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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 1151
    Fuori dal Coro -

    Ciao Cinica, Ciao Luna
    Vi invito a leggere una delle ultime lettere scritte su questo sito: “Mi sembra di vivere un grande incubo…”. L’ho letta stamane e mi ha colpito molto. Ma mi ha colpito molto perché si tratta dell’ennesima fotocopia di quanto avviene nelle famiglie al giorno d’oggi.
    A me è stato insegnato che sposarsi a creare un nucleo familiare che doveva durare per la vita. Non ho mai visto di buon occhio questo tipo di consigli, proprio perché, come ho già scritto precedentemente, notavo, fin da quando ero ragazzo che le famiglie più che un nucleo di pace e amore sembravano un fortino di guerra. Ma con tutto il pessimismo di allora, mai avrei pensato che si raggiungessero i livelli attuali.
    Io sono d’accordo che i matrimoni debbano sciogliersi quando la convivenza è diventata impossibile. Quando i caratteri si scontrano di continuo minando giornalmente la serenità delle persone. Ma non è assolutamente concepibile che una vita in comune dove magari sono presenti anche bambini venga distrutta perché uno dei due si alza la mattina e decide di non voler continuare ciò per cui si è impegnata.
    Ho sempre pensato che al giorno d’oggi, stante l’immaturità delle persone finanche oltre i 30 anni, ci si debba sposare in età in cui per forza di cose si è capito cosa si vuole dalla vita. Ma sembra non bastare. Oggi l’immaturità regna sovrana ben oltre i 45 anni. Al primo accenno di “crisi” si molla tutto in barba a valori e sentimenti.
    Se avessi un figlio maschio gli consiglierei di non sposarsi. Magari a convivere. Con gli occhi ben aperti e con la consapevolezza che l’unione non è destinata a durare. E questo non perché ho ricevuto una “batosta”, ma per tutto quello che si sente in giro. Alla fine le motivazioni sono sempre quelle. L’esistenza di una terza persona e i sentimenti che vanno a farsi friggere.
    No, non funziona così. Un conto è la manifesta impossibilità a convivere, un conto i facili cambi di umore e passioni. No, il bene, l’Amore sono un’altra cosa.
    Io credo che il rapporto di coppia sia una cosa piuttosto semplice. Si basa sul bene e l’Amore reciproco, sulla condivisione di interessi e sulla coesistenza di caratteri. Luna mi scrivi della tua storia di quando avevi 20 anni. Può essere una storia “da adulti” quanto ti pare, ma hai sempre 20 anni. E i 20 anni di oggi non sono quelli di 50 anni fa. Allora a 20 anni gli uomini erano uomini e le donne erano donne. La sofferenza, quella vera, ti aveva già forgiato. Oggi a 20 anni i maggiori pensieri dei giovani sono gli sms sui telefonini e libri universitari di medicina che imparano a memoria senza neanche sapere cosa vuol dire realmente fare il medico.
    E a 35/40 anni, magari con dei figli da mantenere, messi al mondo perché “un figlio è bello”, si trovano ancora a domandarsi cosa si vuole dalla vita e a scovare difetti dell’altro/a, di cui prima non ci si era accorti, tanto era l’impegno a mandarsi sms di pseudo-Amore.
    La tua storia Luna, quella durata 20 anni, è ben diversa…

  • 1152
    Fuori dal Coro -

    …dalla mia. Siete stati in crisi, siete stati separati in casa, hai scritto che hai vissuto altri incontri affettivi. Non è la stessa cosa. Io non ho avuto crisi né altri incontri affettivi. E scusami Luna, la pensiamo in maniera diversa (se ho capito bene): io non avrei mai vissuto altri incontri affettivi se ne sto vivendo già uno, con tutti i problemi che può comportare. Un tradimento è la cosa più infame che ti si possa fare. Ho sempre pensato che una persona che ti tradisce non è degna di nulla. Ma il mio pensiero ha dovuto fare i conti con il sentimento con l’Amore che provo tuttora per la persona che più di tutti, nella mia vita, mi ha fatto del male. Io non so come Lei si sia rapportata con il tradimento. Io so solo che la mattina debbo guardarmi allo specchio senza avere la tentazione di sputarmi in faccia. E so che se mi fossi comportata così come ha fatto Lei in questi tre anni, dovrei continuamente lavare il mio specchio.
    A me piace giocare e vincere lealmente. Magari sbagliare un goal a porta vuota, chiedere scusa ai compagni. Ma tornare in campo nel secondo tempo con l’intento di rimediare al goal sbagliato, magari segnandone uno ancora più difficile.
    Luna, di donne ne ho incontrate tante nella mia vita, ma confermo, avevano tutte quelle caratteristiche. Non è una critica, è la realtà dei fatti. Anche Cinica ha confermato, sostenendo addirittura che non pensava fossero caratteristiche non gradite agli uomini. No Cinica, gli uomini non gradiscono certe caratteristiche.
    Gli uomini cercano dolcezza e femminilità. Qualità che scarseggiano nelle donne moderne.
    No Luna, non ero in una fase diversa quando l’ho incontrata. Sono stato attentissimo a Lei e ai suoi difetti. Ormai avevo una corazza fatta di anni di conoscenza del mondo femminile. Indubbiamente ha mostrato il meglio di sè. Ma quel suo meglio credevo fosse il suo modo di essere. Era troppo semplice per…sembrare complicata.
    Troppo leale, troppo corretta, troppo piena di principi. E gli occhi. Si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima. Bè i suoi occhi erano quelli di una persona buona, leale, pulita. Quello che cercavo in una donna….

  • 1153
    Fuori dal Coro -

    Dici bene Luna. Quando Lei ha messo in dubbio il suo Amore per me, dove è finito il voler bene ? Non lo so Luna. So solo che il suo è stato un attacco continuo nei miei confronti. Un addossarmi colpe continue. Senza contare che, questione figlio a parte, non faceva che arrampicarsi sugli specchi. Tirando fuori miei pseudo-difetti che quando ascoltavo non sapevo se ridere o piangere.
    Ci credo Luna che ti sei fatta molte domande tipo “chi amo non può ferirmi sul serio”. Io sinceramente mi sono fatto la domanda inversa: “chi mi ama non può ferirmi sul serio” Sono tre anni che mi domando cosa può essermi sfuggito, anche di me stesso. Continuo a sostenere che di me stesso mi è sfuggito il fatto di…essere stato me stesso. Di non aver mai bluffato, di aver agito con lealtà come ho sempre fatto nella mia vita. Parafrasando con il calcio posso solo dire che anche chi gioca con lealtà può sbagliare partite, può sbagliare goal a porta vuota. Ma chi è leale non si butta in area di rigore per ottenere un penalty che non c’è. A me piace vincere ma lealmente, senza ingannare l’avversario, senza doparmi o quant’altro. Gioco ad armi pari. Poi se sei più bravo ti stringo la mano. Magari mi arrabbio per aver perso ma riconosco se l’altro è stato più bravo di me.
    Tre anni non è un giorno. Io oggi ho rabbia, molta rabbia per come sono andate le cose, per come si è comportata Lei. Vorrei sapere cosa vuol dire per Lei Amare una persona. Amare non è annientarsi per far star bene l’altro/a ma è star bene insieme.
    Cinica scrive che l’essere diventata un “noi” l’ha cambiata. A me non ha cambiato nulla. Ho fatto fatica ad accettare l’idea di sposarmi. Ma nel momento in cui ho deciso ero cosciente di ciò che facevo. A me che si rimprovera il fatto di essere rigido, di non essere duttile. Da single sono diventato coppia senza traumi. Sono uscito di casa e sono diventato marito senza che ciò mi abbia scalfito minimamente. Io, “l’uomo che non cambia” per eccellenza. Non ho perso il mio “io”. Sono rimasto me stesso, pur accettando l’altra persona, con le sue idee, senza mai imporre le mie. Ho solo esposto da sempre le mie idee, da uomo democratico che esprime il suo pensiero e conosce i propri limiti. Sempre facendo presente che la perfezione non è di questo mondo.
    E’ chiaro Cinica che non voglio accanto a me una persona che non mi ama. Ma una persona che dice di averti amato, che dice di essersi annientata per te, che sbandierava il suo amore ai quattro venti. Come può una persona così accoltellarti alle spalle in questo modo ?
    Le domande che si fa Luna continuerò a farmele con la consapevolezza di non trovare risposta. Perchè la risposta più logica che mi viene in mente è “finzione”, “falsità”. Non vedo altre risposte perchè davvero, capisco tutto, conosco la vita, vedo quanto succede nel mondo ma…io ho vissuto la mia storia, so cosa è stata e ricordo ogni singolo episodio di tutta la nostra vita di coppia. No, o ti si è fumato il cervello o non si può cambiare in qu

  • 1154
    Fuori dal Coro -

    …in questo modo. Così si uccidono le persone che hai a fianco, che hanno creduto in te. Perchè tu sai che le persone che hai avuto vicino hanno creduto in te ciecamente.
    Un abbraccio

  • 1155
    LUNA -

    forse non ci siamo capiti, fdc, e te l’ho già detto tante volte: i miei anni di crisi ‘corrispondono’ ai tuoi 3. Non è che io visto e vissuto una crisi e poi lui ha fatto come lei. Lui ha fatto come lei e da lì son nati gli anni seguenti. Molto complicati. I tuoi 3 sono semplici? Io non l’ho mai tradito. Quando dico storie affettive parlo di aver incontrato persone quando ero sola, persone a cui ho voluto bene. Persone con cui ho avuto uno scambio. Con cui mi trovavo ogni pomeriggio a bere il caffè prima che una persona andasse in ospedale dal padre che moriva di cancro e che ho accompagnato a organizzare il funerale. In tanti anni mentre comunque soffrivo per come andavano le cose e trascorrevo il tempo a farmi le domande che ti fai mi è capitato di incontrare persone. Maschi e femmine. Mi son sempre considerata sposata anche quando ero via di casa. E se tu dicessi a tuo figlio non sposarti cosa cambierebbe? Intenderesti ‘non amare’? Soffrirebbe cmq anche convivendo se amasse. Quando io avevo 20anni gli sms non esistevano e la mia storia era adulta, sì. A 20anni mia madre aveva me, a 20anni io ragionavo sui sentimenti come ragionai in seguito. E fu una prova di maturità chiudere una storia, fui forse piú matura di tua moglie a 35. Neanche ti ha parlato REALMENTE guardandoti in faccia e prendendosi la responsabilità di sciogliere, civilmente, un impegno che lei stessa aveva preso. Lo ha trattato, pare, come se la vostra relazione fosse una tegola che le è caduta in testa.

  • 1156
    LUNA -

    cosa che il mio ex, quello di quando avevo 20anni, non ha mai detto di me, per quanto la fine l’abbia sancita io. Sua moglie, invece, la sua ex moglie, lo ha tradito per un anno, a 30anni, dicendo ‘va tutto bene’ e fregandosene anche di dirgli cos’era che la rendeva strana, mentre avevano fatto insieme un mutuo. Neanche le palle e il rispetto di dire ‘sono in crisi, c’è un altro, ti avverto affinché tu possa ragionare su come salvare la casa dei tuoi nonni, mentre io medito se il mio collega lascerà la fidanzata’. Per inciso l’ha lasciata lui, che sapeva e le diceva ‘c’è qualche problema?’ e lei palle su palle. Tu parli delle ragioni per cui una storia può sciogliersi o no, che la gente lascia per caz…te. La gente, se i grandi problemi non ci sono o se li vede dove non ci sono, lascia perché non ama più, punto. Quindi a questo punto forse ti sei già risposto, lei non ti ha amato quanto l’hai amata tu, visto che ha smesso e secondo te chi ama davvero non smette. Ma lo dici mentre tu sei innamorato ancora. Lei ti ha detto che non lo è di te. Quindi? Pensi che il fatto che tu la ami basti a tenere accanto a te chi non vuole starci? Io a 20anni non ho chiuso una storia perché ero una frivola ragazzina. E in seguito non chiudevo l’altra perché le ho dato mille possibilità. Anche il mio ex, in fondo, lo ha fatto, anche se malissimo e senza mai capire dove stava il vero reale problema. Tua moglie quante REALI possibilità ti ha e vi ha dato?

  • 1157
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Si forse non ci siamo capiti: io non dico che i tuoi anni di crisi non corrispondono ai miei tre. Io dico soltanto che i tuoi anni di crisi li hai vissuti in casa con lui. Io no. Io la crisi non l’ho vissuta. Lei se ne è andata e basta. Ho subito un abbandono senza essere in crisi. Capisci cosa voglio dire ?
    Se io dicessi a mio figlio di non sposarsi non gli direi di non amare ma semplicemente di non sposarsi. Perchè comunque finchè in Italia esistono queste leggi è sempre l’uomo che ci rimette sia a livello economico che legale. Poi per quanto riguarda il discorso dell’amore non gli direi di non amare, ma gli direi di stare accorto perchè purtroppo l’amore vero non esiste e che ognuno è pronto a chiuderti le proprie porte in faccia quando meno te lo aspetti. Gli direi insomma di tenere gli occhi bene aperti e di non fidarsi mai di nessuno (purtroppo).
    Tua madre, come mia madre è di un’altra generazione. A 20 anni era già una donna. Tu sarai stata matura a 20 anni e sarai l’eccezione che conferma la regola.
    A sentire mia moglie Lei mi ha dato mille possibilità quando eravamo insieme. Perchè secondo Lei avrei dovuto capirla leggendole nel pensiero. Capire i suoi malesseri senza che me li dimostrava.
    Certo che io l’ho amata davvero. E non posso riportarla a me soltanto amandola io. Ma credo tu possa immaginare come si sta male in questa situazione. Ad amare una donna, tua moglie che non ti ama più e che magari sta dicendo ad un altro le stesse parole che diceva a te. Io non ne sarei capace se non falsando. Ma io non sono un falso e non so bluffare.
    Un abbraccio

  • 1158
    LUNA -

    fdc, scusa, non volevo essere dura con te, ma forse non mi son spiegata bene e poiché io ho lottato per il mio amore pure troppo, anche attraverso la parola, il contatto, l’empatia e la logica, la messa in discussione mia e il perdono allora quando hai scritto ‘io non ho storie affettive se ne ho già una’ pareva che io avessi parlato di amore e affetti con superficialità. Ricordati che parliamo di quasi un decennio, il che è già assurdo, perché, è ciò che dico anche a te, queste cose vanno risolte in altre tempistiche. A sto punto meglio un reale divorzio, nel tuo caso, essendo sposato, invece di un limbo, che continuare a considerarti sposato e non esserlo. E se invece ti vuole, ma davvero, che sia chiara e diretta. E’ chiaro che le nostre storie son diverse, ma di comune c’è una normale, seria, vera, condivisa, quotidiana vita di coppia che da un giorno all’altro diventa un limbo e un gran casino. Ora ti dico come in realtà la penso e la pensavo allora: i problemi di coppia si risolvono o cmq si affrontano insieme e la decisione di separarsi è una cosa seria come il fatto di non vivere sotto lo stesso tetto come il fatto di annunciare a parenti amici conoscenti che ci son problemi seri, disamore e non dissapore.

  • 1159
    LUNA -

    io posso anche discutere, avere divergenze di vedute, un periodo più difficile e di disarmonia, possiamo pure affrontare che hai preso una sbandata per la dattilografa o io per il postino ma siamo io e te e ne discutiamo, o possiamo anche decidere che faremo un mese di pausa o di andare da uno psicologo o dal mago zurlì ma dire fine amore, fine storia, mettere in mezzo gli altri, cambiare casa etc son cose serie, estreme. Quando lui andò in tilt fu per ragioni che c’entravano ben poco con noi ma che, anche grazie a sua madre, che ci riempì di tensione, si rifletterono su di noi. Noi vivemmo separati per tot perché la nuova casa era in costruzione. Nel frattempo ci frequentammo comunque. Ma la valanga era nata principalmente per quella casa. Lui era tesissimo e stanco perché si stava distruggendo di fatica a farla. Era l’estate dopo la mia laurea e a causa delle tensioni causate da sua madre invadendoci per quella casa e la modalità con cui aveva aggredito le nostre scelte aveva finito col crearci mille problemi. Sarebbe lungo da spiegare ma fu così. Io non ero nè scema nè cieca nè egoista. Ero consapevole che lui si stava facendo il mazzo. Non avevo assolutamente nè l”atteggiamento nè la superficialità di chi non coglie le priorità. Ero abituata a stare con un uomo con cui ci eravamo organizzati tra noi sempre in modo democratico. Quando gli dicevo che avrebbe dovuto prendersi due giorni di pausa lo dicevo perché si riposasse e al contempo perché democraticamente rammentasse che quei due giorni servivano a noi, in quanto coppia,e a me, che meritavo due giorni di riposo dopo la mia laurea e con lui. Se lui mi avesse detto ‘andiamo a ottobre, perché ora, ti spiego, ho queste scadenze’ io lo avrei pure aiutato a fare cemento. Ma lui viveva da sua madre e sua madre di sicuro girava la questione che io non ero neppure grata di quanto faticasse. Ora, lui non è stupido nè così manipolabile ma il problema era a monte, risaliva a quando lei era entrata a gamba tesa nella nostra decisione di vivere in affitto toccando in modo ossessionante corde sue che in quel momento erano punti deboli, invadendo in altro modo apparentemente innocuo ma in realtà foriero di malintesi e malumori tra noi. Infine ci mise tanto più a soqquadro con la storia di comprare casa. Fu totalmente egoista e mise anche un aiuto come una fonte di tensione estrema. Fu, il momento che doveva essere il più bello, un momento di angoscia perché lei lo rese tale. Io ero indignata dalla sua mancanza di rispetto. Che per me aveva avuto sin da quando si era permessa di sindacare con violenza su una nostra precedente scelta. Lei stava operando una violenza psicologica su lui e quindi su me e io la coglievo. Lo era dirgli una serie di cose per fargli decidere non in base alla libertà e alla volontà

  • 1160
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Tranquilla, non sei stata dura con me. Si in effetti quando hai parlato di affetti avevo un po’ frainteso. Anch’io la penso come te: i problemi di coppia, se ci sono, vanno affrontati e risolti insieme. Ma ripeto fino alla noia: problemi interni alla nostra coppia io non ne ho visti. Poi che Lei stesse vivendo una crisi io proprio non potevo immaginarlo. Una coppia non progetta di comperare un appartamento e non lo compra due mesi prima della “fuga” se c’è crisi. Altrimenti c’è malafede. O sbaglio ?
    Tu parli di lui che è andato in tilt in seguito ad interferenze da parte di tua suocera. Bè in un certo senso hai notato qualcosa che non andava. Io no, niente interferenze niente di tutto questo. L’unica cosa che, a mio modo di vedere, non andava era la nostra divergenza di vedute sul figlio. Ma ripeto mai si è vista una crisi in seguito a ciò. E’ evidente che, ma lo dico con il senno di poi, Lei si confidava con altri (con l’altro magari), cercava sostegno, conforto, magari si lamentava di un mio modo di fare, mentre io ero ignaro di tutto. Lei probabilmente ha preso una sbandata per una persona che conosceva già da tempo. E testava le differenze tra me e lui. Io ero il perdente ovvio. Ma io non immaginavo minimamente cosa stesse covando. Una sua insofferenza mai manifestata come per esempio ha fatto il tuo ex. Io non capisco mia moglie ma sinceramente non capisco neanche il tuo ex. Che senso ha il suo comportamento ? Cosa significa ? Se non è stupido nè manipolabile perchè si è comportato così ? I malintesi si chiariscono e i malumori passano. Per me qualcosa non torna anche nella tua storia. Se ti amava davvero sarebbe tornato indietro. Da quel che mi racconti non vedo cose gravi. Solo ingerenze esterne. Una violenza psicologica per quanto forte non può operare in modo così distruttivo su una persona che vuol bene all’altra. Qui secondo me qualcosa non quadrava tra di voi. Non vedo la causa di tutto in tua suocera. E’ pieno il mondo di storie con suocere invadenti. Ma un rapporto non finisce per questo se c’è amore tra la coppia.
    Ciao

  • 1161
    LUNA -

    Sì, FDC,capisco cosa vuoi dire, tuttavia anch’io ho subito un abbandono senza che ci fosse prima una crisi, ed è questo che cerco di farti capire. Noi avevamo appena preso casa ed eravamo quelli di sempre. Non è che noi abbiamo cominciato a litigare, o ad avere problemi e ad un certo punto lui mi ha detto: “Così non si può andare avanti”. Lui una sera, di punto in bianco, ma veramente di punto in bianco, mi ha detto: STOP. E anche se vivevamo insieme, ancora, io ero stata abbandonata. Lui non era più la persona del giorno prima e la nostra vita non lo era. Tutto era diventato assurdo. E inoltre io non riuscivo a capire perché. Avevamo appena attraversato un periodo in cui avevamo corso molto, io tra il lavoro e l’ospedale, perché una persona cara era stata in ospedale quasi un anno. E’ vero che avevamo avuto meno tempo per noi, ma è anche vero che avevamo affrontato le cose insieme e che, dal mio punto di vista, avevamo sempre cercato comunque di ottimizzare il tempo da passare insieme. Ciò, certo, era accaduto anche perché lui aveva usato il suo tempo per venire in ospedale con me ecc. Del resto io non vedevo il suo appoggio come SCONTATO, nel senso deleterio del termine, ma con naturalezza reciproca, perché io avevo fatto lo stesso per lui e lo avrei fatto. E gliene ero anche infinitamente grata. Peraltro glielo dicevo pure. Lui esplose, in maniera assai poco chiara, tra l’altro, all’inizio, senza dirmi perché fosse arrivato a dirmi che era finita. Esplose peraltro quando i nostri ritmi erano tornati normali. Poi mi disse che io in quegli ultimi anni avevo pensato solo a me stessa e che si era convinto che io lo amassi meno. Nb: ospedale, e non avevo fatto la… donna in carriera, avevo costruito il mio futuro, non è che era mia intenzione fare la donna mantenuta e le scelte che avevo fatto riguardavano il fatto che ogni individuo deve costruirsi una sua strada, tra studio e lavoro. E peraltro lui poco prima mi aveva detto: sono fiero di te, non mollare perché sei in gamba e coraggiosa ecc ecc. Se lui esplose, come ho già detto, fu sicuramente anche per cose che lui aveva rimuginato (senza dirmele) ma anche perché sua madre ci creò altri nervosismi, casini, malintesi. Anche lui non fu chiaro, prima, nel dire che si sentiva più abbandonato o che. C’è anche da dire che un conto è se io sto uscendo tutte le sere a farmi gli affari miei, o non ti ascolto e non ti parlo o non ti bado o non voglio uscire con te e mi vedi strana senza ragione o mi invento tre sere su quattro che ho il mal di testa (cosa che non fu), un conto è se è evidente che io sto cercando di fare del mio meglio per gestire un amore a cui tengo assolutamente, studio e lavoro (non è che le donne vogliono fare tutto, Max, ma sarai d’accordo con me che una donna, a meno che non pensi di sistemarsi trovando marito senza mai lavorare, esattamente come un uomo si costruisce un suo percorso. peraltro le mie scelte non erano mai state improntate sull’individualismo, altrimenti ne avrei

  • 1162
    LUNA -

    fatte altre. Se io mi fossi mossa dalla mia città, con il mio lavoro, avrei potuto avere più soldi, anche più soddisfazioni, un curriculm più ricco… non fu per paura che non lo feci, ma perché sempre, nelle mie scelte, in modo spontaneo, avevo considerato che per me la famiglia, intesa come coppia, contava. Contava tantissimo. Peraltro, in quegli anni in cui in effetti lavoravo con orari ufo, mi stavo anche costruendo un lavoro che, per molti versi, fatto in un certo modo, invece era l’ideale per diventare compatibile con la maternità. Non ci pensavo direttamente, ma così è. Diciamo, a onor del vero, che se all’epoca avessi accettato un trasferimento in pochi anni avrei fatto esperienze professionali importanti ma al contempo avuto anche via un gruzzolo che ci avrebbe permesso di stare più tranquilli dopo. Ma eravamo appena andati a vivere insieme, e certo che non si va a vivere insieme perché uno se ne vada. Oppure bisogna avere molta sicurezza in sè e una mentalità estremamente elastica, che lui non aveva. Ma io non ebbi bisogno di pensarci su, perché lo conoscevo e ci conoscevo da 10 anni). Io presi sempre in considerazione le cose che mi diceva (e non me le disse mai mettendola sul tragico, altrimenti le avrei considerate da quel punto di vista, è ovvio. Non avrei lasciato il lavoro, perché sarebbe stato assurdo, ma avrei considerato che lui mi stava dicendo che c’era il rischio che ci lasciassimo, cosa che assolutamente non fece), ma non è che io mettessi la testa sotto la sabbia o non lo rassicurassi, semplicemente sarebbe come se io dicessi a uno che fa il vigile del fuoco che sto male quando lui fa le notti. Lui può essere empatico, venirmi incontro, ma non è che può non farle. Se è così grave insieme possiamo considerare (ma un’alternativa deve esserci, non è che si può licenziare) delle alternative, ma bisogna anche mettere sulla bilancia perché io soffro perché uno la notte non c’è, se il problema è il lavoro o è mio, no? – comunque sia le nostre storie si somigliano perché se anche mi disse le cose non le mise abbastanza in evidenza. Io sono una che considera i problemi, posso non essermene accorta? Può darsi, ma comunque anche a lui mancò una visione globale. Se una persona che amo lotta tra la vita e la morte è corretto che tu mi ricordi che esisti anche tu, ma se non ti sento abbastanza quando sto uscendo dall’ospedale forse anche tu puoi renderti conto che anche se ti amo ho un cervello solo, che sta comunque gestendo un periodo più complesso di altri. E dirmi: ABBIAMO UNA PRIORITA’. E’ certo che io non sarò mai una che di fronte a ciò dice: non ho tempo. – Lui è stato molto più egoista di me in seguito, FDC, e molto meno “in ascolto” e molto meno costruttivo di me. Quella cosa era superabile? Secondo me sì, se non lo fu fu anche per il suo atteggiamento e tensioni esterne che fu lui a non saper gestire. Non è che solo io e te FDC abbiamo il dovere di fare sempre la cosa giusta, mi capisci? Fifty fifty.

  • 1163
    Cinica -

    Ciao Luna e Fdc,
    vi leggo… il dolore dell’abbandono almeno per me fu lacerante. Anche noi convivemamo da un pò d’anni, io qualche piccolo cambiamento nelle sue abitudini l’avevo notato, provai a parlargliene ma lui diceva sempre tutto a posto e per non fare la paranoica lasciai stare. Tutto a posto un corno! Io non mi volevo sposare perchè me ne infischiavo dell’abito bianco e di tutte quelle menate delle cerimonie (si ok poi ognuno il matrimonio lo fa come vuole ma ci sono sempre delle aspettative famigliari etc etc)e poi non volevo innescare battiglie legali nell’eventuale possibilità di un divorzio e quindi la convivenza per me era il mio impegno preso nei confronti della persona che amavo.
    Fdc dice che se dovessi avere un figlio maschio gli consiglieresti di non sposarsi e se dovessi avere una femmina cosa le consiglieresti?
    Fdc dalle tue parole non vedo via d’uscita…tu ami ancora tua moglie credi nel matrimonio e vorresti salvarlo a tutti i costi, ma nello stesso tempo sembra che lei non ne voglia sapere… non c’è via d’uscita. Se le persone cambiano o se il loro non è mai stato vero amore ma solo un surrogato non so che dirti, nel mio caso ho sempre pensato che il suo amore non fu mai autentico nel caso tuo non so…

  • 1164
    LUNA -

    fdc, rispondo al tuo 1160. Invece a me, anche perché ovviamente conosco le persone di cui parlo, i vari caratteri, gli equilibri, e anche perché ho osservato i punti di vista e i rapporti azione/reazione con più calma, molte cose quadrano. Non nel senso che giustifico, ma mi sono più chiare le dinamiche. Io all’epoca notai subito una serie di cose però appunto mi fu meno chiaro perché crearono tanto disagio, caos. Ho descritto delle cose negli ultimi post, ma in realtà l’intersecarsi fu più complesso. Quando ti scrivo così tu pensi ‘appunto, voi avevate problemi, noi no’. In realtà tutti stanno in equilibrio su una serie di cose, nessuno escluso. Lo si fa costantemente, individualmente e nei rapporti. Tua moglie se parlava con un altro già aveva spostato un equilibrio, se non parlò con te già era spostato, se scelse di non farlo ciò per lei e voi aveva un significato, ma non puoi, attualmente, sapere se lei andò in crisi perché dicesti no ad un figlio o se te lo chiese perché era già in crisi con te. Il fatto che tu dici cos’era logico che lei fosse, pensasse o che le relazioni e le persone non cambiano non ti aiuta secondo me. Anche se comprendo bene lo shock e il senso di impotenza. Ma per esempio tu continui a domandarti perché non sei più andato bene a tua moglie e cosa hai sbagliato anche per le accuse che lei ti muove ma appena ora forse cominci a riflettere realmente in cosa lei ha mancato in questi tre anni in cosa è stata egoista lei. In cosa ha mancato già prima (quindi un problema c’era) se rimuginò ma non parlò e ascoltò chi magari invece di invitarla a mettersi a sua volta in discussione le diede solo ragione. Ricordati però che anche scegliamo i nostri interlocutori, quindi anche scelse forse chi in quel momento la appoggiò in un certo modo.

  • 1165
    LUNA -

    esempio: quando per il mio exex mettersi in discussione riguardo sua madre e il suo non riuscire a gestire lei e la sofferenza che ci e mi causava fu troppo arduo lui si attaccò di più ad un amico ‘scemo’ che, anche per il proprio egoismo di single e per avere più attenzione su di sè, nonché anche per una certa invidia (lavoravano entrambi fuori sede, ma il mio exex aveva me, prendeva treni per venire da me e io da lui) non gli avrebbe mai detto ‘ma che fai? Così peggiori le cose!’ etc. All’epoca, già avevamo problemi per sua madre, io trovavo assurdo il suo comportamento. Assurdo perché peggiorava le cose. Lo interpretavo: non gli importa. Gli dicevo sia ciò sia gli facevo notare come agiva l’amico. Zero. Se teneva a me? Sì. Ma aveva scelto chi dava man forte ad una parte di sè. Quindi non è solo una tua responsabilità o del gatto e la volpe se lei ha reagito in un certo modo ai problemi che per lei o in lei evidentemente c’erano. E lei, appunto, anche in seguito non si è mai presa resp nè messa in discussione e dando tot la colpa a te ha anche evitato la chiarezza e anche di centrare i VERI problemi. Per quanto mi riguarda la cosa centrale che oggi rimprovero al mio lui è di non aver centrato insieme i veri problemi. Di cosa realmente fosse insicuro nei miei riguardi verso lui, di non averci permesso di trovare insieme una strategia per contenere sua madre, donna di fatto solipstista e incontenibile, di aver basato gli ultimi anni (anche con sofferenza sua) su presupposti errati ma ciò anche a causa del suo egoismo e autoreferenza, perché se si fosse realmente posto diversamente in ascolto anche mio e delle mie esigenze sarebbe stato più chiaro e ben prima quali fossero le REALI stonature. E’ perché mi son risintonizzata su me che ora le vedo.

  • 1166
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna, Ciao Cinica
    Luna ho capito che ad un certo momento, di punto in bianco, hai vissuto da separata in casa. Ok. A me questo non è successo. Non ho avuto modo di lottare, di cercare di dialogare o quant’altro. Lei è uscita di casa punto. E mi capirai quando dico che la situazione è un po’ diversa. Avessi vissuto da separato in casa come minimo avrei avuto la possibilità di metabolizzare di vedere comunque che non era più possibile vivere insieme. Io questa possibilità non l’ho avuta. Mi son trovato di punto in bianco sa solo. Solo anche fisicamente. Casa vuota. Capisci cosa intendo ?
    Tu comunque riesci a tirar fuori delle cose: malintesi, la storia del lavoro, dell’ospedale, tensioni e quant’altro. Io no, niente di tutto questo.
    Ma la cosa che più mi fa male è il fatto che Lei mi rinfacci ogni cosa. Io non credo che sia possibile cambiare così radicalmente opinione sulla persona che ami o che hai amato. Io ormai per Lei sono un’egoista che pensa solo a se stesso. Tutte le qualità che avevo, e che credo ancora di avere, sembra siano sparite nel nulla. In pratica Lei si è annientata per me. Quasi abbia vissuto alla mia ombra. Eppure tutto sono meno che un despota. Proprio pochi giorni fa mi ha accusato del fatto che io avevo raggiunto quello che volevo e non mi curavo di Lei. Pazzesco. Riavvolgo sempre quel famoso nastro ma con tutta la buona volontà pur senza esimermi dall’ammettere certi errori che credo siano frequenti in un rapporto di coppia, non riesco a trovare nulla di cui mi debba vergognare.
    Mi parli di equilibri Luna, del fatto che se Lei all’epoca già parlava con un altro aveva spostato i suoi. Certo Luna ti capisco. Io non ho mai pensato di parlare con un’altra donna se non per prenderci un caffè o fare quattro chiacchiere sul più e sul meno. Ti dirò, a volte mi chiedevano del perché non avevo figli. E io dicevo loro le cose come stavano. E quando mi chiedevano cosa ne pensasse mia moglie rispondevo quello che per me era la realtà: “si me lo chiede ogni tanto ma non mi sembra tanto convinta.” Si perché onestamente ragazze, nonostante Lei mi chiedesse un figlio io questa percezione del desiderio di formazione di una famiglia non l’ho avuta. Sembrava più un doverlo fare perché lo fanno tutti o perché “magari poi me ne pento”. Io credo che una donna che davvero desideri un figlio si mostri davvero triste e non abbia interesse per null’altro. Sarò stato distratto, ma questo non l’ho percepito. E se ritengo di aver sbagliato è proprio per il concetto di paura che avevo dentro di me. Io se avessi voluto un figlio avrei agito diversamente. Io non so come la pensate ma se una cosa diventa fondamentale va messa in chiaro. Non sto lì ad aspettare l’altra persona si decida. Metto in chiaro le cose. Soprattutto se un figlio lo voglio dalla mia donna. Anche se mia moglie mi facesse intendere di non volerlo non penserei mai a farlo con un’altra. E le proverei tutte. Anche ad allontanarmi se è il caso, per dare a Lei un momento di….

  • 1167
    Fuori dal Coro -

    riflessione. Ma nel momento in cui Lei maturasse l’idea di averlo sarei l’uomo più felice della terra. Per questo mi distruggo il cervello nel cercare di capire perché non abbia combattuto in altre maniere. Ma soprattutto perché, se il motivo era questo, mi stia “distruggendo” moralmente su cose inesistenti, accusandomi di qualsiasi cosa. E’ comunque chiaro il fatto che per Lei questa cosa sia stata a dir poco traumatica. L’ho sentita in questi giorni e il solo fatto di menzionare particolari in cui le dicevo no al figlio la fa diventare una iena. Le escono gli occhi fuori dalle orbite. E’ indubbio che deve aver sofferto parecchio. E non so se davvero in tutta questa storia l’intervento alla tiroide abbia giocato un ruolo determinante. Io so solo che sto soffrendo in una maniera pazzesca. E la sofferenza maggiore è data dal fatto di non riuscire a riconoscere più la persona che mi ha amato e che io amo tuttora. Non avrei mai pensato di provare una cosa simile con Lei. E’ devastante. Ti distrugge ogni cosa di buono che hai dentro. Vorresti fare, vorresti farle capire ma non ci riesci. E’ semplicemente angosciante. Non so se riuscite a capirmi…non credo le parole rendano ciò che sto provando da tre anni a questa parte.
    Cinica se avessi una figlia femmina le direi che sposandosi con le leggi italiane avrebbe tutte le tutele di questo mondo. Certo le leggi potrebbero cambiare ma per il momento sono tutte a vantaggio delle donne. Sto parlando di matrimonio Cinica non di Amore sia ben chiaro. E in questo senso ad un figlio maschio non consiglierei assolutamente di sposarsi viste le leggi in vigore.
    Io ho sempre amato mia moglie. Ma mi rendo sempre più conto che il mio modo di amare è diverso da ciò che si intende. Ho avuto molte donne Cinica ma in tutta la mia vita ho pronunciamo la parola “Ti Amo” soltanto a lei. Il che la dice lunga su quale valore posso dare a questo sentimento.
    Non posso non credere che Lei non mi abbia amato. Perché durante il nostro rapporto quello che dimostrava mi sembrava proprio Amore. Non posso dubitare che non lo fosse. Quello che da tre anni mi chiedo è come può finire un Amore del genere.
    Cinica sentendoti parlare riguardo il matrimonio e il fatto che avessi paura di divorziare e delle eventuali battaglie legali la dice lunga su quanto io amassi mia moglie e credessi in Lei. Ho sempre avuto paura anch’io di tutto ciò ma con Lei non l’ho avuta perché mi sono fidato ciecamente e non ho mai considerato l’idea che Lei potesse abbandonarmi. Dal canto mio poi, credo tu abbia capito bene come la penso: l’idea di lasciarla era contemplata solo nel caso in cui io potessi morire prima di Lei. E credo di aver detto tutto.
    Ciao ragazze

  • 1168
    LUNA -

    non credo di aver mai pensato alle cerimonie come una menata e a conseguenze legali. Non mi sarei sposata, e un giorno non mi sposerò, se capitasse, puntando sulla forma, ma più sulla sostanza e non ho mai pensato che lo status di moglie con firma fosse diverso dal mio. Forse mi è difficile spiegarmi, ma per me era uguale e al contempo pensavo che magari un giorno, se ci fosse venuta voglia, lo avremmo fatto, senza tanto can can, magari anche in pochi. Di certo non mi vedevo passare un anno a scegliere bomboniere e ammorbare il prossimo coi miei preparativi. Ciò non vuol dire che io sia poco romantica o che non mi piaccia celebrare i momenti, non necessariamente quelli che per altri son quelli base. Cmq quando mi laureai decisi di fare una festa il giorno prima di farla, più per la voglia di stare insieme. Una cosa improvvisa. I miei amici vennero tutti, per nulla stupiti dallo scarso formalismo. Non è che mi sentivo diversa rispetto una settimana prima perché avevo una laurea. Anche se me la son sudata e quindi con quella festa celebrai un percorso, ma ecco, se mi fossi sposata sarei stada identica al giorno prima, con le stesse idee e la stessa percezione. Quando andammo a vivere insieme in un certo senso per me il mio matrimonio fu quello, senza invitati e pubbliche cerimonie, ma molta gioia, naturale. Non pensai dimostra qualcosa in più. Era un passaggio di crescita e un suo significato, ma gi2 prima per me quello che contava c’era

  • 1169
    Cinica -

    Ciao a tutti,
    una mia amica divorziata passa gli alimenti all’ex marito che è riuscito a dimostrare di non aver un lavoro. Inoltre dopo la separazione non avendo lui un posto dove andare l’ha dovuto tenere in casa per molto tempo. Ora io non sono nè un avvocato nè un’esperta di legge ma credo che in caso di divorzio la legge tenda a tutelare il coniuge economicamente più debole uomo o donna che sia. E’ vero che in caso di figli questi vengano quasi sempre affidati alla madre… Conosco molte donne che hanno dedicato la loro esistenza a figli e marito per poi ritrovarsi sole perchè lui è scappato con quella più giovane rifacendosi una famiglia e privilegiando i figli di secondo letto sia economicamente che sentimentalmente.
    Dico questo perchè è vero che ci sono purtroppo molte donne che mirano a sposarsi per avere una sorta di mantenimento a vita, ma vorrei che si vedesse anche l’altro lato della medaglia.
    Luna anche io se mi fossi sposata avrei fatto una cerimonia intima e semplice ma come dicevo sono sicura che ci sarebbero state delle pressioni familiari e per me, per quello che provavo, non avevo bisogno di prendermi altri impegni se non quello che il mio cuore aveva già preso. Per la questione divorzio bè, il mio era anche un atto d’amore da come la vedo io, visto che praticamente tutte le donne che conosco mirano a mettersi l’abito bianco, a me non importava e proprio perchè potevo capire i ragionevoli dubbi di un uomo sulla questione divorzio (dubbi che fra l’altro lui non mi ha mai dato sentore di avere) anche lì ecco non mi volevo sposare perchè non volevo che sorgessero equivoci.
    Fdc al di là del lancinante dolore per l’abbandono io posso dire di avere avuto dei sentori, come già scritto, e di aver ritrovato dei lati “positivi”, se di positivi possiamo parlare in quello che è stato il periodo più buio per me, nell’aver ritrovato un pò di me stessa dopo la separazione.
    Ma nel tuo caso mi pare di capire che è stato un fulmine a ciel sereno. Sicuramente Fdc tua moglie t’ha amato molto, cosa le sia successo non so dirti se il figlio è stata la causa scatenante di un malessere che poi è cresciuto gardualmente sfociando nel desiderio di rottura. Se la presenza dell’altro sommata ad altri fattori abbia portato alla necessità di andarsene… Ma ora tu Fdc che mi sembri un uomo intelligente ed hai ora in mano tutte la carte (grazie anche all’aiuto di Luna)per fare un’analisi di quanto accaduto cosa pensi di fare? Che decisione pensi di prendere?

  • 1170
    aleba -

    Ciao a tutti. Vi ho letto poco perchè sono al mare con la mia bimba :)) ma vedo che le riflessioni non mancano.
    Fare un figlio perchè poi potrei pentirmene è molto diverso dal fare un figlio perchè sono pronta, perchè so chi sono e ho capito che l’immortalità risiede proprio nel cuore dei figli, che saranno qui anche quando noi non ci saremo più. Perchè parleranno di noi ai loro figli e ai nipoti, perchè dare la vita, accompagnarla nei primi passi e averne cura senza mai imprigionarla è il completamento per un essere vivente. Tua moglie, FDC, forse non ha mai dimostrato in modo eclatante la maternità che desiderava…il bisogno di famiglia. Sebbene noi non possiamo sapere cosa in realtà ribollisse nel suo animo, in quanto ognuno ha il dovere di fare chiarezza in sè stesso e non deve pronunciare parole vincolanti quando non è pienamente consapevole dei propri bisogni, credo che avesse solo una percezione di parte del diventare madre. Penso, correggimi se sbaglio, che non sia mai riuscita a vedere in modo pieno ed allargato al massimo un figlio nella vostra vita. Probabilmente perchè si è autolimitata in quanto tu dichiaravi apertamente di non voler rompere l’equilibrio della vostra coppia. Forse ha escluso a priori la tua figura di padre ed ha concentrato tutto su sè stessa. Involontariamente, ma il seme del dubbio sulla tua vera e completa disponibilità a fare un figlio, ha fatto in modo da creare finti muri (che lei percepiva come invalicabili) e carichi enormi di responsabilità per lei..nella sua immaginazione. Quando io ho scoperto di essere incinta, ero la donna più felice del mondo. Ero pronta ad affrontare qualsiasi difficoltà per quel piccolo essere che cresceva dentro di me. Il mio ex era felice, ma tirava fuori frasi assurde che avrebbero dovuto aprirmi (!!) gli occhi e addirittura non fargli riconoscere la bimba. Lui era felice di diventare papà, ma metteva continuamente in primo piano sè stesso. Lui il padre, io la serva. Lui con il patrimonio in pericolo, perchè sebbene non fossimo sposati comunque la legge equipara i figli naturali ai figli nati nel matrimonio. Stessi obblighi per i genitori, stessi diritti per i figli. Gli obblighi sono anche di natura patrimoniale e questo a lui disturbava parecchio. Un’ostetrica mi disse “i figli possono unire, ma possono anche dividere” . No, pensavo, io farò in modo che saremo più uniti. Ma il sabotaggio continuo dell’unità da parte del mio ex mi ha distrutta.
    Il sabotaggio era dettato da un amore malato, non dalla mancancanza di amore.Credo che l’amore di tua moglie fosse addirittura troppo, e questo mette in modo dei meccanismi di auto limitazione occulta che generano frustrazione e negano il dialogo per paura di dover attraversare conflitti e assumersi responsabilità. Ma l’omertà fa vivere nell’illusione che sia tutto a posto, mentre sotto sotto si scava una voragine dove prima o poi si precipita senza neppure capire come sia potuto accadere. Bacioni a tutti

  • 1171
    Fuori dal Coro -

    Ciao Cinica, Ciao Aleba, Ciao Luna
    Il caso della tua amica è uno dei pochi casi in cui la donna mantiene il marito. Ovvio se la donna lavora e il marito no c’è poco da fare. Ma a parità è sempre l’uomo a rimetterci. E questo è un dato di fatto. Pensa che io conosco un uomo che trovando sua moglie a letto col suo migliore amico l’ha presa a schiaffi. Lei lo ha denunciato per violenza e lui adesso non può neanche vedere il figlio. Oltre naturalmente a passarle gli alimenti e la casa. Valuta un po’ te.
    Parlando d’altro, pochi giorni fa parlavo con una mia amica che mi ha chiesto come andassero le cose. Lei ci conosceva e mi ha detto di aver sempre apprezzato mia moglie come una ragazza perbene e intelligente. Mi ha confidato però che anni fa insieme ad un’altra nostra amica in comune, prima ancora di sposarci, pensarono che prima o poi mia moglie sarebbe “esplosa”. Ho chiesto il perché e sono stata ad ascoltarla. Entrambe queste mie amiche mi conoscono da anni ed io sono sempre stato una persona sincera, con tutti, non solo con mia moglie. Sapevano come la pensavo, che mi piaceva vivere in tranquillità e che non desideravo avere dei figli. Sapevano anche il mio pensiero sul matrimonio. Mi conoscono da quasi 30 anni e più volte dicevo loro che non mi sarei mai sposato. Infatti rimasero di stucco quando le invitai al mio matrimonio…non credevano ai loro occhi. Pensavano insomma che mia moglie non avrebbe resistito alle mie idee. Questa cosa mi ha molto colpito perché stiamo parlando di un loro pensiero di quasi 20 anni fa, quando le cose tra me e mia moglie andavano a gonfie vele. Hanno visto lontano delle cose che io neanche potevo immaginare. Lo “scoppio” “l’esplosione” per me non era contemplato. Avrei potuto immaginare che lei si stancasse di vivere fuori città, ma che me lo dicesse, non che esplodesse buttando fuori di colpo tutti i suoi malesseri che covava dentro.
    Mia moglie mi aveva messo al centro della sua vita. E come dice Aleba sicuramente mi ha dato “troppo amore”. Ed è ormai chiaro che avesse escluso a priori la mia figura di padre, pur sapendo che se lo fossi diventato sarei stato un padre esemplare. Infatti Lei continua a rinfacciarmi che “io un figlio non lo volevo”, non che non ero pronto ma che non lo volevo proprio. Lei non è riuscita a capire, forse anche per colpa mia, che la mia era solo paura di rompere l’equilibrio della nostra vita di coppia. Così come ti disse l’ostetrica: “i figli possono unire ma anche dividere”
    Di fronte a questo “terrore” alzavo barriera e vedevo un figlio come “un pericolo per noi” per tutto quello che avevamo costruito. Da qualche parte ho sentito una frase: “i figli si fanno con la pancia e non con la testa, perché se cominci a ragionarci un figlio non lo fai più”. Ecco è quello che è capitato a me, ci ragionavo troppo e facevo fatica a venirne a capo, proprio perché la paura vinceva su di me. Ma l’errore grande a mio parere non è stato il fatto di ragionarci troppo, quanto non comunicare a Lei…

  • 1172
    Fuori dal Coro -

    …proprio il fatto che ci stavo ragionando sopra. La paura gioca brutti scherzi ragazze. A me ha fatto uno scherzo atroce perché mi ha impedito di dire a mia moglie come realmente stessero le cose. In realtà le ho sempre detto che avevo paura di cambiare vita, di rompere il nostro equilibrio. E a mio parere ciò doveva bastarle a farle capire quale fosse il mio problema al riguardo. Ma a volte, di fronte alle sue richieste, che non erano continue ma dilatate nel tempo, mi sentivo sempre impreparato e per questo a volte mi sono uscite di bocca delle frasi infelici.
    Quello che mi devasta è il pensiero di come siamo riusciti ad autodistruggersi creando meccanismi pazzeschi nel nostro interno. Alla fine entrambi avevamo paura di “perderci”. Io che avevo paura di perdere il nostro rapporto di coppia con l’arrivo di un figlio e di conseguenza il suo Amore e Lei che aveva paura di perdere me nel caso in cui avesse insistito in maniera decisa sul volere un figlio.
    Cinica mi dice che ho in mano tutte le carte per fare un’analisi di quanto accaduto e prendere una decisione sul da farsi.
    Ma Cinica ti rendi conto quali e quante torture sto facendo su me stesso in relazione a quello che ho scritto poco sopra ? Una donna che come dice giustamente Aleba mi ha “amato troppo” ed io che pur amandola a mia volta la lascio scappare non essendo in grado di gestire una cosa così semplice e grande come la nascita di un figlio.
    Le parole di Aleba “…ho capito che l’immortalità risiede proprio nel cuore dei figli, che saranno qui anche quando noi non ci saremo più. Perchè parleranno di noi ai loro figli e ai nipoti, perchè dare la vita, accompagnarla nei primi passi e averne cura senza mai imprigionarla è il completamento per un essere vivente..” mi danno i brividi e mi mettono angoscia nello stesso tempo.
    Avevamo tutto in mano per essere una famiglia felice, ci siamo distrutti a vicenda. E la mia sofferenza estrema è tutta basata sull’assurdità di tutto questo.
    Ancora sento nelle orecchie le sue urla isteriche e disperate, il suo pianto, la sua rabbia quando mi rammenta alcuni episodi. Ed io sono impotente perché non riesco a farle capire la mia buona fede e la mia volontà a rimediare agli errori. Lei non vuole, non accetta, non so, non ci crede. Fatto sta che ora mi vede come l’uomo che le ha rovinato l’esistenza. Ed io che so di essere una persona del genere mi sento distrutto. Pochi giorni fa ero con il mio nipotino, abbiamo un rapporto fantastico da sempre, ci intendiamo come fossimo coetanei, gli ho fatto un buffetto sulla guancia, mi ha detto “zio ti voglio bene”. L’ho accarezzato e poi un abbraccio spontaneo forte e sincero da parte di entrambi. Ho dovuto girarmi subito dall’altro lato per coprire le lacrime. Non doveva vedermi così.
    Tutto questo mi sembra un castigo…troppo per quello che ho fatto.
    Un abbraccio a tutte voi

  • 1173
    LUNA -

    ALEBA: ciao tesoro 😀 stavo per evocarti 😛 per sapere come stai. Un bacino a te e alla tua bimba 😀
    @Fare un figlio perchè poi potrei pentirmene è molto diverso dal fare un figlio perchè sono pronta, perchè so chi sono e ho capito che l’immortalità risiede proprio nel cuore dei figli, che saranno qui anche quando noi non ci saremo più. Perchè parleranno di noi ai loro figli e ai nipoti, perchè dare la vita, accompagnarla nei primi passi e averne cura senza mai imprigionarla è il completamento per un essere vivente.

    Sposo pienamente ciò che dici, Aleba. Ed è ciò che ho sempre cercato di dire a FDC, che oltre al suo no o al suo bisogno di riflessioni, le sue resistenze, comunque anche il modo in cui sua moglie si è rapportata con il proprio concetto di maternità e la questione ha un enorme peso, dal mio punto di vista. Lui dice spesso che non c’erano problemi, e che lui non ha colto il fatto che per lei fosse così importante diventare madre, ma anche perché lei non glielo ha fatto capire. Ora, secondo me anche un concetto come: lei voleva un figlio, io no, per questo da parte sua è finita dice in teoria tutto ma di per sè non dice niente. Perché dentro le persone ogni cosa, esperienza assume un particolare significato. E con questo non voglio solo dire che la maternità avesse un grande significato e lui non lo ha capito, possibilissimo, certo, ma conta anche quale significato avesse per lei.
    Io ho 38 anni ma non riuscirei a fare un figlio solo perché poi magari mi pento, e se mi facessi i dubbi che poi lei dice di aver avuto PRIMA, perché a FDC ha rinfacciato cose retroattive, sarei la prima in realtà a pormi rispetto al fatto di chiedere ad un uomo di avere un figlio con uno stato completamente diverso da quello di chi ha un’altra consapevolezza rispetto a sè, il rapporto, la maternità.
    FDC continua a dire che i problemi non c’erano, ma lui parla per se stesso, conosce il modo in cui lui viveva le cose di tutti giorni. Voglio dire che comunque la lettura che lei dava di se stessa e della loro storia, anche nel bene, non dico necessariamente in negativo, non poteva essere identica alla sua. Anche la frase “non ha voluto figli per egoismo” dice tutto e niente. Non esiste neanche un egoismo solo, e siamo tutti egoisti, in fondo, e con una certa dose di autoreferienzialità.
    Se vogliamo anche non rendersi conto che tuo marito ha appena attraversato con te, in modo per nulla passivo, anzi fortemente emotivo, anche ricco di angoscia probabilmente, un tuo periodo di malattia, è una forma di egoismo. Molto diverso dal fatto che tu, di fronte ad una persona che sta male volti le spalli, scappi, non ci sei, sei aggressivo che sia per eccesso (che non sai gestire) o per estremo difetto di empatia, ma comunque nel momento in cui non ci mettiamo anche noi per primi nei panni degli altri, pensando che solo gli altri debbano mettersi nei nostri, siamo autoreferenziali ed egoisti. Quindi se qui ci sono degli egoisti personalmente io ne vedo due, non solo FDC.

  • 1174
    Cinica -

    Una volta una signora sposata parlando di matrimonio mi disse che i bravi mariti non sono quelli che non commettono errori ma quelli che sanno porre rimedio agli errori commessi.
    Sembra Fdc che tu preso dal fatto di aver trovato finalmente la donna della tua vita non abbia visto quello che le tue amiche sono riuscite a vedere 20 anni fa. Ma questo è normale dall’esterno le cose si vedono con più chiarezza e lucidità.
    Forse e dico forse tua moglie t’ha dato tutto e le è mancato qualcosa, tu dici di non essere mai cambiato nel passaggio dall’io al noi ma forse lei si. Lei forse ha lasciato indietro dei pezzi di se stessa e forse dico forse il desiderio del figlio era dovuto anche al fatto di volersi riconoscere in un nuovo ruolo cioè quello di madre. La tua negazione è stato il clik che l’ha fatta riflettere e andare oltre al tuo semplice no alla paternità. Forse e dico forse anche se aveste avuto un figlio il clik sarebbe scattato comunque.
    Voglio sperare che in un rapporto di sincero amore non basti una parola sbagliata o un solo errore per mandare tutto a put senza la possibilità di un confronto, un dialogo per cercare di affrontare insieme il problema.
    Se tu un errore l’hai commesso Fdc mi pare che hai tempestivamente cercato di porvi rimedio ma qui si è andati oltre. Lei ora ti vede come quello che le ha rovinato l’esistenza ma potresti essere anche quello che gliela salva o sbaglio? La ami, l’hai perdonata per il tradimento, la rivuoi indietro, sei disposto a cambiare per lei, vuoi un figlio da lei e costruire una famiglia con lei. Parlando terra terra o non sei diciamo “convincente” o lei non ti ama più.
    Scusa Fdc se mi sono espressa male o sono stata brusca, non voglio incalzarti o roba del genere siamo qui tutti per riflettere…

  • 1175
    LUNA -

    Di per sè se una persona ti lascia ti lascia, e questo è un dato, al di là delle analisi, che si fanno anche perché non si vuole accettare la realtà e l’abbandono, non solo per capire, stringi stringi, ci sono cose molto semplici ed evidenti. Tuttavia se vuoi analizzare, ne hai bisogno, ne senti la necessità (e può essere assolutamente che tu abbia ragione, sia a livello emotivo sia costruttivo) come analizzi le cose fa un’enorme differenza. Ci sono fasi nelle crisi e nella fine di un amore che più o meno si somigliano, in tutti. FDC poiché vive le sue ovviamente le percepisce straordinarie, perché le vive in prima persona, con tutte le loro valenze psicologiche, emotive, anche fisiche, e inoltre è rimasto anche bloccato in una fase, a lungo, senza ancora scoprire le successive (forse ha iniziato da poco). Nessuno può stabilire quanto debba durare una fase, e come si svolge, anche perché le fasi si intersecano, ma anche la fine di un amore o una fortissima crisi con una separazione rappresenta comunque (come dice CINICA, e come sicuramente accadde anche a MAX, che sia pure stato diversamente e in tempi più brevi rispetto a FDC) una parte di percorso interiore fatto di diverse sfacettature e rielaborazioni, fissità e illuminazioni. C’è un momento in cui il nostro essere è completamente teso sulla questione, in seguito continuiamo a rielaborare un lutto (sentimentale come reale), questa è la mia esperienza, anche quando non siamo così centrati sulla questione. E spesso in quel momento abbiamo anche le illuminazioni migliori, o sentiamo sciogliersi dei nodi, proprio perché stiamo vivendo e lasciamo il nostro istinto più libero di sentire e quindi di vedere, al di là di una razionalità che spesso ci limita. Oggi come oggi io riesco a vedere cose che non vedevo, e non parlo di cose negative tipo: lui era uno stronzo e io non me ne accorgevo. Parlo di cose di lui, di me, di noi, del circostante che non riuscivo a cogliere e che oggi vedo. Non è neppure detto che non ne vedrò altre o che quelle che vedo ora resteranno fisse, ma certamente ho più elementi, e credo che questo, Aleba, forse stia accadendo anche a te. Magari mentre giochi con tua figlia al mare e in teoria non stai cercando una risposta. Per quanto riguarda i traumi cosa facciamo noi stessi per i nostri traumi fa molta differenza. Qui traumatizzati siete in due, ognuno per le sue ragioni che vanno al di là dei fatti, e in cui rientrano varie contingenze, e che l’amore ci sia ancora o no, che torniate insieme o no i vostri traumi sono comunque, prima di tutto, un fatto personale, un percorso personale il starci dentro, rielaborarli e risolverli. Urlarti “è colpa tua”, di tua moglie, per anni, non è un modo per risolverlo, vero Aleba? E’ una fase, non un modo. E’ anche un modo per non risolverselo lei, in qualsiasi modo, che sia anche andare in Argentina e farsi un’altra vita. Tu non risolvi il tuo anche perché continui persino a cercartela che ti urli dietro.

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