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Chi deve pagare

di chaponine

Mi trovo molto spesso a guardare scene patetiche di donne che, nonostante abbiano stipendi da capogiro per i tempi che corrono, si fanno offrire costantemente ogni cosa tutti i santi giorni dai loro compagni. Senza parlare di colleghe che etichettano senza mezzi termini i loro ragazzi come tirchi, dove questi magari lavorano per due soldi e per offrirgli una cena devono rinunciare a mille cose.

Allora care donne smettetela di rifugiarvi dietro a parole come ” Galanteria”, oppure ” I veri uomini farebbero…”.Al giorno d’oggi siete indipendenti, stipendiate, e non c’è scritto da nessuna parte che l’uomo debba offrire, debba pagare ogni cosa, debba passare a prendervi. Imparate a tirare fuori il portafoglio, ed offrire una volta si ed una no. Avete voluto giustamente la parità dei sessi? L’indipendenza? Le pari opportunità? Ora pedalate. Ed imparate che il ragazzo che passa a prendervi, che vi offre anche una minima cosa, deve rinunciare a delle cose per se stesso pur di trattarvi cosi. Questo perché ancora la scienza attuale non ha dato la possibilità agli uomini di trovare i soldi sugli alberi.

Gli uomini non si giudicano da quanto offrono. Se avete piacere di stare con un uomo, imparate veramente ad essere indipendenti, e non solo quando vi fa comodo.

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Categorie: - Riflessioni

60 commenti

Pagine: 1 2

  • 1
    camy -

    Tutto sommato sono d’accordo. 🙂
    Fifty-fifty.
    Una volta per uno non fa male a nessuno.
    🙂
    Saggezza popolare!

  • 2
    Bibo -

    SANTISSIME PAROLE…..
    BRAVOOOOO|||||||

  • 3
    LinuX -

    Parole Sante.

  • 4
    Rossella -

    Nella vita ci dovremmo far bastare le nostre scelte. Stamattina ho rivisto uno speciale dedicato alla festa della mamma (13 maggio 1990 Piccolo coro dell’antoniano) e s’intuiva che a quel tempo valeva ancora la pena scambiare due parole con qualcuno. Quello che è successo dopo ce lo dirà la storia (forse lo dirà ai nostri nipoti, non sono mica tanto ottimista?) ad ogni modo era molto più semplice entrare nell’ordine d’idee che sposandoti quelle nostre scelte di cui ti parlavo si sarebbero potute distinguere alla luce del sole. Una persona che ha un minimo – ma veramente un minimo- di orgoglio non si metterebbe mai in bocca ad una persona che non è capace di distinguere la paglia dal grano. Vivere bene da soli si può! Entrare in una Babele dove è vero tutto e il contrario di tutto è un gioco al massacro. Non si distinguono le reazioni dalle azioni, la causa dall’effetto. Sembra di stare in un grande circo in cui le intenzioni, buone o cattive, non valgono niente. Questo mondo è costruito umanamente sulla bestemmia… è una continua istigazione alla critica del prossimo. Se avessi uno stipendio lo investirei come mi pare. Con un uomo avaro non ci starei perché l’avarizia è un vizio che si riflette anche sulla qualità dell’amore. Cosa te ne fai di un uomo possessivo? Il tuo discorso torna perché nella nostra epoca la fedeltà ad un principio è un’illusione.

  • 5
    Yog -

    State a casa vostra e abbattete il PIL. Così usciamo dall’€.

  • 6
    Yog -

    Grande Rossella. Fantastica.

  • 7
    Golem -

    Rossella è una dadaista “post litteram”. Irraggiungibile.

  • 8
    nevealsole -

    Io offro sempre di fare a metà con il fidanzato, oppure si paga una volta per uno. Ma se lui insiste a pagare anche per me, anche se è più povero di me, lo lascio fare: negarglielo non sarebbe carino nei suoi confronti. Poi pareggio con qualche regalo, magari qualcosa che cercava da tempo. Ma è brutto vivere questa cosa del pagare come una gara a punti: se proprio si è in maniche di camicia perché temporaneamente manca il lavoro, si decide di non uscire a cena e basta!

  • 9
    gimmy -

    @chaponine

    non importa chi deve pagare,alla fine dicono che chi paga paga e lo stesso, quindi che il Signore glielo paghi…..ho sentito dire che paga pure la giustizia,ma io non mi sono mai fidato,ho imparato soltanto che chi rompe paga e i cocci sono suoi :-))

  • 10
    Daitarn3 -

    Ho letto molti interventi in giro su internet uguali a questo: uomini che si lamentano della estrema tirchieria delle donne. Immancabilmente nei commenti il 90% delle donne si dichiara d’accordo con quanto scritto e sostiene che lei paga equamente al compagno… Ora mi chiedo, ma tutte su internet stanno queste donne che sono per la parità? No perché TUTTE le donne che ho conosciuto e che hanno conosciuto i miei amici, parenti o conoscenti non hanno mai agito in parità… Il massimo che si può trovare è che su 100 un uomo paga 70/80 e la donna il resto…su 10 volte che si usa l’auto al massimo la donna la prende 1 o 2 volte (ma spesso è zero)..,la parità mai…
    Visto che è evidente che nella mia cerchia di conoscenze non esiste questo tipo di donna ed esiste solo su internet faccio un appello: se c’è qualcuna per la parità single io sarei felicissimo di incontrarla!!! Chissà quante ne incontrerò ahaha!!

  • 11
    marinella -

    Credo dipenda tanto dalle “usanze” tra nord e sud Italia. Io preferisco pagare per me o al limite quello che consumo, ma qua almeno dove sto io un maschio non permette ad una donna di pagare. E questo a me da molto fastidio. Se una donna é orgogliosa e ha un lavoro di solito preferisce almeno pagare per se. Terró conto di questa lettera qualora dovessi uscire in un prossimo futuro con qualche maschio….. É un argomento delicato e personalmente mi mette in imbarazzo… Anche perché effettivamente ho visto persone (donne) con la quale sono uscita agire scroccando di tutto all’amico di turno senza nemmeno provare a pagare… Non lo trovo molto carino. Pero del resto l’amico avrebbe dovuto rifiutare questo comportamento nel momento in cui la lei non so rende conto. Non so!

  • 12
    biancabianca -

    Avete già tanti difetti uomini..che pure il braccino corto…No!!!

  • 13
    HAL 9000 -

    Io non c’ho capito un tubo su quello che ha scritto Rossella, e tu?
    E’ più chiara la supercazzola di antani

  • 14
    M. -

    Ciao a tutti.
    Quando uscivo con delle donne pagavo sempre io, senza percepirlo come un peso, né come una negazione di questa benedetta parità, ma come un atto di galanteria; parola che perde sempre più di significato. Ma non per me.

    L’idea di farmi pagare una cena o altro da una donna, mi metterebbe a disagio, soprattutto all’inizio di una storia.
    Ci sono regole non scritte che, se seguite con sincerità, fanno la differenza.
    Ciao

  • 15
    limonene -

    Qui da me in Croazia gli uomini sono perlopiu’ pigri e fannulloni (non tutti, per carita’, ma molti di loro eccome!), mentre le donne lavorano dalla mattina alla sera per mantenere le loro famiglie e tener su baracca. Qui conosco tantissimi uomini che trascorrono le loro giornate al bar, a bere e a non far niente, molti di loro non hanno neanche voglia di prendere la patente, per cui le loro donne li scarrozzano in giro, gli comprano tutto quello che gli serve, pagano sempre il conto al ristorante o in qualche locale…insomma, una situazione mica tanto buona. cmq non sono d’accordo neanche sul fatto che debba essere sempre l’uomo a pagare. si potrebbe fare un po’ per uno, nel senso che a volte paga l’uno a volte l’altro.

  • 16
    Golem -

    Mai fatto pagare ad una donna. Neppure quando avevo vent’anni e pochi soldi. È più forte di me, mi sentirei uno sfigato.

  • 17
    Andrea_The_Original -

    biancabianca. Se ognuno pensasse alle braccine proprie male non gli farebbe, e poi su, un po’ di dignità…

    M. quella che confondi con galanteria è in realtà insicurezza legata alla paura di disattendere un’aspettativa. Inoltre è indice di un malcelato maschilismo. Se un uomo porta una valigia ad una donna è normale, in quanto teoricamente più forte, allo stesso modo se si dà per scontato che debba pagare lui significa che deve essere economicamente più forte di lei, viceversa potrebbe risultare un problema. Da qui il tuo disagio..
    La vera galanteria ha ben poco a che fare con il denaro e richiamandosi a qualcosa di nobile, non dovrebbe nemmeno essere vista come appannaggio unicamente della sfera maschile.

  • 18
    Golem -

    Andrea, appartengo al genere “che offre” alla donna con cui esce, come M e qualcun’altro, e in questa caratteristica che mi accomuna a lui, forse il lievemente maschilista ci può stare, almeno per me. In fondo ci sono cresciuto come generazione e sono stato allevato in quel modo dalle stesse donne che giravano nella prima parte della mia vita, ma non ho mai percepito una ragione legata all’insicurezza nel propormi in quella maniera alle donne che ho frequentato, casomai esattamente il contrario: eccesso di sicurezza. Tendo ad essere protettivo con la parte più debole, e parlo di forza fisica, a prescindere dalle eventuali dotazioni economiche della ragazza in argomento, e in ogni caso quando offro io lo faccio sempre perché “mi fa piacere”. Ma devo dire che molti maschi non si fanno alcun problema in questo senso e molte donne non si scandalizzano se pagano al posto del loro cavaliere. Per esempio, quando esco a cena con mia moglie offro io anche se i soldi sono di entrambi. Infatti lei ne sorride, essendosi a suo tempo ampiamente abituata a pagare per la sua antica passione giovanile.
    Come sostiene M, ci sono regole non scritte, e questa che ho descritto per me è una di quelle. Ma sono certo che un uomo che si fa offrire da una donna, un po’ sfigato apparirà a questa, anche se lei non lo riconoscerà subito nel caso ne fosse “presa” come tante volte abbiamo potuto leggere sul forum e non solo.

    Quanto alla presunta invidia nei miei confronti citata nell’altro thread, sono d’accordo: non ho niente da farmi invidiare da nessuno, ma in più, quand’anche vi fosse stata, neppure mi interessa. Ne sono completamente indifferente, essendo privo di questo sentimento a causa della sicurezza dei miei mezzi. Ci sarà chi la considererà superbia, ma io no, la definisco consapevolezza, o orgoglio se si preferisce, ma sicuramente privi entrambi di tante false modestie abbondantemente riscontrate su queste pagine, equamente distribuite nei due sessi. Questo è uno dei PRIMI motivi che mi hanno fatto apprezzare MG, o M. Criticabili forse, ma non ipocriti.
    Quindi so benissimo quali sono i motivi degli attacchi nei miei confronti, ma ne è abbondantemente valsa la pena riceverli per gli scopi che mi prefiggevo. E che ho raggiunto.
    Ciao.
    P.S. Mi piacerebbe risentire Trollo.

  • 19
    M. -

    Biancabianca,

    il tuo commento mi ha fatto ridere. E non hai torto!
    Ma come vedi certi comportamenti diventano sempre più di nicchia.
    Biancabianca diventa sempre tutto più complicato, ma non impossibile!

    Ciao!

    Golem!
    sempre sul pezzo!

  • 20
    Yog -

    Io non vivo in Croazia. Sgobbo dalla mattina alla sera e mi piacerebbe, relativamente, starmene al bar mantenuto a bere. Qualche giorno. Poi mi romperei. Non farei mai pagare una donna se invitata. È una prerogativa del maschio, peraltro comune ad altre specie animali. La riproduzione non è un gioco, cacciatevelo nel cranio.

  • 21
    maria grazia -

    Andrea_The_Original
    dici sempre che se femminismo dev’essere, dev’esserlo fino in fondo: e quindi è giusto che anche la donna paghi. E fin qui posso anche essere d’ accordo. come mai allora quando si tratta di adottare la visione femminista – ad esempio – nello scegliere come compagna di vita una donna molto emancipata sessualmente, allora lì il femminismo non vale più ? La parità deve esistere solo quando conviene all’ uomo ? ma poi… nell’ ottica di un rapporto COSTRUTTIVO e durevole nel tempo, conviene VERAMENTE all’ uomo scegliere una compagna inesperta ( sia del sesso che della vita in generale ) ? io non credo proprio. Ma questa è una mia opinione e ovviamente potrei sbagliarmi…
    Tornando al tema principale, sono dell’ idea che snaturalizzare del tutto i rispettivi ruoli ( ad esempio accettando che la donna appena conosciuta e con cui si esce offra la serata ), sia deleterio quanto per le donne tanto per gli uomini. L’ emancipazione femminile non dev’ essere vista come un qualcosa che renda la donna UGUALE ALL’ UOMO IN TUTTO E PER TUTTO, ma ne valorizzi i caratteri distintivi. Per la mia esperienza personale, posso dire che più una donna si prodiga per soddisfare un uomo, più verrà trattata male. Più si comporta da stronza capricciosa, e più cadranno ai suoi piedi. Le donne questo lo sanno, e spesso SI SFORZANO di essere stronze anche se non è esattamente nella loro natura. Vi sembrerà strano.. ma tra chi corteggia ed elargisce e chi deve stare fermo a farsi desiderare, colui che sta meglio è quello che CORTEGGIA. il corteggiamento implica azione, iniziativa, fantasia. Lo stare FERMA implica invece AUTOREPRESSIONE e ANNIENTAMENTO dei propri impulsi. In pratica è una violenza che le donne fanno a se stesse pur di farsi desiderare! è tremendo. ma queste sono le “regole”, e anch’ esse fanno parte di quel codice non scritto cui accennava golem.
    In conclusione: i rispettivi ruoli nel corteggiamento vanno mantenuti sopratutto perchè l’ uomo non vada in crisi! noi donne ne faremmo anche a meno!

    Trovo invece che uomini e donne dovrebbero COMPLETARSI VICENDEVOLMENTE: gli uomini avrebbero bisogno di prendere spunto dall’ elasticità mentale e dalla versatilità delle donne; le donne, a loro volta, dovrebbero imparare ad assorbire un pò della razionalità, del cameratismo e del senso pratico tipico degli uomini. Invece si perdono in inutili manfrine e schermaglie senza senso che sottraggono tempo ed energie.

  • 22
    M. -

    Bravo Golem.
    Quando invitavo una donna a pranzo, a cena, al cinema o in qualsiasi altro posto, lo facevo per il piacere di farlo, perché ho sempre considerato questo modo di fare come una manifestazione di gentilezza, stando sempre attento a non creare imbarazzo.
    Gesti gentili che hanno sempre stati presenti nel mio bagaglio comportamentale, e che sono sempre stati, e ancora lo sono, rilevati e apprezzati.
    Così come, quando riaccompagnavo a casa una fidanzata o un’amica, ho sempre avuto l’accortezza di aspettare che entrasse nel proprio appartamento prima di andarmene via.
    Anche nei confronti di una mia carissima amica che pratica boxe ad alti livelli.
    Galanteria? Mia insicurezza? Mia manifestazione di un maschilismo che non riesco a celare, o semplicemente un po’ di cervello unito a semplice educazione?
    Nessuna delle donne transitate nella mia vita mi ha mai rimproverato una vena maschilista.
    Lo ha fatto un uomo. Cosa alquanto curiosa.
    Ognuno di noi si comporta seguendo un codice che rispecchia il proprio modo di essere.
    Le mie regole sono facilmente riconoscibili da parte di chi conosce il mondo dal quale le ho imparate.
    Tutto il resto è noia, e la lascio volentieri ai noiosi. Di loro non mi occupo.

  • 23
    Andrea_The_Original -

    Golem. Confermi ciò che dico, la paura di apparire sfigati ad una donna. E anche se fosse? Sarebbe un problema suo.
    A me piace offrire quando mi va di farlo, sia ad amici che fidanzata, ma non deve essere né un’imposizione, né un atteggiamento conformista.

  • 24
    M. -

    Ciao Maria Grazia! Come stai?

    Personalmente, il mettere mani al portafoglio in nome del piacere di farlo e di una educazione che credevo fosse terra terra, non mi ha mai portato a pensare a questo mio gesto come un atto negatorio del valore della donna, o come una manifestazione maschilista mista a insicurezza personale.
    Sinceramente tutte queste seghe mentali non me le sono mai fatte. E vivo bene.
    L’unica aspettativa che ho sempre avuto e che sempre avrò, è quella di non venire mai meno alla mia natura di uomo. Questa mia natura comprende il comportamento che ho descritto, quindi rimango fedele a me stesso, e nulla mi importa se qualcuno giudica questo mio modo di fare come chissà che cosa.
    Ripeto: questi gesti di galanteria sono apprezzati.
    Quando sarà la donna a regalare un mazzo di fiori ad un uomo, allora potrei essere disposto a cambiare questo mio comportamento, ma quando questo accadrà sarò, fortunatamente, già morto.

    Ciao!

  • 25
    walk -

    Io credo che al giorno d’oggi,non è più necessario pagare il conto come si faceva una volta.
    Di solito io pago il conto quando mi sento di farlo,indifferentemente se esco con un amico per una birra o con una ragazza per un aperitivo,non lo considero un obbligo,ma solo un atto di cortesia.
    Poco tempo fa sono uscito con una ragazza per un gelato e abbiamo fatto conti separati,senza problemi,al giorno d’oggi certe ragazze si sentono sminuite se insisti a pagare per entrambi,come se non accettassi la loro indipendenza economica,retaggio di altri tempi che ponevano l’uomo come unico detentore del denaro.
    Credo che ormai sia giusto smetterla di pensare che sia un obbligo maschile,anzi,insistere su questa linea evidenzia che la parità dei sessi è ancora lontana,bisognerebbe pensare che l’offrire la cena è solo una cortesia che si fa senza obblighi ma solo per il piacere di farlo.
    Io credo che ormai l’essere cavaliere è un modo comportamentale superato,la gentilezza,l’altruismo e la cortesia non dev’essere indirizzato unicamente al genere femminile,ma anche a quello maschile in pari misura e senza nessun genere di costrizione.

  • 26
    Golem -

    Andrea, riprendo il ragionamento di M al riguardo, aggiungendo che l’attenzione all’ospite nei termini che ho spiegato non è un bisogno di “apparire” per coprire il famoso timore di essere sfigati che forse si teme di essere. Come dici tu, che si tratti di un amico o di un’amica, se io li invito da qualche parte, per quanto mi riguarda è sottinteso che mi fa piacere farlo, pertanto il pagare la cena non potrà mai essere un obbligo, ma una naturale conseguenza di quell’iniziativa. Altra cosa è l’essere usciti in compagnia e fare “alla romana” come sarà sucesso a tutti. Ma ripeto, se esco con una donna è pacifico che mi piace “come persona”, quindi non essendoci nessun ulteriore secondo fine, non mi sento defraudato comunque finisca la serata. Non so se mi sono spiegato. Non è mai successo, quando era il tempo, che invitassi a cena una femmina “che mi volevo fare” ma che non trovassi interessante come donna. Per mia fortuna non ho mai avuto bisogno di fare tutta la pantomima per sedurre questa o quella. Quando arrivavo ad uscire per socializzare ulteriormente e approfondire la conoscenza, era perché si era già creata una certa intesa intellettuale e una simpatia reciproca, che non poteva escludere l’avvenuta valutazione delle reciproche intelligenze. E quando si è tra persone intelligenti non c’è bisogno di sapere come comportarsi. Non nascono nè equivoci, nè fraintendimenti, neppure quando c’è da pagare il conto.

  • 27
    rossana -

    Andrea_The_Original,
    sono in sintonia con il tuo post 17: la galanteria non si riscontra nel portafoglio ma in ben altri aspetti. a mio avviso la “sfiga” non è riscontrabile in una carenza di disponibilità economiche. anche se offrire può essere vissuto come un piacere, resta pur sempre in sottofondo l’aspetto di voler apparire.

    fino a ieri, quando la donna non aveva redditi propri, era più che logico che fosse l’uomo ad sostenere piccole spese per due. oggi nella maggior parte dei casì non è più così, e la pretesa femminile di essere “omaggiata” in tal senso spesso diventa una forma di squilibrio in un sano rapporto di coppia.

    a me, che cerco da quando avevo vent’anni di fare la mia parte a livello economico, è rimasta una debolezza: quella di essere trasportata in auto o in moto, in quanto mi piace che, come nel ballo, sia in quei contesti l’uomo a “dare di più”. se si condividono viaggi lunghi, però, cerco di bilanciare con qualche altro contributo alle spese.

  • 28
    maria grazia -

    “e la pretesa femminile di essere “omaggiata” in tal senso spesso diventa una forma di squilibrio in un sano rapporto di coppia.”

    SQUILIBRIO ??? ADIRITTURA??? ma per favore.. non diciamo assurdità. se esco con un uomo la prima volta io mi aspetto che lui offra almeno la cena. E non perchè io sia una squilibrata, è una pura questione di GALANTERIA. Lo ripeto: nel corteggiamento ci sono dei RUOLI da rispettare, e nessuna rivoluzione culturale o sociale li potrà mai debellare. e il rispetto di questi “ruoli”, come dicevo, servono sopratutto all’ equilibrio psicologico del maschio. che altrimenti si vedrebbe defraudato della sua veste naturale di “cacciatore”. per il resto, sono d’ accordo con quanti dicono che a volte si offre e si paga per altri, anche solo per il puro piacere di farlo, senza vederci dietro necessariamente chissà quali scopi reconditi..!

    ciao M.
    Ben ritrovato! so che la tua “latitanza” è dovuta sopratutto ai lieti eventi familiari che ti riguardano. perciò ti faccio le mie più vive felicitazioni 🙂
    a parte la mia ulcera, sto abbastanza bene 🙂

    per rispondere alle tue osservazioni, posso dirti che non intendevo dire che “offrendo” si nega alla donna il suo diritto alla parità, anzi! sostenevo più che altro che in un reale contesto di parità, le donne dovrebbero essere libere di cercare, di offrire e di corteggiare quanto gli uomini. Ma questi comportamenti non sarebbero apprezzati dai nostri corteggiatori, i quali – come dicevo – si vedrebbero privati del loro ruolo di MASCHIO. a me non pesa affatto farmi offrire le serate quando un uomo è disposto a farlo, e non vedo perchè dovrei sentirmi “sbagliata” per questo. Mi pesa solo un pò il fatto, a volte, di dover nascondere i miei desideri e i miei sentimenti per non sembrare troppo coinvolta ( atteggiamento, questo, a cui gli uomini sono allergici ).
    La stessa rossana che oggi afferma che anche la donna si deve prodigare per l’ uomo, è la stessa che tempo addietro, in un thread, ha scritto che i rapporti che funzionano davvero sono quelli in cui LUI ama di più di LEI ( anche in termini pratici ).
    si vede che ha cambiato idea…

  • 29
    M. -

    Walk,

    se una ragazza si sente sminuita da un gelato significa che c’è qualcosa che non va.
    Se io fossi una donna e dovessi uscire con un uomo che mi interessa, e si andasse al bar a prendere un caffè, o al cinema, o semplicemente a mangiare un panino al parco sdraiati sull’erba, sinceramente mi aspetterei che sia l’uomo ad offrire, e non mi sentirei una donna ferita nell’orgoglio o una taccagna.
    Tu dici che ci sono comportamenti da superare, e io invece credo che ogni persona dovrebbe assumere comportamenti in linea con la propria personalità, e quindi non esiste OBBLIGO.
    Io questi comportamenti non li supero, perché la gentilezza non ha mai ucciso nessuno, e viene notata e apprezzata.
    Si è gentili per essere gentili, e non per voler apparire.
    Io non appaio. Io sono.
    Apparire come, poi? Magari come il riccone di turno? Magari pagando un gelato da 2.50€?
    Suvvia.

    Saluti

    Golem,
    in nome dell’ospitalità (sacra) io ero uno di quelli che cedeva il proprio letto e la propria stanza ad amici o parenti, e dormivo sul divano.
    Questa volta non sempre per piacere visto che il divano dei era più corto di me.
    Ma tanto è.
    Saluti interista.

  • 30
    walk -

    Punti di vista M..
    chiaramente ne io ne te possiamo entrare nella testa di una ragazza per sapere cosa pensa quando esce con un uomo,credo che dietro certe tradizioni ci sia solo un modo di vedere l’appuntamento con una ragazza,forse dalle tue parti si esce solo se si ha un interesse serio,dalle mie invece si esce anche solo per curiosità,per conoscersi e magari non si ha nessun interesse.
    Nella mia esperienza ho notato che molte volte,se non nella maggior parte,se insisti per offrire la cena o il gelato,la ragazza ha un espressione infastidita,alle volte è anche accompagnata anche da “perché devi pagare te?”
    Molto probabilmente è una conseguenza della indipendenza economica che mette nello stesso piano l’uomo con la donna.
    Il tuo esempio del gelato può essere tranquillamente ribaltato e visto da un angolazione diversa,la ragazza in questione poteva offendersi pensando che non la considerassi nemmeno in grado di permettersi un gelato.
    Ribadisco però che non è una regola fissa,dico questo solo perché credo che non ci sia più l’obbligo da parte dell’uomo di offrire la serata,ma in tempi moderni è una libera scelta.
    Se ci pensi bene il mio discorso ha un filo logico,dobbiamo cominciare a considerare le donne pari a noi e come tra uomini si offre la bevuta o la cena solo se si sente la necessità,dal mio punto di vista è anche questa una forma di rispetto.

  • 31
    maria grazia -

    “non pensare che il mondo intero per essere nel giusto debba avere i tuoi stessi orientamenti.”

    mai pensato. questo però non vuol dire che debba permettere a chi mi osteggia di fare continue e sottili allusioni.

    “visto che proprio non ne vuoi sapere di smettere di tirarmi in ballo tutte le volte che, non rivolgendomi a te, dissento dalla tua visione sul tema”

    e figuriamoci se non dissentivi dalla MIA visione. pur di contraddirmi saresti capace di affermare che la terra è piatta e il cielo è rosso! peccato che sei tu a “inseguirmi” e menzionarmi in ogni discussione, e non il contrario!

    “ma evita, se puoi, di dare lezioni anche laddove non c’entrano con il contesto.”

    queste “lezioni” che io darei le vedete solo tu e i tuoi “alleati/e”. Io mi limito a dire quello che penso, e nei modi che ritengo opportuni. se la cosa ti irrita tanto, ignorami invece di continuare a lanciare frecciatine…! qui NESSUNO fa le prediche a nessuno, rossana.

    “visto che ci sono, preciso ancora una volta che, PER ME, le strategie possono essere utili nelle schermaglie amorose mentre invece, se l’amore è profondo, non c’è bisogno di nasconderlo per farlo durare.”

    qui si parlava di FASE DI APPROCCIO e CORTEGGIAMENTO, non di AMORE PROFONDO ( il quale, per definirsi tale, dev’essere RECIPROCO ).

    “mai nemmeno accennato a “termini pratici””

    se un uomo è veramente preso da una donna, tenderà a volerla ricoprire di doni ( anche solo simbolici ), e questo lo sappiamo tutti. è inutile che ce la raccontiamo!

    Per quanto riguarda l’ ultimo punto, ognuno ha le sue convinzioni nel merito, e non sta nè a me nè a te modificarle. Non vedo neanche il bisogno di far presente la tua posizione in tal senso, visto che non centra con il tema della discussione.
    per quanto mi riguarda, posso dire che il mondo non si divide in persone che hanno il “diritto di amare” e altre che non ce l’hanno. L’ APARTHAID SENTIMENTALE è una teoria che evito accuratamente di abbracciare.

    ho citato il tuo nick unicamente per comodità discorsiva. tu invece eviti accuratamente di citare il mio, senza però tralasciare le tue consuete frecciate.
    Spero per te che tu abbia anche altri modi per passare il tempo.

    “anche perché di solito è proprio dal passato che si delinea il futuro … parere personale, ovviamente!”

    già, parere personale. che però SPERI che QUALCUNO che ci sta leggendo adotti anche per se stesso, OVVIAMENTE..

  • 32
    maria grazia -

    sul fatto che le unioni durino più a lungo quando è LUI ad essere più preso, basta leggersi il thread “La mia ragazza mi ha lasciato”, per capire che non è affatto così. Agli uomini sconsiglio altamente di dedicarsi a donne poco prese da loro, qualunque sia il loro PASSATO SENTIMENTALE E SENSUALE. tanto più che non è un passato “cristallino” ad attrarre “istintivamente” ( termine che a te piace tanto ) un uomo, ma le qualità intrinseche in una donna ( il suo fascino, la sua classe, la sua sensualità, la sua verve ). quindi rossana penso tu ti debba rassegnare al fatto che donne molto più “scafate” e vissute di te riescano a conquistare più facilmente ma sopratutto più PROFONDAMENTE molti uomini che a te interessano ( in questo forum come altrove.. ). perchè magari hanno qualità che a te mancano, e che mancheranno sempre… sarà meglio che tu te ne faccia una ragione, invece di ammorbarci con le tue crociate contro le peccatrici. e con le quali cerchi maldestramente di mettere in guardia “qualcuno” da chissà quale pericolo incombente.. tipico di chi non può usare nessun’ altra arma.
    Stesso discorso ovviamente vale per la donna che sceglie ISTINTIVAMENTE il playboy.

    ops! mi è sfuggito ancora il tuo nick… chiedo venia!

  • 33
    rossana -

    Walk,
    “è anche questa una forma di rispetto.” – concordo, aggiungendo che, pur considerando che i simili si attraggono, nei limiti del possibile l’atteggiamento dovrebbe essere spontaneamente adattato alle persone e alle circostanze.

  • 34
    M. -

    Ciao Walk!

    La gentilezza non serve a misurare il livello di parità o non disparità tra uomo e donna.
    Sono due cose che non c’entrano assolutamente nulla.
    Ogni 3×2 salta fuori questa storia della parità tra uomo e donna, ma più per speculazione argomentativa, che per altro.
    Se tanto mi dà tanto, allora una donna che non si lascia offrire qualcosa da un uomo potrebbe offenderlo perché non lo ritiene in grado di fare una cosa semplicissima, ma visto che un ragionamento del genere è privo di senso, è privo di senso anche in versione femminile.
    E poi perché utilizzi il termine “obbligo”?
    Non esiste l’obbligo a offrire, ma è solo una regola di buona educazione, così come non esiste l’obbligo che prevede che sia l’uomo ad entrare per primo in un locale e poi una donna, però molti lo fanno.
    Non sono obblighi questi, ma regole di comportamento che una persona può decidere di assumere oppure no.
    Per esempio non esiste nemmeno l’obbligo di cedere il proprio posto sul pullman in favore di una persona anziana o di una donna incinta, ma qualcuno lo fa ancora (per fortuna), senza che questo gesto faccia accendere nella testa di chi ne è destinatario delle sensazioni di attentato alla parità tra uomo e donna.
    Ripeto, ci sono regole non scritte che se applicate e riconosciute da chi è in grado di riconoscerle, vengono apprezzate. Non da tutti ovviamente, ma da molte/i sì.
    Sta poi nella capacità dell’uomo a non creare imbarazzo nella donna.
    E anche qui ci sono delle regole; per esempio il balletto “pago io, no pago io” non si deve MAI fare.
    Quando vai in certi ristoranti potrai notare varie cose:
    se si può pagare con la carta di credito, il conto viene portato all’uomo.
    Se invece bisogna pagare con bancomat o soldi liquidi, noterai che “casualemente” l’uomo andrà “in bagno”, ma in realtà si recherà alla cassa a pagare.
    E poi esistono dei menù senza l’indicazione dei prezzi, proprio per evitare situazioni imbarazzanti.
    Bisogna sapere che ogni…

  • 35
    M. -

    luogo e ogni situazione ha proprie regole che è bene applicare SE si conoscono.
    Poi, come ho detto a Biancabianca qualche post fa, so che ormai certe formalità sono rispettate da sempre meno persone, ma buon per chi appartiene a certe nicchie.

    Per quanto riguarda il discorso delle mie e delle tue parti: io sono piemontese e dalle mie parti si fa tutto ciò che si fa nelle altre parti d’Italia, credo.
    Ciao!

    Ciao MG,
    ancora grazie per i tuoi auguri. Non manca più moltissimo!
    Ciao

  • 36
    Andrea_The_Original -

    MG. “come mai allora quando si tratta di adottare la visione femminista…allora lì il femminismo non vale più ?” E’ da un po’ che lo vado dicendo, tra femminismo – maschilismo – ragione – istinto, non si troverà mai la strada univocamente condivisa. Ormai sono convinto che si basi tutto su un personale equilibrio. Se una donna ha avuto 100 partner sarà istintivamente mal vista e mal accettata, anche se di logica non dovrebbe esserci distinzione tra uomo e donna, ma tutti quanti, tu inclusa, siamo vittime dei rispettivi preconcetti.
    “Lo ripeto: nel corteggiamento ci sono dei RUOLI da rispettare, e nessuna rivoluzione culturale o sociale li potrà mai debellare. ” E qui torni al punto di partenza. Se ci sono dei ruoli, non è nemmeno concesso alla donna un trascorso troppo “vivace”. L’uomo cavaliere e la donna donna dama, altrimenti si è bruciate in partenza. Capisci perché non può esserci una visione condivisa?
    Per il resto sono una persona anche generosa, ma non mi piacciono gli schematismi ingessati versione “robottino” M. Talvolta ho offerto, altre no, ma le frequentazioni non mi sono mancate. Forse incuriosivo e incuriosisco per altro. Personalmente non mi interessa essere il migliore, né galante, almeno non in questo.
    Concordo sul fatto che gli uomini non debbano inseguire donne poco prese, tutte energie sprecate. Anche in questo sono per il “minimo sforzo, massima resa”.
    Poi che M parli di educazione, dopo la violenza con cui attaccava Rossana, donna e di una certa età, mi fa proprio ridere e fa capire quanto siano di cartone questi cavalieri.

    Ross. Sul maschio più preso non sono d’accordo, ma per quanto riguarda i rispettivi ruoli, mi limito a dire che non seguo regole come un mantra e tutto diventa più leggero e spontaneo.

    Walk. Condivido pienamente.

    Golem. Un conto è un invito, un altro le ripetute uscite. Se invito offro, di norma. Ma anche no e viceversa.

  • 37
    Golem -

    Andrea, coi ripetuti inviti si può creare un cameratismo che consente accordi diversi, è normale, anche se come ripeto, quelle volte che esco con mia moglie preferisco essere io a pagare nonostante il conto corrente sia unico. È una mia caratteristica o debolezza se vuoi.
    Poi credo che si debba intuire se la donna che è di fronte a noi al ristorante è lí perché le fa piacere o sta solo scroccando una cena con un fesso che paga, perché è ovvio che appena eventualmente percepita la seconda ipotesi avrà smesso di scroccare ovviamente. È sempre una questione di “piacere” reciproco e di fare quindi solo quello che si sente. Bye.

    P.S. Mi è parso di capire che parlando con M di attacchi a donne anziane ti riferissi anche a me concludendo al plurale la frase. Se così fosse mi piacerebbe che ricordassi che gli attacchi erano di “difesa” all’inizio, per poi diventare via via più pesanti, da entrambe le parti. Non vedo cosa c’entri l’età quando si arriva a certi livelli di scontro.

  • 38
    rossana -

    Andrea_The_Original,
    “E’ da un po’ che lo vado dicendo, tra femminismo – maschilismo – ragione – istinto, non si troverà mai la strada univocamente condivisa. Ormai sono convinto che si basi tutto su un personale equilibrio.” – non hai idea di quanto mi faccia piacere che ci sia almeno un maschio che dichiari di avere una visione un tantino più morbida della vita. gli uomini tendono spesso a essere troppo sicuri dei loro concetti, tanto da ritenerli gli unici corretti. le donne, di solito, sono più possibiliste e anche meno impositive.

    non voglio convincerti ma solo spiegarti perché, in modo forse datato, ritengo che un rapporto di coppia funzioni meglio (nel senso di più a lungo) quando è l’uomo ad amare di più.

    non certo in fase d’inizio rapporto, inseguendo la ragazza poco convinta oppure falsa, ma nel caso che sia stato lui a gettare l’amo e che la controparte l’abbia accolto e accettato con convinzione. secondo me, è importante che l’uomo sia “preso” in modo profondo perchè deve avere una parte attiva nella prosecuzione sessuale per evitare che il suo desiderio possa essere saturato troppo in fretta. la donna, volendo, può aderire più facilmente all’aspetto che ritengo cruciale per la durata di una relazione mai del tutto priva di passionalità.

    è un concetto che ho constatato in positivo più volte nella realtà dei fatti ma non ho affatto la pretesa che sia l’unico valido.

  • 39
    Andrea_The_Original -

    Golem. Non mi riferivo a te. Era rivolto a tutti quegli uomini che paiono seguire il codice dei cavalieri templari solo quando fa comodo. Tu e M avete un modo di difendervi e attaccare piuttosto differente. Di questo te ne do atto.
    Il fatto che l’interlocutore sia donna e di una certa età non cambia nulla infatti, ma poiché M sembra farne una questione di estrema cavalleria nei confronti del femminile, è strano cada così in contraddizione.

    Ross. Ciò che mi ha spinto a diventare frequentatore del sito è stato il desiderio di confrontarmi con altri, con la speranza di trovare chi ne sapesse più di me. Le mie idee si sono rafforzate negli anni, ma non escludo di modificare il mio punto di vista.
    Credo sia impossibile far coincidere alla perfezione tutti gli aspetti coinvolti. Per esempio.. una donna può giustamente ambire a guadagnare quanto o più di un uomo, ma si aspetta che le venga pagata la cena? Che senso ha? Tuttavia ognuno deve regolarsi secondo coscienza e sperare di incontrare persone sulla stessa lunghezza d’onda, qualunque essa sia.

    Per il resto non credo sia così semplice. Ci sono molte coppie in cui lei si nega sessualmente per anni e l’uomo è costretto a tradimenti (guarda solo quanti uomini sposati vanno a prostitute, anche se è un capitolo troppo ampio per essere riaperto).
    Per cui si, la coppia regge ma grazie all’aiuto esterno.

  • 40
    Golem -

    Chiarito Andrea, mi sono fatto la domanda perché mi arrivano ancora punzecchiature, come quella che oggi compariva inopinatamente in un altro thread, e che è stata giustamente cancellata, ma non senza aver fatto “apprezzare”, urbi et orbi, lo stile raffinato dell’autrice. Infatti mi sembrava strano che un uomo si servisse di un metodo così mediocre per dire la sua. Anche se devo riconoscere che le donne mature e risolte non hanno bisogno di ricorrere a quelle puerilità per farsi sentire, a maggior ragione quando non chiamate in causa, come nel caso specifico. Spero almeno che queste ultime siano quantomeno la maggioranza. Bye.

  • 41
    M. -

    Golem,
    “Spero almeno che queste ultime siano quantomeno la maggioranza. Bye.”

    Voglio essere ottimista e pensare che questo tipo di donne siano la maggioranza.
    Barb era una di queste, e posso dirlo perché l’ho constatato circa un mesetto fa quando c’ è stato uno scambio di mail privato tra lei e me, sulla questione che conosci anche tu ed MG.
    A proposito, ma che fine ha fatto Barb?
    Mi aveva detto che le sarebbe piaciuto affrontare il discorso che stavo intavolando prima della mia sparizione, ma non l’ho più “vista” qui.

    Continuo a vedere la partita. A casa mia, in giardino, con amici, famiglia, cani; con la griglia che va a manetta e birra ambrata.
    Offro io.

    Ciao!

  • 42
    Andrea_The_Original -

    Golem. mah.. a me tutto sto tirarsi per la giacchetta ha stancato da un pezzo.
    Fate come vi pare, per carità.. che noia però.
    Fortunatamente non ho tempo di seguire tutti i passaggi.

  • 43
    Golem -

    Ma sì M, ritengo che siano la maggioranza. Qualcuno pensa che tipi come me e te siano misogini, e chi lo dice di solito è quella minoranza che si nasconde dietro il dito, cercando disperatamente di articolare delle giustificazioni a fallimenti annunciati, finendo per incartarsi come abbiamo avuto modo di constatare. Queste persone non capiscono che è proprio la stima e l’ammirazione per la femminilità orgogliosa che fa reagire certi uomini in una certa maniera, quando questa femminilità viene svenduta al peggior offerente. Qualche giorno fa parlavo con un amico del “Cupio dissolvi” di latina memoria, la tendenza all’auto distruzione che nasce da una citazione religiosa legata al desiderio di “dissolversi in Cristo”, trasposta in termini più terreni come la tendenza ad “annullarsi”. Io la vedo in molte di questa figure femminili che qui si sono avvicendate, quanto nella mia nei momenti che di lei ho descritto.
    È troppo per le mie capacità di analisi caprine le ragioni profonde, ma di fatto la lettura dei loro racconti non mi dà che questo risultato. Si può solo prenderne atto, cercando di non farsi coinvolgere, ma è sicuro che la capacità di cacciarsi nei guai sentimentali che hanno molte donne è irraggiungibile. Mi risulta difficile però non pensare che la voglia di soffrire sia più gradita che quella di gioire. D’altra parte se sempre i latini avevano coniato la frase “Vis grata puellae”, la giovane donna ama subire la forza virile, la caratteristica di cui parliamo è ancestrale, e come tale resterà sino alla fine dei giorni.

    Sì, Barb è scomparsa, ed era una piacevole interlocutrice. Mi auguro si rifaccia viva.
    Ieri sera ho fatto tubetti con le cozze alla tarantina per me e la “virgulta”, l’inglesina manco scannata li vuole assaggiare. Li abbiamo scofanati e la partita l’ho trascurata. Ma mi è piaciuto che abbia vinto il Portogallo (tanto era amichevole) per il legame che ho (abbiamo) con quel bellissimo Paese. Domenica griglia sul terrazzo. Tempo permettendo. Ti aspetto.
    Salut.

    Andrea, concordo con te: che noia. Ma come ho scritto in precedenza, ci sono donne che amano soffrire. Ciao

  • 44
    Andrea -

    Sono d’accordo con gli altri che dicono che ognuno è fatto a modo suo.Se ci piace pagare al poste delle donne Amen.Invece penso che bisogna ravvedersi da quelle donne che ti usano solo per interesse(pagare la cena,prendere sempre la tua macchina senza mai pagare per il carburante etc) e quando ciò finisce cambiano partner o ti annoiano cosi tanto che ti viene l’ulcera peptica.Ho incontrato donne che vogliono pagare per loro stesse come ho incontrato donne che cercano in ogni modo di farti pagare solo a te.Il problema non è comunque il fatto del pagare ma che dopo il pagare ti scassano ancora.Quindi alla fine siamo tutti/e diversi/e ,cerchiamo di stare con quella persona che si avvicina di più a noi stessi.

  • 45
    sherazade -

    “quella minoranza che si nasconde dietro il dito, cercando disperatamente di articolare delle giustificazioni a fallimenti annunciati, finendo per incartarsi come abbiamo avuto modo di constatare. Queste persone non capiscono che è proprio la stima e l’ammirazione per la femminilità orgogliosa che fa reagire certi uomini in una certa maniera, quando questa femminilità viene svenduta al peggior offerente.” – no comment!

  • 46
    rossana -

    Andrea,
    “alla fine siamo tutti/e diversi/e, cerchiamo di stare con quella persona che si avvicina di più a noi stessi.” – proprio così! alla faccia di tutte le classifiche amorose e non, in positivo e in negativo, soprattutto quando le analisi sui propri vissuti non sono richieste.

    anche perché qualcuno ha affermato che… è facile stare al timone quando il mare è calmo.

  • 47
    M. -

    Golem,
    da sempre il mio modo di fare non passa inosservato, e proprio per questo mi si appiccicano addosso etichette di tutti i tipi.
    Confesso: il gioco in stile Sapientino “appiccica l’etichetta qui e fai 100 punti” mi ha sempre divertito e fatto sorridere, arrivando a procurare in me l’effetto opposto che l’appiccicatore o l’appiccicatrice, voleva raggiungere. A volte offendere, a volte giustificare le proprie mancanze, a volte per puro piacere nel procurarsi una eiaculazione sterile, altre volte come sfogo alle proprie crisi isteriche.
    il mio mestiere mi impone di ascoltare tutti, ma la mia cultura no.
    La mia cultura mi permette di sorvolare e far accucciare in un angolo gli stupidi di di turno.
    I miei amici, quelli che mi trascino dietro dall’asilo nido e che mi conoscono meglio di me stesso, questo mio modo di fare lo conoscono e riconoscono a colpo d’occhio; e se la ridono parecchio.
    Cosa vuoi che sia un’etichetta “misogino”? Per me è come una medaglia al valore.
    Pensa che nessuna delle mie amiche e colleghe mi ha mai mosso questa “accusa”.
    E ti parlo di donne che impongono la loro emancipazione attraverso un uso intelligentissimo del proprio cervello che, a volte, gira meglio di quello di molti uomini.
    Sono l’opposto della Boldrini, tanto per intenderci.
    E questo tipo di donne prima o poi la smettono di farsi mettere i piedi in testa dagli uomini.
    Le donne che, invece,si fanno usare e che urlano all’emancioazione, non dovrebbero fare altro che emanciparsi, da se stesse però.
    Ciao!

    Andrea,
    essere in linea con la propria natura, è una cosa, farsi usare è un’altra.
    Una donna che approfitta di una gentilezza altrui si può smascherare facilmente, ma non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca.
    Ciao!

  • 48
    Golem -

    “no comment”. No comment.

  • 49
    Golem -

    M, come forse avrai letto, ho ricevuto un “No comment” ironico ad una dichiarazione di ammirazione per la “femminilità orgogliosa”, che forse è stata confusa per “femminismo orgoglioso”, che invece è il più patetico tentativo di affermazione della dignità di un genere, perché parte da un profondo senso di inferiorità per come spesso si manifesta.
    È abbastanza naturale che caratteri maschili come quelli che forse io e te abbiamo mostrato vengano interpretati nei termini negativi che vengono sintetizzati con l’aggettivo di misogino. Ma se si fossero lette le intenzioni con uno spirito diverso, scevro da pregiudizi nati dalla “difesa” postuma di rapporti mortificanti, spesso messi in atto da veri misogini ma purtroppo “amati”, ecco che le risposte sarebbero state quelle che le tue colleghe e le mie amiche hanno di uomini che vorrebbero avere a che fare con donne vere e non con persone che “dipendono” da un altro per farsi un’identità.
    L’aver aiutato mia moglie ad uscire da una dipendenza psicologica, persino tenera se vogliamo, per come viveva certi ricordi, ma che tuttavia ne limitavano lo sviluppo sia come donna che come relazione, a “lavoro finito” ha sortito non solo un salto di qualità nel rapporto, ma una inevitabile crescita di lei come donna, che ha smesso di vedere il “maschio” come il “capo” della sua vita. Ha smesso di “rivedere” la figura paterna in quella del compagno, per prendere le redini della propria vita e scegliere quotidianamente la direzione che vuol dare a quella vita. Questo tipo di donna, dopo la crisi sta avendo un successo nel lavoro che prima non c’era, e non per mancanza di doti e professionalità, ma di sicurezza personale. È stato un “legamento d’amore”, una magia? No, è stato solo amore, senza intrugli di altra natura, la volontà di entrambe di salvare un rapporto ultra decennale e trovare le cause della crisi. Se questa donna si fosse arenata sul leitmotiv “il passato è mio e lo gestisco io”, come è stato gridato dal esercito della salvezza della vagina, oggi ognuno era per la sua strada, e visto come si sta bene ora assieme, sarebbe stato il secondo errore di quella donna e uno dei tanti miei. Quindi per questo continuo ad insistere che bisogna raggiungere un certo risultato per capire che i voli pindarici, le speranze e le illusioni sono solo la proiezione dell’amore e non l’amore .
    Essere definito misogino da chi invece è ferma a quel livello onirico non mi disturba, mi fa tenerezza, come mi farebbe una bambina.
    Ciao vecio

  • 50
    Andrea -

    “essere in linea con la propria natura, è una cosa, farsi usare è un’altra”le due cose possono coesistere senza nessun problema” Una donna che approfitta di una gentilezza altrui si può smascherare facilmente, ma non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca “guarda che il post era riferito non a donne come amiche ma a donne come compagne.Di sicuro una donna che cerca di usarti e facile da mascherare ma se invece tu amassi molto questa donna sarebbe altrettanto facile lasciarla sapendo la verità?Alcuni direbbero si e altri no ed era questo il fulcro di tutto il mio discorso.Poi sei troppo off topic dalla lettera generale.

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