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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015
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Categorie: - Archivio Interno

Eh si’ a chi lo dici Maria Grazia! Io lo ammetto: faccio parte della gente comune e sono spesso in carenza di adrenalina ed
emozioni. Tuttavia non mi da’ alcuna soddisfazione e gratificazione cercare di crearmi un’immagine virtuale migliore o esibirmi in recite reali. Cerco di sopperire con libri, film, canzoni, sport e assunzione di caffe’ e cioccolata, ma niente! Provero’ anche coi frutti di mare, ma avrei bisogno di ben altro per annientare questa mia propensione al romanticismo.
Carla, mi sa che inconsciamente mi avevi messo la voglia. Mi sono fatta un bel risotto ai funghi 🙂
Mare, non ho bisogno di dirti io quanta solitudine ci sia in giro, e non solo fisica e come si cerchi di “vincerla”. Se a questo aggiungi quanto l’aspetto estetico (anche quello non visibile) abbia sempre più rilevanza nei rapporti interpersonali (sempre più superficiali) capisci che ci sono tutti gli ingredienti per cercare di essere “belli” quando cerchi un “conforto” a certi “bisogni”. Questi mezzi che creano un mondo virtuale, creano rapporti…virtuali, cioè inesistenti. Ma se non se ne hanno altri (e PARLO IN GENERALE, sprecando lettere) è quasi inevitabile che si finisca a far coincidere realtà e “irrealtà”. Direi che la “finzione” è quasi inevitabile in quelle condizioni, anche involontariamente, e lo è proprio perché non ci si VEDE, e si deve dare il meglio. Le relazioni nate in questi contesti DIFFICILMENTE potrebbero diventare vere nel reale, perché in quest’ultima dimensione intervengono altri e più importanti fattori “comunicativi” che quasi sempre stravolgono le precedenti condizioni. Un’amicizia virtuale è come i bitcoin, che hanno un mercato “dedicato”. Quindi è tutta una serie di illusioni che si sovrappongono. Ecco perchè ho apprezzato la tua riflessione sul perchè prendersela nel “virtuale”. Ma chi lo crede vero se la prende.
Mi fa piacere, maria grazia, bisognerebbe provare anche le tartine con Patè Rio Mare, tonno e salmone, squisite..:-)
Ma sai, in questo “CAOS” credo che ci vorrebbe qualcosa di rilassante tipo la “Melatonina”, altro che la caffeina…
moglie/fidanzata una pratica sessuale, ma evitare di tradirla e tenersi per sè certe voglie, sarebbe una mancanza di comunicazione grave? Non direi che vergognarsi di qualcosa (nella fattispecie un gusto sessuale) di per sè sia un equivoco nel concetto d’amore, magari certi uomini non sono disinibiti o sanno già che alla moglie certi giochi erotici non piacciono. La cosa grave è il tradimento. Non so se su questo ho ragione, ho detto la mia.
Preciso nuovamente che ho parlato di perversioni, intendendo pratiche sessuali che possono sembrare strane, il concetto è soggettivo. Per esempio, a me i rapporti orali, sia da lei verso lui, sia viceversa, li trovo normali, ma qualcuno si schifa, anche uomini. Altre cose, come il sadomaso, proprio non mi piacciono, ma, come ho già detto, de gustibus non disputandum. Il problema è quando provi piacere solo in certe pratiche e non in un amplesso normale. Beh, per restare in tema, c’è chi è feticista delle tette. Conoscevo uno così, era proprio fissato col seno, puntava tutte le maggiorate, anche brutte.
Trader, non te la prendere… ma se mi capitasse un gioiellino simile tra le mani ti pare che la condividerei con un mollusco? Comunque dai, le chiederò se vuole perlomeno venirti a visitare in sogno. Anche se non mi piace che i miei amanti e le mie amanti soffrano degli incubi.
Acqua, secondo me invece tu sei una persona ( e una donna ) fuori dal comune. Ovviamente è solo una mia “sensazione a distanza”, non conoscendoti, ma la vedo così. Se tu non trai piacere dal crearti deliberatamente un personaggio fittizio al solo scopo di coinvolgere una platea ( che è cosa diversa dal proteggere il proprio privato per salvaguardarsi ) vuol dire che sei una persona sana ed equilibrata. Ma non tutti hanno la fortuna di avere queste caratteristiche, e c’è chi ha un disperato bisogno di imbastire una o anche più esistenze immaginarie allo scopo di colmare i suoi vuoti.
Sono dell’ idea che chi ha veramente delle qualità ( per esempio la bontà d’ animo o l’ autorevolezza ) non sente il bisogno di millantarle o rimarcarle; semmai le dimostra con i fatti, e con degli argomenti. E al tempo stesso non si sente in alcun modo minacciato dalla brillantezza, dall’ intelligenza e dai successi altrui, perchè la sua autostima gli/le permette di non far dipendere la propria convalida dalla “vittoria” contro altri.
Per quanto riguarda te, penso non ti sia difficile uscire dalla prospettiva “romanticistica” ( quanto illusoria ) che dietro a certe situazioni potrebbero nascondersi chissà quali mondi e..
.. e dimensioni fantastiche da scoprire, accogliendo invece serenamente la più semplice ( ma anche più rasserenante e appagante ) realtà di fatto: siamo tutti legati a determinate pulsioni, istinti e desideri, che sono del tutto naturali e legittimi e possono venirci a far visita in qualunque momento della nostra vita e il loro emergere può essere il segnale che qualcosa va rivisto o analizzato nella nostra situazione esistenziale.
Un caro saluto.
Adam,
mi chiedo perché mai dovresti, su specifica richiesta, dimostrare qualcosa a qualcuno, nel virtuale, per essere poi etichettato nel reale?
Per me hai già dimostrato tutto quello che c’era d’importante da dimostrare su un sito pubblico: 1) di saper usare la testa meglio di altri; 2) di non essere, come altri, affetto da ossessivi bisogni sia di censura che di indottrinamento.
dal mio punto di vista, a un qualsiasi normale utente non si potrebbe chiedere né di meglio né di più.
Golem,
in ogni critica ad altri c’è quasi sempre una base, seppur minima, di verità condivisa. in effetti, posso essere, a tratti, vanitosa. lo sono come femmina e anche come donna in grado di pensare con la propria testa.
uno dei lati più interessanti di LaD è che qui spesso, nell’ambito di un confronto su IDEE, si scende volontariamente su dettagli personali. niente di strano di farlo, nel corso degli anni, due, tre, magari anche quattro volte sullo stesso tema. per me, acquista un senso diverso, invece, ripetere parti di sé e dei SOLI propri MIGLIORI vissuti due o tre volte al mese.
sono gli eccessi ad indurre a reazioni. tu, nei miei confronti, reagisci immediatamente, come la sola volta in cui ho accennato a una piacevolissima relazione amorosa con un tenente colonnello…
quanto all’elicottero, non mi sono inventata niente: non so se fosse stato civile o militare. mi sono limitata a quanto mi aveva riferito l’autista dell’uomo in questione. e non credo che questi avesse interesse a millantare… né mi è mai passato per la mente l’idea di verificare l’esattezza dei suoi racconti.
siamo diversi, nei pregi e nei difetti, ma tu di questi ultimi ne hai e ne esprimi virtualmente almeno quanto me.
Vorrei spiegare al sagace Adam, che l’esempio del “giullare” che ho fatto, con la figura di Dario Fo, non voleva accomunarmi a quest’ultimo, per motivi di patente ovvietà, però gli ricordo che il suddetto Nobel più che spesso non ha risparmiato critiche a un certo sistema che contenevano altro che offese, ma accuse molto più serie delle mie. Certo qui non posso offrire delle metafore come quelle del “Mistero Buffo”, e di come questo parli delle mistificazioni della “cultura ufficiale” verso quella popolare. Qui c’è solo il “buffo” di certi soggetti che non hanno capito che è solo l’ironia che gli salverà la vita.
Riprendendo invece il post indirizzato a Mare, sarebbe interessante scoprire come questi “amici/nemici” virtuali si “immaginano” nel reale. Come Adam sogna Suzy, come questa Rossana, o io gli stessi, e così via, e sarei curioso che queste “immagini virtualizzate” venissero poi verificate nella “vita VISSUTA”. Questo confronto darebbe certamente la prima dimostrazione di come questo “ambiente” àlteri per sua natura la percezione di un messaggio, e come, proprio per questa sua caratteristica, sia possibile fornire di sè “foto” che ne disegnino un “aspetto congruo”.
Sarebbe un bel test no? Ciavo
Ciao MaryG, ti ringrazio per le tue impressioni positive. Ribadisco che non mi riengo di essere “una donna al di fuori da comune”, pero’ posso affermare con certezza che i successi altrui non mi disturbano affatto, ma anzi sono spesso motivo per me di ammirazione e, in un certo senso, di speranza nel futuro . E’ oggettivo che alcune persone si distinguano per carisma e talenti particolari, pertanto trovo assolutamente inutile il mettersi in competizione per cercare di dimostrarsi “migliori”. Penso che ognuno dovrebbe avere degli obbiettivi di realizzazione e miglioramento personali che non siano per forza in conflitto con quelli altrui. E’ molto piu’ “conveniente” accettare le diversita’, riconoscere i nostri limiti ed impiegare le proprie energie in ambiti dove sappiamo di poter “sentirci utili” e valorizzati. Con questo non intendo dire che non bisogna essere ambiziosi e accontentarsi sempre di quel che passa il convento, ma che e’ importante controllare i nostri stati di aggressivita’ ed ansia per il semplice motivo che sono dannosi per la mente e per il corpo e ci distolgono dalla nostra ricerca di “significati veri”.
Per quanto riguarda me, fortunatamente, l’invidia e’ un sentimento che non mi appartiene. La gelosia l’ho provata solo in passato e per un breve periodo della mia vita ed e’ completamente cessata quando ho capito che era solo una faccenda di autostima, indipendente da fattori ed eventi esterni. Ovviamente ho altri ”difetti “tra cui appunto, se parliamo dell’ambito affettivo, la propensione spinta all’ immaginazione e la tendenza ad idealizzare persone e situazioni, fattori che conducono spesso a disillusioni, se non a vere e proprie delusioni. Sembra facile prendere le distanze da queste attitudini, una volta acquista la consapevolezza della loro “ingannevolezza”, ma ho riscontrato che cosi’ non e’. L’istinto puo’ spingerci in direzioni non sempre prevedibili e la capacita’ di mantenere il controllo puo’ variare a seconda delle nostre forze mentali del momento.
Sergio, azzardo un ipotesi, visto che non ti conosco e non so che aspetto hai. Tu sei bruttino, vero? Perchè nella vita reale un uomo attraente ( e talvolta anche un uomo non attraente ) alle caratteristiche fisiche della sua partner ci guarda eccome, molte coppie nemmeno esisterebbero se si desse più importanza ad altri fattori.
Trader, se avessi un gioiellino come quello per le mani non la condividerei con nessuno, senz’ altro non la condividerei con te..
ti sbagli. anche un campione ridotto è rappresentativo, del resto la maggior parte dei dati statistici ci sono forniti da essi, forse sei tu che hai un concetto fuorviato nel merito. Naturalmente nessuno può dimostrare che esiste una correlazione matematica tra lo sposarsi ed essere tettone, ma ciò che ho riportato credo sia da tener presente nel descrivere una situazione di fatto.
Se un uomo impegnato soddisfa le sue voglie segrete con una prostituta piuttosto che con un’ amante è comunque un tradimento nei confronti della partner, non vedo cosa cambia. Anzi è un tradimento già solo il fatto di far credere all’ altro di essere ciò che non si è, facendo finta di comprendere e accettare la sua visione pudica del sesso quando invece noi per la testa abbiamo tutt’ altro. E’ questa la mancanza di comunicazione che mina tante coppie.
Ok dopo altri km di boria mista al nulla cosmico, direi che non c’è alcun dubbio che sia nuovamente ora di bannare i compagni di merende, altresì detti “fenomeni”, e di lasciarli liberi di compiere la loro infinita opera di sclerosi totale. Ma fuori da qui. 😉
Golem, io condivido pienamente le tue riflessioni. In rete i casi di persone che si sentono parte di un “gruppo” o addirittura di una “famiglia” perchè partecipano a qualche forum, a qualche canale o a qualche blog ormai non si contano più. Ed è evidente la fragilità di questi soggetti anche da come si pongono, è ovvio che in quel caso ci sono grandi solitudini a cui dover sopperire in qualche modo, e non tutti hanno l’ opportunità ( o la volontà ) di ricrearsi una VITA vera nel mondo reale.
Il post 8047 ci dà la rara possibilità di quello che il criminologo dottor Jarvis definirebbe un “easy predictive profiler”. “Leggiamone” il contenuto.
Lo scrivente propone al “capo”, l’esclusione dal forum di alcuni utenti sulla base della soggettiva valutazione che i suddetti siano diffusori di “km di boria mista al nulla cosmico”. Questo invito parte da un soggetto che quanto al nulla cosmico non è ricordato per altro che per qualche geremiade dove lamentava la “limitatezza” del genere femminile che non riuscirebbe a “sostenere” quello che egli stesso ha definito “il suo carisma”. Cioè, dà per scontato, malgrado le evidenze, di essere dotato di una “allure” così “rilevante” che lo pensa persino “insostenibile” dalla donna media. Questa comica lettura di sè è la faccia scema della stessa vanità citata per altri casi, dove, più astutamente, si chiede un “riconoscimento” di valore con metodi di “comunicazione” opposti alla ostensione “baddistica” della propria presuntà superiorità, epperò entrambi indirizzati a renderla nota.
Non potendo proporre nessuna replica strutturata a quel “nulla” di cui sopra, fa una richiesta così stupida che di fatto diventa un tratto frenologico.
Non va bannato ma “baddato”.
(8041 reply at 18 p.m.)
Golem, è vero, in alcuni sarei curiosa di vedere la corrispondenza o meno dell’immagine che mi sono creata in testa ( di te e di Adam,ad esempio). Però questo è ciò che accade banalmente anche quando si approfondiscono le conoscenze nella vita reale, seppur l’indagine sia semplificata da percezioni qui non possibili ( tono di voce, sguardo, movimenti involontari, espressioni del volto). Anche e soprattutto nella vita reale non ci esponiamo sicuramente con la prima persona che incontriamo per strada; le difese si abbassano se e quando ne valutiamo l’utilità o la piacevolezza. Se non ci fosse nulla da scoprire negli altri, non sarebbe cosí bello ogni nuovo inizio.
Visto Acqua che non mi sbagliavo su di te? Anche i tuoi ultimi commenti lo dimostrano. i concetti che hai egregiamente esposto sono ineccepibili, ma purtroppo rimangono di difficile assorbimento per chi soffre di un disagio interiore non risolto dovuto a una grande carenza di autostima. Ecco che allora vediamo saltare fuori attacchi gratuiti, diatribe senza senso, pungolate infantili, espressioni di risentimento da parte di chi, mancando di argomenti, è incapace di confrontarsi seriamente. Il ricorrere alla protesta e alla richiesta di censura rappresenta in questi casi solo la mossa estrema, l’ ultima carta da giocare di chi non ha proprio altre risorse se non zittire chi gli è scomodo. In certi casi – e parlo in generale – si arriva addirittura a minacciare la denuncia penale per una semplice divergenza di opinioni, classificando tutto ciò come cyberbullismo. Questo ci fa capire come il labile equilibrio di alcune presenze virtuali sia legato esclusivamente a una loro proiezione, che al momento opportuno rivela tutta la propria inconsistenza.
La tendenza a fantasticare ce l’ abbiamo un pò tutti talvolta, credo che sia fisiologico, anzi persino sano in certi casi. Il problema è quando il sogno sostituisce totalmente la realtà…
..e le nostre fughe mentali diventano la norma. Ecco che allora creiamo dentro di noi una visione parallela che però può non trovare riscontri oggettivi con i fatti, e questo come dici tu ci espone a rischi enormi da un punto di vista emotivo. Vale per i rapporti sentimentali ma vale anche in altri ambiti. Un caso emblematico sono ad esempio le aspiranti attrici che arrivano a suicidarsi perchè nonostante tutti i loro tentativi non riescono ad ottenere un ruolo in un film. Credo sia di vitale importanza rieducarci alla valorizzazione di quello che abbiamo e alla comprensione dell’ essenza delle cose che riteniamo scontate perchè secondo me è la chiave di tutto. Voglio dire che se un’ ambizione ( materiale o amorosa che sia ) diventa malsana e deleteria, ci svuota anzichè spronarci e arricchirci, forse allora dobbiamo rivedere qualcosa ed è venuto il momento di fare una virata. io penso che un’ attrazione, quand’ anche vissuta solo a un puro stato mentale, possa essere “riempitiva” e fonte di ispirazione, ma solo fintanto che non implica poi ripercussioni negative sul nostro equilibrio e sulla nostra quotidianità. Insomma.. pensare al positivo ma con gli occhi bene aperti.
Suzy, ho un solo post a disposizione quindi riponderò alle 22.
Rispondo al 8041.
Analizziamo per “segni” e “profiling” le informazioni che ci dà la “piacevole relazione amorosa col tenente colonnello”. Cosa dice del soggetto? Che è quasi certamente una donna non giovane, legata a una certa immagine alla “Laila” dei rapporti. Infatti si pone l’attenzione sul fatto che fosse un’alto ufficiale, che appartiene come “immagine” ad una visione “alto borghese” se non aristocratica a cui si pensa o si sognava di appartenere. In realtà se proprio si tiene ai gradi bastava dire “ho avuto una piacevole storia con un militare”, ma dire che è un colonnello (e non un caporale) dà un tono “elitario”.
Lo stesso vale per le citazioni dotte. Se quella che ho sottolineato l’avesse scritta Ugo Scannavacca, chi vuol dare una certa “immagine” l’avrebbe scartata, ma persino inconsciamente. Si tratta di “vanità estetizzante”, che vuol sottintendere l’affinità a un dato esistenziale che non è quello che si vive, ma che almeno sotto il profilo immaginifico “informa” l’interlocutore di ciò che si “sente” di essere, pur non essendolo. I più ne restano “affascinati” quelli come me no. Questi “segni” dicono molto sulla “struttura” dell’altro…
Fine post. A poi.
“Trader, se avessi un gioiellino come quello per le mani non la condividerei con nessuno, senz’ altro non la condividerei con te.”
Se riferisci alla Svedese, non capisco cosa ci fai con una donna nuda.
“ti sbagli. anche un campione ridotto è rappresentativo…”
Si vede che anche tutti i docenti di statistica si sbagliano, saranno tutti stupidi.
“Se un uomo impegnato soddisfa le sue voglie segrete con una prostituta piuttosto che con un’ amante è comunque un tradimento”
Per forza, concordo, non ho mai detto il contrario.
Bene, adesso che so che il matrimonio dipende dalle dimensioni delle tette, che milioni di donne maggiorate si sono sposate a causa della loro taglia e che milioni di donne con il seno piccolo non hanno trovato marito a causa del loro seno, vado ad analizzare qualche migliaio di dati economici. Ciao!
Per mariagrazia.ciò che tu definisci bruttino per altri potrebbe essere carino.tu sai definire ciò che è bello da ciò che è brutto?esempio stupido a me la fiat duna non dispiaceva come mezzo per potermi muovere.il suo servizio lo faceva egregiamente ed era pure affidabile senza dare negli occhi.comunque ti posso dire che assomiglio molto a jean claude van damme.per te potrebbe essere brutto e per altri bello.perciò continuo a confermare che non è bello ciò che è bello ma ciò che piace.perciò cara mariagrazia potevi risparmiarti ciò che hai commentato.grazie ciao sergio
J.J Bad, potevi valerne la pena, ma invece hai preferito farla!!!