Salta i links e vai al contenuto

Un pene piccolo fa godere lo stesso?

di ciabattina

Riferimento alla lettera: Bè tanto x incominciare son sempre stata una che diceva che la lunghezza e grossezza di un pene non contasse niente, fino a quando non ho trovato il mio ragazzo che non raggiunge i 10 cm. All’inizio quando sono asciutta anche se è un pene piccolo mi fa piacere perché...
Leggi tutto il testo a pagina 1

Data di pubblicazione: 8 Gennaio 2006

L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore ciabattina.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Sesso

18.809 commenti

  • 11201
    fantasma -

    Priamo,
    Decenni fa ho avuto la possibilità di vivere in una nazione dove la popolazione era in gran parte di religione protestante;
    queste popolazioni,è noto,sono molto permissive in fatto di sesso a differenza di quelle ad estrazione cattolica.
    Le amicizie sfociavano durante i quotidiani festini,intesi come semplice incontri e passatempo,in frequenti rapporti sessuali elargiti con generosità e naturalezza senza la necessità di “impegnarsi” sentimentalmente né vestire il ruolo di geisha.
    Erano la manifestazione di amori con la a minuscola ,notoriamente molto più sinceri di quelli con la A maiuscola che spesso sottendono finalità egoistiche.
    In quei pochi anni ho potuto fare esperienze sessuali,belle e brutte che in Italia non mi sogno nemmeno di immaginare; eppure ho lo stesso pene(e la stessa psicologia)che avevo allora.
    Ne deduco che la varialbile è da cercarsi nella disponibilità generosa delle donne a godere e far godere come avviene nelle persone che non hanno inibizione di alcuna sorta.
    Tuttavia,accettando il fatto che questa mia teoria possa essere completamente errata, non mi sembra che essa possa causare un chissà quale disastro qualora non dovesse funzionare come metodo terapeutico per variare in positivo l’impostazione della propria psiche verso la realtà e verso il problema in oggetto.
    Rimango dunque perplesso dinanzi a forti resistenze da parte di tantissime persone che esaltando la presunta modernità dei tempi d’oggi allo stesso tempo razzolano in un modo pressoché oscurantistico verso il sesso e tutte le sue implicazioni psicologiche.

  • 11202
    fantasma -

    Vicentina,
    E chi ha parlato di ragazzette?
    E’ lecito il non essere d’accordo, non ti preoccupare.
    Diagnosi non ne ho fatte, forse ho ipotizzato l’insorgenza di un disturbo paranoide legato alla ferita narcisistica che si riceve quando si viene umiliati? Allora si, è possibile l’emergere di un distubo tale,ma diagnosi a vanvera non ne faccio,posso solo ipotizzarle.
    Mi fa molto piacere che non esistono solo vagine con le gambe,infatti io vado assai matto per la testa 🙂

  • 11203
    Priamo -

    Fantasma, è abbastanza evidente che la piacevole esperienza di cui parli, diventi un riferimento cui rifarsi in casi di insoddisfazione erotico sentimentale come quella che, mi pare, tu stia vivendo. Ma probabilmente eri più giovane, tu quanto quelle liberate ragazze di cui fai cenno.
    Anche in Italia negli anni successivi alla cosiddetta liberazione sessuale la facilità degli incontri era una nuova quanto gradita novità. La pillola anticoncezionale fece cambiare moltissime abitudini sessuali, a favore di una libertà femminile che veniva osteggiata o favorita dalla parte maschile a seconda che la ragazza in questione fosse la futura madre dei propri figli o un passatempo, a dimostrazione che era ( ed è) lontana la vera parità dei sessi, in particolare in Italia.
    Tu spesso hai sottolineato di aver avuto la sensazione che, a un certo punto, le dimensioni del pene abbiano condizionato certi rapporti, ma per quelle che sono state le mie esperienze posso ribadire che tranne che in un’occasione, nessuna delle donne che ho conosciuto e frequentato ha mai fatto riferimento a questo particolare come desiderio in astratto, quanto piuttosto a quello che paventa Vicentina in più occasioni.
    Possiamo ipotizzare però che, così come ha condizionato molto maschi, la diffusione della pornografia e dei riferimenti visivi che trasmette ha inciso anche sui desideri erotici di alcune donne, che sentendosi liberate da qualunque dipendenza morale e economica dal sesso maschile, alla fine tende a comportarsi come questi ultimi, accontentandosi anche di rapporti ” fast food e di Big Mac”, almeno fintanto che non trovano la metà della mela e se ne innamorano. È un altro esempio di consumismo in fondo.
    Quello che percepisco su questo forum in realtà, è la difficoltà di instaurare un vero rapporto con una donna, a prescindere dalle dimensioni del sesso che, come ho già detto sempre piu’ convinto, diventa il più volte citato capro espiatorio di una difficoltà che ha più a che fare con i tempi che viviamo, piuttosto che con un cambiamento dei gusti femminili vero e proprio.
    Conosco molte giovani, intelligenti quanto gradevoli donne, giovani e mature, e quasi tutte sono sole, ma non per colpa loro , ma per la bassa qualità maschile che incontrano.
    Fantasma, mi sono laureato con tre ragazze perché i maschi erano degli smidollati. In 15 anni di attività didattica universitaria nell’organizzare viaggi di studio NON una volta un maschio si è offerto come capogruppo …

  • 11204
    Priamo -

    … in più occasioni, durante quei viaggi, ho visto studenti maschi ignorare bellissime coetanee a favore di videogiochi o telefonini. Io ho una certa età e occasioni di quel genere non mi avrebbe fatto dormire di notte a 23 anni, per la possibilità di avere una storia attraverso un corteggiamento che TUTTE le donne amano. Insomma in tutti quegli anni non ho incontrato un solo leader naturale, un maschio alfa come dicono gli etologi, tipi che invece riscontravi ancora nella mia generazione e quando gli ormoni erano al massimo. Le ragazze, al contrario sono le stesse dei miei anni, le donne non sono cambiate sostanzialmente. C’erano i buchi ambulanti trent’anni fa come ci sono oggi, e le donne quarant’anni fa come le trovi oggi. Noi no, noi siamo cambiati, e non in meglio. La perdita di quel ruolo da leader obbligato intervenuta con la liberazione sessuale di cui parlavo all’ora inizio ha giovato alla donna ma il maschio non ne ha approfittato perdendo molta della virilità che avrebbe dovuto mostrare a fronte della nuova donna che stava nascendo. Ecco il rifugiarsi nel porno, anello scambio di coppia e a tutte quelle manifestazioni meccanicistiche che col vero sesso c’entrano come la differenza che esiste tra il vestirsi ed essere eleganti, se mi permetti lunghezza del pene compresa.

    C’è in atto una seria crisi di identità del sesso maschile, soprattutto nei paesi latini, abituati a vivere del mito del latin lover fintanto le donne da sposare facevano le brave ragazze e non alzavano le richieste oltre quelle di sposarsi e avere dei figli. Quando queste hanno cominciato a chiedere i loro diritti, si sono accorte che molti maschietti non erano quei leader che ritenevano fossero, perché la loro virilità la consideravano ancora legata alle prestazioni intese come quantità, non avendo capito che la donna ha bisogno soprattutto. di qualità.
    Essere maschi alfa oggi e’ la vera sfida Fantasma, e questo stato, quando esiste, viene percepito a chilometri di distanza da una donna che , lo ripeterò sino allo sfinimento, non guarderà mai le dimensioni dell’uccello di un maschio sicuro di se’, perché col resto la domina e la possiede a sufficienza, credimi.

  • 11205
    Vicentina -

    Priamo, anzi, GRANDE PRIAMO, spero che i nostri amici facciano tesoro di quanto hai scritto…

    Tu dici: “Conosco molte giovani, intelligenti quanto gradevoli donne, giovani e mature, e quasi tutte sono sole, ma non per colpa loro , ma per la bassa qualità maschile che incontrano”…. Io, confermo!

  • 11206
    Aton -

    Grande Priamo. La conclusione è mirabile. Il thread dovrebbe chiudere con il tuo intervento, non c’è veramente altro da aggiungere. Hai ragione su tutto.

  • 11207
    fantasma -

    Priamo,
    A seguito della tua disquisizione ad ampio spettro sociologico mi è parso di capire,in sintesi,che è necessario essere un maschio alfa.
    Possiamo anche essere in sintonia a riguardo.
    Ma se uno non è un maschio alfa cosa deve fare? Può una persona scegliersi tutte le varie componenti che lo fanno diventare tale?
    Componenti genetiche e culturali così come le sono state imposte dalla famiglia , scuola e da quella società che ha trovato nel momento in cui è venuto al mondo e nella quale è cresciuto.
    Non è che in passato esistesse la donna libertina degli anni ’70 e adesso sono tutte imbefanite,ci sono anche adesso le donne libertine; mi chiedevo, mettendo un attimo da parte le donne “serie” che esprimono parsimonia in fatto di sesso,che cosa possa frenare le donne meno “serie” di oggi a favorire un rapporto sessuale datosi che il pene piccolo a quanto pare non c’entra nulla.
    Sarebbe la dimostrazione lampante che il problema è un semplice fatto che dimora nella nostra testa ,una dimostrazione chiara ed inequivocabile che farebbe risparmiare tantissimo tempo,sopratutto a coloro che tirano fuori quattrini per andare da psicoterapeuti a pagamento.

    Non dico che questa sia la formula magica e dogmatica per risolvere il caso, ma non mi sembra una cosa tanto assurda da sperimentare dato il libertinaggio di tante donne di oggi.

  • 11208
    fantasma -

    Accidenti,sembra che stiamo facendo un incontro di boxe…si fa il tifo…
    Vorrei segnalare ai forumisti che fanno il tifo per chicchesia che non è stabilire chi ha ragione quello che conta,ma chi riesce a dare valenza pratica alle proprie opinioni nell’interesse delle persone che soffrono il problema.
    C’è Aton che addirittura vorrebbe chiudere il thread; non ha capito che il thread ha appena avuto inizio.

  • 11209
    Vicentina -

    Fantasma,

    non è questione di tifare per l’uno o per l’altro, il nostro è uno scambio di opinioni e di esperienze personali che possono indurre e auspico aiutare, alcuni ragazzi certamente piu giovani ed inesperti di noi a riflettere su certe tematiche, a vedere le cose da diverse angolazioni.
    Senza precludersi, a causa della decadenza dei costumi degli ultimi anni, una vita normale.

    Ciao

  • 11210
    Priamo -

    Certo che le può scegliere quelle ” componenti” Fantasma, le sceglie nel momento in cui, ormai adulto, si rende conto che non può dare per sempre la colpa al destino se le cose non vanno come avrebbe voluto o come sarebbero dovute andare. Allora smette di “dipendere” dagli altri, dalle colpe dei genitori, dall’ ambiente in cui e’ cresciuto, da quelle di certi insegnanti, dalla protervia di certi capufficio, dalla superficialità di certe donne, dalle delusioni che danno certi amici e dalla sfortuna, semmai questa si è presentata nelle vicende della vita, smette di dipendere dalle… misure. Prende coscienza che nonostante tutto e tutti lui esiste, ha un’intelligenza e una sensibilità se sta riflettendo tutto questo, e pensa che è arrivato il momento di “bastarsi”, di accettarsi per quello che è non per quello che poteva essere, allora tutto diventa più chiaro: non ho bisogno di niente né di alcuna dimostrazione da parte del prossimo per sapere che sono padrone di me stesso, e, seppure a tentativi, cerco la MIA strada nella vita. Basta questo per essere già il “Maschio alfa”… di se’ stessi, per cominciare.
    Ti chiedi che’ si fa se maschio alfa non si è? Lo si diventa Fantasma. Tra gli animali si nasce leader, ma gli uomini lo diventano, proprio attraverso le cose non ricevute, le frustrazioni, le ingiustizie, la solitudine, i dolori. È la voglia di vivere che vince, la necessita ‘ di rispettare la propria dignita’ e accertare il proprio valore, di fronte a qualunque avversità ne metta in dubbio l’esistenza.
    Non deve suonare retorica Fantasma, ma la sola e unica soluzione praticabile per accettare l’apparente non senso della vita.
    Un giorno racconterò come un timido ed impacciato ragazzino, sdradicato dalla sua terra per vivere in un luogo dove non era accettato, privato di un padre che non seppe accettare le sconfitte della vita, costretto a studi approssimativi che non sentiva, un lavoro che non amava e ragazze che lo trovavano sensibile e carino, ma li’ si fermavano, sia riuscito a diventare padrone di se’, leader di se’ stesso e quindi quell’uomo di cui vado parlando da mille post.
    Fantasma, quel maschio alfa non ha bisogno di una tribù, un partito, un gruppo, un harem per esserlo, e’ sufficiente che lo sia di se’, il resto arriva da solo, senza bisogno che lui lo chieda, comprese le “libertine”.
    A presto.

  • 11211
    Aton -

    Fantasma, il thread avrà pur avuto appena inizio, come dici tu, però non riguarda più il quesito iniziale. Che è appunto un quesito abbastanza idiota, mentre sono molto ben argomentate, ragionate e financo ottimamente scritte le tesi di Priamo, che condivido in tutto e – se questo fosse un incontro di boxe – equivarrebbero a un ko tecnico. Le tesi di Priamo, che non possono non derivare da un processo di maturazione durato anni ed anni, hanno una portata del tutto generale. Sono temi che mi interessano assolutamente molto di più della discussione di partenza, che – lo ripeto, ma non lo argomento adesso – deriva da un quesito idiota. Continuate a scrivere su questo nuovo thread, vi leggerò con interesse. Alla prossima ripresa!

  • 11212
    fantasma -

    Aton,
    Se è un incontro di boxe tu ovviamente sei l’arbitro ed è certamente come dici tu.

  • 11213
    fantasma -

    Priamo,la discussione non deve evolversi in una direzione tale da convincere l’interlocutore della validità delle proprie asserzioni;asserzioni che nel tuo caso abbiamo accettato come valide.
    Quello su cui io pongo l’enfasi è il fatto che se la persona che dovrebbe “prendere coscienza ” di ciò fallisce in questa operazione di assimilazione e integrazione dei concetti espressi,non si può continuare a proporre le stesse”filosofie” come faceva notare il forumista roland
    qualche tempo fa quando diceva che con la filosofia non si risolve nulla.
    Ribadisco che le tue vedute possano essere quelle giuste ma mancano di quell’elemento “tecnico”che serve a far prendere coscienza all’individuo della validità dei suggerimenti.
    Bisogna calarsi nella realtà soggettiva.
    La teoria suggerita da me va messa da parte
    semplicemente perché sembra essere molto più traumatizzante(almeno in questo thread) rispetto al disturbo che si vuole debellare. Non sono qui a sostenere narcisisticamente a spada tratta la validità delle mie asserzioni,ma so che bisogna dare al pensiero una valenza di continua adattabilità alla persona che si vuole aiutare,diversamente le nostre congetture vengono bollate come “filosofia” e ignorate.
    Segnalo che il ragazzo di ciabattina non ha presentato complessi,ha fatto l’approccio verso la ragazza come farebbero tutti, ma ciabattina si è lamentata del pene del suo ragazzo;Il materiale inconscio che eventualmente potrebbe emergere nel ragazzo sarebbe da considerare una conseguenza di un rigetto reale da parte di ciabattina e dimostrerebbe che la realtà esterna funge da fattore scatenante in tanti casi là dove la persona è sana di mente.
    Se il ragazzo di ciabattina ha la faccia tosta se ne infischia dell’eventuale rigetto e corre via a corteggiarne un altra,ma hanno tutte la faccia tosta le persone?
    E’ come dire ad una donna”Se vuoi sbarcare il lunario prova a fare la prostituta, vedrai potrai dare prestazioni da 500€ o 1000€ a botta” e potrei portarle esempi di donne che si sono arricchite in pochi anni smesso di lavorare prestissimo e accumulate ricchezze.
    Ma cosa succede se la donna ha delle valenze morali che contrastano con tutto ciò? Sarà impossibilitata a seguire questo suggerimento e potrebbe scegliere di morire di fame anziché concedersi ad un estraneo in cambio di soldi….

  • 11214
    fantasma -

    …Senza renderci conto la nostra discussione è scivolata verso una oscura conflittualità tra sostenitori del libero arbitrio(Priamo) e sostenitori del determinismo(fantasma).
    Non so come sia andata a finire questa disputa ad alto livello tra filosofi e scienziati, ma nel mio piccolo mi è difficile credere alla libertà d’azione se non correlata a doti che si ricevono dalla natura indipendentemente dalla nostra volontà,in fin dei conti chi ha interesse ad essere infelice?

  • 11215
    roland -

    Tra una cosa e l’altra vorrei linkare una discussione in un forum, aperta per altro da un’utente che non mi pare una persona poco colta o similari, anzi.

    http://www.forumsalute.it/community/forum_26_amore_sesso_e_dintorni/thrd_204405_ragazzo_mooooolto_poco_dotato_1.html

    Forse l’avevo gia’ postata mesi fa, ma credo valga la pena riproporla vista la piega che ha preso questo topic ultimamente.
    Qui si evidenzia il contrario di quello che dicono il 90% delle donne che vogliono rassicurare riguardo alle misure del pene (e anche di alcuni uomini) e cioè, è evidente che non basti saperci fare, dei buoni preliminari e una buona intesa (che in questo racconto paiono esserci), quando a livello di penetrazione (che come ho sempre sostenuto io, alla fine è ciò che conta veramente) non c’è appagamento reale.

    Vorrei che Priamo, Fantasma e Vicentina leggessero e poi si facciano un’idea.

  • 11216
    fantasma -

    roland,
    E’ strano quello che dici, mi sono letto tutte le pagine del thread indicato da te e ne è venuto fuori che la protagonista della vicenda è riuscita a superare benissimo la questione del pene piccolo del suo ragazzo rimanendo innamoratissima di lui.
    Problemi di diverso tipo(droga,alcool)hanno allontanato i 2 protagonisti della vicenda,ma quando lui ha deciso di affrontare una cura per superare i suddetti problemi di alcool e droga lei è stata felicissima e ha asserito anche che il problema iniziale di non sentire il pene nella vagina è stato superato grazie ad una più approfondita conoscenza reciproca che ha permesso loro di interagire meglio.
    Questo in pratica è quello che noi abbiamo sempre asserito a riguardo la necessità di una ottimale interazione sul piano umano.
    Non sfugge all’osservatore la reale esistenza di persone che reputano strettamente necessario un pene medio-grosso;
    vero è anche che tantissime persone sostengono quello che dicono gli andrologi.
    Di conseguenza ognuno si cerchi la persona affine che infonde fiducia e serenità senza la necessità di sottostare a parametri rigidi.

  • 11217
    Aton -

    Continuo a non capire. Negli USA conta più la misura della lingua. Se no ci sono le mani. Non ho idea di che problemi abbiate a letto, ma date spazio alla fantasia. Le dimensioni del volatile sono relative alle dimensioni del nido. Argomenterò quando ho tempo, ma in sostanza ho già detto tutto. Se avete preso di mira un elefante non lamentatevi che avete una pistola. Per tornare a cose serie, qui è stato già detto tutto. Ma non è un problema.

  • 11218
    Aton -

    E, per inciso, Priamo non mi sembra affatto un sostenitore del libero arbitrio. Vi ha detto solo che, in fondo, è solo questione di quello. Ma lascio la parola a lui, anche perché scrive bene ed è un piacere leggerlo.

  • 11219
    roland -

    fantasma,
    è necessario focalizzarsi sulla prima parte del thread, dove emergono le difficoltà e i problemi annessi all’accettazione della condizione.
    Oltretutto, immaginarmi che la mia compagna non sia concettualmente soddisfatta di ciò che è il mio corpo, anche se lo accetta in via provvisoria, per amore, non è che mi galvanizza particolarmente.

  • 11220
    fantasma -

    roland,
    Ho letto tutto il thread non solo la prima parte.
    La seconda parte dimostra come l’essere innamorati e tenerci al proprio partner dispone un atteggiamento di reciproca dedizione ed è questa la formula vincente che porta i 2 ragazzi a capirsi sempre di più e ad interagire con soddisfazione là dove all’inizio sembrava un disastro.
    Posso anche capire che la provvisorietà dell’accettazione del pene da parte della donna non ti possa galvanizzare, ma tu sai che se non vuoi rimanere solo per tutta la vita questa è la carta da giocare.
    Oltretutto se vuoi metterti seriamente con una donna,pene grosso o pene piccolo,sei obbligato ad investire a lungo termine, cioè volerle bene.

  • 11221
    Vicentina -

    Roland,
    Io ti ho detto come la penso più volte.
    La mia risposta, alla domanda di Ciabattina è sì
    Ciao

  • 11222
    Priamo -

    Buongiorno a tutti. Spero sia chiaro che in questa interessante discussione non si sta perseguendo il successo dell’uno o dell’altro partecipante, e anche quando le opinioni possono rivelarsi discordanti resta la necessità di rispettarle, ed eventualmente utilizzarle per arricchire le proprie, altrimenti scadremmo nella scarsa qualità che si intravede in altri thread di questo forum. Quindi vorrei rassicurare Fantasma, in questo caso, che non esiste nessuna conflittualità riguardo le posizioni, sue e di altri, che vengono espresse periodicamente, anzi, semmai nel mio caso, aiutano sempre più a comprende quanto siano sfaccettate le visuali nei riguardi di un problema che, a parità di condizioni, ha un esito assoltamente soggettivo, e quindi discutibile.Se scrivo su queste pagine è perchè stimo gli interlocutori e apprendo da loro cose che mi interessano, altrimenti utilizzere il tempo diversamente.
    Tuttavia, nel momento in cui Fantasma sostiene che una visuale “filosofica” rientri in una concezione romantica e forse un pò snob della questione, aggiungo che le mie considerazioni filosofiche nascono da esperienze dirette, che mi hanno visto cambiare visione della vita almeno tre volte in trent’anni.

    Il fatto che le mie deduzioni “sulle pene che dà il pene” le esprima verso un problema che non ho mai sentito personalmente, anche se sfiorato durante le mie esperienze sessuali, non significa che si tratti di filosofia “teorica. Tutto quello che ho detto nasce da esperienze personali che mi vedevano come “inadeguato” a certe situazioni cui la vita ci mette di fronte, e ovviamente alla la necessità di superarle.
    Se banalmente le caratteristiche dimensionali di un organo diventano “soggettivamente” un motivo di crisi in una persona, tale da creare un serio problema esistenziale e di relazione con gli altri, è evidente che quella “visione” (giacchè NON condivisa da tutti i possessori di quella tipologia organica) sottintende un retroterra esistenziale, caratteriale e culturale che lo ha spinto in quella direzione, ed è questo che si deve scoprire relativamente al perchè Napoleone, che si dice l’avesse di 7 centimetri, sia diventato quello che sappiamo, mentre altri cercano di aumntarne le dimensioni, ritenendo che con quel gesto il problema si risolva.
    Possiamo ammettere invece che se anche fosse possibile che questo accadesse, il VERO problema si sposterebbe su un altro capro espiatorio?
    Continua

  • 11223
    Priamo -

    Segue.
    Dico questo, perchè quando cominciai a fare il punto della situazione relativamente a certe insicurezze che manifestavo nei confronti della vita, e dopo aver abbondantemente riversato le colpe sulle sfortune che avevano caratterizzato la mia esistenza, mi resi conto che da quel punto di vista ero in ottima compagnia, ma non per questo il mondo si era fermato.
    Decisi allora di pormi degli obiettivi: completare gli studi malgrado lavorassi e non fossi neppure diplomato, e cercare di far un lavoro che mi vedesse più realizzato come persona. Bè, ci sono riuscito, magrado tutto e tutti, con l’aggiunta di quelle soddisfazioni giunte senza che io le cercassi, di cui ho parlato in un post precedente.
    Il raggiungimento di una meta, anche piccola, modesta ma “sentita”, ci avvicina a quella “indipendenza” morale che ci consente di stimare la nostra persona per quella che è, trasmettendo all’esterno questo stato di cose, sino al punto che, come fosse un messaggio subliminale, chi si sente in sintonia con questo aspetto di una personalità matura,troverà interessante avvicinarci e instaurare un rapporto umano, con tutti gli esiti possibili.
    Questa condizione di accettazione attiva di sè,che è già una prima “sicurezza”, seleziona automaticamente la qualità delle persone che vorranno frequentarci, e queste persone,se realamente interessate a noi e se donne, non potranno MAI, dico MAI, vederci come un mero vibratore attaccato a un corpo maschile. Pensiamoci, anche alla luce del link inviato da Roland, dove si intravede l’evoluzione di quella ragazza, verso un bisogno che travalica l’aspetto dimensionale della relazione, a riprova di quanto possa essere relativo quel dettaglio, quando la donna prende il posto della “femmina”.
    Mi sembra giusto ora far notare, come la quasi totalità dei nostri interlocutori, apparentemente preoccupati di NON soddisfare le loro partner per i motivi che sappiamo, in realtà non si stanno preoccupando di queste, ma di sè stessi, edell’immagine che pensano di proiettare in un immaginario palcoscenico di “penis builders”. Non credo che sia necessario essere psicolgi per capire che un simile atteggiamento NON possa sortire alcuna possibilità di crescita o di reale soddisfazione intima da quel rapporto, dove anche la qualità o la potenzialità della partner viene limitata dalla necessità di dare solo un’immagine di sè, quella immagine.
    Io non ho alcuna intenzione didattica in questo forum, che seppure nasce, come sostiene Aton, da
    Segue

  • 11224
    Priamo -

    Continua.
    …una domanda sciocca, ha mostrato fortemente, soprattutto a livello maschile, quanto importante sia la necessità di “riconoscimento” che ognuno di noi ha in questa società, specie quando la figura maschile non è più presa ” a scatola chiusa” come solo sino a trent’anni fa accadeva normalmente.
    Trovarsi di fronte a quella liberazione di cui ho più volte parlato durante la discussione, ha significato per molti uomini, che si sono trovati a metà strada del loro sviluppo personale sprovvisti di quei necessari anticorpi che la storia fornisce attraverso i cambiamenti che si succedono, è uno dei più grandi traumi della civiltà occidentale. E’ una vera e propria silente rivoluzione dei costumi, dove il nuovo maschio che ne emerge non può più comportarsi come il padre e pensare di cavarsela, oggi l’autorità se la deve guadagnare sul campo, e non firmando un certificato di matrimonio dove viene definito “capo famiglia”.
    Possiamo quindi immaginare cosa può significare per qualcuno trovarsi inconsapevolmente impreparato e quindi ricorrere al “rifugio” (come il nostro “Big Max” Massimo) o al “caprio espiatorio” per sentirsi MASCHIO, e non attivare quelle contromisure necessarie ad affrontare il nuovo panorama relazionale che la caduta del “Muro del Belino” (permettetemi un pò di facezia) ha creato nelle relazioni uomo/donna?

    Fantasma parla di condizioni caratteriali che apparentemente impediscono quella presa di coscienza e quella reazione ai condizionamenti esterni che io ritengo di aver superato con successo, seppure su fronti diversi rispetto ai suoi. Non sono d’accordo Fantasma, perchè posso ricordare i miei atteggiamenti, le scuse che trovavo e il vittimismo che mi caratterizzava, cose che oggi mi fanno sorridere, seppure con tenerezza verso quel ragazzo sensibile e un pò ingenuo che, tuttavia, pragmaticamente (quindi senza motivazioni filosofiche) ha saputo far crescere, anche se faticosamente e con sofferenza, l’unica cosa che serve per sentirsi veramente… dotati: la propria autostima e il proprio valore come singola persona.
    Parole retoriche all’apparenza, ma sacrosante per quanto mi riguarda. E’ per questo che insisterò a dirvi che mi auguro che questa discussione riesca a mostrarvi l’importanza di quella parte non visibile di quell’iceberg (che voi ritenete emerga “poco”), perchè è solo la conoscenza di quella “parte” che servirà a farvi accettare quella emersa che, come sappiamo, negli iceberg si “scioglie” sempre prima dell’altra.

  • 11225
    Vicentina -

    Ciao ragazzi,
    Certamente il livello della discussione è notevolmente cresciuto e arricchito, credo che non potesse prendere piega migliore,
    salvo che si è ridotto il numero dei partecipanti (benissimo l’uscita di alcuni tipo Ben Messo e Max).
    Gli spunti di riflessione sono stati moltissimi e avrei piacere ora di leggere anche il parere di alcuni di voi (forse in vacanza ?) improvvisamente silenziosi.
    Ciao

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.

▸ Mostra regolamento

I commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.

I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.

Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.

Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.

Leggi l'informativa sulla privacy.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili