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di LAD

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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 66

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Categorie: - unclassified

24.289 commenti

  • 6726
    rossana -

    Suzanne,
    concordo, e aggiungo che anche la personalitá, pur non essendo sempre estrinsecata in vero e proprio fascino, ha le sue attrattive, se fa muovere le corde che in quel momento attendono di essere attivate, sia fisiche che psichiche, con intrecci quasi mai del tutto districabili.

    soprattutto in ambito femminile, dove l’emozione autoprodotta vale spesso parecchio di piú di un amplesso.

  • 6727
    Acqua -

    Caro Golem, nessuno può sapere come sarebbe stata un’altra vita se… se è vero che sarebbe andata diversamente…se è vero o no che avrei fatto altre scelte i…se…se…se…: queste sono le famose “sliding doors ‘ che ogni tanto ci si aprono e ci si chiudono davanti e spetta a noi scegliere (o correre) per entrarvi o lasciare che si chiudano e proseguire oltre. Non sono affatto sicura che se avessi fatto altre esperienze, oggi non sarei con mio marito, come si presuppone nella tua ipotesi. E comunque se avessi fatto altre scelte non so se sarebbe andata meglio, peggio o uguale. Inoltre dissento totalmente sul fatto di aver vissuto in un bozzolo o di aver “non vissuto” in un rifugio mentale. Tu non lo puoi sapere perché non mi conosci profondamente. Sulla curiosità non temere, quella mi rimarrà sempre, ma nn so se mai la vorrò soddisfare. La tua “vicinanza” comunque m conforta e l dico senza ironia.

  • 6728
    maria grazia -

    Acqua, concordo.. Nessuna scelta che si fa nella vita è giusta o sbagliata IN ASSOLUTO, dipende dalla situazione in cui ci troviamo in quel momento e da quello che in certi frangenti ci è più congeniale al fine di sopravvivere ( sopratutto emotivamente ) rispetto a ciò che stiamo umanamente affrontando. Sarebbe importante capire che gli altri vanno SEMPRE rispettati, anche nelle loro “diversità”. Voltare pagina rispetto al passato però per me non significa rinnegare quello che si è stati o quello che si è fatto, ma significa semplicemente EVOLVERE. Così come rimettere in discussione le proprie teorie sui rapporti interpersonali, specie quelli amorosi, non vuol dire sminuire ciò che si è vissuto, ma considerarlo semplicemente per quello che è stato secondo una visione obiettiva. Questo ci permette anche di soffrire meno, e di essere maggiormente consapevoli nella relazione successiva che vivremo o che stiamo già vivendo.

  • 6729
    Golem -

    Il “bozzolo”, Acqua, riguarda la “rete” di “metarelazioni” mentali che si creano con quelle fantasie, che diventa spesso una vita “parallela” che si “vive” come evidente compensazione di quelli che possono essere stati sogni o desideri non realizzati. Tanto sono intense, che in certi casi si arriva persino a convincersi di aver vissuto, per quanto, in mancanza d’altro, ci si affida a quell’aspetto onirico per “sopravvivere” alla realtà. Non ti conosco profondamente, è vero, ma ri-conosco certi modi femminili di “risolvere” un bisogno o una situazione che si vuole vedere “al meglio” che si può. Non ho neppure bisogno di allontanarmi da qui per trovarvi una dimostrazione di come si “trovano” autogiustificazioni che possano confortare “il gusto” di quello che il convento ha passato.
    Mi fa piacere che possa esserti di conforto. Sei una persona che sento “vera”, e questo ti fa stimare da me a prescindere, come direbbe Totò.
    Ciao, ho dei rigatoni alla buttera che mi aspettano.

  • 6730
    Yog -

    Dottor Golem. Spiace riferirLe che mi è impedito commentare sul post che rimanda alla cassetta di Ferarele e al suo smaltimento improprio. Ci sarà di mezzo la lobby dell’incenerimento e/o della messa sotto sale. Vedo, tuttavia, che Lei ha potuto esprimere il suo benevolente pensiero, simile al mio e di qualsisiasi primario che si sia sudato il posto. Meglio così, in fondo, pare che in questi tragici minuti si stia combattendo una lotta ferina tra un capo di abbigliamento e una gola troppo strettamente riparata dai nocivissimi refoli di questa fine di gennaio. Spero che il tutto sfoci al massimo in una BPCO, che si cura benissimo in modo molto naturale con certi vasodilatatori tipo la narda e con un modesto apporto di cassia sena.

  • 6731
    Golem -

    L’ho immaginato Professore, e penso che si tratti della qualità dell’affumicatura che produce effluvi psicotropi. D’altra parte anche a me hanno respinto un intervento nei confronti del suicidando che ritenevo più terapeutico di certe geremiadi che è costretto a ricevere. Comunque sto aspettando gli esiti che darà quella sciarpa. Non vorrei prendesse freddo.

  • 6732
    Yog -

    Con le panettiere e con le cartolaie è come sparare sulla croce rossa, non c’è gusto. Ma anche sì. Eccome.

  • 6733
    Yog -

    Comunque, Dottore, ma Lei lo sa da tempo e quindi ricado in un vile pleonasmo, certe geremiadi uccidono pressoché volontariamente e dovrebbero essere perseguibili sullo stile dell’omicidio stradale commesso su strada interpoderale, là dove i desideri oscillano all’orizzonte come nappi, spesso cappi, da boia…
    Basta guardare il DSM V e, parallelamente, il Codice Penale. E poi finire tutti da Dino a gloriarsi d’ebbra virtù.

  • 6734
    Golem -

    Lei dice che certe geremiadi… uccidono? Allora chiedo venia. Forse date quelle aspirazioni si trattava di un gesto di umana empatia e carità eutanatica. Dalla cassetta verde della Ferarele alla geremiade: è un salto di civiltà. E si fa anche un favore all’ambiente.
    Devo essere meno precipitoso nei giudizi Professore.

  • 6735
    Yog -

    Epperò. Per quanto vada indietro con la memoria, non ricordo casse di Ferarele di legno. È come se la Ferarele la avessero ambottigliata solo dopo l’invenzione del moplen. Comunque le sciarpe nella mia Regione sono state messe fuorilegge da un’ordinanza regionale perché foriere di contagio influenzale. Oltre tutto, sono pericolose perché se l’indumento si impiglia in un pignone (nuovo) ti può staccare la testa e, se ti va peggio e stavi tenendo al caldo le pudenda, che d’inverno non guasta, le palle e l’arnese.

  • 6736
    Golem -

    Quello che conta è che il Beppi sia sempre tra noi, pronto per raccontarci del prossimo progetto e del mezzo con cui lo relizzerà. E noi ne analizzeremo le dinamiche. Sennò che ci stiamo a fare in clinica. Comunque alla fine, per quanto riguarda Beppino, solo lui può sapere cosa sia meglio per sè.

  • 6737
    maria grazia -

    Secondo me Viveur non ha incontrato ne panettiere e ne cartolaie. Ma solo profumiere. Che per lui tali sono rimaste.

  • 6738
    Yog -

    Dottore, non parlerei di “dinamiche”, ma piuttosto di “dinamica”. Noterà che il Nostro ne cita sempre e solo una: quella che consegue al moto in un campo conservativo di prefissata accelerazione verso il centro della Terra, con vincolo finale assimilabile a una cerniera e trasformazione – ahimè impulsiva – del moto da rettilineo a pendolare. È una dinamica molto evocativa, niente da dire, oserei dire simbolica, a partire dal supporto iniziale fornito normalmente in comodato all’atto dell’acquisto di una nota marca d’acqua oligominerale, anch’essa evocativa in quanto principio parmenideo. Lo stesso atto, espletato sul nostro luminoso satellite, potrebbe non essere altrettanto efficace e potrebbe causare diversi fastidi alla C1 e alla articolazione atlo-occipitale; danni non irrilevanti anche all’atlo-epistrofeica. Ma tutto lì, niente exitus, salvo ripetizioni fino alla rottura a fatica, con “decollo” turpe e non propriamente da Ryanair, anche se il Nostro a questo punto sarebbe assimilato a “no bag traveller” con ghiotta scontistica.

  • 6739
    Golem -

    Sì Professore, non immaginando il Nostro pronto per il prossimo sbarco sull’argenteo satellite caro agli innamorati, è pleonastico, seppure romantico, immaginarlo nella condizione che fu dell’Iscariota ma dalla punta più bassa della falce di Luna. Sulla Pacha Mama si ritrovebbe a viaggiare, in senso verticale, e sia pure per il breve tratto dell’altezza di una cassetta portabottiglie, con una accelerazione di 9,81 m/s, che per un peso medio di 160 libbre crea una energia cinetica finale che non lascia scampo sia all’epistrofeo che all’atlante. In ogni caso eventuali scolaresche che dovessero per caso trovarsi in loco nell’immediatezza del fatto, potrebbero assistere fortunosamente e con un pò di attenzione, alla dimostrazione dal… vivo, diciamo, della rotazione terrestre tramite l’estemporaneo esperimento del pendolo di Foucault. Una specie di scuola nella natura. In fondo un’ultima allegoria che racchiude il senso di una vita, che non sarebbe dispiaciuta al protagonista della stessa. L’allegoria intendo

  • 6740
    rossana -

    Per Acqua

    “Mi figurai l’amore e l’amicizia (…) sotto le piú inebrianti sembianze. Mi compiacqui di ornarli con tutti gli incanti del sesso che sempre avevo adorato.
    Immaginai due amiche, piuttosto che due amici, perché se l’esempio é piú raro, é anche piú seducente. Le dotai di due caratteri analoghi, ma differenti: di due volti non perfetti, ma di mio gusto, animati dalla benevolenza e dalla sensibilitá. L’una la feci bruna e l’altra bionda, l’una vivace e l’altra dolce, una savia e l’altra debole, ma di una debolezza cosí commovente che la virtú sembrava guadagnarne. A una delle due offrii un amante di cui l’altra fu la tenera amica, e anche qualcosa di piú (…)
    Mi identificai con l’amante e l’amico quanto piú mi fu possibile.”

    Cosí J.-J. Rousseau, a 45 anni, in un periodo in cui, pur vivendo in coppia, sentiva il bisogno di colmare l’immaginazione di oggetti gradevoli e il cuore di sentimenti, per “dare il volo al desiderio d’amore” da cui era…

  • 6741
    Golem -

    Professore, proprio qui ho avuto un forte picco glicemico questa mattina, intorno alle 10 e 30.
    Meno male che avevo “Malomondo” a portata di mano per compensare con “l’insulina” di un paio di aforismi ad hoc. Giusto per comunicarLe che non sono stato disponibile per qualche tempo presso il mio laboratorio
    Comincio a temere il piede diabetico, cosa che mi preoccupa perchè mi impedirebbe di usarlo come vorrei in certi casi. Ossequi.

  • 6742
    Yog -

    Lo usi, Dottore, lo usi. L’impiego da Lei sotteso per il piede diabetico è di grande giovamento, allo spirito e al corpo. Prenda però fiato e rincorsa e non si sforzi eccessivamente, dopo, per il recupero delle calzature che, inevitabilmente, tendono a incastrarsi con incaglio spesso non reversibile. Una piccola noia, anche se decisamente lercia e maleolente, ma può dar nocumento al quadricipite. Quanto a “Malomondo”, se non erro, ne comprai copia dopo una Sua citazione anni ad-dietro (che poi, vedasi come è piccolo il mondo, è dove si smarrisce la calzatura). Merita.

  • 6743
    Yog -

    Non capisco. Nella serie U.F.O. non sono mai comparsi robot, ad eccezione – latu sensu – di quella sonda del c.... che veniva colpita ogni volta e stava a metà strada tra la Terra e la Luna e faceva annunci tipo imbarco navi traghetto. Diceva: “UFO in avvicinamento a gradi quindic…” Pooom! E finita lì, oggi con Arduino facciamo di meglio con meno di 10 euri. Che poi la Rossye fosse un bot, lo sostenevo quasi un lustro fa, anche se l’uso della lavatrice per un bot sarebbe una bazzecola. Quindi il dubbio ora ce l’ho.

  • 6744
    Fantacqua -

    Rossana, ti ringrazio molto per il bel pensiero. Siamo intrinsecamente attratti dagli opposti in quanto noi stessi presentiamo delle contraddizioni. Pertanto è ragionevole avere il desiderio di poteli “abbracciare” entrambi e di poter sperimentare tutte le possibili sfumature in termini di sentimenti ed emozioni: profonda amicizia, affetto sincero, amore puro, passione travolgente. Fortunato chi nella vita reale (unica e limitata) riuscirà a trovare un’intesa perfetta con il proprio partner coniugando tutti questi aspetti e trovando l’incastro ottimale. Per chi non ci riuscirà, l’immaginazione offre luoghi “sicuri” e infiniti nei quali smarrirsi per alcuni momenti e provare una piacevole ebbrezza.

  • 6745
    Acquavaria -

    Ieri notte ho sognato che ero a casa di M. C’erano anche la mia migliore amica e mio marito e chiacchieravamo a tavola normalmente. Ad un certo punto M. mi diceva di andare nella sua stanza a cercare sotto il suo letto dei vecchi giocattoli: ma io trovavo solo dei soldatini di plastica gialli rovesciati. Allora lo chiamavo e lui arrivava di là in accappatoio, con aria provocante, ma allo stesso tempo beffarda. Io pensavo che era bellissimo, ma ero consapevole che in quella situazione non avrei potuto fare nulla. Poi mi sono svegliata ed ero contenta di averlo sognato. A volte mi chiedo se i sogni (notturni) abbiano o meno un significato…Comunque ho visto che basta “allentare la presa” su D. che tac! mi rispunta fuori (da sotto) M.
    Oggi fortunatamente ho intravisto D. per qualche secondo (in tutto il suo “sfolgorante splendore”). Lui è spesso da solo: vorrei sedermi vicino a lui, ma non ho il coraggio e poi io sono quasi sempre in compagnia. Lo guardo… e non mi basta più.

  • 6746
    Golem -

    Acqua, vuol dire solo che hai sempre in mente la “stessa cosa”, non ci vuole la Smorfia per interpretare il sogno. Il bi-sogno (M e D) di consumare si fa nevrosi ma puoi sempre attaccarti alla poesia come ti è stato consigliato. È un po’ come il fumo dell’arrosto con cui Bertoldo “imbottiva” il panino non potendosi permettere il companatico, ma come vedi c’e chi, in mancanza d’altro, se lo fa bastare.
    Appena vedi D solo prendi un bel respiro e sieditici vicino esordendo con un: “buongiorno, ci salutiamo sempre ma non ci conosciamo: io sono Acqua, piacere…”
    Sennò c’è sempre Rousseau a cui ricorrere, compresa l’omonima piattaforma del M5S.

  • 6747
    Adam -

    Ciao Acqua,
    Ho trovato molto centrato il tuo commento 6322, sul non trovare l’incastro ottimale e l’entrata in gioco dell’immaginazione.

    Ora scrivi “lo guardo… e non mi basta piu”, mi permetto una considerazione riallacciandomi a quando hai raccontato di aver surrogato il non vedere D mangiando alimenti compensativi, con risultato finale: l’arrivo di due brufoli…

    Sbagliero, ma credo che anche se andassi oltre al solo guardare con D l’effetto sarebbe lo stesso: momentanea soddisfazione di un bisogno dall’ esigua durata e con indesiderati effetti collaterali.

    Insomma non penso proprio sia al centro ne la fame nel primo esempio ma ancor di meno l’attrazione nel secondo… chiudo ritornando al tuo post sul mancato incastro: a volte le nostre insoddisfazioni si incanalano naturalmente nei bisogni primari che si,sono presenti ma sono valvole di sfogo e non la fonte della situazione.
    Ma credo tu questo lo sappia già molto bene
    Ciao

  • 6748
    Acqua -

    Golem, io dovro’ per forza accontentarmi del fumo: e’ per il mio bene. Anzi di quel D-eterminato pro-fumo del quale mi inebriero’, proprio come fece Rousseau, fino a confondere i miei sensi…Per quanto riguarda l’approccio a D. non e’ cosi’ semplice perche’ non e ‘ proprio vero che non ci conosciamo affatto. Abbiamo anche lavorato per qualche anno nella stessa azienda seppur con contatti lavorativi infrequenti ( a me all’epoca non interessava affatto e non lo avevo preso in particolare considerazione : le nostre erano solo brevi interazioni tra colleghi). Poi lui dieci anni fa ha cambiato citta’ e lavoro ( all’epoca mi aveva anche chiamato per chiedermi alcuni consigli per il suo nuovo lavoro attinenti al mio campo). Dopodiche’ “e’ riapparso” tre anni fa tornando a lavorare qui vicino. Io sono restata indifferente fino a un paio di anni fa, poi ho inziato a metterlo al centro dei miei pensieri, forse per eliminare il pensiero M.

  • 6749
    Acqua -

    A questo punto ho inziato a notarlo spesso e a cercarlo con lo sguardo. Ho scambiato con lui qualche parola in un paio di occasioni (le uniche favorevoli). Suppongo che lui sappia il mio nome per cui non devo presentarmi. Dovrei semplicemente avvicinarmi e dirgli ” Ciao . Sei da solo? Posso sedermi qui?” (Lui: Si’ certo) ” Grazie. Allora come stai? Come va il lavoro?” (Lui: bla bla bla) ” . Lo sai che il nero ti dona particolarmente? Anche quegli occhiali nuovi ti stanno benissimo.(Lui: Grazie) “Bene allora ciao e buona giornata quando vuoi ci beviamo un caffe’insieme te lo offro io volentieri anzi MOOOOLTO volentieri…” (Lui: Ok…???)

  • 6750
    Golem -

    Non sapevo di quella conoscenza pregressa. Bè allora è ancora più facile, una parte di ghiaccio è rotto. Però Acqua, io temo che la maggior parte del fascino “Deesco” nasca proprio dal fatto che lui non ti “calcola”. Che mantenga cioè un atteggiamento “neutrale” e senza strategie. Bè, è proprio quello che spesso è capitato a me, che non sono mai stato un “death of pussy” geneticamente. Cosa che sommata al non sgradevole aspetto innescava film spettacolari nelle femminili menti, che si incuriosivano a morte. “Ma come passa il tempo, che gusti avrà, chi frequenta, come sarà a letto”. Tutte cose che mi furono confessate da chi poi quel letto lo frequentò, e alle quali dopo la “giacitura” chiesi il perchè
    di tanta curiosità. Tutte erano affascinate dal “mistero” che si erano create in testa, che mistero non era, ma che gli appariva tale solo perchè non le broccolavo come la maggior parte degli uomini.
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