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Un pene piccolo fa godere lo stesso?

di ciabattina

Riferimento alla lettera: Bè tanto x incominciare son sempre stata una che diceva che la lunghezza e grossezza di un pene non contasse niente, fino a quando non ho trovato il mio ragazzo che non raggiunge i 10 cm. All’inizio quando sono asciutta anche se è un pene piccolo mi fa piacere perché...
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Data di pubblicazione: 8 Gennaio 2006

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Categorie: - Sesso

18.809 commenti

  • 11176
    fantasma -

    Al di là delle rispettive posizioni a riguardo l’oggetto della discussione penso che sarebbe molto efficace far si che le persone più pessimiste abbiamo la possibilità di comunicare on line con queste donne che Vicentina asserisce non essere interessate alle dimensioni del pene.
    Si darebbe una fortissima valenza pragmatica alle proprie asserzioni senza della quale tutto si rivela un semplice “verba volant”.
    Infatti dubito che i discorsi di Priamo(molto apprezzati) le testimonianze di Vicentina e quello che ho avuto da dire io in passato abbiano smosso di una sola virgola roland.
    Non credo sia un sacrificio enorme un passo di questo genere da parte di una donna che se veramente tale sembra essere sensibile al nostro problema.
    Auguri di Buon Anno a tutti.

  • 11177
    Priamo -

    Fantasma, attenzione, hai toccato il punto dolens della vicenda secondo me. Quando parli della tua ultima proposta, metti in evidenza la capacità di un uomo di gestire un rapporto con una donna, che vada al di la della sola supposta meccanica soddisfazione sessuale. Sperando che nessuno fraintenda e si senta offeso, io credo che quella delle dimensioni possa diventare, INCONSCIAMENTE, una giustificazione comoda a degli insuccessi che dipendono da altre caratteristiche più profonde. È da tempo che sostengo che questi nostri amici dovrebbero sentire uno specialista in psicologia, piuttosto che stare sulle chat o sui siti che promettono aumenti dimensionali impossibili.
    Insomma, e’ più facile pensare che si sia stati sfortunati che affrontare quel famoso viaggio di cui parlavo in precedenza. Perche’, altrimenti, come dice la metafora , “il navigante che pensa alle difficoltà della traversata non lascerà mai il porto”.
    Ci vuole solo coraggio, e credere in se’ stessi, e non invidiare decerebrati come quel Massimo che ogni tanto ci conferma come la Natura compensa le dotazioni, togliendo da una parte quando si è dato troppo ad un altra.

  • 11178
    Vicentina -

    Ciao Priamo ora è chiaro.
    Era questa la frase che mi ha lasciato perplessa “Vicentina ……. facendo ritenere che esistano ormai solo donne centimetrocentriche, cosa ovviamente non vera “.

    Ribadisco che concordo su tutto quanto sostieni.

    Roland e non solo, preferiscono prendersela con le misure piuttosto che affrontare altri percorsi, come invece fa Maxym che dimostra grande coraggio e quindi di essere un grande Uomo anche se forse ancora non lo sa….

    Quanto a Fantasma, secondo me offende solo se stesso con la sua proposta ….. E dimostra di non aver capito molto di quanto io, e non solo abbiamo ripetutamente detto.

    Ciao

  • 11179
    Priamo -

    Si Vicentina, non era chiaro il soggetto, che nello specifico erano i ” gusti personali che facevano ritenere…” e non tu, chiaramente.
    Un buonissimo anno a te e a tutti gli amici di questo forum.

  • 11180
    Vicentina -

    Sereno 2014 Ragazzi!!!

  • 11181
    fantasma -

    Priamo,
    Io stesso ho messo più volte in evidenza in passato come strutture inconsce potessero camuffarsi dietro la questione del pene piccolo ed ho anche insistito su ciò.
    Smantellare queste razionalizzazioni di comodo non è qualcosa che può avvenire con una semplice catechizzazione discorsiva(ciò che roland chiama:”fare filosofia”).
    Il test della realtà,questo è quello che ci vuole.
    Le persone che soffrono di questi problemi non sono stupide,sanno che bisogna affrontare la realtà e se fino ad oggi non hanno avuto esperienze positive a riguardo è necessario instaurare un imprinting di fiducia che dovrebbe arrivare da un apporto credibile
    come ad esempio un colloquio in cam con donne che hanno la stessa posizione di Vicentina a riguardo.
    Pensiamo ad una sorta di svezzamento.
    Successivamente,innestato un imprinting di fiducia,avrebbe molto senso suggerire a roland & company di darsi da fare,impegnarsi con tenacia e coraggio nella realtà; viceversa è come frustare e frustrare ulteriormente la persona già di per sé in difficoltà.

    Vicentina,
    Non mi pare di aver fatto proposte offensive verso chicchesia.
    Quello che si dice in queste discussioni l’ho capito benissimo,bisogna vedere se è stato capito roland quando dice che con la filosofia non si risolve nulla e ce lo dimostra frequentemente non facendo decisivi passi in avanti in termini di fiducia verso se stesso.
    Non siamo noi che dobbiamo essere capiti nelle vesti di “professori o professoresse”, bensì le persone che non riescono ad afferrare le nostre “filosofie”.
    Per questo avevo ipotizzato,facendo leva sulla modernità delle donne di oggi,un incontro on line in cam tra roland(per fare un esempio) e quelle donne,a tuo dire molteplici,che non ragionano in termini di centimetri.
    Non capisco proprio cosa ci sia di offensivo in tutto ciò a meno che non si associ arbitrariamente al concetto di cam una forma di perverso esibizionismo fine a se stesso.
    Sia ben chiaro,a scanso di equivoci, che non ho mai proposto a nessuno di mostrare o guardare il pene in cam.

  • 11182
    Vicentina -

    Ciao Fantasma,
    allora ti chiedo scusa, devo aver frainteso il significato del tuo messaggio ma considerando il tenore di alcuni post…
    Ci sta.
    Vedi io non credo che serva chiacchierare in cam per rassicurare chi ha questo tipo di problema.
    Anzi, sono pienamente convinta che non serva a nulla.

    Si arriverebbe, inevitabilmente alla richiesta di conferme pratiche, di incontri per poter fare delle verifiche, per essere rassicurati, perchè la sola teoria non è sufficiente.

    Solo uno psicoterapeuta può aiutare in certi casi a superare un problema o ridimensionarlo o capire quale altra paura si cela dietro. Paure e complessi legati all’infanzia e che una volta affrontate da adulti svaniscono.

    Perché un complesso che ci portiamo dietro fin da bambini, ce lo trasciniamo dietro con la stessa angoscia, anche da adulti. Ma attenzione, quello che da bambini ci sembrava un problema enorme, se avremo il coraggio di affrontarlo da adulti poi ci sembrerà una sciocchezza. Ecco perchè consiglio vivamente a Roland e non solo, di rivolgersi ad un bravo psicoterapeuta.

    Ciao

  • 11183
    fantasma -

    Vicentina,
    Effettivamente in alcuni post forse spazientito da discorsi di centimetri e righelli ho fatto qualche intervento sarcastico,però ho sempre cercato di partecipare seriamente a queste discussioni.
    Affrontare un problema con coraggio può essere un concetto privo di significato se la disposizione al coraggio non è sorretta da esperienze che precedentemente hanno forgiato il carattere con un imprinting adeguato a tale abilità.
    Persino in psicoterapia si ha l’abitudine di spronare l’individuo consigliando impegno tenacia e coraggio,ma spesso non si fanno progressi di alcun tipo e il paziente scoraggiato sembra diventare refrattario ai consigli,per la verità,molto scontati o talvolta banali del tipo:”impegnati”,”coraggio”,”metticela tutta”,”datti da fare” “non mollare” ecc. ecc..
    Tempo fa avevo consigliato di guardare il film “Provaci ancora Sam” con Woody Allen;
    un film in cui il protagonista affetto da complessi veniva aiutato da una coppia di amici tramite una vicinanza affettiva che era sfociata in un vero e proprio amore(incluso il sesso) tra la donna e Sam il protagonista del film.
    In pratica la coppia di amici aveva instaurato nella mente di Sam un nuovo imprinting basato su di un successo(reale)che aveva rafforzato l’autostima e la fiducia;solo allora diventava efficace il consigliare “Provaci ancora Sam”.
    La fiducia e il coraggio si costruiscono con tanti piccoli successi giornalieri che gli amici devono aiutarti a sperimentare.
    E’ ovvio che nel caso del rapporto sessuale l’amica deve essere veramente moderna,di vedute aperte e per nulla parsimoniosa nell’elargizione dei piaceri sessuali,condizione questa che non dovrebbe essere molto rara vista la reputazione che hanno le donne di oggi.

  • 11184
    Vicentina -

    Ciao Fantasma,
    chiaramente ci vuole un bravo psicoterapeuta, purtroppo ce ne sono molti ma i bravi li conti sulle dita.
    Conosco bene quel film, ma è un film.
    Non sono per niente convinta che andare con un’amica, avente le caratteristiche di cui tu parli possa aiutare a progredire, perche se non chiarisci alcune cose dentro te stesso, sarai sempre propenso a pensare che con lei ok, ma con le altre? e non risolvi nulla.
    Io credo che senza attrazione, senza quella che io definisco “alchimia” sia piu difficile lasciarsi andare.
    Ciao

  • 11185
    Priamo -

    Buongiorno a tutti. Ieri, seguendo la falsariga dell’oggetto di questo forum, ho cercato sulla rete altre testimonianze analoghe a quest’ultimo relativamente alla tendenza ad identificare sè stessi e il proprio valore, con un dettaglio fisico che confermi, o meno, la propria collocazione in un range che, soggettivamente, si ritiene “normale”. Laddove la “normalità”, percepita sempre soggettivamente, rassicuri il soggetto in questione circa la propria collocazione nell’ambito delle relazioni interpersonale.
    Non potete immaginare quante persone siano interessate alla propria altezza fisica, e quanti confronti queste facciano con quella dei “movie star” e delle persone che vengono riconosciute come persone di…successo.
    Credo non ci voglia molto per riconoscere che le affinità con la lunghezza del pene, e i relativi confronti con quelle di altri soggetti, sottintendano il bisogno di non sentirsi dei “diversi”, dove quella diversità è percepita come una minaccia se non una conferma addirittura al proprio “valore di mercato”.
    Riferendomi a quanto Fantasma ha scritto nel post cui si rivolge a me, non si puo non concordare con lui circa la necessità di quello “svezzamento” di cui egli parla, ma per fare questo bisogna avere il coraggio di riconoscere che il problema delle “misure” è un inconscio escamotage che la mente utilizza per dare una “giustificazione” ad un disagio di cui non si conosce l’origine, disagio che si potrebbe colmare se si riuscise a “confondersi” con la massa.
    E’ un pò come quando si segue una coda di persone che va in una certa direzione, perchè… “se tutti vanno da quella parte ci sarà un buon motivo. Non so quale sia ma mi rrassicura”.
    E’ una tendenza naturale del nostro cervello che, per quanto possa non apparire come tale, è “pigro” e si orienta su posizioni di comodo anche orientandosi su indicazioni “statistiche” come nell’esempio delle tendenze di massa di cui sopra. Che significa? Che è sempre più facile omologarsi alle tendenze comuni che capire quale sia la propria. C’è un bellissimo libro di Eric Fromm che si chiama “Fuga dalla libertà”, che spiega come questa tendenza dell’uomo a utilizzare il metodo del “così fan tutti”, ci libera dal peso della “scelta” e dall’angoscia che questa produce. Di questo hanno approfittato movimenti totalitari, religioni, e, oggi, i mass media pilotati dal sistema economico consumista, imponendo obiettivi che, fanno credere, riempiranno quell’angoscia di sapere chi siamo e cosa vogliamo…

  • 11186
    Priamo -

    …veramente da questa vita.
    Tremila anni fa i primi filosofi “moderni” si posero questa domanda, ma con le loro dichiarazioni non vollero “imporre” una via, ma solo indicare che “c’era” una via per vivere una vita che fosse la propria.
    La bandiera di questa disciplina, che è il terreno di coltura della nostra civiltà occidentale, potrebbe essere rappresentata dalla frase “CONOSCI TE STESSO”, riportata come iscrizione sul Tempio di Apollo a Delfi, che, contrariamente a quello che si crede, è di autore anonimo, quindi ancora più significativa di come già tre milleni fa, l’uomo comune avesse capito che l’unica via per dare senso alla vita fosse quella di vivere la PROPRIA vita.
    Ma questo avrebbe creato dei problemi alle società gerarchicamente costituite se queste fossero state composte da tanti singoli “diogene in cerca dell’uomo (di cui sopra)”, configurandosi come una forma di anarchia che avrebbe impedito, sia la gestione che lo sfruttamento delle masse. Per questo i vari poteri che si sono succeduti sino ad oggi: spirituale, temporale ed …economico, ci hanno tenuti ben lontani da questa pratica della filosofia applicata, da dove emergerebbe che per vivere bene le cose importanti sono tre o quattro: la salute, un tetto, un lavoro che ci possa nutrire e gli affetti. Ritenete che possa esserci qualcosa di più importante di queste cose per dare significato alla vita?
    Io non credo, ma se per qualche motivo riuscissimo a fare nostre queste motivazioni, il mondo così come lo conosciamo crollerebbe (lo sta facendo comunque, ma per motivi opposti), allora ecco che le religioni, le dittature (anche “democratiche) la cultura del consumo, ci tengono ben lontani da queste riflessioni, facendoci sentire sempre bisognodi di “dipendere” da loro per poter “essere”. Ma sotto sotto si annida la “truffa”, che voglio spiegare con i termini volgari che si addicono alle ipocrisie che tutti i sistemi di controllo sociale esprimono nei confronti della gente: ” Fanno credere di amarci, ma vogliono solo scoparci”.
    Tutto questo comizio l’ho fatto perchè fosse più chiaro che queste aberrazioni della visuale di sè, che sono simbolicamente rappresentate attraverso “il pene” in questo lunghissimo forum, nascono da queste subdole ma pervicaci condizionamenti sui valori che si devono dare alle cose ma soprattutto a sè stessi, quando si pensa che ognuno di noi è assolutamente UNICO e IRRIPETIBILE, e come tale dovrebbe vivere NON confrontandosi con…

  • 11187
    Priamo -

    …nessuno, se non con SE’ STESSO.

    Chiudo con un proverbio che come si sa è sempre l’espressione della saggezza dei popoli:

    “Chi non conosce sè stesso non sa quello che vale e si dà a buon mercato”

    P.S. devo correggere una frase che riporto, dove ho impiegato un verbo non correttamente. La frase è questa: “…disagio che si POTREBBE colmare se si riuscisse a “confondersi” con la massa”, che coreggo in questo modo:

    “…disagio che SI PENSA di colmare se si riuscisse a “confondersi” con la massa.”
    Un saluto.

  • 11188
    fantasma -

    Vicentina,
    Le cose da chiarire dentro di noi stessi si chiariscono nell’ambito di una relazione oggettuale con l’altra persona.
    Se ci si limita a chiarire le cose ragionando da soli si rischia di soddisfare il principio del piacere che viene da elementi inconsci e da qui la relativa fuga dalla realtà tramite razionalizzazioni di comodo.
    L’interazione con l’altra persona ti obbliga ad affrontare quelle situazioni dalle quali si è sempre fuggiti.
    Con le semplici parole possiamo sembrare disinibiti o espansivi,ma questi stessi argomenti discussi nel reale porterebbero ad emergere emozioni intense e verrebbe “rubata” all’inconscio l’energia per alimentare le strutture difensive adoperate dall’inconscio.
    Non pensare al ruolo delle amiche come le ho ipotizzate io in termini di facile elargizione di favori sessuali,favori che se effettivamente elargiti sarebbero da considerare non come un sollievo a bisogni fisici,bensì come l’instaurazione nella psiche di un nuovo modello di sentire, pensare e fare.
    Se questo imprinting acquisito rimane dentro indelebile,la realtà esterna verrà filtrata attraverso questa nuova acquisizione interiore e molto della nostra vita diventerebbe rosa.
    E palese come esperienze fatte nella nostra vita hanno il potere di cambiarla come il primo raggio di sole che al mattino squarcia le tenebre della notte,ma bisogna amare, amore inteso come un desiderare la gioia altrui,gioire del fatto di essere artefici della gioia altrui.

  • 11189
    fantasma -

    priamo,
    Nello svezzamento è la mamma che compie il primo passo dando la manina al bambino e infondendo la fiducia nel camminare; con la fiducia emerge anche il coraqgio del bambino nel mettere i primi passi da solo.
    Il coraggio è consequienziale all’instaurazione della fiducia.
    E necessario un operazione di meccanica applicata alla psiche,la creazione di un nuovo imprinting che guidi la persona nei comportamenti di intraprendenza verso la vita.
    Bisogna portare la persona alle alte temperature(emotivamente parlando) forgiare l’imprinting.
    E’ un po’ come nei traumi; una forte carica emotiva lascia il segno indelebile nell’animo e condiziona negativamente la vita del soggetto.
    Limitandosi a consigliare di avere coraggio come “primum movens” non ha alcun effetto pratico e la persona si avvilisce travolto da implicite accuse di vigliaccaggine:
    “muoviti..impegnati, datti da fare….tira fuori le pal…”…tutto ciò benché concettualmente valido non porta da nessuna parte e lo sperimentiamo da tempo in questo forum.

  • 11190
    Priamo -

    Si’ Fantasma, ma siamo adulti, e la necessità di fare il punto della situazione, che tenga conto del vissuto pregresso, e’ sempre frutto di una volontà personale. Lo specialista indicherà la strada, ma dovremo essere noi a percorrerla. Più che di svezzamento si dovrebbe parlare di una diversa visuale dei valori della vita, dopo aver compreso il perché delle posizioni occupate dai valori seguiti sino a quel momento. È il percorso che deve cambiare, perché di camminare si è già capaci.

  • 11191
    Vicentina -

    Fantasma,
    con il copia incolla mi è sfuggito e lo aggiungo ora…

    Tu scrivi nel post 11164 “” l’amica deve essere veramente moderna,di vedute aperte e per nulla parsimoniosa nell’elargizione dei piaceri sessuali,condizione questa che non dovrebbe essere molto rara vista la reputazione che hanno le donne di oggi “”….

    Le donne di cui parlo io, che sono molte, dubito fortemente che proprio perché Donne con sanivvalori (non buchi con le gambe) accettino un rapporto con chichessia seppur per una giusta causa…..

    Ho visto che avete scritto molto Te e Priamo, ora non posso, leggerò con calma per non fraintendere.
    Ciao

  • 11192
    Aton -

    Ma io vedo in internet pubblicità di affari che passano da 2 cm alle proporzioni di un cotechino (che a fine anno è in tema, al 2 devo ancora sorbirmi qualche fetta di risulta) grazie a qualche rimedio sciamanico-farmaceutico. Io non ci credo, ma probabilmente voi ci avrete già provato. Raccontate la vostra esperienza, almeno si ride.

  • 11193
    massimo -

    ahhh ke sco.... si sta troppo bene essere intelligenti e bravi come me beh avete fatto buon fine anno ? io si sono stato con 2 donne contemporaneamente hai voglia il mio coso e ki lo molla sono state felicissime e come tale anke il sottoscritto

  • 11194
    fantasma -

    Priamo,
    Non vuol dire nulla essere adulti;
    lo sviluppo emozionale non progredisce di pari passo con quello fisico o intellettivo,
    esso rimane bloccato da quella emotività che costruendo strutture difensive hanno impedito al soggetto di “camminare” come avrebbe dovuto.
    Le difese impediscono a queste persone di riconoscere quelle componenti del complesso che vengono dal profondo dell’io e non ci pensano nemmeno ad andare dallo psicoterapeuta.
    Noi tutti però dovremmo
    riconoscere che queste problematiche interiori vengono spesso attivate o esacerbate da rigetti reali abbastanza frequenti nella nostra società.

  • 11195
    Angwhy -

    Aton lascia perdere se questi domani si ritrovassero un salame di Varzi nelle mutande continuerebbero a lamentarsi si vede che proprio non hanno altro da fare

  • 11196
    fantasma -

    Vicentina,
    La concezione di donna moderna che ho io
    è una concezione che non entra in contrasto con i sani valori morali poiché ritengo che il sesso(nell’ipotesi del sesso)non è in contrasto con questi valori.
    Non c’è stress da angoscia da conflitto tra coscienza morale e istinti sessuali,fatto questo, molto frequente nelle generazioni passate.
    In ogni modo,la donna moderna rendendo disponibile se stessa al sesso demolirebbe all’istante la motivazione di comodo che il complessato adopera per sostenere le finalità inconsce.
    Pensiamo per esempio ad un omosessuale che adoperando la scusa del pene piccolo fugge dalle donne.La disponibilità della donna a fare sesso demolirebbe all’istante quella difesa gettando l’individuo in un mare d’angoscia e imbarazzo.Ma se il tizio appena ascoltata la disponibilità della donna si sfrega le mani e si rende disponibile allora non si può più attribuire la responsabilità del complesso ad elementi occulti,bensì ad una semplice paura del rigetto da parte della donna e delle relative ferite narcisistiche che ne conseguono.

  • 11197
    Vicentina -

    Fantasma,
    (11196) non sono daccordo con te.

    Abbiamo una concezione diversa di come deve essere la Donna moderna.
    Gli ” amici di sesso” cosi si chiamano ora, sono in distonia con quelli che io ritengo essere sani valori.

    Tu dici: “La disponibilità della donna a fare sesso demolirebbe all’istante quella difesa gettando l’individuo in un mare d’angoscia e imbarazzo”….

    Ma Fantasma, è proprio questo tipo di donna, a creare tanti disagi agli uomini. La donna che dici tu è castrante per molti!
    Non la donna che guarda e vede oltre……

    MI viene da pensare a quanti hanno superato anche in passato, complessi andando con una Prostituta.
    Non parlo di quelle povere ragazze che trovi per strada ma di professioniste in grado di ascoltare, comprendere, insegnare… Si anche a conoscere il corpo, anzi i segreti di un corpo…

    In quanto alla causa dei complessi circa le dimensioni del pene, Fantasma….. SONO INFINITE !!!!!
    basta solo che da bambini qualcuno li abbia derisi per gioco che loro non se lo ricordano… Ma il trauma è rimasto.
    Ecco perché penso che già imparare a controllare l’ansia, sia di grande aiuto.

    Ciao

  • 11198
    fantasma -

    Vicentina,
    La prostituta concede solo il corpo per pochi minuti in cambio di danaro,mentre l’amica moderna come la concepisco io concede prima di tutto l’amore inteso come desiderio di portare gioia,una gioia che va al di là del fattore fisico e adopera il corpo strumentalmente alla realizzazione del fine,come a dire:”Io ti voglio così bene che faccio di tutto per darti gioia e aiutarti a superare,come meglio posso,i tuoi complessi”.
    Ribadisco che non vedo in ciò malsani principi morali pur rispettando le tue vedute.
    Sono d’accordissimo sul fatto che le esperienze negative o traumi subiti in passato possono alimentare i complessi attuali e ciò significa che quello che abbiamo nella nostra testa proviene da esperienze REALI interpolate nella nostra mente dall’esterno, dall’ambiente o in generale dalla società in cui viviamo.
    l’individuo può essersi rivelato fragile psicologicamente e assai suggestionabile,ma l’elemento induttivo proveniente dall’esterno c’è stato e va individuato e valutato attentamente poiché potrebbe trattarsi di sollecitazioni o induzioni costanti che rinforzano continuamente il complesso fino a trasformarlo in una vera e propria patologia di stampo paranoide e qui si tratta di crimine,subdolo,sornione ma pur sempre crimine.

  • 11199
    Priamo -

    Fantasma, mi devi permettere di dire che l’ipotesi che suggerisci è pressoché irrealizzabile sotto il profilo pratico. Una donna che svolgesse quel ruolo e in quel modo, dovrebbe essere una specie di geisha del 21* secolo, proiettata in un contesto occidentale che non ha mai conosciuto questa figura né in passato e men che meno oggi. Inoltre sembra essere sottinteso che il “gesto missionario” di questa “amica” speciale dovrebbe nascere da un affetto reale e sincero, il che significherebbe avere già raggiunto quel livello di empatia che è l’amore, perché solo la presenza di quest’ultimo permette ad una donna di agire con tutta la sensibilità che tu richiedi per tentare di superare l’insicurezza che caratterizza la condizione di chi soffre del problema di cui discutiamo.
    Mia moglie e’ la mia migliore amica, ma proprio per questo l’ho sposata; quindi, semmai si dovesse incontrare una donna con quelle caratteristiche, che si dedica in quel modo ad un uomo, non puoi limitarla al ruolo di terapeuta ma tenerla per il resto della vita e ricambiarla meglio che si può, tanto è raro un incontro del genere.
    Io insisto a dire che quella delle dimensioni del pene e’ solo la punta di un iceberg che nasconde sotto il livello di quel mare che è il nostro vissuto, tutta una serie di “nodi” che vanno sciolti. Non li si può individuare da soli, e’ vero, ma una volta riconosciuti con l’aiuto che io è altri proponiamo, siamo noi che dobbiamo scioglierli. Ogni crescita richiede fatica come sappiamo, ma solo con questi sforzi si possono raggiungere quei traguardi che ci danno quell’autostima che ci allontana dal circolo vizioso nel quale spesso ci rifugiamo per giustificare molti dei nostri timori e insicurezze. Non servono le missionarie del sesso, ma che si sia noi ad acquisire quell’ equilibrio e quella sicurezza di se’ tali da non far pensare ad una donna che si sia importanti per lei solo perché lo abbiamo grosso.

  • 11200
    Vicentina -

    Fantasma,
    io mi riferivo a Professioniste… non a ragazzette raccolte sulla strada che magari non parlano nemmeno italiano…
    l’ho anche specificato.

    Ribadisco che NON sono d’accordo con te.

    In ogni caso è doveroso andare molto cauti con le parole, e non sparare a vanvera diagnosi prive di qualsiasi fondamento!!!
    TUTTI NOI, abbiamo problematiche diverse, di origine diversa, complessi nati non si sa bene come e che prima o poi vuoi per un motivo, vuoi per l’altro abbiamo superato o abbiamo imparato a conviverci.

    Il solo fatto di confrontarsi con altri, seppure su un forum è già un primo passo per affrontare un problema e passo dopo passo si arriverà a comprenderlo e risolverlo.

    Vorrei solo che i ragazzi avessero più fiducia nel genere femminile, NON ESISTONO SOLO VAGINE CON LE GAMBE, come qualcuno sostiene e altri auspicano per altri motivi… da analizzare e approfondire 🙂

    Ciao

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