Chat
di
LAD
Riferimento alla lettera:
Usa questo spazio per conversazioni "Fuori Tema".
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 77
L'autore, LAD, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - unclassified

Ciao Adam, Carmen l’ho vista diverse volte, l’ultima a Barolo con Gazzé e Silvestri. A Verona dev’essere notevole, spero di riuscire ad esserci! Per ora sicuro Brunori a Torino, poi attendo l’uscita delle date di Waters, perché dopo aver visto il docu-film al cinema mi è venuta una grandissima voglia della sua energia.
In memoria dei nostri vecchi scambi illusori e perditempo, ti giro uno dei pezzi che più adoro, da brividi.
https://youtu.be/QWLBtMz5OuY
Sì Suzy, è vero, anche se si tratta di illusioni gli effetti di certe “emozioni” sono…reali. In fondo anche la droga dà effetti nel reale anche se il paradiso dai quali provengono è artificiale. E abbiamo la prova di quanto possono durare, anche solo come ricordo. Eppure dovrebbe essere abbastanza ovvio considerare che quando questo avviene, “l’emozionato” crede ancora che “quell’oasi” nella quale si è “dissetato” non è solo un miraggio, o un tappeto, come nel caso che ho accennato. In fondo è lo stesso fenomeno che si ha in campo medico con l’effetto placebo, o all’opposto con le droghe, come si diceva. Ma la realtà “vera”, l’unica con la quale si può progettare un futuro “reale”, con quei pur piacevoli fenomeni non ha niente a che fare, ed è questo in estrema sintesi quello che tento di far capire a chi nota le lenzuola ma non il letto. Perchè tutto perde “valore” quando si realizza che tutto era solo causa di un’illusione, con la quale non ci progetti altro che i famosi castelli in aria, e quelle esperienza non lasciano “niente” di realmente “vero” in mano. Comunque è un bel passo avanti che sia stata ammessa l’esistenza delle allucinazioni nel paese delle sequoie, dove l’ammore se nun ce llai da quarche parte se coje
Talvolta mi domando perché certe persone ci tengano così tanto a mettere il loro becco ovunque e continuatamente , ossessivamente e compulsivamente fino alla nausea. Loro stesse se lo saran mai chieste ? Perché questa necessità di imporsi sul prox, aver sempre ultima parola, di richiamare l’attenzione? Sec voi si renderanno conto di risultare alla lunga pedanti e logorroiche con i loro modi, oltre che supponenti ed autecelebrative ai limiti del ridicolo?
Appaiono come bambinetti capricciosi e molesti, eppure continuano imperterriti a ridicolizzarsi, senza riuscire a trattenersi o auto-esaminarsi. Paiono quindi non rendersi conto della propria infausta condizione che denota una patologia psiche e diventano così portatori evidenti di un profondo disagio isterico personale e sociale
Sec me, quello di farsi quelle tue domande è tipico nei passanti, Passante. Perchè sai, nel famoso Passante Ferroviario di Milano che io uso, spesso si sente il prox chiacchierare intorno a questioni epocali come quelle che ti poni, dove anche il clima metereologico che non è più quello di una volta svolge un ruolo importante nell’ambito della discussione. Alcuni sarti particolarmente ispirati e sensibili -anche nomi oggi molto noti- sostengono che durante i loro inizi erano talmente presi dal sacro fuoco creativo che sentivano i modelli che stavano cucendo che gli “parlavano”. Avvicinando l’orecchio scoprivano che quelle voci provenivano dai “passanti”, come quelli dei pantaloni o dei trench. Anche il famoso Passator Cortese, re della strada re della foresta, che in quanto frequente passante di quei luoghi (motivo per cui poi venne chiamato appunto il Passatore)
che attraversava avanti e indietro con fare pensoso mugugnando tra sè e sè, si è scoperto che si poneva proprio le tue stesse domande. Dall’altro lato, c’era chi osservava questi Passanti che si ponevano quelle importanti domande, chiedendosi il perchè dell’esuberanza numerica di questa categoria umana, e perchè, pur essendo Passanti, non “trapassano” mai una volta per tutte.
Un ciavo, di passaggio.
Un grand merci à Passante, dont nous pouvons heureusement lire ses questions importantes sur le babillard de cette Clinique.
Ciavò le moko
Dottore, però il Passator Cortese almeno copulava con gran gioia sua e delle pulzelle incontrate per via.
Non per nulla fu detto Cortese perché, essendo dotato di attrezzatura di buon calibro, di perfetta rispondenza alla scala Wickers/Brinnel e di acconcia estensione nello spazio 3D, prodigavasi nell’atto fisiologico senza nocumento alcuno.
Anzi.
Qui c’è un “passante” che non ne passa una da una vita, forse starebbe meglio il suo opinabile asserto nella lettera V.M.18.
Centimetri.
È per questo, caro Professore, che “the coffin cries”.
“The coffin cries” è un buon titolo per il prossimo album dei Pink Freud, Dottore.
Registri subito la sua perspicace trovata, Le sarà di gran beneficio economico.
Al Passante segnalo invece che quello che gli serve lo vendono anche all’IHEA, basta montarla: modello Lükte o Sålm, secondo preferenza e portafoglio, in ogni caso si tratta di avvitare 28 viti con la brugola, niente di che.
Dice Professore? Ne avrei potuti registrare decine, che invece sono svaniti nell’etere.
Spero invece che il nostro, sia pure di passaggio, faccia un salto all’IHEA per quell’acquisto, che stando alle riusultanze autoptiche si rende sempre più necessario.
X Passante:
Non ti curar di loro ma guarda e passa
Roland, scusa se intervengo ma la domanda che ti hanno posto è davvero interessante e pensando che possa esserti utile mi ha riportato alla mente un un mio commilitone, un pastore barbaricino da “civile”, che d’estate, in caserma, faceva “l’ammore” con le angurie, tenute un giorno a temperatura ambiente di 35 gradi per avere quella “fisiologica”, e poi le mangiava pure dopo averle lasciate sotto l’acqua corrente. Sembra incredibile ma non è un’invenzione, te lo giuro, perchè secondo lui c’era tutto: una certa morbidezza, la giusta temperatura, l’umidità interna e… la forma tondeggiante del “retrobottega” femmina. Con 500 lire ne comprava una di 10 chili, gli scavava un buco a “misura” con la baionetta del Garand e risolveva due esigenze. E di recente, non hai letto di un “mio collega” anatomopatologo che si schioppava delle giovani cadaveresse nella morgue? A questi soggetti piaceva il buso “fresco” evidentemente. Ma il punto è che noi maschi quando “scappa siamo capaci di tutto di fronte a un “buso” disponibile. Io stesso, che sono stato immeritatamente piuttosto attraente sino a ieri, e non mi sono mai mancate le “patatine”, >>>
Deejay Bud,
se ancora frequenti il sito, un particolarissimo augurio di Buone Feste.
ti sono grata per avermi dato molto più di quanto mai mi potessi aspettare, in un momento in cui ne avevo molto bisogno.
un abbraccio.
>>> ma “bugierei” se non ti dicessi che in momenti di “stanca” mi è capitato di trombare qualche cessa come “decharge des cons”. Ma in macchina e al buio però.
La donna, certo, è molto più esigente di noi, ma pur sempre relativamente. Non di meno, e tenendo presente quegli esempi di “infoiamento” appena esposti -descritti nei loro limiti estremi quanto squallidi- può averne attratti anche 20 mila e scopati tutti, ma se è cessa, tale resta, anche nella memoria degli “amanti”, rozzi o meno che fossero. Purtroppo i maschi quando sono “al limite” superiore dei livelli di testosterone sono capaci di tutto davanti a un pertugio “free”, lo sappiamo. D’altra parte se c’è il famoso detto trivial-maschilista che è ancora più suggestivo, e che ci ricorda che “quando il tempo dà tempesta, ogni buco è porto”, c’è perchè si tratta di una una verità, anche se volgare.
Allora succede che quando la “donna” non è nè “bella” nè “bona”, nonostante il potere insito in quel “comunque bello pertusillo”, capita anche a lei di doversi accontentare malgrado i 20 mila, esattamente com’è spiegato nel detto: “piutost che nient l’è mej piutost”. Alla fine è il solito “Ubi major, minor cessa…t”.
Grazie per l’ospitalità. Merry Christmas.
Esimio Dottore, la citazione del Garand mi ha commosso. Pensare che quell’arma sia giunta in età moderna con tanto di baionetta da inastare alla bisogna e giberne portaproiettili è strabiliante. Adesso almeno ho chiaro l’uso della baionetta, io avrei usato l’Opinel 10, ma in fondo son Professore mica per niente, anche perché io – se non fossi così giovane e avessi fatto la naia – avrei usato il FAL 7.62. Il nome la dice lunga, e il 7.62 è una misura di lunghezza in pollici…
Turistapercaso, mi hai messo di buon umore, davvero.
“X Passante:
Non ti curar di loro ma guarda e passa”.
Uahaha, sei stato un umorista del calibro di Achille Campanile con quel “jeu de mots” involontario. “Passante…passa”. Grande.
Un ciavo, lode e bacio accademico.
Illusione e realtà in amore ? L’innamoramento che termina e non diventa amore. Quanto di piu normale possa esistere. La passione che scema. La quotidianità che subentra alla passione. Quanto di piu normale tutto ciò?
E perché etichettare in maniera negativa coloro che credono a questa illusione? Tutti ci illudiamo ogni giorno di un qualcosa? Perché non può succedere anche in amore ? Si spera, si crede, si crede di vedere ciò che non é. Ma é chiaro, non si conosce. La mantide maschio continua a copulare con la mantide femmina, ben sapendo che rimarrà ucciso (non sempre per la verità)
Dante e Leopardi scrissero odi per Beatrice e Silvia. Ma benché morte prematuramente e magari non corrispondenti l’amore dei due poeti, sarebbero state nella quotidianità quello che venivano rappresentate nelle poesie ? Chissà forse si forse no. Magari piu no che si. Ma chi può dirlo.
E chi sarebbero poi gli illusi ? Coloro che si illudono di un amore che ha termine o coloro che invece lo continuano in base a finzioni od accordi ? O semplicemente in base ad un affetto che nella quasi normalità dovrebbe comunque essere presente ?
Chi va avanti per i figli o chi comunque magari pur non provando le stesse cose di un tempo riesce ancora a…
condividere la vita con i propri compagni. In tutto questo ci sarà anche chi magari dopo 50 anni vive ancora le stesse emozioni dei vent’anni.
Difficile se non addirittura impossibile. Di certo quasi sempre si passa per l’innamoramento che é comunque sempre illusione. Oppure ci sono gli amori spa. Si costruisce una vita insieme, sana e razionale. Seria ma anche priva di forti emozioni. Tant’è!
Caro Professore, il Garand era il fucile d’ordinanza, e innestava una baionetta NATO da “one feet”, circa 30 centimetri, roba da passarti da parte a parte. Una lunghezza alla John Holmes per restare in tema.
Certo un FAL e sempre un FAL, specie quando ha le misure giuste, e 7.62 inches per 2.54 centimetri lo sono, eccome.
Ma quello che mi colpiva di quell’amore vegano -consumato subito dopo il “foro da arma bianca”- era che il barbaricino di leva, in un colpo solo aveva trovato un modo infallibile per risolvere i problemi che spesso insorgono quando c’è di mezzo sesso e ammore. Che nel suo caso venivano si soddisfatti dalla procace anguria, che però, in quanto tale, e per l’uso che ne faceva il suo amante, difficilmemte sarebbe stata violata da un altro infoiato G-man. Ma c’è di più; quella furba scelta sessuale fa in modo che nella remotissima ipotesi che un altro si fosse innamorato della rossa cucurbitacea, mai, e dico mai, le avrebbe potuto sussurare… “ti amo così tanto che ti mangerei”.
La solitaria vita da ovicoltore itinerante aveva affinato l’arguzia di quel sardo di poche parole (un sardomuto praticamente) arrivando a capire come fare per sentirsi “sicuro” anche lontano da casa. Non lo trova geniale? Eppure era un semplice pastore della Barbagia.
sempre più divertente, non si fa altro che dimostrare quanto precedentemente asserito, qualcuno fa tanto l’intellettuale senza accorgersi che è verboso , noioso nei contenuti e ridondante oltre misura.
Comunque si, ad un passante non rimane che guardare sorridente il soggetto in esposizione e passare oltre, come allo zoo
Passy, io invece mi vedo al contrario, penzanbò, faccio volutamente il verboso senza accorgermi di essere un sobrio intellettuale. Ma sono lieto che tu ti veda come fossi in uno zoo, e dalla parte “giusta” per giunta. È quello che vado cercando in questo splendido caravanserraglio.
Ciavo Christmas and Pappy New Year.
“Seria ma anche priva di forti emozioni. Tant’è”.
Mareforza4, come mai, tra le tante sfumature amorose un po’ “rassegnate” che hai esposto, non hai considerato la possibilità che possa esserci anche quella di un rapporto duraturo, allegro e pieno di nuove emozioni? Anche tu vuoi “consolarti” dagli insuccessi come tanti su questo fosco forum?
Quello che noto negli “illusionofili” è che gli è pressochè impossibile immaginare che finita la sbornia erotormonale possa realmente cominciare l’amore. Per questi soggetti, terminati quegli effetti è “fernuto” l’ammore, e dopo un po’ di romantiche sofferenze si parte alla ricerca di altre illusioni. Nella loro visione epica di quell’elementare sentimento che invece è l’amore, se la storia continua è destinata inevitabilmente a diventare routine e abitudini, e non una opportunità, anzi l’unica opportunità, per far nascere un rapporto “reale”. Insomma, malgrado questa emerita categoria di pensatori, per motivi ignoti si ritenga più “evoluta” rispetto a chi gli fa notare la loro illusofilia, quest’ultima è farcita dei più triti luoghi comuni, che spesso servono solo a rassicurarli della bontà delle loro posizioni, e basta.
Sei femmina vero? Si capisce.
Merry Christmas and Srecna Nova Godina.
Golem, perché scrivi che non ho considerato che possa esserci la possibilità di un rapporto duraturo, allegro e pieno di nuove emozioni ?
Ti é sfuggito un passaggio mi sa:
“…in tutto questo ci sarà anche chi magari dopo 50 anni vive ancora le stesse emozioni dei vent’anni…”
Nel mio commento ho fatto solo delle considerazioni sul fatto che sia piuttosto normale illudersi nella fase dell’innamoramento e che spesso la realtà può essere ben diversa da cio che si percepisce all’inizio.
E per te una frase che non hai letto ê sufficiente per considerare una persona collezionista di insuccessi oltre che a stabilirne il sesso ?
Mah…che dirti…complimenti ! Io non ne sarei capace.
Provvederò a modificare il mio nome e il mio sesso all’anagrafe visto che anni fa, quando venni al mondo, fui registrato come individuo di sesso maschile !
Buon Natale a tutti !
Mareforza4,
bella e giustamente sfaccettata la tua disamina sul sentimento di coppia che non ha mai trovato conferme scientifiche da parte di nessuno. solo la scienza è il regno della verità: tutto il resto non può che ricadere in quello delle opinioni, che terra terra si delineano nel sesso per gli uomini e nell’emozione per le donne. ecco perché al sesso forte di solito basta poco per “sentirsi a casa”.
pagano è il turbolento e inquietante Eros; cristiana la Caritas (benevolenza, affetto, amore fraterno). ovvio che diventa difficilissimo, ma non impossibile, coniugare l’istinto di riproduzione con l’istinto di non correre il rischio di rimanere soli.
di recente ho appreso un nuovo concetto su due fondamentali modi d’amare:
– quello egotico, che si rifà al “dare per avere” e
– quello animico, disinteressato ad aspetti di ricambio, estetica e beni materiali, di cui pare capace solo il 20% degli esseri umani.
ad ognuno il suo, in piena libertà! l’illusione è madre della speranza. senza amore per qualcosa o per qualcuno, e senza la speranza di poter identificare o per lo meno immaginare tali potenzialità, non resta che una vita poverissima di sentimenti, vitali per chiunque, indipendentemente dalla loro durata.
Mare, tu mi dici:
“Ti é sfuggito un passaggio mi sa:
“…in tutto questo ci sarà anche chi magari dopo 50 anni vive ancora le stesse emozioni dei vent’anni…” ”
Non mi è sfuggito niente caro “Maroforzo4”, perchè la tua non è la stessa cosa che io ho inteso dire. Solo chi si “immagina” le cose per stereotipi può dire che dopo 50 anni (ma anche dopo 10) si possa vivere un rapporto come quando se ne ha venti. Non è possibile, nè perchè non si hanno più vent’anni, nè perchè non sarebbe un vero rapporto se non è cambiato col tempo, crescendo. Deve essere un relazione della età che si “è vissuta”, con tutti i guai, le gioie, i cambiamenti e le “rughe” di qualunque organismo fatto di due persone, rimasti due singoli soggetti amorosi, che ne hanno “fatto” un terzo che li contiene entrambi. Ma che te lo dico a fare, so che non sarò capito.
È sempre così Maro, quando “non si conosce” un “mondo” lo si “immagina”, e mancando l’esperienza diretta lo si fa usando appunto stereotipi e luoghi comuni. Ma non devi sentirti solo in questo, non solo qui è pieno di “immaginatori” (…trici, soprattutto, per questo ti vedevo “femmina”) ne è pieno il mondo. >>>
>>> Temo però che con quel “profiling” che hai fornito ci sarà difficile capirci. Ma qui troverai chi ci riuscirà, o immaginerà di farlo. Anzi è già successo vedo.
Come spero avrai intuito da quel che ti viene scritto, esistono manuali sui quali si possono apprendere un sacco di nuove cognizioni sull’amore, e sono così tante che ci si può ritrovare nella tipologia che più ci aggrada, e addirittura cambiarla quando se ne incontra un’altra migliore. Servono a chi in amore vuole farsi un’esperienza…da manuale, appunto. Per inciso io non sono “anemico” in amore, anzi, piuttosto sanguigno.
Un ciavo natalizio ci sta però, dai.