che mi amasse. Non si è posta nemmeno il problema di un uomo che, dopo la morte improvvisa del proprio genitore, avendo perso quindi un altro grande affetto della propria vita, sperava, credeva di poter riconquistare quello perso in precedenza. Ma aspettava un abbraccio, un bacio spontaneo, un “ti voglio bene” magari un “ti amo”. No, io dovevo buttarmi, lasciarmi andare durante l’amore, senza pormi minimamente il problema se mia moglie era tornata ad amarmi o no.
    Bisogna buttarsi nella vita mi ha detto. Forse è vero, forse ha ragione Lei. Però vorrei chiedervi se in quell’occasione ho sbagliato ancora una volta. Se il mio “lasciarmi andare” poteva o no essere condizionato da un semplice “ti voglio bene”.
    Dopo due anni di latitanza, dopo una richiesta di separazione, dopo un tradimento, dopo decine e decine di brutte parole non avevo diritto a sapere (magari anche ad essere preso in giro con le parole) se tua moglie provavo o no amore per te.
    Sembro un automa in questi giorni. Guardo le altre coppie, apparentemente felici. Però padri con bimbi sulle spalle, così come avrei fatto io e continuo a chiedermi come chi ha perso una grande occasione “ma perchè non l’ho fatto anch’io, sarei stato come loro..meglio di loro”.
    E ora sto qui con mille pensieri per la testa, alcuni gravissimi che non voglio nemmeno descrivere perchè me ne vergogno. E con un’ansia e angoscia tale che faccio fatica a descrivervi….

  • 1373
    Fuori dal coro -

    …Continuo a chiedermi cosa è successo a mia moglie. Se davvero una mia idea, per quanto sbagliata possa averla cambiata in questo modo nei miei confronti. Per un’idea non condivisa, per un desiderio che non si è incontrato con il suo, tutto il resto è stato cancellato.
    Al telefono sembrava parlasse con un operatore dell’Enel, come se non fossi mai esistito. Eppure l’ho amata..la amo, di quell’amore vero, di quel sentimento che non fa parte dell’innamoramento no fa parte del bene, quello che si prova per sempre.
    Ci siamo sposati senza intoppi, con la consapevolezza che sarebbe stato per sempre. Accordi su tutto.
    Mi chiuedo e continuo a chiedermi incredulo come possa essere successo tutto questo. Da due anni leggete di un uomo angosciato, a pezzi. Non immaginate nemmeno quale sia stata la nostra storia: un corpo e un anima. Fino a quando il desiderio di un figlio ha cancellato tutto il resto. Io non lo desideravo…il resto non contava più. Sono uscite fuori accuse e parole che non meritavo, situazione assurde che ho menzionato nel post indicato da Myskin e che spesso…fanno ridere.
    Nonostante tutto io so che Lei è una persona speciale, una gran brava ragazza, che mi ha dato tanto. Ma, con la testa e il cuore a pezzi mi chiedo: “perchè ora fa così ?”. Cosa scatta nella testa delle persone più pure in queste situazioni ?
    Sono convinto che se domani morissi a Lei non fregherebbe nulla. Io non riesco a passeggiare in un borgo, a fare qualsiasi cosa che mi piaceva fare perchè il ricordo di Lei mi distrugge. Sono fermo, vado avanti ma sono fermo. Non riesco neanche a guardare una partita di calcio. Non so più cosa vuol dire rilassarsi.
    Aspetto solo la sera…per dormire. La testa per un po’ scappa…va via…sogna qualsiasi cosa. Ma durante i sogni sono abbastanza sereno. Come mi sveglio ricomincia il tormento. Mi spavento quando mi accorgo che non mi fa più paura neanche la morte. Ne avevo il terrore!
    Scusatemi

  • 1374
    LUNA -

    Fuori dal Coro, ciao. Capisco che per te questo momento di passaggio, la concretizzazione legale della separazione, sia molto duro. Ma mi sento di dirti, onestamente, che trovo questo passaggio molto importante, anche per la tua salute.
    No, è solo la mia opinione, ma non credo assolutamente che tu abbia sbagliato mesi fa. Credo che tu ti sia ascoltato e che tu dica delle cose, emotivamente, non solo logicamente, assolutamente sensate.
    Trovo che la frase “bisogna buttarsi nella vita” sia assolutamente fuori luogo da parte di chi in realtà ha posto anche il ritorno mesi fa su una posizione di solipsismo e di “controllo”.
    Dire: “TU dovevi in quel momento buttarti nella vita” ma mentre lei si poneva in una posizione di zero empatia, zero ascolto dell’altro fuori da sè, zero messa in discussione solo decidendo cosa dovevi essere/provare/fare tu ecc è una baggianata colossale. E’ un atteggiamento narcisista. Lei si stava buttando nella vita perché aveva deciso lei cosa doveva succedere e cosa dovevi sentire tu, vedendo solo se stessa e passando sopra come un rullo al fatto che anche l’emotività dell’altro, le ragioni dell’altro, il sentire dell’altro, l’essere dell’altro esistono?
    “Buttarti nella vita” equivaleva ad essere un robot che dopo anni che descrivi lucidamente, questi ultimi anni, solo premendo un bottone, quando per lei era il momento, il tempo, rispondeva come se fosse programmato? rispondeva (tu) non solo concretamente con un sì al “figlio ora, adesso, immediatamente, subito”, ma anche emotivamente dava la risposta che lei era disposta ad accettare, solo quella? Non doveva esistere il fatto che tu potessi essere ferito, anche dalla morte di tuo padre, o che tu avessi bisogno (che c’è di strano?) di sentirti dire ti amo, o di sentirti rassicurato di essere amato?
    Forse non riesco a spiegarti questo concetto, ma per me è molto chiaro.
    E per me non hai sbagliato affatto. E non hai sbagliato di base perché esistevi anche tu. e ciò che racconti non è una posa, è ciò che sentivi, eri. E non c’è nulla di strano, contorto, sbagliato, a mio avviso, in come tu ti sentivi in quel momento.
    Mi appare molto meno un buttarsi nella vita il suo di atteggiamento che il tuo. Il suo, mesi fa, mi sembra un atteggiamento di controllo dell’altro, della realtà, e solipsista.
    E’ facile addossare all’altro anche la responsabilità della nostre scelte.
    Lei ha scelto, anni fa, come ha scelto durante questi anni, come ha scelto mesi fa. Ha scelto come rapportarsi con la realtà, se stessa, te, le situazioni. Ha scelto.
    Poi può dipingersi come vittima, non agente, e dare ogni responsabilità a te, e tu puoi anche continuare a cascarci, ma spero che tu esca presto da questo meccanismo, e che la separazione legale ti aiuti a farlo.

  • 1375
    LUNA -

    @Lei non si mette in discussione. Secondo Lei tutto nasce dal mio rifiuto di avere un figlio: io non lo volevo Lei si è disamorata. Il succo è qui. A nulla vale farle capire che ho sbagliato, che fondamentalmente era solo paura e che comunque ho fatto un passo indietro. No a Lei tutto questo non serve. Per Lei il mio non volere un figlio equivale ad egoismo e mancanza d’amore. Lei mi dice che io non immagino nemmeno quanto abbia sofferto per prendere questa decisione. E quanto male è stata e sta riferendo il tutto al figlio.
    Lei non prende l’argomento riguardante il tradimento, Lei pone il tutto sul mio no al figlio. Il resto è una conseguenza (lo penso io perchè l’argomento non lo affronta).
    Quando le dico che io mi sono messo per due anni in discussione mentre Lei non lo ha mai fatto non si immette nell’argomento…lo evita. Dice di avermi dato una possibilità qualche mese fa quando ci siamo rifrequentati. Mi ha detto che non ero cambiato, che il figlio io non lo volevo. Le ho risposto che in quel periodo Lei non mi ha dato una minima rassicurazione sul fatto che mi voleva bene, che mi amasse. Non si è posta nemmeno il problema di un uomo che, dopo la morte improvvisa del proprio genitore, avendo perso quindi un altro grande affetto della propria vita, sperava, credeva di poter riconquistare quello perso in precedenza. Ma aspettava un abbraccio, un bacio spontaneo, un “ti voglio bene” magari un “ti amo”. No, io dovevo buttarmi, lasciarmi andare durante l’amore, senza pormi minimamente il problema se mia moglie era tornata ad amarmi o no@.

    Fin qua ti ascolti, ti ascolti e osservi. Osservi le dinamiche, osservi che siete in due e il suo atteggiamento.
    Poi ritorni nel calderone. Il calderone del “è colpa mia”.
    Non so che dirti, FDC, perché lei te la pone così e tu ci caschi.
    Non sto dicendo che lo faccia apposta, ma è quello che fa.
    Lei se ne esce da vittima, ed è tutta colpa tua.
    Anche se ci sono delle sue inadeguatezze le scarica tutte a te.
    Anche se ha smesso di amarti e quindi ha dato un’altra deviazione alla sua e tua vita è tutta colpa tua, quindi si toglie ogni responsabilità anche di aver agito sulla sua propria vita, e non solo sulla sua, perché comunque una coppia è formata da due individui, non da uno totalmente attivo e l’altro totalmente passivo.
    Quando tu uscirai dal meccanismo in cui sei intrappolato e pensi pure sia tuo dovere stare ne vedrai di cose, FDC, che ora non vedi, credo. E troverai anche una tua pace rispetto a cose con cui oggi ti tormenti.
    Hai preso su di te questo ruolo, il ruolo di essere il responsabile.
    Lei ti ha dato e lasciato questo ruolo, è comodo.
    Tanto è scomodo per te quanto è più comodo per lei. Mi auguro che tu possa tornare presto libero. Non libero in quanto single, separato, libero da queste dinamiche. Ma devi fare la tua parte anche tu, ti dovresti rendere conto. Vuoi renderti conto che, comunque sia andata, è una visione totalmente antidemocratica? No. Non vuoi. Quando vorrai sarà sempre ora.

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