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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 62
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Categorie: - unclassified

mi è sembrato inoltre di sentire un fastidioso ronzio in sottofondo….. ah no è Annalisa col suo immenso nulla, il suo vuoto cosmico. tutto a posto
Ciao Suzanne
Scrivi che lui oggi, in parte, ha fatto ciò che gli chiedevi da anni. Con chi? Con un’altra donna? Anche qui delle due una: o non ti amava sul serio o, più semplicemente, all’epoca non era pronto per determinate scelte.
Correggimi se sbaglio, ma a me pare di aver capito che, quando tu lo hai lasciato, lui non ha fatto nulla per farti tornare sui tuoi passi. Ora, non so quanto tempo sia passato da quando vi siete lasciati, ma evidentemente, in questo lasso di tempo, non ha sentito più di tanto la tua mancanza, perché se é vero che nel frattempo qualche cambiamento in lui é subentrato, mi pare alquanto strano che non abbia tentato di riavvicinarsi a te, se é vero che ti amava.
Cosa sarebbe successo se la vostra storia fosse continuata senza essere interrotta non é dato sapere. Magari avrebbe iniziato a lavorare e ti avrebbe chiesto di sposarlo. Il punto fondamentale é che dopo che lo hai lasciato lui non si é più ravvicinato. Perché?
Suzanne, capisco ciò che vuoi dire riguardo indizi, modo di parlare e quant’altro, ma ti assicuro, niente che possa avermi fatto sospettare l’esistenza di una relazione parallela.
Purtroppo, dopo anni in cui vivi un rapporto che é stato basato sulla fiducia reciproca, non ti viene proprio in mente di fare lo Sherlock Holmes se non noti indizi che potrebbero insospettirti o, semplicemente farti riflettere.
E pensare che di amici e amiche con storie di divorzi e tradimenti ne avevo avuti un bel po’.
Annalisa: “Credi che sia facile per una donna rendersi conto che ad un certo punto della sua vita subentra un altra persona che le scombussola tutto ciò che con fatica ha cercato di costruire col suo compagno? Credi che lo si faccia a cuor leggero?… I sentimenti non si possono controllare per natura”
È molto interessante quello che dici Annalisa e apre un mondo di interpretazioni. Ma quello che appare dalla tua frase è che in una relazione, anche apparentamente salda, da un momento all’altro un incontro può far crollare una faticosa costruzione che si è cercato di costruire col compagno.
Ma cosa vuoi dire di preciso? Che anche se quella “costruzione” c’è stata, il nuovo “sentimento” supera
qualunque “grattacielo” si fosse costruito, oppure che quel nuovo sentimento è il risultato di un fallimento “a monte” della relazione che si lascia alle spalle, e che appare solo in quel momento?
Io il tuo intervento l’ho letto come se per te nessuna relazione è al sicuro.
Io invece credo che ci sono situazioni al sicuro. Dipende dal senso che si dà al termine “sentimento”, che non è solo emozione, ma qualcosa di più profondo legato a quella “costruzione”. Se si molla una relazione d’amore, è perchè l’amore non c’è stato. Lo si è creduto forse, ci si è illusi, ma l’amore non finisce per “un’emozione” se è veramante amore.
Markus, mi riferivo a indizi non su tradimenti, bensí su crepe nel sentimento che nutriva nei tuoi confronti.
Golem, credo non esista nessun grattacielo veramente sicuro. Ci sono quelli che si scopre essere costruiti su fondamenta instabili, quelli da cui ci si vorrebbe buttare di sotto o semplicemente quelli che sono diventati grattacieli quando invece noi desideravamo una casetta in campagna. Proprio perché l’amore è una costruzione, bisogna sempre costantemente rivederne il progetto.
Markus, difficile spiegare davvero un’immensità di sfumature, che tento anch’io ancora di interpretare. Lui ha semplicemente toccato il fondo, e a quel punto ha dovuto risalire, avendo perso anche quella boa che io rappresentavo nella sua vita, perlomeno idealmente. Ha intrapreso un percorso lavorativo che io per ben tre anni gli consigliavo di fare, perché sapevo meglio di lui che sarebbe riuscito bene e ne avrebbe tratto giovamenti per la sua autostima. C’è un’altra donna, sí, ma scelta appositamente per non rappresentare un possibile vincolo reale, in quanto sposata con due figli. Il fatto che non si sia riavvicinato a me credo riguardi il suo orgoglio ( sono sicura aspettasse un mio ritorno) e, forse, anche un certo sollievo nel non dover rendere conto a nessuno. Le mie aspettative erano diventate veramente pesanti per lui, credo si sia sentito quasi liberato, anche se ancora oggi afferma che sono l’unica con cui si sarebbe costruito una famiglia.
Come tutte le costruzioni, anche l’amore richiede “manutenzioni” ordinarie e straordinarie. È così che durano le cose.
Che dirti Suzanne, non ho mai notato nessun indizio che potesse farmi pensare a crepe nel suo sentimento. Paradossalmente era lei che sembrava quella più innamorata. Certo, visto quanto è successo, riavvolgendo più volte il nastro della mia storia, ho passato al setaccio eventuali frasi o atteggiamenti, che, sforzandomi parecchio potrei interpretare in maniera diversa. Ma proprio sforzandomi parecchio.
Ora per allora continuerei ad interpretarli nella stessa maniera.
Ciao Suzanne
Non sono così convinto che sia stato il suo orgoglio a impedirgli di riavvicinarsi a te. L’orgoglio ok, può avere il suo peso, ma per un po’ di tempo. Poi se tieni veramente ad una persona, prima o poi l’orgoglio lo metti da parte. Trovi qualche scusa, eventualmente, ma se ami davvero una persona ti riavvicini.
Se poi parli di un certo sollievo nel non dover rendere conto a nessuno e di sentirsi addirittura liberato il discorso cambia ancora, perché vorrebbe dire a quel punto che proprio di cambiare vita non ne aveva proprio voglia. E il fatto che stia con una donna sposata e con figli la dice lunga. Il tuo ex mi pare che alla fine non voglia né legarsi ad una donna né avere impegni o responsabilità di sorta.
Scusami ma quanti anni ha oggi ? E quanti ne aveva all’epoca del vostro rapporto ?
@Annalisa qui nessuno ti offende…ma sei la classica ragazza a cui vengono le farfalle, e tutto ti giustifichi, e chiaramente chi è appena stato scaricato dalla Annalisa di turno, è ancora un po’ incazzato.
A me è successo 3 anni fa, e non sono più incazzato, dico solo le cose come stanno….e le cose stanno come diceva Andy il Profeta, e come prima di me ha capito il grande Dottor.
@tutti gli altri: le femmine sono fatte cosi, se gli vengono le farfalle non ce n’è per nessuno, e può capitare a tutti…bisogna farsene una ragione, altrimenti si diventa pazzi….e non ne vale la pena!
E come arrabbiarsi tutti i giorni perché nasce il sole e la sera tramonta! bisogna accettare la realtà…le femmine sono fatte cosi.
Markus l’ho capito che non ti sembra di avere colto segnali che qualcosa non andasse nel tuo rapporto anche perché lo hai scritto almeno 2-3 volte ma è proprio questo il punto, se manca l’intuito necessario a comprendere in anticipo certi cambiamenti nelle esigenze della partner allora è probabile che in futuro si possa riverificare di nuovo che tu venga lasciato, e credimi non te lo sto augurando anzi, ti auguro di trovare la persona giusta per te perché te lo meriti però un consiglio mi permetto di dartelo: cerca di non fare l’errore di dare tutto per scontato, soprattutto nei momenti in cui apparentemente sembra andare tutto per il verso giusto, stai attento a cogliere qualsiasi segnale senza però essere troppo oppressivo, questo mi sento di dirti!
Golem tu mi chiedi cosa intendo, è difficile da spiegare perché è l’amore in se che non ha delle regole precise e che (Markus perdonami ma su questo non sono d’accordo con te) come nasce può finire.
Se si parla di amore come costruzione, e il paragone ci può pure stare, è vero che può essere soggetto a manutenzioni ordinarie e straordinarie, ma delle volte ci accorgiamo semplicemente che non ci sono manutenzioni che tengano, delle volte bisogna purtroppo dover cambiare casa, e lo dico con dispiacere.
JJ Bad, puoi anche evitare di commentarmi se ti fa tanto ridere ciò che dico, non credo di avere colpe nel dire ciò che penso sai!
Condor se questo non è offendere poco ci manca!anche l’utilizzo da parte tua di termini come “farfalle sullo stomaco” sembra una provocazione bella e buona, dato che altro non sono che sentimenti ed emozioni che possono cambiare.
Jack cosa intendi con ronzio e con nulla cosmico?ti sarei molto grata se ti spiegassi meglio!!
Non so Markus, raccontata così sembra che tu sia stato con una donna affetta da disturbo bipolare…ed in seguito, hai optato per diffidenza e cinismo come consiglia la maggioranza o hai resettato e sei andato avanti?
Markus, in un certo senso non ci siamo mai allontanati. Ci sentiamo e vediamo abitualmente, ma non c è stato un reale tentativo di riavvicinarsi a me in altro modo. Considera comunque che anche la mia vita è andata avanti, e quella che sembrava una frequentazione di poco conto, è continuata, seppur tra alti e bassi. Sono assolutamente certa che lui mi amasse, come lui lo sa di me, probabilmente non siamo stati sufficientemente caparbi da trovare la quadra. Lui aveva 23 anni, ora ne ha 37.
Annalisa, il problema credo che risieda nell’idea che si ha dell’amore, e che risente inevitabilmente della cultura nella quale si è formata quella visione, che si assorbe inconsapevolmente e quasi sempre senza precedenti esperienze per fare confronti. Chiamiamo amore l’innamoramento e vorremmo che restasse tale, ma la Natura non lo prevede in quei termini, lei vuole solo la “riproduzione” della vita.
L’attrazione inspiegabile che si prova per una persona, che d’istinto chiamiamo amore, risente più spesso di moti che con “noi” come persona hanno poco a che vedere, quanto piuttosto con la nostra “animalità”. È la nostra “morale” che la trasforma in “amore” per quello che è il controllo che questa ha sui nostri moti di natura sessuale.
Un amore realmente umano, che ha “digerito” questo aspetto inevitabile della nostra sessualità, difficilmente può finire. Se c’è solo la passione e non si è iniziato un progetto comune, finita la festa dei sensi e delle illusioni romantiche, finisce più o meno lentamente anche “l’amore”. Ma che amore non era, quanto piuttosto “un’idea” dell’amore.
Se due persone si amano “realmente” non possono lasciarsi, un amore vero non può finire se non con la morte, è un controsenso. Se una relazione finisce lo fa perchè era una speranza d’amore, ma non ancora amore. Quello è un passaggio a senso unico. Non si torna più indietro quando si è attraversato.
Ti auguro di “provare” quello che ho inteso dire.
Annalisa, ho scritto anche molto più di tre volte che in un qualsiasi rapporto è impossibile che tutto funzioni alla perfezione ma da qui a cogliere segnali che possano dar luogo ad una separazione ce ne corre.
Ritengo poi che un rapporto debba essere fondato su leggerezza e serenità ma anche su possibilità di sfogo. Se un partner non si sfoga con il suo partner con chi altri può sfogarsi ? Se bisogna vivere un rapporto stando sempre in tensione per poter cogliere ogni minima interferenza e interpretarla come qualcosa che non va, allora scusami, ma è meglio stare da soli. Già la vita è piena di problemi, doverseli creare anche all’interno delle mura domestiche mi sembra davvero eccessivo.
A questo punto posso anche dirti che, in relazione a quanto scrivi, anche io avrò lanciato chissà quanti segnali che potevano essere interpretati come qualcosa che non andasse. Ma lungi da me aver mai pensato una cosa del genere. Poi ci sta che un giorno hai qualche pensiero di troppo e stai un po’ sulle tue o sei un po’ più nervoso. Ma questa è la quotidianità ed è giusto anche non camuffare e mostrare sempre la stessa faccia. Poi per far capire quando si tiene davvero all’altra persona bastano frasi e gesti VERI detti al momento giusto che neanche un sordocieco potrebbe non capire.
Perdonami anche tu, ma neanche io sono d’accordo con te quando dici che l’amore come nasce può finire. Amare vuol dire voler bene all’altra persona e appartenerle e se vuoi bene davvero questo sentimento non
può finire. Altrimenti vuol dire che si è confuso con la passione, che è anche necessaria, ma per forza di cose nel tempo scema.
No Suzanne, nessun disturbo bipolare per lei. A resettare non ci sono riuscito anche se sono andato avanti. Certo è che, purtroppo, adesso di una donna, in un rapporto, non mi fido quasi per nulla
Suzanne, credo che 37 anni siano sufficienti ad un uomo per capire se ama davvero la propria donna. Soprattutto se con lei ha avuto un rapporto intenso e terminato per questioni che nulla hanno a che fare con il sentimento. A 23 anni oggi un uomo è poco più che un bambino e se, nonostante siano passati tanti anni dalla vostra relazione e, ancora oggi vi vedete e vi sentite ma lui non ha mai tentato di riavvicinarsi secondo me vuol dire che tutto questo amore non esiste, almeno da parte sua. O altrimenti è davvero convinto che la sua vita non può coincidere con una convivenza. Altri motivi non ne vedo
Suzy, secondo me la tua auto spiegazione è corretta: la caparbietà, a mio parere, è una caratteristica assolutamente necessaria per mandare avanti un rapporto. Sono convinta che lui ti amasse e che ancora adesso provi un sentimento forte per te. Effettivamente 23 anni (a giorno d’oggi) sono considerati generalmente “pochi” per prendere la decisione di convivere. Forse lui non era abbastanza “maturo” e “convinto” per assecondare i tuoi desideri di allora, non perché non ti amasse abbastanza, ma perché si è sentito in un certo senso “forzato” a fare una scelta per la quale avrebbe avuto bisogno di più tempo, appunto per “maturarla” ed interiorizzarla. Tu evidentemente invece avevi le idee ben chiare e questa sua “non scelta” ti ha fatto allontanare perché non lo hai ritenuto all’altezza del tuo amore nei suoi confronti. Il mancato tentativo di riavvicinarsi ora che di anni ne ha 37, e’ forse è dovuto a una sua incertezza relativa ai tuoi sentimenti…può essere che non capisca se ha una possibilità o se ormai tutto è andato perso perché tu sei andata “oltre”….
Golem, scusa il ritardo nella riposta. Sono in linea con te quando affermi che “Quello che si vuole emerge lentamente durante la crescita e in base alle esperienze” e che è importante considerare i propri cambiamenti e comunicarli così come imparare ad “ascoltare” i cambiamenti del partner per cercare di comprenderli e far salire il rapporto di coppia di un gradino. Non si può sempre contare di restare fermi su una base “sicura”, ma è necessario, in un certo senso, “ inseguirsi” vicendevolmente per evolvere e salire in alto.
Annalisa, volevo dirti che concordo anch’io su molto di ciò che hai detto e mi permetto di consigliarti di ignorare le offese gratuite di chi le usa perché incapace di controbattere adeguatamente.
Markus, volenti o nolenti non si può pensare all’amore come un sentimento che viene dato sempre “per scontato”, “spontaneo”, “se è vero, è per sempre” e quindi adagiarsi in questa quieta convinzione: purtroppo o per fortuna e’ la vita stessa che richiede di metterci continuamente in discussione e di osservare i cambiamenti che avvengono di fronte a noi.Annalisa ti ha dato un buon consiglio. Ciò comunque non significa affatto “ non fidarsi”e “ stare sempre in allerta”, piuttosto significa saper cogliere i turbamenti dell’altro positivi o negativi, imparare a conoscerlo nelle sue virtù e debolezze.
Golem mi piace il tuo concetto di Amore eterno: lo ritengo però un concetto ideale che si potrà definire tale solo al termine dell’esistenza. È comunque bello è confortante che tu sia convinto di provare questo sentimento perfetto.
Acqua, è inevitabile che l’indirizzo che prende il nostro giudizio su un argomento così discutibile, risenta delle esperienze dirette che si sono vissute.
Se io dovessi rifermi a certe esperienze pregresse, tolta quella interrotta tragicamente dalla morte di quella mia ragazza, non potrei che concordare sulla “volatilità” di quel sentimento che, in tanti casi, si è estinto senza un motivo apparente, quando invece era nato sotto i migliori auspici emotivi e non. In realtà continuo a dire che sono proprio quelle emotività le peggiori ingannatrici al riguardo, giacchè non riusciamo a pensare ad altri “piaceri” amorosi che non siano legati ad istanze che non provengono se non dal cuore. La verità è che quel “cuore tachicardico” è collocato un po’ più in basso, ma non ci piace riconoscerlo, per tutta quella serie di ragioni etico morali di cui abbiamo abbondantemente parlato nei mesi passati.
L’esperienza che ha caratterizzato la relazione con la mia donna, e di cui ho a lungo parlato, ha fatto emergere in tutta la sua importanza una serie di “equivoci” etico-morali-immaginifici che distolgono l’attenzione dal vero nocciolo del problema, che è quello della sintonizzazione della coppia sul fluire del tempo e sulle modificazioni che questo impone al percorso comune, attraverso le due singolarità che lo compongono.
Questa evidenza, oltre a confermare la necessità di un dialogo “lucido” che ne garantisca la lettura, sposta la questione >>>
>>> sulla dicotomia tra ciò che si VORREBBE che fosse l’amore e ciò che E’ nella realtà.
La maggior parte delle rotture nasce da certe aspirazioni, che, normalmente, nel sesso femminile attengono ad una visione edulcorata da decenni di romanticismo e puritanesimo indotto che condiziona i comportamenti all’interno della coppia.
Se ripenso alla non poche “profferte” che mi sono arrivate negli anni da insospettabili fidanzate o madri di famiglia, ci vedo il bisogno di “attenzione” sia emotiva che sessuale, poichè in una donna di “buoni costumi” le due cose NON sono quasi mai svincolate l’una dall’altra, ma una giustifica l’altra. Erano certamente richieste “d’amore”, ma principalmente emergeva la “femmina” come ente trascurato, non tanto la donna, non so se mi sono spiegato. Se avessi accettato, e quando ho accettato, il mio intervento non ha risolto il loro problema, ma lo ha solo allontanato per un po’.
Il problema di quelle donne proveniva da una errata visione del rapporto amoroso che, nella ricerca di un’alternativa attraverso il sottoscritto, voleva riproporre i momenti dell’amore così come lo hanno immaginato da sempre. E’ quasi impossibile sradicare questi bisogni, e non è neanche giusto farlo, ma è opportuno ricondurli al loro vero scopo per fare quel passo che conduce a individuare la vera collocazione del “cuore” da cui deve NASCERE l’impegno all’amore.
Perchè quello è: un impegno e non un regalo della vita. Bisogna volerlo.
Acqua: “Quello che si vuole emerge lentamente durante la crescita e in base alle esperienze”.
Giusto, e tra queste vi è la scoperta di aver “sbagliato strada”, e di aver forse seguito delle illusioni provenienti dall’esterno alle quali si è cercato inutilmente di uniformarsi, spesso anche per anni, e a volte per sempre, e con rassegnazione.
Cambiare strada non significa necessariamente lasciare il compagno o la compagna di viaggio, con la quale per forza di cose si è creato un percorso che, più o meno coscientemente, ha “legato” quelle due persone, ma cercare di capire se vi sono le possibilità di adeguare la nuova prospettiva ad entrambi i protagonisti.
Quando leggo di “morti” improvvise dei rapporti penso da architetto a quei fabbricati che crollano di colpo, ma dei quali si sono ignorati i segnali, che il normale inquilino può anche non capire, ma un addetto ai lavori non può trascurare. Nulla arriva dal nulla, anche se sembra sia così. Se andassimo ad interrogare con animo sereno e non pregiudizievole i protagonisti dell’ “abbandono-crollo” ne troveremmo decine di quei segnali. Io per primo nella mia storia “non vedevo”, ma poi, studiando a fondo la questione, ho “visto”, e fatto vedere anche all’altro cosa stava succedendo. Che ha VOLUTO vedere.
E’ quello che sto facendo in questi giorni per una perizia di parte, in un accertamento tecnico preventivo su un costosissimo contenzioso
>>>
>>> condominiale per lavori di manutenzione straordinaria, nella quale devo sostenere le ragioni della parte che difendo ma cercando di far capire all’altra la validità della tesi, che alla fine sarà anche a suo favore. Ma perchè succeda questo, devo essere prima di tutto onesto nella lettura dei fatti, oltre che convincente, e in secondo luogo aspettarmi la stessa onestà dall’altra parte.
Se la controparte NON VORRA’ sentire ragioni, a prescindere da quella mia posizione deontologica, il mio cliente spenderà soldi inutilmente, e deciderà per una soluzione il perito del Giudice, che quasi mai accontenterà entrambi, e parlo per esperienza diretta come CTU, Consulente Tecnico di Ufficio.
Questo succede anche tra le coppie. Se nel mio caso lei non fosse stata disponibile a “parlarne”, forte di quel “percorso”, sia pure “scorretto”, che avevamo fatto insieme in tanti anni, avrei potuto proporre e parlare di qualunque cosa, che non mi avrebbe seguito. E sai perchè? Perchè probabilmente di me aveva maturato un’opinione diversa, e cioè quella di uno che è il primo a non voler sentire ragioni, persino in buona fede, che è addirittura peggio, mi hai capito?
Quindi, la frase riportata nell’incipit ha senso SOLO se le due parti sono disponibili a “rivedersi” soggettivamente, altrimenti il crollo, e la “fuga”, sono inevitabili.