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di LAD

Riferimento alla lettera: Usa questo spazio per conversazioni "Fuori Tema".
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 70

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Categorie: - unclassified

24.289 commenti

  • 2226
    rossana -

    Markus,
    per me, la visione che hai descritto nel post 2212 è da invertire, cioé, non è che costruendo delle teorie di parte sull’amore, al fine primario di applicarle e di farle applicare alla soluzione di una propria crisi di coppia, queste poi debbano ricadere per forza su tutte le altre infinite e diverse forme d’amore.

    perché non limitarsi a valorizzarle per sé? perché si deve voler evitare ad altri quanto non si può evitare nemmeno alla propria figlia? perché si deve ferire chi non ha raggiunto nei suoi tentativi il successo “socialmente consolidato” o “culturalmente riconosciuto”? nella cruda realtà cosa c’è davvero in questo duraturo successo?

    così come non è che mettendo tanta carne al fuoco in contemporanea, spregiando o ridicolizzando le opinioni e i modi di essere altrui, girando frittate o arrampicandosi sugli specchi si possa sempre applicare il suggerimento di H. Truman: “Se non puoi convincerli, confondili.”

    resta un inconfutabile dato di fatto che, SE NON c’è l’embrione/radice d’amore rappresentati dall’infatuazione/innamoramento, NON potrà mai esserci né sesso, né fecondazione, né cucciolo. E questa è negli adulti umani l’azione primaria a cui conduce la natura, di recente addomesticata ai fini del solo piacere. l’unione di attrazione sessuale al sentimento è quanto DISTINGUE l’uomo dall’animale, cioé un’adesione che non si limita al fuoco degli ormoni ma che include anche l’abbracciare la mente e l’animo del partner.

    perché questo insieme, il più completo negli esseri umani, che dura in media cinque anni, non può essere considerato amore? è in sé MOLTO più compiuto del comprare casa o pagare in comune le bollette.

    tutto il resto, SE NON si innesta da sé, per scelta volontaria e raziocinante di entrambi i partner, non ha alcuna possibilità di esistere, né come sessualità, né come sentimento, che, invece, già erano presenti nella parte più spontanea del rapporto amoroso per eccellenza.

  • 2227
    Golem -

    >>>
    Tu non hai capito e non capirai mai che la ricerca che ho fatto mi è servita a capire certe dinamiche psicologiche della donna a cui tengo, che non sono così evidenti COME CREDI TU, che in realtà fai di tutte le donne un fascio. E l’ho fatto, tenendo conto del suo carattere, temperamento e educazione. Quindi non l’ho fatto per la tua o per chiunque altra, e ci sono riuscito come sai. Ricordalo. Come superino le crisi gli altri sono affari loro. Io ho voluto capire di più della mia, e ho scoperto quello che c’era a monte di certi comportamenti. Si può vivere di illusioni, l’ho scritto più volte, e qui ce ne sono di soggetti che lo fanno, figuriamoci fuori.

    Al contrario di te non ho mai esordito con le solite banalità che reiteri ogni volta, liquidandole come l’acqua calda, ma senza mai spiegare perché lo sarebbero. Io non ho mai preteso di applicare a chiunque la mia tesi, ne parlo con convinzione, è ovvio, e la intravedo in nuce in alcune storie che leggo qui, tu invece eri convinto da subito di sapere già tutto quello che era successo a mia moglie. Non hai capito cosa succedeva alla tua ma avevi capito tutto della mia. Ma non te ne accorgi di come sei messo?.
    Quelle opinioni che ti insegnava tuo nonno su certi comportamenti femminili, le conoscevo anch’io come te, te lo ripeto. Questo però prima che ne capissi il “PERCHE’, assieme a lei, quella è la differenza con te, cosa che tu non capirai mai. E’ l’ennesima volta che te lo faccio notare, e non sarà l’ultima temo. Sbatti continuamente contro il solito vetro delle tue convinzioni – acquistate dagli altri – come un calabrone impazzito, senza mai potre andare “oltre” quel vetro.
    Ciavio

    P.S. Ti ricordi “Qualcuno volò sul nido del cuculo”? Ecco sembri Martini (Danny De Vito) quando gioca a Monopoli. Stesso atteggiamento. Rivedilo su Youtube battendo “Martini :albergo, albergo”. Uguale.

  • 2228
    Vic -

    Est modus in rebus…
    C’è un modo di fare le cose…
    Le cose vanno fatte in un certo modo…

  • 2229
    Piccolastella78 -

    La volontà non basta se non si innesta nell’Amore-Autore della Vita: Iddio.
    La legge umana non conosce misericordia e non può restituire la vita dopo averla inevitabilmente condannata a morte, perché la legge umana, quando la persona sbaglia, non perdona. Condanna e produce la morte. Un esempio è Gesù: “secondo la nostra legge, deve morire!”, dicevano i sacerdoti. Perché la legge che propone l’uomo, impossessandosene, per risultare perfetto ed autosufficiente, per salvarsi da solo, prima o poi lo metterà di fronte ai suoi limiti, e da lì nessuno lo salverà più, se non…, una Legge più grande, quella dell’Amore. Se il nostro amore umano, si innesta in Dio-Amore, allora, saremo-riscattati- dalla legge che impone all’uomo di salvare sé stesso, e saremo finalmente liberi nell’Amore che accoglie e che perdona, incontrando davvero noi stessi e l’altro. Io sono quando amo l’altro e non lo amo di un amore che mi appartiene come ne fossi il creatore, lo amo in Colui che è Amore che non si esaurirà mai in vita, e per tutta l’Eternità in perfezione. La volontà di amare, perciò, deve innestarsi nella Fonte dell’Amore, che è Iddio, per dirsi autentico e appagante, stabile e durevole, e da Lui trarre la vita. In questa vita e per l’Eternità. Da qui si dice: l’amore non muore!

    Il rapporto con Dio-Amore, attraverso l’unione con Cristo, è il centro di tutto: amore, vita, alterità, autentica libertà, eternità.

  • 2230
    Golem -

    Rossana, cosa ti fa credere che mi sia costruito una tesi prima ancora di capire cosa fosse successo? Io non immaginavo neppure che una persona potesse farsi certi castelli in aria di quel genere, come potevo farmi una ragione ad hoc di qualcosa che non sapevo esistere in quei termini.
    Ma lo ripeto, non capisco perché mai, se sei, siete così convinte delle vostre ragioni, quale problema possono mai creare le mie convinzioni.
    Io sono convinto di vederne a decine in nuce qui e non solo, perchè i problemi d’ammore sono la norma, proprio per la NON OGGETTIVITÀ con la quale le emozioni sessuali le fanno leggere all’innamorato ormonale, ma dov’è il problema?
    Vuoi chiamarlo amore? E chiamalo, vediamo se si gira.

  • 2231
    suzanne -

    Markus, il mio ragionamento non era esattamente questo. Il nostro modo di amare evolve, muta, perché cambiamo noi e al contempo le nostre aspettative e priorità. Pertanto non è detto che ci innamoreremmo ad ogni età e in ogni situazione della stessa persona, o comunque, nonostante il primo forte impatto, potrebbe non durare. Altro discorso concerne l’evolversi dei sentimenti per una stessa persona ma, anche in questo caso, sono possibilista. Le situazioni della vita possono essere davvero molteplici; alcune ti conducono a radicali cambiamenti e non sempre coincidono con quelli del partner. Così come Golem sa di aver risolto la sua crisi matrimoniale, io so con altrettanta certezza che ho amato per tredici anni un ragazzo, ma la storia è terminata ugualmente. Perché? Bé, molto complesso da spiegare; riassumendo in estrema sintesi, siamo cresciuti diversamente, e non siamo riusciti a far evolvere nella stessa direzione la nostra storia. A parte questo, rimane una delle persone più importanti della mia vita. La definiresti mutevolezza? In parte lo è, ma spesso i soli sentimenti non bastano. In ogni caso credo che i miei sentimenti mutino molto poco nel tempo; i miei affetti più cari me li porto dietro da anni, però non mi accontento di situazioni che non mi rappresentano. E comunque, in questo caso specifico, ero io a sapere quello che volevo, lui un po’ meno…

  • 2232
    Piccolastella78 -

    L’amore che desidera il bene per sé stesso è detto amore possessivo. L’amore che offre il bene è detto amore oblativo o dilezione. Nel primo caso la persona che ama cerca il proprio bene; nel secondo caso la persona che ama cerca il bene della persona amata.

    Amore di desiderio e amore di dilezione oblativa non si escludono a vicenda, possono benissimo coesistere in un medesimo atto. Però non è detto che essi naturalmente e sempre si edifichino a vicenda; possono anche non collaborare e crearsi vicendevoli difficoltà: in particolare, il desiderio, fortemente tentato di egoismo, molte volte insidia e distrugge l’oblazione verso gli altri e anche verso Dio.

    L’amore oblativo può dirigersi verso una persona senza che questa lo ricambi: Cristo sulla croce ha amato anche i suoi persecutori. Tale è anche il pregare per la conversione dei peccatori o di un marito infedele o di un figlio ingrato, e così via dicendo, sempre alla ricerca, in Dio, del bene dell’altro.

    Però può anche essere ricambiato; anzi, chiede e suscita lo scambio e la risposta: e quando ciò si verifica in modo consapevole ai due, abbiamo – per esempio – l’amore di “amicizia”, che è uno dei più grandi doni del vivere umano. Santa notte.

  • 2233
    markus -

    Ciao Suzanne
    Parli di aver amato un ragazzo per tredici anni. Non specifichi quanti anni avevi all’epoca., ma precisi che non eri tu a non sapere cosa volevi.
    Scrivi che i tuoi sentimenti mutano poco nel tempo e che ti porti dietro da anni gli affetti più cari. Scrivi inoltre che il ragazzo dei tredici anni rimane una delle persone più importanti della tua vita.
    Non ti conosco e non ho la presunzione di conoscerti, ma da quanto scrivi non mi sembri una persona incline alla mutevolezza. Posso sbagliarmi ovviamente.
    Quando scrivi che ad ogni età e in ogni situazione non ci innamoreremmo della stessa persona mi trovi sostanzialmente d’accordo. Vale infatti quanto ho scritto sul fatto che troppo spesso, soprattutto in giovane età, non si conosce se stessi e non si sa cosa di vuole.
    Mi fa piacere ancora una volta riscontrarti con delle idee piuttosto chiare. Cosa rara al giorno d’oggi.

  • 2234
    suzanne -

    Ciao Markus, l’ho conosciuto al primo anno di università, quindi eravamo entrambi piuttosto giovani. Siamo cresciuti insieme e abbiamo sempre avuto un’intesa mentale perfetta; l’ho sempre considerato la mia versione al maschile, per quanto fossimo sulla stessa lunghezza d’onda. Crescere però significa affrontare tanti cambiamenti: la fine degli studi, capire cosa si vuole diventare, mettersi in gioco, pur tra paure e incertezze. Anche una relazione deve trovare nuovi spazi e modalità diverse di esprimersi, ma noi siamo rimasti cristallizzati in un legame in un certo senso insensibile allo scorrere del tempo. Io ho iniziato a sentirmi “scollata”, come se la mia vita sentimentale non fosse più in linea con tutto il resto. Ho atteso e provato svariate volte a svoltare, ma lui era rimasto ingabbiato in un immobilismo a tratti sconcertante. Pian piano ho perso fiducia nella nostra storia, seppur la stima e l’affetto nei suoi confronti non siano mai scemati. Ti assicuro che è stata dura prendere una decisione e andare avanti, ma a volte sembra non ci siano altre scelte. Comunque, sono successe poi molte altre cose nel giro di poco tempo, ma ora credo di avere un altro modo di amare, né migliore, né peggiore, semplicemente diverso. Non so se definirmi mutevole o meno; a volte anzi mi sento refrattaria a qualsiasi cambiamento…ma sono anche piena di contraddizioni. Scusa se ti ho tediato, di solito non amo parlare delle mie faccende personali, ma è inevitabile in questi frangenti partire dall’analisi delle nostre esperienze per giungere a riflessioni più generiche.

  • 2235
    Acquapura -

    Markus, sull’importanza di impegnarsi per mantenere stabile un rapporto, sono perfettamente d’accordo. Si tende in molte occasioni a lasciar perdere o a cercare altre strade non appena si presentano degli ostacoli spesso attribuiti al partner, senza tenere conto che entrambe le parti hanno un ruolo preciso nella relazione e quindi nel suo successo o allentamento …È anche vero che non è facile essere costanti e tenere fede ad un impegno preso con l’altro, ma soprattutto con noi stessi, perché come dice Suzy, alcune circostanze esterne o momenti della vita possono modificare il nostro stato d’animo creando nuove e diverse esigenze a cui non sempre il partner riesce a rispondere in modo adeguato.Lo sforzo reciproco di adattamento all’altro deve essere biunivoco, perché se uno dei due cede, la relazione lentamente si spegne e non si trovano più le motivazioni sufficienti per portarla avanti. Un amore durato 13 anni come quello di Suzy è’ stato senz’altro un sentimento autentico che poi però si è’ interrotto o meglio è mutato (in quanto Suzy ritiene questo ragazzo ancora una persona molto importante per la sua vita)per sopraggiunte divergenze, prima evidentemente non presenti o non così marcate. Pertanto l’amore vero, a mio parere, non è connotato necessariamente da caratteristiche di “eternità” o “presenza costante “, anche se , evidentemente, non può essere nemmeno troppo “sfuggente” in quanto necessità di tempi di conoscenza e condivisione tali da permettere che avvenga uno scambio profondo tra le anime.

  • 2236
    Acquaviva -

    D. vorrei tanto conoscerti meglio. Vorrei distogliere definitivamente la mia attenzione da M. , una mia antica ossessione. Grazie per avermi salutata oggi mi ha fatto molto piacere scambiare due parole con te. Ti trovo molto simpatico e tanto carino: ho pensato a come incontrarti più spesso perché mi piace parlare con te. Sei un bel tipo e meriti che te lo dicano. Cercherò di venire a pranzo più tardi per casualmente rivederti ed invitarti a bere un caffè…Mi piacerebbe che mi contattassi anche con la scusa di farmi una domanda di lavoro (la mail la puoi dedurre facilmente) oppure dovrò farlo io…ma non so cosa inventarmi…Non è che per caso ti piace nuotare così andiamo insieme a farci delle vasche in pausa pranzo qualche volta?

    Mah, non sono sicura che questa “terapia”alternativa funzioni, temo che sia solo un modo per “cambiare il canale” su una fantasia apparentemente più accessibile, ma pur sempre impossibile, soprattutto per miei vincoli morali autoimposti, nonostante le apparenze…
    Inoltre dovrei/vorrei smetterla con queste distrazioni e cercare di concentrarmi su chi vorrei/dovrei Amare. Ma tutto sommato ho ancora voglia di evadere un po’ .

  • 2237
    Satana -

    Pccolastella78, sbaglio o non ti si fila manco Gesu’ Cristo?

  • 2238
    rossana -

    Markus,
    è sempre esistito il bisogno di essere in coppia per rientrare nei condizionamenti sociali che valorizzano maggiormente chi appare realizzato anche nei sentimenti ma negli ultimi anni questa esigenza di apparire è quasi assoluta, persino per i giovanissimi. sembra che, se non si è in due, non si è nessuno.

    è diventato abituale l’iniziale innamorarsi dell’amore, il provare a realizzarlo, magari con la miglior buona volontà, da una base quasi inesistente, senza attendere un forte coinvolgimento emotivo, ritenendo cioé sufficiente una blanda attrazione fisica. persino in banali flirt si usano paroloni, per irrobustirne la consistenza.

    sta prendendo piede l’errore di considerare amore un’infatuazione superficiale, rifiutando di accettare che questa, se non supportata da componenti ben più consistenti, inevitabilmente sfuma in breve tempo.

    in questi casi, molto frequenti, dovuti a immaturità o superficialità di almeno uno dei partner, il “non ti amo più” è ovviamente sempre dietro l’angolo.

    diversi, di solito, gli intensi rapporti fra ragazzi molto giovani. per me i più puri, che si proiettano più sull’essere che sull’avere ma che hanno origine da soggetti ancora non abbastanza maturi, che di conseguenza non possono prevedere chi saranno e cosa vorranno nel loro futuro di adulti. se reggono al giro di boa della maturità di fatto, non quella dei 18 anni, possono dimostrarsi indistruttibili ma nella maggior parte dei casi impongono fratture molto dolorose, nella trasposizione da “amore di coppia” ad “amore di famiglia”.

    ancora diversa la recente difficoltà di apprezzabile trasparenza nel considerare che l’affetto a cui nel tempo è approdato un innamoramento non è, o non è più, forte abbastanza da tenere legati a una persona che si è amata in una diversa fase della propria vita ma dalla quale, per le più diverse ragioni, ci si sente ormai lontani.

    è rarissimo che qualsiasi piccolo o grande amore sia semplice e immutabile!

  • 2239
    Piccolastella78 -

    Da parte nostra, due disposizioni contribuiscono a farci ricevere più copiosa grazia dai Sacramenti:

    i santi desideri prima di ricevere i Sacramenti,

    ed il fervore nel riceverli.

    a) L’ardente desiderio di ricevere un Sacramento con tutti i suoi frutti, ci apre e ci dilata l’anima. È un’applicazione del principio generale posto da Nostro Signore: “Beati coloro che hanno fame e sete di santità perchè saranno saziati: Beati qui esuriunt et sitiunt justitiam, quoniam ipsi saturabuntur”. Aver fame e sete dell’Eucarestia, della confessione e dell’assoluzione, è un aprire più ampiamente l’anima alle comunicazioni divine; e allora Dio sazierà le nostre anime affamate: “Esurientes implebit bonis”. Siamo dunque, come Daniele, uomini di desiderio e sospiriamo le fonti d’acqua viva che sono i Sacramenti.

    b) Il fervore aumenterà, anche di più, quest’apertura dell’anima, consistendo esso nella disposizione generosa di non rifiutar nulla a Dio, di lasciarlo agire nella pienezza della sua virtù e di collaborare con Lui con tutta la nostra energia. Una tal disposizione approfondisce e dilata l’anima, la rende più atta alle effusioni della grazia, più docile all’azione dello Spirito Santo, che diviene più attiva nel corrispondervi. Da questa mutua collaborazione scaturiscono copiosi frutti di santificazione per noi, e tutte le grazie materiali e spirituali per la nostra felicità, già qui su questa terra e infine nella perfezione dell’Eternità. 🙂

  • 2240
    Golem -

    “Tanti tesori di intelligenza possono essere investiti al servizio dell’ignoranza, quando il bisogno di illusione è profondo. Credi di volare ma invece sono solo calci nel culo”.

  • 2241
    Piccolastella78 -

    Siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio, nella speranza di salvarci l’anima e andare in Cielo, per amarlo per sempre. Su questa terra siamo solo di passaggio per breve tempo, la nostra vera Patria è il Paradiso, ma dobbiamo impegnarci per meritarlo, evitando di peccare e praticando le virtù cristiane. La nostra vita in questo mondo è solo una prova cioè dobbiamo dimostrare a Dio di amarlo con tutto il cuore e sopra ogni cosa, osservando i suoi Comandamenti. Purtroppo, tanta gente vive paganamente, attaccando il cuore alle cose materiali,che svaniranno nell’ora della morte. Ma Gesù nel Vangelo ci ha ricordato che non giova a nulla guadagnare il mondo intero, se poi si perde l’anima propria. Dobbiamo pensare sempre che tutto è vanità delle vanità, fuorché amare e servire il Signore.

    Dobbiamo ardere dal desiderio di unirci continuamente a Gesù Cristo. Lui è il miglior sposo che una donna possa avere, poiché è Bene infinito. Gli uomini della terra spesso tradiscono e fanno soffrire le proprie mogli, invece Gesù consola le sue caste spose con delle ineffabili gioie spirituali, che valgono molto di più delle false gioie dei mondani. È meraviglioso sentirsi attrarre dalla vita religiosa, a qualsiasi età e in qualunque stato ci troviamo. Questa, però, è anche un’impegnativa prova d’amore. Infatti, per amore di Gesù bisogna sopportare tanti ostacoli e rimanere fedeli alla vocazione cristiana laddove la Volontà di Dio ci chiama, costi quel che costi. Coloro che rimangono fedeli su questa terra, ottengono la ricompensa già qui, cento volte tanto le gioie offerte dal mondo, e poi nell’Eternità.

  • 2242
    Markus -

    Suzanne, Rossana, Acqua
    Così come si è espressa Suzanne, lei è cresciuta insieme al ragazzo con cui è stata insieme tredici anni. Tutto ok magari fino alla fine degli studi, poi ci si rimette di nuovo in gioco, non si si sa cosa si vuole e cosa si vuole diventare. Il sentimento si scolla da tutto il resto, non è poi così importante insomma. E chiaramente quando si è in due a non capire cosa si vuole tutto peggiora inevitabilmente. Poi come scrive ancora Suzanne sono successe altre cose nel giro di poco tempo. Apprezzo comunque il fatto che dici di averci provato e forse mi pare di capire che alla fine non sei stata neanche tu l’artefice reale della fine di questo rapporto.
    Neanche io amo parlare delle mie faccende personali ma continuo a pensare, anche riguardo alle mie esperienze che molte relazioni finiscono proprio perché non si conosce bene se stessi.
    All’eta di Suzanne quando lei frequentava il ragazzo dei tredici anni io non pensavo minimamente a intraprendere una relazione che potesse essere proiettata a obiettivi futuri. Proprio perché ero cosciente di non sapere esattamente cosa volessi e anche e perché incontravo compagne da cui si evinceva chiaramente la stessa cosa. Ma nonostante ciò non ho mai giocato né bluffato con i sentimenti altrui. A volte me la prendevo con me stesso per non essere stato in grado di andare oltre la semplice attrazione.
    E facile dire “ti amo” perché si è attratti sessualmente da un uomo o da una donna, perché lui è gentile, premuroso, ti riempie di attenzioni, ti fa sentire importante e desiderata. Questo per rispondere anche al post di Rossana. Ho scritto più volte, che un amore per durare stabilmente nel tempo debba contenere tre elementi fondamentali: attrazione fisica, condivisione, e caratteri compatibili.

  • 2243
    Markus -

    Il difficile è dirlo dopo anni di frequentazione e quando si sono scoperti anche a seguito di convivenza i difetti dell’altro, le sue contraddizioni e manchevolezze. Nessuno è perfetto e non lo sarà mai.
    Acqua, è importante eccome impegnarsi per mantenere stabile un rapporto, ma credo sia ancora più importante conoscere veramente se stessi prima di impegnarsi in una relazione
    proiettabile verso il futuro.
    Non sono d’accordo sul fatto che circostanze esterne possano modificare il nostro stato d’animo verso il partner. Parlo di sentimenti ovviamente. Per quanto mi riguarda, la persona che scelgo rimarrà sempre al primo posto. Non so a cosa ti riferisci esattamente per circostanze esterne. Ma un nuovo lavoro, una malattia o l’insediarsi di una terza persona, almeno per come la penso non andranno mai a destabilizzare un sentimento verso la persona nella quale credo.
    Acqua tu parli di amore vero e scrivi che non può essere connotato da caratteristiche di “eternità” o “presenza costante” poi scrivi che necessita di tempi di conoscenza e condivisione tali da permettere che avvenga uno scambio profondo tra le anime.
    Non condivido la tua prima parte ma condivido pienamente la seconda, perché secondo me i tempi di conoscenza e la condivisione sono fondamentali per far si che nasca o no un vero amore basato appunto su uno “scambio profondo tra le anime”. (Bellissima questa frase !)
    Forse sarò fuori dal mondo e soprattutto da questo mondo ma per quanto mi riguarda non ci potrà mai essere un qualcosa di esterno che possa essere più importante di uno “scambio profondo tra le anime”.
    Qualsiasi cosa deve essere fatta per salvaguardare questo “scambio”

  • 2244
    maria grazia -

    Io rimango della mia idea: solo chi è emotivamente immaturo ( e chi è molto giovane in genere lo è ) cerca nel rapporto di coppia una realizzazione sociale di facciata o vuol vedere a tutti i costi in alcune storie QUELLO CHE NON C’E’. Il vero amore – piaccia o non piaccia – rimane quello connotato da caratteristiche di costanza, di reciprocità, di condivisione di progetti e di durevolezza pressocchè perenne nel tempo. Con buona pace di chi si confeziona “teorie ad hoc”, probabilmente per non riconoscere i propri fallimenti sentimentali. Tutto il resto sono semplici surrogati. Magari piacevoli, appaganti, emozionanti. Ma surrogati restano. Oppure sono stimolanti “fughe dalla realtà”, come quella che vive la nostra Acqua.

  • 2245
    Golem -

    E’ straordinario osservare come chi, pur non dicendo niente di sé esplicitamente, in realtà dica “tutto” attraverso le domande e le risposte indirette che pone e riceve, intorno alle quali aleggia il vero problema, che ormai è via via sempre più chiaro a chi ne segue le vicende. Ma soprattutto è interessante notare come questi soggetti cerchino più che il “confronto” il “conforto” con gli interlocutori. Come se una comune visone del problema o, meglio ancora, una qualsiasi forma di solidarietà ne possa confermare la “corretta” posizione che sono certi di avere nella vicenda, di cui non vogliono parlare, ma della quale si è capito tutto da un pezzo.

    Mi ricordano mia zia Antonia quando venne colpita anni fa da una tremenda congiuntivite batterica, che era convinta fosse dipesa da quando di notte aveva tenuto le finestre aperte. Avevi voglia a dirle che forse si era fregata gli occhi con le mani sporche, macchè, per lei era dovuta a un colpo d’aria, e per un mese si svegliava ogni mattina col catarro sulle palpebre e gli occhi gonfi.
    Si decise di farsi curare adeguatamente solo quando all’oculista gli anticipai di nascosto di confermargli la storia della finestra aperta, prima di darle la cura antibiotica adeguata, ma rassicurandola che era la cura giusta per i “colpi d’aria”, altrimenti andava avanti a sciacqui di camomilla e pezzuole calde. E lo stesso è per certi soggetti, che continuano a curare i loro errori e le loro abitudini sbagliate a botte di pezze calde.

  • 2246
    Piccolastella78 -

    Dio è certamente libero nella distribuzione dei suoi favori; e può quindi, nei Sacramenti, concedere maggiore o minore grazia secondo i disegni della sua sapienza e della sua bontà.

    Ma vi sono leggi ch’egli stesso stabilì, alle quali vuole sottomettersi. Così ripetutamente ci dichiara che nulla sa rifiutare alla preghiera ben fatta:

    “Domandate e riceverete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto: petite et accipietis, quærite et invenietis, pulsate et aperietur vobis”;

    principalmente se è appoggiata sui meriti infiniti di Gesù: “In verità, in verità vi dico, tutto ciò che domanderete al Padre in nome mio, ve lo darà: Amen, amen dico vobis, si quid petieritis Patrem in nomine meo, dabit vobis”.

    Se quindi preghiamo con umiltà e fervore, in unione con Gesù, per avere, mentre riceviamo un Sacramento, maggior copia di grazia, spirituale e materiale, certamente l’otterremo.

  • 2247
    Markus -

    Golem, piccola precisazione relativamente ai tuoi post n. 2219 e 2221
    Dal mio post n. 2212:
    “Golem
    “…è ovvio che ogni storia di attrazione può trasformarsi in qualcosa di concreto, ma solo se ci sono i presupposti VERI, sennò è un aborto…”
    Non c’e’ bisogno di ripeterlo, lo aveva già scritto Acqua”
    Sono io che faccio notare a te che hai scritto la stessa cosa di Acqua e quindi non c’era bisogno di ripeterlo.
    Quindi quale ennesima puttanata dici quando accusi me di aver messo a confronto due frasi che dicono la stessa cosa ?
    Tu pensi di aver risolto i tuoi problemi con tua moglie perché sei riuscito a capire certe sue dinamiche psicologiche, del suo carattere, temperamento ed educazione ? Ok !
    Per quanto mi riguarda, e in base a ciò che hai raccontato per cinque anni, ho la sensazione, (e non la pretesa), che tu invece di odiare il Portoghese lo dovresti ringraziare poichè a lui di tua moglie non gliene fregava un c..... Perché se gliene fosse importato davvero qualcosa volevo vedere che fine facevano i tuoi libri, i tuoi studi,le tue ricerche e le tue teorie. E se, soprattutto saresti riuscito a trattenerla visti i suoi diari e la vostra crisi.
    Certo forse avresti risparmiato di carta igienica !

  • 2248
    rossana -

    Markus,
    siamo tutti diversi, e ognuno ha la sua mappatura mentale, in ambito amoroso come in tutti gli altri aspetti dell’esistenza. si può concordare in questa parte di visione dell’insieme ma, magari, non in quell’altra… molto delle personali “interpretazioni” di ognuno sul tema dipende dalla propria indole, da condizioni interiori ed esteriori al contorno e dalla somma di TUTTE le precedenti esperienze affettive.

    dal mio punto di vista è inaccettabile che ci si ponga con i propri punti di vista, affermandoli come i SOLI GIUSTI e VERI, al di sopra di quelli di altri utenti, quando è risaputo che esperti e ricercatori di chiara fama di tutti i tempi non hanno mai raggiunto opinioni condivise.

    se ci si limitasse ad esprimersi, senza voler prevalere a parole forti, non ci sarebbero reazioni, che vengono, invece, provocate dall’attitudine con cui ci si pone, applicando il medesimo concetto di fondo standardizzato, in qualsiasi caso di difficoltà in amore si presenti.

    se non si è PERFETTI in amore, secondo alcuni ARBITRARI principi, meglio sarebbe stato “morire da piccoli, con i peli del culo a batuffolo”… 🙂

  • 2249
    Piccolastella78 -

    Forse il mondo giudica “fallito” chi non si è mai sposato e non ha formato una famiglia. Ma i veri falliti sono coloro che vivono stabilmente in peccato mortale e muoiono senza sincero pentimento. Se uno, invece, ha dei sentimenti da vero cristiano, con o senza famiglia, non è affatto un fallito. Spesso, più si viene stimati dal mondo e lo si cerca, più si vive come pagani, lontano da Gesù Cristo. La sofferenza è un dono di Dio, infatti fa maturare buoni propositi. Coloro che vogliono sposarsi, devono avere cura di scegliersi un coniuge timorato di Dio, perché se sventuratamente scegliessero una persona che vive il cristianesimo in maniera annacquata, il matrimonio è destinato con molta probabilità a naufragare, come dimostra l’esperienza di alcuni qui dentro, forse della maggior parte. Apprezzabile è anche la decisione di rimanere nubili o celibi, di fatto magari, infatti le donne sposate o gli uomini sposati, in genere, pensano a piacere ai propri mariti e alle proprie mogli, mentre quelli che volontariamente decidono di non sposarsi possono dedicarsi più facilmente alle cose spirituali cioè a piacere a Dio.

    Vi incoraggio a vivere il cristianesimo in maniera fervorosa e profonda. Dio lo merita! E ognuno di noi merita il vero Bene e l’Amore autentico! Santa notte.

  • 2250
    Golem -

    Markus, io credo che tu abbia bisogno di una vacanza, perchè, ripeto, non ci credo che tu possa vivere “normalmente” con quella tua logica perversa.
    Quindi tu scrivi:
    “Sono io che faccio notare a te che hai scritto la stessa cosa di Acqua e quindi non c’era bisogno di ripeterlo”.
    E quindi, cosa dimostri? Che abbiamo detto la stessa cosa, a riprova che certe situazioni sono “aborti” in partenza. Tralasciando che non ricordavo quel passaggio di Acqua, tutt’al più si può pensare che c’è un filo di lettura che in quel momento accomuna me e Acqua a trarre le stesse logiche conclusioni, almeno per quell’aspetto. Conclusioni che caso mai tu hai osteggiato in più occasioni. Quindi, non capisco dove vuoi arrivare, e dove sarebbe la “puttanata”? Mi hai fatto un “favore”, e non il contrario.

    Quanto al portoghese “che se non se ne fregava, i miei libri eccetera eccetera”, ritorna prepotentemente la metafora del nonno con le ruote. Se il portoghese l’avesse ripresa, oggi ne avrei un’altra. E capirai. L’ho detto in tempi non sospetti, se scopro che una storia di vent’anni è stata tutta una farsa, cancello tutto in un giorno. E ricomincio daccapo. Certamente dandomi del pirla. PERCHE’, come ho avuto modo di dire in altre occasioni, la COLPA SAREBBE STATA PRINCIPALMENTE MIA nel non averlo capito per TEMPO.
    Comunque stammi bene. Ormai mi sono affezionato. Specie da quando si è capito cosa ti è successo. E poi oggi mi sento buono e “orgoglione”. Domani si “Laura” mia figlia. Esattamente vent’anni giusti dopo me. 24 marzo ’97, 24 marzo ’17.
    Ciavo sempre però.

    P.S. Ué, sta diventando spiritosa la sciura Rossana. Era un quarto di secolo che non sentivo quella battuta.