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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015.
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Golem, agli ignoranti dà fastidio essere smentiti. Non possono controbattere perché non hanno argomenti, allora spostano il discorso sull’eccessiva presenza di chi li smentisce. Ci accusano di essere saccenti. Insomma, la nostra colpa è che abbiamo troppa ragione!
È un dramma Trad. È tutta la vita che mi “scontro” con i fessi, ma a un certo momento, diciamo intorno ai 20 anni, capendo che non potevo sterminarli mi sono detto: perché non divertirmici? E da allora è stato un continuum di soddisfazioni e esilaranti situazioni. Non ti dico gli scherzi che facevo a questi soggetti in ufficio. Ce n’era uno che era speciale, che chiamavo Vittòre l’inventore. Questo era veramente fissato con le invenzioni, e voleva passare alla Storia per aver brevettato qualcosa di importante, ma essendo un tarello non gli usciva niente. In più era invidioso e cattivo d’animo, quindi soffriva quando sentiva dei miei progressi universitari, Un giorno decisi di fargli uno scherzone. Facevo finta di fare calcoli astrusi che lasciavo sul tavolo assieme a formule chimiche inventate e pezzetti di fili elettrici, allume (?), resistenze e transitors rotti. Poi fingevo di parlare sottovoce al telefono con fare circospetto per insospettirlo, riuscendoci.
Un bel giorno, sapendo che era in ufficio, mentre io ero fuori, lo faccio chiamare da un complice》
》(allora non c’erano i cellulari) questo chiede di me, io ovviamente non ci sono…”allora appena rientra digli che lo joduro di potassio IN SCAGLIE che aveva chiesto é arrivato”. Capirai…”che sta combinando Golem? Cos’ha in testa? Rientro, mi comunica la cosa, io mostro una leggera sorpresa ma fingo subito disinteresse, mettendomi a scrivere come in trance creativa altre formule inventate, che sembravano la dimostrazione del Teorema di Fermat.
Bon: era cotto a puntino e si avvicinava il giorno adatto per il colpo di scena. Ah, naturalmente i colleghi “giusti” sapevano tutto e già ridevano per come me lo stavo rosolando.
Un collega aveva la moglie che lavorava all’Ufficio Brevetti, mi portò un modello in bianco di brevetto e lo compilai, con tanto di firma della segretaria Alice Sardella e dell’ingegnere Ugo Totano. Il nome del brevetto? “Pompa di calore ad ittiogenesi autoinnescante”.
Glielo mostrai un 1° aprile (del ’95 credo) è chi sa cosa significa “ittios” capirà. Lui non capì: ci credette attonito.
Io e i complici morivamo dalle risate. Bastardi
Sono diversi mesi che sono “tormentato” via w.a. da un conoscente “putinofilo”, no vax, complottista, scie chimiche, i satanisti, gli ebrei, anti Nato, piove governo ladro e che probabilmente crede pure allo scioglimento del sangue di San Gennaro. Insomma ci siamo capiti il classico “wide eies shut”.
Conosco ‘sto tipo perché una ventina di anni ho ristrutturato la casa dei genitori dove viveva, e forse gli sarò piaciuto, visto che era piuttosto sprezzante nei confronti del padre, mio coetaneo, che riteneva un buono a nulla, e probabilmente mi avrà pensato come un esempio diverso a cui rifarsi, chi lo sa: misteri gaudiosi.
Fatto sta che si sta accanendo con me da mesi sulla “santità” di Putin, che lui vede come San Giorgio che combatte contro il drago americano. Credo che mi stia triturando i maroni tutti i giorni nella speranza di avere una conferma in più che la sua visione delle cose -che ritiene graniticamente giusta- venga avallata da un senior da lui “stimato”. Non vedo altri motivi plausibili, visto che lo demolisco regolarmente.》
》Inutile dire che gli argomenti che porta sono privi di prove a supporto, che glissa sulle dettagliate obiezioni che gli faccio, e si dimostra un campione mondiale dei famosi bias di conferma.
Di recente, confrontando questa esperienza con quelle vissute sul forum con omologhi di questo soggetto -per inciso sposato con una cinese – ho notato che tutti hanno in comune una forma di “risentimento da mancato riconoscimento”. Come dire che si sentono vittime di una qualche ingiustizia a fronte di un “grande” giudizio di valore su sè stessi, che sembra però non aver avuto il giusto premio nella realtà.
Ecco che questi soggetti, incapaci di autocritica ma pieni di sicurezze granitiche non dimostrate, cercano un capro espiatorio per i loro insuccessi, che nel suo caso, come di altri, é lo Zio Sam. Che gli avrebbe impedito di realizzarsi socialmente, cosa che un Putin, che odia gli USA, avrebbe di sicuro consentito.
Insomma, la tipica manovra dei perdenti che invece di una soluzione SI FANNO una scusa per i loro fallimenti.
Come spostate lo specchio per non guardarsi negli occhi.
Che uno sia scemo o genio, nella sua lettera si rispetta il suo spazio. Si può essere anche duramente critici ma non utilizzarla per provocare altri utenti o portare avanti polemiche che nulla c’entrano. Esiste la chat per questo. Ve l’hanno spiegato il fuori tema a scuola? Non è difficile, ce la possiamo fare dai.
E poi, capiamolo finalmente cos’è un ragionamento. Filosofia sarebbe inutile? Almeno ti insegna i principi basilari della logica, questa sconosciuta.
https://youtu.be/555D8O8xWNQ?si=netTihitMTBTWpm4
Io amo questo uomo, peccato sia gay.
Forte Suzy: l’ho ascoltato senza interruzione, seppure con alcuni momenti di perplessità dovuta alla mia incertezza sulla comprensione dei passaggi, “logici” nella
dinamica degli addetti ai lavori, meno per gli orecchianti come me.
Credo che in linea di massima tu sia stata ambiziosa nel ritenere che quella “spiegazione” possa correggere la tendenza al bias della maggior parte di noi, di cui manco a farlo apposta accenno nel post di stamattina. Ma quella dotta esposizione, vista la mia tendenza a cercare automaticamente la parte comica di ogni cosa, anche nelle più serie, mi ha fatto tornare in mente una scenetta che mi capitò molti anni fa mentre, vicino Foggia, mi ero fermato per fare benzina prima dell’ultimo balzo verso la mia destinazione finale per le vacanze estive.
Mentre mi accingevo a fare benzina, vedo una pubblicità che mi diceva:”Cambia l’olio e ti regaliamo l’asciugamano di Snoopy”.
“Accidenti” mi dico, “il cartone preferito della mia piccola. Ma io l’olio l’ho cambiato da poco, come posso fare?”》
》faccio due conti a mente: 5 litri di olio viene 40mila lire, la benzina tot litri circa 40mila lire circa: io ci provo.
Si avvicina il benzinaro, sui 60, tracagnotto, rubizzo e con l’espressione di chi si è messo in “folle” e va avanti per inerzia, e con tono neutro e la cadenza foggiana mi dice: “che facciam’?”; e io: “si, il pieno, grazie. Però senta volevo chiederle una cosa…”; “dì, che vuoi”; “bé ho visto che se cambio l’olio mi regalate l’asciugamano col pupazzo, sa è quello che piace a mia figlia, la vede? 4 anni. Stavo pensando che se il pieno mi viene 40/45mila lire, spendo la stessa cifra del cambio olio. Ora dal momento che per lei l’incasso è lo stesso, a quel punto potrei avere l’asciugamano ugualmente? A me sembra logico, eh, che dice, sì?
Lui mi scruta con lo sguardo diventato diffidente, le mani sui fianchi e con tono di sfida mi dice: “Send’ un po’, tu che parli come un teleggiornale: qua o ti mang’ la past’ o ti mang’ i faggiol’, ca past’ e faggiol’ non ne facciam’, a’ capit?: allor’ che faccio?”; “il pieno grazie”.
Golem continua ad alludere al fatto che io sarei una fallita, un’ inetta, un’ incapace, ecc..ecc… Pur sapendo che si tratta solo di provocazioni a cui non dovrei dare attenzione, rispondo lo stesso ma solo per chiarire alcuni punti, a beneficio di chi legge. A parte che il “successo” è un concetto molto personale e a tal proposito ognuno ha il suo. Quello che rende felice ME non è detto che debba essere ciò che rende felice qualcun altro. Per quanto mi riguarda non sono né inetta né fallita e il confronto con il mondo me lo dimostra ogni giorno. Per me è questo il banco di prova, non il ricevere approvazione da chichessia. Ho raggiunto quasi tutto ciò che volevo raggiungere ( il che sostanzialmente si traduce nel poter vivere in luoghi che mi piacciono facendo le cose che mi piacciono e non dover dipendere economicamente da nessuno ). Non ci vedo un fallimento nel fatto di dovermi allontanare temporaneamente da determinati posti perché non offrono sbocchi e mancano
del terreno adatto perché io vi possa sviluppare quello che mi sono prefissa per i prossimi anni a livello professionale ed esperenziale, e vedo molta più ignoranza e “incapacità” ( intesa come non comprensione degli eventi intorno a noi ) in chi continua ad autoincensarsi denigrando chi ha visioni, vissuti, attitudini e impostazioni diverse dalle proprie. Ed evita di VEDERE le prove a lui scomode.
A Marc consiglio di crearsi un blog personale come ho fatto io, dove potrà esprimere serenamente le sue idee senza contraccolpi o aggressioni continue.
MG, non é la prima volta che ti dico che io non alludo a te. Le mie sono considerazioni personali, e non capisco perchè devi risentirti in prima persona. Anzi ti dirò che la tua reazione fa pensare che non pari sicura di quello che hai appena scritto di te. Ti dirò, a tale proposito, che mia figlia domenica ha annunciato urbi et orbi che vuole trasferirsi proprio a Berlino, lasciare il lavoro, che pur ben pagato non la rende felice, e cercare la sua strada anche riprendendo gli studi in un altra branca che non quella artistica in cui si è laureata. È fallita? Non credo. Dimmi cosa non ti piace di quello che ho scritto e perchè ti sembra che parli di te, perchè io non lo vedo.
Io ho citato il caso estremo di un collega che credeva di essere un genio e invece era un pirla, ma in quanto tale non poteva capirlo.
Un bel dì, sapendo che avevo la passione del volo viene a dirmi che aveva letto che il giroscopio (una trottola, via) a un certo numero X di giri “diminuisce di peso” di una frazione Y. Forte di questa “scoperta” si fa tutto un suo ragionamento e conclude che se》
》alla trottola gli dai Xn giri questa DEVE sollevarsi, per cui prevedeva ricchi sviluppi in campo dei trasporti aerei, come i mezzi che usavano i Jetson dei cartoni animati di Hanna e Barbera.
Io mi trattengo dal mandarlo a ca.... e cerco di farlo ragionare. “Ammesso e non concesso che sia come pensi, e che a un certo punto la trottola sottoforma di piattaforma si sollevi. Per farla ruotare devi applicargli un motore, che pesa, carburante, che pesa, strutture di alloggio e comando, che pesano, e un volano ruotante che pesa, ma a quanti giri dovrebbe girare il marchingegno, e come lo comandi in volo? Ecco perchè hanno inventato l’elicottero, più efficiente e flessibile nell’uso”. Se ne andò incazzato, perché quei “genii” si sentono incompresi, quando invece semplicemente “ignorano”.
Ma non c’è verso che lo capiscano. E ne avrei altri di aneddoti al riguardo che forse racconterò. Ma dimmi cosa c’entri tu con quella storia, e perche ti sei risentita, perchè ancora una volta hai percepito cose che non ho voluto dire. E trovo comico che debba pure giustificarle MG.
Beh Golem, non è detto che a parità di ricavo anche il guadagno sia lo stesso. Oppure il benzinaio voleva fidelizzare i clienti sulla manutenzione dell’auto. Insomma, non è detto che non ci fosse un ragionamento logico dietro alle sue scelte.
Sí, il video è da seguire con estrema attenzione per non perdere il filo, nonostante la sua eccellente proprietà di linguaggio, motivo per cui chi ne avrebbe piú bisogno non arriverà al minuto due. Ma serve a tutti, perché facciamo spesso ragionamenti circolari da cui a premesse seguono altre premesse diversamente articolate ma presentate come conclusioni. È bene sempre distinguere tra ragionamenti e opinioni.
Ma certo che aveva ragione Suzy, lo sapevo in partenza, ma io volevo intortarlo con un ragionamento che doveva apparire convincente nella sua complicazione, ma (é proprio il caso di dirlo)…sulla “parola”. Invece fu la sua reazione naive che mi piacque più che se avesse accettato la mia proposta, un po’ da “gioco delle tre carte”. E poi, quel folgorante e geniale richiamo al “teleggiornale”, che nella sua essenziale efficacia comunicativa quanto dice.
Ci dice quale antica diffidenza si sia creata nel popolino nel rapporto con la parola, specie con quella “forbita” o presunta tale che spesso si trova nella comunicazione “ufficiale” tipica del potere, di cui i “teleggiornali” ne sono spesso emanazione. In fondo niente di diverso dal mito del Main Stream dei nostri giorni. Morale, con loro, quando si “parla come un teleggiornale” sentono che li vuoi fregare, per una serie di associazioni mentali e esperienziali tutte loro. Forse se gli avessi parlato in dialetto lo “fregavo”. O lui fregava me, chissà.
In riferimento allo scherzo del tuo collega, grandissimo Golem! Ma sei tremendo!
Suzanne comm 21358
Suzanne, marc non ha detto questo, ma fa niente, andiamo avanti.
Un commento fuori tema nella tua lettera può infastidirti, ma suvvia, non esageriamo, non è il caso di agitarsi tanto. Manteniamo l’equilibrio dando il giusto peso alle cose. Soprattutto se poi si sorvola quando sono gli altri a subire di peggio, insulti e offese irripetibili. Tu stessa avevi minimizzato quando mi ero lamentato per gli insulti nei miei confronti, che son ben peggiori di un commento fuori tema.
La chat non serve per provocare gli altri, ma per discutere di temi che non hanno una lettera.
“Filosofia sarebbe inutile? Almeno ti insegna i principi basilari della logica, questa sconosciuta”
Solo chi ha studiato filosofia ha acquisito le basi della logica e del ragionamento o anche chi ha studiato altre discipline? Gli scienziati sono privi di logica?
MG, certo, il successo è soggettivo. Se Tizio ambisce a fare il fallito e ci riesce, ha avuto successo.
C’è chi vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi; chi diventa scienziato e fa una scoperta importante; chi vuole fare il mantenuto e ottiene il reddito di inclusione. Anche quest’ultimo ha avuto ciò che desiderava e perseguiva, dunque è una persona di successo, anche se la collettività non lo comprende.
Sì Trad, e ne ho fatti altri. Ma quell’elemento era talmente tonto, che quando gli è stato detto da qualcuno che era uno scherzo, non ci ha creduto, pensava che lo dicessero per “pietà” nei suoi confronti. E conoscendolo credo che dopo 30 sia ancora sicuro fosse vero, perchè era stato cotto a fuoco lento per troppo tempo e con troppi dettagli, che la sua povera mente non riusciva immaginare. A quel fesso neanche i nomi di natura ittica della segretaria e dell’ingegnere lo hanno insospettito. Un fesso doc, di quelli che amo di più.
Ma era anche uno stronzo. Aveva una macchina diesel, e quando usciva per andare a casa la teneva accesa 10 minuti perchè si doveva scaldare, facendo un fumo bestiale. Ma faceva l’ecologista quando gli conveniva. Infatti quando ci danno i nuovi mezzi di servizio, le Panda prima serie, sai che da nuove le auto hanno un odore particolare, piuttosto “sintetico”, che si accentua quando sono lasciate al sole. Lui si fissa che escono veleni, formaldeide, clorofuorocarburi , solventi aromatici e cagate varie che si inventava》
》e che chissà dove andava a pescare, visto che amava usare termini tecnici perché si sentiva un ingegnere dentro.
Io colgo l’occasione, lo assecondo lamentando lo stesso fastidio e gli dico: “senti un po’, perché non fai una bella nota alla direzione. Così fai vedere che non sei un fesso, e che ci tieni alla salute tua e dei colleghi, e poi ti fai valere, dai”.
Sensibile com’era al bisogno di emergere, la fa, scrive che “le auto, specie se esposte ai raggi solari emettono effluvi tossici che, e bla bla bla. Si chiede quindi di voler trovare una soluzione al fine di poter avere una salubrità ecc ecc.”
Ovviamente le solite canaglie sapevano del mio scherzo. La segretaria fa finta di protocollarla, gli dà una copia e lui aspetta. Io intanto avevo spiegato tutto al solito magazziniere complice, chiedendogli un certo oggetto. Una settimana dopo arriva la finta risposta…”Egregio… abbiamo preso in considerazione la sua richiesta e le alleghiamo il presente involucro, nel quale troverà la soluzione al problema”. Lo apre e che c’è? Una maschera antigas.
Apoteosi.
Golem, tu non sei tremendo, sei diabolico!!
Divertentissimi e ingegnosi questi scherzi a quel soggetto. Incredibile come certe persone siano talmente stupide da non capire che si tratti di una burla.
Beh.. a quanto pare non sono l’ unica ad essere fallita, ignorante, delirante, complottista, medievale, troppo emotiva, mancante di cognizioni, ecc.. ma lo sono pure quelli di Astrazeneca:
https://www.milanofinanza.it/amp/news/astrazeneca-ritira-il-vaccino-non-e-sicuro-202405081011071851
Mah, Trad, quando trovo soggetti così mi scatta il genio. Ne ricordo uno da militare, a Pistoia.
Di solito uscivo solo, ma una sera càpito per caso in un gruppo di commilitoni che stavano guardando un nuovo negozio di abbigliamento, tra questi c’era un sergente, che chiamerò Russo per via dei capelli rossissimi. Un elemento come quel collega, pavido e insicuro ma nello stesso tempo presuntuoso, che si sentiva…bello, il pel di carota. Stranamente arrivano tre ragazze, simpatiche e stranamente loquaci, con le quali scambiamo qualche battuta, mentre notavo che Russo si atteggiava per farsi notare. Quando rientro, in branda il diavolo che vive in me mi suggerisce un diabolico quanto crudele scherzo per il vanitoso sergente rosso di pelo. Il giorno dopo parlo del progetto con gli immancabili complici, e in mezza giornata lo sapeva tutta la caserma, tranne lui.
Ok, mi metto a tavolino e comincio a scrivere una lettera con tondeggiante calligrafia femminile.
“Caro sergente dai bei capelli rossi, non conosco il tuo nome》
》ma sono sicura che questo mio messaggio ti arriverà, perchè non credo ci sia un altro come te. Ti ho visto ieri sera in quel negozio, e mi hai colpito sai? Non mi capita spesso ma è successo. Non giudicarmi importuna, ma io vorrei incontrarti con discrezione, per questo uso una lettera e non sono venuta in caserma a cercarti direttamente. Senti, cosa ne pensi se ci incontrassimo domani alle 19, davanti a quel negozio? Se potessi portare anche un piccolo mazzolin di fiori saprò che hai accettato. Spero di vederti. Ciao Deborah”
Chiudo la busta con uno SCUB, vado dal tenente di picchetto, che era un gran figlio… che lo chiama. “Russo, è venuta una bella ragazza e questa lettera deve essere per te, perchè sei l’unico sergente coi capelli rossi. Tiè”.
Tutti alla finestra lo vediamo che la legge attraversando il cortile e via via aumenta il passo. Arriva nella palazzina camerate e dopo un po’ ne esce con la divisa buona, diretto verso il reparto servizi dove si trovava il sarto. Era andato a farsela stirare.
E arriva la sera fatidica…
(Segue alla prossima puntata)
Ho sentito di Astrazeneca.
MG che legge Milano Finanza. Mica vuole diventare un trader come me? Eh, eh, ce ne vuole per diventare un trader.
(Continua lo scherzone)
Ormai tutta la Compagnia sapeva, e pure la ronda, ma tutti facevano finta di non sapere.
Alla libera uscita si sciama tutti verso il centro storico, dove peraltro si trovava il negozio, punto dell’appuntamento. Noi, i soliti quattro bastardi, ci appollaiamo in un bar di fronte e sorseggiando una birra lo aspettiamo. E arriva, tutto impettito e tirato a lucido dieci minuti prima delle 19, chiaramente teso mentre cercava di nascondere come poteva il mazzo di margherite gialle, risultando strano a lui stesso vedersi come graduato, in divisa e con dei fiori in mano.
Alle 19 in punto smette di camminare avanti e indietro e si ferma come un manichino davanti al negozio, scrutando con fare speranzoso ogni ragazza che passava, che lo squadrava da capo a piedi chiedendosi di sicuro che diavolo facesse quel Danny Kaye in divisa e col mazzolin di fiori, lo sguardo da pesce lesso e le guance rubizze, che l’emozione dell’attesa rendeva ancora più rosse. Tutto un rosso tra capelli e viso, acceso come un enorme naso della renna di Babbo Natale》
》Intanto le 19 erano passate, e lei niente, ma lui sempre lì fisso come il palo della banda dell’Ortica, a girare la testa a destra e sinistra per cercare di intercettare lo sguardo dell’ammore. Passa e ripassa la ronda (apposta) e lui si irrigidisce ogni volta con la mano sulla visiera in segno di saluto, e l’altro braccio lungo il corpo cercando di trattenere il povero mazzo di fiori, con un effetto che a noi bastardi che eravamo al bar scatenava risate incontrollabili, tanto che il barista ci chiede che casso avevamo da ridere in quel modo. E abbiamo dovuto dirglielo sennò ci sbatteva fuori, e così, bastardo pure lui, si è aggregato.
Arrivano le 19e30 e niente, il negozio chiude la gente comincia a ritirarsi per cena, ma lui è lì come un monumento. Le 20; le 20e30; 21; 21e30, i fiori sembrano piegare la testa ma lui non molla.
Ormai la strada è vuota, rotolano pigre solo le cartacce spinte dalla brezza primaverile, tutti sono rientrati, noi fuori dal bar ormai chiuso, e alle 22 c’é il contrappello, ma Russo aspetta sempre la Godot che non arriva…
(Continua)