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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 976
    Fuori dal Coro -

    Ciao Chiara
    Allora chiariamo una cosa una volta per tutte.
    Forse tornerò sul passato qui…su questo sito. Ma con Lei evito. Cerco di parlare al presente e al futuro. Forse non mi sono spiegato bene: chi torna sempre sul passato E’ LEI.
    Poi è eveidente che se Lei torna costantemente sul passato io, evito una volta, evito due, evito tre, evito quattro, evito cinque, poi alla fine non sono di legno e se c’è qualcosa da rispondere rispondo.
    Quindi alla fine quello che voglio dirti e che chi si fissa sul passato non sono io ma LEI.
    Poi il discorso dello sbaglio di strategia è un’altra cosa. E’ ovvio che non posso dire di aver mai operato un distacco vero e proprio.
    No non posso dirlo.
    Un abbraccio

  • 977
    Fuori dal Coro -

    Ciao Marcella
    Piacere
    Certo che la tua vicenda lascia sbalordito anche me. In effetti mi identifico molto con tuo marito. Quando lo descrivi sembra che parli di me.
    Ti ringrazio della stima, forse non me la merito. Però non posso non constatare che mi ritrovo in toto con gli atteggiamenti di tuo marito. Il suo pensiero, da come lo esponi, non si discosta assolutamente dal mio. Mi ci identifico in toto.
    Così come sono sicuro che anche io avrei agito come tuo marito quando, in sostanza, lo hai messo alle strette. Molto probabilmente anche io avrei seguito i consigli dei miei genitori e dei miei amici. Anche perchè sono sicuro che se avessi lasciato mia moglie per una cosa del genere, i miei genitori me ne avrebbero dette chissà quante. E i miei amici mi avrebbero preso per il bavero della giacca e mi avrebbero “invitato elegantemente” a riflettere.
    Ma non penso che ci sarebbe stata necessità di questo.
    Credo anch’io purtroppo, che mia moglie si sia lasciata abbindolare in un momento di crisi.
    Vorrei tanto trovarmi nella tua situazione. Immagino che siate una bella famiglia.
    Vi auguro ogni bene di tutto cuore e ti aspetto. Ripeto sono sbalordito e in un certo senso mi sento un po’ meno “mostro”
    Un abbraccio a te e un bacino al tuo bimbo

  • 978
    Chiara -

    Fuori dal Coro, tu dici: “Si indubbiamente c’è qualche problema di comunicazione. Ma mi sento di dire cara Chiara con assoluta certezza che è Lei che non comunica. Come giustamente tu dici “A me interessano i fatti” Anche a me Chiara. E io ci sto provando. Parlo chiaro. Io dico A, ripeto A e ribadisco A. Poi se tu ti ostini a capire B io cosa devo fare ?”.

    Non è proprio così, Fuori dal Coro… Tu fai un ragionamento “rigido”, del tipo: io sono coerente, lei no. Io spingo perché lei torni con me, lei no. Dunque ad esempio: io le dico “ti amo”, ma lei non lo dice. Ma non funziona proprio così… Le analisi che si devono fare, se sono veramente tali, sono molto più complesse e molto più profonde (almeno per me, eh? poi ognuno la vede come vuole, ci mancherebbe).

    Invece di avere un dialogo da parte tua, ieri ho pensato di farlo io. Per farti comprendere che cosa intendo dire, quando anche dico: problema nella comunicazione/cambio di strategia.

    Esempio 1. Scambio di sms fra voi (è finto eh? E’ solo per farti vedere poi l’esempio 2):

    Tu: ciao cara, come stai
    Lei: così. Che cosa vuoi. [dunque è scocciata; ti tratta male, fin dall’inizio]
    Tu: Lo sai… Amore, io sto male, sto malissimo…
    Lei: non mi interessa
    Tu: vediamoci, ti prego
    Lei: no, adesso no.

    Esempio 2 (cambio di strategia)

    Tu: ciao cara, come stai
    Lei: così. Che cosa vuoi
    Tu: niente, volevo solo domandarti come stai. Io domani vado in gita al lago di X. Un abbraccio.

    Quello che voglio dire, Fuori dal Coro, è che in una coppia di lunga data, si sa, e molto bene, tutto ciò che “irrita”, diciamo così, dà fastidio, fa arrabbiare. E si DEVE limitare ancor più tutto ciò che noi sappiamo, conoscendo la persona, che può scatenare la rabbia, e dunque la mancanza, poi, di comunicazione “serena” tra le due persone.
    Questo, attenzione: non diventando, come dicono su questo sito “lo zerbino” di qualcuno, semplicemente mantenendo da una parte la propria dignità, dall’altra facendo sentire la propria presenza, e infine predisponendo il terreno, in cui vi sia maggiore “tranquillità”, per la ripresa di un dialogo. Quello che voglio dire è che si creano delle dinamiche, quando si è in conflitto, che diventano (se il conflitto persiste, è costante, NON MUTA PIU’, e da lungo tempo), da ambo le parti, RIGIDE. E che siano RIGIDE, e da ambo le parti, E’ PROVATO, Fuori dal Coro, è SCIENTIFICO, come due più due fa quattro. Finché (provato) uno dei due non TENTA di cambiare, la RISPOSTA sarà la stessa. E si può andare avanti, come vedi, per ANNI. Qualcuno lo fa PER TUTTA LA VITA.

    Altro esempio di strategia. Fuori dal Coro, se tu in questi anni l’HAI SEMPRE CERCATA TU, devi – semplicemente – SMETTERLA (strategia). E devi fare che: lei ESCA allo scoperto (quando ti dicevo: che se lei è diventata “misteriosa”, e soprattutto nel sentimento, se TI AMA o NO), devi far sì che lei sia COSTRETTA a esprimerlo. Se poniamo hai avuto un atteggiamento, come dire, piagnucoloso, tragico, vittimista con lei, devi SMETTERLA.

  • 979
    Chiara -

    E ti dico un’altra cosa che io penso (sempre ipotesi, ma è l’ipotesi per la quale, volendo ostinatamente essere “ottimisti”, io propendo). Tua moglie tu, purtroppo, la devi COSTRINGERE ho scritto nel cambio di strategia, non perché, come farebbe supporre il termine da me usato, “le usi violenza”, no. Tutto il contrario: la lasci libera di fare e di esprimersi. Tua moglie, poi, ecco la cosa che penso “non viene fuori” (allo scoperto) per due ragioni:

    La prima: tua moglie non viene fuori allo scoperto perché tu non sei stato capace di operare un (giusto, sano, funzionale… Nei tempi giusti eccetera) DISTACCO da tua moglie, “costringendola”, viceversa (al NEGATIVO) esempio a “ritrarsi”, “chiudersi”, “battere in ritirata”, “giocare in difesa”, “irrigidirsi nelle posizioni”, “aggredire per prima subito e sempre”, “non riuscire a pensare” eccetera, perché tanto tu le stavi addosso, c’eri sempre l’amavi eccetera.

    La seconda: tua moglie non viene fuori allo scoperto (dunque non ci si capisce più niente di lei) perché LEI STESSA NON LO SA CHE DEVE FARE. Sa che non è più convinta di te, ma altresì non è convinta nemmeno di chiudere.

    In questo senso, allora, se anche lei non lo sa, tu, facendola, costringendola a farla venire fuori, la AIUTERESTI a capirsi, capire lei stessa prima di tutto che cosa vuole, che cosa desidera, se ama, se non ama. Eccetera. Ma tu questo NON lo hai fatto. Perché? Magari per tante ragioni. Ma in sintesi, magari, semplicemente: perché avevi (e hai) paura.

    Riprendendo il punto 2, cioè che tua moglie NON SA: è per questo che è bloccata, è per questo che non riesce a dire in senso positivo, ma torna all’indietro con la memoria (a quando ti amava, probabilmente: per questo lo fa; se lei è SMARRITA, ovvio che lo fa: a quel punto, mentalmente, si AGGRAPPA all’unico riferimento CERTO che le è rimasto – dentro – DI QUELLO CHE PROVAVA PER TE, e del quale almeno è certa).

    Ora ti dico, se come dire… Se poco poco “conosco” tua moglie, se mi rifaccio a un insieme, a un ritratto di lei: lei non dice e non fa, propositivamente, perché NON SA. E il suo non sapere, è strettamente connesso, io credo, al “non vederti cambiato”.

    Ma infine, “conoscendola” (sulla base un po’ del tutto l’insieme), ti dico: tua moglie se AVESSE LA CERTEZZA di NON amarti, te lo direbbe, chiaro, e tondo. E chiuderebbe. Ma sul serio. Ed è vero che lei ha fatto dei grossi passi, in una direzione di chiudere, con te. Ma per come la vedo io, che quando chiudo chiudo, non lo ha fatto. No, non lo ha fatto, niente affatto.

  • 980
    LUNA -

    Chiara, non so che dirti. Io non leggo i miei post come li leggi tu.
    Nel senso che a volte mi attribuisci un approccio alla cosa che non ho, e viceversa.
    Comunque sia io non mi sono mai permessa di dirti che sei estenuante. Noto che hai molto bisogno di ribadire che ti stai impegnando molto in questa vicenda. Va bene che vuoi aiutare FDC, e ciò è generoso da parte tua, ma sei consapevole dei tuoi perché per i quali ti stai impegnando a cercare di aiutare FDC? E perché ti poni in un certo modo? Io lo so, di me. Tu lo sai?
    La lettera di Aleba è una lettera che racconta qualcosa di più del fatto che nonostante lui le abbia detto una serie di cose, ripetutamente, lei non abbia fatto fagotto subito. Credi che il loro sia stato solo un problema di comunicazione?
    Ho l’impressione, al di là del problema di comunicazione, forse guardiamo l’aspetto del come si comunica e cosa in due modi diversi. E forse sottovaluti il fatto che ci sono delle modalità di comunicazione che creano effetti collaterali non solo sulla relazione, ma sulla persona stessa che li subisce.
    Poiché parli con FDC e ascolti FDC dici cosa lui potrebbe/dovrebbe fare, ok. Non stai parlando con lei, ma con lui. Tuttavia lo stato d’animo di FDC è frutto anche dell’interazione con gli atteggiamenti, le parole di un’altra persona. Una persona che no, non mi sembra proprio che abbia optato per un tipo di distacco come quello di cui parla Marcella (che saluto), mi pare, ma un distacco di un altro tipo. Ho l’impressione che tu ciò non voglia o non riesca a vederlo. Da un lato, pare, secondo te lei voleva un sano distacco e ne aveva diritto ma non ha potuto averlo perché lui è stato “asfissiante”.
    (quindi lei sarebbe passiva da questo punto di vista).
    Dall’altro lei, attraverso una modalità contorta e aggressiva (sono d’accordo con Marcella, perché lui dovrebbe raccontare bugie?) avrebbe mantenuto un rapporto (aspetto attivo/positivo da parte di lei), e tu non parli di distacco. Ma esistono anche persone che vivono separate in casa per 50 anni, non verificando un concreto distacco. Tra loro c’è certamente un legame, ma di quale natura?
    E se FDC si perde tanto nel passato (cosa che ovviamente non lo fa stare bene e non gli serve, ma ha anche una ragione) è perché quando è stato lasciato al di là di dirgli “voglio lasciarti” è stata posta enorme enfasi sul passato e su un errore enorme che lui avrebbe commesso e per il quale starebbe ancora pagando da allora. Questa chiave di lettura, pare, al di là di nascere in FDC per come lui funziona, nasce anche da una chiave di lettura che gli è stata “offerta” in modo reiterato. Forse se tu fossi stata sotto un certo tipo di comunicazione reiterata capiresti perché lui si perde nel passato. Cosa che non gli serve, ma d’altra parte il passato gli è messo in piatto ogni due minuti. E lui torna

  • 981
    LUNA -

    analizzarlo, in modo implosivo, perché si ritrova in una specie di girone infernale in cui il dannato si ritrova a dover ripetere sempre ciò che fu la sua colpa.
    Questo tipo di modalità, il fatto di reiterare il passato in un certo modo, di “usarlo” in un certo modo nella comunicazione non è solo un problema di comunicazione. E quando dico ciò io non giudico lei, ma osservo (dagli elementi che ho) questo tipo di modalità. Che mi salta agli occhi, come forse salta agli occhi di Aleba. E nel momento in cui invito FDC a non perdersi nel passato, perché non gli serve, immagino anche per quale dinamica, lui creda di DOVERCI STARE in quel girone infernale in cui rivede certi fotogrammi sessantamila volte.

    Se il marito di Marcella non è stato a crocefiggersi sul passato in una certa maniera e pensando che il punto fosse nel passato forse è anche perché lei gli ha posto la questione sul tempo presente, anche in un potenziale futuro. Perché Marcella non si era cristallizzata nel passato e non lo stava usando, indifferentemente perché, in un certo modo.
    E perché, avendo lei ben chiaro ciò che voleva e a che punto stava la sua emotività rispetto al marito, ha saputo centrare la questione e porgliela in un certo modo.

    Questo il mio pensiero.
    Anche dovuto alla mia esperienza personale. Nella mia esperienza personale il problema non era solo di comunicazione. Da parte mia ci sono stati approcci alla comunicazione tra i più svariati e strategie più svariate. Nessuna è servita a nulla perché dall’altra parte c’era una fissità.
    E la fissità, per quanto pure autolesiva (una fissità di questo tipo non è mai “positiva”), aveva delle ragioni. Come nel caso del compagno di Aleba. Ciò non significa che il compagno di Aleba o il mio siano la stessa cosa o persona, non significa che la moglie di FDC sia la loro sorella gemella.
    Però credo che Marcella e Maximun abbiano centrato di più il punto, perché comunque riportano la questione su un piano emotivo di parità e di reciproca responsabilità e di scelta.
    Fuori dal Coro si è trovato di fronte una cosa più grande di lui, e non solo perché lasciarsi dopo 20 anni fa malissimo. Si è trovato di fronte una cosa più grande di lui anche per una certa modalità in cui è stato trascinato. Sicuramente non si sarebbe dato per vinto in ogni caso, non avrebbe accettato facilmente la fine. Sicuramente c’è la sua parte di “fissità” in uno schema. Ma la sua ossessione legata all’errore passato non è solo frutto del fatto che lei abbia detto di aver smesso di amarlo e si sia allontanata (questo è un allontamento,fisico, morale, emotivo, anche se attraverso la tensione un legame rimane) lo abbia sconvolto. E’ legata anche al modo in cui quell’episodio, insieme ad altri, viene usato da lei. La cosa che lui dovrebbe riuscire a dire è, principalmente, A QUESTO NON CI STO. Perché quel tipo di uso è assolutamente lesivo. E non sta ammettendo, mi pare, aperture, variazioni e repliche in un modo realmente paritario. Anzi.

  • 982
    Chiara -

    Luna ciao, tu scrivi: “Chiara, non so che dirti. Io non leggo i miei post come li leggi tu.
    Nel senso che a volte mi attribuisci un approccio alla cosa che non ho, e viceversa.
    Comunque sia io non mi sono mai permessa di dirti che sei estenuante. Noto che hai molto bisogno di ribadire che ti stai impegnando molto in questa vicenda. Va bene che vuoi aiutare FDC, e ciò è generoso da parte tua, ma sei consapevole dei tuoi perché per i quali ti stai impegnando a cercare di aiutare FDC? E perché ti poni in un certo modo? Io lo so, di me. Tu lo sai?”.

    A questo punto, scusami, ma mi cascano le braccia. Dico sinceramente, e anche con dispiacere. Può darsi che davvero, in forma scritta intendo, sia troppo difficile spiegarsi, e capirsi. Ora, siccome però ti voglio rispondere (quantomeno per educazione), e siccome non sono qui per fare polemiche, né con altri/e, né tantomeno per te, ti rispondo su questo. Su “estenuante”, se vuoi, se credi, forse potresti rileggere. Hai già letto, ti è sufficiente e io mi sono espressa male, magari? Bene, magari sì, e allora mi spiego, non c’è problema: io intendevo “discussione estenuante”. Se ti ricordi dove l’ho scritto, era dove ti dicevo più o meno: sono certa che tu hai già detto certe cose a FDC, in lunghissimi ragionamenti ecc. e scrivevo anche “estenuanti eheheh” ridendo, per dire che sicuramente avevate fatto lunghissime discussioni, vi eravate, e TU, IMPEGNATI lungamente. Come devo dire? Mi dici che io ho detto a te che sei “estenuante”, Luna, ma che dici? Né l’ho detto a Fuori del Coro. Ho detto che lui, e l’ho detto anche lui, è ripetitivo. Questo sì, lo confermo, l’ho scritto.

    Scrivi sempre, Luna: “Noto che hai molto bisogno di ribadire che ti stai impegnando molto in questa vicenda”. Di nuovo: ma che dici, Luna? Se ho detto questa cosa è solo perché (visto che è così difficile intendersi per iscritto, e mi pareva – ma solo un po’ eh – che a volte ci fosse (anche da parte tua) un po’… Come dire, di irritazione nei miei confronti? Quella stessa che dimostri ora? Dunque io, che ero presa di dire cose, intanto, dovevo PURE specificare che mi stavo impegnando, e che non ero qua a divertirmi, guarda un po’. Tutto lì.

    Ma ancora, scrivi: “ma sei consapevole dei tuoi perché per i quali ti stai impegnando a cercare di aiutare FDC? E perché ti poni in un certo modo? Io lo so, di me. Tu lo sai?”.

    Luna, ma davvero, ma che stai dicendo? i miei perché, il perché mi pongo in un certo modo (ma quale? mah), tu lo sai di te, io di me… Ma che dici, Luna? Davvero non ti capisco. Solo, come più sopra, ed era già successo: leggo una tua irritazione. Punto. E manco so perché. (Ecco perché ribadivo il mio impegno).

    Allora, siccome ogni poco emerge questa “irritazione”, sai che cosa penso, ORA? (ipotesi) che semplicemente: siccome tu dici in un modo, siccome io dico in un altro, siccome pinco pallo dice in un altro ancora, non va bene, pare che qua si debba dire e interpretare tutti all’unisono.

  • 983
    Chiara -

    Poi ora mi ricordo. Forse ti ha dato fastidio che io (nella replica a te e Lilly) credo di aver detto che era “stancante”? Embè? Sì, era stancante. Eventualmente, se uno sta cercando di dire delle cose già a Fuori del Coro, o di farci dei ragionamenti, che debba poi mettersi a discutere con altri, e contemporaneamente (e a me mica fa schifo discutere eh? no, per niente, mi piace, ma magari certi giorni uno è stanco di suo, magari – per me – ci son sempre state troppe cose da dire e non ce n’era tempo e spazio per il limite dei post). Era stancante: a volte discutere fa anche perdere concentrazione eh? su quello che volevi dire. Ma al tempo stesso ho pensato anche fosse “stimolante” e “arricchente”: soprattutto per Fuori dal Coro, e se gli serviva, evviva! Però non è che poi ci dobbiamo mettere, Luna, a discutere tra noi. Come tu stai facendo con me ORA, per – scusami – sciocchezze. Perché infatti io “non mi sono mai permessa di dirti”, Luna, giust’appunto io non l’ho fatto. Ti ho aggredito, Luna? No perché tu stai dicendo “come ti poni” a me: e non ti accorgi come ti poni tu, così, senza ragione? Mah, davvero. La chiudo qui. (Poi se comunque hai da dirmi qualcosa son qui, ti leggo).

    Tornando a Fuori dal Coro. Io credo che occorrerebbe avere, lo dico senza vena polemica, ma questo è quello che penso sinceramente, un po’ di umiltà. Se una strada non funziona, si cambia. Se una comunicazione non funziona, si cambia. Se (dico a te, Fuori dal Coro) si afferma, CATEGORICAMENTE (come fai tu, Fuori dal Coro), con CERTEZZA: le ho provate tutte, mia moglie torna sul passato e quindi “costringe” me a tornarci, mia moglie è negativa non positiva, mia moglie NON COMUNICA, è lei, è assolutamente lei, allora si deve CHIUDERE e si deve chiudere la comunicazione (che non c’è: prendo atto).

    Altrimenti, come detto in precedenza, c’è da fare un profondo e pazientissimo lavoro di analisi, autoanalisi, e analisi dell’altro, per capire sé stessi, e al contempo le famose “ragioni dell’altro”, che qua, mi pare, non si sono capite granché.

    Perché quando leggo, continuamente, che una se ne è andata, però è lei che scarica responsabilità, è lei qui, è lei su, è lei sotto, ma è quello che vorrebbe tornare con lei, e che sembrerebbe voler capire eccetera, a vivere poi in un – spero sia evidente – paradosso, ciò dovrebbe almeno sollevare dubbi. E far sollevare domande. Altrimenti, se si vogliono risposte “semplici” al tutto, ci si rifà ad esempio a Maximum, e che a me possono stare benissimo: solo che Fuori dal Coro metta IN PRATICA le cose che dice Maximum. Se non lo fa, si torna lì: a che evidentemente le cose sono un po’ più complesse. E scusate se io non credo a risposte e soluzioni (?) facili a tutto con, tipo: ma io amo e dunque non mi rassegno, anche se non capisco. E magari, nella vita, bastasse far così.

    Con questo vi saluto. Aleba, l’autrice della bella lettera, Fuori dal Coro (a te naturalmente in particolare faccio anche tanti auguri), Luna e tutti

  • 984
    LUNA -

    cara chiara, se cogli un’irritazione in me può darsi, ma non è per l’unisono o per altre ragioni. Se c’è (ma ‘irritazione’ è troppo, credimi) forse riguarda più un certo tono che i contenuti, che possono essere anche totalmente in antitesi. Detto ciò è chiaro che io non sono nessuno per sindacare sui tuoi toni, a parte perché riguardano una mia percezione, ma anche perché non son neanche rivolti a me direttamente. A parte che ti riconosco un’assoluta buona fede sia nelle tue intenzioni che nei toni c’è una cosa che mi stona, ma stona a me perché son particolarmente sensibile (no in senso che ho un tallone d’achille o intravedo spauracchi, ma in senso che colgo questi aspetti, certo a torto o a ragione) quando si mescola un atteggiamento da “metodo scientifico da psicologi”, affermandolo, a un qualcosa che esula totalmente da una delle basi stesse dell’approccio corretto. E cioè il giudizio, l’empatia proiettiva (‘un ritratto di lei’ – ‘tu l’hai assillata mentre lei’) e, nelle ‘analisi’ partire da presupposti (es. Tu hai ‘deciso’ che fdc si stia comportando in un certo modo. E’ vero, le chiami ipotesi. Ma anche quando lui dice ‘così non è’ tu vai avanti per la TUA strada, chiara. Analizzi le TUE ipotesi

  • 985
    LUNA -

    e nell’enfasi di aiutarlo e di proporgli una diversa visuale che via via, affermi, in te si fa sempre più nitida (ma secondo un tuo percorso di analisi basato anche sui tuoi presupposti, nati dalla tua persona, dal tuo ragionamento, dalla tua esperienza anche rispetto a come pensavano tizio e caio quando dicevano questo o quello, di fatto però a volte neanche ascolti ciò che lui ti dice realmente. E poiché è di sè che ti parla, per quanto lui si veda come si vede quando parla di sè, un metodo realmente ‘scientifico’ non passerebbe sopra a ciò che lui dice di sè. Esempio pratico: ‘tu tiri fuori sempre il passato e lei allora…’ o ‘lei ha chiesto un distacco per queste ragioni (che ne sai, chiara?) e se non ti amasse te lo direbbe (che ne sai? A parte che glielo ha pure detto) etc. Io ho l’impressione che tu ti sia talmente immedesimata e ti sia fatta ‘la tua storia’ che a volte mentre gli parli manco lo ascolti, realmente, quando ti racconta la sua, con un’inconsapevole e in buona fede piglio dell’io c’ero. Ma non ci sei e se tutti possiamo fare soltanto ipotesi, anche su base esperenziale e proiettiva, e se anche visuali diverse e pure in antitesi son utili a fdc che infatti risponde e si ‘denuda’ sempre con grande disponibilità, e fa quel che va bene a lui, se chiedi a me, personalmente, cosa mi ‘irrita’ (ma io direi piuttosto mi stride) è quando si mescola un atteggiamento definito scientifico e analitico in senso psicologico ad un dare però le proprie sacrosante opinioni stando in realtá in una posizione da opinionisti e non da psicologi. Ma perché, anche, semplicemente chi padroneggiasse davvero un metodo analitico di un certo tipo non avrebbe questo approccio. Mi rendo conto che forse non riesco a spiegarmi, ma se ti domandi cosa mi stride è questo. Il tuo chiamare scientifico ciò che si chiama empatia, tanta buona volontá, interesse onesto e quel tanto di proiezione. Da ciò possono nascere ottimi stimoli di riflessione per fdc, ottimi anche, mi ripeto. Ma questo è ciò che penso.

  • 986
    Chiara -

    Cara Luna, vorrei risponderti, e perdona magari la lunghezza, ma ho i miei limiti e vorrei spiegarmi bene. (E perdona Fuori dal Coro anche tu, ma in fondo, vedrai, si parla sempre in qualche modo di te, magari ti è utile comunque). Tu Luna scrivi: “cara chiara, se cogli un’irritazione in me può darsi, ma non è per l’unisono o per altre ragioni. Se c’è (ma ‘irritazione’ è troppo, credimi) forse riguarda più un certo tono che i contenuti, che possono essere anche totalmente in antitesi. Detto ciò è chiaro che io non sono nessuno per sindacare sui tuoi toni, a parte perché riguardano una mia percezione, ma anche perché non son neanche rivolti a me direttamente”.

    Be’, sia quello che sia (irritazione no? Allora fastidio o perplessità? Sia quello che sia: mi hai detto delle cose e io ti rispondo), tu dici ora: forse è il tono, ok. Ma hai visto me fare appunti sul tono di qualcuno qua che sta facendo ragionamenti eccetera? Non mi pare, giusto? Dunque, se tu entri e d’improvviso mi dici: “io non mi sono mai permessa di dire a te che sei estenuante”, io che devo pensare che tu leggi e interpreti bene le cose che gli altri scrivono, in questo caso le mie? Cioè che era il tono, in realtà, nella tua percezione, che ti “stonava”?

    Ho poi, a pensarci, avuto a che dire “sul tono”, una volta, solo con Fuori dal Coro (con il quale ci siamo subito scusati e chiariti), avevo capito male, succede. Tuttavia, se io entro per la prima volta e inizio a dire delle cose, e Fuori dal Coro che mi pareva abbastanza “scosso” (emotivamente) mi dice subito cose come “tu forse non hai capito come io stia soffrendo!”, e ancora “per favore Chiara spiegati!”, a me pare del tutto normale che io – che appena entrata, e dopo avere letto tantissimo, ero tutta seria e concentrata – poi dica (e debba ribadire subito): scusami, ma io ho premesso appena entrata di aver letto parecchio, e se sono entrata è proprio perché soffri, quindi calmati, non c’è bisogno di dirmi subito spiegati, perché è quello che avevo appena iniziato a fare… Se mi dai tempo…. Questo, per dire, dei malintesi che possono nascere e di reazioni che poi possono essere quasi scontate…

    “[…] nei toni c’è una cosa che mi stona, […], ma in senso che colgo questi aspetti, certo a torto o a ragione) quando si mescola un atteggiamento da “metodo scientifico da psicologi”, affermandolo, a un qualcosa che esula totalmente da una delle basi stesse dell’approccio corretto. E cioè il giudizio, l’empatia proiettiva (‘un ritratto di lei’ [ecc.]”.

    Luna, ora a parte il tono (percepito da te, ma magari anche da altri, io mica lo escludo), ma tu eventualmente puoi riconoscere che una persona – che tu stessa confermi ha intenzioni serie, è in buona fede ecc. – possa, in caso, AVERE DEI LIMITI? Nel caso specifico: io? O dovrei essere tipo… “perfetta”, scusa? Non potrei avere, in caso, limiti? O strumenti limitati miei? Mi son presentata qui forse ufficialmente come psicologa?

  • 987
    Chiara -

    Mi son presentata qui forse ufficialmente come psicologa? Mi pare di aver, anzi, tentato di sollevare subito DUBBI, anche PROPRIO sottolineando, evidenziando un particolare che mi aveva colpito, che cioè Fuori dal Coro ne aveva avute già TRE, di psicologhe, e non aveva – dichiarava – “avuto alcun giovamento”. Dunque, poniamo, se uno legge (io) e si dispiace (io) e legge che tre psicologhe non hanno dato giovamento, io per prima cosa ho dei dubbi (che ben tre psicologhe, ad esempio, mi pare MOLTO STRANO che non abbiano capito nulla e che non abbiano potuto fare nulla… E semmai mi sorge il dubbio che magari Fuori dal Coro non è che sappia tanto aiutarsi, e/o che non è che sia tanto facile aiutarlo…) e per seconda mi viene naturale, istintivo, di porgere la mano, per dare proprio una mano. Come penso che sia accaduto a tutti qua, entrando: viene naturale voler entrare credo, per dare una mano.

    Dunque, Luna, ebbene sì: io ho dei limiti. E immagino che sì, che tu lo metta in conto, che io abbia limiti (ma pure tu, è ovvio, ma che, dobbiamo parlare di questa cosa ovvia?). E se sì, allora, come è ovvio che sia, che senso ha sottolineare un limite mentre quella stessa persona (magari eh?) sta dicendo anche altre cose e c’è pure poco spazio-limite dei post/tempo? Potevi concentrarti su cose interessanti che potevo aver anche detto, magari. Prendere diciamo “il buono che c’è” (di me), se c’è, e sfruttarlo e rilanciarlo. O svilupparlo. O prendere totalmente altra direzione, rispetto a quella che prendevo (o avevo preso) io, e che però a te andava bene perché ti sembrava più giusta, più “utile a”, considerato magari che anzi, la mia direzione non la condividevi per nulla (embè, che male c’è? Se tu hai una direzione tua e magari anche completamente diversa? O un approccio o una modalità di comunicazione o un tono? Mica offendi qualcuno? L’importante, mi pare, che una cosa basilare per tutti sia non offendere, avere buone intenzioni, e avere un’educazione verso tutti, dopo questo ognuno può dire quello che vuole e quello che crede, non ti pare? Fuori dal Coro permettendo, si capisce). Per dire. Anche a me lasciano perplessa a volte i toni o la sostanza di quello che possono dire altri qui, compresa te, ma gli/ti dico che il tono non va bene? Oppure che l’approccio è “troppo poco scientifico” mentre forse il mio di più? Ma scherzi, Luna? Non hai letto nulla, in questi anni, di post miei ad (e con) altri/e?

    Mi interessa, però, ora, sai, precisare questa cosa dello “scientifico”, per dire, che avrebbe visto perplessa te.

    (continua)

  • 988
    LUNA -

    ciao chiara, poiché hai colto un'”irritazione” e hai formulato ipotesi ho ritenuto di spiegarti quale potesse essere una stonatura percepita. Io non penso che tu debba essere perfetta (quando mai l’ho detto?), né che bisogna essere senza limiti (idem), e tu puoi parlare con fdc come ti viene e come a lui va. Se chiedi a me io comunque ho già detto come la penso sui contenuti, anche interagendo e rilanciando. Quell’aspetto di cui ho parlato ‘non mi piace’ (lo colgo) in generale quando lo incontro. Ed è sempre, penso, inconsapevole. E’ proprio perché uno o una non è psicologo, ma entusiasta, magari anche di aver fatto un’esperienza personale ‘subendo’ l’analisi, che riporta il metodo. Ma facendo confusione tra nozioni assimilate in parte e cose che non c’entrano e anzi pure in totale antitesi. Esempio banale: parlare di cambio di strategia o copione come ‘cosa scientifica” ma poi, sullo stesso tono dire COSI COSTRINGERAI… E’ capra e cavoli. Non si cambia strategia per COSTRINGERE UNA REAZIONE nell’altro e CONTROLLARE eventi e emotività altrui. Affermi poi che lei NON HA POTUTO ESPRIMERSI (si è espressa, e se in parte in un modo o in parte no ciò non dipende solo da fdc, ma inconsapevolmente tu comunque parli a lui ma la tua maggiore empatia, anche per quel ANNIENTARSI va a lei. Quindi tu orienti la tua analisi comunque

  • 989
    LUNA -

    partendo da un presupposto di un certo tipo di ‘ruoli’. Lui non le ha permesso, lei non ha potuto, lei ha solo chiesto, lui l’ha assillata, lui sta nel passato mentre lui dovrebbe etc. E a ciò mi riferisco quando dico che, nel dire ‘voglio più elementi, bravo che me li dai’ però nella tua analisi enfatizzi gli aspetti al servizio dei tuoi presupposti etc. Ora, io non sto dicendo che lo strano sia questo. Ciò può farlo chiunque. Io dico che potresti dire le stesse cose ma senza mettere in mezzo un ‘piglio scientifico’ e trattare la questione parlando di analisi. Non sono le parole il punto. Analisi di per sè è analisi di elementi che hai etc. Ma tratti un po’ fdc da ‘tuo paziente’ e parli di metodo scientifico, ma a sproposito. Marcella, maximum, lilly han detto la loro, e anche molto diretti, ma non mettono in mezzo nozioni di scienza e un uso contrario dicendo che è scienza. Lo dico perché su certi aspetti secondo me sei confusa tu. Nella realtà comune faccio A perché B faccia, reagisca etc. Nella realtà comune cambio copione per avere un certo riscontro. Nella ‘scienza’ che citi NO. il concetto è diverso. Persino opposto. Cmq il punto non è questo, e buon dialogo e interazione libera. Solo, ti dico, notavo questo inconsapevole e in buona fede atteggiamento.

  • 990
    Chiara -

    (continua per Luna e indirettamente per Fuori dal Coro)

    Mi interessa, però, ora, sai, precisare questa cosa dello “scientifico”, per dire, che avrebbe visto perplessa te.

    Tu scrivi: “quando si mescola un atteggiamento da “metodo scientifico da psicologi”, affermandolo, a un qualcosa che esula totalmente da una delle basi stesse dell’approccio corretto. E cioè il giudizio, l’empatia proiettiva (‘un ritratto di lei’ – ‘tu l’hai assillata mentre lei’) e, nelle ‘analisi’ partire da presupposti (es. Tu hai ‘deciso’ che fdc si stia comportando in un certo modo”.

    A parte che, aperta lunga parentesi, torno a dire: se si SCRIVE si deve per forza sintetizzare, e io sono prolissa PROPRIO perché la TROPPA sintesi, quando si tenta di analizzare in profondità, PORTA PIU’ FACILMENTE ai fraintendimenti, ora, alla luce che tu sia BENE INFORMATA DA ME PERSONALMENTE, di QUESTO, dunque, quando io scrivo (e in questo caso faccio UNA SINTESI, per forza che la faccio: devo) “un ritratto di lei”, o “conoscendola”, lo faccio semplicemente in quanto avendo poco spazio, e non volendo essere ripetitiva dovendo precisare che io lei, REALMENTE, non la conosco (e spostando così l’attenzione su qualcosa che in QUEL momento NON E’ la cosa PIU’ IMPORTANTE che, in un dato ragionamento, vorrei evidenziare) opero semplicemente una SINTESI per poter PROCEDERE, se tu permetti, in un RAGIONAMENTO altro.

    Non posso allora, Luna, ogni volta, col poco spazio che ho (per scrivere), SPECIFICARE in OGNI post, in OGNI discorso, in OGNI periodo, in OGNI ipotesi, OGNI virgola, che io NON CONOSCO (ma che, devo specificare qui a voi questo? Ma che siamo così scemi tutti qui? Qui solo Fuori dal Coro conosce questa persona e io dovrei forse specificare ogni volta agli altri che, come me, nessuno qua conosce REALMENTE la persona di cui si parla?). Dicevo, non posso specificare ogni volta che questa persona ovviamente non la conosco, che faccio ovviamente delle ipotesi, che cerco di mettermi, ovviamente, ANCHE (facendo ipotesi) in un suo eventuale (ipotetico sempre) punto di vista, perché non SCRIVEREI UN BEATO NULLA, col poco spazio che ho, Luna, alla fine, MAI. Mi spiego?

    Quindi, e te lo rispiego, e ci tengo a rispiegartelo, quando io dico “conoscendola”, o “un ritratto di lei”, sintetizzo il concetto che ormai, ripetuto più volte in precedenza (ipotesi, ipotesi, ipotesi, ipotesi, ipotesi, ipotesi; i vari “secondo me”, “credo che potrebbe essere che”; “ho impressione che”) dovrebbe essere IMPLICITO ORMAI che è ovvio che NON CONOSCO REALMENTE lei se non “sulla base di, eccetera eccetera eccetera, ho l’impressione che eccetera eccetera eccetera potrebbe anche essere eccetera eccetera eccetera”. Chiusa lunghissima parentesi.

    (continua)

  • 991
    Chiara -

    Ma riprendo ancora il tuo passo, perché sennò ci si perde, e lo riscrivo, tu scrivi:

    “quando si mescola un atteggiamento da “metodo scientifico da psicologi”, affermandolo, a un qualcosa che esula totalmente da una delle basi stesse dell’approccio corretto. E cioè il giudizio, l’empatia proiettiva (‘un ritratto di lei’ – ‘tu l’hai assillata mentre lei’) e, nelle ‘analisi’ partire da presupposti (es. Tu hai ‘deciso’ che fdc si stia comportando in un certo modo”.

    Tu mi leggi, e fai una SINTESI delle cose che dico (spostando peraltro l’attenzione dal problema di Fuori dal Coro a un problema che, si capisce, creerei e avrei, secondo te, io, e facendo poi un totale casino di quello che dico) e dici: che da una parte io utilizzerei una “pseudo-scientificità” mia, e da un’altra questa “empatia” mia verso di lei, che per te è di tipo “proiettivo” (e basta: perché io, poi, si capisce, devo essere talmente limitata, che posso capire qualcosa, o avere una qualche empatia, o essere capace di formulare una ipotesi, SOLO proiettando su una/uno, altrimenti PICCHE): dunque, la miseria, messa giù così, proprio un bel pastrocchio, non c’è che dire, Luna!

    Purtroppo non è, ma NULLA AFFATTO come tu SINTETIZZI, non avendo tu – spiace dirlo, ma ora basta – capito un BEATO NULLA. E stavolta per me, eccezione veramente, mi si potrà credere o no ma non è mio solito dire ciò a qualcuno, affermo proprio: non hai capito un beato nulla. Perché una (o uno), si può anche spiegare male, o lo può dire anche tante volte con educazione (peraltro rispiegandosi e rispiegandosi, ancora e ancora, nonostante tutto), ma viene il giorno che una (o uno), si rompe la balle. E potrebbe anche sentirsi preso un po’ per i fondelli, per dire. E questo è il caso proprio (che mi sono rotta).

    E quando dico che non hai capito nulla, Luna, dico proprio nulla (ma solo adesso lo so, e son contenta, finalmente, di avere capito!) e ti faccio pure un elenco in dettaglio:

    – Non hai capito le mie buone intenzioni (a dispetto di quello che tu affermi e te lo dimostrerò: tu non credi, ma proprio per niente, alle mie buone intenzioni; e se parte di te ancora un poco ci crede, a queste buone intenzioni, è solo perché un po’ mi conosci, mi hai letto, DA ANNI, e hai visto l’impegno che ho messo ad aiutare altri/e, e dunque per te è un po’ difficile affermare CATEGORICAMENTE che io, in GENERALE, non abbia buone intenzioni, e dunque che non le possa avere, in fondo in fondo, poi, anche in QUESTO CASO SPECIFICO);

    – Non hai capito nulla di questa “pseudo-scientificità” mia, e questa contrapposizione/sbilanciamento (che ti inventi tu, sbrigativamente) con un’empatia “proiettiva” (che tu mi appioppi, in maniera di nuovo facile e sbrigativa).
    Ma entriamo pure nel “dettaglio”. Tu questa “empatia proiettiva”, incredibilmente per me (che ti conoscevo COMUNQUE come persona intelligente, in certo modo elastica, sensibile; salvo cose che ti dirò alla fine), la dai per SCONTATA.

    (continua

  • 992
    LUNA -

    Chiara, ho letto. A me non interessa per niente fare polemiche e, come ti ho detto, ho espresso un mio pensiero specifico su un punto specifico, il che non vuol dire che io pensi che non puoi continuare a dialogare con FDC esattamente come prima e sviluppare i tuoi discorsi. Ti rispondo perché stiamo parlando su due piani diversi. Io non manifesto certo una critica alla persona in quanto tale o alle intenzioni o manifesto disistima nel momento in cui dico che il metodo scientifico è una cosa e dare un’opinione è un’altra. Poiché mi hai detto che a me avrebbe teoricamente irritato il fatto che tu la pensavi diversamente su alcuni punti ti ho semplicemente detto che non è così, ma dove stava il punto, che peraltro non mi irrita. Però s
    Mi dispiace che tu te la prenda così tanto e che tu pensi che io non creda alla tua buona fede, perché se lo dico è perchè lo penso assolutamente. Dovresti conoscermi, se pensassi diversamente te lo direi senza problemi.
    Quello che ho scritto non significa assolutamente nè che penso che una persona sia limitata, nè che penso che abbia cattiva fede. Guarda che l’empatia proiettiva è la cosa più normale e naturale del mondo. E’ una cosa normale, non è un’offesa.
    La usiamo inconsapevolmente tutti, quando ci mettiamo nei panni degli altri. La cosa più difficile è non farlo. Di per sè il fatto di averla non è una cosa nè assurda nè negativa.
    E infatti non è un caso se, per non usarla e per usare veramente un metodo di analisi il più possibile, detto semplicisticamente, “superpartes”, psicologi e psicoterapeuti fanno un percorso. Punto. Ho detto semplicemente questo. Non è una bestemmia, non è un’offesa.
    E’ un dato di fatto. Vorrei anche dirti (ma perché ho difficoltà a leggerti quando fai così, e neppure questa è una critica o un’offesa, puoi semplicemente non saperlo, non è scontato) che quando scrivi in maiuscolo non sottolinei un concetto, bensì, per la scrittura su video, URLI. Infatti è per questo, credo, che c’è scritto anche come avvertenza “fai un uso limitato di abbreviazioni sms e Maiuscole”. Quindi in realtà non sei più chiara quando lo fai, ma meno, perché la lettura risulta non più “analitica”, ma sincopata.
    La proiezione (che non è un’offesa, lo ribadisco, e non significa che tu non sia intelligente, sono due discorsi completamente diversi, altrimenti saremmo tutti scemi) io la vedo per esempio quando dici che lui ribadisce il passato e povera lei, e lui continua a stare là a tormentarsi/la come chi è stato bocciato alle medie e ancora ci pensa all’università (riassumo il tuo concetto): ora, a parte il fatto che è ovvio che a FDC non fa bene, alla sua salute fisica/emotiva/mentale, stare ancora a rimuginare su quell’errore, lui non è che ci sta pensando comunque anni dopo, quando è fuori dalla storia, ma quando ci sta ancora dentro e quando, da ciò che lui racconta, è l’altra persona che sempre torna sugli stessi punti del passato. Quello che lui vorrebbe più di tutto è guardare avanti, insieme a lei.

  • 993
    LUNA -

    Ora, è chiaro che se effettivamente non può guardare avanti insieme a lei prima o poi dovrà (se e quando lui lo riterrà opportuno, anche dal punto di vista emotivo, al di là di quello fisico) “mollare il colpo”, ma quando tu hai ipotizzato per più e più post delle cose non era una questione di sintesi, ma di un tuo punto di vista. Solo che questo tuo punto di vista andava oltre a quello che lui stesso raccontava. Sai, Chiara, se io ti dico che mia cugina mi ha tirato in faccia una padella tu puoi anche ipotizzare perché lo abbia fatto, ma se mi dici: non è vero, secondo me lei ha solo attuato un sano distacco e tu non glielo hai permesso e immagini la padella in faccia, beh, il discorso è diverso. A casa mia attuare un sano distacco solo per riflettere ma lasciando aperta una porta non è andare avanti per tre anni a dire a uno che è Erode dicendogli “non ti amo più e non voglio più stare con te” e tornare ogni volta sulle cose del passato, in un certo modo (conta anche il modo, e il modo FDC lo ha descritto per qualche centinaio di post abbastanza chiaramente), e poi tornare, ok, ma sempre in un certo modo. Io non sto parlando male di lei, la mia empatia non è di questo tipo. Lei, se ci pensi, attua una serie di atteggiamenti che semmai somigliano a quelli di una persona che io ho molto amato, e a cui comunque, nonostante tutto, voglio bene. Quindi non è che a me interessi fare un processo in cui salvo FDC e condanno lei dicendo che è un mostro di lokness. Ma quando FDC racconta certe cose io non penso che stia esagerando. Io penso che probabilmente sta pure giustificando ad oltranza degli atteggiamenti che sono comunque disfunzionali e lesivi. E che costuiscono una rete come quella di un ragno. Perché se una persona va avanti per tre anni a dirti le cose che lei dice a lui ti intrappola, ti fa girare su te stessi come dentro ad un bozzolo.
    E io credo che FDC si senta impotente, perché so che ci sono delle situazione in cui realmente ti senti impotente. E anche se attui delle strategie assertive non serve ad una beata cippa.
    Se l’altra persona, comunque, non intende “mollare” una serie di convinzioni e atteggiamenti. E le ragioni per cui non molla quelle convinzioni e atteggiamenti stanno dentro.
    E se davvero non ti ama più, per quanto sia legata a te, o comunque in quel momento non ti vuole un empatico bene, che quindi è teso anche alla tua “salvaguardia” e non solo alla propria, NON TI VEDE. Non ti vede neanche se, metaforicamente, ti prende a calci in faccia e sanguini. Ciò non è sadismo. Non sto dicendo che lei lo prenda a calci in faccia per vederlo sanguinare (per quanto il rancore ci sia), ma dico che lei NON LO VEDE. Non lo ha visto neanche quando gli ha chiesto un figlio, in quel modo, pochi mesi fa. Ha visto se stessa, non lui, non “loro”, due o tre. Non è una cattiveria, è un fatto. E su chi rischia la depressione più grossa, beh, calcolando che lui è stato pure caricato di un senso di colpa spropositato assurdo…
    Ciao Chiara 🙂

  • 994
    LUNA -

    FDC, scusa per la mia divagazione. Non mi interessava puntualizzare cosa il mio ‘metodo scientifico’, ovviamente. La ‘centranza’ c’è perché, dal mio (mio ovviamente) punto di vista, anche se è evidente che un problema di comunicazione c’è, e c’è la necessità di uscire da un ‘copione’, tu hai veramente un assoluto bisogno di concentrarti su di te, non vivendo la cosa come un rinnegare le esigenze di tua moglie (che son davvero poco chiare, perché anche quando apparentemente ti chiede una cosa in realtà sembra anche però boicottare la tua possibilità effettiva di venirle e venirvi incontro). Io mi auguro naturalmente che in questi giorni, magari proprio anche grazie agli interventi di marcella (comprendo quanto ti abbia colpito) e di chiara qualcosa o molto sia cambiato e che tu abbia finalmente, se possibile, trovato il punto d’incontro con tua moglie, togliendoti anche quell’assurdo, spropositato fardello del ‘catastrofico’ errore etc. Tornando in amorosa empatia e democrazia. E te lo auguro di cuore, perché comprendo quanto questi ‘eterni’ conflitti siano insostenibili. Capisco quanto per te la risoluzione reale sia sempre stata il “ritorno a casa”. In ogni caso ti auguro però di sciogliere la tua tensione. In ogni caso. E di riuscire a ricordarti sempre quanto sia importante la parità, anche nell’empatia.

  • 995
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna, Ciao Chiara e cia a tutti
    Rispondo al post n. 994 di Luna cercando implicitamente di rispondere anche a tutti gli altri post.
    Ho letto con attenzione le vostre disquisizione (di Luna e di Chiara) ed è ovvio che abbiate punti di vista diversi su alcune questioni.
    Il problema di comunicazione c’è, è ovvio, ma come spesso ho risposto a Chiara non credo di essere io il problema. Io ho cercato di pormi nel modo migliore, secondo il mio punto di vista ovvio, ma comunque con l’intento di non tornare sul passato ma di cercare invece di ricostruire presente e futuro.
    Io capisco i dubbi di Chiara, perchè è ovvio, non conoscendola si attiene a ciò che dico io.
    Purtroppo in questi giorni non è cambiato nulla. Non ho più un dialogo con mia moglie. Ho cercato di chiamarla ma non mi risponde. Io sto cercando di ascoltare quello che mi dite e provo a capire, leggendovi, dov’è che io stia sbagliando. Io penso sia da sottolineare il fatto che comunque è difficile sostenere un dialogo calmo e pacato quando vieni sistematicamente attaccato dall’altra persona. Chiara mi suggerisce di cambiare strategia. Ok. Io sto qui ad ascoltare i vostri consigli proprio per capire i miei eventuali errori. Chira mi fa un doppio esempio di scambio di sms dicendomi tra l’altro che, in una coppia di lunga data si sa bene ciò che irrita e ciò che non irrita. Eh magari Chiara. Nel senso che per anni nessuno di noi due si è mai “irritato” per qualcosa dell’altro. Quello che sto vedendo in Lei in questi anni di separazione non l’ho mai notato in tutti i nostri anni di rapporto. Tu mi dici che potrebbero essere molte le motivazioni per cui lei si comporta in questo modo: smarrita, confusa e quant’altro. Una cosa è certa: è molto altalenante. Perchè le cose le ha dette tutte anche che “non mi ama più”
    Ha paura di ritornare con me ? Ha paura che le rinfacci il tradimento ? E’ scombussolata dall’intervento chirurgico ? Non lo so. Fatto sta che cambia da un momento all’altro. L’unica cosa certa è che in questi anni di separazione non mi ha mai più detto che mi ama.
    Ben inteso, con questo io non la incolpo di nulla. Sto solo cercando di descrivere come vanno un po’ i fatti. Quello che posso dire è che io cerco sempre di pormi in maniera tranquilla. Poi è chiaro che se Lei mi dice ci vediamo alle 16 e alle 15.45 mi dice non ci vediamo più, credo sia normale che io possa essere quantomeno irritato. Poi faccio buon viso a cattivo gioco la prima volta, la seconda, la terza poi inizio a far presente che così non va. E’ da lì nascono le discussioni e i rinfacci (suoi) che poi scatenano alla lunga risposte da parte mia.
    Come ho scritto prima non so da cosa derivi questa sua instabilità. Certo è che le vicende accadute da quasi tre anni a questa parte qualche problema hanno creato. Non nego che nel primo anno di allontanamento ci siano state forti discussioni, innescate da Lei, alle quali seguivano accuse che subivo senza controbattere. Questo finchè sono scoppiato….

  • 996
    Fuori dal Coro -

    …e non faccio fatica ad ammetterlo, dopo l’ennesima suo attacco portato a ferirmi volontariamente è capitato a me di difendermi attaccandola pesantemente (mai sul tradimento) e con parole (mai parolacce) che oggettivamente potevano far male. A volte avevo l’impressione che queste mie “esplosioni” la riconducessero momentaneamente alla ragione. Ma a me questo faceva male. Non è da me agire in questo modo. Soprattutto dicendo cose che neanche lontanamente pensavo. Infatti le chiedevo immediatamente scusa proprio perchè non riuscivo a sentirmi in pace con me stesso e non ce la facevo ad immaginare Lei che soffriva per frasi che come ho già scritto prima non pensavo neanche lontanamente.
    Alla luce di quanto successo mi rendo conto, ma lo dico con il senno di poi, che forse sarebbe stato meglio dopo averla cercato per un paio di mesi, farmi da parte e aspettare le sue mosse. Ma, scusami Chiara, se mi ripeto, quando si ama davvero una persona, si è consci di qualche errore si cerca di far di tutto per riconquistare chi si ama. Con la conseguenza che si rischia di sbagliare.
    Sono qui sempre a disposizione Chiara, Luna e voi tutti
    Un abbraccio

  • 997
    Chiara -

    (continua)

    Questa “empatia”,dicevo,la dai per SCONTATA. Cioè, è così e basta, per te, riguardo me: è scontato per te, vale a dire, che siccome io parlo in un certo modo di una persona, TENTO DI CAPIRLA, è SCONTATO che io mi stia identificando, per te, identificandomi completamente (e sbilanciandomi completamente da una parte: dandole chissà quale ragione, ASSOLUTA: tu credi).

    Io insomma mi sarei identificata, MA DI BRUTTO, eh? In questa persona (cosa che invece NON E’: ma proprio no, spiacente). E non è un caso, che sin dall’inizio, dissi a Fuori del Coro: capisco te, ma capisco anche lei; che si può scrivere anche in altra maniera: cerco di capire te, ma cerco di capire anche lei.

    Io “empatizzerei”, secondo te, con lei e punto. Punto e basta (perché lo hai deciso tu). Questo è il tuo atteggiamento, Luna, nei miei confronti. Questa è la tua ostinazione, nella tua lettura FORZATAMENTE distorta.

    E allora io alla fine mi arrabbio, sempre SE TU PERMETTI, si capisce. E SE NON LO PERMETTI, si capisce che mi arrabbio uguale: anche senza il tuo permesso? Sì? Bene. Procediamo.

    Anche Fuori dal Coro, infatti, dopo poco che io ero arrivata, aveva buttato là qualcosa come “chissà, magari è probabile che abbia vissuto qualcosa di simile” (diceva di me: Chiara), e ciò è del tutto normale anche pensarlo e anche dirlo, aggiungo io ora. E infatti per me è finita lì, quella cosa che lui può aver pensato e che ha buttato lì.

    Però io dico, ORA, perché voglio spiegare altre cose, e ci arriverò più avanti: se, per capire qualcosa, o qualcuno, si dovesse PER FORZA aver vissuto, in prima persona, qualcosa di “simile”, o di “uguale”, e buonanotte! Buonanotte al dare una mano a qualcuno o il ricevere a nostra volta la mano da qualcuno!

    Nella mia esperienza – visto che chiunque qua parla ANCHE della PROPRIA esperienza o anche del SUO modo di affrontare le cose, o di COME si potrebbero affrontare -, e parlo ora proprio delle DISCUSSIONI, io nella mia esperienza NELLE DISCUSSIONI, ho trattato, da ANNI, vari ARGOMENTI, Luna. Sono abituata COSI’. Dalla politica, alle cose personali, umane esistenziali; dai problemi della società fino alla letteratura. Non tratto le cose in maniera SPECIALISTICA, perché non sono UNA SPECIALIZZATA. Do un mio parere, certo: tutto lì. E utilizzo i sistemi MIEI, Luna, non tuoi, per trattare una discussione. Se entro in una discussione di politica, in cui si parla di economia, non ci entro, Luna, se quelli che trattano l’argomento sono degli SPECIALISTI che stanno parlando – giustamente- tra loro. Chiaro?

    Ma tornando ai problemi “umani”, semplicemente umani, e ad esempio di empatia, o del tentare di dare una OPINIONE, una LETTURA, e di dare poi umanamente una mano:

    certo, se io poniamo ho un tumore, e mi stanno facendo la chemioterapia, e incontro qualcuno che o ha fatto o sta facendo la chemioterapia, va da sé che MI CAPISCA MEGLIO DI ALTRI e che IO CAPISCA MEGLIO a mia volta l’altro (che vive la stessa cosa). Grazie!

    (continua)

  • 998
    Chiara -

    Ma non è che per capire (nel senso – ovvio – del tentare di capire), o avere empatia, o avere comprensione, o fare ipotesi, su un problema umano (dico umano: siamo tutti umani qui o no? E allora), di una persona, di tipo esistenziale, o di coppia, o anche magari psicologico, o più vagamente “mentale”, debba aver vissuto lo stesso identico problema o copione, oppure – rifacendomi al caso – avere un Master in Psicoterapia di Coppia, per poter essere in grado, se a uno va, desidera farlo, ritiene di volerlo o di doverlo fare e a COLUI che parla, fa domande, chiede aiuto questo sta bene, non è dicevo che ci voglia un Master per dire a Fuori del Coro, e come fa mi pare anche Fuori dal Coro, che trovo che sia spesso “logico” (lo virgoletto eh Luna: perché lui non so se sia un LOGICO, di professione, e vale a dire un MATEMATICO – o anche FILOSOFO TEORETICO mi pare) se mi dice: oh, due più due fa quattro, eh? E se per lui due più due fa quattro nel senso che mi dice: sì, io sono coerente, lineare, Chiara, dico A, e A, e ancora A, come dire due più due fa quattro, a me va benissimo, Luna, ma pure io gli posso dire: sì, ma se tu da tre anni stai dicendo A e lei ti risponde B, tu continuerai a dire A e lei B, e per altri tre anni, FORSE la domanda e la risposta, pur essendo o sembrando OPPOSTE, alla fine SONO la STESSA COSA, sono RIDIGE, e la RISPOSTA che tu otterrai, che tu ritieni SBAGLIATA, che tu non vuoi, sarà sempre LA STESSA, chiaro? E potrò anche aggiungere, Luna, a Fuori dal Coro: amico mio, è matematico, due più due fa quattro. E ciò, Luna, pur non essendo né una psicologa, né un MATEMATICO, pensa un po’, incredibile!
    E’ c-h-i-a-r-o a-d-e-s-s-o?

    Ecco, io avevo letto questa cosa (l’avevo colta, credo, nella sostanza), da te e Fuori dal Coro, ma non mi ci sono soffermata (come mai non mi ci sono soffermata? Questa sarebbe una domanda interessante, per dire, da farsi, prima di fare domande “sui perché degli altri sapendo i propri”, NON CREDI?); e ciò, bada bene, nonostante non fossi d’accordo con la sostanza di quello che mi avevate detto (ma Fuori dal Coro buttandola là, una volta, come ho detto che è normale che sia, che può essere; TU, invece, Luna: INSISTENDO, che è una cosa ben diversa, come ti dimostrerò).

    Ed era una cosa che, dicevo, quella buttata là e poi dopo con INSISTENZA, che a quel punto riguardava proprio la MIA PERSONA, secondo la vostra lettura, inteso: coinvolgeva cioè, proprio me, in persona. Bene. Nonostante ciò io ho lasciato correre. Perché? Perché è vero che non ero d’accordo, e potevo mettermi a puntualizzare e spiegare perché non ero d’accordo, ma è pur vero che ritenevo sempre di avere poco spazio (per scrivere: nei post, non avevo MATERIALMENTE spazio, chiaro? E dovevo, e potevo, SCEGLIERE se dedicarmi a questo o a quello) ed ero concentratissima sui problemi di Fuori dal Coro che volevo aiutare (e io avevo chiarissima, DA PRIMA, e DURANTE la discussione, che questa fosse la mia PRIORITA’).

    (continua

  • 999
    maximum -

    FDC, lei ti provoca per vedere una tua reazione… e invece tu non hai le palle…devi incxzzarti di brutto altroché…e hai fatto male a non discutere del tradimento, dovevate discuterne subito, appena lo hai scoperto e pesantemente !
    invece tu ci hai chiuso su un occhio da quel che ho capito, così lei vede che può fare tutto quello che vuole, tu sei li come un cagnolino a dire si cara, ti amo lo stesso..rifallo pure…non cambia niente…..torniamo insieme ti prego!…
    vedi, è qui che sbagli tutto ma non c’è niente da fare, ognuno è quello che è…te l’ho detto sei troppo buono, è quello il tuo problema.

    poi parliamo di sto tradimento…è stata una sbandata o magari lei ci ha una relazione vera e propria con sto tizio ?!?!

    no perché se lei in verità durante sti tre anni e magari ancora prima o ancora adesso ha la relazione con quell’altro ci credo anche io che non è chiara e si contraddice…a quel punto ti sta solo prendendo per i fondelli alla grande caro il mio FDC…
    e a quel punto pure la storia del bambino (che tu non lo volevi…cattivone che sei…) son tutte pseudo-fregnacce!!
    è il solito capro espiatorio per giustificare il SUO TRADIMENTO e il SUO lasciarti e buttarti le colpe addosso a te !
    eh..scusa se ti offendo o se son troppo diretto e sintetico per la tua sensibilità, ma questa è la mia opinione e il mio stile, liberissimo di non condividerla o di non accettarla o di rifiutarla…e pure di deriderla se vuoi…a me non importa nulla della tua storia o della vostra opinione sul mio conto…voglio solo aprirti gli occhi amico…perché tu stai soffrendo per niente…
    ci pensano già le ragazze qui a esser prolisse e logorroiche a non finire con le loro dispute che penso invece che tu abbia bisogno di una svegliata, di una “terapia” d’urto.

  • 1000
    Marcella -

    Ciao a tutti
    Dopo il mio primo intervento sono tornata su queste lettere. Ho aspettato un po’ prima di intervenire nuovamente.
    Chiara scrive che spesso Fdc è ripetitivo, quasi come fosse un difetto. Invece con le sue ripetizioni, anche a distanza di mesi, dimostra una coerenza impressionante. Alla fine uno che ripete può infastidire, ma in questo caso la ripetizione non fa altro che esaltare la sua coerenza. Tutti stiamo cercando di aiutarlo, voi in particolare Luna e Chiara, ma anche Aleba e Maria ho visto. Vorrei farlo anch’io ma non saprei come.
    Io capisco solo che, pur non conoscendo la moglie, lei sta commettendo un grave errore. Perchè con tutti i difetti che Fdc potrà avere dimostra delle qualità e dei valori che al giorno d’oggi sono introvabili. Ma cosa pretende questa donna ? Si lui avrà sbagliato con la storia del figlio ma leggendo i suoi post ha dichiarato più volte che non era insensibile alle richieste della moglie e stava cercando di cambiare in quel senso. Se un appunto si deve fare a Fdc è quello che secondo me lui doveva comunicare alla moglie che si stava sforzando per cambiare, per accettare di diventare padre e cambiare vita. da quello che scrive pare non lo abbia fatto e un altro appunto che gli si può fare è che può aver sbagliato nel rispondere in maniera non proprio corretta riguardo alle richieste della moglie. Forse perchè pressato. Lo penso perchè anche mio marito faceva lo stesso.
    Comunque analogie con la mia storia a parte io penso che purtroppo la moglie di Fdc abbia perso la testa per un’altra persona ed ha perso di vista tutto il bello dell’amore che ha vissuto con lui. Da donna dico che sta facendo una enorme ca….ta. E sono sicura come sostiene anche Fdc nella risposta a maximum che la moglie si sia lasciata abbindolare in un suo momento di crisi. Perchè la crisi parliamoci chiaro l’ha avuta lei e non Fuori dal coro. Ora anch’io da donna mi trovo in difficoltà nel capire cos’abbia per la testa la moglie. A questo punto anche il figlio sembra un pretesto perchè se tuo marito torna indietro sui suoi passi quale miglior occasione per ricomporre coppia e famiglia. Sembra un pretesto per poter uscire linda dalla storia. Come per dire, io me ne sono andata perchè lui non mi ha dato un figlio. Ma forse non ha fatto i conti con il vero Amore di Fdc, sempre stando a quello che scrive. Ma come hga detto qualcun altro perchè dovrebbe sprecare tutto questo tempo per venire qui a ribadirlo ? Lui non cerca la ragione ma solo di tornare con sua moglie. Anche se risulta evidente che vuole tornare con una moglei che lo ama perchè con tutto l’amore che prova ha paura che in verità sua moglie non provi per lui lo stesso amore di prima. E come dargli torto. Come condannarlo se non si è lasciato andare ? Scrive chiaro, cercava abbracci, rassicurazioni sull’amore della moglie. Non scordiamoci che è lui il tradito non la moglie. Quindi chi l’ha fatta grossa e lei non lui. Qui si parla di “ti amo” non di sbandate. (continua)

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