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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015.
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Tommy, non ho mai detto di essere un vincente, io ho detto di aver avuto buoni risultati (e non si parlava della laurea in economia, ma della mia situazione familiare. Poi ho aggiunto l’esempio con il mio lavoro da trader per confrontare la situazione analoga dell’invidioso che crede di insegnarmi il lavoro). Dal racconto della mia vita avete dedotto VOI che sono un vincente e ciò vi infastidisce.
“…ingenuamente hanno avuto la sfiga di avere incontrato lo stronzo o la stronza di turno, per questo qualcuno sono stati degli sprovveduti…”
Rileggi queste parole della tua frase: INGENUAMENTE, SPROVVEDUTI. Se ti comporti ingenuamente, sei un ingenuo, uno sprovveduto. SFIGA, INCONTRARE: il partner non si INCONTRA per caso, te lo scegli tu. Dare la colpa dei propri fallimenti alla SFIGA è infantile. Ti pare che la differenza tra me e chi ha solo perso in borsa sia data dalla fortuna? Ok, una volta anche i migliori possono essere sfigati. Ma una volta, non sempre.
A te la sfiga è capitata, quindi non ti ricapiterà di nuovo. Allora perché hai paura di ulteriori insuccessi?
Tommy, dici che non bisogna omologarsi. Ma quando ami o trombi non lo fai per far piacere alla società, ma per te stesso. Infatti ti ho detto che non mi crei nessun danno se resti solo tutta la vita. Non me ne va e non me ne viene nulla. Mi hanno dato fastidio le cattiverie che mi hai rivolto, fantasticando sulla mia rovina. E lo fai anche con gli altri: maledici i rapporti delle coppie, spargi la tua negatività su tutti, ti sembrano cose da fare?
“molti, come me, femmine e maschi che siano, rifuggono le relazioni…”
“…meglio distinguersi dalla massa”
Visto che oggi molte persone rifuggono le relazioni amorose, allora per distinguerti dalla massa dovresti averne una.
Basta con queste masturbazioni mentali (e masturbazioni reali)! Tommy, trova l’amore vero e vedrai come cambi idee!
Ama, Tommy, non odiare! Ama!
Sull’altro sito lei, single, ti reputa, testuali parole, un bambinone e altro aggettivo che non ripeto!
“…la loro pandeminchia…”
Tommy, tu non ci credi alla Covid-19?
Golem puoi star qui a fare il politicamente corretto quanto vuoi, per risultare simpatico alle femmine, ma nessuna donna – se libera di scegliere – sceglie sulla base di criteri saggi o nobili. Tutte guardano all’aspetto fisico e/o al fattore economico, tutte. Senza alcuna eccezione. Poi certo ci sono le donne brutte, che ripiegano su quelli che hanno le famose “altre qualità”, ma perchè tali donne devono appunto “accontentarsi” prendendosi gli scarti delle altre se non vogliono restar sole. Ma se parliamo di libera scelta, anzi direi a questo punto di prima scelta, l’attenzione delle donne va inevitabilmente su quel 20% di uomini che risultano appetibili per quelli che sono i parametri attuali. Quindi uomini belli, o molto ricchi e di successo. O entrambe le cose. Uomini che nella maggior parte dei casi le useranno e basta. Per tutti gli altri, a meno di non prendersi qualche obrobrio, c’è in serbo solo una vita di seghe o il ricorrere alle prostitute.
Poi queste donnine pretenziose te le vedi arrivare a 40/50 anni sole ( single, come si usa dire ) senza un marito e senza figli, perchè non si sono accontentate, perchè “loro valgono” e mettersi con un tizio normale qualunque sarebbe stato troppo avvilente per la loro bellezza e splendida personalità. E intanto la nostra società si sta estinguendo, al contrario di quelle meno evolute dove ancora vige il patriarcato.
Per mandare avanti anche la società occidentale e mantenere alto il livello demografico e il ricambio generazionale bisogna necessariamente sacrificare alcune libertà, sia femminili che anche maschili e quindi non si può pensare che ogni donna debba scegliere solo modelli o attori. Piaccia o non piaccia è così. La realtà è questa caro Golem anche se tu la neghi.
Golem, il discorso è complesso e piuttosto sfumato. La femminilizzazione dell’uomo la vedo piú una moda che qualcosa di veramente sostanziale, come quando i grandi artisti come Bowie si truccavano o si vestivano con abiti da donna per i loro spettacoli. Oggi siamo in un’epoca storica in cui si può essere bene o male ciò che si vuole, con molte meno rigide strutture rispetto a un tempo, eppure questa libertà molto spesso si trasforma in un vuoto difficile da modellare (il buon vecchio Fromm parlava di alienazione in questo senso già cinquant’anni fa). Quando sai cosa DEVI essere tutto risulta in un certo modo piú semplice, poiché non hai bisogno di scavare dentro di te per comprendere la tua essenza piú autentica; nessuno te la richiede. Se eri donna ti realizzavi nella costruzione di una famiglia, fingendo di avere un ruolo marginale di supporto al tuo uomo ma nel contempo gestendo praticamente in toto l’economia e le scelte domestiche.
Se eri un uomo dovevi sottostare a certi stereotipi ma bene o male qualcosa riuscivi a racimolare in termini si affetti e considerazione sociale. Oggi tutto è meno definito e ciascuno è libero di essere ciò che desidera (posto che non siano desideri eteroindotti di cui non si è nemmeno consapevoli). Questo da una parte crea spaesamento, e dall’altro sembra che comunque, in tutta questa libertà, i modelli veramente accettati siano sempre e comunque gli stessi. Persone completamente dispiegate agli altri, lineari, forti, risolte, sicure dei propri mezzi, resilienti, attive, propositive, insomma vincenti. Questo crea una ghettizzazione dei piú insicuri o semplicemente di coloro che in qualche modo ancora devono capire e scegliere chi vogliono essere. Ho molti amici single da una vita, ragazzi in gamba con qualità umane e intellettive invidiabili, ma con difficoltà relazionali e magari tante insicurezze ingiustificate. È sempre la triste legge della jungla purtroppo…
Tralascio di commentare le “ignazie” ovvietà, dove apparirebbe immorale che una donna, in termini amorosi, e non solo, scelga quello che ritiene essere il meglio per sè, invece di farlo usando la nobile carità di dedicarsi ai disgraziati che non battono chiodo, e per questa ragione portare l’umanità sull’orlo dell’estinzione. Ne parlo solo per rappresentare un ennesimo, fulgido esempio di grottesca parzializzazione della realtà, e di come sia facile “costruirsi” una ragione ad hoc sentendosi dalla parte della vittima.
Invece, Suzy, giustamente tu citi lo “spaesamento” caratteristico dei nostri tempi, e nello stesso tempo Fromm, che ha saputo leggere il nostro futuro meglio di uno scrittore di fantascienza. Ma a proposito di questo, quanto quello spaesamento al maschile cui accenni, che si manifesta nei mille modi che vanno dai tacchi a spillo, alle manifestazioni di ottuso e violento machismo, sino all’esempio dei tuoi amici forzatamente single, non assomiglia agli esiti letti in quella “Fuga dalla Libertà”, che per me è stato》
》un caposaldo per la comprensione della psicologia sociale, che tutt’ora non finisce di interessarmi?
È evidente che essersi liberati da certi stereotipi crei sconcerto nei nuovi “liberti”, e lo fa sia al maschile che al femminile, con manifestazioni che spesso assumono forme esageratamente “libertarie”, se non proprio folcloristiche, che sottolineano più l’abitudine a una certa “schiavitù” che non la matura acquisizione delle nuove condizioni, favorenti, in teoria, l’emersione delle nostre reali identità e desideri.
È difficile anche per gli addetti ai lavori derimere la matassa di istanze che ci hanno portato ad avere questa società del “solipsismo”, ma è chiaro che per un motivo o per l’altro manca la propensione al “rischio”, anche solo visto come “progetto”, sommata alle illusioni create dalle “alte” aspettative indotte da quella sottocultura di cui si è accennato.
E comunque, come vedi, la legge della giungla resta sempre l’eterno discrimine nelle nostre scelte di massa, anche quando la “rete” non è fatta di liane ma di bit.
Ignazio che ci vuoi fare, è il prezzo della libertà. Nella vecchia società patriarcale questa libertà non c’era, tutto era ben definito e prestabilito. Se uscivi da quei canoni ( che tu fossi uomo o donna ) c’erano il giudizio e la condanna del resto della comunità. Bisognava solo portare avanti il progetto della famiglia tradizionale secondo una visione di stampo religioso e non vi era nessuno spazio per l’ individuo in quanto tale. Chiaro che un mondo di quel tipo non sarebbe potuto durare per sempre, se non altro perché la spinta delle voci dissidenti non poteva che, con il tempo, diventare sempre più forte. Poi parliamoci chiaro: a cosa aveva portato questo impuntarsi a tutti i costi su certi modelli? Non mi pare che il mondo costruito dai vecchi patriarchi fosse assolutamente giusto, perfetto e ben governato in tutti i suoi aspetti, senza contare che se alcune nascite si fossero evitate non avremmo avuto guerre sanguinose e altre atrocità.
C’è sempre un altro lato della medaglia Ignazio, bisogna solo imparare a vederlo..
“se alcune nascite si fossero evitate non avremmo avuto guerre sanguinose e altre atrocità.”
A proposito di altro lato della medaglia, se altre nascite si fossero evitate, non avremmo avuto pace e prosperità.
Viola, non credo che ciò di cui si discute sia una caratteristica prettamente della famiglia patriarcale, ma anche matriarcale. A prescindere dal patriarcato o matriarcato, la religione (non solo cristiana, guarda per esempio il film Mustang, ambientato in una musulmana Turchia bigotta dei giorni nostri) e la morale sociale condannavano (e condannano) i rapporti sessuali prematrimoniali. Se volevi avere un rapporto sessuale dovevi sposarti e fare un figlio. Questa mentalità era necessaria per il controllo delle nascite. Se una figlia di una famiglia povera resta incinta, è un problema. L’unica soluzione era il matrimonio riparatore.
Non sarebbe meglio fare educazione sessuale e lasciare che anche chi non ha la fede al dito si diverta sessualmente parlando?
Uomini e…
Donne si innamorano, si mettono insieme, è naturale. La morale sociale vuole che non vadano oltre ai baci finché sono fidanzati, poi devono sposarsi, e a quel punto, si può fare sesso.
Ma la nullafacente non va a farsi l’ennesima vacanza, lei che può? Sputa veleno come un mamba.
“La razionalizzazione non è uno strumento per penetrare la realtà, ma un tentativo a posteriori di armonizzare i propri desideri con la realtà esistente.” E. Fromm
Ecco che questa necessità di razionalizzazione può generare mostri pericolosi, per noi stessi e per gli altri. Letto tantissimi anni fa, ma Fromm inseriva questa disamina della fuga dalla libertà nella comprensione psico-sociale dei nazionalismi totalitari. Riportata al momento attuale, ecco che a livello individuale si costruiscono le piú astruse teorie su redpillati, incel e spazzatura simile, in cui ci si può rifugiare in gruppi di piagnucolatori seriali e razionalizzatori delle proprie frustrazioni.
Le relazioni amorose sono in crisi? Ecco che ogni gruppo si polarizzerà in una legge a proprio uso e consumo, creando ulteriori fratture in una società costituita ormai da atomi inassemblabili.
Addirittura c’è chi ricorre ai musulmani per terrorizzare queste donne libertine moderne.
Golem, debbo ritrovare il libro…
Analisi corretta Suzy, dove ognuno si gonfia un metaforico “giubbotto di salvataggio” per galleggiare in una realtà nella quale sente di annegare. Galleggia, certo, circondato da altri naufraghi “galleggianti” dai quali spera un aiuto, ma che a loro volta sono in cerca di qualcosa o qualcuno a cui aggrapparsi per sopravvivere. Un Titanic storico di cui spesso vediamo alcune scene anche da questo modesto oblò.
Avete sentito che ha chiuso Novaya Gazeta, giornale indipendente russo?
La censura di Putin colpisce ancora.
Trader ma di cosa ti meravigli? credi che noi viviamo in una parte dove vige veramente il perfetto sistema democratico? la Russia è così, non c’è la dittatura cinese, ma che ci si strappi ancora le vesti o che ci si meravigli, mi sa di ridicolo. Li non c’è trucco ne inganno, a differenza delle nostre latitudini, il cittadino sa quello che gli aspetta nella società civile russa. Un sistema dittatoriale non avrà che pochissime ipocrisie (per i potenti della nazione), differentemente delle nostre parti (ma anche altrove) dove invece non solo ne siamo pieni, ma sfocia anche nella subdolezza e ritengo peggio questo, perchè quei cittadini che sono contro a tali governi, sanno cosa aspettarsi, mentre dove esiste la famosa (e fumosa) democrazia tutto può degenerare da un momento all’altro, lasciando spiazzato e deluso il cittadino che vive in quei paesi.
Quindi Deep, a te piacerebbe un regime come quello russo mi sembra di capire. Meglio un padre padrone alla Putin, che ti elimina o ti mette a tacere se non la pensi come lui, piuttosto che una democrazia imperfetta. Mi piacerebbe davvero che provaste un annetto di quel regime per vedere come ne apprezzereste gli esiti. Intanto tu oggi saresti quasi certamente al fronte, o forse già cremato, con tua somma gioia per la mancanza di ipocrisia di quel regime.
Non sapete quello che dite.
Miss Thatcher disse che se l’Italia entra in Europa è finita, la svenderanno e diventerà più povera.
Sante parole, la chiamavano donna di ferro.
Bettino Craxi?
Disse le stesse cose.
Riguardo alla censura è più l’Italia che la subisce.
Golem capisco che tu sia schierato e di parte (mi è capitato di leggerlo svariate volte su questo thread, negarlo sarebbe da stupidi), ma alla fine a me non interessa avere un regime democratico o quello “putiniano”. Mi riferivo al fatto che una dittatura è più “sincera” di una finta democrazia. Un dissidente in Russia sa a cosa va in contro, dalle nostre parti no. Tranquillizzati, che probabilmente in futuro da noi sarà peggio.
Applausi per Dante e le sue affermazioni.
Spero che anche la nuova premier inglese sia contro Putin.
La censura quanti giornali ha chiuso in Italia? In Italia e in Occidente si può aprire la bocca, in Russia no. Fate voi.
Bè Deep, scusa ma non capisco come si possa apprezzare quel genere di… “sincerità”. Preferire una palese limitazione della libertà in un regime totalitario, ad una libertà, sia pure imperfetta, come quella occidentale, mi sembra francamente grottesco.
Mi fa piacere che tu sappia anche prevedere il futuro riguardo la democrazia in Occidente. Io sono felice di essere nato e cresciuto lontano dall’URSS e ora dalla Russia, e ti dico che se le nuove generazioni russe potessero esprimersi liberamente direbbero le stesse cose. Però non possono farlo, e sai perchè? Perche vivono sotto dittatura. Se fosse così anche da noi, la tua pur tenue dissidenza non sarebbe sfuggita ai cotrollori e nel giro di poco tempo avresti ricevuto il primo cartellino giallo, seguito da quello…russo.
DeepHouse,
“Mi riferivo al fatto che una dittatura è più “sincera” di una finta democrazia. Un dissidente in Russia sa a cosa va in contro, dalle nostre parti no.” – concetto chiaro, che condivido.
A parte le disuguaglianze a carattere economico, ormai estese in quasi tutti i Paesi, qui si è schiavi come nel Medioevo, ma non si ha consapevolezza di esserlo perché ben avvolti nella soffice carta dorata dell’imbambolamento collettivo.
Per l’uomo comune guai a fare un passo al di fuori del sentiero tracciato: multe stratosferiche per un lecca-lecca senza scontrino e 300 euro di penale ogni giorno di ritardo nel consegnare alla banca le chiavi della casa che ti ha pignorato, quando non sei più stato in grado di pagare le rate del mutuo, indipendentemente dalle ragioni che ti hanno impedito di farlo.
Giustizia di fatto inesistente, a cui si sottrae chi può permettersi il miglior avvocato e decine di miliardi di tasse evase. Una “democrazia” molto malata, davvero da riformare.
Trader,
hai mai provato a leggere per due o tre mesi le principali notizie su almeno tre fra i più diffusi quotidiani a livello nazionale?
Scrivono tutti le stesse cose, con leggere sfumature di addebito di colpe al partito dell’opposta corrente politica (se così si può ancora considerare).
Per me, quando la musica è una sola, questa si basa su un unico spartito. E si sa che la maggior parte dei quotidiani è sovvenzionata dallo stato, così come sono da questo controllati molti canali televisivi di un qualche rilievo.
La scarsa voce in contrasto si esprime quasi sempre con obiettivi elettorali, spesso anche in modo alquanto inconsistente. Un provincialismo penoso e di ben poca utilità per chi voglia continuare a ragionare sui fatti e sulle loro conseguenze.
La Russia, comunque vada a finire la guerra, avrà pane e riscaldamento per la sua gente. Noi, ricchi occidentali, difensori di valori perduti, dovremo invece cambiare molto in peggio le nostre abitudini di vita.
Ma certo, anche la nuova inglese è contro Putin, non ti preoccupare, io intanto comincio a preoccuparmi del fatto che quando qualcuno si vanta di schiacciare l’avversario si capisce già qual’è la mentalità…