Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011
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E lui l’ha perdonata. E non è poco. Quanti l’avrebbero fatto. Per molti la storia sarebbe finita lì. In tutta questa storia l’elemento più grave è il tradimento. Sono donna e capisco cosa voglia dire desiderare un figlio. Ma mi metto nei panni di chi è tradito. Il figlio si poteva ancora, ma tradire vuol dire passare proprio sull’altra persona, mancare di rispetto e quant’altro.
Immaginatevi come possa essersi sentito lui dopo aver saputo del suo tradimento. Lui scrive che gli è crollato iol mondo addosso, io credo sia morto dentro se è vero come scrive che considerava la moglie come una persona quasi perfetta.
Non capisco molto di psicologia ma queste coise uccidono dentro. Per carità mi metto nei panni della moglie, forse si è sentita rifiutata come madre, ma dagli scritti di fdc non si evince questo, si capisce solo una sua esagerata, non te la prendere a male fdc, paura di fare un figlio. Magari un tantinello di egoismo eh fdc. ma niente di più. Ha esaltato la moglie come donna perchè avrebbe dovuto rifiutarla come madre ?
Forse tua mogliue ha perso l’amore fdc ma a questo punto mi chiedo perchè. Se ti amava così tanto come ha potuto perdere questo amore che tu stesso riconosci ? Perchè tu non perdi l’amore nonostante il tradimento ? Scusami fdc ma a volte mi viene da domandarti come ti comportavi a casa cosa facevi. Ho letto che hai scritto che forse dovevi essere più collaborativo in casa,m che forse dovesi essere un po’ più attento alle piccole cose, che forse ti sei un po’ adagiato diciamo. Ma da donna ti dico che non sono queste le cose importanti della vita. Anche perchè ora chi crede di trovare un uomo che le fa tutto dentro casa ? Mah.
Fdc io ti auguro che tu possa ritrovarla. Perchè comunque leggendoti mi pare davvero che lei sia davvero un’ottima persona. Forse si è un po’ persa, forse è confusa, non so. Anche io come te non credo alle persone che cambiano in questo modo. Qualcosa è successo nella sua testa. Io non so come aiutarti, forse parlandoti della mia storia. Chiara e Luna le vedo molto ben disposte ad aiutarti, difficilmente si trovano persone così. Ho letto decine di lettere in questa settimana. Stanno davvero prendendo a cuore il tuo caso. Mi complimento con loro siete davvero ragazze speciali. Molto difficile trovare persone così. E lo noto anche nelle vostre discussioni, perchè si vede che credete in quello che fate.
Un in bocca al lupo, entrerò spesso qui a leggervi
Ciao a tutti
Chiara, brevemente: ti leggo, il problema è che non ho mai detto che per intervenire in un forum ‘bisogna essere specializzati’ nè ho mai detto che non sei ‘abbastanza specializzata’, nè che devi avere il mio permesso per incazzarti. Dunque non stai controbattendo, usando tante energie, a qualcosa che io penso o ho detto. FDC: ovviamente non ho idea, come dice maximum, se lei ti prende per i fondelli. Vero è, a quanto pare, almeno, che il rapporto sia totalmente sbilanciato, e che, a quanto pare, da anni, lei non fa nulla per coltivarlo e farlo esistere. E per fare star bene anche te con lei. E’ vero, in generale, che chi lascia scarica responsabilità. FDC, capisco che reagire alle provocazioni, per come sei fatto, ti faccia star male, ma se una persona ti aggredisce dovresti subire sempre e anzi chiedere scusa tu? Dire ‘no grazie’ ad un atteggiamento aggressivo, anche semplicemente ‘non ci sto’, ‘non ci sto, parliamone quando sarai più calma’ ti sembra così sbagliato? Una prova di disamore? Una tua aggressione o mancanza di sensibilità?
dopo tre anni, poi? Non mi stupisce che quando hai reagito, ponendole dei ‘limiti’ all’atteggiamento aggressivo etc, lei si sia data una, almeno momentanea, regolata, comunque. Non fosse altro perché le hai detto ‘non ci sto a farmi aggredire così, che io abbia torto o ragione’. Nè mi stupisce che quando sei stato piantato in quel modo dopo tanti anni tu abbia cercato di ricomporre. Anche perché se tu non lo avessi fatto, per come l’ha messa giù, ti sarebbe parso, credo (a parte la tua paura di perderla e il tuo ‘inseguirla’ perché TU non accettavi il distacco) non di rispettare un distacco ma di confermarle ‘non mi importa tanto’. Ma sono tre anni ora. Non due mesi. Ti confesso (forse anche a riprova di quanto non batti sul tradimento) che non avevo capito che sapessi con certezza di un tradimento. Fdc, onestamente a me pare che tu abbia dimostrato parecchio per 3 anni di fila. Forse è davvero il momento di smetterla di inseguire una donna che, anche mesi fa, ha saputo benissimo dove venire a cercarti e anche, cheché ne dica, che ti avrebbe trovato. Al punto che dopo 3 anni in cui lei ti critica e ti dice di no si è pure incaz perché non hai fatto come voleva lei. Gli elementi per sapere che per anni ci sei stato anche senza una sola vera sua conferma e parola d’amore, se vuole, li ha. Quel che le manca forse è piuttosto riflettere su ciò che davvero vuole, ma anche su ciò che lei davvero dà e come si pone
Ciao MARCELLA ti ho letta con piacere, per quanto ovviamente mi dispiace che si parli del malessere di FDC :/
Anch’io da donna non capisco sua moglie, nel senso che di per sé, come scrissi, posso essere anche ferita dal fatto che mio marito non capisca il mio desiderio di maternità o anche da quelle che posso considerare le scarse attenzioni di mio marito, ma se mio marito mi dice che vuole avere un figlio e se mi riempie di evidenti attenzioni, se lo amo ancora, il mio dramma dovrebbe sciogliersi. (Fermo restando, e lo ribadisco, che non mi sento di accusare però chi non ha un desiderio di maternità o paternità, nel senso che una persona può avere il suo sacrosanto diritto di non desiderare di avere figli, o le sue sacrosante resistenze che vanno al di là della semplice pigrizia o dell’egoismo di dover rinunciare ad una vacanza… io credo che possano essere molte le ragioni per cui una persona possa non sentirsi pronta in un determinato momento ad avere un figlio, uomo o donna che sia, e che non siano solo ragioni di disamore o scarsa considerazione per il partner e la storia). Io purtroppo sono costretta a credere però anche al fatto che le persone cambiano, perché è ciò che è successo a me, cioè io ho visto una persona cambiare e, sino a prova contraria, in modo irreversibile.
Diciamo allora forse che le persone sono fatte di molte parti, e che magari certe cose in un determinato momento della vita possono emergere in modo più preponderante o anche confuso rispetto ad altre.
In molte cose la persona con cui ero dieci anni prima che diventasse come la moglie di FDC è ancora la stessa, parlo di cose positive, in altre ha tirato fuori delle cose che stavano sotto, che di per sè non erano negative e lesive nei miei confronti, erano sue paure, suoi atteggiamenti nei confronti della vita. Forse non riesco a spiegarmi, ma è così. Altre cose sono state una reazione, unite a quelle caratteristiche caratteriali, nel momento in cui dei ragionamenti, emotivi e psicologici, se vogliamo, hanno preso una certa direzione. Così ho visto una persona che pure sicuramente era stata ed anche era, per molti versi, molto legata a me, fare un suo percorso, partire per la sua tangente. Diciamo che le persone non cambiano, Marcella, e capisco cosa vuoi dire, tuttavia FDC pur rimanendo anche se stesso nn ha forse avuto una sorta di @sviluppo@ e conversione riguardo la questione della paternità? Poiché il cambiamento è stato in apertura notiamo il cambiamento come possibile e positivo, però a questo punto, nelle svariate strade e sottostrade che possono prendere i cambiamenti allora il cambiamento esiste, e può prendere anche altre direzioni. Così la moglie di FDC può vedere una sua logica nel fatto di comportarsi in un certo modo, per quanto a lui e a noi possa sembrare illogico. Che sia anche perché incontrare un’altra persona, che sia stato un incontro positivo o negativo, comunque le ha creato delle sue riflessioni e considerazioni che costituiscono una mappa,
nel cercare di addentrarsi nella quale però FDC usa ancora la bussola di ieri per cercare di capire, gli elementi di ieri. E gli mancano però anche degli elementi di oggi, biografici, che riguardano la persona che conosceva. Forse non riesco a spiegarmi, ma questi tre anni sono passati davvero, in ogni caso. Sono passati per FDC, che ha scoperto di poter essere padre (e non da oggi), che ha provato cosa sia l’abbandono e molti scassoni interiori, e che ha vissuto anche cose molto pesanti emotivamente nella sua personale interiorità perdendo suo padre. Cosa sia successo davvero nella vita di sua moglie lo sa? No, perché comunque le loro vite, in una certo percentuale, sono state comunque divise, e perché non si sono più scambiati una grande percentuale di pensieri, io credo. E questo non lo ha voluto FDC, ma è successo. E tanto più per questo penso che se FDC e sua moglie hanno qualche possibilità di incontrarsi oggi sarebbe appunto coloro che sono oggi che si incontrerebbero, magari anche scoprendosi abbastanza simili a ieri da poter ricominciare insieme, o comunque nuovamente compatibili anche se ci sono state delle puntate in mezzo. Va detto però che se questo incontro non avviene, non ha neanche una possibilità di verificarsi, non mi pare che dipenda da FDC. Che pure, mesi fa, quando lei è tornata, per quanto lui abbia un’immagine molto forte di lei, di lei come la conosce lui, e per quanto abbia dovuto sia tormentarsi con il passato, sia lo abbia tenuto come punto di riferimento nel senso più positivo che poteva, mi pare che FDC le abbia proposto un sincero incontro nel presente. Parliamo, parliamo di chi siamo ora, sapendo quanto ci vogliamo bene e cosa comunque ci lega, incontriamoci oggi e io sarò felice di essere padre. E’ lui che non lo ha voluto? Non mi pare. E lei gli ha permesso sul serio di dialogare per conoscersi e riconoscersi? No. E questo mi sembra un dato abbastanza di fatto.
A me, Marcella, pare che lui le abbia detto anche in cirillico, e già all’epoca, quando lei se ne andò di casa, che lui era disposto a fare quel percorso di cambiamento. E mi sembra veramente non irrilevante che comunque lei lo sapesse che lui non voleva figli. Proprio per il fatto che lei lo sapeva già era molto più ovvio che FDC avrebbe avuto delle resistenze che il contrario, rispetto, per dire, un uomo che semplicemente non ha mai affrontato l’argomento o che ha sempre fantasticato con te, donna, di quando avrete dei figli. Quello di FDC non è stato un “tradimento”, come potrei interpretare il comportamento di un uomo che mi ha… promesso una maternità e poi tergiversa, accampando scuse banali, o che di colpo mi dice “sai, io figli non ne voglio, tu regolati di conseguenza”.
Chi è oggi la moglie di FDC? Anche in certe cose banali lui potrebbe non saperlo. Io credo che a lui farebbe bene provare a considerare di guardare questa donna nel presente, conoscerla per come è ora. Perché se anche una lei vive nei suoi ricordi il tempo è passato.
Ciao Luna, Maximum, Marcella, Chiara e tutti
Incredibile abbiamo sforato i 1000 post !!!! Spero di essere abbastanza sintetico da poter rispondere un po’ a tutti.
Intanto a Maximum voglio dire di stare tranquillo perché non mi offendo. Anzi capisco benissimo ciò che dici. Però ti assicuro Maximum che mi sono inca….zato, e anche di brutto, te lo posso garantire.
E pure pesantemente. Solo che lì ho dovuto decidere: o mandarla via di casa e sputtanarla di fronte a tutti o perdonarla. Non è che sono senza palle. E’ semplicemente che ha prevalso il sentimento. E se leggi i miei post n. 995 e 996 capirai che più volte mi sono inc…zato pesantemente. Sai quante volte ho parlato a miei amici così come tu parli a me ? Caro Maximum, mai avrei pensato di poter passare sopra ad un tradimento. Però, come ti scrissi l’altra volta, il problema nasce quando ti ci trovi nelle cose, quando ci sei dentro. Lo so che sono troppo buono, d’altra parte ci nasci così. Quando “sbotto”, e ti assicuro che sono veramente inc….zato quando lo faccio, poi ci sto male. Purtroppo o per fortuna non è nella mia natura fare del male alle persone e in particolare a chi vuoi bene davvero. Credi che anch’io non abbia il dubbio della relazione così come mi hai detto tu ? Io amo una persona Max ma mica sono deficiente.
Il problema di tutto sta nel fatto che non riesco a credere che possa essere accaduto tutto questo. Perché mi dirai tu ? Lo so è difficile da capire ma quando conosci per tanti anni una persona che ti dimostra che su di Lei puoi mettere non la mano ma tutto il corpo sul fuoco con la certezza che non ti bruceresti è quasi impossibile pensare di credere che la stessa persona possa farti una cosa del genere. Ti assicuro che non solo io ma tutti quelli che ci conoscono sono allibiti da tutto ciò.
Per quanto riguarda Luna e Chiara e le loro dispute, dai, stanno facendo di tutto per aiutarmi. Luna soprattutto da tantissimo tempo.
A Marcella cosa dire. Ti ringrazio per gli attestati di stima. Per il resto sono totalmente d’accordo con te. E su di me hai letteralmente azzeccato ogni cosa. Anche gli appunti che mi hai fatto. Anzi posso dirti che forse i miei veri errori sono stati quelli.
Luna a te cosa posso dirti. Mi trovo d’accordo in larga parte anche con te. Da un bel po’ di tempo non la sto più cercando se non per chiedere notizie di sua madre. Quello che ancora mi domando è perché sia tornata dopo due anni con l’intenzione, almeno sembrava di ricominciare. Qui sono due le cose: o c’è comunque un legame molto forte o come dice maximum mi sta prendendo per i fondelli. Ma se mi sta prendendo per i fondelli qui vuol dire che siamo di fronte a una persona cattiva di animo, e non posso credere davvero che Lei sia così. Purtroppo il mio problema, oltre il sentimento vero che provo per Lei, c’è il fatto molto importante, che sottolineavo anche a maximum, per cui questa donna ha avuto un comportamento perfetto nel corso di tanti anni. Di fronte a tutti, tanto che tutti…..
…come scritto prima sono esterrefatti di fronte a quanto accadutomi. Guardate ragazzi che una situazione del genere ti chiude un po’ le porte con il mondo. Perchè dopo un’esperienza così mi spiegate perchè mi dovrei ancora fidare di qualcuno, in particolare di una donna con cui abbia una relazione.
Ragazzi, forse potrò sembrarvi un ingenuo ma nella vita ne ho viste di cose. E non solo nel campo relazionale uomo/donna ma in molteplici situazioni della vita. Quindi perchè dovrei meravigliarmi di una cosa simile ?
Proprio perchè mi fidavo di Lei. Spesso guardando i suoi occhi, quando eravamo insieme, pensavo a come sarebbe stato possibile poter far del male ad una persona come Lei. Occhi che non tradiscono. Ecco quello che vedevo. Onestà di fondo, bontà, correttezza.
Ti capisco Luna quando mi dici che mi senti vicino in quanto pensi di aver vissuto una cosa simile alla mia. Anche se sono parzialmente d’accordo con te sul fatto dei cambiamenti. Anche quando ti riferisci a me sul discorso della paternità. Fondamentalmente mica sono cambiato. Io sono sempre lo stesso. Alla fine le paure non è che siamo sparite di colpo. Ho solo la consapevolezza che si possano superare. Anche se non lo desideravo sono sempre stato possibilista dentro di me con l’idea di avere un figlio. Mi ci vedevo con un bambino sulle spalle. Quindi non mi sento cambiato in questo senso.
E se andiamo a guardare anche quando prima ho detto che ormai non mi fidere più di nessuno, in particolare di una donna con cui allacciare una relazione, alla fine non è che sono cambiato. Perchè prima di mia moglie non mi fidavo nemmeno della mia ombra. Tranne i miei Veri Amici e i Geniìtori ovviamente che in tutti questi anni non mi hanno mai tradito. Anzi ultimamente mi hanno dimostrato ancora una volta tutti insieme cosa voglia dire l’Amicizia Vera
Un saluto a tutti con grande affetto
Ciao a tutti, ho avuto alcune difficoltà a collegarmi, tra malattie di mia figlia con conseguente contagio anche per me e poi ho attraversato una settimana tosta di “interrogativi” sulla mia vita. Sempre guardando al passato, a come i pezzi e le responsabilità si sono incastrate giorno dopo giorno. Avevo il quadro completo della situazione già da molti anni, ma non volevo prenderne atto, non volevo accettare che fosse stato tutto vano. Come Fuori dal Coro io ho scavato alla ricerca delle mie colpe inventandomele pure! Credo che Luna mi capisca profondamente e lei, come me, non ha emesso la sentenza chiudendo la sua relazione avvalendosi dell’insindacabile libertà di scelta personale. No, noi abbiamo analizzato giorno per giorno per capire cosa stesse succedendo e nel mio caso devo solo accettare il fatto che era una strada a sbocco obbligato. O muori dentro o te ne vai. Posso anche capire la moglie di Fuori dal Coro per la crisi esistenziale che ha attraversato. Ci sono momenti in cui tutto viene stravolto a causa di un singolo evento, che secondo me è stato l’intervento per la tiroide. Capisco che le idee possano confondersi e tremano le fondamenta della tua vita, tutto sembra insensato e sei sul punto di rinnegare ogni cosa nella quale credevi fermamente. E’ qui che ci si deve fermare e chiedere aiuto per mettere ordine. Non condivido, nella moglie di Fuori dal Coro, la mancata comunicazione del suo disagio. Certo non conosco la vita quotidiana di quella coppia, ma posso dire che se il mio compagno avesse comunicato con me davvero la nostra famiglia sarebbe ancora unita. Ma purtroppo la sua disponibilità nei miei confronti era inquinata da preconcetti suoi personali nati durante l’infanzia e radicati da troppo tempo. Io questo lo sapevo, per questo ho cercato in tutti i modi di aiutarlo a sciogliere i nodi, ma non c’è stato verso! Non puoi costringere una persona a risolvere un problema se quella neppure riconosce di averlo il problema. Sapete cosa mi ha detto mia figlia qualche giorno fa? A distanza di 7 mesi dalla separazione mi ha detto “mamma ho capito perché tu e papà non potete stare assieme, tu vuoi amore…lui vuole soldi.” Con questa frase ha definito perfettamente la mia vita con il mio ex. Ma io non stavo zitta, cari miei, io parlavo con il cuore in mano…mi arrabbiavo anche, ma dovevo calmarmi presto perché volavano piatti. Questa casa l’ho fatta per voi, mi ha detto. Certo, ma ti è costata la tua famiglia… e poi non è vero che l’ha fatta per noi, tutto il paese SA che l’ha fatta perché tutti si domandassero “chi abita in quella mega villa?”. Lui con le parole “Casa mia” sempre in bocca. Pensando a Fuori dal Coro e sua moglie mi chiedo solo perché lei non abbia messo suo marito di fronte al malessere che stava provando. È difficile pensare che una persona che ama e SA di essere riamata non si affidi all’amore per risolvere un problema angosciante. Aveva paura di parlarne perché lui lo considerava un argomento tabù? ….
……….Ma Fuori dal Coro tu aggredivi verbalmente tua moglie se toccava l’argomento figlio? Mi pare di no. Non mi pare che tu le abbia detto cose del tipo “cosa vuoi un figlio? Ma sei stupida?io non lo voglio” oppure “pensi di meritare che faccia un figlio con te? Cosa hai portato nella mia vita? e adesso vuoi anche un figlio!” Non credo proprio che tu abbia agito così. Come non credo che tu abbia agito in maniera contrastante e confusionaria in modo da farla andare in tilt e perdere la cognizione di cosa volesse lei. Ad esempio, non credo che tu, con dolcezza, parlassi con lei dei possibili nomi per un maschietto e di quelli per una femminuccia, andando mano nella mano con lei nell’argomento figlio, per poi togliere bruscamente la mano accusandola di essere impazzita perché tu un figlio non lo volevi. Questo ti rovina il cervello, te lo manda proprio in corto! Io ho vissuto così! Per alcuni giorni tutto il suo appoggio, poi improvvisamente: via la terra da sotto i piedi, quando ti trovi con l’acqua alla gola impari a nuotare da sola… Capisci cosa voglio dire?? Capisci? Tieni presente che questo atteggiamento è iniziato in modo subdolo, per diventare sempre più incalzante con gli anni. Lui aveva problemi relazionali, lui ha enormi difficoltà a mettere le carte in tavola TUTTE anche quelle scomode. . a tal punto che ha fatto in modo che io credessi che le carte inutili fossero le mie. All’inizio inconsciamente, poi con il tempo in maniera lucida e calcolata…tanto da apparire talmente sicuro delle accuse che ha mosso nei miei confronti (false!!) che penso abbia finito per crederci davvero. Ad esempio mi ha accusata di essermi “preparata.” a lasciarlo mettendomi via i soldi….io ho le contabili della banca che DIMOSTRANO dove sono andati i miei soldi e sono finiti nelle sue tasche, nel suo stomaco e nelle sue vacanze. Persino la liquidazione anticipata del TFR mi ha fatto usare per lui. Lui che andava in crisi se non aveva i liquidi. Va bene va bene, lasciamo perdere….sono dissertazioni su questioni personali che ribadisco dentro di me per ricordare a me stessa che lasciarlo è stata la scelta migliore, non il male minore….ma il bene.
Fuori dal Coro, alcune domande restano senza risposta…forse perché sono domande sbagliate.
Sono grata alla vita per avermi condotta fin qui, ho visto chiudersi molte porte dietro di me e ho deviato il corso della mia vita in nome dell’amore … ora sono più povera, ma più consapevole. Ho una figlia, per la quale sono grata immensamente e so che lei è la mia parte migliore. Tutto si sistema quando assecondiamo i cambiamenti necessari invece che contrastarli.
A presto.
ciao aleba, un bacio a te e alla piccola. Son d’accordo con te, con la tua chiusa e con la questione ‘domande sbagliate’. Caro Fdc, ciao. Ho fatto oltre sette anni tipo i tuoi, quindi capisco tante delle cose che dici e pensi. Capisco perché ci stai dentro. Però mi sento anche di dirti che se la cosa non si risolve sul serio nella tua speranza ‘univoca’ di quale sia la sola, naturale risoluzione che potrebbe farti ‘guarire’ da questo male che senti gli anni diventeranno 4, 5, 6, 10, e starai SEMPRE PEGGIO. So che suonerò retorica, e non voglio mancare di rispetto alle persone dicendo questo, bensì il contrario. Se ti crolla la casa c’è un tempo per dirsi ‘non doveva succedere, la mia casa non doveva crollare’ ed è naturale. Poi subentra ‘la mia casa è crollata. Non è piú. La mia vita è cambiata. Che posso fare, preso atto, purtroppo, di ciò?’. E no, mi spiace, non dirmi che avresti accettato qualcosa di esogeno e ineluttabile, e che è diverso se è endogeno e inspiegabile. E’ evidente che per te che lei se ne sia andata due anni fa è stato un terremoto emotivo. E di quale portata lei se ne è resa conto? Lei che è tornata 2 mesi fa, venendo e andando con tale autoreferenzialità? Secondo me anche ‘mi ama o mi prende per i fondelli?’ è una domanda sbagliata. E anche ‘e se stesse male?’. Le persone non agiscono con effetti molesti solo avendo un piano ‘diabolico’. Lo fanno anche perché in quel momento fanno ciò che gli viene da fare, e non vedono te. O non come tu vorresti essere visto, cioè come tu, nella tua scala di affetti etc continui a vedere lei. E che stia male non vuol dire per forza
che stia male per te, per voi, che stia male ma che tolto un preciso strato di malessere sotto ci troveresti la donna che ti manca e che vuole stare con te. Potrebbe anche scoprire che vuole andare in america latina a ballare il tango col postino. E che sta male per il postino, non per voi due. Lo dico, fdc, perché non vorrei continuassi a distruggerti pensando di sapere cosa c’è sotto la nebbia. Per forza lei. Per forza voi. Può darsi. Ma resta che è ciò che TU vorresti ci fosse. I tuoi amici sono esterefatti? Se continuano a dirtelo spero che smettano. Perché non ti fa bene, sai? Io penso che sempre sarò esterefatta, sempre, come concetto che mio ‘zio’ con cui mangiavo pastasciutta da quando ero piccina tre anni fa abbia piantato mia ‘zia’ da sera a mattina, dando pure la colpa a lei quando è scappato senza dare reali scuse e spiegazioni. A parte andare dai parenti, che gli dicevano che diamine stava facendo, che quello che stava male era lui. La vittima era lui. E quando lei chiamava si beccava insulti. E, per inciso, è scappato con un’altra. A cui affittava una stanza nell’hotel vicino quando andava in ferie con la famiglia. Pensi che questo lo si è saputo da lui? No. Lui aveva una crisi esistenziale. Lui Nessuno di noi che lo abbiamo conosciuto diciamo mai alla ‘zia’ che siamo esterefatti. Chiunque, dai, ma non lui. Etc etc. E’ evidente che è stato uno shock. Ma non l’ho mai detto a lei. Lo sa. Ciò che conta è che ha investito le sue energie per prenderne atto. E vivere. Io non so cosa ha tua moglie e auguro a entrambi di star bene, in ogni caso. Ma lei nei tuoi cfr è GIA’ cambiata. Da anni. Che pure la gente sia esterefatta. E anche se ti fa tanto male.
Ciao Aleba, Ciao Luna
Ben trovata Aleba, spero stiate meglio di salute tu e tua figlia. Giornate molto tristi queste per me. A volte ti senti come sotto un treno. Immagino quindi come puoi stare tu.
Ho sempre cercato di immedesimarmi nella tua storia per capire se mia moglie, come te, si sia trovata in una strada “a sbocco obbligato, o muori dentro o te ne vai”.
La tua analisi riguardo l’intervento alla tiroide mi trova sostanzialmente d’accordo. La frase di tua figlia mi fa ancora di più pensare a quanta differenza ci sia tra me e il tuo ex compagno.
Non ho mai pensato ai soldi a discapito dell’Amore e in casa mia non sono mai volati piatti.
Mi chiedi se aggredivo verbalmente mia moglie se toccava l’argomento figlio. No Aleba non lo facevo. Quelle frasi che hai portato ad esempio io non le ho mai usate, né ho mai agito in maniera contrastante e confusionaria come hai descritto tu.
Le mie frasi peggiori sono state: “Ma sempre con questo figlio ?”, “Un figlio è un impegno continuo che non mi sento di affrontare”, “Un figlio ci cambia la vita”. A volte gli amici in nostra presenza affrontavano l’argomento. Ed io cercavo di spiegare le mie ragioni, le mie difficoltà che spesso loro non condividevano. Evidenziavo la paura di mettere al mondo un figlio in una società che non riconoscevo come sana, e la paura di rompere il nostro equilibrio di coppia.
Io penso che sì Aleba, che forse mia moglie abbia percepito che questo fosse un argomento tabù. Alla fine facevo di tutto per distoglierla da questo pensiero. Ad esempio ogni volta che l’argomento figlio veniva tirato in ballo, subito dopo le proponevo un viaggio o week end in posti che desiderava visitare o quant’altro che sapevo a Lei piacesse. Purtroppo vedevo con un occhio solo, un occhio che vedeva solo la parte negativa legata alla gestione di un figlio. Non riuscivo a vedere la parte positiva, quella che ormai da quasi tre anni vedo distintamente.
In tutto questo c’è stata una frase, una frase infelice che penso abbia influito in maniera notevole sul cervello di mia moglie, sicuramente la frase peggiore che posso aver detto: “Se io non voglio un figlio e tu sì, penso sia normale che uno dei due soffrirà per questo”. Ecco, credo di stare pagando a caro prezzo questa frase. Venti parole pronunciate una sola volta, in un momento in cui ero in crisi con me stesso per non riuscire a trovare una soluzione giusta per entrambi. Un giorno in cui ho messo in funzione la bocca prima di azionare il cervello. Io per natura sempre riflessivo, che contavo fino a dieci prima di parlare, guarda cosa combino. Penso che questa frase sia stata un qualcosa di terribile per Lei, per la sua mente, per il suo cuore. Avrà pensato che solo un uomo cattivo e insensibile possa pensare qualcosa del genere. Lei che si era sempre prodigata per me, Lei che mi amava, che mi accontentava in tutto avrà sicuramente pensato: “ma come ? io lo amo e lui mi dice questo ?”
Mi taglierei la lingua ripensandoci. Si dice che….
“ferisce più la lingua che la spada”. So solo che non volevo ferirla. Non mi sono reso conto di ciò che stavo dicendo. E’ una mia caratteristica non offendere mai nessuno e se mi trovo nel mezzo di una discussione cerco di stare sempre attento a ciò che dico. Comunque uso sempre le parole “scusa” e “senza offesa”. Quel giorno no, non mi resi conto della gravità del gesto.
Capite voi tutti che mi avete letto, da cosa nasce questa storia assurda ? Da paure incontrollate che generano fraintendimenti anche con se stessi.
Chiara lo so che, se mi stai leggendo, dirai che sono ripetitivo ma non posso non ribadire che non ho mai odiato i bambini e che anzi ho sempre avuto con loro un rapporto meraviglioso. E questo lo dichiarava anche mia moglie che non si capacitava come mai un uomo come me provasse questa “ostilità” al pensiero di diventare padre.
Io so solo che, paradossalmente, da quando mia moglie aveva iniziato a chiedermi un figlio, mi chiudevo in me stesso per pensare. Per pensare di superare questi ostacoli che mi impedivano di diventare genitore. E ci stavo male quando poi le paure, che tutti voi conoscete, prendevano il sopravvento su quella che doveva essere la decisione più naturale del mondo.
Riuscite a capirmi perché dopo quasi tre anni vivo nel tormento ? Maximum mi ha scritto quello che io stesso avrei scritto ad un mio amico che si trovasse nelle mie condizioni.
Io sono deluso, è ovvio, dal comportamento di mia moglie in questi tre anni, ma non posso non mettere sul piatto della bilancia quanto ho scritto poco sopra.
Probabilmente Lei aspettava un mio cenno che non arrivava. Ma ci si può disamorare di un uomo perché in un momento della vita non desidera la stessa cosa che vuoi tu ? Sarebbe come se in una coppia di fidanzati che si amano lei desideri sposarsi e lui no. Credo che dopo numerosi tentativi la cosa più ovvia sarebbe quella di dire a lui “o ci sposiamo o ci lasciamo” e non quella di lasciare improvvisamente il fidanzato senza possibilità d’appello. Anche l’idea di non sposarsi nasce sovente da una paura. E capita più agli uomini più che alle donne.
Quindi altro che terremoto emotivo Luna, questo è uno tsunami di proporzioni gigantesche. Soprattutto dopo che per ben due volte Lei sembrava essere tornata sui suoi passi. Lo sapete che immagine positiva ho di mia moglie. Quanto la stimi e la consideri persona intelligente e piena di valori nonostante qualche errore commesso. E il fatto che i miei amici continuino a dirmi che sono esterrefatti , forse non mi farà bene, ma mi sarebbe dispiaciuto di più se ne avessero parlato male a sproposito.
Purtroppo non so cosa abbia realmente mia moglie. Forse solo un altro uomo come dice Maximum, o forse è andata in tilt come dice Aleba, o forse è solo cambiata nei miei confronti come dice Luna.
E’ che in ogni caso, con i nostri errori, da persone immature abbiamo entrambi perso una grande occasione per essere una famiglia felice.
Non so Lei, ma io personalmente non avrò mai pace.
Ciao Fuori dal Coro, stiamo bene adesso grazie. Ebbene, tutti gli esempi che ti ho fatto, chiedendoti se tu per caso avessi avuto quei comportamenti, sono cose che io ho vissuto davvero e che ancora non ho finitio di ricapitolare dentro di me. Quando penso a quello che ho vissuto, a come ho trascurato di proteggere ME per coltivare il mio amore vedo chiaramente che l’ho amato tantissimo proprio perchè lui aveva bisogno di me. Io conoscevo la sua storia e pensavo che avrei potuto renderlo felice. Ma lui, dentro, è ancora quel bambino di otto anni che si sente abbadonato emotivamente dai genitori e che cova un rancore profondo verso i suoi coetanei che invece vengono seguiti con amore da mamma e papà. Questo è un problema suo, purtroppo solo lui può sciogliere quel blocco, ma se non lo vede nessuno può obbligarlo a prenderne atto. Quindi non mi resta che concludere con la TUA frase: E’ che in ogni caso, con i nostri errori, da persone immature abbiamo entrambi perso una grande occasione per essere una famiglia felice. ………..
La paura di perdere quell’occasione mi ha tenuta in quella casa per anni, con tentativi di ogni tipo. Dalla dolcezza, alle lacrime, dal parlare del nostro rapporto fino quasi al mattino alla solitudine in attesa del suo rientro. Avevamo TUTTO Fuori dal Coro, una bimba sanissima intelligente e bella, una casa invidiabile fuori dal caos immersa nella campagna e con tanta terra da poter far jogging senza uscire. Avevamo un lavoro stabile e anche quando il suo lavoro è andato in crisi IO ho provveduto al 100% rassicurandolo in ogni modo. Lasciandolo tranquillo per quasi un anno a non fare nulla, neppure cercarselo il lavoro e tanto meno aiutarmi attivamente in casa. Avevamo tutto ma lui non riusciva a vivere la nostra famiglia nella serenità, aveva quasi un bisogno spasmodico di eventi drammatici come quelli che lui stesso aveva vissuto da piccolo. I bambini imparano quello che vivono….per questo io ho deciso di salvare mia figlia FEMMINA non facendole più vivere quella situazione così assurda… con un papà che le dice che le donne sono tutte stupide. .
La tua frase infelice “uno dei due dovrà soffrire” è stata forte…ma io non ho gli strumenti per valutare se sia stata determinante. Io ho incassato frasi ben peggiori. Credo che il rammmaricarsi in continuazione per cose dette anni fa sia INUTILE per l’oggi. E’ maledettamente difficile togliersi dalla testa il bisogno di chiarire, di capire di analizzare…di tentare in ogni modo di recuperare un occasione perduta. Errori da persone immature, io direi errori da persone che in quel momento ritenevano di agire nel modo migliore.
Non so Lei, ma io personalmente non avrò mai pace…la pace la troverai quando riuscirai a cambiare prospettiva, ogni cosa che ci accade ci conduce verso un altra cosa. Capisco molto bene la tua sofferenza, è quella che mi ha portata a separarmi…
Bacioni, buona settimana di estate a tutti! Finalmente!!
Ciao Aleba
Io ho detto una frase infelice. Il tuo compagno ne ha dette 100.000. Io non facevo volare i piatti, il tuo ex cercava la lite. Lui non era sereno in famiglia, io si, lui cercava i soldi, io no, lui ti calpestava io la esaltavo. Lui ti rinnegava come compagna, per me era la moglie perfetta.
Non è tornato indietro per chiederti scusa, per ricominciare, anzi ha continuato a calpestarti, io la cerco da quasi tre anni, chiedendo scusa e cancellando un suo grave errore.
Io la amo davvero, il tuo ex non credo.
Non ho mai irriso le sue lacrime…non l’avrei mai fatto, ma non le ho mai viste. Una sola sua lacrima mi avrebbe fatto capire ciò che non vedevo.
Caro Fuori dal Coro, ti ho letto, forse non avevi letto che avevo preavvertito che sarei uscita presto dalla discussione. In ogni caso, ti ho letto, e premettendo anche io come te “scusa” e “senza offesa”, ti dico: “uno dei due dovrà soffrire” è la sintesi della tua storia, non di tutta la storia, ma da un certo punto in poi sì (cioè da quando tua moglie non ne poteva più, in poi; cioè da quando il BUBBONE è scoppiato; solo che lei, nella consapevolezza di alcune cose, era più avanti, perché da un certo punto in poi, quale che ne sia la ragione – e ognuno ha anche il suo proprio carattere, eh? – se l’è tenute dentro, le cose che le facevano male).
Significa che da un certo punto in poi, in questa storia, uno soffriva e l’altro stava bene. Si fondava, quindi, questa storia, su basi non solo ERRATE (e tu ne eri – o dovevi esserlo – perfettamente consapevole: ma sulla pelle di tua moglie però), ma FRAGILI, aggiungo INEVITABILMENTE fragili.
Tua moglie ha sofferto e ha detto basta. Tutto lì. Significa che lei aveva bisogno di salvare sé stessa. Significa che per causa di paure tue (e il figlio c’entra poco, c’entra fino a un certo punto, tant’è che tua moglie, DOPO, ha stabilito – si è resa conto: prima secondo me non lo sapeva nemmeno lei, ancora – che non fosse più sufficiente, fare il figlio con te: significa che c’erano dei problemi in cose che lei riteneva FONDAMENTALI e che lei, da persona “splendida” e responsabile, come io credo che lei effettivamente sia, e tornerà a esserlo, PIENAMENTE, il giorno che smetterà di stare male ed elaborerà del tutto questa fine, secondo me inevitabile, lei riteneva fondamentali, dicevo, TANTO PIU’ per e con un figlio un domani… Ergo: non voleva che – eventualmente – un figlio avesse a soffrire per le stesse cose che lei conosceva bene… Che l’avevano fatta soffrire).
Fuori dal Coro, scusami e senza offesa: non si fonda, o almeno non lo si manda avanti, un rapporto di coppia sulle proprie ESCLUSIVE paure, e tutto il resto vien da sè, e/o tutti gli altri SEGUONO e/o SI ADEGUANO. Perchè prima o poi si sfascia tutto. Ci si aiuta, semmai, a chiarire quelle paure. O se si vuole fare da sé: si fa in modo di superarle da sé, quelle paure.
Tua moglie ti conosce, Fuori dal Coro, ed evidentemente ritiene che tu, di fondo, figlio o non figlio, quelle paure non le supererai mai. Ritiene anche, credo, che tu IL PROBLEMA quale fosse non lo hai mai capito. Eccetera eccetera.
Di conseguenza, pur tentando, lei non è potuta tornare con te: perché da una parte forse ti amava ancora, ma dall’altra è una persona ONESTA. E quindi non è che ti raccontava frottole, o che era semplicemente “rancorosa”, quando ti voleva far intendere – pur arrabbiatissima – “dovresti cambiare”. Non ti raccontava frottole quando si disperava e arrabbiava, di nuovo, stando male, che lei, con te, non ce l’avrebbe potuta far più, a stare.
Ecco che cosa penso, Fuori dal Coro.
E te ne faccio una metafora, Fuori dal Coro. Perché sì, io è come se vedessi questa scena, e te la devo dire, ed è da un bel po’ che avrei voluto aver modo e tempo, di dirtela.
Vi vedo così:
Voi siete in quella bella casa immersa nella natura. Fate viaggi, siete in armonia eccetera, come tu hai descritto. Un giorno, tua moglie, ti dice: caro, guarda, c’è un po’ di polvere, lì. E indica col dito. Poi prende subito, lei, la scopa, e la tira via di lì.
‘sta cosa, però, della polvere, ritorna. E lei te lo ridice, e riprende la scopa eccetera. Un giorno poi ti dice: senti caro, tirala su tu stavolta. E tu, siccome non ne hai voglia, butti quel granello di polvere (una cosa da niente, in fondo) sotto al tappeto. E lei lo sa: e lì con te. Forse, chissà, sorride – con tenerezza – anche della scena.
Nulla di grave.
Col tempo però diventa normale che lei prende la scopa e tu la butti sotto al tappeto.
Passa altro tempo e lei si rifiuta di prendere la scopa: lascia fare a te. Che regolarmente butti i vari granelli di polvere sotto al tappeto.
Un bel giorno, tutti e due, vi accorgete che il tappeto non è mica più tanto normale, eh?
Eh sì, perché il tappeto non sta più per bene a terra. Ha una gobba enorme. Anzi, una montagna.
Dopo di che, la moglie ti dice: io esco, non ce la faccio più. Ti ho mostrato decine di volte come si doveva fare, e ti ho mostrato decine di volte la montagna che cresceva.
Nonostante ciò in tre anni spera che tu abbia capito.
Lei però, ora, oltre ad avere un peso suo, una montagna sua dentro (perché ha rivoluzionato completamente la sua vita per questo, e come minimo ne è rimasta scossa, come minimo, e non è ancora uscita), vede che la montagna è sempre lì, e non si smuoverà. Non si è smossa per tre anni. E per questo lei soffre, ma al tempo stesso non torna indietro. La montagna la conosce e non la vuole più vedere.
Ecco, questo penso, all’incirca, di tutto l’insieme, Fuori dal Coro. Senza alcuna identificazione con tua moglie, Fuori dal Coro: solo una discreta esperienza umana. Esperienza di vita, Fuori dal Coro. Che significa anche conoscere le storie di tante persone… E farne tesoro. Io so se mi identifico con qualcuno, più precisamente. Be’, qua ho letto tante persone, e indirettamente altre storie. Ho letto Maximum, Maria, Aleba, Marcella, tu FDC, e di tua moglie (che credo di capire). Ma se devo essermi identificata con qualcuno, di più, è con la bambina di Aleba.
Ciao FDC, è vero che alle volte delle frasi possono ferire molto, anche per come le interpretiamo e soprattutto dipende anche dallo stato d’animo con cui le ascoltiamo. D’altra parte anche le frasi più storte possono essere spiegate, e possono essere contestualizzate, se non c’è stato dolo e c’è la volontà di chiarirsi.
Voglio dire che per quanto sicuramente anche in vita mia delle frasi mi abbiano ferito trovo ci sia una differenza tra il fatto che una persona continui a riconfermarmi una frase per anni, e a ripeterla, o che non faccia nulla per parlarne o che invece se ne parli.
Personalmente ovviamente ignoro con quale tono tu l’abbia pronunciata quella frase, ma non mi sembra una frase di una persona insensibile e che non prende atto di una situazione, francamente. Mi sembra anzi l’accorgersi che ci sia un problema da risolvere e da affrontare. “Se io non voglio un figlio e tu sì, penso sia normale che uno dei due soffrirà per questo” perché sarebbe una frase terribile?
Perché non leggerci anche, nonostante le tue restistenze e paure che manifestavi, il fatto che si poteva cercare (e stavi cercando, anche interrogandoti su te stesso) il modo di venirsi incontro?
Quella che tu consideri la frase peggiore a me sembra una frase aperta. Certo, dipende come la si legge, se si vuol leggerla come: poiché io non intendo darti un figlio soffrirai tu.
Ma poiché tu non eri un uomo indifferente, a quanto racconti, le stavi appunto dicendo, mi pare: colgo che questa sia una questione importante.
Altrimenti una frase come questa non l’avresti neanche detta, io credo.
Sono d’accordo con Aleba, si fa quello che si può con i mezzi che si hanno in quel momento. Se tu avevi paura avevi paura e cercavo di gestire la cosa come potevi. Lei cercava di gestire la cosa come poteva. E la situazione che si è verificata tra voi capita a molte coppie, credo, in diversi passaggi della vita. Non necessariamente solo sulla questione di un figlio. Non sempre le persone si trovano in perfetta sintonia, ed è quando ci sono da mettere a fuoco cose importanti che spesso possono scattare anche meccanismi inconsci.
Ti posso anche dire che quando cercavi di spostare l’attenzione su qualcosa che per lei risultasse piacevole comunque trasmettevi più considerazione e amore di chi, magari, di fronte ad una questione vissuta come un disagio o un pericolo, sarebbe uscito dalla coppia, andandotene tu via a fare altro o pensare ad altro in compagnia di qualcun altro (non necessariamente una donna).
Ma il punto è, come dice Aleba, che non ha senso rimuginare su ciò che fu, perché ciò che fu non lo puoi cambiare. E credo che il fatto di esserti messo in apertura dopo, il tuo aver riflettuto e il tuo aver cercato di dialogare in modo aperto il suo valore lo abbia. E ti posso dire che credo che avrebbe avuto comunque un valore anche se comunque tu non fossi stato in grado di dire di sì a quella paternità, e se comunque aveste deciso che le vostre strade si dividevano per questa
o altre incompatibilità.
Io non c’ero e non so come ti sia comportato con tua moglie e come lei se la sia vissuta in due decenni, tuttavia, da parte mia, trovo che pur manifestando un punto di vista sul pensiero di tua moglie non comprendo su cosa si basi l’affermare di Chiara che tu avessi questo atteggiamento generale all’interno della coppia @Fuori dal Coro, scusami e senza offesa: non si fonda, o almeno non lo si manda avanti, un rapporto di coppia sulle proprie ESCLUSIVE paure, e tutto il resto vien da sè, e/o tutti gli altri SEGUONO e/o SI ADEGUANO. Perchè prima o poi si sfascia tutto. Ci si aiuta, semmai, a chiarire quelle paure. O se si vuole fare da sé: si fa in modo di superarle da sé, quelle paure.
Tu hai detto più volte, FDC, che voi parlavate. Questa può essere la tua impressione, ma non abbiamo gli elementi per dire che tu in generale avessi un atteggiamento per cui lei si doveva adeguare. E nel caso specifico, anche perché tu hai scritto che lei diceva: “Ho paura che se non faccio un figlio adesso in seguito potrei pentirmene” non vedo come possiamo affermare che in quel momento ciascuno non mettesse sulla bilancia, come preponderanti, le proprie paure pensando che sarebbe stato meglio se l’altro si fosse adeguato.
Cioè per lei se tu avessi detto “Hai ragione, se hai paura di pentirtene facciamo un figlio adesso, rispetto le tue paure, anche se non solo le mie” e per te se lei avesse detto “Hai ragione, se veramente l’idea di fare un figlio in questo mondo e per queste tue ragioni, rispetto le tue paure, anche se non solo le mie”.
Fa più effetto che avessi delle paure tu perché tu dicevi di no e lei diceva di sì? Perché in teoria tutti dovrebbe essere senza macchia e paura nel momento di dire di sì ad una maternità o paternità? A me la cosa naturale sembra che due persone si possano anche parlare delle loro paure e sensazioni connesse, i propri perché, riguardo una decisione così importante, che non è solo una decisione di coppia, ma prima di tutto dei singoli. E i singoli, in quel momento, si sono aspettati che l’altro si adeguasse, soffrendo del fatto che l’altro non si adeguasse immediatamente, cosa che avrebbe sciolto la tensione delle paure e ragioni di ciascuno.
Lei ad un certo punto ha detto: Me ne vado e in seguito ha reagito in un certo modo.
Non era la sola strada, e la strada che lei ha sentito e scelto, ma ciò di per sè non significa che dipenda solo da te. Che dipenda solo da te se lei non ha trovato una strada più assertiva per dirti che le cose stavano prendendo una piega più grave di quella che tu riuscivi a cogliere, e per dirtelo in tempo.
Nè significa che tu abbia sbagliato tutto in una vita insieme, perché quella vita, con quegli equilibri che c’erano, l’avevate vissuta e creata in due.
Il punto è comunque il presente. E lei ha diritto di lasciarti e anche di non amarti più, ma tu hai anche il diritto di non sentirti l’unico responsabile di equilibri che c’erano o che sono saltati.
Ciao Chiara, Ciao Luna
Per motivi di spazio risponderò ad una la volta. Intanto a Chiara. Piacere di risentirti, spero tu stia bene. Chiara, la frase infelice l’ho detta, non posso negarla, né cancellarla. E accetto tutte le critiche riguardo questo. Anche se purtroppo a volte le frasi infelici possono sfuggire non volendo. E nelle parole di questa frase c’è un mentire a me stesso: “Se io non voglio un figlio e tu no penso sia normale che uno dei due soffrirà per questo”. Ho mentito a me stesso perché io avrei sofferto se fosse nato nostro figlio ? Non credo proprio. Sarei stato un padre responsabile e felice.
E’ stata una frase infelice ma più che altro buttata là, molto probabilmente per non essere in grado in quel momento di gestire quella situazione. Non escludo nemmeno ci possa essere stato un momento di nervosismo che abbia influito su di me.
E secondo te si può incrinare un rapporto per una frase detta male ? Non credo.
Ma lasciamo stare, la frase l’ho detta e non cerco giustificazioni e credo, come scritto negli altri post, di stare pagando abbastanza questa mia negligenza.
Quello che non capisco è quando mi dici che “per causa di paure tue si è resa conto che non fosse più sufficiente fare il figlio con te”.
Quali sono queste paure che Lei riteneva fondamentali ? Tu dici che, secondo te, il figlio c’entra fino ad un certo punto. Bene. Poniamo sia così. Ma da persona splendida e responsabile quale ho sempre sostenute che Lei fosse poteva farmi presente quali fossero queste paure.
Io non ho mai manifestato altre paure Chiara, se non la paura delle malattie. Neanche della morte, figuriamoci. Credo che quasi ognuno di noi abbia paura delle malattie e della morte.
Pensa che Lei mi ha rinfacciato di essere molto sicuro di me. Contradditorio essere sicuri di se stesso e avere paure no ?
Scusa Chiara, un accenno alla metafora della polvere. Il fatto che io prenda la scopa e butti la polvere sotto il tappeto mi sa di inganno, o quantomeno di presa in giro. Perché il gesto di nasconderla sotto il tappeto è come far credere all’altro di aver fatto qualcosa quando invece non la si è fatta. Per come sono io Le avrei detto: “Amore mio adesso non mi va di farlo”. Ma nel momento in cui avrei deciso di pulire avrei pulito sul serio. Senza prendere in giro nessuno, tanto meno Lei.
So cosa vuoi dirmi con questa metafora Chiara. Ma il mio discorso era per spiegarti che io non avrei mai permesso che si formasse la gobba sotto il tappeto. Non avrei sorriso con tenerezza. Ma avrei cercato di capire il perché di quel comportamento. Non avrei aspettato che si fosse formata la montagna. Anche perché se tu sorridi con tenerezza quando butto la polvere sotto il tappeto non mi fai capire che questa cosa ti fa soffrire. E non puoi dirmi di punto in bianco, quando vedi la montagna di polvere sotto il tappeto che tu quella montagna non la vuoi più vedere. Se tu mi avessi detto che quel mucchio di polvere ti causava il vomito io l’avrei immediatamente….
….tolta.
Sai Chiara, io ho sempre pensato che mia moglie mi conoscesse. Ma sai perché soprattutto ? Perché io non ho nascosto nulla. Il problema, secondo me, è che Lei non ha visto questa storia del figlio come una paura ma come un atto d’egoismo nei suoi confronti. Come quasi volerla far soffrire. Guarda Chiara che se parlassi con Lei, ti direbbe che io non avevo paura di fare un figlio ma che io un figlio non lo volevo. E’ molto diverso. Io sto qui ad analizzarmi, a confrontarmi, a mettermi in discussione, a cercare di capire i miei errori. Lei invece ha nella sua testa solo il fatto che io non volevo un figlio. Ergo egoismo allo stato puro. Che non nego ci sia quando sostengo di aver avuto paura di cambiare vita.
Io non ce l’ho con mia moglie Chiara. Tutt’altro. La ritengo una persona splendida, responsabile ed onesta. Si onesta, nonostante quella grave mancanza nei miei confronti che io le ho perdonato.
Ma una cosa le rimprovero: quello di non mettersi Lei in discussione anche soltanto per comprendere che fondamentalmente quella montagna che credeva di conoscere, in realtà la conosceva ben poco.
Non avrei MAI fatto soffrire mio figlio Chiara.
Un abbraccio
Luna scrive: “non comprendo su cosa si basi l’affermare di Chiara che tu avessi questo atteggiamento generale all’interno della coppia”.
Qualcuno avverta Luna, per cortesia, che io affermo quello che penso e quello che vedo (che io possa sbagliarmi è incredibilmente OVVIO e IMPLICITO). Sulla base degli elementi che ho ed esattamente come TUTTI gli altri LIBERAMENTE (e senza offesa) hanno fatto e fanno qui. Punto.
Peraltro: non volendo emettere alcuna SENTENZA MORALE, né verso l’una persona (Fuori dal Coro) né verso l’altra (la moglie di Fuori dal Coro).
(Fuori dal Coro: spero che tu possa comprendere che io non posso più intervenire… E che quanto potevo fare/dire – proprio per DARE UNA MANO A TE, proprio precisamente A TE – l’ho detto/fatto. Più di così davvero non posso. Un abbraccio e un augurio di ogni bene).
Ciao Luna
Piacere risentirti, spero anche tu stia bene.
Luna, come scritto nel post precedente a Chiara, non voglio giustificarmi riguardo quella frase. Ho sbagliato, non volevo, ma ho sbagliato.
Il terribile in questa frase credo sia nel fatto che Lei possa aver capito tre cose: la prima ovvia che io non volevo un figlio. La seconda, forse la più brutta, che io avrei sofferto se avessimo avuto un figlio. La terza che non mi importava se Lei avesse sofferto.
Come detto prima, senza cercare in alcun modo giustificazioni, posso soltanto dire di essere quasi certo di aver detto questa frase in un momento di nervosismo, in cui probabilmente pressato avevo espresso la realtà del momento: “Qui o si fa un figlio o non lo si fa qualcuno non sarà contento”. La sintesi è questa.
Non c’è niente da fare, in qualunque modo si legga è una frase che non si doveva dire: Azionare il cervello prima di mettere in funzione la bocca.
Quello che è certo è che non volevo assolutamente dire “Non mi interessa del figlio, soffri tu e basta” Questo no, assolutamente no.
Purtroppo cara Luna, credo si sia innescato un meccanismo perverso tra noi due che ha portato Lei a covare dentro sofferenza, rancore e quant’altro.
Quello che dopo oltre due anni non mi da pace è che in pratica ci siamo autodistrutti per qualcosa in cui, a mio parere, eravamo molto più simili di quanto possa sembrare.
Leggo che non sei d’accordo su un punto espresso da Chiara. Il nostro rapporto non si fondava sulle mie paure. Ho già scritto a Chiara che, sostanzialmente, non vivevo altre paure. Io ripeto non ho mai imposto nulla nel nostro rapporto, se non la richiesta di vivere fuori città. Era una cosa quella che o si prova a farla subito o non la si fa più. E, in ogni caso, si faceva sempre in tempo a tornare indietro.
Per il resto non posso assolutamente dire di essere stato un despota. Anche riguardo me stesso, sarei un falso se sostenessi una cosa del genere. Ho dato ampio spazio e libertà di pensiero e di azione a mia moglie. Il rispetto dell’altro prima di tutto.
Io non ci dormo la notte. Oggi come due anni fa, al pensiero che ci siamo “castrati” ognuno per un suo modo di interpretare le cose. Chiara mi parla di altre paure. No, io ho sbagliato a non fare un figlio. Ho sbagliato, me ne pento e sto pagando. Un figlio si fa con chi si ama. Lei è mia moglie. Con Lei proverei a fare un figlio anche subito senza condizioni. Solo che Lei mi amasse davvero.
Lo so che, secondo te, non dovrei sentirmi l’unico responsabile per certi equilibri che sono saltati. Io parlo per me, Luna, per la mia parte di responsabilità. Caspita Luna io capisco tutto però non mi do pace per aver sbagliato dove non sbaglia neanche un deficiente. Anche i killer fanno i figli, i boss mafiosi e i matti. Io che mi ritengo una persona di principi sani ho sbagliato nella cosa più naturale di questo mondo.
Scrivo con rabbia verso di me in questo momento, mentre penso che mi commuovevo quando vedevo documentari….
…sulla natura, di cui sono un appassionato, in cui si assisteva ai “miracoli della vita”. Animali che solo grazie all’istinto manifestavano Amore Immenso nel procreare e nell’accudire i propri cuccioli. Ed io essere umano dotato di intelligenza ho mancato in questo.
Quale visione d’Amore più bella vedere mia moglie Felice dopo aver dato alla luce NOSTRO FIGLIO.
Ca….zo Luna…..queste sono coltellate al cuore che sento ogni giorno.
Chiara mi leggi ? Non sono Francesco di Assisi che ricco sfondato cambia testa e va a fare il poverello parlando agli animali. Qui c’è solo un uomo che certe sensazioni le provava da sempre. E che ha sbagliato in un certo periodo della vita. Rifaccio l’esempio del fidanzato che non vuole sposarsi pur amando la propria donna. Poi messo alle strette decide di sposarsi. Se non amasse la propria donna non si sposerebbe mai. La sua è solo paura.
E ognuno di noi può avere le proprie paure.
Sono sicuro che se avessi avuto un figlio con mia moglie la prima cosa che gli avrei insegnato sarebbe stata quella di non avere paura. Perché la vita va da sé. Noi spesso ce la complichiamo.
Un abbraccio
P.S. Per Chiara:
Mentre facevo il copia incolla di questa lettera ho letto il tuo post 1022. Alla fine mi scrivi dicendomi che speri io possa comprendere che tu non possa più intervenire.
Io rispetto il tuo volere, però vorrei capire se ciò è dato dal fatto che tu pensi di non essere più in grado di dare una mano o cos’altro.
Cioè, non vorrei che te la fossi presa, per qualche risposta, mia o di qualsiasi altro in merito ai tuoi post.
Io credo che ognuno sia libero di pensarla come ritiene opportuno, nel rispetto di tutto e di tutti.
Se poi i motivi non sono questi allora cancella le ultime righe.
Se non dovessi risentirti su queste righe (spero di risentirti invece) ti auguro ogni bene e ti ringrazio per l’aiuto.
Un abbraccio
Caro Fuori dal Coro, scusami, ma non avevo letto la tua replica. Ovviamente io non è che entro qua, ti butto delle cose, e me ne vado. Se tu hai da dire su ciò che ti dico (e ci mancherebbe che tu non lo potessi fare), io poi ovviamente ti rispondo a mia volta.
Prendo solo alcuni passaggi tuoi qua e là e ti rispondo così.
Innanzitutto la frase. Io l’ho presa a esempio perché sintetizzava molto bene, secondo me, lo sbilanciamento che si era creato in questo rapporto. Ed era una cosa di cui ENTRAMBI eravate (più o meno) consapevoli. Che la cosa fosse talora IMPLICITA, tal’altra ESPLICITA, è per me irrilevante. Questo è il punto centrale della questione. Non mi interessa chi aveva cominciato con. Mi interessa identificare il NODO della questione. Da lì, poi, si può intervenire a superare UN PROBLEMA. Prima no, assolutamente no: non si può. Punto.
E questa è una cosa.
Secondo. Una frase, come tu ben hai detto molte volte, detta “per rabbia”, in realtà, non contiene la verità, o solo una piccolissima parte. La dico perché sono arrabbiata, punto. E quello, l’altra persona, lo capisce, eccome. Tu invece, in quel caso, Fuori dal Coro, dicevi la VERITA’. Purtroppo era la sostanza, per me, del rapporto, da un certo punto in poi. Era vale a dire (in)consapevolmente (da entrambi) SBILANCIATO sul: uno dei due dovrà rinunciare, uno dei due dovrà soffrire, uno dei due se ne dovrà fare una ragione. Eccetera.
E’ questo, era questo, FDC, il VOSTRO testa-testa. Punto. Non mi interessa chi e come l’ha iniziato, ha taciuto, ha fatto finta, ha sopportato, non ha capito, eccetera. Non mi interessa.
VOI eravate in QUESTO testa-testa, e la montagna l’avete creata VOI. Giorno dopo giorno.
Tu scrivi: “Non avrei aspettato che si fosse formata la montagna”.
Ah no? Ma davvero? Ti accorgi che – invece – la montagna si è creata? Era dentro la VOSTRA CASA. Non è che tua moglie vivesse lì, da sola. Eravate in due. E se hai cominciato tu, o lei, ripeto, a me importa un piffero. VOI avete creato la montagna. Punto.
Quando io personalmente mi sono trovata in una situazione in cui, come te, dici: lei non voleva mettersi in discussione, lei creava la montagna, lei non parlava, lei non comunicava, eccetera, IO CHIUDO, Fuori dal Coro.
Se io so di aver FATTO il POSSIBILE, Fuori dal Coro, me ne vado tranquilla. Mi dico: io la montagna, per mia parte, ho fatto il possibile per non crearla. La mia parte l’ho fatta. Dunque non è che sto lì (anche SE AMO) a martoriarmi, eh?
Non solo, mi dico: ma io che cosa ci starei a fare con questa persona? Ma manco per idea, ci torno, con quella persona.
Dunque: se tu sei convinto che lei sia una persona che non si mette in discussione, crea la montagna lei, eccetera, che cosa vuoi avere perduto, abbi pazienza? Hai perduto una persona che non ti aiuta a crescere. Una persona che crea problemi DOVE NON SONO. Che se li immagina. Eccetera.
E che cosa puoi costruirci con una persona così, scusa?