Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011
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son stato un po’ brusco ieri notte fdc…complice il caldo e una serata non troppo piacevole…
è che vorrei che tu reagissi finalmente con un po di grinta.
quando la mia ex mi lasciò anche io finii nel tuo loop, é normale credo…durò però qualche mese…infatti guarda caso quando lei decise di tornare io avevo fatto pace con me stesso e avevo tratto le mie conclusioni, non mi aspettavo ne desideravo un suo ritorno.
malgrado lei volesse tornare e ricominciare io non lo volli più.
non mi piacque affatto e non mi convinse minimamente il modo come se n era andata, tradendomi già prima e poi come di colpo tornò, guarda caso una volta che la sua storia extra fini nel nulla..tentando comunque ancora di scaricare le colpe su di me.
e non pensare che fu tutto semplice perché anche lei aveva le sue qualità e di certo avevamo avuto anche periodi molto belli insieme.
ma è una questione di principio.
quando leggo che è da 3 anni che tu invece stai a rimuginare sui tuoi errori e a non capire questo o quell altro mi incxzzo pure…anche se in se non mi dovrebbe riguardare minimamente.
mi incxzzo perché va bene fare anche autocritica e autoriflessione, va bene che ci son stati 20 di matrimonio, va bene tutto però a un certo punto bisogna saper dire basta, tirare delle conclusioni e far valere anche delle conseguenze.
non so quanti anni tu abbia di preciso ma sei più “vecchio” di me di sicuro…proprio per questo dovresti darci un taglio, perché se continui così passerai i prossimi anni per te preziosi a rimuginare, ad aspettare che magari lei gli venga una illuminazione…etc…
ecco.. è tutto.
buon proseguimento.
Ciao Max
Del fatto che tu sia stato brusco neanche me ne sono accorto. E lo puoi notare dal post n. 1124 con il quale ti rispondo. Ti ringrazio che prendi a cuore la mia storia. E anche il fatto che ti inc…zi perché non reagisco con grinta. Apprezzo tutto questo.
Nel post precedente ti avevo chiesto maggiori delucidazioni e dettagli sulla tua storia proprio per confrontarmi (ovvio se te la senti).Già da quel po’ che hai scritto nel post 1126 mi fa ancora più pensare a quanta similitudine ci sia nelle nostre storie. Ci troviamo in sintonia anche riguardo ai modi per i quali le nostre ex se ne sono andate: molto simili.
Tranquillo che non penso affatto che tutto sia stato semplice per te. Ho fatto solo delle constatazioni riguardo al fatto che se già si hanno dei dubbi sulla propria compagna è molto più facile distaccarsene. Per me, e mi ripeto, è stato tutto un fulmine a ciel sereno, perché proprio il modo di essere, di fare e di pensare di mia moglie non avrebbe mai fatto sospettare a nessuno, non solo a me, un comportamento del genere.
Purtroppo vedi Max, il fatto di rimuginare da tre anni sui propri errori è sintomo di sensazione di fallimento. Comunque quando sei a posto con la coscienza è tutto più semplice. Rimugini anche perché pensi al fatto che alla fine avevi in mano tutto quanto necessario per costruire qualcosa e non hai costruito nulla. Anche in questo l’età conta. Sono più vecchio di te di almeno dieci anni quindi ti rendi conto di aver buttato alle ortiche un bel pezzo di vita. E tutto per una questione di paura e immaturità sotto un certo aspetto. La vita difficilmente ti dà una seconda possibilità.
Sei molto chiaro ed io comprendo la tua chiarezza. Ma ti assicuro che sarebbe stato molto meglio aver avuto a che fare con una vera str….za piuttosto che con una donna che magari ha fatto una c….zata senza nemmeno rendersene conto.
Come ho scritto più volte è la somma che fa il totale. Ed io in questa storia ci devo sommare davvero tante cose. E per quanto riguarda le mie colpe la cosa grave sta nel fatto di averle commesse in età adulta. Tentare di rifarti una vita dopo una mazzata del genere non è facile. Primo perché, nonostante tutto, amo ancora mia moglie. Secondo perché, nonostante i suoi errori, la considero una donna in gamba. Terzo perché proprio amando ancora la tua donna non riesci a vedertene vicino un’altra. Sarebbe un surrogato.
Poi ti sembrerà strano e assurdo ma di passi avanti ne ho fatti. Sono diversi mesi che scrivo qui ma considera che nei primi due anni non sarei stato neanche in grado di scrivere una parola dietro l’altra.
Immagina quindi come stavo prima.
Grazie, un abbraccio
Ciao Max, di nuovo qui.
Una piccola precisazione che forse rende meglio l’idea del perchè faccio una fatica così bestiale a rialzare la testa.
Mia moglie non era solo la mia compagna, la mia donna. Era ormai diventata il mio punto di riferimento, la persona sui potevo e sapevo di poter contare, a cui chiedere consiglio e confidare ogni mio dubbio.
E’ difficile riuscire a trovare nella vita un valido punto di riferimento che non siano i tuoi genitori. E quando questo punto di riferimento ti viene a mancare di colpo, ti senti completamente spaesato.
Eppure sono un uomo che ha vissuto da solo e ha saputo sempre districarsi nella vita. Ma Lei mi aveva completato. Era quel qualcosa che mi mancava. La mia sicurezza veniva ampliata dalla sua presenza.
E quello che mi lascia ancora più perplesso è che anche Lei contava su di me su ogni cosa. Eravamo i punti di riferimento uno dell’altra. E non è poco trovare una persona così.
Non ho problemi ad ammettere che senza di Lei mi sono sentito perso. Ho faticato non poco per riprendere un minimo di autostima.
E di sicurezza ne avevo veramente tanta
Di nuovo un abbraccio
fdc, posso capire che questo aspetto ti ferisca moltissimo. D’altra parte è un egoismo che lei ha effettivamente manifestato e manifesta. Per quanto tu voglia proteggerla dentro di te, a oltranza, anche al costo di assumerti anche le responsabilità che sono ascrivibili al suo modo di essere e reagire, non credo che questa mancanza da parte tua di obiettività ti sia d’aiuto. Anzi. Il mio non è certo un invito al rancore, la ripicca, ma appunto all’obbiettività. Addossarti ogni colpa e mettere lei su un piano di totale inconsapevolezza nell’essere, agire, sentire, a che ti giova? A nulla. Anzi. E pensare che ogni cosa sia un prodotto di tue mancanze, anche banali, mentre lei si sente assolutamente dalla parte della ragione.
ti faccio notare che sembrano esserci due tribunali, il tuo e l’interno tuo, che funzionano entrambi contro di te. E un solo avvocato difensore, il tuo. Che però non funziona obiettivamente verso di te, ma costantemente verso lei. Lei che peraltro non si assume alcuna responsabilità nè pensa, nel suo agire, di aver bisogno di un avvocato. Tanto è certa di avere ragione, si già autogiustifica totalmente e tanto se ne frega delle conseguenze delle sue azioni e scelte nei confronti tuoi e della coppia, che tu ti ostini a preservare DA SOLO. Ma non soltanto. Perché qualsiasi rapporto dovrebbe reggersi su una reciprocità. La sua dove sarebbe? Dici che chiami lei per sapere di sua madre, perché ha fatto comunque parte della tua vita. Sua suocera no? Ha mai chiamato, lei, per sapere come sta tua madre? Per sapere come stai tu? Dici di aver conosciuto una donna intelligente e sensibile. Bene. Lei si sente assolutamente intelligente e assennata nel portare avanti la sua scelta e non considerare diversamente le cose. Lei porta avanti da tre anni la sua sensibilità in chiave autoreferenziale. Lei non si sente peggiore nel comportarsi così con te, anzi semmai migliore. Lei se n’è andata perché voleva andarsene e non torna perché non vuole tornare. E quando è tornata per finta è tornata con l’atteggiamento di chi ti avrebbe fatto sentire costantemente in debito? Per cui niente in te avrebbe più potuto essere libero e spontaneo? In cui tu non avresti mai potuto chiedere nulla, esprimere a tua volta? Ti pare vita? Guarda che lei la pone così. Pensa se tu lo avessi fatto con lei. Col tradimento, la sua fuga, la sua assenza nei momenti che contano. Ma lei non te lo permetterebbe. Scherziamo?
fdc, hai fatto molto male a coprire lei, a non dire come stanno le cose veramente agli amici e ai conoscenti.
questo è il massimo…ti senti quasi colpevole tu se lei ti ha tradito ? ma chi è che ha tradito tu o lei ?
ma fammi il piacere…
ci credo anch io che poi vengano a dirti che non capiscono…
ma cosa fai ?!?!
ma ancora la aiuti ad uscirne in maniera pulita ?
no guarda non ci siamo…veramente.
3 anni non son 3 mesi…la mia tornò dopo un annetto ma era già troppo tardi comunque, fosse tornata dopo 3 settimane ancora ancora forse avrei potuto pensarci su…
non ci sono scusanti per un tradimento, non esiste l ho fatto perché tu e tu e tu fai così e cosà…non esiste.
sono tutte scuse da 4 soldi.
come se loro poi fossero perfette e intoccabili…ma che ridere…
prendi la cosa del “mia hai trascurata”…tutte cxzzate…chiaro che non stavo tutto il tempo a coprirla di attenzioni, anche perché non ne avevo il tempo, in quanto per lavoro mi assentavo spesso dalla città dove abitavamo, ma questo ti da la legittimazione di trastullarti con il collega cascamorto di turno in mia assenza ? di tradirmi ? e di andartene poi con quello per un annetto e poi tornare indietro pentita ?
ma fammi ridere….poi però venire a far discorsi di matrimonio, di figli, di responsabilità mi raccomando…
e prendi i “certi tuoi modi di fare..” lo so benissimo cosa intendeva con quello, ma anche li, quei modi di fare son sempre stati i miei, che gli son andati benissimo per anni, e aggiungo per fortuna che non li ho cambiati…ci mancava solo quello…
mi ricordo che prima di andarsene sotto sotto tutta compiaciuta della sua nuova fiamma la vedevo assente e gli chiedevo cosa ci fosse ?
e lei niente caro…stress con il lavoro…seeeeeee, sai che stress flirtare e farsi qualche scxpata alle mie spalle con quello…
tu ti devi svegliare fdc, svegliare!
S V E G L I A R E
te lo dico l ultima volta, non mi piace dover ripetere sempre le stesse cose.
fdc, un po’ fai ‘incazzare’ anche me (in senso protettivo, cogliendo le esagerate colpe che ti dai nei tuoi loop e quanto continui a giustificarle tutto. Fdc, guarda che è molto difficile voler bene a qualcuno e ammettere che è stato stronzo/a. D’altra parte il 90×100 della gente quando fa qualcosa di dannoso o semplicemente fa ciò che gli viene di fare non si dice ‘ora sarò str…one e cattivone’. Lo fa perché in quel momento valuta sia la cosa giusta, di cui ha bisogno per una o un’altra ragione. Tradire senza rendersene conto? Fdc, suvvia, dai. Mica era sonnambula o sotto ipnosi. Non ti dico di flagellarla e puoi anche perdonarla. Ma in quel momento fu una sua scelta. Tu quando scegli devi essere sempre lucido. Lei no. Sarà colpa degli alieni). Però mi fai anche tenerezza quando ci spieghi l’ovvio come fosse eccezionale. E’ più ovvio che due che stanno insieme abbiano quel rapporto di riferimento reciproco che viceversa. Non sto dicendo che sia scontato, ma è anche naturale. Tanto che ci son persone che pure non amandosi più in qualche modo, se si lasciano civilmente, lo conservano. Che tu sia così stravolto non mi stupisce non perché lei fosse perfetta o incapace di macchia o egoismo -nessuno lo è- ma perché sembri riferirti emotivamente e psicologicamente a lei in un legame non semplicemente d’amore (ciò, credimi, potrebbe accadere anche se
tu non l’amassi… so che ti sembra paradossale, ma forse uno psicologo potrebbe spiegarti meglio cosa intendo dire) ma quasi “genitoriale”.
Non solo nel senso che ti poni nei suoi confronti con l’indulgenza esagerata di un genitore e con l’idea che tu avresti dovuto sapere sempre cosa fare e cosa dire “perché tu sei più grande” (una volta lo hai scritto, forse non solo una… il fatto è che siete entrambi due adulti, alla pari. Non è che tu hai 50 anni e lei 15, anche lei vota, ha preso la patente o avrebbe potuto, è vaccinata da un pezzo… e tanto più se vuole fare la genitrice a sua volta – o almeno in teoria, visto l’impegno che ci mette per non diventarlo, almeno con te – forse dovrebbe considerarsi un’adulta responsabile delle sue azioni e non qualcuno che delega sempre le responsabilità all’esterno…) ma soprattutto nel senso che ti poni nei suoi confronti come la figura… materna (o paterna, è indifferente) dal cui riconoscimento e amore dipendono la tua autostima, il tuo benessere, il tuo “nutrimento”, il tuo senso, la tua giustificazione ad esistere, la tua pagella di brava persona o cattiva persona. La persona a cui hai fatto e continui a fare riferimento anche se non c’è più. La persona che giustifichi ad oltranza prendendoti tutte le colpe, come fa il bambino che quando la mamma sbaglia poiché non può “intaccare” l’immagine della mamma (o resta destabilizzato o si sente in colpa, perché “la mamma è sempre la mamma”) piuttosto si percuote e di dice “cattivo, sei cattivo, la mamma non sbaglia, quindi se non c’è è perché sei cattivo”.
Ok, fdc, esagero? Non so quanto, mi credi?
Non è così pazzesca e neppure così insolita questa modalità che ho descritto, seppure con una certa enfasi. E’ chiaro che un rapporto d’amore si basa anche su condivisione, fusione, riferimento, anche una certa parte di idealizzazione. E’ chiaro che dopo anni e anni sia difficile staccarsi e anche avere obiettività. Ma di anni ne sono passati tre, tre in cui la tua ex compagna, moglie, punto di riferimento ha fatto l’esatto contrario delle ragion per cui tu la celebri e per cui tu sostieni di non riuscire a staccarti. E continui ad avere questo atteggiamento interno. Tu hai perso un po’ il parametro. Sei assoluto.
Certo, posso sbagliarmi, ma ti invito a riflettere, se ti va, su ciò che ti ho scritto. Sei andato da psicologhe donne, se non erro, per capire lei. Forse dovresti andare da uno psicologo uomo, che ti aiuti a tagliare QUESTO genere di cordone ombelicale, perché ti strangola.
Ciò non significa che ti porterà a revisionare il fatto di aver amato tua moglie, nè che tu possa pure amarla avanti, nè che ti metterà contro tua moglie. Forse però potrebbe aiutarti a vedere le cose in modo più lucido, paritario e obiettivo. E anche a lenire la ferita che senti. Perché la ferita che senti pare riecheggiare un tipo di sensazione di abbandono che solo fino ad un certo punto è un abbandono di coppia. Un abbraccio.
Ciao a tutti,
abbiate pazienza ma proverò a riassumere:
Fdc e sua moglie hanno un matrimonio felice ed entrambi di comune accordo parlando di figli hanno deciso di non averne. Poi la moglie di Fdc sente desiderio di maternità e lui le dice che non si sente pronto. Lei si allontana e lo tradisce (ho capito bene?) ma con questa persona le cose non vanno bene e finisce. Fdc nel frattempo medita e giunge alla conclusione di volere un figlio da sua moglie, le parla, ma lei non si decide… Per sommi capi è questa la vicenda?
Fdc che devo dirti? Tu dici che l’hai sposata nella buona e cattiva sorte, il matrimonio è sacro e vuoi fare di tutto per salvarlo… ma c’è di mezzo anche la volontà di un’altra persona. Anche il mio ex come quella di max ha provato a tornare, prima dopo un anno dalla fine e poi dopo altri sei mesi. E dovessi vedere con che convinzione…. praticamente nulla! Che cosa li spinga a far così non lo so, la paura di rimanere col cerino in mano? o il fatto che non sono sicuri al 100% della loro scelta di andarsene? Boooo ma ad un certo punto non c’è più spazio per dubbi o tentennamenti.
Sai Fdc qui stiamo tutti ad “incax” con te perché pensiamo sia giusto chiudere per il tuo bene. Perché ci siamo passati… Poi è evidente che la cosa non l’abbiamo totalmente superata, stiamo ancora qui a parlarne e probabilmente non ci siamo ancora rifatti una vita sentimentale (per me almeno è così per Luna e Max non so ho provato ad indovinare). Il processo di distacco è lungo e doloroso e se continui così non ne uscirai mai…
Scusate se ho detto qlc strafalcione il caldo… la stanchezza… ufff
Ciao Cinica, Ciao Luna, Ciao Maximum
Scusate il ritardo. Vi ho letto da diversi giorni, ma solo oggi riesco a scrivervi.
Cinica, riassumendo è un po’ come dici tu: fidanzamento e matrimonio felice. Comune accordo a non volere figli. Anche se io stesso non li escludevo a priori. Fermo restando che non l’avrei obbligata ad averne qualora il desiderio fosse venuto a me e non a Lei. Invece il desiderio di maternità arriva a Lei, ma io non me la sento. Dopo qualche anno, senza nessun cenno di crisi manifesta e senza che io abbia mai notato im Lei malesseri e malumori, di punto in bianco decide di allontarsi per “pensare”. Io “non medito” ma decido all’istante di fare un passo indietro e mostrarmi pronto alla paternità. Ma Lei accampa le sue motivazioni. Dice che lo faccio per non perderla. Le assicuro che non è così anche se è ovvio che non voglio perderla…la Amo….perchè vorrei perderla, figlio o non figlio ?
Qualcosa non mi torna e scopro quello che sai.
E’ ovvio che non è facile perdonare un tradimento. Max sostiene che ho sbagliato a coprirla, a difenderla, a non dire come stanno le cose. Max immagino tu sappia cosa si prova quando si scopre un tradimento. E’ qualcosa di terribile, di pazzesco. Soprattutto quando chi ti tradisce è la persona a cui hai dato tutta la tua fiducia e a cui credi come ai tuoi genitori. Ti senti morire dentro, schiumi rabbia e la dimostri tutta e tutte le sensazioni negative sono in te in quel momento. Non ci volevo credere. Poi ho dovuto decidere o ripudiarla e sput…narla o perdonarla. Sono momenti terribili. Ma ha prevalso il sentimento. Sapevo che se l’avessi cacciata via non sarei più tornato indietro. Ma l’amavo nonostante quello che avesse fatto e ho pensato che si sarebbe resa conto di aver commesso uno sbaglio. Le ho dato ancora fiducia in un momento in cui non la meritava. Ho sbagliato ? Ho fatto la cosa giusta ? Non lo so. So solo di aver agito con il cuore.
Lo so quello che dici Max, non ci sono scusanti per un tradimento, perché in questo modo calpesti l’altra persona, la inganni.
Anche a me come a te, ha tirato fuori la questione delle attenzioni, della trascuratezza, del mio modo di fare che come giustamente sostieni tu sono stati quelli da sempre e le sono sempre andati bene.
Luna non è poi così difficile voler bene a qualcuno/a e ammettere che è stato str…zo/a. Lo fai con un figlio, con un fratello o una sorella perché non puoi farlo con un compagno/a ?
Tradire una persona non è mai una cosa giusta. E ti rendi conto di fare una cosa del genere. Nell’ipotizzare il fatto che Lei non si sia resa conto di quello che faceva mi riferivo alla caz…ata in genere. A tutto quello che Lei ha pensato non al gesto in sé.
Capisco anche quando mi parli di “amore genitoriale”. Bè no, non è proprio così. Lei non è una bambina. E’ ovvio che è cresciuta insieme a me. E di esperienza ne avevo certamente molta di più di Lei. Si può essere adulti ma non avere esperienza e in questo senso ho certamente mostrato un
…senso di protezione nei suoi confronti.
Non sbagli in questo senso Luna. Per certi versi mi sono sentito “più grande” di Lei, ma solo per una questione di esperienza e di conoscenza di vita. Adesso come dice Max vi sembrerò come quello che si deve “svegliare”. Eppure credetemi di vita “ne ho vissuta” e di cose ne ho viste…tante…tutte.
Un uomo può anche aver fatto la guerra in Vietnam ma sentirsi senza difese di fronte al tradimento di un amico. E’ questa la realtà. Nella vita quando hai certezze e cose in cui credi vai Ko quando queste ti crollano.
Poi Luna, le ultime tue righe: un abbandono è un abbandono, di coppia o non di coppia. Il mio è comunque un abbandono da parte di una persona a cui credevi ciecamente. Che la sentivi parte di te. Come se una parte di te ti abbia lasciato. La parola “abbandono” ha sempre avuto un effetto particolare su di me. Soprattutto nei confronti degli altri. Lei stessa qualche volta mi diceva nei tempi felici “non mi abbandonare” o “non ti scordare di me”……Ma chi ti scorda…ma chi ti abbandona. Questo le dicevo guardando nei suoi occhi che fino a tre anni fa non avevano mai mostrato un minimo alone di non sincerità
Un abbraccio a tutti
CINICA: ciao 😀 so che io scrivo in lungo, ma appunto scrivo anche per me, è chiaro, mentre parlo con FDC e quindi spesso vari stimoli, anche personali, mi aprono riflessioni. Anche perché non è del tutto vero che non ho superato, piuttosto quello che mi è accaduto, che era una cosa complessa per varie contingenze, via via nel tempo mi è stato più chiaro. I miei stati d’animo e come e perché reagii in un certo modo quando, ad un certo punto della mia vita, essendo stata una persona indipendente interiormente sin da quando ero piccola, il fatto che mia suocera entrasse a gamba tesa nella mia vita e desse un altro significato a delle mie (anche nostre) scelte che ovviamente lei non conosceva, capiva, perché il percorso era mio, suo di lui, nostro, personale, mi travolse e mi fece anche incazzare. Con il senno di poi ti posso dire che, per quanto io avessi ragione, e istintivamente reagii come era naturale che reagissi, avrei potuto reagire anche diversamente. Ma non lo dico in senso “rimpianto”, lo dico in senso: oggi so. E ti posso anche dire che il soliloquio paralizzante e autocolpevolizzante tipo quello di FDC, con il quale io cercavo di farmi maggiore chiarezza, e che era figlio anche della destabilizzazione esistenziale ed emotiva che si era creata, non solo non mi aiutò e servì, ma anzi mi tolse lucidità. Dunque io da un lato capisco perché FDC ci sia caduto non con due piedi, ma… con sei, dall’altro il mio invito a smetterla di caderci e di girarci dentro come una mosca in un vaso chiuso è molto sincero, e, dal mio punto di vista, “consenziente”. E’ verissimo ciò che dici, cara Cinica, quando uno torna non convinto lo fa per se stesso, non c’è realmente o comunque non ci dà la sensazione di essere tornato con una reale consapevolezza e il desiderio di fare un percorso costruttivo insieme. FDC, quando lei tornò, ebbe questa sensazione di istinto, chiara e limpida, al di là del fatto che lui avesse desiderato solo il suo ritorno come concetto. Ebbe questa sensazione non solo perché lei non lo rassicurò a sua volta abbastanza (cosa che aveva tutto il diritto di chiedersi e chiedere in maniera paritaria, tanto più per il modo in cui lei se n’era andata e per come aveva gestito il distacco, per nulla “in sicurezza”, cosa che una coppia, a mio avviso, può anche decidere di fare. Lei ballò da sola e in un certo modo…) ma anche perché coglieva in lei qualcosa che stonava. Era estremamente autoreferenziale, non si stava ponendo in ascolto, in parità. Stonava lo spirito, reale, con cui sembrava essere tornata. Infatti la cosa di andarsene di nuovo con le motivazioni che lei diede, intendo mesi fa, è talmente immatura, talmente lontana dalle contingenze reali, talmente sembra la scusa di chi non era affatto convinto e alla prima scusa se n’è andata un’altra volta… Magari non sarà così, ma onestamente è la mia impressione. Comunque di NULLO ascolto dell’emotività dell’altro e di un piano di reale parità, che è già grave,
In questi giorni parlo con una mia amica che ha un figlio di sei mesi. Lei e il compagno affrontano un momento in cui la vita è effettivamente cambiata, in cui c’è bisogno di comprensione ed empatia reciproca e anche di una certa lucidità nel mettersi nei propri panni e al contempo in quello dell’altro. Un momento in cui decidere insieme dove vivere, come vivere, come gestire il tempo e anche come gestire chi da fuori, tra egoismi e voglia di fare del bene, risulta molesto e invadente è ancora più fondamentale rispetto a prima e richiede una valutazione dei pro/contro e una maggiore capacità di ascolto oltre che di autoascolto. Un momento in cui anche ciò che prima non era vissuto come un difetto può sembrarlo o diventarlo. Anche tra due persone che a questa scelta, quella di avere un figlio, sono arrivate ad un certo punto in modo affine. Peraltro lei, che adora suo figlio, ammette che lei non pensava di avere figli e che quando lui le ha chiesto di avere un bambino ha avuto bisogno lei (ed è una donna) di un certo tempo per riflettere e dire di sì. Lui non le ha mai messo le spalle al muro dicendo che era una donna egoista o una donna che mai sarebbe potuta essere una buona madre perché ha avuto, esattamente come FDC, che è un uomo, di fare un suo percorso interiore per scegliere. Va aggiunto che, quando lei ha scelto, consenzientemente, ha pure scoperto che avrebbe avuto difficoltà a restare incinta ed ha affrontato un duro percorso per avere il suo bambino. E non ha mai provato alcuna forma di rancore (che può inconsciamente esistere) del tipo: io questo figlio non lo volevo, l’ho fatto per una tua esigenza. – A me personalmente sembra che sia stata la moglie di FDC, e lo sia tuttora, ad avere affrontato questa questione in modo immaturo e molto autoreferienziale. Il fatto che abbia preso anche la questione di un bisogno di FDC di farsi chiarezza e in seguito la sua disponibilità in modo così aggressivo, e continuando a dirgli, anche di fronte alla sua disponibilità, che lui non sarebbe un buon padre, tirando fuori anche questioni come il primo giorno di scuola, mentre lui sentiva l’esigenza di sentirla emotivamente e affettivamente davvero vicino e presente, mi fanno pensare che lei in realtà stia scaricando parecchi barili sulla schiena di FDC, anche quelli di cui lui non avrebbe assolutamente ragione di farsi carico. Naturalmente sarei molto contenta per FDC se la cosa si risolvesse positivamente e lei tornasse, ma realmente. Io posso dire CINICA, che come una persona torna fa un’enorme differenza. C’è gente che passa la vita ad andare e tornare, ma di fatto non c’è. Poiché io mi chiedo realmente perché vado o torno, e non tornerei per comodo o semplice paura di restare sola o che, a me che una persona torni perché ha paura di perdere l’ultimo treno ma io sono ancora un vagone fermo in stazione non me ne frega nulla. FDC non vuole semplicemente lei, credo, ma vuole amore, non qualcosa che non si sa o non gli somiglia.
FDC, ma per cosa era andata via a riflettere? Per il vostro figlio momentaneamente mancato o per l’uomo che aveva incontrato? E dici che hai scelto di perdonarla, ma lei ti ha chiesto quel perdono? Ha fatto qualcosa per rassicurarti che era il caso di perdonarla e che la vostra storia c’era nonostante il suo sbandamento? O hai fatto tutto da solo? Non ho capito.
CINICA: alcune persone (non dico tu) pensano sia prioritario rifarsi una vita sentimentale. Solo quando te la rifai sei guarito. In realtà c’é chi ‘resta ammalato’ anche perché non si dà il tempo di metabolizzare e anche di ritrovarsi.
Ciao a tutti,
LUNA si è vero è importante come si torna (quando si torna) e come dici tu è una questione d’istinto, di pancia, leggere tra le righe, interpretare attegiamenti, cose non dette, gesti non fatti. Lo si intuisce per istinto, è quello che è capito a me che razionalmente pensavo “potrebbe essere l’ultimo treno” come dici tu, sentimentalmente sentivo che con quella persona avevo ancora un legame molto forte, ma il mio istinto mi diceva a chiare lettere NO. Non ho ascoltato nè il cervello nè il cuore ma la pancia… se così si può dire.
FDC di nuovo ti rispetto per aver scelto di perdonare il tradimento. Su questo argomento che purtroppo ahimè conosco secondo me o è bianco o è nero. Non ci sono mezze misure. O decidi di perdonare e lo fai totalmente proprio come hai fatto tu (e non è facile). O non perdoni. Non esistono mezze misure, non esiste un riscatto o si finisce per rinfacciare e avvelenare la vita di coppia. Ciò non toglie che come dice luna se lei il perdono non te l’ha chiesto…
LUNA la fine di una storia importante ci dà l’oppurtonità di fare un lavoro su noi stessi non indifferente e importantissimo sotto diversi punti di vista. Un lavoro che dobbiamo fare da soli e che dura un tempo variabile a seconda delle persone. Non tutti riescono a cogliere questa occasione. Non so mi vengono in mente parole come autostima, indipendenza, autonomia, rispetto, autogestionene e valorizzazzione del proprio tempo, recupero di rapporti insomma ricentrarsi sulla prorpia vita e ascoltare se stessi. Si raggiunge un nuovo equilibrio. Ciò non toglie che al di là del discorso dell’ultimo treno, tutti noi ci auguriamo di trovare qualcuno da amare e che ci ami. E quando dico troppo riduttivamente “rifarsi una vita sentimentale” intendo ricominciare, tornare a fidarsi, aver voglia di rimettersi in gioco. Ecco io queste cose non le sento, quello che m’è accaduto mi ha resa come dice il mio nick piuttosto cinica cosa che prima non ero. Certo un pò di cinismo ad una certa età è normale e forse anche sano, ma la diffidenza verso gli uomini e verso il rapporto di coppia questo no…
Ciao Luna, Ciao Cinica
Inizio con il post n. 1139 di Luna. Per cosa era andata via a riflettere ? Sinceramente non lo so. Mi disse che aveva bisogno di un po’ giorni per pensare perché “così non poteva più andare avanti”. Ovvio che io, cadendo dalle nuvole, le chiesi sbalordito quali problemi ci fossero. Poi ben sapendo che l’unico reale problema era la questione legata al figlio, non le diedi neanche il tempo di rispondermi. La anticipai dicendole che se il problema era quello ero pronto a risolverlo da subito. Il discorso non andò oltre, perché Lei non mi diede altre motivazioni. Mi arrabbiai per questa sua decisione perché non vedevo il motivo per il quale non potevamo risolvere la cosa tra le quattro mura senza dare dispiaceri ai nostri genitori. D’altra parte Lei stessa mi disse di non allarmare nessuno e che anche a casa sua avrebbe fatto lo stesso. Non mi nominò nessun altro uomo. Quello lo scoprii io poco tempo dopo, perché ovviamente i conti non mi tornavano. Lei non mi ha chiesto nessun perdono. Sono stato io che dopo la “logica” esplosione di rabbia, ho cercato di riordinare il cervello scegliendo di perdonarla. Lei fu molto “equivoca”. Da un lato sembrava aver capito l’errore, dall’altro non mi rassicurava per nulla. Forse non sono riuscito a spiegare bene quanto non riuscivo a credere a questa cosa. Quando hai una immensa fiducia di una persona, quando la ritieni al di sopra delle parti, quando sai che tra le sue prime doti c’è la lealtà chiudi gli occhi e non vuoi vedere, perché anche se volessi vedere non ci riusciresti, perché non ritieni possibile una cosa del genere. Nella vita in qualcosa devi pur credere. Bene, io credo nell’amicizia, nei miei genitori e in Lei. Quindi immagina come posso essermi sentito in quei frangenti.
Hai scritto una grande verità Luna: “FDC non vuole semplicemente lei, credo, ma vuole amore, non qualcosa che non si sa o non gli somiglia”. E’ così Luna.
Cinica lo so è difficile perdonare un tradimento. Ma credi mi se ti dico che per me è stato molto più difficile dover credere al fatto che questo tradimento è realmente successo. Come scrivevo poche righe sopra, quando ti tradisce una persona in cui hai riposto tutta la tua fiducia è qualcosa di veramente terribile…devastante. Cinica, per me questa con mia moglie non è una storia importante ma….è LA STORIA. Io ci avevo puntato tutta la mia vita. Tanti mi dicono che devo riprendermi la mia vita ma….la mia vita era con Lei. Prima di conoscerla non me ne importava nulla del matrimonio…non ci credevo. Vedevo le donne di oggi troppo differenti per poterci passare una vita insieme. Ho fatto fatica all’inizio all’inizio a fidarmi di Lei, proprio perché non mi fidavo delle donne in genere: troppo chiuse, troppo enigmatiche, troppo complesse, troppo aggressive, poco lineari e poco razionali (scusatemi Luna e Cinica). Invece Lei ha cancellato tutto: non era chiusa, non era enigmatica, non era complessa, non era aggressiva. Era lineare, razionale ma soprattutto..
…Semplice, Femminile, Dolce, Intelligente, Onestà. Non potevo non innamorarmi a vita di una donna così.. Non è semplice rimettersi in gioco, non si è più ragazzi. Non si sogna più ad occhi aperti. E nella maggior parte delle donne, perdonatemi Luna e Cinica ma, regna sovrana l’aggressività e la complessità. Probabilmente non è neanche una colpa, perché credo siano schiave dei ritmi infernali e delle problematiche che la società attuale impone. E poi onestamente come si fa a innamorarsi di nuovo quando il tuo cuore, nonostante il dolore, risulta ancora occupato ?
Un abbraccio a Luna e Cinica, due donne che non mi sembra rientrino nella categoria delle donne aggressive e complesse.
Io non penso di essere diventata cinica. Forse sarebbe meglio? Sai, io nella mia vita non son mai stata una che programmava, cioé ho fatto diverse scelte, le ho portate a termine e mi son presa sempre le mie responsabilità. A dieci anni studiavo inglese da sola e se avevo deciso di farlo per un’ora al giorno lo facevo. Quando giocavo a pallavolo, finché ho deciso di smettere, l’ho fatto con serietà. Etc etc. Quando dico ‘non programmi’ intendo dire che mi son posta delle mete mie ma senza sentirmi schiava delle mete. Il mio motore è sempre stato l’entusiasmo. Ciò che mi ha “spento” rispetto a chi ero non è stata la fine di un amore e probabilmente anche se io mi so spenta in cfr a me per molti sarei ancora un esempio di entusiasmo. Nel senso che, poiché quello appunto è il mio motore, mi entusiasmo cmq nel fare ciò che faccio fosse pure cucinare i carciofi oppure non mangio.
per quell’occasione di cui parli, e hai ragione, non avevo bisogno di un abbandono. Io ho sempre saputo il valore dell’autonomia, del tempo per sè. Quando a 18 anni facevo 5 h di treno per andare dal mio fidanzato di allora amavo la mia meta ma anche il tragitto con me stessa. Sarebbe lungo da spiegare, ma ad un certo punto della vita mi son successe tante cose insieme. Ho perso (per morte) persone che amavo, la persona che amavo invece di essere di conforto mi ha gettato addosso ancor più senso di frustrazione emotiva e impotenza, poiché ero più esposta ho assorbito tutto peggio e tutto mi ha fatto più male, rendermi conto di aver subito delle ingiustizie mi ha fatto provare ancora più sgomento e dolore, il sapere di dover andarmene da un luogo per me di benessere da sempre quando più ne avrei avuto bisogno mi ha ulteriormente stesa. Io credo che individuare ciò che per noi è salute, ampiamento o viceversa e pensare come darci ciò che ci fa star bene sia FONDAMENTALE. Io so individuarlo, da sempre. E so cosa siano la gratificazione e compensazione. Calcola poi che non son per nulla viziata. Ma alla mia panza non posso andar contro o mi ammalo. Immagina di avere più dolore. La tua panza sa cosa è sano per te. Immagina di non poter far nulla di ciò che ti fa bene perché gli anni precedenti ti rovinano addosso in quel momento e hai anche problemi di salute etc. In più la tua pancia ti dice che il posto in cui devi andare a vivere è quello che ti fa MALE. Perché stai rielaborando un lutto, reale, e altre cose connesse. Ogni volta che vai sul posto o ci pensi soltanto la tua intelligenza emotiva ti dice ‘ora no. Ti fa male. Tu devi prendere aria’ ma tu non hai alternative. No, lungo da spiegare. Però mi ha steso che la mia intellìgenza emotiva dovesse essere una risorsa resa vana. Ci lavoro su ma credimi che se tornassi indietro riorganizzerei le priorità. In tal senso ok so cose in più su me e la vita. Ma in questo momento anche nel riordino delle prioritá ciò che voglio e so si scontra con un”oggettiva impotenza.
Buongiorno a tutti,
Fdc è davvero molto bello ciò che hai scritto riguardo a tua moglie, l’amore della tua vita. Ma per me, estranea, che conosco la tua storia attraverso le tue parole, è brutto ciò che leggo riguardo alla reazione di lei, al tuo perdono offerto senza richiesta alla sua equivocità. Luna ti ammiro perchè sei rimasta sempre centrata su te stessa anche quando nella tua vita c’era un’altra persona e quando quindi l’io spesso diventa un noi. A me invece l’essere diventati un noi m’ha cambiato e ha cambiato lui e anche il noi si è evoluto nel corso degli anni. Siamo giunti a dei compromessi a volte mi sono adeguata io a volte lui cercando sempre di raggiungere un equilibrio. E a volte mi sono persa un pò del mio io perchè è successo seguendo un percorso non perchè uno dei due (in questo caso io) si è annullato per l’altro. Parlando terra terra prendo per esempio un cambio di lavoro: più stress per uno dei due, maggior impegno, spostamenti più lunghi, fine settimana impegnati e la bilancia del rapporto si riassetta cercando una nuova posizione di equilibrio. E le proprie esigenze vengono meno e non c’è quasi più il tempo di ascoltarsi. Ed io ho fatto un esempio stupido… purtoppo quando uno dei due subisce un lutto (Luna non so… non ti chiedo… ti dico solo che mi dispiace), la bilancia vacilla fortemente. Alcune coppie di amici e conoscenti hanno chiuso o messo a dura prova la loro storia proprio a seguito di un grave lutto subito da uno dei due.
Tutto questo per dire Fdc che anche se il tuo sentimento è rimasto immutato forse tua moglie è cambiata forse il vostro voi non funziona più, sei sicuro di volere a tutti i costi al tuo fianco una persona che non è più sicura di amarti? Forse è anche un atto d’amore lasciarla andare per te stesso e pe lei…
Fdc è molto interessante sentire l’opinione di un uomo capace di forti sentimenti come quello che provi per tua moglie dare un giudizio sul panorama femminile odierno: troppo chiuse, troppo enigmatiche, troppo complesse, troppo aggressive, poco lineari e poco razionali, ma soprattutto complesse e aggressive. E’ vero, non pensavo però che queste fossero caratteristiche non gradite dagli uomini. E che inceve ci fossero persone che apprezzassero ancora la semplicità, la dolcezza, l’intelligenza ed ovviamente la femminilità. Voglio essere onesta io mi sento un pò un mix di tutto quello che hai detto nel bene e nel male però diciamo che il mio cinismo è sceso di un micronesimo.
Buona domenica
FDC, perdonami, ma a leggere pare che tua moglie se ne sia andata perché si era presa di un altro e che non abbia neanche avuto la chiarezza e il rispetto di dirtelo. Tu hai perdonato qualcuno che non te lo ha chiesto e che non ha neppure accolto la tua disponibilità come un dono, ma come un atto dovuto o di poco conto? E ti ha lasciato credere per tre anni che se n’è andata per la questione figlio? Fdc, la coppia è una società sentimentale, suonerà poco romantico, ma secondo me anche lo è, ma comunque realistico. Se abbiamo un problema ho il diritto di saperlo e anche tu, partner. Centrare il problema è un dovere di rispetto che tua moglie non ha avuto e considerato. Mi pare che andarsene ‘salvando la faccia’ per lei fosse molto importante. Prendere tempo mentre guardava come andavano le cose con l’altro. Andarsene di casa è un atto grande. La chiarezza sul perché lo fai? Dire alla persona che è stata in quella società con te perché la stai sciogliendo. Ma veramente. Certo, ci vogliono le palle. E il rispetto. Dire per fare o capire cosa si vuole quella libertà. Lei non lo ha fatto. Ti parlo di me. A 20anni mi sono innamorata di un’altra persona. Poiché ci son stata insieme quasi 20anni mi pare evidente che non fu una sbandata. Son andata io a dire perché me ne stavo andando e ho messo in chiaro i miei sentimenti e stati d’animo. Stavo malissimo ma così era. Mi son scusata e non era retorica. Aver dato un dolore a una persona a cui sempre ho voluto bene (e neanche questa è retorica, è realtà, reciproca) è una delle cose che sempre guardo con responsabilità e dispiacere. Lascia perdere l’età perchè era una storia da adulti. Anche se per affrontare una crisi precedente dovuta a sua madre l’età ci ha privato sicuramente di alcuni mezzi. Mi disse ti perdono e io gli dissi onestamente che capivo il valore di quel perdono, ma che in ogni caso la nostra storia era finita e che non gli stavo chiedendo di riconquistarmi. Cosa che tentò di fare ma io cercai di fargli capire come e perché mi sentivo realmente. Parlammo tantissimo, nel frattempo poiché per me la questione non era salvare la faccia i miei erano inc neri
non cercai sconti dando a chi volevo bene la responsabilità di una mia scelta. Uno dei miei problemi era che, e non per sembrare migliore, nè per mero senso di colpa, mi interessava davvero come stava una persona che ho amato e a cui volevo bene. Che nei miei confronti, prima, aveva certamente anche sbagliato, ma che non ho mai considerato una cattiva persona. Il mio problema era che non volevo pensasse che non c’erano stati amore e verità nella nostra storia (io avevo provato cosa vuol dire lasciarsi in questo modo, a mia volta) ma non volevo che non ricominciasse a rielaborare e vivere pensando in un mio possibile ritorno. Non ero quella che si tiene una porta aperta. Le persone non sono porte. Durante la mia lunga crisi della storia seguente mi è capitato di andarmene di casa. Ho sempre detto chiaramente perché, ho detto quali erano i problemi secondo me e i miei stati d’animo. Ho vissuto anni da separata in casa, praticamente, anche se è più complicato di così. In quei lunghi anni, e mai per ripicca, mi è capitato di vivere degli incontri affettivi. Son sempre stata io a dire che esistevano. Non son mai state cose a comodo in cui il mio problema era planare sul morbido o valutare le garanzie. Il mio è un reale caso, ma tragicamente reale, di chi è trascurato, inascoltato, di chi vorrebbe investire in un rapporto e non può. Ma REALE. Il mio è il reale caso di una persona abituata a bastarsi nelle difficoltà che non ha mai ragionato in termini di ripicca nè è mai rimasta o tornata per questione di treni. A me dispiace sentitamente e onestamente di aver coinvolto emotivamente altre persone nelle mie ‘disgrazie’. Anch’io son stata vicina a quelle persone. Mi è stato detto da lui che io c’ero sempre, comunque, perché mi andava storta fuori. Non è ciò che mi è successo. Nè che io facessi le prove e tornassi indietro. La cosa che vedevano gli altri era la mia sofferenza e la mia caparbietà in combattere per il mio amore restando sola. Per quanto mi venisse detto che c’era un”altra vita se anch’io l’avessi voluto. E non erano bugie. Ma le persone non sono porte.
Io vivo nella realtà, dove le persone possono anche avere smarrimenti e sbagliare. Ma di che tipo siano quegli smarrimenti e come vi si rapportano e come si pongono rispetto ai loro sbagli per me fa molta differenza. A me non colpisce il fatto che tu abbia considerato e deciso di perdonare un tradimento, bensì come lei si è rapportata con il tradimento, con se stessa, con la vostra storia e con te. Non so come mai tu abbia incontrato solo donne con le caratteristiche che descrivi , prima di lei. Forse anche tu eri in una fase diversa quando l’hai incontrata, forse amarla ti ha anche reso meno attento ai suoi difetti e più disponibile nei suoi confronti e mentre ti amava ti ha mostrato il meglio di sè. Ma quando ha messo in dubbio l’amore dov’è finito il voler bene? Che non è un cordone ombelicale nè una porta che tengo aperta. E’ un’altra cosa. Quando dico che voglio bene alle persone che ho amato o viceversa la mia non è retorica, mi ripeto. Parlo di atteggiamenti concreti anche se le strade si dividono e l’individualità viene recuperata. Tua moglie come e quanto ti ha tutelato con sincera partecipazione emotiva nei tuoi confronti quando ha deciso di andarsene, sapendo i suoi perché, e in questi 3 anni?
fdc, io per molto tempo mi son fatta le domande che tu ti fai, e che son figlie anche dello shock dell’abbandono e dell’idealizzazione e di come internamente ci si pone nei confronti del concetto ‘chi amo non può ferirmi sul serio’ etc. Per molto tempo ho avuto bisogno di capire come funziona quando una persona, molto vicina, con le sue modalità, ti fa male e non bene e perché bisogna spostarsi. Mi son chiesta anche perché io non riuscivo a gestire diversamente e a spostarmi. Mi son chiesta sia in modo distruttivo che costruttivo quale fosse la mia parte. Conosco i loop, perché li ho avuti e talvolta anche li ho. Ma, per quanto riguarda me, almeno, posso dirti che le migliori intuizioni e anche le domande giuste rispetto quelle sbagliate riescono a emergere fuori dai loop. Allora puoi anche capire ciò che ti era sfuggito, anche di te stesso. E magari è proprio ciò che non avevi considerato e in una luce diversa.