Chat
di
LAD
Riferimento alla lettera:
Usa questo spazio per conversazioni "Fuori Tema".
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 69
L'autore, LAD, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - unclassified

Il matrimonio è il sacramento che unisce indissolubilmente gli sposi e dà lorola grazia di vivere santamente assieme e di allevare cristianamente la prole. Con il matrimonio i coniugi si scambiano a vicenda il diritto irrevocabile ed esclusivo sui loro corpi al fine di procreare la prole ed educarla cristianamente. Oltre al fine primario del matrimonio (cioè procreare ed educare cristianamente i figli) ci sono due fini secondari: il mutuo aiuto spirituale e materiale dei coniugi; e il rimedio contro la concupiscenza (chi non riesce a dominare la concupiscenza della carne, è bene che si sposi, così eviterà di ardere dalla passione e di commettere qualche peccato di lussuria).
Il matrimonio può essere celebrato per uno qualunque dei suddetti fini, purché il fine primario non venga deliberatamente escluso. Affinché un matrimonio sia valido, il fine primario è necessario, pertanto chi desidera sposarsi non può avere l’intenzione di escludere di cedere al coniuge il diritto ad utilizzare il proprio corpo per procreare la prole. Tuttavia è lecito rinunciare ad esercitare questo diritto, purché entrambi i coniugi siano d’accordo. Per sintetizzare: la cessione al coniuge del diritto sul proprio corpo per fini procreativi è necessaria per la validità del matrimonio, però è lecito rinunciare ad esercitare questo diritto, purché i coniugi siano tutti e due favorevoli a vivere in castità.
Non si sta dicendo che le persone sposate non devono mettere al mondo i figli, anzi ho grande stima per le famiglie numerose, quindi incoraggio i lettori sposati ad accogliere con gioia tutti i figli inviati dal buon Dio, e ad educarli cristianamente per farli diventare un giorno dei “cattolici militanti” e veri soldati di Gesù Cristo. Tuttavia, anche nel matrimonio si può praticare la castità.
Ecco una domanda interessante Acquaricca. L’illusione è diventato un mio interesse proprio grazie alla ricerca su Sally, ma facendo mente locale mi sono reso conto che senza saperlo usavo e subivo gli effetti di questo fenomeno dell’intelligenza. Perchè è chiaro che si tratta con una componente che fa parte della nostra architettura mentale, da quando compriamo un detersivo a quando ci innamoriamo e spesso, sulle indicazioni che ci provengono da essa, possiamo anche rovinarci la vita “credendo” quello che non è.
In realtà il primo vero interesse c’è stato almeno 25 anni fa in Portogallo (che è bene sapere che un Paese che amo molto, dove vivrei, per intenderci). Ricordo l’episodio.
Eravamo verso Sesimbra, alla fine della vacanza, e ci eravamo accampati in un bel campeggio, scegliendo un’area libera, grande come un campo di calcio. Si era verso la fine delle vacanze e c’era poca gente, quindi si poteva scegliere. Piantiamo la tenda e andiamo in paese a goderci l’ambiente. Torniamo verso le dieci di sera, e arrivando nel nostro settore, riconosciamo la nostra tenda ma ne troviamo un’altra accanto. A un metro! Mezzo ettaro di terreno e due tende attaccate come facessero parte dello stesso gruppo. Mi sono incazzato come non mai, ed era troppo tardi e buio per spostare tutto l’arsenale. Ovviamente quando sono arrivati i due co......, maschi e spagnoli, era come averli a letto con noi. Se ne sentiva il respiro mentre dormivano. Mi sono chiesto per giorni che c.... di ragionamenti avessero mai fatto quei due cojones per una scelta così ridicola, e ogni volta che vedevo situazioni simili, come quelle di entrare in un’aula di conferenze e sedersi vicino a quello e ha già preso posto, ma mai davanti, mi chiedevo cosa scattasse in testa, perchè ovviamente c’era qualcosa che CONVINCEVA che quella era la scelta migliore. Ma è chiaro che non era così. Era un’altro che aveva scelto per noi, ma questo ci bastava. Perchè?
>>>
>>>
Scopro che c’è una scienza che studia le nostre collocazioni spaziali secondo logiche che attengono soprattutto all’istinto e poco alla razionalità, la famosa “Prossemica”. Da lì, tramite altre scienze a questa collegate, mi si è aperto un mondo che ha a che fare con la nostra “suggestionabilità”, che ci conduce per mano anche per scelte che riteniamo nostre ma invece non lo sono. Quando manca un’esperienza tendiamo a seguire quella del “trend”. Se fanno tutti così ci sarà un perchè, io non lo conosco, ma qualcun’altro sì. E la logica del branco di gnù. Insomma mi hai capito.
Non può immaginare come mi sono divertito a creare test. Tipo lasciare l’auto PER PRIMO AL CENTRO di una piazza durante uno spettacolo e vedere i tarelli che si sono aggregati mano a mano, per poi toglierla poco prima che arrivassero i vigili, che hanno fatto carne di porco di multe a quegli sprovveduti. Durante un test psicoattitudinale, forte di quelle cognizioni, entrato in una sala con un grande tavolo rettangolare, su un lato corto vi erano gli psicologi, e tutti si sono distribuiti sui lati lunghi centralmente, solo io su quello corto, di fronte agli esaminatori. Posizione da leader. Non solo per quello, mi classificai “Uno”.
Insomma, noi spesso facciamo scelte stereotipate senza rendercene conto e senza mai chiederci PERCHE’. Ripeto, dal detersivo all’ammore (l’amore no, quello è COSCIENTE). Io invece da quando ho tre anni non ho ancora smesso di chiedermi perchè una cosa va così e non diversamente, e non sai quante sorprese ho trovato.
Certe storie d’ammore, hanno la stessa genesi. Noi ci illudiamo che quella sia la scelta giusta, giacchè non potendolo provare razionalmente ci affidiamo all’unica indicazione che ci proviene dall’istinto, e spesso CONTINUIAMO, perchè è così che SUCCEDE a tutti. Non solo per questo, i pubblicitari mangiano grazie a questa nostra facilità ad essere suggestionabili.
Fine spazio, segue dopo le 18. Cià.
Kid,
interessanti le tue osservazioni. In questo caso di certo più serene delle mie. Riprendo alcuni punti.
– “è giunto alla conclusione che siccome solo un illuso può credere in qualcosa dal quale non può aspettarsi nulla, vive sia l’oggetto del sentimento, nonché il sentimento stesso solo nelle sue fantasie . Per tale ragione , questo meccanismo di autoillusione , più che di illusione , …, può applicarsi in tutti i casi analoghi , indipendentemente dalle qualità intrinseche del soggetto.”
Nell’ottica di risultati pratici, per un consolidato futuro di coppia, in alcuni casi il concetto di auto-illusione potrebbe reggere. Poiché, però, secondo me gli interscambi amorosi rappresentano passaggi di crescita, fini a se stessi, spesso irrinunciabili, l’esperienza nella realtà porta comunque CONCRETI benefici interiori di vario genere e portata.
Non è verosimile che si stia dietro a qualcuno se non s’intravedono potenzialità di gratificazioni, che esulano dal mettere su famiglia. Stai con un partner finché questi ti dà almeno in parte quanto stai cercando. Si ama chi e cosa soddisfa in QUEL momento. La delusione può subentrare quando si sono esaurite le possibilità di trovare punti d’equilibrio su una condivisa visione d’ufficializzazione oppure quando uno dei due interrompe il rapporto. Se c’è stata onestà d’intenti, non può non esserci stato, e non permanere più o meno a lungo, il sentimento ALMENO da parte di uno dei due. Gli esseri umani non sono pezzi di legno!
Credo siano ben pochi quelli che durante il rapporto si auto-illudono, quelli che, dopo i primi 3-6 mesi di conoscenza, non sono in grado di avere un concetto abbastanza chiaro della persona che frequentano. Se non si comprende a tempi bevi l’identità meno evidente del partner, subentrando l’attaccamento, aumenta il rischio di restare invischiati abbastanza a lungo in rapporti insoddisfacenti.
segue per Kid
– “portata di un sentimento, ambito in cui entrambe le tesi sono valide e l’una non esclude l’altra, perché come ci si auto-illude di provare un sentimento , ci si può anche auto-convincere, a posteriori, di non averlo mai provato”
Mentalmente tutto è possibile ma DI PREFERENZA l’opzione dovrebbe avvenire per scelta dell’interessato, non per pressioni esterne. Superata l’adolescenza, credo che chiunque sappia valutare da sé cosa prova o ha provato.
– “Qualunque altra scelta , anche quella di continuare a discuterne , alimenta nuovamente quel meccanismo perverso che per quanto lo si razionalizzi non offrirà mai tutte le risposte. Non a caso , Golem , si chiede ancora per quale ragione “Portobello” facesse sangue a Sally e probabilmente questa volta non gli sarà d’aiuto Piero Angela.”
Nonostante tutto il veleno scambiato in questi anni, sono ben contenta che Golem abbia risolto, a modo suo, la SUA crisi di coppia. Non ritengo giusto, però, che il principio elaborato per superare IN PARTE il SUO problema debba essere valido per TUTTI i vissuti minimamente simili. Né che si continui a ribadire, con alterigia,
che TUTTI gli amori non corrisposti sono illusioni;
che TUTTE le attrazioni non sono che bisogno di SESSO;
che esiste un “solo modo VERO d’amare”;
che NON è amore un sentimento che non dura “PER SEMPRE”.
Mi sembrano veri e propri eccessi. Non può pretendere che, per pacificare se stesso, gli sia permesso di pisciare in testa a chi non condivide i concetti che quasi QUOTIDIANAMENTE rinnova. Non è in casa sua, dove può affermare quello che gli pare, se i famigliari glielo consentono.
In un forum pubblico non basta autodichiararsi il più colto o il più esperto per mettere tutti a tacere, calpestando con la dialettica e l’arrampicarsi sugli specchi le opinioni diverse dalla sue.
Grazie per l’indiretto intento pacificatore del contributo.
Il giudizio temerario è peccato grave, quando senza bastante fondamento giudichiamo che il prossimo abbia certamente commesso un grave male.
Dal che si deduce, che tali giudizi per lo più sono scusati da colpa mortale, o perché il fondamento si giudica bastante, o perché non sono giudizi, ma sospetti, i quali, benché temerari, non giungono a peccato mortale, se non fossero dubitando, che persone di buona fama fossero ree di colpe gravissime, come d’ateismo, d’eresia, d’incesto commesso coi propri genitori, e simili.
In questa materia, dunque, bisogna tener presente che molti rozzi si accusano di aver fatti giudizi temerari: in ciò bisogna far loro intendere per 1., che quando vi sono sufficienti motivi di così giudicare qualche fatto, il giudizio non è temerario, ma giusto, e perciò non è colpevole.
Per 2., che per lo più questi non sono giudizi, ma sospetti, che i responsabili ed i padri di famiglia alle volte sono anzi obbligati a farli, per impedire qualche peccato: per esempio, che le figlie non pecchino praticando con gli uomini e viceversa, e cose simili. Che tali sospetti poi non si comunichino ad altre persone senza necessità.
Ma chi ha la vera carità, crede bene di tutti, e discaccia così i giudizi come pure i sospetti. Santa notte.
Ma Rossana, non fare la vittima. Neppure tu sei a casa tua. I “vecchi” ricordano benissimo le tue “guerre” con parecchi altri utenti oltre Golem. E le guerre nascevano dal tuo bisogno costante di emergere “uber alles”, per le stesse ragioni che oggi rimproveri a me. Dai continue prove dei tuoi “giochi”, ed è inutile che pubblichi tutta la sequenza del dialogo con Stella, per coprire l’ultima “apparizione” della vera Rossana. Che ogni tanto sfugge al controllo della “forma”, e si mostra com’è senza “trucco”. L’hai “redarguita” Stella, perché mi ha dato retta, e si è divertita, e a te infastidiva la cosa, e si è pure dovuta giustificare per la “sgridata”. Di Stella e degli altri come lei è il palcoscenico che ti offrono che ti interessa; e ti manca il ruolo di primadonna che hai avuto per anni.
Parli di specchi forte della tua coerenza al riguardo? E poi, insisti ancora con le pressioni verso mia moglie. Ne sei certa vero? Figuriamoci. E poi vieni a fare la morale a me “che non tutti gli ammori…” Non ti accorgi neppure delle tue incongruenze. Modulate secondo l’indice di gradimento del pubblico.
Ci conosciamo ormai Rossana. La gente di LaD conosce di me anche i famosi batuffoli sul culo con i quali dovevo morire da piccolo. Non tutti conoscono i tuoi.
In generale, Rossana, nemmeno io credo in tutti questi principi assoluti. A mio parere non c’è una verità assoluta e credo che il fatto di non conoscerla dipenda dal nostro essere “limitati” dalla nostra fisicità e dall’unicità della nostra esistenza. Io credo che siamo tutti esseri imperfetti e che in ognuno di noi emergano in modo fluttuante delle contraddizioni e dei dubbi, anche in chi è convinto di aver raggiunto la conoscenza completa di se’ e degli altri.Io e Suzy ne avevamo brevemente discusso qualche tempo fa.
Acquadotta, riprendendo il discorso, credo che a questo punto avrai capito che di fronte alla scoperta di un comportamento “curioso”, l’esperienza di cui ho accennato abbia fatto da “rompighiaccio”. E infatti, “per quanto mi riguarda”, ho scoperto un mondo di “sentimenti” che ha più contatti con la “suggestione” che con la realtà, e che da questa tanti nostri comportamenti amorosi che riteniamo nostri, altro non sono che un cocktail di suggestioni appunto. E poiché queste “solleticano” certi automatismi subconsci, se il risultato non corrisponde all’immagine che la suggestione ci ha fornito, il passaggio all’illusione diventa “necessario” per continuare a “crederci”. Quello che può accadere con una condizione mentale del genere se non è “riconosciuta”, come nel tuo caso, oltre che in casa mia a suo tempo, io lo leggo qui un giorno si e uno no, e non solo per gli amorazzi. E non c’è bisogno di essere dei professori per capire che non è difficile “ingannare” ed “ingannarsi”. Non serve neanche la mente umana se vogliamo. Gli animali campano grazie agli “inganni”, come e i politici, e i pubblicitari che almeno sono più onesti dei primi. E l’istinto sessuale non è forse una suggestione, come lo è la corolla di un fiore per un’ape? Lo sforzo sta nel saperli riconoscere, e quello che mi interessava è stato riconosciuto. E senza “pressioni”, come ritiene la Ross. Che non mi piace, per le ragioni che avrai più volte letto. Perchè non trovo realmente “sentita” neppure una cosa di quello che dice. Quello è l’unico VERO problema.
La gelosia per come l’hai letta non mi torna. Lo sono stato al momento della scoperta, poi ho capito che il problema era lei, e ho fatto quello che ho ritenuto giusto, con tutte le sfumature emotive che possono esserci state, L’analisi di Kid può aver mostrato quello che io non vedevo. Ma conta il risultato no?
P.S. non era lo sciacquone. Ma io che bevevo acqua…fresca.
Una ragazza partecipò più per curiosità che per devozione alla Messa “in Coena Domini” del giovedì santo. Nella tarda serata tornò in chiesa per l’adorazione eucaristica. Pensò alle ultime ore di Gesù buono su questa terra, quando Egli, pur essendo Dio, si umiliò nel lavare i piedi ai suoi Apostoli, ed istituì il Sacramento dell’Eucaristia per poter fare comunione con gli esseri umani sino alla fine del mondo. Pensò anche alla sua agonia nell’orto del Getsemani, ma ciò che la colpì maggiormente fu il pensiero che Gesù aveva patito tutte quelle sofferenze per lei, per espiare al suo posto le pene meritate dai suoi peccati. Il giorno seguente meditò sulle atroci sofferenze del Redentore nel giorno della sua morte in croce. Pensare che Gesù buono si sarebbe lasciato giustiziare innocentemente per salvare anche lei sola, la fece piangere di tenera compunzione. Sentiva di essere amata in modo ineffabile da un Dio così buono e misericordioso, e nello stesso tempo sentiva che a causare la dolorosa Passione di Cristo furono anche i suoi peccati. a quel giorno cominciò a meditare anche sulla vocazione, aveva 17 anni ed era studentessa di ragioneria. Cominciò a seguire la Messa ogni giorno, e fece amicizia con un’altra ragazza che frequentava quotidianamente la chiesa. Diplomatasi in ragioneria, si iscrisse ad economia e commercio, ma un giorno la sua amica la invitò alla professione religiosa di sua sorella, la quale era entrata in convento. Quando vide queste giovani suore, rimase incantata dalla luce quasi magnetica che emanavano i loro volti. Erano persone piene di gioia interiore, e questa gioia traspariva sui loro volti, una gioia che non si trova sulle facce delle persone mondane, anche se immerse nei divertimenti sfrenati del secolo. La gioia delle suore era una gioia vera. Così quella studentessa decise di fare un ritiro di alcuni giorni presso un convento. Fu un’esperienza straordinaria, le sembrava di stare in paradiso.
Lì ebbe la conferma che la sua era vera vocazione. Finalmente aveva trovato la risposta a tutti i suoi interrogativi, ma soprattutto aveva trovato la pace interiore. Tornata a casa per sbrigare le ultime faccende, parlò della vocazione alla sua famiglia solo qualche settimana prima della partenza definitiva. Il 2 agosto successivo, nella festa della Madonna degli Angeli, entrò in convento dando l’addio al mondo e a tutte le sue vanità che non possono rendere felice il cuore umano. Nel silenzio della sua povera cella, piena di letizia spirituale, poteva finalmente ringraziare la Madonna Mediatrice di tutte le grazie per averle dispensato la grazia della vocazione religiosa, facendola così diventare sposa di Gesù Cristo.
Golem , devi però sempre considerare che le illusioni o ,che dir si voglia , le speranze fan parte dell’essere umano fin’anche al giorno della sua morte. Come tali fan parte di ogni aspetto della vita, finché puntuale non arriva la grande delusione. Perché si persevera ? Questa dovrebbe essere la domanda! Perché è nella natura umana. Persevera il giocatore d’azzardo , il fumatore , l’operaio , quelli che non si amano più , l’avaro , il millantatore, il malato terminale! Chiunque di noi persevera in qualcosa che per qualche ragione sfugge alla razionalità! Che persegua una compulsione , un desiderio , una speranza vana. Si prosegue a vivere malgrado la morte e le illusioni danno forza per andare avanti. Non credere che sia facile liberarsene , malgrado le evidenze ed ammettere di aver creduto in qualcosa di sbagliato , dall’ oggi al domani. Non credo che esista chi non sia mai stato deluso dalle persone in cui riponeva fiducia. Eppure , per qualche ragione, a volte chiamata amore, le si giustifica , come un padre e una madre giustificheranno per
questo motivo un figlio e l’illusione che “domani” qualcosa cambierà in meglio ricomincia un’altra volta ogni giorno. Golem ,senza averci creduto, un pezzo di ferro a forma di croce non avrebbe mai potuto volare e senza l’illusione non esisterebbero nemmeno l’amore, il dedicare il proprio tempo agli altri e ancor meno la fedeltà. Malgrado l’unica cosa certa sarà , prima o poi , la disillusione , il dover mandar giù il rospo, che avrà il nome di superare le difficoltà per alimentare nuovamente la medesima illusione, in un ciclo continuo dove ,ad un certo punto della nostra vita ,ci toccherà ammettere che più del conflitto faccia il perdono. Non ti basare troppo sulla Psicologia e sulle sue semplificazioni scolastiche perché spesso fornisce le risposte che vorremmo sentire e che appagano la logica ma che poco dicono sulla complessità della sfera emotiva dell’essere umani.
Triduo pasquale con le Servidoras:
Le ragazze che desiderano trascorrere la Pasqua in un convento, potrebbero valutare questa opportunità offerta dalle Servidoras. Per giungere a Bagnoregio (Viterbo) vi basterà scendere alla stazione più vicina, dove le suore vi prenderanno e vi porteranno nel loro antico convento, che in passato ospitava i francescani.
segue..
Rossana , non era un contributo pacificatore , vuoi perché salto i posts dove vi beccate spasmodicamente , vuoi perché, come dissi un tempo , non entro nel merito , non conoscendoli , dei motivi che vi hanno diviso. Sono solo convinto che le critiche di Golem al Portoghese non abbiano molto significato nell’ottica di dimostrare ancor di più quanto si fosse illusa Sally. E ancor meno nel dimostrare la superbia di Golem nel ritenersi migliore del primo. Piuttosto dimostrano il risentimento indefinito di Golem. Ma a Golem dopo tutto è andata bene, perché ha potuto mettere sul piatto della bilancia un metro di paragone , cioè il Portoghese , oggettivamente ” perdente” , rispetto ad ogni uomo mediamente affiscinante e di successo. Tanto più anche defunto. Voglio dire che nella vita si “incontrano” ben altri competitors che hanno lasciato un segno nel passato di una donna e che soprattutto sono vivi e vegeti. Non oso immaginare come Golem avrebbe affrontato la cosa , tenuto conto che al posto dei diari segreti, ci sono i cellulari e le passwords. Non credo che avrebbe avuto il tempo di leggere tutti quei libri , quando il pensiero ricorrente sarebbe quello di vedersi sfuggire la moglie sotto il naso da un giorno all’altro. Golem è un privilegiato , tanto da poter dire che , stando sul carro del vincitore , anch’esso di argilla , elabori tutti i concetti che vuole e li interpreti come meglio crede alla luce di una crisi/non-crisi risolta/irrisolvibile che fa caso a parte. Forse un caso quasi del tutto immaginario! Golem è come un pioniere della Psicologia che cerca di risolvere la sua “malattia” curando quella di un altra persona , perché le conseguenze della malattia di costei lo fanno star male. Col risultato che quest’ultima è guarita, perchè in fondo non aveva nulla di che , mentre Golem ha finito per ammalarsi di suo dei mali che già si portava dentro.
Più il tempo passa, e più mi sento disposta a lasciarmi guidare fino alla fine. Cosa voglio dire?
Non so ancora cosa voglia da me il Signore, questa missione o ANCHE l’entrare in Monastero, ma non demordo. Non sono mai stata così serena e così in pace con me stessa, così FELICE. In Dio. Desidero sempre più pregare e stare insieme al Signore invocando Maria e dall’altra parte sempre più aiutare i miei fratelli più bisognosi.
Sì, sono davvero molto serena… e felice!!!! Non ho mai avuto relazioni così vive, così intense!!! È davvero indescrivibile. Quindi non temo, non demordo, ma soprattutto: ben venga condividere tutto questo con qualcuno, ad esempio te che leggi, chiunque tu sia!
Sursum Corda!
Infatti Kid, siamo tutti “sensibili” alle suggestioni e alle illusioni che spesso le seguono, e la tua descrizione di come si manifestano nella vita suona molto “romantica”, molto religiosa.
Se ci pensi in queste emozioni c’è quasi un sentore di “sconfitta” che le rende terrene e particolarmente gradite alcuna certa tipologia umana. Ma è la lettura che si è creata negli ultimi 2000 anni attraverso la religione che le ha rese “popolari”.
La trasposizione mutuata dal sacrificio cristiano con tutta la suggestione e la speranza che la “sofferenza” promette nel Paradiso futuro non è indifferente a quello che accade in ambito amoroso. Stanno per arrivare le 18 e non c’è tempo, ma puoi intuire come certi parametri comportamentali archetipici di natura morale e ideologica, possano essere trasporsi facilmente
In ambito amoroso, soprattutto se quella stessa morale ha “colpevolizzato” la ragione originaria di certi “trasporti” amorosi.
Forse non si afferra subito questa relazione, ma c’è e ne riparleremo se sarà il caso.
Ecco, Kid, leggendo l’ultimo post di Piccola, si può estrapolare benissimo cosa significa per una donna vivere una “passione” per una necessità fondamentalmente “fisica”. Che si tratti di Sally, di Fra, di Piccola, o della più volte citata Teresa d’Avila, con le sue “estasi” erotiche ben rappresentate nell’ambigua statua del Bernini, la necessità di vivere il “deliquio” passionale, preludio dell’apice fisico, è inscritta nelle cellule femminili. È il momento storico che ne definisce le modalità.
Le deliranti esternazioni di Piccola non sono diverse da quelle che lessi a suo tempo da me, e che leggo spesso anche qui. È una necessità “fisica” che si sfoga attraverso l’immaginazione, che è la grande regista dell’eccitazione femminile che porta all’orgasmo. Posso solo immaginare le masturbazioni che fanno seguito a certi momenti, più discrete di quelle maschili provocate da stimoli ben più elementari.
Nella cultura salentina la famosa “pizzica” o meglio la “Taranta””, che certo conoscerai, rappresenta un antica modalità di “scarico” della carica erotica che si accumulava nel tempo, senza laxcorresponsione adeguata della parte maschile per trovarne sfogo. Si riteneva invece che fosse il risultato della puntura di un grosso ragno che vive nel sud pugliese, e che il ballo ossessivo e protratto spesso per ore eliminasse col sudore le tossine. In realtà studi specifici hanno dimostrato che quelle delle tarantate erano veri e propri attacchi isterici da iperproduzione di determinati ormoni sessuali, e la frenesia dei movimenti insieme alla dissociazione temporale vissuta durante le “crisi”, interessava le stesse aree cerebrali della fase erotica preorgasmica. Infine la sensazione di “scarico” tensivo post crisi era la stessa di quella post orgasmo.
Insomma, che sia Cristo, o un poverocristo non importa Kid. Spesso una passione d’amore è solo banale sesso da sfogare. Non credo che averlo capito mi abbia fatto “ammalare”. Anzi.
Ti riportò uno stralcio che riguarda gli studi più recenti sul tarantismo. Tanto per dire come “è possibile” che il sesso sia la ragione di tante nostre manifestazioni ritualizzate, come lo sono in fondo quelle dell’innamoramento e di tutta la liturgua romantica che ruota intorno all’amore presente nella nostra cultura.
“La Epifani (1998) nota anche che la posizione a terra con le gambe flesse e divaricate, con la testa che si muove a destra e sinistra, appare proprio un amplesso simulato agli occhi degli estranei, intimamente sentito e vissuto dalla donna, che di tanto in tanto emette delle urla che esprimono il piacere-dolore di un amplesso sostitutivo. Tale posizione, secondo l’autrice, ricorda la posizione naturale “donna sotto e uomo sopra”, cioè una posizione di sottomissione cui la tarantata reagisce alzandosi in piedi, opponendosi quindi alla condizione di passività ed avviandosi alla guarigione. Nella posizione orizzontale la donna rivivrebbe lo stato di sottomissione e integrazione all’ordine naturale, strisciando come l’animale, urlando, simulando un amplesso coatto; nella posizione verticale, invece, lotterebbe e si ribellerebbe a tale condizione, risolvendo la malattia…”
Vivere nell’ illusione vuol dire “vivere” una non-vita. L’ unica cosa concreta e tangibile E’ LA REALTA’ e volenti o nolenti prima o poi è con quella che bisogna fare i conti.
Las Vegas è pacchiana. Niente a che vedere con il Cà Vendramin. Meglio le catacombe con le candele, in effetti.
Golem, è inutile che ti spertichi in spiegazioni. Per gli uomini come Kid l’ unica cosa che conta è che la loro donna non abbia avuto un tot di amanti che vadano oltre un certo numero, e che queste passate presenze maschili rientrino in una quantità ritenuta “socialmente accettabile” per una donna. Quelli come lui e come Markus ( il quale ragiona allo stesso modo ) non comprenderanno mai l’ importanza di indagare maggiormente le cause di uno trascico “amoroso” piuttosto che carnale, relativamente alla donna che si ha accanto. E’ anche normale, per gente che come loro è cresciuta in un contesto provinciale e “paesanotto”. Poi evidentemente, come accade a molti maschi, crescendo non hanno mutato quell’ attitudine di pensiero perchè forse gli tornava “vantaggiosa” rispetto al contesto in cui si trovano. Ecco perchè, per quanto tu sia ben disposto nei loro confronti e “portatore di pace”, ti vedranno sempre con il fumo negli occhi. E’ un pò come la faccenda della disputa tra me e due mie vicine di casa particolarmente agguerrite nei miei confronti. Posso tentare di “dialogarci pacificamente” in mille modi, ma cosa vuoi mai… quelle sono frustrate, annoiate, cesse e obese mentre io sono ancora una “ragazza” nell’ aspetto e nello spirito e vivo in un modo che loro non possono “permettersi”. Quindi si finirà per tornare sempre inevitabilmente al punto di partenza: cioè all’ impossibilità di avere un rapporto sereno di buon vicinato. Quando ci sono problematiche “a monte” per cui l’ altra persona vive un disagio che non vuole o non può risolvere ( e nel caso di Kid e Markus sono le loro delusioni, i loro schemi mentali e i loro limiti oggettivi ) la risposta dell’ altro sarà sempre “ostica” nei nostri confronti.
Kid,
La considerazione che riporto mi sembra molto centrata:
“Forse un caso quasi del tutto immaginario! Golem è come un pioniere della Psicologia che cerca di risolvere la sua “malattia” curando quella di un altra persona , perché le conseguenze della malattia di costei lo fanno star male. Col risultato che quest’ultima è guarita, perchè in fondo non aveva nulla di che , mentre Golem ha finito per ammalarsi di suo dei mali che già si portava dentro.”
Pian piano, sforzandomi di comprendere, stavo avvicinandomi anch’io a questa conclusione. Spero nel tempo di convincermene sempre di più e che si smetta di prenderlo sul serio in questioni amorose. Non vede che sesso ovunque. Solo quello ha per lui davvero importanza.
Quanto gli hai scritto usando toni suadenti non si allontana di molto da quanto gli hanno scritto tutti gli utenti che negli ANNI si sono interessati al SUO problema. Mai successo prima d’ora che venisse continuamente riproposto lo stesso caso, con sempre nuove aggiunte e variazioni.
Pare comunque il modo d’interagire che meglio gli si addice, rendendolo meno reattivo. Il paradosso resta la sua ferma convinzione di dover essere lui a curare le fantasiose e puerili distorsioni mentali altrui…
Acqua,
“sono d’accordo con Rossana nell’intravedere a volta una forma di “assolutismo” in certe tue disquisizioni. Devo dire poi che questo accanimento sia da parte tua che di Rossana nel citarvi a vicenda allo scopo l’uno/a di smontare le teorie dell’altro/a non porta proprio nessun valore aggiunto alla discussione.Perche’ non vi limitate a esprimere il vostro punto di vista senza perpetrare il fine nascosto di contraddire l’altro/a? Cercare di essere più “distaccati” perché entrambi i vostri pareri, presi singolarmente, sono molto validi.”
Concordo: non solo i dissennati testa-a-testa non portano alcun valore aggiunto alla discussione ma, a mio avviso, questa non dovrebbe avere alcun senso di esistere in toni esacerbati. E’ un tema talmente vasto e complesso, in cui per le persone comuni conta soprattutto la soggettiva esperienza e in ambito di studio o di ricerca nessuna opinione è MAI prevalsa su altre. Pertanto chiunque può rivendicare i suoi convincimenti, senza che questi siano inseriti d’ufficio in un’arbitraria SCALA di valori.
Se l’annoso caso non torna alla ribalta, solitamente per istigazione indiretta dell’interessato, non ho alcun motivo d’interagire con lui o d’interessarmi a quanto lo riguarda. Continuo, però, ad esprimermi sulle relazioni amorose e di coppia in merito ad altri casi, come ho SEMPRE fatto ma senza più poterlo fare esente da commenti malevoli o persistenti critiche. Quasi inevitabile, quindi, essere di rimando risucchiata sulla questione Sally-Golem, a supporto di altri utenti, quando questa viene riportata a galla.
Non sono un demone, e meno che mai una santa: sono una persona più che normale, che NON ama calpestare il prossimo ma che NON accetta di essere calpestata da chi non ritiene abbia motivo o diritto di farlo.
Grazie per l’obiettività. Mi sforzerò di seguire il suggerimento.
Il Signore quando chiama qualcuno alla vita religiosa, gli dà anche la grazia necessaria per adempiere la propria vocazione. In realtà, senza l’aiuto di Dio, noi esseri umani non possiamo fare nulla di buono.
Spero che chi sente questo richiamo all’amore nel proprio cuore, possa fare qualche esperienza vocazionale per comprendere qual è l’ordine religioso in cui dovrà servire il Signore e il prossimo. È bellissimo il desiderio di aiutare i poveri, l’importante è stare alla larga da coloro che hanno adottato una mentalità secolarizzata. In questa società scristianizzata c’è un grosso pericolo, il quale consiste nel fare opere di beneficenza che non sono delle vere opere di carità. Mi spiego meglio: le opere benefiche fatte senza lo spirito del Vangelo sono “spiritualmente vuote”, perché si cerca di fare del bene al prossimo senza il desiderio di portarlo a Cristo. Insomma, si tratta di sterile filantropia, non di carità cristiana; si tratta di due cose molto diverse. Qual è la differenza? Ecco quel che diceva in proposito Padre Giuseppe M. Leone: “La carità è amore verso Dio e verso il prossimo, la filantropia è amore solo verso l’uomo; la filantropia è naturalistica e materialistica e i filantropi molto spesso, mentre “proclamano giustizia, legge, onestà”, violano “ogni legge umana e divina”. La carità è, invece, la “regina delle virtù”, perché mette prima Dio e poi gli uomini, sicché di “matrice divina” è l’amore verso questi ultimi.”
Se qualcuna è alla ricerca di un buon ordine religioso dedito a opere di carità nei confronti dei bisognosi, consiglio di contattare le Servidoras. Resterà colpita dall’entusiasmante e gioioso zelo apostolico di queste suore. Le donne che desiderano fare un’esperienza vocazionale presso questo ordine religioso, possono chiedere informazioni scrivendo all’indirizzo: vocazione@servidoras.org
È più forte di lei. Se Kid sottolinea un aspetto pseudo patologico che mi riguarderebbe lei ci si stava avvicinando piano piano, con Acqua concorda ovviamente sulla visione assolutista che atterrebbe alla mia ricerca sulle “emozioni” amorose, con Anonimo si trova in perfetta sintonia, Lucrezio ha ragione, con Maky sta acquisendo una certa consapevolezza sul divorzio; e così con cento altri. Uno le ha fatto capire una cosa, un altro l’ha illuminata su questo e su quello, e così via in una ricerca di consensi e di “apprendimenti” ed endorsement che non porta mai a nessuna reale conclusione, nè mai ad una posizione realmente “sentita” su un argomento, vedi la visione GR tra Itto/Golem e decine di altre posizioni virate di 180 gradi negli anni, secondo come girava il vento. Amori compresi per chi ha letto le sue centinaia di interventi sull’argomento. Sempre adattabili nella risposta secondo la tipologia e i gusti dell’interlocutore quando si può compiacerlo per riceverne un “premio”.
L’unica costante è quella di cercare empatie e simpatie che ne “puntellino” per osmosi le sue “incerte certezze, o certe incertezze” sulla propria immagine pubblica. Compresa quelle sugli “ammori”. Frutto di sogni e speranze ancora infantili che non di un’esperienza realistica di una persona ormai adulta.