Salta i links e vai al contenuto

Chat

di LAD

Riferimento alla lettera: Usa questo spazio per conversazioni "Fuori Tema".
Leggi tutto il testo a pagina 1

Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015.

L'autore, LAD, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - unclassified

24.272 commenti

  • 16251
    Trader -

    Max, anch’io ti apprezzo molto.
    Suzanne invece come al solito ha capito l’ESATTO CONTRARIO di ciò che affermo.
    “Questa tendenza a doversi sempre definire “vincenti…”
    Dove avrei scritto che sono un vincente o infallibile? Racconto solo dei miei soddifacenti risultati.
    Non mi sto confrontando con un africano indigente, bensì con persone che hanno avuto le mie stesse possibilità, anzi, a volte migliori, si sono cimentate nelle mie stesse attività, ma hanno fallito.
    Ho ribadito più volte che i sentimenti non si monetizzano. Un conoscente mi disse che si prodigava di meno con la compagna perché lei stava facendo lo stesso. In altri termini, l’amava al 70% perché lei lo amava all’80%. Dovendo guadagnarci, amava un po’ di meno!
    Qua si stava parlando di tutt’altra cosa, non di un problema di costi/benefici. Si parlava di essere capaci di gestire la propria vita senza combinare casino, di…

  • 16252
    Trader -

    di essere in grado di coltivare una relazione sentimentale, di capire se la persona che abbiamo di fronte fa per noi.
    A differenza di Suzanne, non vi ho mai nascosto i miei difetti e se sbaglio l’ho sempre ammesso. Più volte vi ho detto che non ho la verità in tasca. Suzanne mi incolpa di non aver fatto certi sbagli! Le dà fastidio che ho successo nel mio lavoro; che non ho problemi familiari. Che posso farci? Devo mentirvi, sputtanandomi falsamente per non suscitare l’ira di Suzanne o dei tanti invidiosi che sperano nella mia rovina?

    “..due individui sempre in continuo mutamento..”
    Sono piccoli cambiamenti, ma in sostanza l’individuo non cambia e si parlava di persone cattive che ti rovinano la vita. Tranne rari casi, si resta stupidi, intelligenti, falsi, sinceri, ecc. tutta la vita, perciò se, per esempio, ti fidanzi con un violento, sai già che ti farà seriamente del male.

  • 16253
    Golem -

    Periodicamente si ripropone la “vexata questio” che sta animando gli ultimi post della chat, e regolarmente si creano fazioni pro o contro una visione o l’altra, dove ognuno dice la propria quasi sempre frutto di esperienze o riflessioni soggettive. Quanto pesano le proprie capacità nel raggiungimento di certi obiettivi e quanto la “fortuna”? Personalmente credo fermamente che c’entrino entrambe nel disegnare il nostro destino, ma quello che fa la differenza è la capacità di saper “sfruttare” la fortuna quando questa si presenta. In realtà non sarebbe corretto definirla proprio fortuna ma “potenziale opportunità”, che solo l’intuito (e l’intelligenza) di chi ne sta pre-vedendo gli sviluppi può trasformare in un risultato…fortunato.
    Questo almeno è quello che mi proviene dalle mie esperienze sia di vita che professionali, che so essere state condizionate da certe opportunità. Che però posso dire di aver colto e sfruttato nel migliore dei modi considerando i risultati, di cui non posso lamentarmi vista la posizione di partenza nella maratona della vita》

  • 16254
    Golem -

    》Ora, al di là delle soggettive sensibilità, e a prescindere dalle posizioni dei partecipanti al presente dibattito, a cui NON mi sto riferendo, è un fatto che “l’ostensione” del proprio successo disturba, diciamolo, anche quando fosse un banale modo di presentare la propria vita. Questo, però, l’ho notato molto più presente, (anche a livelli insospettabili) nella nostra cultura, intrisa di quel cattolicesimo ipocrita condizionato dalla Sofferenza (del Cristo) come parametro della vera “Virtù”, laddove questa è riportata come sublime valore dal “salvamento” dell’uomo attraverso l’Estremo Sacrificio. “Mors mea vita tua” insomma. Tralasciando le esegesi teologiche e le loro perverse conseguenze, visibili soprattutto alle nostre latitudini -specie quelle più provinciali- in ambienti di cultura Protestante-Calvinista quelle “ostensioni” sono più tollerate e non infastidenti come da noi. L’ho constatato specie negli USA, dove semmai si può essere oggetto di ammirazione che non di invidie o anche di solo fastidio. Come mai si è così diversi nel giudizio?

  • 16255
    Max -

    Trader, Suzie non avrebbe bisogno di un avvocato difensore, ma mi permetto di risponderti al suo posto perché ho l’impressione che, per amor di polemica, facciate a non capirvi. Non ti si accusa di dire che sei vincente su tutti i fronti perché anzi, onestamente, riconosci i tuoi errori. Ti si contesta semplicemente l’affermazione che se uno fallisce in qualcosa è colpa sua perché non è stato capace di valutare in modo adeguato gli elementi in gioco. Ciò che sosteniamo è che le cose stanno in parte così, ma in altra parte la fortuna, o la sfortuna, hanno il loro peso. Uno può essere bravissimo a guidare e rispettare le regole del traffico alla perfezione, ma se si imbatte in un automobilista incapace o per qualche motivo – malattia o assunzione di sostanze – non in grado di guidare bene, l’incidente avverrà comunque, nonostante l’impegno che la persona stia mettendo nel fare le cose per bene. Questo è uno fra i tanti esempi che dimostrano che non tutto nella vita dipende da noi.

  • 16256
    Trader -

    Uh, combinazione sto guardando un film su Netflix “Un marito da addestrare”. Nella scena iniziale una psicologa afferma che quando scegliamo un’auto sappiamo cosa vogliamo, la proviamo. Se andiamo a cena fuori scegliamo un posto con buona recensione, ecc. Ma non facciamo altrettanta attenzione quando scegliamo la persona più importante della nostra vita”.
    Su Sky invece prima c’era “Battle in Seattle”, film sulle proteste no global del 1999, l’avevo già visto, ma che emozione! Ma che ne sa Suzanne!

  • 16257
    Tommy -

    Trader:”Si, ci sono ragazzi e anche tante ragazze che la pensano come te, ma non starle ad ascoltare. Non ascoltare e non andare dietro ai (PERDENTI), altrimenti finisci come loro, ma chiedi ai (VINCENTI) come fanno ad avere successo.”

    Ecco la diagnosi di questa tendenza a doversi sempre definire vincente e superiore a tutti, si chiama…. NARCISISMO!

  • 16258
    Suzanne -

    Max, questo giochino è vecchio e noioso, anche se non escludo che Trader abbia davvero dei problemi di comprensione. Piccola precisazione : da sempre ho un interesse per i soldi equiparabile a quello per i mercati finanziari e tutti i discorsi inerenti : assolutamente nullo. Quindi direi che l’invidia la riservo (ammesso che abbia lo sbattimento di provarla) per qualcuno/qualcosa di piú interessante.
    Golem, probabilmente è stata proprio la necessità di ribaltare questa Sofferenza cattolica che ha portato oggi ad un punto di vista completamente opposto, ma altrettanto frustrante. L’imperativo categorico, fin dalla primissima infanzia, risulta essere “tu vali” e “ogni desiderio è raggiungibile”. Entrambi i messaggi sono altamente problematici, perché sostanzialmente falsi. Ciascuno di noi ha delle attitudini e dei limiti, perciò non è vero che si possa realizzare qualsiasi aspirazione noi abbiamo. Inoltre ogni deviazione dalla strada lastricata del successo viene vissuta…

  • 16259
    Suzanne -

    Come un fallimento destabilizzante da cui è difficile riprendersi. Gioco a calcio con i miei compagnetti e vorrei diventare Ronaldo ma sono una schiappa? Frustrazione. Non sono portato per lo studio ma necessariamente devo diventare un fisico nucleare per soddisfare le aspettative degli altri, ormai interiorizzate e cementificate? Crisi di ansia. La mia relazione amorosa finisce? Ecco l’ennesimo fallimento.
    Golem, sai benissimo che su questo la pensiamo molto diversamente : per me una relazione (chiamala d’amore o come ti pare, è sempre e solo un’etichetta) vale sempre la pena di essere vissuta, a condizione che nel presente ci renda felici. Se fossimo un po’ piú animali e un po’ meno raziocinanti, ci renderemmo conto che l’unico tempo che possiamo valutare è il QUI e ORA, tutto il resto è mera illusione.

  • 16260
    Trader -

    Tommy, nella mia frase che hai riportato nel commento n. 16241, DOVE è scritto che io mi definisco un vincente?! Ragazzi, avete le traveggole, leggete parole che non esistono. Si chiama… SCHIZOFRENIA.
    E poi, secondo voi è sbagliato imitare i vincenti? Meglio seguire i perdenti? Ditemelo pure. Siamo qua per discuterne.

    Carissimo Max, ciò che dici è vero. Per riassumere i concetti, ho tralasciato di parlare del fattore fortuna. Un guidatore provetto può fare un incidente per colpa degli altri. Ma quando càpitano tutte sempre alle stesse persone, la sorte non c’entra. Ci sono automobilisti che hanno fatto molti incidenti, altri pochi. In quel caso non è questione di sfortuna. Si, può succedere di sposare la persona sbagliata, di divorziare. Può succedere che l’amore finisca e ci si separi. Ma almeno si può avere il sennò di evitare di scegliere un/una compagno/a criminale che ti rovina la vita?
    Ho parlato di “‘colpa”, che presuppone un giudizio morale. Allora definiamola…

  • 16261
    Trader -

    causa, ma non cambia niente. Esempio: Tizio può avere i suoi buoni motivi per cui non capisce niente di finanza: genitori non lo hanno fatto studiare, ecc. Però, se perde soldi in borsa la responsabilità è sua, non dei mercati finanziari. La borsa non è colpevole dei suoi insuccessi. È infantile prendersela con il sistema. Ti hanno bocciato a scuola? È colpa dei professori che non ti hanno capito o è colpa tua? È altresì inutile andare a piangere da altri incapaci che hanno fatto la stessa fine. Chi è furbo imita chi è bravo in un deteminato campo, non lo invidia. Comunque io non ho trovato tutto pronto nella vita.
    Tommy considera cattive tutte le donne del mondo, sconsigliando di intraprendere una relazione con chiunque di loro. Possibile che nel mondo siano tutti cattivi meno noi stessi?

  • 16262
    Golem -

    Sì Suzy, capisco quello che intendi dire, ma se volessimo leggere in un minuto tutta la storia dell’umanità, ci resterebbe solo la sensazione di un anelito, una ricerca di sè, un continuo bisogno di realizzazione che possa dare senso alla vita, con mezzi e modalità che ognuno di noi sceglie come più idonei a raggiungere quel traguardo.
    Non ho seguito puntualmente il dibattito, ma dovrebbe essere ovvio che non si possa raggiungere ogni obiettivo possibile e immaginabile, però ritengo sia possibile raggiungere ciò che si vuole veramente perchè è “sentito” come componente utile a completarsi. Questo sottintende una rara chiarezza di idee sulla conoscenza di sè, che prescinde da qualsiasi confronto con gli altri o con l’idea del “successo” che oggi viene imposta come sottocultura strumentale a certe dinamiche politico-economiche.
    Può darsi che ogni relazione valga la pena di essere vissuta, ma se è vero che alla fine l’unica cosa “reale” è il presente, non di meno faremo sempre i conti con passato e futuro, illusioni e speranze, proprio perchè non siamo animali.

  • 16263
    Tommy -

    Trader:”Ragazzi, avete le traveggole, leggete parole che non esistono. Si chiama… SCHIZOFRENIA.”

    Ma sei sicuro che non stai parlando di te stesso?

    Dov’è che hai letto nei miei precedenti interventi che considero cattive tutte le donne del mondo?

    A questo punto non lo escludo nemmeno io sul fatto che tu hai veramente dei problemi di comprensione, sei un analfabeta funzionale, carissimo amico mio.
    Non cercare di mettermi in cattiva luce solo perché ti rode il culo quando uno ha dei punti di vista diversi dai tuoi, tu fai parte di questa società bigotta e conformista che è sempre pronta a sfoderare etichettare a destra e a manca verso chi per ovvie ragioni preferisce distinguersi dalla massa, sei patetico!

  • 16264
    Trader -

    Trader non ha problemi di comprensione. Lavorando, ha pochissimi minuti per leggere a volo d’uccello e rispondere ai molti commenti della dozzina di forum su cui scrive. Chi non ha mai lavorato e ha tanto tempo libero non lo può capire.
    Senza nesso logico l’assenza dell’invidia con il disinteresse per i mercati finanziari. È come se dicessi che non invidio Suzanne, perché non mi interessa essere pagato dai contribuenti per stare a casa senza fare niente. Lei dice che i soldi non le interessano perché ne percepisce tanti senza fatica. Vorrei vedere se non le interessasse il denaro, se non si potesse permettere le vacanze ai Caraibi. Ma Suzanne pensa che Trader starebbe tutto il giorno a fare calcoli, leggere numeri, elaborare statistiche, se avesse un reddito senza fare niente come lei? Numeri che si colorano di rosso e di verde, alert che scattano. Compra, vendi!
    Ma devo pur guadagnarmi i soldi per mangiare

  • 16265
    Ana -

    @Depresso X2
    A me l’esperienza dice l’opposto. O forse é solo il mio caso? Io non ho ricchezze che mio marito può sfruttare. A me solo certi italici hanno riservato un trattamento che terzo Reich levati proprio? Tipo eh non voglio avere a che fare con una cessa autistica, oppure levate dar caxxo autistica de me… Chissà perché per lo scozzese, l’irlandese o l’inglese non risulto una cessa autistica o un’autistica de me…. Eppure non ho ricchezze come Berlusconi, mio padre non fa l’industriale. Non mi percepiscono come totalmente dipendente da loro per il fatto che sono Asperger.

  • 16266
    Trader -

    Tommy: “Dov’è che hai letto (…) che considero cattive tutte le donne del mondo?”

    Riassumo il tuo messaggio, ma dimmi pure se fraintendo: non bisogna intraprendere una relazione sentimentale, perché finirà malamente di sicuro, con grave danni. Avevo obiettato che non è detto che finisca, o perlomeno che finisca tanto male, ci si può lasciare, soffrire un po’ e poi ci si rimette in gioco. Ma tu sostieni che finisce sempre molto male, facendo esempi di donne che hanno rovinato l’ex compagno, portandogli via averi, sputtandolo, ecc. Queste sono azioni da persone cattive. Quindi tutte le persone del mondo sarebbero cattive.

    Non mi hai risposto: DOVE è scritto che io mi definisco un vincente?!

    Non aborro il sesso. Strano per un bigotto, no?
    Non ho motivo perché mi roda il culo, mica va a mio discapito se non vuoi accoppiarti. E se tu trovassi la fidanzata non ci guadagnerei nulla.

    Golem, si stava discutendo di altro, cioè di relazioni…

  • 16267
    Trader -

    sentimentali. Sono stato costretto a far notare che i miei risultati dimostrano che ne so più io in certi settori, rispetto a chi ha sempre fatto fiasco, ma si reputa un grande esperto. Nel film di ieri, una psicoterapeuta di coppia perderebbe credibilità nel suo lavoro, se il suo matrimonio fallisse. Battuta del film: “Nessuno legge libri per dimagrire scritti da un obeso”.
    Ebbene, Suzanne, infastidita dal racconto dei miei risultati, ha aperto una parentesi sul tema dei successi e fallimenti per dire che sono brutto e cattivo.

    Ognuno ha i propri limiti. Banale. Volevo solo dire che chi non se ne intende, non è bravo in una disciplina, un àmbito, non può salire in cattedra a dare lezioni a chi ne sa di più. Tizio, che ha varie qualità, ma non è portato per lo studio, deve fare l’operaio, non l’ingegnere; se non sa le regole del calcio, non può fare il coach della nazionale. Altro esempio: i no vax che credono di sapere tutto sul vaccino e sulla costituzionalità del green pass.

  • 16268
    Suzanne -

    Golem, so bene cosa vuol dire partire da condizioni di svantaggio e farsi il culo a capanna per la propria autorealizzazione personale. Ho sempre detestato chi si autocommisera e non prova a cambiare la propria condizione, ma è innegabile che ci voglia molta piú determinazione e impegno rispetto a situazioni piú favorevoli. Detto ciò, il fulcro del mio discorso era su cosa si percepisce come “realizzazione personale” e quanto abbia senso definire persone “vincenti” o “perdenti” sulla base di parametri standardizzati. Perché ci sono sempre piú ragazzi isolati, che rifiutano ogni contatto con la società? Evidentemente perché si sentono inadatti. Perché le relazioni sono sempre piú difficoltose e in molti, come Tommy, le rifuggono? Io credo che ci sia un problema di aspettative sempre piú elevate verso sé stessi e verso gli altri, arrivando a provare grandi frustrazioni verso tutto ciò che si discosta anche minimamente da un modello di vita/partner/relazione.

  • 16269
    Trader -

    Non siate rabbiosi.
    Sorridete alla vita.

  • 16270
    Tommy -

    Fanno bene se in molti, come me, femmine e maschi che siano, rifuggono le relazioni, appunto perché al giorno d’oggi sono complicate, poi perché evidentemente ne hanno abbastanza di prendersela sempre in quel posto dove non batte il sole, e quindi si sono finalmente svegliati/e, era ora, Ave Cesare!
    Ma per qualcuno qui che si vanta tanto di essere un vincente e superiore a tutti solo perché ha una laurea in economia sono dei perdenti, quindi anche se ingenuamente hanno avuto la sfiga
    di avere incontrato lo stronzo o la stronza di turno, per questo qualcuno sono stati degli sprovveduti, patetico!
    E che gli frega ad un vincente se quei perdenti sono segnati a vita, magari da una relazione tossica!?

    Per quanto riguarda il fatto che ci sono sempre piú ragazzi che rifiutano ogni contatto con la società, è perché proprio grazie a questa società che ci vuole tutti omologati, che quindi è sempre più alienante, se adesso i ragazzi, me compreso, sono diventati più intransigenti.
    Allora a questo punto tanto meglio distinguersi dalla massa, no!?

    Quindi avanti così.

  • 16271
    Golem -

    “Perché ci sono sempre piú ragazzi isolati, che rifiutano ogni contatto con la società? Evidentemente perché si sentono inadatti…”
    Certo, ne consegue che la nostra è una società fortemente competitiva, con parametri di riferimento di altissimo livello, sia estetico che economico e persino…funzionale, basta leggere l’ultradecennale lettera, sul pene piccolo per capirlo.
    Ma possiamo restringere il campo del disagio da te richiamato soprattutto all’ambito maschile? Io credo di sì. Per quelle che sono le mie modeste osservazioni, questo aspetto lo avevo già cominciato a percepire durante la frequentazione universitaria, dove c’era la differenza di una generazione con i miei compagni di studi, e già la parte maschile appariva più “spenta” rispetto a quella femminile. Proiettando quella sensazione ad oggi cosa vediamo al di là del folklore mediatico che la accompagna? La femminilizzazione dell’estetica tradizionale maschile: trucco, tacchi alti, gonne e altri motteggi che vorrebbero apparire rivoluzionari mentre di fondo sono il segno della perdita di identità.》

  • 16272
    Trader -

    “so bene cosa vuol dire partire da condizioni di svantaggio e farsi il culo a capanna per la propria autorealizzazione personale”

    Ecco un’altra che crede di essere esperta in cose di cui non ha esperienza.
    Io sono partito da zero e nessuno mi ha aiutato.
    Devo lavorare per guadagnarmi la pagnotta, non percepisco un reddito per stare a casa. Anzi, per andare ai Caraibi.
    E vado a vedere e aiutare chi sta veramente male, gli stranieri che fanno la fila fuori dall’ufficio immigrazione.
    Ma che ne sa Suzanne di certe realtà?

  • 16273
    Golem -

    》Che in troppi casi sarà stata anche un’identità becera, intendiamoci, ma pur sempre legata a un ruolo fino a ieri fondamentale e che oggi non lo è più.
    Non credo ci voglia molto per legare certe “ostensioni”, più o meno ostentate, ad un bisogno di riconoscimento che manca in altri ambiti sociali, e che si manifesta nei modi più disparati, da chi vorrebbe 5 centimetri in più di pisello per sentirsi… uomo, a chi si sente troppo carismatico per una donna normale, o a chi semplicemente, avendo trovato un precario, e spesso paranoico, equilibrio tra sè e la società, frigge di rabbia e rancore quando incrocia chi lo ridimensiona, persino suo malgrado. E dopo questi, tanti altri con cento diversi modi di rassicurare sè stessi con la conta dei successi raggiunti per quelli che, soggettivamente, vengono considerati tali. Nel maschio odierno, che ancora puzza di patriarcato, è un bisogno atavico quello di sentirsi necessario oltre che vincente. Oggi, per come si sono messe le cose, gli basterebbero quei due pollici in più in quel punto per illudersi di esserlo ancora.

  • 16274
    Ignazio -

    Finalmente Golem ce l’ha fatta! Ha ammesso la realtà, e cioè che oggi gli uomini sono la parte più pena-lizzata, ma non tanto per una questione di dimensioni e di complessi legati ad esse come afferma lui, ma perchè gli standard di scelta delle donne nonchè i parametri sociali per sentirsi adeguati, come ammetteva la stessa Suzanne sono diventati inarrivabili per la maggior parte dei maschi comuni. E di fronte a un mondo che ti schifa e ti rigetta di continuo, molti semplicemente preferiscono abbandonare la partita piuttosto che continuare a prestarsi a un gioco al massacro. E non capisco come gli si possa dare torto.

    Il patriarcato per molti aspetti era ingiusto? Sicuramente. Però ha permesso di mandare avanti per millenni una civiltà che oggi sta affondando ( forse definitivamente ) di fronte all’indifferenza generale. Cosa verrà dopo è una grande incognita, ma non credo che per le donne la situazione sarà rosea ( vedi immigrazione mussulmana ).

  • 16275
    Golem -

    Ignà, come si usa dire ultimamente, io sono responsabile di quello che scrivo, non di quello che capisci tu, o meglio che tu “vuoi” capire.
    Io non ho voluto minimamente difendere il patriarcato, anzi, ma è un fatto che per generazioni tanti omuncoli hanno goduto di una rendita di posizione immeritata. Io non voglio fare nè il femminista e neppure il maschilista, ma so quanto, dietro quei “millenni di patriarcato”, il silenzioso lavoro di tante donne è stato fondamentale per la tenuta sociale e soprattutto famigliare.
    Oggi la donna ha raggiunto una posizione sociale che le consente di scegliere, e sceglie. Molte lo faranno su basi “mondane” diciamo così, estetiche e economiche principalmente, ma altre, quelle più colte e intelligenti, tengono presenti ben altri fattori.
    Ce ne sarebbe per tutti quindi, ma se non battete chiodo non potete prendervela con la società e rimpiangere i bei tempi andati, quando le donne erano loro a doversi accontentare. Questo significa ammettere di essere inadeguati su ogni fronte.

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire commenti offensivi, futili, promozionali o di propaganda (politica, religiosa o di altra natura), né contenuti eccessivamente ripetitivi. Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi di canzoni, poesie o altre opere protette da diritto d'autore. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili