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Viabilità siciliana, visite di Stato ed eterne promesse

Alcuni anni or sono Renzi, Presidente del Consiglio, visitò la Sicilia ed in una mezza giornata si spostò da un capoluogo all’altro delle province siciliane. In quella occasione mi permisi di invitare, scrivendo una lettera al giornale OGGI, l’allora Presidente ad effettuare gli stessi spostamenti utilizzando mezzi di trasporto di linea e non l’elicottero: avrebbe avuto bisogno di rimanere in Sicilia almeno tre giorni.All’epoca si parlò di un programma per la viabilità in avanzata fase di realizzazione.
Lo stesso invito rivolgo oggi al neo Presidente del Consiglio avv Conte con ministro al seguito per far verificare loro i tempi necessari per raggiungere su gomma o su strada ferrata Trapani da Agrigento o da Siracusa o Ragusa; Palermo via treno da Messina,da Caltanissetta, da Catania e potrei continuare ancora.Mi permetto di segnalare le panoramiche strade provinciali di cui la Sicilia è ricca che invito a non percorrere onde evitare che i viaggiatori possano rimettere anche il latte materno. Speriamo che a distanza di numenrosi anni quel programma di viabilità non sia scomparso e che non si debba aspettare un quarto nuovo Presidente del Consiglio per fare effettuare la verifica dei costi benefici, per l’approvazione del codice degli appalti e per verificare che dietro ogni opera non cisi mafia e corruzione.
Mi permetto ricordare un proverbio siciliano che così recita:” Mentri lu medicu studia lu malatu fa la via” (mentre il medico studia l’ammalato muore).
Amoroso Francesco, uomo qualunque

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