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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015
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Categorie: - Archivio Interno

E perchè mai? C’è chi lo chiama livore, ma c’è anche chi invece ci legge un asettico metodo per capire con chi si ha a che fare “veramente”.
Fosse stato utilizzato verso un solo soggetto sarebbe comprensibile l’dentificazione ma sono decine che hanno subito le “autopsie”. In certi casi non era neppure necessario “aprire” l’involucro, in altri l’indagine ha richiesto più tempo, ma se ne viene sempre a capo. Tra l’altro quell’ultimo intervento fornisce un’ulteriore “messaggio” del “format” del soggetto scrivente, che il medesimo ovviamente ignora. Le parole, come negli scacchi, cambiano “valore” secondo la posizione rispetto alle altre. La citazione riportata è più importante per l’effetto che fa il nome dell’autore sul lettore che non per l’ovvio contenuto, corretto quando questo è oggettivo ma non quando è soggettivo. Tra l’altro l’eventuale soggettivazione del’8004 si sposerebbe bene proprio con la dotta definizione, ma mica ci si pensa. Insomma, per chi sa vederlo c’è un mondo dietro quei dettaglii lessicali apparentemente irrilevanti. La semplificazione vernacolare di “quel” punto è il vecchio detto “parla come magni”. Citazione di cui però si ignora l’autore.
Prendiamo questa mia segnalazione come prima lezione di semiotica verbale.
Per “chiosare” le il post precedente, mi viene da pensare a quando un “intellettuale” si guarda allo specchio e pensa, di sè: “io sono un intellettuale”. Potrà anche essere intelligentissimo, ma la sua intelligenza sarà avvolta da una mistica nube di imbecillità.
Abbiamo presente una raccolt di sèa di fotografie di scrittori o di filosofi in pose pensose e severe? Quelli con le sofferenze in penombra e la “civetteria” nascosta dietro l’allusiva modestia, e poi ricordare qualcuno che pensa di somigliare a questo stereotipo. Tutti abbiamo pensato una volta “quello si sente un intellettuale”, su.
La prima reazione di una persona di spirito è ridere, la seconda, almeno per uno come me che cerca di leggere il non detto, è quella di capire cosa li spinga a quella “recita”.
Diciamo la verita, c’è un elemento di ineludibile millanteria e di impostura nella vita intellettuale, come del resto in tutte le attività umane. La salvezza sta nel SAPERLO, e nel coltivare un sano distacco dal proprio ruolo (qualunque esso sia) nella grande “recita sociale”. Meglio l’impostura consapevole di quella inconsapevole quindi. E per i tanti “iosonounintellettuale” un po’ di “pensosa” e “severa” autoironia quotidiana in cui riflettersi realmente. E ridenerne.
Golem,
non sei nessuno per giudicare e non hai nessuna veste per fare ridicole autopsie o analisi di temperamenti in un sito di confronti di IDEE. è un arbitrio che ti arroghi per la necessità di sentirti superiore e importante, cosa che forse puoi fare solo qui. se poi fossi così anche nel reale, non saresti che da compiangere ancora di più.
non sei che un pallone gonfiato, abile in attacco e in autodifesa, che ama sovrastare tutti quelli che gli si oppongono o che non interagiscono con la sua stessa presuntuosa arroganza.
farsi i fatti propri, come tutti gli altri utenti no, vero? una critica mirata, una o due volte, ci può stare ma cantare per ANNI la stessa prolissa musica, che persino i tasti dei computer sanno a chi è rivolta, in TUTTI i molteplici aspetti di aspra riprovazione, è indice di ossessiva intolleranza e di odio acuto. riprova ne è che sei arrivato a classificarmi pubblicamente come “cancro della società”.
tua abituale consuetudine girare le frittate e sgusciare. tanto per puntualizzare qui sei l’UNICO che passa il tempo imponendo i suoi punti di vista come assoluti e classificando/criticando altri. e pure te ne vanti mentre è questa assurda attitudine che meglio delinea il tuo personaggio virtuale.
“Golem,
non sei nessuno per giudicare e non hai nessuna veste per fare ridicole autopsie o analisi di temperamenti…che ama sovrastare tutti quelli che gli si oppongono o che non interagiscono con la sua stessa presuntuosa arroganza.”
Hahaha, invece no, sono un noto “autopsista” e non devo giustificare a nessuno quello che faccio. L’8009 riporta opinioni, “rispettabili” si direbbe tra soggetti “ben educati”, pur pensando altro ovviamente. Una formula letta spesso qui.
C’è chi studia gli amori e chi studia quelli che si ritrovano in un forum “cieco” creando dinamiche relazionali “particolari” che mi interessano molto, proprio per le possibilità che la “cecità” del virtuale offre che a chi sa usarle.
Qual’è la differenza con chi ama indagare nel vissuto altrui, amoroso e non, per trarne informazioni utili ai propri obbiettivi? L’educazione forse?
Solo qualche giorno fa si accettava il consiglio di Mare di non prendere le cose sul personale, e poi ecco “l’identificazione” che ritorna come ai tempi della diatriba sull’amore, dove ogni “idea” veniva pesata sulle proprie esperienze amorose e se non “coincidenti” davano luogo a “vivaci” reazioni. E si parla di presunzioni altrui. Qui si vendono e comprano idee? Io offro le mie. Accattataville.
Applauso per Rossana
“Costituzione Italiana
Articolo 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”
Chiaro Passante? O te le devo spiegare col sonetto in rima? Ma sì dai.”
“Il Passante che non passa, appartien ad una rassa, quella tanta che non lassa d’adagiarsi nella cassa.
Interviene a plaudire ma n’sa mai che cosa dire, nè un’idea nè un sonetto, sol rumori è presto detto.
E così che lo vediamo ed in coro noi cantiamo:
? Passa o Passatore e
interrompi ‘sto rumore,
perché l’amata folla ne ha pien’ da un po’ la ualla.
Le tue composizioni fan tanta simpatia, ma l’augusta rima non pare che ci sia.
Tu sei cortese e serio, sei proprio un uomo “verio”,
noi qui sì siam “palloni” e non dei Passatoni.
Non siamo quelli boni, ma solo disgraziati, ma nonostante questo li coj..i ci hai frantumatiii?.
(Rileggere il testo intonandolo a cappella sulle note sincopate del pezzo che segue col link)
https://youtu.be/gIjqU9srZZc
Ciavò in rimà bachatà
Passante,
grazie per la solidarietà, merce rara, anche nel virtuale.
“Potrà anche essere intelligentissimo, ma la sua intelligenza sarà avvolta da una mistica nube di imbecillità.”
É ciò che si riscontra in te Golem.
Golem è “L’ELETTO” del “Matrix…” Che ci piaccia o no!
Passà, fai tenerezza. Neanche i testi sai leggere, e come tanti ti scarseggia la fantasia per inventarti una risposta originale. Manca lo specchio e l’intellettualezza per creare quella mistica nube.
Fai come i bambini: “chi lo dice sà di esserlo”.
Poveri noi.
Ciavo però non lo dimentico.
Golem,
opinioni discordanti sulle idee non sono solo legittime ma inevitabili. Meno interessanti quelle, sempre soggettive, sugli utenti, che ricadono nel futile pettegolezzo, quando non nell’intolleranza, nell’astio o nell’invidia. A lungo andare, atteggiamenti prevaricanti o molto aggressivi inducono a reazioni, sulla stessa linea d’onda.
La maggior parte dei difetti umani è di certo condivisa, seppur non nella stessa misura, dalla maggior parte degli utenti. Puntare il dito contro il prossimo, in ambito di attitudine caratteriale, è esattamente come puntarlo contro se stessi. Infatti, l’arte più utile su un sito pubblico è l’abilità a girar frittate, a imbambolare a zig-zag o con infinite dotte indottrinazioni.
La gestione della censura di LaD, di cui si è tutti OSPITI, con gli stessi diritti e doveri, spetta SOLTANTO alla Redazione, che non vieta a nessuno di studiare a piacere suo temi, interazioni e temperamenti. Esporre le proprie tesi sui primi nei casi posti all’attenzione può essere di un qualche comune interesse mentre farlo sugli altri due, a suon di ripetizioni, diventa un monologo da portineria, che non rientra nell’intento di approfondimenti generalmente condivisi.
Tutto arcinoto a chi ha volontà di tenerne conto.
Del “saggio” contenuto del pistolotto stile suor Sorriso non credo che ne terrò conto. Un social è tale perchè include tutte le dinamiche relazionali, comprese quelle “inconsce”, impermeabili ai condizionamenti morali. A me quelle interessano, perchè mi dicono tanto del vero interlocutore, e non quello che vorrebbe sembrare. E mi dicono più di quanto lo stesso non si immagini. E poi glielo faccio notare. Per il mio piacere indagatorio e per il suo bene, se vorrà “tenerne conto”. In fondo anche i tipi come me sono “società”.
Un tempo i giullari di corte avevano questo compito, infatti erano gli unici che potevano ironizzare sul re, cioè “l’istituzione morale” indiscutibile. Ma quei commenti gli servivano per “vedersi” con gli occhi dei sudditi, per non montarsi troppo la “mortale” testa. Era la voce del popolo, ma si doveva “fare” il “buffone” per poterne parlare liberamente. Si interpretava cioè un ruolo “non serio” per poter dire cose che altrimenti sarebbero state causa di “lesa maestà”. Il giullare, con la sua voce anarchica, serve anche per mettere in luce proprio “quell’arte” utile a “imbonire” con infinite “serie indottrinazioni” tanti ingenui soggetti, nei social come nella società reale. Il Nobel Dario Fo è stato un “giullare”.
Carla no, non mi intendo di quella disciplina. Ma ho letto qualcosa in rete e mi sembra davvero interessante. io sono un’ esperta in decoglionamenti, cioè nel mettere fuori uso le palle di chi rompe le mie.. Come si dice.. meglio non svegliare la decoglionatrice che dorme.
Un caro saluto.
È quello che vorrei diventare anch’io, maria grazia, visto che c’è troppo cinismo e sarcasmo anche qui dentro.
Un caro saluto anche a te.
Come finirà l’interessantissima soap opera laddiana? Lo scoprirete tra sole 8145 puntate!!! Non mancate, Marco vi regalerà una scorta gratuita di caffeina concentrata da iniettarsi direttamente in vena. Per un brivido in più! ?
Golem,
rigiro di frittata, seguendo l’esempio del Grillo Parlante del sito:
“… tutte le dinamiche relazionali, comprese quelle “inconsce”, impermeabili ai condizionamenti morali. A me quelle interessano, perchè mi dicono tanto del vero interlocutore, e non quello che vorrebbe sembrare. E mi dicono più di quanto lo stesso non si immagini.”
anch’io amo osservare le TUE dinamiche inconsce, che dicono più di quanto immagini. soprattutto quando ti vanti a perdifiato della tua capacità di fottere a destra e a manca, con belle e brutte; del tuo brevetto da pilota; del tuo essere architetto di successo e marito di ancor maggior successo, UNICO conoscitore di un AmorE tanto profondo da essere eterno.
cosa traspare dai tuoi post? nient’altro che l’acuto bisogno di apparire: un percepirsi come un pallone che necessita di frequenti autoconferme per meglio emergere e sopraffare.
cavoli tuoi! chi sono io per metterti di fronte al rivebero di te stesso? chi sei tu per venire a fare continui appunti al mio modo di essere?
SE ti riesce, goditi il tuo giusto temperamento, le tue giuste scelte, le tue giuste vittorie, il tuo giusto AmorE e il tuo giusto cibo, senza sentirti in dovere di prenderti cura del mio inconscio o di screditarmi, fingendo di rivelarmi a me stessa.
Wow,quanto si è scritto!
Dopo un fiume(una cinquantina?) di posts unidirezionali,con tanto di richiamo alla costituzione e parallelo con premio Nobel alla letteratura,potrebbe essere d’aiuto un ritorno alla realta.
Prendo un esempio che esula dall’infinita diatriba tra Golem e Rossana,che non mi interessa(ma non vi siete stancati?)visto che Mare mi ha citato, riprendo il punto:
“130Golem
“Questo al di là delle romantiche interpretazioni dei “cuori d’oro” che vivono di esempi di vita provenienti da testi musicali o da motti trovati nei Baci Perugina”
Di questo si parlava, ovvero di chi non riesce ad argomentare senza screditare l’opinione altrui, attreverso non l’argomento ma la persona, svalutandone il vissuto. Il tutto spesso in maniera completamente gratuita (l’esempio è tratto dal thread di Giovy dove tutti gli altri utenti stavano interagendo senza alcun problema)
Quindi:Niente ironia, niente idee da difendere attraverso i principi della costituzione
Schemino per i distratti:
–
Dario Fo, Nobel alla letteratura ≠ Uomo che scrive insulti in un sito
–
PS
Risposta preventiva:No, nessun sentirsi punto sul vivo, solo un reality check per evidenziare chi insulta 😉
Suzanne,
io provo, di tanto in tanto, a prendere congedo dall’infinito scontro a due, che su un sito pubblico non è d’interesse per nessuno, ma… dopo alcuni mesi finisco con l’essere stufa di dover sottostare quasi quotidianamente ai morsetti di una zecca sul collo.
stavolta non ho potuto non reagire a un pesante insulto e a tutta l’ipocrisia che ne è seguita.
vorrei tanto avere la capacità di reazione scherzosa, di sintesi seria o di efficace autodifesa che hanno altri utenti, che invece non sono per niente nelle mie corde.
Mi fa piacere ricevere le osservazioni dai “buoni”, di qualunque natura siano, e mi compiaccio di estrarne le voci più critiche.
Ma leggiamo quelle del tenero Adam e pensiamo ai suoi interventi. Ne ricordiamo qualcuno che oltre che additare il mio “mal ton” sia andato al di là dello sciorinare i suoi gusti musicali o qualche viaggio esotico? Io non ne ricordo, e voi? Ecco questi tipi, che tutti incontriamo nella vita, a scuola, al lavoro e nelle riunioni di condominio non si espongono mai, ma sono pronti a puntare il ditino per far sentire la loro voce e mettersi in evidenza per “differenza”. Non giocano mai la “partita” ma fanno credere che sarebbero più bravi di te. È il coraggio dei “giusti”.
Di Rossana invece amo la capacità di dissimulare la sua vanità da finta modesta, che rimprovera la mia attraverso l’elenco delle mie doti, che “offro” al ludibrio proprio per “stanare” chi se ne “risente”, sentendosi il o la più “meglio del reame”. Ne ricordo la “nota snob” dell’uomo Fiat “suo amico” che viaggiava in elicottero durante l’ultima guerra, ma non potei rispondere per “bannamento”. Lo faccio ora: non esistevano elicotteri civili nel ’45, e rarissimi i militari, che erano SOLO agli inizi, e mai usati in Italia. Informarsi prima di millantare.
Come dice Adam si è scritto molto in questi ultimi giorni.
Mi riallaccio al commento 8004.
Il mio tono Golem è stato sempre lo stesso della storiella del bar e infatti la sostanza non cambia di una virgola. Ammetto che sia difficile capire i toni relativamente a quanto si scrive, me ne accorgo sui gruppi whatsapp.
E anche per questo è decisamente complicato se non impossibile pensare di “sezionare” come sostieni tu.
Non credo proprio che qui si venga per recitare. Magari per confrontarsi, per sentire pareri. E poi le recite, eventualmente, si fanno anche e soprattutto nella vita reale.
Qui ha meno senso, soprattutto nel caso, di fallimenti e delusioni come sostieni tu. Magari si può cercare conforto questo senz’altro.
Ma pensare di capire chi ci sia davvero dietro una tastiera mi sembra utopistico. Quantomeno nelle situazioni più profonde. Non ci si riesce dal vivo figuriamoci.
Caro Mare, tu sei in buona fede, anche se usi l’ironia in modo da trasformarla in sarcasmo senza accorgertene, ma ti illudi se pensi che questi spazi nel lungo periodo non vengano usati per costruirsi un’immagine. Sono qui da anni e ne ho viste di recite. Ce ne sono di leggere e altre pesanti, che, come ripeto, sapendone leggere i “segni” ti restituiscono una lettura ben diversa da quella che appare. Perchè sono così interessato a questo aspetto delle relazioni? Perchè il mondo è pieno di questi “illusori” che incontriamo, e che, a chi non lo sospetta, creano frequentemente equivoci sulla qualità delle persone che frequentiamo in maniera “formale”, nella vita, nel lavoro come in qualunque altro ambito. È uno “stile” che contiene interessanti aspetti psicologici e culturali che però inficiano la sincerità delle relazioni umane. Io amo indagarle con tecniche che si possono acquisire ma che ho come caratteristica spontaneamente sin da bambino. Quando ti parlavo di bias, non intendevo dirti che tu sia di quel genere di personaggi, in quanto quello è un errore “in buona fede” se ne hai letto la descrizione. Io cerco “the great pretenders”, quelli abili a sembrare “veri”. Sono un “hobbitorio”, lo sai. Ne riparliamo.
https://youtu.be/mLRjFWDGs1g
Bisogna ammettere che Suzanne nel suo ultimo commento, seppur espresso con toni scherzosi, solleva una questione tutt’ altro che trascurabile: il fabbisogno della gente comune di emozioni, di adrenalina. Golem rimarca efficacemente questo concetto nel suo post, descrivendo la realtà quotidiana della società che ci circonda: un tessuto composto perloppiù da persone anonime e grigie che cercano di emergere in modo maldestro per sconfiggere il loro grande senso di inadeguatezza. Ultimamente mi è capitato di vedere un video molto interessante su yt, era stato caricato da una ragazza 30enne che raccontava della sua passata esperienza scolastica in un ambiente malsano. Ambiente nel quale, come spesso accade, gli individui intelligenti erano osteggiati e fatti oggetto di scherno anzichè essere apprezzati e compresi. La stessa cosa la vediamo regolarmente in altri contesti, come per esempio gli spazi virtuali in cui interagiamo virtualmente. I detrattori di queste menti brillanti altro non sono che “bambini” assettati di quelle attenzioni che probabilmente non hanno ricevuto nel momento più delicato della loro vita ( l’ infanzia ) e oggi incanalano il loro dolore proiettando sugli altri le proprie stesse carenze.
E stasera un buon piatto di riso ai frutti di mare, buona idea..:-)
Non ho usato sarcasmo Golem, e la storiella del bar credo abbia fugato ogni dubbio. Il mondo è pieno di illusionisti, è la vita quotidiana ce li presenta praticamente ogni giorno. Ma se è già comunque difficile scovarli nella vita reale credo che sia ancora più complicato dietro una tastiera. Ma a prescindere da ciò mi viene difficile credere che qui si venga a creare un’immagine. Anche se come tutte le cose non è da escludere che ci possa essere qualcuno che lo faccia, ma sai il mondo è vario e forse per qualcuno sarà pure importante crearsi questa cosa.
Ma il senso è relativo. Qui posso dire tutto e il contrario di tutto perchè non ci si conosce e dare un’immagine di sè decisamente diversa dalla realtà ma anche da ciò che si è scritto due settimane fa.
Poi ci si può anche sezionare e cercare di carpire i bias, ma probabile non siano veritieri e sia tutto creato artificiosamente.
Personalmente essendo una persona razionale tutto questo non ha senso. Posso essere interessato ad un argomento e trattarlo secondo la mia esperienza e magari essere o non essere d’accordo con il pensiero di un’altra persona oppure riflettere su un qualcosa. Ma poi sai, si spegne il PC e ricomincia il reale.
Fermo restando che poi può succedere che il virtuale si intrecci con il reale. Non sono rari i casi di persone che si conoscono fuori dall’ambito di un forum. A me è capitato di conoscere realmente delle persone e frequentarle nel reale. Finora non ho avuto delle brutte sorprese. Considerando che le brutte sorprese si hanno anche solo dal vivo.