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di LAD

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Categorie: - Relazioni

24.172 commenti

Pagine: 1 462 463 464 465 466 484

  • 23151
    Golem -

    No Trad, penso ai soliti, non alle solite. Ma non ha importanza, se non per constatare il limite di questi soggetti, chiunque essi siano. Sono trolls e basta, e non solo nel virtuale. Non pensarci più.

  • 23152
    Gabriele -

    Ha ragione @Trader, in questo caso, secondo me. Al di là di tutti gli scambi, e animosità che ci possono essere, almeno la buona educazione di avere un tal Nick, ed utilizzare quello. Invece bisogna pure avere la piaga, dei Nick fake, o dei multi Nick, che ops compaiono giusto di punto in bianco, e che non sono mai intervenuti prima. Poi giustamente, @Trader fa notare, che anche questi Nick fanno riferimento molto spesso “al narcisismo”. Sono tutti psicologi, tutti in grado di chiosare con la psicologia, qualora non capiscano qualcosa. Disolito però, chi utilizza le chiose psichiatriche é perché lui medesimo é collocato in un contesto psichiatrico, magari va dallo psicologo o chissà quali percorsi sta facendo, da un psichiatra ecc. Non ci sarebbe niente di male, se non nel fatto che avviene una proiezione sugli altri del proprio sé, che per pudore e rispetto, non dovrebbe mai avvenire. Sono d’accordo con @Trader, in questo frangente. E sarete d’accordo con me, che tali multinick…

  • 23153
    Gabriele -

    …sono patetici, e tristi da un certo punto di vista, far cagnara. Poi ognuno farà i suoi commenti e fra le altre cose, verrà detto che io e @Trader, ci siamo “scontrati”. Non é stato uno scontro, é stato uno scambio, e l’impressione di Trader é stata che io volessi dargli addosso a tutti i costi, in realtà ero curioso di conoscerlo un pò di più. E poi non ci siamo mai dati dei co......, come invece ha fatto qualcun altro, dunque un certo rango nel confrontarsi c’è stato.
    Non mi percepisco in antitesi con nessuno, però biasimo in modo ufficiale l’uso dei multinick, dei fake, dell’appropriazione di un Nick altrui, facendo passare tal messaggio per tal utente. Un pò di senso del pudore.

  • 23154
    sherazade -

    Sintetizzo una superficiale analisi su 6 utenti abituali attivi: nella metà più significativa prevale la Cultura, con la C maiuscola, che tende a sovrastare. L’altra metà si distingue più per carattere ed esperienze che per formazione culturale.

    In tutti 6, dotati di ottimi livelli di intelligenza, si rivelano nel tempo le caratteristiche fondanti dei modi di essere, delle visioni di vita e delle attitudini comunicative. Emergono a tratti punti di contatto e di attrito, sia sulle idee che sui temperamenti (pregi e difetti inclusi). Le simpatie/antipatie personali completano il quadro degli interscambi.

    Il sito si presenta sempre più spesso con confronti fra utenti colti, capaci di argomentare. Resta escluso a priori chi non beneficia di un buon livello di preparazione culturale.

    Forse, meglio pochi, ben preparati, che tanti, sbandati in cerca di supporto. Ne guadagna il livello degli argomenti in discussione, nel quasi totale annullamento di presenze/temi soggettivi.

  • 23155
    maria grazia -

    Golem, non si ricerca Dio perché la propria vita è senza scopo. O almeno, per me non è stato così. Poi naturalmente ognuno è libero di crederci o non crederci. Ma non trovo corretto bollare la fede come creduloneria o incapacità di gestire la propria vita ( un lusso che tra l’altro non mi sono mai potuta permettere, venendo da una famiglia difficile ).
    Ciò di cui parli tu ( l’ oppio dei popoli ) non è ciò di cui sto parlando io, e purtroppo vedo che quando si parlano “lingue” diverse è impossibile capirsi.

    Chi come me si è interessato a questi argomenti sa che la Bibbia è stata oggetto di reinterpretazioni da parte dell’ uomo per i suoi interessi. Chi conosce bene la storia di Gesù sa che è stato il primo a battersi per i diritti delle donne. dopodichè la societa’ in voga nel medioevo aveva interesse a distorcere il messaggio divino deviandolo verso una certa direzione.
    Il messaggio divino originale parla di protezione dell’ uomo verso la donna non di dominio fine a se stesso.

  • 23156
    maria grazia -

    Se, come sostengono alcuni, nel Corano non sono contenuti certi insegnamenti, evidentemente vengono dalla cultura popolare dei paesi islamici. E se è così, vuol dire che sono quei popoli ad avere tuttora quel tipo di concezione, proprio per le questioni di arretratezza e di loro limitatezza mentale di cui si è tanto discusso.

  • 23157
    Golem -

    MG, io credo di essere stato il primo a parlare di “medioevo dell’Islam”, definizione che contiene in sè un giudizio chiaro su quella cultura, che per farla breve sulle cause di quelle sue attuali condizioni, si è arroccata su posizioni via via più radicali già a partire dalla sconfitta a Lepanto contro le forze cristiane.
    Se l’Occidente cristiano poi ha avuto lo sviluppo socio economico che conosciamo, l’Oriente islamico é rimasto fermo ad una condizione arcaica, dove l’arricchimento dovuto al petrolio non ha apportato nessun cambiamento diffuso alla situazione sociale locale, nè ha fornito una spinta allo sviluppo delle scienze e della letteratura. Nel link che mi ha consigliato Suzy si parla di premi Nobel, e di questi, che io sappia, non uno è di cultura islamica. Può essere un indicatore relativo, ma indica comunque una “stasi” intellettuale che non può essere casuale se mille anni fa l’Islam produceva scienziati e intellettuali che hanno cambiato il mondo di allora, e, paradossalmente di più il nostro.》

  • 23158
    Golem -

    》Insomma, la querelle tra noi e loro nasce da quella evoluzione della Storia, e se un esempio può confermare l’arroccamento di cui accennavo, la retromarcia dell’Iran con la rivoluzione komeinista, fu il primo segno tangibile di una “occidentalizzazione” dell’Iran che la struttura più radicale di quel Paese non ha potuto sopportare. Il resto viene a cascata, sino agli attentati alle Torri, l’attacco a Charlie Hebdo e gli altri che conosciamo, tutti pilotati dai Saladini del XX° e XXI° secolo con in bocca Allah uk bar.
    Ecco da dove nasce lo scontro culturale, dal proprio Dio e dalle sue regole, soprattutto per l’Islam, e quella visione non è “oppiacea” forse, e la nostra non ne ha mostrato analoghe?
    MG, ti identifichi di nuovo in una definizione generica che non ho voluto affibiarti singolarmente; ma di una cosa sono CERTO, ed è che non sia un Dio ad aver creato l’uomo, ma è stato quest’ultimo, per quel bisogno immanente di cui ho accennato, a “crearsi” un Dio e un CREDO a cui “voler” credere, con tutte le aberrazioni che ne sono derivate.

  • 23159
    maria grazia -

    Non so quale sia, tra gli utenti abituali citati da Rossana, questa “metà” con una “scarsa preparazione culturale” a cui lei si riferisce, ma devo chiarire alcune cose: per quanto mi riguarda ho fatto studi approfonditi sia su materie scolastiche che non, e la mia formazione – prevalentemente da autodidatta – non è incentrata su cose “leggere”. Le discipline a cui mi dedico sono molto tecniche, molto settoriali, e comunque non manco di cultura generale. Certo, io studio quello che mi interessa e/o che mi è utile. Non studierò mai architettura o ingegneria perché non mi attirano queste materie e non mi interessa diventare architetto o ingegnere. Categorie che non credo si intendano, per esempio, di compilazione o decompilazione di un software, così come io non saprei progettare un palazzo. Rimane il fatto che dare etichette e giudizi sommari è sempre stupido perché non possiamo conoscere a fondo le vite degli altri, e non centra la questione immigrazione,

  • 23160
    maria grazia -

    che riguarda invece i massimi sistemi. Qui poi nessuno pare capirne di psichiatria e psicopatologie come la sottoscritta. Non per questo io sminuisco gli altri utenti. Ma è tanto difficile accettare che ognuno ha il suo percorso e ogni percorso ha un suo valore formativo? In ogni caso rimango del mio pensiero: chi considera la cultura islamica superiore a quella europea, direi che non ci ha capito granchè.

    Le esperienze pratiche della vita non sono fini a se stesse. Ti conducono allo studio e alla ricerca proprio perché fanno nascere il desiderio di conoscere, di capire. Lo studio di per sé, invece, non sempre ti conduce a fare esperienze di vita, che sono fondamentali per la crescita intellettuale e personale. Il “carattere e il temperamento” si sviluppano anche in virtù delle conoscenze acquisite. Un elemento, questo, che evidentemente continua a sfuggire.

    Sulla faccenda ridicola dei fake, puntualizzo che non ho né tempo né voglia di scrivere con nick plurimi.

  • 23161
    Golem -

    “…chi considera la cultura islamica superiore a quella europea, direi che non ci ha capito granchè…”
    Superiore? Dove lo hai letto MG?
    Non è una provocazione, ma davvero non credo di aver notato affermazioni di questo tipo, e non credo se ne possa neppure dedurre questo aspetto dai ragionamenti che vi ho letto.
    Non credo che chi è cresciuto nella nostra cultura possa pensare quello che dici, se lo si pensasse è un attimo abbracciare quell’altra cultura, e c’è chi lo ha fatto, soprattutto donne mi pare. Qui si è parlato del peso dell’Islam a contatto con la cultura cristiana, cattolico romana, protestante, ma anche ortodossa, se pensiamo alle “frizioni” -chiamamole così- che si sono viste nell’ex Jugoslavia negli anni ’90.
    Io ho già spiegato la mia visione, con la quale ritengo che credere di fermare l’immigrazione islamica è un illusione con la quale bisognerebbe fare i conti. Quanto poi questa inciderá sulla nostra, e in che modo, ce lo diranno i posteri con le sedute spiritiche.

  • 23162
    Trader -

    Golem, certo che ci penso, questo fake ci sta infastidendo.
    Dici che saranno stati i “soliti noti”, perché MG non ha bisogno di ricorrere a sotterfugi, perché dice di noi quello che pensa (che pensa la sua mente bacata). Ma anche i “soliti noti” dicono quello che pensano di noi senza problemi nè remore, come MG.

    Gabriele, dici cose giuste, sono d’accordo.
    Il nostro è stato uno scambio, chi dice che abbiamo avuto uno scontro, vuole metterci l’uno contro l’altro.

    Ma secondo te quelle meteore di cui ti parlavo erano MG?

    MG: “Sulla faccenda ridicola dei fake, puntualizzo che non ho né tempo né voglia di scrivere con nick plurimi.”

    Se hai tempo e voglia di scrivere con il tuo nick, avevi tempo e voglia di scrivere anche con altri nick.

  • 23163
    Trader -

    SOS GOLEM PER CONSULENZA TECNICA!
    Poi ti spiego.

  • 23164
    Trader -

    MG: “Rimane il fatto che dare etichette e giudizi sommari è sempre stupido perché non possiamo conoscere a fondo le vite degli altri”

    Ha parlato quella che crede di conoscere anche l’aspetto estetico degli utenti di LaD. Suzanne è brutta, Trader è calvo e ha la pancetta. Contami anche i peli che ho nel fondoschiena, visto che ti interessa.

    Golem, consulenza tecnica!
    Per un lavoro, ho bisogno delle planimetrie di un palazzo, sede dell’azienda. Non le abbiamo, allora ho chiesto di farle fare ad un professionista. Mi chiede 3 €/m2, per un totale di ventimila Euro. Io ho la laurea in economia, ma conosco il disegno tecnico, so usare anche l’AutoCAD.
    Se le disegnassi io queste planimetrie con l’AutoCAD, sarebbero valide lo stesso? Cioè, sarebbero ufficiali, oppure devono essere firmate da un geometra o un architetto, magari iscritto all’albo? Nella fattispecie le planimetrie serviranno per il progetto di un impianto.

  • 23165
    Suzanne -

    Maria Grazia utilizza multinick da sempre, e Golem può confermarlo benissimo perché non ha mai avuto la capacità di non farsi sgamare. Le avevo anche spiegato di non ripetere gli stessi errori ortografici ( C’ENTRA e non centra) o utilizzare ogni due parole narcisismo patologico, ma niente, troppa fatica. Erano i multinick piú tristi della storia dei multinick. Detto ciò, a me interessa poco, anzi, io mi sentirei ridicola a darmi ragione da sola. Solipsismo estremo, qui si viaggia ragazzi.

  • 23166
    Gabriele -

    Non posso esserne certo, @Trader, ma secondo me é un contributo di più parti, può essere che fra questi Nick, ci siano anche dei Nick usati da Maria Grazia, e che ci siano altri Nick usati da utenti che “volano” nel forum, ma che non esprimono mai la loro opinione, se non in frangenti, diciamo “topici” per esempio, quando ci sono scambi frequenti fra utenti “noti ed ufficiali”.
    Se vuoi per quanto riguarda la planimetria, se ti posso essere di aiuto, avendo lavorato in azienda di bio-edilizia, mi ricordo, che se la casa fosse da costruire ex novo, dovevamo chiaramente fare tutto noi, progettazione, incluse le planimetrie, e solo di progettazione, c’erano diverse migliaia di euro, strano che per una planimetria=foglio A4, dove disolito c’è la distinzione con gli spazi e relativi mq, se é questo che intendi, chiedano un importo “da progettazione”. Praticamente hai chiesto un disegno CAD, non un progetto, bisogna chiarire questa cosa, forse.
    Poi hai diverse possibilità per…

  • 23167
    Gabriele -

    …per ottenere la planimetria, ci sarà per forza di cose depositata da qualche parte, per esempio, per fare un piano di evacuazione, non é necessaria la planimetria? Una planimetria di quel tipo, sarebbe bastevole e sufficiente?
    Secondo me non devi perdere del tempo a disegnarla, tu, perché deve essere disponibile in qualche modo.

  • 23168
    Golem -

    Suzy, prendo atto della tua analisi, perchè tutto è possibile. Ma ripeto, ormai quegli interventi da chiunque arrivino non mi interessano, mi fanno tristezza e tenerezza al contempo.

  • 23169
    Golem -

    Trad, il disegno che fa da supporto al progetto di un impianto tecnico può farlo chiunque, purchè sia sufficientemente preciso da non influire sul progetto che supporterà, ma questo mi sembra ovvio.
    Io stesso quando “architettavo” mi servivo di un disegnatore, altrimenti passavo il tempo al tecnigrafo o all’Autocad.
    Se l’oggetto del progetto é, come dici, un impianto tecnico, come uno antincendio per esempio, che deve essere sottoposto ad un’autorizzazione, questo ovviamente lo firmerà il progettista preposto che ne assume la responsabilità, sia nei termini tecnici, che riguardano lo specifico argomento, che planimetrici logicamente.
    Quindi sì, può farlo chiunque, ma a questo punto immagino che i 20mila euro più che per il “disegno” si spiegano per il pesante rilievo da eseguire visti i metri quadri da rilevare, che dividendoli per 3 euro al mq fanno oltre 6600mq, che non sono pochini. Mezzo campo di calcio di muri, stanze, scale e altre amenità.
    Ma possibile che non abbiate neanche una planimetria catastale, giusto per avere un riferimento di partenza? Strano.

  • 23170
    Trader -

    Suzanne, anch’io la penso così. I suoi fake si riconoscono da idee tutte perfettamente coincidenti con quelle di MG; stile sempre uguale, errori compresi; fissazione per il narcisismo. Tutto può essere, ma possibile che siano combinazioni, o più probabilmente è lei? Usando il mio nickname, ha avuto però un accorgimento: ha riportato parte delle mie frasi, cambiando solo alcune parole, così da non far riconoscere il suo stile.
    “io mi sentirei ridicola a darmi ragione da sola.”
    Credo che invece MG si compiace del fatto che lei stessa si dia ragione.

    Golem, per forza che la questione non ti interessa, non ce l’ha con te, altrimenti la sbranavi.

    Poi, come dice Gabriele, non tutti gli outsider devono essere per forza MG.
    Golem e Gabriele.
    Ho già dato all’architetto le planimetrie del piano di evacuazione che ho trovato nel computer, eredità di chi lavorava prima qua, ma sono parziali e servono anche le sezioni verticali.
    Anch’io pensavo che forse le planimetrie si trovano…

  • 23171
    Trader -

    al Catasto o al Tavolare, proverò con quegli enti prima di far spendere soldi all’azienda, ma temo che non esistano sezioni verticali. E’ un edificio vecchio. Quattro piani, con magazzini e archivi per cui in futuro faremo il CPI.

    Golem, hai capito subito: si tratta proprio di un progetto dell’impianto antincendio, per cui occorrono le planimetrie. Io so fare disegni tecnici, anche col computer, ma non abbiamo il CAD.
    Credevo ci volesse un professonista per i disegni, ma stamattina l’architetto mi ha detto le stesse cose che affermi tu: chiunque può fare i disegni, prendendosene la responsabilità, ma se sono sbagliati possono sorgere problemi in fase di realizzazione, con aumento di costi e tempi di lavoro, di cui avremmo noi la colpa, non il progettista.
    Meno male che non ci sono problemi con le certificazioni dell’impianto elettrico, indispensabili per presentare il progetto, perché l’impianto elettrico alimenta quello d’allarme.

    Grazie Golem e Gabriele dei consigli

  • 23172
    maria grazia -

    Golem, se io fossi stata d’accordo con te sui vaccini e tutto il resto, sull’ immigrazione avresti continuato a sostenere le stesse identiche opinioni che sostenevi anni fa, e che erano opposte a quelle che esprimi oggi. Aldilà del fatto che si usino o meno dei plurinick ( che se pure l’ avessi fatto non sarei certo stata l’ unica ) credo che, come dici sempre anche tu, si possa essere un fake pur usando sempre lo stesso nome.

    Suzanne bada agli accenti e alle virgole nella sua ricerca febbrile dei nick sospetti, quando in tante occasioni era plateale l’ appartenenza di certe firme ad utenti abituali che a lei fanno comodo. Ma guardacaso, lì non ha avuto niente da ridire. La filastrocca è sempre la stessa e la minestra pure: riscaldata, annacquata e insapore.
    Continuate pure nelle vostre elucubrazioni. Io passo, ho di meglio da fare.
    Ossequie e reliquie.

  • 23173
    Golem -

    MG, io all’epoca ho parlato della parte peggiore di quella cultura che ha a che fare con l’ignoranza, che è una prerogativa di ogni cultura. Se il mio inquilino è arrivato a dire che uno che si comportava come me al suo Paese sarebbe stato preso per uno scemo, è perchè aveva avuto a che fare con gente che si “mangiava” gli uni con gli altri, e quindi il mio atteggiamento gli pareva stupido. Ma si è pentito, perché già quella considerazione che mi ha confessato era un primo segno di riflessione, quindi una piccola ma significativa acquisizione culturale se vogliamo. E questo è quello che sul lungo periodo dovrà accadere quando le differenti culture dovessero convivere, come sta succedendo e succederà sempre più negli anni, perchè, ripeto, le emigrazioni non le ferma nessuno.
    Tu MG, hai la straordinaria capacità di leggere le cose come le “immagini” debbano essere, che è un modo molto osservato su queste pagine e non solo.
    Io sono pragmatico per natura, e con l’immigrazione islamica non c’è niente da fare se non limitarne le frizioni con la nostra.

  • 23174
    Golem -

    Trad, quel post ripropone con toni sarcastici la mia presunta “saputelleria”, e quei richiami mi sono arrivati sempre da “capponi”. Galli castrati dalla vita che vivono male la propria insipienza, credendo di consolarsi con certe uscite anonime. Essendo anonimo anche quel post, nessuno può avere le prove che sia questo o quello, e la decisione viene influenzata psicologicamente secondo le esperienze, comunque supposte, che si sono avute. Quindi può essere stato chiunque, ma ripeto, non mi interessa in ogni caso, perché chi se ne è reso protagonista sta mostrando una debolezza non il contrario. Non è il Pasquino della Storia della Roma papalina che anonimamente ironizzava sul regime politico, qui sono poveracci senza palle che cercano di superare la frustrazione di sentirsi quello che in realtà sono: tubi digerenti, “atti solo a riempire li desti che null’altra memoria resterà di loro vita”.
    Sempre parole del genio di Vinci.

  • 23175
    sherazade -

    Maria Grazia,
    secondo me, le più interessanti lezioni da apprendere da grandi maestri d’interazione su forum sono:

    1) non schierarsi mai. Così restano meno evidenti voltafaccia e contraddizioni.

    2) Evitare esplicite e prolungate contrapposizioni. Se non si è d’accordo su un punto di vista con utenti che possono diventare molesti, meglio glissare e lasciar cadere il confronto, proseguendo con sintonie su altri temi.

    3) Mai illudersi che il trovarsi d’accordo su un argomento possa condurre ad altre condivisioni.

    Se il forum è orientato da pochi utenti sulla preparazione culturale universitaria, i partecipanti si trovano automaticamente inseriti, a diversi livelli, nella scala dei valori di base.

    Non si tiene in alcun conto la sfortuna di non aver avuto genitori capaci di ben incanalare i figli, la carenza di mezzi economici per sostenere spese di studio e il peso formativo delle esperienze accumulate nel percorso di vita.

  • 23176
    Trader -

    MG: “ho di meglio da fare.”

    Boom.

  • 23177
    Golem -

    “Non si tiene in alcun conto la sfortuna di non aver avuto genitori capaci di ben incanalare i figli, la carenza di mezzi economici per sostenere spese di studio e il peso formativo delle esperienze accumulate nel percorso di vita.”

    Non io, che rientro perfettamente in quella casistica.
    E in ogni caso, se penso a come ho risolto personalmente, non mi appare una scusa sufficiente.

  • 23178
    Trader -

    Golem, quel post (anzi, quei post, perché il fake con il mio nickname aveva già colpito in un altro commento) sono stati scritti per sfottere me, perché è stato usato il mio nickname. Altrimenti il fake, volendo restare anonimo, poteva usare un altro nickname, che non sia nè il suo, nè il mio. Inoltre ha pure scritto che amo MG. Quella frase, scritta a mio nome, non era un attacco nei tuoi confronti, è stata scritta per infastidirmi.
    Non ci sono le prove che sia stata MG, è probabile, ma non si può essere sicuri al cento per cento, ma insomma… Dai.

    sherazade, no, non si tiene conto dell’ambiente familiare, nè dei mezzi economici scarsi, perché l’argomento sollevato da MG era un altro. Si parlava della validità e utilità della laurea, non dei motivi per i quali un individuo non abbia studiato.

  • 23179
    Suzanne -

    Altre fesserie. Io non ho avuto genitori che hanno incanalato un bel niente e di soldi non ce n’erano. Mio padre contadino se ne fregava della mia preparazione universitaria e me la sono sudata e pagata facendo quattro lavori e con borse di studi. Che tristezza sempre questo modo di lisciare il pelo buttandola sulla pena. E non esistono voltafaccia nel mio caso, anche se fa comodo pensarlo. Di Golem ho sempre detto tutto ciò che pensavo nel bene e nel male, compreso l’utilizzo di multinick.
    Adesso si eviti di lamentarsi per la mia risposta perché sono STUFA di essere tirata in causa e dover stare zitta. Si abbia le palle almeno di beccarsi le risposte dovute. Altrimenti si taccia su di me, grazie.
    E BASTA mettere in mezzo persone terze perché divento veramente una IENA.

  • 23180
    maria grazia -

    Rossana, il mio essere d’accordo con qualcuno su determinati argomenti non l’ ho mai vissuto come uno schierarmi con lui per fare guerra a qualcun altro. Sei tu che hai sempre concepito il forum in questo modo. Io non ho mai fatto “strategie” finalizzate a “salvare la faccia” nel sito, perché non mi è mai interessato. Dico di volta in volta quello che penso sui temi trattati. Il mio interlocutore a quel punto deciderà secondo il suo sentire. Ma pretendere di piacere sempre a tutti è una pia illusione e non lo trovo nemmeno sano. A un certo punto una posizione bisogna prenderla, è una questione di onestà intellettuale.
    Inoltre in passato sei stata proprio tu ad incaponirti su determinate questioni, per un lungo periodo eri solita intervenire in ogni lettera in cui scrivevo per contraddirmi ripetutamente nel tentativo di screditare la mia attendibilità. Avevo involontariamente toccato un tuo nervo scoperto e da quel momento sono diventata il tuo peggior nemico. Hai fatto tutto da sola.

  • 23181
    maria grazia -

    Sull’ultimo passaggio mi trovi d’ accordo, però l’aver avuto una vita difficile, come ad esempio la mia, non significa automaticamente non avere cultura.

    Salutami i grandi maestri.

    Golem, io non immagino nulla. Descrivo solo la realtà per quella che è, in modo forse un po’ crudo. Il che ovviamente può non piacere.

  • 23182
    Golem -

    MG, permettimi, descrivi la realtà per come la vedi o vuoi vederla, non per quella che è, perché io quell’aspetto che ti ho contestato non lo vedo proprio nel modo che hai voluto intendere, e lo so perché ne sono protagonista.
    ÷÷÷
    Trad, ma chissenefrega di chi era o non era, e a chi fosse indirizzato quel fake. Comunque non è servito a niente, se non a tentare di compensare la frustrazione di chi lo ha scritto.

  • 23183
    sherazade -

    Per Trader

    “Si parlava della validità e utilità della laurea, non dei motivi per i quali un individuo non abbia studiato.” – ottima osservazione, che riporta l’argomento alla domanda iniziale.

    Per Golem
    La tua laurea, corredata da tante letture e approfondimenti in diversi ambiti, non può che confermarti merito. In particolare per l’epoca in cui l’hai conseguita. Anni in cui i laureati non erano numerosi come anche solo 20 anni dopo.

    Devo avertelo già scritto: sei stato fortunato ad avere al tuo fianco una donna che non ti ha fatto pesare la lunga carenza di svaghi, oltre alla favorevole circostanza, da non sottovalutare, di abitare in una grande città.

  • 23184
    Trader -

    Anch’io provengo da una famiglia povera, ma mi sono fatto da solo.

  • 23185
    sherazade -

    Per Maria Grazia

    Non entro in polemica sulla tua sensibilizzazione delle lunghe ed accese contrapposizioni del passato, in cui sei stata fedelissima affiancatrice di Golem nel voler imporre una verità in amore che non è affatto assoluta.

    Quanto all’importanza della laurea, sembra vero che raramente porti a grandi scoperte/innovazioni, come in ambito informatico e di ricerca. Senza contare che alcune lauree a carattere umanistico sono meno impegnative da conseguire con studi e più facili da equiparare nell’acquisizione di nozioni da autodidatti rispetto a quelle scientifiche.

    A chi ha seguito regolari percorsi universitari resta, anche se non sempre, una maggior capacità critica di “leggere” informazioni sull’evoluzione della società e un utile allenamento a prevedere le conseguenze delle proprie scelte. Derivante da automatismi applicativi di metodo e logica.

  • 23186
    Golem -

    Donna e grande città sono d’accordo, ma credo che ce l’avrei fatta anche senza quelle dotazioni. Ricordo lavoratori studenti che vivevano a 80 chilometri da Milano.
    La tesi comunque l’ho dedicata alla donna. Lo meritava

  • 23187
    Gabriele -

    @Trader, questione planimetrie: stavo facendo un pensiero, le planimetrie che ti servono, non possono essere integrate o far parte di eventuali NOTE ESECUTIVE?
    Ogni volta che si fa un progetto, c’è il progetto e il progetto degli impianti, con le note esecutive cioè come é stato fatto l’impianto, disolito corredato della relativa planimetria, la nota esecutiva di tal impianto ha sempre la planimetria, propria sua, del tipo l’impianto elettrico ha la sua planimetria, con tutte le derivazioni segnate, legende varie, e poi l’atto di collaudo. Possibile che questo edificio sia così “anziano”, da non avere più disponibile in qualche archivio tali informazioni?
    Se invece ha subito variazioni e ristrutturazioni allora la cosa si fa più complessa. Però da i miei ricordi, le note esecutive, hanno sempre la planimetria o più planimetrie, per impianto. Va detto che si tratta di edilizia residenziale, la mia esperienza, ma anche per edilizia industriale dovrebbe esserci lo stesso…

  • 23188
    Gabriele -

    …principio

  • 23189
    maria grazia -

    Rossana, il percorso di laurea non ha niente a che vedere con il saper valutare obiettivamente le proprie scelte. Inoltre ciò che tu ritieni condannabile ( o irrimediabile ) non significa che lo sia in termini assoluti. Dipende dai propri paradigmi, dalla propria storia e situazione personale.
    IO NON MI PENTO DI NESSUNA DELLE MIE SCELTE, perché, nel bene e nel male, mi hanno resa ciò che sono oggi, cioe’ la persona che volevo diventare. Ti è chiaro?

    Golem, io e te evidentemente osserviamo la realtà da due prospettive diverse. Quale sia quella giusta non sta a me dirlo. Però i fatti finora mi hanno sempre dato ragione.

    Chiarisco che nel mio caso il problema non è stato il non poter studiare per mancanza di mezzi. A casa nostra i soldi non mancavano. I miei genitori erano persone altamente disfunzionali, che miravano non alla naturale realizzazione dei loro figli, ma ad avere il totale controllo su di loro.

  • 23190
    maria grazia -

    È più facile controllare qualcuno sabotando i suoi propositi che non incoraggiandolo. I miei questo lo sapevano bene. A differenza di mio fratello, che accettava tutto passivamente, io mi sono ribellata come ho potuto. Ovvio che, se in giovane età avessi avuto il supporto di una guida appropriata, molte cose si sarebbero svolte diversamente.

  • 23191
    sherazade -

    Per Golem

    Non metto in dubbio che ce l’avresti fatta comunque. Avevi tutte le basi necessarie per riuscirci. Senza piccoli da crescere e da mantenere, che avrebbero potuto rendere il progetto molto più difficile da realizzare.

    Per Maria Grazia

    Mai pensato che ti debba pentire delle tue scelte. Anch’io rifarei tutte le esperienze a cui sono stata indotta dai miei bisogni e dalle mie possibilità.

  • 23192
    Golem -

    MG, in generale, come ho detto più volte, e almeno per quanto riguarda le mie considerazioni nei dialoghi che facciamo, tu spesso fai deduzioni che non rientrano nel focus delle cose che ho inteso dire.
    Se io scrivo una cosa con una certa intenzione, e tu ne intendi un’altra, non sono io il responsabile di quella lettura, e c’è poco da vedere da diversi punti di vista: non la si è intesa come doveva essere.
    Per quanto riguarda le tue vicende familiari, nessuno può fartene una colpa, è ovvio; ma la questione “valore reale della laurea”, su cui si è incentrato il dibattito dopo quello sull’immigrazione, a un certo punto è diventato il terreno dove la difesa delle proprie posizioni sfociava in quella dell’amor proprio. E con le ragioni dell’amore, a chiunque questo sia diretto, è difficile ragionare in modo equilibrato, ça va sans dire.

  • 23193
    sherazade -

    Per Trader

    Mia madre era una contadina e mio padre un operaio, che divenne caporeparto in un’importante azienda straniera.

    La famiglia impegnò tutti i risparmi per migliorare la vita delle mie sorelle ma, dopo pochi anni, ci ritrovammo con un fallimento e un’ipoteca sulla casa.

    Mio padre non pote’ mantenere la promessa di consentirmi di proseguire gli studi. Ho cominciato a lavorare a 17 anni: anche il mio stipendio era utile per finire prima di pagare i creditori.

    Per molto tempo mi è dispiaciuto ma in seguito ho capito che quasi certamente non sarei stata capace di seguire studi universitari.

    Mentre già lavoravo, ho frequentato per anni scuole serali, per mettere a frutto l’inclinazione per le lingue straniere, che ho poi perfezionato lavorando all’estero, a inizio anni ’70.

    Il lavoro è stato più che soddisfacente anche così! Sono sempre stata economicamente autonoma, libera di decidere come e con chi vivere!

  • 23194
    Golem -

    Sheraross, ho portato mia figlia all’Università diverse volte da quando aveva 9 mesi credo, perchè mia moglie spesso lavorava sino alle 20. E le piaceva evidentemente, perché non ha mai disturbato né si è mai annoiata. A volte per scherzo mi spacciavo per ragazzo padre, e facevo simpatia per questo, ma soprattutto per la piccola bionda con gli occhioni azzurri sempre incuriositi da quegli spazi, che ovviamente non passava inosservata. Rientravo per le 18 e 30, le facevo da mangiare e poi preparavo la cena per l’arrivo della mamma. Non raramente la piccola si addormentava e la mettevo a letto. La mattina la portavo al nido, alla materna dopo i tre anni e a scuola dopo i sei, in strutture vicine al mio ufficio che avevo (quella sì una fortuna) a 800 metri da casa, e naturalmente la prendevo il pomeriggio se la mamma non poteva. E quando capitava che avessi una lezione in quei pomeriggi, la portavo con me.
    È così che ho fatto sei esami l’anno per 5 anni, il primo il 26 giugno ’89, l’ultimo il 26 giugno ’94, a marzo ’95 mi sono laureato: 98/100.
    (98, come il Q.I. Strano.)

  • 23195
    maria grazia -

    Golem, l’eccessivo amor proprio non centra nulla.

    Rossana va nei dettagli. Lo farò anch’io.

    I miei erano da sempre persone ossessionate dai soldi, ma le cose peggiorarono quando mio padre venne truffato dal suo commercialista, che lo derubò di una somma che allora ( erano gli anni 90 ) corrispondeva a circa 25000 euro. La loro frustrazione si riversò soprattutto su di me, considerata da sempre la “figlia difficile”. Noi a casa avevamo una caldaia elettrica, e mio padre la spegneva tutte le volte che sapeva che mi sarei dovuta fare una doccia. Spesso dovevo lavarmi con l’ acqua gelida. Indusse anche mio fratello a venirmi a chiudere il rubinetto dell’ acqua ogni volta che mi stavo sciacquando la bocca dal dentifricio. Quando a casa telefonava un ragazzo con cui uscivo e rispondeva mia madre, lei gli faceva il terzo grado per informarsi della sua situazione finanziaria. Il ragazzo poi mi riferiva tutto e io mi sentivo terribilmente in imbarazzo.

  • 23196
    maria grazia -

    Mio padre ripeteva che studiare era inutile, che lui a sette anni già lavorava e così facendo si era comprato due casette al mare. Lo sentivo borbottare ogni volta che prendevo in mano un libro, diceva che erano perdite di tempo e che la scuola costa troppo. Io comunque studiavo lo stesso con profitto.

    Mia madre mi disse che l’ università dovevo scordarmela e che dopo il diploma sarei dovuta andare a lavorare. Noi vivevamo a Milano, che già allora era una città costosissima, con i lavoretti che trovavo non avrei potuto pagarmi un appartamento per stare per conto mio, nemmeno in condivisione, e di certo i miei non me lo avrebbero finanziato. Le liti furiose e ricorrenti con loro mi lasciavano completamente senza forze. Una sera mio padre mi lanciò contro qualcosa. Lo sfiorai per un pelo. Arrivai a prendere gli ansiolitici perché a casa con loro cominciarono a venirmi attacchi di panico.

    Alla fine, esausta, mi trasferii al mare, da sola, dove avevamo le nostre due case vacanza. Contro la loro volontà.
    Loro rimasero in città. Solo da quel momento trovai un po’ di pace.

  • 23197
    Golem -

    MG, trovo naturale difendere le proprie posizioni, o condizioni, anche nel sia pur non richiesto confronto con quelle altrui, ma non andando oltre quello che è il normale buon senso.
    Comunque, triste la tua storia famigliare, e chissà quanti ragazzi vengono segnati per la vita da famiglie disfunzionali, in una spirale perversa che si replica di generazione in generazione.

  • 23198
    sherazade -

    Per Golem

    Senza dubbio, sei stato fin dall’inizio un ottimo padre con la figlia di cui spesso racconti.

    Molto bella la dettagliata descrizione di come e quanto ti sei preso cura di lei negli anni in cui hai frequentato con profitto l’università.

    Senza toglierti alcun merito, resta comunque una fortuna sia avere avuto due stipendi a fine mese che essere stati in due a crescere un cucciolo.

  • 23199
    sherazade -

    Per Maria Grazia

    Nella vita molto conta fin dall’inizio. Da lì deriva gran parte del proprio modo di essere e del proprio futuro.

    Al di là di inevitabili contrasti, continui ad essermi simpatica per alcune affinità che sento di condividere.

    Tu sei stata distolta dalla famiglia dalla possibilità di frequentare l’università ma amavi studiare. A me non è stato permesso per motivi economici ma difficilmente sarei stata in grado di applicarmi ad argomenti che non fossero di mio particolare interesse.

    In diverse epoche, ci siamo entrambe barcamenate al meglio delle nostre capacità nelle inevitabili complicazioni dell’esistenza, che non risparmiano nessuno. Ognuno si destreggia meglio che può, con quanto ha avuto in dote iniziale, sia genetica che famigliare, con l’aggiunta di quanto ha potuto acquisire strada facendo.

    Per me, le più rilevanti differenze sono da identificarsi nel carattere e nella capacità d’empatia. Mai ai percepita inferiorità per carenza di studi e di dotazioni cognitive…

  • 23200
    Suzanne -

    Alé, sembra l’appendice del libro Cuore. Tanta autocommiserazione verso sé stessi, considerandosi vittime di ciò che si ha ricevuto per nascita, però poi lo stesso riconoscimento non va a chi è nato nella parte sbagliata di mondo. Tutti hanno diritto ad autodeterminarsi, ed essere cresciuti in Italia con pochi soldi e/o con famiglie disfunzionali mi sembra il minore degli impedimenti onestamente. La compassione e le attenuanti che siamo cosí bravi ad attribuirci costantemente, dovremmo essere altrettanto magnanimi da concederle agli altri.

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