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di LAD

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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015.

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Categorie: - unclassified

24.288 commenti

  • 18901
    Max -

    Grazie a Golem & Suzie, in realtà le prime battute del brano, anche se un po’ forti, forse potevano passare, ma col procedere del discorso l’amico è caduto decisamente in basso. Io non me ne offendo, francamente mi dispiace soprattutto per lui. Salutoni a tutti e a presto.

  • 18902
    Tommy -

    Purtroppo la mia più cara amica è morta per colpa di uno di questi assassini:

    https://m.youtube.com/watch?v=VSdBE7SnuBw&t=11s&pp=ygUTVHVtb3JpIGNoZSB1Y2NpZG9ubw%3D%3D

    Che cosa mi ha fatto capire la morte? Che la vita non ha senso, mi spiace ma la penso così…

  • 18903
    Golem -

    La vita ha un senso chiaro solo dal punto di vista della Natura, che ci mette al mondo per riprodurci e quindi perpetrare la vita…fisica sul pianeta. Però la nostra sopraggiunta -chiamiamola così- intelligenza, tra le altre cose ci pone delle domande al riguardo, e le risposte che ci diamo per trovarvi un senso “altro” sono le più varie. Le religioni ci hanno pensato dando una speranza per l’Aldilà, imponendo delle regole che in realtà servono come controllo sociale, ma chi ha Fede ha la fortuna di credere quella speranza, e non è poco. Gli altri cercano di trovare un senso durante la vita terrena, probabilmente l’unica che abbiamo. Io faccio così.

  • 18904
    Stuntman -

    Prendersela per quello che dice Angelo Duro è come fare i bacchettoni davanti ai pischelli che si divertono a fare i simpatici malandrini, o davanti alle ragazze che portano la minigonna. Si risulta ridicoli. Max mi sembri più intelligente di così.

  • 18905
    Max -

    Caro Stunt, non me la sono presa e non mi son sentito offeso, tant’è che la reazione che ho avuto e che ho proposto alla nostra Unione non è stata di viva protesta o di indignazione, proprio perché mi rendo conto che la satira e il paradosso hanno i loro diritti. Ma alcune affermazioni che Angelo fa in quel pezzo mettono in forse molte idee che noi abbiamo impiegato decenni a far accettare alla società e fanno trapelare un’insofferenza nei confronti della disabilità che svaluta ciò che le persone da essa affette riescono, pur con fatica, a realizzare. E con le sue parole fa credere che siano dei privilegi quelle misure che, invece, sono atte a compensare dei disagi che comunque, la persona si trova a vivere. I disabili non vogliono “fare gli abili”, come egli dice, ma vogliono cercare, con l’ingegno e con l’aiuto della collettività, di essere appunto un po’ meno disabili. Angelo, come re del paradosso, può dire ciò che vuole, ma certe idee da lui affermate vanno…

  • 18906
    rossana -

    Tommy,
    condoglianze per la perdita della tua amica.

    Il cancro dilaga ovunque. Persi già 4 vicini e 2 parenti a causa di questa belva silenziosa. Una nipote e una vicina per ora sopravvissute…

    Tutto inquinato: aria e cibo, innanzitutto, a cui si aggiungono complicazioni esistenziali a non finire, economiche, burocratiche e relazionali.

  • 18907
    rossana -

    Max,
    una delle prime cose da imparare nella vita è quella di lasciarsi scivolare addosso i punti di vista e le critiche di chi non può avere, per qualsiasi ragione, la nostra stima.

    È qualcosa che ancora non ho finito d’interiorizzare, soprattutto se contrasti e rimproveri mi giungono da persone a cui sono affezionata o che godono anche solo in parte del mio rispetto.

    Ma tu sei ben più avanti di me in questo allenamento e le battute di quel comico da strapazzo non possono che essere penose per chi ha anche solo pochi grammi di cervello pensante in zucca.

    Hai fatto bene a mettere il link: si ha così modo di vedere confermata la cattiveria e la carenza di sensibilità di alcuni esseri che diventa difficile includere nel genere cosiddetto umano.

    Offendere chi non ha fatto nulla per esserti ostile è già di per sé riprovevole. Lo diventa molto di più quando va a colpire chi già fatica a sostenere anomale difficoltà, qualsiasi esse siano.

  • 18908
    Golem -

    Solo che Duro non è un pischello, è fare satira utilizzando i “problemi” fisici di altra gente, oltre ad essere di mediocre livello è da vigliacchi. E di quella satira, chiamiamola così, può riderne solo chi di quel livello lo è di suo. Purtroppo molti, troppi come ho anticipato.

  • 18909
    ARGO -

    Solo che Duro non è un pischello, è fare satira utilizzando i “problemi” fisici di altra gente,

    Che poi lui è pure belloccio, facile così, ragione per cui non lo guardo

  • 18910
    Stuntman -

    Max io penso che Angelo non stesse facendo un discorso discriminatorio verso chi ha degli handicap ma anzi inclusivo, come a voler dire: io non ti tratto come un povero sfortunato ma come un mio pari, perché tale ti considero. Quindi ti rispetto molto di più di chi ti tratta da poveretto. Infatti nella parte conclusiva lui accenna ai maranza, ai diversamente pensanti della nostra società riferendosi al fatto che la vera disabilità è quella: l’ ignoranza. E non l’essere ciechi, sordi, paralizzati, ecc… Lo so, sono sottigliezze che non tutti sono in grado di cogliere. E infatti è per questo che la comicità di Angelo Duro non è per tutti, non è per la massa.

  • 18911
    Suzanne -

    Ma il punto non è che fa comicità sulla disabilità, bensí che le battute fanno pena. Non è per tutti, sicuramente. Me lo ricordo dalle Iene, mi è sempre sembrato un cretino.

  • 18912
    Golem -

    Bè, è un’interpretazione soggettiva quella dell’inclusione molto soggettiva. Se non l’ho capita io, che ho la fortuna di avere la vista, Max ancora meno, e lui, al contrario di me, non è rozzo e massificato.
    Sicuramente non è per tutti quella “satira”, ma non lo è nei termini opposti a quelli che citi, e per le abbondanti ragioni “intestinali” che ho citato.
    I Monty Phyton la sfiorano, ma quella è così raffinata e intelligente che davvero non è per la massa. Quella però.

  • 18913
    Max -

    Stunt, hai ragione, noi persone con disabilità non pretendiamo né la compassione né tantomeno l’approvazione a prescindere. Anche noi vogliamo essere trattati per ciò che valiamo e essere richiamati all’esigenza di comportarci in modo socialmente compatibile. Ribadisco che non ho né avuto io stesso né promosso in altri una reazione piccata e offesa allo sketch di Angelo, in esso critico: 1. Il fatto che egli ci rimproveri per comportamenti che conseguono al nostro stato (il chiedere informazioni su ciò che ci circonda mira a compensare il fatto che, appunto perché non vediamo, rischiamo di rimanere isolati ed estranei); 2. Se abbiamo alcune agevolazioni come i parcheggi riservati o un contributo dallo Stato, queste son misure atte a compensare un disagio nel quale, comunque, viviamo; 3. Non vogliamo “fare gli abili”, ma vogliamo cercare di essere un po’ meno disabili. E questo grazie al nostro ingegno e grazie all’aiuto della collettività e di chi ci sta vicino.

  • 18914
    Tommy -

    Rossana, quella belva silenziosa doveva essere fermata già da prima, il problema è che lo stato preferisce sprecare i soldi in caxxate strafregandosene di tutti quanti noi comuni mortali, per questo spero solo in una giustizia divina!
    Viviamo in un mondo falso purtroppo rossana.

  • 18915
    Max -

    Al nostro Presidente ho suggerito di non optare per una risposta indignata al pezzo di Angelo ma piuttosto, di invitarlo a conoscere un po’ più da vicino la nostra realtà, aderendo ad alcune iniziative che vengono organizzate appunto per sensibilizzare le persone vedenti verso la nostra situazione. Ad esempio, può essere utile partecipare ai Percorsi al Buio, nei quali gruppi di persone vedenti vengono guidati, da ciechi, a effettuare percorsi al buio completo, sperimentando i diversi tipi di ambiente (strada tranquilla o col suono degli uccellini, strada trafficata e piena di rumori assordanti, marciapiedi ingombri di ostacoli ecc.). Oppure partecipare a una Cena al Buio, nella quale le persone vedenti si trovano a consumare un pasto al buio, servito da persone cieche, dovendo capire come si affronta senza vedere l’uso corretto delle posate, il riconoscimento del cibo, il versare bevande da una bottiglia ecc. Il tutto senza tristezze e in un’atmosfera serena e incoraggiante.

  • 18916
    Golem -

    Max, sei un delizioso signore.
    La tua elegante replica al tentativo di Stuntman di far passare come intelligente, in quanto “inclusiva”, quella specie di “cinepanettone” cabarettistico, è una lezione di raro stile.
    Nel tuo caso, ma non solo nel tuo, avendo avuto io in ufficio un Davide non vedente, spiritoso e ironico sulla sua disabilità e che spesso accompagnavo al bus che lo riportava a casa, viene dimostrato come certe “disabilità” conferiscono abilità che certi “abili” non potranno mai avere.
    Non voglio farlo, ma potrei inventarmi -immaginandomi non vedente- dieci scenette sulle disabilità di un vedente come quel pirla di Duro.

  • 18917
    Stuntman -

    Grazie Max per la tua gentile e intelligente risposta, molto ma molto più interessante di altri commenti che ho letto, scontati e banali. Non so guarda, io non faccio il comico e non è che me ne intendo molto, ma personalmente non ho visto in quel monologo un reale intento di colpire le persone disabili. Magari Angelo avrebbe potuto utilizzare parole e frasi diverse, meno fraintendibili, ma è anche vero che così facendo non sarebbe stato il suo stile, non sarebbe stato lui. E forse tutto il discorso avrebbe perso di quel significato e di quella carica che lui ha voluto dargli. Secondo me lui non sfotteva i disabili, ma l’ atteggiamento ( e i pensieri ) che molti hanno verso di loro.

  • 18918
    Suzanne -

    Tommy, mi spiace per la tua amica. Lo Stato però non è Dio, non è un’entità astratta che plasma i nostri destini muovendoci come marionette inermi. Lo Stato siamo tutti noi, singolarmente e come collettività, e pertanto abbiamo responsabilità di ciò che ci accade. Tanto per fare un esempio : tanta bufera sulla “costrizione” vaccinale durante il Covid e sull’incapacità del Sistema sanitario di far fronte ad un evento pandemico. E ora? Va tutto bene? Ora la sanità è messa addirittura peggio del periodo ceitico, ma nessuno se ne indigna, nessuno se ne preoccupa, se non quando ti ammali perché lo screening preventivo sulle forme tumorali curabili è stato sospeso, oppure le cure disponibili non vengono somministrate a tutti perché troppo costose, o ancora ti accorgi che in ospedale tutte le procedure standard stabilite dalle aziende sono volte al risparmio e quindi si evitano emocolture pee individuare batteri specifici, si rimandano esami costosi e nel frattempo i ricoverati muoiono.

  • 18919
    Suzanne -

    Purtroppo ne ho recente esperienza diretta : mio padre ce lo siamo portato via perché il degrado dei reparti in cui era ricoverato faceva accapponare la pelle. Tutto ciò unito a personale non adeguatamente formato (soprattutto dal punto di vista umano), disinteressato alla cura del paziente, incapace di relazionarsi coi parenti. Un ambiente di menefreghismo diffuso, di infermieri e OSS ciondolanti nascosti in qualche stanzino pur di non essere disturbati. Un quadro davvero desolante. Mi immagino tra l’altro quelle persone anziane che non hanno nessuno a vigilare come possano essere trattate. Ci vuole un cambiamento radicale, persone motivate, formate e adeguatamente retribuite, che vengano incentivate a fare il proprio mestiere in modo dignitoso per sé stesse e per i pazienti. Ci vogliono soldi, vero, ma anche educazione e cambiamento di paradigmi.

  • 18920
    rossana -

    Tommy,
    più che d’accordo con te: si guarda alla crescita del PIL e all’avere sempre di più a livello individuale, trascurando gli aspetti più importanti nella vita di tutti quelli che per salvaguardare la loro salute dipendono dall’assistenza sanitaria di stato.

  • 18921
    Max -

    Golem e Stunt, grazie a entrambi per le gentili risposte le quali, da angolazioni diverse, dicono cose sulle quali sono sostanzialmente d’accordo. Ribadisco che per me il monologo di Angelo non costituisce un problema in quanto tale, poiché lo considero come un esempio di paradosso e di iperbole che sono insiti nella satira e nella comicità. Però certe idee da lui espresse tendono a diffondersi, in modo più o meno subdolo, in contesti più “seri”. E questo è ciò che, pur con la leggerezza del caso, chi si occupa di disabilità cerca di contrastare.

  • 18922
    Golem -

    “Secondo me lui non sfotteva i disabili, ma l’ atteggiamento ( e i pensieri ) che molti hanno verso di loro”.

    Vabbè, quando si vuole far passare per bravo un cialtroncello che cerca di fare il comico senza averne il talento.
    Non sarà un commento intelligente, ma la realtà è quella.
    D’altra parte oggi, con la bulimia mediatica che c’è, anche se fai un monologo con le scoregge traverai qualcuno che ti segue e ne ride. Ma sempre di scoregge si tratta.

  • 18923
    ARGO -

    ‘Tommy, mi spiace per la tua amica. Lo Stato però non è Dio, non è un’entità astratta che plasma i nostri destini muovendoci come marionette inermi. Lo Stato siamo tutti noi”

    Lo stato siete voi statali, Suzy

  • 18924
    Golem -

    Max, ripeto, sei troppo signore. La buona comicità, o satira, che dir si voglia, utilizza “caratteristiche” particolare dei soggetti di cui ridere, vedi l’uso che ne fa Crozza quando fa la caricatura di De Luca o Feltri, che fanno parte dell'”essere” del soggetto, di cui questo ignora la presenza. Richiamare per ridere comunque, “mancanze” che invece sono ben presenti a chi ne oggetto, è cosa da mediocri.
    A me comunque non fa ridere. Sarò massificato?

  • 18925
    Tommy -

    Suzanne, io credo che a questo punto l’unica opzione che ci rimane è la ribellione, solo così cambiano le cose altrimenti andrà sempre peggio. Vedi dove buttano via i soldi? PIL e spese militari, anziché spenderli per fermare una buona volta per tutte questo maledetto assassino chiamato cancro che ha ucciso la mia migliore amica. E sinceramente a me questo cancro mi spaventa più del Covid perché per qullo non c’è vaccino che tenga, nemmeno con la chemioterapia fermano quel bastardo. Sono traumatizzato, questa disgrazia mi ha segnato la vita per sempre, mi ha portato via l’unica amica che per me era come una sorella.

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