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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 64
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Categorie: - unclassified

I sentimenti e incertezze della persona chi lascia sono assolutamente inutili per la chi viene lasciata. Se non puoi stare insieme perché non vai via senza succhiarle tutto il sangue? Così si recupera pronto e sarà più felice con altra persona. O proprio questo è il problema vero? E bisogna tornare per toccarle con un bastone per vedere se reagisce ancora?
Ragazzi gli ultimi aggiornamenti sono questi, i giorni passano e piano piano sto sempre realizzando con maggiore lucidità quello che è successo. A mente più fredda ormai si tratta solo di capire chi sia l’altro, perché come ho sempre giustamente detto io ai miei amici quando venivano lasciati, e come quasi tutti voi giustamente dite a me, un altro c’è sempre. La voglia di scriverle A TRATTI è tanta, tantissima ed essendoci passati anche voi sapete bene quel che si prova, ma scrivo qui anche x avere la forza di continuare a non sentirla, per resistere ed essere forte in nome della mia dignità.però ragazzi è dura,mentirei se dicessi il contrario.cmq in tutto ciò ho superato le 2 settimane ormai ed è già un traguardo, tengo duro.
Acqua concordo; una coppia è un organismo vivente complesso, che si nutre del mondo ed evolve con esso. Quando vidi il film “Laguna blu” pensai: mamma mia che noia terribile questi due!!!
Aguardiente, con la storia della della frequentazione degli amici siamo nell’ambito dei gusti. Per una fortunata coincidenza sia io che lei siamo già “autosufficienti” di nostro. Ripercorrendo il nostro passato senza “di noi” abbiamo visto quanto ci somigliavamo nello stare bene da soli. Ricordo che da militare, in Toscana, uscivo da solo piuttosto che aggregarmi ai soliti branchi in grigioverde, e rimorchiavo, persino mio malgrado, ma soprattutto non dovevo assoggettarmi alle decisioni di nessuno. Andavo in piscina, a vedermi un museo, facevo autostop sino a Viareggio oppure bighellonavo per Firenze senza meta ma senza obblighi con nessuno. E sono ancora così. Prima di Sally sono sempre stato il mio migliore amico.
Ovviamente abbiamo degli amici, pochi e selezionati, puoi immaginare sotto quale profilo, ma come ho già detto in altre occasioni, specie dopo il nostro “rinascimento” non sentiamo il bisogno di frequentarli regolarmente come fanno certi quasi dipendendone.
Il perchè lo capiresti se ci potessi osservare durante una normale giornata. Siamo una coppia di comici che non si annoia mai. Il tutto frutto di quell’intesa unica che nasce da una fortunata coincidenza di ritrovarci con intelligenze simili e identico senso dell’umorismo. E soprattutto la rinnovata capacità di comunicare dopo esserci meglio conosciuti
A proposito, concordo pienamente con te sulle responsabilità al 50% nei fallimenti di coppia. “Ça va sans dire”. Non si è mai solo vittime.
> resistere ed essere forte in nome della mia dignità
Esatto. Gli uomini senza dignità fanno schifo.
Pero cosa c’entra chi sia l’altro? Così rimani fissato su di lei e traumatizzato alla fine della vita. Lei è una persona libera, può stare con una squadra di pompieri se vuole. Prenditi cura di te stesso, concentrati nelle cose tue. Per il momento devi evitare lo stress inutile.
Acqua,
grazie per il riscontro.
In prossimità di fine percorso, il mio tempo delle domande ancora non è concluso. E ne sono lieta.
Le devianze, poi, per me fanno parte della vita. Che noia i perfetti rettilinei, privi di novità da approfondire! A volte sono proprio quelli ad alimentare sogni…
Un caro saluto.
Buonanotte gente ?? un abbraccio forte.
Grazie Rossana! È sempre un piacere parlare con te! ??
Acqua non esiste, in una relazione a cui si tiene, che si faccia finta di ignorare o non vedere un problema. Se accade ciò vuol dire che evidentemente non ne è stata sottolineata l’importanza. Altrimenti può essere che il problema potrebbe non essere risolvibile al momento. E non si sta venti anni con una persona se sei insoddisfatto. Almeno non nel mio caso, visto che sin dal primo giorno mi sono mostrato per quello che ero esponendo pregi, difetti, aspettative e progetti, senza mai falsare nulla e rimanendo me stesso per tutta la durata del rapporto. E ho ascoltato lei, visto i suoi pregi, i suoi difetti, le sue aspettative e i suoi progetti, che ho accettato, apprezzato e condiviso.
E, soprattutto, non si molla una persona di punto in bianco rinfacciando problemi che per anni sono stati considerati dei pregi, e, in particolare quando appena qualche settimana prima erano stati fatti progetti per il futuro e prese decisioni importanti. E ancora di più quando questi problemi hanno un nome e cognome.
Poi nessuno di noi può essere talmente perfetto da avere un comportamento ineccepibile per tanti anni poiché gli errori li commettiamo tutti e non esiste nessuna coppia al mondo che sia esente da problemi.
Markus,
un caso simile al tuo, sia per lo sconcerto e la sofferenza che per la lunga durata (quasi in fotocopia), in passato è stato qui commentato abbastanza a lungo. Ma lì si era creata una frattura di prospettiva, un cambiamento d’impostazione del rapporto, nel senso che la donna, contraddicendo l’accordo iniziale, a un certo punto aveva voluto fortemente un figlio e l’uomo, che fin dall’inizio aveva dichiarato di non volerne, aveva esitato troppo a cambiare posizione, a favore della moglie.
Alcune donne hanno il pessimo vizio di non dichiarare apertamente quello che a loro non va all’uomo con cui fanno coppia. Quasi che chiedere potesse rompere gli equilibri impostati, oppure avendo la pretesa che l’uomo debba indovinare i loro desideri. Sono quelle che NON vogliono agire per ottenere cambiamenti. Con queste premesse, la rottura della relazione può essere improvvisa, perché la parte femminile ha fatto sempre bel viso a cattivo gioco, o a quanto le era sgradito, senza che il partner ne fosse consapevole.
Altra possibilità di sorprese del tutto inattese e imprevedibili si può, a mio avviso, verificare quando il sentimento è più incline a ricambiare che non a essere spontaneo. In tal caso, basta che la donna s’innamori sul serio di un altro, e la frittata è fatta.
In ultimo, con i legami amorosi che ora possono durare molto più a lungo del passato, uno dei due può evolvere più celermente dell’altro e perdere la precedente sintonia.
Suzanne, intanto parli di essere stata “follemente innamorata” del tuo ragazzo. L’innamoramento, tante volte se ne è discusso qui, è molto diverso dall’amore. Non a caso parli di follia.
Premesso ciò scrivi comunque che non hai mai smesso di amare il tuo ragazzo. E ci credo se davvero dici di averlo amato. Non so quali siano stati i motivi per cui tu abbia preso la decisione di lasciarlo, ma da quel che dici deve essere stata una decisione presa per un qualcosa che non poteva essere risolvibile. E capisco, capita. Ma immagino che entrambi siate arrivati alla conclusione che nulla di più poteva essere fatto per salvare il vostro rapporto.
Markus, dopo tredici anni non credo di poter parlare solo di innamoramento! In realtà non è stato fatto tutto il possibile per salvare il rapporto: lui avrebbe potuto diventare “adulto”, io avrei potuto invece continuare ad aspettarlo. Ciascuno di noi ha fatto le proprie scelte e ne ha pagato le conseguenze, anche se siamo riusciti a salvare perlomeno l’affetto e il rispetto che ci hanno da sempre legato. Ho voluto semplicemente riportare il caso di una persona che ha lasciato, pur avendo amato, e davvero tanto.
Buonanotte, gente ????
Buongiorno ?❤
Buon pomeriggio e anche buonasera. ??
In teoria dopo tredici anni non si dovrebbe parlare solo di innamoramento, ma pare che fin troppo spesso accade che anche dopo tanti anni non si sia ancora bene capito cosa si prova realmente.
Ma probabilmente questo non è il tuo caso.
Mi viene da chiederti soltanto se, quando tu lo hai lasciato, lui non abbia fatto nulla per trattenerti oppure si è reso conto che non poteva fare molto per riuscire a venirti incontro.
Mi chiedo ancora cosa vuol dire, per te, diventare “adulto”. Cosa volevi che lui facesse che, in sostanza, sembra non ti andasse bene più.
Ma a lui invece tu continuavi ancora ad andare bene così come eri ?
Rossana, non so quanto sia vero il fatto che alcune donne non dichiarino apertamente quello che non va all’uomo con cui fanno coppia. A me sembra di no, anche perché credo sia impossibile pensare che tutto ciò che pensa o fa l’altro/a possa essere perfetto. Ho constatato di persona nel corso degli anni che, se c’è qualcosa che non va le donne te lo dicono. Il problema è che spesso cambiano opinione. Nel senso che ciò che prima era un pregio o, semplicemente, andava bene, dopo diventa un difetto e si pretende un cambiamento, che a volte non è facile possa avvenire, o almeno non sempre o non in breve tempo.
Personalmente non ho mai preteso di cambiare la mia donna. Mi sono impegnato con tutto me stesso per cercare di conoscerla a fondo apprezzando i pregi e accettando tutti i difetti. Ribadisco il concetto di sapere ciò che si vuole perché non si può continuare a vivere un rapporto sapendo di non condividere un elemento importante per il prosieguo di una vita di coppia in termini quali una convivenza o un matrimonio.
Conosco l’utente di cui parli, avendo scambiato con lui diverse mail in passato. Confermo la similitudine del caso, che ho riscontrato anche con altre due utenti donne con le quali ho avuto lo stesso interscambio.
Quattro batoste affettive una più dura dell’altra che lasciano segni indelebili nell’animo di chi nel vero sentimento crede veramente.
Quattro legami interrotti da due comuni denominatori: il cambio di rotta di uno dei due partner che spiazza l’altro/a, il quale, nonostante ciò, si sforza di modificare il proprio progetto di vita nonché il suo modo di essere in forza del sentimento che prova e la presenza di una ovvia terza persona.
Non mi pare che oggi i legami amorosi durino più a lungo del passato.
Markus, ci siamo conosciuti al primo anno di università ed eravamo molto simili, ci siamo subito riconosciuti come “animali della stessa razza”, un po’ sognatori, molto idealisti. Ci siamo nutriti per anni di pensieri astratti, sogni, fantasie, ed è stato bellissimo. Ma ovviamente la vita esige anche una parte più pratica, forse meno poetica, ma necessaria. Così io mi sono ritrovata in un vortice di impegni, progetti, obiettivi. Studiavo e facevo quattro lavori per pagarmi università e mantenermi. Lui invece è rimasto come in un limbo; non lavorava, non studiava, non sapeva quel che voleva, era come cristallizzato. E ti parlo di una delle persone più intelligenti e capaci io abbia mai conosciuto. Questo suo potenziale sprecato mi faceva imbestialire, per anni ho cercato di scrollarlo, anche molto duramente, anche se intuivo la sua sofferenza. Non riuscivo a capacitarmi di come non reagisse, lo consideravo anche una mancanza di rispetto verso di me, che mi sono sempre fatta un mazzo infinito per raggiungere ogni piccolo, minuscolo obiettivo. Lui dava gli esami all’università senza studiare e prendeva il massimo, io magari dovevo studiare per quindici giorni. Morale: lui non ha finito, io mi sono presa due lauree. Lo dico per far capire come il potenziale da solo non basti: è bello, sano, intelligentissimo, eppure non ha saputo sfruttare appieno le sue risorse. Sì, lui avrebbe continuato la nostra storia senza cambiarne una virgola, rimanendo sempre mezzo fuori, perché
È il suo modo di vivere, sentire sempre di avere una via di fuga. Io negli ultimi anni ho iniziato a sentirmi bloccata, come se mi trascinasse nelle sue sabbie mobili. Ci siamo allontanati diverse volte, ma l’ho sempre considerato la mia metà, quindi non ho mai preso una decisione netta. Ancora adesso ho bisogno di sentirlo parte della mia vita. Comunque no, non ha lottato per salvare le cose, perché credo fosse convinto che alla fine sarei tornata. A parte lati del mio carattere molto spigolosi, credo di essergli sempre andata bene così come sono. Ma anche lui mi andava bene, solo che avevamo una visione di vita ormai agli opposti.
Scusa se mi sono dilungata, è difficile spiegare dinamiche complesse in poche parole…
Santa notte ❤❤❤???
Hai recitato la Compieta? Brava.
Markus e Suzy, sono contenta che finalmente abbiate parlato in modo chiaro delle vostre storie passate, perché si capiscono meglio alcune vostre considerazioni.
Markus, non hai tutti i torti quando osservi che molti/e non sanno cosa stanno cercando e,di conseguenza, le loro aspettative variano nel tempo. A mio parere è un dato di fatto: non si può condannare una tale attitudine perché non deriva dalla volontà. Alcuni hanno idee molto chiare sui pregi e difetti del proprio partner e progetti per il futuro ben definiti; altri, anche in seguito ad esperienze e conoscenze, cambiano opinione o, meglio, capiscono più tardi quali sono i loro reali desideri. Quando c’è di mezzo un rapporto di amore e di fiducia, tuttavia, sarebbe necessario bilanciare la necessità di restare coerenti con le proprie scelte iniziali con il desiderio di cambiamento, valutando non solo il proprio bisogno di felicità, ma anche quello della persona amata. Per questo non trovo sempre sbagliato ridimensionare le proprie aspettative a favore dell’altro.
Quando però la situazione si fossilizza, come nel caso di Suzy e non si riesce a venirsi incontro, mi sembra giusto interrompere,anche se a malincuore. Suzy, ti capisco quando dici che non riesci a rinunciare a lui perché lo sentì ancora parte di te, ma questo non dovrebbe precludere la tua capacità di innamorarti di nuovo, di qualcuno che meglio risponde, in questa fase della tua vita, alla tua esigenza di rinnovamento e creatività.
Con questo non pretendo di dare saggi consigli, visto anche il mio stato d’animo altalenante in questo periodo….Sono felice, non sono felice, mi sento realizzata, ma vorrei allo stesso tempo cambiare, mi piacerebbe fare tante cose, ma poi per pigrizia o mancanza di energia, rimando più avanti…
Le mie aspettative sull’ Amore sono state sempre troppo elevate rispetto alla realtà, fin da subito. Nonostante abbia sofferto molto anche da ragazzina quando venivano deluse (spesso), ho insistito per andare avanti con la mia storia, sperando di raggiungere nel tempo il livello di affinità desiderato…Ho imparato a governare ed eliminare del tutto alcune emozioni negative come possessivita’ e gelosia e a cercare di capire visioni diverse dalla mia senza arrabbiarmi, pur non condividendole affatto, ma sento che ancora non ci siamo. Inoltre lui dimostra ostilità da parte sua nei miei confronti e contrasta apertamente le mie idee. Non voglio rinunciare e quindi continuerò ad impegnarmi per cercare migliorare quello che non va nel nostro rapporto.
Purtroppo la mia fantasia “alternativa” ultimamente mi distrae in continuazione e non riesco a farne a meno: è una dipendenza che sembra mentale, ma è fisica e non so come combatterla. Non serve a niente che io mi impegni per non pensarci, me lo “immagino” in continuazione, anche quando sono al lavoro, e desidero tanto vederlo, anche se spero razionalmente che ciò non accada: è questo conflitto interiore che mi strema.
Sereno giorno ! 🙂