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Un pene piccolo fa godere lo stesso?

di ciabattina

Riferimento alla lettera: Bè tanto x incominciare son sempre stata una che diceva che la lunghezza e grossezza di un pene non contasse niente, fino a quando non ho trovato il mio ragazzo che non raggiunge i 10 cm. All’inizio quando sono asciutta anche se è un pene piccolo mi fa piacere perché...
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Data di pubblicazione: 8 Gennaio 2006

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Categorie: - Sesso

18.809 commenti

  • 10651
    fantasma -

    Priamo,
    Chiarisco una cosa:
    Le donne “assatanate” che incontriamo e che ci rigettano,lasciano in noi un esperienza negativa(imprinting)che riversiamo inconsapevolmente su tutte le donne,
    incluse quelle tipo camy che ci potrebbero apprezzare per altre qualità.
    E’ vero che molto dipende dalla nostra sensibilità soggettiva(quì rispondo implicitamente anche ad alberto),
    ma dentro di noi c’è l’esperienza primordiale o precoce che è diventata ormai parte integrante del nostro io,del nostro comportamento;
    questa esperienza primordiale è pur sempre un input che viene indiscutibilmente dall’esterno.
    Ritengo che l’attenzione vada posta nelle nostre proiezioni onde capire dove arriva il rigetto reale da parte di talune donne e dove in realtà è un fenomeno di semplice inconscia proiezione col quale attribuiamo a TUTTE le donne il nostro personale vissuto.

    X tutti,
    Mi fa molto piacere che il concetto di “induzione” incomincia a far breccia tra i frequentatori di questa discussione.

  • 10652
    Priamo -

    Rispondo velocemente sia ad Alberto che a Fantasma. Siamo giunti quanto meno a prendere in considerazione che la “visione” di un certo problema sia da considerarsi come il frutto di una “percezione” soggettiva, e questo è un bel passo avanti. Stiamo considerando, altresì, più o meno implicitamente, che determinati complessi maschili, oggi nascano da una perdita di “posizione” del nostro sesso relativamente alla conseguente emancipazione e “liberazione” delle donne. Ma converrete con me che questa liberazione non necessariamente ha significato “evoluzione” in molte di queste donne. Vale a dire, quanti dei nostri “colleghi” si rifugiano nella pornografia, traendone indicazioni strumentalmente sbagliate, alle quali scioccamnte cercano di rifarsi, altrettanto può accadere alla parte femminile dell’umanità (soprattutto occidentale, attenzione) che, ossequiando i paramentri di valore della società consumistica, vede nella “quantità” un segnale di valore riconosciuto.

    Chi ha solo un pò di sensibilità in generale, si renderà conto che questa è gente che una volta veniva definita “carne da cannone”, termine cinico che indicava la massa dei soldati senza identità che si potevano sacrificare senza che l’umanità ne sentisse la mancanza.
    Ora, capisco Fantasma che parla di imprinting prodotto da assatanate ignoranti e successive conseguenze,capisco senza retorica l’animo sensibile di Alberto, perchè ritengo di essere anch’io sensibile. Ma ragazzi non possiamo farci condizionare da una cretina (scusa Alberto) che dice alla madre di un ragazzo che il figlio ce l’ha piccolo, perchè è chiaro che vuole offendere la donna attraverso il figlio, o l’assatanata che neanche con un battaglione di marines si sentirebbe soddisfatta. Donne così sono senza qualità e non meritano che ci si mortifichi per loro, perchè con le successive questa sensazione trasparirà, con tutto quello che ne consegue, e l’ho detto mille volte, se c’è una cosa che le donne non sopportano è un maschio che dimostra insicurezze, DI QUALUNQUE GENERE.
    Quand’ero un diciottenne di bell’aspetto ho scoperto che le ragazze si confidavano con me ma scopavano con gli altri, molto meno disponibili e comprensivi. Poichè credo di essere sveglio, ho sùbito cambiato atteggiamento, diventando molto più “concreto”, con risultati inimmaginabili.
    Ragazzi, le donne amano gli uomini che sanno quello che vogliono, cosa che le fa sentire sicure a loro volta. Non fatevi tante menate visto che anche Brad Pitt si dice l’abbia piccolo

  • 10653
    pit -

    comunque non penso che il 90% lo ha dai 16 ai 18cm,leggenda mi apre che stai un po’ esagerando.Saranno piu’ vere le misure prese da andrologi o quele di sondaggi dubbi su internet? c’è uno studio autorevolissimo fatto in una clinica andrologica di pisa,su 3300 uomini dai 18 ai 55 anni,il quale dice che le dimensiono in stato di stiramento,molto simile a quella dell’erezione,dava un risultato medio di 12,5 cm, con un minimo di 9 e un massimo di 17,5cm.Quindi non mi venire a dire che lo hanno quasi tutti dai 16cm in su perchè è una gran bella stronzata.inoltre determinare le dimensioni in erezione vedendolo moscio è sbagliatissimo,perchè un pene piu’ piccolo da moscio si espande molto di piu’ in lunghezza di un pene già lungo

  • 10654
    Priamo -

    Riprendo, per concludere, il mio intervento appena precedente.
    A parte l’ultima battuta su Brad Pitt, che frequenta una certa Angelina Jolie con successo, nonostante quello che si ritiene essere una sua sottodotazione( col che traete voi le conclusioni, ma per favore non ditemi, ma quello è Brad Pitt perchè io vi direi, che nessuna è come la Jolie), alla disquisizione che Alberto ha fatto circa le supposte strategie che una donna metterebbe in atto nello scoprire un presunto tallone d’Achille del maschio, rispondo che: ammesso e non concesso che questo accadesse (e secondo me non accade così frequentemente) il mio atteggiamento, e quello che vi consiglierei, è di FREGARSENE bellamente e continuare ad essere stessi, perseguendo i propri obiettivi. Tra l’altro, un rapporto che nascesse con questi “giochetti” è destinato a durare poco, proprio perchè si sta fingendo, quindi non si è sè stessi, nè lo è l’altra parte. Come si potrebbe mai instaurare un rapporto di fiducia, quando ci si comporta come se si avesse un avversario di fronte? Cosa si conoscerà dell’altro veramente? Ha senso parlare di rapporto sentimentale quando si stanno “pesando” i rapporti di forza? La risposta è NO.
    Quindi quando càpita, o scoprite che una tipa è del genere che ho definito “vagina con le gambe”, anche se la vosta sensibilità vi ha fatto “innamorare”, dovete sapere che da un soggetto del genere non ci caverete un ragno dal buco, mai: è una causa persa, quindi, chi se ne frega se è soddisfatta o meno visto che lei vi sta USANDO come un vibratore? Dovete farvi venire dei complessi per una bambola di gomma dotata (purtroppo) di carta d’identità? Questo sì che sarebbe svalutarvi, ed è quello che è successo: vi siete riferiti al giudizio di una vagina parlante(a vanvera) e NON di una DONNA per alimentare il vostro amor proprio, cosa potete sperare?
    Non vorrei apparire misogino, ma ho l’impressione che voi idealizziate un pò troppo il sesso femminile, che ha eccellenze come quello maschile, ma altrettanti tentativi mal riusciti.
    Cominciate a rendervi conto che già il fatto che vi preoccupiate del piacere della vostra partner vi mette in una posizione poco praticata da tanti maschi; se vi fate delle menate perchè una scema non è soddisfatta, allora siete nei guai.
    Io seleziono su parametri legati al mio piacere, pur senza egoismi, ma solo quando trovo una DONNA mi esprimo per lei, e vi assicuro che la penetrazione, con quelle donne, diventa un dettaglio. Prima c’è la…testa.

  • 10655
    alberto2006 -

    PRIAMO
    “Il fatto è che il tuo problema nasce proprio dall’eccesso di severità che ha nei confronti di te stesso e dalla dipendenza dai giudizi altrui.
    Sono sicuro che questa tua caratteristica è presente anche in ambiti relazionali che non hanno a che fare col sesso: dimmi se sbaglio”

    Complimenti,ci hai preso in pieno..!
    Ottima analisi anche per il resto.
    L’errore di fondo e’ la costruzione dell’identita’ maschile che deve procedere indipendente dall’approvazione o meno femminile.E’ questo il punto.
    E riuscire a fregarsene non sempre e’facile(per quanto ci si provi)

  • 10656
    Priamo -

    Caro Alberto, se ci pensi attentamente, comprenderai che quella “dipendenza dall’approvazione femminile” è strettamente legata al rapporto con la figura materna: la prima donna della nostra vita, dalla quale è dipesa la nostra sopravvivenza, sia fisica che identitaria.
    Il successivo passaggio relazionale con altre figure femminili, vedrà utilizzati gli stessi parametri acquisiti nella relazione con la propria madre.
    Ecco il vero imprinting che lascia il segno, non quello di cui accenna Fantasma, quello è un sottoprodotto del primo. Il cercare di gratificare la propria mamma è un esigenza naturale del bambino, ma se questa (anche in buona fede) lo ha educato sottolineandone quelli che LEI riteneva essere mancanze o imponendogli delle “aspettative”, piuttosto che cercare di far emergere la vera personalità del ragazzo, il soggetto figlio maturerà un “ansia da prestazione” incolmabile, perchè si sentirà sempre in “debito” nei confronti dell’adorata figura materna
    Molte madri incatenano spesso i figli maschi a determinati “clichè”, aggiogandoli più o meno inconsapevolmente a sè stesse, attraverso la dedizione che gli elargiscono, con un tacito “Do ut des”: ti do perchè tu mi dia (però, quello che voglio io). Attraverso questo cercano di soddisfare le loro personali aspettative e ambizioni, e perciò hanno bisogno di “trattenere” psicologicamente (e non solo) il figlio.
    Nessuno, osservando superficialmente il comportamento di queste donne, potrebbe mai pensare che stanno in realtà tarpando le future ali ai figli, ma indagando senza pregiudizi, ci si rende conto che ogni azione ha il sotteso scopo di far sì che il ragazzo senta “sempre” il bisogno di lei, della sua approvazione, e per avere questo si pone in un posizione di continua “materna insoddisfazione”, instillando così un senso di colpa nel bambino.
    Quando poi l’età porta verso le “altre donne”, il modus operandi resta quello appreso nei confronti della madre, e se questa non ci ha staccati da sè, abituandoci ad accettarci per quelli che siamo, ci rifacciamo automaticamente alle aspettative che “immaginiamo” provengano da quella donna che ORA ci piace, ma che invece si aspetta un uomo sicuro di sè e non subordinato. Solo se ne intuisce debolezza, allora ne approfitta
    Alberto, un indizio di quanto le mamme svolgano un ruolo nei nostri destini, me lo ha dato sapere della discussione di tua madre con quella tizia che le ha parlato delle tue misure. Trovi che fosse necessaria la sua mediazione? Pensaci

  • 10657
    leggenda -

    priamo

    complimenti ai tuoi post che sono quasi sempre impeccabili,può darsi che tanti siamo imbeccati in vagine con le gambe,però resta il fatto che con le mie dimensioni le problematiche le ho avute,in posizioni che non arrivo bene (e già qua ti prende l’ansia del non essere adeguato)il pene che fuoriesce di continuo(stessa ansia)quando la vagina e troppa bagnata non si capisce se il pene e dentro oppure fra le cosce,quando se lo mette in bocca lo prende con tre dita,ecco tutte queste cose mi fanno capire che apparte il fattore piscologico,ce un vero e proprio problema di centimetri,e quando una donna dice di preferire un pene medio-grosso a quello piccolo non posso dargli torto perchè col pene piccolo purtroppo ci sono difficoltà logistiche e meccaniche.per quando riguarda il fregarsene bè io non ci riesco.

    pit

    ma è chiaro che io parlo della maggior parte di peni che ho visti mosci,che erano quanto il mio in erezione,e quando crescono cmq sono sempre più grandi del nostro telo assicuro.invece dei miei amici visti in erezioni il doppio del mio,appunto ti dico che tutta la gente che ho visto io sono tutti super dotati,oppure le ricerche degli andrologi fanno acqua da tutte le parti.

    vorrei fare una domanda a tutti ma specialmente alle donne(che purtroppo non affollono in questo spazio) capitemi bene.

    se una donna si bagna sapendo che di fronte a un pene piccolo cosa vuol dire?
    mi spiego meglio se il pene piccolo non fa tanto eccitare non dovrebbe restare asciutta?stà cosa ancora non mi è tanto chiara.eppure le mie esperienze dicono che avevano un fiume in piena,dovevano restare quasi asciutte avendo io il pene piccolo che non le attizza più di tanto cosa ne dite voi.

  • 10658
    roland -

    LEGGENDA

    Le donne si bagnano perchè si eccitano anche grazie ai preliminari.
    Quello che succede dopo è un’altra cosa.

    Comunque, a te il pene esce quando sono bagnate o anche asciutte?

  • 10659
    alberto2006 -

    Priamo 10656
    Hai scritto estremamente acute che in buona parte possono essere collegate alla mia situazione.Ci sono comunque alcune differenze di vissuto personale.
    Mia mamma e’ stata tutto fuorche’ una donna di personalita’ dominante,semmai l’opposto anzi sin troppo tollerante.Avevo un rapporto molto forte,quasi simbiotico per similitudine di caratteri,sensibilita’,visione delle cose.E forse proprio perche’ la ritengo un modello (a livello inconscio)faccio fatica a relazionarmi con le donne.Non ero un mammone,tuttavia,e di questo sia io sia lei ne eravamo convinti.In realta’ per instaurare il gioco sottile della dipendenza non e’ necessario possedere una personalita’ dominante:e’ sufficiente instaurare (senza volerlo)un rapporto basato su aspettative e se queste non vengono attese rimarcare la delusione(per la serie “io che ho un rapporto privilegiato con te non posso essere delusa”)
    E’ un messaggio che ho recepito senza che venisse mai esternato peraltro.Ma in questi casi entrano in gioco altre dinamiche familiari:ho un fratello maggiore affermato professionalmente e benestante,sempre il primo della classe e laureato con lode,il classico figlio”da esibire”.In realta’ i miei genitori non hanno fatto nulla per creare competizioni ma quasi per compensare un ruolo
    inconsciamente subordinato,ho privilegiato la componente affettiva nei confronti dei miei:”lui e’ piu’ bravo ma io sono piu’ affettuoso e presente e soprattutto sotto questo punto di vista non vi deludo”.E senza volerlo si e’ creato un gioco di aspettative reciproche”tu sei piu’ presente,piu’ affettuoso e quindi non ci puoi deludere”.Sono frasi mai dette ma il mio vissuto le ha elaborate in questo modo.
    Anche questi comportamenti possono essere in senso lato intesi come “ansia da prestazione”.Non fisica ma di forte connotazione emotiva.E comunque il risultato e’ stata una costruzione della personalita’ e una percezione della propria identita’ basata sull’approvazione degli altri.Se l’altro non riconosceva i miei meriti,ne rimanevo deluso e dovevo aumentare impegno,dedizione o altro finche’ non fossero riconosciuti:questo p.es. e’ un meccanismo che spesso ho applicato nel sistema lavorativo.Il mondo affettivo,ovviamente,non ne e’esente perche’ e’ una sorta di “modello applicativo” che vale in tutti i campi.E il risultato e’ quello di scegliere donne”forti” e di esserne irretito(al contrario della madre)quasi volessi perpetuare un meccanismo giudicante di aspettative..

  • 10660
    massimo -

    perché guastone ? le donne mi vogliono perché sono attraente e anche intelligente poi se scendono giù si trovano una mazza non mi lasciano più se non le scarico io con sistemi infallibili .

  • 10661
    leggenda -

    roland

    appunto si eccitano,ma se noi stiamo dicendo che il pene piccolo non piace perchè bagnarsi?questo è quello che vorrei capire,se il bagnarsi fa parte di una situazione a loro fisiologica,oppure derivata da un forte eccitamento.se il loro bagnarsi e dovuto al forte eccitamento,come mai si bagnano di fronte(che noi asseriamo che non piace) ad un pene piccolo?

    non ho capito quello che vuoi dire “quello che succede dopo e un’altra cosa”.

    mai avuto rapporti con donne che fossero asciutte roland.

  • 10662
    roland -

    Leggenda, si bagnano perchè uno è bravo nei preliminari e le eccita. Il pene si usa nella fase dopo.

  • 10663
    Priamo -

    Buongiorno Alberto. Naturalmente i “vissuti personali” sono differenti tra loro per ovvi motivi, tuttavia, tu stesso dichiari quanto io sostenevo riguardo le aspettative che il nostro “paradigma di riferimento” attende da noi, ponendoci così in una condizione di dipendenza dal giudizio di questo, attraverso il quale “pesare” il nostro valore intrinseco.

    Perchè accada questo non c’è bisogno di una personalità dominante in senso classico, anzi. Proprio perchè l’attesa delle prestazioni che ci si aspetta da noi è richiesta da una persona al di sopra di ogni sospetto, ci si sente ancor più in dovere di soddisfarne i desideri. In questo modo si agisce in funzione di una richiesta che non necessariamente tiene conto della nostra personalità, inclinazioni, stati d’animo e VOLONTA’, ma di quelli che sono i parametri generici che un bravo figlio deve ossequiare per essere ritenuto tale.
    Questo meccanismo induce alla lunga uno stato di dipendenza da “gregario”, disabituando così il soggetto dal conoscersi profondamente. Si resta in una condizione che è spiegata meglio dall’etologia che non dalla psicologia, molto simile a quella del cane col padrone che lo nutre e lo indirizza, al quale padrone bisogna dimostrare devozione e rispetto,oltre che lealtà naturalmente.

    Per quanto riguarda l’immagine di riferimento materna cui tu fai cenno, le radici di tale devozione è radicata nella nostra cultura già da ragioni religiose, di cui non voglio in questa sede affrontare le dinamiche. Ma l’immagine immacolata della madre di Cristo che noi, anche i più laici, ci portiamo dentro di “default”, fa sì che la proiezione di questo stereotipo si trasmetta automaticamente a tutte le figure femminili ai quali ci si lega affettivamente.
    Ovviamente il mondo non è fatto di “madonne”, ma di donne piene di dubbi, incertezze e bisogni umani,che cercano disperatamente riconoscimenti e amore, per avere i quali tentano tutte le strade, come tutti noi d’altro canto, e un figlio (maschio, è meglio) è a portata di mano nei termini che ho cercato di spiegare e che in fondo confermi.
    Purtroppo, come ho detto, questa frequente situazione distoglie il ragazzo dalla scoperta di sè, scoperta che “deve” essere costellata di tentativi, errori, cadute e perchè no, disobbedienze, tutte utili però a mettere a fuoco cosa si vuole e cosa non si vuole per sè. Quindi non mi sorprende, come avevo intuito, che dietro il tuo problema vi sia la necessità di continue conferme >>

  • 10664
    Priamo -

    Continua.
    portando questa tua necessità anche in ambito lavorativo.
    Il punto è che quando usciamo dal rifugio famigliare quegli atteggiamenti non sono visti come un indicazione di positività, ma di debolezza. Anche questo è un atavico istinto animale che interviene nel giudizio, e che ci indirizza a valutare chi ha la stoffa di leader e chi di gregario.
    E’ tanto vero quello che dico che avrai letto quante donne, anche insospettabilmente equilibrate, sono attratte da tipi che tutti definirebbero “stronzi”, contraddicendo così esse stesse che a mente fredda desidererebbero accompagnarsi a un ragazzo gentile, leale e affettuoso. Come mai? Perchè il famoso istinto animale della femmina fa vedere in quel comportamento autonomo, indipendente, scaltro e egocentrico di quello stronzo, i mezzi per affrontare con succeso la lotta per la vita, e quindi assicurare, in una inconscia ipotesi riproduttiva, le possibilità di cavarsela sempre, e questa dotazione maschile fa accettare a queste donne qualunque vessazione pur di avere “genii” e cromosomi di un maschio di quel genere. Ma ripeto, tutto questo si manifesta a livello inconscio, razionalmente se chiedi a queste donne perchè stanno con uno stronzo del genere non te lo sanno spiegare.
    Per questo insistevo sul fatto che per risolvere certi problemi, bisogna cercare di uscire da quella necessità di conferme da parte altrui, soprattutto se si tratta di “estranei”. Cercare di immaginare la donna come una figura angelicata, proiettando su di essa inconsapevolmente la figura archetipica materna, con le connotazioni cultural-religiose di cui accennavo, è la prima cosa da evitare.

    Se si lavora intorno a questi indicatori, di cui io, con la massima modestia, ho parlato, sarà il primo passo per acquisire un’autonomia personale frutto dell’accettazione di sè, che una volta acquisita nessuno ci toglierà mai, e scopriremo con sorpresa che non ci preoccuperanno le misure fisiche, come pure il giudizio di questo o di quella, ma l’idea che abbiamo di noi stessi, e di quanto avremo indirizzato la nostra vita secondo i nostri VERI desideri. Questo sì che ci darà autonomia, autostima e fiducia, e non dovremo dimostrare un bel niente a nessuno, ma solo a noi stessi.

    Massimo, vai a parlare di corda in casa dell’impiccato e ti meravigli se uno ti chiama guascone? (non “guastone”, mi raccomando).
    Siamo felici che tu sia apprezzato anche per altre qualità che non sia la sola nerchia, ma alla fine: chissene.. Bye

  • 10665
    leggenda -

    roland sei duro però!
    ma la dotazione che le aspetta già la sanno,capisci quello che voglio dirti,piscologicamente sanno che dopo ce il pene piccolo.

  • 10666
    alberto2006 -

    Priamo…che dire?Chapeau per le tue analisi!Hai fatto studi psicologici ?Dico questo perche’esprimi concetti e descrivi situazioni con una chiarezza particolare,sia descrittiva che introspettiva.

    Il problema del distacco dalla figura materna,sicuramente idealizzata,e dei paragoni(inconsciamente)perdenti con le altre donne e’ un passo niente affatto facile.Anche perche’,come dici tu,il primo approccio”con le altre”e’ stato(personalmente)in linea di continuita’ con quello della figura materna:un approccio idealistico,sognatore,rassicurante.Quando realizzi che la realta’ e’ diversa e che le donne non possono e non devono avere la figura accuditiva della madre e che anzi sono loro a chiederti un ruolo protettivo iniziano i primi problemi.

    Ma nella costruzione della propria personalita’ gioca un ruolo chiave e determinante e spesso sottovalutato che e’ quello del padre,che e’ la figura determinante nella costruzione dell’identita’ maschile.C’e’ uno psicologo(Claudio Rise’)che e’ da sempre molto attento all’importanza della figura paterna nella costruzione dell’identita’ maschile del figlio(consiglio di leggerlo).Ovviamente e’ un discorso lungo da fare e lo spazio e’ breve.Tuttavia se al discorso della dipendenza inconscia e non voluta si aggiunge un ruolo paterno che preso da mille impegni spesso sottovaluta la necessita’ e l’importanza del suo ruolo di “costruttore” dell’identita’ maschile le cose si possono complicare.

    Se quindi si cresce con il bisogno di conferme con un’identita’ fragile,e’ ovvio che la componente induttiva esterna gioca un ruolo importante.In senso metaforico la personalita’ la immagino come una rete:se ci sono delle maglie piu’ grosse i condizionamenti esterni hanno gioco facile a entrarvi.E quindi gli stessi episodi negativi che per alcuni non lasciano quasi nessuna traccia per altri invece rimangono forti al punto tale di “fissarsi” in modo semipermanente.

    Per concludere ,tornando su un’ottica terrena,il meccanismo della dipendenza ha pero’ ha il vizio di fondo secolare:la donna ti tiene in scacco(o crede di farlo)per quello che ha in mezzo alle gambe(e questo forse e’ difficile cambiarlo)..

  • 10667
    Priamo -

    Ciao Alberto. No, i miei studi “ufficiali” sono di tutt’altra natura, più tecnico scientifici che nell’ambito della psicologia, ma sono curioso di natura, e l’animo umano è una miniera di scoperte, a cominciare …dal mio. Tuttavia, nonostante le variabili personali, le dinamiche e i riferimenti attraverso i quali ci formiamo come persone sono sempre i soliti, che si sintetizzano semplicemente nel bisogno di essere amati, attraverso il quale siamo “identificati” e quindi esistiamo. E’il risultato finale di quelle dinamiche che cambia, a causa dell’interazione con fattori anche casuali che intervengono nella crescita della personalità.

    Caro Alberto,forse ti sembrerà strano se ti dicessi che le insicurezze che vedo descritte su questi forum sono state anche le mie, seppure non indirizzate nei termini di questo thread, ma è così, anzi…era così.
    Sono stato anch’io un ragazzo che ha vissuto in una famiglia molto simile alla tua, con una mamma dolce, dedita ma con un padre assente. Uno che ha dovuto cercare sè stesso senza sapere se la direzione che stava prendendo era quella giusta, e non sai quante volte è dovuto tornare indietro e ricominciare. Ma è quello che mi ha fatto diventare chi sono, assieme alla voglia, la tenacia di non arrendermi a quelle che sembravano sconfitte, rimettendomi in gioco ogni volta, anche quando la depressione e lo scoramento mi facevano sentire l’ultimo sfigato di questa terra.
    Ho puntato su di me, ho raggiunto gli obiettivi che mi ero prefisso, anche di natura accademica, ad un’età insospettabilmente avanzata per gli standard ordinari, e tutto questo mentre dovevo lavorare; ma non è stato un sacrificio, uno sforzo, certo, ma che alla fine mi ha consegnato la stima, il “me stesso” che avevo dentro, “liberato” da quelle paure e insicurezze nelle quali, in fondo, mi rifugiavo.
    Sono stato un ragazzotto sensibile, romantico e un pò ingenuo che vedeva le donne nei termini idilliaci che molti “di noi” immaginano che queste debbano possedere, ma sbagliavo, non per colpa loro ma della mia “prospettiva”, cresciuta nel modo che tu, e migliaia di altri ragazzi, maturano in famiglia.

    Vedi Alberto, già il fatto che tu stia cercando un “isola” su cui approdare mentre navighi in questa vita, attraverso questi scambi di idee e di esperienze, è un segno di quanto sia vivace in te la voglia di “trovarti”.
    Non importa quanti anni hai, “innamorati” prima di te, e vedrai che il resto arriverà, senza bisogno di centimetri in più. Credimi.

  • 10668
    leggenda -

    mi vergogno di me stesso,ma velo dico lostesso.
    certo che i complessi so brutti,prendo una banana gli misuro col metro da sarta la circonferenza ed era 12cm e faccio la prova in bocca come fosse un c....,caspita che si sentono in bocca 12cm in circonferenza,e non sono riuscito più di 6-7 cm in profondita che mi affogavo,allora mi domando come ca zzo faranno le donne a mettersi un pene in circ.. di 15 ad esempio se già 12cm si sentono eccome,mah cioè mi allargava la bocca abbastanza,con un 15 ti pigliano i crampi alla masciella sicuro.

  • 10669
    massimo -

    mi è piaciuta quella della banana in bocca ah ah io infilo in bocca alle ragazze più di metà del mio lungo arnese e mai nessuna si è lamentata !!!!! anzi !!

  • 10670
    roland -

    LEGGENDA

    te dici quello… come sai io ho un 11 nbp… giorni fa ho fatto un deepthroat con una di quelle, e visto che siamo in clima di cavolate, beh, si sentono eccome in gola anche se non hai 20 cm e fa lo stesso effetto.
    Tu prova a mettere un cucchiaino (che sarà 8-9 cm) come faceva il medico quando eravamo piccoli, in bocca fino alla gola e vedi se non ti viene da tossire.
    fidati che a parte nei film porno, le donne non è che amano molto far entrare in bocca dimensioni ragguardevoli.
    ma il discorso è diverso dal rapporto sessuale completo.
    lì per loro le dimensioni contano in difetto, ma sono cose che ormai abbiamo detto e ridetto.

    ma posso farti una domanda spero di non essere inopportuno: tu hai detto di avere un 13 nbp, ma una volta hai detto che quando ti fanno sesso orale non riescono a usare anche la mano… usano due dita o tre per tenerlo in mano e dove c’è l’attaccatura? ma scusa, con un 13nbp considerando le loro mani piccole dovrebbero riuscire.
    sei sicuro che hai un 13 nbp?hai misurato bene? io ho 13 bp ed ho quel problema li.

  • 10671
    leggenda -

    roland

    che cosa è stò deepthroat.
    certo che sono 13nbp, anzi ti dirò di più col metro da sarta seguendo la curvatura tipo banana in erezione buona arrivo pure a 14.insomma copre la mia mano più tre dita abbondanti,posiziono la mano da sotto all’attacatura dei testicoli non so se ti è chiaro.
    se lo afferri con la mano esce la capella e un pezzo di 2cm,facendo un pomp.. la mano di lei nel movimento deve stare quasi ferma,mentre con tre dita riesce meglio a smanettare,ecco sono stè cose qua in aggiunta al resto che ho sempre detto,che mi fa capire che la normalità oggettiva di tutti gli altri uomini sia ben lontana alle nostre dimensioni.

    massimo

    tu per mettere metà del tuo pene in bocca cioè 12cm,credo che devi avere pure una buona circonferenza,secondo me dici un sacco di fesserie,oppure ce lai sottile come una matita.

  • 10672
    roland -

    LEGGENDA

    abbi pazienza, ma un pene come lo descrivi tu mi sembra assolutamente normale.
    che devo dire io che ho un 11 nbp, e diventa al massimo 13 bp, quando lo impugno e con la mano spingo verso i testicoli?
    e in questo caso esce la cappella, ma se non spingessi uscirebbe mezza cappella dalla mano. a te senza spingere esce tutta.

    Io poi non vorrei insistere su queste cose, ma ieri sera mi trovavo in una chat di quelle tipo chatroulette, e mi son capitate due ragazze inglesi che si sono fermate.. io l’avevo moscio e hanno commentato “small cock”, facendo una smorfia.
    e hanno cambiato canale.
    questo per dire, come dice Leggenda, che le ragazze hanno le idee ben chiare su cosa non gli piace ed è da mollare.

  • 10673
    Dealer -

    Priamo condivido in pieno tutto quello che hai scritto, il grosso del nostro imprinting della personalità avviene nei primi anni di vita, tutto il resto ci serve a confermare la regola svalutativa che ci siamo dati in quel periodo.Da non sottovalutare la figura paterna “con il complesso di edipo” con il rapporto madre padre. Visto lo spostamento della discussione dai cm del pene ad aspetti psicologici voglio riportare la mia esperienza sperando possa servire. Io ho avuto grosse difficoltà con mio padre, persona molto autoritaria severa e svalutante, mia madre completamente succube quindi i miei bisogni venivano sempre dopo quelli di mio padre, se cercavo mia madre, doveva finire prima con mio padre e poi si occupava di me. Qualsiasi cosa facessi c’era sempre qualcuno che le faceva meglio di me in primis mia sorella anche se in realtà non sapeva fare niente!La madre è la prima donna con la quale ci relazioniamo ed è fondamentale per la nostra autostima e sicurezza,nel mio caso la competizione “Madre” era con mio padre,il conflitto si supera attraverso l’identificazione, un giorno saro come te (Padre), se questo non avviene perchè si continua a svalutare e a non gratificare, se l’oggetto della competizione è inarrivabile, il messaggio che prevale è non sarò mai come te, non potro mai avere mia madre o chi per essa rappresenta il soddisfare i miei bisogni. Questo puo essere descritto come un nostro copione per cui si tende a vedere l’altro migliore di noi, a temere il giudizio, ovviamente solo quello negativo perchè ci conferma la regola iniziale NON SIAMO OK.Credo che grosso modo sia cosi per tutti magari potremmo avere 10 donne che sono soddisfatte di noi ma ne basta una che ci dica che abbiamo il pene piccolo… e quello vale, o magari il pensare che le altre non hanno detto niente per non ferirci ecc….Tornando ancora a me credo di essere stato particolarmente sfortunato nei miei primi rapporti,avevo gia qualche timore per la dimensione del pene e ho avuto le mie prime due esperienze in cui sono stato giudicato per le dimensioni , sono stato malissimo non vi dico le difficoltà ad avere un rapporto completo comunque entrambe godevano e mi hanno sempre cercato anche a distanza di anni e da sposate continuando a dirmi che non hanno mai goduto tanto (godimento con penetrazione ) quindi posso affermare che per il piacere femminile la dimensione non conta,l’ importante è la percezione che abbiamo di noi stessi che proietta le nostre paure e…

  • 10674
    Dealer -

    Segue:
    insicurezze, per cui sentendoci inadeguati lo saremo per davvero risultando anche insicuri nel sesso creando un empatia negativa. Ormai per me il danno era fatto perché se il primo giudizio poteva essere un caso il secondo rappresentava una conferma ( copione) ho rinunciato alla studio e a vivere la vita che volevo , sono di bell’aspetto e ho rinunciato a fare sesso con molte donne per paura di essere inadeguato, sono stato con altre due donne una mia moglie e nessuna delle due mi ha giudicato, ho avuto lo stesso rapporti soddisfacenti., quindi uno direbbe dov’è il problema se indipendentemente dal giudizio comunque le donne ti cercano? Il problema principale però non è l’avere o meno esperienze negative ma il valore che si da alle stesse, avrei potuto fregarmene del giudizio di quelle ragazze e andare oltre invece mi sono soffermato cercavo la loro approvazione dovevo superare l’esame dimostrare di essere all’altezza e anche quando l’approvazione è arrivata non è bastata perché la regola, quella costruita nella mia mente dice qualsiasi cosa faccia non basta non sono OK, a poco sono serviti glia anni di psicoterapia, adesso sto provando l’ EMDR che come fondamento non usa l’analisi ma la capacità di autoguarigione della mente attraverso i movimenti oculari( se avete suggerimenti su terapie valide sono accetti) in ogni caso il leggere le vostre testimonianze mi sta aiutando . Ora se tutto questo no basta per collocare la questione piu’ sull’aspetto psicologico, passo alle misurazioni. All’epoca dei giudizi delle ragazze il mio pene misurava NBP (senza spingere) 13,5 cm x 12,5 oggi il mio pene dopo che ho praticato varie tecniche per l’allungamento misura 16,5 x 13,5 NBP con la misura BP arrivo a 19 cm, ma nonostante tutto del mio passato continua a rimanere la convinzione di non essere adeguato. Questo fa capire (me compreso) che è fondamentale quello che noi pensiamo di noi stessi, oggi siamo noi che decidiamo attraverso le nostre scelte di dare seguito o meno a quella regola di svalutazione iniziale, la grossa difficoltà almeno per me, non è capire le dinamiche del gioco, ma avere la consapevolezza che tutto questo è solo un inganno della mente.

  • 10675
    leggenda -

    ieri per mia incredulità ho scoperto che farsi l’automasturbazione e stare li col metro porta risultati non veritieri,l’erezione non sarà mai al 100%.ieri sera dopo 1 mese di corteggiamento esco con una bella ragazza,insomma nel mentre della serata si finisce a letto precisamente in macchina,mentre mi fa sesso orale era diventato durissimo melo guardo e sembrava più grande e lo era,di solito quando faccio l’automasturbazione copre la mano e tre dita,in quel momento faccio la prova con le mani ed era la mano e quattro dita insomma era al limite di due mani come minimo era piu lungo 1,5 cm son sicuro che se in quel momento lo avrei misurato ero di sicuro a 14,5 sicuro perchè lo avevo notato proprio a vista d’occhi.quindi immaginate farsi l’ autoerotismo col pensiero di misurarlo,non sarà mai una misura reale del nostro pipino,metteteci pure l’ansia di averlo piccolo ed in quel momento il nostro pene non sarà piu del 90%,era decisamente più lungo,invece in larghezza più o meno era sempre quello.

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