Un pene piccolo fa godere lo stesso?
Riferimento alla lettera:
Bè tanto x incominciare son sempre stata una che diceva che la lunghezza e grossezza di un pene non contasse niente, fino a quando non ho trovato il mio ragazzo che non raggiunge i 10 cm. All’inizio quando sono asciutta anche se è un pene piccolo mi fa piacere perché...
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Data di pubblicazione: 8 Gennaio 2006
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Categorie: - Sesso
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Fantasma, io ti leggo con interesse, e te ne accorgi dal fatto che cerco di replicare alle considerazioni che qui vengono poste con argomentazioni che spero di esprimere con la massima lucidità possibile. Tuttavia, pur portando, io come tutti, dei giudizi inevitabilmente tratti da esperienze dirette, e pertanto opinabili, ritengo che vi siano delle condizioni che non dovrebbero essere oggetto di discussione. La volontà è una di queste: o c’è o non c’è.
Quando tu sostieni la necessità “all’obbedienza delle leggi della natura”, comprendi anche quella “volonta” cui da qualche tempo sto facendo riferimento? No, perchè Volontà e Natura sono antitetiche, poichè è la prima che ha fatto sì che la seconda si piegasse al volere di chi la esprimeva, ecco perchè insisto a dire che tutto si può fare “se lo si vuole”. Ma bisogna vedere chiaro dentro di sè prima di tutto.
Io capisco che i fiaschi possono minare l’autostima di cui parli, secondo il carattere del soggetto in questione, ma gli autorevoli esempi che ho portato, così come ne immagino tanti altri molto meno noti, non nascono da vite vissute su tappeti rossi stesi all’uopo dal destino, ma quasi sempre attraverso difficoltà e circostanze assolutamente tremende, anzi è proprio da quelle situazioni che emergono i caratteri e la voglia di vivere. Basti pensare a quello che i nostri nonni o padri hanno dovuto fare durante e dopo l’ultima guerra mondiale, dove ogni giorno non sapevi se la sera saresti stato vivo o morto e soprattutto se riuscivi a mangiare, altro che pensare al futuro e alle lunghezze di chissà che cosa.
Eppure quella generazione è riuscita a sopravvivere e ricostruire una nazione, a credere nel futuro e a mostrare cosa significasse contare solo su sè stessi, mentre noi ci stiamo baloccando con questioni che, lasciamelo dire, li avrebbe fatti sorridere. Questo dimostra come i valori siano sempre relativi, e come quello di cui stiamo discutendo sia con tutto il rispetto, lo sottolineo, comico se paragonato a quelle situazioni.
Ma questa considerazione, se pertinente come credo, dimostra quanto si sia abbassato il livello di accettazione delle difficoltà della vita, e soprattutto come la visuale di queste difficoltà sia cambiata col cosiddetto benessere, spostandosi dalla serietà alla vanità.
Vogliamo ammettere che il problema di cui parliamo sia il risultato di una cultura del “superfluo”, del vano, una cultura per la quale l’apparenza vale più del contenuto? E non è grottesco secondo te?
Fantasma, consentimi di chiederti ora come e con quali metodi potresti creare “artificiosamente un successo” che ti rinfranchi l’autostima, quando sai in partenza che quel successo (?) non dipenderà da te, ma dal “buon cuore” di chi sta di fronte.
Questa riflessione dovrebbe far comprendere quanto la necessità di essere “protagonisti” di quel successo sia fondamentale per superare certe “empasse”, altrimenti mi viene in mente come esempio cui rifarmi quella simpatica pubblicità che esordiva con: “Vuoi vincere facile eh?”. Quindi come si potra mai aumentare l’autostima di sè con tali circostanze?
La conquista di una donna, non è diversa da qualunque altra conquista nella vita, e le testimonianze di Vicentina e RedGirl, continuano a sottolinearlo, e il ruolo della propria volontà ha certamente un peso ben più importante che non altri attributi maschili, perchè, come sostengono negli ultimi loro post le nostre amiche, è da quegli aspetti che intravedono l’uomo e la virilità che dovrebbe caratterizzarlo. In fondo quello che dicono è: “sii te stesso e vedrai che incontrerai chi apprezzerà quello che sei”.
Ma ripeto, Fantasma, come penseresti concretamente di creare quel metodo di “successo” senza instaurare un “vero” rapporto con una donna. Perchè senza questo rapporto, quale sarebbe la differenza con la relazione che si ha con una professionista del sesso, categoria ampiamente presente sul mercato da millenni e quindi di facile reperimento? Non capisco.
Fantasma sottolinea una cosa giusta.
La fiducia ha comunque QUASI SEMPRE bisogno di imput esterni per attivarsi e riattivarsi.
Esempio personalissimo:avevo un capo rompiscatole da morire.Iperativo e che ti cazziava spesso e volentieri.I complimenti rari ed episodici.Io per reazione mi sedevo.
Personalmente ho bisogno di riscontri,di attestazioni .Non le pretendo ma le aspetto.La mia signora (esagerando ma non troppo)mi rimprovera l’atteggiamento del bambino che vuol sentirsi dire bravo dalla mamma.Lei estremizza ma se SENTO la fiducia,se mi viene detto,come questo venerdi sul lavoro”se non ci fossi tu saremmo rovinati”..io raddoppio gli sforzi e l’impegno.
La fiducia non e’ solo data dagli sforzi individuali:con la forza di volonta’ posso fare diete,aumentare i pesi in palestra,aumentare i km quando faccio jogging,alzare la soglia limite della resistenza.Posso fare molto anche anche sul piano emotivo e relazionale ,posso migliorare la mia capacita’ introspettiva e di analisi e di conseguenza avere una vita di coppia differente..ma i miglioramenti comunque a volte sono lenti.E hanno bisogno di una buona dose di fiducia dall’esterno.
Questo,ovviamente,vale per me..
Alberto, credo che tu abbia fatto bene a sottolineare che questo vale per te, e per molte altre persone naturalmente; ma mi permetto di dire che, da adulti, bisognerebbe tendere a NON dipendere dal giudizio altrui, nè in positivo e meno ancora in negativo. Non dobbiamo dipenderne quando questi “altrui” fossero persone a noi vicine, figurarsi se sono estranei con interessi lontani dai nostri, e quindi portati a strumentalizzare il rapporto con terzi inducendo giudizi che altererebbero la percezione che si ha di noi stessi. Dovremo essere sempre noi a giudicarci, perchè i mezzi li abbiamo, e riconoscere i nostri EVENTUALI limiti è il primo passo per superarli, ma non possiamo MAI fidarci del giudizio altrui, anche, e specialmente, quando è quello edulcorato della mamma o quello stronzo di una donna che per vendicarsi vuole umiliarci facendo riferimenti a “dimensioni” o capacità.
Anch’io molti anni fa avevo un capo come il tuo, ma quello che lo faceva impazzire era proprio la mia refrattarietà alle sue critiche (strumentali) come pure ai rarissimi riconoscimenti: non avevo bisogno delle sue conferme per sapere chi ero e quanto valevo, anche se il riscontro “concreto” non avrebbe confermato questa mia visione delle cose, ma io sapevo che era alterato nel giudizio, e non per mie carenze, anzi.
Vuoi sapere com’è finita grazie a quella mia sofferta indipendenza? Che di recente mi ha chiamato, essendo lui in pensione, perchè ha bisogno di una consulenza professionale specifica, e ha chiesto a me se potevo fargliela. Questo dopo aver tentato (inutilmente) di limitare la mia carriera, perchè non scodinzolavo come altri colleghi.
Se mai avessi pensato ad una vendetta riguardo certi suoi tentativi vessatori, quella che si è presentata li supera tutti; ma non l’ho vista in quel modo naturalmente, ma solo come conferma che la coerenza, la dignità e l’indipendenza intellettuale, prima o poi danno i loro frutti.
Questo vado predicando anche su questo forum: crearsi una autonomia attraverso la conoscenza e l’accettazione di sè, tale da NON richiedere il bisogno di conferme da parte di nessuno: capi, partner o Padreterni che siano.
E questo lo si raggiunge solo se ci si stima e si tiene alla propria dignità, altrimenti dovremo rassegnarci a farcelo “dire” dagli altri; ma mentre, in un modo o nell’altro, glielo “chiediamo” daremo sempre l’immagine di qualcuno che “dipende”, e quindi staremo già perdendo punti ai loro occhi, ma soprattutto …ai nostri. Pensiamoci
Voglio specificare che il post 11252 era indirizzato a Leggenda e non, come erroneamente ho scritto, a Roland.
sco.... bene è la prima cosa come faccio io con tante quante ne desidero
Redgirl,
l’affascinamento mentale, personale, finisce. E quando è finito il collante che mantiene salda una coppia è spesso il sesso. Se quello non va (per difetti o per incapacità), beh…
La necessità di una forte autostima è fondamentale nel non dipendere piu’ dal giudizio degli altri, ma questo secondo me viene subito dopo la consapevolezza di sentirsi in grado e capaci di poter “fare” bisogna rompere l’imprinting svalutativo a cui le situazioni esterne negative pene o altro nel corso degli anni hanno fatto da rinforzo. Ai complimenti non si da lo stesso valore dei rimproveri o insuccessi, perchè si tende a dare piu’ importanza a eventi che ci confermano la nostra svalutazione di fondo.
Brava RedGirl,
“Infatti, senza conoscere le misure del pene, credo che nessuna donna abbia voglia di approfondire la conoscenza di un uomo che caratterialmente percepisce debole e insicuro, è anche una questione di sensazioni.”
Massimo, il lavoro di netturbino che fai è dignitoso e adatto a te, e il fatto che tu lo faccia bene e con impegno ti onora.
Bravo, continua sempre così.
Priamo,
Nulla può la volontà se non comprendendo le leggi della natura e cavalcarle rispettandole.
I tempi che descrivi tu nel passato erano caratterizzati da altra mentalità;
era l’uomo che sceglieva quale doveva essere la donna da sfamare e la donna doveva accettare a scatola chiusa.
Se nei momenti intimi l’uomo risultava poco idoneo alle sue aspettative se lo doveva tenere senza lamentarsene e non c’erano nemmeno le corna come scappatoia(come fenomeno di massa) poiché a quei tempi si veniva bollate come donnacce e condannate alla gogna.
Dunque erano altri i veri problemi all’epoca dei nostri nonni o padri.
Spiegami cosa c’è di male nell’avere bisogno del buon cuore di un altra persona.
Non mi riferisco alla dipendenza come costante esistenziale,ma come del bisogno nel quale può cadere qualsiasi essere umano in difficoltà.
La fratellanza di estrazione cristiana è cosa male? E Lo stare vicini affettivamente come avviene nell’amicizia vera?
Abbiamo bisogno del medico,dello psicologo, delle donne,degli amici,di un consiglio,di una carezza.
Dici proprio quello che avevo spesso suggerito a roland:instaurare un vero rapporto,partendo dall’amicizia senza arrivare subito al sesso.
Ma non è che instaurare un rapporto vero come lo chiami tu debba essere presentato come una pretesa assurda,ritengo che debba essere la norma nella società che ho sempre sognato io.
Oggi sembra di andare a ritroso dal punto di vista del progresso sul piano umano e una semplice richiesta di aiuto viene considerata come pretesa marziana espressione di chissà quale dipendenza di tipo psico-patologico.
Fosse anche tutta sbagliata la mia congettura, avrebbe degli effetti collaterali malefici?
Avevo più volte enfatizzato come in una società moderna quale si considera quella di oggi non dovessero esserci problemi nell’aprirsi,nel comunicare e nel tirare un po’ su chi è in difficoltà.
Le donne moderne,le più serie, dovrebbero essere tali non solo quando è tempo di far sesso ,ma anche nell’esprimere quella emancipazione sul piano umano che certamente donerebbe loro moltissimo.
Adesso che cosa diciamo a leggenda vista la sua ultima esperienza?Che non si è impegnato?
Che non ha avuto volontà?
Piuttosto,perchè non escono allo scoperto
tutte quelle donne serie e moderne a cui andrebbe bene anche un pene piccolo e cercassero di instaurare un amicizia che possa essere di reale conforto?Cosi iniziamo ad accontentare roland e leggenda che giustamente non si accontentano…
continua
…delle semplici parole.
PER REDGIRL E VICENTINA
Forse non vi è chiara una cosa,il vero problema nasce quando quella donna infatuata quasi innammorata di TE VESTITO cambia DOPO averti conosciuto sotto le mutande,a vogliaaa di tutte stè barzellette la personalità l’uomo ecc..ecc.. mi volete conoscere sono disponibile poi vediamo che succede.
L’autostima tela puoi anche formare ma sarà solo finta,quanta ca zzo di ipocrisia che cè in giro.
ROLAND
Si capisce,che è solo freddezza sessuale niente più.
Si dice la vagina è un organo che si adatta al pene (si) ma a quali peni?14-15-16 e bè si allora,ma 11-12-12,5 no veniamo mollati punto.
Roland, sbagli,
Quando dici che l’affascinamento mentale, personale, finisce E quando è finito il collante che mantiene salda una coppia è spesso il sesso.
Se quello non va (per difetti o per incapacità), beh…
Roland è esattamente il contrario! Finita l attrazione sessuale sono altre le cose che cementano l’unione…
Leggenda,
a me non è successo, sono rimasta ….
Vicentina,
ma che dici?
Il vero collante è l’attrazione sessuale e lo dicono una marea di gente. Leggi internet, leggi i forum d’opinione. Se il sesso non va, la coppia si estingue. Ma che ancora crediamo all’amore idealizzante e romantico che basta a se stesso?
tu dici che a te non è successo e sei rimasta (in risposta a Leggenda), ma noi ti ripetiamo che può anche darsi che i tuoi partner forssero nella media e certo che se li hai confrontati a quelli più dotati erano certamente meno dotati ma non sotto dotati.
e daje.
Per il resto concordo con leggenda.
Sentite ragazzi, io ho avuto una relazione durata 6 anni con un ragazzo che esteticamente non mi attraeva per nulla, ma che mi affascinava, mi sapeva sedurre e mi ha fatto innamorare..il sesso era fantastico anche se non era esattamente il mio uomo ideale dal punto di vista estetico, ma non me ne curavo perchè mi dava molto di più. Quando finisce come dite voi l’infatuazione, se la persona con cui stai la stimi, la rispetti e la AMI, NON la molli.
Leggenda/Roland: Poi scorrete indietro e andate a leggervi il commento nr 4 di Ciabattina.
PRIAMO O CHI VOLESSE RISPONDERE
Parlando sempre di numeri,su tanti siti andrologici la misura media del pene italico risulta 12,9 in erezione e 12,5 di circonferenza,qualè secondo voi il range che porta tale media?misurazioni da sopra senza premere.
Anche se a me come o sempre detto non mi risultano stè misure
Fantasma, come potrai notare, da tempo il dibattito si è spostato verso la famosa parte non emersa di quell’iceberg metaforico che sono le relazioni interpersonali e i caratteri dei protagonisti di questi rapporti.
Le nostre interlocutrici continuano a sottolineare quanto le sfumature della personalità del partner siano decisamente più coinvolgenti di qualunque aspetto fisico dello stesso, ma soprattutto, quanto la relazione “fisica” sia subordinata a quella intellettuale, e non viceversa, in una storia…d’amore.
Ho chiuso il capoverso con la parola “amore” perchè è questo che dobbiamo chiarire in questo lungo dibattito, se cioè si sta discutendo di relazioni sessuali o di relazioni d’amore. Spero converranno tutti che la differenza tra le due è sostanziale, e con essa le dinamiche e i parametri che le caratterizzano.
Nel primo caso si tratta di un rapporto tra due persone dove l’altro interessa solo per il raggiungimento di un certo piacere personale. Tacitamente vi è un accordo, più o meno egoistico, dove ognuno trae un piacere eminentemente fisico in un “do ut des” che non prevede empatie più profonde. In quesi casi dimensioni di peni, tette, sederi, cosce, pettorali e “tartarughe” addominali prevalgono su aspetti più profondi legati alla personalità e al carattere. In parole povere di chi “sia” l’altro non frega niente, ci si preoccupa solo di usarne il corpo e le parti che più colpiscono la nostra fantasia erotica, e il pene e le sue dimensioni rientrano in questa “sezione” dello scaffale “ricerca del piacere”.
Dall’altra parte c’è lo scaffale con la sezione “amore”. Qui i parametri sono decisamente diversi. La stimolazione del desiderio e il mantenimento dello stesso avviene con le modalità che Vicentina ha richiamato nei suoi ultimi post, e RedGirl ha spiegato benissimo con l’esempio che ha portato, e le nostre amiche non credo abbiano 18 anni e siano prive di esperienze al riguardo, e quindi inguaribili romantiche.
L’eccitazione arriva da dettagli che con la parte fisica hanno poco o niente a che fare. L’altra o l’altro ci piace e non sappiamo perchè. Lei non ha le tette grosse, lui è un pò gracile, lei ha poco culo, lui non è altissimo, ma per un motivo che ci sfugge, ne siamo attratti, ci piace stare con loro, non vediamo l’ora di rivederli, e quando facciamo l’amore è sempre diverso dalla volta precedente, insomma mi piace, ci sto bene e mi sento bene, mi sento…voluto bene. Allora decidiamo: parliamo di sesso o di amore?…
Continua
Segue.
Se parliamo di sesso è del tutto inutile continuare a discettare su cosa piace, perchè le variabili sono INFINITE e in questo, per quanto riguarda le donne che cercano solo quel tipo di gioie, rientra anche il pene grosso come il sesso violento, così come agli uomini può piacere il culo, le tette, una faccia da tro.., lo scambio, e mille altre sfumature che chiunque può immaginare. Ma se si cerca questo, nessuno può nè deve aspettarsi quell’empatia verso se stessi da parte di quel partner che ti cerca solo perchè vuole trarre solo un egoistico piacere; quindi è naturale che ti soppesi come quando sceglie il magatello dal macellaio per fare un arrosto da acquolina in bocca, e se il tuo magatello non è del tipo giusto, cambia macellaio, understand?
Quindi, se avete trovato solo questo tipo di rapporti, la parola che mi viene in mente è: rassegnazione, andrà meglio la prossima volta.
Se invece, per quei casi che poche volte capitano nella vita, si incontra la persona giusta, quella che ti trova interessante, che sta bene con te anche se state bevendo solo un caffè, se quando fate l’amore le sensazioni di piacere scaturiscono da una serie di azioni che fanno percepire all’altro ” …guarda come si dedica a me con tutto se stesso, mi riempie di attenzioni e non sta usando il mio corpo per raggiungere solo il suo piacere, ma questo gli deriva soprattutto dal piacere che vuol dare a me”, allora siamo in un’altra dimensione, dove non c’è nessuna misura che condizionerà la riuscita di quel momento, se non quella della grandezza della passione che l’uno ha per l’altra, e stai sicuro che una donna che percepisce il proprio uomo nei termini che ho descritto non saprà mai quanto è lungo e largo il pene di quest’uomo, non le interessa, perchè il piacere di quel rapporo sessuale dipenderà solo da quanto è “grosso” l’amore, non l’uccello.
Una volta fatta questa distinzione tra sesso e amore, gli interlocutori decidano la categoria cui ritengono di appartenere e continueranno la discussione in quella direzione, altrimenti qui si parlano lingue con le quali non ci si comprenderà mai.
Vedi Fantasma, ho accennato a questa differenza tra sesso e amore, perchè quando tu auspichi un atteggiamento “amorevole” da parte delle donne, questo, per essere efficace, NON potrà mai escludere che le stesse debbano essere innamorate di te, altrimenti, come ho già detto, fingerebbero, e per avere questo bastano le escort.
Insomma, nel sesso si può fingere, ma con l’amore NO
11265 Roland,
digita un po’ in internet… “Sessualità dopo il matrimonio”
( matrimonio o convivenza non c’è differenza)….
Il collante caro Roland nelle UNIONI è il cervello, le affinità, la stima reciproca… gli obiettivi in comune…
Sono queste le cose IMPORTANTI in cui si investe per la VITA, per costruire la Famiglia… La sessualità seppure importante viene in secondo piano.
Informati bene, poi ne riparliamo.
Leggenda: 12,9, 12,5, e chi lo sa se vengono prese premendo o meno, come dici tu, ma che importanza ha. Non leggi quanto sono comuni le dimensioni di cui ti lamenti? Lo capisci che non è quello il problema? Consumare le energie in quella direzione è solo tempo perso.
Qualche giorno fa un amico mi ha mandato un link su Facebook dove, sul giornale di Bologna, “Il resto del Carlino”, si parlava di un tizio a cui durante un rapporto è “esploso” il pene che si era fatto gonfiare chirurgicamente. Trovo che l’episodio sia tragico nella sua comicità, e essere tragicomici agli occhi di sè stessi e della partner è molto peggio che accettare le proprie dimensioni con dignità. Non so cosa ne pensi tu al riguardo.
Priamo,
Teniamo presente che se talune sedi del corpo umano vengono chiamate “zone erogene” non è perché stimolandole emerge solamente l’eccitazione sessuale ma sono proprio artefici di veri e propri processi di innamoramento che possono sfociare in un vero e proprio amore come si suol dire con la A maiuscola.
Feci notare tempo fa come le donne poco belle,quelle che comunemente chiamiamo”racchie”,spesso consigliate dalle madri che sono molto più tr…di quanto si possa comunemente immaginare,concedono sessualmente tutte le sedi anatomiche possibili,dicendo sempre di si alle svariate richieste del partner, anche alle più audaci e perverse.
Le buone madri mettono in guardia i loro figli:”Stai attento a quella lì”
“Oh,mamma,risponde il figlio,stai tanquilla è solo per giocare un po’…”.
Il cocco di mamma probabilmente si avvia a diventare un pollo da spennare,stregato dall’eros che non è manifestazione dicotomica sesso-amore,bensì una integrazione delle 2 cose.
Anni fa ,in USA,il cliente di una prostituta si invaghì,si innamorò di essa e nonostante i protettori della donna avessero cercato di persuaderlo dal continuare a fare il cascamorto,questi continuò tenacemente il corteggiamento.Un bel giorno i malavitosi lo presero e gli tagliarono i testicoli.Si era innamorato facendo sesso.
Comunque capisco perfettamente la distinzione che vuoi fare tra sesso e amore,
sono perfettamente in sintonia con tutto ciò.
Se non si è persa la predisposizione ad amare a causa di continue esperienze negative,bisogna cercare di volere bene,il resto a mio parere si accomoda,senza ipocrisie.
Se come dice leggenda un certo tipo di donna scappa via per la semplice questione del pene piccolo,una volta nudi,beh…forse in un certo senso potrebbe essere anche una fortuna.
Ma a nessuno è mai capitato di innamorarsi di una persona, che magari non rispecchiava i canoni della bellezza soggettiva e che avesse difetti fisici ma che poi conoscendola si è rivelata una persona migliore di molte altre?
Per voi l’amore è strettamente proporzionale al solo sesso?
Allora avete si un problema, e grosso.
Riformulerei la domanda di ciabattina con: “un cervello piccolo fa godere lo stesso?” La risposta è NO.
Caro Fantasma, apprezzo molto le tue considerazioni, ma tu parli degli effetti della cotta, dell’innamoramento, non dell’amore. Non dobbiamo dimenticare che la Natura utilizza questo metodo, che tu qualche post fa hai ben sintetizzato con l’esempio della “gratificazione” collegata al gesto “amoroso”, come mezzo necessario alla riproduzione della specie; dell’amore alla Natura non frega niente: l’amore è MENTE non CORPO.
Ora, immaginiamo che l’atto sessuale non desse nessun “ritorno” in temini di gratificazione: chi si accoppierebbe? Nessuno credo. Che significa questo? Che l’innesco erotico che avviene tra due persone ha senso nei termini che tu hai spiegato, ma subito dopo quello e svolta la funzione che gli ormoni comandano, dopo aver incassato l’orgasmo vi può essere solo un esito se la coppia appartiene alla categoria “alla ricerca del piacere”: finisce lì. Spesso lui ha quasi fastidio ad averla vicina dopo l’orgasmo, e solo se ha ancora carica erotica la cerca di nuovo e con le stesse modalità. Lo stesso vale per lei, anche se un pò di coccole post coitum piacciono alle nostre donne, che però quasi mai arrivano se lui NON LA AMA.
Nel caso del cliente che si innamora della prostituta, viene confuso questo stato ormonale con l’amore di cui ho parlato in precedenza. Si confonde perchè probabilmente non l’hanno mai conosciuto, e quello stato di ebbrezza e benessere trasmesso ormonalmente per gli scopi riproduttivi di cui sopra lo chiamano amore, quando è solo innamoramento.
E’ comunque un buon inizio, in buona fede, diverso dal mero accoppiamento del tipo “quel figone me la farei” o ” ho saputo che lui ha una min.... tanta e vorrei provarla”, ma è pur sempre un dolce inganno, non è amore.
Quel rapporto di cui parlo io, e che ti fa sentire uomo e non solo maschio, nasce da un’intesa che cresce nel tempo, che vede i due costruire lentamente una relazione, nella quale la felicità dell’uno diventa lo scopo dell’altro, e solo attraverso questo si può parlare d’amore. Perchè questo accada il sesso potrebbe persino esserne escluso, ma nella maggior parte dei casi, fortunatamente, si aggiunge ai tanti strumenti utili per raggiungere quello scopo, ma non è il SOLO fine della relazione.
Sentire Roland che sostiene che il sesso sia la base fondamentale di un rapporto uomo-donna, significa già vedere il fallimento di quella storia, che invece può evolversi e durare solo come sostiene anche Vicentina nel suo ultimo post. Quello resta, il sesso passa prima o poi