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Affidamento dei minori e servizi sociali

di pppat

Gentile direttore, sono la mamma di un bambino di 6 anni, separata da tre anni. Vivo a Modena. Sto vivendo una storia pesantissima, in seguito all’allontanamento di mio figlio da parte del servizio sociale, investito dal padre del bambino per ottenere l’affidamento del figlio, in quanto a lui non riconosciuto dal tribunale civile. La mia storia è simile a quella di tante persone e denunciate alle varie associazioni da figli allontanati dai genitori, dal servizio sociale, dal tribunale minorenni, situazioni protratte anche per anni. La mia storia è forse più anomala in seguito a soprusi e violenze che sono state attuate sulla mia persona e sul bambino, in seguito alla libertà che ingenuamente mi ha spinto a denunciare gli operatori dei servizi, soprattutto gli psicologi interni, per fatti che nel nostro paese avvengono e di cui tutti tacciono. Per niente (e non c’erano assolutamente motivi che mi portassero via mio figlio), la gente non lavora. Nel corso delle varie denuncie e reclami operati anche dai miei legali e consulenti, il tribunale ha comunque scelto la strada dell’indifferenza, ignorando ogni nostro giudizio e prova del contrario, e affidando definitivamente mio figlio, dopo 1 anno e mezzo al servizio sociale del comune di Modena.
Ora vorrei chiederLe se non fosse un bene approfondire queste tematiche sui media, vista la quantità di disagi che codeste istituzioni pubbliche provocano, senza escludere comunque che esistono tanti casi in cui l’intervento è giusto per il bene di piccoli rovinati dal degrado sociale. Non nel mio caso e di tanti dove esiste la cultura, il benessere e l’affetto per i propri figli, voluti, l’istituzione presenta l’incapacità di gestire le famiglie, di rapportarsi ad esse, operando con l’immenso potere di cui dispone e abusando molto spesso degli stessi poteri.
I giudici ancora ascoltano le relazioni prodotte da questi assistenti i quali giudicano in base alla loro esclusiva esperienza personale e con una base culturale retrogada. Gli operatori appaiono frustrati da mansioni pesanti e confusi dinnanzi alla normalità, con stipendi bassi e moli enormi di lavoro. I colloqui che eseguono, mai alla presenza di testimoni, sono vessatori e ricattatori. L’umiliazione psicologica è l’arma migliore per manipolare e trasformare le persone secondo loro canoni non ben precisi. E’ incredibile come trasformano poi il principe in barbone e viceversa. A loro basta inviare due pagine appena in un Tribunale di relazioni che sembrano estrapolate da un mondo che non esiste. Pazzesco verificare di persona e sulla propia sofferta situazione, l’atteggiamento che spesso viene tenuto sulle persone deboli, come donne bambini, hanicappati. Le lamentele che giungono da tanti soggetti coinvolti riguardano inoltre il disgregamento dei nuclei famigliari, da loro operato con estenuante e logorroica strumentalizzazione del loro potere, vessanti illazioni e imposizioni di standard di vita che a non tutti competono.
Tra le tante cose che non vanno in Italia e il bisogno di rinnovarsi , questa deve divenire una questione da affrontare per il bene di famiglie e bambini, e non capisco come mai vengano denunciati in Italia ingiustizie ben minori, mentre l’opinione pubblica, la stampa, avvocati, medici, perfino la polizia, pur sapendo, al solo pensiero di colpire il servizio sociale prendano immediatamente le distanze.
La ringrazio dell’attenzione.

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Data di pubblicazione: 16 Settembre 2005 - Views: 10

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Categorie: - Diritti e controversie - Famiglia

725 commenti

  • 1
    giovanna -

    Cara Amica,
    Ho vissuto sulla mia pelle, in occasione di una fallita adozione, l’arroganza, l’incompetenza e la malafede dei servizi sociali e di psicologia.
    Hanno rovinato la vita a me e a mio marito (l’uomo più buono e mite del mondo) negandoci la possibilità di occuparci di un bambino (anche grande, anche handicappato, non abbiamo posto alcuna condizione!), togliendo magari dalla strada un piccolo spacciatore colombiano.
    La loro relazione al Tribunale dei Minori è stata l’apoteosi della falsità , proprio come dici tu: mio marito, pover’uomo, che ha solo obiettato di non potersi assentare dal lavoro per i prescritti tre mesi causa licenziamento assicurato, è stato fatto passare per un pallone gonfiato: “il signor T. si crede indispensabile sul lavoro, perciò non offre garanzie di maturità psicologica ed è inadeguato come padre”. Testuale! E stiamo parlando di un modesto impiegato che riceve quotidiane minacce di licenziamento se solo chiede di assentarsi un giorno.
    Quanto a me, sarei inadatta come madre in quanto “troppo mascolina”.
    Non so davvero che dire.
    Tante grazie, e speriamo che il Signore li ricompensi come meritano.

  • 2
    marco -

    Buonasera ho 25 anni e nonostante la non troppo avanzata eta ho 9 anni di cocaina alle spalle compreso un programma di riabilitazione della durata di un anno e mezzo che ho abbandonato dopo 13 mesi(12 interni piu 6 di presunto accompagnamento e aiuto per affrontare l esterno).Allora io non voglio lamentarmi dei trattamenti ricevuti in quanto ognuno ha il suo carattere ed è giusto capire gli altri e le motivazione che spingono a certi attegiamenti(non mi ritengo un santo)ma quello che piu mi fa rabbia è vedere negli altri un non fidarsi mai,guardare storto un evitare subdolo e a me difficile da comprendere.Mi spiego meglio però.é dal settembre 2002 che è “esploso” il caso in casa mia e dal seguente ottobre nonostante fosse una cosa “inspiegabile”per loro,ho cominciato una psicoterapia a pagamento(700 euro mensili circa).dopo quasi 2 anni in cui le mie ricadute erano continue e nonostante sapessi tante cose di me e cio che sarebbe stato giusto giusto fare non riuscivo a fare nulla di buono e i rapporti a casa erano “subdolamente”e”fintamente”a posto ho deciso di entrare in una comunità.In un anno ho capito ho capito quanto fosse pieno di brutture il mondo e quanto subissi queste brutture.Ho capito inoltre che purtroppo nessuno aiuta nessuno per nulla e che pochissima gente aiuta per i bisogni altrui ma piu che altro per un bisogno proprio nella quale chi ha bisogno non merita “troppo” rispetto e chi si ribella è perchè vuole sfidare.Non nego che nel tempo ho capito con la psicoterapia che io sbaglivo molte cose,ma allora mi chiedo in questi centri chi è che il paziente chi ci entra o chi sta li per curare?premetto che in quell anno se ne sono andati 5 operatori sui 15 che in 1 anno prima o dopo ho conosciuto.Di tutti ho un bellessimo ricordo.Ho scritto tutto questo un po per condividere e cercare risposte e per dire che non sono un “quasibarbone”o un “ladro-omicida” ma figlio di gente rispettabile, imprenditori di una azienda nella quale lavoro(e ho lavorato quando c ero)da 5 anni da operaio(E NON DA PADRONE),ho abitato per 5 mesi da solo ma non è andata..quindi mi chiedo tanta gente chi piu chi meno quanto deve pagare per gli errori commessi?c è differenza tra lo sbagliare sulla propria pelle o sbagliare facendo del male a qualcun altro?io penso di aver pagato per me e non voglio niente in cambio,ma almeno una pacifica indifferenza si.un augurio per chi ne ha bisogno ricco o povero che sia!

  • 3
    DAGO44 -

    Caro MARCO,ho letto tutto d’un fiato la tua lettera,mi hai ributtato indietro nel tempo,a dieci anni fa esatti,quando in casa mia venne fuori che mio fratello,mio fratello più piccolo che tanto adoravo faceva uso di cocaina.
    Fu per me come mi fosse crollato il mondo addosso,avrei preso più volenieri una pugnalata dritta al cuore.Anche lui scelse per sua iniziativa la strada della comunità,e dopo due anni ne uscì pulito,affrontò la comunità e il percorso di riabilitazione con grande coraggio,mi ricordo ancora che l’ingrato compito di portarlo nell’a struttura toccò a mè,Ricordo ancora la morsa di gelo che mi prese al cuore quando lo vidi sparire dal portone.Ti ho scritto questo di getto ,MARCO,è purtroppo vero quello che dici,la gente giudica,troppo spesso incautamente,senza preoccuparsi che anche un’occhiata data di traverso,o una parola detta nel momento sbagliato possono ferire,o addirittura uccidere una persona.Sei un ragazzo molto intelligente,e da quello che si evince dallo scritto anche molto sensibile.
    Per quello che può contare se vuoi DAGO senza interferire nel tuo privato ti tende la mano.Se ti va ogni tanto lascia una tua traccia,fammi sapere come stai,e non buttarti addosso croci,continua il tuo percorso,e vivi la tua vita,MARCO,mio fratello ha tre bambini,e un lavoro,e io sono molto orgoglioso di lui.Hai scritto un post che và drtitto al cuore.
    Ti ammiro Marco. DAGO44

  • 4
    Attilia -

    cari amici. Ho urgenza di sapere chi deve preoccumarsi del mantenimento del minore quando lo stesso è stato affidato al servizio sociale da un decreto del tribunale dei minori.
    La mia è la storia del fallimento di un’adozione. La ragazza è in affidamento ai servizi sociali con decreto del tribunale dei minori e non capiamo se dobbiamo provvedere al suo mantenimento o in quanto i servizi sociali hanno la sua custodia siano loro a dover provvedere.
    Ripeto che la ragazza è stata afidata al servizio sociale da un decreto del tribunale dei minori.
    Grazie di tutti

    attiliadb@yahoo.it

  • 5
    Barbara -

    Cari amici, leggo per la prima volta questo sito e purtroppo mi ritrovo nella stessa situazione della signora Patrizia, perchè le mie bambine sono state affidate ai servizi sociali da Agosto 2006. Purtroppo in quel periodo la casa non era in ottime condizioni a causa della depressione nella quale ero caduta in seguito ai maltrattamenti fisici e psicologici cui ero sottoposta. Adesso sembra semplice per me parlarne, ma vi assicuro che quando si vivono certe situazioni non è facile uscirne fuori. Dallo scorso anno le bambine sono state affidate ai servizi sociali, i quali sono stati completamente assenti e soprattutto incompetenti. In un primo momento le bambine erano state collocate dai miei genitori poi dato che il padre aveva fatto credere a tutti me compresa di aver intrapreso un percorso e soprattutto di essere cambiato, il tribunale ha mantenuto l’affidamento ai servizi sociali ed ha disposto che le bambine potevano tornare a vivere nella casa di prima. Si sono fidati di semplici parole, senza fare alcun accertamento. Il papà non appena avuto il decreto ha preso la bambina più grande da scuola e l’ha portata via con se, minacciandomi.
    dopo quasi tre mesi, durante i quali il papà si è mostrato nuovamente violento e ha dato segni di squilibrio, mia figlia è ancora nelle sue mani. Il tribunale non ha fatto nulla e le assistenti sociali, ancora affidatarie sono completamente assenti malgrado siano state chiamate in causa.
    Nonostante io continui a sollecitare il loro intervento per controllare il benessero fisico e psichico di mia figlia, mi è stato risposto che hanno fatto anche troppo.Trovo assurdo che, chi sceglie di abbracciare certe professioni si dimostri così insensibile e soprattutto che il Tribunale, non conoscendo nulla dei fatti accaduti si trovi poi a prendere decisioni in maniera totalmente astratta, basandosi su relazioni scritte da persone che non sanno nulla, proprio perchè non intervenute.Perchè non c’è nessun organo che tutela i bambini? Cosa dobbiamo fare noi genitori affinchè qualcuno intervenga in difesa dei nostri figli. Io personalmente ho sollecitato più volte il tribunale e le assistenti sociali ad intervenire, ma non è cambiato nulla. Vorrei solo che la gente sapesse quello che accade veramente, quando ci si trova in queste situazioni. Devo aggiungere che il papà l’ha iscritta in un’altra scuola senza il mio consenso e senza quello dellle assistenti sociali e che quando ho provato ad andare a scuola mi è stato chiaramente detto dalle maestre e dalla coordinatrice che se volevo bene alla bambina dovevo farmi da parte e dire al giudice che volevo rinunciare a lei. Tutti sono al corrente di quanto mi è successo, ma ad oggi il Tribunale non è ancora intervenuto. Quando deciderà di farlo, sono talmente scoraggiata che non mi sorprenderei se decidesse di affidare mia figlia a chi continua a comportarsi in maniera violenta. Purtroppo ho letto di altri casi.
    Grazie
    Barbara

  • 6
    Paola -

    Sono allibita dal comportamento delle istituzioni pubbliche in materia di minori. Qualcosa non ha quadrato nella mia storia che ha visto sottrarre il minore dai servizi sociali per “consegnarlo” al padre, e nel giro di due anni fare in modo che venisse a lui affidato, con visite inesistenti tra me e mio figlio. Il servizio si è avvalso di oservazioni fasulle che mi hanno devastato. Mi è stato riferito che il padre ha pagato qualcuno, perchè solo così poteva togliere il figlio ad una brava donna come me.
    Papi

  • 7
    sandy -

    Gentile direttore, volevo sapere se posso ottenere una retta mensile per un affidamento di un minore, cioe’ di mio fratello, che per ora e’ dentro una casa famiglia cordiali saluti.

  • 8
    Patty -

    Rispondo a Barbara, col cuore in mano. Sembra che qualcosa nella giustizia non funzioni proprio. Da una parte l’assenteismo dei tribunali, il bisogno di smaltire queste questioni al più presto, quindi sempre e comunque ciò che riferisce il collega dell’organico istituzionale (l’assistente sociale, il maestro ecc..). Dall’altra la prepotenza e la lucidità di tanti ex mariti e padri, che certo non hanno quella sensibilità che porta così in fretta sull’orlo del burrone come può accadere ad una mamma, privata del proprio figlio. Il mio ex marito, violento, arrogante, potente, me ne ha fatte di tutti i colori: minacce, pedinamenti, vandalismi. Sono stata sul punto del suicidio. Ha agito con sotterfugi assecondato dagli operatori sociali (che nella parte avevano un loro riscontro) Nella causa di affidamento del bambino (affidato al servizio sociale prima, poi al padre dopo), il solo fatto di aver lamentato delle pressioni subite, mi ha vista punire duramente e liquidare come una povera persona isterica e nevrotica. Sono stata lasciata sola ed in balia del mio destino. E mio figlio che convive ora col padre, è in cura psichiatrica. Non aggiungo altro.

  • 9
    tony blandizzi -

    Buona sera, sono un assistente sociale che lavora in un Ente territoriale, ho letto i quesiti posti all’attenzione di quanti casualmente, o meno, come me, vorranno dare una risposta. Concordo, pienamente con quanti ritengono che spesse volte, gli operatori sociali, producono interventi inadeguati alle istanze e ai bisogni degli utenti in particolare, e in generale, a tutte quelle persone che necessitano di un semplice aiuto. Nelle separazioni personali, giudiziarie o consensuali, molte volte c’è una parte soccombente, e, spesse volte, la parte che viene limitata nella propria capacità genitoriale, non è quella che ha determinato la frantumazione della convivenza more-uxorio o del regime della costanza matrimoniale. Spesse volte, a soccombere è l’attore che ha meno conoscenza del diritto. Infatti, se un determinato servizio, sia esso sociale o psicologico, scrive scemenze, bisogna proporre ricorso presso le sedi giudiziarie competenti, e chi non ha i mezzi economici per avvalersi della legge, la stessa, stabilisce con il gratuito patrocinio, che ogni cittadino deve avere rappresentanza legale presso ogni ufficio giudiziario. Freghiamocene di quelli che scrivono contro, preoccupiamoci, semmai di fare valere le nostre ragioni. Ciao a tutti.

  • 10
    Paola -

    Gentile sig. o signora Tony Blandizzi, che significa freghiamocene di quelli che scrivono contro. E che significa che spesso gli attori non hanno conoscenze e mezzi per affrontare situazioni che li coinvolgono e coivolgono le loro famiglie, i loro figli… E’ proprio sicura che è sempre cosi? Nella mia storia, un assistente sociale disse che il problema grosso che doveva affrontare era l’erudizione, la conoscenza e la cultura mia e di mio marito, e questo creava in lei problemi. Mai però ha concesso accesso agli atti, e sempre ha nascosto azioni non propriamente lecite che ha compiuto a nostro danno. Nella sua elegantissima esposizione si evince la volontà di esprimere tutto il suo sapere, che come sempre è e rimarra un copia incolla dai vostri testi di laurea breve. Quanti psicologi vi danno ragione, quanti giudici vi compatiscono, a meno che non intervenite sul disastro della povertà estrema, sugli Handicappati, sui detenuti.
    Abbassate questo tono da maestrini, sapete bene del potere che ancora vi danno in materia di minori, e calatevi umilmente riconoscendo quante volte avete rotto equilibri familiari. Provate a fare statistiche popolari su quanti si associano a voi. Io non ho ancora conosciuto qualcuno che vi assolve in pieno, e parlo di famosi avvocati e spicologi nazionali. Si offenderà e risponderà sicuramente. A questo punto non sarà diversa dai colleghi che ho conosciuto
    Cordialmente

  • 11
    Attilia -

    La mia esperianza in materia di assistenti sociali è tragica. Ho adottato 4 figli brasiliani e con una di loro ci sono stati dei grossi problemi. Nel giro di 4 anni si sono avvicendate 9 assistenti sociali con il logico trambusto.
    Addirittura un’ assistente sociale è “sparita” dal territorio tornando in Sardegna e partendo per l’India con il nostro fascicolo in borsa. Tutto da rifare!!!!!
    Vi sembra impossibile? No tutto vero!!!!.
    Vi risparmio come sta andando con mia figlia perchè c sarebbe da scrivere un libro – tragico -. Se l’aiuto che mia figlia sta ricevendo dai servizi sociali è questo era meglio che rimesse in Brasile!!!!!

    Una mamma adottiva molto arrabbiata.!!!!

  • 12
    tonyblandizzi@tiscali.it -

    Rispondo in particolare alla signora Paola, e in generale a quanti seguono questo links. Sono un professionista assistente sociale. L’espressione usata “freghiamocene di quelli che scrivono contro”, sicuramente è rivolta contro i tanti colleghi, che impropiamente utilizzano una terminologia che nulla ha a che fare con il sapere socio-clinico della professione. Nel contesto della nota, ho intes, semplicemente, dare un sostegno alle tante persone, che a causa degli interventi sociali, non bene strutturati, creano ulteriore disagio a persone che già stanno attraversando un periodo non propriamente felice all’interno del proprio nucleo familiare. Vede, potrei citarLe tanti titoli accademici di cui sono detentore, ma, sono fermamente convinto, che oltre al sapere scientifico, bisogna prima essere genitori. Insisto, comunque, che quando si è sicuri di avere subito un danno, c’è sempre un livello superiore ove ricorrere. anche presso gli Enti Territoriali esiste il … difensore civico. Saluti.

  • 13
    Giorgia -

    Spettabile redazione, essendo anch’io una vittima del sistema sociale di cui qui si discute, chiedo a voi o a chiunque legge, se è possibile rivolgersi in sede civile per ottenere un risarcimento danni a seguito di una vicenda che ha ingiustamente sottratto a me e a mio marito il nostro figlio più piccolo per 5 anni, poi ritornato “miracolosamente” a casa senza alcuna spiegazione lecita.

  • 14
    Attilia -

    Non so cosa si possa fare. Ma la mia è una situazione ancora più “strana”.
    Invece che aiutarci con nostra figlia adottiva che aveva dei problemi comportamentali ce l’hanno sottratta a dir loro perchè l’avrebbero gestita meglio di noi. Sottolineo che abbiano 5 figli. Una naturale e 4 adottivi. Quando anche per loro la situazione era difficile ci hanno offerto di riprenderci nostra figlia che nel frattempo, 4 anni di comunità varie, aveve conosciuto tutto quello che di peggio una ragazza poteva conoscere. Quando dico tutto è proprio tutto. Non sto a speficicare!!!
    Nostra figlia è finita sotto processo per vari reati compiuti proprio quando era in comuità senza il controllo di nessuno e libera di fare “esperienze” a dir poco “strane”!!!!!
    Certo non non l’abbiamo ripresa e stiamo cercando di far emergere le gravi colpe del servizio sociale me credetemi è veramente difficile. Loro non sbagliano mai!!!
    Purtroppo quella ci ha rimesso tutto è propio nostra figlia. Qualcuno ce sicuramente ce l’ha sulla conoscienza ammesso che ce l’abbia.
    Se sono arrabbiata? Si MOLTO!!!!!!!!

  • 15
    tonyblandizzi -

    E’ difficile potere rispondere ad una domanda che detiene all’interno della stessa, una sofferenza patita a causa di un pubblico servizio, intervenuto, sicuramente a protezione di un minore d’età. Comunque, quando si è fermamente convinti di avere subito un sopruso, specialmente afferente alle libertà individuali e familiari, garantite dalle vigenti leggi, si può ricorrere avanti il tribunale. Nella fattispecie, si può rivolgere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ravvisando il reato del mancato diritto al rispetto della vita familiare.

  • 16
    Fiorenza -

    Rispondo per caso, trovandomi a navigare per cercare una spiegazione a ciò che mi è successo, proprio in tema di servizi sociali. Alla signora Attilia e alla sig.ra Giorgia. Difficilmente si riesce a trovare una giustizia con queste persone perchè quasi sempre giustificate dal sistema. La corruzione esiste anche nel loro campo, come in Italia è diffusissima e radicata nelle istituzioni pubbliche. Pararsi contro di loro significa scavarsi una fossa, spendere un sacco di soldi e soffrire inutilmente, anzi peggiorare il proprio stato di salute perchè tanto ti dimostrano quanto, supponenti, arroganti siano, hanno comunque ragione. Forse più avanti saranno prese misure contro abusi e malagiustizia. Per ora il problema rimane prematuro, almeno qui in Italia, che come sempre dimostra di essere il fanalino di coda dei paesi civilizzati mettendosi alla pari dei paesi poveri e malgestiti (vedi il caso Maria in Russia, ma vedi anche come l’hanno gestito gli italiani). Vergognamoci tutti. I bambini non possono essere venduti al mercato, dimenticati perchè adottati, lasciati marcire negli istituti dove vengono ancora violentati, lasciati senza una scolarizzazione sufficiente e senza una figura affettiva vicino permanente. Gli adottati in particolare, con quello che già hanno passato…. Vorrei piangere dinnanzi a tutto questo, come non mi commuovo dinnanzi ad altri fatti. Inoltre, le donne, le mamme, in questa società sono ancora discriminate, le mamme in particolare sembrano che abbiano sempre torto.. Alle mamme non viene scontato nulla, si pretende sempre di più e l’impossibile. Posso dirvi che a Modena, alcune assistenti sociali hanno situazioni personali e famigliari terribili. E quando entrano in ufficio sfogano le loro frustrazioni, cercando col lanternino qualcuno da demolire.
    Un assistente sociale, pentita e in attesa di cambiare lavoro

  • 17
    Attilia -

    Rispondo a Fiorenza perchè finalmente mi sono sentita capita. Mia figlia mi ha telefonato anche ieri sera nonostante le sia stato vietato di sentirci. Quando è in difficoltà telefona sempre a casa!!! E’ molto arrabbiata, non va a scuola, non fa nessun tipo di attività durante tutto il giorno e le ore non le passano più. Vuole uscire di lì e quando si arrabbia la sedano con dei farmaci e quando questo non basta la ricoverano in psichiatria legandola al letto.
    Sembrano cose del Medio Evo. Mia figlia non ha ancora una diagnosi pischiatrica per chè NON E’ UNA MALATA PSICHIATRICA. La tengono chiusa in una comunità dalla quale lei regolarmente tenta di fuggire e per questo viene “PUNITA”. E fin qui parlo di violenza fisica. Altrettanto forte è la violenza psicologica che queste comunità attuano nei confronti dei ricoverati. Nostra figlia ci racconta sempre tutto. Nostra figlia aspetta di compiere i fatidici 18 anni per poter tornare a casa. Così le hanno detto. Fino a diciotto DEVI stare qui e poi puoi fare quello che vuoi!!!!! Ma se davvero mia figlia ha dei problemi deve essere aiutata anche dopo!?!?
    Mia figlia è dimentica in questa comunità anche se lei fa di tutto per farsi sentire.
    Come dice Fiorenza lottare contro le istituzioni è cosa inutile oltrechè dannosa.
    Quello che mi fa più rabbia, e lo abbiamo anche detto in tribunale, è stare a guardare in silenzio il disfacimento di una ragazzina molto intelligente e vivace.
    Per questo abbiamo chiesto la destituzione temporanea della patria potestà. SI!
    L’abbiamo chiesta noi come genitori proprio perchè non ci andava di stare a gurdare il Servizio Sociale che distruggeva nostra figlia avendo, tra’altro, anche la responsabilità civile e penale, di tutto quello che nostra figlia può mettere in atto anche se non è con noi e addirittura noi non potremmo sapere nemmeno dove sia.
    Sono sempre più arrabbiata. I servizi sociali cercando di nascondere tutto e non voglio immaginare che possa accadere l’irreparabile alla nostra ragazzina.
    Scusate lo sfogo.

    Ciao

  • 18
    Patrizia -

    Attilia, hai tutta la mia comprensione. Mio figlio mi è stato sottratto d’imperio dal servizio sociale, collocato dal padre, fintanto che causa dopo causa non è stato che a lui affidato. Non ti dico cosa ho sopportato leggendo le relazioni che hanno prodotto per i vari tribunali, infangando me la mia famiglia, raccontando vergognose frottole, anche ridicole e inverosimili, pur di dare il bambino a tutti i costi al padre. Mi hanno persino informata che oggi, va di moda affidare i figli ai propri padri, finalmente e dopo tante lotte da loro condotte. Di affidamento congiunto neanche a parlarne. Ho fatto resistenza, hanno punito me e mio figlio, pertmettendoci di frequentarci solo un paio di volte il mese. Figurati il bambino, cresciuto con me sino a quel momento, mentre il padre, assente all’estero per lavoro si è accompagnato con una straniera. Mio figlio è finito in cura psichiatrica, si lancia dalla finestra della scuola (ora ha 8 anni), dice di voler morire col fuoco. Prende a calci il padre e tutti coloro che gli stanno vicino, eccetto me, quelle poche volte che mi vede. Il servizio sociale ha fatto e continua a fare l’impossibile che nascondere l’evidenza. E io mi sono messa il cuore in pace. Non ho vissuto l’infanzia di mio figlio, e lui non ha potuto avere una mamma, peraltro normale e affettuosissima, come avrebbe voluto e come i diritti sacrosanti della costituzione danno a tutti quanti noi. Che la simpatia o qualcosa d’altro nei riguardi del padre fosse esplicita era evidente. Un giudice mi disse un giorno di aver pazienza e attendere i 14 anni del piccolo. A quel punto sarebbe scappato dalla casa del padre senza + che nessuno, su suo volere, potesse obbligarlo a farcelo restare. Vedremo. Un’altra cosa: i ricorsi e le denuncie, in qualsiasi posto ci viene suggerito di fare, non servono a nulla.
    Una mamma molto ma molto rassegnata

  • 19
    Fiorenza -

    Bellissimo, quello che hanno fatto il tribunale minorenni e i servizi sociali coi fratellini Pappalardi, affidandoli al padre (pagante)!!
    Complimenti degno di un paese di gran nota

  • 20
    Alibea -

    Ciao…ho 19 e ho avuto alle spalle una brutta esperianza…causa licenziamnto di mio padre siamo rimasti senza nulla con pochi soldi giusto x mangiare…io x trovare un po di calore andavo sempre da un amica in un negozio(avevo circa 8 anni)dp un paio di mesi si sono fatti vivi gli ass sociali togliendomi dai miei e portandomi in istituto..nonostannte le miei rikieste(da quando un minore è capace di ragionare deve essere ascoltato)di tornare a casa nn mi hanno mai fatto tornare nella mia famiglia fino al compimento del 18 anno di età xè i miei erano accusati di lasciarmi in strada tr ore al giorno senza curarsi di me e qst nn era vero…non è giusto…così i rovinano le famiglie

  • 21
    Paola -

    Ho letto tutto d’un fiato quanto scritto sopra, e mi rendo conto di non essere l’unica ad avere a che fare con certa gente!
    Sono 3 anni che lotto per i miei figli, malmenati e maltrattati dal padre. Ho fatto dele denuce con relativo certificato che attestava le percosse, ma nulla, i servizi sociali ai quali i minori sono affidati non hanno mosso un dito, anzi continuavano a pretendere che il diritto di visita paterno si svolgesse regolarmente.
    Il maggiore ha ribadito al Trib. dei Minori, a 4 psicologi, assistenti sociali, … delle percosse subite, e questi cosa hanno deciso? Che il padre ha tutti i diritti di vedere i figli, anche contro la loro stessa volontà, pena la collocazione in istituto.
    Ma questi esseri riescono ancora a dormire la notte? Credo proprio di si, perchè non sanno neanche dove sta di casa la coscienza, si divertono a fare esperimenti sulla pelle di poveri innocenti, senza rendersi conto che propio quello che loro pretendono, sarà la causa della loro destabilizzazione futura.
    per quanto riguarda l’accenno di non ricordo più chi, sul fatto che tutto si può comprare, concordo pienamente, bastano le cososcenze giuste ed un conto bancario ben rimpolpato per aprire tutte le porte al peggior …
    Spero che prima o poi gli ingiusti dovranno anche essi rendere conto a qualche d’uno, e che sia clemente quanto loro lo sono stati con noi!

  • 22
    Tiziana -

    Paola, in un caso come te, un agenzia investigativa ha trovato una collusione tra il padre e i servizi, dietro pagamento di tangenti. Organizzati con l’aiuto di qualcuno. Buona fortuna. Tiziana

  • 23
    Disperato -

    La mia esperienza si aggiunge a tante altre:
    Ho 2 figli e sono in separazione giudiziale per volontà della mia ex da 3 anni.
    E’ stata fatta una CTU che era a me favorevole, ma il tribunale non l’ha nemmeno letta e così i miei figli sono rimasti dalla madre, anche se le loro richieste continue erano di trasferissi da me perchè la madre li maltrattava, li picchiava( e li picchia) li insultava e li insulta, inventa falsità su di me per tentare di allontanarli da me… non si è presa mai cura di loro in questi anni, anche per le visite mediche devo occuparmene io perchè a lei non interessa…e non vuole assolutamente pagare…irruzzioni in casa mia davanti ai bambini in cui ci copriva di insulti, carabinieri per casa…un macello senza fine.. finchè un giorno di alcuni mesi f, mi sono deciso e l’ho denunciata all’ufficio tutela minori della questaura.
    Da qui è iniziata l’odissea.
    sono stati interpellati dal Giudice i servizi sociali chiedendo con urgenza la situazione dei bambini.
    Dopo 1 colloquio a testa è stata fatta una relazione che di relazione ha solo il nome.
    I bambini hanno raccontato nel colloquio i maltrattamenti che subiscono dalla madre e dalla famiglia materna ( affermazioni che ho sentito mentre attendevo in corridoio) ma la psicologa invece di approfondire gli diceva : “non è vero, è dal papà che state male” e loro insistevano invece dicendo che voglio stare dal papà…anche se vogliono bene alla mamma.
    il mio colloquio è stato assurdo, aveva deciso che non ero un buon padre già prima di ascoltarmi.
    Nella relazione ha scritto che il mio atteggiamento era da “buon padre” ma lei riteneva che fossi falso e che avevo manipolato i figli.
    Dei bambini diceva che confermavano le botte della madre, ma che riteneva che tutto fosse manipolato da me.
    Della madre diceva che non aveva avuto il tempo per capire quanto fosse grande l’odio verso di me e che quindi riteneva non opportuno modificare l’affido.

    Per quanto riguarda il mio colloquio, ho registrato la seduta e quindi si puo capire perfettamente quante bugie sono state dette nella relazione.

    mi è stato detto che non si può registrare, ma ormai la registrazione ce l’ho.

    come posso ottenere giustizia per i miei figli??

    chi mi può aiutare mi scriva

    fiore_1975@libero.it

  • 24
    Robby -

    quando queste situazioni sono in mano a gente incompetente si possono immaginare i risultati. Entrare nella testa e nelle case della gente è già difficile cosi per gli esperti immaginiamoci per assistenti sociali che non hanno mezzi, cultura e sensibilità. Io ti consiglio quello che è stato consigliato a me, dopo aver patito anni di sofferenze atroci causa la negligenza del servizio sociale e il menefreghismo dei giudici. Un amico magistrato e PM mi ha consigliato di evitare qualunque lotta e cominciare a stare bene finalmente, cioè fregarmene di quanto avviene fuori, solo col cuore in pace, chiunque ti vedrà con occhi diversi e i tuoi figli ti cercheranno per primi, la tua ex si metterà piu tranquilla; cosi facendo tieni a freno i rancori, li smorzi, li annienti. Poi rivolgiti ad uno psichiatra che sappia tenere una mediazione tra te e tutti coloro che scrivono di te, smascheri le bugie, le relazioni false e tutto quello che ti circonda. Non andare tu dagli assistenti, ricordati che entri in una rete di veleno dove regna la confusione mentale e nel tempo ne puoi pagare le conseguenze. Rivolgiti ad uno psichiatra privato, ce ne sarà uno nella tua città che ha dimestichezza con questi qui, e dagli il compito di aiutarti. Rompi i contatti con loro e stai attento che qualsiasi cosa dici o fai loro non vedono l’ora di scrivere scrivere, si sentono degli eroi e si inventano pure qualcosa pur di farsi belli davanti ai giudici. Il mio amico mi ha detto che nessuno li sopporta solo la legge li tiene in ballo e in molti vogliono sopprimere loro e i tribunali minorenni. Non ti parlo dei tuoi figli per insensibilità, ricordati che i bambini dicono di tutto e di piu, le cose andrebbero appurate, ovvio se vedi violenza denuncia, ma solo se la vedi, se no, cerca di sdrammatizzare le cose, per il bene tuo e dei tuoi figli. Non dare rilievo agli psicologi, non sono tenuti in considerazione dai giudici, che preferiscono ancora medici psichiatri. Oltretutto i servizi sociali pullulano di psicologi stupidi e ridicoli nelle loro fantasie teoriche. Se ti stacchi senza avvelenarti e morirne dentro, col tempo raccoglierai i frutti. In bocca al lupo.

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    tonyblandizzi -

    Rispondo in particolare a Disperato, precisa, cortesemente se hai due o tre figli, e la loro età anagrafica, in quanto sono importanti gli anni per stabilire se possono essere ascoltati avanti il Giudice minorile in udienza. Chiedi, al GD, l’affidamento condiviso ai sensi della legge 54/2006, dichiara la Tua personale disponibilità a sottoporti ad eventuali sedute di mediazione familiare presso il consultorio territoriale della tua Asl, al fine di attestare la Tua capacità genitoriale e, chiedere, successivamente l’affidamento esclusivo dei figli. Per quanto attiene alle presunte pseudo-violenze, subite dai vostri figli, chiedi che siano seguiti in ambiente materno/scolastico dall’equipe socio-psico-pedagogica. comunque, rimango in attesa dei dati anagrafici. Concludo, rammendando a tutti, che: “ci si può separare come coniugi, ma, mai come genitori. tony blandizzi.