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Una vita di rimpianti

di isolanelvento

Salve a tutti, la mia è una storia per certi aspetti come tante altre, ma ha, purtroppo, una sua originalità, dalla quale non riesco ad uscirne.
Cercherò di spiegarmi in breve, se possibile.
Allora ho poco più di 40 anni, professionista discreto, (nel senso che ho uno stipendio) moglie che lavora e 2 figli, la classica famiglia borghese insomma. Adesso qualcuno sta già pensando, la solita storia, il marito vorrà/si è fatto l’amante, anche questo un classico.
Beh si e no. In 20 anni di fidanzamento/matrimonio non ho mai tradito!
Che eroe!, si dirà, no è che non ci sono mai riuscito, quindi fedele per inettitudine. La mia è, purtroppo, una vecchia storia di grande timidezza, di timidezza patologica che mi ha da sempre condizionato l’esistenza, impedendomi di conquistare durante la mia vita i miei grandi amori. Sono piacente, simpatico, ma estremamente timido; posso apparire a volte anche disinvolto, finché rimango magari in ambito professionale, insomma finché posso indossare una maschera dietro cui nascondermi. Ma quando si tratta di approcciare, con una donna sono una frana totale, sono al livello di un ragazzino di 12 anni impacciato. Non cerco il tradimento, il sesso fine a se stesso, cerco forse l’amore che non ho avuto, le storie che non ho avuto, la giovinezza che non ho vissuto, le emozioni non provate. Ogni 2 o 3 anni incontro una persona che mi interessa molto, ma non riesco a farci nulla. In questi giorni, ho fatto un nuovo incontro con una ragazza, molto più giovane di me, oltre 15 anni! Alla quale sono quanto meno simpatico, ma arrivati al momento in cui dovrei tentare qualcosa, sono cristallizzato nella mia prigione interiore, dalla quale non so uscire, la mia prigione modello di perfezione che odio e che mi ammazza ogni giorno che passa. Non sono riuscito a rendere il mio vero dramma, lo so, e qualcuno magari riderà della mia situazione “infantile” ma vi giuro che è molto più seria e complessa di quello che sembra. Magari mi domanderete, se amo mia moglie, non lo so e non so se riuscirei mai a lasciarla.
Vedo il tempo passare, scorrere tra le mie mani, scivolare via, senza riuscire a fermarlo, senza riuscire a rubargli un po’ di vita non avuta…
Avevo bisogno di dirlo a qualcuno, di sfogarmi. Qualche anno fa sono andato da vari psicologi, per il problema timidezza, e questo è uscito fuori. In genere mi è sempre stato detto che alla fine bisogna fare i conti con le cose in sospeso nel proprio incoscio, ma è proprio quello che non riesco a fare, e così anche quest’ultima ragazza sarà un altro nome nei miei infiniti rimpianti.
grazie.

L'autore, isolanelvento, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me stesso

57 commenti

Pagine: 1 2

  • 1
    lisina -

    ma io non capisco..cioè ti disperi perchè non riesci a tradire tua moglie???

  • 2
    isolanelvento -

    Lisina, il punto non è tradire mia moglie. il punto è non riuscire a vivere quella vita non vissuta, per timidezza.

  • 3
    rossana -

    a me piacerebbe invece sapere se sei mai stato innamorato di tua moglie…

  • 4
    francy -

    Per me sei molto infantile,sei sposato ma cerchi l’amore..non cerchi sesso..ma cosa stai cercando non si sa..e tua moglie dove la metti in tutte le tue ricerche,che non riesci a fare perché’ sei timido???Piu’ che timido,sei un gran marpione…stii uomini

  • 5
    Sergio -

    Oddio non ci credo, questa mi mancava ahahahahahahahahah

    Ora sicuramente spunterà qualche idiota che dirà che noi non capiamo nulla e che lui “DEVE BUTTARSI E SEGUIRE IL SUO CUORE”…

    AHAHAHAHAHHAAHAHAH

  • 6
    PolvereDiStelle -

    Anche se fossi stato fedele non per inettitudine non saresti comunque stato un eroe. La fedeltà è la norma non l’eccezione.
    Mi dispiace per la tua timidezza in generale, ma spero che il Cielo mi salvi dall’incontrare qualcuno come te. Parli di rubare al tempo la vita non avuta, ma allo stesso tempo stai rubando a tua moglie la sua di vita. Se solo sapesse quello che ti passa per la testa credo che dovrebbe lasciarti senza nemmeno degnarti di una parola. Non meriti neanche quella. 20 anni con una persona non avendola mai amata e struggendosi per il fatto di non riuscire a tradirla con la prima che passa il convento. Incredibile! Ci hai fatto anche due figli! E’ veramente assurdo! E non ti vergogni di quello che le stai facendo! Spero proprio di non incontrare mai uno come te. Scusa la durezza, ma con le vite altrui non si gioca.
    Mi fa sorridere il fatto che Andy commenti tutte le lettere scritte da donne, ma sicuramente non si sforzerà di commentare questa. Perchè gli uomini non sbagliano mai.

  • 7
    diana -

    Che tristezza! Poverina tua moglie… A parte che non mi piace quello che dici e mi dispiace per tua moglie che sicuramente neanche immagina questo tuo sfogo, ma hai mai provato a vivere meglio la tua vita matrimoniale? Cioè a divertirti con tua moglie, una passeggiata imprevista, una cena a sorpresa, qualsiasi cosa che non sia scontata e che faresti eventualmente con un’amante. Poi tu dici “una vita non avuta” ma non puoi cercarla nelle piccole cose? Hai una passione, un interesse? Coltivalo anche coinvolgendo i tuoi figli o tua moglie potresti scoprire lati della tua famiglia che ti sorprenderanno. Lasciati andare ma con loro, almeno provaci, forse ora sei solo annoiato qualche piccola scossa potrebbe aiutarti. Che dire non lo so, in bocca al lupo, però abbi rispetto per tua moglie.

  • 8
    andy -

    a me invece fa arrabbiare, altro che sorridere, che nonostante tutto la moglie ha chi deve avere affianco e fa la pacchia.

    voi non avete bisogno di tutto ciò, vi prendono, vi corteggiano, state ferme ad un angolo, tradite o lasciate.
    non li avrete mai sti problemi che comunque come al solito vi fanno agio, anche in situazioni così ridicole.

    che poi è persino tutto da vedere.
    lui è inetto ed è vero.
    ma magari ha anche più corna di un cesto di lumache..

  • 9
    milli73 -

    bo…
    sinceramente non so che dire…
    il fatto è che tu hai sempre avuto una vita da sposato, e non stai male… ma.. ha i rimpianti di quello che potevi fare tanto tempo fa quando non avevi una famiglia?ho capito bene?
    insomma … possibile che non si è mai contenti… ci sono uomini e donne che le famiglie come la tua le desiderano…oppure quando si sposano sperano che sia a lungo termine…
    quello che mi viene da dirti è che non dovresti buttar via un dono così prezioso… e credo che dovresti crescere…

  • 10
    Sergio -

    Il problema di questi individui è che parlano di vita non vissuta, ma intanto ne distruggono tante altre… sembra quasi che non avendo le palle per affrontare la vita rubino la felicità altrui così possono tranquillamente non sentirsi soli nella propria inettitudine.

  • 11
    Lorenzo -

    Caro Isolanelvento, ho capito dove sta il punto dolente: hai visto in tv un sacco di scene romantiche, con sospiri, sbaciucchiamenti, eterne promesse, idillii nel sole e sotto un tramonto lungo il mare… e rimpiangi di non avere vissuto tutte queste cose in gioventù, ti sembra una mutilazione avere avuto come unico idillio, nei tuoi ricordi, quello dei primi tempi con la ragazza che poi sarebbe diventata tua moglie, idillio forse troppo breve, seguito presto dal matrimonio, dai figli, dalle responsabilità, dalle preoccupazioni… Già, capisco, tu non hai mai vissuto come questi tronisti e letteronze e discotecari che bruciano la giovinezza eroica tra un divertimento e l’altro, in un’adolescenza perenne, come ardenti creature d’amore e letizia (e alcool, e droga…)
    Cretinate…
    Devi essere felicissimo di essere te stesso, di vivere come hai vissuto, di non aver mai fatto il pirla, ma di essere un uomo serio, e di avere una moglie seria, e un bel lavoro, e due bei figli sani.
    Se poi ne hai le palle piene della tua famiglia per altri motivi, divorzia, ma farlo solo per correre dietro alle ragazze più giovani è un’idiozia.
    La verità è un’altra. Tu sei in un’età critica (è anche la mia, siamo coetanei). Verso i quarant’anni si è “a metà della strada”: ti accorgi che il tempo che hai di fronte potrebbe ormai essere meno di quello che hai alle spalle, la vita non è più solo futuro, come per i giovani, ma il passato comincia a essere un testo molto voluminoso che ti pesa sulla mente e sul cranio, la parabola vitale non è più un’ascesa, ha già raggiunto il culmine, dalla vita ormai hai avuto tutto e la discesa sta forse per cominciare…
    Stai cominciando a diventare vecchio, e te ne sei accorto.
    E hai paura. Allora ti giri all’indietro. Scruti nel passato, ti chiedi se qualcosa è mancato, se per caso esistono desideri non realizzati… ne trovi uno e ti attacchi a quello, tanto per non guardare avanti, per non affrontare la realtà che la gioventù è morta.

  • 12
    Lorenzo -

    Questo però non vuol dire che si debba dare una lettura moralistica dei tuoi problemi picologici, come se fossero solo le ubbie di un timido che coltiva voglie insoddisfatte.
    La fase che stai vivendo tu, devono attraversarla tutti gli uomini. Il momento in cui cambia la percezione del tempo, in cui non si è più “nella” giovinezza, ma “oltre”, e si comincia a guardarla come qualcosa di compiuto, e di perduto, è un momento critico dello sviluppo di una persona. In termini biologici, è il momento in cui avendo adempiuto al compito di riprodursi e creare una famiglia, bisogna volgere la propria attenzione dal mondo esterno al mondo interiore. L’interesse verso le altre donne, che sembrano prometterti chissà quale rivelazione ed esperienza magica, è solo una proiezione di un bisogno inconscio, un sintomo che hai il desiderio di ampliare il cerchio delle tue esperienze, che ti sei limitato troppo nel passato e devi evadere, per non fossilizzarti.
    Evadere andando a donne è la soluzione più stupida, sebbene sia quella messa in pratica da molti verso l’inizio della mezza età, perché i nuovi bisogni che confusamente senti di avere sono interiori.
    Scommetterei che l’atmosfera in cui vivi è asfittica, in senso intellettuale e spirituale. Cosa fai nel tempo libero? Quali sono i tuoi hobby? Leggi? Studi? Mediti? Rifletti? Quanto tempo dedichi all’immaginazione e al pensiero autonomo?
    Il baco sta qui, ed è inutile cercare di cancellarlo andando a donne, o bevendo, o viaggiando, o oziando nei bar o facendo qualsiasi altra cazzata. Devi dedicare più tempo ed energie al tuo ego. Scoprire nuove passioni per cose nuove – che non vuol dire fare corna alla moglie ma allargare i propri orizzonti di conoscenza.
    Qualsiasi psicologo ti potrà confermare quello che sto dicendo. Tu stesso credo che lo sai benissimo, è la monotonia del pensare e dire le stesse cose che ti sta stufando, non tua moglie.
    E ci credo, dopo vent’anni passati così…
    Apriti al mondo.
    Fai tesoro di questi suggerimenti!

  • 13
    isolanelvento -

    Risponderò brevemente:

    1) ho amato mia moglie e non per cercare scusanti, ma posso dire d’aver più dato che ricevuto, da lei ho spesso ricevuto trascuratezza, fredezza e mediocrità.
    2)non sono un marpione, ho rifiutato non poche avventure occasionali,in qualche caso, nonostante la timidezza, avrei potuto approfittarne, bastava dire si, ma non mi interessano.
    3)sono pericoloso nella misura in cui potrei innamorarmi e perdere la testa e quindi lasciare la mia famiglia, quindi pericoloso per la mia famiglia. Ma gli unici che non meritano ciò sono solo i miei figli.
    4)ho speso molto su mia moglie e discusso un’infinità di volte dei nostri problemi e in qualche misura è a conoscenza della questione, ma se ne occupa solo quando sa che esiste una qualche donna nei miei paraggi, per il resto spesso dimentica anche che esisto.
    5) forse non avevete capito che tra me e mia moglie le cose non vanno affato bene, forse non lo avevo spiegato adeguatamente e non per colpa mia.
    6)siete di una durezza sconvolgente, parlate per luoghi comuni, la vita non è semplice come la descrivete: marito/marpione che cerca donne da inguaiare, non è così, almeno per me non è così.

  • 14
    rossana -

    isolanelveneto,
    non mi hai risposto: sei mai stato innamorato di tua moglie?
    hai risposto: “ho amato mia moglie”, al passato… comunque, amare non è essere innamorati…

    ho riletto il tuo post e mi sono soffermata su: “se amo mia moglie, non lo so e non so se riuscirei mai a lasciarla.”

    credo che la tua sia davvero una crisi di mezza età… enfatizzata dalla tua timidezza.

  • 15
    francy -

    Isolanelvento…Cavolo ma te la sei cercata,se il mio marpione ti ha offeso,non posso dirti che mi spiace,Ho letto la tua lettera e ne ho tratto le mie conclusioni(forse sbagliate)daltronde solo tu sai com’e’ la tua vita di coppia,apatica senza sentimenti che legano??Cerchi fuori quello che ti manca,ma cosa offri nella tua ipotetica relazione esterna???Stabilita’?non credo,visto che corre su binari diversi,amore?se ti innamori quale futuro darai a quell’amore?incerto visto quello che dici nel riguardo,e l’altra persona,pensi che potrà’ condividere i tuoi sentimenti restando per sempre nell’ombra??Forse i miei pensieri ti sembreranno egoistici,ma cosa hai da offrire tu?Solo incertezze e dubbi..Fai chiarezza in te stesso prima di buttarti in qualsiasi relazione,avresti solo da perdere,e magari far del male alle persone vicine a te..e per ultimo,non cercar qualcuno solo per risvegliare l’eco egoistico di tua moglie..vedere la sua gelosia ti fa star bene??Non e’ che l’ami ancora e vuoi far emergere quell’amore apatico stuzzicando con la gelosia??Son tutte domande che solo tu puoi dare le risposte..a te stesso..Trovo tante persone che dicono,siamo assieme per i figli,ma ognuno fa la sua vita..problemi di coscienza.. Non dare questa responsabilita’ cosi grande ai i tuoi figli..ciao auguri di buona fortuna

  • 16
    Alberto66 -

    Ciao “Isolanelvento”, la tua lettera mi ha commosso, leggerla è stato come rivivere la mia vita, sono nelle stesse tue condizioni: 23 anni di matrimonio alle spalle, un figlio, molti rimpianti! Non possono capirti qui, non possono capire e non dobbiamo fargliene colpa, chi non ha fatto un percorso di vita come il nostro non può capire! Una vita spesa per la famiglia per i figli, per la propria donna che tutto sommato ci ha dato veramente poco! La mia tarda adolescenza mi è stata rubata, mi sono impegnato nella vita al massimo garantendo a mia moglie, che amo, e a mio figlio un tenore di vita molto alto, ma mi manca qualcosa… mi manca tanto qualcosa che non riesco a descrivere in poche righe! E dire che ho una famiglia invidiata da tutti, la classica famiglia perfetta per molti irraggiungibile, a volte ho paura, penso che potrei barattare tutto per qualcosa di effimero, di futile, Dio dammi la forza di continuare ad essere un modello!

  • 17
    key -

    Hai chiarito tante cose, hai chiarito che ogni storia ha un passato, che ogni azione una reazione, a volte lenta, impercettibile, ma inesorabile. I nostri racconti non sono altro che una fetta del nostro vissuto, delle dinamiche della vita edelle relazioni con gli altri. E’ facile giudicare da una parola, estrapolarla e farne motivo di discussione.
    Però non era un bel leggere la tua storia, credimi….tutti abbiamo pensato più o meno la stessa cosa.

  • 18
    gio -

    Avere dei dubbi non è concesso a questo mondo o sei preciso inpeccabile senza apparenti imperfezioni o i tuoi simili ti daranno una condanna che con molta fortuna farai difficoltà a togliere. Sei umano come tutti quelli che ti hanno risposto, sinceramente la vera fedeltà non so’ cosa sia e intendo dire anche nei pensieri. Cerca dentro di te cosa desideri realmente, fare i conti con le proprie illusioni per viversi a pieno la realtà delle cose che ci circondano. La famiglia è un dono meraviglioso quando ne capisci il valore, ma devi superare queste tue insicurezze per essere libero di viverti a pieno ogni momento le cose che ami d’avvero.Cerca dentro te le risposte

  • 19
    Aura -

    Cosa si può dire a un uomo che descrive l’amore (tutto da dimostrare: ma appunto non sembra essersi dimostrato a lui…) della propria compagna di vita con un “da lei ho spesso ricevuto trascuratezza, fredezza e mediocrità”?

    Che definisce sé stesso così:”sono pericoloso nella misura in cui potrei innamorarmi e perdere la testa e quindi lasciare la mia famiglia, quindi pericoloso per la mia famiglia. Ma gli unici che non meritano ciò sono solo i miei figli”?

    Be’, io penso di sì, che tu sia “pericoloso”, per te stesso e per i tuoi figli. Ma non perché per quello che pensi tu: la paura cioè di affrontare una separazione, e che i tuoi figli possano soffrire per questo.

    Sì, certo, sei preoccupato del GIUDIZIO degli altri, di quello eventuale dei tuoi figli, ma soprattutto SAI (senti) di avere un problema con LE ALTRE (che ancora non riesci ad avere: ed è QUELLO – guarda un po’ – il problema che ti più sta a cuore…) e che tu racconti essere causato da un’estrema timidezza.

    Invece è un groviglio di egoismo, vittimismo, viltà, mediocrità.
    Torniamo così a tua moglie: sì, è molto probabile che sia una mediocre. Come te.

    PS: io, quando ho capito di avere accanto un mediocre, l’ho sempre lasciato: come mai a questi uomini che parlano tanto male delle loro mogli, poverini… Non riesce? Mia madre, in tempi e modi MOLTO più difficili dei tuoi, ha lasciato mio padre. Io non ho tanto sofferto per la loro separazione, quanto del fatto che mio padre NON C’ERA. E non ho mai dubitato: ah, adesso di separano, adesso non ci sarà più. Ingenuamente mi credevo, alla mia tenera età che avrebbe potuto esserci ugualmente, pensa un po’.

  • 20
    rossana -

    alberto,
    tua moglie ti ha fatto mancare una vita sessuale normale? ti è sempre stata fedele?

    se così è stato, non mi sembra ti abbia dato poi tanto poco.
    se così non è stato, allora davvero non è valsa la pena fare tutti i sacrifici che hai voluto fare, anche per dare a te stesso un “alto tenore di vita”.

    spesso vediamo quello che ci manca e non valorizziamo abbastanza quello che abbiamo…

  • 21
    isolanelvento -

    Eh si, quasi tutti mi date torto, mi date dell’infantile, egoista, marpione,vile, vittimista, e quant’altro. Magari avete pure ragione.
    Non so, so solo che il disagio che avverto è reale, e profondo il malessere che ne consegue. Così profondo che non riesco a vivere più, così profondo che facendo uno sport piuttosto pericoloso (mtb estremo) prendo sempre più rischi, sempre più. (Alt ora direte che sono incosciente perchè se mi ammazzo butto nella miseria la mia famiglia, ho fatto un’assicurazione sulla vita!). Non so cos’altro posso dire, sinceramente sono ancora più avvilito nel vedervi così compatti nel vostro giudizio negativo. Non sono una persona perfettamente equilibrata, non lo avete capito? Ho vissuto l’intera mia vita fin ora, aderendo ad un modello di perfezione che non reggo più. Sono stato un bambino modello e perfetto, sono stato un adolescente non adolescente, perchè perfetto, un giovane senza gioventù, perche mi sono nascosto, scappavo dalla vita e sopravvivevo, non più modello negli studi però, perchè si stava cominciando ad incrinare qulcosa, ma ho continuato ad essere un modello di perfezione di padre/marito. Ma il giocattolo ora si sta rompendo, il modello si sta bruciando, il problema è che il mio super IO, non mi permette di rompere le catene che mi imprigionano, che mi legano alla mia schiavitù. Sono in mezzo tra le regole imposte da una vita di perfezione e il bisogno disperante di vivere libero, di vivere e basta.
    Molto probabilmente non riuscirò a far nulla e ne rimarrò solo distrutto…
    complimenti ai vari saccenti che ho trovato qui, sapete tutto, siete molto fortunati ad essere così forti e sicuri di tutto, avete solo certezze. Comunque non cerco commiserazione o incoraggiamenti facili, mi sono confrontato e ho avuto le risposte che, evidentemente, meritavo.

  • 22
    rossana -

    isolanelveneto,
    non è facile capire il prossimo, specie se è un tantino… “complicato”.

    tu, però, non è che aiuti molto. manco rispondi…

    non è che vuoi solo sentirti dire che hai ragione, che sei perfetto su tutta la linea, anche nelle tue deviazioni dall’abituale perfezione?

  • 23
    Aura -

    “Non sono una persona perfettamente equilibrata, non lo avete capito?”.

    Sì, sì, qualcuno lo ha capito… Ha anche detto (nella lettera) di essere “andato da vari psicologi”: ma sicuramente, questi vari psicologi, non ci avranno capito niente… Oppure avranno capito qualcosa: e cioè che appena capivano qualcosa, lui passava a un altro psicologo.

  • 24
    isolanelvento -

    a quali domande non avrei risposto?
    Cercare la perfezione nella deviazione? no non credo, cerco invece una “sana”, squallida (?), non originale deviazione.

  • 25
    rossana -

    isolanelveneto
    a questa domanda non hai risposto:

    “non mi hai risposto: sei mai stato innamorato di tua moglie?
    hai risposto: “ho amato mia moglie”, al passato… comunque, amare non è essere innamorati…”

  • 26
    isolanelvento -

    Rossana, non so rispondere alla tua domanda, forse si, ma ora non riesco a ricordarmelo più.Riesco a ricordare però lo sgretolarsi giorno dopo giorno del nostro rapporto: nei silenzi, nell’indiffernza, nella mediocrità, nei litigi continui, ripetuti, fiaccanti,snervanti, nella solitudine di ogni giorno, nella tristezza dell’abbandono velato dal vivere accanto, nella trascuratezza, nell’ipocrisia, nella consuetudine, nella morte di ogni entusiasmo, nella delusione…della vita.
    Non ho risposte ho solo tanto dolore e solitudine.

  • 27
    rossana -

    isolanelveneto,
    a mio avviso, solo adesso incominci ad aprirti veramente, permettendomi di capirti meglio. almeno, così mi pare…

    quasi certamente non sei stato innamorato di tua moglie, altrimenti te lo ricorderesti. e questo potrebbe spiegare la tua ansia inconscia di voler cercare qualcosa di molto importante, di cui ti senti privato. a questo punto della tua vita ne hai davvero ancora diritto? a questo soltanto tu puoi rispondere… in base alla tua personale coscienza, consapevole anche, però, di tutti i rischi a cui vai incontro, e non solo per te ma anche per i tuoi figli.

    quanto al super io che non ti consente di essere quello che vorresti,
    purtroppo si tratta di un grosso guaio, che potresti superare, forse, con un’analisi, magari lunga e dolorosa.

    hai avuto un’educazione severa? l’auto-controllo ti è stato imposto da genitori e da educatori o te lo sei costruito tu? se sì, per sfuggire cosa? magari un modello familiare che non ti piaceva affatto?

    la timidezza è congenita alla tua personalità o si è presentata in seguito, quasi a ripararti da qualcosa? se si tratta di quest’ultima risposta, sarebbe più facile da rimuovere, sapendo però da cosa volevi ti facesse scudo…

    se mi rispondi, cercherò di darti ancora tutto il supporto di cui sono capace. personalmente, credo che tutti abbiano diritto di provare almeno una volta l’innamoramento. meglio, ovviamente, se succede quando si è liberi da altri legami…

  • 28
    rossana -

    isolanelveneto,
    la situazione di coppia che descrivi è molto triste. temo, purtroppo, sia comune a più famiglie di quanto si possa immaginare.

    ha comunque il vantaggio della stabilità, cosa poco apprezzata di questi tempi ma spesso utilissima al futuro dei figli, se non avvilisce troppo i genitori.

    dovresti davvero cercare di migliorarla il più possibile, al meglio delle tue capacità, come già ti è stato saggiamente suggerito. prenderla, cioè, come un punto fermo, invidiato da molti, su cui costruire ancora, con fantasia e impegno.

    potresti essere sorpreso tu stesso dai risultati. qualcuno deve rompere la spirale d’indifferenza e di eccessivo assestamento in negativo…

  • 29
    isolanelvento -

    Purtroppo il mio superIo è potentissimo, e la timidezza e l’autocontrollo che ha generato nascono insieme a me, non sono mai stato libero fin da bambino. L’educazione che ho ricevuto è stata rigidissima, assolutamente senza libertà , non potete capire quanto e non posso spiegarvelo bene qui; vi dico solo che vivevo rinchiuso in casa senza amici, senza giochi, con una madre esaurita e nevrotica per la pulizia e l’ordine, ordine in casa e fuori.No mi devo fermare perchè potrei scrivere per ore di questa tristissima infanzia negata. Purtroppo i miei problemi hanno le radici in quegli anni lontani, lì nasce il miosuperIO devastante che non riesco assolutamente a combattere. Ho fatto anni di psicoterapia,un poco sono migliorato, ma più di così non credo che si possa. Non credo che ci sia soluzione aggrovigliato tra doveri oggettivi e doveri dell’incoscio despota non farò nulla, morirò ogni giorno un altro pò, credo che sia una storia comune a molti non avere il coraggio di far nulla.
    Posso sfogarmi, con le lacrime agli occhi? quell’innamoramento pazzo che non ti fa dormire, che non ti lascia il fiato, che ti fa battere il cuore all’impazzata, che ti dà la forza per fare qualsiasi cosa, quell’amore l’ho solo sfiorato, non sono riuscito mai a soddisfarlo perchè le ragazze per cui provavo questo, non le ho mai avute, non sono riuscito ad averle, non perchè non fossero attratte da me, ma perchè ero troppo timido e impacciato, è questo il grande dolore che porto dentro è questo il grande amore negato.Potrei continuare, ma inutile piangersi addosso.
    Potrei accontentarmi di quello che ho, lo so è tanto. Ma dentro quel dolore, quel bruciore lancinante, quel tormento, non riesco a zittirlo, non riesco a fermarlo, brucia e fa male ogni giorno di più ed è più forte del mio maledetto superIO, ed è più forte del disprezzo che mi avete elargito (non tu Rossana).

  • 30
    Aura -

    Eh no, isolanelvento: sei tu che hai disprezzato qui tua moglie. E quindi io ho disprezzato questo tuo modo di fare (disprezzi tua moglie e ti lagni perché – per problemi tutti tuoi – non riesci ad avere un’altra, che è il colmo: e che cosa dovrebbero dirti gli altri?).

    La moglie te la sei scelta tu: non tua madre, spero.
    Io mi posso dispiacere per la tua triste infanzia. Anche io ho avuto una triste infanzia, ma non ho sposato un uomo per disprezzarlo. Per attribuire a lui un carcere che mi sono costruita con le mie mani (perché anche quando ti posso riconoscere la terribile infanzia, dopo che si fa? Come si risolve il problema? Questo è il problema).

    “Ho fatto anni di psicoterapia,un poco sono migliorato, ma più di così non credo che si possa”. Quindi hai deciso, immagino sempre tu (dubito che i “vari psicologi” ti abbiano detto: più di così non crediamo che si possa andare, vada pure), di interrompere questo “miglioramento”.

    Come vedi (anche se non lo vuoi vedere. ma io penso di vederlo): sei qui a girare intorno al tuo problema.

    Le persone come te, represse, che hanno sempre fatto quello che volevano “gli altri”, sono tra le più “pericolose”, per sé e gli altri, perché sono una bomba che può scoppiare perdendo il controllo, quel controllo che a volte ci è imposto, e continuamente, da altri, a volte ci imponiamo noi stessi, avendo interiorizzato, subito, un esagerato controllo da parte di altri: non è un caso che mi pare di aver capito che pratichi sport estremi, come a cercare inconsciamente una fine (non una vera rinascita) estrema: perché non ce la fai più.

    Mi dispiace di essere stata dura, ma mi sembra che tu abbia veramente bisogno di aiuto (da uno psicoterapeuta; ma ciò non esclude che sia buona cosa anche parlare con altre persone qui). Io ci andrei al più presto, cercherei la motivazione per farlo pensando ai figli. In realtà, anche pensando a loro, per una volta invece faresti una cosa per te stesso.
    Ciao

  • 31
    rossana -

    isolanelveneto,
    adesso ti stai esponendo davvero, e io credo di capirti a fondo.

    secondo me, dovresti “lavorare” sulla timidezza, che stento a credere sia determinata dal super io. non mi pare che nel tuo caso la psicoterapia possa bastare: ci vorrebbe una vera e propria analisi, che costa tempo, denaro, impegno e dolore… per portarti, in linea di massima, ad accettare i tuoi limiti, sia quelli congeniti che quelli determinati da altri.

    purtroppo, certe emozioni dovrebbero far parte di un vissuto adolescenziale o adulto antecedente a un impegno importante come il matrimonio. se così non è stato, ci sarà pur stata una ragione. da quella dovresti partire per disfare e ricostruire, cosa per niente facile, per nessuno, e forse neppure consigliabile…

    un abbraccio

  • 32
    isolanelvento -

    “Le persone come te, represse, che hanno sempre fatto quello che volevano “gli altri”, sono tra le più “pericolose”, per sé e gli altri, perché sono una bomba che può scoppiare perdendo il controllo, quel controllo che a volte ci è imposto, e continuamente, da altri, a volte ci imponiamo noi stessi, avendo interiorizzato, subito, un esagerato controllo da parte di altri: non è un caso che mi pare di aver capito che pratichi sport estremi, come a cercare inconsciamente una fine (non una vera rinascita) estrema: perché non ce la fai più.”

    Su questo ti dò pienamente ragione, sono come una bomba instabile, che può scoppiare da un momento all’altro: per troppi anni sono stato represso, anzi tutta la vita sono stato represso, non potrò esserlo per sempre…

    Sul fatto che disprezzo mia moglie, sei sicura che lei non abbia messo del suo per essere disprezzata?

    Poi il discorso che non dovrei lagnarmi perchè ci sono altri che stanno peggio, è un discorso che non accetto. Con questo metodo si può dire che quelli che starebbero peggio non dovrebbero lamentarsi perchè ci sono quelli che hanno un cancro e quindi stanno ancora peggio, poi quest’ultimi nemmeno dovrebbero lamentarsi perchè ci sono quelli che hanno un cancro e sono bambini e così via, si può sempre trovare qualcuno che sta peggio. Ma la sofferenza non si misura in questo modo, non si possono fare scale di sofferenza in questo modo. Perchè gente ricca e famosa, che dovrebbe avere tutto, si suicida?, secondo questo ragionamento, che qui qualcuno fa, ciò sarebbe impossibile.

  • 33
    isolanelvento -

    secondo me, dovresti “lavorare” sulla timidezza, che stento a credere sia determinata dal super io. non mi pare che nel tuo caso la psicoterapia possa bastare: ci vorrebbe una vera e propria analisi, che costa tempo, denaro, impegno e dolore… per portarti, in linea di massima, ad accettare i tuoi limiti, sia quelli congeniti che quelli determinati da altri.

    purtroppo, certe emozioni dovrebbero far parte di un vissuto adolescenziale o adulto antecedente a un impegno importante come il matrimonio. se così non è stato, ci sarà pur stata una ragione. da quella dovresti partire per disfare e ricostruire, cosa per niente facile, per nessuno, e forse neppure consigliabile…

    Ciao Rossana, ho fatto qualche mese di analisi senza risultato, lo so troppo breve. Poi anni di pscicoterapie cognitivo-comportamentli con qualche risultato, diciamo che adesso conosco le tecniche da usare quando sono ansioso/impacciato/timido, ma dalla teoria alla pratica….
    La mia timidezza è oltre la timidezza, tutti i vari terapeuti l’hanno riconosciuta come vera “ansia sociale”, e t’assicuro che è una bestia quasi invincibile.
    Lo so benissimo che provo emozioni adolescenziali, sono una persona di intelligenza e cultura normali e so benissimo che sono emotivamente come un ragazzino. Dettoci questo, magari mi si insulta pure, posso anche insultarmi da solo, mi rendo conto perfettamente che mi comporto in maniera infantile; dicevo passata la fase degli insulti propri e altrui, che faccio? mi ammazzo, cerco di ammazzarmi in bici o cosa? non so proprio come uscirne, va sempre peggio…
    grazie comunque Rossana.

  • 34
    rossana -

    isolanelveneto,
    insisto sull’analisi, come una buona possibilità per migliorare la situazione e la tua qualità di vita. la durata può essere di anni (so di qualcuno che ci si è sottoposto per un tempo molto lungo, con buoni risultati).

    può esserci resistenza da parte tua, può essere difficile trovare un buon terapeuta, ma vale la pena tentare e impegnarsi a fondo. se non altro, è una reazione positiva alle tue difficoltà.

  • 35
    Lorenzo -

    Caro Isolanelvento. Quanto all’ansia sociale, non ho capito perché ti pesa tanto. Che te ne frega della società? Non si sta meglio da soli? Io personalmente meno parlo, meno gente frequento, meno cazzate sento, meglio sto. I veri spettacoli sono i boschi, i tramonti, le solitarie strade illuminate, la magia delle nubi, il passo agile degli animali, tutte cose da godere in silenzio. La società è una cloaca, e se non partecipi è tutta salute. Dovresti benedire le tue paure, sono una magnifica opportunità di occuparti di te stesso e mandare affanculo il pianeta.
    Che strano uomo sei. Cosa cerchi veramente? Cosa ti manca per sentirti spiritualmente completo? Il dramma è che tu credi di saperlo, ma sono cose che non puoi avere (come una relazione con una ragazza giovane) e ti disperi. Ora, questo meccanismo mentale te lo sei creato da solo, come un’allucinazione, e sotto il peso di quest’idea fondata sul niente ti senti schiacciato.
    Non è vero che troveresti chissà quale felicità con una ragazza che immagini fatta per te: se dovessi provarla, capiresti che anche la relazione d’amore meglio riuscita è al 98% fatta di chiacchiere, quotidianità, banalità, disaccordi, battibecchi, cretinate e sco.... uguali a quelle che faresti con tua moglie. Non è vero che se ti sbarazzassi delle tue “ansie sociali” troveresti la felicità: su dieci dei tuoi simili incontrati a caso troverai in media due stronzi, cinque idioti, due mediocrità patetiche e uno che potrebbe essere un buon amico ma preferirà sempre occuparsi degli affari suoi. Non è vero che rimettendo a nuovo i tuoi moduli di comportamento, vivendo chissà quali esperienze esaltanti, diventeresti quello che desideri essere. Il significato della vita non si scopre “facendo esperienze”. Ti stai torturando senza motivo. E il sospetto, perdonami, è che ci godi.

  • 36
    Lorenzo -

    Ma dato che una diagnosi senza terapia è inutile, ascolta. Invece di avere la testa piena di complessi perché non riesci a realizzare imprese quali diventare un playboy, un Superman, un polo di attrazione dei salotti, e quant’altro, impara a rivolgerti alle cose quotidiane. Le grandi azioni eroiche sono il sogno dei falliti e dei dementi. Volgiti al piccolo, impara a gustare ciò che è umile. Hai mai provato a chiudere gli occhi mentre assapori una tazzina di caffè, a percepirne ogni sfumatura del gusto, a ringraziare il destino perché ti è concesso di vivere in questo momento, in questo luogo, un prezioso istante di puro piacere e gioia? Ti sei mai appassionato a scorrere le sfumature di colore che la luce del tramonto crea a occidente quando è rifratta da strati di nubi cariche di pioggia, un minuto fugace di godimento del puro colore? Nell’ascoltare un pezzo di musica, non ti è mai capitato che un accordo, udito e subito svanito, ti abbia lasciato un’impressione indimenticabile? Ecco, le cose veramente grandiose della vita, quelle che ti svelano il suo senso sono queste, le più semplici, le più trascurate, le più piccine. Io trovo più felicità nel contemplare il disegno di un tessuto, nell’apprezzare con quanto amore è stato disegnato e cucito, di quanto non potrebbe darmi l’essere Napoleone, Einstein o Rocco Siffredi. Il sorriso di un bambino, incontrato per caso mentre cammino per strada, vale più di tutte le esperienze eroiche ed erotiche di questo mondo. Tu insegui dei fantasmi, e la vera felicità ti sfugge: e dire che potresti averla subito, se solo la vedessi! A te come a tutti è stata imbottita la testa con l’insegnamento che bisogna diventare forti, grandi, ricchi, sapienti, potenti, perfetti. Ma questo insegnamento è la morte. Vivere significa essere tutto il contrario di questo, mantenere la capacità di stupirsi ed entusiasmarsi che un bambino ha. Questo hai perduto! E mica lo ritroverai con la psicoterapia. Ma dando un calcio alle tue false ambizioni.

  • 37
    diana -

    Ciao! Se ho capito bene tu cerchi l’amore,quello vero. Probabilmente non lo hai ancora trovato davvero perchè altrimenti avresti superato la timidezza. Per me almeno è andata così, io sono timidissima non mi sono mai lasciata andare con nessuno ma quando ho incontrato mio marito ogni paura è andata via. Forse devi ancora aspettare. Però una cosa te la volevo dire, smettila di piangerti addosso , smettila di fare il martire e fai qualcosa per cambiare la tua vita. Di certo non puoi continuare così. Se significa lasciare tua moglie fallo. La tua famiglia capirà col tempo. Non puoi sacrificare così la tua vita. Io ho 2 genitori che non si amano ma che continuano a stare insieme per convenienza, mio padre perchè non sa fare niente in casa, mia madre perchè non vuole rimanere sola, ebbene ti dico che io più volte li ho spronati a separarsi perchè non sono felici e quando vivevo con loro non ero felice neanche io. Tornando a te, se tu non sei felice neanche chi ti sta accanto lo è,perchè allora rovinare la vita a tutti? Prendi il coraggio e fa quello che già sai che vuoi fare.In più io credo che se uno vive male finisce per rovinarsi la salute. Io vedo mia madre per esempio che si è esaurita, è sempre nervosa, piange e si ammala di continuo. Sono sicura che se lei tanti anni fa avesse stravolto la sua vita adesso starebbe meglio. In tanti ammirano chi resta sposato per il bene della famiglia, ma per me è solo un’iposcrisia! Se le cose non vanno non c’è niente da fare. Bisogna darci un taglio e riniziare daccapo. Insomma fare il martire per me è sbagliato. Lacia tua moglie che da come dici non ti ama fai un favore pure a lei e rifatti una vita.Se è quello che vuoi davvero riuscirai a superare tutte le tue difficoltà. Forza e coraggio…

  • 38
    rossana -

    diana,
    se una coppia sta bene, ovviamente, tutto ok;
    se i due stanno male insieme, già il separarsi non è facile come potrebbe sembrare, per molte ragioni (personali, familiari, sociali, economiche, ecc…).

    la cosa peggiore (o migliore a seconda dei punti di vista) accade quando si sta insieme senza infamia nè lode. in questo caso, credo che il separarsi resti, per entrambi o per uno dei due, una vera e propria utopia…

  • 39
    isolanelvento -

    Avete scritto cose giuste e sensate.Lorenzo, non ci crederai ma quello che hai scritto io l’ho provo spesso, apprezzare tante piccole cose che sfuggono ai più è la mia difesa per andare avanti. quante volte sono rimasto affascinato da bellezze della natura e da immagini che nessuno di quelli che mi circondano ha notato. E quante volte sono stato deluso dalla gente, dagli “amici”, dalla moglie e, forse, anzi sicuramente anch’io avrò deluso anche se ho l’impressione d’averlo fatto meno. Già quello che scrivi lo condivido in pieno, mi ha emozionato leggerti. Purtroppo dentro non sono così maturo per fermarmi e per nutrire il mio spirito solo di quello che descrivi e che pure io sento. Continuo a cercare l’amore, che non ho avuto; che imbecille lo so, ma non ci riesco, continuo a cercare quelle emozioni che, come descrivete, non esistono, sono solo, forse, desideri illusori della mia mente immatura. Forse questo mi rende ancora di più depresso, quindi sto solo cercando dei fantasmi che non esistono?, delle fantasie, delle creazioni oniriche fatte ad occhi aperti. Quindi è peggio di quello che credevo, devo cercare di rifletterci, di interiorizzare meglio la questione.O forse quello che cerco,esiste, non è solo sogno, ma esiste solo per un tempo breve, magari brevissimo, però vale la pena di essere inseguito.
    Ragazzi se mi rileggo mi sento ancora più deficiente, mi sembra d’aver scritto delle stupidaggini, ma prendetele comunque come se stessi pensando a voce alta, e i pensieri si affastellano a caso a volte.
    grazie.
    p.s. non godo nel soffrire.
    p.s.non credo di cercare consapevolmente la morte, diciamo che quando sto male alzo i pò i limiti di sicurezza…
    p.s.non ho la forza di prendere e distruggere la famiglia, anche se forse dei paletti verso mia moglie dovrei metterli, per non farmi travolgere dalla gelatina informe delle consuetudini sociali in cui mi immerge.
    p.s lorenzo sto pensando di stampare quello che scrivi e di affiggerlo su una parete della mia stanza.

  • 40
    Lorenzo -

    Caro Isolanelvento, scusa se ci ho messo tanto a rispondere ma mi ero invischiato in una diatriba politica in un altro forum, parlando ai sordi, e avevo perso di vista questa discussione molto interessante. Mi faresti troppo onore a incorniciare i miei post, non sono un filosofo e non scrivo nemmeno così bene, in fondo la mia unica vera virtù è saper vedere le cose con oggettività. Trovo molti aspetti positivi in quello che hai scritto, non sono pessimista per come andrà il tuo futuro. Intanto hai un dono prezioso: la sensibilità per godere quelle tante piccole cose della vita quotidiana che ho descritto – il che vuol dire anche che hai il senso del bello e quindi la possibilità di scoprire veri tesori nel godimento della musica, dell’arte, del pensiero, della meditazione, e immense possibilità di sviluppo spirituale. Quanto al grande ostacolo, la “croce” di questa tua fase della vita, tu insisti a descriverlo come il rimpianto per una felicità che non hai mai potuto avere da giovane, ma direi a questo punto che è una visione molto parziale. E’ chiaro che il tuo è stato un matrimonio sbagliato, forse avevi scelto da giovane questa particolare compagna perché non ti sentivi in grado di conquistare una che ti piacesse di più, non hai voluto rischiare, sei andato sul sicuro e purtroppo non è stata la scelta giusta… eppure io non ti consiglio di rompere con la tua famiglia. Non per moralismo, non perché sarebbe un grave danno anche economico, nemmeno per il discorso dei bambini (che pure, sappilo, hai il dovere di accudire come padre presente, autorevole e attivo), ma per un fatto pratico, oserei dire per la tua stessa convenienza egoistica. Tu non te ne dai per inteso, ma te lo ripeterò ancora una volta: quello che cerchi non esiste. Il morso che senti al cuore ogni volta che osservi due innamorati che si baciano è un puro effetto allucinatorio. Nessuna coppia di innamorati prova emozioni più sublimi di quelli che tu hai vissuto con tua moglie in principio…

  • 41
    Lorenzo -

    (continua)
    … nessuna coppia di innamorati è più felice di una qualsiasi coppia sposata nei suoi primi momenti di intimità, nessuna prova le estasi che tu immagini. A causa di questo dannato romanticismo fondato sul niente sbagli bersaglio. Credi di desiderare una donna e l’unione perfetta, invece quello che ti manca è un’altra cosa: l’ebbrezza della passione pura e semplice. Tu non desideri nessuna donna: tu desideri INNAMORARTI e quel peculiare stato d’animo di esaltazione, di dedizione, di fusione con un Altro Idealizzato… cose che da troppo tempo non provi più o forse non hai mai potuto provare (da qui il rimpianto). Ora che sei a metà della vita e hai raggiunto gli obiettivi essenziali, i vecchi ideali non bastano più, e ne stai cercando uno nuovo, e soprattutto l’entusiasmo e l’energia che averne uno potrebbe darti. La tua psiche ha bisogno di cambiare assetto, di rifondare il suo sistema di valori: e la tentazione di farlo buttando all’aria il matrimonio e trovando un’altra donna è comprensibile. Ma non è questa la risposta alla domanda fondamentale, che a 40 anni non si può più eludere: QUAL’E’ IL SIGNIFICATO DELLA MIA PRESENZA IN QUESTO MONDO? Non troverai il senso della tua vita scopando con una nuova amante… se non per qualche settimana o qualche mese. Alla fine ti ritroverai con una donna che ti è indifferente come ormai per te lo è tua moglie. Sappilo bene. Piaccia o no, un quarantenne che vuol fare il giovincello e il cicisbeo (cosa incoraggiata dalla cultura dominante) sbaglia perchè questo in termini psicologici si chiama REGREDIRE. Tu devi PROGREDIRE. Come? Qui si esce dal campo delle soluzioni facili. Quando si è faccia a faccia con se stessi e il Problema, la risposta può solo essere individuale. L’impegno sociale, l’avventura artistica, il progetto di una laurea o cambiare lavoro sono risposte possibili. Inseguire le sottane non è una risposta, è una cazzata: non è così che capirai il motivo per cui il Destino ti ha fatto esistere Qui e Ora!

  • 42
    rossana -

    concordo con quasi tutto quello che ha scritto, benissimo, Lorenzo.

    ma mi sono soffermata su questa frase: “cose che da troppo tempo non provi più o forse non hai mai potuto provare (da qui il rimpianto).”
    con particolare accento sull’ultima parte.

    vero che l’innamoramento (definibile anche come inganno di natura, per assicurare la riproduzione della specie) è quasi sempre maledettamente effimero

    vero, anche, però, a mio avviso, che in certi casi perdura molto a lungo, affievolendo e modificando il suo aspetto ma non perdendosi mai del tutto.

    comunque, per un soggetto sensibile, che non ne abbia potuto mai beneficiare, può essere una grave perdita non averlo provato.

    alla fine della vita, quando si traggono i bilanci conclusivi,
    è molto soggettivo valutare quello che per noi è stato davvero importante.

    personalmente, non cambierei mai 3 mesi d’innamoramento con 30 anni di tranquilla vita familiare

  • 43
    Lorenzo -

    Per Rossana: hai ragione a dire che chi non ha mai potuto provare l’estasi dell’essere innamorato e ricambiato alla fine della vita la rimpiange, ma in fondo credo che se è questo che ti è capitato, ha un senso e comunque lo si deve accettare, anche se fa rabbia, anche se non lo si capisce. Tranne in casi di eccezionale sfortuna, come quelli di chi muore giovane di leucemia o finisce paralizzato in un incidente (purtroppo non rari) o di eccezionale fortuna (purtroppo rari), la vita è fatta in modo tale che non possiamo avere tutto, amore, ricchezza, potenza, sapienza, salute, equilibrio, creatività, bellezza… ma d’altro canto riusciamo ad avere alcune di queste cose in buona misura, mentre invece altre in misura mediocre. Ed esiste di solito un equilibrio sottile per cui se abbiamo avuto poco amore, magari ci è capitato molto piacere, se abbiamo avuto poca salute, ci è toccata molta saggezza, se abbiamo avuto poco denaro, abbiamo avuto tanta amicizia e tranquillità in famiglia. Ciascuno dovrebbe avere l’onestà di riconoscere che se è stato sfortunato in qualcosa, sarà però stato fortunato in qualcosa d’altro. E di accontentarsi così. Capisco che un Isoladelvento si chieda: “Perché proprio a me doveva toccare un’esistenza senza vero amore?” Un altro (io!) potrebbe chiedersi a sua volta: “Perché proprio a me doveva toccare un’esistenza senza un lavoro appagante e dignitoso?” Non c’è perché: è la nostra sorte, è la stella sotto cui siamo nati, è il destino che è differente per ognuno, e invece di lamentarsi ognuno farebbe bene ad essere felice se appena appena ha la salute, qualcosa da ficcare in pancia e la forza per reggersi in piedi. Questa è davvero l’unica cosa indispensabile, il resto è un accessorio. Certo se è così ha un significato, ma temo attenga a una sfera metafisica che non possiamo comprendere (non sono credente ma credo che la locuzione abusata: “è così perchè lo ha voluto Dio” sia molto efficace, e anche consolante).

  • 44
    isolanelvento -

    Lorenzo, dì la verità fai lo psicologo o qualcosa del genere, la tua capacità di leggere l’anima mi sembra troppo dotta ed elegante per non appartenere a qualcuno che si confonta con tematiche simili giornalmente e per mestiere.
    Concordo con quello che dici al 99%, eppure c’è un piccolo 1%, che non s’arrende totalmente alla tua lettura della mia situazione, lettura giustissima, e assennatissima ma c’è qualcosa che mi sfugge, che si ribella a quello che scrivi. Una sensazione, che trova conforto un pò nelle parole di Rossana. E’ come se mi mancasse qualcosa, voglia di innamoramento effimero? può darsi. Eppure c’è dentro me un vuoto, un vuoto che non riesco a colmare. Dirai che quello è un vuoto primordiale dell’uomo, che non si può riempire con nulla, è l’oblio della nostra natura, il bisogno del completamento, che per molti lo si raggiunge con la fede con Dio. Può darsi, ma la mia grande sensibilità, che purtroppo mi porto dietro, reclama qualcosa, ha una grande fame di qualcosa; di effimero innamoramento? di effimero sesso? forse si. Ma allora ribalto tutto con la domanda, quello che vivo è l’inevitabile involuzione di qualsiasi rapporto? si finisce insomma così a sognare amori impossibili? e se non lo si fa è solo perchè ci si butta in altre effimere ricerche? denaro, potere, fanatismo religioso? ecc. Che confusione che ho in testa!
    E se invece avessi bisogno di sbagliare, di provare nella seconda parte della mia vita sensazioni, emozioni, che non ho provato? di vivere un pò di rimorsi invece che sempre di rimpianti???

  • 45
    rossana -

    isolanelveneto,
    concordo che Lorenzo è stupendo e bravissimo nel rendere i suoi concetti. mi sorprende che i suoi talenti non siano sfruttati come vorrebbe…

    il seguente: “farebbe bene ad essere felice se appena appena ha la salute, qualcosa da ficcare in pancia e la forza per reggersi in piedi.” andrebbe inciso a lettere d’oro in molte camere da letto di persone infelici.

    premesso questo, la scelta è tua: preferisci i rimorsi o i rimpianti? basta che tu ti renda conto che metti a repentaglio la tua attuale situazione di precario equilibrio e che questo tuo bisogno è abbastanza forte da rischiare di scombussolare un po’ anche l’esistenza di altri, che magari proprio non lo vorrebbero…

    dopo di che, salterà fuori o non salterà fuori questo innamoramento?
    secondo me, se in te ci fosse stato vuoto affettivo, già sarebbe comparso. bisogna essere “pronti” a innamorarsi, cioè vigili a quanto ci circonda… magari pure senza essercene resi del tutto conto.

    e dev’essere un bisogno connaturato con la nostra personale natura, altrimenti ci si dedicherebbe ad altre ricerche. è necessario, anche, che ogni precedente “storia” sentimentale sia definitivamente chiusa, a volte con la morte fisica, altre con quella psichica.

    poi, bisogna purtroppo anche essere capaci d’amare (non è affatto cosa facilissima, come potrebbe sembrare). ecco perchè, chi ha amato una volta è spesso in grado di amare di nuovo, mentre chi non ha amato mai potrà inventarsi tanti innamoramenti, idealizzati, ma non averne mai provato uno vero.

    te la senti di imbarcarti in tutto questo? se sì, allora vai e non voltarti mai indietro! tanto è pressochè impossibile farlo, emotivamente parlando…

  • 46
    rossana -

    Considerazioni personali sull’amore

    1) un tempo credevo a un sentimento “eterno” o che potesse almeno durare una vita. oggi come oggi (sarà perchè la vita si è molto allungata?) ci credo un po’ meno, sia pure con le debite, luminosissime, eccezioni, rare come le vincite al lotto!

    2) sono passata, da inguaribile sanguisuga emotiva, a considerare questo sentimento al pari del rinnovarsi delle stagioni, con la differenza che spazia sulla terra intera e capita, di tanto in tanto, temporaneamente nel cuore e nei sensi di qualche malcapitato, che se lo porta addosso, spesso alquanto faticosamente, fino a quando questo abito non gli si sbrandella per naturale consunzione.

    per lui, povero Cristo, è finita. pagherà in dolore, spesso al doppio, tutta la gioia che ha avuto e, se è abbastanza saggio, ne conserverà imperituro ricordo.

    l’amore, come i fiori dopo le bombe su Hiroshima, rifiorirà altrove, farà palpitare e patire altri amanti, per finire e rinascere in un ciclo infinito di emozioni e di grazia divina. non per niente è il sentimento che più ci avvicina all’infinito, anima e corpo!

  • 47
    isolanelvento -

    Rossana, stavolta i brividi me li hai fatti venire tu, nel leggerti…
    Qui, mi mettete in difficoltà, non solo trovo persone molte brave ed eleganti nello scrivere, ma, sopratutto, che denotano una profondità e una analisi interiore invidiabile. Che infatti vi invidio, che forse avevo un tempo, ma che con il tempo ho forse perso, o forse solo smarrito, rinchiuso nell’aridità e nel deserto di solitudine in cui mi sono cacciato per sopravivvere.
    Mi ha commosso Rossana la tua descrizione dell’amore, che condivido e che, pur se disincantata e disillusa, mi dà una luce di speranza. Parli di qualcosa di sfuggente, di temporaneo, di caduceo, ma comunque di esistente, di vero, di bellissimo, e a volte di eterno e di infinito, qualcosa che ci avvicina all’infinito…
    Grazie.

  • 48
    Lorenzo -

    Mi pare che tutti insieme ci stiamo avvicinando alla soluzione: lo stato d’animo di Isolanelvento è passato dalla disperazione al dubbio, ed è un grosso passo avanti.
    Prima eri come un uomo con la testa bloccata in una morsa, che ti costringeva a mantenere gli occhi fissi sempre sulla stessa cosa orrenda (o a chiuderli per non vedere), ora ti stai liberando, stai ampliando la tua visuale… e il paesaggio nebbioso della tua interiorità, che pian piano si schiude, ti rende confuso. E’ normalissimo. Sei un uomo sensibile e dotato, si comprende dalle domande stesse che ti poni, in questo mondo avido, baro e libidinoso non sono molti a farsele, ma per arrivare alla “tua” risposta, quella che ti riempirà la vita di nuovo significato e ardore, sappi che dovrai lavorare molto su te stesso, sul paesaggio dell’anima, inquadrarne i vari elementi, definirli, inserirli in un nuovo tutto armonioso.
    Io credo che come tanti tu hai speso la maggior parte delle tue energie per le cose concrete della vita: lo studio, il lavoro, la famiglia, la società: giustissimo, questo è il compito della gioventù… ma il prezzo che si paga è il non poter sviluppare pienamente se stessi, scoprire i propri talenti, elaborare gli ideali, sviluppare una visione dell’universo e del senso della nostra presenza. Arriva un momento, di solito intorno alla tua età, che queste esigenze inappagate reclamano soddisfazione. Questo è il tuo problema, il “vuoto” che hai ben descritto: hai fame di significati, e questa si presenta mascherata da fame d’amore. Non è desiderio di effimero come hai scritto, non svalutarlo, al contrario è desiderio di eterno, ed è giusto che trovi modo di soddisfarlo, è un bisogno naturale come la fame e la sete, ne va del tuo benessere psicologico ed è non solo opportuno ma doveroso che tu intraprenda una ricerca spirituale.
    L’aspetto negativo della tua situazione è che l’insoddisfazione affettiva interferisce con le tue esigenze autentiche, rendendole difficili da leggere…

  • 49
    Lorenzo -

    Ora il mio consiglio è fare chiarezza, separare nettamente le due cose. Di qua il desiderio di qualche nuova esperienza erotica o affettiva, cosa secondaria. Di là i bisogni spirituali, cosa principale. Se dovessi riuscire a soddisfare questi ultimi, che significa sviluppare una visione complessiva della realtà, un sistema di pensiero e delle passioni artistiche, scientifiche e culturali, vedrai che il bisogno di evasione amorosa si ridurrà moltissimo, e forse ritroverai perfino l’armonia con tua moglie. Comincia a ritagliare dei tempi tutti tuoi, da dedicare alla lettura (forse ti darò dei suggerimenti più avanti), al pensiero, alla contemplazione, a qualche hobby creativo, non importa se riesci bene o meno. Ti darà un sollievo enorme e ti snebbierà il cuore, vedrai. Infine non è detto che le avventure romantiche non debbano venire: ma certo non verranno se tu affronti il problema con questa tensione eroica e tragica fame di assoluto, come se dagli occhi di una ragazza aspettassi chissà quale rivelazione religiosa che non riesci a procurarti altrimenti. Io confido che infine i tuoi desideri spasmodici d’amore si ridimensioneranno, al punto che forse li riuscirai a soddisfare con qualche scappatella nascosta, senza disintegrare la tua famiglia (chiedo scusa a tua moglie, ma è il prezzo che molti matrimoni pagano per continuare a reggere), o meglio ancora che spariranno del tutto. Davvero, come ti ha chiesto Rossana, non hai nessun ricordo positivo di momenti felici con tua moglie? Eppure avete desiderato e avuto bambini, li avete allevati, avete certo festeggiato ed esultato per tante piccole cose, siete stati confidenti e complici per anni, vi sarete credo guardati negli occhi con amore, tante volte… Quegli sguardi contenevano tutto, se almeno uno ti resta nella memoria non devi avere rimpianti. Sono cose che si possono rinverdire, se solo smetti di essere ripiegato sulla tua piaga interna e ti sciogli, ti apri alla vita, anche con tua moglie tutto può cambiare.

  • 50
    rossana -

    sempre interessante constatare come per il mondo maschile l’amore sia un benessere accessorio, il cosiddetto “riposo del guerriero”,

    mentre per il mondo femminile (non so se nelle giovani generazioni è ancora così) il “guerriero” stesso, e di conseguenza i sentimenti che ad esso legano, sono spesso quasi l’unico obiettivo d’interesse.

    esistono, però, anche uomini che hanno un’anima colorata di rosa, senza nulla togliere alla loro virilità. forse, per questi, l’amore è più importante di qualsiasi altra occupazione. sono rari ma stupendi nella loro proiezione su quello che, a mio avviso, è veramente importante: il sentimento, sia esso per un partner, per un figlio, per un amico o anche per un cane.

    quello soltanto è materia viva che regge e ispira il mondo. tutto il resto, sia pure utilissimo e in continua evoluzione, ne è, di fatto, soltanto un contorno.

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