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di LAD

Riferimento alla lettera: Usa questo spazio per conversazioni "Fuori Tema".
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Categorie: - Relazioni

24.172 commenti

Pagine: 1 324 325 326 327 328 484

  • 16251
    Trader -

    Max, anch’io ti apprezzo molto.
    Suzanne invece come al solito ha capito l’ESATTO CONTRARIO di ciò che affermo.
    “Questa tendenza a doversi sempre definire “vincenti…”
    Dove avrei scritto che sono un vincente o infallibile? Racconto solo dei miei soddifacenti risultati.
    Non mi sto confrontando con un africano indigente, bensì con persone che hanno avuto le mie stesse possibilità, anzi, a volte migliori, si sono cimentate nelle mie stesse attività, ma hanno fallito.
    Ho ribadito più volte che i sentimenti non si monetizzano. Un conoscente mi disse che si prodigava di meno con la compagna perché lei stava facendo lo stesso. In altri termini, l’amava al 70% perché lei lo amava all’80%. Dovendo guadagnarci, amava un po’ di meno!
    Qua si stava parlando di tutt’altra cosa, non di un problema di costi/benefici. Si parlava di essere capaci di gestire la propria vita senza combinare casino, di…

  • 16252
    Trader -

    di essere in grado di coltivare una relazione sentimentale, di capire se la persona che abbiamo di fronte fa per noi.
    A differenza di Suzanne, non vi ho mai nascosto i miei difetti e se sbaglio l’ho sempre ammesso. Più volte vi ho detto che non ho la verità in tasca. Suzanne mi incolpa di non aver fatto certi sbagli! Le dà fastidio che ho successo nel mio lavoro; che non ho problemi familiari. Che posso farci? Devo mentirvi, sputtanandomi falsamente per non suscitare l’ira di Suzanne o dei tanti invidiosi che sperano nella mia rovina?

    “..due individui sempre in continuo mutamento..”
    Sono piccoli cambiamenti, ma in sostanza l’individuo non cambia e si parlava di persone cattive che ti rovinano la vita. Tranne rari casi, si resta stupidi, intelligenti, falsi, sinceri, ecc. tutta la vita, perciò se, per esempio, ti fidanzi con un violento, sai già che ti farà seriamente del male.

  • 16253
    Golem -

    Periodicamente si ripropone la “vexata questio” che sta animando gli ultimi post della chat, e regolarmente si creano fazioni pro o contro una visione o l’altra, dove ognuno dice la propria quasi sempre frutto di esperienze o riflessioni soggettive. Quanto pesano le proprie capacità nel raggiungimento di certi obiettivi e quanto la “fortuna”? Personalmente credo fermamente che c’entrino entrambe nel disegnare il nostro destino, ma quello che fa la differenza è la capacità di saper “sfruttare” la fortuna quando questa si presenta. In realtà non sarebbe corretto definirla proprio fortuna ma “potenziale opportunità”, che solo l’intuito (e l’intelligenza) di chi ne sta pre-vedendo gli sviluppi può trasformare in un risultato…fortunato.
    Questo almeno è quello che mi proviene dalle mie esperienze sia di vita che professionali, che so essere state condizionate da certe opportunità. Che però posso dire di aver colto e sfruttato nel migliore dei modi considerando i risultati, di cui non posso lamentarmi vista la posizione di partenza nella maratona della vita》

  • 16254
    Golem -

    》Ora, al di là delle soggettive sensibilità, e a prescindere dalle posizioni dei partecipanti al presente dibattito, a cui NON mi sto riferendo, è un fatto che “l’ostensione” del proprio successo disturba, diciamolo, anche quando fosse un banale modo di presentare la propria vita. Questo, però, l’ho notato molto più presente, (anche a livelli insospettabili) nella nostra cultura, intrisa di quel cattolicesimo ipocrita condizionato dalla Sofferenza (del Cristo) come parametro della vera “Virtù”, laddove questa è riportata come sublime valore dal “salvamento” dell’uomo attraverso l’Estremo Sacrificio. “Mors mea vita tua” insomma. Tralasciando le esegesi teologiche e le loro perverse conseguenze, visibili soprattutto alle nostre latitudini -specie quelle più provinciali- in ambienti di cultura Protestante-Calvinista quelle “ostensioni” sono più tollerate e non infastidenti come da noi. L’ho constatato specie negli USA, dove semmai si può essere oggetto di ammirazione che non di invidie o anche di solo fastidio. Come mai si è così diversi nel giudizio?

  • 16255
    Max -

    Trader, Suzie non avrebbe bisogno di un avvocato difensore, ma mi permetto di risponderti al suo posto perché ho l’impressione che, per amor di polemica, facciate a non capirvi. Non ti si accusa di dire che sei vincente su tutti i fronti perché anzi, onestamente, riconosci i tuoi errori. Ti si contesta semplicemente l’affermazione che se uno fallisce in qualcosa è colpa sua perché non è stato capace di valutare in modo adeguato gli elementi in gioco. Ciò che sosteniamo è che le cose stanno in parte così, ma in altra parte la fortuna, o la sfortuna, hanno il loro peso. Uno può essere bravissimo a guidare e rispettare le regole del traffico alla perfezione, ma se si imbatte in un automobilista incapace o per qualche motivo – malattia o assunzione di sostanze – non in grado di guidare bene, l’incidente avverrà comunque, nonostante l’impegno che la persona stia mettendo nel fare le cose per bene. Questo è uno fra i tanti esempi che dimostrano che non tutto nella vita dipende da noi.

  • 16256
    Trader -

    Uh, combinazione sto guardando un film su Netflix “Un marito da addestrare”. Nella scena iniziale una psicologa afferma che quando scegliamo un’auto sappiamo cosa vogliamo, la proviamo. Se andiamo a cena fuori scegliamo un posto con buona recensione, ecc. Ma non facciamo altrettanta attenzione quando scegliamo la persona più importante della nostra vita”.
    Su Sky invece prima c’era “Battle in Seattle”, film sulle proteste no global del 1999, l’avevo già visto, ma che emozione! Ma che ne sa Suzanne!

  • 16257
    Tommy -

    Trader:”Si, ci sono ragazzi e anche tante ragazze che la pensano come te, ma non starle ad ascoltare. Non ascoltare e non andare dietro ai (PERDENTI), altrimenti finisci come loro, ma chiedi ai (VINCENTI) come fanno ad avere successo.”

    Ecco la diagnosi di questa tendenza a doversi sempre definire vincente e superiore a tutti, si chiama…. NARCISISMO!

  • 16258
    Suzanne -

    Max, questo giochino è vecchio e noioso, anche se non escludo che Trader abbia davvero dei problemi di comprensione. Piccola precisazione : da sempre ho un interesse per i soldi equiparabile a quello per i mercati finanziari e tutti i discorsi inerenti : assolutamente nullo. Quindi direi che l’invidia la riservo (ammesso che abbia lo sbattimento di provarla) per qualcuno/qualcosa di piú interessante.
    Golem, probabilmente è stata proprio la necessità di ribaltare questa Sofferenza cattolica che ha portato oggi ad un punto di vista completamente opposto, ma altrettanto frustrante. L’imperativo categorico, fin dalla primissima infanzia, risulta essere “tu vali” e “ogni desiderio è raggiungibile”. Entrambi i messaggi sono altamente problematici, perché sostanzialmente falsi. Ciascuno di noi ha delle attitudini e dei limiti, perciò non è vero che si possa realizzare qualsiasi aspirazione noi abbiamo. Inoltre ogni deviazione dalla strada lastricata del successo viene vissuta…

  • 16259
    Suzanne -

    Come un fallimento destabilizzante da cui è difficile riprendersi. Gioco a calcio con i miei compagnetti e vorrei diventare Ronaldo ma sono una schiappa? Frustrazione. Non sono portato per lo studio ma necessariamente devo diventare un fisico nucleare per soddisfare le aspettative degli altri, ormai interiorizzate e cementificate? Crisi di ansia. La mia relazione amorosa finisce? Ecco l’ennesimo fallimento.
    Golem, sai benissimo che su questo la pensiamo molto diversamente : per me una relazione (chiamala d’amore o come ti pare, è sempre e solo un’etichetta) vale sempre la pena di essere vissuta, a condizione che nel presente ci renda felici. Se fossimo un po’ piú animali e un po’ meno raziocinanti, ci renderemmo conto che l’unico tempo che possiamo valutare è il QUI e ORA, tutto il resto è mera illusione.

  • 16260
    Trader -

    Tommy, nella mia frase che hai riportato nel commento n. 16241, DOVE è scritto che io mi definisco un vincente?! Ragazzi, avete le traveggole, leggete parole che non esistono. Si chiama… SCHIZOFRENIA.
    E poi, secondo voi è sbagliato imitare i vincenti? Meglio seguire i perdenti? Ditemelo pure. Siamo qua per discuterne.

    Carissimo Max, ciò che dici è vero. Per riassumere i concetti, ho tralasciato di parlare del fattore fortuna. Un guidatore provetto può fare un incidente per colpa degli altri. Ma quando càpitano tutte sempre alle stesse persone, la sorte non c’entra. Ci sono automobilisti che hanno fatto molti incidenti, altri pochi. In quel caso non è questione di sfortuna. Si, può succedere di sposare la persona sbagliata, di divorziare. Può succedere che l’amore finisca e ci si separi. Ma almeno si può avere il sennò di evitare di scegliere un/una compagno/a criminale che ti rovina la vita?
    Ho parlato di “‘colpa”, che presuppone un giudizio morale. Allora definiamola…

  • 16261
    Trader -

    causa, ma non cambia niente. Esempio: Tizio può avere i suoi buoni motivi per cui non capisce niente di finanza: genitori non lo hanno fatto studiare, ecc. Però, se perde soldi in borsa la responsabilità è sua, non dei mercati finanziari. La borsa non è colpevole dei suoi insuccessi. È infantile prendersela con il sistema. Ti hanno bocciato a scuola? È colpa dei professori che non ti hanno capito o è colpa tua? È altresì inutile andare a piangere da altri incapaci che hanno fatto la stessa fine. Chi è furbo imita chi è bravo in un deteminato campo, non lo invidia. Comunque io non ho trovato tutto pronto nella vita.
    Tommy considera cattive tutte le donne del mondo, sconsigliando di intraprendere una relazione con chiunque di loro. Possibile che nel mondo siano tutti cattivi meno noi stessi?

  • 16262
    Golem -

    Sì Suzy, capisco quello che intendi dire, ma se volessimo leggere in un minuto tutta la storia dell’umanità, ci resterebbe solo la sensazione di un anelito, una ricerca di sè, un continuo bisogno di realizzazione che possa dare senso alla vita, con mezzi e modalità che ognuno di noi sceglie come più idonei a raggiungere quel traguardo.
    Non ho seguito puntualmente il dibattito, ma dovrebbe essere ovvio che non si possa raggiungere ogni obiettivo possibile e immaginabile, però ritengo sia possibile raggiungere ciò che si vuole veramente perchè è “sentito” come componente utile a completarsi. Questo sottintende una rara chiarezza di idee sulla conoscenza di sè, che prescinde da qualsiasi confronto con gli altri o con l’idea del “successo” che oggi viene imposta come sottocultura strumentale a certe dinamiche politico-economiche.
    Può darsi che ogni relazione valga la pena di essere vissuta, ma se è vero che alla fine l’unica cosa “reale” è il presente, non di meno faremo sempre i conti con passato e futuro, illusioni e speranze, proprio perchè non siamo animali.

  • 16263
    Tommy -

    Trader:”Ragazzi, avete le traveggole, leggete parole che non esistono. Si chiama… SCHIZOFRENIA.”

    Ma sei sicuro che non stai parlando di te stesso?

    Dov’è che hai letto nei miei precedenti interventi che considero cattive tutte le donne del mondo?

    A questo punto non lo escludo nemmeno io sul fatto che tu hai veramente dei problemi di comprensione, sei un analfabeta funzionale, carissimo amico mio.
    Non cercare di mettermi in cattiva luce solo perché ti rode il culo quando uno ha dei punti di vista diversi dai tuoi, tu fai parte di questa società bigotta e conformista che è sempre pronta a sfoderare etichettare a destra e a manca verso chi per ovvie ragioni preferisce distinguersi dalla massa, sei patetico!

  • 16264
    Trader -

    Trader non ha problemi di comprensione. Lavorando, ha pochissimi minuti per leggere a volo d’uccello e rispondere ai molti commenti della dozzina di forum su cui scrive. Chi non ha mai lavorato e ha tanto tempo libero non lo può capire.
    Senza nesso logico l’assenza dell’invidia con il disinteresse per i mercati finanziari. È come se dicessi che non invidio Suzanne, perché non mi interessa essere pagato dai contribuenti per stare a casa senza fare niente. Lei dice che i soldi non le interessano perché ne percepisce tanti senza fatica. Vorrei vedere se non le interessasse il denaro, se non si potesse permettere le vacanze ai Caraibi. Ma Suzanne pensa che Trader starebbe tutto il giorno a fare calcoli, leggere numeri, elaborare statistiche, se avesse un reddito senza fare niente come lei? Numeri che si colorano di rosso e di verde, alert che scattano. Compra, vendi!
    Ma devo pur guadagnarmi i soldi per mangiare

  • 16265
    Ana -

    @Depresso X2
    A me l’esperienza dice l’opposto. O forse é solo il mio caso? Io non ho ricchezze che mio marito può sfruttare. A me solo certi italici hanno riservato un trattamento che terzo Reich levati proprio? Tipo eh non voglio avere a che fare con una cessa autistica, oppure levate dar caxxo autistica de me… Chissà perché per lo scozzese, l’irlandese o l’inglese non risulto una cessa autistica o un’autistica de me…. Eppure non ho ricchezze come Berlusconi, mio padre non fa l’industriale. Non mi percepiscono come totalmente dipendente da loro per il fatto che sono Asperger.

  • 16266
    Trader -

    Tommy: “Dov’è che hai letto (…) che considero cattive tutte le donne del mondo?”

    Riassumo il tuo messaggio, ma dimmi pure se fraintendo: non bisogna intraprendere una relazione sentimentale, perché finirà malamente di sicuro, con grave danni. Avevo obiettato che non è detto che finisca, o perlomeno che finisca tanto male, ci si può lasciare, soffrire un po’ e poi ci si rimette in gioco. Ma tu sostieni che finisce sempre molto male, facendo esempi di donne che hanno rovinato l’ex compagno, portandogli via averi, sputtandolo, ecc. Queste sono azioni da persone cattive. Quindi tutte le persone del mondo sarebbero cattive.

    Non mi hai risposto: DOVE è scritto che io mi definisco un vincente?!

    Non aborro il sesso. Strano per un bigotto, no?
    Non ho motivo perché mi roda il culo, mica va a mio discapito se non vuoi accoppiarti. E se tu trovassi la fidanzata non ci guadagnerei nulla.

    Golem, si stava discutendo di altro, cioè di relazioni…

  • 16267
    Trader -

    sentimentali. Sono stato costretto a far notare che i miei risultati dimostrano che ne so più io in certi settori, rispetto a chi ha sempre fatto fiasco, ma si reputa un grande esperto. Nel film di ieri, una psicoterapeuta di coppia perderebbe credibilità nel suo lavoro, se il suo matrimonio fallisse. Battuta del film: “Nessuno legge libri per dimagrire scritti da un obeso”.
    Ebbene, Suzanne, infastidita dal racconto dei miei risultati, ha aperto una parentesi sul tema dei successi e fallimenti per dire che sono brutto e cattivo.

    Ognuno ha i propri limiti. Banale. Volevo solo dire che chi non se ne intende, non è bravo in una disciplina, un àmbito, non può salire in cattedra a dare lezioni a chi ne sa di più. Tizio, che ha varie qualità, ma non è portato per lo studio, deve fare l’operaio, non l’ingegnere; se non sa le regole del calcio, non può fare il coach della nazionale. Altro esempio: i no vax che credono di sapere tutto sul vaccino e sulla costituzionalità del green pass.

  • 16268
    Suzanne -

    Golem, so bene cosa vuol dire partire da condizioni di svantaggio e farsi il culo a capanna per la propria autorealizzazione personale. Ho sempre detestato chi si autocommisera e non prova a cambiare la propria condizione, ma è innegabile che ci voglia molta piú determinazione e impegno rispetto a situazioni piú favorevoli. Detto ciò, il fulcro del mio discorso era su cosa si percepisce come “realizzazione personale” e quanto abbia senso definire persone “vincenti” o “perdenti” sulla base di parametri standardizzati. Perché ci sono sempre piú ragazzi isolati, che rifiutano ogni contatto con la società? Evidentemente perché si sentono inadatti. Perché le relazioni sono sempre piú difficoltose e in molti, come Tommy, le rifuggono? Io credo che ci sia un problema di aspettative sempre piú elevate verso sé stessi e verso gli altri, arrivando a provare grandi frustrazioni verso tutto ciò che si discosta anche minimamente da un modello di vita/partner/relazione.

  • 16269
    Trader -

    Non siate rabbiosi.
    Sorridete alla vita.

  • 16270
    Tommy -

    Fanno bene se in molti, come me, femmine e maschi che siano, rifuggono le relazioni, appunto perché al giorno d’oggi sono complicate, poi perché evidentemente ne hanno abbastanza di prendersela sempre in quel posto dove non batte il sole, e quindi si sono finalmente svegliati/e, era ora, Ave Cesare!
    Ma per qualcuno qui che si vanta tanto di essere un vincente e superiore a tutti solo perché ha una laurea in economia sono dei perdenti, quindi anche se ingenuamente hanno avuto la sfiga
    di avere incontrato lo stronzo o la stronza di turno, per questo qualcuno sono stati degli sprovveduti, patetico!
    E che gli frega ad un vincente se quei perdenti sono segnati a vita, magari da una relazione tossica!?

    Per quanto riguarda il fatto che ci sono sempre piú ragazzi che rifiutano ogni contatto con la società, è perché proprio grazie a questa società che ci vuole tutti omologati, che quindi è sempre più alienante, se adesso i ragazzi, me compreso, sono diventati più intransigenti.
    Allora a questo punto tanto meglio distinguersi dalla massa, no!?

    Quindi avanti così.

  • 16271
    Golem -

    “Perché ci sono sempre piú ragazzi isolati, che rifiutano ogni contatto con la società? Evidentemente perché si sentono inadatti…”
    Certo, ne consegue che la nostra è una società fortemente competitiva, con parametri di riferimento di altissimo livello, sia estetico che economico e persino…funzionale, basta leggere l’ultradecennale lettera, sul pene piccolo per capirlo.
    Ma possiamo restringere il campo del disagio da te richiamato soprattutto all’ambito maschile? Io credo di sì. Per quelle che sono le mie modeste osservazioni, questo aspetto lo avevo già cominciato a percepire durante la frequentazione universitaria, dove c’era la differenza di una generazione con i miei compagni di studi, e già la parte maschile appariva più “spenta” rispetto a quella femminile. Proiettando quella sensazione ad oggi cosa vediamo al di là del folklore mediatico che la accompagna? La femminilizzazione dell’estetica tradizionale maschile: trucco, tacchi alti, gonne e altri motteggi che vorrebbero apparire rivoluzionari mentre di fondo sono il segno della perdita di identità.》

  • 16272
    Trader -

    “so bene cosa vuol dire partire da condizioni di svantaggio e farsi il culo a capanna per la propria autorealizzazione personale”

    Ecco un’altra che crede di essere esperta in cose di cui non ha esperienza.
    Io sono partito da zero e nessuno mi ha aiutato.
    Devo lavorare per guadagnarmi la pagnotta, non percepisco un reddito per stare a casa. Anzi, per andare ai Caraibi.
    E vado a vedere e aiutare chi sta veramente male, gli stranieri che fanno la fila fuori dall’ufficio immigrazione.
    Ma che ne sa Suzanne di certe realtà?

  • 16273
    Golem -

    》Che in troppi casi sarà stata anche un’identità becera, intendiamoci, ma pur sempre legata a un ruolo fino a ieri fondamentale e che oggi non lo è più.
    Non credo ci voglia molto per legare certe “ostensioni”, più o meno ostentate, ad un bisogno di riconoscimento che manca in altri ambiti sociali, e che si manifesta nei modi più disparati, da chi vorrebbe 5 centimetri in più di pisello per sentirsi… uomo, a chi si sente troppo carismatico per una donna normale, o a chi semplicemente, avendo trovato un precario, e spesso paranoico, equilibrio tra sè e la società, frigge di rabbia e rancore quando incrocia chi lo ridimensiona, persino suo malgrado. E dopo questi, tanti altri con cento diversi modi di rassicurare sè stessi con la conta dei successi raggiunti per quelli che, soggettivamente, vengono considerati tali. Nel maschio odierno, che ancora puzza di patriarcato, è un bisogno atavico quello di sentirsi necessario oltre che vincente. Oggi, per come si sono messe le cose, gli basterebbero quei due pollici in più in quel punto per illudersi di esserlo ancora.

  • 16274
    Ignazio -

    Finalmente Golem ce l’ha fatta! Ha ammesso la realtà, e cioè che oggi gli uomini sono la parte più pena-lizzata, ma non tanto per una questione di dimensioni e di complessi legati ad esse come afferma lui, ma perchè gli standard di scelta delle donne nonchè i parametri sociali per sentirsi adeguati, come ammetteva la stessa Suzanne sono diventati inarrivabili per la maggior parte dei maschi comuni. E di fronte a un mondo che ti schifa e ti rigetta di continuo, molti semplicemente preferiscono abbandonare la partita piuttosto che continuare a prestarsi a un gioco al massacro. E non capisco come gli si possa dare torto.

    Il patriarcato per molti aspetti era ingiusto? Sicuramente. Però ha permesso di mandare avanti per millenni una civiltà che oggi sta affondando ( forse definitivamente ) di fronte all’indifferenza generale. Cosa verrà dopo è una grande incognita, ma non credo che per le donne la situazione sarà rosea ( vedi immigrazione mussulmana ).

  • 16275
    Golem -

    Ignà, come si usa dire ultimamente, io sono responsabile di quello che scrivo, non di quello che capisci tu, o meglio che tu “vuoi” capire.
    Io non ho voluto minimamente difendere il patriarcato, anzi, ma è un fatto che per generazioni tanti omuncoli hanno goduto di una rendita di posizione immeritata. Io non voglio fare nè il femminista e neppure il maschilista, ma so quanto, dietro quei “millenni di patriarcato”, il silenzioso lavoro di tante donne è stato fondamentale per la tenuta sociale e soprattutto famigliare.
    Oggi la donna ha raggiunto una posizione sociale che le consente di scegliere, e sceglie. Molte lo faranno su basi “mondane” diciamo così, estetiche e economiche principalmente, ma altre, quelle più colte e intelligenti, tengono presenti ben altri fattori.
    Ce ne sarebbe per tutti quindi, ma se non battete chiodo non potete prendervela con la società e rimpiangere i bei tempi andati, quando le donne erano loro a doversi accontentare. Questo significa ammettere di essere inadeguati su ogni fronte.

  • 16276
    Trader -

    Tommy, non ho mai detto di essere un vincente, io ho detto di aver avuto buoni risultati (e non si parlava della laurea in economia, ma della mia situazione familiare. Poi ho aggiunto l’esempio con il mio lavoro da trader per confrontare la situazione analoga dell’invidioso che crede di insegnarmi il lavoro). Dal racconto della mia vita avete dedotto VOI che sono un vincente e ciò vi infastidisce.
    “…ingenuamente hanno avuto la sfiga di avere incontrato lo stronzo o la stronza di turno, per questo qualcuno sono stati degli sprovveduti…”
    Rileggi queste parole della tua frase: INGENUAMENTE, SPROVVEDUTI. Se ti comporti ingenuamente, sei un ingenuo, uno sprovveduto. SFIGA, INCONTRARE: il partner non si INCONTRA per caso, te lo scegli tu. Dare la colpa dei propri fallimenti alla SFIGA è infantile. Ti pare che la differenza tra me e chi ha solo perso in borsa sia data dalla fortuna? Ok, una volta anche i migliori possono essere sfigati. Ma una volta, non sempre.

  • 16277
    Trader -

    A te la sfiga è capitata, quindi non ti ricapiterà di nuovo. Allora perché hai paura di ulteriori insuccessi?
    Tommy, dici che non bisogna omologarsi. Ma quando ami o trombi non lo fai per far piacere alla società, ma per te stesso. Infatti ti ho detto che non mi crei nessun danno se resti solo tutta la vita. Non me ne va e non me ne viene nulla. Mi hanno dato fastidio le cattiverie che mi hai rivolto, fantasticando sulla mia rovina. E lo fai anche con gli altri: maledici i rapporti delle coppie, spargi la tua negatività su tutti, ti sembrano cose da fare?

    “molti, come me, femmine e maschi che siano, rifuggono le relazioni…”
    “…meglio distinguersi dalla massa”

    Visto che oggi molte persone rifuggono le relazioni amorose, allora per distinguerti dalla massa dovresti averne una.
    Basta con queste masturbazioni mentali (e masturbazioni reali)! Tommy, trova l’amore vero e vedrai come cambi idee!
    Ama, Tommy, non odiare! Ama!
    Sull’altro sito lei, single, ti reputa, testuali parole, un bambinone e altro aggettivo che non ripeto!

  • 16278
    Trader -

    “…la loro pandeminchia…”
    Tommy, tu non ci credi alla Covid-19?

  • 16279
    Ignazio -

    Golem puoi star qui a fare il politicamente corretto quanto vuoi, per risultare simpatico alle femmine, ma nessuna donna – se libera di scegliere – sceglie sulla base di criteri saggi o nobili. Tutte guardano all’aspetto fisico e/o al fattore economico, tutte. Senza alcuna eccezione. Poi certo ci sono le donne brutte, che ripiegano su quelli che hanno le famose “altre qualità”, ma perchè tali donne devono appunto “accontentarsi” prendendosi gli scarti delle altre se non vogliono restar sole. Ma se parliamo di libera scelta, anzi direi a questo punto di prima scelta, l’attenzione delle donne va inevitabilmente su quel 20% di uomini che risultano appetibili per quelli che sono i parametri attuali. Quindi uomini belli, o molto ricchi e di successo. O entrambe le cose. Uomini che nella maggior parte dei casi le useranno e basta. Per tutti gli altri, a meno di non prendersi qualche obrobrio, c’è in serbo solo una vita di seghe o il ricorrere alle prostitute.

  • 16280
    Ignazio -

    Poi queste donnine pretenziose te le vedi arrivare a 40/50 anni sole ( single, come si usa dire ) senza un marito e senza figli, perchè non si sono accontentate, perchè “loro valgono” e mettersi con un tizio normale qualunque sarebbe stato troppo avvilente per la loro bellezza e splendida personalità. E intanto la nostra società si sta estinguendo, al contrario di quelle meno evolute dove ancora vige il patriarcato.
    Per mandare avanti anche la società occidentale e mantenere alto il livello demografico e il ricambio generazionale bisogna necessariamente sacrificare alcune libertà, sia femminili che anche maschili e quindi non si può pensare che ogni donna debba scegliere solo modelli o attori. Piaccia o non piaccia è così. La realtà è questa caro Golem anche se tu la neghi.

  • 16281
    Suzanne -

    Golem, il discorso è complesso e piuttosto sfumato. La femminilizzazione dell’uomo la vedo piú una moda che qualcosa di veramente sostanziale, come quando i grandi artisti come Bowie si truccavano o si vestivano con abiti da donna per i loro spettacoli. Oggi siamo in un’epoca storica in cui si può essere bene o male ciò che si vuole, con molte meno rigide strutture rispetto a un tempo, eppure questa libertà molto spesso si trasforma in un vuoto difficile da modellare (il buon vecchio Fromm parlava di alienazione in questo senso già cinquant’anni fa). Quando sai cosa DEVI essere tutto risulta in un certo modo piú semplice, poiché non hai bisogno di scavare dentro di te per comprendere la tua essenza piú autentica; nessuno te la richiede. Se eri donna ti realizzavi nella costruzione di una famiglia, fingendo di avere un ruolo marginale di supporto al tuo uomo ma nel contempo gestendo praticamente in toto l’economia e le scelte domestiche.

  • 16282
    Suzanne -

    Se eri un uomo dovevi sottostare a certi stereotipi ma bene o male qualcosa riuscivi a racimolare in termini si affetti e considerazione sociale. Oggi tutto è meno definito e ciascuno è libero di essere ciò che desidera (posto che non siano desideri eteroindotti di cui non si è nemmeno consapevoli). Questo da una parte crea spaesamento, e dall’altro sembra che comunque, in tutta questa libertà, i modelli veramente accettati siano sempre e comunque gli stessi. Persone completamente dispiegate agli altri, lineari, forti, risolte, sicure dei propri mezzi, resilienti, attive, propositive, insomma vincenti. Questo crea una ghettizzazione dei piú insicuri o semplicemente di coloro che in qualche modo ancora devono capire e scegliere chi vogliono essere. Ho molti amici single da una vita, ragazzi in gamba con qualità umane e intellettive invidiabili, ma con difficoltà relazionali e magari tante insicurezze ingiustificate. È sempre la triste legge della jungla purtroppo…

  • 16283
    Golem -

    Tralascio di commentare le “ignazie” ovvietà, dove apparirebbe immorale che una donna, in termini amorosi, e non solo, scelga quello che ritiene essere il meglio per sè, invece di farlo usando la nobile carità di dedicarsi ai disgraziati che non battono chiodo, e per questa ragione portare l’umanità sull’orlo dell’estinzione. Ne parlo solo per rappresentare un ennesimo, fulgido esempio di grottesca parzializzazione della realtà, e di come sia facile “costruirsi” una ragione ad hoc sentendosi dalla parte della vittima.

    Invece, Suzy, giustamente tu citi lo “spaesamento” caratteristico dei nostri tempi, e nello stesso tempo Fromm, che ha saputo leggere il nostro futuro meglio di uno scrittore di fantascienza. Ma a proposito di questo, quanto quello spaesamento al maschile cui accenni, che si manifesta nei mille modi che vanno dai tacchi a spillo, alle manifestazioni di ottuso e violento machismo, sino all’esempio dei tuoi amici forzatamente single, non assomiglia agli esiti letti in quella “Fuga dalla Libertà”, che per me è stato》

  • 16284
    Golem -

    》un caposaldo per la comprensione della psicologia sociale, che tutt’ora non finisce di interessarmi?
    È evidente che essersi liberati da certi stereotipi crei sconcerto nei nuovi “liberti”, e lo fa sia al maschile che al femminile, con manifestazioni che spesso assumono forme esageratamente “libertarie”, se non proprio folcloristiche, che sottolineano più l’abitudine a una certa “schiavitù” che non la matura acquisizione delle nuove condizioni, favorenti, in teoria, l’emersione delle nostre reali identità e desideri.
    È difficile anche per gli addetti ai lavori derimere la matassa di istanze che ci hanno portato ad avere questa società del “solipsismo”, ma è chiaro che per un motivo o per l’altro manca la propensione al “rischio”, anche solo visto come “progetto”, sommata alle illusioni create dalle “alte” aspettative indotte da quella sottocultura di cui si è accennato.
    E comunque, come vedi, la legge della giungla resta sempre l’eterno discrimine nelle nostre scelte di massa, anche quando la “rete” non è fatta di liane ma di bit.

  • 16285
    Viola -

    Ignazio che ci vuoi fare, è il prezzo della libertà. Nella vecchia società patriarcale questa libertà non c’era, tutto era ben definito e prestabilito. Se uscivi da quei canoni ( che tu fossi uomo o donna ) c’erano il giudizio e la condanna del resto della comunità. Bisognava solo portare avanti il progetto della famiglia tradizionale secondo una visione di stampo religioso e non vi era nessuno spazio per l’ individuo in quanto tale. Chiaro che un mondo di quel tipo non sarebbe potuto durare per sempre, se non altro perché la spinta delle voci dissidenti non poteva che, con il tempo, diventare sempre più forte. Poi parliamoci chiaro: a cosa aveva portato questo impuntarsi a tutti i costi su certi modelli? Non mi pare che il mondo costruito dai vecchi patriarchi fosse assolutamente giusto, perfetto e ben governato in tutti i suoi aspetti, senza contare che se alcune nascite si fossero evitate non avremmo avuto guerre sanguinose e altre atrocità.

  • 16286
    Viola -

    C’è sempre un altro lato della medaglia Ignazio, bisogna solo imparare a vederlo..

  • 16287
    Trader -

    “se alcune nascite si fossero evitate non avremmo avuto guerre sanguinose e altre atrocità.”

    A proposito di altro lato della medaglia, se altre nascite si fossero evitate, non avremmo avuto pace e prosperità.

    Viola, non credo che ciò di cui si discute sia una caratteristica prettamente della famiglia patriarcale, ma anche matriarcale. A prescindere dal patriarcato o matriarcato, la religione (non solo cristiana, guarda per esempio il film Mustang, ambientato in una musulmana Turchia bigotta dei giorni nostri) e la morale sociale condannavano (e condannano) i rapporti sessuali prematrimoniali. Se volevi avere un rapporto sessuale dovevi sposarti e fare un figlio. Questa mentalità era necessaria per il controllo delle nascite. Se una figlia di una famiglia povera resta incinta, è un problema. L’unica soluzione era il matrimonio riparatore.
    Non sarebbe meglio fare educazione sessuale e lasciare che anche chi non ha la fede al dito si diverta sessualmente parlando?
    Uomini e…

  • 16288
    Trader -

    Donne si innamorano, si mettono insieme, è naturale. La morale sociale vuole che non vadano oltre ai baci finché sono fidanzati, poi devono sposarsi, e a quel punto, si può fare sesso.

    Ma la nullafacente non va a farsi l’ennesima vacanza, lei che può? Sputa veleno come un mamba.

  • 16289
    Suzanne -

    “La razionalizzazione non è uno strumento per penetrare la realtà, ma un tentativo a posteriori di armonizzare i propri desideri con la realtà esistente.” E. Fromm

    Ecco che questa necessità di razionalizzazione può generare mostri pericolosi, per noi stessi e per gli altri. Letto tantissimi anni fa, ma Fromm inseriva questa disamina della fuga dalla libertà nella comprensione psico-sociale dei nazionalismi totalitari. Riportata al momento attuale, ecco che a livello individuale si costruiscono le piú astruse teorie su redpillati, incel e spazzatura simile, in cui ci si può rifugiare in gruppi di piagnucolatori seriali e razionalizzatori delle proprie frustrazioni.
    Le relazioni amorose sono in crisi? Ecco che ogni gruppo si polarizzerà in una legge a proprio uso e consumo, creando ulteriori fratture in una società costituita ormai da atomi inassemblabili.
    Addirittura c’è chi ricorre ai musulmani per terrorizzare queste donne libertine moderne.
    Golem, debbo ritrovare il libro…

  • 16290
    Golem -

    Analisi corretta Suzy, dove ognuno si gonfia un metaforico “giubbotto di salvataggio” per galleggiare in una realtà nella quale sente di annegare. Galleggia, certo, circondato da altri naufraghi “galleggianti” dai quali spera un aiuto, ma che a loro volta sono in cerca di qualcosa o qualcuno a cui aggrapparsi per sopravvivere. Un Titanic storico di cui spesso vediamo alcune scene anche da questo modesto oblò.

  • 16291
    Trader -

    Avete sentito che ha chiuso Novaya Gazeta, giornale indipendente russo?
    La censura di Putin colpisce ancora.

  • 16292
    DeepHouse -

    Trader ma di cosa ti meravigli? credi che noi viviamo in una parte dove vige veramente il perfetto sistema democratico? la Russia è così, non c’è la dittatura cinese, ma che ci si strappi ancora le vesti o che ci si meravigli, mi sa di ridicolo. Li non c’è trucco ne inganno, a differenza delle nostre latitudini, il cittadino sa quello che gli aspetta nella società civile russa. Un sistema dittatoriale non avrà che pochissime ipocrisie (per i potenti della nazione), differentemente delle nostre parti (ma anche altrove) dove invece non solo ne siamo pieni, ma sfocia anche nella subdolezza e ritengo peggio questo, perchè quei cittadini che sono contro a tali governi, sanno cosa aspettarsi, mentre dove esiste la famosa (e fumosa) democrazia tutto può degenerare da un momento all’altro, lasciando spiazzato e deluso il cittadino che vive in quei paesi.

  • 16293
    Golem -

    Quindi Deep, a te piacerebbe un regime come quello russo mi sembra di capire. Meglio un padre padrone alla Putin, che ti elimina o ti mette a tacere se non la pensi come lui, piuttosto che una democrazia imperfetta. Mi piacerebbe davvero che provaste un annetto di quel regime per vedere come ne apprezzereste gli esiti. Intanto tu oggi saresti quasi certamente al fronte, o forse già cremato, con tua somma gioia per la mancanza di ipocrisia di quel regime.
    Non sapete quello che dite.

  • 16294
    Dante -

    Miss Thatcher disse che se l’Italia entra in Europa è finita, la svenderanno e diventerà più povera.
    Sante parole, la chiamavano donna di ferro.

    Bettino Craxi?
    Disse le stesse cose.
    Riguardo alla censura è più l’Italia che la subisce.

  • 16295
    DeepHouse -

    Golem capisco che tu sia schierato e di parte (mi è capitato di leggerlo svariate volte su questo thread, negarlo sarebbe da stupidi), ma alla fine a me non interessa avere un regime democratico o quello “putiniano”. Mi riferivo al fatto che una dittatura è più “sincera” di una finta democrazia. Un dissidente in Russia sa a cosa va in contro, dalle nostre parti no. Tranquillizzati, che probabilmente in futuro da noi sarà peggio.

    Applausi per Dante e le sue affermazioni.

  • 16296
    Trader -

    Spero che anche la nuova premier inglese sia contro Putin.

    La censura quanti giornali ha chiuso in Italia? In Italia e in Occidente si può aprire la bocca, in Russia no. Fate voi.

  • 16297
    Golem -

    Bè Deep, scusa ma non capisco come si possa apprezzare quel genere di… “sincerità”. Preferire una palese limitazione della libertà in un regime totalitario, ad una libertà, sia pure imperfetta, come quella occidentale, mi sembra francamente grottesco.
    Mi fa piacere che tu sappia anche prevedere il futuro riguardo la democrazia in Occidente. Io sono felice di essere nato e cresciuto lontano dall’URSS e ora dalla Russia, e ti dico che se le nuove generazioni russe potessero esprimersi liberamente direbbero le stesse cose. Però non possono farlo, e sai perchè? Perche vivono sotto dittatura. Se fosse così anche da noi, la tua pur tenue dissidenza non sarebbe sfuggita ai cotrollori e nel giro di poco tempo avresti ricevuto il primo cartellino giallo, seguito da quello…russo.

  • 16298
    rossana -

    DeepHouse,
    “Mi riferivo al fatto che una dittatura è più “sincera” di una finta democrazia. Un dissidente in Russia sa a cosa va in contro, dalle nostre parti no.” – concetto chiaro, che condivido.

    A parte le disuguaglianze a carattere economico, ormai estese in quasi tutti i Paesi, qui si è schiavi come nel Medioevo, ma non si ha consapevolezza di esserlo perché ben avvolti nella soffice carta dorata dell’imbambolamento collettivo.

    Per l’uomo comune guai a fare un passo al di fuori del sentiero tracciato: multe stratosferiche per un lecca-lecca senza scontrino e 300 euro di penale ogni giorno di ritardo nel consegnare alla banca le chiavi della casa che ti ha pignorato, quando non sei più stato in grado di pagare le rate del mutuo, indipendentemente dalle ragioni che ti hanno impedito di farlo.

    Giustizia di fatto inesistente, a cui si sottrae chi può permettersi il miglior avvocato e decine di miliardi di tasse evase. Una “democrazia” molto malata, davvero da riformare.

  • 16299
    rossana -

    Trader,
    hai mai provato a leggere per due o tre mesi le principali notizie su almeno tre fra i più diffusi quotidiani a livello nazionale?

    Scrivono tutti le stesse cose, con leggere sfumature di addebito di colpe al partito dell’opposta corrente politica (se così si può ancora considerare).

    Per me, quando la musica è una sola, questa si basa su un unico spartito. E si sa che la maggior parte dei quotidiani è sovvenzionata dallo stato, così come sono da questo controllati molti canali televisivi di un qualche rilievo.

    La scarsa voce in contrasto si esprime quasi sempre con obiettivi elettorali, spesso anche in modo alquanto inconsistente. Un provincialismo penoso e di ben poca utilità per chi voglia continuare a ragionare sui fatti e sulle loro conseguenze.

    La Russia, comunque vada a finire la guerra, avrà pane e riscaldamento per la sua gente. Noi, ricchi occidentali, difensori di valori perduti, dovremo invece cambiare molto in peggio le nostre abitudini di vita.

  • 16300
    Dante -

    Ma certo, anche la nuova inglese è contro Putin, non ti preoccupare, io intanto comincio a preoccuparmi del fatto che quando qualcuno si vanta di schiacciare l’avversario si capisce già qual’è la mentalità…

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