Un pene piccolo fa godere lo stesso?
di
ciabattina
Riferimento alla lettera:
Bè tanto x incominciare son sempre stata una che diceva che la lunghezza e grossezza di un pene non contasse niente, fino a quando non ho trovato il mio ragazzo che non raggiunge i 10 cm. All’inizio quando sono asciutta anche se è un pene piccolo mi fa piacere perché...
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Ciao, sarà un anno che non passo da qui ma vedo che il dibattito è ancora acceso. Quindi dico anch’io la mia. Il problema secondo me è che si parla tanto ma si fa poco (sesso). E si fa poco perché siamo vittime dell’oscurantismo moral-religioso. Se il sesso fosse vissuto di più come un atto naturale e di meno come qualcosa di misterioso e denso di significati che vanno oltre a sentimenti, piacere fisico, e fantasia, allora gran parte dei problemi tipici del sesso scomparirebbero. Non solo il timore da pene piccolo, ma anche l’ansia da prestazione o l’eiaculazione precoce, per rimanere sul maschile, o la difficoltà ad avere orgasmi e il dolore da penetrazione, per andare sul femminile. Ci facciamo troppe paranoie per ragioni ancestrali che accompagnano da secoli lo “sviluppo” culturale della nostra società, e questo rende difficile qualcosa che potrebbe e dovrebbe essere un momento di serena e piacevole intimità, che fra l’altro per realizzarsi a pieno ha anche bisogno di persone in grado di saper creare, reggere e guidare momenti di tensione anche molto alta. Ma tensione positiva. Se due (o anche tre, non so) persone si trovano bene nel sesso (come corpi e come esseri umani), tutti i loro difetti scompaiono di fronte alla nuda realtà. E se chi ha paura di essere fisicamente inadeguato facesse più sesso, scoprirebbe banalmente quante sono le persone con cui può trovarsi bene. Chiaramente occorre l’onestà di ammettere, se e quando le cose non vanno, che è il momento di cambiare. Quindi il mio messaggio natalizio è: andate ed accoppiatevi con più persone potete fino a quando non troverete una (un) partner con cui le cose funzionano bene. Scoprirete che sarà più facile del previsto incontrarla(o). Saluti.
Mirko
Bel post(11151),quoto.
Un po’ meno parsimonia da parte delle donne non guasterebbe.
Auguri a tutti, e che il nuovo Anno ci veda tutti più sereni e “leggeri”, per godere della vita come si deve. A presto
Buon Natale a tutti.
priamo non c ho tempo per risponderti, forse più in la nell anno nuovo.
in effetti però è vero che non c`entro nulla su sto forum…
perchè ho scritto?
così per noia e perchè leggendo mi è venuta di dire la mia, mi sembrava che ve la cantavate troppo…
cmq si non c`entro nulla nella discussione, le mie esperienze (e le mie misure) son diverse, non ci si capisce per forza di cose mi sa.
in ogni caso buone feste, anzi mi scuso per l’intromissione…
In questa discussione possono entrare tutte le esperienze , a maggior ragione le tue, per ovvi motivi. È possibile però che queste esperienze siano pilotate, nello specifico, da certe caratteristiche che ne condizionano le vicende, mostrandoti un risultato che non sarebbe lo stesso se fossi stato, per esempio, un normodotato. Quindi è evidente che la visuale con la quale leggi quelle esperienze sia unidirezionale relativamente ai gusti femminili. Sarebbe come pensare che, poiché si lavora alla biglietteria di un cinema dove proiettano solo film hardcore, tutti preferiscano vedere quel tipo di film, e il piacere che può dare una “storia” debba passare solo attraverso certe trame. Insomma succede come a quell’eschimese, che essendo vissuto solo tra i ghiacci riteneva, in buona fede, di poter indicare anche agli abitanti del Congo come si dovesse vivere da quelle parti. Buon anno Ben.
buon anno a tutti sco.... poco ah ah lo faccio già io x voi ah ah
Grazie Massimo, lo sappiamo che l’unica cosa che sai fare è ” ‘O scopatore”, cioè addetto alla nettezza urbana. Buon anno, e continua così, sei la nostra mascotte.
Priamo, grazie di tutto.
A te e Vicentina. Non so chi si nasconde dietro questi nick, e quale ragione vi spinga a passare del tempo qui,ma vi ringrazio di cuore per le belle parole e l’incoraggiamento che ci date. Mi auguro di continuare a leggervi, e magari approfondire la vostra conoscenza. A volte, siete davvero una boccata d’ossigeno.
Grazie.
Caro Maxym,
che dirti, se non che casualmente sono capitata in questo sito, che non ho potuto fare a meno di leggere quanto a volte le persone riescano a farsi del male inutilmente da sole.
Siamo noi spesso che riempiamo del significato sbagliato (a causa dei nostri complessi, dei nostri tarli…) lo sguardo di qualcuno o una mezza frase che in realtà avevano ben altro significato e che noi rifiutiamo a priori… perchè per primi non ci crediamo…
Aggiungo, che sono solo una donna come tante……. che ha avuto la fortuna di incontrare un GRANDE UOMO!
Avanti tutta Maxym!!!
Beh, se davvero esistessero donne come Vicentina e RedGirl c’è da essere ottimisti, ma io dubito che ce ne siano molte…e di sicuro non le incontriamo facilmente
Ciao Roland,
come ti ho già detto, più volte, posso confermarti che siamo la maggioranza o in grande numero
È importante, invece, secondo me capire in alcuni casi da quale tipologia di donne (o di uomini) siamo attratti.
Ho un parente che sta divorziando per la terza volta, le tre donne sembrano fatte con lo stampino….
Quindi è attratto da qualcosa che le accomuna (nel loro caso un look … provocatorio e lui ha confessato che gli piace che gli uomini si voltino a guardarle…)ma poi nel quotidiano mancano di altre parti essenziali e diventa un gioco al massacro…
Non so dove o come ti proponi, dove vai a “caccia”……
Cerca di analizzare come ti sei mosso in passato, e prova a fare qualcosa di diverso.
Frequenta posti diversi, se nella tua cittá c.è una grande libreria, prenditi un libro e siediti al bar o nei salottini preposti alla consultazione dei libri e osserva…..o una biblioteca…
Credimi c’è pieno di uomini e donne desiderosi anche di un confronto sull’autore preferito…….
Questo è solo un esempio ma l’importante è che tu riesca a comprendere bene te stesso.
Ciao
beh l’importante è avere sempre una o due ke tengano il manico sono in Germania in questo momento e visto ke anche qui le tedesche mi apprezzano x il mio modo di essere e non me ne porto a letto qualcuna .!!.saluti da Massimo ciao Italia
VICENTINA
Non è sempre così positivo come dici te.
Io credo che la grande maggioranza di donne, di fronte a un pene piccolo rimane comunque un po’ delusa e stranita. Ricordiamoci che stiamo parlnado di peni piccoli e non – come si crede spesso – di misure del pene a prescindere, quando, come ha detto molte volte Leggenda, le donne commettono lo stesso errore degli uomini di parlare di paure relative alla lunghezza del membro quando si è dotati nella media.
Precisiamo una volta buona che qui parliamo di peni lunghi (per usare un termine di paragone) un po’ piu’ di un dito medio maschile o tipo un rotolo di carta igienica, cioè misure comunque di alcuni cm sotto la media.
Sfido io che qualunque donna, indipendentemente dal suo grado di cultura o di intelligenza, del suo modo di vivere la vita, non sia almeno un attimo colpita esteticamente da quello al punto anche di riconsiderare la possibilità o meno di godere nel rapporto completo.
Se una donna è abituata a peni nella media (15 e over) dubito che non si faccia venire qualche dubbio e che questi dubbi poi diventino un problema, se trova un uomo sotto dotato.
Tu hai la certezza che non sarà mai così, per te, se ti capitasse?
Piu’ volte Leggenda ha spiegato la sensazione che si ha, quando si possiede un pene sotto la media, nel vedere che la donna ti masturba con due max tre dita e non con la mano a pugno chiuso come avviene nel 90% dei casi. Paiono banalità, ma per chi le vive non lo sono mai.
E non sai mai cosa stia balenando nella mente della donna che è con te in quel momento e di certo non hai pensieri buoni a riguardo.
Se io mi trovassi a far sesso con una donna obesa non nego ipocritamente che forse mi potrei sentire in difficoltà a causa della sua condizione, non vedo perchè la maggior parte delle donne non dovrebbe provare (e per me lo prova) la medesima sensazione se ha un partner poco fornito.
Ciao Roland,
non dico che sia positivo sempre, ma lo è molto spesso. In ogni ambito!!!
Per farti comprendere meglio parto dal tuo esempio sul fare sesso con una donna obesa…. .
È un tuo limite…………. non è il limite di tutti, anzi c’è chi la preferisce grassa, c’è chi rifiuta la donna magra o senza seno perché gli sembra poco femminile.
Basta pensare che persino nei siti hard ci sono video sul tema per gli amanti della XXXL.
Poi c’è chi ama la donna androgina e chi la vuole con tette enormi …….
È tutto molto soggettivo.
Questo vale per ogni cosa.
VICENTINA
Ma non credo che valga in larga parte per il pene al di sotto della media.
Il pene concorre alla riuscita del rapporto sessuale, è uno degli elementi principali. e quindi diventa importante il suo ruolo e la sua conformazione.
Fra l’altro non hai mai risposto alla mia domanda se staresti o meno con un uomo poco dotato (non con uno meno dotato del tuo ex ben dotato… io non divago mai, sono preciso e particolare).
11136
Roland, riporto il mio post.
“”Vicentina – 22 dicembre 2013 12:16
Il mio attuale compagno non è dotato come il precedente, e stando ai vostri discorsi sulle dimensioni dovrei rimpiangere il primo. … Invece fare l amore, per me, non è mai stato così appagante come in questi ultimi 8 anni. Aggiungo che la prima volta è stato talmente bello e completo che mi sono venute le lacrime agli occhi. Non credevo potesse esistere un coinvolgimento così.
Spero di essere stata chiara.””
Roland,non ho mai detto che il mio ex era superdotato….
VICENTINA
ma continui a non rispondere alla mia domanda. XD
Io ti parlo di una situazione: staresti con un uomo poco dotato (cioè con un uomo che ha un pene lungo come quelli che ho descritto nei precedenti post)?
Molte donne dicono “il mio attuale uomo è meno dotato del precedente”, ma ribadisco, anche se tu dici che non è importante, che essere meno dotati del precedente non vuol dire essere oggettivamente poco forniti, il proprio ex poteva averlo di 18 cm e sicuramente anche uno nella media è meno dotato di questo.
Roland,
io ho risposto SEMPRE alle tue domande. Ho solo escluso i centimetri ma sono stata chiara dal primo momento in cui sono intervenuta.
Dimmi che senso avrebbe avuto un mio intervento (testimonianza) qui, se non supportata da un’esperienza personale?
Se tu NON VUOI cogliere è solo un problema TUO.
Tu vuoi che ti si dia ragione a tutti i costi. Perché?
Non so il motivo e potrei sbagliarmi, ma ho la sensazione che siano altri i tuoi problemi (fosse anche solo ansia da prestazione…insicurezza…) e che tu preferisca imputarli alle dimensioni, perché così, forse, puoi evitare di metterti in discussione.
Ciao!
VICENTINA
Non ho problemi di ansia da prestazioni e cose del genere, ma chiaramente ho dei dubbi anche psicologici riguardo alle mie misure. Se no non sarei qui, non trovi?
Tu parli della tua esperienza, ma se non mettiamo i cm (anche se so che è una roba un po’ sprecata) come facciamo a capire? Tu dici che la tua esperienza è stata ugualmente positiva, ma magari non sei stata con un uomo ipodotato, lo pensi magari tu, perchè potresti aver fatto un confronto con altri e allora ti sembra meno dotato, il che, ripeto, non significa essere ipodotati.
Se non vuoi dire i cm, almeno con un termine di paragone, magari.
Poi vabbe’ non so neanche se abbia ancora senso discutere sull’argomento… sarebbe bello discuterne con qualcuno vis-a-vis, una volta ogni tanto, perchè le cose cambiano.
Perché sono su questo sito si chiede Maxym, e la domanda sottintende quale interesse spinge un normodotato, in questo caso, a trattare argomenti che non dovrebbero riguardarlo.
Ho già detto in altri post, in maniera più o meno evidente, che sono interessato ai condizionamenti che la cultura, o sottocultura sarebbe meglio dire, contemporanea impone ai nostri comportamenti e obiettivi. Quello del sesso e dei parametri di giudizio che vi ruotano intorno, e’ uno dei più significativi oggigiorno, configurandosi, come per altri aspetti di questa società consumistica, attraverso la “quantità”.
Sottoposti al continuo bombardamento subliminale che ci impone la necessità di “avere per essere”, c’è chi orienta questa istanza verso oggetti, cose, automobili e … peni in ragione delle particolari e soggettive aspirazioni imposte inconsapevolmente dalla cultura nella quale si è immersi.
Nessuno ha commentato le mie riflessioni riguardo la visuale che si aveva verso le dimensioni del pene nel passato, a dimostrazione che l’ottica femminile non è sempre stata monotematica come qualcuno sostiene, come non lo sarebbe neppure oggi se si cercasse di frequentare donne come Vicentina, RedGirl, mia moglie o il 90% delle donne che ho potuto frequentare.
Vicentina ancora una volta ha sottolineato che spesso i gusti personali possono condurre in una direzione che dara’ solo certi risultati, facendo ritenere che esistano ormai solo donne centimetrocentriche, cosa ovviamente non vera.
Cercare di allargare i propri orizzonti, offrire un ampia possibilità di interessare una donna attraverso un carattere variegato e curioso, migliorare la propria cultura, significa ampliare il ventaglio di conoscenze qualitativamente
migliori, perché solo tra queste si trovano le DONNE, altrimenti bisogna rassegnarsi ad incontrare quei “buchi” che riempie quel caso umano che ogni tanto tenta di vantare le sue patetiche conquiste senza cervello, che ovviamente non cercano UOMINI, ma vibratori con le gambe.
Roland non vuole convincersi che esistono donne come quelle che ho citato, continuando a rifugiarsi in quella che ritiene essere una ” sfortuna”, non tenendo conto che vi sono milioni di uomini con caratteristiche più o meno uguali alle sue che vivono questo aspetto senza patemi né complessi.
Osare, vivere e affrontare il viaggio che è la vita con i mezzi che questa ci ha dato, e’ questo che ha fatto si’ che l’uomo diventasse il padrone del mondo, nonostante le sue limitate…
…. possibilità fisiche. Buon anno
Priamo,
Io ho scritto che concordo con te su tutti i punti, ora meno uno…
Forse mi sono espressa male o hai frainteso quando dici:”Vicentina ancora una volta ha sottolineato che spesso i gusti personali possono condurre in una direzione che dara’ solo certi risultati, facendo ritenere che esistano ormai solo donne centimetrocentriche, cosa ovviamente non vera.” Io sostengo il contrario!!!
Ho sostenuto che siamo la maggioranza ed è riferendomi ad un post di Roland e forse Leggenda in cui parlano di chat sadomaso, che mi viene da pensare che vai a cercarti il male da solo, da buon masochista……
Scusate partito per sbaglio….
Priamo,
Io ho scritto che concordo con te su tutti i punti, ora meno uno…
Forse mi sono espressa male o hai frainteso quando dici:”Vicentina ancora una volta ha sottolineato che spesso i gusti personali possono condurre in una direzione che dara’ solo certi risultati, facendo ritenere che esistano ormai solo donne centimetrocentriche, cosa ovviamente non vera.” Io sostengo il contrario!!!
Ho anche scritto che fra tutte le donne che conosco ho sentito altri generi di lamentele….. Mai il problema della misura.
Mentre ho sentito spesso uomini parlare di misure, credo sia un tarlo prevalentemente maschile, nato con l’avvento della pornografia, secondo me.
Ho sostenuto che siamo la maggioranza ed è riferendomi ad un post di Roland in cui parla di chat sadomaso da cui ricava indicazioni circa le preferenze solo su un campione di signore e le generalizza…. che mi viene da pensare che vada a cercarsi il male da solo da bravo masochista……
Ciao
Vicentina, forse diciamo la stessa cosa ma in maniera diversa. Voglio dire che se un uomo è attratto da una certa tipologia femminile, che sottintende una preferenza ad una certa forma relazionale, è quasi inevitabile che queste femmine cerchino certe caratteristiche nel maschio: ecco le famose vagine con le gambe, insomma. Infatti, come sostieni tu, da una chat sadomaso si potranno avere solo certe richieste, ma queste non sono tipiche di tutte le donne. Quindi non sei tu a dire che esistono solo donne di un certo tipo, ma chi tende a orientarsi verso quel tipo di donne che finisce per pensarlo. Ho frainteso o mi sono espresso male?
Al di là delle rispettive posizioni a riguardo l’oggetto della discussione penso che sarebbe molto efficace far si che le persone più pessimiste abbiamo la possibilità di comunicare on line con queste donne che Vicentina asserisce non essere interessate alle dimensioni del pene.
Si darebbe una fortissima valenza pragmatica alle proprie asserzioni senza della quale tutto si rivela un semplice “verba volant”.
Infatti dubito che i discorsi di Priamo(molto apprezzati) le testimonianze di Vicentina e quello che ho avuto da dire io in passato abbiano smosso di una sola virgola roland.
Non credo sia un sacrificio enorme un passo di questo genere da parte di una donna che se veramente tale sembra essere sensibile al nostro problema.
Auguri di Buon Anno a tutti.
Fantasma, attenzione, hai toccato il punto dolens della vicenda secondo me. Quando parli della tua ultima proposta, metti in evidenza la capacità di un uomo di gestire un rapporto con una donna, che vada al di la della sola supposta meccanica soddisfazione sessuale. Sperando che nessuno fraintenda e si senta offeso, io credo che quella delle dimensioni possa diventare, INCONSCIAMENTE, una giustificazione comoda a degli insuccessi che dipendono da altre caratteristiche più profonde. È da tempo che sostengo che questi nostri amici dovrebbero sentire uno specialista in psicologia, piuttosto che stare sulle chat o sui siti che promettono aumenti dimensionali impossibili.
Insomma, e’ più facile pensare che si sia stati sfortunati che affrontare quel famoso viaggio di cui parlavo in precedenza. Perche’, altrimenti, come dice la metafora , “il navigante che pensa alle difficoltà della traversata non lascerà mai il porto”.
Ci vuole solo coraggio, e credere in se’ stessi, e non invidiare decerebrati come quel Massimo che ogni tanto ci conferma come la Natura compensa le dotazioni, togliendo da una parte quando si è dato troppo ad un altra.
Ciao Priamo ora è chiaro.
Era questa la frase che mi ha lasciato perplessa “Vicentina ……. facendo ritenere che esistano ormai solo donne centimetrocentriche, cosa ovviamente non vera “.
Ribadisco che concordo su tutto quanto sostieni.
Roland e non solo, preferiscono prendersela con le misure piuttosto che affrontare altri percorsi, come invece fa Maxym che dimostra grande coraggio e quindi di essere un grande Uomo anche se forse ancora non lo sa….
Quanto a Fantasma, secondo me offende solo se stesso con la sua proposta ….. E dimostra di non aver capito molto di quanto io, e non solo abbiamo ripetutamente detto.
Ciao
Si Vicentina, non era chiaro il soggetto, che nello specifico erano i ” gusti personali che facevano ritenere…” e non tu, chiaramente.
Un buonissimo anno a te e a tutti gli amici di questo forum.
Sereno 2014 Ragazzi!!!
Priamo,
Io stesso ho messo più volte in evidenza in passato come strutture inconsce potessero camuffarsi dietro la questione del pene piccolo ed ho anche insistito su ciò.
Smantellare queste razionalizzazioni di comodo non è qualcosa che può avvenire con una semplice catechizzazione discorsiva(ciò che roland chiama:”fare filosofia”).
Il test della realtà,questo è quello che ci vuole.
Le persone che soffrono di questi problemi non sono stupide,sanno che bisogna affrontare la realtà e se fino ad oggi non hanno avuto esperienze positive a riguardo è necessario instaurare un imprinting di fiducia che dovrebbe arrivare da un apporto credibile
come ad esempio un colloquio in cam con donne che hanno la stessa posizione di Vicentina a riguardo.
Pensiamo ad una sorta di svezzamento.
Successivamente,innestato un imprinting di fiducia,avrebbe molto senso suggerire a roland & company di darsi da fare,impegnarsi con tenacia e coraggio nella realtà; viceversa è come frustare e frustrare ulteriormente la persona già di per sé in difficoltà.
Vicentina,
Non mi pare di aver fatto proposte offensive verso chicchesia.
Quello che si dice in queste discussioni l’ho capito benissimo,bisogna vedere se è stato capito roland quando dice che con la filosofia non si risolve nulla e ce lo dimostra frequentemente non facendo decisivi passi in avanti in termini di fiducia verso se stesso.
Non siamo noi che dobbiamo essere capiti nelle vesti di “professori o professoresse”, bensì le persone che non riescono ad afferrare le nostre “filosofie”.
Per questo avevo ipotizzato,facendo leva sulla modernità delle donne di oggi,un incontro on line in cam tra roland(per fare un esempio) e quelle donne,a tuo dire molteplici,che non ragionano in termini di centimetri.
Non capisco proprio cosa ci sia di offensivo in tutto ciò a meno che non si associ arbitrariamente al concetto di cam una forma di perverso esibizionismo fine a se stesso.
Sia ben chiaro,a scanso di equivoci, che non ho mai proposto a nessuno di mostrare o guardare il pene in cam.
Ciao Fantasma,
allora ti chiedo scusa, devo aver frainteso il significato del tuo messaggio ma considerando il tenore di alcuni post…
Ci sta.
Vedi io non credo che serva chiacchierare in cam per rassicurare chi ha questo tipo di problema.
Anzi, sono pienamente convinta che non serva a nulla.
Si arriverebbe, inevitabilmente alla richiesta di conferme pratiche, di incontri per poter fare delle verifiche, per essere rassicurati, perchè la sola teoria non è sufficiente.
Solo uno psicoterapeuta può aiutare in certi casi a superare un problema o ridimensionarlo o capire quale altra paura si cela dietro. Paure e complessi legati all’infanzia e che una volta affrontate da adulti svaniscono.
Perché un complesso che ci portiamo dietro fin da bambini, ce lo trasciniamo dietro con la stessa angoscia, anche da adulti. Ma attenzione, quello che da bambini ci sembrava un problema enorme, se avremo il coraggio di affrontarlo da adulti poi ci sembrerà una sciocchezza. Ecco perchè consiglio vivamente a Roland e non solo, di rivolgersi ad un bravo psicoterapeuta.
Ciao
Vicentina,
Effettivamente in alcuni post forse spazientito da discorsi di centimetri e righelli ho fatto qualche intervento sarcastico,però ho sempre cercato di partecipare seriamente a queste discussioni.
Affrontare un problema con coraggio può essere un concetto privo di significato se la disposizione al coraggio non è sorretta da esperienze che precedentemente hanno forgiato il carattere con un imprinting adeguato a tale abilità.
Persino in psicoterapia si ha l’abitudine di spronare l’individuo consigliando impegno tenacia e coraggio,ma spesso non si fanno progressi di alcun tipo e il paziente scoraggiato sembra diventare refrattario ai consigli,per la verità,molto scontati o talvolta banali del tipo:”impegnati”,”coraggio”,”metticela tutta”,”datti da fare” “non mollare” ecc. ecc..
Tempo fa avevo consigliato di guardare il film “Provaci ancora Sam” con Woody Allen;
un film in cui il protagonista affetto da complessi veniva aiutato da una coppia di amici tramite una vicinanza affettiva che era sfociata in un vero e proprio amore(incluso il sesso) tra la donna e Sam il protagonista del film.
In pratica la coppia di amici aveva instaurato nella mente di Sam un nuovo imprinting basato su di un successo(reale)che aveva rafforzato l’autostima e la fiducia;solo allora diventava efficace il consigliare “Provaci ancora Sam”.
La fiducia e il coraggio si costruiscono con tanti piccoli successi giornalieri che gli amici devono aiutarti a sperimentare.
E’ ovvio che nel caso del rapporto sessuale l’amica deve essere veramente moderna,di vedute aperte e per nulla parsimoniosa nell’elargizione dei piaceri sessuali,condizione questa che non dovrebbe essere molto rara vista la reputazione che hanno le donne di oggi.
Ciao Fantasma,
chiaramente ci vuole un bravo psicoterapeuta, purtroppo ce ne sono molti ma i bravi li conti sulle dita.
Conosco bene quel film, ma è un film.
Non sono per niente convinta che andare con un’amica, avente le caratteristiche di cui tu parli possa aiutare a progredire, perche se non chiarisci alcune cose dentro te stesso, sarai sempre propenso a pensare che con lei ok, ma con le altre? e non risolvi nulla.
Io credo che senza attrazione, senza quella che io definisco “alchimia” sia piu difficile lasciarsi andare.
Ciao
Buongiorno a tutti. Ieri, seguendo la falsariga dell’oggetto di questo forum, ho cercato sulla rete altre testimonianze analoghe a quest’ultimo relativamente alla tendenza ad identificare sè stessi e il proprio valore, con un dettaglio fisico che confermi, o meno, la propria collocazione in un range che, soggettivamente, si ritiene “normale”. Laddove la “normalità”, percepita sempre soggettivamente, rassicuri il soggetto in questione circa la propria collocazione nell’ambito delle relazioni interpersonale.
Non potete immaginare quante persone siano interessate alla propria altezza fisica, e quanti confronti queste facciano con quella dei “movie star” e delle persone che vengono riconosciute come persone di…successo.
Credo non ci voglia molto per riconoscere che le affinità con la lunghezza del pene, e i relativi confronti con quelle di altri soggetti, sottintendano il bisogno di non sentirsi dei “diversi”, dove quella diversità è percepita come una minaccia se non una conferma addirittura al proprio “valore di mercato”.
Riferendomi a quanto Fantasma ha scritto nel post cui si rivolge a me, non si puo non concordare con lui circa la necessità di quello “svezzamento” di cui egli parla, ma per fare questo bisogna avere il coraggio di riconoscere che il problema delle “misure” è un inconscio escamotage che la mente utilizza per dare una “giustificazione” ad un disagio di cui non si conosce l’origine, disagio che si potrebbe colmare se si riuscise a “confondersi” con la massa.
E’ un pò come quando si segue una coda di persone che va in una certa direzione, perchè… “se tutti vanno da quella parte ci sarà un buon motivo. Non so quale sia ma mi rrassicura”.
E’ una tendenza naturale del nostro cervello che, per quanto possa non apparire come tale, è “pigro” e si orienta su posizioni di comodo anche orientandosi su indicazioni “statistiche” come nell’esempio delle tendenze di massa di cui sopra. Che significa? Che è sempre più facile omologarsi alle tendenze comuni che capire quale sia la propria. C’è un bellissimo libro di Eric Fromm che si chiama “Fuga dalla libertà”, che spiega come questa tendenza dell’uomo a utilizzare il metodo del “così fan tutti”, ci libera dal peso della “scelta” e dall’angoscia che questa produce. Di questo hanno approfittato movimenti totalitari, religioni, e, oggi, i mass media pilotati dal sistema economico consumista, imponendo obiettivi che, fanno credere, riempiranno quell’angoscia di sapere chi siamo e cosa vogliamo…
…veramente da questa vita.
Tremila anni fa i primi filosofi “moderni” si posero questa domanda, ma con le loro dichiarazioni non vollero “imporre” una via, ma solo indicare che “c’era” una via per vivere una vita che fosse la propria.
La bandiera di questa disciplina, che è il terreno di coltura della nostra civiltà occidentale, potrebbe essere rappresentata dalla frase “CONOSCI TE STESSO”, riportata come iscrizione sul Tempio di Apollo a Delfi, che, contrariamente a quello che si crede, è di autore anonimo, quindi ancora più significativa di come già tre milleni fa, l’uomo comune avesse capito che l’unica via per dare senso alla vita fosse quella di vivere la PROPRIA vita.
Ma questo avrebbe creato dei problemi alle società gerarchicamente costituite se queste fossero state composte da tanti singoli “diogene in cerca dell’uomo (di cui sopra)”, configurandosi come una forma di anarchia che avrebbe impedito, sia la gestione che lo sfruttamento delle masse. Per questo i vari poteri che si sono succeduti sino ad oggi: spirituale, temporale ed …economico, ci hanno tenuti ben lontani da questa pratica della filosofia applicata, da dove emergerebbe che per vivere bene le cose importanti sono tre o quattro: la salute, un tetto, un lavoro che ci possa nutrire e gli affetti. Ritenete che possa esserci qualcosa di più importante di queste cose per dare significato alla vita?
Io non credo, ma se per qualche motivo riuscissimo a fare nostre queste motivazioni, il mondo così come lo conosciamo crollerebbe (lo sta facendo comunque, ma per motivi opposti), allora ecco che le religioni, le dittature (anche “democratiche) la cultura del consumo, ci tengono ben lontani da queste riflessioni, facendoci sentire sempre bisognodi di “dipendere” da loro per poter “essere”. Ma sotto sotto si annida la “truffa”, che voglio spiegare con i termini volgari che si addicono alle ipocrisie che tutti i sistemi di controllo sociale esprimono nei confronti della gente: ” Fanno credere di amarci, ma vogliono solo scoparci”.
Tutto questo comizio l’ho fatto perchè fosse più chiaro che queste aberrazioni della visuale di sè, che sono simbolicamente rappresentate attraverso “il pene” in questo lunghissimo forum, nascono da queste subdole ma pervicaci condizionamenti sui valori che si devono dare alle cose ma soprattutto a sè stessi, quando si pensa che ognuno di noi è assolutamente UNICO e IRRIPETIBILE, e come tale dovrebbe vivere NON confrontandosi con…
…nessuno, se non con SE’ STESSO.
Chiudo con un proverbio che come si sa è sempre l’espressione della saggezza dei popoli:
“Chi non conosce sè stesso non sa quello che vale e si dà a buon mercato”
P.S. devo correggere una frase che riporto, dove ho impiegato un verbo non correttamente. La frase è questa: “…disagio che si POTREBBE colmare se si riuscisse a “confondersi” con la massa”, che coreggo in questo modo:
“…disagio che SI PENSA di colmare se si riuscisse a “confondersi” con la massa.”
Un saluto.
Vicentina,
Le cose da chiarire dentro di noi stessi si chiariscono nell’ambito di una relazione oggettuale con l’altra persona.
Se ci si limita a chiarire le cose ragionando da soli si rischia di soddisfare il principio del piacere che viene da elementi inconsci e da qui la relativa fuga dalla realtà tramite razionalizzazioni di comodo.
L’interazione con l’altra persona ti obbliga ad affrontare quelle situazioni dalle quali si è sempre fuggiti.
Con le semplici parole possiamo sembrare disinibiti o espansivi,ma questi stessi argomenti discussi nel reale porterebbero ad emergere emozioni intense e verrebbe “rubata” all’inconscio l’energia per alimentare le strutture difensive adoperate dall’inconscio.
Non pensare al ruolo delle amiche come le ho ipotizzate io in termini di facile elargizione di favori sessuali,favori che se effettivamente elargiti sarebbero da considerare non come un sollievo a bisogni fisici,bensì come l’instaurazione nella psiche di un nuovo modello di sentire, pensare e fare.
Se questo imprinting acquisito rimane dentro indelebile,la realtà esterna verrà filtrata attraverso questa nuova acquisizione interiore e molto della nostra vita diventerebbe rosa.
E palese come esperienze fatte nella nostra vita hanno il potere di cambiarla come il primo raggio di sole che al mattino squarcia le tenebre della notte,ma bisogna amare, amore inteso come un desiderare la gioia altrui,gioire del fatto di essere artefici della gioia altrui.
priamo,
Nello svezzamento è la mamma che compie il primo passo dando la manina al bambino e infondendo la fiducia nel camminare; con la fiducia emerge anche il coraqgio del bambino nel mettere i primi passi da solo.
Il coraggio è consequienziale all’instaurazione della fiducia.
E necessario un operazione di meccanica applicata alla psiche,la creazione di un nuovo imprinting che guidi la persona nei comportamenti di intraprendenza verso la vita.
Bisogna portare la persona alle alte temperature(emotivamente parlando) forgiare l’imprinting.
E’ un po’ come nei traumi; una forte carica emotiva lascia il segno indelebile nell’animo e condiziona negativamente la vita del soggetto.
Limitandosi a consigliare di avere coraggio come “primum movens” non ha alcun effetto pratico e la persona si avvilisce travolto da implicite accuse di vigliaccaggine:
“muoviti..impegnati, datti da fare….tira fuori le pal…”…tutto ciò benché concettualmente valido non porta da nessuna parte e lo sperimentiamo da tempo in questo forum.
Si’ Fantasma, ma siamo adulti, e la necessità di fare il punto della situazione, che tenga conto del vissuto pregresso, e’ sempre frutto di una volontà personale. Lo specialista indicherà la strada, ma dovremo essere noi a percorrerla. Più che di svezzamento si dovrebbe parlare di una diversa visuale dei valori della vita, dopo aver compreso il perché delle posizioni occupate dai valori seguiti sino a quel momento. È il percorso che deve cambiare, perché di camminare si è già capaci.
Fantasma,
con il copia incolla mi è sfuggito e lo aggiungo ora…
Tu scrivi nel post 11164 “” l’amica deve essere veramente moderna,di vedute aperte e per nulla parsimoniosa nell’elargizione dei piaceri sessuali,condizione questa che non dovrebbe essere molto rara vista la reputazione che hanno le donne di oggi “”….
Le donne di cui parlo io, che sono molte, dubito fortemente che proprio perché Donne con sanivvalori (non buchi con le gambe) accettino un rapporto con chichessia seppur per una giusta causa…..
Ho visto che avete scritto molto Te e Priamo, ora non posso, leggerò con calma per non fraintendere.
Ciao
Ma io vedo in internet pubblicità di affari che passano da 2 cm alle proporzioni di un cotechino (che a fine anno è in tema, al 2 devo ancora sorbirmi qualche fetta di risulta) grazie a qualche rimedio sciamanico-farmaceutico. Io non ci credo, ma probabilmente voi ci avrete già provato. Raccontate la vostra esperienza, almeno si ride.
ahhh ke sco.... si sta troppo bene essere intelligenti e bravi come me beh avete fatto buon fine anno ? io si sono stato con 2 donne contemporaneamente hai voglia il mio coso e ki lo molla sono state felicissime e come tale anke il sottoscritto
Priamo,
Non vuol dire nulla essere adulti;
lo sviluppo emozionale non progredisce di pari passo con quello fisico o intellettivo,
esso rimane bloccato da quella emotività che costruendo strutture difensive hanno impedito al soggetto di “camminare” come avrebbe dovuto.
Le difese impediscono a queste persone di riconoscere quelle componenti del complesso che vengono dal profondo dell’io e non ci pensano nemmeno ad andare dallo psicoterapeuta.
Noi tutti però dovremmo
riconoscere che queste problematiche interiori vengono spesso attivate o esacerbate da rigetti reali abbastanza frequenti nella nostra società.
Aton lascia perdere se questi domani si ritrovassero un salame di Varzi nelle mutande continuerebbero a lamentarsi si vede che proprio non hanno altro da fare
Vicentina,
La concezione di donna moderna che ho io
è una concezione che non entra in contrasto con i sani valori morali poiché ritengo che il sesso(nell’ipotesi del sesso)non è in contrasto con questi valori.
Non c’è stress da angoscia da conflitto tra coscienza morale e istinti sessuali,fatto questo, molto frequente nelle generazioni passate.
In ogni modo,la donna moderna rendendo disponibile se stessa al sesso demolirebbe all’istante la motivazione di comodo che il complessato adopera per sostenere le finalità inconsce.
Pensiamo per esempio ad un omosessuale che adoperando la scusa del pene piccolo fugge dalle donne.La disponibilità della donna a fare sesso demolirebbe all’istante quella difesa gettando l’individuo in un mare d’angoscia e imbarazzo.Ma se il tizio appena ascoltata la disponibilità della donna si sfrega le mani e si rende disponibile allora non si può più attribuire la responsabilità del complesso ad elementi occulti,bensì ad una semplice paura del rigetto da parte della donna e delle relative ferite narcisistiche che ne conseguono.
Fantasma,
(11196) non sono daccordo con te.
Abbiamo una concezione diversa di come deve essere la Donna moderna.
Gli ” amici di sesso” cosi si chiamano ora, sono in distonia con quelli che io ritengo essere sani valori.
Tu dici: “La disponibilità della donna a fare sesso demolirebbe all’istante quella difesa gettando l’individuo in un mare d’angoscia e imbarazzo”….
Ma Fantasma, è proprio questo tipo di donna, a creare tanti disagi agli uomini. La donna che dici tu è castrante per molti!
Non la donna che guarda e vede oltre……
MI viene da pensare a quanti hanno superato anche in passato, complessi andando con una Prostituta.
Non parlo di quelle povere ragazze che trovi per strada ma di professioniste in grado di ascoltare, comprendere, insegnare… Si anche a conoscere il corpo, anzi i segreti di un corpo…
In quanto alla causa dei complessi circa le dimensioni del pene, Fantasma….. SONO INFINITE !!!!!
basta solo che da bambini qualcuno li abbia derisi per gioco che loro non se lo ricordano… Ma il trauma è rimasto.
Ecco perché penso che già imparare a controllare l’ansia, sia di grande aiuto.
Ciao
Vicentina,
La prostituta concede solo il corpo per pochi minuti in cambio di danaro,mentre l’amica moderna come la concepisco io concede prima di tutto l’amore inteso come desiderio di portare gioia,una gioia che va al di là del fattore fisico e adopera il corpo strumentalmente alla realizzazione del fine,come a dire:”Io ti voglio così bene che faccio di tutto per darti gioia e aiutarti a superare,come meglio posso,i tuoi complessi”.
Ribadisco che non vedo in ciò malsani principi morali pur rispettando le tue vedute.
Sono d’accordissimo sul fatto che le esperienze negative o traumi subiti in passato possono alimentare i complessi attuali e ciò significa che quello che abbiamo nella nostra testa proviene da esperienze REALI interpolate nella nostra mente dall’esterno, dall’ambiente o in generale dalla società in cui viviamo.
l’individuo può essersi rivelato fragile psicologicamente e assai suggestionabile,ma l’elemento induttivo proveniente dall’esterno c’è stato e va individuato e valutato attentamente poiché potrebbe trattarsi di sollecitazioni o induzioni costanti che rinforzano continuamente il complesso fino a trasformarlo in una vera e propria patologia di stampo paranoide e qui si tratta di crimine,subdolo,sornione ma pur sempre crimine.
Fantasma, mi devi permettere di dire che l’ipotesi che suggerisci è pressoché irrealizzabile sotto il profilo pratico. Una donna che svolgesse quel ruolo e in quel modo, dovrebbe essere una specie di geisha del 21* secolo, proiettata in un contesto occidentale che non ha mai conosciuto questa figura né in passato e men che meno oggi. Inoltre sembra essere sottinteso che il “gesto missionario” di questa “amica” speciale dovrebbe nascere da un affetto reale e sincero, il che significherebbe avere già raggiunto quel livello di empatia che è l’amore, perché solo la presenza di quest’ultimo permette ad una donna di agire con tutta la sensibilità che tu richiedi per tentare di superare l’insicurezza che caratterizza la condizione di chi soffre del problema di cui discutiamo.
Mia moglie e’ la mia migliore amica, ma proprio per questo l’ho sposata; quindi, semmai si dovesse incontrare una donna con quelle caratteristiche, che si dedica in quel modo ad un uomo, non puoi limitarla al ruolo di terapeuta ma tenerla per il resto della vita e ricambiarla meglio che si può, tanto è raro un incontro del genere.
Io insisto a dire che quella delle dimensioni del pene e’ solo la punta di un iceberg che nasconde sotto il livello di quel mare che è il nostro vissuto, tutta una serie di “nodi” che vanno sciolti. Non li si può individuare da soli, e’ vero, ma una volta riconosciuti con l’aiuto che io è altri proponiamo, siamo noi che dobbiamo scioglierli. Ogni crescita richiede fatica come sappiamo, ma solo con questi sforzi si possono raggiungere quei traguardi che ci danno quell’autostima che ci allontana dal circolo vizioso nel quale spesso ci rifugiamo per giustificare molti dei nostri timori e insicurezze. Non servono le missionarie del sesso, ma che si sia noi ad acquisire quell’ equilibrio e quella sicurezza di se’ tali da non far pensare ad una donna che si sia importanti per lei solo perché lo abbiamo grosso.
Fantasma,
io mi riferivo a Professioniste… non a ragazzette raccolte sulla strada che magari non parlano nemmeno italiano…
l’ho anche specificato.
Ribadisco che NON sono d’accordo con te.
In ogni caso è doveroso andare molto cauti con le parole, e non sparare a vanvera diagnosi prive di qualsiasi fondamento!!!
TUTTI NOI, abbiamo problematiche diverse, di origine diversa, complessi nati non si sa bene come e che prima o poi vuoi per un motivo, vuoi per l’altro abbiamo superato o abbiamo imparato a conviverci.
Il solo fatto di confrontarsi con altri, seppure su un forum è già un primo passo per affrontare un problema e passo dopo passo si arriverà a comprenderlo e risolverlo.
Vorrei solo che i ragazzi avessero più fiducia nel genere femminile, NON ESISTONO SOLO VAGINE CON LE GAMBE, come qualcuno sostiene e altri auspicano per altri motivi… da analizzare e approfondire 🙂
Ciao