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Perché l’uomo si allontana dall’amore?

di Toxicity21

Perchè l’uomo si allontana da una donna che ha amato ed ama realmente, una donna alla quale continua a pensare, una donna che non è stata e non sarà come le altre persone che incontra lungo il suo cammino?

Perchè l’uomo decide di vivere affetti facilmente gestibili ed allontana da sè la donna che ha sognato e che sogna ancora, per la quale ha vissuto per anni, una donna che non lo ha mai tradito e che neanche lui ha mai tradito?

Perchè l’uomo decide di affiancarsi a persone che non lo conoscono realmente, conservando nel cuore l’immagine, l’odore e la voce di quella donna che conosceva ogni sua inquietudine, ogni sua malinconia ed ogni ruga del suo sorriso?

Perchè.

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Categorie: - Amore - Riflessioni

73 commenti

Pagine: 1 2

  • 1
    silvana_1980_old_story -

    Perchè per molti la convenienza e il narcisismo sono più forti dell’amore…credo.

  • 2
    colam's -

    Perche’ gli affetti difficilmente gestibili alla fine rompono i maroni.

  • 3
    Babi -

    Perchè non amano altro che se stessi e quindi non appena ci sono difficoltà da superare preferiscono ripiegare su soluzioni più facili.
    Meglio perderli che trovarli comunque,queste persone sono instabili e rischiano di rovinarti la vita.

  • 4
    Toxicity21 -

    ..ma non è più da rompimento di maroni stare con una persona che ci asseconda, che non esprime mai un pensiero profondo, che non ci comprende e non ci conosce?

    ..comunque grazie per le risposte, credo anche io che rovinino la vita queste persone narcisiste ma ancora oggi non riesco a capire come si possa essere così.

  • 5
    colam's -

    Vedi che ci avevo preso, e’ un discorso che mi faceva la mia ex !

    No. Per esperienza ti dico che alla fine una persona che ti asseconda (non nel senso per forza di zerbino, ma che la pensa come te su argomenti importanti) e’ molto più piacevole da vivere nel quotidiano.

  • 6
    Toxicity21 -

    Condividere un pensiero, un’idea non significa assecondare l’altro.
    Io mi riferivo ad altro, colam’s 🙂

  • 7
    colam's -

    Ah.. E a che ti riferivi ?

  • 8
    Lorenzo -

    Toxicity, ti posso rispondere con precisione, avendo fatto un paio di mesi fa esattamente quello che hai scritto! Quoterei Colam, mi ero rotto i maroni, ma non è stato solo questo.
    Quella persona, pur essendo il mio ideale, mi soffocava. Faceva grandi progetti per noi due, quindi si sentiva in diritto di consigliarmi il lavoro che avrei dovuto fare. Voleva condividere tutto con me, sicché, quando non ci vedevamo, dovevo intrattenerla al telefono tutto il giorno. Era piena di complessi e di problemi, perciò dovevo farle da psicanalista, mentre lei dei miei bisogni, desideri e aspirazioni se ne fotteva.
    Il primo giorno dopo averla mandata affanculo è stato uno dei più belli della mia vita, più leggeri, più liberi.
    Finalmente ho potuto assaporare il gusto di poter fare per 24 ore di fila solo quello che interessava e piaceva a me!
    E non certo una con cui stavo perché ero obbligato dal medico. L’ho amata, era il mio ideale.
    Credetemi, è meglio stare soli, mandarla a ca...., questa sbrodaglia d’amore, e se proprio uno non ce la fa o ha bisogno di sco.... e gli mancano i soldi per andare a tr..., è meglio portarsi a casa una serva asiatica o sudamericana india semiidiota e che non parla l’italiano, basta che sia giovane e abbia un bel sedere. Lo fanno in tanti, e si trovano benissimo.
    Unica precauzione, fatevi vasectomizzare, prima, se avete figli possono fottervi, anche le più stupide diventano geniali quando arriva il momento di fare il proprio interesse.
    Vi sembra abbastanza chiara come risposta?

  • 9
    Toxicity21 -

    Una persona che non ti fa mai comprendere quando e quanto sbagli, non ti sta insegnando ad amarti e a crescere, ti sta solo assecondando.

    Una persona che non fa valere la sua Personalità e che abbassa la testa sempre, per me asseconda soltanto.

    Una persona che non comunica con te, che non ti dice anche le parole più brutte (ma più vere) in faccia e che ti giustifica, legittimando ogni tua mancanza, ogni tuo errore, non ti sta amando, ti sta assecondando.

    L’uomo preferisce essere assecondato piuttosto che essere amato.
    O almeno l’uomo del buio.
    Ma a me, finora, è capitato di incontrare solo uomini così e quando la prassi diventa più vera della teoria, diventa più forte di qualsiasi altra cosa.

  • 10
    colam's -

    Ok – sono abbastanza d’accordo con te Toxicity.

    Pero’ tengo a precisare che ci sta modo e modo.

    La mia ex faceva un discorso come il tuo, pero’ anche mia moglie si riconoscerebbe in quello che dici. A me la prima mi intralciava la vita, la seconda e’ a volte rompi ma spesso con ragione.

    Vorrei essere più preciso:
    – benissimo nel voler far crescere l’altro correggendolo, pero’ un conto e’ “io penso che tu dovresti far cosi, poi fai come credi”… E un conto e’ “non capisci un caxxo, devi fa cosi ma ci fai o ci sei ?”
    – benissimo avere personalita’ e non essere zerbino, pero’ in una coppia bisogna venirsi incontro, e per esperienza a volte anche essendo convinti di aver pienamente ragione.. Bisogna inchinarsi l’uno all’altro, penso
    – benissimo comunicare, ma alcune verita’, specialmente le più brutte dunque più vere, vanno dette con garbo e tatto. Dire la verita’ e quello che si pensa e’ una qualita’, usare la verita’ in modo aggressivo non lo e’ in un rapporto di coppia.

    In sostanza io preferisco la donna vera allo zerbino, ma tra una rompiballe ed un zerbino preferisco lo zerbino.
    La linea rossa tra donna vera e donna rompiballe: dove ti situi, Toxicity ?!

  • 11
    rossana -

    Lorenzo,
    scusa la curiosità ma, se non sono troppo indiscreta, mi potresti spiegare, per favore, in cosa una persona possa essere il tuo ideale (ripetuto ben due volte) e essere, contemporaneamente, così oppressiva?

    Toxicity,
    a mio avviso, gli uomini hanno caratteri più concreti e più semplici delle donne: amano il quieto vivere e rifuggono dal complicarsi la vita. in linea generale sono abbastanza facili da accontentare. hanno solo un piccolo difetto congenito: amano la varietà e svolazzano volentieri di fiore in fiore…

    poi, possono nel contempo essere anche dei buoni padri di famiglia, seri lavoratori e mariti accettabili, pur tendendo a trascurare abbastanza la compagna una volta che l’hanno conquistata… anche questo fa parte della semplicità a cui ambiscono nella quotidianità!

    le eccezioni esistono e sono da apprezzare quanto le donne intelligenti, che sanno cosa vogliono non solo in fatto di uomini e non vivono aggrappate emotivamente ai loro compagni notte e giorno…

  • 12
    rossana -

    dimenticavo: di solito gli uomini non amano molto verbalizzare le loro giornate o i loro sentimenti (il vocabolario medio di un uomo è di 2.000 parole, mentre quello di una donna è di circa 7.000).

    quindi, sarebbe logico considerare fin dall’inizio di un rapporto di coppia che è raro un interscambio alla pari in questo contesto…

  • 13
    Spectre -

    @rossana
    diciamo che forse è più reale dire che, anche per una questione di diverso sviluppo di alcune aree del cervello (dicono eh… non mi interessa nemmeno verificarlo), la donna PUO’ sparare 7000 vocaboli in un giorno, e l’uomo 2000 😀

    oh… se alle donne fa piacere vi lascio credere che voi sappiate usare 7000 vocaboli e noi 2000. io forse ne so anche 2500 cmq, tipo “quisquilie” oppure “tergiversare”…

    diciamo che il alcuni casi il silenzio femminile sarebbe d’ORO ma questo nn viene compreso?

    per tornare al motivo del contendere, direi che lo fa per paura, anche… immaturità.

    mi colpisce quel “una donna che non è stata e non sarà come le altre persone che incontra lungo il suo cammino?”. senza sapere si direbbe una posizione molto supponente.

  • 14
    rossana -

    Spectre,
    forse mi sono espressa male: non volevo asserire una superiorità in capacità linguistiche nella donna, volevo soltanto metter in rilievo la sua atavica abitudine a esprimersi molto più del maschio, spesso magari anche in modo esagerato e inopportuno.

    mi piacerebbe capire meglio cosa intendi per “paura” e “immaturità”.
    ti va di dettagliare il tuo pensiero in merito?

  • 15
    Spectre -

    “paura” di un confronto costante con degli obblighi che una vita di coppia cn una donna impongono inevitabilmente ad un uomo, costringendolo a superare la sua eventuale “immaturità”. si dice sempre, ed è sostanzialmente vero, che per molti uomini la vicinanza di una donna è occasione di maturazione (o rincoglionimenti e “invecchiamento” di testa per altri).

    però vorrei evitare i luoghi comuni in quanto la donna, nel suo percorso di appiattimenti verso l’uomo (che quando fa comodo viene chiamata “ugualianza”), tra le altre cose tipo aver imparato a bestemmiare, o scaccolarsi mentre guida, sta anche acquisendo la capacità di essere immatura cm lui.

    così… parlando di una semplice eventuale tendenza.

    e poi credo che “amare” una donna che ti inchioda di meno al muro emotivo/sentimentale/mentale sia più facile che stare cn una che ti mette a nudo. cioè… ci sn persone che hanno un ascendente fenomenale su di noi rispetto ad altre, ed averlo vicine nn è un gioco, per cui certe volte si scappa.

  • 16
    rossana -

    grazie, Spectre, per l’esauriente spiegazione… mah… cosa intendi per “ascendente fenomenale su di noi rispetto ad altre”?

    porta pazienza, il mondo e il punto di vista al maschile mi ha sempre interessata parecchio… è proprio vero: non si finisce mai d’imparare!

    troppo divertente il vostro “scappare”!!! 🙂

  • 17
    Spectre -

    @ rossana
    però quando vi capita di essere quelle da cui l’uomo scappa, nn fa più tanto ridere 😉

    “ascendente” nel senso che ti sarà capitato di trovare una persona che per quanto tu ti votglia difendere, di mette a nudo cmq? ecco. quella da cui nn puoi sfuggire e cn cui nn puoi fare giochetti perchè di frega cmq. vuoi mentire, ma nn ci riesci e ti becca. vuoi essere sfuggente, ma ti inchioda subito con una parola o gesto.

    LA persona. capita di trovarne.

  • 18
    Cycnus -

    Ragazzi (grandi e piccoli), credo abbiate dato tutti degli ottimi
    spunti per analizzare e riflettere sullo stesso problema,ma credo
    nessuno abbia fatto i complimenti a Babi che alla n°3: ha dato la
    risposta che, seppur, breve, è la più chiara e concisa di tutte e
    sarebbe da considerarsi quasi una massima se vi aggiungessimo in
    conclusione o come appendice quello che scrive
    “silvana_1980_old_story” nella n°1: ” Perchè per molti la convenienza
    e il narcisismo sono più forti dell’amore…credo.”
    Ragazzi le persone cariche di narcisismo sono figlie e danno della
    nostra stessa società… è gente capace di reinventarsi una vita da un
    giorno all’altro senza pensare alle persone che lasciano facendo loro
    del male, pur avendole amate, a loro modo, ovvero in un’ottica
    egocentrica, spesso loro dicono di amare una persona quando questa
    soddisfa solo delle loro esigenze e non costa loro troppa fatica o
    rinunce standovi insieme. Queste persone pensano prima di tutto a loro
    stesse e mollano facilmente tutto dimenticandosi del passato ed
    affidandosi solo alla loro (di solito spiccata) capacità di rimettersi
    in gioco, alla perenne ricerca di nuove ed appaganti soddisfazioni
    PERSONALI… non è gente che riesce a dare agli altri quello che
    vogliono prima di tutto e soprattutto per loro stessi… Gente così è
    da scansare come la peste… Chi perde persone come queste ha
    guadagnato la sua libertà di essere potenzialmente amato davvero da
    qualcun altro… Ho esperienza personale a riguardo e vi assicuro che
    si può capire solo col tempo dopo che una persona del genere ci ha
    fatti soffrire. Chi dice di amare ha bisogno di dimostrarlo, anche se
    le persone che amano davvero spesso non lo sanno e ci cascano in pieno
    specie se sono giovani o non hanno avuto molte delusioni…

    Cycnus

  • 19
    Lorenzo -

    Per Rossana:
    Il nocciolo del problema è che l’uomo costruisce il suo modo di relazionarsi col femminile a partire dal suo rapporto con la madre. Siccome, tranne casi patologici, la madre è una persona che si dimostra degna di fiducia e corrisponde sempre alle sue attese, il giovane, quado si volge alle altre donne, lo fa attendendosi da loro la stessa cosa: che si rivelino degne di fiducia e lo stimino, considerino e accontentino allo stesso modo. Le donne di una volta erano educate a farlo. Quelle di oggi no, pensano anzitutto a loro stesse, non si sentono più appendici del maschio. Ogni giovane di oggi deve fare prima o poi i conti con questa delusione e la rabbia che ne deriva: scoprire che la ragazza che dice di amarlo e da cui egli logicamente si attende un comportamento se non proprio materno, almeno femminile nel senso consacrato dalla tradizione, invece di mostrarsi degna di fiducia, sparla, critica, litiga, non esita a umiliarlo se le giova, rifiuta di ascoltarlo, cerca di ingannarlo con ogni genere di trucchi… e via dicendo. Il ruolo tradizionale della donna – che era un aggiornamento culturale del suo ancestrale ruolo biologico di custode della casa e dei figli – è tramontato: ma quello che dovrebbe essere il modello alternativo, la “parità” dei sessi nel campo della gestione familiare non può esistere, non esisterà mai, perché è contro natura. Il maschio non è fatto per farsi guidare come o peggio di quanto egli stesso guidi la donna, fare le pulizie o la spesa, e crescere marmocchi. Se lo si costringe a far questo si femminilizza, non vale più niente. Una contronatura ne produce sempre un’altra, dice Nietzsche. Ed ecco allora questi conati di violenza familiare, e l’epidemia di omosessualità, la depressione, l’impotenza e così via. Io credo sinceramente che l’unica alternativa per il maschio veramente maschio siano le prostitute o una moglie che rispetti il ruolo tradizionale (straniera, perché le italiane ormai hanno tutte i testicoli). Qui non parla solo la virilità ma anche la pura e semplice osservazione dei fatti: è un fatto che metà e più dei matrimoni con “parità dei ruoli” falliscano, e le conseguenze, per gli uomini, sono spesso tali che ormai uno che si arrischi a sposarsi sarebbe ormai da giudicare un pazzo.

    Devo una risposta al tuo post 11. Quella donna era il mio ideale nel senso che era la più gran fica dell’universo.
    Quanto al carattere, ne ho scritto in altri forum, se ti interessa ti fornirò i riferimenti bibliografici.

  • 20
    Toxicity19 -

    Ragazzi, io non sono un’arpia, una persona che impone agli altri il proprio modo di vedere e poichè non sono quel tipo di persona non lo sono stata neanche con il mio ex fidanzato.
    Ho cercato semplicemente, nel mio piccolo, di ascoltarlo quando aveva bisogno di me, di spronarlo quando si sentiva un fallito e non sapeva che percorso intraprendere nella sua vita. Ero sempre presente e non l’ho mai lasciato solo.
    Ho commesso, però, un grave sbaglio: mi sono sostituita a lui in quelle che erano le responsabilità che si sarebbe dovuto assumere lui e non io: lui frequentava la facoltà di giurisprudenza e dal momento che ho sempre saputo che è una persona molto intelligente ma che non ha mai amato stare sui libri, cercavo in tutti i modi di farlo studiare, di infondergli il coraggio che lui non ha mai avuto. Cercavo di fargli capire che sarebbe stato un peccato se avesse mandato a puttane l’università e se si fosse cercato un lavoro in cui non si sarebbe potuto sentire soddisfatto.
    Ma ero io la madre? No, non lo ero e mi sono comportata da madre, sbagliando, perchè vedevo che lui da parte sua non riusciva a prendere di petto nè la sua vita, nè la nostra storia.
    E’per questo che l’ho lasciato e quando l’ho lasciato, lui ha abbandonato l’università ed ora lavora in un negozio.
    E dopo un anno e due mesi dalla nostra separazione si è fidanzato con una ragazza molto più grande di lui che lui ritiene “Un’esperienza” con la quale si ubriaca e va in discoteca.
    Lui si è sentito oppresso da me ma ditemi: una persona che vuole il tuo bene, che non ti lascia nella merda e che ti fa rialzare in ogni momento di difficoltà TI STA OPPRIMENDO?
    Una persona che di te non se ne importa nulla TI STA LASCIANDO LIBERO?
    E non credo di essere supponente, Spectre, sono solo consapevole di ciò che in 6 anni gli ho donato, sacrificandomi e rimanendo sempre fedele a lui. Non ho mai soffocato i suoi spazi, non gli ho mai impedito di uscire con i suoi amici, era lui che lo impediva a me perchè era possessivo.

    Grazie a tutti per le risposte.

    Colam’s, se stare accanto alla persona che si ama, spronandola a dare il meglio di sè, nella mentalità maschile significa essere rompipalle, allora sì, ti dico che sono una rompipalle.
    Mai, però, vorrei essere una strafottente ed anche se ho sofferto so che mi sono sempre comportata da persona sincera.
    La sincerità, però, quando si è immaturi è una nemica.
    Ed infatti paradossalmente sono stata trattata come le peggiori delle stronze.

  • 21
    Lorenzo -

    Toxicity, nel mio post ho sviluppato un’analisi generale e astratta del disagio maschile nella società moderna. E’ chiaro che questo assume una forma differente in ciascun caso individuale. Ma alla radice ritroviamo sempre lo stesso problema: le donne vogliono comandare troppo.
    Ma purtroppo c’è di peggio. Cosa intendo dire? Prendiamo te come esempio.
    Dato che ti definisci una rompiballe sei cosciente di avere torto, ed è inutile dilungarmi sul fatto che se al tuo ragazzo non importava niente degli studi non avevi alcun diritto di forzarlo. (Secondo me se lo hai lasciato per questo significa che non lo amavi, perché quando si ama si concede all’altro un diritto umano fondamentale, quello di essere se stessi, anche se ciò ci dispiace o comporta uno svantaggio per noi.)
    Il punto è che non solo hai cercato di esercitare potere su di lui, ma rivendichi anche di averlo fatto per giuste ragioni…
    Ora, se a me succede di infuriarmi con le donne, non è solo perché cercano di darmi ordini, ma anche per la loro sofistica, che dopo giri, rigiri e rivoltolamenti conduce sempre allo stesso punto: loro hanno sempre ragione, l’uomo torto.
    Il peggio, la cosa veramente disgustosa, è questo: il voler rivestire la propria smania di potere di un manto morale, il pretendere che “se io voglio questo da te, è per il tuo bene”.
    Questo hai fatto tu, e pensi di aver ragione perché quel ragazzo, trascurando gli studi, dal tuo punto di vista “stava finendo nella merda”.
    Bene, chi sei tu per giudicarlo? Dove stava scritto che i suoi parametri di felicità e successo dovessero coincidere coi tuoi? Chi ti ha dato il diritto di etichettare la sua vita come una vita “di merda”? Credevi forse di essere più indispensabile del Papa, per lui? Non lo eri, e questo ti brucia, temo.
    E ti brucia che lui ti abbia in sostanza detto: le tue ambizioni tienile per te, io ho le mie.
    Voler costringere gli altri a essere migliori non è benevolenza, è sadismo. Non sei stata una mamma per quel poveretto, ma una matrigna. E se ti giudica una stronza, ha le sue ragioni. Amare significa lasciare liberi: non sono solo ubbie maschili, lo stesso vale all’inverso; io credo fermamente che la donna debba assumere un ruolo sottomesso solo se lo vuole per intima convizione. Mai obbligherei una donna che ama la libertà a stare solo “in cucina e in camera da letto”.
    Tu invece hai cercato di forzarlo a assumere il ruolo maschile come lo intendevi tu. Sei stata sessista alla rovescia.
    Se si è ribellato ha fatto bene!

  • 22
    JE86 -

    @Spectre

    Gia’ ti adoravo come linea di pensiero adesso entri nella top 10 della “lista bianca”(i buoni).
    Hai perfettamente ragione. Sono fidanzata con il mio partner da quasi 5 anni ed e’ terrificante come riesca,con lo sguardo,a penetrarmi dentro e a leggermi come un libro aperto.qualsiasi cosa “losca” io combini… Lui sa!:-,
    E’ disarmante ma al tempo stesso ti avvolge e’ una sensazione strana, pacevole e intrigante…
    Spesso mi volto quando decide di guardarmi con quegl’occhi, praticamente scappo.;-].
    Quando trovi persone cosi o scappi o ci provi.
    IO ci ho provato e lo amo sempre di piu’. É un bivio… devi scegliere dove andare.

    Ps non tutti gli uomini sono cosi semplici come appaiono sono semplicemente diversi da noi donne.

    @rossana

    “amano la varietà e svolazzano volentieri di fiore in fiore…”
    Vero ma non del tutto. Vero che gli uomini amano la quotidinitá giornaliera… ma NO sotto le lenzuola!
    nel privato esiste il gioco e soprattutto noi donne siamo TR**E Tutte senza alcuna eccezione. Se questa caratteristica esce fuori con il proprio partner non ti preoccupare che non andrá su altri fiori.
    l’Uomo non ama la monotonia nel sesso cosa che noi donne tendiamo a creare.
    sicche’ aprite i cassetti… fuori le manette e la lingerie sexy che stasera si gioca!!!;-}

  • 23
    rossana -

    Spectre,
    grazie per la spiegazione dell’ “ascendente”.

    non ricordo mi sia capitato di incontrare persone con quelle capacità di “inchiodarti al muro”, forse perchè al muro, di solito, m’inchiodo da sola… 🙂

    non frequento molte persone: per questo non temo che possano scappare… 🙂

  • 24
    rossana -

    Lorenzo,
    proprio tu, così razionale e così preparato, vai a cascare come un ciuco sulla bellezza!!! ma allora non c’è proprio più speranza per nessuno di voi maschietti!!!

    non dico che non si debba considerare l’aspetto estetico ma proprio dipendere da quello per tutto il resto…

    la donna impara a relazionarsi con l’uomo attraverso l’esperienza con il padre? se è così, pure lei si aspetta che il suo compagno sia onesto, corretto e disponibile…

    per me la soluzione del problema è vecchia quanto il mondo: in qualunque tipo di relazione, so riconoscere chi è superiore a me anche solo per qualche aspetto, e non manco mai di riconoscerglielo.

    se un compagno merita il mio rispetto, glielo do per intero e accetto VOLONTARIAMENTE di “sottomettermi” nel mio ruolo di donna, ma in quello soltanto. per il resto, si vive e ci si relaziona alla pari, sulla base del rispetto reciproco.

    quando amo qualcuno, sento istintivamente il bisogno e il piacere di far sì che l’altro si senta proprio agio, in tutto e per tutto, e non mi pesa affatto di assecondare anche, se capita, piccoli difetti o esigenze soggettive. ovviamente, mi aspetto che faccio lo stesso con me…

    mi interessano i tuoi “riferimenti bibliografici”: sei un esemplare interessante!

  • 25
    Lorenzo -

    Per Rossana:
    I riferimenti sono nel forum “La fine improvvisa di un amore”, pag.301, post 7507,7511,7512,7524, pag.302, post 7529,7536, pag.310 post 7742,7743. Ma è roba nevrotica ed epatica, se vuoi leggere qualcosa di mio a un livello più alto clicca su Attualità e vai sul forum “Gli uomini che fanno la storia”. Non scambiarmi per un professore camuffato, sono solo uno che legge e pensa molto, anzi troppo.
    Così ti stupisci che come un asino sono cascato sulla gnocca? Mi stupisco che ti stupisci: gli uomini sono così, tranne gli impotenti, gli asceti e gli eunuchi. Il quoziente intellettivo non c’entra, quando si entra in fregola la corteccia cerebrale del maschio viene semplicemente tagliata fuori, e il suo comportamento si distingue a malapena da quello di un animale eccitato. Non scherzo. Prova a guardare su YouTube qualche filmato sulla monta dei cavalli. Osserva l’espressione dello stallone quando si imbizzarisce e nitrisce prima di infilare l’arnese, il suo sguardo folle, la sua furia terribile se non riesce a beccare il buco della giumenta al primo tentativo. Il maschio di quel gorilla senza peli che è l’uomo è uguale. E l’essenza dell’amore per lui sta in questo. Se vuoi capire gli uomini devi partire da qui: “tira più un pelo di fica che una carovana di buoi”. E la discriminante, in questo campo, è puramente estetica. Quanti uccelli sono mai stati fatti rizzare dalle pretese intellettuali delle donne, dalle loro chiacchiere sul savoir faire, dalle loro sublimi qualità morali? La femmina può anche essere decerebrata, che per la monta va bene lo stesso. Basta che sia giovane e sana e abbia le misure giuste. Se è stato Dio a a volere così allora bisogna prendersela con Dio. Certo non sono stato io.
    Quanto al resto ho poco da osservare, mi è molto piaciuto l’ultimo paragrafo del tuo post (il 24), sei anche tu un esemplare raro, molto più femminile della media delle donne di oggi, hai ancora una mentalità un po’ all’antica, questo attrae, e – ti garantisco – conferisce grande potere. Il maschio diventa arrendevole proprio quando viene assecondato e coccolato. Nella loro stoltezza le moderne signorine mascolinizzate hanno dimenticato il modo di ottenere la vera supremazia. Lo conoscevano bene le nostre nonne, quei tipetti da cucina e camera da letto che in casa erano le vere padrone, mandavano il maschio a sgobbare, spendevano e se volevano se la spassavano di nascosto, mentre fingevano di essere tutta casa e chiesa. Quelle sì che erano furbe!…

  • 26
    rossana -

    ancora per Lorenzo:

    1) “la “parità” dei sessi nel campo della gestione familiare non può esistere, non esisterà mai, perché è contro natura.”
    non sono d’accordo: la “natura” sta cambiando, in quanto non c’è più bisogno della clava per sopravvivere. quindi, perchè non valorizzare anche nel maschio la dolcezza, che lo rende più umano e insostituibile agli occhi di molte donne? vedi il successo di Richard Gere!!!

    2) “credo fermamente che la donna debba assumere un ruolo sottomesso solo se lo vuole per intima convizione.”
    mi sono accorta, rileggendo i tuoi ultimi post, che su questa affermazione siamo sostanzialmente d’accordo.

    però… basta con questa “sottomissione”, che potrebbe significare anche soltanto la posizione standard nell’atto sessuale!!! quand’è che si comincia a non avere più un compagno-padrone? quando si potrà ipotizzare di scegliere il da farsi a livello familiare con una sana discussione, come già facevano gli indigeni del Guatemala descritti da Rigoberta Menchù?

    la parola magica è “condivisione” non leadership!!! riconoscere ad ognuno dei due i suoi meriti e la sua capacità di discernere al meglio nelle varie diverse necessità.

    credo che, se si riuscisse a impostare su queste basi la convivenza, molte coppie vivrebbero più serenamente e resterebbero unite più a lungo…

  • 27
    rossana -

    Toxicity,
    concordo con Lorenzo: sta bene suggerire, dare un’opinione, supportare quando necessario ma non si dovrebbe mai forzare nessuno a fare qualcosa che non gli va o che gli risulta troppo difficile.

    essere sè stessi dovrebbe essere uno degli obiettivi più importanti per il genere umano, già così gravato da sovrastrutture educative e sociali. se anche chi amiamo di più, rema contro…

    mi sembra che ci sia in te anche troppa autostima, con una punta di presunzione…

  • 28
    rossana -

    Lorenzo,
    adesso vado a leggermi i post che mi hai indicato… quanto agli uomini che fanno la storia, non è materia per me. in questo periodo della mia vita non ho più voglia di fare niente di serio: amo soltanto intrattenermi, con impegno mentale minimo.

    anch’io penso che “tira più un pelo di fica ecc…” ma non immaginavo che fosse sempre e così strettamente legato all’avvenenza. nè sono del tutto convinta che l’amore del maschio si debba esplicitare appieno solo nell’atto sessuale. e l’erotismo, dove lo metti?

    posso ammettere che l’uomo viva il coito come un tutt’uno con il sentimento, come molti uomini affermano, ma via, non dovremmo discostarci almeno un po’ dagli animali?

    la tua frase “l’essenza dell’amore per lui sta in questo” mi lascia perplessa e incredula ma, siccome non avresti motivo di mentire, mi sforzerò di darti credito e di provare a verificare meglio e più a fondo il concetto sul campo.

    secondo te, comunque, non dovrebbe essere possibile l’amore nella terza età, quando entrambi i partner sono “sfioriti” e, invece, ci può essere amore e desiderio di sesso anche a 80 anni!!!

    una donna poco attraente non dovrebbe essere amata, e, invece, ci sono state donne molto amate per la loro intelligenza e la loro sensibilità, magari non da uomini bellissimi… anzi, forse sono proprio quelli gli amori che durano di più, in quanto legati a qualcosa che di solito si accresce nel tempo.

    quanto a “Lo conoscevano bene le nostre nonne, quei tipetti da cucina e camera da letto che in casa erano le vere padrone, mandavano il maschio a sgobbare, spendevano e se volevano se la spassavano di nascosto, mentre fingevano di essere tutta casa e chiesa.”, non posso che essere d’accordo con te, anche se per me quella era manipolazione.

    vero che il maschio assecondato e coccolato diventa arrendevole ma non mi sembra giusto doverlo fare per secondi fini. a mio avviso, va bene se c’è reciproco amore e sforzo reciproco per dialogo e comprensione.

  • 29
    Spectre -

    sì infatti rossana…
    capita anche a me di tagliare corto finendo per generalizzare, ma santo cielo, pare di leggere un bignami quando piovono certi commenti così “fatti e finiti”.

    oh, il problema è che qui han capito tutti tutto, ma la maggior parte nuota nel fango.

  • 30
    Lorenzo -

    Rossana, devi tornare indietro al post 25.
    Intanto, riguardo al discorso della sottomissione, non devi pensare che ne parli perché abbia velleità caporalesche. In vita mia non ho mai dato ordini a nessuno. Il fatto è che affinché una qualsiasi organizzazione funzioni, ci deve essere chi decide e qualcuno che esegue. E chi decide deve essere una singola testa, non due. Perché la politica è così inefficiente? Perché ogni atto deve essere preceduto da infinite discussioni e compromessi. Perché le aziende sono così efficienti? Perché uno decide e se ne assume la responsabilità.
    I compromessi sono sempre al ribasso, sono veri pasticci. Quella “organizzazione a due” che è la coppia, in un mondo ostile come questo, dove vige una lotta spietata, ha bisogno di una linea di condotta decisa e coerente. Se si riesce a condividerla bene. Se si hanno opinioni differenti su questioni essenziali, non si può giocare a decidere una volta per uno. E’ lo sfascio perché sia l’uno che l’altro saranno scontenti, e l’insieme è incoerente. Uno deve affidarsi all’altro. E la suddivisione dei compiti deve essere chiara fin dall’inizio.
    Altra questione “la parità dei sessi è contro natura ma la natura sta cambiando…” Cosa vuol dire? Che ci siamo tramutati in una specie diversa? Non abbiamo più gli stessi geni dei nostri antenati? Non mi risulta. La scienza dice che i geni di un neonato di oggi sono identici a quelli di un neonato del Paleolitico. Se da adulto si comporta diversamente è perché è stato allevato diversamente. Quello che cambia nei secoli è la cultura: la natura per cambiare ci impiega milioni di anni. Abbiamo la stessa natura dell’età della pietra, gli stessi istinti, ma la cultura moderna ci induce a comprimerli e deformarli, qui sta il tragico, ma forse non lo vedi, se pensi che la nostra natura forse “sta cambiando”. No, l’abbiamo sfigurata. Ecco perché sembra differente! Tra le altre cose, il maschio non è più maschio e la femmina idem. Ma questo si paga. Se al maschio si storpia la sua natura virile, che è pur sempre quella naturale di cavernicolo con la clava, non ci si lamenti poi se è ridotto a un povero piagnone semifrocio e semiimpotente. L’evoluzione culturale prevede certo che la virilità brutale sia temperata dall’educazione. Ma siamo arrivati all’eccesso di volerla sradicare. Questo significa tagliare le palle all’intero genere maschile. E’ una conseguenza della cultura cristiana degli ultimi 2 millenni, fra l’altro, ma sarebbe un discorso troppo lungo.

  • 31
    rossana -

    Lorenzo,
    ho letto la storia della tua relazione, molto triste. mi dispiace per te, soprattutto per i risvolti che ha avuto sulla tua vita, oltre che sul tuo sentire in tutti i sensi.

    era per caso una ragazza brasiliana? ne aveva tutte le caratteristiche. se così è, ringrazia di averla scampata. sono stata di recente a Rio de Janeiro per qualche mese e ho appreso cose tremende sul comportamento di queste belle ragazze dopo il matrimonio, soprattutto se con stranieri. da angeli si trasformano in vere arpie.

    con il Brasile si sente ancora molto la differenza culturale. quasi tutte le persone che sono state povere o maltrattate, appena salgono di mezzo gradino la scala sociale, amano rivalersi con chi è più povero di loro, quasi fosse una guerra all’ultimo sangue fra sventurati, come nell’esempio che hai citato del mendicante sulla porta della chiesa…

    grazie a lei ti è successo, però, di provare l’Amore, che qualcuno vagheggia per tutta la vita senza mai riuscire a conoscerlo di persona. non è arricchimento da poco e tutto si paga, prima o poi…

  • 32
    rossana -

    Lorenzo,
    le questioni essenziali per la vita a due non sono diecimila. si può e ci si deve accordare a priori, prima di decidere di stare insieme “per sempre.” per il resto, preferisco il dialogo alla leadership nuda e cruda. per me la famiglia non deve produrre utili ma gestire emozioni, sulla base di un minimo di concretezza, logicamente. i compiti, poi, possono anche dover variare: perchè cristallizzarsi più di tanto?

    quanto alla natura, hai ragione: ho sbagliato il termine. intendevo dire che l’evoluzione in generale (non specificamente quella della specie) non si ferma: non siamo più nè all’età della pietra, nè a quella della schiavitù, dov’era il più forte ad avere sempre ragione. è questo che sta cambiando e rivoluzionando i comportamenti.

    Spectre,
    mi dispiace se per te sono troppo “didattica”. so essere solo così. se non ti va di leggere, non hai che da saltare i miei post… 🙂

    lo faccio spesso anch’io, soprattutto quando sono ripetitivi e per me sconclusionati…

  • 33
    Lorenzo -

    Per Rossana
    Complicato rispondere perché i commenti qui si intersecano come gli spaghetti e rischia di uscirne un groviglio inintellegibile. Punto per punto:
    – Gli ottantenni desiderano, è naturale – ma non certo le coetanee. Se hanno la grana, come Hugh Hefner, si sa cosa fanno.
    – E’ vero che donne bruttine possono avere caratteristiche che le rendono molto desiderabili. Ma alla fine deve trattarsi sempre di qualcosa di fisico, altrimenti l’uccello non vola o vola basso. Può trattarsi del profumo, di una pelle dolce, una sinuosità speciale nei movimenti, di una tenerezza avvolgente e coinvolgente… ho avuto delle bellissime esperienze con donne di questo tipo, che non erano granché avvenenti nel senso che intendi tu nel post. L’equivoco sta appunto nel fatto che spesso si scambia l’avvenenza in senso erotico con la bella apparenza, mentre invece è molto di più. Quindi devo precisare: una gran fica per me è una donna avvenente in questo senso, non semplicemente una “bellona”.
    – Sulle brasiliane concordo, ho scritto molto sul forum a loro dedicato (le conosco bene!) e ho ripetuto che è abbastanza non farsi fregare. Quella là, l’ultima, era venezuelana, e mi ha fregato perché era l’opposto delle brasiliane: seria, dura, severa, precisa, quasi militaresca. La cattiveria delle brasiliane è in fondo qualcosa di molto puerile in confronto a quella delle donne di razza ispanica che sono state educate non alla libertà sessuale del “pais tropical” ma a una religiosità ipocrita, al cinico fariseismo che ritiene sacrosanto adorare dio e intanto fottere il prossimo, se è per una nobile causa. Dato che lei era superiore spiritualmente io, l’ateo, dovevo farle da servo e strisciare. Lei era la protetta del cielo, anche se compiva le peggiori carognate in terra. Questo è molto spagnolo, molto franchista, molto cattolico di destra, e per me merda allo stato puro, cristallino. C’era anche dell’altro che non andava tra noi, per esempio i suoi complessi, molto franchisti, molto democristiani, ma questa irrimediabile dissonanza spirituale era il nocciolo. Il suo fantastico culo comunque lo rimpiango molto.
    – Quoto: “Che l’essenza dell’amore per il maschio stia in questo (il sesso) mi lascia perplessa e incredula… mi sforzerò di provare a verificare meglio e più a fondo il concetto sul campo.”
    Buona verifica: è tutta salute.
    Mentre sperimenti ricorda sempre questo detto: “Se l’uomo fosse fatto per l’amore platonico, lo sarebbero anche i suoi genitali”.

  • 34
    Lorenzo -

    Sempre per Rossana:
    Il discorso sulle nostre nonne, che con la loro apparente sottomissione erano in realtà loro a comandare, merita un post a parte.
    Secondo te si trattava di manipolazione. No.
    Se così fosse stato, questi matrimoni di una volta sarebbero tutti andati a rotoli in fretta, perché nessuno ama farsi manipolare. Invece duravano tutta la vita, sia pure attraverso molte piccole e grandi baruffe.
    Non si trattava di manipolazione ma di complicità.
    Secondo la cultura contadina di un tempo, esisteva un copione già scritto per i ruoli del marito e della moglie, e qualsiasi coppia intendesse sposarsi si impegnava a rispettarli. L’uomo era quello che lavorava in senso proprio, a stipendio, che faceva le scelte fondamentali riguardo la casa e i figli, e si assumeva la protezione e la difesa della famiglia contro le avversità. La donna si impegnava a mantenere in ordine gli affari domestici, a curare il campo e gli animali o quantomeno a collaborare, e ad allevare ed educare i bambini. Era sottinteso che ci si potesse prendere delle distrazioni, senza fare scandalo beninteso (poi ci si alleggeriva con una confessione dal prete e qualche penitenza).
    Il matrimonio poi era cementato dalla rete di solidarietà che si formava tra i clan familiari, che comprendevano nonni, bisnonni, cugini, cognati, nipoti e così via.
    Quando un uomo e una donna si sposavano non cadevano dalla luna, erano consapevoli che tutto questo era già definito per tradizione, e non trovavano niente di strano neanche nell’aspetto che a te sembra manipolativo – il fatto che in casa fosse la donna, alla fin fine, a detenere il bastone del comando.
    Faceva parte del copione, e del resto era compensato dal ruolo attivo che l’uomo assumeva fuori casa, nella vita sociale. Non era commedia, era attiva condivisione, per libera scelta, del proprio compito di marito e padre di famiglia, che comportava onori e oneri.
    Era un mondo che con tutte le sue scappatoie e le sue piccole ipocrisie era magnificamente equilibrato, e coloro che che crescevano in queste famiglie erano giovani attivi, solidi e di buon senso, non i degenerati rincitrulliti rampolli di queste “coppie moderne” dove vige “l’eguaglianza dei sessi”.
    Se poi mi chiedi perché questo antico mondo sia tramontato, la risposta non sta nel “processo di emancipazione della donna” ma nei mutamenti economici, nel mutato assetto produttivo della società, a cui questo modello familiare non era più funzionale.
    Ma questa è un’altra storia…

  • 35
    rossana -

    per Lorenzo

    “Era un mondo che con tutte le sue scappatoie e le sue piccole ipocrisie era magnificamente equilibrato, e coloro che che crescevano in queste famiglie erano giovani attivi, solidi e di buon senso…”

    credo di essere cresciuta in una famiglia così, stabile e concreta, ipocrita e falsa, che ha rovinato la mia vita, pur senza farmi mai mancare niente. forse è soltanto per questo che vedo positivamente un cambiamento, basato non sui ruoli ma sulle persone.

    certo non nella confusione e nel gioco che ci circonda ma nell’assunzione di responsabilità e nella consapevolezza, in persone che non scimmiottino i burattini e le veline della tv. cambiamento sociale, questo, indotto dal sistema, non dalle diverse aspettative delle donne.

    e potremo pure andare avanti all’infinito, ma io mi fermo davvero qui. peraltro sono intervenuta essenzialmente in difesa del genere. personalmente non ho mai attaccato l’altro sesso, generalizzando…

  • 36
    Toxicity21 -

    Le uniche risposte schiette e non squallide mi sono state date da Spectre. Mi riferisco agli ultimi commenti, a quelli di Lorenzo soprattutto.
    Prima di tutto voglio dire che se le donne hanno i testicoli è di certo per colpa di persone come te che non vogliono un essere umano pensante al proprio fianco, ma un giocattolo da usare e sottomettere. Inoltre io, al contrario tuo, non mi permetto di dirti se hai amato o meno nella tua vita perchè ciò che hai nel tuo cuore appartiene soltanto a te ed anche se hai espresso dei pensieri di cui un uomo dovrebbe solo vergognarsi ed avrei tutte le buoni ragioni di questo mondo per offenderti, non sono davvero Nessuno per poter conoscere l’essenza reale e profonda dei tuoi pensieri, del tuo vissuto, etc etc.
    Io non obbligavo il mio ex fidanzato a frequentare l’università perchè la scelta di iscriversi è stata SUA, non MIA. Io, poichè gli volevo bene, cercavo di stargli vicino quando lui voleva arrendersi, gettare la spugna senza provare a mettersi in discussione.
    La mia autostima, Rossana, è quella di una persona che ha raggiunto un suo equilibrio e che grazie a quest’ultimo riesce ad instaurare dei rapporti sani e non malati con le persone. La costruzione di un’autostima sana è alla base della costruzione di un rapporto che sia altrettanto equilibrato. Amare se stessi porta ad amare il prossimo; se non ami te stesso non sarai capace di amare neanche una farfalla perchè tutto ti sembrerà vuoto e senza valore, dal momento che non vi è alcun significato in te. Detto questo, non credo, quindi, che avere stima di sè sia un qualcosa di negativo, anzi è proprio grazie all’autostima che si riesce a NON SOTTOMERSI mai a nessuno.
    E’davvero triste leggere determinati commenti. E’triste leggere che una persona PENSA che un uomo che fa la spesa e che si prende cura del propria figlio sia uno sfigato. E’triste sentir parlare di sottomissione, sesso fatto solo per soddisfare dei bisogni, di uccelli che non si sentono mai appagati, etc etc.
    Il commento più triste, però, è quello fatto da una donna, ovvero questo: “Credo fermamente che la donna debba assumere un ruolo sottomesso solo se lo vuole per intima convizione.”
    ..non ho davvero altro da dire perchè lo squallore mi genera un’infinita tristezza ma sono felice di non avere gli stessi vostri pensieri. Ed immediatamente mi ritorna il sorriso, il sorriso di una persona che non si è mai abbassata, neanche di fronte alla persona che amava di più al mondo perchè l’amore non ti

  • 37
    Toxicity21 -

    chiede mai di abbassarti, ma solo di INNALZARTI.
    Adios.

  • 38
    Lorenzo -

    Toxicity
    sono contento di avere la libertà di innalzarmi se, come e quando lo decido io, senza che ad ordinarmelo sia l’ultima scema del villaggio. Quanto ai tuoi sentimenti sono affar tuo: a me che me ne frega? Ho solo giudicato il tuo comportamento come tu stessa l’hai descritto. E mi dispiace, hai torto marcio, e continui ad averlo. Se lui voleva arrendersi ne aveva tutto il diritto, senza che tu gli rompessi le scatole come, secondo le tue stesse parole, gliele hai rotte. E poi cos’hai ottenuto? Di avvelenare il tuo rapporto con lui, non certo di “innalzarlo”. Se questa era la tua intenzione, hai combinato un bel pasticcio: la nobiltà di spirito che pretendi di avere è accompagnata da una notevole arroganza, ottusità e insensibilità, come minimo.

    Per Rossana:
    stavolta hai perso il tuo aplomb. Di solito non ti lasci mai trascinare dall’animosità, ti apprezzo appunto per questo. Ci saranno delle amare ferite all’origine ma non saprei dire, non hai scritto niente di preciso sulla tua famiglia. Il mondo che intendevo non può essere quello della tua infanzia, perchè è quello di 100 anni fa, raccontatomi da mio padre che ne ha 85. Non ricordo quanti anni hai, ma nei primi anni 70 tutto era quasi come adesso, nella vita familiare.
    Il fatto di generalizzare, così criticato, è indispensabile. Se non fosse possibile astrarre dei principi generali dalla casistica, bisognerebbe trattare a parte ogni caso individuale, e servirebbe un’enciclopedia. Va da sé che nel concreto esistono poi delle deviazioni più o meno pronunciate da quanto dedotto in astratto. E’ sottinteso. Se la media delle altezze di un gruppo di persone è 1.70, solo un imbecille potrebbe obiettare che il calcolo non è valido perché nel gruppo è presente anche uno spilungone di due metri. Sia detto una volta per tutte: perché una delle obiezioni preferite delle donne è “Tu generalizzi!” Se non si generalizzasse non si potrebbe nemmeno discutere. Questo processo è alla base del pensiero. Solo gli handicappati non generalizzano. I casi singoli si distinguono e si esaminano dopo aver generalizzato, non prima.
    Cosa sarebbe qualsiasi disciplina scientifica e non se di fronte a una congerie di dati confusi e incoerenti non si potesse operare una generalizzazione! Già, dovrei dirlo, ho letto in Schopenhauer che le donne non ne sono capaci, guardano sempre e solo al caso singolo… Ma stavolta spero che sbagli. Se avesse ragione che razza di opinione si dovrebbe avere sul “pensiero” femminile?

  • 39
    rossana -

    Lorenzo,
    mi hai presa… per sfinimento, e ho gettato la spugna. basta! stava diventando troppo faticoso per una che non ha voglia di impegnarsi e che cercava di giocare soltanto in difesa…

    premesso quanto sopra, hai toccato un tasto doloroso, che ho dovuto riconoscere alla base della mia ribellione verso le granitiche forme familiari del passato.

    sono stata “piccola” all’inizio degli anni ’50. la mia era una famiglia molto solida e di sani principi, in cui non s’intravvedeva nemmeno l’ombra dell’amore, che mi è mancato quanto l’aria per respirare.

    aveva in sè il rigore della famiglia che descriveva tuo nonno, senza le libertà che, forse, la maggior parte dei nuclei familiari di fine ‘800-inizio ‘900 si potevano permettere, soprattutto se in campagna. era una famiglia di transizione, fra il mondo contadino e il mondo operaio della fabbrica, all’inizio del boom economico.

    non attribuisco i miei errori in campo sentimentale unicamente a questo ambiente (tutto in ordine ma NIENTE tenerezza, MAI, quasi fosse qualcosa di sporco e peccaminoso) ma so per certo che ha avuto un’influenza molto negativa sulla mia formazione.

    hai ragione: non si può passare dalle generalizzazioni al caso singolo. però la lingua batte dove il dente duole, e la correttezza del dialogo è andata a farsi benedire.

    d’altronde spesso le opinioni derivano dai propri vissuti…

  • 40
    Toxicity21 -

    Avvelenato cosa? Il rapporto con persone che COME TE vogliono essere servite e riverite è avvelenato nella sua natura stessa. Quando comprendi che stai con una persona che si arrende perchè ha già un’alternativa servita su un piatto d’argento, bisogna allontanarsene immediatamente se non ci si vuole rovinare la vita.
    Mi dispiace ma non riesco a comunicare con persone come te, è davvero triste. Mi fai una tristezza immonda perchè i tuoi pensieri sono squallidi ed infimi.
    Prova a domandarti perchè nel tuo passato hai avuto esperienze sentimentali disastrose. Non dare SOLO la colpa al genere femminile che PER SUA FORTUNA non si è sottomesso, tra l’altro a chi?
    Ad una bestia.
    Perchè solo una bestia, se potesse parlare, avrebbe la tua stessa forma mentis, chiusa quanto un recinto per animali feroci.
    Passo e chiudo.
    Questo argomento non può essere affrontato da persone tristi come te e soprattutto IO non ho intenzione di confrontarmi con uno squallido.

  • 41
    Toxicity21 -

    Questo è un altro tuo pensiero (pensiero?) schifoso: “Solo gli handicappati non generalizzano. I casi singoli si distinguono e si esaminano dopo aver generalizzato, non prima.

    Fai solo schifo. Vergognati.
    Le persone diversamente abili hanno molto più rispetto, intelligenza e dignità di te, anzi tu non hai proprio nulla: np, rispetto o intelligenza, nè dignità.
    Tu, secondo me, non sei neanche un essere umano.

    Se vuoi denigrare le persone diversamente abili e chi non si sottomette al volere di una bestia, sei pregato di farlo in un altro post. Apri un tuo post personale, dagli un titolo (ti consiglierei “LA MIA FRUSTRAZIONE”) ed esprimi le tue opinioni grette e meschine in esso, non in questo che è stato aperto da me ed in cui tu, tra le altre cose, stai parlando di qualcosa che A ME non interessa e che non è pertinente con l’argomento che a me interessava trattare. E’chiaro?

  • 42
    Lorenzo -

    Cara Toxicity
    gli insulti fanno come le processioni: ritornano al punto da cui sono partiti. E’ superfluo rispondere.
    Certo che quel poveraccio che ha passato 6 anni con te aveva buone ragioni di finire nell’alcool.
    Quella sui “diversamente abili” è una cavolata buttata lì per sviare il discorso, naturalmente, ma merita una precisazione.
    I cosiddetti imbecilli hanno la stessa dignità e anche gli stessi diritti di qualsiasi altro essere umano, ma questo non significa che anche i loro pensieri la debbano avere.
    Una scemenza è una scemenza, che sia un imbecille a dirla, o un Platone. Per l’incapacità di ragionare degli imbecilli si deve avere la stessa compassione che per l’incapacità di camminare di chi è nato storpio: ma i prodotti di questa imbecillità, i pensieri imbecilli, vanno implacabilmente demoliti, verso di essi non si deve avere alcuna tolleranza.
    Il pensiero è una cosa seria, e la verità sul mondo non si stabilisce con una qualche procedura democratica, in cui perfino i cervelli diversamente abili possano avere diritto di voto. Se un Einstein ha ragione, gli imbecilli che cercano di confutarlo avranno torto, fossero anche un miliardo. E il torto e la ragione, in filosofia come nella scienza obiettiva e in qualsiasi disciplina seria, non si stabiliscono tramite discussioni aperte agli imbecilli, ma col confronto fra le teorie che devono essere verificate e i fatti.
    Mi dispiace di essere scivolato nell’epistemologia, fino quasi all’introduzione del pensiero di Popper, ma spero che servirà almeno a una cosa: a far capire a certe femminucce che di spuntarla con me in una discussione non possono proprio sognarselo.
    E già, non ne ho avuta di fortuna, in amore, ma il motivo è appunto questo.
    A me non la si fa, a meno che non sia io stesso a permetterlo.
    Mi guarderò bene dal permetterlo a qualcun’altra. “Quella” è stata l’ultima.
    Non è bello farsi inculare da chi l’attrezzo per inculare non ce l’ha.

  • 43
    colam's -

    Toxi, non entro nel merito ma tu Lorenzo lo hai massacrato volendo massacrarlo. Secondo me una risposta alla tua domanda iniziale la posso tentare. “Gli uomini abbandonano l’amore” perche’ te ti senti di aver sicuramente ragione, e li massacri senza pieta’ per migliorarli.

    Non dico che hai “torto”, ma mi sento di risponderti perche’ continui a ricordarmi la mia ex.

    Era sicura di essere nel giusto, logica ferrea, e nietszchiana. Pero’ alla fine io, pur essendo un “pensatore” a modo mio, alla fine sto meglio come uomo (cioe’ marito) con mia moglie, che e’ più femminile e meno “femme savante” ovvero so-tutto-io.

    Una persona come te e’ probabilmente interessante viverla per arricchirsi personalmente, ma non in un rapporto d’amore o di coppia (senza nulla togliere alla tua feminilita’), bensi’ in un rapporto di tipo amicizia mistico-intellettuale, secndo me..

  • 44
    Toxicity21 -

    “Gli insulti fanno come le processioni: ritornano al punto da cui sono partiti. E’ superfluo rispondere.”

    “Certo che quel poveraccio che ha passato 6 anni con te aveva buone ragioni di finire nell’alcool.”

    ..anche a chi predica bene e razzola male è inutile rispondere ma voglio dirti semplicemente che il mio ex fidanzato quando stava con me non beveva. Quando ci siamo lasciati ha iniziato a farlo.
    Io non tollero i comportamenti delle persone che offendono e che sparano a zero su altre persone, soprattutto se quest’ultime hanno una qualche forma di disabilità ed il fatto che tu l’abbia fatto mi ha portata spontaneamente a dirti che il tuo comportamento a me fa schifo e che per tale ragione, secondo me, un essere umano dovrebbe vergognarsi.
    Non mi piace la tua filosofia speculativa.
    A me piacciono le persone che “sanno vivere” e non quelle che intavalano discorsi su discorsi quando poi nelle vere azioni di vita non vi è nulla di UMANO.
    Una persona che conosce il pensiero di Popper, di Kant o di Nietzsche (che tra l’altro io AMO) e che poi definisce una persona “femminuccia” per me non ha alcuna credibilità.
    Una persona che parla dei massimi sistemi e che poi definisce una persona diversamente abile “imbecille” per me non sa vivere.
    Una persona che conosce la filosofia di Platone o di Socrate e che poi pensa che una donna debba sottomettersi all’uomo o che un uomo che si prende cura dei propri figli sia un effemminato, per me non ha davvero compreso nulla della vera e profonda essenza dell’esistenza.
    La vita non è un pensiero senza l’azione.
    La vita è l’azione che accompagna il pensiero che accresce, che arricchische e che innalza.

    Non mi piacciono i maschilisti, i denigratori, le persone che anche solo verbalmente sono violente.

    Colam’s, ho capito ciò che vuoi dire e ti ringrazio per la sincerità. Ho capito quale sia il pensiero di un uomo e perchè secondo un uomo io sia una “femme savante”. Ti giuro che l’ho capito 🙂
    Chissà perchè, però, quello stesso uomo continua a pensare a quella femme savante 🙂

    Non massacro le persone. Lo ripeto, non tollero i comportamenti maschilisti e non liberali. Il tuo, ad esempio, non mi ha dato fastidio perchè nelle tue parole non c’è stata “violenza” o arroganza.

  • 45
    Lorenzo -

    Ah bene, ami Nietzsche. Anch’io, ma forse non lo conosco bene come te. Il forum l’hai iniziato tu, è tutto tuo, sei la padrona del salotto, allora su! professoressa cara, illuminaci.

    Qual’era il ruolo della donna nelle società greca al tempo di Platone e Socrate?

    Cosa pensava Nietzsche delle femminucce?

    (Non cercare di barare. Ho le sue opere complete in uno scaffale a un metro da qui.)

    Cosa pensava Nietzsche del rapporto tra i sessi?
    Cosa pensava Nietzsche degli imbecilli?
    (A questo proposito, io chiamo le cose col loro nome: per un un cieco è un cieco, e non un “nonvedente”, un mongoloide è un mongoloide e non un “down”. La perversione del pensiero inizia sempre dall’uso sbagliato delle parole.)

    Hai poi tirato fuori Kant (che io non ho mai nominato). Bene, allora mi offri un’occasione per imparare. Spiegami la differenza tra Logica formale e Logica trascendentale: forse una volta la sapevo ma ora l’ho dimenticata, e vorrei rinfrescarmi la memoria senza dover ricorrere a quella schifezza che è la Critica della ragion pura tradotta dal Colli.
    Una cosa devo assolutamente scriverla. Il ruolo di Giorgio Colli nella ricezione dei principali filosofi tedeschi in Italia è stato meritorio. Ma non aveva il minimo talento come scrittore. Anche le sue traduzioni da Schopenhauer sono uno scempio, non per infedeltà all’originale, ma per eccesso di fedeltà che si spinge fino al pedestre. E trascura il problema dell’attrito linguistico, che non si può risolvere in modo macchinale, come fa lui, prendendo in mano un dizionario e scegliendo la prima voce che trova, ma adattando la traduzione di un singolo vocabolo al contesto. Guardate che differenza tra la sua traduzione degli “Aforismi sulla saggezza della vita” e quella di Eva Kuhn. Un abisso, tanto che non sembra trattarsi nemmeno dello stesso libro. La seconda versione ti rimane impressa: dopo averla letta due volte la sai a memoria. La prima è quanto di più insulso esista su carta stampata. Non comprate l’edizione dei Parerga edita da Adelphi! Risparmiate i vostri soldi. E piuttosto che Kant, studiate Sartre. Il primo è stato soppiantato dalla filosofia analitica anglosassone, il secondo rimane il più valido maestro nel suo campo (se amate l’esistenzialismo, preferitelo ad Heidegger. Ve lo dice un professionista, uno che ha modo di sperimentare quanto sia facile trasmettere i concetti del primo e come sia quasi impossibile farlo con quelli del secondo). Ciao a tutti.

  • 46
    colam's -

    Mettiamola cosi’ Toxi.. Io sono stato per anni con una Nietzschana, credo simile a te.

    Nel mio caso quello che gli potrei rinfacciare e’:
    – non si occupava di me come lo fa mia moglie. Mia moglie fa in modo che mangio bene, che mi vesto bene, che curo il mio aspetto, e che mi godo la vita per quello che posso. Tant’e’ che con la Nietzschana sembravo avere dieci anni più di adesso.
    – applicava la sua logica ferrea anche con i rapporti verso la mia famiglia, creando non pochi casini irrimediabili. Mia moglie invece sa tenerseli buoni.
    – sessualmente mia moglie e’ più fantasiosa, più leggera, meno pianificatrice, non so, e’ più divertente !
    – last but not least, la Nietzschana vedeva il suo percorso di crescita personale in primis, e percio’ “il matrimonio ed i figli per ora non mi interessano” (nel senso “ne’ si’, ne’ ni, vedremo se e quando..”). Mia moglie in poco tempo ha saputo e voluto creare con me una bella famigliola ed un bellissimo figlio. Il quale comporta certo sacrifici, e molta “casalingaleita’ ” (se posso coniare questo termine), pero’ (e torno alla tua domanda iniziale), e’ questo che io, uomo, volevo dalla donna alla quale volevo donare la mia vita.

    Mi spiego ?

  • 47
    Toxicity21 -

    Lorenzo, vivere la cultura e nella cultura non significa acquisare concetti, pensieri e idee per fare mostra di sè in un post di un sito in cui nessuno, se non te ne ancora reso conto, si sta confrontando con te sugli argomenti che tu stai trattando da solo. E li stai trattando da solo perchè per via del tuo comportamento, saccente e limitato, non si ha alcuno stimolo di comunicazione con te.
    Io amo la filosofia ma non ho bisogno di mettermi in competizione con qualcuno come stai facendo tu e non mi è necessario perchè io, al contrario di ciò che tu stai dimostrando di essere, non sono una persona insicura che ostenta a tutti i costi ciò che ha appreso durante la sua vita.
    Inoltre, la conoscenza del pensiero di un filosofo, scrittore, autore non deve mai soffocare la propria capacità di analizzare la realtà con i nostri occhi e grazie alle nostre capacità cognitive ed in base a quello che è il contesto socio-culturale in cui si vive.
    Ergo, anche se si ama un filosofo vissuto in un’epoca in cui le donne avevano un ruolo subordinato a quello dell’uomo (del padre e del marito una volta sposata) si DOVREBBE avere, sempre se si è dotati di una buona apertura mentale, la capacità di progredire e di ringraziare chi si voglia ringraziare per il fatto che il mondo, anche se molto lentamente, conosca la sua evoluzione.
    Per quanto mi riguarda, amare Nietzsche non implica che io non possa essere in disaccordo con lui, perchè io non “pendo dalle labbra” di nessuno, e non perchè sia presuntuosa, ma semplicemente perchè sono i PENSIERI PERSONALI che nella vita ti salvano da qualsiasi schiavitù mentale.
    Nietzsche era un essere umano, non era Dio e non mi stupisco se è stato un misogino, a volte anche estremamente esaltato e non vi è stupore in me perchè ho imparato a non idealizzare nessuno.
    Io amo Nietzsche per il suo “Anticristo”, lo amo per l’attualità e la veridicità delle sue idee sulla natura dell’essere umano, in quanto egli stesso era “umano, troppo umano” e lui conosceva bene l’uomo proprio perchè conosceva molto bene se stesso, le sue debolezze ed i suoi limiti.

    “Qual’era il ruolo della donna nelle società greca al tempo di Platone e Socrate?”; “Cosa pensava Nietzsche delle femminucce?”; “Cosa pensava Nietzsche del rapporto tra i sessi?£”; “Cosa pensava Nietzsche degli imbecilli?”.
    Dunque, sulla base di ciò che ho appena spiegato spero tu comprenda che le risposte a queste domande non avvalorano la tesi di un uomo che nel 2010 ha la stessa visione

  • 48
    Toxicity21 -

    di un uomo che è nato nel 1844 e che è morto nel 1900. Insomma, è trascorso più di un secolo ed in te non c’è stata evoluzione?
    c...., è grave.

    Ps: Le persone che hanno una disabilità sono Persone. Non hanno bisogno di essere definite. C’è qualcuno che ha mai detto: Oggi sono stato con una persona normale? No, e allora perchè bisogna definire le persone che sfortunatamente hanno una qualche forma di disabilità?
    L’essere imbecille non ha nulla a che vedere con loro.
    L’imbecille è “colui che non si sbaglia mai” (Charles de Gaulle), sbagliando ogni giorno e “di fronte agli imbecilli non c’è che un solo modo per mostrare il proprio spirito: evitare qualsiasi conversazione con loro” A. Schopenhauer).

    Ultima cosa: tu definisci imbecille una persona disabile e l’insensibile sarei io? Ti commenti da solo, contraddicendoti nei fatti.

    Colam’s, mi sembra un pò azzardato da parte tua dire ad un’estranea, ovvero io, che la tua ex mi somigli. Insomma, non mi conosci e quindi è avventato giungere ad una conclusione del genere 🙂 ..anche perchè io amo i bambini (ecco, vedi che non siamo simili?).
    Credo che essere mariti/mogli non significhi trattare il/la proprio partner come se fosse un/a bambino/a. Per me la vita di coppia è complicità, condivisione, scambio, fedeltà, amore ma MAI gestione dell’altro.
    Io voglio essere la madre dei miei futuri figli ma non la madre di mio marito o del mio fidanzato.
    Perchè voi umani volete essere trattati come bambini? Scusa se mi permetto, tu non sei capace di vestirti da solo o di preparare una cena o un pranzo da solo? 😀 A me fa sorridere questo vostro comportamento.
    Naturalmente non penso che la moglie debba fregarsene del proprio marito, assolutamente, ma non credo neanche che nel momento in cui mi sposerò, se mi sposerò, diventerò schiava di qualcuna.
    Non esiste e non ho una logica ferrea, sono solo estremamente consapevole del fatto che nella mia vita mai nessuno dovrà soffocare la mia Persona.
    L’uomo, però, purtroppo non vuole comportarsi da uomo, ma da ragazzino immaturo e pensa che nella propria moglie ritroverà la propria madre. Se vuole una madre, che non si sposi e stia da solo.
    Io sono una donna, non una tata.

    Voi uomini, non voi umani. Scusa.

  • 49
    rossana -

    a seguito degli ultimi post, si va confermando un motivo di conflitto fra i generi forse non abbastanza considerato in precedenza, almeno da me.

    quello della più ampia cultura femminile, unita ad adeguate capacità dialettiche, rispetto alla formazione scolastica delle donne di un tempo, che in Italia, fino alla metà degli anni ’60, consentiva mediamente di diventare hostess o segretaria…

    non che questo migliori il rapporto fra maschio e femmina, anzi!!!
    direi proprio che l’uomo non sopporta che la donna gli sia superiore culturalmente, facendoglielo pesare… tienine conto Toxicity, se vuoi.

    approfitto, ammettendo la mia ignoranza. per chiedere, se avete tempo e voglia, di aiutarmi a ricostruire un’informazione di cui non ricordo la fonte (continuo a pensare a Leopardi ma non so trovare conferma).

    qualcuno, filosofo o pensatore in senso lato, ha dichiarato da qualche parte che nessun essere umano fa mai niente se non per un più o meno conscio tornaconto, anche in campo di sentimenti. mi piacerebbe poter ritrovare sia il concetto che l’autore…

  • 50
    Lorenzo -

    Nietzsche, l’Anticristo, paragrafo 2:
    “Primo principio del nostro amore per gli uomini: i deboli e i malriusciti devono soccombere. E bisogna anche dar loro una mano in questo senso”.
    Si concilia con le tue idee sui “diversamente abili”?
    E si badi bene, non è che si possa “essere in disaccordo su questo e concordare sul resto”. Le idee di Nietzsche sono tutte di questo genere. Egli constatava che il tipo umano superiore e più aristocratico, da cui sarebbe potuto uscire il superuomo, se l’avvento del cristianesimo non l’avesse impedito, fosse il Romano. Cosa poi intendesse per aristocratico, è abbondantemente spiegato in “Al di là del bene e del male”. In sintesi, l’uomo aristocratico è quello animato dalla volontà di potenza nella forma più pura, che mette al suo centro il soggetto come creatore di nuovi valori.
    I Romani erano spietati coi deboli e con le donne. I neonati malformati venivano gettati dalla Rupe Tarpea. Le donne potevano pagare con la vita la minima infrazione al pubblico decoro. Questo almeno nei tempi aurei. Già a quelli dei Cesari uno spastico poteva diventare imperatore, e a che punto le donne fossero diventate le vere padrone è attestato nelle satire di Giovenale. Non dirò che si possa o si debba tornare alla mentalità di Catone, ma credo che una iniezione di vero spirito romano sarebbe un toccasana per quei cuori di burro che sono gli uomini moderni. Hanno perso ogni dignità, si dedicano al più abietto leccaculaggio per un minimo vantaggio materiale, scodinzolano nei salotti, spendono più per la macchina che per il cibo, si rimbambiscono con tv e giochetti tecnologici, in casa sono poppanti frignosi schiacciati dalle mammelle della moglie. I romani, quelli del tempo della repubblica, erano guerrieri, avevano il più alto senso della propria dignità di uomini liberi, non piegavano la testa di fronte a nessun potente, e le donne le facevano rigare dritto a partire dalla culla.
    Quelli erano uomini nobili, nel senso che intendeva Nietzsche. Le idee “cristiane” sull’amore del prossimo e il regno dei cieli per loro erano una superstizione spregevole che rischiava di rammollire e di far degenerare un popolo intero.
    Li hanno dati in pasto ai leoni per secoli, ma il cristianesimo ha vinto. Il prodotto finale siamo noi, con la nostra umanità e sensibilità moderna.
    Noi moderni vigliacchi e vermi, che del guerriero romano, conquistatore del mondo, non abbiamo più nulla.
    Come Nietzsche, anche a me piacerebbe far resuscitare un po’ di questo spirito.

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