Amare un uomo sposato… quanta sofferenza!!!
Riferimento alla lettera:
Piango, mentre scrivo piango, sono le tre di notte e per l'ennesima volta non ho sonno... mi sento soffocare dal dolore. Troppo!!! Si può amare al punto da sentirsi male? Si può amare così tanto? Può essere così forte l'amore per un uomo sposato? un uomo diviso a metà, un...
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Data di pubblicazione: 29 Marzo 2012
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Categorie: - Amore
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Grazie anche a te Mimii. E sta sempre fuori dal pensiero massificato. Buona vita.
TL/Carla: e’ l’alternativa spesso di chi non ha il coraggio anche per futili motivi egoisti quanto le ragioni per cui tradisce. Che le relazioni siano brevi o no. A me non sconvolge certo che una persona possa avere dei momenti di dubbio e confusione nel corso della vita e neanche che si rifaccia una vita prendendosi le sue responsabilita”. Che riguardano secondo me anche il modo in cui ti poni verso chi lasci o non ami piu’. Non di tipo economico. Ma forse dovrebbe essere non l’ultima persona a sapere cio’ che lo riguarda da vicino, cosi’ da vicino e beccarsi danni e aggressivita’ ulteriore da parte di chi sceglie (ne ha facolta’) di fare scelte individuali e di cambiar vita. Il problema(condivido cio’ che dice Rossana sulla minor stima) e’ che i non coraggiosi che tengono il piede in due scarpe pensando alla loro paura di un possibile “vuoto” o altro per loro autotutela spesso se ne fregano delle ripercussioni su chi ancora non sa cosastia accadendo e il loro “dilemma”..al di la’ che separazione/tradimento sian cose di questo mondo tantissimi dal comportamento del traditore non ricevono danno solo morale o ‘sentimentale’ e neppure solo prettamente economico legato al patto in se’. Mi spiego: la persona che, ignara,fa delle scelte insieme a qualcuno che afferma di esserci ma sa di avere dubbi e un’altra vita. Scelte che, se lascera’ o verra’ lasciato scoprendo un tradimento (e un dilemma egoistico o disamore e inganno) peseranno sull’altro. Che non sapeva. Tipo “facciamo un mutuo a nome mio” (o “a nome tuo) considerando una coppia in cui comunque entrambi sono coinvolti in un progetto di vita. Che puo’ cmq concludersi. Ma alcuni lo sanno in corso d’opera o mentre si chiedono “magigio/gigia mi offrira’ di piu'” non pensano che l’altro non puo’ neppure tutelarsi rispetto ad una realta’ di cui e’ all’oscuro. Tante sono storie come queste. O di mariti che si ritrovano in auto perche’ la moglie ha cambiato vita. E lo scoprono di colpo e a loro spese. Quando c’era premeditazione. Il discorso e’ complesso ma non riguarda solo atto sessuale o meno, decisione di andarsene, che e’ propria della separazione anche senza corna, disamore/amore, infelicita’/felicita’. Il tradimento ha molti piu’ risvolti e a seconda anche della concezione di se’ e gli altri che il traditore o la persona in crisi ha.
mavala’ di nick improvvisi se ne vedono di solito quando ci sono risse ed è facile individuarli si fanno i complimenti da soli e si spalleggiano come se fossero amici da 40 anni, di Candida io devo dire mi ricordo poco, forse era un periodo in cui non seguivo tanto il forum, non so, ricordo qualche commento poco prima che andasse via quindi non ti saprei aiutare ma anche io non me la ricordo così aggressiva, poi magari mi sbaglio io, è passato tanto tempo.
Ciao MIMI, ricambio con affetto il tuo saluto.
Cavolo Luna, sei sempre piu’ machiavellica…
Mavala’: non ricordo, ma puo’ darsi mi siano sfuggiti quei momenti che dici. Ogni tanto, e’ vero, comunque, alcuni sono immediatamente sgamabili anche se da Contessino diventano Alvaro e poi Mr Deltaplano. I
/ Barbabietola, Cicci, sono cose che succedono di frequente, perbacco. Forse tu vivi su un’isola deserta o un Paese dove cio’ non accade mai. Bene! O magari se sono comportamenti che hai attuato verso il prossimo senza pensare che ci fosse alcun problema nel farli non te ne sei neppure accorta. E non capisci che ci sia mai di strano, perdindirindina. Scusa, sei sicura di aver usato propriamente il termine machiavellico rivolgendolo a me? Nel non dare giudizi, naturalmente. E’ proprio vero cge e’ una tendenza disdicevole quella di affibbiare etichette agli altri frequentatori del forum quando esprimono le loro idee. Comprendo che poi ci sia chi stigmatizza il problema :O. Ah, verza e bieta erbetta: forse volevi dire che sono appunto macchiavellici volens o nolens coloro che nel pensare al proprio culo sono’ @astuti, sleali, senza scrupoli, spregiudicati, subdoli, cinici, usando strategie che non disdegnano l’inganno@ (e secondo un’arbitraria interpretazione dell’opera di Macchiavelli @ill fine giustifica i mezzi@) e quindi, come dicevo, creano danni al partner di vario genere, tradimento o separazione in se’ a parte. Quindi si’, hai colto il senso del mio commento. A parte il tuo refuso, dovuto probabilmente ad un problema della tastiera. / Mimii, grazie del saluto che ti sei sentita di scrivermi. Eh, che vuoi, puo’ capitare, non e’ certo un dramma. Succede persino con le stazioni radio, ancora, nonostante il progresso.
Saluti a te.
Carla,
hai ragione nell’affermare: “il più banale è per apparenza, per continuare a mantenere l’immagine di brava persona con amici, parenti e conoscenti.”
soprattutto se ci si impegna a costruire (e si tende a far brillare il tutto, in cui si crede, agli occhi altrui) diventa particolarmente difficile in seguito soffiare sul castello di carte e ammettere, pubblicamente, che si trattava di un qualcosa non propriamente esistente nella sostanza che si era data a vedere.
senza contare, poi, che spesso una separazione è dolorosa non soltanto per il coniuge lasciato e per i figli ma anche per genitori, parenti e amici, che devono necessariamente schierarsi.
è come un’imposizione crudele per tutti, che contribuisce a far sì che i’amante resti al proprio posto e continui a recitare il proprio ruolo.
è interessante notare, dalla recente cronaca nera, come alcuni uomini preferiscano arrivare all’omicidio piuttosto che lasciare prima che la situazione diventi insostenibile.
sul versante femminile, invece, si percepisce da parte dei media e dell’opinione pubblica molta tolleranza nei confronti della mamma scomparsa di Costigliole d’Asti: è come se lei non avesse tradito, pur essendo evidente il suo sbandamento. famiglia perfetta, per di più religiosa!
i principi sono cosa sacra e non negoziabili ma può succedere che la vita li travolga o li faccia passare in secondo piano.
credo che ognuno possa inciampare nella vita ma bisogna prenderli le proprie responsabilità. In passato mio padre non lo fece, ci abbandonò all’improvviso dopo anni che teneva il piede in due scarpe. Gli capitò l’occasione di scappare all’estero con questa perché lei trovò lavoro e prese la palla al balzo e ci lasciò. Non lasciò neanche un biglietto, mio zio lo seppe all’ultimo momento e nel pieno dell’imbarazzo ce lo disse. Dalle ultime voci che mi arrivarono seppi che si erano lasciati perché entrambi avevano storie parallele, ma anche quelle naufragarono. Lui, tramite mio zio, cercò di capire se voleva tornare a casa io non lasciai rispondere mia madre, dissi a mio zio che per noi era morto. Non aveva avuto il coraggio neanche di scriverci ti rendi conto? Ho passato anni ad odiarlo e a non fidarmi più di nessuno. Mia madre solo da poco ha un nuovo compagno, è stata in lutto per troppo tempo. Sono felice per lei perché quest’uomo le vuole bene davvero. Io mi sono fatta una vita anche io ho un uomo ma è stata dura. Mio padre è scappato ma per non essere giudicato se ne è andato. E se l’amante non sarebbe andata all’estero?Cosa avrebbe fatto? Avrebbe tradito fino alla prossima amante. Non ho avuto un padre ma non importa. Ci siamo liberate di una menzogna e anche se la verita’ ci ha fatto male credo che sia stata la cosa migliore. La verita’ prima di tutto!
Carla, mio zio (amico di famiglia in realta’, ma come un parente) anni fa si e’ comportato come tuo padre. Direi peggio, nel senso dei dettagli, che dettagli non sono, ma immagino ne avresti molti. Quindi capisco molto bene i concetti che esprimi. Mio zio poteva separarsi, divorziare, avere un nuovo amore e una nuova vita. Di fatto lo ha fatto. Nessuno lo avrebbe costretto a restare, certamente non per l’apparenzama neppure per un ricatto di altrui amore. Ha esercitato una sua liberta’ individuale sancita anche dalla legge. Ma il modo in cui lo ha fatto e’ stato macchiavellico, lesivo, vigliacco e ha causato danni ad altri, con anche una inutile cattiveria. Nel suo caso e’ stato scoperto mentre bel bello stava nel suo equilibrio preparando con calma la sua “fuga”. Mia zia era totalmente all’oscuro, come figli e parenti mentre lui era appena diventato nonno e si comportava come sempre. Mia zia era all’oscuro del fatto che dall’oggi al domani, prima o poi, si sarebbe trovata con il cuore in gola anche su un tetto sulla testa. Lei all’oscuro, lui no. Che si preparava alla fuga trovando irrilevanti questi aspetti dopo 40 anni. Scoperto e’ andato fuori di testa in un mix di vittimismo e colpevolizzazione ma perche’ LUI non era ancora pronto. E gli scompaginavano i piani. Risparmio il resto. Molto molto squallido. Da parte sua. Forse tu il discorso che facevo allora puoi capirlo. Quando si parla di istinto e riscatto della propria liberta’ eccetera. Anche nel mors tua vita mea c’e’ chi non ha un senso del limite. Lo ripeto: nessuno ha impedito allo zio di andarsene ne’ di rifarsi una vita. Ma il modo in cui si e’ comportato va al di la’. E non e’ questione di “giudizio” ma di fatti concreti. Il cui peso e’ ricaduto sugli altri. Anche su chi, vicino a lui, ha beccato il rimbalzo non della sua “liberta’” ma del suo egoismo e del suo modo di ragionare. Di persone che si separano a 60 anni e’ pieno il mondo. Ma i suoi figli non hanno semplicemente un padre che si e’ separato per un nuovo amore. E lo dicono loro stessi e con cognizione di causa. Uno di loro si e’ anche separato e rifatto una vita, quindi non e’ questione di scagliare prime pietre sul concetto in quanto tale o di apparenze. Ma di sostanza, molto piu’ che di forma. Il modo e’ sostanza, non forma.
Carla,
hai perfettamente ragione tre volte: ci si dovrebbe SEMPRE assumere le proprie responsabilità e MAI comportarsi da conigli totali, come ha fatto tuo padre. la verità prima di tutto!!!
purtroppo, ci sono persone deboli, che non lo sanno fare. personalmente, non reputo “colpa” nemmeno questo pessimo modo di essere: non siamo noi a decidere dove nascere, da chi nascere, come essere cresciuti e quale temperamento di base riuscire a raggiungere attraverso tutto questo.
per me il problema dell’abbandono e/o tradimento ha connotati più leggeri quando non coinvolge i figli. temo sia nefasto innamorarsi di persone instabili e/o immature ma succede, e succederà sempre, con i risultati che ne conseguono.
mi dispiace per tua mamma, che capisco molto bene. quando si ama davvero si continua ad amare anche quando ci si rende conto che l’oggetto del nostro amore non merita tanta dedizione. mi fa molto piacere che abbia ora una nuova soddisfacente vita di relazione.
mi rendo conto che anche per te, o forse più per te che per tutti gli altri, è stata davvero dura. la figura del padre, benchè il mio fosse l’opposto del tuo, ha arrecato molto danno anche a me. le figlie pagano uno scotto molto alto quando si devono relazionare con padri assenti, sia che siano in casa che altrove.
se puoi, non pensarci più: sei stata sfortunata in passato ma adesso sia tu che tua mamma ce l’avete fatta. non sembra sia andata altrettanto bene a tuo padre. come vedi, si finisce quasi sempre di raccogliere quanto si è seminato…
Concordo Rossana,
Su quanto dici a Carla e concordo sul fatto che molto spesso il problema non è solo dirlo al coniuge, ma a parenti, amici, nelle relazioni di lavoro, e inevitabilmente si formano due schieramenti “innocentisti” e “colpevolisti”. Ne so qualcosa!
Anche il disagio che alcune persone godono a crearti, persone che non contente di sapere che ti sei separata, ma che scavano scavano mai sazie di dettagli.
Non tutti sono in grado di reggere, soprattutto se hanno scelto una vita di facciata.
Un saluto a tutte e due!
Luna capisco perfettamente il tuo discorso e mi dispiace per tua zia, so perfettamente cosa ha provato, spero che sia riuscita a riavere un po’ di tranquillità’ ed equilibrio.
Rossana per me mio padre è morto, non mi sento in lutto ma se lo vedrei non so come reagirei quindi cerco di pensarci poco. Hai ragione quando dici che le figlie pagano lo scotto di padri assenti, sai quante ne conosco? Tantissime! Nessuno può insegnarci a fare i genitori ma dovremmo almeno provare a farlo molti neanche ci provano.
Carla,
vero: si dovrebbe almeno provare a fare i genitori. ciononostante, credimi, non sempre i risultati sono ottimali anche quando si dà tutto quanto si è capaci di dare. la donna diventa madre fisicamente e emotivamente in contemporanea; per l’uomo è diverso: secondo me, in linea generale diventa padre attraverso l’amore che nutre per la sua donna. di solito, poi, quasi tutti gli uomini ancora preferiscono avere innanzitutto figli maschi…
mio padre, rispetto al tuo, era perfettamente giustificato. posso forse imputargli di essere nato orfano, di essere stato cresciuto per gran parte della sua infanzia e adolescenza in un orfanotrofio, e di non aver quindi avuto nessuno che gli insegnasse ad amare?
preferibile per te non pensare a tuo padre ma, se ti capitasse di trovarti a farlo, cerca di conoscere meglio la sua storia familiare. potresti scoprire qualche ragione che ti aiuti a comprenderlo di più.
mi sembra che in te permanga un dolore da abbandono molto forte. forse non lo vuoi ammettere ma ancora aspiri ad essere maggiormente accettata e amata da quest’uomo. ti auguro pace e serenità, in qualsiasi modo tu le possa ottenere.
un abbraccio a te e cari saluti a Mimii.
Carla, mia zia e’ una persona molto positiva di base, generosa d’animo. Le e” arrivato addosso un cataclisma sottomoltissimi punti di vista, tra cui vedere soffrire i suoi figli per il comportamento di lui nei loro stessi confronti. Questa, al di la’ della sua sofferenza personale, e’ una cosa che l’ha fatta soffrire molto. Anche perche’ i figli erano molto legati al padre che di colpo li ha cancellati e comportandosi veramente in un modo che neanche un estraneo con molto egoismo e cattiveria. Mia zia e’ una persona che mai ha messo i suoi figli contro il padre,neanche di fronte alle piu’ grandi nefandezze di lui. Cio’ non le impedisce di vedere la realta’. Essendo stato poi lui molto amato e rispettato, sempre. Non aveva motivi all’interno dei suoi rapporti famigliari ne’ nel suo personale vissuto per comportarsi con tanta insensibilita’ e proprio interesse, anche economico, nei loro confronti. Lei, lasciata dal marito in quel modo, visti i suoi figli e nipoti trattati in ql modo, trovatasi a rischio davvero di perdere anche il tetto e non mangiare e che paga ogni giorno degli errori e egoismi di lui, ancora e sempre, nella sua quotidianita’, che avrebbe dovuto fare allora? Impugnare un fucile e vendicarsi su lui e il mondo? Rivalersi sul mondo? Invece e’ una persona che pure tra difficolta’ e dopo colpi bassi pieni di effetti collaterali rimane con la sua natura. Lui l’ha rivelata la sua, o ha violentato la sua, senza averne manco un vero contingente bisogno. No di fare del male separazione a parte. Capisco cio’ che dici, @e’ morto – non voglio pensarci. Lo vedo nei suoi figli quanto e’ cmq difficile rapportarsi con queste cose. Per me stessa, avendolo conosciuto, frequentato una vita, conosciuto in un certo modo quotidianamente. E per gli altri “nipoti” come me, che hanno frequentato quella casa e quelle persone sin da bambini. Morto senza esserlo. Un morto che potrebbe ricomparire. Una cosa strana. Che non riguarda il fatto in se’ che non sia piu’ sposato con la zia, abbia un’altra vita, non viva piu’ fisicamente li’. E’ il resto. Su cui anche a non voler dare giudizi, e’ avvenuto e avviene. Alla nascita di un nuovo nipote, dopo che il primo che teneva in braccio sorridente, non lo ha mai piu’ visto, mai neanche un augurio di natale solo per lui, lo ha saputo certamente da qualcuno. Mentre c’era questo momento di gioia
Rossana conosco la storia familiare di mio padre, i miei nonni sono persone fantastiche e anche loro sono caduti in una forte depressione dopo ciò che è accaduto. I miei nonni si sono sempre chiesti dove avessero sbagliato, lo hanno amato ed educato, mai nessuno si sarebbe immaginato tutto questo. Ha avuto una vita molto più felice di tanti altri. Forse proprio per questo è scappato, ammettere ogni cosa con la sua famiglia lo avrebbe fatto morire di vergogna, mia nonna si chiede perché non gli abbia mai parlato del suo sbandamento, avrebbe fatto di tutto per aiutarlo e anche se avesse voluto lasciarci le soluzioni per rendere il tutto meno doloroso e più civile c’erano. Non c’è né giustificazione né perdono da parte di nessuno. Potrebbe tornare se fosse costretto, se si trovasse in qualche guaio ma con che faccia? Con che coraggio? Troppo tardi.
Ha saputo solo far chiamare dall’avvocato, per sue prepotenti e egoistiche ragioni. Non una parola una neanche per sapere se fosse andato tutto bene. Ok, coerenza. Ma la chiamata in quel momento? Foriera di angoscia pratica e ovviamente anche emotivamente spiacevole? La famiglia e’ riuscita, emotivamente, a non farsi molestare troppo da questo nuovo “attacco”, pur ponendosi concretamente il problema. Non in modo offensivo, sia chiaro. Andando dal proprio avvocato per capire cosa effettivamente comportasse. Alla fine chi ha avuto una vita con piu’ sofferenze in giovanissima eta’ e anche dei problemi di salute in passato e’ stata la zia. Lui e’ stato molto amato. Non troppo amato. Amato. Esiste anche un egoismo personale che va al di la’ di nessi psicanalitici. In fondo non e’ solo l’ambiente a contribuire a forgiarci ma anche noi, per come siamo, reagiamo e ci diamo le nostre ragioni. A mio zio non so che direi se lo rincontrassi. Nulla, probabilmente. Anche lo ascolterei, probabilmente. Peraltro la sua vita e le sue scelte sono cosa sua. Ma e’ vero che non ha cambiato solo la sua vita, ne’ cambiando la sua ha cambiato quella degli altri solo agendo un suo cambiamento su cui altri potevano essere piu’ o meno d’accordo. Oltre a far pesare le sue scelte concretamente sugli altri il suo egoismo e modo di guardare la vita sono andati “oltre”. E si sente nel giusto. Freud o non Freud, che riguarda lui, se la zia non era abbastanza “forte”, come puo’ esserlo tua madre, potevano tirarsi un colpo in testa o restare secche per dolore e angoscia. tra l’altro lui era un padre presente. Ha pensato al suo culo e ci ha pensato cosi’, punto. Certo che si sara’ dato le sue ragioni. Solo le sue. Per inciso: le mie sono parole di chi ha visto gli altri correre come criceti sulla ruota per tamponare e gestire il suo egoismo. E sa, sul lungo termine, che ferite comunque, abbiano portato per il suo comportamento verso ciascuno, non perche’ in se’ si sia voluto separare e farsi un’altra vita. Poteva andarsene in mille modi e ha scelto di farlo in un modo molto lesivo. Anch’io ti auguro serenita’ e vederla nelle persone che “ha travolto” e’ solo un bene. Che non sia semplice da rielaborare se poi l’altro fa di tutto per renderlo piu’ difficile pero’ posso capirlo. stimare qualcuno e perdonarlo senza che faccia nulla per… il rancore avvelena, non averlo fa bene a se’, ma anche il “perdono” e la “comprensione” non sono obbligatori. I campioni di egoismo esistono.
Carla 464: ok, ci siamo intese. E per inciso lo zio quando e’ stato scoperto e prima di filarsela in modo ignobile non ha ricevuto minacce e randellate dai famigliari. Ovviamente non una standing ovation ma aveva a che fare con persone sgomente ma che comunque gli volevano bene, tutte. E lo invitavano a guardarsi dentro con sincerita” che fosse pure per amdarsene e cambiare vita. E che nel darsi delle responsabilita” non davano per scontato che fosse ne’ stronzo ne’ rincoglionito ma non gli facevano pressing ma “accoglienza” . Ed e’ scappato dicendo che andava dai suoi parenti a riflettere da solo mollando la zia con un sms ai figli. Dicendo solo “dille che la mollo”. E poi tutto il resto della merda. E scoperte retroattive. Comprendo che tu non abbia eccessi di buonismo. Per quanto tutto possa essere relativoi. C’ero e so come si e’ comportato e che nessuno lo torturava. Poteva andarsene comunque. Ma non stiamo discutendo di questo. Il divorzio e’ legale. Anche dopo 40 anni. Ma stiamo parlando di altro.
” In fondo non e’ solo l’ambiente a contribuire a forgiarci ma anche noi, per come siamo, reagiamo e ci diamo le nostre ragioni”
concordo pienamente!
Carla,
mi dispiace che non ti sia possibile attutire almeno un poco la sofferenza.
è ovvio che l’ambiente conta soltanto in parte nella formazione di un individuo. nel caso di tuo padre probabilmente è prevalso il temperamento, e purtroppo nemmeno quello si può scegliere…
Certe cose nella vita non si scelgono, si subiscono per gli errori fatti da altri.
Carla,
profondamente vero il tuo commento al n. 469: nella vita non tutto si può scegliere e sono parecchi gli eventi e/o le situazioni che ci tocca subire, a volte anche non determinati da errori.
l’importante è far sì che non abbiano ad abbatterci ma che siano utili a fortificarci. a mio avviso, è destino di tutti che non tutto sia sempre ottimale e/o perfetto; dipende soltanto dalle modalità con cui l’imperfezione si affaccia al nostro essere e alla nostra esistenza.
Rispondo a sarah..dicendole che anche le moglie che sanno che il marito le tradisce non sono delle sante..xche’ sanno e fanno finta di nulla..
Ciao..ho letto la tua lettera e mi sono molto immedesimata in te xche’ anche io ho vissuto e vivo purtroppo una storia simile con l’aggravante che siamo entrambi sposati e la relazione tra di noi e’ nata prima..ci ero uscita una volta e non mi era piaciuto e dopo un’anno ci sono cascata come un pero..ero in crisi con il mio lui e un giorno lo chiamai e uscimmo di sera insieme e da quella sera e’ stato un susseguirsi di emozioni meravigliose che non riesco a dimenticare..ad oggi tra alti e bassi sono trascorsi 7anni..e io lo amo alla follia e non riesco a pensare le mie giornate senza di lui..vorrei che lu fosse solo mio e viverlo alla luce del giorno ma questo non e’ quello che vuole lui..xche’ piu’ volte mi ha detto che ama i suoi figli e la sua famiglia e di conseguenza anche sua moglie..spesso penso che anche lui ci tenga a me ma non al punto di rinunciare a lei e dividere i suoi figli con me..sto male da morire xche’amo lui e sto male con mio marito..voglio uscirne ma non so’ come…
Cinzia,
purtroppo, mi sembra che ti sia posta con leggerezza su una strada sbagliata. non perchè sia vietato amare. lo diventa quando la persona amata non ama nello stesso modo.
secondo me, non hai che una via per uscire dalla sofferenza: quella di lasciare quest’uomo, che ama troppe donne “blandamente”, oppure che non ama con trasporto e sincerità nessuna delle due. vedi tu qual’è la descrizione che meglio gli calza…
se non ho intuito male, non hai figli, e questo ti può rendere tutto più difficile. altrimenti, ti avrei suggerito di dedicarti alla tua famiglia, verso la quale hai delle responsabilità, che non vale la pena trascurare per un uomo che ama tenere i piedi in due staffe, con tanta tranquilla serenità. puoi considerare, anche, l’opportunità di separarti e di restare sola per un po’, tanto per capire meglio te stessa e le tue esigenze.
scusa la crudezza e la sincerità.
Ciao Rossana ho letto la tua risposta e non sbagli..nonostante lo ritengo l’uomo perfetto x me e’ solo un’egoista che pensa soltanto al suo stare bene..sono consapevole del fatto che lui non lasciera’ mai sua moglie e la sua famiglia xche’ la sua vita e’ tutto un programma studiato bene..a tutto cio’ che desidera..cmq ho pensato che trascorrero insieme a lui il suo compleanno il 29giugno..e apoena andro’ in vacanza con la mia famiglia non lo cerchero’ piu’..so’ gia’, che soffriro’ da morire..ma devo riuscirci..x il bene mio e della mia famiglia..grazie
“per l’uomo è diverso: secondo me, in linea generale diventa padre attraverso l’amore che nutre per la sua donna. di solito, poi, quasi tutti gli uomini ancora preferiscono avere innanzitutto figli maschi…”
rossana ti devo smentire… gli uomini provano amore per i loro figli A PRESCINDERE dal rapporto con la loro compagna, che in certi casi è persino inesistente ( a livello di coppia ). ti dirò anche che tutti gli uomini che ho incontrato dichiaravano di volere una figlia femmina invece che un maschio. non so il perchè ma ‘è così. i padri a volte amano i loro figli addirittura di più delle madri, sebbene queste ultime ne portino il carico anche fisico della procreazione e dell’ accudimento, diversamente dall’ uomo. non ritengo giusto che ad esempio nelle separazioni con affido o nella decisione dell’ aborto gli uomini non possano avere voce in capitolo, e non sempre la madre è il genitore migliore