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di LAD

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Categorie: - Relazioni

24.172 commenti

Pagine: 1 186 187 188 189 190 484

  • 9351
    Suzanne -

    Insomma, ciascuno di noi sceglie quali piccole o grandi illusioni possono rendere più intensa la propria vita, l’unico vero problema è quando questo meccanismo ci sfugge di mano e ci ritroviamo vittime delle nostre stesse costruzioni mentali, perdendo l’ancoraggio con ciò che si può definire realtà ( e anche qui si potrebbe aprire una discussione infinita su come definirla).
    Insomma, siamo tutti sulla stessa barca, che ci piaccia o meno.

  • 9352
    rossana -

    Beetle,
    non metto in dubbio che dall’esterno si possano trarre deduzioni o conclusioni sulla persona o sulle sue “illusioni”. spesso lo si fa anche su chi non si conosce che per via indiretta o per sentito dire…

    per quanto mi riguarda, penso che se non si sono vissute le stesse esperienze, o almeno vagamente affini, preferibilmente nella stessa epoca, sia pressoché impossibile centrare le sensazioni e i sentimenti del prossimo.

    ciò vale anche per le amicizie, come tu stesso hai affermato. ognuno è un mondo a sè, con il proprio modo di essere e di sperimentare/valutare quanto lo circonda, a cui dovrebbe potersi accostare senza l’impegno di mettere TROPPO in azione il raziocinio: altrimenti, a mio avviso, si può parlare di buon senso, di rispetto della parola data e dei sentimenti altrui, approcci più affini al dovere che al volere.

  • 9353
    Golem -

    Beetle, siamo sempre lì, è questione di esperienze. Per quanto possa sembrarti presuntuoso, io SO, senza poterlo dimostrare, per le ragioni appena accennate, che la mia storia sarà per sempre. Il perchè lo so io e lo sa lei, è un aspetto della nostra coppia che potrebbe essere compreso solo se si fossero vissute le fasi della costruzione del rapporto che ci unisce. Non è quella “certezza” emotiva che fa fare dichiarazioni eterne a chi è in preda di quel trip ormonale, ma nasce da una consapevolezza di natura più profonda, che include la personale libertà e volontà di amare (ti VOGLIO amare, e amo farlo) e esclude le suggestioni effimere che NON possono superare quel patrimonio di intesa, stima, affetto, desiderio e piacere umano e sessuale che si è accumulato nel tempo.
    Quando si raggiunge quel raro “climax”, lo mantieni per anni, e ogni giorno lo constati con piacere, tutto diventa chiaro, e capisci la differenza tra la speranza illusiva e la verità. Ma ripeto, ci vuole fortuna e poi volontà .

  • 9354
    Golem -

    Suzy. “…ciascuno di noi sceglie quali piccole o grandi illusioni possono rendere più intensa la propria vita, l’unico vero problema è quando questo meccanismo ci sfugge di mano e ci ritroviamo vittime delle nostre stesse costruzioni mentali…”

    E’ chiaro. Ma succede spesso che si arrivi a vivere “solo” di quel meccanismo credendolo vero, se si ha solo quella realtà a disposizione. E a quel punto è come vivere in un sogno, dove in un momento sogni di volare e ti senti capace di farlo solo volendolo. in quel momento, la perdita di contatto con la famosa realtà ontologica può prendere due direzioni, o diventando un poeta, o uno spostato. Ma è più facile che accada la seconda ipotesi credendo di appartenere alla prima.
    Proprio ieri guardavo una retrospettiva su Alda Merini, che è passata alternativamente da entrambe le fasi, sino a chiedere essa stessa di essere internata in manicomio, per quanto era preda di quella alternanza tra veglia e “sonno” dell’anima.
    Ma era Alda Merini.

  • 9355
    Golem -

    Beetle. Trovo sempre interessante come alcuni di noi imparino con apparente soddisfazione dall’esterno, attraverso letture o esperienze indirette, e lo stesso ambito, esterno, non lo si ritenga adatto ad insegnare alcunchè in altri momenti. In quel modo le ragioni pregiudiziali che evidentemente agiscono in quel discrimine -in positivo o in negativo che fossero- non possono insegnare nulla. Confermano solo quello che si pensa di sapere giá o che preferiamo sentire.
    In definitiva, e per chiosare in parte l’aspetto relativo alle variabili umane cui accenni, se la gente fosse davvero un mondo a sè, e quindi quasi “impossibile” da decifrare, le mode e la pubblicitá non esisterebbero come fenomeni sociali. Siamo noi che pensiamo di essere unici quando invece siamo banalmente prevedibili e, ripeto, condizionati dal “software” che la vita e gli istinti ci hanno fornito. Che noi spesso elaboriamo e magnifichiamo nella realtà come un unicum assolutamente ed esclusivamente “nostro”. Un’altra illusione?

  • 9356
    Acqua -

    Crearsi delle aspettative è un meccanismo insito e naturale nell’indole umana. Si tende, inizialmente, a proiettare in modo istintivo sulla persona amata i propri desideri. A seconda dell’effettivo grado di corrispondenza tra il reale e l’ideale si potrà parlare o meno di idealizzazione e illusione. Alcuni induvidui sono realisti e vedono l’altra persona persona per quella che è, accettandone di buon grado le discrepanze col proprio “ideale”, altri tendono ad ignorare (anche per molto tempo) tali discrepanze continuando a sperare che nel tempo si possano progressivamente attenuare. Un certo grado di cambiamento e reciproco adattamento è auspicabile e positivo, ma è ovvio che i tratti principali della personalità ed i valori di base della persona rimarranno immutati.

  • 9357
    Acqua -

    Di conseguenza una scelta di amore consapevole andrebbe fatta attraverso dialogo/confronto, nel momento in cui cala o cessa l’effetto “dopante” dovuto all’attrazione fisica/fisiologica iniziale (che tende ad indurre automaticamente l’idealizzazione o la convinzione della sussistenza di”affinità mentali”). Il più delle volte è raro essere così sincronizzati e quindi alcune persone preferiscono continuare ad illudersi per evitare sofferenze e distacco o rinuncia del proprio sogno o ideale.

  • 9358
    Acqua -

    Di conseguenza una scelta di amore consapevole andrebbe fatta attraverso dialigo/confronto, nel momento in cui cala o cessa l’effetto “dopante” dovuto all’attrazione fisica/fisiologica iniziale (che tende ad indurre automaticamente l’idealizzazione o la convinzione della sussistenza di”affinità mentali”). Il più delle volte è raro essere così sincronizzati e in generale alcune persone preferiscono comunque continuare ad illudersi per evitare sofferenza o allontamento dai propri sogni iniziali.

  • 9359
    Golem -

    Insomma, Agua, l’illusione in fondo potremmo assimilarla metaforicamente a quella famosa “sabbia” nella quale spesso si ficca la testa per non farsi “vedere”… dalla realtà. Cioè dalla vita in definitiva.

  • 9360
    Roberta -

    Io non voglio più illudermi di niente ormai perché sono stanca. Quindi ho solamente bisogno di prendermi una bella vacanza rilassante, voglio restare sola e in santa pace, solo questo desidero…staccare la spina da tutto quello che per me è opprimente…

  • 9361
    beetlejuice -

    Golem, non sarò certo il primo a dirti (e nemmeno l’ultimo) di essere consapevole che la tua storia sarà per sempre, ma è appunto la tua, fatta sicuramente di sentimento sincero, fortuna, esperienza.. È porla come campione universale dell’autenticità che non mi trova d’accordo.
    Sono convinto anche io che il ventaglio dei sentimenti umani sia grossomodo lo stesso per tutti, è la diversità di ciascuno di noi (caratteriale, genetica, dei vissuti..) a scombinare la carte.

    Rossana, il problema del tuo punto di vista è che, teoricamente, nessuno può parlare di nulla eccetto il proprio vissuto, non ha quindi senso intavolare nessun confronto, se tanto “non facciamo a capirci”

    Acqua, parafrasando Clint Eastwood, vedo che sei tornata armata a dovere questa volta 😁

    Suzanne, concordo!

  • 9362
    Golem -

    Sì Beetle, quello è chiaro, ma se mi batto contro le illusioni, è proprio perché solo riconoscendole come tali si può puntare al “forever”. Cosa che può essere di tutti, se LO SI VUOLE davvero. Invece c’è chi delle illusioni ne fa sia una “giustificazione” che uno stile di vita, sia vedendosi per ciò che non si é (ma credendo di essere) che proiettando la stessa visione “idealizzata” sul partner. É logico che poi, a luci spente e a “proiezione” finita, si facciano i conti con la realtà. E quella non mente, quella È. E quella ti dice chi sei e cosa hai fatto, senza pietà.
    Ma come dice sorella Acqua, accade che “alcune persone preferiscono comunque continuare ad illudersi per evitare sofferenza o allontamento dai propri sogni iniziali”. Ma alla fine, se é vero che siamo artefici del nostro destino, semplicemente non si vuole fare il consuntivo con la vita. Cosa diceva Lao Tze: “Un vincente trova sempre una strada, un perdente trova sempre una scusa”. Esempi ce ne sono.

  • 9363
    rossana -

    Beetle,
    i concetti generalizzanti sono utili per fare confronti, appunto in linea generale, ma non si possono calare come armature indistintamente su tutti i casi che contengono la stessa radice.

    nè tutte le problematiche di coppia si possono risolvere con l’applicazione della stessa “medicina”, come per il raffreddore. il sintomo può essere lo stesso ma ogni soggetto l’affronta a modo suo, compatibilmente con le reazioni del partner.

    a mio avviso, le donne pensano e agiscono con modalità e attitudini diverse da quelle degli uomini. non sono TUTTE stupide illuse. ognuna rientra in questa umana condizione con entità e profondità diverse, che dev’essere in grado di elaborarsi da sola. non è che di utilità di facciata la gelosia retroattiva di un uomo con l’intento di ricondurle sulla retta via. per me, si è attratti e si ama per ragioni ogni volta diverse, difficilmente assimilabili.

    continua

  • 9364
    rossana -

    segue per Beetle

    in amore, come in amicizia, si prende o si lascia. gli aggiustamenti imposti sull’altro non servono che a prolugangare l’ambiguità e l’incertezza del rapporto.

    spesso riporto il discorso del momento sul caso in questione a causa del massiccio tentativo, qui quasi coatto, di ridurre ogni complessa relazione di coppia alla stupidità dell’inevitabile innamoramento e alla anche peggior stupidità delle “illusioni” che questo comporta. sembra che non esista altro di più deleterio e inutile, come se queste componenti si potessero evitare o razionalizzare a piacere.

    si è tutti esposti all’influenza del contesto sociale in cui si vive ma niente può essere accettato e incamerato nella stessa misura, nè esiste una sola esperienza pregnante d’amore, cioè quella caratterizzata dal “per sempre”. ognuno conosce la sua, e su questa si basa per valutare tutte le altre, possibilmente con equilibrio e con meno pregiudizi possibile.

    opinioni del tutto personali.

  • 9365
    Golem -

    Cari lettori. In retorica, lasciare aperte “tutte le possibilità” per situazioni che invece riguardano un fenomeno riconoscibile in miriadi di altri casi -tutti con la stessa “eziologia” e esiti- consente a chiunque in quella eziologia e in quegli esiti si ritrova, di sentire comunque le proprie eziologie e esiti “diversi” da quelli simili. In fondo è un modo abile per l’oratore di trovare tutti d’accordo senza peraltro avere neppure sfiorato la questione.
    Tutti abbiamo bisogno di sentirci “unici”, e ci sentiamo tali anche quando compriamo il tal profumo che ci ha trasmesso quel tale messaggio che ci ha convinto di essere unici assieme a qualche centinaio di migliaia di unicitá più uniche della nostra. E così in altri milioni di casi di unicitá che unicità non sono, se non nella solita illusione che ci rende simili (ma unici, mi raccomando) alla stessa sostanza dei sogni citata dal Bardo di Stratford upon Avon, non a caso ne “la Tempesta” (ormonale nel caso dell’unicitá in argomento)

  • 9366
    Acqua -

    Il mio discorso si basava sulla difficoltà di identificare un’illusione a priori, dato che essa si configura come tale solo se l’obiettivo a cui si auspica è certamente irraggiungibile. Altrimenti si parla genericamente di aspettativa, il cui esito futuro potrebbe essere positivo (soddisfatta) o negativo (disattesa). Siccome tutti, in misura più o meno variabile, siamo soggetti durante la nostra esistenza, a cambiamenti più meno profondi generati dalle nostre esperienze, dal contesto sociale esterno e della progressiva conoscenza di noi stessi (derivante in primis dalla nostra crescita e maturazione personale), io credo che un’illusione sia da ritenersi tale quando diventa palese che non ci sono speranze per realizzare l’aspettativa. Alcune persone (io stessa) tendono a mantenere tali speranze “in vita” per periodi molto lungh, non rassegnandosi all’idea rinunciare ai propri desideri/ sogni, anche se la probabilità che si concretizzino è bassa o minima. Questo perché si confida nel cambiamento.

  • 9367
    Golem -

    L’illusione è sempre accompagnata da entusiasmi infantili usati come indicatori di giudizio. Condizione questa che predispone inesorabilmente all’attesa del piacere. Il famoso “sabato del villaggio” insomma. L’illusione non può essere percepita dall’illusa perché è inconsciamente VOLUTA. Ci sono troppi piaceri prodromici per rinunciarvi. Ci si accorge del “pacco” solo con l’arrivo della “domenica sera del villaggio”, quando non si è verificata nessuna delle aspettative che accompagnano il miraggio. Niente oasi dietro le palme insomma.
    Certo, è una condizione umana, ma fa parte delle debolezze di questa, specie se diventa il non raro modello di vita per alcuni. Va vista con tenerezza, come si fa con le fantasie dei bambini, ma non può diventare un parametro da mettere sullo stesso piano delle emozioni adulte che accompagnano l’amore, se è questo l’ambiente in cui si manifestano, e che non è l’unico.
    Ripeto, quando si vive di sogni e illusioni, o si è poeti o spostati. O sposati.

  • 9368
    rossana -

    Cari lettori,
    lasciamo l’ultima parola agli assoluti e ai fortunati nonnetti baciati dal raro successo amoroso degno di tale etichetta.

    per le persone comuni, illuse e infantili, resta la banale normalità di spostati, con tutte le sue incognite e tutte le sue inevitabili difficoltà.

  • 9369
    Golem -

    Egregi leggenti, rapidamente annuncio vobis che i nonnetti svegli a quelli sognatori non possono che augurare un sereno…sleep well.
    🤣🤪.

    P.S. scusatemi, ma ho appena iniziato una nuova lettura: “I tre porcellini e la montagna incantata”. Sono laconico perchè presissimo dalla trama.

  • 9370
    Suzanne -

    Le illusioni non sono solo delle aspettative irrealizzabili, ma anche tutto ciò che crea scollamento tra il nostro pensiero e la realtà. Appunto, senza astrazione illusoria non esisterebbe arte, e probabilmente nemmeno tante e sempre più diffuse malattie mentali. Per noi che ci troviamo banalmente in mezzo a matti e poeti, non ci resta che far buon uso della nostra percezione illusoria della realtà ( anche se nella maggior parte dei casi ne siamo ben consapevoli). Alla fin fine mi è sfuggita l’importanza di questa diatriba che portate avanti da anni, giuro non ne capisco il senso…

  • 9371
    Golem -

    Ma è semplice invece Suzy. Tu a un certo punto della tua vita, alla luce degli eventuali fallimenti che avessi “conquistato”, avresti il coraggio di riconoscere che la ragione è quella di aver vissuto di illusioni? O daresti la colpa al “fato rio”?
    È questa la radice della diatriba. Riconoscere che forse per presunzione, supponenza o semplice ingenuità si è voluto credere agli asini che volano.
    C’è chi lo ha fatto e chi no. C’é chi coraggiosamente tira fuori la testa dal buco nella sabbia e guarda la R.d.F. (ci manca lui, vero?) e chi preferisce mantenerla, perché, come dice Acqua, o ci si continua ad illudere che prima o poi si vedrà passare una pattuglia di asini acrobatici, o semplicemente perchè é dura “svegliarsi” e fare i conti con la realtà, di solito, dura. Temo che quando si sente che non c’è più tempo, quel buco nella sabbia diventi il porto più sicuro e forse l’unico ove “rifugiarvisicisivi”.

  • 9372
    rossana -

    Egregi leggenti,
    spero siate consapevoli che “I tre porcellini” è lettura consigliabile ai bimbini delle elementari mentre “La montagna incantata” forse corre il rischio di far addormentare persino i nonnetti più svegli, che s’ingegnano a trovare il modo di unire infanzia a vecchiaia (cosa per loro difficilissima, a causa di progressiva perdita di memoria).

    per chi dorme da sempre, nessun rischio: solo bei sogni, sulla base di statistiche che asseriscono che soltanto il 5% dei fiori produce frutti, pur restando parte integrante della bellezza della natura e della sua spinta vitale.

  • 9373
    rossana -

    Suzanne,
    mi piace la definizione complessiva del tuo post 8951, incluso l’accenno alla “percezione illusoria della realtà”.

    vi aggiungo quella della Treccani: “Inganno della mente che consiste nell’attesa di un atto o di un fatto destinato a rimanere irrealizzato, nel concepire speranze vane, nel formarsi un’opinione inesatta (in genere troppo ottimistica o favorevole) su persone o cose, nel dar corpo a ciò che non ha consistenza reale.”

    per me, l’argomento “ILLUSIONI” sarebbe chiuso da tempo, se non fosse di nuovo tirato in ballo su QUALSIASI lettera accenni a difficoltà amorose, a rimpianti del passato o a persistenza di sentimenti a seguito di separazioni.

    pur essendo parecchi gli “spostati”, a mio avviso, non lo sono sempre con indubitabile certezza TUTTI quelli che patiscono pene d’amore.

    dopo quasi 6 anni di diatriba, forse nell’attuale fase non si tratta più che di confronto prolungato fra l’assoluto e il relativo, entrambi con la stessa dignità d’esistere e di essere espressi.

  • 9374
    Golem -

    Distinti leggendi. L’ironia è assolutamente off limits per essere solo lontanamente intuita da chi si regola con le statistiche per conoscere “la norma”.
    Alla Norma, invece, apprezzo molto li maccarruni cu la ricotta salata. In scaglie.
    Appena finisco “I tre porcellini e la montagna incantata”, e in attesa per l’autunno de “i Tre porcellini alla ricerca della Arca perduta”, mi aspetta il libro da spiaggia “I tre porcellini e il pozzo della solitudine”. Parla della difficile storia di tre porcelline, nate però in un tozzo e irsuto corpo da cinghiale maschio, e della loro sofferta decisione di diventare quello che sentono di essere: delle rosee porcelline. Ma parla anche di quanto il loro selvatico aspetto rimastogli, non abbia giovato alla trans-formazione. Insomma, mentre loro finiranno nell’oblio di una norcineria della provincia umbra, si parlera di loro solo per quei tre cacciatorini di cinghiale, rimasti come eccedenza da esito post operatorio. Che tempi.
    Forse ne faranno una serie tv.

  • 9375
    Acqua -

    Suzanne, per me personalmente non esiste nessuna diatriba. Concordo sul fatto che l’illusione sia strettamente collegata all’immaginazione e quindi, di riflesso, alle potenzialita’ creative della mente umana che sono danno vita ad arte, musica e poesia.
    Di per se’ quindi l’illusione non e’ negativa perche’ crea una tensione positiva “ottimistica” e comunque “finche’ c’e’ speranza c’e vita” (durante l’emergenza Covid-19 anche “finche’ c’e’ Speranza c’evita contagio… speriamo” ahahah). Ovviamente chi sogna molto deve essere preparato ad affrontare le delusioni senza incorrere in stati di depressione o rabbia. Solitamente chi e’ ha la propensione per esercitare “la sua percezione illusoria” ed e’ abituato ad utilizzarla ne conosce i limiti ed impara gradualmente a sfruttarne solo i benefici.

  • 9376
    Golem -

    Condivido l’acquaticità che ho appena letto, e insieme l’ovvia evidenza che la fantasia sia il terreno di coltura (e di cultura) dove cresce l’arte. Che però è espressione molto più profonda che non il mero esercizio creativo, giacchè questa è strettamente connessa allo spessore del soggetto che sta facendo “poiesis”. Mi “scpieco”. Una vispateresa che poiesizza intorno a un amorazzo di trent’anni prima quando non aveva ancora il mestruo, o un vispotereso che a 50 anni si crede l’incarnazione di un eroe dei fumetti, sono entrambi “spostati”, in senso letterale. Cioè disegnano una “realtà irreale” nella quale si vedono in un ruolo che “suppongono” possibile che pero è oggettivamente impossibile. Cioè hanno “spostato” il loro sè in una dimensione onirica. Ma non rappresentano niente. Non fanno una mini opera d’arte, ma un disegno infantile. Mentre un Bosch, o Dalì o persino un Toni Ligabue, pur “ignorante” e naive, o la pazza Merini, pescano in un subconscio di alta sensibilità>

  • 9377
    Golem -

    >facendo una sintesi, spesso allegorica, di una realtà possibile, anche se apparentemente non immediatamente comprensibile. Rappresentano cioè una verità che appartiene a livelli che esulano dallo spettro “normale”, un po’ come fossero ultrasuoni o raggi gamma. Fenomeni che la normalità non consente di percepire. Non è proprio esaustiva la spiegazione ma spero di aver dato l’idea.
    Una che spara affascinanti centurie incomprensibili per i più, non è un’artista solo perchè la capiscono in pochi e altri fingono di “sentirne” la poesia. Non di meno esistono fenomeni artistici inesistenti che giocano proprio sull’emozionabilità di una non scarsa fascia di popolazione, che si “sente” intellettualmente raffinata per puro snobismo o perchè frequenta ambiti che la “moda” giudica tali, o per puro bisogno di “distinguersi”. La “famigerata” performer Abramovìc ne è l’esempio più clamoroso.
    Quindi, attenzione a non confondere la vera “poiesis” con gli “spostamenti”. È facile, oggi.

  • 9378
    Suzanne -

    Vabbé ma il mondo non si divide in “spostati” e “spostanti”, anche perché i secondi collocano il resto dell’umanità in poche, limitate e inesistenti categorie pure dell’intelletto. Adesso, che una donna con la curiosità di rivedere una sua vecchia fiamma diventi una povera illusa un po’ scemotta lo trovo anche un tantino riduttivo.
    Chissà perché questo incessante bisogno di incasellare tutti in gabbiette cosí definite, non siamo mica canarini! In gabbie magari ci stiamo pure, ma in quelle che noi stessi ci creiamo, non certo perché ci rinchiudono gli altri.
    A me sembra che tu Golem debba sempre mettere gli altri all’inferno dei dannati illusi e perduti per convincerti di essere uno dei pochi che risiede in paradiso, perché ha avuto l’illuminazione.
    Non hai mai pensato che molti SCELGONO deliberatamente e felicemente di non accedere al tuo paradiso ( che per loro potrebbe essere un inferno)?

  • 9379
    Suzanne -

    Ripeto : il campo delle illusioni umane è un pochino più complesso e meno banale della donnina ingenua e sprovveduta che vive inconsapevole di ciò che accade fuori e dentro di lei. Le categorie servono a classificare l’esperibile, vero, ma diventano inservibili quando ne si abusa volendo ricondurre ogni individuo a due o tre cassettini della nostra mente.
    Del resto oggi va di moda tra gli psicologi: basta che uno sia un po’ stronzo e diventa un narcisista patologico, se hai un po’ di sana e naturale malinconia diventi affetto da qualche sottocategoria depressiva… A me viene un po’ da ridere.
    A proposito, e Acqua che attende le lettere dell’alfabeto M, D e altre al bar e in piscina, è una spostata pure lei?

  • 9380
    rossana -

    Suzanne,
    grazie per i post 8959 e 8960.

    per me, è assurdo incasellare TUTTI i casi di relazioni amorose interrotte o sofferenti in una quasi unica conclusione: colpa delle “illusioni”, che magari rientrano, parzialmente, in alcuni casi limite, ma non certo nell’abituale umana normalità.

    così come è altrettanto assurdo che si faccia della propria esperienza in amore, magari ultraperfetta e ultrameravigliosa, la sola in grado di considerarsi valida, al punto da essere continuamente riproposta come unico esempio da perseguire, per di più, disprezzando, sminuendo o dileggiando tutte le altre (persino in ambito di amicizia).

    ognuno può valutare questo tipo di annichilente attitudine ossessiva, come quella persecutoria nei miei riguardi, come meglio crede. a mio avviso, non è nè espressione di sicurezza interiore, nè di equilibrio o serenità.

  • 9381
    Golem -

    Suzy Wong. Acqua è una “spostata” ma sa di esserlo, sa da dove arriva tutta quella eccitazione e sa quanto tutta quella “poiesis” sia più ludopatia che non passione amorosa. Ma è vera, è quello che mostra di essere, sa ridere di sè stessa e non recita parti da Eleonora Duse de noantri, nè da intellettuale da circolo Pickwick della provincia Granda. A me basta questo di una persona: che si mostri per quello che è veramente, con tutte le debolezze del momento. E lei lo fa. Lo ha fatto da subito, offrendo al pubblico ludibrio laddiano tutti i suoi turbamenti, come forse feci io a suo tempo. Che comunque non le ho risparmiato i miei strali, ma che non li ha mai preso sul personale, perchè non è suscettibile, nè ha malcelate puzze sotto il naso, anzi ha capito che forse le mie non erano tutte cazzate. Quindi mi piace, e non lo nascondo.
    Quanto alla nostra Sara, che scrive “xchè”, o “grz cmq” a 40 anni, a me basta quello per incasellarla, cosa che credo fai a tua volta. Ma non lo dici, n’est pas?

  • 9382
    Golem -

    Sulle illusioni ci può stare che le ritenga puerili, dando con questa aggettivazione quindi un giudizio di valore a chi le “pratica”, ma non mi sembra di aver mai sottolineato nè fatto credere della mia esperienza in amore, come quella “ultraperfetta e ultrameravigliosa”.
    Ho detto migliaia di volte che se insieme alla mia lei si è trovata la quadra nel rapporto, e oggi tutto va magnificamente, è solo grazie all’estrazione di quel “dentino da latte” illusorio che non le consentiva di assaggiare “cibo da adulti”. Io qui dò delle opinioni sulla base di quanto viene pubblicato, come fanno tutti in fondo. Ma non solo verso le idee in sè, quanto piuttosto sulla coerenza filologica di chi le esprime. Credo sia importante ai fini dell’affidabilità e credibilità di entrambi gli elementi in gioco. Altrimenti è davvero solo un gioco.
    Il mio rapporto oggi funziona per le suddette ragioni, ma non mi interessa che venga preso come paradigma da altri. Certo che quando leggo certe favole, dico la mia.

  • 9383
    Acqua -

    Suzy, posso rispondere io? Ma certo io sono una delle regine delle suggestioni amoroso-sessuali e continuo imperterrita a intrattenermi con le mie improbabili fantasie mentali da vecchia adolescente. Un breve aggiornamento: M. è ormai definitivamente “defunto” da circa 3 anni, sostituito da D.con il quale continua lo scambio quotidiano di “cordiali saluti” accompagnato da sguardi languidi non ricambiati da parte mia. Sono persino ad ottenere una brevissima corrispondenza via email con lui, in rigoroso anonimato e rivelatasi, come da aspettative, illusoria e del tutto inconcludente. Relativamente di recente mi sono infine creata/cercata un’ulteriore coinvolgente distrazione mentale con potenziali interessanti sviluppi futuri. Sguazzo felice nella più totale confusione finché tutto questo navigare nel mare tempestoso mi darà definitivamente alla testa. Allora naufraghero’ o sarò esiliata su un’isola deserta: spero delle Azzorre così poi posso venire a trovarti in Portogallo.

  • 9384
    Roberta -

    Conoscete il significato dei sogni? Mi trovavo in una piazza deserta quando improvvisamente incontro Lady Gaga che mi prende la mano e mi dice: “vieni con me”. Ho visto luoghi strani ma meravigliosi. Mi piacerebbe sapere che significato ha? Grazie in anticipo…

  • 9385
    Suzanne -

    Golem rilassati, che altrimenti diventi aggressivo e mi perdi lucidità. Se non avessi per l’ennesima volta sentito l’esigenza di esporre le tue considerazioni su Suzanne ( ti ricordo essere un personaggio di fantasia), forse avresti capito il mio riferimento ad Acqua. Se lei è in grado di gestire le sue illusioni per quello che sono, non pensi che tante e tante altre possano fare la stessa cosa senza bisogno di qualcuno che le educhi alla vita come delle scolarette un po’ babbe e ingenuotte? Questa è proprio una tua fantasia ricorrente eh!!
    No, caro Golem, tu non esprimi giudizi sulle idee, ma sulle persone, che categorizzi molto nettamente sulla base di poche righe scritte e nulla più. Proprio tu, accidenti, che ti batti contro le illusioni, non hai ancora capito che l’apparenza inganna? Ahi, ahi, incoerenza nel pensiero!
    Acqua, brava, continua a navigare in mare aperto che nel caso ti smarrissi, ci sarà sempre Golem a riportarti ad un porto sicuro, fungendo da faro della…

  • 9386
    Golem -

    Suzy, sono rilassato sul lettone salentino, con l’aria condizionata su 23 gradi e “i tre porcellini” in mano, mentre migliaia di individui, che tu pensi in grado di autodeterminarsi, affollano le spiagge facendo, tutti, regolarmente, le stesse cose, nello stesso momento e con le stesse modalità. Non basta?
    No cara Wong, l’ho già detto e lo ribadisco, la zavorra è talmente leggibile nei suoi prevedibili comportamenti che ci è nata, cresciuta e pasciuta una cultura, non solo economica, intorno all’illusione di sentirsi unici ed eclusivi.
    Acqua è intelligente, ironica e sa vedersi “fuori” da ruoli d’immagine. Ci “gioca” con le sue illusioni, non ne fa un totem.
    Che siano illuse alla “xchè”, o alle Isadore Duncan de noantri, la differenza tra chi gioca e che ci crede è sostanziale.

    L’apparenza NON inganna me, Suzy. Lo può fare per un po’ ma non per sempre. Presto o tardi le denudo le figure con cui ho a che fare. C’è chi di veli ne ha uno e chi sette, è solo questione di tempo. Cadono tutti.

  • 9387
    Golem -

    Roby, devi controllare cos’hai mangiato ieri sera? È dipeso da quello. Non significa un casso. (Lady Gaga, madò.)

  • 9388
    rossana -

    Suzanne,
    “tu non esprimi giudizi sulle idee, ma sulle persone, che categorizzi molto nettamente sulla base di poche righe scritte e nulla più.”

    così è, da parte di un solo super-utente, che si dichiara interessato a venir qui per discutere di idee e che è il primo a non sopportare che se ne possano avere di diverse dalle sue.

    un concetto tanto misero e negativo sul genere femminile da indurre a compassione, sia su chi lo esprime che su chi è indotto a subirlo.

    guai a porsi in contrasto! non ti molla più, come una zecca, con l’intento di farti tacere o di farti ammettere tutto quello che pensa su di te, tanto per togliertelo di dosso.

  • 9389
    rossana -

    Roberta,
    cosa rappresenta per te Lady Gaga?

    l’interpretazione dei sogni può essere banale, come quella dei numeri da rilevare per il lotto, o un qualcosa di molto serio, che prevede conoscenza della parsonalità del lettore e dei fatti/pensieri che l’hanno coinvolto il giorno precedente.

    se mi rispondi, cercherò di darti un’idea sul significato del tuo sogno. non sono un’esperta ma interessata al tema.

  • 9390
    Max -

    Ciao a tutti, vorrei suggerire un po’ di tranquillità con un ascolto musicale che a me è molto, ma molto caro (risale al 1973, sapete, sono un po’… vecchierello). Chi ha voglia di tranquillizzarsi un po’ secondo me può profittarne, ma penso soprattutto alla musicofila Suzie, che però forse questo brano non lo ricorderà. Reperibile all’indirizzo
    https://www.youtube.com/watch?v=Vc5XtkZSH-Q
    Salutoni!

  • 9391
    Golem -

    Il giudizio non è solo sul genere femminile, ci sono stati fior di masculi ai quali non si sono risparmiati “complimenti, non prendiamo solo quello che fa comodo. Che poi il giudizio sulle persone non è quello che subisco anch’io dai “non giudicanti”, o sbaglio? Che coerenza eh?
    Se le idee sono espressione di chi le esprime, il giudizio sul soggetto è implicito, è inutile fare gli ipocriti. Anche perché è l’unica conoscenza che di questo si ha. E in fondo anche quello di cui per caso si conosce il nome vero, ma non si sa manco che faccia abbia, nei fatti non lo si conosce, se non per le idee e la coerenza delle stesse che ha avuto modo di mostrare.
    P.S. sono arrivato al capitolo che mi piace di più, quello del porcellino che ha fatto la casetta di fango impastato col fieno, che resiste agli attacchi del lupastro cattivo. Come dire che le cose, come le case e i rapporti umani, vanno fatti su basi solide e ben pensate. Le nuvole non sono le più adatte a costruirci gran che. Salvo le illusioni, appunto.

  • 9392
    Golem -

    Il Toponomasta…la quintesseza della laddianità.
    Non credo avremo più un’altra epopea come quella, Professore.
    Laddian graffiti.

  • 9393
    Roberta -

    Golem,

    Di solito prendo forza bevendo Hip-Hop e mangio Funky a pranzo e cena! 🙂

    @rossana,

    Potrebbe rappresentare per me una guida, maestra di vita…dato che canta le sue esperienze personali, le relazioni naufragate e gli amori sbagliati e vuole ricordare a tutti questa sua filosofia di vita: “ricordatevi che la sofferenza ci rende umani”. Mi piace come cantante, come donna la trovo attraente e le sue canzoni quando le ascolto mi trasmettono energia…

  • 9394
    Marconi -

    Ciao Max,

    forse già lo sai, e se è così lo scrivo per chi non lo sa.

    Il brano di Barry Manilow “Could It Be Magic”, del quale poi è stata fatta la cover di Diana Ross

    https://www.youtube.com/watch?v=nPF644qIPWI

    ha come base armonica il preludio n. 20 in Do minore di Chopin

    https://www.youtube.com/watch?v=_TuFXeZGxmQ

    Anche Celentano ha fatto un bel pezzo sulla stessa armonia

    https://www.youtube.com/watch?v=ynf3T93bHbI

    Allora uno sente queste musiche e dice… cavolo CHE BRAVI QUESTI ARTISTI !!!

    poi ascolta il preludio di Chopin, si rende conto che i pezzi non sono originali e … SI SENTE UN PO’ PRESO IN GIRO.

    Non che loro lo nascondano (Celentano un po’ meschinamente afferma che il richiamo a Chopin nel pezzo è una semplice “citazione”), ma se non viene dichiarato espressamente il 99,99% di chi ascolta non saprà mai la vera storia del brano.

    Non sono contrario a queste “elaborazioni”, che sono anche dei riconoscimenti all’autore originale, ma il merito va attribuito a chi spetta per davvero.

    (continua)

  • 9395
    Marconi -

    Poi… bravi tutti per la parte melodica, l’arrangiamento, magari il testo e l’interpretazione, ma senza Chopin quei brani non sarebbero stati concepiti.

    Non stiamo parlando di un semplice giro di Do sul quale sono state fatte centinaia di canzoni, ma di un brano classico vero e proprio costituito da una sequenza di accordi, utilizzato come base armonica per dei brani pop.

  • 9396
    Acqua -

    Suzy, Golem mi piace e mi è sempre piaciuto molto fin dall’inizio, in quanto ha sempre espresso in modo coerente le sue opinioni correlandole a vicende personali ben contestualizzate e dimostrando di avere una sensibilità, a mio parere, fuori dal comune (per essere un uomo). I suoi successi passati con le donne, secondo me, sono dipesi molto da questa sua capacità di intuizione e immedesimazione nell’altro genere, e non solo dalla sua avvenenza fisica. Non ritengo di essere stata oggetto di preferenze particolari da parte sua, né di aver subito manipolazioni o lavaggi del cervello. Non mi sono mai sentita offesa dalle sue critiche costruttive delle quali ho sempre colto più la sottile ironia e lo stimolo a riflettere che la volontà di svilirmi. Non mi disturba che ostenti il successo della sua relazione di coppia perché non la ritengo una presunzione, ma solo un invito a vivere con più consapevolezza alcuni sentimenti e sensazioni.

  • 9397
    Yog -

    Trader, ma lo avresti detto che i BTP Italia schizzavano a 103? Per chi li ha presi a 100 non è malaccio in due mesate. E pensavi che i BTP Futura rimanevano al palo?

  • 9398
    Suzanne -

    Bene Golem, allora attendi che cadano i sette veli cosí ci ritroviamo tutti in mutande, che con questo caldo va pure bene direi. Si capiscono tante cose anche dalla biancheria intima, lo sapevi? Il mio modo preferito di classificare le persone però rimane quello dell’igiene orale:
    -Spazzolino classico tre volte al giorno= essenziale e affidabile.
    -Spazzolino elettrico= modaiolo, incline ad annoiarsi di se stesso e degli altri.
    -Colluttorio= pigro e monotono.
    -Filo interdentale= perfezionista ed esigente.
    -Scovolino= ingegnere, subito eliminato!
    -Dito indice= papale, papale, oltre ai sette veli gli sono cadute pure le mutande!
    Ciao e buon relax.
    Grazie Max per il consiglio.

  • 9399
    Golem -

    Ciao Suzy, carina la risposta, con un sottile umorismo non certamente basico.
    I veli per quanto mi riguarda li avete calati tutti qui, e non è stato manco difficile giacchè non vi rendete conto di come vi scoprite, da dettagli che ignorate essere illuminanti.
    Senti, non ho tempo, sono diretto a Martina Franca per godermi l’ “Ariadne auf Naxos” di Strauss nello spettacolare cortile del Palazzo Ducale. Previo ricco aperitivo (eine kleine pinzimonio…) presso le mura seicentesche della amena cittadina capitale della Valle d’Itria.
    Devo interrompere, ma non ti dirò mai quale dito uso per l’igiene, orale e scritta

    Ciavo.
    P.S. inutile dire che Acqua mi ha capito. Ma appunto: che lo dico a fà.

  • 9400
    beetlejuice -

    Sinceramente non riesco a comprendere questo scontro sulle illusioni, a mio avviso il punto è un altro. Il pericolo delle idealizzazioni e illusioni, è che alimentate in certi termini, impediscono di vivere appieno il presente, in particolare i rapporti di coppia, cosa che riscontro abbastanza spesso quando si parla di questi temi. Un po’ come trascinarsi in un lavoro facendo il minimo sindacale, mentre con occhi trasognanti si immagina tutt’altro.
    Soprattutto le donne, tendono ad idealizzare persone e situazioni, alimentando la “fantasia” a discapito della realtà, che risulta svuotata.
    Se l’oggetto illusorio è esterno alla coppia, questa diviene una scatola vuota, se è l’altro della coppia, il rischio è di portare avanti una relazione immaginifica, che vive principalmente di proiezioni mentali.

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