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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 1201
    Cinica -

    Cari Luna e Fdc, solidarietà empatia è quello che sento leggendo i vostri post.
    Lo stress per il dolore che diventa malessere fisico, depressione, attacco d’ansia va arginato Fdc. Ci sono passata, random e in forma leggera ancora lo sento arrivare a volte quel senso di soffocamento e il desiderio di fuga (dove?? da chi??) che mi si presenta ogni qual volta ho un problema che mi sembra insormontabile e mi sento SOLA completamente sola ad affrontarlo e disorientata. Ecco questa sensazione l’ho provata la prima volta quando lui m’ha detto che se ne sarebbe andato. Ora mi capita molto raramente ma ne riconosco i sintomi quando sta per arrivare e riesco (più o meno) a controllarla.
    Non ne ho mai parlato con nessuno per paura di far preoccupare le persone a me più vicine ed ho sbagliato. Se tu puoi cerca di farti aiutare. Cerca di stare bene e di avere cura di te stesso è importante come anche Luna ti ha suggerito.
    Vi auguro una buona notte.

  • 1202
    LUNA -

    fdc, ciao, hai sempre rifiutato di chiedere aiuto, e quando lo hai chiesto non eri pronto a chiederlo per te. Spero veramente che ora tu, finalmente, lo faccia. – anch’io penso che bisogna essere autocritici, ma tu sei in loop e hai una sindrome d’ansia, un esaurimento, di cui stai anche ignorando i segnali senza chiedere aiuto. L’autocritica, senza un democratico (verso sè) spirito anche critico, paritario, non è più un valore, è un suicidio. Capisco la cosa dei documentari etc. Provata. D’altra parte se sei depresso che pretendi? Ti passerà. Ma chiedi aiuto. Stai da troppo così e peggiora, lo dici tu stesso. Se ti tiri su sarai anche più lucido. Stai trattando il tuo malessere in modo assolutamente inefficace e anche lo prendi dal verso sbagliato. CINICA, ovvio che no, che non sei riduttiva. Capisco bene ciò che dici. A me oltre ad andare a puttane l’amore era cambiata (è) la vita in altri affetti centrali. E problemi economici etc etc. Ti capisco. Però spero che tu riesca a trovare in te pian piano l’ottimismo.

  • 1203
    LUNA -

    fdc, se proprio non puoi lasciare tua madre neanche per un paio di giorni, ed è lei a chiedertelo ok, ma se invece puoi, fossi in te, un paio di giorni di stacco li farei. E mi auguro, se hai le possibilità economiche, che tu ti coccoli. Il mio amico che è stato lasciato dalla moglie dopo tipo 30anni lo ha sempre fatto. Principalmente si è dedicato molto allo sport, anche per compensare lo stress e scaricare. Per me lui è ‘un esempio’, perché ha incassato una botta micidiale, ma comunque da subito si è anche ricordato la centralità di volersi bene, a sè, e di farsi del bene. Io quando ne avrei avuto più bisogno e sapevo quanto una serie di cose mi avrebbero fatto bene non avevo la possibilità economica di farle, anzi. Avevo pure angoscie in piú. Quindi, personalmente, mi auguro che tu, potendo, ti faccia del bene. Perché tanto più stai male e sei sotto stress e tanto più ne hai bisogno. E se ti pare che non serva allora vuol dire che è perché devi fare di più, per te. Ciò vale per tutti, e chi può gratificarsi di più tanto meglio. Non ti frustrare se alcune donne vogliono darti amore e affetto e non ce la fai. A me pare normale, pure fisiologico. Non sarà il tempo. Non accade solo se si è ancora innamorati, ma anche solo feriti, convalescenti, a soqquadro. Forse le donne, in chiave diversa dall’amicizia, ora ‘ti stressano’, neanche loro in quanto tali ma il concetto. L’amicizia invece mi pare ti rilassa e ti offre uno spazio anche neutro e d’evasione a meno che tu non faccia e ti faccia e ti faccia fare i soliti discorsi loop, anacronistici e ‘indagine doxa’.

  • 1204
    LUNA -

    CINICA, i tuoi discorsi non sono riduttivi. Non si vive per lavorare, nel senso di mangiarsi la vita e gli affetti e ciò che conta per il lavoro, a mio avviso, ma se fare un lavoro che piace e dà soddisfazioni è tutta un’altra musica che viceversa, il lavoro dà anche un senso d’indipendenza che, a meno che non si sia individui fortemente portati alla dipendenza, è secondo me fondamentale. Se il lavoro dà tranquillità c’è comunque una serenità in più, talvolta anche inconsapevole a chi non ha mai provato a non averla. La precarietà, persino quando il lavoro ha una sua continuità pure nel precariato, stressa. Se hai un lavoro che ti piace e hai ancora il sogno e la grinta di migliorare è diverso dal contrario. Però viviamo in un’epoca in cui alla crisi personale, se c’è e magari è capitata tra capo e collo, si aggiunge la crisi globale. Che colpisce il paese e il globo. Che mette in crisi anche posti fissi e persino statali e chi la pensione ce l’ha mentre per una miriade di persone il posto fisso già da anni è utopia, e non per demerito, la piccola impresa non più solo questione di versatilità, merito, coraggio e la maturità avanzata non dà più l’idea del godere, in futuro, traguardi e tranquillità raggiunti ma ben altri, inquietanti, scenari. La mia crisi di coppia ha coinciso con ‘sta bellezza’ e l’egoismo altrui, in tutta franchezza, mi ha reso la vita molto molto più difficile. Non perché dovesse facilitarmela, eh. Ma -non mi dilungo- a me la vita é stata sul serio complicata e in anni cruciali. Di fatto se io fossi stata realmente da sola negli anni in cui mi é stato fatto solo casino io oggi starei globalmente molto ma molto meglio. E non è questione di mere ipotesi. Lo dico con cognizione. E ho sbagliato anch’io. Perché la mia impostazione sia individuale che su cosa significa essere in due, un’impostazione sana, è stata travolta. Oggi io assolutamente non cerco un uomo, non in sen

  • 1205
    LUNA -

    senso che son misantropa o penso ‘che schifo la coppia’ o ‘son tutti stronzi’ o che. Però non lo cerco né sono in apertura di farmi trovare. Forse mi riesce difficile spiegarmi, lo so. Ma il mio non è un atteggiamento negativo, semmai positivo. E’ un atteggiamento indipendente ma non nel senso nevrotico. E’ chi sono. In fondo son sempre stata così. So, può sembrare paradossale detto da chi ha avuto una lunghissima storia importante da giovane età e comunque già prima delle storie serie. Ma perché son vere entrambe le cose. E’ vero che io sto bene da sola quanto è vero che, credendo nei sentimenti e nelle relazioni quando le ho vissute per me avevano un valore. Non mi sento senza un pezzo se son da sola, di per sè, cosa che alcuni ammettono di provare se non hanno un partner, non mi sento castrata da una relazione che sento. Non ho lasciato il mio ex ex perché mi sentivo castrata da avere una relazione molto seria dai 18 ma perché per altre ragioni non era più una relazione. E in seguito non ho mai pensato di essere castrata in alcunché avendo una relazione seria dai 20 ai 30, anzi. Per me era una ricchezza. Mi ha castrata dopo, ma perché, per una serie di ragioni contorte, ingerenze lui non è più stato un marito e un compagno, non si è permesso di esserlo, non mi ha permesso di esserlo. Ciò ha portato una serie di conseguenze, alla nostra vita, alla mia. Amando molto ho vissuto molte delle sensazioni di fdc, per molti, lunghissimi anni, in cui son stata tante cose, arrabbiata, anche con me, angosciata, vulnerabile, confusa… Quante e quante cose! E in più un doppio dolore. E delusione. E un incolmabile senso di solitudine. Una crisi esistenziale, d’identità. Non voglio dirti che ne sono fuori totalmente. Ma posso dirti che ricomincio a riconoscermi molto. E’ bello. Mi ero persa. Forse mi riperdo domani? Però poi mi riprendo? Ho la corazza dura mista a pelle fina. Non ho fretta. Non posso. Però so di nuovo cosa per me è bello e cosa non lo è. Non in senso ideale, reale.

  • 1206
    Cinica -

    Cara Luna è vero non si vive per lavorare, ma facendo due conti spicci delle 24 ore di cui è composta una giornata circa un decina si passano a lavoro. Una bella fetta di tempo della nostra esistenza per cui se l’ambiente di lavoro non è diciamo “amichevole”, il tipo di lavoro non ci piace o non ci gratifica e in più il guadagno è da fame… ma accontentiamoci è un periodo di crisi globale e sapere che la mattina bisogna alzarsi per andare a lavorare è già qualcosa, almeno finchè dura.
    Prima di mettermi col mio ex Luna sono stata per molto tempo da sola, a vent’anni ho girato l’europa con lo zaino in spalla, ho praticato una miriade di sport, ho fatto il mio percorso di studi, ho coltivato diversi interessi. Mi bastavo, stavo bene, ma non davo per scontata la mia singletudine immagginavo che prima o poi l’amore sarebbe arrivato. Ora è come se fossi fuori tempo, sfasata, desideravo una famiglia un compagno di vita e credevo d’averlo trovato in lui, era per me il tempo e il momento giusto e soprattutto la persona giusta ed invece… Ora mi sento fuori tempo e me ne vorrei dare tantissimo invece perchè non mi sento pronta per un altro uomo, non lo voglio, non lo immagino, non lo desidero, non lo saprei nenache descrivere eppure come ti dicevo sento che qualcosa mi manca. Sto bene con me stessa (quasi sempre) e a volte ho proprio bisogno di stare per conto mio fare le mie cose darmi i miei tempi come questa sera che sola davanti al mio pc ti scrivo. Eppure il desiderio di avere quell’unicità, quell’intesa con una persona per cui il mio bene è totalmente il suo e viceversa con cui costruire, progettare, immaginare un futuro insieme. Questo si mi manca.

  • 1207
    LUNA -

    CINICA, grazie di aver letto e risp. Se ho capito bene allora sì, capisco di cosa parli. Io innanzitutto ho avuto uno shock STRATOSFERICO perché per me lui era lui, punto. E non è che era LUI xké ci stavo insieme ‘da una vita’ bensì, semmai viceversa. C’è gente che ‘si cerca’, da sola intendo. Si dice ‘nn so se sarà lui/lei per sempre’ o a cui, come dicevo, una storia sta stretta, per abitudine, noia o ke. A parte che io nn provavo nè noia nè abitudine (e manco lui. Non è supponenza o illusione, so che non è così) io semplicemente ho riconosciuto a cuore, panza, cervello lui come l’uomo della mia vita, no di un pezzo, ma di tutta. Poi, certo, il futuro non lo conosciamo, nessuno. Però la mia ‘impostazione’ era questa. Tanto che io caddi TOTALMENTE dalle nuvole quando lui disse che io mi ero staccata da lui e ebbe traveggole su un mio abbandono al quale io, evidentemente, pensavo. Ciò più mix madre sua etc etc, lungo da spiegare. Però non era vero. Lui era talmente visceralmente lui che anche se avessi avuto un dubbio si sarebbe risolto. Quando rimasi shokkada dalla crisi etc non lo fui perché mi ritrovavo sola, a parte che è naturale se stai con qualcuno da una vita, perché la tua vita e la tua testa funzionano in un certo modo. Sei cresciuta anche in un certo modo e ti sei confrontata con te, la realtà, ancor più con la tua scala di valori e priorità in un certo modo. E bada che io non son di quelli che dicono ‘per stare con lui ho perso gli amici, eravamo solo io e lui, lui ed io’ etc. Zero. Io gli amici li avevo e li ho, gli interessi li avevo e li ho. Ma per me fu uno shock perché lui era lui, noi eravamo NOI, e noi eravamo un’altra cosa. Non rispetto a tutti gli altri al mondo, ovviamente, ma in noi c’era ciò per cui i miei son insieme (bene) da una vita e i miei nonni. Non era prevista una deviazione, ma no certo perché io avessi paura di star sola, o per paura di cambiare o che magari gli altri peggio o per timore di dire ad altri ‘è finita’ e neanche di ritrovarmi a pagare un affitto da sola. Semplicemente in me c’erano tutte le naturali, potenti ragioni che ti fanno sentire naturale un per sempre e speciale uno sul globo terracqueo. Io mica vivevo segregata, stavo nel mondo. E in quel mondo ho incontrato tanta gente. E anche uomini belli, affascinanti, intelligenti, simpatici, con dei valori, una grinta positiva nel mio stesso lavoro e nella mia sfera di interessi. Devo dire che stavo con lui perché tutti erano mediocri o non mi si filava nessuno? Non è vero. Stavo con lui perché amavo lui, e lui per me “vinceva” diecimiliardi a zero. Non c’era partita. Non sto dicendo che in testa facevo un match, mi segui? La gente ci diceva ‘da quanto state insieme’ e

  • 1208
    LUNA -

    quando dicevamo 9 anni restavano 😮 ma non perché tra noi fosse poca complicità, ma perché rispetto gente che dopo 2,3 o anche 9 anni dice ‘è normale che sia diverso, è normale che la passione cali etc etc’ noi eravamo ‘freschi’ come due che stanno insieme da poco, ma con la complicità di due che stanno insieme da tanto. E non è che lo dico io. A parte che a noi stessi faceva strano che fossero tanti anni (in senso positivo) lui stesso dopo 4 anni 4 di smaronamenti crisi etc quando parlò di me e noi ad un’amica (davanti a me, ma non era una sviolinata, perché lui in pieno tilt diceva che non era possibile) diceva di noi cose da chi è innamorato e parla della donna della sua vita. Tanto che si fermò, lui stesso perplesso per l’incongruenza. Perché lui aveva appena fatto una dichiarazione d’amore in piena regola. Poi disse ‘ma è tutto distrutto, perché lei si sentiva con tizio’. Al che la mia amica gli disse: ‘lei si è sentita (non facendoci niente, ndr) con tizio ora, dopo che è andata via di casa e dopo 4 ANNI 4 che tu dici che tutto è distrutto. Ma tu sei sicuro di non STARE MALE?’ (E glielo disse con affetto, eh). Cinica, riassumere la mia odissea è impossibile. E quando io dico l’ovvio, e cioè quali NON erano le ragioni per cui stavo con lui e gli ho dato anche dopo e dopo possibilità le dico perché riflettono le SUE insicurezze sul mio amore per lui, oltre che sul suo per me, evidentemente, che esplosero come una bomba. E se lui aveva un problema sua madre peggiorò certamente le cose. Già il suo pessimismo derivava da lei ma in più in un momento delicato e in seguito lei fece solo danni. Veramente, credimi, riassumerti l’odissea sarebbe impossibile, roba da matti. Che sia andato in tilt è fuori da ogni dubbio e credimi che io il quadro ce l’ho. Anche comunque di un mix di egoismo estremo. Difensivo estremo? Pur sempre egoismo. Peraltro, a differenza di fdc, lui ha sempre dato prove di se pur anche contorto interesse. Non è che io gli correvo dietro e lui era indifferente. Però resta che ha rovinato la nostra e, in una parte di essa, la mia. Perché quel casino non è vita. E perché se manchi di empatia, qualsiasi siano le tue ragioni, fai male, molto. E i cocci, come nel caso di fdc, non solo solo i tuoi. Anzi. Io cmq ero mossa dall’amore, sempre. Io c’ero anche per portarlo in braccio io, che ho 50kg, da maga magò. Non perché me lo restituisse sano come dico io ma perché lui uscisse da un tunnel, se ci entrato. Poi anche durante la via verso l’uscita poteva dirmi ‘adieu’. E a riprova di ciò una volta che me ne andai lui piangeva al tel, disperato, dicendomi che mi amava da sempre, ero ciò che di più bello aveva mai avuto dalla vita, ma che stava male male male. E io gli dissi che non potevo più stare con lui, ma che lo avrei aiutato, comunque, perché ero contenta che lui si liberasse da quella roba, esaurimento, depressione, trauma, paura di restare solo, insicurezza, manipolazione, mancanza di una vitamina o un enzima, quel diavolo che fosse. E il mio aiuto non sarebbe stato dipendente. Ma mentre ero via, e non per ricatto morale, lui perse chili. Ehi, stavo male anch’io, ma io sapevo che lui stava male. Sua madre no. La cieca. Colpa mia era. Mia, che a 30anni mi son trovata in quel casino. Eccerto. Tornaj e reppete. Bon, stringo. Ti (e mi) risparmio le altre 75454 puntate. Ti dico questo: tutti noi non dobbiamo dimenticare che noi stessi abbiamo bisogno di sapere di esseri amati e scelti in base alle stesse ragioni per cui noi scegliamo chi amiamo. E abbiamo bisogno di vivere bene. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, effetti a catena. Poi io ho sofferto anche per altro e la depressione è venuta a me. Oggi come oggi ti dico: lui ha un’infinità di elementi, su noi, sè, me, per guardarsi dentro, guardare cosa ci è, mi è, gli è successo. Per scegliere cosa farne, chi essere, cosa vuole dalla vita e come vivere. La mia, credimi, è tutto fuorché retorica. E’ cosa assai ‘pratica’. Io faccio ciò, per me.

  • 1209
    LUNA -

    CINICA, scusa, concludo: volevo dire che io non sono più in loop e auguro anche a fdc di uscirne e di considerare le cose da un altro punto di vista. Non posso ovviamente sapere quale sarà, perché sarà cosa sua, però il loop è solo una stratosferica perdita di tempo, energie, salute, vita stessa. E impedisce anche di ascoltarsi realmente. Almeno così la vedo io, per me. Io capisco gli stati d’animo di fdc, ma personalmente oggi mi verrebbe da dire che è come se all’epoca avessi preso una botta in testa e avessi vissuto per anni tra… vertigini e commozione cerebrale. Si chiama dolore, si chiama ‘brutta botta’ e forse, alla fine, si chiamava (non so come lo chiamerebbe uno specialista) stato ‘depressivo’. Certamente di grande confusione. Nel frattempo mi son laureata, ho lavorato, per anni neanche gli amici han mai saputo che qualcosa non andava. Eppure io so che da quel primo momento una parte importante di me era sofferente e in tilt. Mi ha dato grande dolore quel mondo che ha cominciato a girare alla rovescia, per una serie di questioni da me percepite come assurde e dolorose. Mi ‘perdono’ perché c’erano tutti gli ingredienti perché quanto stava avvenendo mi ‘frullasse’, tra cui il fatto di provare un grande amore. Oggi ero a casa di un’amica. Tanti anni fa si è sposata in soli 6 mesi, dopo una storia di 5 anni. In teoria quando lasciò l’ex pareva una follia. Non lo lasciò per l’altro, lo conobbe poco dopo. C’ero, lo so. Per inciso l’altro si è separato da poco dopo anni in cui ha trattato la moglie in modo allucinante. Non aveva mai trattato male la mia amica, tra i due anzi la ‘più forte’ di carattere era lei. Però lei sentiva anche certe dipendenze, insicurezze di lui come ‘pericolose’, a istinto. Col senno di poi, sapendo come si è comportato in seguito con una donna meno forte di carattere… Viene da pensare a un insicuro debole coi forte, forte coi deboli, e non è bello. La mia amica ha avuto un’infanzia e un’adolescenza difficilissime. Da ragazzina aveva, non per causa sua, più problemi da risolvere di quanti ne abbiano gli adulti, adulti in grandi guai. Ha incontrato ragazzi sbagliati, anche troppo affamata d’amore e serenità. Poi lui, in teoria il principe azzurro, perché la metteva su un piedistallo. Troppo. Poi, appunto, il matrimonio in 6 mesi. Follia? Pare proprio di no. Hanno 3 figli, insieme, tra il più grande e il piccolo dieci anni di differenza. Senza nuotare nell’oro son riusciti a salvare la casa che lei in teoria era già scritto sarebbe andata persa. Hanno un cane salvato in canile estero, dove era già condannato a morte, e tre gatti. Per lui è normale tenere i figli quando non lavora e a volte dà anche una mano sul lavoro a lei. Nessuna vita è un paradiso, si mandano anche a quel paese, talvolta, in senso che non sono due figurine, ma due persone, difetti inclusi. Hanno attraversato anche lutti gravi e malattie di famigliari, problemi economici, e avere figli, ciascuno con la sua età, il suo carattere, anche le sue difficoltà non è mulino bianco. Tra altro non hanno dormito secoli per l’ultimo arrivato, ma lei che ha cominciato la sua vita zoppicando ora e da allora è serena. Domani lui scapperà con la vicina e lei col postino? Chissà, mi auguro di no, ma voglio dire che la vita si fa e scopre vivendo. Direi che entrambi hanno ben seminato e ben raccolto sinora. Da un certo punto della vita. Anche fortuna, certo. Se a lui partiva il cocco? Vero. Non penso a loro come due eroi, penso però che forse un giorno fdc vedrà le cose diversamente. Io oggi le vedo diversamente, pur non essendo cambiata.

  • 1210
    LUNA -

    Forse son più cinica? Non credo, però da un lato non credo all’idealizzazione di NESSUNO e dall’altro neanche ai luoghi comuni negativi. Un tempo vivevo la vita… vivendo, scoprendola ogni giorno anche attraverso scelte, correzioni, riflessioni e variabili. Tot ciò che ho costruito – e anch’io ho avuto delle difficoltà – l’ho costruito vivendo, sentendo, ascoltandomi, interagendo realmente, sbagliando anche, essendo comunque anche una persona sia introspettiva che aperta. Ci son problemi che mi hanno spaventata e altri meno, ma cmq ho sempre cercato di affrontarli e risolverli. Banale? Però ad un certo punto è stato diverso, e non per mia natura. Cioè sì, nel senso che una parte della mia natura credendo di concentrarsi sulle cose più importanti (lui, i perché, i loop, dove avessi sbagliato io, come fosse possibile etc etc e anche problemi che mi erano stati gettati addosso, malamente, etc etc) ha usato risorse estreme (d’altra parte poi lui aveva una sorta di ‘immunità’, un parametro diverso anche quando sbagliava pesantemente, per esempio, e la salvaguardia del mio, nostro amore per me era al di sopra di tutto) ho perso di vista cose veramente centrali. Non del tutto, grazie al cielo, mai del tutto, tuttavia oggi, e non è questione di ‘se’, perché è internamente prima di tutto che lo sta sentendo e facendo, mi comporterei e guarderei le cose diversamente. Pur amando, pur pensando che una storia importante merita di avere una chance, pur certamente non cambiando i miei valori. Ma oggi ciò che mi appariva in un modo, anche e soprattutto rispetto a me, mi appare in modo diverso. Facile col senno di poi? Eppure mi viene da dire che, se il dolore e la confusione sono umani e anche inevitabili in certi casi, lo stallo, per anni, e i loop, per anni, sono qualcosa che va contro la vita. Diventano, i loop, persino la manifestazione profonda del malessere generato dallo stallo stesso. L’essere umano evolve, non credo sia fatto per sbattere sempre sullo stesso problema, punto, tanto più quando il problema viene presentato senza soluzione. E quando il problema in qualche modo riguarda almeno in teoria una relazione il soliloquio non sostituisce mai l’interazione, che non conosce surrogati. O c’è o non c’è e dipende di che natura è. E non si può amare da soli come se si fosse in due. Oggi non sono totalmente ‘a bolla’, ho vari problemi da risolvere e le mie riflessioni (non loop) proseguono. Però mi ascolto e sempre più giro la manopola su ciò che è centrale sempre, come la salute e il rispetto di sè, degli altri, degli altri verso noi. Non esistono deroghe, nè immunità. Esistono scusa, grazie, prego, per favore. E la costruzione. Anche quando l’altro è distruttivo non dovremmo mai smettere di costruire. E ascoltarci. Se io avessi seguito questi principi che erano cmq dentro me per quanto veramente io abbia attraversato anni oggettivamente difficilissimi mi sarei cmq preservata di più. Se oggi son qui a parlarne – cioè esisto – se ho problemi che mi han travolta tanto e cambiato anche il corso di varie cose generali, se mi han travolta ma non totalmente è per ciò in cui han funzionato quei principi e quella preservazione. Fdc, ama tua moglie se credi, soffri se devi spurgare dolore. Ma, per l’amordiddio, riporta a ‘casa’ la persona di cui mai potrai fare a meno e quella che più di chiunque al mondo deve sapere di poter contare su di te: TU! Perché ciò è la cosa che non conosce deroghe, nè quando la vita va dritta nè quando va storta. Anzi, è lì che tanto più è dura ma centrale ‘riportarSI a casa’. Grazie, ciao. Un bacio ad Aleba

  • 1211
    Cinica -

    cara luna,
    ho letto i tuoi ultimi post li definirei qausi uno stream of consciousness. Sono d’accordo i loop non portano da nessuna parte e ad un certo punto l’io deve venire prima di tutto.
    Siamo tutti rimasti scottati traumatizzati feriti e delusi da un grande amore finito male. Si attraversano varie fasi…
    Io che dopo quasi tre anni dalla fine della mia storia sto ancora qui a parlarne perchè in fondo sto cercando ancora di capire se e dove ho sbagliato cosa non ho capito, se e quante volte dovrei premere il tasto UNDO per cose dette o fatte o non dette e non fatte per tornare indietro al punto in cui la storia era ancora recuperabile. Come già detto sono convinta che tutte le sue insicurezze e mancanze di volontà denunciavano il suo non vedermi in fondo come la donna della sua vita, non importano i tanti anni passati insieme e le cose belle alla fine come dice quel comico “fatti non pugn….” e i fatti lui non li ha fatti.
    Per cui vorrei mettere un punto senza scordare ciò che è stato perchè impossibile e trovare un pò di serenità dal punto di vista sentimentale perchè parliamoci chiaro se in questi tre anni avessi trovato un altro amore ora probabilmente non starei qui a scrivere. Ma scrivo perchè non l’ho trovato e perchè non sono predisposta a trovarlo, per questo parlo di punto.
    Per cui non posso non augurare a me stessa a te Luna a Fdc e agli altri di trovare o ritrovare il grande amore.
    Con affetto

  • 1212
    LUNA -

    grazie CINICA, ricambio l’augurio con affetto. Io direi intanto la serenità. Che ha in sè tantissime cose. Anche quella ‘predisposizione’. Personalmente credo che ci voglia del tempo per darsi le proprie risposte. E anche per sentire quali sono le domande ‘giuste’. Io ho un quadro oggi, credo, abbastanza fedele e lucido di cosa ha scatenato cosa. Ma, attenzione, come si reagisce agli stimoli e gli eventi in quel momento ha un senso. Ci son cose che non rifarei assolutamente, reazioni, anche passive, che non avrei. Però se guardo indietro so perché le ho avute. E ciò mi insegna di più, credo, anche su me, che non considerare perché reagii così e non colà. Credimi se ti dico che oggi riesco a individuare con più chiarezza un più ampio gioco delle parti. Anche di chi era intorno. Bacio

  • 1213
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna, Ciao Cinica
    Sono tornato al lavoro. Ero in tilt completo. Non che stia meglio al lavoro, ma ho prefrito tornare.
    Ho passato tre anni terribili ma credo che questi ultimi 10 giorni siano i peggiori. Non accetto la situazione questo è indubbio. Mi maca mia moglie, tanto, troppo. Mi manca la vita che facevo con Lei. Non vedo sbocchi, non cerco relazioni e lo dico con sincerità non mi fido neanche. Per fortuna che mangio e dormo. Quantomeno il fisico sempre sotto pressione sa dove andare ad attingere.
    Ho letto i tuoi post Luna e, scusami, ma la mia semplicità mi impedisce di capire tante cose. E’ un po’ caotico ill tutto. Una storia d’Amore non può essere così complicata. Leggo del tuo ex. Non lo conosco, ma non me lo immagino. Sinceramente non lo capisco. Leggendo le tue descrizioni nei tuoi riguardi mi viene da sbarrare gli occhi. Va in crisi…ma in crisi di che ? Più leggo e più non capisco. La madre, la paura che tu lo abbandoni. Lui che parla con un’amica e parla di te da innamorato di te che sei la donna della sua vita, dopo anni di crisi. Poi dice che è tutto distrutto perchè “tu ti senti con un tizio”. Perdonami ma in tutto questo caos mi ci perdo.
    Cioè una domanda semplice: ma per che cavolo lui è andato in crisi ?
    Per la madre ? No non regge. Per paura che tu lo abbandonassi ? Ma gliene hai dato motivo ? Allora cosa ? Mi parli di 9 anni in cui tutto sembrava come il primo giorno e poi…puff la crisi, con le ingerenze di sua madre. Mah!!! Davvero il tutto non mi è chiaro. E parlo dal punto di vista di un uomo.
    Sai Luna in questi giorni sono stato al mare a trovare una coppia di amici, una famiglia con due figli. Ho parlato con lui sulla spiaggia. Mi ha chiesto come stavo e notizie sulla mia situazione. Poi abbiamo parlato della loro storia dei loro eventuali problemi. Mamma mia ragazze che semplicità. Lui mi parlava di lei e lei di lui con una semplicità incredibile. Mi citavano a vicenda i loro difetti, ci scherzavano sopra ma che tranquillità, che serenità. E sono 10 anni che sono sposati. Niente pippe mentali. Lui un 40enne serio, maturo, padre responsabile con la passione per il calcio. Lei una bella donna, semplice, sorridente, gioviale. Li conosco da anni, sempre gli stessi. Non sono la famiglia del mulino bianco ma una famiglia normale. Ceno da loro, sento i loro discorsi le loro divergenze di opinioni, tutto in serenità. Così dovrebbero funzionare le coppie. Non ho visto stress tra di loro.
    Purtroppo una giornata di mare, una serata con una coppia di amici mi basta per lasciarmi sprofondare nella demoralizzazione più completa.
    Mi domandavo mentre giocavo con i loro bambini per quale motivo non avessi creato una famiglia anch’io. E i miei occhi scendevano sempre verso il basso. E il sorriso che aprivo nei confronti di quei bambini piano piano si spegneva.
    Abbiamo fatto tanti discorsi in questi mesi care Luna e Cinica ma il nocciolo della questione rimane sempre quello. Il mio no ad una donna che mi ha dedica

  • 1214
    Fuori dal Coro -

    …dedicato 15 anni della sua vita. Lei ha sperato in cuor suo in un mio cambiamento. Ha sperato che mi accorgessi del suo desiderio che voleva condividere con me. Io so che non ho fatto nulla con lo scopo di ferire o far del mare. Comunque ho agito nella più completa illogicità. Ok come dicesti tu a suo tempo Luna nonsi è obbligati a fare figli. Ma quando si ama una persona e, in particolare una donna, nella quale è innata la maternità, un uomo, in questo caso io, deve farsi da parte, deve capire che la cosa fondamentale, il cemento sul quale si fonda tutto è la famiglia.
    Chiamiamolo loop. Io la chiamerei tristezza. Tristezza profonda. Quella che mi accompagna ogfni giorno. In un mondo dove vige la falsità e la crisi di valori avevo incontrato una donna con dei principi sani e che, soprattutto mi amava.
    Il mio modo di interloquire sulla questione credo sia stato deleterio. Mi sono perso in un bicchier d’acqua, ho sottovalutato la cosa. ma tanto è bastato. Le mie paure, il mio non voler modificare un mio modo di vedere hanno avuto una potenza distruttrice. Tale da abbattere un amore meraviglioso.
    Si ok, il suo tradimento, i suoi errori, il suo non darmi chanche. La maternità è una cosa grande in una donna, troppo grande. Ed io l’ho sottovalutata credendo che un amore di coppia potesse sostituirla. Grave errore. Errore da uomo immaturo.
    Il grosso problema ora è il mio. Cosa faccio ? Come si può dimenticare una donna che si ama ? Come si può pensare di avere una storia con un’altra donna quanto nella tua mente ne hai soltanto una ?
    Si ok Lei non ti ama più, non ti vuole, non ti cerca, l’hai delusa. Ma questo cosa cambia ? Cosa cambia se il cuore sta ancora lì ?
    Le vostre storie sono più “normali”. Anche se quella di Luna la vedo così ingarbugliata che proprio non la capisco. Ci sono cose troppo strane: un amore non si lascia travolgere da una madre invadente o da una crisi di un uomo che oggettivamente faccio fatica a capire.
    Qui si tratta di un figlio. Chiunque decida di sposarsi o convivere seriamente prima o poi ha come progetto un figlio.
    Io no. Ho incasinato la mia vita. Anche perchè ormai vedo solo la solitudine davanti a me. Qualunque donna non reggerebbe il confronto con mia moglie. Ma non perchè sia unica e perfetta. Perchè è stato ed è Amore. Di quelli che per una vita si cercano ma non si trovano. Ed io ce l’avevo. Potrei stare una giornata a discutere perchè è finito. Il nocciolo sarebbe sempre quello. Un figlio. Un desiderio così grande non condiviso.
    Credetemi ragazze sono oltre dieci giorni che giro a vuoto. Mia madre mi guarda e non mi riconosce. Ho perso il sorriso, la gioia di vivere. Mi sento solo, pur avendo tanta gente accanto a me.
    Mi manca Lei, mi manca la vita con Lei e quella che avrei potuto fare con Lei. Bastava capire, solo capire. La mattina mi guardo allo specchio, il viso non più sereno. E mi domando di continuo: ma cosa hai fatto ? cosa hai combinato ? Avevi tutto e potevi avere ancora di più.
    Ciao

  • 1215
    Myskin -

    Ciao Fdc,

    Leggo ormai da qualche tempo i messagi di questo post, probabilmente perche’ anch’io in passato ho vissuto una separazione improvvisa e traumatica.

    Negli ultimi messagi hai scritto :
    « Non accetto la situazione questo è indubbio » questa tua consapevolezza secondo me deve essre l’inizio di tutto, puoi confrontarti con mille altre persone ed esperienze, sviscerare ogni secondo degli ultimi vent’anni al microscopio.. ma tutto sara inutile se dentro di te non scattera la molla che ti faccia accettare quanto successo come una situazione di fatto. Punto : senza se e senza ma, solo cosi anche se lentissimamente e in maniera incredibilmente faticosa potrai fare dei piccoli passi verso un domani, altrimenti resterai cristallizzato nel passato, mi spiace molto sentire che gli ultimi giorni siano stati i piu’ difficili, ma spero che questa ulteriore tristezza e dolore in qualche modo ti sia da stimolo : sono 3 anni Fdc, piu di mille giorni che cerchi di analizzare quello che e’ successo per poter recuperare il passato .. .. ma vedi anche ragionando per assurdo e dando per assodato che da domani mattina tu riesca magicamente a tornare ad interagire positivamente con tua moglie, il passato resto passato e tre anni di incomprensioni, dolore e cammino fatto in autonomia segnano indelebelmente persone e rapporti, e resta impossibile premere il tasto reset e tornare indietro, devi renderti conto che non puo’ esistere lo scenario in cui tornerete quelli di prima, quella coppia non c’e’ piu’ ma non solo anche voi due come singoli indivivui siete diversi, il tempo volenti o nolenti ci cambia. Un grande in bocca al lupo

  • 1216
    LUNA -

    myskin: ciao, son d’accordo con te. In ogni caso le ‘carte’ sarebbero quelle del presente. Fdc, ciao, io ci andrei piano con un’affermazione come ‘chiunque si sposi o conviva seriamente prima o poi programma un figlio’. Non credo affatto che chi non vuole figli si sposi o conviva con meno serietà, non è quello il discriminante. – per me, fdc, regge poco, invece, che una donna che ti ama e che di base ha un serio progetto di vita a due condiviso, e non ha mai desiderato un figlio prima ti lasci, e in questo modo, quando un figlio glielo vuoi dare. Cioè, tutto può reggere nel senso che ognuno sta nella sua testa, sentimenti e considerazioni, però lei cmq ha reagito come se fosse al limite estremo della menopausa (se così fosse, per ragioni mediche, nn te lo ha detto) e tu avessi continuato a dire di no. Ma, ti faccio notare, lei quando dici di sì tira fuori che no, non si può perché si vede che non saresti un buon padre neanche da come pieghi il tovagliolo o per come hai mangiato una nocciolina nel ’98 (estremizzo, ma l’atteggiamento che descrivi questo è) e non ti è stata vicina neanche, realmente, alla morte di tuo padre e mentre hai il pensiero di tua madre e sei steso. E’ tornata a esigere il figlio in 24, ma senza neanche voler ricucire gli strappi. Sempre la maternità di mezzo, ma dov’è la compagna? Dov’è tutta quell’intelligenza emotiva e sensibilità e amore che dici lei ha come valori introvabili? Io non li vedo in questi atteggiamenti. Non giudico il fatto che lei possa essere rimasta ferita dal tuo no. Ma il tuo non mi pare mettesse in dubbio la serietà dell’unione o dei tuoi sentimenti. Non sei scappato. Hai detto no in seno all’unione. Lei ha deciso che con te, senza figli non voleva stare (se si fosse scoperto che sei sterile, se il nodo centrale è la maternità, ti avrebbe accusato cmq di averle causato una dirompente frustrazione? Di fatto credi davvero che te la saresti vissuta meglio? E che avreste retto meglio? Sai che ne dubito? Forse dovresti parlare con coloro che affrontano una serie di difficoltà e allora non diresti che hai distrutto la devozione di una donna con un no, nè che se avessi avuto dei limiti fisici li avresti accettati più serenamente. Se vuoi saperlo, da donna, posso capire la frustrazione di tua moglie. Ma quando lei ha espresso chiaramente dove stava il punto tu le hai detto sì. E anche spiegando perché hai detto no. Non credo che il tuo matrimonio sia finito solo per quel momentaneo no, altrimenti, se ti aveva amato come tu dici, il figlio in questi tre anni – se non per altre cause – lo avevate. Son 3 anni che le dici ‘facciamolo’. Forse è su QUESTO che dovresti riflettere, su tale evidenza, piuttosto che sul no.

  • 1217
    LUNA -

    per quanto riguarda la mia vicenda sì, quanto ho notato e ricostruito regge assolutamente. E’ chiaro che io ho vari elementi riguardo la mia storia, sua madre, le circostanze, le dinamiche che lui ha subito e visto in famiglia e i suoi – e miei – stati d’animo etc etc. Guarda che io non giustifico, eh, semplicemente vedo. Ciò non rende migliore o peggiore quanto è successo, nè di minor gravità, mi è semplicemente più chiaro. Ma non con uno stato d’animo retroattivo fatto di ‘se’. Io guardo il presente. Tu dici che una suocera non può rovinare un amore. Io per esperienza anche antecedente dico che è possibile invece (e non son fissata, il mio ex ex in seguito ha visto ciò che non vedeva. Ma io pure. E posso dirti che non il loop che ripeto non serve mai ma osservare e riflettere, anche rispetto un’esp precedente mi è servito. Pur essendo un’exp diversa) ma perché la questione sta anche in quanto nervosismo, anche incoscio, si genera etc. E si riflette. Poi lei ha agito quando lui aveva le difese già basse, e anch’io. Sarebbe un lungo discorso. Posso dire che anch’io un tempo avrei detto che un’ingerenza esterna non può influire. Può eccome, invece. Dipende anche di che portata è, come si manifesta, in quale contesto, com’è il rapporto con la famiglia di origine (quale ruolo si sente di ricoprire, quali sono le cose irrisolte, e non serve essere mammoni. Io uomini mammoni non ne ho mai avuti. Uomini che avevano rispetto per una figura materna – e ciò è un valore – che però non li rispettava altrettanto, in modo ‘subdolo’ però perché irrisolto nella madre stessa e inconsapevole e autogiustificato, e me di conseguenza sì). Non c’è forse cosa peggiore di chi chiama ‘amore’ il fatto in realtà di complicarti la vita e riempirti di sue angosce e fissazioni e squilibri che servono al suo equilibrio mentre dice di pensare a te e in realtà non ti vede. Questo è il modo di essere di sua madre, che non cambierà mai. Dovrebbe guardarsi allo specchio, over 70, e rendersi conto che quando ha scelto come impostare la sua vita di coppia in un certo modo e la sua stessa vita l’ha fatta pagare (e non è un’esagerazione) anche ai suoi figli. Lei ha scelto una serie di assurdità in cui stava e sta in equilibrio – fino ad un certo punto, viste somatizzazioni e nervi a fior di pelle, anche se, beninteso, lei pensa di essere zen o cmq sempre nel giusto. I figli hanno pagato anche i suoi nervi, rimbalzi, la sua durezza, fissazioni. Da fuori è più facile, da dentro è più difficile. Come per te lo è guardare tua moglie con obiettività.

  • 1218
    LUNA -

    …comunque sia fdc penso che quando sarai fuore dalla palude, o comunque ci sarai meno dentro, ti renderai conto di cose che ora non vedi. Come ti ho già detto ti capisco. Fa male, molto. Però voglio dirti questo: tu stai guardando le cose anche cercando di capire lei. Ma lo stai facendo nella tua testa. Quella di un uomo innamorato ma anche infognato nel dare per scontate una serie di cose. Che sempre, però, partono dalla tua testa, dai tuoi sentimenti, dalle tue considerazioni. Nella tua testa c’è una lei come vorresti che fosse stata anche nel momento in cui è cambiata, si è allontanata. Allora ragioni con la tua testa e i tuoi sentimenti e dici “se io avessi fatto così e non cosà lei avrebbe fatto così e colà’. Non lo sai. Ora le mie parole ti sembrano assurde. Ma secondo la tua logica la donna che dici avrebbe continuato a dirti no quando tu stai così e le dimostri di amarla? Smettila di usare la tua logica per cercare di capire una persona che si è allontanata da te senza appello. Quando io ti dico le cose su lui dico cose che so. Ma non perché ho seguito la mia logica nel guardare i suoi comportamenti etc. Se avessi seguito la mia e se lui avesse seguito la mia o anche solo la nostra, che avevamo, sua madre non sarebbe entrata a gamba tesa. Saremmo andati a farci una vacanza per stare in pace. Lui mi diceva, pur amando sua madre, che per stare in pace bisogna vivere almeno a tot km da lei e possibilmente dove il bus non arriva. Lo diceva scherzando ma non scherzava. Sua madre è una rogna vera. Suo fratello è andato via di casa a 18 anni e non a 10km, migliaia. Ama sua madre, ne apprezza anche le qualità, ma sua madre è “pericolosa”. Il mio lui non è mai stato un mammone e c’ero, per dieci anni, mentre che lei è com’è era evidente anche a lui. Eppure è stato quando si è spostato da lì e lei è stata chi è e pure peggio che ne è stato travolto. Lui che sapeva. Lui che era comunque lucido. Lui si è fatto travolgere e noi di conseguenza. Era più fragile allora Proprio perché mi amava ma aveva visto nell’ipotesi che io andassi lontano un abbandono. Certo, non ha logica: lo amavo e c’ero. Eppure. E su quello stato di fragilità sua è arrivata anche lei coi suoi carichi da novanta. Ma sai perché la vita non si fa coi se? Perché se si facesse coi se non saremmo qua nè io nè te. Ma non solo perché tu hai detto no. Poi hai detto sì, da un punto di vista costruttivo roba che c’è gente che farebbe la firma. Lei no. E lui? Io al trasferimento alla fine ho detto no, ma da subito ne avevo parlato con lui. Eppure. Etc etc

  • 1219
    LUNA -

    di fronte al problema di un suo esaurimento, stato d’ansia, rincitrullimento quel che fosse c’erano mille strade percorribili. Anche di fronte al fatto che lei stesse entrando a gamba tesa, con le sue, arcinote, modalità in una questione come la casa e cmq nel nostro modo di essere e vedere la vita. Dieci anni, mica tre giorni. E nella vita può capitare, sì, che uno sia esaurito. Anche entrambi, se è per questo. Può capitare anche che una madre giunga a gamba tesa. Ovviamente, per com’è fatta, a nulla serve dirle, con le ottime, non le buone, di lasciar stare. Un attimo. Dacci respiro un attimo, guarda abbiamo un attimo un’altra cosa da risolvere. Niente. Anzi. C’erano mille strade logiche. Non è stato possibile seguirne nessuna. Lui aveva accanto chi gli voleva bene. Non son perfetta, ma una differenza la fa. E non l’ha fatta. Tua moglie idem. Aveva accanto uno che dopo 3 anni sta ancora qua a frantumarsi il cervello, a piangere se vede un biberon. A cercare di capire. Hai perso tuo padre, avresti dovuto prenderti cura di te quanto? E invece no. Cosa ho fatto a lei, al nostro amore, ecc ecc. Fdc, ti ripeto, ti capisco. Eppure sbagli. Amare non è non fare mai errori e amare ma è anche accogliere un errore dell’altro se si mette in discussione, se c’è, che vuoi di più? Crescere insieme è anche questo. Mia suocera ha ficcato suo marito in un’altra stanza 50anni fa e da allora ogni giorno si sente in sereno diritto di trattarlo come un cane trattato male. E lui le vuole bene. Cmq più bene di quanto sarebbe ragionevole aspettarsi. Molti molti anni fa lui è andato via. Lei lo ha fatto tornare ‘per i figli’. Pensi che lui l’abbia tradita, pikkiata 50anni fa? No. Ma lei non è andata oltre. Per quanto lui per lei abbia rispetto da 50anni ma lei veda una mankanza anke per come piega un tovagliolo. Quello sbagliato, egoista è lui,mica lei. Lei va in chiesa ed è bravissima, un mix tra wonder woman e maria montessori. E i figli poracci che padre hanno? Uno che per loro è pieno di tenerezza. Come ne ha avuta per me, sempre. Un uomo semplice. Lei quando lui apre bocca anche davanti a me gli diceva che doveva smetterla di rompere le scatole. Due adulti, io e lui, che stavamo parlando tra noi. Lei è convinta che l aglio fa bene. Ho un’intolleranza. Niente da fare. Un giorno si vanta che mi ha messo l’aglio e io mica me ne sono accorta. Ero stata male due giorni senza capire perché. Lei picchiava i figli con il mestolo. Lui ha avuto la peggio, il più piccolo. Credi che lei se ne renda conto? Imbroglierebbe anche la macchina della verità tanto è convinta. Credi che l’essere amata dai suoi figli, comunque, rispettata, comunque, le abbia giovato? Ha dei figli, e suo marito quindi, prima, lo aveva nel letto. Prima. Poi lo ha messo fuori servizio. Se dovessimo seguire la logica nostra la logica dov’è? Lei sta nella sua. Ciò che voglio dirti è di guardare il presente. Il mio ex gli elementi gli ha tutti. Non dirmi che lei non li ha.

  • 1220
    LUNA -

    ancora questo, scusate. FDC, oggi ho riletto alcune pagine di ‘la manipolazione affettiva’, di isabelle nazare-aga. E ti ho pensato. Non dalla parte del manipolatore.

  • 1221
    Fuori dal Coro -

    Ciao myskin, Ciao Luna
    Scusate il ritardo ma onestamente ho passato altri giorni infernali dal punto di vista morale. A differenza di qualche tempo fa riesco a fare delle cose, ad uscire con amici, a lavorare o quant’altro. Ma è proprio dentro che mi sento diverso. Mi manca un po’ la gioia di fare le cose. E comunque ogni momento della giornata è dedicato al pensiero di lei.
    Razionalmente potrei dire tante cose. Fatto sta che è tempo di bilanci. Mi sento comunque di aver fallito. Ed è chiaro, parlo per me. Lo so Luna, tu mi dici “ma dov’è la compagna ?”. Quello non lo so neanche io. E’ quello che mi chiedo. E’ la domanda giusta: dov’è ? Lo so che dovrei riflettere anche su questi tre anni piuttosto che sui miei no.
    Però sai Luna, io per forza di cosa devo parlare di me. Non posso giustificarmi sulla base dei suoi errori. Ognuno di noi deve agire cercando di dare il meglio. Ed io non l’ho fatto. Ed è per questo che sto così. Sto pagando le conseguenze del mio modo di fare, delle mie certezze che sono crollate. Ripeto, diverso sarebbe stato se non avessi avuto nulla da rimproverarmi, se ad esempio non fossimo andati d’accordo sull’educazione di un figlio. Tutto è opinabile. Ma chi non desidera un figlio dalla donna che ama sbaglia a prescindere. Con questo non sto dicendo che lei non abbia sbagliato. Anzi ti dirò che un tradimento è ben peggiore di un no ad un figlio. Anche solo perché tradimento vuol dire inganno ed io dicendole che non volevo un figlio non stavo ingannando nessuno. Stavo sbagliando ma non ingannando. Ed era uno sbaglio a cui comunque si poteva porre rimedio.
    Ora il problema è fare i conti con la mia vita. Con il mio modo di essere. Io in fondo amo ancora mia moglie. Mi manca e credo mi mancherà sempre. Perché comunque nonostante ci rimugini sopra da tre anni rimane una storia non chiara, troppo assurda. Adesso mi sento vuoto e solo. Si solo, nonostante abbia ancora tanta gente vicino. Il vuoto e la solitudine le sento dentro, soprattutto perché non vedo come possa riuscire a lasciar entrare nel mio cuore un’altra donna. Una donna che dovrebbe prendere il suo posto. Non ho 30 anni, quando anche 10 anni di solitudine ti lascerebbero comunque spazio ad un altro futuro. Con il cuore spezzato in questo modo non vedo in quanto poco tempo la ferita si possa rimarginare e il cuore si possa aprire a nuove reali esperienze d’amore.
    Si perché in fondo nella mia vita, l’unica vera ambizione è stata quella di trovare una donna con la quale condividere la vita stessa. Il resto era tutto comprimario. Anche il lavoro in fondo, serviva per vivere. Non so se dire che paradossalmente mi accontentavo di poco o pretendevo molto. In questo caso si forse il punto di vista può essere importante. Forse ho sempre pensato che ambendo solo a questa cosa non cercavo troppo dalla vita. Invece mi sto accorgendo leggendo di molte altre esperienze quanto forze la mia ambizione era una grossa pretesa.
    O forse sono stato fortunato e non ho saputo cogliere…

  • 1222
    Fuori dal Coro -

    …la fortuna che mi era capitata. Per quanto riguarda la tuia storia, più la leggo e più mi convinco di quello che ho detto in precedenza. Nel senso che tu hai comunque avuto modo di vivere “dal vivo” la crisi. Cosa che a me non è successo. E’ molto diverso sai ? Leggendo i tuoi racconti mi rendo conto che alla fine troppe cose non andavano nel vostro rapporto. E mi chiedo cosa sia successo invece nei 10 anni in cui siete stati bene.
    Sai, precedentemente alla storia con mia moglie ebbi una storia con una ragazza che aveva una madre che…altro che tua suocera!!!! Lei stava davvero male col cervello. Qui non si tratta di comperare una casa vicina o quant’altro o di entrare “a gamba tesa” nella vita altrui. Qui si tratta di altre cose. Questa donna segregava sua figlia dentro casa, in una casa dove a paragone i bagni di una caserma sono gioielli di pulizia. Una donna che soffriva di manie di persecuzione. Una donna che passava la sua vita sul pianerottolo di casa seduta sulle scale a chiacchierare del più e del meno mentre la casa “infracidiva”. Non ci ho messo molto a rendermi conto che le cose non potevano andare visto che nessuno era in grado di far capire a questa donna le cose più basilari della vita. E ti dirò questa donna oltre tutto si vantava di avere “un nome”. Figuriamoci.

    Io non capisco. Il tuo ex ha avuto un esaurimento o quant’altro. Ma poi ? Insomma anche di fronte ad una crisi ed eventualmente ad una separazione, comunque si riflette. Se il problema era sua madre e la sua crisi depressiva e ti amava perché non è tornato indietro ?
    Adesso lui cosa fa ? Ha un’altra o lotta ancora con tua suocera ? Continuo a non capire.
    In ogni modo sapessi quanto fa la differenza il fatto di aver combattuto “in casa”, pur con una suocera che entrava a gamba tesa. Hai comunque avuto modo di parlare, di confrontarti, di cercare di capire errori tuoi e suoi. Io no. Io ho sbagliato ma non ho avuto modo di recuperare.
    Dici bene comunque che amare non è non fare mai errori. Di fatto se proprio ci penso, mi guardo indietro e poi mi domando “ma cosa ho fatto di male in realtà ?” Una domanda che fa contrasto con quanto scritto nella prima parte del mio post. Ma che in effetti dimostra che alla fine come marito ci son sempre stato. Si ok non son stato in grado di compiere un passo determinante ho avuto delle difficoltà. Ma alla fine il “male” vero quale è stato ?
    Forse l’essere stato egoista e non essermene accorto, quando invece volevo solo vivere bene e in pace con mia moglie. Null’altro.
    O forse, leggendo tanti post di separazioni e rotture, lei è solo stata una donna che alla fine si è stancata di me avendo conosciuto un altro e che come accade di frequente nel mondo femminile elaborano e rompono senza renderti partecipe di eventuali loro “crisi”. Mi hai trascurata, non mi davi attenzioni…ecco le giustificazioni standard
    Ciao

  • 1223
    LUNA -

    FDC, ciao, sai già come la penso, te l’ho detto mille volte.
    Anche rispetto al no. Non era una cosa irreversibile, e già questo un peso secondo me ce l’ha. Comunque non le hai fatto abortire un figlio, non le hai negato la maternità ad oltranza, nè al limite dell’età fertile o sino dopo la fine dell’età fertile.
    Poi ciascuno di noi sente quale è il suo limite, per carità. Per lei è stata una tragedia? Non sta a me giudicare se non lo sia. Per quanto, per come sono fatta io, il fatto che una persona prenda coscienza anche dei propri veri o presunti errori e in modo costruttivo un senso lo ha. E non dopo 167 anni, ma presto. Che ci sia la possibilità di convertire un momento di crisi in un momento di crescita. Io in lei in questo non lo vedo.
    Ciò non significa che io debba dire: ok, è rimediabile – però una differenza la fa comunque nel continuare a dire che c’è cattiva fede. Ma il fatto che lei non ti sia stata realmente vicina empaticamente, nè come compagna, nè moglie, nè amica, e anzi te ne abbia urlate di tutti i colori, durante il lutto per un grande dolore, mi sembra molto più irreversibile di un momentaneo no seguito da una presa di coscienza. Pure quello potrebbe forse essere se non reversibile almeno rimediato in qualche modo con molta buona volontà. Ma da parte sua non c’è empatia, non c’è messa in discussione, non c’è, c’è solo un immenso egocentrismo. FDC mi dispiace, sarò proiettiva e ti farò anche male dicendo così, ma personalmente, nei miei parametri, il fatto che una persona dimostri insensibilità in un frangente come quello della perdita di una persona cara, immaturità nel non cogliere cosa significhi perdere una persona cara a livello emotivo, sentimentale, psicologico, ma anche di assetto emotivo, sentimentale, pratico, psicologico famigliare a me sembra gravissimo.
    Non nel senso che devo lapidare qualcuno, se lo fa, o che devo serbargli rancore fino al 2067, o che devo fargliela pagare.
    Però è un dato di fatto, per il mio tipo di sensibilità (ma in questo non credo neanche di essere originale) che ciò mi sembri grave.
    Poi è ovvio che ognuno può mettere i suoi parametri, anche in modo egocentrico. Se tu mi hai fatto questo è gravissimo e sei un mostro, se io ti ho fatto questo che vuoi che sia e te lo meritavi da cima a fondo…
    Per quanto mi riguarda ci sono diverse cose che potrebbero essere irreversibili nella mia storia: a cominciare dal fatto che mia suocera e lui glielo ha permesso ha avvelentato, rovinato, reso un dramma una cosa positiva come il fatto di prendere casa insieme con la persona che ami. Poiché avevo 30 anni e stavo prendendo casa con la persona che amavo da una vita e non era mia intenzione certo fare quel passo 245909 volte nella vita, poiché era la prima volta e non era una cosa superficiale ma sentita profondamente, emotivamente, sentimentalmente, con tutto un carico di profondi significati positivi, e che era mio diritto provare e sentire, e normale provare e sentire, non è stato rovinato certo un

  • 1224
    LUNA -

    momento qualunque. Ed è stato rovinato solo per il solipsismo, la nevrosi, la prepotenza di mia suocera, abituata a controllare il prossimo o comunque a pensarlo di averne pieno diritto. Lei aveva la sua idea, il suo progetto? Doveva realizzarlo ad ogni costo, che importa se c’era la vita degli altri in gioco. Lei ha avvelenato non solo la nostra prima casa e il primo inizio della nostra, mia prima convivenza della vita (potrei dirti unica? non lo so) con motivazioni folli (ieri ho incontrato una ragazza che vive lì dove vivevo io, insieme al marito, la loro bambina, il cane e il gatto. Vivono lì in affitto da anni, dove vive in affitto anche la famiglia di lei da anni. Sono scelte. Vissute normalmente. Lei tramutò quell’affitto in una violenza psicologica, morale e in una malattia, finché non l’ebbe vinta. certo non da parte mia), ma ha avvelenato anche il comprare la casa seguente, la scelta della casa, il restauro, i mobili, l’armonia che c’era tra noi. Proprio per questo quando io mi laureai passai un’estate di M… – Mi ero fatta il mazzo per laurearmi, comunque animata da un’energia positiva e dall’idea che poi mi sarei “premiata”… passai quell’estate a dover combattere con la nevrosi, e non feci non un viaggio, ma neanche una gita alla pozzanghera più vicina. Altra cosa irreversibile. Ci si laurea una volta nella vita, di solito, e comunque la prima volta è la prima volta, anche se di lauree ne prendessi cinque. C’era il mio percorso di studi da quando avevo imparato i segni grafici, a 4 anni, che si chiudeva. era comunque un traguardo, sudato, che sia pure un pezzo di carta. Di quella estate dovrei avere un file nel computer con scritto “viaggio di laurea” con me che sorrido a 45 denti, stanca ma felice. Invece ho foto che mi sono fatta da sola e in cui sembra che ho l’ulcera, e l’ho rischiata veramente. L’unica ragione per cui in parte ho perdonato è che lui si fece un mazzo come una casa, nel vero senso della parola, quell’estate, pur egoista e manipolato dallo stress che gli e ci causava sua madre, manipolatrice di m…, per fare la casa, senza fermarsi mai, leggendomi pure egoista, a me, a causa di lei, che aveva tutti i suoi pseudovantaggi a mettermi contro suo figlio. Che non vedeva, te lo assicuro. e oggi capisco perché. eppure ti giuro che per quanto siano due cose irreversibili, nel senso “irripetibili” ho apprezzato quando in lui, comunque, ho visto, pur nella manipolazione e in tutto il resto, che c’era la frustrazione di lui anche per aver perso quei momenti. e se mi avesse regalato un secondo primo ingresso nella nostra casa per me avrebbe avuto valore. Idem un viaggio di laurea, anche con anni di ritardo. E persino tutto l’egoismo durante il dolore nel primo lutto ecc lo avrei convertito in positivo se lui si fosse dimostrato un altro durante il secondo. Cosa che però non ha fatto. Io di manica troppo larga, e anche tu, mi sa, loro? Lei, tua moglie? Io rifletterei su questo, non su errori di tre anni fa. ciao

  • 1225
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Scusa se mi permetto di dire che a prescindere dai punti di vista il fatto che tua suocera abbia reso un dramma il fatto di prendere una casa non può considerasi come una cosa irreversibile. Le cose irreversibili sono altre. E non riesco a pensare come una personalità esterna, in questo caso tua suocera abbia potuto rovinare il vostro rapporto. Il problema a questo punto non è tua suocera ma il tuo ex. Le ingerenze ci sono e possono esserci ma non tali da causare un simile terremoto. Ognuno ha il suo carattere e a volte le suocere sono così. Credimi ne so qualcosa, anche se non nel mio matrimonio.
    Per quanto riguarda mia moglie non so che dirti. Forse non era solo il figlio, forse voleva altro da me, forse non le è più piaciuto il mio modo di essere non lo so. Forse l’intervento chirurgico l’ha cambiata. Non so cosa dire in proposito. Certo è che le cose che hai detto sono realtà. Lei non mi è stata vicina come avrebbe dovuto. Perchè in un certo senso si è riavvicinata con la morte di mio padre…però..non so cosa sia successo di nuovo.
    Vedo comunque nella tua storia che racconti comunque episodi in cui c’è stato qualcosa che non è andato per il verso giusto. E più tileggo e più mi convinco di quanto siano diverse le cose. Io non ho mai visto Lei inc….ta. Non sono mai successe situazione come la tua. Noi vivevamo lontano dai rispettivi suoceri, quindi anche se avessivo avuto ingerenze eravamo distanti.
    Nella tua storia vedo un forte attrito con tua suocera. Troppo. E ripeto a questo punto non capisco il tuo ex. Ma quanti anni aveva all’epoca ? Sembra il comportamento di un ragazzino scusa se mi permetto.
    Comuqnue ritornando a mia moglie. Non se se lei sia o no in cattiva fede fatto sta che di punto in bianco ha cambiato rotta. Almeno ai miei occhi. E la cosa che per me è devastante è come se attualmente avesse cancellato tutti i nostri anni insieme.
    Sai alla fine in tutto questo è la cosa che più mi devasta. Il fatto che penso abbia cancellato la cosa più bella della mia vita.
    Io non capisco sai ? Non riesco a capire come si possa fare una cosa del genere.
    Vorrei continuare a crivere ma devo chiudere. Sono al lavoro e devo andare. Magari continuo domani
    Ciao

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