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Un amore malato

di lilli.lilli2

Riferimento alla lettera: Salve, è la prima volta che scrivo e spero che possa servirmi a stare meglio. Ho 36 anni e da ben 16 anni amo un ragazzo, che però da qualche mese ha deciso di non volermi più frequentare. Io lo amo con tutta me stessa e lui ha sempre continuato...
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Data di pubblicazione: 4 Gennaio 2007

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Categorie: - Amore

45 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    lilli -

    Ciao Dago,
    mi fa veramente piacere ritrovarti e non sai quanto.
    Lo so che non mi giudichi e mi sento in colpa a farmi vedere così debole, quando il mondo è pieno di problemi veri.
    Mi dispiace sapere che stai un pò giù anche tu. E’ dura. lo so. Ma noi siamo tosti più delle difficoltà. Vero? Tu sei un tipo tosto. Ed io sto imparando ad esserlo, anche grazie a te.
    Sai che puoi chiamarmi quando vuoi. Io ho provato a tel. ma non rispondi.
    Ti mando un grosso abbraccio e so che tu farai altrettanto, perchè la sento la tua mano sulla mia spalla. Grazie.

  • 27
    DAGO44 -

    Tranqui,la mia mano sulla spalla non la tolgo,a volte non riesco a risponderti,per motivi di lavoro,rifletti su cio che ti ho scritto nel post,e l’ultimo sms.Ti abbraccio DAGO44

  • 28
    francesco -

    sono scioccato di quanto dolore stai provando, leggi qui, puo’ darti una chiave, capisco il tuo dolore, la vita è assurda, ti da poi ti leva, continuo cambiamento.. puoi provare ad immaginare come due treni in un binario parallelo ed in questi viaggiate tu e lui, vi guardate dal finestrino e fate un percorso insieme, corto o lungo, cio’ crea un vissuto mentale insieme che da sicurezza, consolida, e piace..ma..poi c’è la natura, la vita reale, è quel binario che ad un certo punto raggiunge un bivio e separa i due treni… non puoi farci nulla, è tutto piu’ forte della tua mente … o l’assecondi e l’accetti o soccombi vittima della tua stessa mente (la mente si chiama cosi infatti perchè è bugiarda..cioè vuole convincerti di qualcosa che è diverso dalla realtà), quindi finchè cammini insieme godi e vivi il viaggio, quando la natura decide saluta e ringrazia.. capisco non è facile..anzi.. piu il tragitto è stato lungo piu difficile è accettarlo.. ma, stai bene attenta..la realta’ è piu’ forte non c’è possibilità di andargli contro o di modificarla.. le cose accadono e nulla puoi fare..un suggerimento è come dicevano gli orientali, puoi trasformare l’energia..la rabbia in intelligenza.. dedicati a mille nuovi interessi e stai in compagnia, senti il tuo corpo, piangi grida sfogati poi leggi elabora sorridi e comunica.. cura te stessa e ciò che le tue cellule finalmente dopo anni ti ricordano che in quel treno non potevi andare al mare o fare quel viaggio.. ascolta il tuo corpo..il corpo parla. ti auguro un risveglio potente e dopo 16 anni di amore credimi che lo so anch’io si libera un’energia che nemmeno immagini…

  • 29
    lilli -

    Grazie Francesco della tua lettera.
    E’ come dici tu, si corre insieme per anni e poi…è veramente dura lasciare andare la persona che è diventata parte di te.
    Sai mi sento come se fossi un pò morta. Oggi. Perchè fino a ieri ero morta completamente.
    Oggi comincio a pensare che la vita non va sempre come si vorrebbe, che devo accettare di aver preso un’altra strada.
    Sai, però, ogni volta che lo incontro, che lo penso, che mi ritorna in mente, soffro ancora come un cane.
    Ho paura che non mi passerà mai l’amore che porto dentro per lui. Posso solo abituarmi all’idea.
    Spero tanto che lui sia felice, perchè anche lui ha sofferto molto.
    E molto spesso ho paura di non riuscire più ad amare per come ho amato, con la stessa forza e la stessa intensità.
    Forse l’amore non esiste. Quello che ti tiene insieme per una vita.
    Chissà.
    Grazie per le tue parole. Mi piacerebbe sapere la tua storia, se ti va di raccontarmela.
    A presto. Lilli.

  • 30
    francesco -

    ciao Lilli, la mia storia è lunga e travagliata, dopo anni di legame 10..lei mi lascia (mi amava ma io no anni di abitudine..e forse no..ero immaturo e l’ho persa!) e cado in crisi profonda, tento il suicidio, ma mi salvo e incomincio a ragionarci, che ho fatto, cosa ho sbagliato, che è successo, mille colpe e mille perchè..studio leggo 1 anno in casa..un malato.. ma poi un giorno qualcosa d’improvviso accade.. mentre leggo un’energia si espande in me potente e mi alza e sto bene e per 10 gg mi sento centrato.. poi di nuovo giu’.. ma voglio approfondire, mi è piaciuto e incomincio a lavorarci. credo di essermi modificato radicalmente.. la mia lei dopo diventa una regina ma poi mi lascia e soffro, scopre di essere lesbica.. poi c’è..3 anni conviviamo ma sono geloso e lei sposa un’altro..soffro, poi finalmente arriva la stupenda..e mi innamoro perdutamente ma lei non mi ama..tento il suicidio ancora e stavo per riuscirci ma qulcuno lassu’ non ha voluto.. e mi rialzo e ci riprovo e arriva Lei, ci innamoriamo insierne stavolta e ci amiamo per un anno ma è appena separata dopo tanti anni e ci ripensa ..non a lui ma a me.. e mi lascia e sto di nuovo male, ma so che ho dato tutto e fa meno male..entro in terapia e capisco che anche lei ha le sue colpe, ma che in qualche modo è l’ennesima che non va.. e allora? allora siamo noi che attiriamo questo, medita medita.. perche’? adesso non so ma lo sto cercando.. il percorso è lungo e difficile ma io sto meglio mi sento cresciuto piu’ responsabile e ho fiducia in quello che sto affrontando, la mia vita si sta trasformando in quella direzione che il treno ha voluto prendere a tutti quei bivi e che mi illumina giorno per giorno e mi dice sempre piu’ spesso che alla fine alla guida di quel treno c’ero e ci sono solo io piu’ di quanto potevo immaginare.. un abbraccio

  • 31
    lilli -

    ciao francesco,
    hai ragione, la tua storia è molto travagliata. La mia al confronto sembrerebbe una passeggiata. In fondo, però, credo che ciò che ci porta a “sprofondare” sia lo stesso motivo, lo stesso sentimento, per cui, non penso che sia il numero delle storie ad essere andate male che cambia la situazione.
    Penso anche di poterci aiutare a vicenda, se vuoi, perchè a volte è così difficile capire noi stessi, quando magari da fuori è così evidente il problema. Solo che noi abbiamo così tanto dolore dentro da avere la mente offuscata e non riuscire a capire granché.
    Il titolo della mia lettera si riferisce proprio a ciò che ha legato me ed il mio ex per tanti anni. Si chiama “dipendenza affettiva”.
    La cosa più brutta per me è che la scoperto lui per primo. Io ci sono arrivata dopo un anno di pianti e dolori.
    La dipendenza affettiva ti lega alla persona in modo malsano, la scambi per Amore. Preciso che io ho sempre pensato a lui come la persona amata e non ho dubbi in proposito. L’ho amato con tutto il cuore. I ns. caratteri però si scontravano continuamente, al punto da farci allontanare pur continuando a chiamarci “amore”.
    Come un alcolista, dipendevamo l’uno dall’altra, pur non stando più insieme, al punto di non impegnarsi con nessun altro per anni. Ritornavamo sempre a noi, sempre sulla ns. storia, sui ns. ricordi. Per tanti anni è stato così.
    Poi un giorno lui si è svegliato. Mi ha detto di aver capito che la sua era una malattia. La sua poca autostima lo aveva condizionato per anni. Ha avuto il coraggio di lasciarmi.
    Sono “sprofondata”.
    Purtroppo non è questo il modo di vivere una storia d’amore. Non riuscivo a capire come aveva potuto farlo, dove trovava la forza di passarmi davanti e non parlarmi, non fermarsi, lasciarmi piangere.
    Poi ho cominciato a guardare gli altri che hanno avuto delusioni o perdite. Ho visto in loro una forza che a me mancava. La forza di sapere che puoi vivere anche senza di lui. Che forse hai perso qualcosa di bello, ma che in fondo puoi stare bene anche senza.
    Ho capito che amare una persona non significa sostituire lei a te nella tua vita.
    Tu sei e devi rimanere al centro della tua vita.
    Quando non è così, quando metti qualcun altro avanti a te stesso, commetti un errore, perchè venendo a mancare, tu muori dentro.
    Così è stato per me.
    Il mio consiglio per te è quello di guardare bene dentro te stesso. Scrivi tutto ciò che provi e nei momenti più bui, ricordati che è solo un tunnel, prima o dopo vedi la luce. Il trucco sta a non fermarti a metà strada, rimarresti al buio.
    Io sono qui per aiutarti, come hanno aiutato me i ragazzi di questo sito. Scrivi, ti sarò vicina e ti aiuterò ad uscire alla luce. La forza che in questi momenti ti manca la troveremo insieme.
    A presto. Lilli.

  • 32
    tristezza -

    ciao, io anche ho un dolore da raccontare, un dolore che proverò a sfogare con le parole. Dopo 6 anni di fidanzamento, 5 di matrimonio e un bimbo di appena 3 anni, ecco arrivare un periodo di crisi economica e all’improvviso l’amore non esiste più, non mi ama più, ma mi vuole e mi vorrà sempre bene.dopo appena 15 giorni spunta lei, una donna che ha conosciuto al parco giochi dove andava con nostro figlio,separata con ben 5 figli. Niente ripensamenti, niente pudore, niente rispetto, ci va a casa, ci dorme insieme, si fanno vedere in macchina, escono tutte le sere insieme e tutti i sabato sera per andare da lei lascia il figlio in lacrime sotto casa ma lei è più importante del dolore del figlio.All’improvviso torna con le lacrime agli occhi, scusandosi perchè ha sbagliato, una sbandata la chiama e poi dice che tutti possiamo sbagliare, basta con il fatto che io glielo faccio pesare mica lo posso condannare fino alla morte? E’ passato un anno da quella maledetta sera e ho sofferto ho pianto, gli ho gridato in faccia tutta la mia rabbia, ho provato a capire, a pensare ma niente ancora oggi mi ritorna in mente quella maledetta frase: non ti amo più e tutte le cose che mi ha detto, che lui si era innamorato di lei che lo dovevo lasciare stare, che la vita era la sua.Non riesco ad accettare come si fa a buttare all’aria 11 anni, una famiglia per una sbandata, così la chiama lui. Io non credo più in niente, solo in mio figlio nel modo migliore di farlo crescere da sola. Non ho bisogno di lui, non riesco a perdonare perchè è come se dovessi perdonare qualcosa in cui non credo. E’ duro andare avanti, anche perchè lui è sempre qui,vuole sempre far parte della mia vita, come un caro amico. Mi confida del lavoro, delle sue giornate. Sul fatto che sia un bravo padre alzo le mani, dopo che si è lasciato con la sua sbandata è presente nella vita del figlio tutti i giorni. Ma non riesco a capire che vuole da me, come se io fossi il suo punto fermo. Ma io sono anche una donna non solo una mamma e vorrei ritrovare la mia libertà, la mia identità, i miei sogni….la mia vita.
    ciao a tutti

  • 33
    lilli -

    Ciao,
    leggere le tue parole mi fa capire perchè ti sei scelta un nick come “tristezza”.
    E’ dura, lo so, a maggior ragione quando queste tegole cadono sui figli. Io non so cosa sia meglio fare in tali casi. Ma credo che la cosa migliore da farsi è ascoltarsi. Ascolta te stessa, cerca di capire cosa vuoi per te, non pensare di sacrificare la tua vita per il bene di altri, credimi, sarebbe lo sbaglio più grande, perchè quando si sta male non si riesce a rendere felici nessuno che ci stia vicino.
    Mi riferisco a tuo figlio, che sicuramente sarà più contento di vivere con un solo genitore felice e non con una coppia disperata.
    Per quanto riguarda tuo marito…magari cerca di perdonarlo, se ti riesce, se poi credi che si sia rotto l’incanto e che non ci sia più niente da fare, allora, non ti crucciare e vai per la tua strada.
    Ti faccio i migliori auguri per la tua vita e spero per te che tu possa ritrovare la serenità. Se ritieni che queste poche righe possano esserti di aiuto o altro continua a scrivere, sarò qui.
    ciao.

  • 34
    Alessandra -

    Ho vissuto una storia per certi versi molto simile.
    Ho sofferto di un dolore le cui cicatrici non rimargineranno. Lo dico oggi a distanza di più di 3 anni dall’ultimo momento insieme.
    Al tempo ho provato a distrarmi nei modi più disparati. Inutilmente.
    Finché…non ho letto “Donne che amano troppo” di Robin Norwood. Solo lì ho capito. Un gran colpo di scena. Il mio amore, così puro e sincero, era malato! Il mio, anche il mio, non solo il suo! Nel libro ho ritrovato lati di me stessa che credevo aver annegato, invece approdati in un angolo dell’inconscio…ancora forti come un tempo. Ho anche scoperto “giochi” che non credevo di giocare, non vedevo. Insomma…questo libro mi ha aiutata, mi ha salvata.
    Oggi vivo serena, felice. Innamorata nuovamente. Ma di un uomo che sia realmente mio. E che mi ama a sua volta.
    In bocca al lupo!

    Ale.

  • 35
    tristezza -

    grazie sia a lilli sia a te ale, sicuramente comprero’ il libro, adoro leggere. E per quanto riguarda il perdono, non penso lilli che si possa perdonare chi ha fatto del male non a me ma in particolare a mio figlio, sai quando stava con l’amante una volta si è permesso perfino di portare il figlio a casa di lei. Ancora oggi mio figlio ricorda il nome e la strada per andare a casa della signora . Ti ricordo che mio figlio ha solo 4 anni. Questo ricordo un domani quando crescerà dovrà scontrarsi con la realtà di un padre che per una sbandata come la chiama lui, ha sacrificato la serenità e i sogni di un bambino di tre anni.
    un bacio

  • 36
    tiziana -

    Forse non c’è nulla da dire perchè se si potesse scegliere si sceglierebbe di continuare ad amare per tutta la vita la persona he scegliamo ma spesso non è così come così perfetto non è il lavoro o la vita sociale che facciamo ma quando ci toccano l’amore allora è dura..ma non per tutti. molti son meno sensibili e riescono a chiudere la porta subito e uno così , sano o malato, non vorrei incontrarlo MAI!

  • 37
    Anna -

    Non sono più giovane, sono single in quanto vedova da 10 anni. 6 anni fa conobbi un uomo, qualcosa di strano e di magico colpì la mia mente e si insinuò in essa, tanto che non c’é stato più spazio per altri pensieri, altri sogni.. ma lui non può amarmi, o almeno non possiamo costruire niente … é troppo avanti con gli anni, ora gravemente ammalato, ma pur sempre ironico e speciale, unico. Il solo sapere che in una città vicina lui ancora esiste mi dà sicurezza.. mi aiuta a vivere, a sopportare la mia solitudine.. eppure avrei ancora tante chances di vita sociale e affettiva… e invece sono qui, nessuno regge il confronto con lui nella mia mente…
    A parte la mia situazione personale, riguardo agli amori malati ho finito da poco di leggere un libro scritto da un’amica pure lei toscana, che riguarda una storia contrastata e quasi impossibile perchè i protagonisti non riescono a trovare la “forma di amare” Mi piacerebbe che qualcuno di voi lo leggesse ed esponesse il proprio parere. L’amica si chiama Diana Martini, il libro dal costo di Euro 10,30 viene pubblicato da Editrice Libri Firenze e sul posto viene commerciato tramite Mondadori.
    Un abbraccio a tutti voi. giovani amici ANNA

  • 38
    Anna -

    Buona sera, sono di nuovo Anna… prima non avevo letto le istruzioni e ora comprendo che quanto scrivevo a proposito del libro letto può sembrare un messaggio di propaganda. Ovviamente non é così, comunque mi scuso e prego ovviamente di non considerare questa parte. Grazie cordiali saluti ANNA

  • 39
    arianna -

    Ciao a tutti, io sto vivendo un amore malato perchè solo questo può essere. SPosata madre di due figlie, da anni in crisi con il marito,non sono anziana però. Conosco lui, bello come me, strano come me, impazzisco..letteralmente, per la prima volta faccio cose impensabili..e lui ora mi chiede che dobbiamo fare di tutto per arrivare a toccare il fondo arrivare all’inferno. Soffro perchè so che è sbagliato ma io dentro sono come lui, siamo anime in pena e io lo seguirò fino all’inferno perchè non posso slegarmi da lui..

  • 40
    linda -

    Rispondo ad Arianna .. L’inferno o iel paradiso sono dentro di noi e fa davvero male sentirti parlare così.. pensa alle tue figlie… Credo che dovresti prendere in considerazione una separazione, sono anch’io madre separata, fammi sapere..

  • 41
    ste -

    sono in un tunnel da cui sto cercando di uscire. sto soffrendo per amore. lui è sposato dice di amarmi e anch’io lo amo molto. ci sono i figli di lui che ama più di me e che non vuole far soffire. io ho voglia di isolarmi e di non vedere più nessuno a questo mondo. faccio fatica ad andare a lavorare non riesco a non pensare e a non rimuginare sulla mia sofferenza che mi porto dietro in ogni istante. vivo per soffrire e non trovo altro scopo. non riesco ad occuparmi di mia figlia. non so come venirne fuori. aiutatemi

  • 42
    lilli -

    Ciao Ste,
    come puoi vedere dalla mia lettera è passato un pò di tempo da quando l’ho scritta…oggi è diverso da ieri e, scusa la banalità, domani lo sarà ancora di più.
    Non ti arrendere alla sofferenza, non serve a nulla. Anche io ho passato un periodo (due anni circa) dove l’unica mia attività era piangere disperata.
    Oggi no. Vivo. La vita non può andare sempre come vogliamo. Pazienza. In ogni caso vale la pena di vivere.
    Lui ti ama? Mi dici di si, ma non mi spieghi perchè stai soffrendo. Ti ha mollato? Non vuole lasciare la moglie?
    E’ difficile con le poche cose che scrivi darti un aiuto.
    Raccontami la tua storia e …auguri.
    Lilli.

  • 43
    DAGO44 -

    lilli auguri di cuore,un abbraccio.DAGO44

  • 44
    stefania -

    ragazzi so bene cosa si prova e per quanto sia difficile e dura dobbiamo trovare la forza di razionalizzare tutto il cuore in questi casi deve tacere,solo la mente sa cosa e giusto per noi e una persona che ci trascina nel baratro della sua malattia e confusione e una persona che va assolutamente cancellata perche ci viene data una sola vita e una sola possibilita di viverla
    vi abbraccio forte vi sono vicina notte stefania

  • 45
    Anto -

    Sto male,male da morire,ho conosciuto mio marito quando avevo appena 18,oggi ne ho 33 ed un figlio di 8. Mi senti di averlo perso,che non e’ più mio e non so nemmeno se lo e’ mai stati,lui ha una sua vita di cui io non ne faccio parte,non conosco i suoi amici,i posti k frequenta,quando esce mi dice che lo fa per fare servizi ma io non so mai che servizi sono.esce tutte le sere nonostante sa che a me fa male,non mi parla e coinvolge in niente,mi sento di avere un estraneo a mio fianco e ho paura,paura perché mi senti sola,non so cosa prova per me e se posso contare ancora su di lui in un prossimo domani. Lui dice che non fa niente di male,che lui e’ così e che sono io che voglio stare male,ma non mi guarda più,non mi cerca più nell’intimità,non mi abbraccia e quando sta con noi sento e leggo un lui tanta noia. Eppure sono più giovane di lui di 17 anni,ma mi fa sentire così brutta!!!avvolte mi sento scoppiare…stasera mi ha lasciato in lacrime,mi ha detto che oggi non sopportava avermi vicino…non ce la faccio più,non passa un po’ di tempo con il figlio eppure penso che a lui dovrebbe amarlo..

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