Annoiarsi a lavoro
di
Anika
Riferimento alla lettera:
Buonasera, ho trovato questo sito per caso et voilà eccomi qui. Vi è mai capitato di essere stanchi della vostra vita? Di svegliarvi al mattino e come primo pensiero dire: un'altra giornata di me**a sta per cominciare! Beh, a me capita tutte le mattine. Ho sempre pensato, fin da bambina,...
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Data di pubblicazione: 2 Maggio 2018
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Si Gabri hai ragione è un cafone… all’inizio non gli davo molto peso anche perché si tratteneva, poi col tempo ha iniziato come dire ad allargarsi, dovevo dargli l’alt da subito.. comunque alla prossima battuta lo stoppo e metto le cose in chiaro.
io ho un collega uguale al tizio che hai descritto della palestra, peraltro sposato e con due figlie. Va girando vantandosi le sue avventure magari anche facendo vedere le foto delle suddette tipe. Dubito siano tutte storie vere, però fa veramente ribrezzo vedere un uomo sposato e padre comportarsi in quel modo. Peggio dei ragazzini delle medie/superiori.
Mi vengono i brividi a leggere di questi atteggiamenti, la penso esattamente come Gabriele anche se sarei andata ben oltre il termine cafone.
E’ proprio un qualcosa che non tollero e non concepisco.. ancor più in un ambiente lavorativo, con un rapporto titolare/dipendente. Rimango allibita che si metta a fare allusioni sulle donne con una dipendente donna, senza nemmeno pensare che tu potresti chiederti se fa lo stesso su di te quando non ci sei.. almeno la decenza di farlo con un altro uomo, non lo giustificherebbe ma potrebbero almeno avere la stessa sensibilità, cosa che comunque non è scontata come dimostra Gabriele.
Nulla mi fa uscire di testa come le persone che non capiscono i confini del rapporto instaurato, battute di queste tipo presuppongono per lo meno un certo grado di confidenza, ma chi ti ha dato sta confidenza?
A me è successo qualcosa di vagamente simile con un ex collega, è bastato guardarlo in un certo modo che non si è più permesso.
Il mio titolare non si vanta nulla in questo senso, però sono battute anche pesanti e allusioni continue riferite a donne che incontra quotidianamente, ad esempio la barista oppure l’impiegata di un nostro fornitore o cliente. Si benissimo che sono argomenti all’ordine del giorno tra uomini ma, in quei 5-10 minuti di pausa caffè evito sia lui che i ragazzi della produzione perché è sempre di quella.
Già non parlo con nessuno se poi il massimo dei discorsi sono quelli, ciao, rimango nel mio ufficio.
Comunque oggi è venerdì e fino a lunedì mattina non ne voglio più sapere! Buon weekend
Si è vero non avevo sinceramente realizzato che si è preso una libertà nei miei confronti…cavolo, ora che ci penso sono ancora più arrabbiata anche con me stessa.
Tante volte ho pensato come voi che poi in mia assenza faccia gli stessi commenti, anzi è molto probabile.
@Chibi, mi dispiace che tu debba sopportare queste cose, anche perché c’è un rapporto professionale, tra l’altro con gerarchia e rapporti che non sono alla pari, perché accennavi al fatto rapporto titolare-dipendente. Per quanto mi riguarda, ho sempre avuto una vita normalissima, nella quale mi è capitato di fare pure il modello per una sartoria, e quindi pensavo essendo “modello”che avrei assistito a molta superficialità fra i colleghi modelli e modelle, in realtà paradossalmente c’è molta più profondità d’animo che in altre situazioni o settori. Ho conosciuto un ragazzo, col quale poi è nata una bellissima amicizia, modello di intimo, quindi fisico perfetto, quasi scultoreo, che aveva comunque dei complessi di inferiorità, perché purtroppo pieno di nei, e io invece manco a pagarli oro, ci siamo trovati a cambiarci e lui mi ha detto, “c.... Gabri, ma hai una pelle stupenda!”.
Cioè è stato esplicito, e io gli ho detto “Mattia pure tu stai da intimo perfetto” che è un…
…complimento vero ed autentico. Sembra che le cose che ho raccontato non centrino nulla, ma la mia domanda è: se fra modelli, si è così, come dire sinceri e pudici allo stesso tempo, senza essere cafoni, ovvero senza sbandierare ai quattro venti la propria vita sessuale, perché altrettanto questi uomini-adolescenti coi quali avete a che fare, non possono fare altrettanto? Evidentemente perché gli manca. Un uomo vagamente soddisfatto della propria vita, anche sessuale, và in giro nella maniera più serena possibile, e che abbia o meno delle donne sue pari o superiori non gli fa proprio un bel niente, si lavora e basta.
Poi c’è sempre la questione del punto di vista a rovescia: l’uomo fa il cafone, ma la donna che eventualmente ha avuto a che fare col cafone, che cosa direbbe? Sarebbe contenta di sentirsi oggettivata, alla pubblicità ed alla berlina di tutti? Io non credo. Quindi questi uomini sono adolescenti frustrati, che mi dispiace vanno in solitaria, non che ci sia niente di…
Chibi non prendertela con te stessa, hai reagito come avrebbero reagito in tanti di fronte ad un rapporto che non è sullo stesso livello anche a me capita di sorridere o comunque esprimere una sorta di consenso quanto il titolare fa certe battute, nulla a che vedere con esternazioni sulle donne, ma comunque uscite poco piacevoli e infelici che al di fuori del contesto lavorativo di certo non farei finta di condividere, diciamo che non potendo rispondere lo compatisco.
Questa settimana ho raggiunto una sorta di resa dei conti con me stessa, ho capito quanto questa situazione mi stia facendo male anche al di fuori del contesto lavorativo e ho deciso che le cose devono cambiare, so che potrebbe sembrare una scusa ma mi sono data come ultimatum la fine dell’anno, dopodiché che sia per un altro lavoro, che sia perchè vado in Naspi o che sia perché rassegno le dimissioni non ho intenzione di continuare così anche nel nuovo anno.
Sono più serena perché ho cambiato atteggiamento ed ho iniziato a mettere i problemi in mano a chi di dovere invece di riferirli una volta trovato il modo di gestirli. Per via dell’impicchiata del fatturato dopo le ferie come ogni anno ci sono problemi con le scadenze di settembre, ho preparato un prospetto e l’ho consegnato alla proprietà e sono in attesa di indicazioni, ovviamente sono consapevole che nessuno busserà alla mia porta offrendo ipotesi per tamponare il problema, ma va bene così è l’ennesima dimostrazione di come viene gestito tutto quanto qui dentro, mi assumo la responsabilità di portare avanti tutto senza il minimo supporto per poi venire a sapere tramite vie traverse che “nascondo/nascondiamo le cose” bene per quanto mi riguarda può saltare tutto sto mese se non mi viene detto come procedere, mio stipendio compreso.
Questa settimana sono a casa con la febbre e mi sto un po’ spurgando…e sto cercando di farmi forza a inviare un po’ di curricula perché non ho più molto entusiasmo.
Gabriele capisco il tuo discorso e lo condivido, anche secondo me chi ha bisogno di fare questo tipo “battute” nasconde molta frustrazione e insoddisfazione ma non non più disposta ad accettarle.
Pensa che settimana scorsa ho fatto in colloquio di lavoro deprimente..il titolare dell’azienda ha fatto battute infelici sulla mia età..mai visto prima,sono rimasta basita ..me ne sono andata senza salutare.
Da quel momento ho iniziato ad avere una gran Inc….Ra.. e poi, forse la febbre è arrivata di conseguenza.
Gia anche io preparavo report su report ignorati dalla direzione, non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere.
Salvo poi svegliarsi tutto in una volta e cadere dalle nuvole!
Chibi e ti credo che ti sei in*****, io davvero non capisco cosa c’è di sbagliato in questo mondo, non voglio generalizzare ma il discorso dell’età mi fa davvero innervosire, trovo che nel mondo del lavoro le persone andrebbero valutate in base alle competenze se una persona sa fare quello che deve che importanza ha l’età anagrafica? Specialmente con delle regole che ci vogliono in prima linea fino a 70 anni. Tuttavia mi rendo conto che il sistema non funziona in base al merito e che ci vuole anche una buona dose di fortuna infatti la mia frustrazione dipende in parte anche da questo, ho 30 anni e non voglio restare ingabbiata per poi trovarmi al palo quando non sarò più appetibile nel mercato del lavoro, me ne rendo conto!!
L’ultima frase del tuo commento è il titolo che posso dare a questa settimana, una volta obbligati a guardare la realtà in faccia sembrava quasi fosse una novità del giorno, allucinante considerando che è così ogni mese da sempre e da ben prima che arrivasse la sottoscritta.
Sono stata anche chiara sul fatto che non so quanto ancora posso reggere questa situazione (e non parlo del discorso finanziario) e mi sono tolta una macigno, l’idea di aver pre-allearto delle possibilità che me ne vada mi ha dato un senso di leggerezza. Mi faccio forza sul fatto che anche questa settimana è quasi finta, riguardati Chibi, buona guarigione!
Chibi come va? Ci sono novità? Io qualcosa sì ma non dico nulla per scaramanzia.
Diciamo che fino a fine anno è continuato tutto sempre allo stesso modo c’erano dei piani (contorti e difficili) per tentare di risolvere la situazione ma quando siamo rientrati ci siamo trovati il colpo di scena, la situazione ribaltata, costretti a “cambiare rotta” per rispettare la gerarchia. Il mese di gennaio è stato l’apice della follia, ho iniziato a starci male fisicamente, stress a mille, nausea, ansia costante, costretta a fare cose sbagliate, illogiche o assurde solo per rispettare l’ordine impartito, ho patito troppo l’essere costretta ad andare contro me stessa. Si sono però create delle situazioni che mi portano domani ad avere un colloquio e se tutto va bene lascerò la nave prima che affondi del tutto (credo manchi davvero poco). Sono un po’ nervosa a buttarmi nel vuoto uscendo dalla mia comfort zone ma è davvero necessario ed un occasione così non l’avrei nemmeno immaginata. Speriamo che Dio me la mandi buona! Ti aggiorno se passi ancora di qui.
Ciao Gia!
Sai che anche io sono in fase di cambiamento..e ti dirò non è stato per niente facile decidere ma alla fine penso di aver fatto la scelta giusta.Al momento sembra così. Ormai mi ero abituata ai tempi blandi e dilatati dell’ufficio dove ho lavorato fino ad un mese fa e la mia paura era quella di non essere più capace a lavorare seriamente!
E invece è come andare in bicicletta, se hai le basi buone e buona volontà si può fare!
In bocca al lupo Gia e credi in te stessa e nelle tue capacità! Ti abbraccio forte!
Ciao Chibi, è ufficiale ho dato la dimissioni e tra poco meno di un mese inizierò il nuovo lavoro.
Sono elettrizzata mi credi? Non voglio illudermi anche perché dopo questa esperienza ho una visione del mondo del lavoro completamente disillusa ma poi penso che anche se non sarà tutto rosa e fiori sarà senza dubbio un ambiente sano, con persone responsabili, con gerarchie da rispettare vere e proprie e seppur mi troverò col tempo ad avere delle responsabilità sono certa che non avrò più addosso il peso di tutta l’azienda, mi sembra un sogno. La sensazione che provo ora mi ha fatto capire ancora di più quanto fossi arrivata al limite e quanto stessi vivendo una “non vita” trascinandomi con forza in ufficio ogni mattina, andare contro noi stesse quotidianamente ci spegne, ci consuma ed è assurdo quanto anche solo il proiettarsi da qui a un mese mi abbia completamente cambiato la prospettiva.
Guardandomi indietro mi rendo conto che avrei dovuto trovare il coraggio di prendere questa decisione ben prima di arrivare a questo punto ma come hai detto tu devo imparare a credere di più in me stessa e nelle mie capacità. Mi mordo la lingua se ripenso a tutto la m*** che ho mangiato per star dietro ad una persona che veramente non si merita nemmeno il saluto, tuttavia voglio concentrarmi sul futuro e non restare avvelenata dal passato. Mi affido al karma confidando che farà il suo corso. Tu invece? Hai cambiato? Come ti trovi? Raccontami 🙂
Gia ma di dove sei?? 😮 Una mia amica si è appena dimessa e la storia è simile, mi sembri lei a tratti 🤣
@misonorotta ti credo in questi anni leggendo qui e la i vari forum ho capito che sono situazioni che capitano più spesso di quanto una si immagina e più di quanto dovrebbero. Sono agli sgoccioli, ancora una settimana, non mi smembra vero e sono a pezzi da questo ultimo periodo ma molto fiduciosa sul futuro e con tanta voglia di rimettermi in gioco, uno dei motivi che in questi anni mi bloccava era, conoscendo il mio carattere, l’ansia da prestazione che sentivo all’idea di ripartire da zero che potrebbe sembrare una sciocchezza ma chi soffre d’ansia sa di cosa parlo, al momento invece zero, sono talmente arrivata al punto di rottura qui dentro che sono in pace con me stessa e non mi spaventa il cambiamento (almeno per il momento).
Nelle ultime due settimane abbiamo raggiunto dei picchi di follia che non vi sto nemmeno a dire, mi sento come se stessi saltando da un treno deragliato poco prima dello schianto e la sensazione che provo è indescrivibile. Davvero non mi capacito come sia riuscita a sopportare tutto questo per così tanto tempo e in parte mi colpevolizzo di non essermi “svegliata” prima. Lo so che è facile parlare ora ma davvero avrei dovuto reagire anni fa e invece ho soffocato me stessa, il mio carattere e tutto per restare in un ambiente malsano, tossico e senza un futuro. Sono talmente nell’ottica di tagliare ogni genere di rapporto che se penso al dovermi interfacciare dopo essermene andata per sollecitare l’ultimo stipendio/trattamento di fine rapporto mi sale la nausea, arrivo al punto da pensare per non dover sentire nessuno “tenetevi i soldi”, sì do per scontato che se mai li vedrò sarà solo dopo vari solleciti da parte mia perché saranno usati come “ripicca” al mio essermene andata e visto il livello dei ragionamenti sentiti in questi anni è sicuro che andrà così.
Gia come stai? Io ragazze sono passata dalla noia dei precedenti lavori alla totale disorganizzazione di quello attuale. In questo momento non ci crederete ma rimpiango la noia, una azienda di pazzi.Non mi capacito di come si possa lavorare così ma soprattutto l’azienda è solida, diciamo che per i tempi che corrono è tanto. Voi che fate? Cosa mi raccontate?
Ho riletto quel mio commento del 2017/2018 dopo per fortuna la mia vita è migliorata oggi sono una professionista diversa più libera e mai più vorrò stare 8 ore a fare nulla e sprecare la mia esistenza per qualcuno che non eleva il mio potenziale né lo capisce. Auguro a tutti il meglio , abbiate sempre la forza per cercare il meglio per voi
Mi fa molto piacere! Queste sono belle notizie. Nel mio caso sono passata da un estremo all’altro, se non altro la giornata scorre velocemente rispetto a prima. L’organizzazione fa acqua da tutte le parti, e si corre per porre rimedio.
Al momento me lo faccio andare bene che solo per l’orario e la vicinanza a casa.
Ciao Chibi, come stai?
È un po’ che non mi collego, quante cose da raccontarti! Hai novità da febbraio?Io sto meglio, ma non è stato un cambiamento radicale: le giornate oscillano tra il troppo e il nulla cosmico da fare, a volte mi sento quasi di troppo.
Mi sono inserita in una realtà già molto strutturata, dove farsi spazio ed essere presa in considerazione è difficile, sia una questione di abitudini che per via del mio carattere che tende sempre a fare un passo indietro.
Lavoro a stretto contatto con una collega con il doppio dei miei anni, in azienda da sempre. È molto preparata ma poco incline a trasmettere le sue conoscenze. Non gliene voglio fare una colpa: è da trent’anni che lavora da sola.
Pensavo di aver trovato un posto dove mettermi alla prova, e poter dimostrare che valgo, soprattutto a me stessa. A volte ci riesco, ma spesso no.
Conclusioni?
Ho trovato il lavoro perfetto? No.
Ho risolto il problema dei tempi morti? Assolutamente no — con la differenza che qui, nei momenti di pausa, non posso nemmeno gestire il mio tempo come vorrei.
Mi sono pentita del cambiamento? Neanche per idea.
Ho praticamente zero responsabilità e, rispetto a prima, vengo pagata decisamente meglio, ma sopratutto non ho più a che fare con certe persone instabili.
Forse il problema sono io, che non riesco mai a essere davvero soddisfatta.
Magari ho una percezione distorta di come gli altri mi vedono e tendo sempre a vedere tutto in negativo.
Per ora mi accontento, cercando di vivere questa esperienza per quella che è.
Considerando anche l’età del titolare, dubito che l’azienda avrà una lunga vita davanti — dieci anni, forse.
La prendo quindi come una tappa, una delle tante che affronterò nel mio ancora lungo percorso lavorativo. Un abbraccio