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di LAD

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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015.

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Categorie: - unclassified

24.289 commenti

  • 18926
    Stuntman -

    Sai Max, se c’è una cosa che ho imparato nella vita è diffidare di chi a parole dice di essere buono, generoso e protettivo con i più sfortunati. Di solito questi sedicenti samaritani non fanno altro che portare abilmente una bella maschera, ma nella loro vita privata si guardano bene dal praticare quello che predicano. Forse l’intento di Angelo Duro era proprio quello di veicolare l’attenzione sui disabili, proprio perché quasi tutti se ne fregano di loro. E se lo ha fatto mettendosi peraltro in una posizione scomoda, non è che da encomiare.

  • 18927
    Golem -

    Stuntman, perdona se mi intrometto, ma “lo vuoi” proprio bene a ‘sto Angelo Duro, per arrivare a immaginarne una iperbolica quanto raffinatissima capacità di fare della “buona” morale con quella “particolare” satira. Tutto per mettere alla berlina l’ipocrita moralismo dei buonisti mentre si ride dei ciechi dei sordi. Certo tutto è possibile, pur sempre nei limiti della possibilità che “l’ermetismo” del messaggio venga recepito, ma credo proprio che qui siamo nel campo delle pareidolie.
    Indomma, un po’ come i devoti alla “Maronna” che ne vedono le sembianze nelle macchie di umidità del bagno. Vedono la Maronna, ma sempre macchie sono.

  • 18928
    Max -

    Caro Stunt, apprezzo l’intelligenza delle tue argomentazioni ma molti passaggi del discorso di Angelo Duro proprio non posso accettarli. Poi, come ho già detto più volte, la mia reazione non vuole essere di indignazione o di offesa ma cerca di improntarsi su un registro più “lite”, ma nel merito, quello sketch proprio non lo posso condividere. Vorrei far presente che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto la cecità come la più grave, o almeno una fra le più gravi forme di disabilità. Questo può sembrare paradossale, perché chi è affetto da tetraplegia o da SLA conduce una vita indiscutibilmente pesante e sofferta. Ma non possiamo dimenticare che il 75 per cento delle informazioni che riceve il cervello proviene dalla vista, per cui la mancanza di un canale che fornisce una quota così elevata di informazioni non può non avere ripercussioni pesanti nella quotidianità e nell’organizzazione percettiva e cognitiva di chi si trovi in questa condizione.

  • 18929
    Max -

    Ovviamente le strategie compensative, che ci permettono di condurre una vita accettabile, ci sono e portano ad ottimi risultati, ma non si può dimenticare che ciò avviene con enormi sforzi e con una capacità di organizzazione di pensiero e azione che ai vedenti è richiesta molto meno. E la compensazione, anche là ove porta a risultati brillanti, non sarà mai completa, proprio perché ciò che manca incide per una percentuale molto forte. Non è questo né il tempo né il luogo per dare esempi di ciò che qui ho affermato: chi vorrà saperne di più potrà chiedermelo nello specifico o, meglio ancora, potrà contattare la nostra Unione per aderire alle iniziative che ho menzionato nei miei interventi precedenti (Percorsi o Cene al Buio). Queste iniziative non puntano a suscitare mera compassione, ma a far sperimentare potenzialità e limiti di una condizione che molti credono di conoscere ma che, proprio perché ha a che fare con la percezione, presenta dinamiche di funzionamento sue proprie.

  • 18930
    Trader -

    Max, Angelo Duro ci è andato giù troppo duro. Però vorrei affrontare la tematica che ha sollevato, facendo l’avvocato del diavolo. Conosco alcuni disabili, impiegati come categorie protette, che sul posto di lavoro si approfittano della loro disabilità, pretendendo cose che a loro non spettano. È giusto tutelare una persona che ha un problema, ma andare oltre assecondandoli in tutto non fa bene a nessuno. Poi aggiungiamoci che le pari opportunità ti tormentano se hai scritto una circolare rivolgendoti a “tutti i dipendenti”, anziché “tutti i dipendenti e tutte le dipendenti”.
    Per il resto Angelo Duro ha detto delle cattiverie. Mi metto nei panni di un non vedente che ascolta il cabaret di Angelo. Resterei male a sentire la battuta sprezzante che i non vedenti gli rompono le scatole, chiedendogli dove sia il gradino. Penserei:”Ma chi gli ha mai chiesto niente?!” Che poi sarebbe come affermare che gli anziani

  • 18931
    Trader -

    mi stanno sulle palle perché chiedono un aiuto per alzarsi dalla sedia. Non ci trovo niente da ridere, è disprezzo immotivato nei confronti di una categoria di persone, solo perché sono diverse.
    Sono tematiche troppo delicate

  • 18932
    Suzanne -

    Partendo dal presupposto che si deve poter ridere su tutto e tutti, c’è chi è capace a fare il comico e chi no. Questo tizio semplicemente cavalca la tendenza attuale secondo cui sei piú figo tanto piú ti spingi a dire cose “fuori dal coro” perché “tu sí che hai il coraggio”. Basta leggere i commenti sotto il video per far naufragare immediatamente la tesi di Stuntman ; diciamo che lo si ringrazia per dire quello che tutti penserebbero. Io non credo di essere particolarmente nobile d’animo, ma se un cieco mi chiedesse indicazioni non mi sembrerebbe una drande scocciatura ecco. Poi capisco che la gente sia sempre piú cinica, ma almeno lo fosse con eleganza e intelligenza. No, solo burinaggine oltre misura. Max, se mi inviti ad una cena al buio con te, ci vengo con molto piacere!

  • 18933
    Trader -

    Insomma, spero di essere stato chiaro. Non condivido quegli sketch, ma ho approfittato per discutere di un fenomeno, peraltro non esattamente quello tirato fuori da Angelo, che in certi casi ho notato accadere con persone disabili in generale di un’azienda, non solo con i ciechi, anzi, a pensarci bene quelli ciechi non fanno parte dei dipendenti che si approfittano della loro disabilità. Dipendenti con salute a rischio che pretendono lo smart working ora che l’emergenza COVID-19 è terminata. Non accettano il lavoro agile, perché presuppone un orario di servizio e quindi dovrebbero rispondere al telefono da casa, mentre lo smart working consente più libertà. Il resto della satira di Angelo sui ciechi è sprezzante. Hai ragione, è inaccettabile.

    Tommy, mi unisco al tuo dolore. Deve essere terribile.
    Devo ancora risponderti al video. Da metà ferragosto sto lavorando poco e frequento LaD quando lavoro. Devo anche dare altri consigli a Rapunzel. Il poco tempo in cui ero su LaD…

  • 18934
    Trader -

    Putroppo è andato per rispondere a quei due babbuini di Bad e Marconi. L’altro giorno ho anche perso tempo per scrivere ad OLLA, ma non ha risposto. Dedicarle il mio tempo è stato come dare perle ai porci, se sapevo che non rispondeva scrivevo subito a voi invece che a lei.

  • 18935
    Tommy -

    Trader, non devi, fai solo quello che ti senti di fare, io non credo di avere più la forza di andare avanti, ormai sono finito nel vero senso della parola, questo tipo di disgrazie sono troppo devastanti.

  • 18936
    Trader -

    Angelo Duro si lamenta dei ciechi per due motivi. Il primo, gli dà fastidio doverli aiutare indicandogli la presenza di uno scalino. E subito mi chiedo: Angelo, quante volte ti è capitato di dover aiutare un cieco? Tra vicini di casa fastidiosi, automobilisti che mi tagliano la strada, colleghi, utenti di LaD mascalzoni, i ciechi sono l’ultima categoria di persone che mi danno fastidio. Angelo invece li classifica tra i rompiscatole. Allora tutti gli esseri viventi in difficoltà, bisognosi d’aiuto, dovrebbero infastidirci: un bambino che si è perso, una persona che ha fatto un incidente. Che palle, c’è un tipo che ha appena avuto un infarto, devo perdere tempo per chiamargli l’ambulanza!
    Secondo motivo: i ciechi sarebbero dei privilegiati. Ebbene, qua rimando al mio primo commento di questo tema.

    Errata corrige del comm. 18934: no lavoro agile, bensì telelavoro. lavoro agile e smart working sono la stessa cosa. Il telelavoro presuppone un orario preciso, in cui devi rispondere al telefono. Lo smart working no, quindi lo smart consente di sparire nel nulla.

  • 18937
    Stuntman -

    La comicità di Angelo Duro non viene capita da tutti proprio perché non è per tutti. Chi lo critica non accetta di riconoscere di far parte di quel pecorame abituato a ragionare così come il sistema gli ha insegnato, cioè fermandosi alla superficie e omologandosi a quel pensiero unico che promuove il buonismo di facciata. Purtroppo siamo circondati da queste persone, siamo abituati a interfacciarci con loro tanto da assorbirne la forma mentis. Ed è il motivo per cui nemmeno chi come Max si distingue dal gregge, riesce a cogliere che AD nei suoi sketch utilizza i paradossi, afferma cioè una cosa ma il realtà vuole esprimere tutt’altro. Ma sono appunto raffinatezze che non tutti possono cogliere.

  • 18938
    Golem -

    Quindi se mi divertono i fratelli Marx e i Monty Phyton, e se persino i Jackal mi fanno ridere, ma non Angelo Duro, che anzi mi provoca un moto di fastidio, mi devo automaticamente considerare un pecorone. Questo perchè non ne saprei cogliere certe “raffinatezze”.
    Bè, che questo Duro sia diventato persino un indicatore di Q.I. è cosa con cui l’umanità dovrá ormai fare i conti.

  • 18939
    Suzanne -

    Che ridere. “Pensiero unico, pecorame, buonismo di facciata”, caspita che pensieri originali. Mi ci gioco anche la testa su chi li ha partoriti eh eh. Non si sfugge dalla propria identità, anche cambiando mille nomi.

  • 18940
    Trader -

    Non so, Stuntman. Angelo Duro ha parlato chiaro. Stai dicendo che Angelo Duro parla nel linguaggio delle donne: no=si, si=no; alla domanda “che succede, che hai quella faccia?” La risposta “niente” significa “sono arrabbiata nera con te”.
    Non so.

  • 18941
    Max -

    Mi dispiace molto, ma la raffinatezza e il messaggio profondo di Angelo Duro, pur con tutto l’impegno, non riesco proprio a individuarli. E sì che, mi si perdoni l’immodestia, del paradosso e dell’iperbole ne son sempre stato innamorato e credo di intendermene. Ancora ancora avrei potuto apprezzarlo e farci su una bella risata se avesse fatto un discorso del tipo: “Ma quelli che appena vedono un cieco, o lo sentono cantare, trac! subito ne fano un Caruso nato, ecc.” Ma egli parla di: “I ciechi”, soggetto. “I disabili sfruttano…”, soggetto. Come avrebbero reagito, per esempio, i gay a fronte di uno sketch similare rivolto a loro? E io, pur invitandoli a una reazione composta e misurata, quale quella che ho avuto io stesso, avrei comunque condiviso il loro disappunto. Niente denunce, niente censure, niente bavagli, per carità! Ma che uscite simili sono quanto mai inopportune e sono ben lontane da una satira di buon gusto, credo si possa dirlo, senza tema di passar per pecoroni.

  • 18942
    Stuntman -

    Suzanne ma qui tutti usiamo nomi di fantasia. O mi vorrai dire che Trader, Golem e Suzanne sono nomi veri? Il problema non è cambiarsi il nome, ma portare più maschere facendosi chiamare sempre allo stesso modo.
    Trader vuoi dire che Angelo Duro si sia ispirato alle donne? Beh sì può essere 😆

  • 18943
    Paolo -

    A questo punto che Angelo Duro vi possa prendere per mano e portarvi nel tempio della notte tra sogno e realtà dove il suono nasce morbido e sicuro…. E che sia libero…. E che sia Duro. 🙂

  • 18944
    Max -

    Be’, un paio di cose ironiche sui ciechi ve le dico io, proprio per dimostrare che non siamo contrari alle battute su di noi. Un cieco che esplora con le mani la grattugia del formaggio: Ma che cavolo hanno scritto qui sopra, non si capisce niente! E quali sono i cioccolatini preferiti dai ciechi? I Gianbuiotti!

  • 18945
    Trader -

    “Suzanne ma qui tutti usiamo nomi di fantasia. O mi vorrai dire che Trader, Golem e Suzanne sono nomi veri?”

    Stuntman, che c’entra la tua affermazione con quanto detto da Suzanne? Certo che il mio nickname è un nome di fantasia, che peraltro è la mia professione, ma uso solo quello. Non ho bisogno di difendermi da solo scrivendo con altri nickname. E la mia maschera è sempre la stessa. Perciò di chiedo di non tirarmi in ballo facendo insinuazioni generalizzate. Io sono una persona sincera e coerente.

    A questo punto ho le idee chiare: mi dissocio dal pensiero di Stuntman. Come avete notato, prima di giungere a questa conclusione, ci ho pensato. La mia è una scelta ragionata, non è il frutto del condizionamento del sistema, né del gregge.

  • 18946
    Stuntman -

    Trader ma mica mi riferivo a te. Né a nessun altro, facevo un discorso generale. Mi sembrate tutti un tantino tesi, ragazzi rilassatevi! La vita è bella. Malgrado tutto.

    Max carina la battuta🙂

  • 18947
    Trader -

    Stuntman e Paolo, dobbiamo attenzionare le new entry perché in passato abbiamo subito una situazione caotica a causa di una baraonda di utenti sbucati dal nulla che ci attaccavano. Peraltro voi vi siete subito posti come antagonisti.
    Vi chiediamo quindi una presentazione per assicurarci che non destabilizziate il clima. A mia volta vi fornirò una mia presentazione. Se gli altri vorranno fare una loro presentazione, ben venga.
    Sono laureato in economia, faccio il trader professionista e l’ASPP di una grande azienda come secondo lavoro, professione per cui le aziende richiedono almeno la laurea triennale in ingegneria. Qua ho conosciuto validi utenti, dal quale posso imparare molto. Molti sono laureati e anche chi non ha la laurea è molto intelligente. Golem è architetto in pensione e ha grandi conoscenze in ogni campo. Max e Suzanne sono laureati in filosofia. Max e Suzanne sono laureati in filosofia. Suzanne per me è come una sorella: ci litigo sempre. Rossana è una donna sensibile

  • 18948
    Trader -

    E di grande esperienza.
    Il giovane e caro Tommy.

    Torniamo a me. Come dicevo, sono un trader di provincia, faccio un lavoro meraviglioso, il trader, aiutandomi a fare anche un secondo lavoro.
    Il trader è un lavoro impegnativo, anche se lo faccio a casa vestito come voglio, anche in pigiama.
    Ieri di prima mattina sono andato nel bosco per riflettere sui miei investimenti. Ho incontrato una famiglia di quattro mufloni o qualche specie analoga, non me ne intendo. Avendo paura che mi aggredissero, sono tornato indietro. È un mestiere pericoloso, il mio!

  • 18949
    Trader -

    “Trader ma mica mi riferivo a te. Né a nessun altro, facevo un discorso generale.”

    Appunto, parlando in generale ci hai compreso tutti, seppur senza nominarci personalmente. Infatti ho detto che hai fatto delle insinuazioni generalizzate. Essendo generalizzate, arrivano a tutti: a Suzanne, Golem, Max e me. Non si fa così. Anche per questo motivo è suonato il campanello d’allarme. Potresti essere un utente difficile e quindi dobbiamo attenzionarti.
    Stuntman, stai continuando ad irritarmi. Su LaD sei una burba appena arrivata, porta rispetto per i veterani. 🫵

  • 18950
    Golem -

    Trad, abbiamo il dovere di citare anche gli altri protagonisti che rendono vivace il contesto, come l’ineffabile Geigei Bad von Karism e i suoi seguaci. E anche quelli che purtroppo non compaiono più, come Passante, Walker (?) e il resto della truppa, di cui non ricordo più i nomi tanto si somigliavano nella comune, strenua ricerca del loro quarto d’ora di notorietà.
    È inutile negarlo, ma questi soggetti sono e restano molto importanti per il gioco delle parti che si veniva a creare nella, diciamo, interazione dialettica.
    Nessuno s’offenda, ma io diletto la mia parte diciamo, nobile, se incrocio un finedicitore dalla raffinata quanto feroce intelligenza, com’era l’insuperabile Professor Yog, ma essendo anche in possesso di una dichiarata vena sado-laidochista, devo dire che uno come Bad, con la folta schiera dei suoi epigoni, non mi fanno godere di meno.
    E poi, la “poesia” che mi hanno ispirato, come dimenticarlo.
    E di questo sarò loro sempre grato, perchè non lavorando più, come loro né incontro sempre meno. E solo IO lo sa quanto mi sono divertito. Con loro.

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