Annoiarsi a lavoro
Riferimento alla lettera:
Buonasera, ho trovato questo sito per caso et voilà eccomi qui. Vi è mai capitato di essere stanchi della vostra vita? Di svegliarvi al mattino e come primo pensiero dire: un'altra giornata di me**a sta per cominciare! Beh, a me capita tutte le mattine. Ho sempre pensato, fin da bambina,...
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Data di pubblicazione: 2 Maggio 2018
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Chibi buon anno! Ti capisco perfettamente io ho sempre più chiaro che l’unica soluzione è andarmene, più che per la noia per tutta una serie di dinamiche che ormai non sto neanche più a scrivere. Diciamo che definirlo ambiente di lavoro tossico è dire nulla e la speranza che con i miei sforzi si possa risolvere qualcosa è ormai pari a zero, ai piani alti sono giunti ad un punto di non ritorno, guerre familiari con la sottoscritta messa in mezzo a piacimento, da una parte una persona che non sa come affrontare la cosa e dall’altra una alcolizzata dalla quale aspettarsi di tutto. Non ho la mente per cercare altro, ho paura di finire peggio di così (anche se credo sia difficile) oppure sono tutte scuse che mi ripeto più o meno incosciamente non lo so. La mattina mi sveglio, guido fino a qui pensando “Ci sarà ancora l’azienda o avranno chiuso?” Unico pensiero degli ultimi mesi, immagina con quale umore/spirito possa farmi carico di tutto e trainare tutto da sola
Ciao Gia capisco benissimo come ti senti.
Io vivo così alla giornata, sbadiglio tanto e mi cade la penna alle 12.
Saltuariamente ho qualcosa in più così, mi ridesto un poco dal torpore e mi illudo, perché difatti dura poco.
Al momento non cerco perché ho sempre timore di trovarmi nella stessa situazione e non ne ho più voglia.
Chibi pensa che nell’ultimo periodo ho il rifiuto persino nel fare la attività che prima erano la prassi, più che arrivare all’ultimo minuto dipende dal fatto che prima gestivo tutto con abbondante anticipo per essere più che preparata al momento giusto ma sta fatto sta che in questo ultimo periodo va così. Non vedo perché io debba pormi dei problemi settimane prima che quei problemi siano da gestire se chi di fatto ne risponde se ne frega altamente, sotto scadenza ci penso e se ci sono i presupposti bene altrimenti amen.
Stamattina sentivo alla radio che nei primi 9 mesi del 2022 quasi due milioni di italiani hanno lasciato volontariamente il posto di lavoro e seppur da una parte è agghiacciante e dall’altra do per scontato che per alcuni si sia trattato di cause di forza maggiore, il fatto mi consola, forse non siamo le uniche a non trovarsi bene e forse pensare a se stessi non è una mancanza di rispetto nei confronti di chi non ha un lavoro come è stato detto anche qui tempo fa.
Non so, non voglio fare di tutta l’erba un fascio perché sono certa che è l’atteggiamento più sbagliato per gestire una situazione di questo tipo ma non so più davvero cosa pensare. Da una parte mi autoconvinco che posso farcela e che col tempo sarà sempre più facile fregarsene, dall’altra penso che per carattere non sono predisposta al fregarmene, mi conforto pensando al fatto che dovendo lavorare per i prossimi 30/35/40 anni questa situazione è solo di passaggio e sarà una delle tante che mi capiterà poi però mi chiedo se vale la pena star qui a perdere tempo, vorrei vivere serenamente il presente ma sento di buttare via il mio futuro e con tutto il tempo che ho è un continuo pensare e rimuginare su queste cose.
E quindi eccomi qui, per la milionesima volta a riptermi, “venerdì, dai che è andata anche questa settimana”.
Buon fine settimana Chibi
Ciao Gia, lavorando parte time con due rientri cerco sempre di trovare uno sfogo nei pomeriggi in cui sono a casa, solo che di fondo ho come un pensiero fisso legato molto alla routine mattutina, tutti i giorni sono uguali… insomma questa situazione mi condiziona parecchio.
Quello che mi pesa di più è la monotonia in ufficio, se da una parte può essere piacevole perché non ci sono grandi sconvolgenti dall’altra le giornate sono tutte ma dico tutte uguali. Poi non so se l’avevo mai scritto ma sono in ufficio da sola ( sono l’unica impiegata) e credimi all’inizio mi piaceva ma adesso sta diventando alienante! Come dico sempre prima di giudicare bisogna provare a vivere certe situazioni. Da fuori potrebbe sembrare bello ma il rovescio della medaglia c’è e su di me ha un effetto pesante.
Ciao Chibi, capisco perfettamente come ti senti e le sensazioni che descrivi, anche io sono l’unica impiegata ed è davvero alienante non avere nessuno con cui interagire anche solo per poco.
Con questa frase “può essere piacevole perché non ci sono grandi sconvolgenti” mi fai riflettere sugli ultimi due mesi, stiamo andando di male in peggio, padre e il figlio non si rivolgono la parola da mesi, si fanno la guerra a vicenda (senza fare nulla di concreto) ma il figlio è veramente arrivato ad un punto di non ritorno, è completamente alcolizzato (non so se fa uso anche di altre sostanze, voci di corridoio dicono di sì almeno in passato) e non ti immagini in che situazione siamo.
Ogni tot. se la prende con qualcuno, urla come un animale contestando cose frutto della sua immaginazione, ma non con i diretti interessati con ME. Trovandomi costantemente di mezzo assorbo ancora più pressione di quanto dovrei e continuo a perdermi pezzi per strada cosa mai capitata fin’ora.
Se non fosse che dimettendomi perderei anche il sussidio me ne andrei in questo istante, non ho voglia/forze di iniziare una guerra per dimostrare la giusta causa ma credimi è un pensiero costante.
Non riesco a concentrarmi nel fare le mie cose perché il pensiero va sempre lì, se non arriva il pensiero arriva la telefonata, l’ultima di poco fa, aveva da ridire su una mail in cui informavo il responsabile della produzione che mercoledì mancherà un operaio, non era in grado di formulare frasi di senso compiuto, un discorso senza ne testa ne coda, completamente sconnesso e io mi chiedo “Ma chi me lo fa fare?” Non so più cosa pensare credimi, credo che tutto questo porterà l’azienda al fallimento e vorrei essermene già andata prima che succeda ma non posso per quanto sopra quindi mi sento bloccata e condannata.
Allucinante queste situazioni nel 2023, ed è assurdo che una persona debba sopportare di tutto solo per assicurarsi lo stipendio. Credimi andrebbe rinchiuso!
Siamo solo a lunedì, aiutoo!
Oddio! ma cosa dici? Questo non è + lavorare tu fai anche da psicologa, assistente sociale e chi + ne ha + ne metta!
Ecco queste situazioni in parte le conosco perchè nell’azienda precedente padre e figlia non andavano d’accordo, oltre a dirsene di ogni li hanno dovuti anche staccare perchè lei ha cercato di picchiarlo…non ti dico le scene, con la mamma che piangeva, il mio collega che cercava di staccarli, il figlio di lei che piangeva…un circo!
Chibi hai centrato il punto così oltre alle ansie/preoccupazioni comuni un po’ a tutti devo assorbire anche il peso di questa situazione.
Il padre che mi “usa” come valvola di sfogo e cerca in me la soluzione a tutto, l’altro che mi ammorba insultano “persona a turno” su basi infondate, inventate, ingigantite al solo fine di litigare, mettere zizzania e rompere le p*** guidato da una “non lucidità” classica dei fumi dell’alcool.
Settimana scorsa ero: precisa, educata, paziente, meritevole del suo rispetto, da due giorni a questa parte se ci incrociamo finge di non vedermi solo per aver avvisato chi gestisce gli operai che ne mancherà uno, ma ti rendi conto la follia?
Non so veramente più cosa pensare, me ne vorrei andare in questo momento e credimi che se bastasse per fare capire da una parte ad uno che non si può stare fermi ad aspettare che i problemi si risolvano da soli e all’altro che schifo di persona è e soprattutto che l’unico problema è se stesso lo farei…
Ovviamente faccio a meno di dire che non servirebbe a nulla, uno forse mi “rimpiangerebbe” per un po’ ma dall’altro cosa pretendere non sa neanche da che parte è girato.
Ormai è diventato un vivere alla giornata, modalità distante anni luce da me, mi alzo la mattina consapevole che sarà l’ennesima giornata di merd*, affronto quello che devo affrontare e allo scoccare esatto dell’ultimo minuto prendo e me ne vado. Non ci sono i presupposti ne tanto meno le persone competenti per costruire una realtà stabile con un ambiente decente, inutile anche stare a provarci.
Penso di poter scrivere sul cv “capacità di gestire lo stress” e “capacità di lavorare sotto stress” mettiamola così e stendiamo un velo pietoso tanto sono sempre più convinta che prima o poi salti tutto, è solo una questione di tempo, spero solo di essermene già andata!
Vi racconto la mia storia di 4 anni nella stessa azienda ma in diversi uffici, senza entrare troppo nei dettagli:
1° anno parto in un ufficio: sono giovane e quindi contratto di stage, mi danno cose da fare ma non sono mai abbastanza da occuparmi 8h, nonostante tutti si continuano a lamentare di quanto lavoro abbiano da fare, io ho sempre poco o niente. 2° anno sempre stesso ufficio in stage: il mio lavoro diminuisce sempre di più e devo stare sempre lì a chiedere “se c’è qualcosa da fare” perché il lavoro mi veniva dato man mano e quindi non potevo nemmeno starmene lì con le mani in mano perché tutti sapevano che stavo lì a fare nulla se loro non mi davano da fare.
3° anno rimango però un po’ a casa a causa del covid e quando rientro mi cambiano ufficio e quindi mansioni. Anche qui ho le cose da fare per un po’ e poi niente. Fortuna siamo solo in due in ufficio e quindi posso girarmi i pollici con tranquillità.
4° anno mi ricambiano ufficio e mansione: qui sono…
qui sono indispensabile, la collega che affianco non può lavorare senza di me ecc. Tuttavia, ho poco da fare ed è raro che io abbia tutta la giornata occupata, per fortuna non ho nessuno che mi “controlla” perché il collega a cui sono vicina spesso è fuori ufficio per questioni di lavoro e mi organizzo il lavoro di conseguenza. Ora purtroppo questo collega ha cambiato stanza e io sto con la collega che affianco e ricomincia daccapo il loop “fai finta di essere impegnata anche se non lo sei” ed è deprimente. Prendo un bello stipendio ora però la situazione continua a ripetersi e non so più che fare, mi consola sapere che ci sono situazioni simili alla mia… Pensavo di essere l’unica aliena.
Ciao misonrotta, benvenuta nel club! Io ormai avevo smesso di scrivere perché purtroppo le cose sono sempre più o meno le stesse e non voglio sembrare troppo “drammatica”! No ,non sei l’unica aliena, posso dire che tante persone si vergognano ad ammettere di aver poco da fare, ed è più frequente di quanto uno non immagina. Raccontaci la tua giornata tipo, della mia posso dire veramente poco!
E che dovrei dire della mia giornata? Se non che arrivo in ufficio, vedo l’email che mi sono arrivate, le gestisco e finisce lì, nel giro di un’oretta ho finito di lavorare… Non è tutti i giorni così, delle volte capita che ho tutte e 8 le ore occupate, o che durante la giornata esce fuori qualcosa da fare; il più delle volte però è una noia mortale. Molto deprimente. Mi consolo con il fatto di essere vicina casa e prendere un buono stipendio, alla fine non è colpa mia se non c’è nulla da fare…
Ciao misonrotta, stessa situazione vicino casa e buon stipendio per le ore che faccio.
Posso gestirmi in autonomia visto che sono da sola.
Per il resto come te, non ho nulla da raccontare.
Aspetto con ansia il ponte del 25 aprile.
Stessa situazione anche io, stesso contesto ecc.! Giornate dove 8 ore volano e a fine turno sono soddisfatta e piena di energie e giornate dove arrivo in ufficio e mi chiedo perché accendo il pc trovandomi poi a sera logorata dalla noia. Il problema principale però è che tendo in parte a colpevolizzarmi per questa situazione, non tanto per il fatto che abbia poco da fare quello dipende dal grande capo che non ha la minima idea di come funziona un ufficio di un’azienda piccola nel 2023, ma per il fatto che nonostante questa situazione sia invivibile non faccio nulla per cambiarla.
A volte con il pensiero inizio a fantasticare di cambiare lavoro, magari in un’azienda stabile, organizzata con una posizione, non dico a vertici, ma comunque con un minimo di responsabilità e sulla quale ipotetici nuovi colleghi possano contare e apprezzare, poi subito dopo partono le famose vocine dentro di me ed inizio a chiedermi dove vai? Non sei capace di fare nulla, non sei abbastanza, chi ti prenderebbe
Come puoi mollare tempo ind. per un salto nel vuoto ecc ecc. e quindi alla fine rimango dove sono insoddisfatta di quello che (non) faccio con ulteriore mille pensieri e preoccupazioni sul mio futuro. A volte sto talmente male per questa situazione che vorrei dare le dimissioni senza un piano B ma convivo con il mio ragazzo e nonostante sia giovane vivo del mio stipendio (minimo sindacabile) non posso tagliare l’unica entrata che ho.
Sicuramente ho problemi di autostima che mi porto avanti avanti da anni causati da situazioni che mi hanno portata a non credere in me e a non sentirmi mai abbastanza e tutta questa situazione lavorativa non ha fatto altro che aggravare la cosa.
E vero che la vita che è quella che accade mentre siamo fermi a fare programmi ma tutto questa incertezza sul mio futuro mi da veramente troppe preoccupazioni e il fatto che lo stesso dipenda, almeno in parte, dalle nostre scelte mi porta a farmi costantemente mille domande. Vorrei saper vivere alla giornata.
Non è dignità di noi lavoratori non avere nulla da fare.
Lavoro da anni in una multinazionale e sono stanca di perdere tempo. Sto cercando di mantenere la mia professionalità ma non condivido questi comportamenti. I manager sono impiegati e tu resti a guardare e aspetti finché va..
Idem io… Penso sempre a trovarmi un altro lavoro… Però questo che ho mi fa comodo nonostante la noia. Ho bisogno per vari motivi di avere il weekend libero, quindi non potrei avere un lavoro che non sia da lunedì al venerdì (sarebbe un vero problema per la mia vita personale). E poi più di tutto non ho idea di cos’altro potrei trovare… Mi piacerebbe fare un lavoro all’aperto, a contatto con gli animali… Ma anche lì ci vogliono delle competenze. Se avessi avuto la possibilità di andare all’università ci sarei andata volentieri, purtroppo non ho mai avuto una situazione familiare semplice quindi ecco, tocca accontentarsi. Certamente mi ritengo fortunata ad avere ciò che ho e mi dispiace anche lamentarmi in questo modo, è solo che avrei voluto qualcosa di più appagante anche a livello personale non solo di stipendio. Delle volte la noia diventa veramente pesante, però sono comunque grata di avere un lavoro simile, nonostante la noia logorante.
Ma poi l’assurdo… Pagano persone full time per lasciarle lì senza fare niente, quando potrei avere il part time allo stesso stipendio e avere del tempo da vivere invece che buttare. Non è assurdo che non può esistere che mi dai lo stesso stipendio facendo meno ore, però invece pagarmi 8h per stare lì a girarmi i pollici va benissimo? Bah.
Effettivamente @misonorotta non è assurdo, a livello di costi per l’azienda non cambia nulla tanto pagarti 40 ore per lavorarne comunque 20 non fa differenza, ma dubito che ci sia qualcuno disposto ad accettare.
Io ci ho pensato e ripensato e sono arrivata alla conclusione almeno per quanto mi riguarda che il titolare non ha la men che minima idea di come funziona l’ufficio di conseguenza è impossibile stabilire le ore necessarie, noto tra l’altro che se ho necessità io di stare a casa mi viene fatto presente “Tutto fatto?” “Portati avanti con tutto” “Organizzati tu” se invece per un qualsiasi motivo è lui ad avere un impegno, un imprevisto, o semplicemente pensa a chiudere una giornata/mezza giornata prima di una festività o di un ponte viene dato per scontato che io non abbia nessun tipo di scadenza da portare a termine.
Il venerdì prima di Pasqua? Sono arrivata in ufficio alle 8 e mi è stato comunicato che avremmo lavorato solo mezza giornata. Il ponte del 25 aprile? Tutti davano per scontato che avremmo fatto il ponte, lo abbiamo fatto, ma io sto ancora aspettando che mi venga data la conferma. Uguale sarà ad agosto per le ferie, generalmente l’azienda chiude 3 settimane, lo scoprirò il giorno stesso. Tutte queste piccole cose, non dico siano problemi esistenziali, ma pesano sempre più perché è impossibile fare programmi, l’unico anno in cui ho prenotato le vacanze la seconda settimana di agosto abbiamo fatto 2 settimane di chiusura e io in spiaggia a rispondere ai messaggi. E’ come andare avanti per inerzia senza un qualcuno preparato che sappia quali siano gli obbiettivi da raggiungere ecc.
Tornando al discorso, temo quindi che il problema sia questo, nelle piccole imprese non c’è organizzazione nelle grande è tutto talmente frazionato su tante persone che è un attimo non avere nulla da fare.
Poi si creano situazioni dove alcune persone hanno troppo da fare e altre che invece non per scelta devono inventarsi cose da fare.
Io ho sempre cercato di sfruttare il tempo facendo le cose più disparate. File di excel dove elencavo entrate/uscite, riepilogo acquisti materie prime, analisi fatturato per anno ecc. ecc. insomma vari report per tentare di ragionare su certe situazioni e poi intervenire la conclusione? File ignorati palesemente forse perché nemmeno in grado di comprendere i dati figuriamoci analizzarli e la conclusione è che se te la cavi con excel sei una maga del computer quindi ogni problema con i PC mi trasformo in un tecnico.
Capisco che visto da fuori possa scappare una risata a me invece deprime perchè mi sento totalmente svuotata e demansionata non valorizzata ma al tempo stesso non ho quella fiducia in me stessa da prendere e andarmene da un’altra parte perché penso subito “sei brava qui perchè non sanno niente” e quindi mi colpevolizzo di tutto.
In effetti devo dire, che in questo periodo, mi sono meravigliato di come diverse attività, abbiano preferito allungare le ferie, per esempio a Pasqua, d’accordo Pasquetta, ma il Martedì? Pure il Martedì chiusi. Poi stesso discorso per il 25 Aprile, alcuni chiusi pure il 26 Aprile, ponte del 1 Maggio idem. Se poi viene detto che magari si può fare festa solo un giorno e non fare ponte, vieni guardato con estraneità da tutti, a prescindere da quello che avete scritto sui commenti, ho riscontrato effettivamente queste chiusure “anomale”, che potrebbero essere un indice di scarsa affluenza di commesse? O proprio non cisi rende conto, da quello che scrivete sembra più la seconda…
Purtroppo la triste realtà è che il mondo del lavoro funziona proprio così a parte in certi ambiti specifici dove le competenze sono fondamentali nella maggior parte dei lavori “standard” le competenze contano ma un buon 50% o più è il saper vendersi, se non siamo noi a credere in noi stessi è difficile che riusciamo a trasmettere agli altri il nostro valore.
Nel tuo caso specifico @Alice dovresti imparar un po’ di amor proprio, leggevo che è un problema che ti porti avanti da anni prova a sviscerarlo, affrontarlo e passare oltre.