Coppia aperta
di
C18
Riferimento alla lettera:
Cercavo opinioni inerenti la coppia aperta. Non cerco un semplice "E' una cosa squallida" o un banale "Non ha senso, piuttosto metti le corna, ma non dirlo al compagno", oddio, se proprio dovete ok, ma almeno motivate in modo coerente. Cercavo un commento o un'opinione un po' articolata. Vanno bene...
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Data di pubblicazione: 4 Aprile 2011.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Riflessioni

Ho confrontato questo forum con quello dedicato allo scambio di coppia e sono rimasto estremamente perplesso. Vorrei proporre a tutti gli utenti qualche piccolo spunto di riflessione:
1) Ho l’impressione che molta gente non sappia distinguere un giudizio estetico da un giudizio morale. A me lo scambio di coppia provoca un’indicibile senso di nausea, ma questo non significa affatto che io sia un bacchettone o che disprezzi moralmente le persone che lo praticano. Dal punto di vista etico la cosa mi lascia del tutto indifferente. C’è chi preferisce il gelato alla crema e chi preferisce il gelato al cioccolato. Si tratta semplicemente di una questione di gusti, con cui la morale non ha niente a che vedere.
2) Non capisco per quale motivo le persone che prediligono un rapporto esclusivo debbano essere considerate tradizionaliste, antiquate o perfino retrograde (“schiave dei pregiudizi”)
3) Non capisco perché i teorici della coppia aperta debbano essere considerati persone moderne, trasgressive e dotate di una mentalità più aperta.
4) Una coppia che vive il proprio rapporto in modo esclusivo può essere molto più anticonformista, audace e trasgressiva di una coppia aperta che pratica assiduamente il liberoscambismo. Ci sono sicuramente molti scambisti che praticano il sesso in modo asettico e meccanico, senza alcuna creatività e senza alcuna fantasia. E ci sono sicuramente molti “monogami” che lo vivono in modo originale, fantasioso e trasgressivo.
5) Quello che distingue i due tipi di coppia è soprattutto il diverso modo di intendere la complicità e l’intimità. Per un monogamo incallito come me è estremamente difficile comprendere le dinamiche che regolano un rapporto “aperto”, perché ho la sensazione che l’intimità della coppia ne uscirebbe completamente distrutta. Per un teorico della coppia aperta, probabilmente, è vero esattamente il contrario.
Ovviamente siamo nel campo della soggettività più assoluta e qualsiasi giudizio morale sarebbe completamente fuori luogo.
Sono veramente contento nel vedere come il dibattito si stia surriscaldando ed anche per i valori dei post che non si limitano ad un semplice botta e risposta, lo sono un po’ meno per i contenuti che spesso si rifanno a congetture aprioristiche e quindi spesso non rispondenti al vero, questo però è comprensibile visto che la discussione è appena all’inizio ed ancora non ci si conosce a sufficienza.
Ripeto alcune cose espresse in precedenza; non intendo essere polemico né voglio giudicare alcuno o alcunché e neppure sono qui a dire che la visione di una qualche cosa è meglio o peggio dell’altra. Spesso anzi concordo in pieno con quanto viene espresso, come ad esempio con quello che scrive LUNA riguardo alla gelosia; ritengo infatti possibile essere gelosi sia che si viva in una coppia tradizionale che in una trasgressiva, anche se ritengo che nel secondo caso ci sia una probabilità inferiore che si verifichi, e concordo anche sul non ritenere una coppia trasgressiva migliore di una tradizionale, anche perché le coppie sono fatte da donne ed uomini e tutti sono diversi da tutti ed i migliori possono essere sia da una parte che dall’altra indifferentemente.
Detto ciò, non vorrei però, che essendo tutti d’accordo, si vada ognuno a casa e fine dei giochi.
Scherzi a parte, io mi ritrovo spessissimo a rivalutare le mie convinzioni perché vivo nel terrore di svegliarmi un giorno e scoprire di essere caduto nella trappola di un pregiudizio inconsapevolmente e continuare a soccombergli senza essere riuscito a renderlo evidente (cosa che comunque puntualmente accade).
Ritengo che se non si tenti di chiarire un punto che reputo cruciale, continueremo a rimbalzarci la palla senza mai avviare un fattivo prosieguo del dibattito. Dice Marquito : “…. Si tratta semplicemente di una questione di gusti, con cui la morale non ha niente a che vedere.”.
Se si tratta di una questione di gusti personali allora mi risulta difficile capire come mai gli artisti del passato amassero modelle corpulente, e non penso ad un singolo artista o ad una sola forma d’arte, mentre oggi invece si preferiscono le magre; oppure come mai i gusti degli italiani sono diversi da quelli… mettiamo dei tedeschi, ed il mio pensiero va al cibo, all’abbigliamento ecc… Naturalmente possiamo fare un discorso analogo per la morale e per tante cose. Forse Sigmund Froid o uno dei suoi tanti discepoli, potrebbe parlarci di uno strano “IO” che nascosto in noi ci guida quasi fossimo burattini. Oggi con l’ipnosi, con il PNL (Programmazione Neuro Linguistica) o con tante altre diavolerie del genere, si possono fare cose incredibili, pensare perciò al nostro libero arbitrio diventa un po’ più complesso di quando si riteneva fino a qualche tempo fa.
Per finire permettetemi di esprimere un’ultima riflessione, almeno per ora, in tutta la lunga storia umana ci sono stati moltissimi grandi pensatori che analizzando questo o quello, ci hanno portato dalla caverna alla luna, ed a guardar bene, anche loro erano costretti a seguire i loro tempi, e non parlo solo di tecnologia ma proprio come evoluzione mentale (società, etica, filosofia e potremmo continuare quasi all’infinito). Evidentemente Wernher Magnus Maximilian Freiherr von Braun non sarebbe mai potuto esistere durante l’impero romano.
Vi starete domandando, ma tutto questo che c’azzecca con la coppia trasgressiva? Niente, ma c’entra con il nostro dibattere, perché si continua a discutere delle convinzioni autonome e personali, di preferenze, di come la coppia tradizionale e quella trasgressiva si differenzino tra loro e se una sia più o meno evoluta dell’altra.
Ad essere sincero sono convinto che la coppia trasgressiva si possa ritenere più evoluta di quella tradizionale (si badi bene, non ho detto migliore), solo perché quella a cui ci riferiamo (anche nel passato sono esistiti diversi modi di concepire la coppia che oggi definiremmo trasgressiva anche se nella propria epoca non lo era), succede alla seconda e quindi, in una società in evoluzione, diviene una rappresentazione evolutiva.
@ LUNA
Sulle coppie scambiste vi è molto da dire, intanto partiamo dal nome “scambismo”, il termine presuppone lo scambio tra partner, ma in realtà non tutte le coppie cercano questo, qualche coppia desidera solo parlare di sesso, altre sono semplicemente esibizioniste ed amano farsi guardare. Altre amano soltanto guardare ed al limite fare qualche effusione tra loro mente guardano oppure lasciarsi andare a qualche carezza o toccatina ma nulla più. Ci sono coppie che fanno sesso accanto ad altre coppie che a loro volta fanno altrettanto o dove solo alle donne è consentito giocare mentre gli uomini restano a guardare o partecipano solo con le proprie donne. Ci sono coppie che permettono ad uno o più singoli di partecipare, da sole o con altre coppie o donne che amano lasciarsi andare tra diversi uomini mentre i compagni restano a guardare o possono partecipare anch’essi. Esistono poi coppie in cui i partner possono scambiarsi in luoghi diversi o anche in tempi diversi. Insomma le varianti possono essere tante, ed anche varianti di queste varianti. Considera poi che queste coppie possono essere costituite non solo da due eterosessuali, ma anche da un etero ed un bisessuale o da entrambi bisex, oltre a ciò si possono avere differenziazioni relativi ai gusti sui tipi di giochi.
Alcune coppie sono legate ad un solo tipo di gioco o si lascia andare a quello che al momento le attira di più, ci sono coppie che tendono a fare amicizia e quelle che invece preferiscono sconosciuti che poi abbandonano al termine dei giochi. Qualcuna si precipita subito al dunque mentre altre preferiscono lunghi preliminari. Le regole comunque ci sono ed anche ferree.
Innanzitutto vorrei rispondere a un’obiezione che mi è stata mossa da CoppiaBiricchina. CoppiaBiricchina scrive: ” Se si tratta di una questione di gusti personali allora mi risulta difficile capire come mai gli artisti del passato amassero modelle corpulente mentre oggi invece si preferiscono le magre, oppure come mai i gusti degli italiani risultino diversi da quelli dei tedeschi etc etc.”.
Premetto subito che il mio approccio è fortemente individualistico ed anti-storicistico. Non credo all’esistenza di contesti storico-culturali perfettamente omogenei, e neppure all’esistenza di uno Zeit-Geist universale, a cui ogni singola manifestazione individuale sarebbe riconducibile come per magia. Ancora meno credo all’uniformità dei gusti all’interno dei singoli paesi, come ad esempio l’ Italia e la Germania.
Ma ammettiamo per un attimo che CoppiaBiricchina abbia ragione. Accettiamo per un attimo l’impostazione storicistica, secondo cui ogni epoca storica sarebbe caratterizzata da una forte omogeneità di gusti e di mentalità. Che cosa cambierebbe ai fini del nostro dibattito ? Che si tratti di gusti soggettivi(come sostengo io) o di gusti collettivi propri di una determinata epoca e di un determinato paese (come sostiene CB), sempre di gusti si tratta … gusti che cambiano radicalmente spostandoci di qualche secolo o di qualche latitudine … in entrambi i casi siamo nel campo della relatività più totale.
Non capisco cosa c’entri il libero arbitrio, che è stato tirato in ballo senza alcun motivo. Io non ho mai affermato che i nostri gusti siano frutto di una scelta volontaria e consapevole; anzi; sono assolutamente convinto del contrario. I nostri gusti sono il frutto della nostra storia personale, dei traumi che abbiamo vissuto, del nostro temperamento individuale e del nostro codice genetico.
Al di là di tutti i discorsi che si possono fare, non capisco perché i sostenitori della coppia aperta ci tengano tanto ad apparire più anticonformisti e più “evoluti” degli altri. Non sarà mica una forma di auto-suggestione ? Non sarà mica una forma di pregiudizio ?
Io posso solo ribadire ciò che ho scritto nel mio precedente post. Ci sono delle coppie monogame che vivono la loro sessualità in modo vivace, originale e fantasioso e ci sono delle coppie “aperte” che lo vivono in modo freddo, meccanico e banale. La differenza sta soprattutto nel diverso modo di concepire l’intimità all’interno della coppia e questa, per quel che mi riguarda, è fondamentalmente una questione di gusti. Chi fra di noi è più aperto e tollerante ? 🙂
Caro masquito certamente gli italiani sono tutti diversi tra loro, come i tedeschi ecc… eppure c’è qualche cosa che li accomuna o no? Cos’è? Le proprie scelte fino a che punto sono proprie? Quando si porta una tesi si cerca di esprimere un concetto generalizzandolo e si utilizzano le prove più incisive, è chiaro poi che ci sono i distinguo e prove incerte ed inefficaci, se dico che oggi la temperatura è di 17° in realtà potrei avere alcune zone in cui la temperatura è più alta ed altre in cui è più bassa.
Il caso particolare non è mai la regola, esso entra semplicemente a far parte della summa che la rappresenta.
Nel caso in questione, dire che le coppie trasgressive, che rappresentano ¼ di tutte quelle esistenti (quantità relativa a quante lo ammettano), appartengono ad un certo cliché, non significa che ogni singola coppia è fatta così anzi probabilmente nessuna di esse è come viene rappresentata, c’è grande differenza tra coloro che amano farsi guardare e stop, e quelli che invece sono solo voyer; e coppie in cui uno dei partner è esibizionista e l’altro è voyer ecc…
Riguardo poi al libero arbitrio esso era riferito alla convinzione comune di una presunta qualità a determinare una scelta estetica o morale, tu però hai voluto esprimere un distinguo affermando che nel tuo caso ritieni i gusti non frutto di scelte consapevoli, anzi sei convinto che essi siano la summa di: storia personale; traumi vissuti; temperamento individuale; codice genetico. A questo punto mi chiedo: i tabù, l’etica sociale, la morale comune; hanno o no influito sul tuo “vissuto” o sul tuo “temperamento individuale” e sulla tua “storia personale”? Queste influenze sono o no consapevoli? Generalmente le persone ritengono di non essere influenzate dalla pubblicità eppure questa prospera, ci sarà un motivo?
Io non sono qui a giudicare, ma solo a tentare di rendere più evidenti le discrepanze esistenti tra il nostro credo e il nostro essere, cosi da poter capire.
Nell’ultimo punto che hai evidenziato, devo dire: siamo alle solite. Le coppie “trasgressive” sono tali proprio perché non si conformano alle regole etiche e quindi trasgrediscono e sono evolute perché non sono conservatrici, cioè sono inclini a trasgredire le regole perciò a cambiarle quindi a che si evolvano. Il fatto che delle persone siano originali o banali, vivaci o fredde, fantasiose o fredde, non è ragione sufficiente a porle nel calderone dei trasgressivi o meno. Insomma, nessuno afferma che una configurazione di coppia è meglio o peggio dell’altra.
@ Coppiabiricchina:
Riguardo al primo punto: Sarebbe da pazzi affermare che il contesto storico in cui ci muoviamo è totalmente ininfluente nel determinare le nostre scelte e le le nostre abitudini. Ma sarebbe ancora più assurdo ricondurre a tale “contesto” tutto quello che facciamo e tutto quello che pensiamo. In primo luogo il contesto storico non è un monolite, ma è sempre in qualche misura multiforme e variegato. In secondo luogo la capacità dell’uomo di pensare con la propria testa varia notevolmente da individuo a individuo. In tutte le epoche , in tutti i paesi, ci sono sempre state delle persone che apparivano eccentriche e originali perché se ne infischiavano allegramente delle consuetudini e della morale prevalente. E qui veniamo alla seconda questione, quella che più ci preme:
Quello che mi lascia perplesso è l’uso che voi fate della parola “trasgressivo”. Voi evidentemente vi ritenete molto anticonformisti e molto trasgressivi, ma io, anche alla luce delle mie personali esperienze, mi permetto molto umilmente di avanzare qualche dubbio. Vi pongo una domanda semplice e banale: è più trasgressiva una “coppia aperta” che vive i rapporti sessuali in modo tradizionale o una coppia monogama che vive quei rapporti in modo fantasioso e non convenzionale ? Cos’è che conta di più nel determinare se una coppia è trasgressiva; il numero dei partner o il modo di fare l’amore ? La mia non è affatto una domanda retorica; è legata al fatto che a me le coppie aperte non sembrano per niente trasgressive e in alcuni casi (non sto parlando di voi due !) mi paiono anche molto presuntuose e molto pretenziose. Non capisco questa pretesa di essere originali ed anticonformisti soltanto perché si pratica consensualmente la poligamia che (ci tengo a ricordarlo) è una pratica antichissima e nient’affatto moderna.
Quando sostengo il mio relativismo, affermando che in fondo è soltanto una questione di gusti, vengo puntualmente criticato sia “da destra” che “da sinistra”. La domanda che mi pongo è: Se non è soltanto una questione di gusti, allora che cos’è ? E’ una questione di etica ? E’ una questione morale ? O forse si ritiene, un po’ ingenuamente, che la coppia aperta rappresenti una grande evoluzione nell’ambito della sessualità e dei costumi ?
Ciao 🙂
Sono un po’ stanca oggi e quindi spero di riuscire a spiegarmi bene, visto che in questi post c’è molta carne al fuoco, ma, a dire il vero, anche un po’ di carne al fuoco che forse finisce con il distaccarsi dalla questione centrale.
Non sto dicendo che si sta divagando, anche perché penso che ciascuno ha l’assoluto diritto di vedere i suoi personali rimandi (io peraltro lo faccio spesso e a mia volta mi capita quindi di divagare in teoria ma per me personalmente no), però ho l’impressione, appunto, che si tenda, come diceva anche Marquito, a generalizzare una questione che è appunto molto personale. E il sesso lo è sempre, secondo me.
Lo è comunque che lo si stia facendo da soli, in due o in dieci, che sia etero o no, in due con dieci che guardano o in dieci con due che guardano. Qui poi non si parla solo di sesso, ma si parla di coppia, quindi di relazione, il che è ancora di più un discorso diverso, anche se può essere complementare, e ancora di più personale dal punto di vista emotivo, e riguarda due indivualità o più.
Quindi penso che potremmo andare avanti all’infinito a parlare di sociologia e psicologia e filosofia e antropologia ecc ecc.
Si può farlo. I miei interessi spaziano anche nella sociologia, psicologia, filosofia, antropologia ecc.
Ma il piano della discussione (non intesa come litigio) qual è veramente?
Per quanto mi riguarda ho già ampiamente detto come la penso. Avrai sicuramente le tue ragioni, emotive, biografiche, idealiste, genetiche ecc nel tuo percorso e nelle tue scelte – non lo dico con ironia eh – per considerare che la coppia aperta sia un’evoluzione e la coppia tradizionale una gabbia, e per portare più cose possibili per avvalorare la tua tesi. Probabilmente tu, in una coppia tradizionale, ti saresti sentito soffocare, e quindi hai trovato la tua via per esprimerti al meglio. Non scomoderò Freud e altri per domandarti come mai della coppia tradizionale hai un’idea così degenerativa, limitativa, noiosa. Se ciò ti viene da qualche esperienza personale, per esempio. Quali siano stati i modelli negativi di coppia tradizionale con cui puoi esserti trovato a contatto…
Non lo sto facendo davvero. Uno perché sarebbero assolutamente fatti tuoi e non mi permetto. Due perché sarebbe arbitrario pensare che le scelte e le idee debbano per forza avere un’origine traumatica o pregiudiziale. Tre perché appunto credo che a te possa semplicemente piacere il sesso di gruppo e una certa idea di relazione che senti ti somigli di più.
Ma se ho posto la questione in questo modo era per mostrarti che un po’ si vede che hai difficoltà ad accettare il fatto che a delle persone veramente ciò che a te su suscita maggiore piacere e sensazione di libertà possa suscitare indifferenza o anche sensazioni negative.
E non per una questione di limitazione culturale, sociale, o che. E che, al contempo, possano stare bene nella loro pelle con scelte diverse dalle tue.
Faccio un passo indietro e torno ad uno dei primi post, quello in cui si affermava che “coppia aperta” è una contraddizione in termini.
Ho conosciuto un tizio il cui sogno (talvolta realizzato) più grande era piazzarsi in poltrona e guardare la propria compagna (possibilmente esile) agitarsi, compiaciuta e partecipe, sotto il peso di una specie di Mastro Lindo semisconosciuto.
Apice della goduria? Eh….il caso dello semisconosciuto attirato nella “trappola” organizzata dalla coppia senza che avesse il minimo sospetto (avete presente il: “uhhhh mi ha telefonato mia moglie…..pensa che ha preparato i tortellini per 15 persone che hanno disdetto l’invito…….dai, fermati a cena, saranno vent’anni che non ci vediamo).
All’epoca del racconto ho mostrato un (dal mio punto vista legittimo) certo stupore…..apriti cielo: le peggiori accuse sono piombate sulla mia testa.
E ripeto: mi sono limitata a stupirmi!
Non ho urlato “aiuto aiuto, accor donna, c’è uno sporcaccione!!!! Arrestatelo, anzi, bruciatelo sul rogo e disperdetene le ceneri in modo che sparisca dalla memoria di TUTTI”!
Mi sono stupita senza contestare a priori perche, di principio, non contesto ciò che non conosco.
Posso decidere di non voler conoscere una situazione. Ed è ciò che ho fatto…..per questo sono stata coperta di insulti ( eh no….il semplice “sei una tradizionalista” non renderebbe l’idea 🙂
E quando ho tentato di capire le dinamiche del cervello di quel tizio sono stata cassata con una sentenza di “non mi avrete mai come mi volete voi (tradizionalisti)” detta con schifo e disprezzo.
Ognuno è liberissimo di vivere una relazione come gli pare.
Essere in tre, quattro, cinque, in comitiva facendo il trenino, etero, lesbo, gay, miscele varie,….ci sta tutto.
Ma si può veramente parlare di coppia?
Non mi intrufolo nella filosofia, nell’antropologia, nella sociologia.
Non le conosco e non mi ci addentro.
Mi limito a fare due più due come la mia bisnonna che aveva la terza elementare….
Che senso ha la frase “coppia aperta”?
Aperta a cosa? A che tipo di esperienza?
Forse alla fantasia?
Quale fantasia?
Il sesso può essere fatto in quattordicimila modi e, a volte, non basta una vita per sperimentarli tutti con la stessa persona.
Aperta a chi? O meglio…a quanti?
Ripeto: ognuno è libero di fare ciò che gli pare. Ma una comunità non è una coppia!
Cosa intendo per coppia?
1-UN uomo ed UNA donna (sempre gli stessi, sempre loro).
2-due persone che vivono l’intimità come un qualcosa da condividere solo con la persona che si ama (non in comitiva turistica),
4-che quando parlano di complicità intendono il capirsi con uno sguardo e non il (un esempio a caso tra mille) tendere trappole al Mastro Lindo di turno che pensa di mangiare tortellini e si ritrova a zompare in un letto mostrando le natiche ad un guardone piazzato in poltrona.
Non sto affermando “siete degli zozzoni” (magari lo penso ma non è la sede per dirlo e poi, il mio, è solo un pensiero tra mille altri pensieri 🙂 sto semplicemente affermando che una coppia che apre la porta ad una coppia magari accompagnata da un’altra coppia che a fine serata, esaltata dal clima conviviale, invita un’altra coppia è, in realtà, un’allegra comitiva in cui l’amore si perde in un concetto universale di amicizia, socialità, predisposizione alla goduriosa pratica del “ndo cojo cojo, nel mucchio c’è più tanta roba”
Comunque…ognuno è libero di fare ciò che gli pare.
Basta scegliere con cura un/a compagna della stessa tipologia senza chiudere in “gabbia” chi vuole esibirsi al mondo intero o mettere sul palcoscenico di un teatro affollato chi vorrebbe starsene in gabbia.
@Marquito
Coppia trasgressiva è una definizione data comunemente per definire quei rapporti non comuni nella coppia, che non seguono cioè le tradizionali regole sociali che sottendono un’unione tra due individui di sesso opposto che decidono liberamente di vivere insieme e che stipulano tra loro un contratto civile, il matrimonio (quello religioso è comprensivo di quello civile, la chiesa cattolica però non riconosce come coppie regolari, quelle che contraggono solo matrimonio civile). Sono quindi definite coppie tradizionali quelle sposate, mentre tutte le altre vengono etichettate come trasgressive anche se però alcuni tipi di coppie si trovano ad essere giudicate “tradizionali” per lo Stato e “trasgressive” per la Chiesa come quelle sposate solo civilmente. Per le risposte a tutte le altre tue domande, mi sembra di aver già espresso il mio modo di vedere, ma sono sicuro che ci ritorneremo ancora sopra.
@LUNA
Ho difficoltà ad esprimere il fatto che sono semplicemente interessato a raccogliere le idee altrui per migliorare il mio pensiero. Mi piacerebbe valutare i modi di vedere di chi segue e chi no, le varie modalità ”trasgressive”. Voglio però esprimere che nel rapporto di coppia, il normale sentire emozionale (amore, tradimento, gelosia e quant’altro), cioè quello che si percepisce in qualsivoglia realtà di coppia, mi interessano relativamente, anche perché ci sono altri mille modi per raccoglierle. Ciò che credo interessante trovare qui, siano quelle emozioni che scaturiscono intimamente riguardo agli aspetti meno tradizionali, quelli cioè che nascono in rapporto alla “trasgressione”, sia quelli repulsivi espressi da chi non approva questo tipo d’unione, sia quelli propulsivi di chi invece segue queste modalità.
In quest’ottica naturalmente la questione sessuale diviene primaria, ma a me non interessa ciò che sessualmente si fa o come lo si fa, ma piuttosto quali sono le ragioni emotive che sottendono le scelte che si effettuano, sia in rapporto alle spinte verso l’attuazione che alle reazioni che scaturiscono dal durante e dal dopo. Ma qui dovrebbe dire la sua C18, promotore del dibattito.
@ tutti
Ancora una volta su questo blog, come del resto avviene su tutti quelli simili, si cade nelle ragioni del sì e del no alla coppia trasgressiva, allontanandosi dal tema del dibattito. Capisco la difficoltà che si prova a dover spiegare ad un Eschimese come sopravvivere nel deserto del Saara e probabilmente a questo neppure interesserà saperlo. Io però, anche se non sono interessato ad essere un Messner 2°, sull’Everest ci sono stato, è vero che sulla mia testa svettava ancora una montagna di oltre 3000 metri, ma sotto di me c’erano circa 5500 metri d’esperienza e di sensazioni inspiegabili, indimenticabili ed irripetibili. Certo non si può essere tutti degli astronauti ma fare un voletto su un sicuro aeroplanino non rovina nessuno e ci regala sensazioni che non si possono provare in altro modo.
C’è gente che non è mai uscita dal suo paesino arroccato sulla montagna e ci vive anche bene ed il mare non gli mancherà mai avendo visto per TV che si tratta solo di una gran massa d’acqua ma… se si è avventurato oltre la sua valle, ritornerà al suo paesello sicuramente più ricco di prima, sia che in quel viaggio abbia vissuto esperienze belle che brutte.
Io sono convinto che di alcune cose non se ne può discutere se i propri sensi non le abbiano conosciute almeno un po’. La mia compagna ed io disconoscevamo questo mondo perverso e pensavamo a cose simili alle vostre, poi per una circostanza particolare ci siamo ritrovati ad avvicinarlo, anche se molto ma molto alla lontana e con amici che provvedevano alla nostra sicurezza. Per nostra fortuna ci siamo imbattuti subito in un gruppo di persone straordinarie; abbiamo respirato un’aria che non avevamo mai assaporato; una gioiosa sensazione di familiarità, di libertà e di schiettezza, non esprimibile a parole e che ci era totalmente sconosciuta. Oggi siamo in grado di dire che in realtà quella situazione non sempre si trova in quel mondo, anzi direi che si tratta di una condizione alquanto rara anche se comunque non riscontrabile in altre realtà. Mi sento di dire che chi ha paura di prendere una scossa, può anche non avvicinarsi mai ad un impianto elettrico, ma resterà al buio o vivrà un senso di profonda angoscia quando dovrà accendere la luce e gli sarà impossibile conoscere quella tranquillità che pervade chi, anche se non elettricista, la luce l’accende consapevolmente.
@ Coppiabiricchina:
Può darsi che noi si parli due linguaggi diversi e che non riusciamo a capirci, ma mi sembra che tu non abbia risposto a nessuno dei miei rilievi e delle mie argomentazioni. Per quello che può valere la mia opinione, i tuoi ultimi post denotano una presunzione che non riesco in alcun modo a comprendere né a condividere. Te lo dico con la massima cortesia: tu non puoi dare del “provinciale” a chi non condivide i tuoi stessi gusti e il tuo stesso modo di vivere il rapporto di coppia e non puoi nemmeno accusarlo di avere una mentalità più ristretta della tua. Se lo fai presti il fianco alle critiche peggiori, come quella di essere inconsapevolmente e sottilmente intollerante. Tutte quelle metafore sugli aereoplani e sugli astronauti sono cariche di saccenteria e di arroganza; la cosa è di un’evidenza solare e la trovo estremamente fastidiosa.
Io ti avevo posto una domanda ben precisa, e te l’avevo posta perché mi interessava comprendere meglio il tuo punto di vista. La mia domanda era: “Se non è semplicemente una questione di gusti, allora che cos’è ? E’ una questione etica ? E’ una questione morale ? Si vuole seriamente affermare che la coppia aperta rappresenta un’evoluzione morale/spirituale rispetto alla coppia monogama ? “. A questa domanda tu non hai mai risposto espressamente, ma nei tuoi ultimi post hai fatto intendere di pensarla proprio così… Di obiezioni da farti ne avrei moltissime (alcune sono state anticipate già da Luna), e se il dibattito proseguirà non mancherò di fartele conoscere. Adesso mi preme di più chiarire un altro concetto.
Voi non volete capire che si può essere monogami per indole e per predisposizione naturale. Vi siete messi in testa che tutte le persone monogame sono tradizionaliste e schiave dei pregiudizi, mentre invece, in moltissimi casi, si tratta semplicemente di una questione di gusti e di inclinazioni soggettive. Credevo di avertelo spiegato chiaramente, ma a questo punto mi vedo costretto a ripetermi: la semplice idea di praticare lo scambio di coppia mi provoca un violento senso di nausea, proprio come pensare a un cibo avariato o andato a male. E’ un pregiudizio ? E’ un giudizio morale ? Assolutamente no. Non mi permetterei mai di giudicare chi ha dei gusti sessuali differenti dai miei; sarebbe come se giudicassi una persona perché ama la vaniglia piuttosto della fragola.
Sono monogamo perché la monogamia mi piace; perché mi realizzo completamente riversando tutto il mio amore su una sola persona, perché adoro la complicità e l’intimità che caratterizzano un rapporto esclusivo … Essere fedele al mio partner mi procura soddisfazione e gioia … Cosa diavolo c’entra con tutto questo con l’evoluzione e col progresso ?
CB: @Ho difficoltà ad esprimere il fatto che sono semplicemente interessato a raccogliere le idee altrui per migliorare il mio pensiero.
@Mi sento di dire che chi ha paura di prendere una scossa, può anche non avvicinarsi mai ad un impianto elettrico, ma resterà al buio o vivrà un senso di profonda angoscia quando dovrà accendere la luce e gli sarà impossibile conoscere quella tranquillità che pervade chi, anche se non elettricista, la luce l’accende consapevolmente.
@C’è gente che non è mai uscita dal suo paesino arroccato sulla montagna e ci vive anche bene ed il mare non gli mancherà mai avendo visto per TV che si tratta solo di una gran massa d’acqua ma… se si è avventurato oltre la sua valle, ritornerà al suo paesello sicuramente più ricco di prima, sia che in quel viaggio abbia vissuto esperienze belle che brutte.
Io sono convinto che di alcune cose non se ne può discutere se i propri sensi non le abbiano conosciute almeno un po’
Non ti sembrano un po’ in antitesi in tuoi pensieri? Ovvero, il fatto di dire che le persone che non hanno fatto quello che per te è stato un salto che ha significato raggiungere nuove vette vivano al buio non ti sembra un tantino solipsista e pretenzioso? Guarda che te lo dico serenamente, eh.
Tu dici di no, che non è così, però poi contrapponi buio e luce, implosione e limite ad evoluzione. Ed è questo che mi fa un po’ sorridere, onestamente.
Io credo che quello che continua a sfuggirti – e che di una semplicità secondo me invece persino disarmante – è il concetto che quello che per te è così interessante può non esserlo per altri. che non è questione di paura di prendere la scossa, ma semplicemente che non sono interessati a queste esperienze. (il che riassume le molteplici ragioni per cui uno può non essere interessato, che sia pure che l’idea di accoppiarsi con Mastrolindo gli fa proprio senso).
Le persone più serenamente “anticonformiste” che conosco – e ne conosco diverse, e mi sembra molto limitativo pensare che l’anticonformismo debba riguardare soltanto il sesso – non pensano che gli altri debbano essere come loro perché sennò sono limitate. E sono peraltro in grado di riconoscere l’apertura mentale anche in persone che hanno fatto scelte molto diverse dalle loro.Per il resto, c’è anche gente a cui piace farsi prendere a calci in culo perché si eccita. ed è disposta a pagare, anche salato, per farsi prendere a calci nel sedere. Ma non è che per questo a tutti debba piacere farsi prendere a calci nel sedere. C’è anche chi è feticista, ma non tutti sono feticisti. Peraltro trovo anche che si stiano mescolando discorsi diversi:
il fatto che esistano altri tipi di famiglie, oggi rispetto a ieri, o meglio che questi tipi nuovi di famiglie siano uscite maggiormente dall’omertà non è per forza collegato alla trasgressione sessuale per come la intendi quando parli di superare le vette e farsi un giro in areoplani. Rischia anche di sembrare un discorso un po’ ipocrita, e ti spiego perché.
Le nuove forme di
di famiglia che sono sempre esistite ma che oggi si dichiarano con maggiore libertà, cioè le coppie omosessuali per esempio, o anche la coppia etero che non intende sposarsi, hanno dei problemi concreti che riguardano il loro presente e il loro futuro e che hanno a che vedere con il fatto di avere gli stessi diritti in determinate situazioni, che non starò ad elencare perché sono note. In questo senso possiamo dire che ci sono una serie di leggi and co che vanno bene per le coppie tradizionali (felici di esserlo) e che possono però non venire del tutto incontro ad altre forme di coppie, comunque a due (felici di esserlo). Poi ciascuna di queste coppie vive la sua intimità come meglio crede.
Per fare un esempio di maggiore trasgressione a livello di nucleo famigliare, rispetto al modello classico, le persone che vivono una famiglia a tre elementi, perché magari uno dei tre componenti è bisessuale, e quindi si verificano delle situazioni per cui ci sono famiglie formate da due uomini e una donna, o da due donne e un uomo, nel momento in cui non sono legate meramente dal fatto di vivere una trasgressione sessuale (cioè non c’è un terzo elemento che di volta in volta cambia, o che ha un ruolo marginale, ma c’è una continuità di nucleo famigliare, legato da particolari equilibri di affetti, e ciò indiscutibilmente si verifica) ma formano, a loro modo di sentire e vedere, una famiglia, si ritrovano banalmente anche a scegliere dove vivere, se tutti insieme o divisi, se avere tre conti in banca o uno solo, se fare un figlio e chi lo fa con chi, e come tutelarsi con dei diritti da famiglia pur non potendo, evidentemente, sposarsi in tre. Quindi per la famiglia a tre (felice di esserlo, e dove comunque se uno dei tre tradisce gli altri tre succede un casino) il sistema che concepisce la famiglia a due può non risultare sufficientemente adeguato. Peraltro le famiglie a tre possono avere gli stessi problemi delle famiglie a due moltiplicati per tre e giochi di equlibri pratici ed emotivi ancora più complessi che per la famiglia a due. Perché le persone possono anche sentire la mancanza, talvolta, della dimensione a due, non solo sessuale, ma anche emotiva. e peraltro le coppie meno tradizionali possono provare cali di tensione sessuale come tutte le altre. Ora mi pare implicito che non è che la coppia tradizionale formata da una donna e un uomo sia superata, ma che esistono altri tipi di coppie. e che questi altri tipi di coppie non sono un’alternativa per le coppie etero che vivono la loro realtà, ma sono semplicemente altre realtà.
Però cosa c’entra lo scambismo con il concetto di coppia o coppia gay o tris rispetto alla società e alle sue norme? Tu e lei (non ricordo se siete sposati) se ho capito bene, rispetto alla società appartenete alla forma tradizionale, ne vivete le tutele e i vantaggi, e vivete le vostre trasgressioni come un gioco. Ma poi ognuno dei giocatori torna a casa sua. O affrontate la realtà quotidiana, oneri inclusi, di una comune?
Posso fare un commento spicciolo spicciolo? Io a mio marito lo “corcherei” di mazzate (purtroppo solo nella mia fantasia, perchè è grande e grosso e non ce la farei!) se scoprissi un suo tradimento perchè mi salirebbe su una rabbia…. figuriamoci se gli do la mia benedizione per andare con un’altra donna..da solo..insieme.. non cambia. Le sue manine non le deve mettere sul culo di un’altra (scusate la volgarità) perchè altrimenti mi girano. Niente filosofia..antropologia..o quello che vi pare. Ma come si fa a vedere il “tuo” (si è mio..mio..mio..pure se non me lo so’ comprato all’ikea!) uomo che tocca..lecca e tromba con un’altra o peggio con un altro? eccitante? ma a me mi prenderebbe un nervoso… sono retrograda??? puo’ essere. Sono gelosa..possessiva a morire… coppia aperta? puàh… apritevi voi.. se vi pare..
bravo Marquito, stavo per rispondere in maniera analoga ma tu hai giá detto tutto. brava pure Luna.
CoppiaBiricchina tende a mascherare la sua arroganza ma é palese, d´altra parte ognuno ha le sue convinzioni, il problema é come giustamente dice Marquito quando diamo un giudizio di valore alle pratiche e ai gusti degli altri. ovvio lo facciamo sempre nei nostri stessi confronti peró per ragioni di rispetto e tolleranza bisognerebbe lasciar perdere di credere di poter andare a insegnare o anche solo dire agli altri quale sarebbe la via piú “giusta” e “evoluta”. questo bisogna scoprirlo e saperlo per se stessi in primo luogo a mio parere.
aggiungerei che parlare di trasgressione al giorno d´oggi mi sembra effimero se non futile. ma quale trasgressione ? oggi ognuno é libero di fare quello che gli pare nella sua vita privata (se ne é rimasta effettivamente una…) basta che “sia in chiaro” e che non infligga danni agli altri o si faccia reo di un reato. oggi non c´é piú morale, ci sono solo reati e leggi, molte delle quali pure alquanto arbitrarie…
la trasgressione ha potere in un ambito di proibizionismo reale ed effettivo, non solamente “morale”, questo é venuto sempre piú a mancare, Dio é morto diceva giá giustamente Nietzsche (con tutte le implicazioni..)
cosí mi chiedo quale fascino di trasgressione effettivamente possa ancora avere vivere una sessualitá “aperta” dove tutti sono consensienti, non diventa semplicemente normalitá e routine ? non diventerebbe piú trasgressivo fare il monogamo all´interno di una realtá del genere ?
saluti
Marquito: @Sono monogamo perché la monogamia mi piace; perché mi realizzo completamente riversando tutto il mio amore su una sola persona, perché adoro la complicità e l’intimità che caratterizzano un rapporto esclusivo … Essere fedele al mio partner mi procura soddisfazione e gioia …
🙂
La mia donna ed io, col cuore colmo d’amore per l’universo intero ed armati di una curiosità quasi infantile, abbiamo partecipato fin dalle prime battute a questo dibattito dal titolo “Coppia aperta” perché avevamo scorto nel così detto “mondo trasgressivo” una interessante concezione relazionale sintonica con l’entropico moto universale. Ahimé dobbiamo costatare che qui esiste solo una vetusta veduta di un mondo monolitico fatto di singole persone , di singoli sentimenti, di singole cose con svilenti relazioni tra loro. Mi domando dov’é quell’universo indeterminato, scoperto nella fisica quantistica, fatto di variabili relazioni tra disomogenei agglomerati energetici?
Unici “trasgressivi” condannati da molteplici “tradizionalisti” di arroganza, presunzione, intolleranza e quant’altro, non riusciamo a scorgere null’altro cha invettive, ed una domanda sorge spontanea, siete sicuri di trovarvi nel posto giusto?.
La mia donna ed io amiamo le cene a due, a lume di candela, in un ambiente raffinato, con suadente musica di sottofondo, questo però non c’impedisce di partecipare a cene tra amici, di lavoro e quant’altro, naturalmente non siamo disposti a metterci a tavola comunque e con chiunque né riteniamo che il cibo non serva a nutrire. Non c’interessa criticare chi ritiene che a tavola si vada solo per nutrirsi, ma non si può pretendere che ciò non ci crei un profondo senso di sconforto. Sono sicuro di aver risposto adeguatamente a tutte le vostre domande, ma se voi continuate a leggere le risposte con i vostri presupposti valori è chiaro che non riusciate a riconoscerle come tali. Facciamo una prova:
Marquito espone nel post 37 una critica completa secondo una sua comprensione preconcetta della mia posizione dicendo che: tu non puoi dare del “provinciale” a chi non condivide i tuoi stessi gusti e il tuo stesso modo di vivere il rapporto di coppia.
In realtà ho scritto: C’è gente che non è mai uscita dal suo paesino arroccato sulla montagna e ci vive anche bene ed il mare non gli mancherà mai avendo visto per TV che si tratta solo di una gran massa d’acqua ma… se si è avventurato oltre la sua valle, ritornerà al suo paesello sicuramente più ricco di prima, sia che in quel viaggio abbia vissuto esperienze belle che brutte.
A me non sembra di aver dato del “provinciale a lui né a nessun altro, ma semplicemente di aver espresso un concetto generale sul dare un giudizio esente da esperienza diretta. Se lui sente ciò come un attacco personale, a me non fa venire in mente altro che il detto latino “Excusatio non petita, accusatio manifesta.” – Una scusa non richiesta è una palese auto accusa.
Ed ancora: – Si vuole seriamente affermare che la coppia aperta rappresenta un’evoluzione morale/spirituale rispetto alla coppia monogama ? –
A questo gli avevo già risposto nel post 30 dove scrivevo: Le coppie “trasgressive” sono tali proprio perché
non si conformano alle regole etiche e quindi trasgrediscono e sono evolute perché non sono conservatrici, cioè sono inclini a trasgredire le regole perciò a superarle quindi a che si evolvano. Il suo aggiungere “morale/spirituale” al vocabolo “evoluto” palesa solo il suo sentire preconcetto.
Possiamo così continuare riportando la sua successiva affermazione: Voi non volete capire che si può essere monogami per indole e per predisposizione naturale. Vi siete messi in testa che tutte le persone monogame sono tradizionaliste e schiave dei pregiudizi, mentre invece, in moltissimi casi, si tratta semplicemente di una questione di gusti e di inclinazioni soggettive.
Per chi ci segue non può essere sfuggita la mia affermazione: le coppie sono fatte da donne ed uomini e tutti sono diversi da tutti ed i migliori possono essere sia da una parte che dall’altra indifferentemente.
Né la posizione riguardo sia al termine “tradizionale” così riportato nel post 35: “Sono quindi definite coppie tradizionali quelle sposate, mentre tutte le altre vengono etichettate come trasgressive”, perciò riportando una definizione comune e senza contenuti morali; sia verso il concetto di “gusto personale” e del suo collegato “libero arbitrio” verso cui esprimo una perplessità a riguardo sintetizzando: Generalmente le persone ritengono di non essere influenzate dalla pubblicità eppure questa prospera, ci sarà un motivo? (domanda senza risposta)
Se poi consideriamo quanto espresso da LUNA nel post 38: Ovvero, il fatto di dire che le persone che non hanno fatto quello che per te è stato un salto che ha significato raggiungere nuove vette vivano al buio non ti sembra un tantino solipsista e pretenzioso? Guarda che te lo dico serenamente, eh. Tu dici di no, che non è così, però poi contrapponi buio e luce, implosione e limite ad evoluzione. Ed è questo che mi fa un po’ sorridere, onestamente.
Credo che Albert Einstein non sia stato giudicato né solipsista né pretenzioso quando ha affermato che E=mc2 , anche se le sue dimostrazioni apparivano alquanto in contrasto con le convinzioni scientifiche del momento.
Non ritengo certo di potermi innalzare alla sua grandiosità, ma le mie tesi sottendono un superamento dei preconcetti espressi nel vostro comune sentire, e sono sostenute da una filosofia generale emergente come l’olismo senza contare le dileggiate dimostrazioni che ho addotto a sostegno di dette tesi. Questo naturalmente non sta ad indicare che un domani le coppie debbano essere necessariamente trasgressive, ma più propriamente che si superi questa distinzione classista permettendo ad ogni singolo di potersi ritagliarsi liberamente il suo spazio vitale senza etichettature etiche.
Vorrei ancora continuare ma lo spazio è tiranno perciò concludo: vogliamo continuare il dibattito cercando costruttivamente di comprendere le posizioni altrui, o proseguire nella strenua difesa delle proprie posizioni compiacendosi delle condivisioni raccolte?
@ Coppiabiricchina:
Amico mio, se tutti i partecipanti al dibattito hanno colto nelle tue metafore una vena di presunzione e di malcelata arroganza molto probabilmente ci sarà un motivo … Può darsi che ti sia espresso in modo inappropriato, ma quando ti sento dire che “non tutti sono nati astronauti” (ed altre amenità di questo genere)mi sembra che ci possano essere pochi dubbi sul senso da attribuire alle tue parole. Forse dovresti fare un po’ di autocritica, perché qui dentro sei proprio tu che stai dando prova di intolleranza e di scarsa apertura mentale. Ti faccio umilmente notare che io non ho mai giudicato nessuno; anzi ho dato ripetutamente prova di possedere uno spirito aperto e tollerante. Ho ribadito a più riprese che non condanno nessuno per i suoi gusti sessuali e per il suo modo di concepire la vita di coppia; mi vanto di essere un relativista e di non credere ai Valori Assoluti, per cui, almeno nel mio caso, i tuoi rilievi sono totalmente privi di fondamento. Alle tue domande ho sempre risposto (casomai sei tu che non hai risposto alle mie), per cui ti consiglio di leggere i miei post con maggiore attenzione. Chiunque esamini questo dibattito con spirito sereno e scevro da pregiudizi si rende conto di dove stiano quei preconcetti e quei pregiudizi che tu, ribaltando abilmente la frittata, vorresti ad ogni coso attribuire agli altri. Vabbé; lasciamo perdere le polemiche fini a sé stesse e torniamo a discutere pacatamente sul tema che ci interessa.
Una caratteristica tipica della mente umana è quella di volere ad ogni costo razionalizzare i propri gusti e le proprie inclinazioni, anche quelle che per loro natura sono totalmente soggettive e irrazionali. Tutti quei discorsi sull’olismo e sull’amore universale mi sembrano veramente tirati per i capelli, non perché l’argomento in sé non sia degno di interesse, ma perché, appunto, ho l’impressione di trovarmi di fronte a un tipico caso di razionalizzazione. Ovviamente posso benissimo sbagliarmi e tu sei libero di discettare su tutto ciò che vuoi; ti dico soltanto che non c’è bisogno di scomodare la filosofia olistica per giustificare agli occhi del mondo la propria naturale propensione allo scambio di coppia e alla poligamia. Io sicuramente non ti giudicherò mai per le tue inclinazioni sessuali; per discutere con me non hai bisogno di alcuna patente e di alcuna legittimazione filosofica 😉
Tu continui a divagare e a sgusciare via come un’anguilla, senza fornire alcuna risposta alla questione fondamentale: In che senso ritieni che la coppia aperta sia più evoluta di quella monogama ? Questa maggiore evoluzione va intesa in senso morale, in senso spirituale o in quale altro senso ? Finché non ci risponderai chiaramente su questo punto tutti noi continueremo a brancolare nel buio. Può darsi che la colpa sia nostra, che siamo noi a non avere compreso il senso delle tue parole, ma ti sarei molto grato se tu volessi fornirci un chiarimento definitivo.
A questo punto mi pare doveroso un chiarimento. Coppiabirichina afferma di avere già risposto alla mia domanda e mi rimanda al post n.30, dove scrive che l’evoluzione consisterebbe in una maggiore propensione ad infrangere le regole etiche dominanti. Perché non ho tenuto conto di questa affermazione ? Perché si tratta di un’affermazione ambigua, che presuppone un giudizio di valore senza motivarlo. Prendiamo il caso che più ci interessa, quello della coppia “aperta”. Come facciamo a stabilire che si tratta di un’evoluzione e non di un’involuzione ? Più in generale: chi ha stabilito che la propensione al cambiamento sia sempre e comunque un fattore di evoluzione ? La risposta contenuta nel post n.30 mi è sembrata del tutto insensata ed insoddisfacente , anzi, dal mio punto di vista non rappresenta nemmeno una risposta. E’ per questo che ho continuato insistentemente a formulare la mia domanda.
La (non) risposta di Coppiabiricchina mi sembra davvero paradossale e mi fa veramente sorridere. Coppiabiricchina, ma di quali regole stai parlando ? Si può sapere in che mondo vivi ? Al giorno d’oggi la vera trasgressione consiste nell’essere ostinatamente fedeli al proprio partner. La poligamia è diventata la regola; la monogania è diventata l’eccezione. Ma davvero pensate di essere trasgressivi perché praticate consensualmente la poligamia ? La poligamia è una pratica antichissima, che nella nostra società è tornata estremamente di moda, e non ha assolutamente niente di audace né di trasgressivo. Non infrange nessuna regola se non quelle che voi stessi vi siete costruiti nelle vostre teste. Ho conosciuto un sacco di gente che praticava lo scambio di coppia e l’amore di gruppo; li ho incontrati perfino sul luogo di lavoro dove ho dovuto faticosamente difendermi dalle loro avances :-)) Non parliamo di tutte quelle coppie che hanno stabilito un tacito accordo e che conducono serenamente due vite parallele … praticamente sono la maggioranza delle coppie sposate.
Non siete affatto dei pionieri e per quel che mi riguarda non siete nemmeno all’avanguardia. Forse è la vostra visione della società che è rimasta ancorata agli anni cinquanta …
COPPIABIRI: @Questo naturalmente non sta ad indicare che un domani le coppie debbano essere necessariamente trasgressive, ma più propriamente che si superi questa distinzione classista permettendo ad ogni singolo di potersi ritagliarsi liberamente il suo spazio vitale senza etichettature etiche.
Francamente non vedo dove cogli la “distinzione classista” nè la negazione dell’altrui libertà del fare della sua sessualità quello che meglio crede o di ritagliarsi il suo spazio vitale.
In me non di sicuro, a meno che tu non voglia vedere quello che non c’è.
Per quanto riguarda la pubblicità non è che non si possa anche aprire un dibattito socioantropologico di 34 post sull’argomento, ma mi sfugge cosa c’entri con la coppia tradizionale o coppia trasgressiva.
siamo sempre là: a voi piace farlo così, ad altri piace farlo colà, con la stessa, serena, convinzione.
Mi domando il problema dove sta.
C.B: “Se lui sente ciò come un attacco personale, a me non fa venire in mente altro che il detto latino “Excusatio non petita, accusatio manifesta.” – Una scusa non richiesta è una palese auto accusa”.
Marquito ha semplicemente manifestato un’opinione che, EVIDENTEMENTE, stenti a digerire perchè, EVIDENTEMENTE, non riesci a comprendere come ci siano persone che riescono a trovare in un/a solo/a compagno/a tutto ciò che cercano senza dover ricorrere ad un discutibile puzzle umano.
Tu intravedi in Marquito una sorta di represso.
Sei viscido ed estremamente maleducato nell’affermarlo senza neppure conoscerlo.
E se ti dicessi che, invece, io intravedo in te l’equivalente in campo “affettivo”- sessuale di chi, a fine cena, viene portato via con l’ambulanza per aver trangugiato come un porco?
Un esagerato, un vizioso, uno zozzone che ha avuto il culo di trovarsi una degna compare di scorribande?
Ognuno ha la propria idea e se per sostenerla occorre insulatare, bè, Coppia Biricchina, significa che sei totalmente carente di argomentazioni.
La mia idea è che le coppie AFFOLLATE siano, in realtà, “coppie” con le virgolette.
Coppie che fanno acqua da tutte le parti,che per stare a galla devono riempire le falle con “tappi umani” (benchè accuratamente selezionati…..
E quando parlo di coppie affollate intendo quelle che, a fine serata, accompagnano gli “amici” alla porta.
NON non sto parlando delle famiglie allargate, NON sto parlando di chi “adotta” un utero integrandolo nel contesto famigliare.
Insomma, non sto parlando di famiglie differenti da quelle tradizionali ma pur sempre famiglie ma sto parlando degli assembramenti destinati a smantellarsi nel giro di poche ore.
Vediamo di riportare un po’ di ordine in questa discussione, che sta rischiando di diventare surreale. Coppiabiricchina tira in ballo Einstein, la pubblicità, la fisica quantistica, la filosofia olistica e l’amore universale … Premesso che ognuno è libero di argomentare le sue opinioni come meglio crede, ho l’impressione che ci stiamo allontanando dal nocciolo del problema.
Coppiabiricchina sostiene che le coppie aperte sono più “evolute” di quelle monogame, ma non ci porta nessun valido argomento che possa giustificare questa sua affermazione. L’equazione trasgressione = evoluzione è totalmente assurda e priva di fondamento. Se bastasse trasgredire le regole per essere evoluti, allora anche il delinquente andrebbe considerato più evoluto della persona onesta. La propensione a trasgredire le regole, considerata in sé e per sé, non è necessariamente un fattore di evoluzione.
Per quanto riguada ciò che hanno scritto Eme e Luna, io credo che il problema si possa porre in questi termini:
C’è una domanda cruciale a cui i teorici dello scambismo dovrebbero rispondere. Si tratta della questione capitale, di quella da cui dipende il senso steso di questa discussione. La domanda è la seguente:
QUESTI RAPPORTI SESSUALI CHE VOI PRATICATE CON I VOSTRI “AMICI” SONO O NON SONO EMOTIVAMENTE CONVOLGENTI ?
Apparentemente ci sono solo due possibili risposte:
A) Questi rapporti non sono emotivamente coinvolgenti. In questo caso ci troviamo di fronte a un semplice svago, a un semplice divertissement, il che è perfettamente legittimo, ma per giustificare una ammucchiata non c’è bisogno di scomodare Einstein e la fisica quantistica 😉
B) Questi rapporti sono emotivamente coinvolgenti e investono anche la sfera affettiva. In questo caso la faccenda si fa molto più complessa e molto più interessante, ma mi domando come si faccia a parlare ancora di Coppia. Tutt’al più si potrà parlare di triangolo, di quadrato, di pentagono o di esagono. Anche di icosaedro se volete (la cosa mi è del tutto indifferente), ma non più di coppia … a meno che la trasgressione non consista nel’infrangere le più elementari regole della logica, al punto tale che anche la matematica è diventata un’opinione.
Un’ultima osservazione:
Al di là di tutti i discorsi che si possono fare su questo argomento, io credo che la tolleranza non possa essere esercitata sempre a senso unico. Ho ribadito, in tutti i modi possibili e immaginabili, che non mi permetterei mai di giudicare una persona per le sue inclinazioni sessuali. Ho spiegato, in modo limpido e cristallino, che i miei giudizi sono dei meri giudizi estetici e che non hanno assolutamente niente a che fare con la morale. La risposta è stata quella che avete visto … No; la tolleranza non può essere esercitata sempre a senso unico …