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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 1276
    LUNA -

    fdc, è ovvio che non conosco tua moglie, e non so cosa pensa e la sua versione. Però credo che nella buona e nella cattiva sorte significhi anche autocritica e messa in discussione. E credo che se una persona rimugina e balla da sola riguardo una questione come un figlio, che riguarda entrambi, che sia un sì o un no, e vive però la cosa in modo totalmente autoreferenziale l’errore è anche suo. E che forse quella non pronta a mettere su famiglia, in quel momento, era proprio lei. Indipendentemente perché, ma la questione lei per prima, così almeno pare, l’ha gestita in modo immaturo. Se poi era sconvolta per via della tiroide forse il problema centrale era quello e andava risolto prima di concepire un figlio. Ovviamente non lo so, ma se era così a soqquadro una gravidanza poteva pure peggiorare le cose. Quindi quando tu centri la questione come se bastava dire di sì e oggi sareste stati insieme come il famoso mulino delle merendine io nutro i miei forti dubbi. Se c’erano le questioni che lei in seguito ti ha elencato oltre alla questione figlio sarebbero esplose comunque e il figlio è stato solo il detonatore/pretesto (tanto è vero che non è tornata con te neanche quando hai detto sì), se c’era un altro non sai per quanto tempo c’è stato e perché è sparito di scena (se è sparito) e non mi pare irrilevante, anche perché quando lei era strana non sai neanche se era strana per lui (perdonami, fdc, ma neanche ciò mi pare irrilevante), se era già stufa di te ma sarebbe rimasta se almeno il matrimonio le avesse dato un figlio e quello costituiva la sua remore nello scappare con l’altro (che poi magari le ha tirato un pacco lo stesso) lei potrebbe essere incazzata nera con te perché pensa che si è ‘sacrificata’ rispetto ad un altro per restare dov’era

  • 1277
    sarah -

    carissima, chi meglio di me ti capisce, io ci sto dentro da una vita ormai e credimi ogni giorno e sempre peggio.Se per un paio di giorni c’e il sereno basta niente a far scatenare l’inferno e via con le umiliazioni che ti uccidono dentro piano piano come un male che ti divora piano piano.Ti ammiro tu ai trovato il coraggio di voltare pagina e riprenderti la tua vita ,mentre io sono ancora qui a subire, no non faccio la vittima ma con due figli e senza un lavoro il futuro mi fa paura.La mia primogenita mal sopporta il padre e litigano spesso quindi non ti dico il clima che regna in casa ,mentre il mio secondo figlio spesso asseconda il padre <anche se vede che sbaglia< per non farlo innervosire .Vedendo tutto questo io sto male per non essere riuscita a far crescere i miei figli in un clima sereno,anche se penso che ce lo messa tutta per far funzionare il nostro matrimonio,tenendo sempre la casa lucida preparando sempre i suoi piatti preferiti ,insomma ho messo sempre le sue esigenze davanti anche a quelli dei miei figli senza risolvere mai niente,e ora sulla soglia dei quaranta mi chiedo tutto cio a cosa e valso? a niente sono delusa, affranta ,e amareggiata per i miei figli anche perche vedo che il piccolo sta reditando il carattere del padre infatti come lui avvolte e arrogante e presuntuoso ,anche se io gli parlo e avvolte gli dico che certi attegiamenti non vanno bene lui fa orecchie da mercante .N on siamo mai stati daccordo per quqnto riguarda l'educazione dei figli lui gli permetteva di fare tutte quelle cose pericolose e per questo litigavamo sempre andando a finire che il piccolo trovava giusto tutto quello che il padre gli faceva fare anche perche erano cose che a lui piacevano molto come andare sulla moto o a cavallo da solo e via dicendo.ormai sento di aver perso tutte le battaglie io a confronto di te sono stata tradita diverse volte e lo sempre perdonato ma ora mi chiedo dove avro mai sbagliato ? o dato tanto amore da rimanere prosciugata dentro tanto da non volermi alzare dal letto la mattina per affrontare la giornata,tanto a che serve sgobbare tutta la giornata per poi vedere negli occhi dell' uomo che pensi essere il compagno di una vita tanto odio e rabbia?

  • 1278
    LUNA -

    ma che almeno ci fosse il figlio tu a dire di sì non avresti fatto per niente un grande affare. Il fatto che dopo anni di distacco tu abbia colto in lei distacco emotivo e sentimentale e che di te non le andava più bene niente, e che quando avete fatto l’amore dopo tanto tempo la prima cosa a cui ha pensato e che ti ha detto è che tu non le hai dato immediatamente un figlio non mi pare sia un bel segnale. Se lei stava male, 3 anni fa, comunque non ti ha permesso di farci niente come marito e di valutare insieme quale fosse il reale problema. E anche in seguito non ha mai accettato di considerare di avere lei o anche lei qualche problema e che fosse egoistico nei tuoi cfr non affrontarlo. E un atteggiamento di questo tipo non credo venga miracolosamente sanato da una gravidanza. Ovviamente non lo so, ma se dopo 20anni di solido amore, come dici tu, un momento di crisi crea tutto questo gigantesco casino, con un’altra storia in mezzo e un totale rifiuto di dialogo, la questione, a me pare, non sta solo nel tuo no. O forse è pure meglio che quel no ci sia stato perché comunque quando il gioco, indifferentemente perché, si è fatto duro, comunque, come coppia, non siete stati in grado di guardarvi in faccia e trovare un’altra via. E sottolineo come coppia, perché si trattava di una relazione a due. In ogni caso. So cosa sia la rabbia quando una persona ti delude. E a volte il distacco può anche servire a ridimensionare e all’autocritica. Nel vostro caso non serve. La tua non pare un’autocritica costruttiva e lei da parte sua prosegue per la strada che crede. C’è gente che risolve crisi ben peggiore di questa, voi no. E questo mi sembra ciò che dovresti osservare perché è reale, molto più reale dei tuoi film di voi e la vostra prole sulla spiaggia. Quella è immaginazione, edulcorata anche dalle supposizioni che poiché andavate d’accordo una volta sareste andati d’amore e d’accordo se solo tu avessi detto sì. Ma c’è pure chi scoppia, come coppia, quando arrivano i figli. Il futuro ipotetico non lo sai. Sai invece che siete scoppiati prima. E che a te è stonata una frase ‘ho paura di pentirmi se non faccio un figlio adesso’. Beh, stonerebbe anche a me, anche me la dicesse un uomo. Mi dispiace che non vi siate capiti, che lei non sia stata chiara, ma chiara davvero. Ignoro perché non lo sia stata, anche perché io vorrei sapere perché un uomo vuole un figlio da me e se mi ama, anche se io avessi delle mie perplessità da sciogliere, o se quel figlio per qualche ragione tardasse ad arrivare o non arrivasse mai. Ok, tu hai sbagliato dici, ma credo anche all’istinto oltre all’esaltazione e alla ciecità e alla paura. E comunque la coppia non ha retto e in 3 anni non ha ancora trovato riconciliazione. Prima che genitori potenziali siete due individui che non hanno mai ritrovato conciliazione.

  • 1279
    Eme -

    Hai rivolto una domanda a Luna, Colori cangianti, ma credo di poter rispondere anche io. No, non è possibile basare una relazione su certi presupposti. Anche perché di questi presupposti me ne sto rendendo conto veramente solo in questi giorni in cui non sto lavorando anche se dovrei e passo giorno e notte in perfetta solitudine a fissare il soffitto e a scrivere al pc. La cura farmacologica era sbagliata e questo non ha fatto altro che peggiorare tutto. So bene, ho capito, che non ci saranno seconde (o forse già terze? Quarte?) possibilità per motivi legati al tuo personale percorso di crescita. Cerchero’ di compiere il mio nel migliore dei modi. È tardi per noi. Non è tardi né per me, né per te. Ti chiedo solo di non scordare l’altra lettera, quella affettuosa, dell’altro forum.

  • 1280
    Eme -

    In questi giorni di riflessione ti sto riscoprendo come persona al di là del ruolo che hai avuto nella mia vita. Vorrei potessi fare lo stesso anche tu. Vorrei non perdere i contatti con te. Vorrei che mi vedessi per come sono e non come la tua ex compagna piena di problemi e forriera di malessere. Hai avuto il coraggio di chiudere ma non hai la colpa di essertene andato. Hai regalato ad entrambi l’occasione di riprendere in mano le nostre vite. Ho messo il cuore in pace ma resti importante per me, come persona, come mente pensante, come individuo che ha veramente tanto dentro. Non posso costringerti a nulla. Ho creato un account e-mail. Per favore, scrivimi da lì se credi o meno alle mie parole. Devo svoltare pagina e, per poterlo fare, mi occorre sapere se, perdendoti, ti ho ritrovato.

  • 1281
    Eme -

    Non è, come potrebbe apparire, cercare di caricarti di una responsabilità nei miei confronti che non puoi, non vuoi, assumerti. Non è non appoggiarmi a te o avere la pretesa di avere consigli da dare. In questi giorni ho capito anche questo. È ovvio ma ci sono dovuta “arrivare”. Camminero’ da sola sulle mie gambe, lo prometto. È, semplicemente, non perdersi mentre si percorrono strade diverse. Non occorre stare insieme per darsi qualcosa. Ed ora chiudo. Un saluto a tutti. Ps. La password non è “biondino”, è il nome originale del micio, l’agrume ;).

  • 1282
    LUNA -

    sarah: mi dispiace molto per ciò che hai vissuto e vivi. La risposta alla domanda ‘cosa ho sbagliato’ mi pare sia già nel tuo post, anche se le ragioni son sempre più profonde. COLORI: a rispondere, anche se la domanda l’hai fatta a me, teoricamente, mi sento invadente. Però, poiché la domanda è generica, ti rispondo: no, non si può. Perché diventa un circolo vizioso. Però lo è anche a volte il chiudersi finché non si cura del tutto la paura, e la paura si cura più vivendo, forse, che evitando. Se stai da solo con la paura ti deprimi perché perdi la vita e ti convinci sempre più di avere una gamba rotta, o anche se la stai curando comunque vivi in un microcosmo troppo stretto, se ti apri soffri nel vedere che la tua gamba non è guarita, e che effetto fa a te e a chi è con te il tuo stare male. Non si può perché io ho vissuto anni con chi non affrontava ciò che dici. Prometteva di curarsi, ma solo quando la cosa andava ben oltre la mia sopportazione e mi ‘ammalavo io’. A quel punto però ‘abbandonando’ o distogliendomi da qualcosa che lui non affrontava ero io a ‘tradire’. Perché curarsi allora se c’è chi ‘riesce’ a contenere o sopportare? E poi perché curarsi se l’!abbandono’ conferma le paure? Comodo. Egoista. Eppure ognuno sa quali sono i suoi fantasmi. Oppure non lo sa. Ancora peggio. Io a lui di lettere ne ho scritte centinaia, migliaia forse. Erano tutte chiare. Ma non servivano a niente. E neppure spostarmi. Neppure mettermi alla pari avendo paura, insicurezze, malessere anch’io. Lui ha conservato per anni un sms in cui scriveva a me ‘sto precipitando’ perché me n’ero andata. Tot il resto delle mie parole no. Lui mi ha scritto una lettera una e io ce l’ho ancora. E mi fa pure piangere. Una in cui ammetteva i suoi problemi. All’epoca erano anni, anni mi segui? Io in quel momento stavo più male di lui. Mi disse ‘a che serve che io vada dallo psicologo se tu tanto te ne freghi di me e parli con un’altra persona’. In ciò che dicevo all’altra persona lui aveva trovato ciò che gli dicevo da sempre. Sto male. Per queste ragioni. Rivorrei la nostra vita, vorrei solo che lui affrontasse le cose. In fondo aveva letto ciò che gli avevo sempre detto. Ma ovviamente io me ne fregavo e volevo abbandonarlo. Mentre non era così. Io stavo male. Ma a me non era concesso. Tanto io non precipitavo mica davvero, io no. Tanto io ero più forte. Ma inaffidabile e troppo debole se invece non lo ero. Se pure io

  • 1283
    LUNA -

    potevo avere paura dell’abbandono, bisogno di pace, sicurezze, conferme da parte sua. Non patologiche, normali. Ma quando lui partì con le sue insicurezze ‘patologiche’, dopo 10anni, e sua madre fece il resto, io, almeno in teoria, la mia paura dell’abbandono – umana – me la misi in cu… Lui ne aveva talmente tanta che esisteva solo la sua. Che era pure aggressiva. Ovviamente invece anche le mie paure c’erano, peggiorate dalla situazione. Ma io intanto facevo un funambolico gioco di equilibri, rassicurandomi da sola in continuazione, mentre il suo problema mi/ci devastava, ma mi sentivo anche come si sente fdc. Perché, di fatto, era lui a negare noi e abbandonare me. Lui aveva una sua guerra, mentre sua madre (e non lo vedeva) a sua volta faceva la sua. Io beccavo tot i risultati della guerra. Quella di sua madre, incurabile, quella di lui, in cui si perdeva senza far nulla per capirla e fermarla. Ho dovuto ammalarmi io e entrare in guerra con me per capire cosa voglia dire davvero. Cosa significhi avere veramente paura, essere confusi, averlo il problema. E camminare sulla propria gamba rotta e senza pelle pensando le cose che, grazie a sua madre, lui pensava di sè e delle relazioni e del mondo. Ho dovuto provare cosa sia la chiusura. Quella in cui tenti di rimettere in sesto i tuoi equilibri, ma il mondo non ti aspetta. Quella cosa per cui non hai filtro e una frase ti spedisce dritta all’inferno. Quella per cui anche quando sai veramente per te chi è da fuori non può capire. Quella per cui vieni visto come menefreghista mentre se non fossi egoista non guariresti o sarebbe peggio. Quella per cui a volte davvero non sai se ti stai e stai boicottando o ti stai salvando la pelle. Però non sono lui, anche nei momenti peggiori ho salvato l’empatia e l’autocritica. In realtà non ho mai realmente pensato che gli altri avessero il dovere di sopportare che mi fossi ‘ammalata’ per qualcosa che mi è successo nella vita. E son andata a cercare i miei files lesi. E’ che stare al mondo così è come stare sul ring, dovendo comunque sempre proteggersi e proteggere gli altri da te. Anche se cattiva non sei. Ma che ‘ti cerchi’ è vero. E peraltro io non ho mai pensato che siano gli altri a ‘trovarti’ quando ti cerchi tu. E anzi che sia pure pericoloso farti trovare attraverso le ragioni degli altri, senza riuscire a centrare le tue. Anche stavolta ho scritto, spiegato e detto. Potevo solo spiegare le mie motivazioni, non perché valgano più di quelle altrui, ma perché quando attraversi ciò che ho vissuto dentro io e vivo io non puoi fare finta di niente. Io mi devo ascoltare per forza. La mia risposta resta no, non si può. Infatti io ho scelto di rimettermi in sesto. Perché voglio tornare ad essere me e perché non ho rielaborato tutto. E perché se sbaglio o se comunque soffro perché gli altri sbagliano mi sento peggio. Non l’ho chiesta e non l’ho cercata la mia Grande Guerra. Me non posso semplicemente fingere che non sia mai esistita. Se avessi una bacchetta magica. Invece vivo, misuro le distanze sopportabili, rielaboro, mi accuso e mi assolvo, mi proteggo e mi impegno. Mi do calci in culo e mi preservo. Mi anche castro. E quando me ne accorgo con dolcezza vedo che posso farci. Se non avessi avuto LUNA sarebbe stato ancora peggio. Ma a volte luna si incazza. E a differenza di un tempo ci mette un po’ a capire se ha torto o ha ragione. Anche perché paradossalmente c’è stato un tempo in cui non si è incazzata quando aveva tutte le ragioni del mondo.

  • 1284
    Eme -

    Sara, mi spiace immensamente per l’inferno che stai vivendo. LUNA, che dire, i tuoi post non possono che far riflettere. E, mannaggia a te, pure piangere un po’. Un abbraccio.

  • 1285
    LUNA -

    EME, egoisticamente ti dirò che per quanto mi riguarda sei ‘riapparsa’ al momento giusto, e che anche tu hai fatto riflettere me. Dico ‘egoisticamente’ perché è ovvio che d’altra parte, invece, mi dispiace che tu sia apparsa per dire che in questo periodo non ti gira giusta, diciamo, anche se trovo positivo il tuo sentire di dover riprendere le redini. Stavo per iniziare la mia risposta dicendoti ‘io invece di riflettere ne ho le palle piene, e vorrei smettere’. Ma, se pure è vero, è vero anche però che le riflessioni costruttive mi servono, e mi sono pure necessarie. Non posso realmente esimermi dal rielaborare delle cose. Nè posso semplicemente fregarmene di una serie di cose. Peraltro, però, c’è uno strato di ‘esubero’, non dovuto all’essere cervellotica, ma di cui vorrei, dovrei e forse potrei fare a meno.

  • 1286
    LUNA -

    in realtà trovare il confine tra ‘l’attenzione’ di cui vorrei fare a meno a volte è difficile, tra questioni pratiche oltre che emotive, paure e tensioni apprese, certamente, ma anche il fatto che quando una decisione non certo banale, ma che neanche pensavi ti facesse salire sulla nave pirata e il tagadà (quelle robe da lunapark, ma lunapark da cuore in gola etc) per un bel po’ di annetti, smaciullandoti il cuore e condizionandoti la vita in modo così esteso e viscerale, beh rischi di domandarti anche se cambiando il balsamo per capelli potrai trovarti in 6 o 7 oceani infiniti di guai. Non sono paranoica, però se non son mai stata impulsiva e cmq nella mia vita ho preso molte decisioni de panza, in cui ho sempre ritrovato, anche a posteriori, un valido senso, e anche se ho fatto errori ne ho preso atto… Beh, ad un certo punto della mia vita però veramente son entrata in un tunnel pur stando attenta ma senza poter immaginare anche gli effetti a valanga. Fa impressione. Fa impressione la quantità di dolore emotivo. Fdc potrebbe dirmi: allora vedi che mi dai ragione? Ho detto un no e… No, non do ragione a fdc. Per il dolore emotivo lo capisco. In pieno. Ma non gli do ragione perché dipende chi abbiamo davanti. Nessuna delle scelte che han dato via al mio tunnel erano roba da un decennio di ‘galera’, con straziamento budellare. Lo son diventati perché era dall’altra parte che c’era un gusto del tragico, una coazione alla ‘punizione”, non risoluzione e al rancore e al tormento. E perché mi son trovata davvero in mezzo a cose irrisolte altrui e fantascienze. E’ lampante che io non mi son spostata subito etc etc. Quella è la mia parte. Non autolesionista nè masochista. Deficiente comunque. Deficiente di ciò che l’indomani mi avrebbe già tratta in salvo e piuttosto a bere tequila. Anzi no, che già son tabagista, almeno l’alcolismo no. Deficiente anche per altre circostanze. Ma, attenzione, anche semplicemente ‘normale’ se non fossi finita nella fossa dei leoni. Per quanto a voler o a dover analizzarsi c’è sempre qualcosa che si poteva essere o far meglio. Ora come ora mi resta ancora la pessima sensazione che se sbagli una nota la stonatura può ripercuotersi con dodicimila eco per qualche lustro e spaccare anche la cristalleria che hai in cassaforte. Poi mi dico ‘tu hai un tuo senso del tragico, anche, ma di questo tipo non è farina del tuo sacco’. E’ vero. Però cmq…

  • 1287
    Eme -

    LUNA: “Stavo per iniziare la mia risposta dicendoti ‘io invece di riflettere ne ho le palle piene, e vorrei smettere”.
    E potresti farlo, LUNA, perchè credo che il 95% delle tue riflessioni riguardi e abbia riguardato l’altrui mente. Non la tua. Forse, per un 5% ti sarai scervellata sul perchè non ti sei spostata prima, sul perchè la tua panza, ad un certo punto, ha smesso di mandare segnali forti e chiari e ha lasciato che arrivassi ad ammalarti. Ma il grosso delle riflessioni (mi pare) tu le abbia dedicate a come entrare nella SUA mente, per risolvere un SUO problema generato (anche) dalla presenza ingombrante di SUA madre.

    “Per quanto a voler o a dover analizzarsi c’è sempre qualcosa che si poteva essere o far meglio”
    Hai fatto tutto ciò che hai potuto oltrepassando i tuoi limiti al punto di “mangiarti” viva . LUNA….ognuno ha una propria portata e se c’è il Santo che è morto di fame per dare agli altri c’è anche chi dice “ora basta, ho fame anche io”.
    Ed è più normale, umano il secondo tra i due comportamenti.
    Senza considerare che tu manco hai detto “ora basta ho fame anche io”. No….hai misurato il suo appetito, il suo peso, la sua glicemia, la sua pressione e alla fine c’è stata una divisione molto poco equa di quel pane. Anche se avevi fame. Hai dato la precedenza al suo buco nello stomaco e lui quel pane, probabilmente, lo ha pure vomitato dicendo “quanto sei egoista LUNA, a voler tenere quel pezzettino per te”.

    “Ora come ora mi resta ancora la pessima sensazione che se sbagli una nota la stonatura può ripercuotersi con dodicimila eco per qualche lustro e spaccare anche la cristalleria che hai in cassaforte”.
    E aggiungo “cassaforte piazzata in una casa a 300 km di distanza”.
    Ma è tua la nota LUNA? Ne sei sicura? Da quel che scrivi pare proprio di no. Posso immaginare cosa stai pensando ” e che m’importa, sia di chi sia quella nota spacca tutto”.
    Ok, volente o nolente, la realtà sta nel fatto che la vita ti ha messo in condizione di avere i timpani fuori dalle orecchie.
    Però tu non senti l’eco di una nota che non è stata suonata, non so se mi spiego. Tu senti l’eco di una nota effettivamente suonata. Ma hai i timpani fuori dalle orecchie e quella nota spacca tutto.
    Penserai che sto scrivendo una fregnaccia.
    Ciò che vorrei dire è questo:tu non sei malata e senti le sirene che cantano nel mare. Tu sei stata contagiata dal male altrui e hai i nervi talmente fuori dalla pelle che senti le sirene dell’ambulanza come se fossero in salotto.
    Quindi? Quindi (a mio opinabile giudizio) tu hai bisogno di staccare dalle situazioni stressanti e di riflettere meno ma molto meno.
    Chi sta dall’altra parte della barricata ha bisogno di attaccarsi alle situazioni seppur stressanti e riflettere di più.
    Se i ruoli si invertono capita il finimondo dentro. E pure fuori.

  • 1288
    Eme -

    Ed io, LUNA, ti parlo con affetto dall’altra parte della barricata.
    Dalla parte in cui occorre riflettere perchè arieggiare sarebbe solo una comoda scappatoia per sgusciare via da problemi che, invece, devo, finalmente, affrontare.
    E dalla mia postazione mi sento di dirti questo: rifletti un pò meno e arieggia un pò di più.
    E lascia perdere, almeno per un pò, questi forum.
    Spostati, che ne so, sul giardinaggio, sul taglia e cuci, nel forum del Papersera.
    Lo dico a mio discapito ma lo dico.
    Ok, a volte hai spunti per riflettere.
    Ma ora la tua mente ed il tuo fisico ti stanno dicendo altro, ti stanno dicendo proprio ciò che avresti voluto scrivere :”io invece di riflettere ne ho le palle piene, e vorrei smettere”.
    Puoi rielaborare un pò più in la, ok?
    C’è tempo.
    Oppure rielabora con calma.
    Ma ascolta quel campanello di allarme che ti porta a scrivere “rischi di domandarti anche se cambiando il balsamo per capelli potrai trovarti in 6 o 7 oceani infiniti di guai”.
    Quel campanello sta suonando forte e chiaro. Tanto quanto le note sbagliate che fracassano i bicchieri.
    Un bacio.

  • 1289
    LUNA -

    EMINA, che delizioso calcio in culo, con so much love 🙂 intendo rileggere questi tuoi post 3, 4 volte. Hai ragione, soprattutto sul fatto della nota-tua-sicuro? Vorrei solo precisare una cosa, e non perché mi tappo orecchie gnegnegnè. Hai ragionissima che per un tot no il 95 bensì il 99,99 per cento della mia mente era impegnata nell’interpretare le teste altrui, anzi la sua di lui testa, come fosse una sfera. Oggi, e non da oggi, non è più così. Certo non è zero, ma non è tanto un’attività divinatoria. E’ assai più intuitiva, in realtà. E a servizio mio per me, non per me verso loro. Ti dico intuitiva anche perché, infatti, una serie di cose, e quanto realmente ma realmente, c’entrasse (ma anche c’entri) la suocera mi sono apparse con intuizione panzica, non di elucubrazione. Insomma, in un disegno assai complicato non ho visto solo la trama, ma anche tipo, col laser, il dipinto che stava sotto. Una mappa, anche, se vuoi. Ed è per questo che dico a fdc di fermare il loop. Perché è molto più facile che veda la trama e ciò che sta sotto se smette. Mesi fa, eme, è morta una persona cara. Quindi se sono a soqquadro non è perché mi concentro su cosa hanno in testa, ma perché io ho una fase particolare. Positiva, ma anche introspettiva. Vedi, gli anni in cui mi son successe le cose che, in parte, e caratterizzati anche da una serie di casini logistici, finanziari hanno coinciso con la malattia di una persona cara, che per me era centrale, la malattia di un’altra persona cara, che è stata però un’esperienza umana e affettiva e empatica reciproca enorme, e con la breve ma intensa sua ospedalizzazione e la sua recente scomparsa. Famigliari stupendi, rapporti stupendi, amore e nessun arzigogolo. Quindi anche questa è una mia rielaborazione, di tenerezza e mancanza. Nel frattempo ho incontrato sul mio cammino invece una persona (davvero principalmente lei) solipsista e negativizzante. Lunga storia, anche da spiegare. Però io rifletto su me – e non in senso autocolpevolizzante – non su lei in quanto tale. E’ difficile da spiegare, ma la mia è una riflessione liberatoria. Tipo ‘ma pensa te che fregnacce avevo intorno e mi venivano propinate o stavano dietro il quadro! Ah, ecco, h mi è chiaro perché!’. Ovvio che c’è anche della rabbia, ma ciò che dici che dovrei fare lo faccio. E se non lo faccio non è a servizio di qualcun altro, ma comunque per mia necessità, reale. Per ciò che io per me ho bisogno di ascoltare e capire. Mia suocera che si fotta, già da mo’.

  • 1290
    LUNA -

    però alcune riflessioni servono a me. Veramente. Ad ampio spettro. E riguardano in generale la mia vita e la mia identità. Ora che ho sgamato i trucchi son molto meno acciaccata di prima. Però di scelte controproducenti per me, MIE, in questi anni ne ho fatte. Legate alla situazione contingente, ma comunque legate ad un mio scarso ascolto e che mi han fatto sentire peggio. Dunque rifletto su quelle. Ma non con un randello quanto piuttosto in modo costruttivo. Ok, lungo da spiegare. Comunque sia io sto ricentrando sempre più la mia identitá, rielaborando anche delle perdite e rifletto -ma de panza: ma io cosa voglio veramente? Perché ad un certo punto, in generale, son stata meno sintonizzata. Anche perché avevo un grande vario casino intorno, non solo dovuto alla mia storia, anche se certo quello è stato un grosso problema,ma anche perché dovevo difendermi anche da altre cose e avevo altri problemi. Quindi il mio è anche un lavoro di risintonizzazione e di sguardo più obiettivo anche sulla realtà di questi ultimi, lunghi anni. Non per un’ancora al passato, ma per il mio presente. Che evolve. Però io non ho da prendere una medaglia o da scalare l’everest per dimostrare qualcosa a qualcuno (ovviamente non parlo di te! E neanche parlo di lui e men che meno ma zero sua madre) ma voglio fare ciò che è bene per me, innanzitutto. Ho preso delle altre accuse recentemente, in mezzo c’erano anche delle verità, su cui, mentre mi spalmo la crema solare, rifletto. Inoltre devo prendere delle decisioni pratiche che mi riguardano, e anche quelle necessitano la mia attenzione. Perché non sono convinta, e devo sentire io perché. E inoltre son decisioni che hanno un peso pratico. Mi sarei ascoltata anche un tempo, ma dopo il gran bazaar ancora di più. Ecco perché dicevo ciò che ho detto. Forse non si è capito un tubo, ma mentre mi ‘espando” da passate implosioni accetto e ascolto anche i miei down e ? – certo che quando mi accorgo che invece rischio di loopare ne prendo atto. Però sto anche ‘scaricando’. Al forum ho pensato. A no, dico. Però in realtà mi serve anche a uscire dal microcosmo dell’exp individuale. E quando leggo alcune cose in realtà mi fanno da monito. E’ vero che la realtà là fuori mi attira molto di più. E la vivo, anche se sto uscendo dal letargo e mi sgranchisco. Però ha ancora un suo perché.

  • 1291
    LUNA -

    EME, ti avevo scritto un altro post, ma mi sa che è scomparso 🙁 sperando che repetita no rompon bolas sintetizzo: mi son chiesta se avevi troppo ragione e avevo per caso reagito in difesa, non da te, ma dai concetti. Ho riletto me e te poco fa, e no, non è così, anche se tu hai detto cose validissime. Comunque ho recuperato e recupero sempre più la mia dimensione ‘papersera’ e ho anche una panca piena di stoffe. Non capisco una mazza, ma sperimento :p – se son più chiusa e ombrosa o low energy a volte e per scosse di assestamento mio, non perché mi dedico a capire loro. In realtà, quando già mi ero messa in posizione di ‘osservazione’ e intuizione ben più di pippamentalesolitaria è stata proprio la suocera, non certo per farmi del bene, a offrirmi, sparando finalmente (sì, lo dico) minchiatone galattiche che neanche su marte (senza offesa per gli incolpevoli marziani) e confermandomi una serie di cose che a istinto avevo annusato da sempre a offrirmi la risoluzione del puzzle. Se non completo una rivelatrice e liberatoria parte. Che serviva a me per capire cosa è successo a me, non per consigliarle una terapia. Di vero c’è che sti anni per tante ragioni son stati durissimi, intensi, faticosi, spaesanti e rocamboleschi. E che non ho ancora cagato del tutto il mattone. Ecco spiegato perché non mi dimentico di avere un intestino, anche se non sto sempre lì a tastarmi la pancia. Ma ho avuto uno shock anche quando, malamente persuasa di essere un rinnovato fiore invece appena mi si son aperti cuore e budella come una banana. Dunque go slow baby. Senso di realtà. Una mia conquista, credimi, è stata ed è concedermi comunque la rielaborazione del lutto di quello che per me è stato un grande amore (perché lo è stato, e anche molto bello) indipendentemente dal capitolo violenze morali, stalker e suocera. Una conquista dolorosa, per me, ma a cui voluto dare il giusto spazio. E ho potuto quando ho smesso di guardare nella testa altrui e ho avuto il puzzle. Il puzzle può fare rabbia, ma quella fa il suo corso. Il mio cuore però ha sofferto perché per me era amore. E cheché ne dicano suocera, lui, suo cugino o la mia vicina o chi pensa che sarebbe ora di farsi un’altra vita, io ho cercato e trovato il mio spazio, che pure sia tipo una ‘reducia’ del vietnam, anche per rielaborare dentro me la fine di un amore, come fa chiunque, anche chi si è lasciato

  • 1292
    LUNA -

    senza tutti i casini miei. E tanto più perché il mio amore, finché è stato bello, è stato bellissimo per davvero. Io almeno l’ho vissuto così. Cara EME, anche a me è stato detto che ero dall’altra parte della barricata. A me è stato detto che ero piena di rabbia (era vero), che ero piena di paura (idem), che ero confusa (ma va?), che avevo scritto in fronte che ero una persona dolce e avevo bisogno d’affetto, anche di darne, ma rifiutavo l’affetto e mi rifiutavo/ero incapace di darne, che io saltavo se si spostava una foglia (idem) e bisognava ricordare e capire cos’era successo a me (non è che bisogna, però mi è successo. E certe cose puoi non capirle se non le hai vissute. Banale, ma è vero. Idem per quelle degli altri, ovviamente) ma io me ne fottevo di cosa è successo agli altri (non è vero), che ero un’egoista di merda (sai che fatica ritrovare i files ‘egoismo’?) che pensava solo a sè (dopo aver girato con tre cervelli avere il mio era come tirare fuori l’auto dal garage e ripulirla dalle cacche di gallina e vedere se funziona ancora), che mi mancavano le regole di primaria civiltà nei confronti del prossimo (le ho sempre avute, pur avendo le mie anarchie, ma in quel momento dovevo appena ricostruirmi il parametro mio di con che mano mi lego le scarpe e l’anarchia, quella sana, era riscoprire il piacere di stare con me, anche dimenticando che ora è). Ma anche che inutile mi piangessi addosso per quanto mi era capitato se poi piangevo per qualcuno che avrei dovuto odiare, e piangevo anche comprando i surgelati perché a lui piacevano i bastoncini findus (non piangevo perché mi mancava che mi percuotesse coi bastoncini congelati, ovviamente. Ma mi prendeva un nodo in gola per quando ridevamo tra le corsie), e che facevo del male a chi invece mi vuol bene soffrendo per uno stronzo. In sintesi che qualcuno mi volesse bene in quella (questa) fase della vita era una colpa. Perché che qualcuno ti voglia bene è una botta di culo (son anche d’accordo) ma se sei in questa fase della vita per cui anche se vuoi bene non potresti mai avere una relazione, e lo dici, sei stronza. O sei incastrata ma ti va bene così. O x, y, z, q, cubo rubrik. forse EME sarò anche stronza, ma poiché di relazioni normali io ne ho avute e anche quella più importante lo è stata, credo che se un giorno sarò in grado di avere una relazione l’avrò. Nel frattempo ci sarà una ragione se sto come sto. E ho diritto di stare. Perché se qualcosa non mi torna io ci lavoro su. E no, non penso che gli altri si debbano adeguare. Ma voglio stare in pace, con me. E quando rido e sorrido mi piace molto. Anche perché è per cose così semplici. E quando piango mi rispetto. Perché vuol dire che ho le mie ragioni.

  • 1293
    Eme -

    Hai ragione su tutto i fronti, LUNA.
    Non lo scrivo per tagliare corto, perchè è domenica e voglio uscire ma devo pur rispondere ai tuoi 4 post.
    Lo dico perchè lo penso anche se, in questo momento, non saprei argomentare il perchè lo penso.
    Arrivare a dove sei tu, per me, è un ambizione in questo momento. E non perchè ritengo che tu sia arrivata da qualche parte. Ma perchè sei in movimento su una strada e hai idea di dove porta quella strada.
    E’ difficile da spiegare.
    Forse è più facile, per te, comprendere.
    Io, in questo momento, sono un pò come il matto nelle carte dei tarocchi.
    E non perchè il fidanzato mi ha lasciato uèèèèè, sgrunt.
    Perchè non so chi sono e mi devo prima trovare, poi conoscere e poi direzionare.
    E a 40 anni non sai se tirare un sospiro di sollievo per aver smesso, finalmente, di recitare seppur inconsapevolmente o se tirarti una rivolverata perchè ti sembra sia troppo tardi.
    Di panza tiro un sospiro di sollievo. Poi mi metto le mani sui fianchi, mi guardo intorno, e me ne esco con la più profonda delle considerazioni che, ora come ora, riesco a fare “…..azzo”!
    Un abbraccio LUNA.

  • 1294
    LUNA -

    EME (e leggimi pure anche giovedì prossimo 😛 non sono più avanti di te, ma che stai addddì? si fa quel che si può e revolver un caxxo. So la sensazione, ma assolutamente no, semmai il contrario: se anche se ci serve ripristinare i files e a volte è faticoso accorgersi di cadere o zoppicare, sbagliare, credo che quello che mi hai scritto valga per entrambe: ci serve comunque sciacquare i panni dell’introspezione nella vita, che è fatta di tante cose.
    Ieri ho avuto una serata da super smoking (e non nel senso che mi sono vestita in abito elegante maschile a nolo per andare ad una festa danzante :PPPP). Anche per il tuo post, ma non in senso negativo, per ciò che c’era scritto di buono, e anche per le mie parole che stavano in mezzo ad altre altre altre, @‘io invece di riflettere ne ho le palle piene, e vorrei smettere” e che hai giustamente beccato. Non era una dichiarazione di poco conto, era molto di panza pure quella. Vitale. Ma pareva quasi che, anche se sento che vorrei liberarmi di più la testa, io senta un malefico “dovere” di sfracellarmi in maroni da sola…
    Non è così, purtroppo è veramente che mi sono ritrovata giocoforza con talmente tanti dati (personali, non solo riguardanti l’esterno, ma interni) da rielaborare e talmente tante cose da sistemare e da tenere “sotto controllo” (non in senso ansiogeno, ma reale) che non ho potuto farne a meno. Certo, a volte è anche difficile capire il confine tra ciò che veramente è il caso che tu tenga “sotto controllo” e ciò di cui invece te ne puoi fregare, perché è proprio così che sarà meglio.
    Ma l’ottica (se pure chissà con quanti mastodontici errori!) è di un’armonia interiore e con l’esterno, anche togliendo la corazza (pur avendola quando è necessario) e per il resto avere semplicemente la pelle nuova che altro non è che quella vecchia che si rinnova.
    Ieri è stata una giornata un po’ drek anche perché mentre mi stavo rilassando mi sono successe delle piccole cose che mi hanno stressata (il discorso del “filtro corto”…) anche se ci ho messo poco tempo per rimettermi in asse. Una cosa l’ho risolta in cinque minuti, quando l’ho risolta, ma prima ho avuto il mio sconquasso momentaneo. Vedi, io sono socievole, estroversa, ma anche introversa e riservatissima. La mia riservatezza risiede molto, ma molto meno (direi quasi per nulla) nel timore del giudizio altrui quanto più in un bisogno innato di risolvere le cose nella propria intimità, una difesa dell’intimità che riguarda me stessa, i miei cari, la mia famiglia, i miei amici. Non sono mai stata una che se litiga con un’amica va a parlarne con gli altri al bar, che se litiga con sua madre va a mettere i cartelloni. Sono semmai una che risolve le cose sull’1:1, e in ogni caso, più la questione richiede la mia panza e la mia attenzione e le mie energie e più mi coinvolge anche emotivamente, e più me la tengo per me e piuttosto vado a farmi una passeggiata sulla spiaggia. O anche alla sagra della sardella a sbrinarmi e parlare d’altro.

  • 1295
    LUNA -

    ed è anche, veramente, una questione di energie da risparmiare e gestire al meglio, che io sento molto. In questi anni difficili ho visto molte spiagge e frequentato poche sagre 😉 Comunque più che mai avevo bisogno di tenere l’asse o di ritrovarla, di guardarmi chiaramente dentro, oltre che di ritrovarmi e di risolvere una serie di problemi ascoltandomi molto bene. Ho parlato (forum a parte) con pochissime persone, “scelte” in base a fiducia, stima, intelligenza oltre che affetto. Persone che possono anche dirmi: “machecaxxofai?”, ma che hanno anche la delicatezza di dire “però sai tu per te” e di sforzarsi di comprendere piuttosto che di essere proiettive, e di non “assillare”. A volte consigli ottimi mi sono arrivati anche da persone che non facevano parte di questo gruppo ristretto, e a volte persone mi hanno fatti enormi regali senza saperlo. Cmq proteggo “il mio mondo”, tanto più se c’è tempesta.
    Se io vedo uscire una persona da una struttura oncologica non chiederò mai il perché a meno che non me lo voglia dire (e penso abbia tutto il sacrosantissimo diritto di non farlo!!!) e certamente non andrò l’indomani a dire: sapete che ho visto gigetto uscire dal padiglione B? E magari Gigetto è andato a salutare sua zia che non vuole far sapere in giro che sta male (e avrà le sue ragioni) o fa il pony express o si è innamorato dell’infemiera o ho visto male e stava uscendo dal tabaccaio… Ma nel frattempo a Gigetto dovrebbe arrivare lo stress che la gente dice che ha un tumore? Gente che lo smarona e lo invade a gratis? Ho fatto un esempio violento, perché riguarda la salute, ma, per quante gaffes sicuramente involontarie possa aver fatto anch’io, capisco benissimo perché Gigetto abbia bisogno delle sue energie, anche se quel giorno stava solo uscendo dal tabaccaio e che la sua vita la sa solo lui, e i suoi perché. Gigetto non deve spiegazioni. O solo a chi crede lui sia il caso. Tempo fa mi hanno detto che un mio lontano ex stava malissimo di salute e che probabilmente si stava lasciando con la moglie perché l’avevano visto da solo due sere di fila. Il mio ex ha una malattia da quando lo conosco. Per entrambe le cose ho provato un senso di ribellione (saranno anche caxxi suoi?). Riguardo il fatto che fosse mezzo morto ho anche pensato che cmq era nel suo diritto pure morire lasciandosi al largo su una zattera… Però, poiché bene gli voglio, ho chiamato un nostro amico comune semplicemente buttandogliela se sa come va. Ovviamente andava come sempre. La gente è ignorante! Lui se ne fotte dei giudizi e io pure. Preferisco che la gente si inventi una sua versione (a meno che non sia REALMENTE lesiva per lavoro/vita, là mi incaxxo) piuttosto che mi rompa il caxxo. Ieri un mio conoscente che della mia vita non sa NULLA ha tentato di dirmi un “ma è vero che?”. Tipo “Mi han detto che…”. STOP assertivo in 2 secondi. Dopo aver superato il senso di invasione e timore di rotture di maroni. Ciò che conta è però come ho stroncato, DIRITTO risparmio energy

  • 1296
    Eme -

    Cara LUNA,”Cmq proteggo “il mio mondo”, tanto più se c’è tempesta”.
    Fai bene.
    Io, a differenza tua, non sono nè socievole nè estroversa. A volte insceno piccoli show e faccio ridere. Ma finita l’esibizione torno nel mio mondo.
    Eppure, quel mondo, forse perchè è così protetto, è oggetto, continuo, di attacchi.
    Tra quello che ti legge negli occhi, quello che ti osserva i movimenti delle mani, quello che analizza la postura, quello che esamina eventuali modi di intercalare c’è da perdersi.
    Tutti che chiedono, domandano, ma la domanda più banale e di cui, forse, avrei più bisogno “come stai?” non arriva mai.
    Questa è la gente: curiosa, pettegola, indifferente.
    Si, ok, in mezzo al gruppo ci sarà anche c’è il disinteressato da cui trarre una considerazione illuminante.
    Ma intanto si rischia di offrirsi in pasto al gruppo per trovare, se c’è, il disinteressato.
    Un pò come nei forum. Ti esponi a 1000 idioti che ti bersaglieranno per trovarne 1, intelligente, che ti risponderà.
    E nella solitudine mentale può accadere di tutto. A volte si finisce per friggersi il cervello in mille riflessioni che, se ben direzionate, portano lontano. Se manipolate, come spesso accade, ti fanno fare mille giri intorno allo stesso buco e alla fine, ti ci fanno cadere dentro stracca, convinta di aver compiuto chissà quale percorso.
    Un pò come ho fatto io, pochi anni fa.
    Convinta di aver raggiunto chissà quali cime. Invece avevo semplicemente affisso al muro il poster della vetta con la bandierina issata…
    Anche adesso rifletto. Molto. Ma lo faccio, finalmente, a viso scoperto. Vedo che c’è un poster e mi dico che sarebbe bello, un giorno, uscire di casa, organizzare il viaggio, comprare il necessario, allenarmi, cominciare la scalata, arrivare alla cima e, finalmente, issare la bandierina.
    Penso che queste riflessioni mi serviranno (mi stanno già servendo) più che ad affrontare il futuro ad accettare il passato in modo da non trovarmelo perennemente d’intralcio.
    A ben vedere le riflessioni si “chiamano” l’un l’altra. Difficilmente si riflette a compartimenti stagni. Parti dalla sfera affettiva e, magari, ti accorgi che le medesime considerazioni valgono per il lavoro, per la famiglia, per la salute.
    Magari ti convinci di aver sbagliato tutto. Poi, rifletti meglio sulla riflessione, e ti rendi conto che non hai sbagliato perchè chi sei ora non è chi eri ieri e ieri non hai sbagliato, sbaglieresti oggi se perseverassi a comportarti come ieri.
    Sto dicendo un sacco di boiate incomprensibili, mi sa.
    E’ che, rifletti, rifletti, fuma e rifletti, fuma…..mi sto cominciando a sentire un pò stanchina, alla Forrest Gump 🙂
    Un abbraccio LUNA.

  • 1297
    LUNA -

    eme, neanche una boiata hai detto. Rifletti-fuma è una cosa che devo stoppare, io. Non è un gran connubio. Forse meglio footing-rifletti. Ho il dubbio che mi uscirebbero pure riflessioni migliori. Sulla frase ‘sbaglieresti ora se’ son d’accordo – tengo caro il tuo post ‘tagliaecuci e papersera’, sappi 🙂 bacio

  • 1298
    LUNA -

    ps: in questi ultimi anni ho socializzato molto più con il mio cruscotto e con il mare, a lato delle mie camminate. Per i mie standard (per quanto, ripeto, io abbia necessità anche di solitudine e introversione, per natura) un orso. Una schivatrice da manuale di caffè e incontri conviviali. Una campionessa olimpionica dell’appenariescopasso. I veri amici non si sono offesi se mi han vista tanto tanto meno. Avevo anche poche energie sociali, ti dirò. C’è un tempo per ogni cosa. Magari mi farò vedere un po’ di più.

  • 1299
    Myskin -

    Ciao Fdc

    Quando scrivi “se avessimo fatto un figlio non staremmo in questa situazione ” ricadi nello stesso tragico errore che non ti fa uscire da questo tunnel di disperazione e rimorsi.
    Non riesci a darti pace e continui a non trovare un senso a quanto successo proprio perche’ non ti smuovi un centimento dalla questione figlio : come’ possibile che vent’anni meravigliosi e unici siano finiti dall’oggi al domani ? com’e’ possibile che oggi per Lei non se più nessuno ? Semplicemente NON e’ possibile, ma vedi tu leggi questa impossibilita con una chiave sbagliata : Questa impossibilita dovrebbe farti riconsiderare il vostro rapporto, e la tua conoscenza di lei, invece no : lei resta nella tua mente quest’icona cosi perfetta (come gia’ Luna ha ben scritto) e il vostro, un rapporto idilliaco, speciale meraviglioso e unico.
    Non fraintendermi Fdc, non voglio sminuire i vostri vent’anni insieme, ne tanto meno infangare lei, ma allo stesso tempo dovresti iniziare a considerare che forse tra mille giornate felici vi erano nel vostro interagire come coppia delle piccole crepe. Crepe impercettibili nel quotidiano, ma che sommandosi in vent’anni hanno fatto profondamente minato le fondamenta del vostro rapporto.
    Inoltre, secondo me, ancora piu’ sbagliato e’ questa tua certezza granitica che hai su tua moglie, sai Fdc a volte e’ cosi difficle giudicare e conoscere perfino se stessi, figurati un’altra persona.
    Ci sono persone che impiegano anni e anni per leggersi dentro, troppo forte l’imprinting dato dai genitore o dall’educazione avuta per capire davvero il proprio IO piu’ profondo, e cosi scorrono mesi, anni, viviamo pensando di andare nella giusta direzione, cullandosi nella falsa idea di essere realizzati e felici, sottovalutando quella lieve, quasi impercettibile, sensazione di insoddisfazione che arriva per pochi attimi e poi sparisce. Fino a che un giorno tutto riemerge, quasi improvviso, dal nostro subconscio e ci si rende conto di aver ingannato prima degli altri se stessi….
    Ma sto uscendo fuori tema, (non so se tua moglie abbia avuto queste dinamiche) ma quello che per me e’ evidente e’ che il non voler un figlio FORSE e’ stata la miccia che ha fatto eslodere tutto ma sicuramente non e’ “IL PROBLEMA “

  • 1300
    LUNA -

    myskyn, son d’accordo con te e anche su quel FORSE. E girerei anche a fdc il post sul 95percento e anche sulla nota che spacca di EME a me.

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