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Mi fate ridere. Nulla di concreto. Fantasie.
Hahaha Acqua, i locali che frequento. Dunque la bocciofila della Barona, il dopolavoro ferroviario di Segrate e ovviamente da Dino, in via Saterna.
Tranquilla, quando passerai sotto la “Madunina”” ci accordiamo.
La scena di te che passi con nonchalace attraverso i tavolini, con lui che ti guarda accennando a un saluto “lungo”, mentre tu sgattaioli intimidita, mi ha intenerito. È l’età.
Professore, è una specie di “cameo” nella parte iniziale del pistolotto, eccola: “mi hanno portato a sviluppare un’attitudine un pò superomistica, senza paura di nessuno, dei miei capi a lavoro nè di girare da solo di notte ad Istanbul ubriaco ed accerchiato da trans e tassisti molesti”. (C’era anche “superomististica” che era da non sottovalutare, ma con tanta abbondanza…). Insomma, una brevissima apparizione, che però per la trama del racconto e l’assonanza semantica con l’enigmista, mi ha evocato magnificenze da “giovane toponomasta”, parasalingeriano, per via dei dolori di cui ci ha fatto partecipi. A volte basta un nulla per intravedere il genio. E questo lo aveva. Ma non credo lo rivedremo. Si è offeso.
Acqua,
“penso che parlarne mi faccia bene fino ad un certo punto.” – “ho l’impressione di amplificare il problema e di dargli eccessiva importanza, anziche ridimensionarlo.”
concordo: in ogni cosa, secondo me, é questione di misura. a meno che non se ne voglia fare un primario aspetto vitale.
ovvio che il destino di ricevere una tegola in testa, che puó creare seri problemi, non solo momentanei, non si puó evitare, mentre QUASI tutto quello che proviene da nostre scelte, sí.
la personalitá é essenzialmente definita dalla volontá, e questa é data dal temperamento ed alimentata sia da specifiche passioni che, soprattutto, dal bisogno di dare o di ricevere amore. gran parte dei nostri orientamenti o obiettivi sono mossi inconsciamente da questa necessitá, comune agli esseri umani.
evita, se puoi, di trasformare i sogni o le illusioni, che dal piú al meno sono la stessa cosa, in tendenze ossessive, che non possono essere per niente risolutive.
scusa l’indebita…
Grazie Rossana,terrò presente il consiglio. Il mio switch da M. a D. era appunto un tentativo in questo senso. Ha funzionato solo parzialmente, purtroppo, perché io resto “colpita” in questo modo solo da pochissimi uomini e tendo ad essere “assolutista”.
Forse sarebbe ora di provare a variare di nuovo il soggetto dei miei “sogni” per scongiurare la tendenza ossessiva.
Golem, è proprio l’età che fa ridere, ma la MIA età. Non dovrei fare queste sceneggiate, ma se provassi ad essere più naturale, dicendogli realmente quello che provo per lui, peggiorerei senz’altro le cose. Insomma so che mi comporto in modo strano e contraddittorio e credo che lui se ne sia accorto e non capisca il perché. D’altra parte anch’io non so esattamente cosa voglio da lui.
Beh vala’, se catemo da Dino. Bue bye.
Acqua, per certi versi dovresti compiacerti di avere ancora reazioni da 16enne, e in effetti anche fuori dalla metafora sessuale sei una ragazza attraente sotto il profilo caratteriale, almeno per uno come me. Perchè come ti dico da tempo, non intravedo “schermi” nè “recite a ruolo” nel tuo modo di fare, condizione essenziale per i miei gusti per intraprendere un rapporto umano. Anche se non sono stato indenne da topiche clamorose per quanti bravi attori e soprattutto attrici ho incontrato. Ma col tempo ho imparato a riconoscerli sempre più rapidamente.
Non ho idea di che tipo sia D (e neppure tu, in fondo) e di come potrebbe reagire, ma se riuscissi a controllare le tue emozioni si che potresti avvicinarlo “serenamente”. L’occasione del bar era buona. Lo salutavi cordialmente, chiedevi se potevi sederti per un caffè -ed eri giustificata dal fatto che comunque vi conoscete di vista- ti sedevi senza aspettare il suo assenso e tastavi il terreno sulla sua disponibilità a “socializzare” con te. Poi se son rose…
Golem, grazie per i tuoi “apprezzamenti sentiti o intuiti”, credo di essere effettivamente “spontanea” nei rapporti umani anche se mi ci vuole parecchio tempo per avere una completa fiducia nelle persone e farmi conoscere “a fondo”. Generalmente le mie amicizie, una volta instaurate, diventano quasi tutte molto durature ed effettive.
L’occasione del bar (che verosimilmente si potrebbe ricreare ogni giorno), è proprio ciò che io chiamo “pilotare il destino”, soprattutto se sono io quella che prende l’iniziativa. Però potrebbe servirmi a “smitizzarlo”una volte per tutte e a darmi una calmata. Se invece saran rose…dopo verrò da te a farmi togliere tutte le spine !!!
Bè, l’eventuale incontro potrebbe avere due esiti diametralmente opposti. O ti sciogli definitivamente, e perdi il residuo controllo con tutte le possibili conseguenze, o ne ridimensioni “l’allure” e ciao. Dipende dal livello di adrenalina e vasopressina di quel momento. È chiaro che se ci andassi emozionata da tutte le favole che ti sei fatta su di lui, sei fritta. Potrebbe aver mangiato anche un topo morto che non lo percepiresti; prenditi uno Xanax in previsione. Quando ripenso alla foto in cui si vede la mia futura lei nella sua sfolgorante bellezza dei vent’anni, con lui con la faccia di Benigni e il fisico da rachitico, si capisce che allucinazioni dà quella “droga” autoprodotta.
Comunque va bene, se son rose ci penso io alle spine, ma se son cachi chiama il 118 o invoca il divino Itto.
Nitenite Hotwater.
Golem, l’immagine non è tutto. L’esempio di Benigni non è molto azzeccato perché trattasi di un uomo di grande intelligenza, ironia e sensibilità per cui l’apparente “bruttezza esterna” in questo caso è evidentemente compensata da altre doti riconosciute da tutti.
Il portoghese, con ogni probabilità mancava anche di bellezza interiore, ma forse i suoi geni erano “buoni” visto che la Natura ha indirizzato l’ingenua e affascinante Sally verso questo individuo, a tuo parere, insulso e deficiente. Io conosco bene le allucinazioni autoprodotte e penso di saperle gestire senza dover consultare il 118 per sindrome di “allappamento”da caco . Il divino Itto, poi, mi spedirebbe diritta all inferno nonostante la mia condotta sessuale ad oggi irreprensibile, in quanto “schifosa Italiana” con tendenze femministe.
Cara Acqua, quando l’ormone urla non c’è intelligenza che tenga. Sai quante “sguangione” mi sono trombato che mi facevano sesso ma con le quali non sarei andato neppure a vedere un film? Decine. Ma mica mi “innamoravo”. Nel caso dell’albionica, al di là dell’aspetto inquietante del portoghese (ma nei primi anni ’80 il “sofferente” faceva figo) la genesi quella era, ma lei “doveva” innamorarsi. Al di là della qualità cerebrale in gioco il messaggio genetico che si incrociava era ottimale, un mediterraneo del sud con una vichinga, capirai, la natura non chiede di più. “Non abbi genio sanza ibridazione” diceva Leonardo, e lì l’ibridazione ci sarebbe stata eccome, ma l’ha soddisfatta con un italo-ispano-dalmata. Quanto alla somiglianza somatica con Benigni, si tratta del fatto che lei durante la fase acuta lo considerasse “carino” il lusitano. Perchè se Roberto è intelligente -mentre il sosia non lo era particolarmente, anzi- che si possa parlare di “carino” era proprio troppo.
Comunque, per te che siano rose sempre. Bye dear
Golem, a te sarà capitato decine e decine di volte di avvertire quel “messaggio genetico” forse perché i tuoi geni sono più combinabili e assortiti… e lo hai quindi assecondato spesso e volentieri, senza confonderlo con il “sentimento”. Ma forse alla Sally e a me è capitato poche volte di provare attrazione, perché di razza più “pura” (lei vichinga io mediterranea), e quindi non siamo state in grado, di discernere tra “ genuina voglia di sesso” e ”soave desio d’amor”… troppo poche esperienze e un bel filmone avventuroso -romantico nella testa…
Eh, però Golem, mi consenta, ma il fascino non passa sicuramente attraverso la concretizzazione del fenotipo perfetto…anzi, le imperfezioni rendono a volte più interessanti. Ma tu questo portoghese l hai conosciuto di persona per sapere che era cosí terribile?
Sì Suzy, è la “ragione” che si dà quando il “fenotipo” non è il massimo delle proprie aspettative, e per una ragione o per l’altra si è “presi” dal soggetto. Allora si fa di necessità virtù. Infatti il sottoscritto a 35 anni era un fenotipo di tipo opposto, a prescindere dalla “cilindrata” cranica. Insomma l’avvenenza non la schifa nessuno quando è possibile, diciamo la verità, ma se non c’è l’infatuata punta su altri aspetti, che spesso vede solo lei. È la stessa logica dello scarrafone e della sua mamma. Poi certo, c’è il fascino malato che attrae molte donne affette dalla sindrome della crocerossina, la ridondanza di istinto materno o di “mito” che si mescolano con l’istinto sessuale, e i risultati che ne nascono sono i più variegati possibili. Nel caso di specie era suppergiù come vedere la Bellucci con Cassel. Una coppia esteticamente improbabile, e non solo per come poi è andata la storia.
Suzy, l’ho “conosciuto” dalle vicende che ha scritto lei, tutte fallimentari. “Is a loser” è stata la sua conclusione.
Macchè Acqua, la mia era solo voglia di sesso, ma quando la “merce” è abbondante non si è più portati a mitizzare alcunchè. D’altra parte quando tra i 20 e i 30anni un maschio sprizza testosterone da tutti i pori, e per una fortunata coincidenza non si deve sbattere per soddisfarla, è quasi automatico “secolarizzare” il gesto. Diverse volte qui ho avuto modo di dire che spesso “uscivo” quasi disturbato da certi incontri, sentendomi quasi peggio di prima, e il perchè è quel “di più” che tu ti cerchi in questo momento.
Tu e lei siete solo due tenere romanticone, che quando sentono “friggere la patatina” devono sentirsi innamorate, e reagite come le paperelle di Lorenz appena nate. Se in quel momento, e per una serie di circostanze casuali, si trova vicino un candidato che vi “sorride”, lo “adottate” con “ammore”. E siete capaci di creare intorno a questo anche storie che il soggetto ignora completamente. Se tra i due non ci fosse stata qualche sco.... senza gusto, la sua storia in concreto non sarebbe diversa dalla tua con M o D.
Acqua,
l’attuale rimpiazzo é il SOLO candidato che “ti sorride” o l’hai scelto, di tuo gusto, fra possibili papabili? E´l’unico in grado di accendere il tuo bisogno di sessualitá, oltre a quella di cui benefici?
Suzanne,
a te che, come me, ami i migliori scrittori di tutti i tempi, rispondo con un aforisma di Tolstoj, di cui ho appena riletto “Anna Karenina”: “Vero amore é solo quello che ha un oggetto non attraente”.
Non concordo per intero, come non concordo in modo assoluto quasi su niente, ma, avendo amato con tutto il cuore e tutta l’anima un uomo di aspetto tutt’altro che avvenente, mi é facile immaginare che si possa amare un partner per qualitá diverse dalla bellezza fisica. Pur ammettendo che, in linea di massima, soprattutto per i maschi, questo sia l’aspetto piú coinvolgente.
“Anna Karenina” é un titolo fuoriviante: c’é abbastanza poco sulla sua storia amorosa e molto piú sui criteri di scelta in generale e sulle ingerenze esterne che li possono…
I brutti non possono essere amati? Non mi pare che io abbia escluso che un “non avvenente” non possa essere amato. Può esserlo assolutamente, ma a meno che non si sia Belmondo, Cassel o Onassis-che sono “attraenti” per ovvie ragioni, parliamoci chiaro- difficilmente chi lo amerà “con tutto il cuore” sarà diverso in termini di avvenenza. Ma sono fatti loro.
Io sostenevo, invece, anche contando sulle pregresse e stranote descrizioni dei fatti, che l’enfasi istintuale di “quella donna”, sommata ad una particolare “morale”, ha prodotto un amore inesistente, come poi di fatto è risultato.
La consapevolezza di un aspetto estetico dal “valore” negoziale nelle relazioni è spesso soggettiva se non si è caratterialmente sicure di sè, e anche questo può essere causa di abbinamenti inspiegabili, e “quello” era uno questi, cone ammesso dalla stessa protagonista.
Non si spiega quindi l’eccezione, peraltro di natura personale, che si legge nel post 6295, nè quale contributo generico dia al discorso. E cosa c’entra la Karenina? È un romanzo.
Rossana, l’ho scelto io in modo istintivo e, come ho già detto, mi è capitato pochissime volte di avvertire questo tipo di “attrazione fatale immediata” : direi meno di 5 volte, in tutta la mia vita. Non sono eccessivamente selettiva sull’aspetto fisico anzi, spesso mi capita di commentare: “è oggettivamente un bel ragazzo/uomo, ma a me non dice molto”. Insomma mi colpisce oltre che l’aspetto generale, il modo di fare, la gentilezza nei miei confronti, l’ironia o altre caratteristiche che mi sembra di intuire in questi soggetti. Nei pochi casi in cui sono rimasta colpita, mi sono bastati pochissimi stimoli esterni: una battuta detta al momento giusto, un sorriso particolare, un “dispetto” simpatico, una domanda spontanea. Evidentemente scatta una presunta alchimia non determinata da fattori razionali, che rende il soggetto “speciale” ai miei occhi. A questo punto se diventa l'”eletto” la mia mente parte a fantasticare anche in assenza di elementi reali comprovanti…
@Suzanne
“l attività principale degli esseri umani è sminuire il prossimo per sentirsi più fighi. Puoi prendertela per un meccanismo mentale cosí infantile? Lascia perdere yogilrompipalle, estherlafanatica e leggi solo quel che ti”.
Non ti va giù la verità che ti ho già manifestato chiaramente: sei una mediocre, non un genio come credi. Qui di infantile c’è solo il tuo ego. E non ti sminuisco affatto nel dirti questo, anzi. Ovvio che ti rompo le palle con questi asserti, ma in fondo… non le hai.
Golem, le circostanze possono anche essere “casuali” ma la scelta è “mirata”su una specifica persona: quella che si ritiene possegga determinate caratteristiche (non soltanto fisiche, ma in gran parte caratteriali) corrispondenti alle proprie aspirazioni mentali o desideri inconsci. Non è vero che chiunque passi al momento giusto diventi l'”eletto” :deve comunque suscitare un interesse particolare con gesti o parole che suggeriscano l'”indole” ricercata in quel momento.
Acqua, che ci debba essere la “scintilla” mi sembra ovvio, certo che non ti invaghiresti di un “samurai dei fumetti” neanche se avesse l’aspetto di Paul Newman, perchè se anche l’avesse, quello che ha dentro si vedrebbe fuori.
Quello che ho intenso mettere in luce è la “disponibilità” a farsi accendere, che scatta non appena ti “pare” di intravedere il motivo di un’emozione in un gesto o un atteggiamento di un uomo. Ripeto: la disponibilità. Che tu oggi hai per carenze “domestiche” di un certo tipo e quell’altra lei -fuori da casa per la prima volta- per le stesse ragioni, ma di un altro tipo.
Ti basti l’assurdo fatto che il “desideraõ” era nato il giorno prima del fu padre di lei ma 36 anni dopo, eppure questo le è sembrato un segno del destino, e un’altro che aveva i capelli come Starsky di “Starsky e Hutch”. Come spesso è successo qui per altri motivi, è il classico sistema di farsi “la” ragione per autoconvincersi. Ora dimmi tu quante te ne fai di queste “ragioni” su D per giustificare un desiderio. Non è così?
Concordo sull’ importanza dell’atteggiamento “disponibile’”. Infatti io sono stata quasi sempre NON disponibile dall’eta’ di 16 anni, e, a parte M., manco li vedevo, gli altri. Non mi interessavano da quel punto di vista, per quanto, a posteriori, penso che avrei potuto considerare di piu’ un mio compagno di universita’ che era davvero un bel tipo: originale e sulla mia stessa lunghezza d’onda. Mi ricordo di aver declinato un suo invito per una tre giorni in campeggio: ma come avrei potuto ? In quel periodo ero fidanzata da anni e la mia visione era monoculare ed esclusiva. Adesso ho l’impressione che la mia “disponibilita’ “ sia fin troppo evidente: me ne accorgo da alcuni comportamenti degli altri . Quando sono in presenza di D., poi, ho l’impressione di avere un lampeggiante sulla fronte con la scritta “PRENDI TUTTO CIO’ CHE VUOI” e dei raggi luminosi ipnotizzanti che mi escono dagli occhi. Per quanto riguarda le “finte” ragioni, sai gia’ la risposta.
La conosco fin troppo bene quella risposta Acqua, la conoscevo senza capirne le ragioni 30anni fa e oggi ne conosco anche queste ultime. E comunque hai ragione quando parli del “lampeggiante” sulla fronte, di cui ho approfittato a suo tempo quando le “lucciole” volavano soprattutto intorno ai miei anni giovanili. Quella frensia amorosa femminile è incontrollabie per quanto è guidata dalle antiche ragioni che la muovono. Sembra quasi che se le cellule cerebrali non provino a sufficienza certe esperienze non modifichino il loro DNA verso la fase di maturazione. Ed è una tesi tutt’altro che peregnina se pensiamo che tutta la nostra fisiologia ha “bisogno” di esperienze per “migliorarsi” e evolversi. La curiosità è alla base di tutte le conquiste umane, e diventa il termine di paragone per sapere cosa davvero vogliamo e chi siamo. Da questo punto di vista non ti si può farne una colpa del tuo attuale stato emotivo: hai voglia di vivere. Ma non fare la filosofa anche tu, nè la Karenina. È solo roba di carne e sangue. Nient’altro.
Golem, cosa intendi dire esattamente? Che le mie cellule cerebrali sono immature e devono, ora, per forza”provare” diverse esperienze per evolversi ? Può essere, ma ormai è troppo tardi e la mia curiosità rimarrà per sempre “attiva” e insoddisfatta. Amen.
Inutile che cerchi di sviarmi: lo sai che oltre che dalla scienza, sono attratta anche dalla filosofia (queste due discipline non a caso sono spesso andate a braccetto nella storia).
Questa settimana è partita male visto che non ho ancora avvistato il mio D.Desiderato in carne ed ossa. Infatti ho abusato di alimenti compensativi tutto il giorno e mi sono perfino venuti due brufoli: adesso vado a cucinare pesce e verdurine dietetiche per rimediare. Bye bye e buona cena!
Cara Acqua, è un fatto che tu stia vivendo una tarda adolescenza, e anche se non puoi saperlo, per ovvi motivi, posso assicurarti che se a suo tempo avessi vissuto quelle emozioni che oggi ti chiedono soddisfazione, D sarebbe solo uno sconosciuto qualunque. La tua vita sarebbe stata completamente diversa, avresti fatto scelte differenti e 9 su 10 non staresti con tuo marito.
Credo che non ho bisogno di spiegarti il perché.
Il tuo “rifugio” è molto simile a quello di tante donne di mancate “esperienze” di un certo tipo, che in un modo o nell’altro si costruiscono un “bozzolo” tessuto con la tela di una vita non vissuta e lo fanno nei modi più originali possibili, arrivando persino a professare esperienze immaginarie, per dire fin dove arrivi la fantasia. Tu sei almeno conscia del gioco che stai giocando, e sei piacevolmente ironica perchè io possa prenderti sul serio.
Detto ciò spero proprio che non smetterai di essere curiosa. Non voglio perdermi quei tuoi momenti. Te l’ho già detto, you don’t never walk alone. Golem says.
Bye dear.
Ciao Rossana, per me bellezza e fascino sono due concetti molto lontani; come il bello e il sublime di Kant, tanto per rimanere sui classici.
Ricordo che a quindici anni mi ero innamorata perdutamente di un ragazzo coi piedi giganti; io lo trovavo tremendamente affascinante. La chimica, allo stesso modo, passa attraverso canali più istintivi rispetto alla classicità delle proporzioni e alla razionalità del bello.
Suzanne,
concordo, e aggiungo che anche la personalitá, pur non essendo sempre estrinsecata in vero e proprio fascino, ha le sue attrattive, se fa muovere le corde che in quel momento attendono di essere attivate, sia fisiche che psichiche, con intrecci quasi mai del tutto districabili.
soprattutto in ambito femminile, dove l’emozione autoprodotta vale spesso parecchio di piú di un amplesso.
Caro Golem, nessuno può sapere come sarebbe stata un’altra vita se… se è vero che sarebbe andata diversamente…se è vero o no che avrei fatto altre scelte i…se…se…se…: queste sono le famose “sliding doors ‘ che ogni tanto ci si aprono e ci si chiudono davanti e spetta a noi scegliere (o correre) per entrarvi o lasciare che si chiudano e proseguire oltre. Non sono affatto sicura che se avessi fatto altre esperienze, oggi non sarei con mio marito, come si presuppone nella tua ipotesi. E comunque se avessi fatto altre scelte non so se sarebbe andata meglio, peggio o uguale. Inoltre dissento totalmente sul fatto di aver vissuto in un bozzolo o di aver “non vissuto” in un rifugio mentale. Tu non lo puoi sapere perché non mi conosci profondamente. Sulla curiosità non temere, quella mi rimarrà sempre, ma nn so se mai la vorrò soddisfare. La tua “vicinanza” comunque m conforta e l dico senza ironia.
Acqua, concordo.. Nessuna scelta che si fa nella vita è giusta o sbagliata IN ASSOLUTO, dipende dalla situazione in cui ci troviamo in quel momento e da quello che in certi frangenti ci è più congeniale al fine di sopravvivere ( sopratutto emotivamente ) rispetto a ciò che stiamo umanamente affrontando. Sarebbe importante capire che gli altri vanno SEMPRE rispettati, anche nelle loro “diversità”. Voltare pagina rispetto al passato però per me non significa rinnegare quello che si è stati o quello che si è fatto, ma significa semplicemente EVOLVERE. Così come rimettere in discussione le proprie teorie sui rapporti interpersonali, specie quelli amorosi, non vuol dire sminuire ciò che si è vissuto, ma considerarlo semplicemente per quello che è stato secondo una visione obiettiva. Questo ci permette anche di soffrire meno, e di essere maggiormente consapevoli nella relazione successiva che vivremo o che stiamo già vivendo.
Il “bozzolo”, Acqua, riguarda la “rete” di “metarelazioni” mentali che si creano con quelle fantasie, che diventa spesso una vita “parallela” che si “vive” come evidente compensazione di quelli che possono essere stati sogni o desideri non realizzati. Tanto sono intense, che in certi casi si arriva persino a convincersi di aver vissuto, per quanto, in mancanza d’altro, ci si affida a quell’aspetto onirico per “sopravvivere” alla realtà. Non ti conosco profondamente, è vero, ma ri-conosco certi modi femminili di “risolvere” un bisogno o una situazione che si vuole vedere “al meglio” che si può. Non ho neppure bisogno di allontanarmi da qui per trovarvi una dimostrazione di come si “trovano” autogiustificazioni che possano confortare “il gusto” di quello che il convento ha passato.
Mi fa piacere che possa esserti di conforto. Sei una persona che sento “vera”, e questo ti fa stimare da me a prescindere, come direbbe Totò.
Ciao, ho dei rigatoni alla buttera che mi aspettano.
Dottor Golem. Spiace riferirLe che mi è impedito commentare sul post che rimanda alla cassetta di Ferarele e al suo smaltimento improprio. Ci sarà di mezzo la lobby dell’incenerimento e/o della messa sotto sale. Vedo, tuttavia, che Lei ha potuto esprimere il suo benevolente pensiero, simile al mio e di qualsisiasi primario che si sia sudato il posto. Meglio così, in fondo, pare che in questi tragici minuti si stia combattendo una lotta ferina tra un capo di abbigliamento e una gola troppo strettamente riparata dai nocivissimi refoli di questa fine di gennaio. Spero che il tutto sfoci al massimo in una BPCO, che si cura benissimo in modo molto naturale con certi vasodilatatori tipo la narda e con un modesto apporto di cassia sena.
L’ho immaginato Professore, e penso che si tratti della qualità dell’affumicatura che produce effluvi psicotropi. D’altra parte anche a me hanno respinto un intervento nei confronti del suicidando che ritenevo più terapeutico di certe geremiadi che è costretto a ricevere. Comunque sto aspettando gli esiti che darà quella sciarpa. Non vorrei prendesse freddo.
Con le panettiere e con le cartolaie è come sparare sulla croce rossa, non c’è gusto. Ma anche sì. Eccome.
Comunque, Dottore, ma Lei lo sa da tempo e quindi ricado in un vile pleonasmo, certe geremiadi uccidono pressoché volontariamente e dovrebbero essere perseguibili sullo stile dell’omicidio stradale commesso su strada interpoderale, là dove i desideri oscillano all’orizzonte come nappi, spesso cappi, da boia…
Basta guardare il DSM V e, parallelamente, il Codice Penale. E poi finire tutti da Dino a gloriarsi d’ebbra virtù.
Lei dice che certe geremiadi… uccidono? Allora chiedo venia. Forse date quelle aspirazioni si trattava di un gesto di umana empatia e carità eutanatica. Dalla cassetta verde della Ferarele alla geremiade: è un salto di civiltà. E si fa anche un favore all’ambiente.
Devo essere meno precipitoso nei giudizi Professore.
Epperò. Per quanto vada indietro con la memoria, non ricordo casse di Ferarele di legno. È come se la Ferarele la avessero ambottigliata solo dopo l’invenzione del moplen. Comunque le sciarpe nella mia Regione sono state messe fuorilegge da un’ordinanza regionale perché foriere di contagio influenzale. Oltre tutto, sono pericolose perché se l’indumento si impiglia in un pignone (nuovo) ti può staccare la testa e, se ti va peggio e stavi tenendo al caldo le pudenda, che d’inverno non guasta, le palle e l’arnese.
Quello che conta è che il Beppi sia sempre tra noi, pronto per raccontarci del prossimo progetto e del mezzo con cui lo relizzerà. E noi ne analizzeremo le dinamiche. Sennò che ci stiamo a fare in clinica. Comunque alla fine, per quanto riguarda Beppino, solo lui può sapere cosa sia meglio per sè.
Secondo me Viveur non ha incontrato ne panettiere e ne cartolaie. Ma solo profumiere. Che per lui tali sono rimaste.
Dottore, non parlerei di “dinamiche”, ma piuttosto di “dinamica”. Noterà che il Nostro ne cita sempre e solo una: quella che consegue al moto in un campo conservativo di prefissata accelerazione verso il centro della Terra, con vincolo finale assimilabile a una cerniera e trasformazione – ahimè impulsiva – del moto da rettilineo a pendolare. È una dinamica molto evocativa, niente da dire, oserei dire simbolica, a partire dal supporto iniziale fornito normalmente in comodato all’atto dell’acquisto di una nota marca d’acqua oligominerale, anch’essa evocativa in quanto principio parmenideo. Lo stesso atto, espletato sul nostro luminoso satellite, potrebbe non essere altrettanto efficace e potrebbe causare diversi fastidi alla C1 e alla articolazione atlo-occipitale; danni non irrilevanti anche all’atlo-epistrofeica. Ma tutto lì, niente exitus, salvo ripetizioni fino alla rottura a fatica, con “decollo” turpe e non propriamente da Ryanair, anche se il Nostro a questo punto sarebbe assimilato a “no bag traveller” con ghiotta scontistica.
Sì Professore, non immaginando il Nostro pronto per il prossimo sbarco sull’argenteo satellite caro agli innamorati, è pleonastico, seppure romantico, immaginarlo nella condizione che fu dell’Iscariota ma dalla punta più bassa della falce di Luna. Sulla Pacha Mama si ritrovebbe a viaggiare, in senso verticale, e sia pure per il breve tratto dell’altezza di una cassetta portabottiglie, con una accelerazione di 9,81 m/s, che per un peso medio di 160 libbre crea una energia cinetica finale che non lascia scampo sia all’epistrofeo che all’atlante. In ogni caso eventuali scolaresche che dovessero per caso trovarsi in loco nell’immediatezza del fatto, potrebbero assistere fortunosamente e con un pò di attenzione, alla dimostrazione dal… vivo, diciamo, della rotazione terrestre tramite l’estemporaneo esperimento del pendolo di Foucault. Una specie di scuola nella natura. In fondo un’ultima allegoria che racchiude il senso di una vita, che non sarebbe dispiaciuta al protagonista della stessa. L’allegoria intendo
Per Acqua
“Mi figurai l’amore e l’amicizia (…) sotto le piú inebrianti sembianze. Mi compiacqui di ornarli con tutti gli incanti del sesso che sempre avevo adorato.
Immaginai due amiche, piuttosto che due amici, perché se l’esempio é piú raro, é anche piú seducente. Le dotai di due caratteri analoghi, ma differenti: di due volti non perfetti, ma di mio gusto, animati dalla benevolenza e dalla sensibilitá. L’una la feci bruna e l’altra bionda, l’una vivace e l’altra dolce, una savia e l’altra debole, ma di una debolezza cosí commovente che la virtú sembrava guadagnarne. A una delle due offrii un amante di cui l’altra fu la tenera amica, e anche qualcosa di piú (…)
Mi identificai con l’amante e l’amico quanto piú mi fu possibile.”
Cosí J.-J. Rousseau, a 45 anni, in un periodo in cui, pur vivendo in coppia, sentiva il bisogno di colmare l’immaginazione di oggetti gradevoli e il cuore di sentimenti, per “dare il volo al desiderio d’amore” da cui era…
Professore, proprio qui ho avuto un forte picco glicemico questa mattina, intorno alle 10 e 30.
Meno male che avevo “Malomondo” a portata di mano per compensare con “l’insulina” di un paio di aforismi ad hoc. Giusto per comunicarLe che non sono stato disponibile per qualche tempo presso il mio laboratorio
Comincio a temere il piede diabetico, cosa che mi preoccupa perchè mi impedirebbe di usarlo come vorrei in certi casi. Ossequi.
Lo usi, Dottore, lo usi. L’impiego da Lei sotteso per il piede diabetico è di grande giovamento, allo spirito e al corpo. Prenda però fiato e rincorsa e non si sforzi eccessivamente, dopo, per il recupero delle calzature che, inevitabilmente, tendono a incastrarsi con incaglio spesso non reversibile. Una piccola noia, anche se decisamente lercia e maleolente, ma può dar nocumento al quadricipite. Quanto a “Malomondo”, se non erro, ne comprai copia dopo una Sua citazione anni ad-dietro (che poi, vedasi come è piccolo il mondo, è dove si smarrisce la calzatura). Merita.
Non capisco. Nella serie U.F.O. non sono mai comparsi robot, ad eccezione – latu sensu – di quella sonda del c.... che veniva colpita ogni volta e stava a metà strada tra la Terra e la Luna e faceva annunci tipo imbarco navi traghetto. Diceva: “UFO in avvicinamento a gradi quindic…” Pooom! E finita lì, oggi con Arduino facciamo di meglio con meno di 10 euri. Che poi la Rossye fosse un bot, lo sostenevo quasi un lustro fa, anche se l’uso della lavatrice per un bot sarebbe una bazzecola. Quindi il dubbio ora ce l’ho.
Rossana, ti ringrazio molto per il bel pensiero. Siamo intrinsecamente attratti dagli opposti in quanto noi stessi presentiamo delle contraddizioni. Pertanto è ragionevole avere il desiderio di poteli “abbracciare” entrambi e di poter sperimentare tutte le possibili sfumature in termini di sentimenti ed emozioni: profonda amicizia, affetto sincero, amore puro, passione travolgente. Fortunato chi nella vita reale (unica e limitata) riuscirà a trovare un’intesa perfetta con il proprio partner coniugando tutti questi aspetti e trovando l’incastro ottimale. Per chi non ci riuscirà, l’immaginazione offre luoghi “sicuri” e infiniti nei quali smarrirsi per alcuni momenti e provare una piacevole ebbrezza.
Ieri notte ho sognato che ero a casa di M. C’erano anche la mia migliore amica e mio marito e chiacchieravamo a tavola normalmente. Ad un certo punto M. mi diceva di andare nella sua stanza a cercare sotto il suo letto dei vecchi giocattoli: ma io trovavo solo dei soldatini di plastica gialli rovesciati. Allora lo chiamavo e lui arrivava di là in accappatoio, con aria provocante, ma allo stesso tempo beffarda. Io pensavo che era bellissimo, ma ero consapevole che in quella situazione non avrei potuto fare nulla. Poi mi sono svegliata ed ero contenta di averlo sognato. A volte mi chiedo se i sogni (notturni) abbiano o meno un significato…Comunque ho visto che basta “allentare la presa” su D. che tac! mi rispunta fuori (da sotto) M.
Oggi fortunatamente ho intravisto D. per qualche secondo (in tutto il suo “sfolgorante splendore”). Lui è spesso da solo: vorrei sedermi vicino a lui, ma non ho il coraggio e poi io sono quasi sempre in compagnia. Lo guardo… e non mi basta più.
Acqua, vuol dire solo che hai sempre in mente la “stessa cosa”, non ci vuole la Smorfia per interpretare il sogno. Il bi-sogno (M e D) di consumare si fa nevrosi ma puoi sempre attaccarti alla poesia come ti è stato consigliato. È un po’ come il fumo dell’arrosto con cui Bertoldo “imbottiva” il panino non potendosi permettere il companatico, ma come vedi c’e chi, in mancanza d’altro, se lo fa bastare.
Appena vedi D solo prendi un bel respiro e sieditici vicino esordendo con un: “buongiorno, ci salutiamo sempre ma non ci conosciamo: io sono Acqua, piacere…”
Sennò c’è sempre Rousseau a cui ricorrere, compresa l’omonima piattaforma del M5S.
Ciao Acqua,
Ho trovato molto centrato il tuo commento 6322, sul non trovare l’incastro ottimale e l’entrata in gioco dell’immaginazione.
Ora scrivi “lo guardo… e non mi basta piu”, mi permetto una considerazione riallacciandomi a quando hai raccontato di aver surrogato il non vedere D mangiando alimenti compensativi, con risultato finale: l’arrivo di due brufoli…
Sbagliero, ma credo che anche se andassi oltre al solo guardare con D l’effetto sarebbe lo stesso: momentanea soddisfazione di un bisogno dall’ esigua durata e con indesiderati effetti collaterali.
Insomma non penso proprio sia al centro ne la fame nel primo esempio ma ancor di meno l’attrazione nel secondo… chiudo ritornando al tuo post sul mancato incastro: a volte le nostre insoddisfazioni si incanalano naturalmente nei bisogni primari che si,sono presenti ma sono valvole di sfogo e non la fonte della situazione.
Ma credo tu questo lo sappia già molto bene
Ciao
Golem, io dovro’ per forza accontentarmi del fumo: e’ per il mio bene. Anzi di quel D-eterminato pro-fumo del quale mi inebriero’, proprio come fece Rousseau, fino a confondere i miei sensi…Per quanto riguarda l’approccio a D. non e’ cosi’ semplice perche’ non e ‘ proprio vero che non ci conosciamo affatto. Abbiamo anche lavorato per qualche anno nella stessa azienda seppur con contatti lavorativi infrequenti ( a me all’epoca non interessava affatto e non lo avevo preso in particolare considerazione : le nostre erano solo brevi interazioni tra colleghi). Poi lui dieci anni fa ha cambiato citta’ e lavoro ( all’epoca mi aveva anche chiamato per chiedermi alcuni consigli per il suo nuovo lavoro attinenti al mio campo). Dopodiche’ “e’ riapparso” tre anni fa tornando a lavorare qui vicino. Io sono restata indifferente fino a un paio di anni fa, poi ho inziato a metterlo al centro dei miei pensieri, forse per eliminare il pensiero M.
A questo punto ho inziato a notarlo spesso e a cercarlo con lo sguardo. Ho scambiato con lui qualche parola in un paio di occasioni (le uniche favorevoli). Suppongo che lui sappia il mio nome per cui non devo presentarmi. Dovrei semplicemente avvicinarmi e dirgli ” Ciao . Sei da solo? Posso sedermi qui?” (Lui: Si’ certo) ” Grazie. Allora come stai? Come va il lavoro?” (Lui: bla bla bla) ” . Lo sai che il nero ti dona particolarmente? Anche quegli occhiali nuovi ti stanno benissimo.(Lui: Grazie) “Bene allora ciao e buona giornata quando vuoi ci beviamo un caffe’insieme te lo offro io volentieri anzi MOOOOLTO volentieri…” (Lui: Ok…???)
Non sapevo di quella conoscenza pregressa. Bè allora è ancora più facile, una parte di ghiaccio è rotto. Però Acqua, io temo che la maggior parte del fascino “Deesco” nasca proprio dal fatto che lui non ti “calcola”. Che mantenga cioè un atteggiamento “neutrale” e senza strategie. Bè, è proprio quello che spesso è capitato a me, che non sono mai stato un “death of pussy” geneticamente. Cosa che sommata al non sgradevole aspetto innescava film spettacolari nelle femminili menti, che si incuriosivano a morte. “Ma come passa il tempo, che gusti avrà, chi frequenta, come sarà a letto”. Tutte cose che mi furono confessate da chi poi quel letto lo frequentò, e alle quali dopo la “giacitura” chiesi il perchè
di tanta curiosità. Tutte erano affascinate dal “mistero” che si erano create in testa, che mistero non era, ma che gli appariva tale solo perchè non le broccolavo come la maggior parte degli uomini.
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