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Un grande classico: gli uomini preferiscono le stronze?

di roxanna

Riferimento alla lettera: Un must... mai fuori moda.... ironia a parte ....mi piacerebbe davvero tanto capire se i maschietti in generale sono più attratti dalla donna/ragazza che se la tira. O meglio: tirarsela,magari dirgli di no al primo appuntamento, fare le vaghe, permette di acquistare valore agli occhi di un uomo...? Pochi giorni...
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Data di pubblicazione: 28 Marzo 2014.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Riflessioni

195 commenti

Pagine: 1 2 3 4

  • 101
    Golem -

    MG. A volte le tue dichiarazioni sembrano esageratamente sottolineare le situazioni che stai raccontando, quasi come se volessi CONFERMARE, GARANTIRE a te stessa ( o a noi) il concetto che stai descrivendo e ti connota, come nel caso del l’atteggiamento intrigante che nasce dal carattere di Kid. Come se ognuno di questi uomini ” refrattari” fossero una sfida da vincere. Ma è un’impressione.
    Il “pirata” ha sempre affascinato la fantasia. Quella maschile come esempio da emulare e quella femminile come “sogno” erotico da realizzare. Magari duemila anni fa era la figura di Achille, spietato e ambizioso. Nel Medioevo Robin Hood, scaltro e coraggioso e negli anni trenta Dillinger, che rapinava le banche ma non i poveracci. Ma questa era gente con le palle, UOMINI, non uomini, come usi dire tu. È la qualità di quei “valori neri” di riferimento che oggi è crollata, e con essa il modo con la quale si ripropone nelle azioni e nei pensieri di chi li prende come esempio. Corona è la caricatura del bello e dannato, e come lui i suoi imitatori e le sue fans.
    È inevitabile che se questi esempi sono prodotti da una certa cultura e riconosciuti degni di nota, la stessa non può che essere a sua volta una caricatura di civiltà. Ma è proprio questo il prezzo che dobbiamo pagare al ” Paese delle meraviglie” nel quale vogliono farci credere di vivere. In una società finta anche gli eroi, buoni e cattivi SONO FINTI.
    E lo sono automaticamente anche i rapporti tra le persone, e quelli sentimentali non fanno eccezione. Si spiegherebbero così tante delle incomprensioni e delusioni della vita a due, quando dalla fantasia televisiva da mulino bianco si passa alla realtà del mutuo da pagare e i soldi che non bastano.
    Anche per questo, anzi, sopattutto per questo, la tua dichiarazione sulla “normalità ” delle situazioni in cui si trovano Kid e altri come lui, quanto tu nella tua, assume un tono tragicamente vero.
    Più volte ho sostenuto che oggi nonostante i potenti mezzi a disposizione NON si comunica, ma non si comunica perché si trasmette all’ altro una visione “caricaturale” di noi e di quello che vediamo in lui, per i motivi che ho spiegato . È naturale quindi che di fronte alla realtà il castello di “menzogne” nel quale crediamo di vivere crolli, e alcune vittime di quel crollo scrivono su queste pagine.
    Quindi MG, si scardinano i rapporti e i riferimenti che citi, perché abbiamo sempre bisogno di ” facce” con cui “dialogare”, ma spesso troviamo solo ignare “maschere”.

  • 102
    Cris -

    @ Kid

    La tipa che ti scrive tvb… è presa proprio perchè TU nn l’hai calcolata, se l’avessi fatto, saresti già diventato banale e scontato! ahimè!

    @ Golem

    La tua compagna è fantastica… già… come tutte!
    E’ solo DOPO, quando diventano ex… “che poi nn erano proprio fantastiche!” 😉

    @ mg

    Corona nn è bello e dannato… è solo un pirla, uno che bleffa (e questo si è visto)! Il problema di voi donne è che nn ne riconoscete la differenza!

  • 103
    Maria Grazia -

    golem, non so se in questo concorderai con me, ma io in questo forum, come in altri forum, siti, social, ecc… e come anche nella vita reale comunico SENZA MASCHERE, mi mostro per come sono e dico la verità NUDA E CRUDA ! e questo – anche se la maggior parte delle persone dichiareranno il contrario – di solito infastidisce enormemente i proprio interlocutori, anche la maggior parte di coloro che intervengono in questo forum ne sono la riprova. forse è per questo che la comunicazione oggi latita ( nonostante tutti i mezzi che abbiamo a disposizione rispetto al passato ), perchè ci si rende conto che se vuoi continuare a rapportarti con gli altri devi fingere, e a me questo non mi va, lo trovo triste, non mi interessa. e così preferisco comunicare pochissimo oppure comunicare solo virtualmente. perchè tanto la maggior parte delle persone non mi capirebbe, o sarebbe infastidita dalle mie verità, preferiscono continuare a vivere in quel castello di certezze illusorie che si sono costruiti, e di cui tu parli.
    oggi non credo che gli unici modelli di ribellione siano quelli come fabrizio corona, non lo credo affatto, ma certamente sono i più conosciuti perchè i media danno risalto sopratutti a questi personaggi, forse come dici tu nell’ ottica di un perverso meccanismo dei consumi. e poi comunque penso che nessuno di noi possa stabilire quali siano – IN ASSOLUTO – i “valori neri” ufficialmente accettabili… qualcuno preferirà robin hood, qualcun altro renato vallanzasca, ma il succo non cambia più di tanto, secondo me. è solo una questione di “forma”, non di sostanza. robin hood è un personaggio mitologico, vallanzasca un bandito e un rapinatore dei nostri tempi. tutto qui.

  • 104
    Selvatika -

    Kid:.D

  • 105
    Dottor -

    non è il miele che va dall ape..ma al contrario!!!ma le cose stanno cambiando,anzi son cambiate da un po!!!le donne non le capiremo mai,neanche loro si capiscono 🙂 e poi soffrono….comunque mi piace tanto lo scritto di KID…capitato anche a me..e chissa a quanti!!ha sempre attratto il bello e dannato oppure il misterioso alle donne,poi che sia un fuoco di paglia..che sia un emozione passeggera con il finale vittima l uomo..che sia istinto di crocerissina..che siano pazze..che siano innamorate..è …sarà sempre cosi…ma alla fine cio che conta è:FATTI E NON PAROLE ED IL VERO AMOR TRIONFERA’!! SE ESISTE ANCOR..ma si dai pensiamo positivi..io frequento da un po una donna ma non ne sono innamorato,forse è ora con tutto il rispetto di dirglielo e farla soffrire il men possibile..perche ho conosciuto la sofferenza e non voglio far soffrir nessuna!! ciao a tutti

  • 106
    LUNA -

    Ciao ragazzi, ero di corsa, non ho letto tutti i commenti, un po’ qui e là.
    Rispondo a Golem di cui ho letto un commento direttamente rivolto a me:

    @Quello che io ho voluto dire, invece, cercava di individuare quei fattori che scatenano il fuoco dell’innamoramento, che sia ricambiato o meno, ma che non viene controllato da nessun fattore razionalmente oggettivo, del genere: ” non so il perchè ma mi piace”, ” è uno stronzo ma non riesco a farne a meno”, “so che andrà male ma voglio provarci”. Insomma quella famosa attrazione animale di cui parlavo, che diventa la droga di cui accennavo, e che non dipende dalla nostra personalità, ma da qualcosa di più arcaico@

    Golem (detta velocemente): credo invece che dipenda anche dalla nostra personalità, da quello che cerchiamo anche per qualcosa che sta dentro di noi, non solo istinto (non almeno solo nel senso che tu gli dai), ma la complessità di ciò che siamo, ma anche in un determinato momento dei bisogni più vari che abbiamo, persino di domande che, consapevolmente o no, ci facciamo, o risposte che non sappiamo veramente darci, facendoci anche domande, attraverso istanze esterne, errate.
    Forse non riesco a spiegarti quello che intendo dire, ma pensando a mie relazioni, ma anche a quelle di amiche o amici e conoscenti, non solo viste da fuori, ma anche raccontate emotivamente in prima persona, non vedo soltanto questioni come quelle “istintivamente” da te espresse. Non solo legate, cioè, all’istinto di procreazione o a mera chimica animale. A riprova di ciò alcune relazioni disfunzionali, ma non solo, sono platoniche, non hanno nemmeno un reale riscontro di intimità fisica ed emotiva oppure hanno una funzione comunque in realtà nel momento in cui si attuano, per delle parti di sè che entrambi gli individui mettono in gioco di sè, ma anche parti molto più “sfumate” di quelle a cui si faceva cenno. “Complicità” temporanee o di più lunga durata che hanno in quel momento un senso. Se si trattasse solo dell’istinto a cui tu parli (cerco veramente di ridurre al minimo dei concetti, quindi non so se riuscirò a farmi capire) un certo tipo di istinto potrebbe anche indistintamente, in una varietà di uomini, andare a cercare “una cosa sola”, invece le persona ci colpiscono, quelle in particolare, per cose legate a ragioni interne più articolate e complesse.
    E se è vero che non si sta a spiegarsi tanto perché una persona ci attrae o ci innamoriamo, è anche vero che molto spesso “l’effetto droga”

  • 107
    LUNA -

    “l’effetto droga” vero e proprio e il “lo faccio anche se mi fa male” ecc nascondono altre ragioni, molto più personali, individuali, legate alla personalità, alla visione di se’, anche contingente, e alle contingenze emotive, esistenziali, che semplicemente ad un atavico istinto. Una persona che “continua a farsi male senza saper dire esattamente il perché” mette in atto molto più spesso una sua cosa irrisolta, una sua compulsione (la dipendenza è compulsiva) che qualcosa di semplicemente atavico. L’essere umano mangia, da sempre, e ha le sue ragioni, fisiche, chimiche, ma l’anoressia e la bulimia hanno ragioni che vanno al di là, che si connettono in un certo modo all’esterno. Idem succede con certi amori o relazioni che siano, anoressici, bulimici, compulsivi, masochisti, in cui più che l’istinto a cui tu fai cenno entrano in gioco questioni emotive e distorsioni emotive individuali. Le persone si interfacciano con l’esterno attraverso i propri bisogni, in quel senso è vero che l’essere umano ha una spinta a cercare di mantenere un equilibrio sulle proprie istanze, ma quei bisogni sono molto più complessi. Quella che tu chiami “chimica” è anche un rapporto con l’esterno che si realizza attraverso queste complessità, ciò che ci colpisce nell’altro risponde a nostri canoni, anche qualora “atavici”, molto più legati al nostro essere che ad un essere universale. Ci colpisce ciò che stiamo cercando, ci colpisce anche quello che ci fa male o potrebbe farci male, ma ha una funzione, magari non perché vogliamo farci male, ma perché quella persona, per altre sue caratteristiche, risponde “a delle nostre necessità”. Ma sono molto più articolate anche se non stiamo a soffermarci a pensarci. Ecco perché può accadere che non è che OGGI non ci metteremmo con una persona solo perché abbiamo razionalizzato delle cose rispetto a ieri, ma perché quell’uomo che era “giusto” per noi in quel momento, proprio per chi era, o in parte era, non lo sarebbe più oggi. Con questo non intendo dire che ti metti con uno e poi lo pianti! E’ un altro discorso, che riguarda il fatto che le persone si scelgono come compagni di viaggio in modo molto più “articolato”.
    PS: se la tua donna ha lasciato l’ex, se ho capito bene, ha comunque fatto una scelta attiva, non passiva. Vuol dire che le istanze di quell’uomo, qualsiasi fossero, non andavano più bene a LEI. Avrebbe potuto anche trovarsene un altro “disfunzionale”, ma scocciarsi di quello lì. Ha innanzitutto lasciato LUI.

  • 108
    Golem -

    Ciao a tutti. L’ampia partecipazione sta confermando quanto sia vivo il problema che stiamo trattando, che dalla difficoltà del singolo rapporto a due si può estendere al più ampio palcoscenico relazionale nel quale viviamo.
    Certo MG che qui ci mostriamo per quello che siamo. Il nick qui è necessario, anzi obbligatorio come maschera, ma è quello che abbiamo dentro che così ci possiamo permettere di esprimere, forse più che in altri contesti. Questo succedeva nell’antico Carnevale, quando la “maschera” consentiva, in quei giorni, di “sfogare” quello che si aveva dentro veramente, liberarsi dalle vere finzioni che la società imponeva e dire quello che si pensava, a tutti. Quindi non ho dubbi che tu, e tutti gli altri, dicano la verità “nuda e cruda”. Questo è’il luogo ideale: un confessionale sarebbe meglio dire. Ma se siamo qui a discutere, sfogarci, attaccare ed essere attaccati è perchè VOGLIAMO COMUNICARE veramente. Lontani dalle solitudini, interne e esterne, lontani dalle finzioni delle relazioni utilitaristiche, lontani dal rischio dell’inquinamento dell’anima, come dice Kid, lontani da quel mondo in cui appariamo o dobbiamo apparire in un modo, quando vorremmo farlo per quello che siamo realmente. Il vero “Carnevale” non è più quello canonico: è diventato il resto dell’anno, quando siamo costretti a portare quella metaforica maschera di cui parlavo, più o meno indotta dalla vita e dai costumi che conduciamo.
    Io non so dire quanti degli uomini (o donne)delusi dai rapporti sentimentali che si sfogano su queste pagine, abbiano ragione ad esserlo, ma so che al di là del cinismo che specie gli uomini esprimono, sono certamente persone sensibili, e le “corazze” sentimentali che si costruiscono sono l’ultima difesa di quella sensibilità che non vogliono perdere, ma avrebbero voluto offrirla quella sensibilità, e forse l’hanno fatto, vedendosela maltrattare, probabilmente per quella mancanza di dialogo che vado predicando, nel caso specifico tra uomo e donna.
    Cara MG, il caso Corona non è “ribellione” come sostieni, ma esattamente il contrario, la più bieca e banale omologazione al credo del dio “apparire senza essere”, che guida strumentalmente le azioni del “popolo bue” verso il mattatoio sociale, ma col sorriso sulle labbra. Il valore di questi campioni, che hanno saputo convincere anche qualcuna delle donne che ci hanno delusi, lo si è visto al momento dell’arresto, quando un pianto infantile ha segnato l’ingresso nella vita vera…

  • 109
    Golem -

    … ed era il momento di mostrare gli attributi che si vantavano, invece di invocare la mamma. E’ una società che ci vorrebbe bambini per convincerci a fare quello che vuole tenendoci buoni con qualche “leccalecca”, e quando trova un rappresentante ideale di questo “credo” lo eleva ad esempio da seguire. Ma qui, su queste pagine, si cerca altro, perchè qualcuno si è posto la domanda che qualcosa non va nelle relazioni tra persone, e non vuole finire appeso a “quarti”, come un manzo qualsiasi, nel negozio di “quel” macellaio, ma seguire la propria vera identità.
    Su questa falsa riga replico a Luna dicendo che quanto lei sostiene è vero, ma nella misura in cui la conoscenza di sè, che conduce alle sue conclusioni, è tale solo in ragione della possibilità (non frequente) di essersi svincolati dalle strumentali istanze decise dalla società di cui sto parlando.

    E’ evidente che chi cresce al polo nord sarà convinto che si possa vivere allo stesso modo anche all’equatore se non l’ha “mai conosciuto”. E’ una reazione normale quella di credere che la nostra visione sia quella giusta se non se ne sono sperimentate altre.
    Ecco che quei moti istintivi, che sono identici negli uomini di tutte le “latitudini”, possono essere applicati e razionalizzati con la cultura del polo o dell’equatore, ed essere comunque ritenute VERE. Ma se al polo ci hanno convinti che, nonostante il freddo, in casa ci vuole il frigorifero, noi saremo sempre convinti che è con quei parametri che dobbiamo ragionare.
    Ecco perchè sostengo da tempo che l’istinto è l’unica verità che non può essere condizionata, mentre la ragione sì. E poichè è LEI, sottoculturalizzata in questo caso, che attua le richieste dell’istinto, queste si realizzano anche in maniera aberrante, scambiando, come nel caso che molti di noi maschi lamentiamo, il cosiddetto figo (bello o brutto che sia) per l’uomo da desiderare, perchè si è stati bombardati da certi valori legati alle “apparenze” che ce lo (anzi glielo) confermano, salvo poi venire a sfogarsi su questi forum quando scoprono il vuoto di cui erano pieni i tanti Corona dei loro sogni, perchè quasi solo quelli si “mostrano sul mercato del sesso”.
    In realtà siamo tutti vittime di questi equivoci. Chi consapevolmente, chi, per la maggior parte, inconsapevolmente. Ma se non riflettiamo sul fatto che sono quei valori alterati indotti dalla società dei consumi, che ci ha portato a scrivere su queste pagine, non basterà la vita per farci una ragione dei nostri problemi.

  • 110
    rossana -

    Kid,
    grazie per il riscontro.

    “un altro piano , quello che la lascia nuda, scoperta ed indifesa. E’ questo è l’inizio della fine: E’ la miglior esca nella trappola dell’amore.” – concordo!

    e apprezzo la tua attenzione verso il modo di essere di questa donna (di una dolcezza delicata e malinconica allo stesso tempo).

    ciao!

  • 111
    Maria Grazia -

    @Luna
    “se la tua donna ha lasciato l’ex, se ho capito bene, ha comunque fatto una scelta attiva, non passiva. Vuol dire che le istanze di quell’uomo, qualsiasi fossero, non andavano più bene a LEI. Avrebbe potuto anche trovarsene un altro “disfunzionale”, ma scocciarsi di quello lì. Ha innanzitutto lasciato LUI.”

    Luna, io da quello che ho capito la donna di Golem non ha lasciato l’ex perchè alla fine ha deciso così… ma è STATA COSTRETTA a interrompere quella relazione perchè le creava solo sofferenza e aspettative disattese. anzi, forse non è nemmeno stata lei a lasciare lui, ma LUI A LASCIARE LEI. e dopodichè è arrivato Golem… che invece per questa donna rappresenta l’ “ancora”, il “porto sicuro”…. scusa ma mi sembra che la situazione sia MOLTO DIVERSA da come l’ hai descritta tu !

  • 112
    rossana -

    Golem,
    post 108 e 109: è sempre un piacere leggerti. non sei noiosamente ripetitivo ma sempre porti nuovi argomenti interessanti alla tua tesi…

  • 113
    Kid -

    rossana

    Il discorso che mi riguarda è complesso e non ho una buona opinione delle donne all’interno di un rapporto . Opinione mia :esse sono focalizzate solo su loro stesse ed io sono stufo di sentirmi il mezzo per la loro felicità o il responsabile della loro infelicità . Inoltre , non gliene frega di capirmi, son convinte che l’amore risolva tutto .Io ho una personalità complessa e l’amore (o meglio chi nella vita avrebbe dovuto amarmi, non parlo solo delle relazioni sentimentali, quindi agire consequenzialmente mi ha sempre “castrato” o “danneggiato)mi crea “ansia” . Lasciando stare poi il discorso della vita pratica di coppia : Altra brutta bestia . Io ho una mia filosofia di vita che ovviamente cozza con qualsiasi prototipo standardizzato della coppia come viene intesa tradizionalmente da una donna.Quindi,è meglio che me stia per conto mio.Ripeto la mia misoginia è mentale , ma non ho perduto la mia umanità . Anzi.

    Cris/Golem

    Golem , ti sbagli se pensi che io sia il bad boy che intriga . Io non vivo di tattiche volte a fare colpo ma in maniera coerente a ciò che sono e le carte le scopro subito . Potrei benissimo avere una famiglia , ma non sarà mai quella tradizionale nata nell’alveo della ipocrisia:La chiesa che diventa il background del film che fin da bambine sognavano . No, non esiste questa superficialità nel mio mondo .Non esiste questo protagonismo al femminile .Anche il rapporto non dovrà essere formalizzato , perché solo nella piena libertà di rimanere o di andare,immediatamente ed in qualsiasi momento, due persone ribadiscono la loro scelta di vita e soprattutto dell’altro .

    Cris , ti sbagli . Confondi due momenti diversi . Quello che l’ha portata ad avvicinarsi e ci siam visti talmente poco (qualche ora) che difficilmente è concepibile che si sviluppi una affezione , al di là della attrazione . Discutevo con Golem che ci sono cose non spiegabili .Il fatto che io mantenga le distanze non dimostra che chi fugge attira (non sono mai fuggito , ma me ne sto sulle mie , quindi semmai dimostra che io sia un malfidato),visto che l’attrazione in lei è nata prima , nel momento in cui ci siam visti.Mi raccontò che con me si era sentita rilassata come da tempo non le capitava, non si era accorta del tempo che passava , cose così. Quindi,semmai sono vibrazioni , stato d’animo recettivi , sensazioni e non il mio “scappare” , che, tra l’altro è facile farà morire la cosa.

    Mg.

    Grazie . Ma ti consiglierei uno meno instabile emotivamente.

  • 114
    Golem -

    Si Luna, MG ha dato la versione giusta della vicenda: lei si è dovuta rassegnare, non convincere. Questa storia assomiglia peraltro alle tante altre che ho potuto leggere su questi forum, dove, in maniera più o meno controversa, il “ragazzaccio” così affascinante e misterioso si rivela il solito bluff come lo ha definito Dottor. Ma questo non basta a togliere il ricordo del medesimo. Leggo da tempo su LAD di donne che hanno sofferto pene dell’inferno per anni con questi soggetti, ma in qualche maniera insondabile sentono nostalgia di quei tempi, e francamente non me lo so spiegare, nonostante mi sforzi di essere lucido e obiettivo nel giudicare i moti dell’anima di chi mi interessa.
    Quando parlavo di “alternativa” sentimentale non voglio con questa collocarla in un piano inferiore rispetto alla prima, ma solo DIVERSA, e persino migliore di quest’ultima, come potrei dire nel mio caso. Ma una cosa e’ certa: un conto sono QUELLE emozioni, legate al desiderio di conquistare l’irraggiungibile sogno sentimental- erotico, un altro quello che nasce da un rapporto stabile e sereno. Sono due mondo diversi, dove, nel secondo, la mitizzazione non si verifica. È la stessa differenza che c’è tra un giro sulle montagne russe e quello sulla giostra coi cavallini. L’uomo che da’ stabilità si vede in tutta la sua banalità, ancorché amata se c’è sentimento. L’altro si ricorda per le emozioni e l’adrenalina di “certi” momenti. Realtà e sogno, mutande sporche e romanzo rosa, verità e finzione.
    Ecco perché sostenevo che la fantasia, così GIUSTAMENTE necessaria alla vita femminile, a volte attinge al pozzo sbagliato per dissetarsi, ma poiché quelle”bevute”, quando arrivavano, erano legate ad una “sete” feroce, vista “l’aridita’” che l’innamorata era costretta a subire, per le caratteristiche di “scarsità” della fonte dei suoi desideri le concedeva, assumevano l’aspetto di un ristoro sublime. Cosa che non accade col rubinetto di casa. Ecco perché si rimpiangono certi momenti, anche se quell’acqua era inquinata e le ha rovinato il fegato.
    Se si va a fondo delle questioni, queste appaiono più semplici di quello che sembra. Ma tenere conto dell’aspetto istintuale dei nostri comportamenti, diventa una chiave di lettura importante per aprire le porte nascoste del nostro io.

    Rossana, ti ringrazio per le tue considerazioni, che peraltro ricambio allo stesso modo, quando leggo le tue lucide argomentazioni. Un ciao a tutti.

  • 115
    Golem -

    No Kid, non ho mai pensato che tu appartenessi a quella perniciosa categoria, anche perché non saresti qui a dialogare e a porti delle domande. Ma comunque un aspetto del tuo carattere incuriosisce, per i noti motivi che intrigano le donne. D’altro canto MG lo ho confermato.
    Capisco, dalla lettura della tua parziale biografia, che certe filosofie di vita arrivano da lontano, ma questa non è una novità, quando pensi che all’interno di quei desideri femminili possano esservi aspetti che risalgono alle relazioni genitoriali. D’altra parte gli imprinting a cui rifarsi nascono da quelle prime esperienze, e un padre più o meno assente o una madre “particolare” può creare riedizioni adulte che appaiono singolari, piu’ che a chi le richiede soprattutto a chi ne osserva le curiose manifestazioni.
    Nel post precedente ho citato la differenza che esiste tra un marito e un “sogno intrigante”, e mi sento di immaginare che anche la nostra Maria Grazia, che apprezzo nella sua schiettezza, cambierebbe opinione sul personaggio se vivesse la quotidianità con l’intrigante del momento, SEMPRE A DISPOSIZIONE. E torniamo al fascino che nasce dalla fantasia.
    Cerchiamo tramite quello che conosciamo e quasi mai lo troviamo, proprio perché frutto di un desiderio idealizzato, e un padre amato che non ricambiava adeguatamente si può persino cercare o intravedere, da adolescenti, ma non solo, in un idiota che non ricambia la tua passione, ma che ti ricorda certi momenti antichi pieni di ingenue emozioni. Riproducendo una dipendenza affettiva che non verrà mai affrancata. Mai liberata.

  • 116
    Maria Grazia -

    @Kid “ti sbagli se pensi che io sia il bad boy che intriga . Io non vivo di tattiche volte a fare colpo ma in maniera coerente a ciò che sono e le carte le scopro subito . Potrei benissimo avere una famiglia , ma non sarà mai quella tradizionale nata nell’alveo della ipocrisia:La chiesa che diventa il background del film che fin da bambine sognavano . No, non esiste questa superficialità nel mio mondo .Non esiste questo protagonismo al femminile .Anche il rapporto non dovrà essere formalizzato , perché solo nella piena libertà di rimanere o di andare,immediatamente ed in qualsiasi momento, due persone ribadiscono la loro scelta di vita e soprattutto dell’altro .”

    io la penso esattamente come te.

    @golem
    ciao anche a te golem, e grazie per le tue argomentazioni lucide e obiettive 🙂

  • 117
    Kid -

    Golem

    Non sono un “natural born bastard” , questo è vero , ma lo sono mio malgrado. Alla fine al primo posto c’è me stesso , con tutti i suoi egoismi , chiusure sentimentali ma anche aperture mentali verso un nuovo modo di vivere e costruire la coppia. Forse assomiglia più ad un modello nordico .E’ anche vero che il più delle volte ho dovuto solo contare su me stesso e certo l’esperienza mi ha fatto capire che davvero non c’è un’etica nei sentimenti (anche parentali non solo nelle relazioni),o quanto meno non posso aspettarmela .Anche se avessi dei figli , li crescerei diversamente dal tipico modello italiano in cui la presenza genitoriale è , spesso , invadente . Un conoscente rinuncia a farsi un viaggio da 5 anni , per la nascita di due figli , perché dice che all’estero sarebbero ansiosi qualora necessitino di assistenza sanitaria. Per me è tutto sbagliato , anche un bambino molto piccolo te lo porti dietro a spalla come fanno all’estero . Se lo fanno loro possiamo farlo anche noi.Un’altra cosa : Spesso le donne che ho conosciuto , ribadivano che il nuovo nucleo familiare deve essere distaccato da quello originario quanto più possibile .Ora , giusto o sbagliato che sia (perché ognuno faccia come vuole), c’è un’altra considerazione da fare : ‘Sti mariti sempre tra l’incudine ed il martello , dato dalle “tensioni” tra la loro madre e la moglie . Basta , non se ne può più !Siamo proprio provinciali ed i problemi ce li vogliamo creare: Un uomo conteso tra due donne che poveraccio non sa più dove sbattere la testa . E andate d’accordo senza rompere i co...... a ‘sti poveri cristi che alla fine ci rimettono in salute! Quindi, da una parte , la compagna ti etichetta come “mammone” ma ,invece,di comportarsi da compagna e donna si comporta come tua madre(si allena forse?) :E fai così e fai colà ,e mettiti questo, ed io a cena con i tuoi non ci vengo , e tua madre ha detto una cosa che non mi è piaciuta!E vaffanculo , sempre a fare le questioni di stato per robe da asilo! Ad imbronciarsi e sentirsi messe in secondo piano! Ma uno c’ha a che fare con una compagna o con una che a volte gli fa da madre(che palle!) ed altre si comporta da bambina piccola(che strapalle!)? Semmai crescessero un pochino nella gestione di certi rapporti ed imparassero a stare al mondo , invece di spaccare i maroni! Dopo dice che uno è bastardo è tergiversa: E ti credo ,se questa è la prospettiva standard, ritorniamo a darci del lei che è meglio!

  • 118
    Maria Grazia -

    @kid
    hai perfettamente descritto mia cognata ! la signorina ( ormai “signora”…) ha preteso che mio fratello tagliasse tutti i suoi rapporti di amicizie giovanili e che si allontanasse da me, da mia madre e da mio padre. però i genitori di lei stanno sempre tra i piedi a decidere cosa devono o non devono fare. Io vorrei chiedere a mio fratello, e agli uomini come lui: perchè non vi ribellate ? perchè subite tutto questo ? perchè lasciate che una donna qualunque ( brutta e perdippiù scassapalle e bigotta ) irrompa prepotentemente nella vostra vita per scombussolarla e complicarla ! poi però la colpa è nostra, di noi donne libere dagli schemi borghesi e dalle inutili convenzioni, noi donne che VIVIAMO E LASCIAMO VIVERE ! e non queste vipere usurpatrici travestite da santarelline che vi trasformano in schiavi.. eh no !! ….

  • 119
    Golem -

    Sai Kid, anche la vita di coppia è un compromesso da accettare, forse il piu grande. Ma io ho avuto la straordinaria fortuna di incontrare la mia metà, al di la’ del famoso lato oscuro, che è un tassello di quel compromesso di cui accennavo. Ma francamente mi rendo conto che quel buco nero lo percepisce solo la mia parte maschile primordiale, il resto e’ solo positivo. Per questo ho anticipato che la mia lei è prima di tutto la mia migliore amica e forse anche… amico. Che sia quello il segreto? In realta’ credo davvero che la ricetta di una convivenza stia più nell’intesa intellettuale e nelle affinità, anzi mi correggo: SOLO in quello. Il sesso si accetta nelle sue variazioni di intensità solo con quelle premesse, come ho potuto constatare in precedenti esperienze, che si sono spente dopo l’attenuarsi della passione. Con questa donna ci starò sin che campo, sempre che lei sia d’accordo naturalmente, perché oltre a piacermi ancora come donna, e avere una capoccia cosi, mi diverto un mondo con lei. E divertirsi con la persona che ami e’ molto vicino ad essere felici. Che posso volere di più?

    P.S. Le figlie hanno viaggiato con noi già ad un mese, e, a due anni, in viaggi transcontinentali. le paure sono più di certi genitori che non dei bambini.
    Buon finse. Ciao

  • 120
    Aton -

    Chapeau, Kid. Io – che per inciso sono un “natural born bastard” mai pentito di essere tale – dichiaro pubblicamente di avere apprezzato quanto riportato al n. 117. Soprattutto la questione formale del darsi del lei (o anche del voi). Va assolutamente recuperata. Bravo, un faro di luce nella torbida sabbia in semisospensione del sito, sperando sia soluzione isotonica gradevolmente aniston.

  • 121
    Kid -

    Golem

    Sì, hai ragione . Tieni a conto quello che hai e ti auguro l’oblio:A Te oppure a Lei 😉

    Mg.

    Ribellarsi,a volte,ha un”costo”insostenibile.
    Evidentemente qualcuno , anche se non lo dice apertamente , è gratificato da quel senso di appartenenza oppure ha abbracciato la filosofia de ” Vizi privati , pubbliche virtù”: Cheaper & easier!

    Aton

    Un bel “Stepping back in time” dal punto di vista formale sarebbe tanto ridicolo quanto intelligente . Ma qualora si condivida che la forma sia anche sostanza ci sarebbe ben poco da ridere . Mercì!

  • 122
    Elvis -

    Golem e’ lei che dice di rimpiangerlo o tu sei convinto che sia cosi’? Ti reputi un uomo noioso? Sei cosi’ convinto che la persona con cui si ha una storia stabile sia considerata per forza noiosa, scontata, banale… Te lo ha detto lei? Anche a me sembra che se lei ha lasciato perdere abbia deciso. Poteva sbatterci le corna ancora.

  • 123
    Aton -

    @Kid
    Riveli astuzia. La forma È sostanza. E tu lo sai.

  • 124
    Golem -

    Elvis, non c’è bisogno di essere noiosi per essere scontati. Forse non mi sono spiegato. Credo sia una legge generale abbastanza comprensibile che ciò che si ha in abbondanza, ( e l’esempio del rubinetto mi sembrava chiaro) sia dato per acquisito, normale, automatico.
    Ma una storia coinvolgente, ma NON COMPLETATA, che quindi, tornando alla metafora del rubinetto non ha DISSETATO come si sperava, resta sempre registrata in quella forma, specie se non si è potuta completarla perché il sogno non si è reso reale e disponibile, dovendosi RASSEGNARE a questo, e non convincersi che era un bluff, come poi e stato dimostrato dai fatti. Non si accetta di aver voluto un bluff.
    Non mi è stato detto: l’ho scoperto da solo sulla base di certi indizi che percepivo, e da li’ mi sono posto delle domande sul fatto che nonostante un riuscito rapporto di coppia, non si ha mai l’esclusiva su tutto il panorama emotivo del proprio partner, collocandomi come alternativa, seppure amata, al “sogno”. Ma è una mia considerazione, non autorizzata, come certe biografie.
    Probabilmente la mia era una sciocca convinzione maschilista che mi autorizzava a ritenere di “bastare” a tutto, ma credo non sia possibile per nessuno coprire questa posizione al centopercento.
    L’ho già scritto Elvis, essere stati un desiderio non soddisfatto per una donna ( ma forse anche per un uomo) significa collocarsi su un piano diverso da chi ci si è assicurati con certezza, neppure migliore dell’altro, ma di un’ altra DIMENSIONE emotiva. Conquistare un VETTA è un successo che si assapora per qualche tempo, ma se non si è arrivati in CIMA, quella vetta ti resterà SEMPRE nei desideri non soddisfatti, e questa è un’EVIDENZA che capiscono tutti, anche se quella vetta era solo una collinetta.
    Poi, e l’ho detto, ho un rapporto delizioso, ma io sono l’uomo della realtà, l’altro e’ quello dei sogni e della fantasia, e in fondo anche del periodo spensierato della vita. E con la fantasia lo puoi immaginare e ricordare come vuoi, anche che non sporchi le famose mutande. I miti sono così: costruiti su misura e idealizzati per colmare la banale normalità della vita.
    Per la cronaca abbiamo lo stesso senso dell’umorismo e sono simpatico e spiritoso per sua stessa ammissione, come lo e’ lei, e questo ci legherà per sempre. Mi sembra più che sufficiente per sentirmi contento. Poi, sai, nelle storie d’amore un po’ di dubbio ci tiene sempre sul pezzo. Ma difficilmente si può essere sogno e realta’ in amore. Che dici?

  • 125
    rossana -

    Kid,
    “chi nella vita avrebbe dovuto amarmi, non parlo solo delle relazioni sentimentali, quindi agire consequenzialmente mi ha sempre “castrato” o “danneggiato”.

    questo spiega di te molte cose. il tuo percorso è di certo più accidentato della norma ma, a mio avviso, ne stai venendo fuori benissimo.

    Golem,
    “quelle”bevute”, quando arrivavano, erano legate ad una “sete” feroce,”

    azzardo:
    – non è che quella sete feroce potesse essere semplicemente sete di sogno e di favola, spesso riscontrabile nei primi approcci amorosi, ispirati da letture e film eccessivamente romantici?

    – o, anche, esasperato bisogno di un certo tipo d’amore, a lungo cercato nell’infanzia e mai saziato da genitori assenti o incapaci d’amare come sarebbe stato necessario per una crescita emotivamente appagante?

    da questi stadi base poi, se tutto va bene, si evolve nella ricerca di un amore più maturo, se si ha la fortuna d’incontrare sulla propria strada la persona giusta.

    in fondo, capita spesso che chi si unisce alla persona di cui è stato/a follemente innamorato/a in gioventù si ritrovi poi in un’unione stabile insoddisfacente. pochi sono in grado di passare impunemente dall’innamoramento all’amore. così come sembra vero che in ogni unione duratura permanga in entrambi i partner almeno un’aura del precedente innamoramento.

    le due cose restano spesso in antitesi, trattandosi di sentimenti molto diversi. si può amare, molto e bene, senza essere stati innamorati al punto di perdere la ragione. l’innamoramento ha soglie d’incantesimo diverse non solo da persona a persona ma anche nell’ambito della stessa persona quando a questa succede di provarlo più volte, cosa non certo frequente. temo che tua moglie non lo sia stata di te quanto tu lo sei stato, e quasi certamente ancora lo sei, di lei.

    avresti forse desiderato che s’innamorasse di te al punto tale da scordare l’altro, e questo sembra non essere avvenuto in lei, mentre è successo in te. scusa la mia crudezza nell’esprimere il mio pensiero, che magari nemmeno è quello giusto. in qualsiasi rapporto c’è sempre chi ama di più oppure meglio…

    in ultimo: “non si ha mai l’esclusiva su tutto il panorama emotivo del proprio partner”, così come non c’è NULLA di ASSOLUTAMENTE perfetto sotto la luce del sole!

  • 126
    Golem -

    Cara Rossana le tue analisi sono sempre lucide. È probabilmente vero quello che dici, ma questo mondo dei sentimenti femminili così caleidiscopico e intriso di fantasia e romanticismo, non è una prerogativa maschile. Lo dimostrano questi forum, dove il più semplice dei partecipanti si ferma a dire ” ma chi le capisce le donne”, mentre i più complicati arrivano ai punti che raggiungo io, senza trovare un perché si debba rincorrere e ricordare chi non ti ha voluto. Come ti ho detto, questi forum sono pieni di queste domande, seppure espresse in maniere diverse.
    A me non è mai capitato di volere e non avere, anzi, come ho ammesso in precedenti post, se non fosse stato per una certa avvenenza giovanile la mia “pigrizia” e refrattarietà a corteggiamenti infiniti mi avrebbe impedito qualunque rapporto. Ma semmai mi fosse capitato di perdere la testa per una donna che avesse dimostrato verso me solo un lieve interesse superficiale, più vicino all’opportunismo che all’affetto, come nel caso in questione, so come avrei reagito, e nel giro di pochi mesi, non anni, mai piu l’avrei ricordata, figurarsi a distanza di tempo.
    Ma ripeto, e’ solo una piccata invidia di natura istintuale, visto che di questa “natura” sono un convinto assertore, ma che mi infastidisce. Non ho motivi di lamentare assenze o disinteresse nei miei confronti, ma certo , non ho mosso né la fantasia né la passione di questa donna come e’ riuscito, suo malgrado, quel ” sogno non realizzato”. Forse l’avrei potuto fare anch’io se non avessi ricambiato adeguatamente dopo averla fatta innamorare, ma nessuno potrà mai accertarlo. Il cruccio è dare e ricevere, nel mio caso, contro dare e non ricevere niente nell’altro, ma continuare a dare. Insomma, vien da pensare che se non ricevi niente in cambio, neanche speranze, e continui a cercarlo, e’ difficile che ci sia qualcun altro che possa valere più di quell’individuo, nel cuore di che lo desidera. Ecco perché mi collocò nella posizione di piano B.
    Forse e’ una fisima di noi uomini, che richiamiamo dalla memoria ancestrale il desiderio che per la donna che amiamo vorremmo essere i primi ( e gli unici, possibilmente) mentre per una donna e’ il contrario, vorrebbe cioè, che per l’uomo che ama lei fosse l’ultima.
    Se è così, capisci come siamo distanti dal punto di vista degli istinti? Quindi bisogna convivere con queste eventuali verità, ed è questa la ” tolleranza
    ” che in una coppia e’ necessaria per convivere bene, e di cui accennavo a Kid
    Buon finse

  • 127
    rossana -

    Golem,
    mi è venuta in mente un’osservazione in più: forse l’innamoramento meno affidabile e più travolgente è proprio quello alimentato dai feromoni nella loro fase esplosiva dei 20 anni, che drogano l’individuo a beneficio della specie.

    meglio i successivi, più calmi ed emotivamente più calibrati. ti assicuro che sono enormemente più piacevoli, persino quando non sono condivisi…

  • 128
    Golem -

    Ne sono sicuro. Ma sai che la ” droga”, anche autoprodotta, non fa dimenticare mai il piacere che dava lo sballo. Si tende a dimenticare, invece, gli effetti successivi. Esattamente quello che è successo a lei: restano i pochi bei ricordi, e ha dimenticato i tanti e frequenti dolori.
    Se non fosse stata la storia più “emozionante” non credo avrebbe fatto questo consuntivo sentimentale così chiaramente parziale. Il punto è: ma qual’ è l’amore che vuole una donna? Quello pieno di adrenalina perché mai compiuto, o quello all’ossitocina quieto e rassicurante visto che entrambi non si potranno mai avere con lo stesso uomo?

  • 129
    Maria Grazia -

    “Si tende a dimenticare, invece, gli effetti successivi. Esattamente quello che è successo a lei: restano i pochi bei ricordi, e ha dimenticato i tanti e frequenti dolori.”

    golem scusa ma qui ti devo contraddire: non sempre accade questo. non so il caso di tua moglie ma io, del famoso uomo “distruttore” di cui ti ho parlato, ricordo sopratutto le cose brutte che mi ha fatto, il male sopportato per quei pochi momenti di “soddisfacimento della sete” che lui molto parsimoniosamente mi concedeva. Nel mio caso posso dire che tutti i bei ricordi sono stati oscurati e sporcati dal male che è venuto dopo, dalle umiliazioni, dalle continue fughe seguite dai ritorni, dalla rinnegazione del nostro rapporto che lui puntualmente poneva per “mettere le mani avanti”. in me non è rimasto il ricordo di un sogno mitizzato che non ho potuto concretizzare, ma solo il brutto ricordo di un uomo che mi ha ferito, per quanto quell’ esperienza mi abbia fatto crescere e prendere consapevolezza.

    “ma qual’ è l’amore che vuole una donna? Quello pieno di adrenalina perché mai compiuto, o quello all’ossitocina quieto e rassicurante visto che entrambi non si potranno mai avere con lo stesso uomo?”

    come sempre si dice anche in questo forum, credo che ognuno abbia una sua visione personale dell’ amore “ideale”. rossana preferisce amori “tranquilli” e rassicuranti, io magari preferisco amori più “imprevedibili”. ma in entrambi i casi penso ci sia una regola che non deve mai venire meno: IL RISPETTO RECIPROCO, cioè la comprensione delle esigenze dell’ altro, oltre che DELLE NOSTRE. e per rispettarsi a vicenda, io intendo dire INCONTRARSI A META’ STRADA nel caso in cui le volontà dell’ uno non coincidano perfettamente con le volontà dell’ altro.

  • 130
    Golem -

    Sai perché tu ricordi anche e soprattutto i dolori? Perché ho paura che non hai ancora trovato quel l’uomo che io sono per lei. Te lo dico con un certo orgoglio e senza presunzione, perché sono sicuro ( e me lo dice lei) che con me e’ cresciuta come donna almeno quanto io ho fatto come uomo con lei.
    Questo strano fenomeno, che certamente intuirai nel curiosi effetto lenitivo di quegli antichi dolori, ha fatto si’, secondo me, che al suo ormai stabile patrimonio affettivo, si sommasse anche quella passione unidirezionale ma intensa, privata delle delusioni, nella quale però erano presenti quelle componenti ” adrenalina” che il nostro rapporto non ha potuto fornire per la reciprocità del sentimento.
    Se, come credo, ciò fosse vero, dimostrerebbe che entrambe le condizioni sono richieste da una persona, una donna specialmente. Questo perché l’emozione dello stato di innamoramento, ancorché motivato dalla componente che è la giovinezza, e’ una necessità sempre presente in alcuni caratteri che hanno vissuto certi momenti, più con la fantasia del principe azzurro che con gli effetti che questo, eventuale, principe regalava. Il sogno deve far parte della propria vita, anche se non arriva da quello con cui la trascorri.
    Una lunga relazione, comunque gradevole, come ho già detto non può per ovvi motivi soddisfare questa condizione, pur dando quella sicurezza e tranquillità che è comunque richiesta dai due partner, nella quale si inseriscono elementi di ovvia routine, che con le emozioni che ho citato c’entra come i cavoli a merenda.
    Io qui ho letto di decine di donne, di tutte le eta’, che pur essendo state maltrattate e trascurate, e pur avendo una bella storia in corso rimpiangono l’ex in qualche modo, o ne serbano un bel ricordo. Mi sembra troppo frequente questo fenomeno, che mi pareva solo appartenente alla mia storia, per non ritenere che abbia un certo peso nelle relazioni. C’è chi non se ne accorge, perché le donne sanno dissimulare molto meglio degli uomini, e chi, quando lo scopre, si chiede cosa realmente si rappresenta per quella donna.
    Per quanto si ami e si cerchi di soddisfare la persona amata, ci si accorge, come ho già detto, che non si riescono a soddisfarne tutti i desideri. E questo non è un bisogno egoistico per far si di diventare insostituibile per quella persona, ma semmai il bisogno di darle tutto quello che serve per farla felice. Ma ti accorgi che non è possibile, perché per poterlo fare, paradossalmente… non dovresti amarla.

  • 131
    Maria Grazia -

    golem, a me fa solo piacere se con questa donna hai trovato un perfetto equilibrio, ma concordo con Kid nel dire che le relazioni tranquille e prevedibili, o reali come le chiami tu, siano molto pericolose per il partner che ama di più. e mi pare che sei tu, in questo caso. io ti posso dire che del famoso “distruttore” ricordo sopratutto le cose brutte, ma non perchè le storie che ho vissuto dopo non abbiano avuto nessun peso, o perchè io non ne abbia tratto cose soddisfacenti, ANZI ! ma perchè nessuno mi ha ferito e fatto del male quanto lui. poi certo avrei potuto scegliere – come fanno molte donne – di accasarmi con qualcuno allo scopo di “dimenticare”, ma non è nella mia natura. io penso che ognuno debba guarire da solo dalle ferite della propria anima, e che gli amori successivi debbano essere delle PASSIONI, non delle cure. fermo restando che, come dici tu, a un certo punto si desidera andare oltre la semplice fase di innamoramento per fare un progetto di vita insieme. ma non mi riterrò INCOMPIUTA se questo non accade, o se la storia che sto vivendo ora non si evolve a qualcosa di più rispetto a ciò che è ( un uomo e una donna adulti e consenzienti che condividono bei momenti assieme ). Secondo me gli uomini e le donne maltrattati in amore che continuano a inseguire o a enfatizzare il mito del “maltrattante”, senza riconoscere ( come ho fatto io ) che HANNO AMATO UN BLUFF, non hanno fatto nessun passo in avanti, e non è certo un successivo amore “terapeutico” che risolverà le loro problematiche sospese.

  • 132
    ele80 -

    .. E’ la tenerezza Che da piu paura.

  • 133
    Kid -

    Golem, purtroppo in questo caso la tua migliore amica non ti dirà mai tutto o tu penserai sempre che mancherà qualche tassello . E cosí , che se ne dica !

  • 134
    Maria Grazia -

    “.. E’ la tenerezza Che da piu paura.”

    è vero ele !

  • 135
    Luna -

    Golem, anch’io non vedo perche’ l’adrenalina, la passione, la complicita’chimica a piu’ livelli debbano essere prerogativa solo di storie incompiute e non reciproche. Anzi. Concordo con MG che ci sono persone che poi cercano “cure” (o lo hanno sempre fatto, anche quando prendevano il farmaco della dipendenza versione rifiuto) e stanno con chi ama loro e le conferma. E non e’ solo che hanno cercato una “pseudo cura” ma che se non si amano loro difficilmente stimeranno chi stima loro. Personalmente essendo una persona passionale, che vuol dire molte cose, non starei con una persona solo per ragioni ne’ terapeutiche ne’ di sola forma. Anzi, io sono della scuola di pensiero per cui gli incontri nella vita possono certamente farci crescere, stimolarci, insegnarci nuove cose anche di noi stessi e possono crearsi ottime sinergie ma non sono incontri in se’ con il Salvatore, il Medico, il Terapeuta, il Principe che per magia ti risolvera’ problemi, vuoti, insicurezze ecc. Quando dico passionale non vuol dire che adoro l’uomo che ti fa stare male, i piatti lanciati, il darsi calci nel culo o il dover strapparsi il duodeno stando su uno zerbino. Non intendo neanche che non si possa avere una forte chimica e passione anche per l’uomo con cui ti svegli ogni mattina e che per gli altri puo’ essere anche l’uomo piu’ normale o banale sulla faccia della terra. Ed e’ vero che di chi ti fa male, se non sei masochista o hai un’idea tutta tua (generico) che non e’ la mia, ti ricordi il negativo. E il positivo che c’e’ stato ma sporcato dal negativo. Oppure ricordi entrambi gli aspetti, ma non e” che il negativo diventa l’emblema della figata. O che se non.ci si prende a calci in culo che amore e’… Se una persona rimpiange l’ex o la ex burrascosa perche’ si e’ messa poi con qualcuno per cui non provava un vero trasporto, attrazione, amore non possiamo farci nulla. Poteva aspettare di incontrare un nuovo amore. Ma non tutti lo fanno. Ma se una persona non lo ha fatto non vuol dire che si ricorda di piu’ chi ha fatto male rispetto all’amore piu’ sano. E’ che poi non ci si e’ innamorati, presi altrettanto o di piu’ in quell’amore sano e costruttivo. Che poi in se’ ricordare non vuol dire rimpiangere. Sono due cose diverse. Golem, mi pare di capire che tu e la tua donna state insieme da tanto. Posso chiederti se questi pensieri sul suo passato li hai sempre avuti o sono emersi poi e per qualche motivo?

  • 136
    Luna -

    Quando ti dicevo che e’ lei che ha lasciato lui pensavo a questo, vediamo se riesco a spiegarmi… (e nel mio dire “le donne” non voglio dire tutte,perche’ ognuna sa per se’, anche se ho riscontrato cio’ anche in altre. Poi non so se vale anche per gli uomini): anche una donna non masochista puo’ stare con un uomo “problematico” fino a che il trasporto verso quell’uomo e’ molto forte e crede alla sua buona fede. Ma il punto e’ che in generale si sta con una persona quando la si guarda piu’ “col segno piu'” e la si lascia vedendola con piu’ “segni meno”. Con cio’ intendo dire che una donna puo’ anche stare con un uomo difficile, irrisolto e vederlo migliore di quello che e’ o essere legata a lui in una danza di dipendenza e tira e molla, immaginarlo come padre dei suoi figli anche se in quel momento prima dovrebbe andare a farsi cambiare il cervello e i modi di essere. Ma poi ad un certo punto quell’uomo puo’ iniziare a “scaderle” proprio per come effettivamente e’ e per le sensazioni di malessere che provoca. Lui e’ sempre lo stesso, le sue modalita’, il tipo di relazione che propone/impone, ma e’ lei che non ci sta piu’. E non e’ una questione di “resa”, ma e’ cio’ che sente. Capita. E quando capita non e’ questione di negare cio’ che e’ stato, si e’ provato, si e’ condiviso in quel modo. E’ questione che quello era il passato. Tra l’altro io men che meno penso a degli estremi opposti tra l’amore piu’ passionale e irrisolto e l’amore eterno porto sicuro. Anche fuori da logiche particolarmente “perverse” e laddove due persone si trovino e scelgano con amore e passione condividendo grandi affinita’ e costruttivita’ le relazioni sono dinamiche, un continuo divenire, anche chi alla fine magari sara’ stato insieme una vita avtebbe potuto o ha potuto conoscere crisi, aver rischiato di perdersi per strada. Non credo ad un senso di ‘scontata sicurezza’ anche laddove ci si svegli ogni mattina insieme. E non in senso pessimistico, ma nel senso che anche quando stavo, e bene, tanti anni con la persona che amavo e che non amavo di meno perche’ non mi faceva disperare, non pensavo ‘e’ scontato che siamo qui, giorno dopo giorno, lui per e con me e io per e con lui”. Dio p chi per lui voglia di no, ma sono molti i ‘presunti porti sicuri’ che vanno alla deriva.pee cui l’idea che una persona sia Porto Scontato rispetto al “gusto del patema” a mw sembra roba da imbecilli. Soffrire dove si sta bene e’ peggio di pensare che “brivido a xazzo e’ meglio”.

  • 137
    rossana -

    Golem,
    “Quello pieno di adrenalina perché mai compiuto, o quello all’ossitocina quieto e rassicurante visto che entrambi non si potranno mai avere con lo stesso uomo?”

    l’uno o l’altro a seconda dei temperamenti, se questi sono ben definiti (parlo sempre di persone da ritenersi sufficientemente mature). oppure entrambi, se in sequenza temporale di crescita o in persone che non sono dotate dalla natura di caratteri “scolpiti” a tutto tondo.

    a causa dei condizionamenti culturali, sono ancora molte le persone che si sposano o s’imbarcano in relazioni che vorrebbero stabili e che sono di fatto incapaci di restare in coppia o di mettere su famiglia.

    tanto per far un esempio che dia subito l’idea di quanto intendo esprimere, Rita Levi Montalcini, Massimo Cacciari, oppure parecchi artisti (categoria spesso avulsa da condizionamenti sociali) sanno perfettamente di essere instabili emotivamente, i secondi, oppure non sufficientemente motivati ad una vita di coppia i primi due. ma quante persone normali hanno coscienza di essere inadatte alla fedeltà e alla persistenza richieste da un’unione seria?

    così sono anche in gran numero i soggetti che in realtà non sono nè carne nè pesce in questo contesto e vivono le esperienze che capitano sul loro percorso a seconda di come la sorte o il partner le prospettano loro, adattandosi alle circostanze e ai loro mutamenti interiori. il bianco e nero nei caratteri e nella conoscenza di sè è raro mentre molto più frequente è il grigio, senza che questo sia da considerarsi negativamente.

    è ovvio che ogni incontro è diverso e fa vibrare corde diverse, modulate sull’età e sulla maturità della persona in questione nel momento in cui vive l’amore.

    il maggior inconveniente che puoi lamentare è il fatto che la tua signora non abbia potuto vivere (e consumare) quel suo primo amore, che è quindi rimasto per lei in un’area di sogno. secondo me, la differenza non sta tanto nell’intensità quanto nella conoscenza approfondita di una persona rispetto a come si era immaginata quell’altra.

    come nel caso di misurarsi con il rapporto che un vedovo o una vedova ricorda con il partner defunto, non c’è modo di scalfire l’idealizzazione che si può avere del passato. comprendo, però, come sempre ho compreso, il tarlo che ti è rimasto e che non avresti avuto se non ti fosse successo di scoprire parti di vita intime di tua moglie, che non avresti mai dovuto conoscere.

    di più e di meglio non saprei dire…

  • 138
    rossana -

    Maria Grazia,
    per favore, non classificare chi non conosci. NON preferisco affatto, nè ho mai preferito, “amori “tranquilli” e rassicuranti”. anzi, oserei dire proprio il contrario…

    scusa se mi permetto di contraddirti di nuovo, senza pretesa di essere nel vero. secondo me, un successivo amore può essere perfettamente “terapeutico”, e risolvere buona parte dei propri atavici problemi affettivi. niente guarisce più dell’amore.

    Golem,
    “bisogno di darle tutto quello che serve per farla felice. Ma ti accorgi che non è possibile, perché per poterlo fare, paradossalmente… non dovresti amarla.”

    come ben sai anche tu, nessuno è mai in grado di dare a un altro essere TUTTO quanto questi desidera. dobbiamo tutti adattarci a realtà più o meno incomplete, che presentano carenze più o meno importanti, come quella che travaglia te.

    inoltre, non credo che in passato, essendo rifiutata, tua moglie abbia potuto essere felice. si soffre in un rifiuto: c’è chi è capace di voltargli subito le spalle e chi, invece, come nel caso della donna che continua a mandare sms indesiderati a Kid, non si rassegna facilmente, forse perchè intuisce in quell’uomo qualcosa di particolarmente importante per lei, che magari è importante oggi e potrebbe non esserlo più domani. non parlerei di felicità ma di tendenza a una felicità intuita, a torto o a ragione.

    per quanto mi riguarda di persona, non essendo forse mai stata veramente innamorata del mio ex marito, che TANTO dolore mi ha procurato, quando ho incontrato quello che poi è diventato il mio amante, di cui sono stata innamorata, ho dimenticato TUTTO, sia il bene che il male, ricevuto in precedenza. vero rimane che quando rarissimamente ricordo qualcosa della vita trascorsa con il padre di mio figlio tendo a soffermarmi maggiormente sui pochi momenti belli, che però accantono subito, come se restassero “sporcati” dalla sofferenza con cui sono stati conditi.

  • 139
    Maria Grazia -

    “Dio p chi per lui voglia di no, ma sono molti i ‘presunti porti sicuri’ che vanno alla deriva.pee cui l’idea che una persona sia Porto Scontato rispetto al “gusto del patema” a mw sembra roba da imbecilli. Soffrire dove si sta bene e’ peggio di pensare che “brivido a xazzo e’ meglio”.”

    il punto Luna è questo: che se una persona SOFFRE in un rapporto ( anche il cosiddetto “rapporto sicuro” ) VUOL DIRE CHE EVIDENTEMENTE BENE NON STA ! che in quel rapporto manca una qualche componente passionale ed emotiva che lo renda saldo. E il più delle volte tale componente si sviluppa solo se si è FATICATO per conquistare una data persona ( uomo o donna che sia ). Non chiedetemi se questo è giusto o sbagliato, perchè non lo so. Non chiedetemi se è da masochisti, perchè non lo so… io so solo che è così, la mia lunga esperienza nelle storie sentimentali mi ha sempre riconfermato questa “logica” e ormai ho smesso di cercare di oppormi a quelle che ANCHE SECONDO ME sono delle insensate leggi della natura. Tu hai perfettamente ragione nel dire che le persone che dovrebbero attrarci di più sono solo quelle che ci fanno del bene, ma come hai ammesso anche tu negli ultimi due post, la realtà è ben diversa. E capire a fondo certe dinamiche, anche magari discutendone in questo forum, ci aiuterà forse a soffrire meno se ci troviamo a vivere certi rapporti. Per il resto sono d’ accordissimo con te: NON ESISTONO STORIE SICURE IN SENSO ASSOLUTO, pensare che una persona non ci lascierà mai solo perchè oggi è perdutamente innamorata di noi è da idioti. Ecco perchè non credo e non crederò mai nel matrimonio come “contratto”. E concordo con te anche nel fatto che ricordare una persona che ci ha fatto del male NON SIGNIFICA RIMPIANGERLA.

  • 140
    Golem -

    Ciao a tutti. Vorrei che fosse chiaro che per quanto riguarda il caso di cui ho parlato, non sto pensando che il problema sia SUO, ma MIO. E mi spiego.
    Sono certo del suo amore, me ho avuto più di una dimostrazione, e sono certo anche che quella storia non ha lasciato strascichi particolari, altrimenti si sarebbero manifestati come sosteneva Elvis: continuando nella disperata ricerca di averlo. Il problema nasce dal tipo di AMORE che si mostra. Spesso crediamo di amare ma stiamo solo rappresentando, nell’oggetto di quel l’amore, un ideale narcisistico che soddisfi solo noi stessi. Cerchiamo cioè chi ci faccia star bene colmando quei bisogni che sentiamo impellenti. È un PRENDERE non un DARE.
    Evidentemente quelle sensazioni che un altro può aver dato, per i motivi contingenti che ho spiegato, legati alla “indisponibilità”, sono una dotazione che a me manca per motivi opposti, pertanto è un ragionamento di natura quantitativa, più vicina ad una gara ad essere il migliore che non alla specialità del rapporto. In questo senso, questa carenza che io percepisco, appartiene al lato egoistico dell’amore, quel l’amore narcisistico di cui parlavo, atto a soddisfare la propria autostima più che dimostrare l’aspetto della DONAZIONE, che il sentimento non egoistico di prima non prevede.
    Quando si vuole “garantirsi” l’altra persona, volendosi ritenere indispensabili a questa attraverso le manifestazioni che ho spiegato, la si sta privando della libertà che nel vero amore invece è sempre presente.
    In questo
    Nel caso vissuto prima di me, lei stessa si stava comportando in quel modo, stava cioè riproducendo su quel’uomo l’immagine di un ideale che le doveva ” servire” a colmare quei bisogni che ho definito narcisistici, e che se li avesse colmati, prima o poi avrebbero fatto emergere la vera identità del soggetto, con risultati quasi certamente spiazzanti, sotto il profilo sentimentale. Allora sarebbe bastato un gesto, un calzino di colore sbagliato o un qualunque comportamenti non gradito, che il castello di illusioni sarebbe crollato. Questo e un fenomeno molto frequente negli innamoramenti di quel genere, ma che spesso resta anche nelle convivenze più lunghe, se non si scopre la differenza tra il volere la donna o l’uomo che “ci serve” rispetto a quelli che amiamo per quelli che sono, passato compreso.
    Quindi io mi rendo conto che quella mia ricerca ha solo lo scopo di colmare quella mia parte narcisistica che ho ritenuto offesa dal vissuto…

  • 141
    Golem -

    … precedente di lei, e che solo quell’orgoglio non compatibile col vero amore sente come importante, ma non lo è evidentemente, se non in quanto facente parte di un percorso che l’ha portata a me.
    Ho scritto questo perché temo che molte ottime persone che scrivono su questi forum, forse in buona fede sentono offeso quel lato narcisistico di cui accennavo non essendo potuti arrivare, per circostanze incontri e esperienze infelici, anche durante l’infanzia, a porsi nella condizione di essere liberi e mantenere libero l’oggetto del loro “amore”. In definitiva il desiderio di possesso che si manifesta nel far si che LUI o LEI ami, produce proprio l’effetto contrario. L’amore e’ una scelta libera che si fa continuamente e non si può che sperare che continui a vivere nell’oggetto del nostro amore. Nessuno si può costringere ad amarci o ad amare, neanche e soprattutto umiliandosi pur di averlo. Quel miracolo arriva e basta, e come arriva può andarsene. Ma è lui a decidere tutto, noi possiamo solo sperare che ci scelga.

  • 142
    Andrea -

    Purtroppo ho poco tempo per seguire il sito.
    Comunque rispondo al commento 85 di MG.
    “la parità è una cosa, LA CAVALLERIA un’ altra. e quella, ragazzi, non passerà mai di moda. mi spiace !”
    Secondo me in una coppia che si dichiara paritaria ed emancipata, in cui entrambi i soggetti sono autonomi, non devono esistere concetti del genere. Perchè nasconde in realtà una forma di sottomissione femminile nei confronti del maschile. Oppure se esistono i cavalieri, con i modi cavallereschi (aprire lo sportello, pagare la cena e tutto il resto..) devono esistere anche le dame. Per il cui il cavaliere accompagna la dama a casa dopo la cena, ma la dama deve comportarsi quindi come tale, stare a casa in attesa del cavaliere, niente uscite con le amiche o flirtate con altri, niente passato/presente sessualmente “effervescente”. La dama inoltre deve mostrarsi volta all’accudimento di lui e della casa, mentre lui è in diritto di poter avere una vita sociale attiva. Ti piace ancora come descrizione? Perché ne avevi dimenticato un pezzo..
    Ovviamente ciò che ho scritto serve a mettere in risalto le incongruenze di una certa tipologia di pensiero, che vorrebbe avere tutti gli onori e nessun onere.
    In realtà tale preconcetto, esiste anche in noi uomini. Riporto due righe di Golem.
    “Forse e’ una fisima di noi uomini, che richiamiamo dalla memoria ancestrale il desiderio che per la donna che amiamo vorremmo essere i primi ( e gli unici, possibilmente) mentre per una donna e’ il contrario, vorrebbe cioè, che per l’uomo che ama lei fosse l’ultima.”
    Esatto. Anche questo è un controsenso, ed è lo stesso concetto in chiave maschile di quello espresso da MG. Sembra dire “le dame non passeranno mai di moda, mi spiace! “
    Spesso anche io mi sono ritrovato immerso in questo dualismo. Da un lato razionalmente pensare ad una donna emancipata con alle spalle il proprio vissuto, dall’altro intimamente ambire a qualcosa di prezioso, qualcosa per pochi. E’ per questo che le donne che si “svendono”, sempre ancestralmente parlando, perdono quel fascino. Penso che questi sentimenti inconsci, siano molto più frequenti di quanto immaginiamo e agiscano anche su noi uomini. Come una donna sente una forte attrazione per lo stronzo, per ciò che sembra avere di prezioso (spesso a torto), un uomo ricerca nella donna qualcosa di unico. Forse alla base di tanta discordanza sentimentale c’è anche questo.>>>

  • 143
    Andrea -

    >>> Detto in modo cinico, perché dovrei mettermi in casa una donna che magari intimamente ancora venera uno di quei bambocci arroganti, con il culto del fisico e dall’apparire? In quel senso in molti uomini manca l’attrazione mentale verso molte donne anche belle o sexy. Non si tratta quindi di paura delle donne indipendenti, quanto piuttosto la ricerca di altro.
    Comunque sia, dal mio punto di vista, improntare la propria vita alla ricerca della passione, porterà all’innamoramento ma non all’amore. C’è poco da fare e ognuno è libero di prendere la propria strada conscio del fatto che tutto non si può avere.

  • 144
    Maria Grazia -

    “Maria Grazia,
    per favore, non classificare chi non conosci. NON preferisco affatto, nè ho mai preferito, “amori “tranquilli” e rassicuranti”. anzi, oserei dire proprio il contrario…”

    scusa ma da quello che scrivi sembra proprio il contrario. inoltre sei stata TU PER PRIMA A CLASSIFICARE, prima definendo immature le persone che vivono amori che secondo la tua visuale sono INCOMPIUTI e non comprensibili, e poi dicendo che io voglio avere sempre ragione solo perchè sostengo le mie opinioni.

    “scusa se mi permetto di contraddirti di nuovo, senza pretesa di essere nel vero. secondo me, un successivo amore può essere perfettamente “terapeutico”, e risolvere buona parte dei propri atavici problemi affettivi. niente guarisce più dell’amore.”

    non hai assolutamente capito quello che volevo dire. pazienza !

  • 145
    rossana -

    Maria Grazia,
    mi sembra ormai appurato che qui la sola che ha facoltà d’intendere sei tu! in tutti i sensi e in tutti i contesti.

    ripeto un’ultima volta il mio pensiero in sistesi:
    – ho definito, e continuo a ritenere, immature le persone che agiscono con tattiche nella fase del corteggiamento.

    – mi considero libera di pensarla come sopra, così come tu sei libera, quanto me, di considerare in modo diverso le persone che amano seguire tale atteggiamento.

    tutto il resto sul tema, o derivante da esso, è per me superfluo e/o privo d’interesse.

    per favore, dedicati ad altro e smettila di battermi in testa.
    buon proseguimento!

  • 146
    Maria Grazia -

    “Secondo me in una coppia che si dichiara paritaria ed emancipata, in cui entrambi i soggetti sono autonomi, non devono esistere concetti del genere. Perchè nasconde in realtà una forma di sottomissione femminile nei confronti del maschile. Oppure se esistono i cavalieri, con i modi cavallereschi (aprire lo sportello, pagare la cena e tutto il resto..) devono esistere anche le dame. Per il cui il cavaliere accompagna la dama a casa dopo la cena, ma la dama deve comportarsi quindi come tale, stare a casa in attesa del cavaliere, niente uscite con le amiche o flirtate con altri, niente passato/presente sessualmente “effervescente”. La dama inoltre deve mostrarsi volta all’accudimento di lui e della casa, mentre lui è in diritto di poter avere una vita sociale attiva.”

    Andrea, presumo che tu sia abbastanza intelligente per capire che hai scritto delle palesi e plateali idiozie !!! cosa centra la gentilezza maschile verso una donna con la SOTTOMISSIONE FEMMINILE ?….

    “Sembra dire “le dame non passeranno mai di moda, mi spiace! “

    Andrea, essere una dama non significa essere una donna sottomessa, come affermi tu ! una donna emancipata che vive liberamente le sue esperienze, può benissimo essere anche una gentildonna dai modi aggraziati. anzi di solito sono proprio le donne sessualmente libere e professionalmente affermate ad avere dei modi eleganti e femminili. questa non è una regola assoluta, ovviamente. ma di solito è così !

    “Spesso anche io mi sono ritrovato immerso in questo dualismo. Da un lato razionalmente pensare ad una donna emancipata con alle spalle il proprio vissuto, dall’altro intimamente ambire a qualcosa di prezioso, qualcosa per pochi”

    per favore spiegami perchè anche una donna emancipata non potrebbe essere PREZIOSA per qualche uomo, perchè non ci arrivo ! …..

    “Forse alla base di tanta discordanza sentimentale c’è anche questo.”

    togli pure il forse !

  • 147
    Maria Grazia -

    “perché dovrei mettermi in casa una donna che magari intimamente ancora venera uno di quei bambocci arroganti, con il culto del fisico e dall’apparire? In quel senso in molti uomini manca l’attrazione mentale verso molte donne anche belle o sexy. Non si tratta quindi di paura delle donne indipendenti, quanto piuttosto la ricerca di altro.”

    ma chi ha detto che le donne indipendenti ed emancipate debbano essere necessariamente delle bellone superficiali ??? mah ! …

    “Comunque sia, dal mio punto di vista, improntare la propria vita alla ricerca della passione, porterà all’innamoramento ma non all’amore. C’è poco da fare e ognuno è libero di prendere la propria strada conscio del fatto che tutto non si può avere.”

    diciamo che la vita NON ANDREBBE MAI IMPRONTATA, MA VISSUTA ! secondo me è sbagliato partire dal presupposto di cercare solo le grandi passioni che colpiscono subito, ma è altrettanto sbagliato pensare che il vero amore debba seguire per forza schemi precostituiti, del tipo: IO SONO IL MASCHIONE CACCIATORE, MI TROVERO’ LA RAGAZZA CASTA E PURA, LEI DOVRA’ ASPETTARE A DARMELA E NON DOVRA’ AVERE UN ATTEGGIAMENTO TROPPO FRIZZANTE, ALTRIMENTI NON E’ UNA DONNA PREZIOSA… le impostazioni mentali alla fine sono solo le prigioni interiori che ci impediscono di vedere le cose nella loro vera essenza, e di apprezzare le esperienze della nostra vita per quello che ci danno, non per quello che SECONDO NOI DOVREBBERO DARCI.

    @rossana
    io sto solo rispondendo a quello che tu mi scrivi. sarò io a decidere se dedicarmi ad altro, e non certo tu !
    se la mia persona ti irrita tanto sei liberissima di ignorarmi, ma non puoi pretendere di rinnegare ciò che hai scritto. O che quello che scrivi debba essere inteso in un’ altra maniera. quelle che per te sono “tattiche”, per qualcun altro costituiscono il suo naturale comportamento. tu non concepisci di innamorarti di persone sfuggenti e latitanti ? ok ! buon per te ! ma non significa che chi si innamora di queste persone è un immaturo/a che bada ancora alle tattiche oppure che è una persona con grosse problematiche. Spero di essere finalmente riuscita a spiegarmi ! ….

  • 148
    rossana -

    Maria Grazia,
    “liberissima di ignorarmi” – ecco: farò proprio così! avrei dovuto già farlo da un paio di giorni ma non è mai troppo tardi!!!

  • 149
    Luna -

    Golem, voglio rileggerti con piu’ calma e meno stanca, ma in effetti ho sempre pensato che il problema fosse piu’ tuo che suo. E mi sono anche chiesta se lavorare su questo tuo problema, nei confronti del suo vissuto (essendo piuttosto un problema che TU vivi in relazione con la questione), piuttosto che analizzare lei (e lui) non ti allegerirebbe di molto. Penso comunque che la tua testimonianza, dal tuo punto di vista, sia interessante. Sai perche’ anche? Non dico sia il tuo caso, ma a volte si parla troppo o con leggerezza o poca chiarezza del proprio passato proprio perche’ lo si considera semplicemente aneddotico o integrato. In realta’ pero’ nessuno ci legge dentro al punto da sapere la collocazione emotiva e di senso che diamo ai nostri trascorsi e ricordi e quindi, involontariamente, possiamo dire o non dire qualcosa che colpisce il narcisismo o le insicurezze ecc altrui. Non e’ una cosa che possiamo controllare e vi sono anche insicurezze patologiche o semplicemente personali. Trovo pero’ che per quanto il passato dovrebbe stare nel proprio tempo e una relazione sarebbe piacevole non ne fosse appesantita, possa valere la pena di spendere un tot di tempo, ove necessario, per evitare o chiarire malintesi, comprendere la reale collocazione del passato rispetto al presente e quindi chiudere il file. / MG forse siamo semplicemente diverse e del resto nessuno e’ uguale. Io non vedo proprio la passione o il forte peso “emotivo” connessi alla “fatica della conquista”..innanzitutto credo che non sia tanto la questione di chi ci chiama 10 volte o e’ stitico nel chiamare ma di chi lo fa, ribaltando la questione. Se nutro un certo interesse per una persona, anche un interesse embrionale che sia, mi fa piu” piacere e piu’ emozione che a chiamare sia quella persona. Mentre un sms che non arriva ecc mi crea piu’ :/ ma non perche’ cio’ mi intrippa di piu’, ma perche’ quella persona mi interessa di piu”. Mentre posso dare meno importanza o cmq su un altro livello ai sms o chiamate di chi e’ un amico, un conoscente, piu’ “figo” o meno che sia o provare anche un senso di invasione se una persona esagera a imporsi…

  • 150
    Luna -

    In modo realmente invadente. Il modo in cui uno si pone conta,certo, ma non e’ solo legato all’essere/non essere. Nei primi e seguenti contatti con una persona sveli e l’altra persona, e non solo volontariamente, delle cose di se’. A me una persona in generale inaffidabile, maleducata o leccaculosa non piace, lo sfuggente/stronzo non solo non mi attira di piu’, ma mi da’ sensazioni semplicemente sgradevoli. Mentre se uno e’ semplicemente indipendente in senso sano e risponde anche ore dopo con educazione (che abbia un interesse o no) mi da’ una migliore sensazione. Perche’ io per prima tra mille cose posso dover segnarmi sull’agenda anche banalita’ o cose da fare legate a qualcuno a cui tengo o non poter chiamare/rispondere, ma una certa base di affidabilita’ (generica) e di rispetto e considerazione per l’altra persona per me e’ naturale e la trovo importante. Dunque un certo tipo di narcisismo egocentrico non mi piace. Mentre, piu’ di mille manfrine, mi colpisce semmai un reale atto di gentilezza. Che sia ricordarsi di darmi un’informazione che ho chiesto. Inoltre non ho una visione della passione uguale fatica. Tutte le mie relazioni molto chimiche o comunque importanti sono iniziate con non una fuga di uno o dell’altra, ma con una reciprocita’. Che non vuol dire zerbinaggio o mandare rose rosse, ma semplicemente che due che si piacciono creano le occasioni per avere altri contatti o si comportano ‘con un certo riscontro’ quando si incontrano. E non la vedo una questione di tattiche o ipocrisia o di essere virginali il fatto che quando qualcuno ti interessa magari non glielo dici in faccia dopo 3 minuti, ma comunque in altro modo (e nell’annusarsi a vicenda) lo stai comunque dimostrando. Io non sono una che insegue, ma neanche fuggo di fronte a chi mi interessa. Quindi mi e’ probabilmente molto piu’ compatibile chi e’ spontaneamente diretto in tal senso. Anche in quell’annusarsi. Nell’avvicinamento. E non e’ questione di tattiche, il fatto che una persona anche mediamente sicura di se’ sia un po’ piu’ “in crisi”, si chieda “gli interesso o no/meglio chiamare o no” quando ha davanti chi e’ in qualche modo speciale non e’ tattica. E’ che la posta emotiva e’ diversa. Tuttavia la passione e la chimica emotiva anche molto forte l’ho sempre vissuta come andarsi reciprocamente verso e un piacere in questo. La convergenza dell’energia anche chimica in senso piu’ ampio io la sento (e non con dipendenza) molto piu’…

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