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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 901
    Chiara -

    Ciao Fuori dal Coro. Io non ho letto proprio tutto, però ho letto centinaia di commenti, tuoi e della storia di Aleba. Vorrei darti qualche mia impressione da esterna, premetto il massimo rispetto per la tua persona e la tua storia, solo che forse non ti dirò cose che potranno farti piacere. Me ne scuso in anticipo, ma cerco solo di portare qualche altra ipotesi e di dire alcune impressioni, sperando di dare un contributo in positivo. Io credo che tu a momenti arrivi al nodo della questione, ma poi purtroppo ti riperdi… Voglio dire, la volontà certamente non ti manca, ma mi pare che a momenti si giri a vuoto, che si torni sempre allo stesso punto: questo è il segno che non va bene. Io in parte mi sono identificata con te, in parte però con tua moglie (sono una donna, preciso). Con te perché anche io, anche se forse per ragioni diverse, sono stata una donna che aveva idee ben precise su come e perché e quando avere figli (infatti alla fine non ho avuto figli… Sarà un caso? Sarà, ma io non credo più di tanto). Con tua moglie invece mi sono identificata per la parte di me che voleva, eccome, un figlio. Ma lasciamo perdere il “figlio”, e sostituiamolo con una qualunque altra cosa: cioè una qualunque ragione per cui io mi sono sentita non amata, non considerata, non compresa, non ascoltata, e quindi ho sviluppato un “rancore” (quello che credo abbia tua moglie) da spingermi a pretendere, un giorno, PROVE di quell’amore in cui credevo. Prove non arrivate, e di conseguenza il mio aver chiuso. Tua moglie, Fuori dal Coro, ha dato prova, eccome, di amarti, a mio vedere, e questo per ben venti anni. Non chiacchiere. Bazzecole. E’ per questo che, siccome tu lo sai, non ti rassegni. Sai che lei ti amava. Sai che cosa le è mancato, alla fine. Lo sai perfettamente. Solo che non sei riuscito a darglielo. Non solo: quando lei è tornata, domandati come mai è emerso sempre lo stesso problema. Eravate rimasti allo stesso identico punto: lei ti amava e voleva un figlio. E tu lo sapevi perfettamente. Ma non sei riuscito, per la seconda (in realtà per la centomilionesima volta) a dire, ok, facciamo all’amore e io mi lascio andare, vado a dritto. Ecco perché lei se ne è andata, più o meno dicendo: ci metto una pietra sopra. Non c’è proprio nulla da fare. Lui un figlio non lo vuole, punto e basta.

  • 902
    Chiara -

    Il fatto che tu abbia iniziato con tutta una serie di PROVE, anche tu, di richieste, dimostra, di nuovo, che tu volevi, e per primo, prove. Se ti arrivavano bene, se non ti arrivavano non avresti fatto quello che lei desiderava (e da lungo tempo, lo sappiamo). Aleba, a un certo punto, molto saggiamente, ti ha dato un suggerimento, che secondo me avrebbe potuto essere messo in pratica (ma purtroppo te lo ha detto dopo, quando tu sei tornato a raccontare ciò che era successo, e Aleba non poteva farci nulla, purtroppo), cioè ti ha detto come AVRESTI potuto fare. Sembra una sciocchezza, ma non lo è affatto. Lei ti ha detto qualcosa come: tu le dicevi, sì, tesoro, sono disponibilissimo a fare un figlio. Anzi (meglio), credimi, LO VOGLIO anche io, sai? Lo VOGLIO proprio, credimi. Aleba ti diceva: tu le avresti dovuto dire: cara, dai, facciamo intanto gli esami di routine per la gravidanza (esami che tutte fanno poco prima di affrontare una gravidanza), fai una cura di vitamine eccetera. Ecco, quello era, intanto, un sistema perché lei iniziasse a “sciogliersi”. Sciogliere le tensioni, riprendere a fidarsi. Un’altra opzione, secondo me, sarebbe stata: sì, amore, mi lascio andare, durante il rapporto. Lei si sarebbe sciolta, Fuori dal Coro. E peraltro, siccome è stressatissima, non credo proprio che sarebbe rimasta incinta per quell’unico rapporto. Ma voi, intanto, sareste tornati insieme. Tu, invece, come lei si è ripresentata, l’hai messa di fronte ai PROBLEMI (dobbiamo chiarire, tu te ne sei andata, dove vivremo, bisogna vedere se mi abbracci, bisogna vedere se tu sei sempre la stessa, eccetera). Che in realtà era sempre lo stesso PROBLEMA. E questo non significa, come tu credi, amare una persona, accoglierla (come tu credevi di fare con lei, mentre non ti credevi accolto da lei), ma significa RESPINGERE. Anche se inconsciamente, sia chiaro.

    Il suggerimento di Aleba era ottimo, sai perché? Perché il compromesso (e capisco che sia difficile, non credere) significa venirsi incontro; dunque l’atteggiamento di Aleba era: io non ti dico di no, ti dico di sì, ma prima, intanto… Iniziamo, per gradi, a fare delle cose ANDANDO INCONTRO ALLA GRAVIDANZA. Nel frattempo, però, significava andare, di fatto, più per gradi, come avevi bisogno tu, e anche giustamente, non discuto su questo. Ecco che vedrai che non c’è stata, invece, da parte tua, PROPOSITIVITA’. Del tipo: sì, guarda che io lo voglio fare. Solo in modo leggermente diverso da come vuoi tu (e sarebbe stato meglio NON SOTTOLINEARE questo, ma portarcela in modo morbido, a quella soluzione, in modo meno diretto). Senza dunque dire i PROBLEMI, propositivamente, si doveva dire: sì, facciamolo, esempio, cara andiamo a fare gli esami del sangue, facciamo una cura di vitamine, dai. Ecco, una cosa così. E ripeto, se andavi dritto, quel giorno che hai fatto l’amore con lei, non succedeva niente di tragico, anzi. Succedeva che lei si scioglieva. Si scioglievano le tensioni.

  • 903
    Fuori dal Coro -

    Ciao Chiara
    Anzitutto piacere. Mi fa piacere che mi abbia risposto. Chiara io mia moglie l’amavo e la amo ancora. Se hai letto qualcosa avrai capito che io da sempre non desideravo figli. Più che altro ne avevo paura. Ma lei lo sapeva da sempre ed è sempre stata d’accordo con me. Lo so che lei mi ha amato. Così come io ho amato lei. Anche se ognuno ama in maniera diversa. Io l’ho amata di amore vero sincero, senza annientamenti. Sono rimasto me stesso. Mi sono mostrato per quello che ero. Ma questo è scritto nei precedenti post.
    Quindi ok. So cosa le è mancato. Le ho chiesto scusa e le ho detto immediatamente che sarei stato pronto a fare un passo indietro. Ma lei non ne ha voluto sapere. Per due anni le sono stato dietro Due anni in cui ho preso solo calci in faccia. Non sto qui a dirti le cose che mi ha fatto e mi ha detto. Cose che oggettivamente non meritavo. Perché lo ripeterò fino a che avrò un filo di fiato: io non ho fatto nulla per farle del male. Non ho capito e lo ripeto non ho capito che lei stava male. Avrà tenuto dentro il suo malessere ma io non sono riuscito a vederlo. E non ho capito quanto fosse importante per lei. Io facevo fatica ad accettare l’idea di fare un figlio. Ci stavo provando. Chiara una paura è paura. Un figlio è una cosa importante, forse la più importante ed io dentro di me non riuscivo a superare la cosa. Ma va bè ho scritto e riscritto su questo argomento. Se vorrai chiarimenti su questa cosa te li darò.
    Or bene tu mi dici che quando è tornata io, per cento milionesima volta non sono riuscito a darle un figlio. Chiara lei è tornata dopo più di due anni e a seguito della morte di mio padre. Per due anni mi ha scacciato, fino a pochi mesi prima non voleva neanche vedermi in foto. Le telefonavo e non mi rispondeva. Senza contare le cose che mi ha detto. Sono successe tante cose in questi quasi tre anni Io la amo Chiara perché un sentimento vero non si cancella. Ma un figlio tu mi insegni è frutto dell’Amore di due persone. Quando lei è tornata, perdonami ma io questo Amore da parte sua non l’ho visto. Io aspettavo semplicemente un abbraccio, non chiedevo chissà cosa.
    Non pensare che noi uomini siamo insensibili. Non chiedevo la luna. Io avrei fatto tutto quello che mi ha detto Aleba. Volevo solo Amore solo quello. Stavo vivendo un lutto gravissimo da pochissimi giorni, un lutto inaspettato. Un’altra sofferenza che si era aggiunta a quella della separazione. Chiara io sono stato abbandonato da mia moglie. Forse non sai cosa significa essere abbandonati da chi ami e così senza possibilità di appello.
    Sai Chiara tre anni fa io avrei immediatamente provato ad avere un figlio. Adesso dopo quasi tre anni di latitanza, tre anni di calci nel c….lo non è facile fare quello che dici tu. Io ti dico Chiara, mettiti nei miei panni. Mettiti nei panni di un uomo che ama ancora sua moglie ma che ha bisogno di rassicurazioni. Lei non me ne dava. E non sto qui neanche a descrivere…

  • 904
    Fuori dal Coro -

    …i motivi per cui non mi sono lasciato andare. I figli Chiara tu me lo insegni devono nascere da una coppia che si ama. Devono avere un padre e una madre che si amano e si rispettano. Quante coppie fanno un figlio per salvare il rapporto poi il rapporto va a scatafascio e chi ci rimette sono i figli.
    Io volevo che lei fosse madre e io padre. Ma nello stesso tempo volevo essere suo marito. Mi capisci cosa intendo ? Lasciarsi andare ? Si ok Chiara va bene. Bastava che lei facesse una cosa…che mi dicesse “ti amo” ed io sarei andato fino in fondo. Giuro. Che prove cercavo Chiara ? Cosa le chiedevo ? La cosa più normale del mondo tra due persone che si vogliono bene: l’Amore. “Ti Amo amore mio”. Io lo dicevo perché lei no ? Aveva paura di dirlo ? E perché ? E se aveva paura lei perché non avrei dovuto aver paura io. Quasi tre anni durante i quali sono successe tante cose sono tanti Chiara. Non sono in grado di descrivere il male che ho provato, il male che non celavo, le lacrime che ho versato, davanti a lei, senza un minimo di orgoglio. Io che soffrivo da solo e lei….dov’era mentre io morivo di dolore. Io il mio dolore l’ho manifestato…tutto. Lei lo ha celato dentro per anni. Io non l’ho capito. Lei non poteva non capirlo. Anche i muri lo avevano capito.
    E nonostante tutto ero pronto a riprenderla, dopo la morte di mio padre in cui ero solo anche lì. Ero pronto a fare un figlio con lei nonostante le cattiverie che mi aveva detto e che onestamente lo ripeto non le meritavo. E chiedere un abbraccio ad una persona non significa chiedere prove non significa andare per gradi significa solo dire MI VUOI BENE ?……E BASTA….e il resto veniva da se…ED IO MI SAREI SCIOLTO CHIARA…COME NEVE AL SOLE.
    Ti aspetto per commenti
    Grazie Chiara

  • 905
    Fuori dal Coro -

    Chiara
    Poi un inciso Chiara. Tu mi parli di PROVE. Le prove d’Amore che lei mi ha dato per quasi venti anni. Venti anni mica bazzecole come dici tu ? Ma quali sono queste PROVE Chiara ? L’avermi rinfacciato ogni cosa di tutti questi anni. Perchè forse tu giustamente non puoi aver letto tutti i post, ma lei in questi quasi tre anni mi ha rinfacciato anche i tempi del fidanzamento. Mi ha rinfacciato ogni PROVA del suo Amore. Io, quello che l’ha amata semplicementeper quello che era con tutti i suoi pregi e difetti non le ha rinfacciato nulla. Ma proprio nulla. Io non ho chiesto prove d’Amore a lei. Io l’ho amata, l’ho sposata e sarei voluto invecchiare con lei. Non ho mai dimenticato una ricorrenza, mai tradita, sempre con lei. Non ho mai pensato ad un’altra donna se non a lei. E sono rimasto me stesso, mai bluffato, mai detta una cosa per un’altra. Massima correttezza, fiducia, passione. Per me fare l’Amore con lei dopo quasi 20 anni era come il primo giorno. Qual era la prova d’Amore ? Fare un figlio ? Purtroppo non me la sentivo, non lo desideravo. Un figlio non è un gioco, non è una qualcosa che si fa per forza. C’è chi li fa tanto per farli, perch si devono fare. Come disse qualcuno, i figli si fanno con la pancia. Io dico che i figli si fanno anche con la testa. Perchè hanno bisogno di cure, di affetto, di responsabilità, di un padre e di una madre. Io sono stato onesto con lei e con me stesso. Non me la sentivo. Ma lei lo sapeva da sempre. Poi lei ha cambiato idea, la natura ha chiamato e lei ha risposto. Io ho provato a cambiare strada in corsa a cercare di convincermi. Ma era faticoso. Non ci riuscivo. La paura forse anche un po’ egoistica per carità (ma tutto è egoismo, anche fare un figlio) la faceva da padrone. Ma volevo cambiare, per lei , per me e per noi. Ma lei non mi ha aiutato. Si è tenuta il suo malessere dentro. Covando ogni cosa e rinfacciandomela oggi. Se solo avessimo litigato, discusso. Se solo l’avessi vista piangere. Vedere che quel figlio lo desiderava davvero. Che qel desiderio di un figlio avrebbe potuto compromettere il nostro rapporto. Ma che ne sapevo ? Era sempre allegra felice contenta. Per non ferirmi ? Bella roba. Poi quando ha deciso mi ha accoltellato alle spalle lasciandomi di stucco. Mentre io le dicevo ma qual è il problema ? E mentre lei non rispondeva le dicevo “ma il problema è il fglio ? Sono pronto a fare un passo indietro, a rivedere la situazione e a formare una famiglia con te”. Ma lei non ne ha voluto sapere. Posso capire un giorno, un mese, tre mesi, ma poi se ami davvero dovresti essere ben felice che tuo marito abbia capito e sia pronto a diventare padre. Hai paura che lo faccia per paura di perderti ? Non è così ma anche se fosse…quale migliore dichiarazione d’Amore: pur dinon perderti sono pronto a tutto. E cosa poteva pensare che le avrei rinfacciato un figlio ? Chiara come voi donne desiderate un figlio perchè la natura chiama così noi uomini sentiamo la paternità quando un figlio…..

  • 906
    LUNA -

    FUORI DAL CORO: ciao, io non ho detto che le donne che subiscono maltrattamenti non amano i loro compagni, ma il problema reale, e complesso, della reazione emotiva al maltrattamento si riassume in due concetti “idealizzati, o se vuoi stereotipati, in negativo e in positivo, del mero masochismo o del sacrificio d’amore estremo.
    Persone per nulla masochiste possono trovarsi in quelle situazioni e restarne travolte, e allo stesso modo non è perché si ama di più che si sta in una situazione di maltrattamento.
    L’argomento è complesso, e forse non mi so spiegare.
    E’ comunque un argomento che ho trattato spesso, in varie sfumature, e ad personam, in questo forum. E anche fuori da qui.

    Per quanto riguarda l’altra questione è anche complessa, ma diciamo, in breve, che tu in un determinato momento della tua vita hai detto un no, a ciò che racconti, ma non hai continuato a fare reiterata molestia morale e psicologica nei confronti di tua moglie.
    Potremmo discutere su cosa sia la molestia morale e psicologica, ma quando io uso certi termini mi riferisco ad una precisa dinamica e fenomeno, reiterato, con determinate caratteristiche.
    In tal senso da ciò che tu racconti (ovviamente ho solo la tua campana) tu non hai operato nei confronti di tua moglie quel tipo di dinamica.
    Poi io non c’ero, e quindi non posso sapere se tu invece lo hai fatto.

    CHIARA: scusa se mi intrometto, ma essendo il forum aperto ovviamente ti ho letto e vorrei dirti la mia opinione. Da donna.
    Sono d’accordo con te sul fatto delle vitamine ecc, sul fatto di un avvicinamento alla questione gravidanza. Ma la situazione contingente non mi sembra accessoria. Cioè che appunto fossero passati due anni in cui l’uomo che dovrebbe aver avuto la lucidità e l’accoglimento di dire questo aveva avuto da parte dell’altra persone un certo tipo di chiusura, atteggiamento. e si trovava inoltre in un momento particolare della sua vita. Se poi il vaso di lei fosse stato colmo, in maniera retroattiva, come da lei enunciato in quei due anni e passa, la domanda del perché avesse cercato un figlio da una persona verso la quale provava rancore retroattivo mi sembra alquanto, anche istintivamente lecita. E tanto più dopo due anni e mezzo di reiterate affermazioni in tal senso.
    Io non sto dicendo che il fatto di sentirsi dire di no per un figlio non possa di per sè costituire un trauma per una donna che in quel momento vuole un figlio, ma, come ho già detto, il fatto del perché lo vuole non mi sembra una questione accessoria. Perché lo vuole da me, se fossi un uomo. Perché un uomo lo vuole da me, in quanto io donna.
    Fuori dal coro ha riportato una frase, più o meno “Se non faccio un figlio ora ho paura di pentirmene” che, ribadisco, è molto diversa da “desidero davvero un figlio in questo momento, da te”. Personalmente io credo che il sapere perché si desideri un figlio sia importante, perché lo si desidera da una persona in particolare e se effettivamente è così. O se il rancore nasce da un concetto

  • 907
    Fuori dal Coro -

    ….lo vediamo davvero e lo prendiamo tra le braccia. E come lei diceva spesso sarei stato non un bravo padre ma un padre esemplare. Perche se non avevo vogli di prendermi la responsabilità di un figlio è perchè sapevo che quando me la fossi presa sarei stato davvero un padre responsabile. Di testa e di Cuore
    Un abbraccio

  • 908
    LUNA -

    di crisi personale che trova anche un capro espiatorio.
    E credo che la persona da cui si vuole un figlio sia alla pari, sia alla pari nel dire di sì, dire di no, e che abbia tutto il diritto di sapere cosa ci sia nel cuore e nella testa dell’altra persona, per quanto sia possibile, con un minimo di sacrosanta chiarezza.
    Guarda, Chiara, che io non giudico il fatto che lei possa aver vissuto male in quel momento il fatto che lui le desse una risposta negativa,
    ma comunque il figlio è una questione di coppia, non solo per il fatto che l’altro DEVE dirti di sì, ma anche nel perché ti dice di no, e come, nel presentarsi di una crisi, l’affronti.
    Tutto questo casino, a leggere, onestamente, a me non pare sia dovuto al fatto che lui abbia detto di no, di per sè, ma a tutte le puntate seguenti, e nelle puntate seguenti, se pure una relazione è fatta da due persone, chi è uscita dalla relazione è stata lei. chi ha dato una certa linea ai due, ormai quasi tre anni seguenti è stata lei.
    E anche se l’avessero data in due questa linea, ciascuno con le proprie ragioni, quelle dinamiche esprimono qualcosa, hanno una loro ragione d’essere.
    Secondo me il fatto che FUORI DAL CORO abbia tentato di sviscerare i REALI problemi prima di dire “ok, cara, comincia a fare gli esami e a prendere le vitamine” è molto più logico che il fatto di dirlo e poi sviscerare i problemi. Perché i problemi, in questa relazione, che di fatto non c’è, in questo momento sono “belli” grossi. Perché non ci si può affidare al caso, tipo roulette russa, e dire: tanto, stressata com’era, mica sarebbe rimasta incinta subito. Con due persone però che i problemi, è evidente, nella relazione li hanno.
    Il problema è sempre quello dici, il NON-FIGLIO.
    Può darsi, ma il valore simbolico che è stato dato da lei alla cosa e la sua reazione non mi sembra un fatto accessorio, ma a sua volta un vero problema. Così come Fuori dal coro ha indagato nelle sue ragione, quelle che stavano dietro al suo no momentaneo, pronto a comunicare ciò che ha capito, pare sia mancato totalmente, dall’altra parte, un lavoro personale (reso necessario dall’ampiezza e la durata della reazione) riguardo al volere il figlio, ai perché, al perché di una certa reazione così violenta ad un no.
    MOMENTANEO. Non ho figli ancora, e non sto giudicando il fatto che lei volesse un figlio, beninteso. Ma, pur capendo il rapporto viscerale che può avere la donna con la maternità, trovo, da quel che leggo, ovviamente, che nel parlare di mancanza di sensibilità per il femminile, da parte di lei ci sia stata, in questi tre anni, una scarsa considerazione empatica e paritaria.
    E, per quanto io sia una donna, dopo un periodo di crisi così lungo e un certo trattamento, credo che avrei reagito esattamente come ha reagito FUORI DAL CORO, al momento del ritorno, per le sue stesse ragioni. Più che le vitamine lì ci voleva una terapia di coppia, o singola ma chiarificatrice, prima di allargare la famiglia. Questa solo la mia opinione.

  • 909
    LUNA -

    errata corrige post mio 906: ‘…NON si riassume in due concetti…’

  • 910
    Chiara -

    Fuori dal Coro, piacere di conoscerti : )

    LUNA (noi ci conosciamo… qui sono Chiara, ma di là, dove sai tu, ero Naty; e ti mando un grande abbraccio…). Ci sarebbero molte cose da spiegare, anche se ritengo, sulla base come ho detto, della lettura attenta di centinaia di messaggi, che Fuori dal Coro – purtroppo – abbia un notevole, LUI, limite, che non è riuscito, semplicemente, a superare.
    LUNA, tu scrivi: “Più che le vitamine lì ci voleva una terapia di coppia, o singola ma chiarificatrice, prima di allargare la famiglia”.
    La terapia di coppia? Benissimo, più in là, visto che lei aveva al momento rifiutato. No, Luna, qua ci voleva un segnale propositivo, concreto, quello che questa donna, secondo me, ha aspettato per venti anni (anche se lei stessa lo ha capito dopo parecchi anni: questo io penso).
    Si doveva andare dritti, dirle delle vitamine, temporeggiare solo per la cosetta delle vitamine, dei normali esami da fare prima di. Poi, dopo, poche chiacchiere, e andare dritti all’obiettivo, o la va o la spacca, ma intanto si recupera, alla grande, la coppia. E infatti: o ci si rimette insieme o si chiude. E infatti niente: Fuori dal Coro un figlio non lo vuole, e infatti sua moglie conclude – inevitabilmente, mi pare – così. E infatti niente figlio. Però, se tu lo sai, allora chiudi, una volta per tutte. E’ quello che ha provato, e ora riprova, a fare lei. Lui no, nonostante sa che lui, le sue paure, le sue ansie, con tre psicologhe diverse, col cavolo che le ha sciolte. No, lui andava dalla psicologa a chiedere della moglie, sulla moglie, anziché lavorare su sé (uno psicologo, peraltro, per il poco che ne so, rifiuta immediatamente, o di lì a breve, che un suo paziente si concentri su un terzo che non c’è; ti dice no, eh no, lavoriamo SU TE, sui TUOI problemi, sulla TUA paura, ad esempio, di avere un figlio, oppure RIFIUTO, oppure eccessivo bisogno di CONTROLLO, di razionalità ecc.), e infatti, il problema dei problemi, sta sempre lì, e col cavolo che si smuove o che si è smosso. Questo è un FATTO. Ripeto: se vogliamo, dopo le analisi, essere CONCRETI.
    Scusami Fuori dal Coro. Credimi, mi dispiace dire certe cose, e soprattutto mi dispiace di come siano andate le cose. Considera che anche le mie, in fondo, sono solo delle ipotesi (lo avevo premesso e do per scontato che questo resti sempre nella mia premessa, in ogni intervento che potrei fare: la tua vita è la tua vita, ovvio, e saprai tu che cosa ritieni giusto, o ti senti, di fare o non fare). A me, come ho detto, sarebbe sembrato necessario che tu facessi un passo (se indietro o avanti vedi tu), ma sul serio, più ancora di lei (che peraltro TORNANDO FA UN PASSO; o no?), anche se ti può sembrare assurdo: razionalmente. La razionalità c’entra sempre, in tutte le cose della nostra vita, però eccedere nella razionalità (così come in tutto) può fare ugualmente danni, purtroppo. Non si può controllare tutto, e tutti, fino al minimo dettaglio.

  • 911
    Chiara -

    Non si può controllare tutto, e tutti, fino al minimo dettaglio. Bisogna anche vivere, lasciare che gli altri si esprimano, desiderino ciò che desiderano, e rischiare. Tu non hai rischiato, mi spiace dirtelo, credo mai, con tua moglie. Le hai chiesto prove. Te le ha date. E’ stata una fidanzata e una moglie splendida: per anni. Lei, io credo, ha rischiato moltissimo, invece, con te. Tant’è che ne ha (lei ritiene) le conseguenze; o no? Questo è un FATTO. No chiacchiere. Del tipo: sai, volevo andare al cinema, ma lui voleva andare al lago. Eh no. E’ per questo che ha rabbia. E poi, il rancore… Il rancore? C’è anche il risvolto (come in tutte le cose) “positivo” del rancore (che deve però finire, eh? È positivo che possa esserci FINCHE’ si ama qualcuno, finché si lotta, nel senso che – in fondo – ancora si desidera stare con quella persona; non ha alcun senso, il rancore, invece quando si decide che è finita; come si dice: chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto, amen; e capisco bene che ovviamente occorra del tempo per elaborare e arrivare a questo, ma ci si deve arrivare, non restare in eterno nel rancore). Ricorda che si discute e ci si arrabbia, e magari si dicono cose per rancore, quando ancora non ci si rassegna, quando ancora si ama, quando ancora si pretenderebbe – e non è detto, affatto, perché siamo prepotenti e basta, no – che l’altro ci capisse. La volta che ci si mette una pietra sopra, ci si pacifica. Ci si dice: non era proprio per me, quella persona, e proprio non riuscivo ad accettarlo. Ci si dice: quella persona mi era cara, carissima, eppure… Mi ha fatto tanto male. Ora mi è indifferente, finalmente, dopo tanto dolore.

    E tu, Fuori dal Coro, ora che vedo tiri fuori tutto, di nuovo… Arrabbiato… Con lei, tua moglie… Dici: mi ha detto questo e quest’altro. Mi ha fatto questo e quest’altro. Normale, regolare, è naturale. Di sicuro ti ha detto cose (brutte) e fatto cose (brutte). Ma io le ho lette le cose, ho letto centinaia di commenti prima di intervenire. Tu dici: forse tu non sai… No, io ho letto, tantissimo, e mi sono fatta un’idea, con tutto il rispetto. Lo so che è andata via, e proprio quando tu… Guarda un po’, le hai detto: sono pronto a fare il figlio, eccomi. Certo che glielo hai detto, facile così eh? Glielo hai detto quando era già sulla porta, eh? Dopo ANNI. No giorni, no mesi, ANNI. Anni e ancora anni. Lo so che ti ha tradito. Lo so che ti ha trattato in malo modo al telefono ecc, ho seguito, credo, tutte le fasi salienti fino al suo ritorno. Tu non puoi capire come ho sperato. Ero lì, quando lei è tornata, che mi immaginavo: ora ce la fanno… E mi immaginavo una scena, Fuori dal Coro, come se ti parlassi. Fai all’amore con lei, ti incitavo, lasciati andare, dalle fiducia. E invece no. Dobbiamo parlare. E io non so più chi sei, e io non più se mi ami… Lo sapevi vero che RISCHIAVI a fare così. Rischiavi di perderla?

  • 912
    Chiara -

    Lo sapevi vero che RISCHIAVI a fare così. Rischiavi di perderla? Ma tu no, hai preferito questo RISCHIO (vedi che quando vuoi sei IRRAZIONALE? Perché sei guidato dalle TUE PAURE, e non lo vuoi vedere, e non lo vuoi ammettere) al rischio REMOTISSIMO di un figlio (per una notte d’amore, lei stressatissima, ma figurarsi se rimaneva incinta), e dovevi puntualizzare, capire, eccetera eccetera eccetera. Chi doveva fare un figlio, dimmi, SE NON UNA COPPIA- SUPERCOLLAUDATISSIMA E SPLENDIDA – COME VOI DUE, eh? Ma chi? Chi? Fanno figli i matti, i poverissimi, gli immigrati più di noi italiani. Mo’ per te, voi, in una bella casa immersa nella natura, con PROVE SU PROVE che ‘sta coppia andava alla grande, da ANNI, fidanzamento e dopo matrimonio, anni e anni: NO. No, no e no. E ancora non basta. Ma lo vuoi capire che a certi non bastano mai le situazioni GIUSTE, con la persona GIUSTA, con il lavoro GIUSTO, la casa GIUSTA, per fare un figlio? Ecco, io sono stata un po’ così (ecco perché IN PARTE mi identificavo anche con te). Ma io, cavolo, avevo problemi di soldi, di lavoro, di traslochi qua e là, di uomini inaffidabili, o depressi, o infedeli. E dovevo farci un figlio, dopo che avevo promesso a me stessa: un figlio? Dopo quello che ho passato io a causa dei miei genitori? Mai. No. Dovrà essere così, così e cosà, dicevo a me stessa. E brava. E così, io, grazie ai miei genitori in un certo senso, e dopo diciamo a una discreta dose di sfortuna, non ho avuto un figlio. Be’, si sapeva dall’inizio, da quando avevo cinque anni, eh? Che non avrei avuto una vita facile. Ma tua moglie, Fuori dal Coro? Tua moglie aveva tutto. Aveva tutto PER POTER avere un figlio. Chi doveva averlo un figlio, se non lei, me lo dici? Non ti accorgi di quanto possa essere non solo incredibile, assurdo, ma TRAGICO per lei? Se non vuoi un figlio, ora, lasciala andare, lasciala andare davvero. Io credo che se lei è tornata è perché ci credeva. Ha creduto a cose che tu le hai detto (le hai dette anche qui; in sostanza: la amo così tanto che ora farei tutto, sono pronto, eccetera – e invece no, non sei pronto manco per niente, e tua moglie che cosa vuoi che pensi? Se non: lui non sarà pronto MAI), oppure che ha voluto tentare, è vero, potrebbe essere, nonostante forse, ormai, il vostro rapporto fosse irrecuperabile. Ha fatto bene a tornare da te, non solo se ci credeva, ma anche se era piena di dubbi. Sai perché? Perché i nodi vengono al pettine. Abbiamo visto, ora, NEI FATTI, che siamo in una crisi IRREPARABILE? Bene, fine dei giochi. Basta.

  • 913
    Chiara -

    E sta di fatto, come ho detto, che l’unica possibilità, per cominciare, e cominciare bene, non con i problemi, e questo e quello, fosse sciogliere le tensioni, i conflitti, i rancori, riprendere fiato, fiducia. Cosa volevi che lei ti dicesse, visto che siete, secondo me, rimasti SEMPRE allo stesso punto, allo stesso NODO che non si è MAI veramente sciolto (e ricorda che lei non doveva SCIOGLIERE nessun nodo, al riguardo: lei aveva ben chiaro di volere un figlio), che ti dicesse: tesoro, sono tornata, andiamo al parco giochi, o andiamo al cinema, o facciamo i fidanzatini, o facciamo sesso, dai, divertiamoci, amiamoci e basta, per ora… Per ora? Per ora Fuori dal Coro? Questa donna ormai è prossima ai quaranta anni. Ma davvero non riesci a capire che una donna, tra i 35 anni e i 40, possa iniziare ad ANNOIARSI, a sentirsi insoddisfatta, PROFONDAMENTE, a sentirsi incompleta, a perdere di interesse per tutto il resto, o a metterlo molto in secondo piano, perché VUOLE UN FIGLIO? Egoismo? Egoismo è fare un figlio perché ci si sente VUOTI dentro, DA SEMPRE, perché non si ama e non si è amati e allora si vuole riempirci con qualcosa (e noi sappiamo e credo che siamo d’accordo, che un figlio non è un OGGETTO, che io lo prendo e mi ci riempio il vuoto; eh no); non quando tu quel vuoto, dentro, lo hai PER CONSEGUENZA a quella mancanza, perché SAI che potresti dare tanto, perché tu DESIDERI, fortemente, un figlio, e ti senti sprecata. Vogliamo perdere mesi e anni a DISCUTERE che siamo ANIMALI e prima o poi questa cosa accade? Non a tutti? Benissimo. Esiste anche l’omosessualità fra gli animali, infatti. E allora? Questo non significa che tutti gli altri debbano essere privi di quell’istinto di riproduzione, che nel caso degli umani, è vero, diventa cosa più complessa, ma non di deve esagerare: perché per fare un figlio non c’è da diventare pazzi, se beninteso lo si vuole, se beninteso – molto semplicemente – si vuole un figlio e punto. Non è una tragedia, un’ansia, un panico. Eccetera. Che cosa credi di avere trasmesso tu, Fuori dal Coro, a tua moglie, esplicitamente e implicitamente, riguardo al fatto che non volevi un figlio, se non che fosse una lista più o meno infinita di cose NEGATIVE? Un figlio? Una tragedia. Un figlio? Bello, ma ho paura. Ho ansia. Non lo voglio. Non voglio cambiare vita. Poi non ci ameremmo più come prima. Poi non ci divertiremmo più come prima. Eccetera. Ma cosa doveva pensare tua moglie: che siccome a te non andava, invece no, fare un figlio era una cosa bella, bellissima? Attribuisci a lei che i fondo non era mica tanto convinta… Ettecredo! Vorrei vedere tu, se per dire ti piace il cinema, a stare per venti anni con uno che sposandoti dice: ti sposo ma io ricordati che al cinema non vengo. Il cinema non mi piace. Il cinema ci influenza. Eccetera. Per VENTI ANNI. A te il dubbio, se ami qualcuno, viene, che in fondo il cinema… Si va be’, in fondo non è tutta questa gran cosa. Se ne può fare a meno.

  • 914
    Fuori dal Coro -

    Ciao Chiara
    Credo che tu non abbia ben compreso quanto in realtà io stia soffrendo per questa situazione. Forse non ti è chiaro il sentimento che provo per mia moglie. Forse non riesco a farlo trasparire nei miei scritti. A questo punto perdonami tu ma non sono d’accordo quasi per nulla con quanto hai espresso nei tuo post n. 910 e 911 e cercherò più che altro di risponderti. Poi mi spiegherai qual è il mio “notevole” limite. Anche se immagino ti riferisca alla questione “figlio”. Anzitutto mi parli di venti anni nei quali mia moglie ha aspettato un segnale propositivo. Che segnale scusa ? Fammelo capire perché non ho capito. D’altra parte scrivi che pensi che probabilmente lo ha capito anche lei dopo tanti anni. Quindi non lo capisce lei e dovrei capirlo io ? E in base a cosa ? Fammi capire ti prego !
    Mi dispiace contraddirti Chiara ma io un figlio lo voglio e lo voglio esclusivamente da mia moglie. Ma da una moglie che mi ama. Una moglie che mi ama così come io amo lei.
    Mi parli delle tre psicologhe. Si ok. Io ci sono andato inizialmente per parlare di lei. Riguardo a me io so quali fossero le mie ansie e le mie paure. E comunque ne ho parlato con tutte e tre. Cosa c’è di tanto assurdo nell’aver paura di fare un figlio ? In tanti ce l’hanno non sono mica il primo. Un figlio è una responsabilità grande per la vita. E poi, non l’ho mai negato, l’ho scritto e riscritto: avevo paura di cambiare vita. Perché un figlio ti cambia la vita. O non è vero ? Ed io purtroppo o per fortuna mi trovavo a meraviglia in quel tipo di vita. E credevo si trovasse a meraviglia anche lei. Anche perché io stavo bene con lei. Che senso avrebbe avuto non voler cambiare quella vita che ritenevo meravigliosa INSIEME A LEI se lei questa vita non la riteneva meravigliosa come me ? Non vedevo malesseri in lei. La vedevo contenta. Come potrei stare bene con una persona che vedo ogni giorno afflitta ? Mi porrei il problema, cercherei di capire cos’abbia e farei di tutto per risolvere ciò che non va.
    Mi dici che non si può controllare tutto. Su questo ti do ragione. Pensavo di controllare il controllabile ma evidentemente non si può.
    Ma non puoi tirarmi fuori il controllo in una situazione come questa. Cosa significa che non ho mai rischiato con mia moglie ? E’ stata una fidanzata e una moglie splendida lo ribadisco. Ma quali prove le ho chiesto ? Volevo essere sicuro che mi volesse bene e questa è una prova? O altrimenti quali sono queste PROVE ? Io non ho chiesto prove a nessuno Chiara.
    E perché lei con me ha rischiato? Che rischi ha corso? Sono stato un libro aperto con lei fin dal primo giorno. Mi sono presentato a lei senza difese. Le ho fatto vedere come ero nel bene e nel male. Di quale rischi mi parli? Cosa vuoi dire? Qual è questo FATTO?
    Chiara tu non mi conosci ma io sono una persona seria e ho basato il mio rapporto con lei sull’amore,l’onestà,la sincerità,il rispetto e la fiducia.Tutti valori che ho messo in pratica. E non capisco quale donna possa rischiare

  • 915
    Fuori dal Coro -

    …con un uomo che mette sul piatto della bilancia queste cose. Spiegati Chiara per favore!
    Mi parli di rancore verso di me. Che rancore ? Perché? Per il figlio ? Ho chiesto scusa mille volte. Mi sono cosparso il capo di cenere per non essere riuscito a superare una paura e per non aver capito IO l’importanza di avere un figlio. Ma perché non ha discusso perché non si è seduta a tavolino dicendomi chiaramente quanto era importante per lei questo figlio? Importante al punto tale da mettere in discussione il nostro rapporto? Per non ferirmi ? Per poi accoltellarmi alle spalle?
    Mi parli di anni e anni. Chiara lei ha iniziato a chiedermi un figlio dopo i primi tre anni di matrimonio non prima. Mi sono sentito spiazzato. Ma nonostante tutto ho cercato di cambiare. Ma non ci sono riuscito. La paura di cambiare vita e il nostro rapporto che si basava sull’amore di coppia era troppo forte. Purtroppo è stato un mio limite non ce l’ho fatta in tempi brevi. E secondo te è facile dire si all’idea di fare un figlio quando lei se ne stava andando ? Si è facile se avevi la molla in tensione. E’ facile se erano due anni che ci stavi lavorando e bastava una scintilla per farla scattare.Se non avessi voluto saperne le avrei detto.“Va bè Amore mio ti amo tanto ma un figlio proprio non lo desidero”.Così come fanno tanti uomini. E invece non le ho dato neanche il tempo di respirare. Le ho detto che avrei iniziato a parlare di figli già dal giorno dopo. E dici di sapere che mi ha tradito.E caspita! Un tradimento! E che sarà mai? Passiamoci sopra. Tradimento! Già la parola fa paura. Un tradimento ti distrugge dentro.O vogliamo dire che la paura di avere un figlio sia più grave del tradire una persona. Ma stai scherzando Chiara spero!??!
    Ti ringrazio che mi hai seguito.Che hai sperato che ce la facessimo. Che mi lasciassi andare.
    E invece secondo te le avrei detto “dobbiamo parlare”. Forse non hai letto i miei post 903,904,905. Io non le ho detto che dovevamo parlare. Io ero distrutto dal dolore per la morte di mio padre. Le ho chiesto se mi amasse. Mentre facevo l’Amore con Lei (con la A maiuscola Chiara) aspettavo un abbraccio un TI AMO Chiara niente altro che TI AMO. Due parole, non volevo parlare di nulla. Chiedevo AMORE Chiara solo AMORE. Dopo tanta rabbia, dopo tanto dolore, dopo un tradimento….SOLO AMORE. Nessuna prova.
    Non ti capisco Chiara, giustifichi un abbandono,giustifichi un tradimento,giustifichi il rancore, giustifichi le male parole. E non giustifichi un uomo che dopo tutto questo chiedeva AMORE. Giudichi il mio errore di non aver voluto un figlio addirittura inferiore ad un tradimento ? No,non ci sto.
    Ma non è la ragione che voglio ci mancherebbe. Sto male ancora dopo quasi tre anni. Sto male perché Amo mia moglie. Sto male perché vorrei nascesse nostro figlio. Sto male perché vorrei che nostro figlio fosse il frutto del nostro Amore ritrovato.
    Ti abbraccia un uomo che sa cosa vuol dire amare, perdonare e che…vuole un figlio dalla donna che ama.

  • 916
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Indubbiamente il concetto maltrattamenti/amore è complesso. E capisco in sostanza quello che dici. Il mio alla fine voleva essere solo un termine di confronto per dire come chi si comporta in maniera civile e corretta è messo alla berlina, e magari accusato come un carnefice se commette uno sbaglio più o meno involontario, mentre chi si comporta in maniera incivile e sbaglia con la consapevolezza di farlo continua a fare i suoi porci comodi. Questo era il senso insomma.
    Per quanto riguarda il secondo concetto bè, non credo proprio di aver fatto alcun tipo di violenza, né fisica, né morale né psicologica.

    Ho letto il commento nei confronti di Chiara. Hai espresso come al solito concetti ben precisi. Ma mi rendo conto che Chiara può aver fatto un riassunto dei numerosi post scritti. Come ha scritto, non li ha letti tutti, sarebbero troppi onestamente. Ha tratto le sue conclusioni vedendola da donna che magari ha vissuto una simile situazione.
    Come al solito esponi meglio di me le cose che vorrei dire. Hai senz’altro più proprietà di linguaggio e usi spesso termini chiarificatori meglio di quanto faccia io.
    Chiara ha fatto una logica e semplice operazione: mia moglie desiderava un figlio, io non le ho dato un figlio, mia moglie se ne è andata perché non le ho dato un figlio, nel momento che ritorna io so che vuole un figlio, ergo dovrei darle un figlio.
    Non fa una grinza.
    Il problema è che tra il momento in cui mia moglie se ne è andata e il momento in cui è ritornata sono successe tante cose. Tante cose che, pur non avendomi fatto perdere il sentimento che nutrivo per lei, mi hanno fatto comunque perdere almeno in parte quella estrema fiducia che avevo in lei..
    Troppe parole cattive, troppe accuse, mai un dialogo costruttivo e mai una messa in discussione da parte sua. Solo ed esclusivamente mie colpe.
    Non bisogna scordarci che siamo esseri umani ed io per primo. E come tali abbiamo le nostre debolezze. Di fronte alla possibilità di fare fino in fondo ho sentito la necessità di capire se davvero la donna che avevo davanti mi amasse veramente. Ripeto un figlio non si fa con chiunque.
    Lei mia moglie dice di desiderare un figlio e anch’io adesso lo desidero. Ma non mi sognerei mai di farlo con una persona che frequento da cinque mesi. Lei è mia moglie per carità, ma per oltre due anni ha vissuto separata da me mentre io soffrivo all’idea di starle lontano. Ma a lei questo sembrava non importare. Io capisco quanto sia importante per una donna avere un figlio. Ma non può essere la più grande fonte di rancore verso qualcuno. Suppongo ad esempio che un tradimento ferisca di più di un no ad un figlio. Il no può mutare in si senza aver creato danni….e tutti vissero felici e contenti. Un tradimento ?
    Un abbraccio Luna

  • 917
    Chiara -

    Mah, Fuori dal Coro, a parte il tono (“Spiegati Chiara per favore!”) e affermazioni con un atteggiamento che, francamente, non predispone, almeno me, a continuare a postare (“Credo che tu non abbia ben compreso quanto in realtà io stia soffrendo per questa situazione”; “Forse non ti è chiaro il sentimento che provo per mia moglie”. Forse non riesco a farlo trasparire nei miei scritti. A questo punto perdonami tu ma non sono d’accordo quasi per nulla con quanto hai espresso nei tuo post n. 910 e 911 e cercherò più che altro di risponderti. Poi mi spiegherai qual è il mio “notevole” limite”), ma ti dico: se me ne davi il tempo… Di spiegare. Magari… Eh sì, perché sai avevo scritto diverse pagine, su un documento word, ma come dovresti sapere qui ti prendono i post due alla volta. Certo che ti avrei spiegato quale sarebbe il tuo LIMITE. Ma sai che c’è? Che sei già partito in difesa: non sono d’accordo, forse tu non sai, forse tu non hai letto, forse qui e forse lì. E’ del tutto OVVIO che una persona che legge su un forum, NON PUO’ SAPERE TANTE COSE. Se permetti, con tutto il rispetto: non le sai manco tu, che ci sei dentro fino al collo, e giri a vuoto da tre anni, con tre psicologhe diverse con le quali (tu dici) “non hai avuto alcun giovamento”. Eh sì, forse io non so un sacco di cose. Ma una entra e premette quando entra, SULLA BASE DI CHE COSA, AVENDO QUALI ELEMENTI e dice che è una sua INTERPRETAZIONE. Su ciò che crede sia la SOSTANZA. Quella che, per me, avendo letto buona parte della storia, è la SOSTANZA. M’importa nulla, Fuori dal Coro, ORA, dei DETTAGLI, sai, se ho da risolvere un problema, e andare al CUORE del problema, come si dice. Al CUORE. Peraltro, poi, se mi davi tempo, ti DIMOSTRAVO (nella mia IPOTESI: bada bene, IPOTESI, con te mi pare che si debba specificare tutto, ma proprio tutto) QUALE PERCORSO, secondo me, HA FATTO TUA MOGLIE. Che mi pare, è importante, no? Che mi pare che è quello che tu – molto spesso – chiedevi qui, e chiedevi alle psicologhe (cosa deve essere passato per la testa di mia moglie? perché è “cambiata”?)Ho detto quando sono entrata, correttamente mi pare, che ho letto centinaia di post, non TUTTO quindi, è OVVIO che un mio parere, una mia INTERPRETAZIONE, sono basati su una LIMITATA LETTURA. Ora, certo, io avevo scritto come dicevo varie pagine: solo che non potevo postarle tutte insieme. Sì, parlavo anche, ancora, del tuo LIMITE. Ma sai che c’è? Che mi è passata la voglia di provare a darti una mano. Perché quando uno ti dice, e subito, “Credo che tu non abbia ben compreso quanto in realtà io stia soffrendo per questa situazione”, ti dimostra che non ha capito un BEATO NULLA di quello che tu invece – almeno questo eh? – avevi proprio capito: e vale a dire che tu soffri. E giri a vuoto. E te lo ripeto. Son mica entrata qui perché tu stavi bene e io avevo voglia di svagarmi e divertirmi un po’, eh? Ma tranquillo: non hai alcun LIMITE. Sei perfetto così. Vai avanti così che vai benissimo. Ciao.

  • 918
    LUNA -

    chiaranaty: ma ciaooo 🙂 bacio! Ora, scusate, a parte l’ora, son anche stracotta dopo ore e ore di lavoro. Domani leggo tutto. Scusa, chiara, ma io leggendo tutti i post di fdc non ho avuto questa impressione. E le sue perplessità, istintive, al ritorno di lei, dopo anni, mi sembravano sane. Non giustificazioni. Vedi, chiara, se lei ha aspettato 20anni per avere un figlio ma senza dirlo e senza manco saperlo lei che discorso è? E se lo ha scoperto un giorno di colpo per età o che perché dovrebbere mettere in croce qualcuno che in quel precisomedesimoistante non la pensa uguale? E se la avesse avuta lui l’improvvisa conversione al sì e lei no? Scusa ma non sono d’accordo. Lui non le ha promesso una maternità e gliel’ha poi tergiversata e negata, che è già diverso. E, di per sè, non volere figli non è sintomo di sindrome di peter pan e egoismo, come invece volerne lo sarebbe del suo contrario. Io ho rispetto per chi vuole figli come per chi no. Non penso che, di per sè, non volerne sia la prova che qualcosa non va. Se scopri o dici di colpo che vuoi un figlio certo hai diritto di dire che per te è importante ma se ami chi hai di fronte forse ti interessa sapere anche i perché dell’altro.

  • 919
    Chiara -

    Ciao cara Luna, un abbraccio. Sì, sì, comprendo bene la tua interpretazione, e l’avevo già letta in precedenza (e naturalmente la rispetto) e potrebbe essere benissimo come dici: siamo appunto nel terreno delle “possibili interpretazioni”. Io però – come stavo iniziando, TENTANDO, di fare – do un’interpretazione abbastanza diversa. In sintesi: non è UN CASO che Fuori dal Coro stia molto male da tre anni, SENZA ALCUN GIOVAMENTO né CAMBIAMENTO, né in una direzione, né in un’altra. Ed è mia convinzione, ormai, che le cose non sono come lui le racconta, ma soprattutto COME LUI LE INTERPRETA (e DI FATTO: naviga nella quasi totale confusione e malessere), ma non perché CONSAPEVOLMENTE (di QUANTO lo faccia consapevolmente o inconsapevolmente io ancora non sono sicura: direi che ci vorrebbe uno psicologo, non credi anche tu? Per capirlo) lui LA RACCONTI, volutamente, quanto perché – facci caso – lui NON RIESCE, non riesce proprio, ad avere UNA REALE EMPATIA, diciamo così. Non riesce a mettersi nei panni di sua moglie, ma veramente (eppure, non vedi? Non fa che fare la domanda: io non capisco, ma perché? Perché è “cambiata”? Cosa è scattato in lei? Eccetera. Però DI FATTO, lui continua a non capire, e non solo: a non voler capire). Ecco, cara Luna, che allora cambia molto il significato delle cose che vengono dette… Ad esempio, quando la moglie gli dice, in sostanza, che se devono ricominciare LUI DEVE CAMBIARE; o gli dice che lui è stato, ed è, e per me LO E’ veramamente, egoista, o gli dice che lui non ascolta, o gli dice che lui VERAMENTE non voleva un figlio, E PUNTO, l’interpretazione cambia. A quel punto io posso vedere, ad esempio, che è lei, cara Luna, che ha rispettato il marito e le sue esigenze, e profondamente, non in superficie, con le buone maniere del “ma io ho chiesto scusa”, ma io non l’ho mai maltrattata ecc., è lei, sì, proprio così, che si è ANNIENTATA per lui; come? Te lo dico: REPRIMENDO una esigenza IMPORTANTISSIMA per lei; io CAPISCO quello che dice sua moglie, sì,ho la presunzione di CAPIRLA, e nei vari interventi che volevo postare parlavo anche del tumore alla tiroide; guarda, sono andata a dare un’occhiata, e trovo moltissimi – ovvio – pareri, riguardo questo problema, ma mi ha colpito una malata di tiroide che si è affidata, a quanto ho capito, alla medicina alternativa e che diceva più o meno che il problema PROPRIO alla tiroide ha a che fare con una REPRESSIONE, a un dover ricacciare dentro, a una COMPRESSIONE di qualcosa nella persona… Questo in sintesi. E QUALE ne sia la ragione, di questa compressione, tu mi capisci, si deve individuarla, e individuata si deve cambiare ROTTA e non farsi – noi a noi stessi, qualsiasi sia la ragione – del male, ma del bene). E non per dare ragione alla moglie di Fuori dal Coro e basta, ma PER CAPIRLA, CAPIRE UN PO’ TUTTA LA STORIA, capire i VERI problemi di questa coppia e quindi ANCHE di Fuori dal Coro, e quindi VENIRNE VERAMENTE A CAPO. Un grande abbraccio, cara Luna.

  • 920
    Fuori dal Coro -

    Ciao Chiara
    Mi dispiace sinceramente che tu abbia preso male le mie risposte.Non era mia intenzione.Nel mio“spiegati Chiara per favore” non c’era nessun tono particolare.Se avessi potuto pronunciartelo a voce ti saresti accorta che era un tono assolutamente pacato:semplicemente una richiesta null’altro.
    Per quanto riguarda le affermazioni “Credo che tu non abbia ben compreso quanto in realtà io stia soffrendo per questa situazione”; “Forse non ti è chiaro il sentimento che provo per mia moglie”.“Forse non riesco a farlo trasparire nei miei scritti.”. “A questo punto perdonami tu ma non sono d’accordo quasi per nulla con quanto hai espresso nei tuo post n. 910 e 911 e cercherò più che altro di risponderti.Poi mi spiegherai qual è il mio “notevole” limite”, non riesco a capire perché non predispongono a far si che tu continui a postare.
    Sai mi trovo fuori città. Ma ho portato con me il computer proprio per continuare a dialogare con te. Pensa quindi quando ci tenevo a confrontarmi con il tuo pensiero.
    Se ci fossimo trovati faccia a faccia avresti sicuramente interpretato quelle mie affermazioni in ben altro modo. La mia intenzione era solo farti capire quanto in realtà amo mia moglie e quanto stia soffrendo per la situazione.
    Poi il fatto che io non possa essere d’accordo su quanto hai scritto che vuol dire? Si può non essere d’accordo senza mancarsi di rispetto. Ed il fatto di aver detto che “cercherò più che altro di risponderti” non vuol dire altro che quello che ho scritto e che cioè “cercherò di rispondere alle domande che mi hai posto”. Vale il discorso che hai fatto tu: si prendono solo due post alla volta e in questi due post cercherò solo di risponderti.
    Così come “poi mi spiegherai il mio notevole limite” cioè POI ME LO SPIEGHERAI (quando mi risponderai)
    Ti chiedo scusa se sono stato frainteso ma nelle mie frasi non c’era nessun tono alterato né di sfida (ammesso che tu abbia pensato questo).
    Ripeto: qualunque cosa tu abbia pensato ti dico “Mi dispiace non era nelle mie intenzioni”
    Ora vorrei commentare i tuoi post 912 e 913 che, quando ti ho risposto non avevo ancora letto.
    Mi chiedi se sapevo che avrei rischiato di perderla ? No non lo sapevo Chiara.Non credo di non aver mai detto di non avere paure. L’ho scritto anche nei miei post 914 e 915..
    Si è come scrivi tu: eravamo una coppia collaudatissima durante il nostro rapporto. Ci volevamo bene, ci amavamo, stavamo bene insieme. Lo ripeto,l’ho scritto in molti post: avevo paura ad avere un figlio per i motivi che sai.
    Pero da quasi tre anni a questa parte, come ho scritto più volte: IO VOGLIO UN FIGLIO, VOGLIO UNA FAMIGLIA. E LA VOGLIO CON MIA MOGLIE.(il maiuscolo è solo per evidenziare quanto ci tengo)
    Perché continui a scrivermi che IO UN FIGLIO NON LO VOGLIO ?
    Perché ti sembra così strano che quando lei è tornata,dopo due anni e mezzo,io non abbia avuto bisogno di rassicurazioni sul suo amore? Quando ti ho scritto che non ero d’accordo con quanto scrivevi nei tuoi post

  • 921
    Fuori dal Coro -

    ..910 e 911 mi riferivo proprio a questo. Chiara mia moglie se ne è andata di colpo da casa. Tu mi fai notare come possa essersi sentita quando desiderava un figlio che io non le davo. Ma io ti dico “lo sai come mi sono sentito io dopo essere stato abbandonato dalla donna che amavo ?”
    Si sta male Chiara. Tanto male. Ti crolla il mondo addosso. Quando ti ho scritto che tu non hai compreso quanto in realtà amavo mia moglie era per farti capire che solo io so quanto Amore provavo per lei. E lo provo ancora Chiara.
    In questi anni ho fatto di tutto per riprendermela. Anche sbagliando. Per farle capire quanto l’amavo. E per farle capire il mio errore riguardo il figlio. Volevo formare una famiglia con lei…da subito e riprendere quel rapporto “collaudatissimo”.
    Quello che sto cercando di spiegare è che in questi anni di separazione sono successe tante, troppe cose. Cose che fanno tanto male. Cose che se da una parte non scalfiscono il mio sentimento, dall’altra mi fanno porre almeno una domanda:“Ma lei mi ama ancora?”
    Sai quante volte mi ha detto “Non ti amo più, rifatti una vita”.Quanti rinfacci di ogni cosa. Rinfacci riguardanti addirittura il periodo di fidanzamento. Fa male.
    Nei tuoi post 912 e 913 scrivi una cosa molto importante:“E sta di fatto, come ho detto, che l’unica possibilità, per cominciare, e cominciare bene, non con i problemi, e questo e quello, fosse sciogliere le tensioni,i conflitti,i rancori,riprendere fiato, fiducia.”
    Ed io ho provato a far questo Chiara,ci ho provato con tutto me stesso.Non volevo che lei mi dicesse “andiamo al parco, andiamo al cinema o quant’altro”. Ma solo che mi volesse bene.
    Sai quante volte le ho detto che l’amavo nell’ attesa di un abbraccio che non arrivava. Quello si avrebbe sciolto le tensioni,i conflitti i rancori.Ma non arrivava. Ed io tornavo a casa con le lacrime agli occhi. Lacrime che si sommavano a quelle per la perdita di mio padre.
    Dopo quell’episodio,il famoso episodio in cui mi sarei dovuto lasciare andare. Due giorni dopo eravamo in un supermercato. La guardai fissa negli occhi.Le chiesi se davvero volesse un figlio e se lo volesse da me.Mi disse di si. Ed io le dissi che anch’io lo volevo e che lo volevo con lei perché volevo formare una famiglia con lei.. Sedermi a tavola con Lei la sera insieme a nostro figlio. Questo le ho detto Chiara, questo cercavo.
    Ma il problema è un altro.Il problema è che Lei è ferma al nostro rapporto. A quando non me la sentivo di avere un figlio.Io non posso tornare indietro. Sapessi quanto vorrei.Ma non è possibile. Più di chiedere scusa, più di ammettere lo sbaglio. Più di questo non posso fare
    E credimi Chiara mentre ti scrivo queste cose ho le lacrime agli occhi. Io non cerco la ragione, non ho mai detto di essere perfetto né di non avere limiti.Preferirei avere torto marcio su tutto ma tornare insieme a lei per formare una famiglia. Questo è quello che voglio.
    Vorrei continuare a dialogare con te, ti abbraccio e..di nuovo scusa.

  • 922
    LUNA -

    Ciao Chiara 🙂
    ho capito il tuo punto di vista, ed è ovvio, come ho scritto più volte, che leggo solo la campana di fuori dal coro.
    Vedi, però, io più che leggere quando lui dice cosa ha fatto di buono, cioè che non l’ha maltrattata ecc, che può essere un punto di vista, perché io non c’ero e quindi non posso sapere certamente se lui, per dire, di fatto abbia avuto un certo atteggiamento quotidiano piuttosto di un altro, io sono stata colpita dalle frasi di lei che lui ha riportato. E poiché lui non le ha riportate in attacco o come giustificazione, ma semmai in difesa di lei, anche questo mi dà da pensare.
    Vedi, Chiara, tu, avendomi letta in passato altrove, sai che io non parlo di colpa ma di responsabilità, e non è che io stia dicendo che lei ha sbagliato tutto e che lui ha fatto tutte le cose giuste, nè penso assolutamente che non ci sia, in ciascuno di noi, il bisogno di guardarsi dentro… sono anche d’accordo sul fatto che Fuori dal coro può tormentarsi anche in maniera iperautocritica (cosa che ha peraltro fatto) e non centrare il punto, ma resto dell’idea, comunque, che per quanto noi un giorno possiamo esplodere e dire “io mi sono annientato/a per te! io l’ho fatto per te!” quando lo diciamo e sentiamo dovremmo anche riuscire a domandarci con onestà per quali NOSTRE motivazioni, anche, lo abbiamo fatto o abbiamo avuto la percezione di farlo.
    Annientarsi per è un’espressione molto potente. Ciò non vuol dire che una persona non possa pensarla, sentirla, però nel momento in cui io dico: “non ti ho mai detto cosa pensavo/sentivo veramente perché avevo paura di perderti” la responsabilità, concedimi, non sta solo dall’altra parte, ma anche in me.
    Perché io ho fatto determinate scelte, sul dire o non dire, affrontare o non affrontare, dimostrare chiaramente o non dimostrare chiaramente in base a ciò che credevo corretto per la mia emotività, mia protezione, mie idee, mie interpretazioni.
    Ora, esistono sicuramente casi in cui una persona prende un sacco di botte, morali o fisiche, se apre bocca, se si esprime, se dice la sua. Sai che conosco questi casi, quindi non è che io stia dicendo che si possa sempre esprimere con facilità quello che si pensa e si sente. Tuttavia, onestamente, Chiara, se io mi metto con una persona che mi dice da subito che non vorrà avere dei figli e io accetto questa cosa, e non manifesto il fatto che ciò per me sia un problema (magari perché neanche lo so che lo è… in quel momento mi va bene così, o perché potrei scegliere, più o meno consciamente, una persona che non vuole dei figli, in un determinato momento della mia vita, anche perché questa cosa è molto meglio per me che qualcuno che li vuole… succede anche questo, Chiara, eh! o perché penso “magari un giorno cambia idea” o peggio “magari un giorno gli farò cambiare idea”) e i patti della relazione comunque sono quelli, su un punto così importante (ma non mi sono stati nascosti) è corretto che io ad un certo punto, quando sento l’esigenza di un figlio,

  • 923
    Chiara -

    Ciao Fuori dal Coro, scusami anche tu allora: devo aver capito molto male io (il tono). Sorvolo sulle tue tante domande (molte le conosco già, le ripeti sempre…: ))e vado dritta all’episodio al supermercato, che a me sembra molto positivo (per il tuo atteggiamento) e potrebbe, di nuovo, cambiare la mia interpretazione (ora vecchia) se il problema OGGI si fosse spostato su un altro effettivo e grosso problema: e vale a dire, Fuori dal Coro, e mi dispiace dirtelo, se lei, oggi, non ti ama più… Ci sarebbero ancora tante cose da dire, e vorrei farti io un po’ di domande, invece che tu (tanto le conosco : )). Ad esempio: spostiamoci allora sul problema del tradimento. A me sono mancati molti pezzi, riguardo questo. Ma provo a farti domande sulla base di quello che ho. E quindi sulla TUA sofferenza relativamente al TRADIMENTO SUBITO. Ad esempio: lei hai detto, o fatto capire, che per te questo tradimento è in qualche modo INSUPERABILE? Per te, Fuori dal Coro, il tradimento è tradimento e punto, o invece “una cosa che si deve valutare, da caso a caso”? Per te, in fondo in fondo, il tradimento, è moralmente del tutto condannabile, ma proprio del tutto? E perciò, nel tuo profondo, sai che di avere perso la stima in questa donna? Avete analizzato insieme LE CAUSE (al di là dell’unica cosa che io ho letto, e cioè del messaggio trovato “ti amo”, e della sua – piuttosto esplicita direi – confessione “ho perso la testa per lui”) del tradimento: siete giunti a una COMUNE interpretazione, che so, a una giustificazione, in qualche modo, che so, a una SPIEGAZIONE INFINE RELATIVAMENTE PLAUSIBILE, in cui ognuno di voi si sia preso carico delle proprie responsabilità, di cause ed effetti, intrecciate tra loro, collegate, legate? E infine dicendovi qualcosa come: ok, abbiamo chiarito, abbiamo elaborato, ora tabula rasa, si riparte (e io intendevo infatti: si riparte NON concentrandosi esclusivamente sui problemi, ma intanto in situazioni di maggiore serenità, di tentativi di sciogliere i conflitti, di aiuto reciproco, in questo, a riprendere fiducia: ecco il senso di quel mio dire “vai dritto tanto lei non rimane incinta”, ma ciò le serve per iniziare a vedere: oh sì, ora è DAVVERO tutto diverso! Mi spiego Fuori dal Coro? E questo le dà una carica, le viene fiducia dentro)?
    Ti faccio notare, ad esempio, che se tu nel supermercato le dici (con un ottimo, per me, atteggiamento – guardarla dritta negli occhi, dirle IO VOGLIO un figlio ecc.) quello che le hai detto, ma tipo cinque minuti prima, o un giorno prima, le hai detto, in crisi: io non so se potrò mai perdonare il tuo tradimento, tu mi capisci che cambia. Voglio dire: siete molto sofferenti entrambi, e anche per altri problemi grossissimi (il tuo lutto; la malattia della sua mamma), e naturalmente un po’ confusi, magari umanamente oscillanti, tra lo scoramento e la speranza…
    Ma tu, per esempio, non dici cosa è successo DOPO la scena al supermercato. Io ho dei BUCHI, dei VUOTI, e devo sempre ipotizzare.

  • 924
    LUNA -

    e magari non faccio neanche un chiaro ordine del giorno su un cambiamento anche di un “patto” tra due persone su un tema così importante, io arrivi a dire a chi evidentemente ha avuto delle sue ragioni, per 20 anni, o quel che è, di dire “io non mi sento di avere dei figli”, di dirgli “io mi sono annientata per te” e di avere un atteggiamento così accusatorio?
    Vedi, Chiara, io sono perfettamente d’accordo che questa donna è in crisi, e che questa donna sarà anche andata o sarà in crisi (anche a livello ormonale) per la questione della tiroide, tuttavia non pare abbia neanche chiesto aiuto per la sua propria crisi, per capire cosa esattamente la faccia stare così male e perché giudichi di essersi annientata per la persona con cui stava al punto da avere così tanta rabbia. Dove stia il vero problema, se nella sua percezione del suo femminile, se nella paura di non poter avere figli a causa della tiroide, se abbia avuto paura di morire e quindi in quel momento il desiderio di dare la vita sia stato più forte di ogni cosa, se arrivata ad un certo punto della sua vita le sia stato effettivamente sulle palle, al di là, il compagno che sino a prima guardava con amore e stima, se abbia conosciuto un altro che le abbia fatto dei discorsi tipo “ma cosa ci fai con uno che non ti dà un figlio?” e l’abbia caricata in tal senso, ma senza darle un figlio manco lui, e quindi facendo aumentare di dodicimila tacche la sua rabbia verso il marito, anche quale capro espiatorio, se ciò sia nato da una sua insicurezza contingente ecc ecc.
    Di questa donna si vede la rabbia, ma il fatto di urlare per tre anni a tuo marito che è una m…, e sarebbe un padre di m…, perché non ha potuto accogliere in quattro e quattro otto un cambiamento che includeva anche lui di questa portata, dimmi, è corretto?
    è un modo di porsi assertivo e accogliente e costruttivo?
    Mettiamo che lei non ne sia capace perché sta male. Ma ciò giustifica il fatto che lui non debba avere un’emotività? che solo lui debba interrogarsi, fare, tentare mentre lei invece no?
    Mi dispiace, Chiara, ma non sono d’accordo.
    E alla base, ripeto, non lo sono, perché il fatto che fuori dal coro potesse avere bisogno di tempo e accoglienza, a sua volta, per compiere questo cambiamento in se stesso prima di dire di sì non mi pare una cosa dell’altro mondo. e se anche lui fosse un uomo che ha amato sua moglie davvero, pur con tutti i possibili umani errori, ma che non avesse mai potuto avere figli (non contro di lei, ma per se stesso) non vedo perché avrebbe dovuto prendere m… addosso per anni, come se avesse commesso un delitto.
    Se io voglio un figlio e mio marito non è in grado di darmelo, che sia per ragioni fisiche o emotive, posso scegliere di trovare insieme una soluzione o separarmi. Non è scritto da nessuna parte che io debba rinunciare, in età ancora fertile, a cercare un altro partner. E’ una scelta. Ma non è una ragione per distruggere l’identità dell’altro dicendo che è “ERODE”.

  • 925
    Chiara -

    Ad esempio. insomma, dopo una scena così, al supermercato, ci deve essere una risposta (o anche reazione). Dunque lei cosa ha detto? O ad esempio è rimasta in silenzio? O pur rimanendo in silenzio ha sorriso e magari ti ha abbracciato? Oppure ti ha detto che in effetti lei “non sa più se ti ama o no”, e quindi il finale è stato quello che sappiamo? Mi manca parecchio tutta questa fase CENTRALE del vostro ritorno insieme, di quello che è successo. Ho l’inizio e la fine, mi spiego Fuori dal Coro? Non ho capito quello di cui sostanzialmente avete discusso: dal momento che ora a quanto capisco tu avresti VOLUTO un figlio, però non subito. Ma ho letto, da un intervento precedente tuo, che ora nemmeno cinque mesi ti basterebbero. Se hai detto a lei questo, non ha aiutato (sempre a mio vedere, come donna, e nel vostro caso specifico, di UNA DONNA non qualunque, ma di una donna che – glielo vogliamo riconoscere? – ti HA AMATO PER VENTI ANNI). Per come la vedo io, Fuori dal Coro, se così fosse andata, dire a tua moglie, dopo venti anni “a me nemmeno 5 mesi ora basterebbero” (quindi implicito di più, molto di più: che bada bene nella testa di tua moglie RIDIVENTA un TEMPO INDEFINITO, forse – nel suo terrore – INFINITO; la rimetti, dunque, così: NEL PANICO; le fai rivivere, pur senza volerlo, IL SUO INCUBO) non è positivo. Detta proprio in una eventuale lettura NEGATIVA, cioè come potrebbe leggerla tua moglie, è un po’ come dire: scusa, ma tu chi sei? Chi ti conosce? Subito? Ma nemmeno cinque mesi guarda… Con tutto quello che mi hai fatto… Ed è un po’ come dire: eh, purtroppo mi hai tradito, purtroppo HAI SBAGLIATO, adesso il CRONOMETRO, per avere un figlio, è RITORNATO SULLO ZERO (come se voi, Fuori dal Coro, non foste stati 20 anni insieme), e ci vorrà del tempo. Io credo che, se tu eri certo di amarla, e se eri certo che lei ti amava, ed entrambi volevate sì un figlio, ma non proprio immediatamente, per ovvie ragioni… Si poteva però cercare di NON METTERE LIMITI partendo dai discorsi TEORICI, fare troppi programmi troppo TEORICI (con un taglio NEGATIVO: adesso mi devi dare PROVA), e questo dico RECIPROCAMENTE: non solo tu, e non solo lei, ma ENTRAMBI, contemporaneamente. Ovviamente io NON SO come è andata, sto seguendo delle ipotesi, proprio perché non conosco i fatti (vale a dire che non so COME effettivamente avete passato il tempo insieme, se e come e quanto avete analizzato ed elaborato i problemi del passato – vedi l’altro uomo -, e dal momento che lei era TORNATA CON TE, come poi le cose siano potute PRECIPITARE così, nuovamente, e con la solita – mi pare di avere capito – conclusione di tua moglie: tu non vuoi un figlio; la quale conclusione, nella mia vecchia interpretazione, nulla aveva a che fare con un – ad esempio – NON TI AMO PIU’, o con un tuo avere capito che LEI NON TI AMA PIU’). PS: non si tratta di avere TORTO MARCIO, Fuori dal Coro: ma di CAPIRE, IDENTIFICARE, il problema, dentro UNA RELAZIONE, fra due SINGOLE PERSONE.

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