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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 64
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Categorie: - unclassified

Markus, non voglio cercare giustificazioni al comportamento della tua ex, ma a volte quelli che percepivamo come qualità, assumono poi sfumature impreviste. Io, ad esempio, adoravo il suo essere un po’ fuori dal mondo, poco pratico, molto cerebrale e sfuggente. E, a dirti il vero, ancora adesso queste caratteristiche mi piacciono molto in una persona, ma possono trasformarsi in un ostacolo per il raggiungimento di obiettivi reali. Certo, altro discorso è denigrare la persona che si diceva di amare fino al giorno prima, questo lo trovo una mancanza di rispetto anche verso se stessi.
Per rispondere alla tua domanda indiretta, posso dirti che anche a me è capitato di fantasticare su ragazzi incontrati durante gli anni della mia relazione. Calcola che vivevo una storia a distanza, tutti i week end li passavamo separati e anche la maggior parte dei miei viaggi li ho fatti da sola, con amici. Ovviamente le occasioni non mi sono mancate, e in qualche caso ho lasciato anche corda, incuriosita, in qualche caso anche attratta sessualmente. Beh, posso dirti che nessuno ha mai retto il confronto, approfondendo anche di poco la conoscenza, ogni mio interesse svaniva nel nulla. L’unica persona che valeva davvero la pena, l’ho conosciuta proprio poco dopo averlo lasciato. Non sono esente da colpe, comportamenti evitabili li ho avuti, ma non l’ho mai tradito perché per me è sempre stato unico, inarrivabile, sopra tutti. Ancora oggi la mia considerazione di lui è intatta.
E tu quindi hai interrotto ogni contatto? Ma lei sta ancora con l’altro?
Golem, la necessita’ crearsi degli “spazi” ,o meglio, dei “tempi” per la coppia, in questo tran tran “devastante” come lo ha definito il tuo amico Markus, e’ evidente …Il problema non è “come”, ma ” quando”. Non si tratta affatto di motivi economici: lo so anch’io che ci sono compagnie low-cost e che basta poco per fare un weekend da favola e non di tratta di “spendere” per la babysitter: sono soldi sempre ben spesi, ci mancherebbe! È proprio la carenza di TEMPO. Non sempre dipende dalla propria “volonta’” ( nel caso di mio marito che rientra tardi si’, ma non nel mio caso che devo gestire duecentomila faccende diverse con poco aiuto: (esistono i back up serali dei mariti ?) Inoltre non dimenticare che un forte senso di colpa pervade chi, costretto/a dal lavoro, passa pochissimo o nullo tempo durante la settimana con i figli: nel weekend ci si sente in dovere di dedicarsi a loro e cercare di stare sempre insieme. Negli ultimi 3 anni io e mio marito siamo riusciti a concederci un solo weekend all’anno all’estero da soli e credo forse una serata/anno “in libera uscita” (cinema o concerto) .La situazione è tragica.
Una curiosità: cosa scriveva Sally nei suoi diari? Di cosa parlava? Così, per capire come “sfogava” questa sua “deviazione”…
Inutile continuare a interrogarmi su cosa farei se M. cambiasse idea, tanto le probabilità sono meno che zero. E io ad altre storie clandestine non ci penso proprio.In un certo senso sono assolutamente fedele: a mio marito e alla mia fantasia compreso l'”oggetto” che la incarna.
PS Il commento sulla coerenza a chi era rivolto? A me o a Markus?
Ragazze sono capitata qua girando un po su internet e mi sono letta un po di pagine di questa lettera, anche se per onestà devo dire di essere stata io a lasciare in tutte e 3 le storie che ho avuto, e tutte le volte con gran sofferenza da parte mia. Volevo dire a Suzy e Acqua che mi rivedo molto in ciò che avete scritto.
A Markus e a tutti gli altri volevo invece solo dire che umanamente anche una donna quando lascia prova dispiacere, questo perché è la fine di un aspettativa e di un sogno che una donna si era creata.
Non voglio colpevolizzare gli uomini generalizzando perché credo che nessuno sia immune da errori, è solo che spesso i maggiori sforzi per evolvere un rapporto di coppia il più delle volte vengono messi in atto dalle donne, non so per quale motivo. Senza voler dare colpe a nessuno, probabilmente si tratta semplicemente di natura umana, di un diverso modo di ragionare degli uomini rispetto alle donne (dico diverso, non giusto o sbagliato).
Non c’è goduria o crudeltà nel porre fine ad una storia! Ma solo consapevolezza che se le emozioni ed i sentimenti si spengono è bene prendere una decisione definitiva, decisione che quasi sempre spetta alla donna prendere!
Acquadigiò, il quadro è chiaro: è inutile parlane, in questo momento di fatto state gestendo “un’azienda”. Per risolvere almeno un problema dovrebbe nascere tra voi un amorazzo come succede spesso sul lavoro.
Sally e i diari. Forse non è chiaro che i diari mi hanno fatto scoprire un aspetto della storia che non conoscevo nei termini che avevo “sentito” da lei.
Di fatto era un “amore” mai nato ( o lo è per le cinque o sei sco.... in sei anni) ma che si è trascinato nei decenni come ideale “emozionogeno”, col protagonista che ha sempre ignorato l’esistenza di questa mitizzazione, per poi nel 2006 tirare il calzino, come forse ricordi.
Lei era tenuta aggiornata, tra le altre cose, da un’amica americana che vive da quelle parti, avendo sposato un portoghese, capisci?
Diciamo che non se lo era mai tolto dalla testa, soprattutto per essere stato il primo, e poi perchè le faceva sangue. Nonostante fosse veramente brutto. Ma qui giudico da “maschio”, che come tale, potendo, con le cesse non ci va.
Insomma, sui diari leggevo la voglia sessuale insoddisfatta, per le abitudini tossiche e la latitanza complessiva del soggetto, tradotta in amore per soddifare la puritana educazione con cui era stata allevata. In definitiva alla luce della “piattezza”, sia pure serena -perchè con Sally non si può litigare, è sempre allegra – ho voluto capire quanto pesasse nella nostra relazione quella storia, che in qualche modo permaneva nella sua vita, >>>
>>> e quindi nella nostra.
Come sono andate le cose in quasi tre anni lo sai, e sai anche si sono risolte.
Quel commento era genericamente indirizzato a chi pensa che in una relazione sentimentale basti la cosiddetta coerenza per essere “innocenti” quando va male.
Come nel caso di Suzy per esempio, dove lei manifesta un desiderio “lecito”, “umano” e “naturale”, come quello di fare un programma per il futuro dopo 13 anni da innamoratini di Peynet; o avere un figlio come nel caso di quella donna, che “giustamente” poi lo ha fatto con un altro, il LUI non può uscirsene con un “ma perchè, io sono sempre lo stesso, lo sapevi no? Dai, non mi lasciare”.
Il tarello in causa non capisce che di fronte a richieste “serie” e oltretutto immaginabili, deve “accettare” se è vero che ama quella donna, e se è vero che è un uomo. Altrimenti è solo un bambino e vuole restare tale, e quindi NON AMA realmente. Ama da “bimbo”
Questo per dire, come dicevo ieri, che comunicazione è non solo “parlare” ma soprattutto “ascoltare”. E ascoltare non solo con le orecchie ma con tutti i sensi.
Se una tipa sognatrice come Suzy, così inguaribilmente affascinata dal “sognatore”, è arrivata a mollarlo dopo 13 anni, figuriamoci cosa fa una donna che “vuole” un figlio e il suo “uomo” glielo nega. Magari dopo averlo chiesto per anni. Lo manda a ca.... e va da un uomo.
Sally voleva due bambini e io zero. Ci siamo accordati per uno. Ma ho sbagliato. Erano meglio due.
Grazie Acqua. A dire il vero le poche sedute dallo psicologo mi sono servite solo ad alleggerirmi il portafogli. Ho alcuni amici capaci di ascoltare e comprendermi molto più intimamente, facendo parte della mia vita da decenni, e avendo seguito quindi passo passo le mie vicissitudini. Ha pompato la mia autostima, in quanto mi faceva sentire anche più “giusta” di quanto non fossi. In realtà io cercavo qualcuno con un ruolo autorevole che mi dicesse: “questa è l’unica scelta possibile per te”, cosí probabilmente avrei fatto l’esatto opposto 😉
Sai che il mio grande problema sono le non scelte, quello che sarebbe potuto accadere “se…”, unito all’incapacità di gestire ogni distacco, fosse pure dal mio cactus malandato…
Cit: ““Il tarello in causa non capisce che di fronte a richieste “serie” e oltretutto immaginabili, deve “accettare” se è vero che ama quella donna,
e se è vero che è un uomo. Altrimenti è solo un bambino e vuole restare tale, e quindi NON AMA realmente. Ama da “bimbo Questo per dire, come dicevo ieri,
che comunicazione è non solo “parlare” ma soprattutto “ascoltare””
Davvero un peccato: sono tornate le certificazioni d’amore altrui… personalmente non mi erano proprio mancate. Gratuite,non richieste e generose,si ma come un Herpes…
E pensare che,comunicazione è anche (o forse prima di tutto) non giudicare, altrimenti è un monologo (sproloquio?) inzuppato da bias.
@Acquasalmastra secondo me tuo marito sarà il prossimo che scriverà su questa lettera 🙂
@Annalisa sei proprio la donna tipo che crea gli uomini che scrivono su questa lettera.
“A Markus e a tutti gli altri volevo invece solo dire che umanamente anche una donna quando lascia prova dispiacere, questo perché è la fine di un aspettativa e di un sogno che una donna si era creata.”
in effetti è proprio cosi…il dispiacere è solo per i propri egoismi, non certo perché il cornuto di turno soffre….grazie Annalisa, sei la conferma di quello che A Markus e tutti gli altri gli alti pensano.
Puoi prendere un antivirale Adam.
Idustatin va benissimo.
Anche a me non piace il tuo stile mieloso, ma evito di fartelo notare.
Non ti accorgi che anche le tue sono uscite gratuite e supponenti? O ti immedesimi in quella generica quanto frequente figura? Perche un tipo del genere altro non è che quello.
Oh ma come funziona questo forum?
Non esistono dei moderatori?
In effetti hanno letteralmente rotto le palle le persone che cercano una espiazione dopo che hanno lasciato un partner ancora innamorato.
Le verità e’ che le chiacchiere, i sensi di colpa, i capricci di questi carnefici vengono completamente spazzati via dalle persone SERIE. E per serie intendo le persone oneste sentimentalmente, consapevoli di cio che vogliono, con valori sani e che abbiano fondamenta ben resistenti. Perché non sta scritto da nessuna parte che si debba restare insieme a qualcuno per tutta la vita, ma per favore se decidete di lasciare una persona, di cambiare strada, fatelo e basta. EVITATE le espiazioni, le giustificazioni, perché sono fatte per i perdenti.
E una persona che lascia sostenendo…”omioddio ho lasciato un bravissimo ragazzo, era perfetto, sto male anche io”…dice sciocchezze disoneste che provengono da una mentalita ancora immatura, nonché assolutamente irresponsabile perché non ha la minima idea di quello che prova il partner lasciato. Ma non ha nemmeno rispetto per il partner dal momento che vuole sottolineare che anche chi lascia soffre.
Questa non è altro che immaturità, egoismo. Ovvero il grande problema che affigge questa società sotto vari aspetti, non ultimo quello sentimentale.
E una persona immatura ma adulta può fare solo danni. Infatti oggi quante separazioni, quanta gente che cornifica tramite social e simili giocattoli? Quanta?
Ma era un bravissimo ragazzo però…però sei ancora una bambina. Punto.
J. J. Bad, solitamente delle persone che ragionano per generalizzazioni penso siano piuttosto limitate, ma al tuo caso lascerò il beneficio del dubbio, onde evitare di cadere in patetiche generalizzazioni a mia volta.
Puoi giudicare col dente avvelenato la tua ex fidanzata, ma non tutte le altre persone al mondo ( uomini o donne) che per i motivi più svariati interrompono una relazione. Fortunatamente ci sono persone lasciate con una maggiore apertura mentale della tua, che sanno affrontare la vita senza rabbia e con maggior rispetto per se stessi e per gli altri.
Annalisa, d’accordo ovviamente con ciò che hai scritto, mi sembra fin talmente ovvio, ma evidentemente non lo è per tutti.
No, e’ che sono allergico ai drammi shakespiriani, in questi casi.
Ma quali drammi shakespiriani? Semmai nella maggior parte dei casi sono le persone lasciate a volersi assurgere a vittime sacrificali di Mefistofele sotto mentite spoglie! Suvvia, un po’ di dignità ( Markus escluso). Non ci sono drammi quando ci si è voluti bene per davvero; il mio primo ex, lasciato, mi ha chiamato nel cuore della notte perché voleva fossi la prima a sapere che sarebbe diventato papà. I legami forti si basano su affetto e rispetto, non su orgoglio ferito e rabbia.
Nessuno escluso Suzy. Raramente non si è causa dei propri mali.
Come sarebbe stata la tua vita “reale” col sognatore, e quella di Sally col “droghiere”? Non ci vuole molto per immaginarlo.
Suona retorico, ma è il quotidiano il vero campo sul quale si gioca la partita della vita, e ovviamente dell’amore, che ne è l’espressione più completa del rapporto tra le persone. Il resto sono solo “credenze”, speranze, illusioni e mancanza di esperienza.
Non esistono vittime nelle relazioni “sentimentali”, ma solo soggetti “sordo ciechi”, o semplicemente illusi.
Non sono d’accordo. Posso non esserlo?
Nella mia vita ho lasciato e sono stato lasciato, quindi conosco bene l’argomento. Il tuo quadro non è realista, ma stai parlando di casi più unici che rari!
Ogni persona ha la responsabilità delle proprie azioni, innanzitutto.
La gente si lascia per subentrata routine al primo ricambio ormonale, sostituendo le persone come fossero carte da ramino.
L’amicizia tra ex e’ una rarità.
Il rispetto tra ex e’ una rarità.
La maturità delle persone e’ sempre più rara.
E’ logico che chi viene lasciato con una doccia fredda soffra MOLTO DI PIÙ’ di chi lascia premeditatamente (e su questo non transigo).
Se uno che lascia soffrisse così tanto, si sentisse davvero MA DAVVERO in colpa perché ha fatto soffrire una persona cara, ci riproverebbe invece di abbandonare. Altrimenti e’ tutto cinema, fiction, ipocrisia.
Chi viene lasciato all’improvviso, e’ spaesato, vive davvero un dramma, si sente tradito, ha un crollo di autostima. E chi compie l’azione di abbandonare e’ l’ultima persona che può giudicare la sofferenza propria e soprattutto di colui che ne è la vittima impotente. Deve tacere e basta. E’ una questione di coerenza e maturità.
Se non lo capite e’ perché siete vergini di esperienze, infantili, egoisti, mancanti di rispetto, stronzi, poco empatici, superficiali. E forse è’ meglio perdervi. Perché la VERA compassione e’ fondamentale per stare insieme a qualcuno, non dopo che lo si è lasciato!
Suzanne, tralascio per un attimo di rispondere ad Acqua (scusami Acqua) per commentare il tuo ultimo post.
Scrivi che ” i legami forti si basano su affetto e rispetto, non su orgoglio ferito e rabbia.”
Vero, ma dipende come hanno termine.
Certo nel tuo caso non ci possono essere orgoglio ferito e rabbia.
Sei stata chiara, siete stati chiari. Più volte vi siete allontanati per gli stessi motivi. Vi siete lasciati sapendo di amarvi, con la consapevolezza di non essere in grado di fare nulla per venirvi incontro. Non c’erano falsità derivanti da relazioni parallele.
Diverso é quando ci si lascia all’improvviso. Con un partner che fino a pochi giorni prima sta progettando il futuro con te. E in una relazione dove non esistono problemi insormontabili e che, in particolare possono essere rivisti e risolti. E soprattutto dove il partner lascia perché ha, da tempo una relazione parallela, e lo nega e inventa scusanti a iosa per giustificare se stesso, fino a che te ne accorgi e lo metti spalle al muro.
La rabbia e il rancore sono i sentimenti più dolci che si possono provare verso questi personaggi.
Io non ho mai lasciato, ma ho pensato di farlo più volte, soprattutto agli inizi della relazione. Penso che sia più “sofferta” la scelta di chi opta per lasciare, perché viene vissuta come un fallimento totale e con la consapevolezza di essere causa di sofferenza per la persona amata. Prendere questa decisione spesso richiede una grande forza interiore e determinazione e credo che, spesso, non si tratti di una “soluzione di comodo”, ma preveda una lunga premeditazione avvolta dal dubbio di avere rimpianti in futuro. Chi viene lasciato (anche su questo non ho esperienza) credo si’ che soffra molto e che subisca un duro colpo all’autostima, ma allo stesso viene stimolato a “rinnovarsi” ed impara a gestire le delusioni.
E’ molto peggio fare buon viso e cattivo tradendo ripetutamente la persona “amata” senza però avere il coraggio di lasciarla.
Film:
https://youtu.be/I-yud6W5Fxg
Scusate ma non volevo urtare la sensibilità di nessuno né tantomeno offendere qualcuno. Credo solo di aver detto la verità e se a qualcuno urta mi dispiace ma non credo possa essere un problema di noi donne.
@ condor, probabilmente siete stati lasciati per problemi che inevitabilmente sorgono ad un certo punto del rapporto. Ribadisco come non credo possa essere colpa delle donne se siamo su altri livelli di pensiero.Attenzione: non sto dicendo che siano livelli superiori a quelli di voi uomini, sono semplicemente un altra cosa, una cosa diversa.
@Suzanne, sapevo che avresti concordato con me 😉
@ acqua
È proprio questo che intendo, cioè il non volersi mai mettere nei panni di chi lascia, il non pensare alla sofferenza che porta una decisione del genere. Dall’altro lato come giustamente dicevi, essere lasciati può essere motivo di riflessione per non incappare più negli stessi errori. Mi permetto quindi di dire, senza naturalmente voler mancare di rispetto a nessuno, che dovreste imparare a soffrirne di meno in questi casi e a guardare i lati positivi (crescita interiore).
Markus, avere una relazione parallela per lungo tempo, mentire al proprio compagno e fingere un amore che non esiste più non rientrano propriamente nella mia definizione di rispetto. Converrai con me però che l’epilogo di una storia non presenta sempre questo inganno unilaterale imperdonabile.
Qui ciascuno di noi può portare semplicemente il proprio bagaglio esperienziale, che non rappresenta comunque uno spaccato oggettivo di realtà, mancando l’altra parte in causa.
J.J. Bad, non puoi dichiararti paladino dei poveri cuori infranti, purtroppo per il tuo ego puoi rappresentare solo te stesso. Per te non esiste l’amicizia e il rispetto tra ex, io invece ti confermo che li sperimento da anni. Secondo te soffre sempre di più chi viene lasciato, perché ti piace pensare questo; nella nostra cultura, si sa, il dolore, chissà perché, è nobilitante. Ci sono molte storie che si trascinano moribonde, senza sentimento, né considerazione reciproca; c’è sempre una parte della coppia non sufficientemente coraggiosa per dire “basta”. E, quando l’inevitabile epilogo avrà fine, avranno anche il coraggio di spacciarsi per folli innamorati. Questa si chiama ipocrisia. Tralasciando il fatto che, in una naturale crescita umana, si sperimentano le proprie emozioni stando insieme all’altro, per poi magari rendersi conto con più maturità di ciò che si desidera realmente. Cosa c’è di cosí mostruoso in questo?
Ho già espresso chiaramente il mio punto di vista e non lo cambio solo perché per l’ennesima volta il partito dei falliti qua dentro deve armarsi e difendersi.
A me le tue giusfificazioni non interessano Suzanne, e trovo pure abbastanza indicativa questa tua insistenza. Ho lasciato diverse volte quindi so benissimo cosa spinge una persona a lasciare. Il problema e’ che ci si adagia troppo spesso in una relazione, per anni ed anni, attendo qualcosa di meglio per poi voler passare anche da salvatori delle persone, una volta compiuta la propria malefatta.
Non diciamo cazzate per favore.
Questo atteggiamento e’ solo un fattore di comodità, per non prendersi le proprie responsabilità. Tanto in qualsiasi storia poi subentrerà la routine, le farfalle nello stomaco diventeranno un lontano ricordo. E allora è’ sempre colpa dell’altro? Di chi invece crede nella storia? Balle.
Non si trascinano le storie, non si esasperano le persone. Chi fa “piangere” il cuore di una partner e’ colpevole, ha una responsabilità principale e non ci sono caz-zi.
Facile a dire “anche lui ha le sue colpe”, ma lui non ti ha mai fatto male di proposito, non ha tradito la tua fiducia all’improvviso. Tu invece si. Quindi abbiamo una azione compiuta unilateralmente, e del quale l’altro viene reso partecipe quando non può più fare nulla.
Questa e’ disonestà, abuso.
Per cui è ovvio che in simili condizioni chi viene lasciato sta molto peggio. Finiamola con le scuse.