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Uno sfogo di dolore

Non sono mai riuscito a camminare del tutto con le mie gambe. Come vorrei. Già da quando ero ragazzino ricordo che il mio sogno ricorrente era una sensazione di gambe pesanti, che non mi faceva mai camminare liberamente. Nel sogno mi chiedevo persino perchè non riuscissi a correre come facevo di solito. Nella realtà è quella sensazione che ti prende quando hai quei formicolii fastidiosi che rendono deboli le gambe. Ecco la sensazione era proprio quella. A volte sognavo che mi sparavano alla gambe. Niente sangue ovviamente. Solo impossibilità di camminare. Dopo 3 decenni quei sogni sono diventati pian piano paure prendendo consapevolezza di essi. E quindi vivo una vita non mia. Tempo fa vidi una foto di quando ero ragazzino. Avevo un sorriso splendido. Avevo una freschezza negli occhi ed uno sguardo roseo vivo. C’era la vita nei miei occhi. 

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4 commenti a

Uno sfogo di dolore

  1. 1
    Benedetta -

    Cosa ti è successo?

  2. 2
    Rossella -

    Il tuo sogno è molto nobile. Sai, alla fine sono proprio le rinunce quotidiane ad darci la certezza che stiamo andando avanti con le nostre gambe. Il sacrificio ha un valore. Non sono stenti. Purtroppo si sta perdendo il senso del sacrificio. Più che il senso, direi il valore. Imparare a sacrificarsi nelle piccole cose significa trovare la forza per fare rinunce grandi con la pace nel cuore. Quando si fanno rinunce, o cambiamenti, importanti si ha come la sensazione di essere in difetto. Bisogna aspettare più che ponderare bene il passo. Dopo aver acquisito tutti gli elementi puoi prendere quella che in coscienza ti sembra la decisione più giusta. E spesso la decisione più giusta non è la più saggia. Saggio è il compromesso. Compromesso con la tradizione. Compromesso con il mondo. Invece io ti posso dire che nel mondo sempre troverò qualcuno da amare con i suoi pregi e i suoi difetti, le sue gioie e i suoi dolori, i suoi vizi e le sue virtù, le sue colpe e le sue pene. Sempre. Ma quando mi presentano una moltitudine di gente che da corpo ad un principio, capirai bene, che non ho la possibilità di legarmi a tutti… l’unione dipende anche dal rispetto per le regole. I tuoi scrupoli ti faranno venire avanti e nel momento in cui ti rendi visibile nasce in me un’emozione che mi porta a credere in quello che rappresenti e a vestirti con il mio amore. Ma tu ci hai pensato mai a vestirmi? Hai lavorato affinché mi potessero visitare, mi potessero invitare a bere e a mangiare?

  3. 3
    Rossella -

    PS Non mi aspetto questo dalle persone che mi sono entrate nel cuore perché non manco di nulla. Qui si parla di principi e di valori che stanno alla base del vivere civile. La dignità vale più delle pubbliche relazioni… non siamo faccende da sbrigare. Ti chiedo scusa se mi sono dilungata.
    In bocca al lupo!

  4. 4
    Yog -

    la domanda di Benedetta chiede risposta: hai la SLA? Sei paralitico? Oppure hai corso i 10.000 dopo un anno di fermo? Se non ti spieghi, difficile darti opinioni.

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