Perché l’uomo si allontana dall’amore?
Riferimento alla lettera:
Perchè l'uomo si allontana da una donna che ha amato ed ama realmente, una donna alla quale continua a pensare, una donna che non è stata e non sarà come le altre persone che incontra lungo il suo cammino? Perchè l'uomo decide di vivere affetti facilmente gestibili ed allontana da...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 9 Agosto 2010
L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Toxicity21.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Amore
73 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

ancora per Lorenzo:
1) “la “parità” dei sessi nel campo della gestione familiare non può esistere, non esisterà mai, perché è contro natura.”
non sono d’accordo: la “natura” sta cambiando, in quanto non c’è più bisogno della clava per sopravvivere. quindi, perchè non valorizzare anche nel maschio la dolcezza, che lo rende più umano e insostituibile agli occhi di molte donne? vedi il successo di Richard Gere!!!
2) “credo fermamente che la donna debba assumere un ruolo sottomesso solo se lo vuole per intima convizione.”
mi sono accorta, rileggendo i tuoi ultimi post, che su questa affermazione siamo sostanzialmente d’accordo.
però… basta con questa “sottomissione”, che potrebbe significare anche soltanto la posizione standard nell’atto sessuale!!! quand’è che si comincia a non avere più un compagno-padrone? quando si potrà ipotizzare di scegliere il da farsi a livello familiare con una sana discussione, come già facevano gli indigeni del Guatemala descritti da Rigoberta Menchù?
la parola magica è “condivisione” non leadership!!! riconoscere ad ognuno dei due i suoi meriti e la sua capacità di discernere al meglio nelle varie diverse necessità.
credo che, se si riuscisse a impostare su queste basi la convivenza, molte coppie vivrebbero più serenamente e resterebbero unite più a lungo…
Toxicity,
concordo con Lorenzo: sta bene suggerire, dare un’opinione, supportare quando necessario ma non si dovrebbe mai forzare nessuno a fare qualcosa che non gli va o che gli risulta troppo difficile.
essere sè stessi dovrebbe essere uno degli obiettivi più importanti per il genere umano, già così gravato da sovrastrutture educative e sociali. se anche chi amiamo di più, rema contro…
mi sembra che ci sia in te anche troppa autostima, con una punta di presunzione…
Lorenzo,
adesso vado a leggermi i post che mi hai indicato… quanto agli uomini che fanno la storia, non è materia per me. in questo periodo della mia vita non ho più voglia di fare niente di serio: amo soltanto intrattenermi, con impegno mentale minimo.
anch’io penso che “tira più un pelo di fica ecc…” ma non immaginavo che fosse sempre e così strettamente legato all’avvenenza. nè sono del tutto convinta che l’amore del maschio si debba esplicitare appieno solo nell’atto sessuale. e l’erotismo, dove lo metti?
posso ammettere che l’uomo viva il coito come un tutt’uno con il sentimento, come molti uomini affermano, ma via, non dovremmo discostarci almeno un po’ dagli animali?
la tua frase “l’essenza dell’amore per lui sta in questo” mi lascia perplessa e incredula ma, siccome non avresti motivo di mentire, mi sforzerò di darti credito e di provare a verificare meglio e più a fondo il concetto sul campo.
secondo te, comunque, non dovrebbe essere possibile l’amore nella terza età, quando entrambi i partner sono “sfioriti” e, invece, ci può essere amore e desiderio di sesso anche a 80 anni!!!
una donna poco attraente non dovrebbe essere amata, e, invece, ci sono state donne molto amate per la loro intelligenza e la loro sensibilità, magari non da uomini bellissimi… anzi, forse sono proprio quelli gli amori che durano di più, in quanto legati a qualcosa che di solito si accresce nel tempo.
quanto a “Lo conoscevano bene le nostre nonne, quei tipetti da cucina e camera da letto che in casa erano le vere padrone, mandavano il maschio a sgobbare, spendevano e se volevano se la spassavano di nascosto, mentre fingevano di essere tutta casa e chiesa.”, non posso che essere d’accordo con te, anche se per me quella era manipolazione.
vero che il maschio assecondato e coccolato diventa arrendevole ma non mi sembra giusto doverlo fare per secondi fini. a mio avviso, va bene se c’è reciproco amore e sforzo reciproco per dialogo e comprensione.
sì infatti rossana…
capita anche a me di tagliare corto finendo per generalizzare, ma santo cielo, pare di leggere un bignami quando piovono certi commenti così “fatti e finiti”.
oh, il problema è che qui han capito tutti tutto, ma la maggior parte nuota nel fango.
Rossana, devi tornare indietro al post 25.
Intanto, riguardo al discorso della sottomissione, non devi pensare che ne parli perché abbia velleità caporalesche. In vita mia non ho mai dato ordini a nessuno. Il fatto è che affinché una qualsiasi organizzazione funzioni, ci deve essere chi decide e qualcuno che esegue. E chi decide deve essere una singola testa, non due. Perché la politica è così inefficiente? Perché ogni atto deve essere preceduto da infinite discussioni e compromessi. Perché le aziende sono così efficienti? Perché uno decide e se ne assume la responsabilità.
I compromessi sono sempre al ribasso, sono veri pasticci. Quella “organizzazione a due” che è la coppia, in un mondo ostile come questo, dove vige una lotta spietata, ha bisogno di una linea di condotta decisa e coerente. Se si riesce a condividerla bene. Se si hanno opinioni differenti su questioni essenziali, non si può giocare a decidere una volta per uno. E’ lo sfascio perché sia l’uno che l’altro saranno scontenti, e l’insieme è incoerente. Uno deve affidarsi all’altro. E la suddivisione dei compiti deve essere chiara fin dall’inizio.
Altra questione “la parità dei sessi è contro natura ma la natura sta cambiando…” Cosa vuol dire? Che ci siamo tramutati in una specie diversa? Non abbiamo più gli stessi geni dei nostri antenati? Non mi risulta. La scienza dice che i geni di un neonato di oggi sono identici a quelli di un neonato del Paleolitico. Se da adulto si comporta diversamente è perché è stato allevato diversamente. Quello che cambia nei secoli è la cultura: la natura per cambiare ci impiega milioni di anni. Abbiamo la stessa natura dell’età della pietra, gli stessi istinti, ma la cultura moderna ci induce a comprimerli e deformarli, qui sta il tragico, ma forse non lo vedi, se pensi che la nostra natura forse “sta cambiando”. No, l’abbiamo sfigurata. Ecco perché sembra differente! Tra le altre cose, il maschio non è più maschio e la femmina idem. Ma questo si paga. Se al maschio si storpia la sua natura virile, che è pur sempre quella naturale di cavernicolo con la clava, non ci si lamenti poi se è ridotto a un povero piagnone semifrocio e semiimpotente. L’evoluzione culturale prevede certo che la virilità brutale sia temperata dall’educazione. Ma siamo arrivati all’eccesso di volerla sradicare. Questo significa tagliare le palle all’intero genere maschile. E’ una conseguenza della cultura cristiana degli ultimi 2 millenni, fra l’altro, ma sarebbe un discorso troppo lungo.
Lorenzo,
ho letto la storia della tua relazione, molto triste. mi dispiace per te, soprattutto per i risvolti che ha avuto sulla tua vita, oltre che sul tuo sentire in tutti i sensi.
era per caso una ragazza brasiliana? ne aveva tutte le caratteristiche. se così è, ringrazia di averla scampata. sono stata di recente a Rio de Janeiro per qualche mese e ho appreso cose tremende sul comportamento di queste belle ragazze dopo il matrimonio, soprattutto se con stranieri. da angeli si trasformano in vere arpie.
con il Brasile si sente ancora molto la differenza culturale. quasi tutte le persone che sono state povere o maltrattate, appena salgono di mezzo gradino la scala sociale, amano rivalersi con chi è più povero di loro, quasi fosse una guerra all’ultimo sangue fra sventurati, come nell’esempio che hai citato del mendicante sulla porta della chiesa…
grazie a lei ti è successo, però, di provare l’Amore, che qualcuno vagheggia per tutta la vita senza mai riuscire a conoscerlo di persona. non è arricchimento da poco e tutto si paga, prima o poi…
Lorenzo,
le questioni essenziali per la vita a due non sono diecimila. si può e ci si deve accordare a priori, prima di decidere di stare insieme “per sempre.” per il resto, preferisco il dialogo alla leadership nuda e cruda. per me la famiglia non deve produrre utili ma gestire emozioni, sulla base di un minimo di concretezza, logicamente. i compiti, poi, possono anche dover variare: perchè cristallizzarsi più di tanto?
quanto alla natura, hai ragione: ho sbagliato il termine. intendevo dire che l’evoluzione in generale (non specificamente quella della specie) non si ferma: non siamo più nè all’età della pietra, nè a quella della schiavitù, dov’era il più forte ad avere sempre ragione. è questo che sta cambiando e rivoluzionando i comportamenti.
Spectre,
mi dispiace se per te sono troppo “didattica”. so essere solo così. se non ti va di leggere, non hai che da saltare i miei post… 🙂
lo faccio spesso anch’io, soprattutto quando sono ripetitivi e per me sconclusionati…
Per Rossana
Complicato rispondere perché i commenti qui si intersecano come gli spaghetti e rischia di uscirne un groviglio inintellegibile. Punto per punto:
– Gli ottantenni desiderano, è naturale – ma non certo le coetanee. Se hanno la grana, come Hugh Hefner, si sa cosa fanno.
– E’ vero che donne bruttine possono avere caratteristiche che le rendono molto desiderabili. Ma alla fine deve trattarsi sempre di qualcosa di fisico, altrimenti l’uccello non vola o vola basso. Può trattarsi del profumo, di una pelle dolce, una sinuosità speciale nei movimenti, di una tenerezza avvolgente e coinvolgente… ho avuto delle bellissime esperienze con donne di questo tipo, che non erano granché avvenenti nel senso che intendi tu nel post. L’equivoco sta appunto nel fatto che spesso si scambia l’avvenenza in senso erotico con la bella apparenza, mentre invece è molto di più. Quindi devo precisare: una gran fica per me è una donna avvenente in questo senso, non semplicemente una “bellona”.
– Sulle brasiliane concordo, ho scritto molto sul forum a loro dedicato (le conosco bene!) e ho ripetuto che è abbastanza non farsi fregare. Quella là, l’ultima, era venezuelana, e mi ha fregato perché era l’opposto delle brasiliane: seria, dura, severa, precisa, quasi militaresca. La cattiveria delle brasiliane è in fondo qualcosa di molto puerile in confronto a quella delle donne di razza ispanica che sono state educate non alla libertà sessuale del “pais tropical” ma a una religiosità ipocrita, al cinico fariseismo che ritiene sacrosanto adorare dio e intanto fottere il prossimo, se è per una nobile causa. Dato che lei era superiore spiritualmente io, l’ateo, dovevo farle da servo e strisciare. Lei era la protetta del cielo, anche se compiva le peggiori carognate in terra. Questo è molto spagnolo, molto franchista, molto cattolico di destra, e per me merda allo stato puro, cristallino. C’era anche dell’altro che non andava tra noi, per esempio i suoi complessi, molto franchisti, molto democristiani, ma questa irrimediabile dissonanza spirituale era il nocciolo. Il suo fantastico culo comunque lo rimpiango molto.
– Quoto: “Che l’essenza dell’amore per il maschio stia in questo (il sesso) mi lascia perplessa e incredula… mi sforzerò di provare a verificare meglio e più a fondo il concetto sul campo.”
Buona verifica: è tutta salute.
Mentre sperimenti ricorda sempre questo detto: “Se l’uomo fosse fatto per l’amore platonico, lo sarebbero anche i suoi genitali”.
Sempre per Rossana:
Il discorso sulle nostre nonne, che con la loro apparente sottomissione erano in realtà loro a comandare, merita un post a parte.
Secondo te si trattava di manipolazione. No.
Se così fosse stato, questi matrimoni di una volta sarebbero tutti andati a rotoli in fretta, perché nessuno ama farsi manipolare. Invece duravano tutta la vita, sia pure attraverso molte piccole e grandi baruffe.
Non si trattava di manipolazione ma di complicità.
Secondo la cultura contadina di un tempo, esisteva un copione già scritto per i ruoli del marito e della moglie, e qualsiasi coppia intendesse sposarsi si impegnava a rispettarli. L’uomo era quello che lavorava in senso proprio, a stipendio, che faceva le scelte fondamentali riguardo la casa e i figli, e si assumeva la protezione e la difesa della famiglia contro le avversità. La donna si impegnava a mantenere in ordine gli affari domestici, a curare il campo e gli animali o quantomeno a collaborare, e ad allevare ed educare i bambini. Era sottinteso che ci si potesse prendere delle distrazioni, senza fare scandalo beninteso (poi ci si alleggeriva con una confessione dal prete e qualche penitenza).
Il matrimonio poi era cementato dalla rete di solidarietà che si formava tra i clan familiari, che comprendevano nonni, bisnonni, cugini, cognati, nipoti e così via.
Quando un uomo e una donna si sposavano non cadevano dalla luna, erano consapevoli che tutto questo era già definito per tradizione, e non trovavano niente di strano neanche nell’aspetto che a te sembra manipolativo – il fatto che in casa fosse la donna, alla fin fine, a detenere il bastone del comando.
Faceva parte del copione, e del resto era compensato dal ruolo attivo che l’uomo assumeva fuori casa, nella vita sociale. Non era commedia, era attiva condivisione, per libera scelta, del proprio compito di marito e padre di famiglia, che comportava onori e oneri.
Era un mondo che con tutte le sue scappatoie e le sue piccole ipocrisie era magnificamente equilibrato, e coloro che che crescevano in queste famiglie erano giovani attivi, solidi e di buon senso, non i degenerati rincitrulliti rampolli di queste “coppie moderne” dove vige “l’eguaglianza dei sessi”.
Se poi mi chiedi perché questo antico mondo sia tramontato, la risposta non sta nel “processo di emancipazione della donna” ma nei mutamenti economici, nel mutato assetto produttivo della società, a cui questo modello familiare non era più funzionale.
Ma questa è un’altra storia…
per Lorenzo
“Era un mondo che con tutte le sue scappatoie e le sue piccole ipocrisie era magnificamente equilibrato, e coloro che che crescevano in queste famiglie erano giovani attivi, solidi e di buon senso…”
credo di essere cresciuta in una famiglia così, stabile e concreta, ipocrita e falsa, che ha rovinato la mia vita, pur senza farmi mai mancare niente. forse è soltanto per questo che vedo positivamente un cambiamento, basato non sui ruoli ma sulle persone.
certo non nella confusione e nel gioco che ci circonda ma nell’assunzione di responsabilità e nella consapevolezza, in persone che non scimmiottino i burattini e le veline della tv. cambiamento sociale, questo, indotto dal sistema, non dalle diverse aspettative delle donne.
e potremo pure andare avanti all’infinito, ma io mi fermo davvero qui. peraltro sono intervenuta essenzialmente in difesa del genere. personalmente non ho mai attaccato l’altro sesso, generalizzando…
Le uniche risposte schiette e non squallide mi sono state date da Spectre. Mi riferisco agli ultimi commenti, a quelli di Lorenzo soprattutto.
Prima di tutto voglio dire che se le donne hanno i testicoli è di certo per colpa di persone come te che non vogliono un essere umano pensante al proprio fianco, ma un giocattolo da usare e sottomettere. Inoltre io, al contrario tuo, non mi permetto di dirti se hai amato o meno nella tua vita perchè ciò che hai nel tuo cuore appartiene soltanto a te ed anche se hai espresso dei pensieri di cui un uomo dovrebbe solo vergognarsi ed avrei tutte le buoni ragioni di questo mondo per offenderti, non sono davvero Nessuno per poter conoscere l’essenza reale e profonda dei tuoi pensieri, del tuo vissuto, etc etc.
Io non obbligavo il mio ex fidanzato a frequentare l’università perchè la scelta di iscriversi è stata SUA, non MIA. Io, poichè gli volevo bene, cercavo di stargli vicino quando lui voleva arrendersi, gettare la spugna senza provare a mettersi in discussione.
La mia autostima, Rossana, è quella di una persona che ha raggiunto un suo equilibrio e che grazie a quest’ultimo riesce ad instaurare dei rapporti sani e non malati con le persone. La costruzione di un’autostima sana è alla base della costruzione di un rapporto che sia altrettanto equilibrato. Amare se stessi porta ad amare il prossimo; se non ami te stesso non sarai capace di amare neanche una farfalla perchè tutto ti sembrerà vuoto e senza valore, dal momento che non vi è alcun significato in te. Detto questo, non credo, quindi, che avere stima di sè sia un qualcosa di negativo, anzi è proprio grazie all’autostima che si riesce a NON SOTTOMERSI mai a nessuno.
E’davvero triste leggere determinati commenti. E’triste leggere che una persona PENSA che un uomo che fa la spesa e che si prende cura del propria figlio sia uno sfigato. E’triste sentir parlare di sottomissione, sesso fatto solo per soddisfare dei bisogni, di uccelli che non si sentono mai appagati, etc etc.
Il commento più triste, però, è quello fatto da una donna, ovvero questo: “Credo fermamente che la donna debba assumere un ruolo sottomesso solo se lo vuole per intima convizione.”
..non ho davvero altro da dire perchè lo squallore mi genera un’infinita tristezza ma sono felice di non avere gli stessi vostri pensieri. Ed immediatamente mi ritorna il sorriso, il sorriso di una persona che non si è mai abbassata, neanche di fronte alla persona che amava di più al mondo perchè l’amore non ti
chiede mai di abbassarti, ma solo di INNALZARTI.
Adios.
Toxicity
sono contento di avere la libertà di innalzarmi se, come e quando lo decido io, senza che ad ordinarmelo sia l’ultima scema del villaggio. Quanto ai tuoi sentimenti sono affar tuo: a me che me ne frega? Ho solo giudicato il tuo comportamento come tu stessa l’hai descritto. E mi dispiace, hai torto marcio, e continui ad averlo. Se lui voleva arrendersi ne aveva tutto il diritto, senza che tu gli rompessi le scatole come, secondo le tue stesse parole, gliele hai rotte. E poi cos’hai ottenuto? Di avvelenare il tuo rapporto con lui, non certo di “innalzarlo”. Se questa era la tua intenzione, hai combinato un bel pasticcio: la nobiltà di spirito che pretendi di avere è accompagnata da una notevole arroganza, ottusità e insensibilità, come minimo.
Per Rossana:
stavolta hai perso il tuo aplomb. Di solito non ti lasci mai trascinare dall’animosità, ti apprezzo appunto per questo. Ci saranno delle amare ferite all’origine ma non saprei dire, non hai scritto niente di preciso sulla tua famiglia. Il mondo che intendevo non può essere quello della tua infanzia, perchè è quello di 100 anni fa, raccontatomi da mio padre che ne ha 85. Non ricordo quanti anni hai, ma nei primi anni 70 tutto era quasi come adesso, nella vita familiare.
Il fatto di generalizzare, così criticato, è indispensabile. Se non fosse possibile astrarre dei principi generali dalla casistica, bisognerebbe trattare a parte ogni caso individuale, e servirebbe un’enciclopedia. Va da sé che nel concreto esistono poi delle deviazioni più o meno pronunciate da quanto dedotto in astratto. E’ sottinteso. Se la media delle altezze di un gruppo di persone è 1.70, solo un imbecille potrebbe obiettare che il calcolo non è valido perché nel gruppo è presente anche uno spilungone di due metri. Sia detto una volta per tutte: perché una delle obiezioni preferite delle donne è “Tu generalizzi!” Se non si generalizzasse non si potrebbe nemmeno discutere. Questo processo è alla base del pensiero. Solo gli handicappati non generalizzano. I casi singoli si distinguono e si esaminano dopo aver generalizzato, non prima.
Cosa sarebbe qualsiasi disciplina scientifica e non se di fronte a una congerie di dati confusi e incoerenti non si potesse operare una generalizzazione! Già, dovrei dirlo, ho letto in Schopenhauer che le donne non ne sono capaci, guardano sempre e solo al caso singolo… Ma stavolta spero che sbagli. Se avesse ragione che razza di opinione si dovrebbe avere sul “pensiero” femminile?
Lorenzo,
mi hai presa… per sfinimento, e ho gettato la spugna. basta! stava diventando troppo faticoso per una che non ha voglia di impegnarsi e che cercava di giocare soltanto in difesa…
premesso quanto sopra, hai toccato un tasto doloroso, che ho dovuto riconoscere alla base della mia ribellione verso le granitiche forme familiari del passato.
sono stata “piccola” all’inizio degli anni ’50. la mia era una famiglia molto solida e di sani principi, in cui non s’intravvedeva nemmeno l’ombra dell’amore, che mi è mancato quanto l’aria per respirare.
aveva in sè il rigore della famiglia che descriveva tuo nonno, senza le libertà che, forse, la maggior parte dei nuclei familiari di fine ‘800-inizio ‘900 si potevano permettere, soprattutto se in campagna. era una famiglia di transizione, fra il mondo contadino e il mondo operaio della fabbrica, all’inizio del boom economico.
non attribuisco i miei errori in campo sentimentale unicamente a questo ambiente (tutto in ordine ma NIENTE tenerezza, MAI, quasi fosse qualcosa di sporco e peccaminoso) ma so per certo che ha avuto un’influenza molto negativa sulla mia formazione.
hai ragione: non si può passare dalle generalizzazioni al caso singolo. però la lingua batte dove il dente duole, e la correttezza del dialogo è andata a farsi benedire.
d’altronde spesso le opinioni derivano dai propri vissuti…
Avvelenato cosa? Il rapporto con persone che COME TE vogliono essere servite e riverite è avvelenato nella sua natura stessa. Quando comprendi che stai con una persona che si arrende perchè ha già un’alternativa servita su un piatto d’argento, bisogna allontanarsene immediatamente se non ci si vuole rovinare la vita.
Mi dispiace ma non riesco a comunicare con persone come te, è davvero triste. Mi fai una tristezza immonda perchè i tuoi pensieri sono squallidi ed infimi.
Prova a domandarti perchè nel tuo passato hai avuto esperienze sentimentali disastrose. Non dare SOLO la colpa al genere femminile che PER SUA FORTUNA non si è sottomesso, tra l’altro a chi?
Ad una bestia.
Perchè solo una bestia, se potesse parlare, avrebbe la tua stessa forma mentis, chiusa quanto un recinto per animali feroci.
Passo e chiudo.
Questo argomento non può essere affrontato da persone tristi come te e soprattutto IO non ho intenzione di confrontarmi con uno squallido.
Questo è un altro tuo pensiero (pensiero?) schifoso: “Solo gli handicappati non generalizzano. I casi singoli si distinguono e si esaminano dopo aver generalizzato, non prima.
Fai solo schifo. Vergognati.
Le persone diversamente abili hanno molto più rispetto, intelligenza e dignità di te, anzi tu non hai proprio nulla: np, rispetto o intelligenza, nè dignità.
Tu, secondo me, non sei neanche un essere umano.
Se vuoi denigrare le persone diversamente abili e chi non si sottomette al volere di una bestia, sei pregato di farlo in un altro post. Apri un tuo post personale, dagli un titolo (ti consiglierei “LA MIA FRUSTRAZIONE”) ed esprimi le tue opinioni grette e meschine in esso, non in questo che è stato aperto da me ed in cui tu, tra le altre cose, stai parlando di qualcosa che A ME non interessa e che non è pertinente con l’argomento che a me interessava trattare. E’chiaro?
Cara Toxicity
gli insulti fanno come le processioni: ritornano al punto da cui sono partiti. E’ superfluo rispondere.
Certo che quel poveraccio che ha passato 6 anni con te aveva buone ragioni di finire nell’alcool.
Quella sui “diversamente abili” è una cavolata buttata lì per sviare il discorso, naturalmente, ma merita una precisazione.
I cosiddetti imbecilli hanno la stessa dignità e anche gli stessi diritti di qualsiasi altro essere umano, ma questo non significa che anche i loro pensieri la debbano avere.
Una scemenza è una scemenza, che sia un imbecille a dirla, o un Platone. Per l’incapacità di ragionare degli imbecilli si deve avere la stessa compassione che per l’incapacità di camminare di chi è nato storpio: ma i prodotti di questa imbecillità, i pensieri imbecilli, vanno implacabilmente demoliti, verso di essi non si deve avere alcuna tolleranza.
Il pensiero è una cosa seria, e la verità sul mondo non si stabilisce con una qualche procedura democratica, in cui perfino i cervelli diversamente abili possano avere diritto di voto. Se un Einstein ha ragione, gli imbecilli che cercano di confutarlo avranno torto, fossero anche un miliardo. E il torto e la ragione, in filosofia come nella scienza obiettiva e in qualsiasi disciplina seria, non si stabiliscono tramite discussioni aperte agli imbecilli, ma col confronto fra le teorie che devono essere verificate e i fatti.
Mi dispiace di essere scivolato nell’epistemologia, fino quasi all’introduzione del pensiero di Popper, ma spero che servirà almeno a una cosa: a far capire a certe femminucce che di spuntarla con me in una discussione non possono proprio sognarselo.
E già, non ne ho avuta di fortuna, in amore, ma il motivo è appunto questo.
A me non la si fa, a meno che non sia io stesso a permetterlo.
Mi guarderò bene dal permetterlo a qualcun’altra. “Quella” è stata l’ultima.
Non è bello farsi inculare da chi l’attrezzo per inculare non ce l’ha.
Toxi, non entro nel merito ma tu Lorenzo lo hai massacrato volendo massacrarlo. Secondo me una risposta alla tua domanda iniziale la posso tentare. “Gli uomini abbandonano l’amore” perche’ te ti senti di aver sicuramente ragione, e li massacri senza pieta’ per migliorarli.
Non dico che hai “torto”, ma mi sento di risponderti perche’ continui a ricordarmi la mia ex.
Era sicura di essere nel giusto, logica ferrea, e nietszchiana. Pero’ alla fine io, pur essendo un “pensatore” a modo mio, alla fine sto meglio come uomo (cioe’ marito) con mia moglie, che e’ più femminile e meno “femme savante” ovvero so-tutto-io.
Una persona come te e’ probabilmente interessante viverla per arricchirsi personalmente, ma non in un rapporto d’amore o di coppia (senza nulla togliere alla tua feminilita’), bensi’ in un rapporto di tipo amicizia mistico-intellettuale, secndo me..
“Gli insulti fanno come le processioni: ritornano al punto da cui sono partiti. E’ superfluo rispondere.”
“Certo che quel poveraccio che ha passato 6 anni con te aveva buone ragioni di finire nell’alcool.”
..anche a chi predica bene e razzola male è inutile rispondere ma voglio dirti semplicemente che il mio ex fidanzato quando stava con me non beveva. Quando ci siamo lasciati ha iniziato a farlo.
Io non tollero i comportamenti delle persone che offendono e che sparano a zero su altre persone, soprattutto se quest’ultime hanno una qualche forma di disabilità ed il fatto che tu l’abbia fatto mi ha portata spontaneamente a dirti che il tuo comportamento a me fa schifo e che per tale ragione, secondo me, un essere umano dovrebbe vergognarsi.
Non mi piace la tua filosofia speculativa.
A me piacciono le persone che “sanno vivere” e non quelle che intavalano discorsi su discorsi quando poi nelle vere azioni di vita non vi è nulla di UMANO.
Una persona che conosce il pensiero di Popper, di Kant o di Nietzsche (che tra l’altro io AMO) e che poi definisce una persona “femminuccia” per me non ha alcuna credibilità.
Una persona che parla dei massimi sistemi e che poi definisce una persona diversamente abile “imbecille” per me non sa vivere.
Una persona che conosce la filosofia di Platone o di Socrate e che poi pensa che una donna debba sottomettersi all’uomo o che un uomo che si prende cura dei propri figli sia un effemminato, per me non ha davvero compreso nulla della vera e profonda essenza dell’esistenza.
La vita non è un pensiero senza l’azione.
La vita è l’azione che accompagna il pensiero che accresce, che arricchische e che innalza.
Non mi piacciono i maschilisti, i denigratori, le persone che anche solo verbalmente sono violente.
Colam’s, ho capito ciò che vuoi dire e ti ringrazio per la sincerità. Ho capito quale sia il pensiero di un uomo e perchè secondo un uomo io sia una “femme savante”. Ti giuro che l’ho capito 🙂
Chissà perchè, però, quello stesso uomo continua a pensare a quella femme savante 🙂
Non massacro le persone. Lo ripeto, non tollero i comportamenti maschilisti e non liberali. Il tuo, ad esempio, non mi ha dato fastidio perchè nelle tue parole non c’è stata “violenza” o arroganza.
Ah bene, ami Nietzsche. Anch’io, ma forse non lo conosco bene come te. Il forum l’hai iniziato tu, è tutto tuo, sei la padrona del salotto, allora su! professoressa cara, illuminaci.
Qual’era il ruolo della donna nelle società greca al tempo di Platone e Socrate?
Cosa pensava Nietzsche delle femminucce?
(Non cercare di barare. Ho le sue opere complete in uno scaffale a un metro da qui.)
Cosa pensava Nietzsche del rapporto tra i sessi?
Cosa pensava Nietzsche degli imbecilli?
(A questo proposito, io chiamo le cose col loro nome: per un un cieco è un cieco, e non un “nonvedente”, un mongoloide è un mongoloide e non un “down”. La perversione del pensiero inizia sempre dall’uso sbagliato delle parole.)
Hai poi tirato fuori Kant (che io non ho mai nominato). Bene, allora mi offri un’occasione per imparare. Spiegami la differenza tra Logica formale e Logica trascendentale: forse una volta la sapevo ma ora l’ho dimenticata, e vorrei rinfrescarmi la memoria senza dover ricorrere a quella schifezza che è la Critica della ragion pura tradotta dal Colli.
Una cosa devo assolutamente scriverla. Il ruolo di Giorgio Colli nella ricezione dei principali filosofi tedeschi in Italia è stato meritorio. Ma non aveva il minimo talento come scrittore. Anche le sue traduzioni da Schopenhauer sono uno scempio, non per infedeltà all’originale, ma per eccesso di fedeltà che si spinge fino al pedestre. E trascura il problema dell’attrito linguistico, che non si può risolvere in modo macchinale, come fa lui, prendendo in mano un dizionario e scegliendo la prima voce che trova, ma adattando la traduzione di un singolo vocabolo al contesto. Guardate che differenza tra la sua traduzione degli “Aforismi sulla saggezza della vita” e quella di Eva Kuhn. Un abisso, tanto che non sembra trattarsi nemmeno dello stesso libro. La seconda versione ti rimane impressa: dopo averla letta due volte la sai a memoria. La prima è quanto di più insulso esista su carta stampata. Non comprate l’edizione dei Parerga edita da Adelphi! Risparmiate i vostri soldi. E piuttosto che Kant, studiate Sartre. Il primo è stato soppiantato dalla filosofia analitica anglosassone, il secondo rimane il più valido maestro nel suo campo (se amate l’esistenzialismo, preferitelo ad Heidegger. Ve lo dice un professionista, uno che ha modo di sperimentare quanto sia facile trasmettere i concetti del primo e come sia quasi impossibile farlo con quelli del secondo). Ciao a tutti.
Mettiamola cosi’ Toxi.. Io sono stato per anni con una Nietzschana, credo simile a te.
Nel mio caso quello che gli potrei rinfacciare e’:
– non si occupava di me come lo fa mia moglie. Mia moglie fa in modo che mangio bene, che mi vesto bene, che curo il mio aspetto, e che mi godo la vita per quello che posso. Tant’e’ che con la Nietzschana sembravo avere dieci anni più di adesso.
– applicava la sua logica ferrea anche con i rapporti verso la mia famiglia, creando non pochi casini irrimediabili. Mia moglie invece sa tenerseli buoni.
– sessualmente mia moglie e’ più fantasiosa, più leggera, meno pianificatrice, non so, e’ più divertente !
– last but not least, la Nietzschana vedeva il suo percorso di crescita personale in primis, e percio’ “il matrimonio ed i figli per ora non mi interessano” (nel senso “ne’ si’, ne’ ni, vedremo se e quando..”). Mia moglie in poco tempo ha saputo e voluto creare con me una bella famigliola ed un bellissimo figlio. Il quale comporta certo sacrifici, e molta “casalingaleita’ ” (se posso coniare questo termine), pero’ (e torno alla tua domanda iniziale), e’ questo che io, uomo, volevo dalla donna alla quale volevo donare la mia vita.
Mi spiego ?
Lorenzo, vivere la cultura e nella cultura non significa acquisare concetti, pensieri e idee per fare mostra di sè in un post di un sito in cui nessuno, se non te ne ancora reso conto, si sta confrontando con te sugli argomenti che tu stai trattando da solo. E li stai trattando da solo perchè per via del tuo comportamento, saccente e limitato, non si ha alcuno stimolo di comunicazione con te.
Io amo la filosofia ma non ho bisogno di mettermi in competizione con qualcuno come stai facendo tu e non mi è necessario perchè io, al contrario di ciò che tu stai dimostrando di essere, non sono una persona insicura che ostenta a tutti i costi ciò che ha appreso durante la sua vita.
Inoltre, la conoscenza del pensiero di un filosofo, scrittore, autore non deve mai soffocare la propria capacità di analizzare la realtà con i nostri occhi e grazie alle nostre capacità cognitive ed in base a quello che è il contesto socio-culturale in cui si vive.
Ergo, anche se si ama un filosofo vissuto in un’epoca in cui le donne avevano un ruolo subordinato a quello dell’uomo (del padre e del marito una volta sposata) si DOVREBBE avere, sempre se si è dotati di una buona apertura mentale, la capacità di progredire e di ringraziare chi si voglia ringraziare per il fatto che il mondo, anche se molto lentamente, conosca la sua evoluzione.
Per quanto mi riguarda, amare Nietzsche non implica che io non possa essere in disaccordo con lui, perchè io non “pendo dalle labbra” di nessuno, e non perchè sia presuntuosa, ma semplicemente perchè sono i PENSIERI PERSONALI che nella vita ti salvano da qualsiasi schiavitù mentale.
Nietzsche era un essere umano, non era Dio e non mi stupisco se è stato un misogino, a volte anche estremamente esaltato e non vi è stupore in me perchè ho imparato a non idealizzare nessuno.
Io amo Nietzsche per il suo “Anticristo”, lo amo per l’attualità e la veridicità delle sue idee sulla natura dell’essere umano, in quanto egli stesso era “umano, troppo umano” e lui conosceva bene l’uomo proprio perchè conosceva molto bene se stesso, le sue debolezze ed i suoi limiti.
“Qual’era il ruolo della donna nelle società greca al tempo di Platone e Socrate?”; “Cosa pensava Nietzsche delle femminucce?”; “Cosa pensava Nietzsche del rapporto tra i sessi?£”; “Cosa pensava Nietzsche degli imbecilli?”.
Dunque, sulla base di ciò che ho appena spiegato spero tu comprenda che le risposte a queste domande non avvalorano la tesi di un uomo che nel 2010 ha la stessa visione
di un uomo che è nato nel 1844 e che è morto nel 1900. Insomma, è trascorso più di un secolo ed in te non c’è stata evoluzione?
c...., è grave.
Ps: Le persone che hanno una disabilità sono Persone. Non hanno bisogno di essere definite. C’è qualcuno che ha mai detto: Oggi sono stato con una persona normale? No, e allora perchè bisogna definire le persone che sfortunatamente hanno una qualche forma di disabilità?
L’essere imbecille non ha nulla a che vedere con loro.
L’imbecille è “colui che non si sbaglia mai” (Charles de Gaulle), sbagliando ogni giorno e “di fronte agli imbecilli non c’è che un solo modo per mostrare il proprio spirito: evitare qualsiasi conversazione con loro” A. Schopenhauer).
Ultima cosa: tu definisci imbecille una persona disabile e l’insensibile sarei io? Ti commenti da solo, contraddicendoti nei fatti.
Colam’s, mi sembra un pò azzardato da parte tua dire ad un’estranea, ovvero io, che la tua ex mi somigli. Insomma, non mi conosci e quindi è avventato giungere ad una conclusione del genere 🙂 ..anche perchè io amo i bambini (ecco, vedi che non siamo simili?).
Credo che essere mariti/mogli non significhi trattare il/la proprio partner come se fosse un/a bambino/a. Per me la vita di coppia è complicità, condivisione, scambio, fedeltà, amore ma MAI gestione dell’altro.
Io voglio essere la madre dei miei futuri figli ma non la madre di mio marito o del mio fidanzato.
Perchè voi umani volete essere trattati come bambini? Scusa se mi permetto, tu non sei capace di vestirti da solo o di preparare una cena o un pranzo da solo? 😀 A me fa sorridere questo vostro comportamento.
Naturalmente non penso che la moglie debba fregarsene del proprio marito, assolutamente, ma non credo neanche che nel momento in cui mi sposerò, se mi sposerò, diventerò schiava di qualcuna.
Non esiste e non ho una logica ferrea, sono solo estremamente consapevole del fatto che nella mia vita mai nessuno dovrà soffocare la mia Persona.
L’uomo, però, purtroppo non vuole comportarsi da uomo, ma da ragazzino immaturo e pensa che nella propria moglie ritroverà la propria madre. Se vuole una madre, che non si sposi e stia da solo.
Io sono una donna, non una tata.
Voi uomini, non voi umani. Scusa.
a seguito degli ultimi post, si va confermando un motivo di conflitto fra i generi forse non abbastanza considerato in precedenza, almeno da me.
quello della più ampia cultura femminile, unita ad adeguate capacità dialettiche, rispetto alla formazione scolastica delle donne di un tempo, che in Italia, fino alla metà degli anni ’60, consentiva mediamente di diventare hostess o segretaria…
non che questo migliori il rapporto fra maschio e femmina, anzi!!!
direi proprio che l’uomo non sopporta che la donna gli sia superiore culturalmente, facendoglielo pesare… tienine conto Toxicity, se vuoi.
approfitto, ammettendo la mia ignoranza. per chiedere, se avete tempo e voglia, di aiutarmi a ricostruire un’informazione di cui non ricordo la fonte (continuo a pensare a Leopardi ma non so trovare conferma).
qualcuno, filosofo o pensatore in senso lato, ha dichiarato da qualche parte che nessun essere umano fa mai niente se non per un più o meno conscio tornaconto, anche in campo di sentimenti. mi piacerebbe poter ritrovare sia il concetto che l’autore…
Nietzsche, l’Anticristo, paragrafo 2:
“Primo principio del nostro amore per gli uomini: i deboli e i malriusciti devono soccombere. E bisogna anche dar loro una mano in questo senso”.
Si concilia con le tue idee sui “diversamente abili”?
E si badi bene, non è che si possa “essere in disaccordo su questo e concordare sul resto”. Le idee di Nietzsche sono tutte di questo genere. Egli constatava che il tipo umano superiore e più aristocratico, da cui sarebbe potuto uscire il superuomo, se l’avvento del cristianesimo non l’avesse impedito, fosse il Romano. Cosa poi intendesse per aristocratico, è abbondantemente spiegato in “Al di là del bene e del male”. In sintesi, l’uomo aristocratico è quello animato dalla volontà di potenza nella forma più pura, che mette al suo centro il soggetto come creatore di nuovi valori.
I Romani erano spietati coi deboli e con le donne. I neonati malformati venivano gettati dalla Rupe Tarpea. Le donne potevano pagare con la vita la minima infrazione al pubblico decoro. Questo almeno nei tempi aurei. Già a quelli dei Cesari uno spastico poteva diventare imperatore, e a che punto le donne fossero diventate le vere padrone è attestato nelle satire di Giovenale. Non dirò che si possa o si debba tornare alla mentalità di Catone, ma credo che una iniezione di vero spirito romano sarebbe un toccasana per quei cuori di burro che sono gli uomini moderni. Hanno perso ogni dignità, si dedicano al più abietto leccaculaggio per un minimo vantaggio materiale, scodinzolano nei salotti, spendono più per la macchina che per il cibo, si rimbambiscono con tv e giochetti tecnologici, in casa sono poppanti frignosi schiacciati dalle mammelle della moglie. I romani, quelli del tempo della repubblica, erano guerrieri, avevano il più alto senso della propria dignità di uomini liberi, non piegavano la testa di fronte a nessun potente, e le donne le facevano rigare dritto a partire dalla culla.
Quelli erano uomini nobili, nel senso che intendeva Nietzsche. Le idee “cristiane” sull’amore del prossimo e il regno dei cieli per loro erano una superstizione spregevole che rischiava di rammollire e di far degenerare un popolo intero.
Li hanno dati in pasto ai leoni per secoli, ma il cristianesimo ha vinto. Il prodotto finale siamo noi, con la nostra umanità e sensibilità moderna.
Noi moderni vigliacchi e vermi, che del guerriero romano, conquistatore del mondo, non abbiamo più nulla.
Come Nietzsche, anche a me piacerebbe far resuscitare un po’ di questo spirito.