Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011
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Peraltro, Fuori dal Coro, io sospetto, guarda un po’, che lei pensi ESATTAMENTE le cose tue, di te: e cioè che TU non ti metta in discussione.
Dunque, la domanda a ENTRAMBI (e retorica) è: che cosa dovreste tornare insieme VOI DUE a fare, scusate?
E mi pare che ve lo siate dimostrati in abbondanza, da un certo punto in poi, e successivamente per TRE ANNI, che eravate, e che siete, in un testa-testa, e che questo testa-testa, col cavolo che si è sciolto, in una vera discussione tra voi, in un vero sciogliere i nodi delle questioni.
Io questo vedo. Punto. E se tua moglie fosse qui: lo direi anche a lei. Le stesse cose. VOI avete creato la montagna. No solo lei, no solo tu, no ha cominciato lei, no hai cominciato tu. Non siete due bimbi, per me, eh? A me non interessa chi ha cominciato e chi ha fatto di più o di meno, e partire (io) con le accuse: se voglio darvi una mano. Mediare tra voi (sia pure purtroppo in forma indiretta e limitatissima, come vedi; non è che sia proprio facilissimo, dare una mano così, in queste condizioni, eh?).
Ti dico un’altra cosa, più generica. Il COMPROMESSO Fuori dal Coro, la NEGOZIAZIONE, qua, lo vedi anche tu, sono MANCATI.
Un bel giorno, da qualche parte, ho letto – finalmente! – come è considerato SOLITAMENTE il compromesso, e cosa INVECE dovrebbe essere.
Te lo riassumo per come l’ho capito io.
Il COMPROMESSO non è: siccome tu vuoi sempre andare al lago, e io invece voglio andare che so al parco giochi, non significa oggi andiamo al lago e la prossima volta al parco giochi (che più spesso, lo vediamo, poi finisce che o si va sempre al lago, oppure si va separati, oppure che ne so, iniziano dei sottili rancori eccetera).
Significa trovare un’ALTERNATIVA che soddisfi entrambi.
Perché se io RINUNCIO, e la volta dopo rinunci tu, ciò comunque crea FRUSTRAZIONE.
L’alternativa (il compromesso), invece, non solo fa sì che voi, insieme, condividiate, in contemporanea, cose che vi soddisfano e vi danno piacere, ma che vi evitate di crearvi, entrambi, una frustrazione, o peggio di fare una cosa che magari detestate, non è di vostro gradimento, o vi dà fastidio eccetera.
L’alternativa è la MIGLIORE e più SODDISFACENTE – per entrambi, contemporaneamente – SOLUZIONE. Per entrambi.
Dunque (ovvio che l’esempio è un esempio): si va dove c’è un lago e un parco giochi. Si trova una soluzione (situazione ecc.) che sia di soddisfazione per entrambi.
Ecco, tutto lì. Dopo di che, forse, puoi capire che in certi casi la soluzione, soddisfacente per entrambi: o non ci potesse essere proprio, o non la si volesse trovare. A me questo potesse o volesse non interessa. Interessa che non c’è stata, questa soluzione. Prendo atto: da esterna. Che è più facile per me: da capirlo, questo. Dopo di che le due persone coinvolte, mi pare che debbano prendere atto di questo: che la soluzione non c’è o non c’era. Dopo di che, io spero, io mi auguro, si mettano, ENTRAMBI, come si dice, l’anima in pace. Ecco qua. Ecco tutto.
.FdC @ una cosa le rimprovero: quello di non mettersi Lei in discussione anche soltanto per comprendere che fondamentalmente quella montagna che credeva di conoscere, in realtà la conosceva ben poco. Caro Fuori dal Coro gli adulti raramente vedono la realtà per quella che è, spesso vedono ciò che elabora la mente, filtrata attraverso l’esperienza ma anche attraverso i propri bisogni e le emozioni che i bisogni scatenano. Penso alla mia storia, in questi ultimi mesi mi ritrovo spesso a raccontare PER LA PRIMA VOLTA a mia sorella la vita che conducevo con il mio ex. Rimane allibita e mi interrompe per dire “Dovevi mollarlo in quel momento!” Ma io non l’ho mollato per anni. Anche io avevo i miei filtri … (pensavo che l’amore fosse principalmente amare l’altro! Invece l’amore più importante è quello verso sè stessi) e, anche se la parte istintiva del mio cervello mi esortava a rimuovere i filtri, io rimanevo e spostavo il confine. Mia figlia…piccola mente fresca e pulita, cuore nuovo che neppure concepisce il male ma si aspetta solo amore da chi la circonda, lei con i suoi occhi chiari ha visto nitidamente ciò che succedeva, lei parlava senza “modulare” dichiarava senza dubbi o giustificazionei COSI’ NON VA. L’ha fatto in diverse occasioni che mi hanno profondamente colpita e hanno tolto i filtri dagli occhi. La realtà è unica insindacabile e non si può negare che certe cose siano accadute spostando il limite di tolleranza. Se l’acqua è tossica è tossica! e se ne vieta l’uso…non si rivedono le tabelle tossicologiche degli inquinanti!! Alcune persone mi dicono che la mia bimba è molto matura per la sua età, che sia vispa e sveglia lo so…ma non è maturità la sua bensì immediatezza… . Mi dai un pizzico, mi fai male! te lo dico…se non la smetti ti pizzico anche io poi me ne vado. … dopo averti rimpito di pizzichi!! Se l’adulto non interviene e finge che io non sia stata pizzicata, perchè ha i suoi motivi, in quel momento l’adulto mi sta insegnando l’omertà e l’ingiustizia. Ignora il male che patisco in nome di qualcosa che non capisco, ma ben presto mi assueferò al male e mi rassegnerò al fatto che a volte, anche se ti stanno veramente procurando dolore, non te ne puoi andare…perchè non è neppure ammesso che tu lo dichiari quel dolore. A volte arrivi persino a ritenerti pazza perchè senti un dolore chiaro e netto e chi ti circonda rimane indifferente. Ho parlato di me partendo da tua moglie FdC. Credo che una relazioni funzioni quando si viaggia verso la stessa meta, ma lungo il viaggio è indispensabile comunicare…a voi questo è mancato.
chiara, infatti tu liberamente affermi e io liberamente dico la mia, io liberamente affermo e tu liberamente dici la tua, mentre liberamente fdc dice la sua. E’ sempre successo, in questo forum in cui da anni scrivi, anche tu, che le persone interagiscano. Anche a te è capitato centinaia di volte di dire che eri d’accordo con uno o l’altro, e anche in disaccordo con me. Dunque non comprendo perché quando tu dici la tua, anche in disaccordo, ti esprimi liberamente e quando lo fanno altri (io) tu subiresti una coercizione. Io ti ho già spiegato cosa, anche assai banalmente, intendevo riguardo il discorso scientifico, e in generale. Se ci hai letto ben di più e altro di quel che ho scritto io non posso farci nulla. Alle mie perplessità riguardo l’affermare una genericità nell’atteggiamento di fdc per cui lei ‘avrebbe dovuto salvare se stessa perché il figlio non soffrisse’ a causa di lui quanto lei fdc ti ha già risposto. Per quanto riguarda la mia opinione che ho espresso leggo da centinaia di commenti
uno che si flagella da mane a sera dandosi ogni responsabilità, anche per le azioni subìte, non solo quelle agite. Quasi che lui fosse il solo adulto tra i due. Leggo uno che è rimasto in apertura, il più possibile, anche dopo un tradimento. Che ha tentato di rimediare anche deresponsabilizzando parecchio l’altra parte. Quando fdc si mette su un piano di parità, ammettendo anche le SUE frustrazioni subìte e che anche dall’altra parte è utile una messa in discussione (fosse pure sul senso di ‘son stata troppo buona e ero ‘tappata’) io non ci vedo certo del positivo perché ci vedo del rancore da parte di fdc bensì una visione e rielaborazione più democratica, in cui gli adulti, capaci di scegliere, intendere e volere e mutare il corso degli eventi sono due. Anche quando penso che sto salvando me stesso/a (l’ex di aleba sarà da quando era bambino che è persuaso di farlo) posso farlo in modo più o meno funzionale. Posso dare tutta la colpa agli altri o a me stesso o mettere e mettermi in discussione in modo più costruttivo. Anche quando le ferite e i traumi sono grandi. Ma grandi davvero. Se poi in questo mio guardare le cose (che non è una novità) tu stavolta cogli un attacco ad personam non posso farci nulla proprio perché non lo è. Ma poiché usi ciò che dico per dire che così non puoi restare e per te è una sofferenza, pare, che si abbiano opinioni diverse non ho problemi ad andarmene io, dalla questione fdc, così ti rassereni e anche fdc perché pare che diventi lui sennò tipo la storia, com’era? Di salomone? Vedi un po’ te. Aleba, con te però resto in contatto volentieri sui temi che sai.
aleba, quando scrivi così (e son d’accordo su tutto, in particolare con le prime righe) automaticamente lui si chiede (mi pare) “Io ho fatto questo a lei? Si è sentita come dice aleba? Io avrei dovuto capire quei bisogni e quei filtri? Io io io”. In realtà io leggo il tuo discorso in maniera molto più ‘realistica’ e ‘democratica’, e ci leggo (magari mi sbaglio, dimmelo tu) anche quella tua messa in discussione costruttiva, sulla tua parte, pur cercando di riconoscere e non negando le responsabilità e i filtri altrui. Il dialogo è credo il momento in cui ciascuno mette sul tavolo i propri bisogni e i propri filtri, ma, penso, funziona se si è reciprocamente aperti a sentire quelli dell’altro. E anche però, a volte, a riconoscere le proprie ragioni per cui non ci si esprime. E’ un lungo discorso, lo sappiamo… Se parlo con mio suocero (persona a cui voglio bene e che me ne vuole) quando descrive certi atteggiamenti di sua moglie sono identici a quelli di lui. Identici. E emersi in seguito in determinate circostanze. Se me ne fossi accorta prima, tanti anni fa, forse avrei reagito diversamente. Non avrei pensato che lo avevano rapito gli alieni e che era cambiato, ma che funzionava ANCHE così. Inoltre dalle domande che mi fa mio suocero mi è chiaro quanto ansie ASSURDE di mia suocera e suoi filtri abbiano contribuito. Io non tolgo responsabilità a lui, perché aveva accanto davvero una persona sempre disponibile a sbrogliare le matasse. Quando io dico a mio suocero il mio punto
per quanto è ovvio che io sia inc. per una serie di cose gli è anche chiaro quale sia stato sempre il mio atteggiamento di fondo, pure se io anche, ovviamente, ho le mie. Gli è chiaro che la guerra non solo non l’ho mai cercata io, ma anche che determinate situazioni son state ‘rivoltate’. Sarebbe complicato spiegarle nel dettaglio, ma è così. E io a lui dico “io ho molti difetti, ma non è su difetti reali che si son basate delle questioni”. E per farti capire quanto ciò sia vero mia suocera manipolò le cose in modo che la casa non fosse a mio nome perché se ci fossimo separati… (ma lui non se ne rese conto. Lei lo ha ammesso TESTUALE recentemente), le ragioni per cui lui andava a pranzo da lei erano perché principalmente lui andava a fare da cuscinetto, cosa che suo padre sa (‘quando c’è anche lui lei se la prende meno con me’) e io questo ero in grado di vederlo. Lei girò la questione (a parte invaderci anche i weekend, in cui lui diceva ‘mangio a casa’) che lei doveva cucinare per lui perché io me ne fregavo e tra l’altro io non mangio e cucino verdure (perché son allergica a due azzo di verdure che lei metterebbe anche nel caffè) e che lui povero lavora e io mi gratto (perchë lui fa un lavoro fisico, io intellettuale, per cui se io lavoro anche dieci ore in realtà mi gratto. E visto che non lavoro almeno fossi una casalinga per
LUNA chiara e puntuale su tutto.
Continuo a sorprendermi per le affinità delle nostre storie, pure io con un lavoro intellettuale e lui un lavoro di fatica…pure io per lui mi grattavo tutto il giorno fuori casa 10 ore al giorno. Poi nel week end lui coltivava le sue passioni e io pulivo casa ma solo mentre lui era fuori, perchè quando era in casa si seccava se c’era l’aspirapolvere fuori o se me ne stavo in lavanderia a stirare. No! quelle cose le facevo nella pausa pranzo, dopo che lui era uscito per andare al lavoro. Pure per me il casino, nella sua testa, è scoppiato con la casa nuova. Terrorizzato di perderla ha perso me. Pensa che persino l’assistente sociale mi ha detto che da come parla si capisce chiaramente che sua figlia è la casa, non la bambina.
Credo che la parte migliore del mio rapporto con lui, per me, sia stata cercare un supporto psicologico per mettere ordine. Sai come quando non stiri da due settimane e la roba è ammassata e stropicciata. Finalmente prendi un capo alla volta e togli le pieghe, sistemi con cura i bordi e tutto si distende. Pezzo per pezzo fino a quando tutto è impilato in buon ordine e riponi debitamente nei cassetti e nell’armadio. Si crea uno spazio buono, si fanno le somme giuste e il risultato è sempre unico.
Ciao Chiara
Grazie per il tuo intervento. Provo a risponderti su alcuni punti che hai evidenziato. Riguardo la famosa frase: no non dicevo la verità. Se leggi il mio post n. 1020 ho già sottolineato il fatto che con quelle parole non dicevo la verità, in quanto mentivo a me stesso, perché non avrei sofferto con un figlio. Anzi sarei stato un padre responsabile e felice. Era la paura di cambiare vita che prendeva il sopravvento su tutto.
Io ho scritto che “non avrei aspettato che si fosse formata la montagna”. E la montagna che tu dici “fosse dentro la nostra casa” io non la vedevo. In sostanza questa montagna la vedeva solo Lei con il suo malessere che non mi dimostrava.
Ti faccio un esempio per chiarire questo punto: se io ti dico mentre mangio del prosciutto che tu mi hai preparato: “il prosciutto mi mette sete” non significa che non mi devi più preparare il prosciutto, significa solo che mi mette sete. Altrimenti avrei detto “il prosciutto mi mette sete, non ne vorrei più mangiare” In sostanza non posso accusare te di avermi fatto bere litri d’acqua a causa del prosciutto se io continuavo a mangiarlo senza dirti che non avrei voluto più mangiarne.
E’ chiaro che tu portandomi l’esempio della “montagna di polvere” mi metti in condizioni di non poter dire che non ho visto la “montagna” perché è evidente che sotto il tappeto si forma la “gobba”. Ma l’esempio nel nostro caso non calza. Perché la montagna di polvere, da quello che ho potuto percepire, sarebbe il suo malessere. Ripeto Chiara questo suo malessere io non l’ho visto.
Non so se riesco a farmi comprendere. Quello che sto cercando di dire da tempo è che io pur prendendomi tutte le responsabilità non volevo far del male a mia moglie. Diciamo che, riprendendo la metafora della polvere, non è che mettessi la polvere sotto il tappeto, ma piuttosto che non pulissi così bene come puliva Lei. Quindi diciamo che per me è pulito finchè tu non mi fai notare che non è pulito come si dovrebbe, in quanto è rimasta della polvere di cui io non mi sono accorto. E allora mi fai notare piuttosto decisamente che non è questo il modo di pulire e che se continuo a pulire in questo modo a te non va bene.
Riesco a far comprendere la sostanziale differenza ? In quel caso o io pulisco bene o….finisce male. Non posso non capire. Mi spiego ?
Questo è ciò che è successo nella nostra casa.
Riguardo al mettersi in discussione e quant’altro non mi riferisco al nostro rapporto, ma al post-rapporto. In questi quasi tre anni Lei non si è mai messa in discussione. E il fatto stesso che io sia andato da una, due, tre psicologhe (donne), dimostra il fatto che io ho cercato di capire non solo me, ma cosa Le sia realmente successo e cosa io possa averle provocato con il mio comportamento anche involontario.
Quindi io non chiudo se noto queste cose. Ed in particolare se le noto dopo quasi venti anni. Perché per quasi venti anni ho vissuto con una persona splendida. Che poi possa aver “creato la montagna” non significa..
…che sia una persona che non vale nulla. Io so cosa ho perduto, perdendo mia moglie. Sto solo cercando di capire cosa le sia successo…dopo.
Continuo a sostenere quello che più volte ho sottolineato in questi post che donne come Lei raramente si trovano. Poi che possa aver sbagliato nella comunicazione non vuol dire che sia una persona con la quale non si può costruire nulla. Gli errori si correggono, da una parte e dall’altra.
Confermo quanto scrivi sul fatto che Lei pensi esattamente che io non mi metta in discussione. Ma onestamente cos’altro posso fare più di quello che sto facendo ? Non pensare che vengo solo qui a confrontarmi con Voi. Ho parlato con amici e persone a me vicine cercando di confrontarmi, capire e correggermi.
D’accordissimo con te sul discorso del compromesso. Fino a tre anni fa non ho mai pensato che ci potesse essere frustrazione tra noi due. Discorso figlio a parte, avrei potuto giurare che non c’era bisogno di “negoziazione” tra di noi. Ho sempre fatto le cose che le gradiva, con reale piacere, e pensavo fosse lo stesso per Lei. Ho fatto “miei” i suoi luoghi d’infanzia felice, i suoi gusti e quant’altro. Senza mai sentirmi obbligato. Quando sostengo che Lei era entrata a far parte di me vuol dire anche questo. Mi piaceva davvero fare quello che piaceva a Lei e mi sono integrato “totalmente” nella sue cose. Tuttora non rinnego nulla.
D’altra parte in questi tre anni chi ha rinfacciato le cose e stata Lei non io.
E sono rimasto di pietra quando mi sono sentito dire certe cose. Prova solo ad immaginare quando per anni sei convinto che tua moglie sia felice nel fare tante cose con te e poi di punto in bianco ti rinfaccia quello che hai pensato fosse fonte di gioia per entrambi. Pensa come puoi sentirti dentro Chiara.
Un esempio…il Natale
Mi piacerebbe che analizzassi questi ultimi punti.
Un abbraccio
Ciao Aleba, Ciao Luna
Aleba sono abbastanza d’accordo con te. Non posso dire che tra noi la comunicazione sia mancata totalmente. E’ mancata una parte di comunicazione. E’ stata omessa la comunicazione della sofferenza.
L’esempio del pizzicotto calza a pennello. Se io ti pizzico e tu dici “ahi” è evidente che ti sto facendo male. Non te lo rifaccio. Se non dici nulla vuol dire che non ti sto facendo male (a meno che si sia insofferenti al dolore), oppure mi nascondi, soffrendo dentro il male che ti sto facendo. Ma perché ? Ciò avrebbe un senso nel caso in cui io voglio farti male e tu non vuoi darmi soddisfazione. Ma altrimenti perché nascondere un dolore ?
Ecco, in questo senso è mancata la nostra comunicazione. Che è più la sua però. Io almeno in questo non mi sento responsabile. Ho comunicato sempre ogni cosa.
Ciao Luna
Per prima cosa voglio dirti che di certo non mi rassereno se esci dalla discussione. Mi fa sempre piacere sentirti e confrontarmi con te. Quindi a meno che tu non abbia tuoi motivi o non ne abbia più voglia ti pregherei di non uscire dalla discussione. Ci tengo ai tuoi pareri. Anche a quegli degli altri ovvio. Ognuno è libero di dire e pensare ciò che vuole, sempre nel dovuto rispetto.
Per il resto stavo finendo di leggere la tua storia ma…credo tu debba terminarla. Mi sono fermato alle “verdure”
Il resto che mi riguarda puoi leggerlo nei miei post 1033 e 1034.
Un abbraccio
FDC, scusa, ma non resisto 😉 e intervengo sul tuo discorso della polvere e della montagna essendo stata da entrambe le parti nella mia vita, nella parte di chi vede effettivamente mettere sotto la polvere sotto il tappeto e nella parte di chi ha assistito ad una reazione come quella di tua moglie.
Può essere che una persona inconsciamente, per carattere ecc possa tendere a lasciar formare la montagna di polvere. Non solo per cattiva fede. Io, se sono conscia che un problema c’è, lo affronto. Anche perché per il carattere che ho non sono una che tiene il muso, che resta arrabbiata giorni, mesi, anni senza cercare di fare pace. Anzi. Posso spostarmi se vedo che non è cosa, se mi si risponde male, mantenendo comunque però il filo (cioè: mi sposto, ma non significa che io non ti voglia bene, anche se sono arrabbiata con te per una determinata cosa). Ci sono anche delle persone da cui mi sono spostata definitivamente, perché i rapporti possono rompersi, ma in quel caso non è che vado in giro a dire che sono incazzata o che, e se ho voluto bene a quelle persone comunque cerco sempre di tenere anche il buono di un tratto fatto insieme, dentro di me.
Alcune persone, per loro ragioni, non riescono ad affrontare una discussione di un certo tipo (parliamo di questo, davvero, così lo svisceriamo) e quindi tendono a pensare sul serio che se non affronti un conflitto sparirà magicamente. Ci sono in effetti situazioni in cui il fatto di lasciar perdere fa “svaporare” il problema, o permette di rifletterci meglio su e poter tornare a parlarne in modo più calmo e assertivo. Però questa naturalmente deve essere una disponibilità da entrambe le parti a farlo. Magari se si sta litigando per una reale sciocchezza (ammesso che quella sciocchezza non sia un qualcosa che serve in realtà a scaricare altre tensioni e malumori… il che non significa comunque che lasciar svaporare la cosa sia un errore) piccoli problemi, ma capire la differenza, ovviamente, sarebbe fondamentale.
Quando ero più giovane mi capitò di tentare, davvero, in modo forte e chiaro (mi ripeto, forte e chiaro) di tentare di parlare con il mio moroso di allora. Con cui, l’ho già detto, vivevamo una storia matura per la nostra età. Lui non era in grado di affrontare le discussioni, e si formò effettivamente il gobbone di polvere. Cosa che peraltro lui ha sempre ammesso, però. Ha ammesso che io tentai di affrontare le cose e lui non accettò il dialogo. Ammise che non pensava che potessi lasciarlo sul serio (non perché mi dava per scontata, ma per ottimismo d’amore), che era in crisi a sua volta (non contro di me, realmente, ma per la situazione contingente, esterna, che ci stressava davvero e creava una serie di problemi), ammise anche che forse all’epoca lui aveva un problema, cioè il problema, essendo lui giovanissimo allora, a volte di temere di dimostrarsi debole di fronte ad una giovane donna che gli pareva più sicura di lui. Il che non significa rompipalle. Il concetto è comunque che io
ricordo nitidamente la sensazione “tentativo di chiarire/polvere sotto il tappeto”, ma non è solo un mio ricordo. Lui ha, per quanto veda la cosa dal punto di vista, la stessa sensazione. Sa che è successo. Sa che io tentai di svicerare le cose e non mi fu permesso. Poi, essendo anch’io molto giovane, e comunque è questione di carattere, sicuramente magari anche sbagliai magari il modo in cui a volte verbalizzai le cose, e feci altri errori, tuttavia se la rottura di per sè lo ferì e lo stupì, non poté realmente cadere dalle nuvole, perché era chiaro che io fossi in crisi. Era chiaro anche che vivevamo una situazione di crisi, perché mentre eravamo anche molto bravi a gestire una serie di nostre situazioni il nostro problema centrale era comunque sua madre, che ci rendeva la vita impossibile. E l’effetto aumento crisi fu evidente, anche attraverso litigi ecc. Non lo lasciai per sua madre, ma perché per quanto mi riguardava (per farla breve) lui sembrava non capire nè quanto io soffrissi per la situazione (che ovviaemente faceva soffrire anche lui) nè quanto considerassi importante trovare insieme un’altra strategia. Di fatto lui scappava davvero dalla questione. Mise anche un suo amico invadente tra noi. E lo ammette.
Nel secondo caso, invece, a me è capitato come te, cioè che una persona sia esplosa di colpo senza darne prima reali e concreti cenni. Io, come te, non potei vedere quella polvere perché non mi fu detto chiaramente che c’era. Anzi, a riprova di ciò, pochissimo tempo prima lui mi aveva detto parole d’amore, di lode per il mio lavoro, di stima e avevamo preso casa insieme. Poi entrarono in gioco vari fattori, anche la casa (come dice Aleba) vissuta in modo più ossessivo anche grazie a delle “graziose” ingerenze. Entrò in gioco la possibilità di un mio trasferimento (che rifiutai), e altre variabili.Eravamo una coppia di lunghissimo corso, che aveva un’infinità di cose in comune, un suo equilibrio interno molto forte, costruito per affinità e nel tempo, e che sicuramente condivideva anche un forte senso dell’umorismo e che non aveva un rapporto “fraterno”, tutt’altro. Cioè mancavano quei classici segni di crisi. Vero è che io all’epoca lavoravo molto, dovevo oltre che mi piaceva farlo. Com’era capitato che io capissi quand’era capitato a lui, pensai che lui avrebbe capito me, perché eravamo sempre stati “una squadra”. Per intenderci comunque ci vedevamo ogni sera, grazie all’impegno di entrambi, e appena possibile scappavamo per avere tempo solo per noi. Forse non feci abbastanza? Può darsi, ma poiché mi sono chiare le più vaste dinamiche di quel periodo, pur dicendomi che avrei potuto fare di più sono anche consapevole che feci ciò che potevo con i mezzi, le situazioni, i tempi che avevo allora. Io non ho problemi a dire che lui fu meraviglioso in quel periodo, ma va detto che non è che io non fossi stata altrettanto attenta a seguirlo, sostenerlo nella mia vita con lui in altri momenti della vita. (continua)
(scusa FDC, concludo, che sennò resti con il discorso “per aria”). Voglio dire che sicuramente non vi fu nella nostra storia uno sbilanciamento per cui uno doveva sempre dare ragione all’altro o uno faceva tutto per l’altro e viceversa no, ecc ecc. Anzi, se vogliamo, soprattutto all’inizio della nostra relazione, chi ebbe più pazienza su una serie di cose fui io (per sua stessa ammissione all’epoca) e anche chi inghiottì dei rospi. D’altra parte è ovvio che se si sta insieme 20 anni si cresce anche individualmente e insieme, sempre secondo me, tanto più se si ci si mette insieme giovani.
Messa così può sembrare che io dica che io mi sentissi in credito. In realtà, come dici tu dei difetti di tua moglie o del fatto che ci si “contamina a vicenda” nelle abitudini e negli interessi io non avevo questa sensazione. A me sembrava normale. Nessuno è perfetto e ci si viene incontro. Inoltre lui veniva da una situazione particolare e quindi per me era più naturale accogliere anche dei suoi difetti come il fatto di avere delle difficoltà ad affrontare le discussioni in modo diretto. Ciò non significa che non parlassimo, parlavamo molto e decidevamo insieme, però lui aveva paura delle discussioni, perché ne aveva subite troppe, a casa. Quindi se lui non parlò in modo forte e chiaro non fu perché io glielo impedii, ma perché lui è fatto in un certo modo. Tanto è vero che per quanto io possa anche non aver colto a sufficienza dei messaggi che mi lanciava (ma dipende anche come) quando mi disse più chiaramente delle cose io presi una pausa dal lavoro. Non la presi solo perché lui mi aveva detto delle cose su di noi, ma perché era ciò che mi sentivo di fare e perché anche parlare con lui mi aveva aiutato a riflettere su una serie di cose. Quindi non mi sento di dire che io fossi una persona chiusa che non si confrontava con lui, andava per la sua strada con i paraocchi e lasciava la polvere sotto il tappeto. Forse chi soffriva semmai di più per il fatto di non poter fare delle discussioni costruttive alle volte ero io, chi avrebbe potuto aver meno occasione di esprimersi. Ma io, per come sono fatta, mi sono sempre espressa lo stesso, perché appunto non sono donna da “polvere sotto il tappeto”. Se ogni storia è un mondo io non credo esistano storie perfette, ma esistono storie in cui le persone si amano reciprocamente, stanno bene, si sentono “a casa”, e non mi sento di dire che era un uomo perfetto, come io certamente non ero una donna perfetta, ma la nostra era una storia che funzionava e certo non andava avanti per inerzia. I problemi che avevamo erano problemi che ogni coppia può incontrare nella vita. Il fatto che per un periodo ci si veda di meno o si sia più stressati, il fatto che ci sia una vita più ampia da organizzare anche se magari, potendo, vorresti solo scappare su un’isola tropicale insieme. Il fatto che vi possano essere anche delle incomprensioni quotidiane o che non si possa essere sempre d’accordo su tutto. Il fatto che si possa essere
più nervosismo in certi giorni, per stanchezza, decisioni da prendere, bisogno di dormire un’ora in più o per la fila alla cassa del supermercato. Sapevamo rilassarci sul divano insieme così come uscivamo in compagnia. Non eravamo nè una di quelle coppie musone che non escono mai di casa, nè quelle coppie che hanno bisogno di stare sempre in mezzo agli altri perché non sanno più cosa dirsi. Pur facendo le cose insieme, perché farlo ci piaceva, non eravamo una di quelle coppie simbiotiche per cui nessuno dei due può fare un passo senza l’altro o in cui lei si arrabbia se lui guarda la partita e lui si arrabbia perché lei legge un libro. Ciò non significa che una persona non possa disamorarsi o andare in crisi, o sentirsi trascurato e trattato come se tu lo mettessi in forno a cento gradi o non lo stimassi e apprezzassi, perché dipende anche da come una persona si sente e legge se stesso e il circostante oltre che dal circostante stesso. Ma certo è che quando lui esplose tipo tua moglie io restai allibita non perché fossi indifferente, cieca o non affrontassi i problemi. Tutti possiamo avere qualcosa da rimproverarci, in modo retroattivo, ma certamente non mi sento una che possa dire: ero in dubbio se lo amavo o no, ho tirato la corda perché lo davo per scontato, ero diventata più distaccata e menefreghista ma solo quando l’ho perduto ho capito, ma a quel punto non potevo più rimediare. Perché io lo amavo, stimavo, gli volevo bene e lo sapevo benissimo. Lui invece reagì tipo tua moglie. E a quel punto per anni si comportò con me ben peggio, mi permetto di dire, di come io avessi mai trattato lui. Per ogni granello mi restituì una montagna, per ogni lettera un alfabeto intero. E come te, peraltro, per anni io cercai sempre il dialogo. Quel dialogo che non avevo sottovalutato neanche prima. Io non sto dicendo che io ero una santa e lui un mostro. Penso che sicuramente entrambi avremo sbagliato delle cose. E tutti hanno dei difetti, piccole manie ecc. Quando succede come è successo a noi, FDC, si va indietro a guardare con il microscopio. Allora ci si ricorda di quel giorno in cui invece di ritirare il bucato immediatamente ci si è seduti prima a leggere il giornale, per dire. Ma sai quante volte sarà successo ai miei genitori in 40 anni? Ma non guardano queste cose al microscopio, perché fanno parte della quotidianità e amandosi e stando ancora insieme le vivono normalmente, o magari sdrammatizzandoci su, come quando mia madre brontola perché mio padre accumula tutto, e mio padre brontola per cose di lei. Secondo me va anche considerato che la questione non è solo che quando è tutto nero ti disamori, ma anche che quando ti disamori vedi tutto nero. Nel caso di lui la gelosia, sua, è stata un problema, insieme ad altre cose che lui vedeva, sentiva, pensava. La sua sabbia di frustazione sotto il tappeto, mi permetto di dire, se la stava mettendo anche da solo, ma anche per una SUA insicurezza di non sentirsi centrale per me quando lo era.
Ciao Luna
Mi identifico molto con il tuo rapporto. Non il primo, quello giovanile, ma l’ultimo che hai vissuto.
In pratica la penso come te e mi sento come te. Anche se le motivazioni che, forse, hanno portato alla nostra rottura sono diverse.
Io non so se scappavo dalla questione. Forse si, ma non aggredivo. Ero spiazzato. Mi trovavo ad affrontare una cosa molto importante per la quale non ero in grado di prendere una decisione.
Vedi Luna, qui non si tratta di gettar la polvere sotto un tappeto. Ma di risolvere un problema molto importante. Il più importante della vita.
A mio parere esiste una scala di valori nella vita. In tutto. Così come nelle decisioni importanti. Abbiamo parlato di tutto durante il nostro rapporto dalle banalità alle cose più serie. L’unico intoppo c’è stato sulla questione figlio. Perché ? Perché per anni avevamo fondato il nostro rapporto sul “non avere figli”. Nel momento in cui Lei ha cambiato opinione, io mi sono sentito “spiazzato”.
Dopo più di dieci anni in cui si era ribadito questo concetto mi sono trovato di fronte ad un problema che non credevo si presentasse. Si trattava di modificare un piano di vita. Non era come cambiare casa o i mobili o l’automobile.
Molti mi dicono che ho sbagliato perché non l’ho “accontentata”. Ma io mi domando e dico ma si può “accontentare” una persona, uomo o donna che sia nel fare un figlio ? Un figlio non è un giocattolo che si regala ma un essere vivente bisognoso di cure continue. Un essere che farà sempre parte della tua vita. E ci deve essere la convinzione per fare una cosa del genere. Molti parlano di gesto d’Amore nell’acconsentire a fare un figlio. Io sono d’accordo in parte. Gesto d’Amore si ma più che altro nei confronti del bimbo che nascerà. Ma il gesto d’Amore non è concepirlo ma seguirlo con Amore e Dedizione nel tempo. Quando mi sono sposato ero convinto di quello che facevo. Non stavo “accontentando” Lei, ma stavo facendo una cosa che “sentivo” insieme a Lei e che “avrei sentito” PER SEMPRE.
La stessa cosa avrei voluto fare per mio Figlio. Ma non ci riuscivo. Non riuscivo a cambiare la marcia. Provavo ad innescarla ma non entrava. Stavo facendo uno sforzo enorme per convincermi ad aprire l’altro occhio per guardare le cose positive dell’avere un Figlio. E ci stavo riuscendo. Tanto che il mio vero errore ritengo sia stato quello di non aver comunicato a Lei che io stavo cercando di cambiare in questo senso. Matrimonio, Figli, per sono cose importanti, non barzellette. Io non mi sono sposato pensando che esisteva il divorzio. Io mi sono sposato per la vita. E un Figlio era un altro cambio di vita che fino ad allora non avevo considerato. Avevo bisogno di tempo. Quel tempo che per Lei è stato troppo. Il suo errore è stato quello di non valutare la mia enorme difficoltà. Ha visto solo egoismo e non difficoltà.
Mi trovo d’accordo con te quando sostieni che anche nel tuo rapporto mancavano “quei classici segni di crisi”. Anche nella mia storia non esistevano….
…Mi dici che Lui aveva paura delle discussioni. Io non ne avevo paura ma non le Amavo. Mi piaceva dialogare in serenità su tutto. Non ho mai urlato con Lei né in casa né fuori. Forse anch’io come Lui ne avevo viste troppe di discussioni. Ma al di là di questo fatto posso dire che fondamentalmente le discussioni, soprattutto animate, non mi piacciono granchè.
D’accordissimo con te sui discorsi sulla quotidianità. Normale che sia così. E noi come voi non eravamo una coppia musona, tutt’altro. E neanche simbiotiche, anche se stavamo quasi sempre insieme. Ma con il piacere di farlo. Mai data né sentita oppressione. E anch’io come te sono rimasto allibito quando Lei è esplosa.
Nell’ultima parte del tuo post 1039 scrivi con il mio pensiero. Non ho parole per descriverti come mi sento uguale a te in ciò che hai espresso. L’ultima frase è emblematica per me: NON SENTIRSI CENTRALE PER ME QUANDO LO ERA.
Magnifico Luna. Anche Lei credo abbia pensato questo nella Sua insicurezza. Lei era tutto per me, ma non lo ha capito. E come te guardo al microscopio per vedere se ho sbagliato in qualcosa. Parlando dei miei genitori e paragonandoli ai tuoi mi viene in mente una frase di mio padre di diversi anni fa. Era un periodo che li vedevo sempre litigare, in maniera assurda, in un modo che io non concepivo. Non era modo questo pensavo io. E dissi a mio padre perché non si separassero visto la situazione oggettivamente non bella. Papà stette un minuto in silenzio, poi con calma mi rispose: “Guarda che io amo tua madre”. Mi tappo’ la bocca
Non feci la stessa domanda a mia madre. Ma tanto mamma mi sta rispondendo adesso….senza parole…ma è la stessa risposta che mi diede papà.
Vorrei continuare questo dialogo con te. Su questo aspetto. Mi sento di avere molto in comune con te e con la tua storia. Mi identifico totalmente.
Un abbraccio Luna
grazie per l’attenzione e l’empatia, fuori dal coro. Sul figlio son d’accordo con te, e anche sul matrimonio. Non credo assolutamente che siano decisioni che si possano prendere pensando di accontentare un’altra persona. Tutti coloro che conosco che hanno deciso in questo modo poi si son trovati a pagare questa cosa con crisi e problemi. Lo dico seriamente. Diverso è se una persona, invece, fa un suo scatto interiore e sente di scegliere. Anche psicologicamente fa un’enorme differenza secondo me. Psicologicamente e emotivamente fa una differenza dirsi ‘l’ho fatto perché lo desideravo, sentivo’ o ‘per accontentare te’. Ho visto bravissime persone andare in tilt per questo. Vorrei riuscire a spiegarmi bene: ci sono degli schemi che ci offrono mappe e parametri. Ma l’istinto dovrebbe anche permetterci di stare nella nostra realtà. Esempio: conosco una coppia di lungo corso sposata, che sta bene insieme. Ma hanno provato sulla loro pelle quanto una ‘forzatura’ anni fa ha fatto dei danni. Son sposati da otto anni. Al settimo stavano molto meglio del primo, che fu un disastro. Stavano insieme da anni e si amavano. Ad un certo punto lei disse in pratica ‘fai sul serio o no? Ci sposiamo o no?’. Che di per sè è lecito. Il punto è che c’era di mezzo anche lo schema, bisogna sposarsi, se non si sposa non mi ama, fa il peter pan, è egoista? Gli fece una sorta di ultimatum, perché quale poteva essere il problema sennò? E ascoltò anche chi diceva che gli uomini ci pensano meno
FDC, continui a voler vedere tua moglie con gli occhiali rosa di prima della rottura…di prima del tradimento.
ti ho chiesto come stanno le cose adesso per lei e il suo altro uomo e tu non hai risposto e dinuovo siete finiti a parlare di cento mila altre cose…percarità interessanti in se…MA…
fammi capire, ti ha tradito e la cosa è durata poco o niente oppure ti ha tradito e la storia con quello è andata avanti per molto tempo oppure non è ancora finita ?
cioè scusate ma questo “dettaglio” è di capitale importanza in tutta la faccenda.
perchê se tua moglie non ha mai smesso di frequentarsi con l altro in tutti sti 3 anni e oggi ancora allora parliamo chiaro, anche il suo pseudo-ritorno è stata appunto una mezza falsa…
capito perchè dico che ti prende per il cxlo ?
magari non lo fa apposta, ma semplicemente ti da ogni tanto qualche falsa speranza sapendo benissimo che tu sei li pronto a scattare a ricominciare…ti tiene in caldo nel caso la storia con l altro finisca male…impossibile dirai…possibilissimo ti dico io.
perchê chiudere del tutto sapendo che si perde un cuscinetto d emergenza tanto ostinato e disponibile ?
capisci ?
tu stai li a farti mille para, a tentare di capire, di capirla mentre lei magari sta facendo l amore con quello e non gliene importa nulla di farti capire un bel niente !
e sveglia FDC….sveglia….
lo vuoi sapere l unico modo che hai per capire se a lei interessi veramente ancora ?
non chiamandola più, non cercandola più, non essendo più disponibile ogni qualvolta lei ti chiama…
uscendo e facendoti magari notare in compagnia di un altra…
ecco a quel punto vedi come corre lei a venirti incontro oppure come non gliene frega assolutamente più nulla di te, ma almeno lo sai e comunque intanto ti sei rifatto una vita per te.
dunque ci hai solo da vincere e niente da perdere…
se poi ti chiede che stai facendo puoi sempre pure dirgli vabbbe cara…pure tu ci hai il tuo altro amore…no ?
poi non so come avete regolato le cose a livello concreto, giuridico, ufficiale, divorzio ?
c`è stato ?
oppure no ?
guarda di non farti rovinare per bene pure sotto quell aspetto…altro che grande amore passato….ripeto, passato.
insomma guarda…o continui così in questa specie di limbo per i prossimi anni a tentare di capire fino che lei chiude del tutto e veramente o smuovi e sblocchi le acque tu…
mi spiace dirtelo ma poi a me sembra chiaro che lei non abbia più rispetto di te….anche solo piccolezze come fare un appuntamento e poi disdire 10 minuti prima senza una ragione plausibile lo dimostrano
a queste cose, ma se dai loro una spinta poi lo fanno e son contenti anche loro, mentre se aspetti in eterno se la prendono comoda. E poi per le la convivenza era la via comoda di chi scansa le responsabilità. Quindi era fuori discussione. Ora, erano cresciuti insieme e stavano continuando a crescere, anche individualmente (non si finisce mai secondo me, neanche di conoscersi e conoscere l’altro, anche per le variabili e gli step della vita) ma lo schema era più forte della realtà. Perché loro avevano sempre ragionato da coppia e le loro scelte avevano sempre viaggiato con coerenza verso l’unità, non una peterpanesca attesa e divisione. Penso che il discorso matrimonio emerse nel momento ‘giusto” e non solo perché lei giustamente disse ciò che sentiva, e lui a sua volta, ma anche perché stavano ad un certo punto della loro evoluzione come coppia, se la questione emerse. Il punto fu in che modo, in che ottica. Lui non si ascoltò abbastanza e disse sì prima di ascoltare realmente le ragioni del suo disagio. Disse di sì perché sapeva di amarla e gli pareva che le ansie sbagliate, le paure sbagliate egoiste, immature fossero le sue. Disse di sì perché si era sempre vissuto come un uomo lineare e corretto e si diceva ‘gli altri lo fanno e io ho difficoltà a fare una cosa così normale e faccio soffrire lei e rischio di perderla?’. Per lei non esisteva l’idea che potesse avere dubbi se non per egoismo, comodità, immaturità, disamore. Il resto? Scuse. Lei non gli puntò un fucile, eh, ma la dinamica fu questa. Si sposarono sorridenti. Mesi dopo lui andò in crisi. Arrivando quasi alla depressione. Lungo da spiegare ma le sue paure e resistenze non c’entravano con lo schema. C’entravano con lui stesso, il rapporto con suo padre e del padre con sua madre. Non si era sentito lui pronto sul serio. Cose sue, non importa. Il punto è che anche lei però si è messa in discussione. Entrambi. E si son sposati ‘sul serio’
maximum: son d’accordo con te sugli occhiali rosa. Non penso ci sia neanche da indossarli neri. Ma che sia importante guardare l’atteggiamento di una persona nel presente. Prendere anche un silenzio e una negazione del dialogo come una risposta. Non mi contraddico, perché ciò che ho inteso dire a fdc è che lo capisco. Capisco anche che per lui una crisi non ci fosse e non per indifferenza rispetto ad un accumulo di polvere. Capisco anche quanto il suo legame sia stato e sia viscerale. Infatti non si tratta, io credo, di esigere da sè di guarire in 5 minuti o rinnegare un vissuto. Male si sta male. Ma come dissi anche a suo tempo a fdc lui non ha neanche mai iniziato realmente una rielaborazione, quella in cui ci si toglie gli occhiali rosa e si lavora anche sul sentirsi distinti e quindi sulla propria ‘guarigione’. Lei ti tratta da ‘distinto’ da anni, fdc, è un fatto. Ma al contempo ti mantiene anche nel limbo in cui sei. Le tue ragioni per restarci ti e mi sono chiare. Le sue, son d’accordo con maximum, potrebbero essere più egoistiche che rosa. Anche se non necessariamente legate a un altro uomo. Ma egoista, autoreferenziale, volens o nolens, nelle sue motivazioni, può esserlo chiunque. Se le sue ragioni son rosa lo vedrai anche togliendoti gli occhiali rosa. Anche perché anche lei dovrebbe fare la sua parte per mantenere, in modo reale, un rapporto a cui tiene, e per non perdere te. E togliendoti gli occhiali vedresti lei e il rapporto nel presente. Anche le sue dinamiche e potenzialità realistiche. Smuovesti credo di più le acque stagnanti che così.
Ciao Maximum
Piacere di risentirti. Hai ragione. Guardo mia moglie con gli occhiali rosa. Faccio davvero fatica a toglermeli. Il perché credo di averlo scritto nell’altro mio post in cui ti ho risposto: perché faccio davvero fatica, ma tanta, tanta, tanta a vedere mia moglie con occhi diversi. Lo so che dall’esterno si stenta a credere a una cosa simile. Ma quando vedi una persona che per un ventennio la paragoneresti a tua madre in quanto a fiducia, valori, pensieri e modi di fare e in due giorni cambia completamente nei tuoi confronti e non solo, sei quantomeno disorientato, tramortito, incredulo. Non credi ai tuoi occhi altro che occhiali rosa.
Guarda Maximum io ti capisco, eccome. Già ti scrissi che ad un mio amico nelle mie condizioni direi quello che dici tu. Non sono un pivellino Max. Di donne ne ho avute prima di mia moglie, e tante. Ma sta cosa mi ha devastato interiormente.
Per quanto riguarda il discorso dell’altro, non è che non ho voluto risponderti. E’ che onestamente non lo so. Da come si comporta sembrerebbe una storia finita. Probabilmente un suo errore che non vuole ammettere. Dall’altro non ne sono così convinto. Anche perché come ho scritto spesso, Lei non è esplicita. E comunque, visto che Lei mi aveva sempre manifestato la paura di un mio rinfaccio ho cercato, per quanto mi è stato possibile, di evitare l’argomento.
Tutte le cose che mi dici Max pensi che non le abbia pensate ? Anche riguardo alla questione del suo “pseudo-ritorno” ?
Io non so quanti anni tu abbia, e spero non ti capiti mai una situazione del genere, con tutti questi risvolti, perché ti assicuro….è veramente devastante. Perdi anche la stima di te stesso.
Ho un mare di amici che non mi riconoscono per quanto sono giù di corda da tanto tempo. E molti, che conoscono Lei non si capacitano di quanto sia successo. Nessuno sa del tradimento. Ma nessuno osa pensare una cosa del genere proprio perché hanno conosciuto che tipo di persona era mia moglie. Anzi spesso capita che quando provo a far capire che posso avere un dubbio riguardo una terza persona, loro mi distolgono da questo pensiero.
Sono d’accordo con te anche quando parli di mancanza di rispetto per un appuntamento disdetto 10 minuti prima. Capisco tutto, nella vita succede di tutto, ti devi aspettare di tutto, però ti assicuro è dura. Lo so è difficile da spiegare e da capire…neanche io avrei capito se mi fossi trovato al tuo posto.
Ciao e grazie, ti leggo sempre con piacere, mi parli come si parlerebbe ad un amico.
Ciao Luna
Vedo che ci troviamo d’accordo sulle decisioni circa il matrimonio o il figlio. Infatti mai fatto nulla del genere con lo scopo di accontentare l’altra persona. Ed è molto chiaro l’esempio della coppia che conosci. Probabilmente quello che è successo a lui con il matrimonio è successo a me con il figlio.
Scrivi delle cose sagge nel tuo post 1045. Però vale quanto ho risposto a Maximum. E’ veramente difficile togliersi quei benedetti occhiali rosa.
E poi c’è sempre la “spada di Damocle/figlio”. Quella mi pesa più che mai. Perché non riesco a non pensare che non possa essere stata la causa di tutto.
Altrimenti Luna, qui la falsità, l’egoismo, la cattiveria e quant’altro va veramente oltre ogni misura.
Non reggerebbe davvero il discorso che l’Amore finisce. Lo sai come la penso in genere su questa cosa. Ma qui davvero non c’erano segnali. E comunque andrebbe a “stridere” come ho detto prima con la persona che è Lei.
Altrimenti davvero sarebbe una questione di profonda psicologia. Lei che perde l’Amore ma fondamentalmente non vuole, perché non accetta il fatto che possa finire un Vero Amore (un po’ come la penso io). E si forza fino a che non ce la fa più e molla. Ma pur di non ammettere a se stessa che non è stata in grado di mantenere ciò in cui ha creduto scarica sull’altro (me) tutte le colpe possibili.
O forse non riuscire ad ammettere a se stessa che un altro le ha fatto perdere la testa. Lei così corretta che cede ad una di quelle situazioni che nella vita ha sempre condannato.
Potrebbe essere una chiave di lettura. Parlo dal mio punto di vista ovviamente. Perché io non mi accetterei se facessi una cosa del genere. A meno che non ci siano motivi validi ma validi per davvero. E comunque li farei presente sul serio. Al punto tale da far capire senza ombra di dubbio la reale possibilità di una separazione. Ma ripeto ci devono essere motivi reali e gravi. Ma soprattutto irreparabili.
A presto Luna
ciao FDC, c`ho 35 anni…chiaro che una cosa simile mi è capitata pure a me, certo… così come è capitata a molti altri qui e altrove…certo non ero sposato …certo al posto di 20 c erano di mezzo 8 anni…ma la delusione del voltafaccia e della rottura peggiore della fiducia, del rispetto e di tutto il resto da parte della persona che mai te lo saresti aspettato, incluse rivendicazioni varie che non stavano ne in cielo ne interra… l ho vissuta pure io e certo non si tratta di una esperienza piacevole, al contrario…certo che può esser devastante, traumatica…e lo è..certo che ti segna….MA…
bisogna reagire!
bisogna ritrovar l amor proprio.
e bisogna schiarire lo sguardo…e tirarsi fuori dalle sabbie mobili…e ridimensionare il tutto.
tu devi chiederti, cosa voglio veramente adesso e sotto questi termini e circostanze ?
se tua moglie non è chiara e non è convinta, tu gli hai fatto la tua proposta, lei non l accetta perchê non può o non vuole accettarla, tu le sei andato incontro, lei non ti viene incontro…tu le vuoi parlar chiaro, lei non ti parla chiaro….non sai nemmeno se c ha ancora la storia in ballo con l altro o meno….a questo punto non ti rimane più molto da fare caro FDC…tu ci hai provato con le buone ora si tratta di reagire anche con le cattive se necessario…
io son di indole buona ma se inizi a giocare sporco, tranquillo che la mia parte cattiva e cinica salta fuori in fretta…e sempre più in fretta con gli anni che passano, infatti non ho più nessuna pazienza a riguardo….proprio perchê non ho neache più tempo ed energie da sprecare in giochini futili e inutili…o con me o senza di me con tutti i miei pregi e difetti… e patti chiari e amicizie/amori lunghi…o appunto corti…a dipendenza.
un conto è esser buoni, un altro è esser fessi FDC…
devi iniziare subito a tirarla giù da quel piedistallo dove l hai posata per troppo tempo e devi inquadrarla per quello che è stata negli ultimi anni non per quello che fu prima….
e devi capire che la tua vita non inizia e non si ferma con questa persona.
che per poter ricominciare lo deve volere anche lei altrimenti non funziona a senso unico.
e se questo non è possibile allora è meglio chiudere davvero, meglio per entrambi.
queste cose succedono nella vita FDC, può pure succedere in altri ambiti di pura amicizia o lavorativi, dove un collaboratore e amico è impeccabile per anni e poi inizia a fare il furbo o a fregarti…sfruttando appunto anche l immagine impeccabile e la fiducia che avevi riposto in lui negli anni…
succede di tutto e di più…la vita è purtroppo anche questo.
buon we
FDC: sì, ti capisco, e ti capisco anche in questa tua riservatezza e volontà di proteggere tua moglie, pure non dicendo quali siano stati i suoi errori. Di proteggere anche la vostra privacy, e di ciascuno, se un giorno tornaste insieme. Ti capisco davvero, perché, se ho capito in che senso lo fai e come ti senti a questo proposito, mi rivedo in te in questo. Inoltre, forse, se non parli del tradimento è anche perché tu preferisci a tua volta pensare che non ci sia stato, non sentirlo echeggiare, insieme ad altre tue sensazioni negative, anche nelle parole dei tuoi amici. Forse mi spiego male, comunque sia capisco, per quello che posso. Io sono una persona strariservata, tanto più per quanto riguarda l’ambito dei miei affetti, quindi come potrei non capirti? Ci sono persone che traggono giovamento nello sfogarsi riguardo i propri cari (non giudico, non dico neanche che sia sbagliato, dico solo che io funziono diversamente) io se parlo “male” dei miei cari sento fitte allo stomaco. E non perché penso che sia moralmente sbagliato, ma perché mi viene da proteggere chi amo, e il mio nido, inteso anche come nido degli affetti. Forse in questo sono anche estrema, ma sono fatta così.
Non credo neanche che tu “dovresti” dire ai tuoi, vostri amici le cose che a loro non dici. Cose vostre. D’altra parte però (rifletto solo su questo, non penso che dovresti farlo, mi ripeto, o che avrebbe un’utilità di per sè, ma lo noto, e giusto o sbagliato che sia te lo dico) tu sembri metterti molto a nudo, a nudo con quello che tu avresti sbagliato, in cosa avresti mancato, al microscopio guardi ed enfatizzi quali possono essere stati i TUOI errori. Lei, pare, non si mette così in discussione, così a nudo, neanche quando parla con gli altri. Semmai mette a nudo te. E tu non metti a nudo lei, quando parli con gli altri (fuori da qui, così pare, magari mi sbaglio) portando sempre l’immagine di lei con gli occhiali rosa. Con questo non sto dicendo che tu dovresti fare diversamente, ti invito solo a riflettere sul fatto che sono certa che ai tuoi amici dispiaccia per te e per voi, che loro siano sgomenti a loro volta già solo per il fatto che una coppia di lungo corso si lasci. Sai, entrano in gioco anche delle empatie, che vanno al di là, secondo me.
I miei amici sono stati male per i miei “casini” (senza peraltro saperli a lungo, quando non erano evidenti), sono stai male per me, ma anche male per il loro rapporto con lui e l’immagine di lui. In fondo lo conoscevano da sempre e volevano bene a lui da sempre. Nessuno di loro mi ha mai detto, essendo coinvolti in senso emotivo, per la loro parte, e essendo anche corretti nei confronti della mia emotività probabilmente (il fatto di parlare male di qualcuno che io amavo) veramente male di lui. Tutti loro hanno sempre pensato, anche quando pensavano che io dovessi proteggermi di più, che la cosa più bella sarebbe stata se fossimo riusciti a ritrovarci nel migliore dei modi, l’alternativa però che le nostre strade si
si dividessero in modo salutare per entrambi però se proprio non era cosa. Io ti posso dire, riguardo al mio “zio” che è scappato che sono incredula a distanza di anni non sul fatto che queste cose non possano succedere, ma a livello personale riguardo la mia visione di lui. Ho visto soffrire sua moglie, seppure non ha mai messo i cartelloni, ho visto la sua grinta e il suo coraggio, di lei, ho visto soffrire i suoi figli, che per me sono come fratelli. Di per sè io non giudico cosa lui abbia deciso di fare della sua vita, e le reali dinamiche di coppia per cui si sono lasciati. Posso, per i miei parametri, dire che si è comportato vigliaccamente e da schifo, sarei ipocrita a dire di no. Ma non è affar mio. Penso che certamente è stato egoista e irriconoscibile. Se lui tornasse tra uno o dieci anni non sarei certo io a metter bocca sulle reazioni degli altri. Se lei decidesse di dargli un calcione nel sedere o di riprenderselo. Cose loro. Posso dire che ho visto “mia sorella” metterci anni per rimettersi in sesto riguardo un padre di cui diceva: “se fosse morto avrei potuto piangerlo, invece mi resta la rabbia”. E lei non lo diceva perché i suoi si sono separati, ma per come suo padre si è comportato con tutti loro, figli inclusi. E in maniera allucinante davvero. Per quanto riguarda me ogni tanto mi chiedo: se un giorno mio “zio” sbucasse sotto casa che reazione avrei? emotiva, intendo. E ti rispondo onestamente: non lo so.
Ma tornando a bolla, scusami: tu parli degli amici, e nei tuoi amici dici di trovare conforto nel fatto che ti confermano (in sintesi) anche la tua visione con gli occhiali rosa e il fatto che sia incredibile. Non hanno tutti gli elementi, e non li avrebbero comunque, nel senso che i veri elementi stanno dentro, e nei fatti. Quando dico dentro di te parlo anche di ciò che sta davanti e dentro se ti togli gli occhiali rosa. Un problema di autostima, dici. Già, ma chi… ti ha divelto l’autostima? La persona che guardi con occhiali rosa. Chi è che ti ha chiesto di non affrontare un argomento, prendendosi però sempre la libertà di enfatizzare in modo accusatorio argomenti che forse avrebbe fatto bene a te ricevessero lo stesso, empatico, sensibile trattamento?
Abbiamo capito tutti cos’era lei x te, ma guardiamo I FATTI. E’ vero che è difficile togliersi quegli occhiali, e che tu sei stato traumatizzato per quel cambiamento in due giorni. Ma da parte di chi?
Parlando del tradimento: io credo che la persona tradita possa anche sentirsela di passare oltre, di chiedere ciò che vuole sapere o non chiedere. Ma la vostra coppia in realtà non si è mai ricomposta e tu non hai potuto averli davvero degli elementi che forse una differenza per te, al di là degli occhiali rosa, l’avrebbero fatta anche per avere un quadro meno edulcorato, più obiettivo. Per sapere in che cosa ti trovi. Quando lei è tornata ha dato per scontate molte cose, anche come sempre che il torto sia solo tuo, che di te si può parlare, di lei no. E’ equilibrato? NO