A 30 anni sono tutte uguali?
di
riedle1974
Riferimento alla lettera:
Ho quasi 36 anni eppure non credo di aver mai incontrato la donna giusta. La mia prima relazione è durata esattamente sei anni. Dire se fosse vero Amore è alquanto difficile. Entrambe immaturi, presi dall'euforia, dalla passione, dagli ormoni. Quando tutto è finito avevo 29 anni. Le mie relazioni successive...
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Data di pubblicazione: 23 Aprile 2010
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Categorie: - Amore

Silvy: manco io avrei fatto quello che dici, ho capito.
E sono anche d’accordo che appunto esistono le coppie/soci, con i traguardi, capisco cosa intendi.
Dicevo che non necessariamente quello che appare da fuori è, talvolta nel bene, talvolta nel male.
sulla tua chiusa: anche se si tratta della donna, mi sa… l’intenzione seria deve chiaramente venire da entrambe le parti.
Ma tra partire in superquartaenfatica e partire zoppi non esiste anche il partire bene e basta?
Non dicevo che diffido di chi esprime un sentimento, un interesse, una progettualità, ma proprio di chi è enfatico…
di chi entra nella tua vita come un treno e poi ne esce come un tir… (che ti è passato sopra) e non ha neanche più memoria di quando era enfatico.
Di chi sembra che non possa vivere se non ti sente 45 volte al giorno, e magari la possessività viene scambiata per interesse, ma se non ti fai possedere fino al togliere il respiro accusa te di disamore e trova un’altra persona a cui stare addosso in quella maniera, perché tutta quell’enfasi è autorefenziale…
O magari sembra che non possa vivere manco se siete separati dal lavoro per 2 ore, però nel momento in cui l’interesse che lo chiama è il suo, e non più il tuo, sia pure non fare un cazz, sei egoista se chiami tu una volta…
Non diffido delle manifestazioni romantiche dell’amore, però se avessi sposato tutti coloro che mi hanno detto che ero la cosa più bella capitata a loro nell’arco dell’intera vita, il grande amore e l’anima gemella, oggi sarei poligama. Oppure, semplicemente, mi sarei fermata con il primo che me lo ha detto, in caso, ovviamente, di reciprocità e se la storia fosse andata bene.
Anche scherzo, ora, e le storie vanno a finire male per tante ragioni, anche se c’è buona fede, l’amore può finire, quello che discuto è però su certe incoerenze emotive di fondo, quello che dicevo tempo fa, il fatto dell’amare e anche voler bene. Sotto certe enfasi non c’è il voler bene.
LUNA, hai ragione “sotto certe enfasi non c’è il voler bene”.
Io letteralmente fuggo da certi soggetti anche perché mi faccio sempre un’idea negativa di loro (magari a volte esagerando).
Che tipo di persona è una il cui unico pensiero è quello di chiamarmi 45 volte al giorno?!
Facevo il caso dell’uomo poco convinto basandomi sulle casistiche che mi circondano.
Per esempio la maggior parte delle coppie che conosco sono nate perché lui ha corteggiato lei… e lei era all’inizio reticente, vuoi per paura, vuoi per scarsa convinzione, vuoi perché è una fan del corteggiamento… alla fine è l’uomo che l’ha conquistata.
Noi donne siamo disposto a cedere, anche se inizialmente poco convinte, se l’uomo che abbiamo di fronte sa giocare bene le sue carte.
L’uomo deve saper conquistare e la donna deve sapersi tenere stretto il suo uomo. E’ un luogo comune, ma rispecchia la realtà che vedo. E anche qui mi sento una voce fuori dal coro.
E comunque in nessuna coppia che ho avuto modo di conoscere e frequentare ho trovato un perfetto equilibrio… c’è sempre uno dei due che un pò s’è accontentato. Almeno questo è ciò che appare all’esterno.
@Noi donne siamo disposto a cedere, anche se inizialmente poco convinte, se l’uomo che abbiamo di fronte sa giocare bene le sue carte.
boh… dici?
A me non è mai capitato credo. Se non sono convinta, cioè se intendiamo che uno non mi interessa, non mi conquista neanche se ruba la luna. Non è solo questione di quanto uno ti fa sentire importante, ma anche di quanto ti interessa, colpisce…
Non so inoltre se sia una prerogativa delle donne, potrei dirti che ho conosciuto anche uomini che si sono accontentati o “seduti” per un tot per le cose che dici.
Io penso che il corteggiamento vero è una faccenda a due, e anche il “tenere” la coppia.
E sinceramente se mi guardo intorno non ho questa percezione che c’è sempre uno che si accontenta tra i due.
Magari hai ragione tu e sono io che non colgo, e ci sono sicuramente persone che vanno avanti anche se sono stufe, per l’impegno preso o la paura di rimanere soli, ecc ecc…
però insomma ragazzi qua si finisce con il dividere il mondo tra quelli che non restano insieme perché la gente se ne fotte, almeno uno dei due, e quelli che restano insieme perché uno dei due, che scapperebbe volentieri dalla finestra (se ne avesse perlomeno il coraggio o la non pigrizia) si accontenta… azzo che visione pessimistica.
Ci sarà anche gente che si ama, sta insieme perché lo vuole ecc in senso positivo?
Io non vorrei che i pensieri negativi generalizzati diventassero (non parlo per te eh Silvy, dico in generale, anche per me) un tipo di protezione-espressione di resa-scudo. Invece di dire: io non mi sento pronto, io ho paura di soffrire ancora, io ho paura di avere troppo vuoto e quindi aspettative idealistiche si proietta ciò sul mondo dicendo che tanto è ostile, inutile e che ci vuoi fare, si può solo sognare ma stando chiusi per non farsi randellare e con il GIUSTO disincanto. si capisce cosa intendo dire?
Buh…
Boh Luna che vuoi che ti dica… neanche a me è mai capitato di cedere ad un corteggiatore se il soggetto in questione non mi interessava molto… però in tante che conosco lo hanno fatto, ma come dici te è quello che appare all’esterno, poi magari non è così.
Purtroppo invece mi ritrovo molto nella visione pessimistica che descrivi: “qua si finisce con il dividere il mondo tra quelli che non restano insieme perché la gente se ne fotte, almeno uno dei due, e quelli che restano insieme perché uno dei due, che scapperebbe volentieri dalla finestra (se ne avesse perlomeno il coraggio o la non pigrizia) si accontenta”.
Ma sarà che conosco i retroscena di tante coppiette apparentemente felici che si riempiono di corna o ne vedo altre che si insultano e umiliano reciprocamente in pubblico…
Poi magari questo è il loro modo di stare bene insieme e di trovare un equilibrio… e chi sono io per giudicarli?
Tutte le coppie devono scendere a compromessi magari per alcuni sono compromessi accettabili quelli che secondo me sono impensabili…
boh Luna, come puoi vedere sono un pò confusa, forse dietro come dici tu c’è solo tanta paura di rimettersi in gioco…
Silvy: non so… a volte mi chiedo se non sia un po’ come quando compriamo un’auto blu di una certa marca e per giorni vediamo solo macchine blu di una certa marca.
Ciò che dici esiste sicuramente, è verissimo anche il discorso sui compromessi, cioè il fatto che alcuni accettabili per alcuni sarebbero inacettabili per altri, e che ognuno sa il suo concetto di equilibrio ecc ecc.
Ma non vorrei si entrasse (pure io, eh) nella dinamica visione macchina blu.
Tu sei anche nell’altra lettera, no, quella dove bazzico regolarmente.
Non hai notato il discorso macchina blu inverso?
(non sto assolutamente giudicando, eh, come esempio di visuale emotiva sul circostante), cioè, per un’altra persona la macchina blu è:
tutti quanti, alla mia età, sono sposati, felici, hanno messo su casa, hanno figli o aspettano figli. Tutti.
Tempo fa ho provato un’angoscia macchina blu tuttifera… succede (erano fatti) che mentre a me arrivano due lutti a raffica e un altro problema grande contingente pure delle persone vicinissime a me hanno dei problemi grossi, ma grossi grossi.
A parte il dispiacere per i propri dispiaceri ed empaticamente per quelli degli altri, allora ti senti come se ovunque ti volti, cazz, tutti stanno male. La tua famiglia per il dolore, i tuoi amici, quelli con cui abitualmente evadi, pure. Roba da togliere il fiato, da non sapere dove caz voltarsi. Dove “rifugiarsi”.
Ci siamo dati solidarietà, affetto, non ci siamo pestati i piedi, ci siamo voluti tutti bene, e creato pure, lo stesso, occasioni per prendere fiato, ma la spensieratezza, minima, dov’era finita? Pareva che tutto il mondo fosse dolorante, addolorato… ora, è vero che queste erano le persone affettivamente, emotivamente centrali, in modo reciproco, ma il rischio era per tutti noi di chiuderci e di non vedere che c’era anche gente che in quel periodo invece stava bene, viveva un’altra fase della vita. Mi spiego?
La nostra mente seleziona le informazioni. Non è solo questione di pessimismo o
o ottimismo, ma proprio di selezione e rielaborazione delle informazioni.
la realtà circostante dalle sue manifestazioni minime a massime è vasta, vastissima.
Ogni giorno noi operiamo, in continuazione, delle selezioni anche automatiche, inconscie, di che materiale osservare, di quali stimoli accogliere. Persino se scegliamo di leggere un testo o un altro, in libreria, e quali delle cose che dice ci colpiscono.
Persino se andare a parlare con Pina che ci dirà quanto è contento o con Ginetta che ci dirà quanto sta male.
E a volte può esserci frustrazione quando andiamo da Pina perché Pina abitualmente ci fa ridere e invece quel giorno ci fa piangere o da Ginetta per sentirla compagna di sfiga e invece ha appena vinto l’enalotto. Mica perché ci aspettiamo che per forza Pina debba farci ridere o perché siamo invidiosi che Ginetta ha vinto, ma perché magari se Pina piange pensiamo: azzo, ormai anche Pina piange, allora sta arrivando davvero la fine del mondo, non si salva più nessuno.
Oppure: azzo, persino Ginetta che piange sempre ride, ormai io sono la sola persona sfigata al mondo.
Perdonami l’esempio, un po’ ironico, però è vero anche banalmente che quando apro lo stereo decido se mettere una musica vivace per tirarmi su o se ho voglia di piangere ascoltando roba commovente. E non è che una cosa sia più giusta o sbagliata. Intendo dire che comunque la realtà intorno è quella che è, e magari è una schifezza di rare proporzioni, ma io in questo momento ho scelto di pensare che è più varia. Potrei essere io che ho bisogno di vederla così, Silvy. Chi lo sa? Anche perché, fidati, c’è stato un periodo in cui pensavo che tutti gli uomini una mattina si possono svegliare e così, ma proprio così, tipo rapimento alieno, dirti: stanotte ho cambiato idea e non ti amo più.
E che cazz innamorarsi allora in balia di tale orrore?
Ma partivo da un trauma indotto. e non era neanche vero che ha cambiato idea di notte. Anzi, peraltro, male, mi amava pure dopo averlo detto.
Si LUNA sono anche sull’altro post, dove diversi mesi fa ho raccontato la mia storia e trovato un pò di conforto… anche grazie alle tue parole.
Concordo quando parli di visuale emotiva sul circostante e, anche se non ne conosco i dettagli, mi spiace per il brutto periodo che stai attraversando. Credo sia la cosa più naturale che venga da fare il vedere tutto nero quando ti accadono più cose negative insieme…
Per quanto mi riguarda sono in bilico tra due sentimenti contrastanti: da una parte vedo quanti passi avanti hanno fatto alcune coppie che conosco e che stanno diventando “famiglia” (che poi è ciò che speravo diventassimo io e il mio ex); dall’altro vedo che addentrandomi un pò nell’intimità di queste coppie non è tutto oro ciò che luce (tradimenti, frustrazioni, convenienza, paura…).
Per cui da una parte invidia dall’altra cinismo. Entrambi sentimenti che, di solito, non m’appartengono.
Ma ti confido che in fondo (molto in fondo) ho ancora un barlume di speranza. Perché nonostante la scorza dura che si sta ispessendo sono ancora un’alice. Credo ancora nell’amore, nell’esistenza di una persona speciale per me e per te e tutti gli altri che ancora hanno dei sentimenti genuini.
@Per cui da una parte invidia dall’altra cinismo. Entrambi sentimenti che, di solito, non m’appartengono.
Provare, anche all’estremo, sentimenti che di solito non ci appartengono mi pare una cosa anche piuttosto naturale dopo una brutta botta o comunque durante la fase di riassestamento…
E anche guardare il mondo un po’ attraverso categorie, e con meno sfumature tra la favola e l’inferno.
Cara Silvy, di me posso dirti che conosco la differenza tra me… e me quando mi lascio cogliere dai filmsss pessimisti futuribili e cose del genere e quindi, per quanto posso, cerco di evitarli. Ovviamente non sempre ci riesco. Ma poiché, se sentire il dolore o la preoccupazione nella panza, anche le sensazioni che dici tu, e affrontare ciò, fa anche bene, mentre quando arrivano i filmssss di solito non portano mai ad un tubo di buono, se non stancarmi e togliermi energie, per quanto posso cerco di evitarli…
A volte inconsapevolmente continuiamo a buttare legna nella stufa di certi pensieri negativi, autocaricandoci, purtroppo.
Non dico nel tuo caso, riflettevo a voce alta sulla questione.
bacino, buona notte 🙂
Ciao lunetta,
si hai ragione… mai alimentare i pensieri negativi, non serve a nulla è una cosa sterile che ti incupisce, ti fa stare male con te stesso e con gli altri. Non è che se pensi il peggio poi sarai pronto ad affrontare anche le situazioni più brutte.
Però è anche vero che non vorrei farmi i films al contrario. Ed io spesso tendo a farlo… Paradosso: vorrei avere la testa leggera e i piedi ben piantati in terra!
Ci vediamo sull’altro post!
Riprendo il post a distanza di qlc settimana. Come già detto sono reduce da una lunga
storia finita male non per mia volontà e definitivamente chiusa da 9 mesi circa. Dopo
essermi presa un periodo di “lutto” in cui ho cercato di rimettere insieme i cocci della
mia vita distrutta, da qualche settimana sto prudentemente cercando di rimettere fuori il
becco dal nido, ma vorrei essere sicura che il prossimo sarà quello giusto, non voglio
procedere per tentativi, nè essere presa in giro nè prendere in giro e, viste le premesse,
ci sono buone possibilità che rimarrò sola! Conosco una persona (amico di amici). In quest’ultimo periodo ci siamo visti 3 o 4 volte sempre in gruppo. Anche lui esce da una brutta storia, ma già da qualche mese frequenta saltuariamente un’altra donna. Durante questi incontri c’è stato il solito gioco di sguardi, battute, sorrisi, ricerca del contatto fisico, occhiatacce se un essere di sesso maschile si avvicinava a me, etc. Insomma le solite cose. Lui avrà capito di me quello che io ho capito di lui e cioè che c’è un (vago?) interesse. Diciamo che senza espormi troppo gli ho fornito su un piatto d’argento la possibilità di trovare una nuova occasione d’incontro… ma oramai è passato del tempo e non credo sia sua intenzione coglierla. A questo punto sorge spontanea una domanda: cosa spinge un uomo di 30/40 a comportarsi così? Ho solo due opzioni: o la storia con questa donna è più seria di quanto lui abbia lasciato intendere, o non gli piaccio abbastanza da fare lo sforzo di muovere un passo verso la mia direzione. E come lui ne ho notati altri che magari lanciano il sasso e nascondono la mano. Ho forse male interpretato io alcuni segnali? sono tutti timidi? hanno valutato che il gioco non vale la candela? cosa devo pensare?! Esistono ancora gli uomini che hanno il coraggio di esporsi se una gli piace sul serio? Spero di si e allora parto dal presupposto di non piacergli abbastanza e vado avanti!