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Annoiarsi a lavoro

di Anika

Riferimento alla lettera: Buonasera, ho trovato questo sito per caso et voilà eccomi qui. Vi è mai capitato di essere stanchi della vostra vita? Di svegliarvi al mattino e come primo pensiero dire: un'altra giornata di me**a sta per cominciare! Beh, a me capita tutte le mattine. Ho sempre pensato, fin da bambina,...
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Data di pubblicazione: 2 Maggio 2018

L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Anika.

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Categorie: - Lavoro - Me Stesso

449 commenti

  • 326
    Chibi -

    Guarda tutto può essere, faccio l’impiegata da 25 anni… chissà sarebbe bello poter cambiare ma sinceramente non saprei nemmeno io in che settore. Anni fa feci domanda anche in alcune aziende della mia città come operaia ma venni scartata per età e mancanza di esperienza.
    So che per molti sembra strano ma esiste anche la noia in ufficio, data dal poco lavoro, stimoli, come ho scritto nei messaggi precedenti le ho provate tutte per cercare di dare un senso a tante giornate ma si arriva ad un punto dove non puoi andare oltre. Vuoi perché al capo non interessa o perché obiettivamente non c’è la possibilità di fare più di così. Nel mio piccolo ho apportato delle migliorie e ne vado fiera.

  • 327
    Chibi -

    E mi sento ferma al palo. Come dice mio marito il mio lavoro ideale sarebbe quello di riorganizzare le aziende, mansioni, ruoli, migliorie… soprattutto in quelle piccole dove è più semplice intervenire da un punto di vista organizzativo.

  • 328
    Gabriele -

    E perché non dovresti farlo? Se ti senti ferma a questo palo, potresti compensare, mettendo al servizio di qualche associazione di volontariato questa tua capacità, che sicuramente verrebbe accolta, forse è una questione di contesto, anche. C’è saturazione evidente di ruoli? Puoi sfogarti e mettere passione sia nel lavoro per come ti è possibile, e se del caso questa passione la puoi mettere al servizio di qualche associazione senza scopo di lucro, qualsiasi cosa, che ti possa far esprimere dal punto di vista organizzativo, non devi pensare che il volontariato sia per forza nella sanità o assistenza a malati, ma potresti effettivamente mettere queste capacità in associazioni dove l’organizzazione è essenziale, per esempio tutte quelle associazioni che offrono doposcuola per bambini, il più delle volte hanno moltissime difficoltà ad individuare gli spazi ed a organizzarli, potresti essere una ventata di aria fresca, ho fatto l’esempio del doposcuola come esempio, non prenderlo alla

  • 329
    Gabriele -

    …lettera. Mi sembra in effetti che la possibilità sia questa, in effetti forse ti ho capito meglio. Avevo il problema anche io, di essere ballerino, di Hip Hop, e country, proprio prima del Covid, avrei dovuto sostenere una gara di Country, che è saltata a causa delle restrizioni. Immagino che non sia la stessa cosa ovviamente, ma so cosa vuoldire avere delle attitudini che possono appassire non per colpa nostra. Così sono andato a ballare in un’associazione di volontariato, che aiuta ragazzi disabili ad avvicinarsi alla musica, e posso ballare, e forse faremo qualche gara. Abbiamo avuto le nostre discussioni, ma mancava l’informazione che fai questo lavoro o simili da 25 anni, ed in effetti forse ho compreso meglio il fulcro del problema. Che è più la passione per il Country e metterla in pratica, piuttosto che gestione di tempi morti.
    Se l’organizzazione è il tuo Country, dovresti considerare ciò che ti detto, naturalmente in ambito che può incontrare il tuo interesse

  • 330
    Chibi -

    Sai Gabriele non hai tutti i torti, anzi in diverse occasioni anche io ho pensato di fare volontariato sicuramente potrei mettere a disposizione le mie competenze.
    Alla fine anche tu hai capito come ci sentiamo quando parliamo della noia in ufficio, che sicuramente non è solo quella ma “abbraccia” tanti aspetti psicologici non da poco.
    Non è facile reinventarsi ogni giorno e trovare il modo di passare delle ore lunghe e senza stimoli.
    Solo che lo stipendio serve e si va avanti.
    Questo blog ci aiuta a sentirsi meno sole.
    Ti dirò ne ho trovati altri, non credevo ma c’è tanta gente che vive questo problema, perché credimi alla lunga lo diventa.
    Fare l’impiegata non mi appaga più. Da diversi anni, forse è anche questo il motivo che mi blocca a cambiare di nuovo.
    Nella mia zona le aziende sono tutte di medie e piccole dimensioni, con una mentalità un po’ datata spesso non sanno cosa farsene di personale con grande esperienza…anzi sono allergici ai cambiamenti!

  • 331
    CLAUDIO -

    Qualsiasi sia la scelta tra cambiare posto di lavoro, stile di vita o fare volontariato,l’importante è farlo prima che l’età anagrafica diventi un serio ostacolo, altrimenti é meglio imparare a conviverci con quella certa”noia”!!
    E questo vale anche per i lavori non sedentari citati pochi commenti fa,dove alla lunga esiste anche lì la sensazione di noia (confusa con la ripetitività delle mansioni),smorzata o accentuata,però,dal rischio infortuni sul lavoro a seconda del livello alto o basso di concentrazione,indispensabile in quei casi.

  • 332
    Gia -

    Ciao Chibi e ciao a tutti,
    caspita mi dispiace molto leggere di questa forte crisi che hai avuto. Ho riflettuto su quanto scritto, io credo che fare l’impiegata mi piaccia, non ho problemi nel gestire urgenze, subire pressioni o altro anzi con estrema umiltà mi sento di dire che sono dotata di una grande capacità organizzativa che tutti mi riconoscono anche al di fuori del contesto lavorativo.
    Forse questo mio pregio è anche un difetto in un ambiente così perché faccio tutto velocemente e noto tutto quello che non va, infatti il mio malessere nasce prevalentemente da come le cose sono gestite qui dentro, la totale non curanza verso problematiche che io continuo a segnalare ma che nessuno si prende la briga di risolvere. E’ frustrante perché dopo che mi è stato negato più o meno esplicitamente di aiutare a gestire una situazione arriva il momento in cui il cliente segnala il problema riscontrato, viene ignorato e io mi trovo a tentare di salvare il salvabile.

  • 333
    Gia -

    Ci sarebbero mille modi in cui io potrei tamponare i miei momenti buchi e ci sono mille situazione che ne trarrebbero vantaggio ma a nessuno interessa davvero apportare cambiamenti in meglio.
    Anche nella mia esperienza precedente avevo un ruolo impiegatizio seppur di tutt’altro genere e non mi è mai pesato, sono scappata perché facevo due ore al giorno di strada e lo stipendio arrivava 1 mese si e 3 no.
    Credo comunque che focalizzarti su altro, come ad esempio il volontariato potrebbe essere un buon modo di sfruttare le tue capacità e tornare a sentirti appagata anche se credo che il tuo non sentirti appagata dal lavoro sia dovuto alle esperienze avute in questi 25 anni più che per la mansione in sé.

  • 334
    depresso1 -

    Anch’io a volte mi annoio sul lavoro,
    a volte entrano giusto 5 clienti in tutta la mattinata.
    Cerco di leggere circolari aziendali per tenermi aggiornato, il punto
    è che potrebbero entrare 5 clienti, come 100.
    Ormai ho capito quali sono i giorni top e quelli
    morti e così nei giorni come oggi, porto avanti
    le cose che non ho potuto fare nei giorni top.
    Mi leggerei il giornale, ma la mia capa potrebbe prendere la cosa male e io ho bisogno di questi soldi.

  • 335
    Chibi -

    Ciao a tutti, si l’età anagrafica può diventare un problema… diciamo che ancora non lo vedo come un problema ma potrebbe diventarlo. Mi dispiace perché ho avuto per molti anni dei momenti di grande soddisfazione lavorativa , ero veramente entusiasta di quello che facevo…non sapevo cosa volesse dire la parola noia. Ma è andata così..ora sono qui in crisi per non saper come sfangare la giornata. Non posso portarmi troppo avanti con i lavori per il rischio poi di non aver nulla da fare per il resto della settimana.
    Se volete sono diventata molto brava ad organizzare weekend e viaggi in Italia, menù settimanali, organizzazione dei lavori di casa.

  • 336
    depresso1 -

    Anch’io devo rallentare il lavoro,
    lasciare qualcosa per gli altri giorni della
    settimana , altrimenti non avrei nulla da fare.
    Una mia collega si è messa a fare la calza
    ma io sono un uomo…
    Per non parlare della guardia giurata che un giorno
    si è messa a caricare la pistola in ufficio.

  • 337
    Chibi -

    Quello che mi dispiace è che questa situazione sta condizionando pesantemente anche la mia vita privata. Come dicevo sono 2 anni e mezzo che mi trovo in questa situazione ma gli ultimi 6 mesi stanno lentamente e inesorabilmente mettendo a dura prova anche la mia salute mentale.
    Non credevo, pensavo e soprattutto speravo di riuscire a trovare una soluzione o il modo per fare passare in qualche modo le giornate. Tra l’altro sono in ufficio da sola, non ho colleghi. Se avessi da fare non sarebbe un grosso problema, ma così inizio a sentire anche la mancanza di scambiare due chiacchiere.

  • 338
    Chibi -

    Sto seriamente pensando di prendere appuntamento con un terapeuta oppure di cambiare lavoro.
    Insomma qualcosa devo fare perché sono molto molto demotivata.

  • 339
    gabriele -

    Cara Chibi, in passato ho usato commenti duri, lo riconosco, ma ti invito a trovare uno sfogo più salutare, che pensare di risolvere da una terapeuta. Perchè anche se tu ci andassi, non risolveresti il problema, perchè saresti a pagare, per arrivare probabilmente ad una conclusione che avevi già pensato, perchè in effetti non hai problemi tali da necessitare di un terapeuta, e quello ad un certo punto delle sedute ti chiederà: “perchè non cambia lavoro, se l’ambiente attuale è così nocivo per lei?” Te la faccio io la domanda, così risparmi soldi. Il terapeuta quando ti focalizza la domanda, che nel tuo caso potrebbe essere questa ha esaurito il suo compito, ma è un compito inutile, perchè tu sei già arrivata a porti o a focalizzare questa domanda, capisci?

  • 340
    Chibi -

    Eh che dire….io so solo che questa situazione sta condizionando pesantemente la mia vita privata e la cosa non mi piace per niente.
    Il tempo trascorso in ufficio da sola senza quasi nulla da fare mi sta alienando. Qui non c’è movimento…non so clienti, telefono che suona…nulla di tutto ciò. Ci sono io e i miei colleghi che lavorano in officina, finito. Sono passata dal lavorare in un porto di mare ad una spiaggia deserta… tanto per rimanere in tema. E sinceramente mi sento più a mio agio in mezzo alle persone che sola con me stessa! Sono arrivata a rimpiangere anche qualche discussione con i colleghi almeno mi sentivo viva.

  • 341
    Chibi -

    Non pensavo che il poco lavoro potesse darmi dei problemi di questo tipo. Io sono abituata a non stare mai ferma… tanto che qui pulisco anche gli uffici proprio per fare qualcosa e sentirmi utile, ma l’ambiente non è grande per cui faccio anche velocemente ( a parte quando pulisco i vetri e le porte).

  • 342
    Gia -

    Chibi sottoscrivo gli ultimi messaggi. E’ esattamente questo il punto, lo stare tutto il giorno da sole con poco da fare, salvo casi eccezionali, che ci porta a sentirci alienate. Ti capisco quando scrivi che ti capita di rimpiangere qualche discussione con i colleghi perché io per prima spesso mi fermo a pensare che se non affrontassi quotidianamente tutte le discussioni con il mio collega, se non mi trovassi a dover risolvere i casini che crea o a gestire i clienti che ignora palesemente avrei ancora meno da fare, per questo mi sono proposta più volte di affiancarlo almeno mi farei carico diretto di determinate situazioni e le gestirei direttamente nella maniera corretta, ma io posso subentrare solo a danno fatto quando nessuno vuole più saperne nulla.
    Penso che per chi ci legge dall’esterno senza essere in questa situazione sia impensabile arrivare a concepire un ragionamento di questo tipo quindi è ancora più chiaro quanto tutta questa situazione sia assurda.

  • 343
    Gia -

    Anche nel mio caso il sentirmi alienata si ripercuote al di fuori dell’orario lavorativo, come un tarlo che a poco poco mi consuma da dentro lasciandomi priva di ogni energia. Esco dall’ufficio che mi sento distrutta, fisicamente e mentalmente. Ho perso gran parte dell’interesse verso tutte quelle che prima erano le mie passioni e per presenziare in qualsiasi contesto sociale devo sforzami enormemente per non dire obbligarmi.
    @Gabriele, apprezzo che finalmente inizi a capire quello che volevamo dire tant’è che in questo caso sono d’accordo con te, l’unica soluzione è cambiare lavoro. Sto pian piano metabolizzando questa conclusione, consciamente lo so da sempre, ma lato pratico è come se ci dovessi arrivare dopo averle provate tutte, determinati risultati sono stati raggiunti grazie a miei sforzi, lasciare di punto in bianco purtroppo lo vivo come un fallimento ed è questo il motivo per il quale ho provato imperterrita a cambiare le cose; è come se dovessi arrivare al punto di pensare “Più di così non potevo fare, a mai più”.

  • 344
    Chibi -

    Gia sai cosa mi sta succedendo? Ho un sacco di acciacchi fisici e a casa mi arrabbio per un nonnulla anzi a volte cerco la discussione!
    Sarà normale?!
    Sinceramente credo sia tutto collegato, mio marito mi dice di andare a fare della boxe per sfogarmi!
    Questa mattina poi non ti dico… collo, schiena..sono arrivata al punto di non riattaccare alle telefonate dei call center pur di parlare con qualcuno!
    L’idea di cambiare lavoro al momento mi spaventa molto perché ho sempre paura di trovarmi nella stessa situazione.
    Non so come fare per interrompere questo circolo vizioso e tornare quella di prima.
    Questa solitudine forzata si sta trasformando in una prigione, non organizzo quasi più nulla, evito le uscite con le amiche..no non sono più io.
    Comunque auguro a tutti voi un buon weekend!

  • 345
    La verità -

    Avete un lavoro e ancora vi lamentate…sfaticati

  • 346
    Ana -

    @La verità

    Piccolo della zia! Devi sapere che alcuni lavori o posti di lavoro tossici dopo un po causano stress mentale. In Italia purtroppo sei bloccato perché sennò hai come unica alternativa la disoccupazione. Me ne sono dovuta andare nel Regno Unito. Qui cambiare lavoro é la normalità. Se un lavoro inizia a stressarmi e a causarmi problemi di salute mi metto in movimento per cambiare: mi faccio aggiustare il CV da colleghi o conoscenti più esperti, faccio simulazioni di job interview con esperti, mi iscrivo alle agenzie interinali, faccio applications per le grandi compagnie perché sono più inclusivi con gli Asperger e menziono la mia condizione perché così al job interview capiscono che ho un body language particolare (eye contact lo faccio piuttosto forzato, stringere la mano é come per me recitare, risulto nervosa quando in realtà sono eccitata dall’opportunità, mi impallo su certi argomenti, ho delle stereotipie tipo muovere i piedi se sono seduta).

  • 347
    Ana -

    Fino all’ anno scorso lavoravo come PA per il padrone di 3 B&B, un’ufficio di manutenzione e delle proprietà, con il Covid ha licenziato tante persone e mi sono trovata a fare il lavoro di 5 persone, la mia salute mentale stava andando a puttane. Questo stronzo mi manipolava dicendomi che non dovevo perdere tempo a fare colloqui, non mi dava un giorno libero nemmeno se ero malata. E molti mi dicevano che dovevo smetterla di frignare perché molta gente aveva perso il lavoro. Ma loro parlano a sproposito e non sanno che troppe cose insieme mi rovinano la salute e non sono compatibili per un Asperger. A momenti finisco al manicomio criminale. Ogni volta che mi si rivolgeva la parola mandavo bestemmie all’interlocutore. Poi per fortuna mi é finito il furlough e mi ha messa redundant. Due settimane a casa, con il sussidio per disoccupazione mi riposo e il job center mi aiuta per il CV a tante agenzie di Londra. Mi chiama un’agenzia per un lavoro all’università e accetto contentissima.

  • 348
    Gia -

    Chibi certo che è collegato, penso che sia conseguente a tutto quello che ogni giorno sopportiamo per tenere duro. A lavoro posso dire la mia e far valere le mie ragioni fino ad un certo punto perché tanto non mi ascoltano/capiscono e devo comunque mantenere un alto livello di educazione, non appena invece cambia il contesto alla prima occasione via che riverso, senza volere, tutta la mia rabbia e frustrazione su chiunque mi ritrovi davanti, purtroppo me ne rendo conto solo dopo aver sbottato. Sono “tirata” come una corda di violino e quindi mi basta un nulla, sopporto cose 40 ore a settimana al di fuori di qui non tollero più nulla che non sia come dico io, lo so che è che è sbagliato e in effetti forse la boxe non è una cattiva idea!

  • 349
    Gia -

    -Questa solitudine forzata si sta trasformando in una prigione, non organizzo quasi più nulla, evito le uscite con le amiche..no non sono più io- potrei averlo scritto io, mi sono allontanata da tutte le mie amiche proprio per questa situazione, inizialmente mi sfogavo con lunghi messaggi in cerca di un punto di vista diverso dal mio, un conforto o anche solo per sentirmi capita, con il tempo però ho iniziato a ricevere risposte sempre più scontate, frasi fatte, parole usate con il contagocce per stroncare il discorso e commenti dal tono passivo aggressivo, lì ho iniziato a sentirmi un peso come un disco rotto che ripete in loop le stesse cose e quindi ho smesso di parlarne fingendo che tutto va bene ed è così che senza accorgermene mi sono allontanata da tutte.
    @Ana hai ragione, è esattamente così. Certi posti di lavoro sono tossici e purtroppo non è così semplice cambiare anche perché sai cosa lasci ma non cosa trovi.

  • 350
    Chibi -

    Ciao ragazze e buon anno!
    Come state sempre ad annoiarvi?
    Io si…non è cambiato nulla e non sto cercando nessun lavoro, non ne ho voglia e ho paura di trovarmi sempre con lo stesso problema.
    Voi come state? Avete trovato il modo di dare un senso alle ore in ufficio?

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