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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 58
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In effetti, le pompe sono un articolo che mi ha sempre appassionato, Dottore.
Certo non quelle funebri, ma quelle a trasferimento di quantità di moto sono incredibili, come può facilmente e vividamente immaginare.
Per la luce in fondo al tunnel mi permetto di suggerire un banale sensore volumetrico collegato a una scheda Arduino Mega2560 e un triac più 4 fili per risolvere la questione.
Acqua, forse io sarò un’ idealista da questo lato, ma non credo occorra essere degli equilibristi per poter far funzionare un matrimonio senza scossoni se alla base c’è un sentimento sincero. Poi chiaramente penso anch’ io che provare attrazione per un’ unica persona in tutta la vita sia pressocchè impossibile. Ma penso anche che per parlare di tradimento non sia necessario arrivare all’ atto fisico vero e proprio. Basta anche solo pensare per lungo tempo e reiteratamente ad un’ altra o ad altre persone. E il nostro partner se abbiamo la testa altrove in qualche modo lo capisce o almeno secondo me è così. Poi è chiaro che c’è differenza tra un tradimento fisico e un tradimento solo “immaginato”, ma questo è un altro discorso. Nel caso del tradimento immaginato forse sarebbe più opportuno parlare di “crisi” nella coppia ( mi rendo conto che tradimento è un termine forte )..
..Se però la fantasia erotica in questo caso diventa un pretesto per evadere dalla realtà invece di prendere le redini di una risoluzione concreta del problema ( perchè un problema c’è ), a quel punto diventiamo “colpevoli”, capisci? Se non di tradimento, quantomeno di disattenzione verso il nostro rapporto ufficiale e il nostro partner. Se avessi un uomo che mi dice che non mi vuol tradire sopratutto per tener fede a un principio morale, sarei io per prima a lasciarlo andare per la sua strada augurandogli buona fortuna.
Golem, con la storia della beretta mi hai fatto morire! 🙂
Ma Acqua, anche quelle tipe erano “settate” su di me. Ci sono stati casi clamorosi di “visto piaciuto”, certo, ma ci sono altri casi che sono durati sino a “ieri’, e forse durano ancora senza che io la sappia. Quello che intendo dire è che queste donne si erano costruite una “storytelling” intorno a me senza che io ne abbia mai sostenuto la stesura del testo, non so se mi sono spiegato. Che fosse la vicina di casa col marito onanista, la campeggiatrice, la mamma della mia compagna di università, la viaggiatrice del Lecce-Milano, la moglie del poliziotto o l’assessora del comune di Vergate sul Membro, io non ho mai fatto “nulla” per incoraggiarle. Ero come mi vedi qui: me stesso, un normale M o D che in un modo o nell’altro attraversava un ambito delle loro vite, anche solo di sfuggita, e a volte per poche ore. Eppure tutte queste donne, affascinate da me mio malgrado -anzi forse proprio per quello- sarebbero venute a letto con me, per qualcosa di me che aveva CREATO loro fantasia, non io.>>>
>>> La loro “availabilità” l’avevano già dentro che bolliva, io, per motivi che nessuno saprebbe spiegare- se non vogliamo scioccamente legarla al bell’aspetto, l’occhio azzurro e il fisico atletico (di allora)- l’ho solo “concretizzata”, ma nella loro testa.
Ieri ti ho scritto che tu in realtà hai voluto “innamorarti” perchè è un bisogno interiore e profondo, una “voce” che non riesci a controllare, e le due “lettere dell’alfabeto” erano quelle capaci di rispondere a quella voce. Non fraintendere quindi, non volevo offendere la tua buona fede riguardo le tue emozioni, sai che apprezzo la tua schiettezza.
Quella del poliziotto? MG, ti giuro che ci ho pensato alla Beretta, quando questa bellissima e bonissima ragazza di 20anni, che io ho visto nascere avendo 17 anni meno di me, sposatasi tre anni prima perchè incinta, mi avvicina in macchina offrendomi un passaggio e dopo un po’ mi fa capire quello che ho detto. Vabbè sai com’è andata. Sono stato un vigliacco, hahaha.
P.S. La vedo ogni estate. È ancora bona e separata.
MaryG, ti assicuro che invece bisogna essere acrobati e non solo degli equilibristi per far funzionare un matrimonio o anche semplicemente un rapporto duraturo, poiché il “sentimento sincero” di cui parli non nasce e non sviluppa “per magia”, ma si instaura ed accresce solo se si decide (entrambi) di intraprendere una ricerca paziente e costante di reciproca conoscenza, adattamento e volontà di trovare quel “giusto incastro”; il tutto in una situazione di eterna mutevolezza.
Hai ragione sul fatto che la disattenzione (o peggio l’indifferenza) sono condannabili tanto quanto un tradimento , ma non sempre è possibile restare sempre “concentrati al massimo”…qualche distrazione e divagazione sul tema non è poi così drammatica.
Esilarante, essere psicanalizzate da Maria è un’esperienza unica! Dunque, se vuoi atteggiarti alla Sabina Spielrein della situazione e non sembrare la caricatura dello psicologo di Cioè, dovresti quantomeno rispettare questi due principi:
1.ASCOLTARE 2.COMPRENDERE ciò che dice l’altro. Non so bene in quale punto tu ti perda, ma il risultato è che ti inventi un sacco di panzane. Mai parlato di “bravi ragazzi”; a me piacciono gli uomini che sanno tenermi testa in modo intelligente, anche perché altrimenti tendo ad essere dustruttiva. Poi, il ruolo della donna vissuta te lo puoi tenere stretto, a me non interessa nemmeno un po’, anzi, magari fossi ancora nella fase di ingenua fanciulla senza esperienza, non mi dispiacerebbe manco un po’!
Acqua, concordo con ciò che hai scritto, aggiungendo, che nella maggior parte dei casi molte attrazioni mentali e fisiche svanirebbero in un soffio se ci fosse la possibilità di approfondire la conoscenza. Il punto è proprio questo: avere sempre quella spinta verso ciò che stuzzica la nostra fantasia e ci è ignoto, e in qualche modo riesce a stimolarci, a far traballare la quiete della vita normale. È curiosità verso il mondo; a me capita anche con donne ( in amicizia) o con hobby, o con progetti: essere elettrizzate per la scoperta, l’inizio. Non ci trovo nulla di male e ci scommetto che non ti faresti prendere la mano…
Acqua, Suzy non ha bisogno di esporre esplicitamente la sua situazione. Questa appare evidente. Suzy è istintivamente attratta dai ragazzacci ( come tutte noi del resto ), ma l’ incontro che le sconvolgerà la mente e i sensi deve ancora farlo. Finora il suo è stato solo “riscaldamento” prima del vero e proprio allenamento.
Non credo che tu saresti l’ “uomo” adatto a lei. Alla Suzy piacciono i “bastardi”, quelli come me insomma.. Anche se ovviamente non lo ammetterebbe mai. Però è una buona idea il viaggio in Portogallo. Pure io l’ avrei portata lì.
Vabbè, ragazze, abbiamo capito che certe “passioni” femminili fioriscono su un terreno adatto e sono irrigate dalla fantasia, ma quando la pianta “fiorisce” quali frutti regala? Nulla che possa essere “mangiato”. È il profumo dell’arrosto col quale Bertoldo imbottiva il panino, ma di quell’arrosto neanche l’ombra. Ho scoperto a mie spese che si può vivere per anni di quel “fumo”, e l’esempio più recente di quella romantica Francesca, che viene portato come esempio di amori idealizzati -che si accontenterebbero anche di un amore platonico pur di mantenere viva quell’eccitazione- ne è l’ennesima dimostrazione. Eccitazione che assomiglia più ad una dipendenza tossica che non all’amore. “Ho bisogno di te per quelle emozioni, e le voglio a qualunque costo”. Appare più una richiesta egoistica che non amore, ma ovviamente gli si dà il nome più nobile possibile per renderlo plausibile.
Si è eccitate dalla mancanza, non dalla presenza, e sono certo che se i due piccioncini fossero finiti insieme, dopo due anni finiva “l’ammore”.
Susy è assolutamente vero:è il piacere dell’ignoto che ci stuzzica perché perché ci permette di fantasticare ed andare oltre la “nostra piccola realtà'”.Una volta che tutte le carte in tavola sono svelate, la trepidazione della scoperta si esaurisce velocemente ed il gioco finisce.
Alla fine si tratta di “innocente curiosità” e nulla di più.
Acqua, si certo sappiamo tutti che il matrimonio non è solo gioia e felicità ma anche sacrificio, “compromesso” e sopportazione. io parlavo però di ciò che dovrebbe essere il collante principale di ogni unione ben riuscita: il sentimento autentico. Se questo manca, temo si possa fare ben poco. Come del resto Golem ci conferma con il racconto della tipa sposata al poliziotto con la beretta. Mi piace pensare che se avessi un marito vorrei che fosse lui il destinatario delle mie fantasie erotiche.
Suzy, forse tu confondi l’ essere “vissute” con l’ essere aride e ormai “impermeabili” a tutto. Sono due cose diverse. L’ esperienza di vita e la consapevolezza non tolgono nulla in termini di “nuove scoperte” e di spirito di entusiasmo e di freschezza con cui queste vengono vissute. A patto naturalmente di non permettere a niente e nessuno di stravolgere e abbruttire il nostro animo per quanto l’ esistenza possa essere ingrata. Difficile però che questo avvenga per chi come me…
..per chi come me sa conservare una qualità fondamentale: l’ ironia.
Fantasticare e sognare per sopravvivere alla banalità del quotidiano va bene. ma fermarsi sempre alla dimensione “onirica” e immaginata di qualunque situazione o conoscenza ci impedisce di prendere atto della realtà delle cose. Quindi ci impedisce di CAPIRE A FONDO, di crescere e di evolvere.
Nel tuo caso non ho bisogno di comprendere e ascoltare. Sei un libro aperto.
Acqua, concordo. Suzy, convengo. MG, la penso come te. Attimo, dove sei. Voglio andare d’accordo con tutti. Amo tutti.
Golem, che si tratti di una dipendenza,può essere. La sua tossicità è invece da dimostrare. Innanzitutto questa è sempre correlata alla dose. Poi bisognerebbe aprire uno studio clinico per analizzarne in dettaglio gli effetti positivi e negativi (e qui non mancherebbeo i soggetti candidabili, tra cui Sally, sulla quale si potrebbe valutare se l’uso prolungato di tale droga abbia o meno causato dei danni transitori o permanenti).
La differente attivazione dei recettori del piacere da parte delle funzioni sensoriali da te citate (olfatto e gusto) è un altro interessante argomento di indagine. Si potrebbe chiedere ad un esperto sommelier quali tra le due sensazioni è più piacevole tra l’ “assimilare” le note fruttate ed intense attraverso il penetrante profumo di un buon vino e “assaporarne” il “corpo” al palato, stimare il numero di recettori del piacere si attivano durante un’attesa/ promessa “mentale” rispetto all’atto fisico vero e proprio. Chissà, forse il risultato non è poi così scontato come sembra.
Boss, comunque bisogna ammettere che è illuminante apprendere che l’ elemento principale che alimenta il desiderio in certe situazioni non è la presenza, BENSI’ L’ ASSENZA del soggetto interessato. Credo sia la stessa identica dinamica che muove gli uomini sposati che a un certo punto si trovano l’ amante. Anche in quel caso si tratta di una dimensione perloppiù immaginata che perderebbe gran parte della sua attrattiva se trasposta nel convivere quotidiano. Penso dipenda anche e sopratutto da questo se i fedifraghi e le fedifraghe mai sostituirebbero i loro partner ufficiali con i loro amanti. Perchè si rendono conto che le storie “altre” probabilmente non reggerebbero la prova con la REALTA’. In questi casi le donne che sono consapevoli di ciò che stanno vivendo e non scambiano tutto questo per “amore” secondo me sono una minima parte. Casi come quello di Francesca sono emblematici da questo punto di vista. I mariti fedifraghi invece no. Loro sono realisti. Loro..
..Loro sanno a PRIORI che quello vissuto con l’ amante non è amore, ma solo una piacevole evasione dalla routine matrimoniale. Penso che noi donne abbiamo molto da imparare dagli uomini da questo punto di vista. In certe circostanze essere più pragmatiche e più “ciniche” come fanno loro ci risparmierebbe tante amare delusioni. A proposito, te la ricordi Dany, la tenace e fiera amante di un tizio sposato che scriveva qui fino a un pò di tempo fa? chissà come procede il suo idillio d’ amore.. io un’ idea ce l’ ho, e credo coincida con la tua. Poi, chissà..
No Acqua, il risultato è scontato, almeno per quella che è stata la mia esperienza e gli approfondimenti che ho fatto al riguardo. Quella dipendenza è tossica in quanto quei recettori ne chiedono dosi sempre più alte. È una forma di masturbazione in fondo, che soddisfa al momento ma non sazia, non so se mi sono spiegato. Ci si masturba per “chiudere” quel climax che sta crescendo fisicamente dentro per ragioni eminentemente fisiche. Infatti, una donna si potrebbe masturbare tranquillamente tre volte al giorno ma non scoperebbe, per le stesse ragioni, con tre uomini diversi al giorno. Questo modesto esempio spiega in parte il perchè di quelle fantasie amorose giustificanti.
Quando la mia “lei” si è liberata da quelle fantasie ha acquistato una sessualità “visibile” che non conosceva, nè lei e nè io, mi hai capito, sì?
Acqua, cerchiamo di capirci, quella dipendenza è il problema, non la soluzione. Ti sto ripetendo da mesi che se non prendi il toro dalle corna un giorno sarai anche tu una “francescana”. Ciao.
Maria, tutto abbastanza condivisibile, persino il fatto che sia un libro aperto. Ma con chi decido io, quando lo voglio io…L’assenza all’inizio intriga, affascina, ma poi a me non basta più, se sono realmente coinvolta.
MG, noi dovremmo sempre tenere presente che il “piacere” nasce dalla soddisfazione di bisogni essenziali, per poi “elaborarsi”, attraverso lunghi percorsi culturali, in comportamenti “morali”, ma la stanzetta da dove partono le “comande” è sempre il cervello rettile, il più antico. Poi i vari funzionari dei diversi “piani” cerebrali sovrappostisi nei millenni, lo traducono in linguaggio corrente.
Detto ciò, il “mistero” che tanto affascina le donne, non è altro che la traduzione in termini “correnti” dell’attrazione che si ha per lo “straniero”, lo SCONOSCIUTO che porta con sè tanti bei cromosomi nuovi di pacca, che migliorano la specie. E siccome una femmina si fa un culo così per fare e allevare un figlio, è attratta da tutto ciò che può darle il miglior risultato possibile.
L'”amore” anzi, l’ammore, fatto di quelle fantasie “francescane”, non è altro che un’allegoria in chiave moderna di quegli antichi messaggi sessuali. “L’altro” nasce in stanze più alte. Dove siamo GIÀ “presenti” come uomini senzienti.
Sto sorseggiando un prezioso calice di Frappato, raro vitigno autoctono ragusano: una vera delizia.
Imitatemi, invece di ciarlare di amore, fregola e robe che manco sciura Maria inchiappettata da un mau mau cascato dalla nave Diciotti.
Incompetenti.
MG lo so bene come siete, ma grazie anche a te per aver ribadito questi concetti. Io la paternità non la sento grazie al cielo. La solitudine men che meno. Non c’é pericolo per cui…
MaryG, essere femmine comporta non essere maschi e quindi impossibilità di assumere attitudini che non ci appartengono. Anche a me sembra, in generale, che la nostra maggiore sensibilità e tendenza alla “complicazione” ci esponga a più elevato rischio di delusioni e drammatizzazione .
Tuttavia e’ da sempre che l’essere umano mette in atto finzioni utilizzando la sua fantasia e le sue invenzioni: dalla scrittura al teatro, fino al cinema e adesso ahimè anche i “social” . Ha sempre amato“rappresentare” e “guardare” la realtà spesso distorcendola con aggiunte qua e la’ di un po’ di sale, pepe o zucchero, per renderla più eccitante. Il rischio di immedesimarsi in un “personaggio” o in una trama e di assumerne inconsciamente alcuni tratti “tipici” e’ alto per molti.
E così chi si sente “principessa” si aspetta di essere trattata come tale e “salvata” dal cavaliere misterioso; chi “lupo” di mangiarsi le pecore e farla franca, chi “fatina” di risolvere magicamente i problemi degli altri,…
Golem, si’ ho capito, ma se il tuo impeccabile ragionamento scientifico è corretto, questa “dipendenza” dovrebbe esaurirsi spontaneamente con la fine dell’età fertile (per cui meno di dieci anni per me). Perché quindi sforzarsi troppo adesso se la guarigione comunque avverrà da sola e in un tempo relativamente breve? (sono un po’ pigra, lo so).
Suzy, l’assenza non basta no, serve una presenza “distante” e “ intermittente”per riuscire a “sfiorare, senza toccare” “comunicare, senza dire”, “guardare, senza fissare”
Acqua, ma noi donne già ci siamo “mascolinizzate” sotto vari punti di vista. Noi donne di oggi già facciamo molte cose che le donne di un tempo non si potevano neanche sognare: studiamo, lavoriamo, guidiamo, viaggiamo da sole, abbiamo una vita sessuale libera ( intendendo con ciò il fatto che non dobbiamo per forza sposarci per intrattenere una relazione con un qualsivoglia soggetto maschile ), arriviamo all’ altare non vergini, e via dicendo. Quindi non mi sembra così surreale l’ ipotesi di riuscire a vivere certe situazioni con maggior distacco emotivo. Tutto questo è un bene, è un male ? Ognuno tragga le sue conclusioni. Personalmente penso sia un bene se la donna perde la sua “innocenza”, si confronta con LA REALTA’ e prende consapevolezza delle cose. Questo la rende meno indifesa, meno vulnerabile. La fa uscire da quella condizione di “ameba” in cui il patriarcato per secoli l’ ha relegata, facendo in modo che venisse assopito il suo potenziale. A mio avviso..