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Zero amici, solitudine e tristezza

Lettere scritte dall'autore  

Ho 18 anni e ho problemi relazionali. Questa situazione non solo mi preoccupa molto ma mi fa stare anche tanto male. In 18 anni ho sempre incontrato persone false, persone sbagliate che non facevano per me, persone cattive e meschine. Ormai non mi fido più di nessuno e il risultato è la solitudine più totale. Non ho un amico con cui confidarmi, né qualcuno con cui uscire. A scuola la situazione non è migliore: non ho legato quasi con nessuno. che faccio?

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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4 commenti

  1. 1
    Rossella -

    Per uscire da questo stato di cose devi testimoniare la tua fede attraverso una letterarietà naturale. Non ho parlato di religione. Infatti ad un certo punto si presenta il problema del genere. Si avverte da dentro questa urgenza di raggiungere la spontanea naturalezza attraverso la stravaganza. Questo accade quando non ti trovi in quell’universo composito del quotidianamente noto che fa emergere il maschile e il femminile dalla storia familiare. Io non ho avuto problemi in questo senso e negli anni mi sono sentita vicina ad una mia amica che sentiva come l’urgenza di rappresentare in forma letteraria il travaglio della chiesa. Non è necessario, ma è naturale che accada. Per me era molto più ovvio tingermi i capelli e vestirmi in maniera strana. Quando non scatta il colpo di fulmine prendo su di me la responsabilità del ministero e mi assento fisicamente al punto da apparire malaticcia. Ma anche quì ci sono delle ragioni morali. Io sto bene. Voglio tranquillizzare tutti. Però, ecco, non c’è modo di oltrepassare la cortina di ferro. Al tempo stesso ci si può inorgoglire per il fatto di essere guardate da una certa distanza senza che la cosa generi in noi delle emozioni che minaccino la purezza. Si vive un’altra commozione…

  2. 2
    Rossella -

    dicevo, si vive un’altra commozione nel sacerdozio… possono nascere anche amori platonici, storie che restano nell’aria e che confluiscono nella grande tradizione della chiesa. Si genera la fede, per testimoniare che solo l’amore crea. Questo insomma. Dietro quella maschera apparendemente ridondante c’è la solitudine. Una solitudine che fa nascere un senso d’inadeguatezza che si lega al ministero ma che circonda tutto l’essere. A quel punto altro che colpo di fulmine… ci vuole proprio una tempesta. Per questo si tende ad essere sfuggenti…

  3. 3
    Yog -

    Grandissimo post, Rossye. Violetta adesso saprà consolarsi e darà la giusta direzione alla sua vita, non ho dubbi.
    Grazie soprattutto per averci rassicurato sul tuo stato di salute, io – per questioni, come sai, professionali – ne avevo urgente necessità.

  4. 4
    Angwhy -

    Ora ditemi voi cosa avrà capito l’autore della lettera dopo aver letto di cortine di ferro,di ministeri e di letterarietà,e poi dice pure che lei sta bene,immaginatevi il contrario

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